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	<title>Rudy Giuliani Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 14:00:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rudy Giuliani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 14:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Scaricare Ciro Pahlavi e sostenere i "mujaeddin del popolo", per molto anni qualificati come organizzazione terrorista? Succede anche questo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fratelli-ditalia-scarica-il-figlio-di-palhavi-ma-spinge-per-un-gruppo-eversivo.html">Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/maryam-rajavi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una delle dichiarazioni più bizzarre, almeno all&#8217;apparenza, partorite dal <strong>governo Meloni</strong> in politica estera in questi giorni arriva da un senatore di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>. È scatenata dalle vacanze romane <a href="https://it.insideover.com/politica/pahlavi-e-non-solo-i-molti-fronti-dellopposizione-iraniana.html" type="link" id="https://it.insideover.com/politica/pahlavi-e-non-solo-i-molti-fronti-dellopposizione-iraniana.html">del figlio dell&#8217;ultimo Scià</a>, e riapre una discussione su chi debba essere l&#8217;interlocutore dell&#8217;opposizione iraniana, potenzialmente scatenando anche una piccola crisi diplomatica nella maggioranza. Qualche giorno fa è uscito allo scoperto il senatore <strong>Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata</strong>, un tempo vicino ai <strong>Radicali</strong>, poi ministro degli Esteri nel governo <strong>Monti</strong> e oggi plenipotenziario di incarichi e commissioni straordinari, con un <a href="https://x.com/GiulioTerzi/status/2044287805455471024" type="link" id="https://x.com/GiulioTerzi/status/2044287805455471024">post</a> su X (un tempo chiamato Twitter). Lì definisce <strong>Pahlavi Jr.</strong> un &#8220;autocandidato Scià figlio&#8221; e ricorda il sistema repressivo del padre, un monarca che scatenò la polizia torturatrice del <strong>Savak</strong> contro l&#8217;opposizione. Argomenti, inutile rimarcarlo, che in questi mesi sono stati patrimonio della diaspora iraniana democratica e della sinistra antimperialista.</p>



<p>Una botta di realismo e verità storica, in un mese di ridimensionamento del melonismo trumpiano? Non è così semplice. Si dà il caso che in questi mesi <strong>Terzi</strong> e <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> abbiano dato ampia visibilità a un&#8217;altra esponente dell&#8217;opposizione iraniana: <strong>Maryam Rajavi</strong>, un&#8217;anziana signora rappresentante ed erede dei <strong>Mujahedeen-e Khalq</strong>, &#8220;i mujahiddin del popolo&#8221; (da qui in poi <strong>Mek</strong>), presentandola come <strong>l&#8217;unica voce degna di essere ascoltata</strong> e complimentandosi con la sua «leadership».</p>



<p>Peccato che il <strong>Mek</strong>, <a href="https://x.com/arash_tehran" type="link" id="https://x.com/arash_tehran">scrive</a> uno storico rispettabile come <strong>Arash Azizi</strong> (Yale, <em>The Atlantic</em>), sia un <strong>«culto squilibrato che non rappresenta nessuno se non i propri membri (meno dell&#8217;1% degli iraniani)»</strong>. E se la pretesa di <strong>Pahlavi Jr.</strong> di essere il leader della transizione si è dimostrata priva di fondamento, il <strong>Mek</strong> è decisamente messo peggio. Durante la guerra Iraq-Iran si schierò con l&#8217;Iraq e perse qualunque sostegno in patria. Da allora ha assunto tratti sempre più estremi, antipopolari ed eversivi.</p>



