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	<title>Roberto Cingolani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Roberto Cingolani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Leonardo e i dilemmi dell&#8217;industria della Difesa: perché è finita l&#8217;era Cingolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-i-dilemmi-dellindustria-della-difesa-perche-e-finita-lera-cingolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 10:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roberto Cingolani non sarà più l'amministratore delegato di Leonardo e sarà sostituito dal direttore generale Lorenzo Mariani.. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-i-dilemmi-dellindustria-della-difesa-perche-e-finita-lera-cingolani.html">Leonardo e i dilemmi dell&#8217;industria della Difesa: perché è finita l&#8217;era Cingolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Roberto Cingolani </strong>non sarà più l&#8217;amministratore delegato di Leonardo e sarà sostituito dal direttore generale <strong>Lorenzo Mariani.</strong> Lo ha deciso il governo di <strong>Giorgia Meloni</strong> nel quadro di una tornata di nomine delle società partecipate pubbliche (Leonardo vede poco meno di un terzo del capitale in mano al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze) improntata su altri fronti (Eni, Enel, <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html" type="post" id="510234">Poste Italiane</a>) a una <strong>sostanziale continuità.</strong> La fine dell&#8217;era Cingolani, contraddistinta da indubbi risultati positivi sul piano <strong>finanziario e dei ricavi, mostra quanto il sistema-Difesa</strong> sia giunto a un vero e proprio bivio e ora dovrà essere l&#8217;<strong>industria a dettare la linea</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Meloni chiude l&#8217;era Cingolani in Leonardo</h2>



<p>Cingolani, secondo diverse ricostruzioni di stampa, paga <strong>un rapporto deteriorato con chi l&#8217;aveva proposto tre anni fa, proprio Meloni</strong>, che promosse l&#8217;ex Ministro della Transizione Ecologica del governo Draghi e fisico di fama internazionale alla guida della maggiore azienda italiana della Difesa. In secondo luogo, <strong>avrebbe avuto delle frizioni con l&#8217;apparato militare</strong> italiano per delle divergenze su diversi programmi: <a href="https://italstrat.substack.com/p/41-leonardo-michelangelo-e-cingolani">Cingolani,</a> in particolare, sarebbe andato in testacoda annunciando il progetto di difesa aerea integrata <strong>Michelangelo Dome</strong> accolto con scarso entusiasmo dagli alleati europei dell&#8217;Italia. Infine, a questa asimmetria si sarebbe aggiunta l&#8217;assenza di una strategia concreta su alcune tecnologie, come i droni, dove Leonardo si è rivolta alla partnership con la turca <strong>Baykar</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La parabola di Cingolani</h2>



<p>Può un Ceo che ha visto quintuplicato il valore della sua azienda e che lascia con ricavi che sfiorano i 20 miliardi di euro essere giubilato? Evidentemente sì, ma va sottolineato che più che una <strong>bocciatura di Cingolani</strong> l&#8217;avvicendamento con Mariani, che peraltro ricopre anche la carica di amministratore delegato di Mbda Italia, <strong>mostra la volontà di accelerare sul piano industriale il riarmo</strong>. E, anzi, mostra che la missione primaria del Ceo uscente è riuscita: far decollare il riarmo italiano, a colpi di dichiarazioni sull&#8217;urgenza (il riarmo che &#8220;<a href="https://www.open.online/2025/04/17/roberto-cingolani-leonardo-riarmo-europa-intervista/">non si può rimandare</a>&#8220;) e frasi ad effetto (&#8220;<a href="https://www.milanofinanza.it/news/leonardo-parla-l-ad-cingolani-europa-mai-cosi-in-pericolo-ecco-cosa-faremo-202601161651325665">serve una pace armata</a>&#8220;) pronunciate da una figura che ha attraversato fasi diverse della sua carriera e parla da <strong>scienziato divenuto manager. </strong></p>



