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	<title>Roman Abramovich Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Roman Abramovich Archives - InsideOver</title>
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		<title>I rapporti di Pirlo con la Russia fanno discutere ma il calcio è pieno di casi anche più clamorosi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 04:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di contraddizioni del genere il calcio ne ha vissute molte, troppe per salire su un piedistallo morale nel solo caso di Pirlo. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-rapporti-di-pirlo-con-la-russia-fanno-discutere-ma-il-calcio-e-pieno-di-casi-anche-piu-clamorosi.html">I rapporti di Pirlo con la Russia fanno discutere ma il calcio è pieno di casi anche più clamorosi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="calcio" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/calcio-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La telenovela per scegliere il nuovo allenatore della Nazionale italiana di calcio si è arricchita negli ultimi giorni di una complicazione decisamente prevedibile. Il favorito per sedersi sulla panchina azzurra, <strong>Andrea Pirlo,</strong> è stato messo in discussione prima ancora dell&#8217;annuncio ufficiale, e non per ragioni propriamente sportive, ma per <strong>i suoi rapporti con la Russia</strong>.</p>



<p>È riemerso, infatti, un <a href="https://www.theguardian.com/football/2026/may/27/andrea-pirlo-marco-materazzi-criticised-attending-football-day-russia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articolo del <em>Guardian</em></a> dello scorso maggio, passato inizialmente abbastanza sottotraccia nel nostro Paese: raccontava del viaggio a Mosca di Pirlo e di un altro noto ex calciatore italiano, <strong>Marco Materazzi</strong>, per partecipare a un festival dedicato al calcio internazionale. La partecipazione dei due campioni del mondo del 2006 era stata organizzata da <strong>Fonbet</strong>, un&#8217;importante società di scommesse russa che ha tra i propri investitori anche <strong>Sergey Lomakin</strong>, il proprietario dello United FC di Dubai, il club allenato da un anno proprio da Pirlo.</p>



<p>La collaborazione tra il probabile nuovo allenatore dell&#8217;Italia e Fonbet è stata siglata ufficialmente lo scorso ottobre, e vede Pirlo nella veste di global ambassador del brand. Di per sé, questa partnership sarebbe problematica anche se non riguardasse una società russa: il ruolo di commissario tecnico della Nazionale comporta<strong> l&#8217;interruzione di qualsiasi rapporto commerciale con società legate al mondo del gioco d&#8217;azzardo</strong>. Ma l&#8217;accusa che ha fatto più discutere è chiaramente quella di essere pagato dalla Russia (o comunque da oligarchi vicini al governo russo).</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Andrea Pirlo’s hopes of becoming Italy coach took another battering after FC United owner Sergey Lomakin denied he was behind the contract with Russian gambling company Fonbet.<a href="https://x.com/hashtag/Azzurri?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Azzurri</a> <a href="https://x.com/hashtag/Calcio?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Calcio</a> <a href="https://x.com/hashtag/Pirlo?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Pirlo</a> <a href="https://x.com/hashtag/UnitedFC?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#UnitedFC</a> <a href="https://x.com/hashtag/Nazionale?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Nazionale</a> <a href="https://t.co/0N4CYct9WY">pic.twitter.com/0N4CYct9WY</a></p>&mdash; Football Italia (@footballitalia) <a href="https://x.com/footballitalia/status/2081465442636300438?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Con Pirlo non è stato tenero neppure <strong>Andriy Shevchenko</strong>, suo ex compagno di squadra ai tempi del Milan e oggi portavoce di primo piano della causa ucraina, al punto da essere uno dei consiglieri di Volodymyr Zelenskyy. &#8220;Ho parlato direttamente con molti di loro e ho espresso chiaramente la mia contrarietà. Condanno ciò che hanno fatto&#8221; <a href="https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/nazionale/anche-shevchenko-contro-pirlo-per-i-rapporti-con-la-russia-condanno-quello-che-ha-fatto-mi-ha-ferito_114834906-202602k.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha spiegato Shevchenko</a>, riferendosi non solo a Pirlo e Materazzi, ma anche a Francesco Totti, che nell&#8217;aprile del 2025 aveva partecipato a un evento a Mosca organizzato da un&#8217;altra società di scommesse, Bookmaker Ratings.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le controversie e i doppi standard del calcio</h2>