<p>Non è un caso che il <strong>Mek</strong> sia stato designato come <strong>&#8220;organizzazione terrorista&#8221; per oltre un decennio da Stati Uniti e dall&#8217;Unione Europea</strong>. Non è nemmeno un caso che quella designazione sia stata eliminata a partire dal 2009, in occasione delle proteste antiregime degli iraniani di allora, quando l&#8217;élite politica clintoniano-bushista decise di investirci come possibile alternativa agli ayatollah. Figure come <strong>Rudy Giuliani</strong>, <strong>Mike Pompeo</strong> e <strong>John McCain</strong> hanno sostenuto o ricevuto soldi dal <strong>Mek</strong>. Un ex membro del gruppo raccontò come l&#8217;11 settembre 2001, in uno dei campi di rieducazione con tratti maoisti, si festeggiò l&#8217;attacco alle Torri Gemelle tra applausi, musica e dolci.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fazioni che si odiano tra loro</h2>



<p>Quella iraniana è una società straordinariamente variegata, con colori politici d&#8217;ogni tipo: pro regime, monarchici, pro Israele, marxisti, ecc. Ma se c&#8217;è una cosa su cui la stragrande maggioranza concorda è che <strong>il Mek on è un «movimento di resistenza», bensì una setta disprezzata</strong>. Eppure abbiamo visto in questi mesi il <strong>Mek</strong> in Parlamento, senza che nessun grande media approfondisse, mentre riviste glamour presentavano <strong>Rajavi</strong> come figura prestigiosa senza spiegarne le origini.</p>



<p>Dall&#8217;altra parte, anche <strong>Pahlavi</strong> è stato ricevuto alla Camera dei deputati: non era una visita di Stato, ci mancherebbe, ma un incontro organizzato da alcuni parlamentari di <strong>Forza Italia</strong> e <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> che ha finito per diventare un caso politico. Scaricato da <strong>Donald Trump</strong>, <strong>Pahlavi</strong> trova un <strong>Daniele Capezzone</strong>, ex <strong>Radicali</strong> anche lui, che lo chiama «principe» mentre lo intervista senza la minima contestazione. Il cimitero degli elefanti italiano è generoso: <strong>Maurizio Molinari</strong> su <strong><em>Repubblica</em></strong> e <strong>Cinque minuti</strong> da <strong>Bruno Vespa</strong> gli lasciano usare toni manichei e <a href="https://x.com/Maumol/status/2044669820419854715" type="link" id="https://x.com/Maumol/status/2044669820419854715">squinternati</a>. Il regime degli ayatollah sarebbe &#8220;sull&#8217;orlo del collasso&#8221; e le recenti operazioni militari occidentali sarebbero una sorta di <strong>&#8220;intervento di soccorso umanitario&#8221; per un popolo in ostaggio</strong>, con l&#8217;Iran paragonato alla Germania nazista. Se è difficile per i Paesi occidentali scegliere con chi parlare quando si immagina un futuro dopo il regime iraniano, nella Penisola parlano tutti i peggiori.</p>



<p>Ma forse sarebbe meglio prendere sul serio questa pantomima, perché la bizzarria dell&#8217;uscita di <strong>Terzi di Sant&#8217;Agata</strong> è solo apparente: è chiaro a questo punto che una parte del governo <strong>Meloni</strong>, o almeno di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>, abbia interesse a <strong>promuovere il Mek come unica alternativa per l&#8217;opposizione iraniana</strong>, nell&#8217;ignoranza generale. Adottando, per lo scopo, persino formule demolitorie contro quello stesso <strong>Pahlavi</strong> idolatrato nelle manifestazioni italiane del <strong>Terzo Polo</strong> e accolto con riverenza dal nostro mainstream.</p>