<p><strong>Cingolani ha reso &#8220;pop&#8221; Leonardo, ne ha sdoganato la presenza istituzionale e non solo industriale</strong>, ha dribblato le accuse (come quella del sostegno a Israele) e, in un certo senso, il passaggio indenne, sul piano politico, del progetto di riarmo del governo Meloni si deve anche al nuovo ruolo della sua azienda. Il fisico <a href="https://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/l-iit-ha-svuotato-la-ricerca-senza-produrre-risultati.flc">già direttore dal 2005 al 2019 dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia (Iit)</a> promosso dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giulio Tremonti</strong> durante il governo Berlusconi II, vicino a figure di spicco del panorama <a href="https://ilmanifesto.it/il-fisico-conteso-tra-renzi-e-grillo">politico come <strong>Beppe Grillo e Matteo Renzi</strong>,</a> chiamato <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-ia-supercomputer-leonardo-guida-litalia-nellinnovazione-di-frontiera.html">poi in Leonardo come capo del dipartimento innovazione </a>prima della <a href="https://it.insideover.com/economia/cingolani-giovannini-colao-e-bianchi-i-tecnici-blindano-il-recovery.html" type="post" id="307647">sua ascesa a super-ministro con <strong>Mario Draghi</strong> </a>e della visibilità impressagli dalla crisi energetica del 2022 seguita all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha avuto un ruolo decisivo nel concretizzare la svolta nazionale sulla Difesa dopo che Meloni lo chiamò in sostituzione di Alessandro Profumo nel 2023.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla filosofia all&#8217;industria, come cambia il riarmo italiano </h2>



<p>Cosa resta tre anni dopo? <strong>Risultati ineludibili ma anche tante necessità da concretizzare</strong>, e in tal senso Mariani garantisce maggiore concretezza.<a href="https://x.com/Free4futur99001/status/2042618160637980829"> Il portale X Free4Future</a>, commentando la sostituzione di Cingolani, in un&#8217;analisi forse eccessivamente dura in alcuni punti (specie all&#8217;inizio) tocca però due punti critici che è bene sottolineare : da un lato, la necessità per Leonardo di passare a una fase più scientifica, perché la difesa è un cosiddetto mercato in monopsonio, dove un cliente, i governi, si confronta con diversi fornitori e &#8220;un&#8217;azienda della difesa che sviluppa programmi non allineati alle priorità del committente non sta esercitando la sua autonomia industriale&#8221;, mentre  in termini di priorità&#8221;per i droni, nel frattempo, Leonardo deve appoggiarsi alla Turchia. <strong>Helsing, startup tedesca nata nel 2021</strong>, vale già il 40% della capitalizzazione di Leonardo&#8221;. Per Free4Future Mariani, che in Mbda ha seguito soprattutto il fronte dell&#8217;approvvigionamento antiaereo e missilistico, &#8220;sa cosa vuol dire consegnare un prodotto&#8221;.</p>



<p>La fase di Cingolani è stata contraddistinta dalle grandi alleanze di Leonardo. <a href="https://it.insideover.com/difesa/canada-nel-gcap-ottawa-spinge-per-unirsi-al-caccia-italo-anglo-nipponico.html" type="post" id="512768">Una su tutte: il <strong>Global Combat Air Program, la cui accelerazione</strong></a> si deve anche all&#8217;ex direttore dell&#8217;Iit. Ma anche la <strong>partnership <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-carri-armati-leonardo-e-iveco-il-grande-gioco-della-difesa-italiana.html" type="post" id="442862">con Rheinmetall sui carri armati </a>è farina del sacco di Cingolani</strong>, e in fin dei conti sarà la storia a decidere se sui droni la<a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-baykar-ovvero-parte-dalla-difesa-la-relazione-inevitabile-tra-italia-e-turchia.html" type="post" id="458463"> scommessa su Baykar </a>abbia pagato o se, come dice Free4Future, Leonardo avrebbe fatto meglio a guardare altrove. Ma a prescindere da tutto, ormai si dovrà ragionare più di commesse, procurement e industrializzazione. Altrove, dalla Germania agli Usa, i contractor della Difesa sono sotto pressione dei governi per garantire la prevista tempistica ai piani di espansione della base industriale della Difesa. Sarà così anche per Leonardo, che vanta sia un portafoglio ordini nazionale consistente che importanti commesse estere? Plausibile, e il passaggio della regia da Cingolani a Mariani si spiega anche per questo motivo. Ma a suo modo, Cingolani ha avuto successo: politicamente, nelle alte sfere romane non si parla più di discutere &#8220;se&#8221; il riarmo sia da portare avanti o meno ma di &#8220;come&#8221; concretizzarlo. E tanti dibattiti pubblici sul tema del cambio della guardia a Piazzale Montegrappa hanno dimenticato di sottolineare questo tema fondamentale.</p>
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		<item>
		<title>Leonardo lavora per testare il suo Michelangelo Dome in Ucraina</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-lavora-per-testare-il-suo-michelangelo-dome-in-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 05:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[michelangelo dome]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-600x338.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Leonardo sta lavorando per testare una componente del nuovo Michelangelo Dome sul campo di battaglia in Ucraina entro la fine del 2026.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2.jpeg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Multidomain-2-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p><strong>Leonardo </strong>prevede di testare alcuni elementi del suo nuovo progetto di difesa aerea integrata <strong>Michelangelo Dome</strong> in Ucraina entro la fine di quest&#8217;anno. “Il primo componente del Michelangelo Dome è attualmente in costruzione per i nostri partner ucraini”, ha <a href="https://aviationweek.com/defense/missile-defense-weapons/leonardo-sees-michelangelo-dome-trials-ukraine">dichiarato</a> l&#8217;amministratore delegato <strong>Roberto Cingolani</strong> il 12 marzo, presentando il piano industriale aggiornato dell&#8217;azienda. L&#8217;impegno si concentrerà sullo strato di difesa di punto dell&#8217;architettura multilivello, per contrastare minacce a bassa quota difficili da individuare, come gli sciami di droni.</p>