<p>Il caso di Pirlo non è, quindi, unico. Ma tracciare una linea morale riguardo a questi rapporti, nel mondo del calcio, è molto più complicato di quanto sembri. Le due alternative più discusse per la panchina dell&#8217;Italia, a ben vedere, presentano situazioni non molto differenti. <strong>Antonio Conte</strong> è stato allenatore del Chelsea tra il 2016 e il 2018, ai tempi in cui il club inglese era di proprietà dell&#8217;imprenditore russo Roman Abramovich, molto vicino a Putin al punto che, dopo l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, dovette vendere la squadra. <strong>Roberto Mancini</strong> è stato allenatore, nella stagione 2017/18, dello Zenit San Pietroburgo, ovvero del club di proprietà di Gazprom.</p>



<p>Anche l&#8217;ex ct dell&#8217;Italia <strong>Luciano Spalletti </strong>ha allenato lo Zenit, tra il 2009 e il 2014, senza che nessuno avesse in alcun modo obiettato alla sua nomina. Si può obiettare che, nel suo caso, il lavoro in Russia era stato in un&#8217;epoca in cui l&#8217;atteggiamento generale verso Putin era molto differente da quello attuale. Ma le esperienze di Mancini e Conte sono state successive al 2014, l&#8217;anno dell&#8217;annessione della Crimea e dell&#8217;inizio della guerra nel Donbass, che rappresentano il prologo dell&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina dei otto anni dopo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Italy’s coaching search gets even crazier… <br><br>Gazzetta reports Paolo Maldini could resign if he’s not allowed to appoint Pirlo as Italy’s next coach.<br><br>Reminder: Maldini only took the job 16 days ago. <a href="https://t.co/4RtvOIccII">pic.twitter.com/4RtvOIccII</a></p>&mdash; Italian Football TV (@IFTVofficial) <a href="https://x.com/IFTVofficial/status/2081429594779861442?ref_src=twsrc%5Etfw">July 26, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Allungando lo sguardo oltre la Russia, le connessioni discutibili degli allenatori che sono stati affiancati all&#8217;Italia in questi giorni non mancano. Il già citato Mancini è stato <strong>allenatore dell&#8217;Arabia Saudita tra il 2023 e il 2024</strong>, nonostante l&#8217;esercito di Riad sia ancora profondamente impegnato nella guerra in Yemen: <a href="https://caat.org.uk/data/countries/saudi-arabia/the-war-on-yemens-civilians/" id="https://caat.org.uk/data/countries/saudi-arabia/the-war-on-yemens-civilians/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si stima</a> che siano morte almeno 377.000 persone in circa undici anni di conflitto. <strong>Pep Guardiola</strong>, che è stato a lungo il candidato principale per la panchina della Nazionale, ha trascorso gli ultimi dieci anni sulla panchina del Manchester City, un club di proprietà degli Emirati Arabi Uniti, il cui ruolo in varie guerre in giro per il mondo, tra cui soprattutto quella in Sudan, è stato <a href="https://www.nytimes.com/2025/06/29/world/middleeast/emirates-manchester-city-soccer-sudan.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ampiamente dimostrato</a>.</p>



<p>Nel 2024, la Salernitana ingaggiò l&#8217;attaccante israeliano <strong>Shon Weissman</strong>, che mesi prima aveva pubblicato sui social diversi messaggi che supportavano i crimini di guerra dell&#8217;IDF a Gaza, e nemmeno nel suo caso ci furono proteste (cosa avvenuta, invece, <a href="https://it.insideover.com/politica/inneggi-ai-bombardamentisu-gaza-e-noi-non-ti-ingaggiamo-shon-weissman-e-il-fortuna-dusseldorf.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in Germania</a>). Di contraddizioni del genere, il calcio italiano ne ha vissute molte negli ultimi anni, troppe per poter salire su un piedistallo morale nel solo caso di Andrea Pirlo.</p>
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		<item>
		<title>Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poroshenko, Akhmetov, Firtash... I soliti noti dell'economia e della politica ucraina ragionano sul "dopo Zelensky". Ma con cautela perché... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html">Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo tre anni passati a santificare Volodymyr Zelensky e a esaltarne gesti e parole, nascondendo accuratamente ogni possibile spunto critico, i media sembrano non far caso al coraggio e all&#8217;abilità con cui il Presidente ucraino sta gestendo questa fase della sua esperienza politica, forse la più complicata da quando, nel 2019, il 72,3% dei voti lo proiettò alla presidenza. Oggi Zelensky deve guardarsi dalle mire della Casa Bianca di <strong>Donald Trump</strong>, che palesemente non lo ama e lo vorrebbe fuori dai piedi. Dalle manovre (politiche) e dalle offensive (militari) di <strong>Vladimir Putin</strong>, che punta ad approfittare di quanto appena detto e della prolungata difficoltà delle truppe ucraine sul campo. E dalle incertezze dell&#8217;Europa, che promette e invia aiuti ma non trova la compattezza necessaria per fornire quelle &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; che Kiev considera indispensabili per avviare una qualunque trattativa.</p>