<p>Roma non sa a quale leader dell&#8217;opposizione dare visibilità, ma in ogni caso finisce per <strong>&#8220;tifare&#8221; in una competizione interna tra fazioni che spesso si detestano tra loro quanto detestano il regime di Teheran</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/fratelli-ditalia-scarica-il-figlio-di-palhavi-ma-spinge-per-un-gruppo-eversivo.html">Fratelli d&#8217;Italia scarica il figlio di Palhavi ma spinge per un gruppo eversivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mamdani conferma: farà arrestare Netanyahu se arriverà a New York</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mamdani-conferma-fara-arrestare-netanyahu-se-arrivera-a-new-york.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 17:35:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[crimini di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Benjamin Netanyahu? Sarà colpito dal mandato d&#8217;arresto del Dipartimento di Polizia di New York se metterà piede nella Grande Mela. Parola di Zohran Mamdani, che ieri ha parlato delle sue volontà future da sindaco eletto della città di New York. Mamdani si insedierà l&#8217;1 gennaio e ha ripercorso i punti chiave del suo programma parlando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mamdani-conferma-fara-arrestare-netanyahu-se-arrivera-a-new-york.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/presto-o-tardi-i-fatti-MAMDANI-NEW-YORK-NETANYAHU-si-incaricherebbero-di-dichiararlo-spergiuro-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Benjamin Netanyahu?</strong> Sarà colpito dal mandato d&#8217;arresto del Dipartimento di Polizia di New York se metterà piede nella Grande Mela. Parola di <strong>Zohran Mamdani, </strong>che ieri ha parlato delle sue volontà future da sindaco eletto della città di New York. Mamdani si insedierà l&#8217;1 gennaio e ha ripercorso i punti chiave del suo programma parlando con ABC7 il giorno dopo che il <a href="https://www.nytimes.com/2025/11/16/nyregion/eric-adams-israel-safety-mamdani.html">suo predecessore, <strong>Eric Adams</strong>, </a>ha visitato Israele incontrando proprio Netanyahu e sollevando dubbi sulla sicurezza degli ebrei nella città in cui Mamdani sarà il primo sindaco musulmano della storia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;affondo di Mamdani contro Netanyahu</h2>



<p>&#8220;<strong>Essere una città di diritto internazionale significa impegnarsi a rispettare il diritto internazionale</strong>&#8220;, ha dichiarato il 34enne nativo dell&#8217;Uganda, aggiungendo che &#8220;ciò significa rispettare i mandati della Corte penale internazionale, che siano a carico di <strong>Benjamin Netanyahu o di Vladimir Putin</strong>&#8220;. Per Mamdani la visita di Adams in Israele &#8220;è il motivo per cui i newyorkesi desiderano così disperatamente una nuova amministrazione, una che si concentri sui bisogni della città e cerchi di parlare ai newyorkesi della classe operaia su quali siano tali bisogni, anziché ai criminali di guerra&#8221;.</p>



<p>Insomma, se Netanyahu dovesse recarsi, da premier di Israele, all&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu nel settembre 2026 rischierebbe di essere arrestato. E questo nonostante gli <strong>Stati Uniti non siano membri della Corte Penale Internazionale,</strong> come dimostrato dall&#8217;impunità con cui Netanyahu ha più volte fatto la spola con Washington o anche dall&#8217;atterraggio tranquillo di Putin a Anchorage per il vertice con Donald Trump in Alaska del 15 agosto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mamdani contro Netanyahu, e il diritto sopra le leggi degli Usa</h2>



<p>Mamdani propone un cambio di paradigma presupponendo un<strong> diritto internazionale valido</strong> <strong>a prescindere</strong> dai trattati sottoscritti dal suo Paese, contrapponendo dunque un universalismo valoriale di cui New York sarebbe portavoce al solipsismo delle leggi nazionali. Presupposto ambizioso, rintuzzato da molti esperti di legge, come Joseph Weiler, che dirige il Jean Monnet Center for International and Regional Economic Law and Justice alla New York University e a <a href="https://www.jns.org/no-us-duty-or-right-to-arrest-netanyahu-legal-expert-says/">Jns ha dichiarato</a> che &#8220;gli Stati Uniti non hanno né il dovere né il diritto di arrestare Netanyahu a seguito di un mandato di arresto emesso dalla Cpi&#8221;, forse però non cogliendo che la volontà di Mamdani è andare proprio oltre questo vincolo formale.</p>