<p>Cingolani ha affermato anche che la nuova costellazione di satelliti per l&#8217;osservazione terrestre, denominata <strong>Space Guardian</strong>, sarà un elemento chiave del progetto Michelangelo Dome per individuare le minacce prima del lancio. L&#8217;entrata in funzione dei satelliti è prevista per il 2028. Altri elementi fondamentali del sistema dovrebbero raggiungere la piena capacità operativa <strong>intorno al 2030</strong>, sebbene esso sia destinato a evolversi ulteriormente. </p>



<p>Il Michelangelo Dome rappresenta un&#8217;applicazione concreta della nuova visione <strong>multidominio </strong>di Leonardo. Si tratta di una piattaforma che sfrutta capacità, risorse e tecnologie <strong>nei domini aereo, terrestre, marittimo, spaziale e cibernetico, avvalendosi di intelligenza artificiale</strong>, calcolo ad alte prestazioni, cloud e fusione di dati. Non si tratta quindi di un singolo prodotto, ma di un&#8217;architettura aperta, modulare e scalabile che crea una cupola protettiva dinamica. Michelangelo Dome può quindi venire rappresentato come una sorta di software che mette a sistema diversi sistemi da difesa aerea (anche imbarcati), sensori come radar e satelliti, e capacità cyber per creare una rete che comunica in tempo reale, in grado di eliminare le minacce missilistiche e aeree di ogni tipo con l&#8217;ausilio della capacità di <strong>calcolo predittivo dell&#8217;intelligenza artificiale</strong>. </p>



<p>Leonardo può quindi contribuire alla protezione di infrastrutture critiche attraverso una soluzione progettata fin dall&#8217;inizio per essere aperta alla cooperazione internazionale e pienamente interoperabile nell&#8217;ambito della NATO. Il cuore del sistema è <strong>MC5</strong>, un modulo plug-in che interconnette tutti i domini, consentendo l&#8217;interoperabilità, processi decisionali a bassa latenza e l&#8217;integrazione con altre piattaforme esistenti, comprese quelle di terze parti.  Michelangelo Dome ha quindi la piena capacità di intercettare, tracciare e neutralizzare le minacce lungo l&#8217;intero spettro operativo: dalle minacce balistiche e ipersoniche agli attacchi di saturazione, fino alle minacce a bassa quota e difficili da rilevare, come i grandi sciami di droni. </p>