<p>È una battaglia, quella attuale, che Zelensky combatte per il futuro del suo Paese e anche per il futuro suo, politico e personale. Tra i tanti fronti su cui essa si svolge c&#8217;è, meno indagato ma non meno importante, quello interno. È chiaro che finché resterà in vigore la legge marziale <strong>(ai primi di maggio dovrà eventualmente essere rinnovata)</strong> l&#8217;attuale assetto di potere sarà intoccabile, a meno di eventi traumatici (per esempio, un colpo di Stato militare nel caso che il fronte dovesse tracollare) che al momento non sembrano alle viste. Il dato più significativo, in questo periodo, è il ritorno in pista degli oligarchi, da sempre una delle più significative forze motrici della politica ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno di Poroshenko</h2>



<p>Nell&#8217;autunno del 2021 Zelensky aveva fatto approvare dal Parlamento le due leggi cosiddette &#8220;anti-oligarchi&#8221; che, oltre a risollevare il suo rating allora piuttosto depresso, sembravano aver risolto, o almeno ridimensionato il problema. In sostanza, chi rispondeva a una serie di caratteristiche (fortuna personale oltre 80 milioni di dollari, posizione dominante nei media, ecc. ecc.) veniva definito &#8220;oligarca&#8221; e penalizzato da una serie di provvedimenti: divieto di partecipazione alle privatizzazioni, divieto di assumere cariche pubbliche, fiscalità sfavorevole e così via. Il punto fondamentale della legge stava nel fatto che a decidere chi fosse o non fosse un &#8220;oligarca&#8221; (e quindi dovesse essere o non essere penalizzato) <strong>era il Consiglio di sicurezza, i cui membri erano e sono di nomina presidenziale.</strong> Di fatto, quindi, era lo stesso Zelensky a distribuire o ritirare la patente di correttezza ai super-ricchi dell&#8217;Ucraina. Questi, ovviamente, si erano inchinati. Poi l&#8217;invasione russa e la legge marziale avevano fatto il resto, trasformandoli quasi tutti in impeccabili patrioti.</p>



<p>Gli oligarchi ucraini, però, come dei bambù, si erano solo piegati sotto la bufera, aspettando il momento buono per raddrizzarsi. Momento che, a quanto pare, ora sentono in avvicinamento. Il caso più evidente è quello dell&#8217;ex presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>, storico oppositore di Zelensky. Clamorosamente sconfitto nel 2019, Poroshenko era stato emarginato e più volte messo sotto processo, negli ultimi anni, con le solite accuse di &#8220;tradimento&#8221; o di collaborazione con il nemico secessionista del Donbass. Poco importava che, di fronte all&#8217;aggressione russa, Zelensky avesse adottato la piattaforma politica (esercito, religione e lingua) che aveva portato Poroshenko a perdere la presidenza. Con la guerra che va male e la prospettiva di una pace &#8220;non giusta&#8221; che sembra farsi sempre più concreta, però, <strong>il nazionalista intransigente Poroshenko è pian piano tornato al centro della scena.</strong> E qualche settimana fa gli emissari di Donald Trump l&#8217;hanno incontrato (insieme con Julija Tymoshenko, altra avversaria di Zelensky), badando bene a farlo sapere. Risultato: Solidarietà europea, il partito di Poroshenko, nei più recenti sondaggi sopravanza Servo del popolo. E lo stesso oligarca non è poi così distante dallo stesso Zelensky.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attivismo di Akhmetov</h2>



<p>Carriera politica o no, Poroshenko era e resta un oligarca. Un collega, quindi, di <strong>Rinat Akhmetov</strong>, un altro oligarca<a href="https://letteradamosca.eu/2025/03/17/akhmetov-e-gli-oligarchi-per-il-post-zelensky/"> molto attivo in questo periodo</a>. Akhmetov, un tataro del Volga di fede musulmana sunnita, è originario di Donetsk. Secondo Forbes, nel 2024 era ancora tra i mille uomini più ricchi del mondo (785°, per la precisione) ed è titolare di <strong>Metinvest, uno dei primi 50 gruppi al mondo nel settore della metallurgia e dell&#8217;acciaio.</strong> Ha tantissimi interessi nelle regioni ora occupate dalla Russia, a partire da Azovstal, l&#8217;acciaieria di Mariupol in cui si erano asserragliati e avevano a lungo resistito gli uomini del famoso Battaglione Azov.</p>