<p>Mamdani, che alle elezioni comunali <a href="https://forward.com/news/783379/jewish-vote-nyc-cuomo-mamdani/">ha portato in dote al <strong>Partito Democratico</strong> le comunità ebraiche di Manhattan e Brooklyn</a> lasciando allo sfidante <strong>Andrew Cuomo</strong> i voti dei più ortodossi, è stato colpito da una serie di anatemi politici da parte dei segmenti più oltranzisti della politica filoisraeliana a stelle e strisce, sia democratica che repubblicana. Accusato da 850 rabbini americani di <a href="https://www.timesofisrael.com/650-us-rabbis-sign-letter-opposing-mamdani-and-the-political-normalization-of-anti-zionism/">&#8220;normalizzazione politica&#8221; dell&#8217;anti-sionismo, Mamdani ad Abc7</a> ha dichiarato che &#8220;sarà mia responsabilità non solo proteggere gli ebrei newyorkesi, ma anche celebrarli e onorarli&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Mamdani e le istituzioni di New York</h2>



<p>Il sindaco entrante prende una posizione netta e su Netanyahu sicuramente scontenterà chi, nel suo partito e nel Partito Repubblicano, lo ha indicato come presunta minaccia ai valori americani. Ironia della sorte, parte dei conservatori duri e puri ha <strong>tirato in ballo il presunto oltraggio rappresentato dall&#8217;elezione di un musulmano a sindaco</strong> nella città degli attentati dell&#8217;11 settembre proprio pochi giorni prima che <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-riceve-al-sharaa-meeting-blindato-e-via-le-ultime-sanzioni-alla-siria.html"><strong>Ahmad al-Sharaa, </strong>un ex membro di Al-Qaeda,</a> l&#8217;organizzazione responsabile della strage delle Torri Gemelle, varcasse le porte della Casa Bianca e incontrasse Trump come redento capo di Stato della nuova Siria. Un caso di tempismo non ottimale, verrebbe da dire. </p>



<p>Mamdani, in ogni caso, si presenterà all&#8217;esordio da sindaco con grandi aspettative: vuole costruire una <strong>New York più sostenibile, accessibile e inclusiva</strong> su ogni fronte. Su quello economico come su quello politico. La promessa di arrestare Netanyahu rientra nella volontà di fare della città un avamposto globale per un nuovo modello di sviluppo che non può prescindere dal <strong>prestigio delle sue istituzioni</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente: quando Giuliani attaccò Arafat</h2>



<p>Non è la prima volta che un <strong>sindaco di New York</strong> rivendica il suo ruolo come figura non solo amministrativa: il 23 ottobre 1995 l&#8217;alloral sindaco Rudy Giuliani, repubblicano e filoisraeliano di ferro, fece cacciare il leader dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Yasser Arafat, che due anni prima aveva ricevuto il Nobel per la Pace, da un concerto al Lincoln Center mentre l&#8217;ex guerrigliero si trovava in città per l&#8217;assemblea che celebrava i 50 anni delle Nazioni Unite. </p>



<p><a href="https://www.washingtonpost.com/archive/opinions/1995/10/26/a-new-york-insult-to-mr-arafat/d384ef9c-4d3a-4a90-af64-b8b8b8b10416/">Giuliani definì Arafat un &#8220;terrorista e assassino impunito&#8221;</a> nonostante due anni prima avesse firmato gli Accordi di Oslo con <a href="https://it.insideover.com/storia/rabin-trentanni-dopo-chi-ieri-lha-ucciso-oggi-governa-israele.html">Yitzhak Rabin</a>. <strong>Potrebbero i sostenitori di quella mossa di allora lamentarsi di Mamdani se decidesse di agire</strong> contro chi la Cpi ricerca oggi come criminale di guerra e contro l&#8217;umanità, dunque come molto più di un &#8220;assassino impunito&#8221;, ovvero Netanyahu? Se qualcuno lo facesse, citiamo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/italia-sovrana-di-bettino-craxi.html">Bettino Craxi,</a>  &#8220;presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro&#8221;.</p>