<p>Non può quindi stupire se le voci da Kiev lo danno impegnato a cercare di ricucire i contatti con il mondo politico e imprenditoriale russo, sfruttando un canale privilegiato: <strong>Roman Abramovich</strong>,  l&#8217;oligarca russo che è un suo vecchio sodale e che nel 2022-2023 sembrava poter giocare un certo ruolo <strong>nelle trattative, poi fallite, tra Russia e Ucraina.</strong> L&#8217;idea di Akhmetov è di proporsi al Cremlino come una specie di &#8220;garante&#8221;, fin nome degli affari, dei buoni rapporti futuri tra i due Paesi. E per questo appoggia le ambizioni di <strong>Oleksy Arestovich</strong>, un tempo agguerrito consigliere di Zelensky diventato leader militare e da tempo, invece, trasformatosi in suo critico all&#8217;insegna del realismo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La lobby del gas e del petrolio</h2>



<p> Un&#8217;altra frangia dell&#8217;oligarchia ucraina interessante dal punto di vista politico è quella che si è raccolta intorno ad alcuni tycoon del gas e del petrolio, in particolare <strong>Dmytro Firtash</strong>, già molto influente durante le presidenza di Viktor Jushenko e Viktor Janukovich. Gli Usa lo accusano di legami con la criminalità organizzata e hanno emesso nei suoi confronti un mandato di cattura. firtash combatte da Vienna la richiesta di estradizione ed è curioso che i suoi avvocati siano due associati di <strong>Rudolph Giuliani</strong>, già avvocato personale di Donald Trump. Comunque sia, Firtash ha raccolto dietro di sé ex esponenti del partito filorusso Piattaforma di opposizione &#8211; Per la vita come Jurij Bojko e Serhiy Ljovochkin sulla base di un manifesto intitolato <a href="https://lannyjdavis.medium.com/why-cant-ukraine-be-the-switzerland-of-eurasia-b401c37baaf3">&#8220;Perché l&#8217;Ucraina non può essere la Svizzera dell&#8217;eurasia?&#8221;</a>. Facile intuire quale sia la proposta: citando, &#8220;un&#8217;Ucraina neutrale, partner economica e commerciale di tutti, alleata militare di nessuno&#8221;. Una vecchia proposta che, qualche anno fa, avrebbe forse potuto evitare la guerra ma che oggi presuppone uno scontro frontale con le posizioni di Zelensky e con quelle dell&#8217;Europa, che immagina una &#8220;Ucraina porcospino&#8221;, armate e concentrata sul ruolo di primo baluardo di un espansionismo russo che viene dato per inevitabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma Zelensky non è finito</h2>



<p>Pare proprio, insomma, che gli oligarchi si stiano preparando a raccogliere l&#8217;eredità di Zelensky per indirizzare, come sempre hanno fatto, le sorti del Paese. Devono stare attenti, però, a non fare i conti senza l&#8217;oste: <strong>Zelensky sta affrontando sfide difficili ma non è certo finito.</strong> In più, ha mostrato, sia da imprenditore dello spettacolo sia da presidente, di saper cavalcare i marosi generati dagli oligarchi: quando, appena insediato, nominò il tecnocratico Governo Honcharuk, che aveva la <em>mission</em> di combattere gli oligarchi; quando, dopo pochi mesi, lo sostituì con una compagine di volti noti guidata dall&#8217;attuale premier Shmyhal, ch&#8217;era stato un manager di Akhmetov; e quando, come ricordato, ha fatto approvare le leggi anti-oligarchi.</p>



<p>Anche individualmente i super-ricchi ucraini devono fare attenzione. Akhmetov, a fine 2021, fu lambito da accuse orchestrate dallo stesso Zelensky, che lo vedevano potenziale finanziatore di un tentativo di colpo di Stato. Firtash, accusato di essere in torta coi russi, ha avuto molte proprietà sequestrate. Zelensky è un osso duro. E, secondo quanto dicono alcuni, avrebbe per gli oligarchi un piano B: un accordo per mandare alla presidenza, quando si tenessero elezioni, una figura di compromesso individuata nell&#8217;ex generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>. Soldato capace, personaggi assai popolare in patria ma politico di ridotto spessore. Un re travicello che potrebbe ottimamente fare da schermo ai patti tra i veri poteri forti dell&#8217;Ucraina: Zelensky con le forze armate e i servizi di sicurezza, gli oligarchi con la forza del denaro e delle competenze economiche.</p>



<p></p>



<p></p>
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