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		<title>Da Cosa Nostra a YouTube: i boss della mafia americana che oggi dominano la Rete</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/da-cosa-nostra-a-youtube-i-boss-della-mafia-americana-che-oggi-dominano-la-rete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 14:51:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Ex boss della mafia americana hanno trasformato YouTube nel loro nuovo palcoscenico, raccontando crimini e redenzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/da-cosa-nostra-a-youtube-i-boss-della-mafia-americana-che-oggi-dominano-la-rete.html">Da Cosa Nostra a YouTube: i boss della mafia americana che oggi dominano la Rete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/istockphoto-1198321891-612x612-1-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Makeup, videogiochi, intrattenimento, viaggi, musica, divulgazione: in 20 anni di onorata carriera, <strong>Youtube </strong>ci ha regalato finestre su ogni dove umano. Una piattaforma diventata palcoscenico per giovani e meno giovani in grado di far qualcosa &#8211; qualunque ormai &#8211; che attiri il pubblico. Non sono da meno le storiche <strong>famiglie mafiose americane</strong>, i cui boss &#8211; pagato (si fa per dire) il loro conto con la giustizia &#8211; sbarcano sempre più spesso sul tubo per insegnare la vita. Una volta giuravano fedeltà con una puntura al dito e un santino bruciato tra le mani. Oggi giurano davanti a una webcam. I protagonisti di questa storia non sono i personaggi di una serie Netflix, ma ex mafiosi in carne e ossa — e soprattutto in pixel — che, dopo anni di sangue e silenzi, hanno trovato redenzione (o business) nell’unico luogo dove anche il crimine cerca like.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Michael Franzese, il sopravvissuto</h2>



<p><strong>Michael Franzese </strong>non è solo un nome da romanzo, ma uno dei rari casi in cui un boss mafioso è riuscito a uscire da Cosa Nostra senza farsi ammazzare. Figlio dell’<em>underboss</em> <strong>John “Sonny” Franzese</strong> della <strong>famiglia Colombo</strong>, Michael era destinato a &#8220;grandi cose&#8221; — e così fu. Negli anni Ottanta orchestrò una truffa multimilionaria sulla benzina, rubando più soldi all’IRS (l&#8217;agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi) di quanti ne potesse immaginare un qualsiasi CEO della Silicon Valley.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Face to Face with the Prosecutor Who Came After Me | Rudy Giuliani" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/20YCkIK0DyQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_20YCkIK0DyQ");</script>
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<p><br>Ma a differenza di tanti altri colleghi finiti in fondo a un lago, Michael decise, dopo il carcere, di cambiare vita. Non lo fece da collaboratore di giustizia, ma da dissociato con microfono. Così nel 2020 apre il suo canale YouTube: oggi conta <strong>1,69 milioni di iscritti</strong>, oltre 265 milioni di visualizzazioni e un tono più da Ted Talk che da <em>Goodfellas</em>. Racconta aneddoti mafiosi, giudica film (di mafia, ovviamente), e dispensa consigli su fede, finanza e leadership. Insomma, un ex boss che ora fa formazione spirituale su LinkedIn e YouTube. Ma anche un intervistatore dalle discrete capacità, tanto di invitare nel suo &#8220;salotto&#8221; perfino uno come <strong>Rudy Giuliani</strong>, con il quale lasciarsi andare a battutacce alla &#8220;facce ride&#8221;. Ma se il crimine non paga, il contenuto sì.<br>Secondo HypeAuditor, il suo canale raggiunge un tasso di engagement del 4,37 %, un valore ben al di sopra della media, e con oltre 157 000 visualizzazioni medie per video. Un canale attivo sette giorni su sette, che intercetta <strong>un pubblico variegato</strong>: non solo nostalgici del mondo gangster, ma anche giovani imprenditori, appassionati di cinema e fedeli motivati in cerca di guida. In Irlanda e Regno Unito, grazie al tour “Remade Man”, ha attratto spiritualmente uomini giovani, largamente maschi, interessati a “<em>leadership, fede e modello paterno</em>”. Il pubblico, insomma, è internazionale, composto da chi cerca nella sua storia non il sangue e il potere, ma la redenzione e un modello di successo alternativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sammy Gravano, il prototipo dell&#8217;antieroe americano</h2>



<p><strong>Sammy Gravano</strong>, invece, non è soltanto un ex mafioso: è una macchina da guerra a cui oggi basta una sedia, un microfono e una connessione Wi-Fi per incutere più timore di una pistola carica. Ex sottocapo della<strong> Famiglia Gambino</strong> e autore confesso di 19 omicidi, Sammy è l’uomo che orchestrò l’<strong>assassinio di Paul Castellano</strong>, spalancando le porte del potere a <strong>John Gotti</strong>. Ma quando Gotti cominciò a scaricarlo (letteralmente, su intercettazione), Gravano cambiò casacca: nel 1991 divenne il più noto <strong>collaboratore di giustizia</strong> della storia mafiosa americana. Tradì Cosa Nostra, sì. Ma non la narrativa.<br>Dopo il carcere, nel 2020, arriva su YouTube. Il suo canale vanta oggi oltre <strong>657.000 iscritti</strong>, 132 milioni di visualizzazioni e centinaia di video. Il tono è diretto, freddo, senza fronzoli: Sammy racconta omicidi, trame, faide e rimorsi con la serenità di un impiegato che spiega Excel. Ma non solo: esattamente come Franzese, ci vuole spiegare la politica estera americana.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Is WW3 Closer Than You Think? | Let&#039;s Talk Iran &amp; Israel (The Bullpen Ep. 6)" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/-hIexKugps4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_-hIexKugps4");</script>
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<p>Culturalmente, è diventato una sorta di <strong>antieroe americano</strong>. Un uomo che dice la verità — o almeno una sua versione — con una telecamera puntata addosso. A metà tra confessionale e cronaca nera in tempo reale.</p>



<p>Le analisi suggeriscono che oltre al <strong>pubblico “true crime”</strong> — particolarmente interessato a omicidi e tradimenti — tra i suoi spettatori ci siano <strong>agenti dell’FBI</strong>, che utilizzano i suoi podcast come strumento investigativo per comprendere la mentalità mafiosa. Il suo pubblico è quindi composito: da studenti e appassionati di crimine, fino ad analisti, cultori della giustizia e forze dell’ordine. Gravano parla con tono calmo ma spietato, il che crea un&#8217;atmosfera quasi sinistra: una <strong>docuserie interattiva</strong>, dove l’orrore si ascolta in diretta e la testimonianza di un killer diventa una fonte primaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un caffè con Frank Cullotta</h2>



<p><strong>Frank Cullotta,</strong> invece, era il mafioso con l’accento di Chicago e il cuore a Las Vegas. Ex membro della Chicago Outfit e braccio destro di <strong>Tony “The Ant” Spilotro</strong>, gestiva la cosiddetta “<strong>Hole in the Wall Gang”</strong>, una banda di ladri esperti in furti silenziosi e violenti, spesso entrando dalle pareti. Cullotta fu coinvolto in omicidi, rapine, estorsioni — e poi, come spesso accade, qualcuno cercò di farlo fuori. Allora si anticipò: nel 1982 diventò<strong> testimone dell’FBI</strong>, aiutò a smantellare l’Outfit e, anni dopo, collaborò persino con <strong>Martin Scorsese </strong>per il film <em>Casino</em>, ispirato alla sua storia.<br>Nel 2020, ormai settantenne e stanco di silenzi, apre il canale <em>Coffee with Cullotta</em>. Più che un canale, un salotto di ricordi criminali. Registrò una serie di video — circa 80 — nei quali raccontava la vera Las Vegas mafiosa. </p>



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<p>Anche se il suo pubblico era di nicchia, <strong>il suo impatto è stato documentaristico</strong>: il vecchio killer diventato archivio vivente di una città costruita sui soldi sporchi e la paura. Morì nell’agosto 2020, lasciando in eredità il suo canale come una capsula del tempo. </p>



<p>Non sono disponibili dati precisi su iscritti o visualizzazioni, ma il suo canale presenta circa 80 video, tutti incentrati su Las Vegas e crimini storici. Il pubblico di “Coffee with Cullotta” è di nicchia: storico, accademico, appassionato del crimine organizzato pre-1980. Università, giornalisti, biblioteche digitali e documentaristi richiamano i suoi contenuti per la loro autenticità — si parla di archivio mafioso more che di intrattenimento virale. Cullotta è una testimonianza storica più che una star.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quello che il governo non dice, John Alite lo sa</h2>



<p>Ma la parata del mafi-star non può dimenticare <strong>John Alite</strong>: non un “<em><strong>made man</strong></em>” — e ci tiene a precisarlo. Non perché sia umile, ma perché non poteva esserlo: era di origine albanese, e le regole di Cosa Nostra sono piuttosto conservatrici in fatto di sangue. Tuttavia, fu uno dei più fidati esecutori della Famiglia Gambino, stretto collaboratore di John Gotti Jr., e autore — secondo lui — di sparatorie, estorsioni e traffico di droga su vasta scala. Arrestato in Brasile, estradato e processato, Alite scelse anche lui la via della collaborazione con la giustizia. Ma con una marcia in più: l<strong>a passione per il palcoscenico</strong>.</p>



<p>Il suo canale <strong><em>Mafia Truths </em></strong>conta oggi oltre 92.000 iscritti e più di 15 milioni di visualizzazioni. Qui, Alite fa podcast, interviste e sfoghi settimanali in cui smonta miti mafiosi, lancia accuse (anche a Sammy Gravano), e si propone come coscienza critica della mafia 2.0. Armato di maglietta con l&#8217;aquila, cappellino MAGA e titoli alla &#8220;noncielodicono&#8221;, appare meno raffinato di Franzese, meno glaciale di Gravano.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Why Trump and RFK Are America’s Last Hope: The Truth the Media Won’t Share!" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/CFYFvPkYdAA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_CFYFvPkYdAA");</script>
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<p>Alite è un <strong>provocatore naturale</strong>. A tratti sembra un combattente da<em> talk show</em>, a tratti un moralista pentito. Il suo pubblico è meno vasto ma estremamente coinvolto. E se la mafia è sempre stata teatro, Alite sembra averne capito perfettamente il copione — e lo recita in diretta.</p>



<p>I contenuti di Alite attirano un <strong>pubblico polarizzato</strong>: giovane, provocatorio, spesso interessato a narrazioni anti-mitologiche e confessioni violente. In base agli studi sull’area “<em>manosphere</em>” e discorsi estremisti, tendenze populiste e forum virali interagiscono con contenuti forti e misogini, un luogo dove Alite si inserisce con discorsi diretti, aggressivi e occasionalmente controversi . È un personaggio che incita reazioni forti: amato per la schiettezza e criticato per la retorica sensazionalistica.</p>



<p>Tra confessioni shock e <em>storytelling </em>strategico,  gli ex-boss ridefiniscono l’immaginario criminale nel mondo digitale. Gli americani sono affascinati da questi antieroi perché incarnano uno dei miti fondativi della cultura statunitense: <strong>la redenzione attraverso il peccato</strong>. In un Paese dove il successo spesso conta più del percorso e dove il &#8220;<em>self-made man</em>&#8221; può anche essere un ex killer in doppiopetto, questi uomini offrono una narrativa irresistibile — il criminale che sopravvive, cambia, ma resta leggenda. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/da-cosa-nostra-a-youtube-i-boss-della-mafia-americana-che-oggi-dominano-la-rete.html">Da Cosa Nostra a YouTube: i boss della mafia americana che oggi dominano la Rete</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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