<p>Leonardo <a href="https://www.leonardo.com/en/press-release-detail/-/detail/12-03-2026-leonardo-industrial-plan-update?f=%2Fpress-release-detail">prevede </a>che Michelangelo Dome genererà <strong>21 miliardi di euro di nuove opportunità commerciali nel prossimo decennio, di cui 6 miliardi tra il 2026 e il 2030</strong> &#8211; già inclusi nel piano industriale aggiornato dell&#8217;azienda &#8211; e ulteriori 15 miliardi tra il 2031 e il 2035, con impatti previsti su elettronica, sicurezza informatica, droni, piattaforme ad ala fissa e rotante, integrazione di piattaforme, HPC/IA e nuovi sistemi spaziali. L&#8217;azienda intende iniziare i test del sistema in <strong>ambito NATO nel 2027</strong>, con esercitazioni di difesa da missili balistici, e di proseguire coi test di integrazione C2 (comando e controllo) della difesa aerea e missilistica integrata entro la fine del prossimo anno. </p>



<p>L&#8217;obiettivo è avere una <strong>finestra di lancio di Michelangelo Dome nel 2028</strong>, con l&#8217;ottenimento della capacità iniziale dei sistemi C2 multidominio, del sistema MC5 e dell&#8217;integrazione con gli effettori e sensori legacy italiani. Come detto, il traguardo finale è posto al 2030 per la piena capacità operativa dell&#8217;architettura C2 multidominio, del sistema MC5 e la piena integrazione nell&#8217;architettura NATO e UE.</p>



<p>Il concetto rivoluzionario alla base di Michelangelo Dome è il “<strong><em>kill web: any sensor, best shooter</em></strong>”, ovvero eseguire una valutazione della minaccia da una rete di sensori sicuri e avviare una modalità di contrasto adeguata, con conseguente assegnazione dell’arma più adatta. Per fare un esempio pratico e semplice: una rete di sensori formata da componenti diversi (radar, satelliti, UAV, velivoli da ricognizione, navi) individua la minaccia che viene elaborata, assegnata ad altri sistemi di tracciamento più idonei a seguirla, e infine affidata a un altro sistema di <em>targeting </em>e agli effettori migliori presenti nella rete per eliminarla. Il tutto con la condivisione in tempo reale dei dati e con l&#8217;ausilio della capacità di calcolo dell&#8217;intelligenza artificiale. Michelangelo Dome sarà quindi in grado di <strong>mettere a sistema tutti gli assetti presenti nella difesa aerea dell&#8217;Europa</strong>: dalle fregate tipo FREMM coi loro missili Aster passando per il singolo cannone d&#8217;artiglieria contraerea, passando anche per i SAMP/T, i “Patriot” e i futuri “Aquila” che dovranno intercettare le minacce balistiche ipersoniche.</p>



<p>Leonardo ha già iniziato a dimostrare alcuni elementi del sistema Michelangelo Dome nell&#8217;ambito del più ampio programma di modernizzazione della difesa aerea e missilistica italiana. <a href="https://thedefensepost.com/2025/12/11/michelangelo-dome-defense-test/">A dicembre 2025</a>, l&#8217;azienda ha condotto con successo il primo test di difesa aerea associato al programma utilizzando il radar ad alta potenza Kronos Grand Mobile (sempre di Leonardo) insieme al sistema missilistico terra-aria <strong>SAMP/T</strong>, rilevando un bersaglio e guidando un intercettore a una distanza mai raggiunta prima durante le prove a terra. L&#8217;<strong>Italia</strong>, secondo i piani dell&#8217;azienda e delle forze armate, fungerà da base operativa iniziale per il sistema in vista degli obiettivi di allargamento all&#8217;intera Europa e alla NATO prefissati.</p>
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		<title>Leonardo si aggiudica il contratto per i nuovi elicotteri medi del Regno Unito</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-si-aggiudica-il-contratto-per-i-nuovi-elicotteri-medi-del-regno-unito.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 05:51:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ldo_aw149_and_aw149_cpd_yeovil_800px.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ldo_aw149_and_aw149_cpd_yeovil_800px.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ldo_aw149_and_aw149_cpd_yeovil_800px-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ldo_aw149_and_aw149_cpd_yeovil_800px-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ldo_aw149_and_aw149_cpd_yeovil_800px-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Dopo mesi di ritardo per tensioni tra il governo e i sindacati, è giunto l'annuncio che Leonardo fornirà gli elicotteri AW149 al Regno Unito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-si-aggiudica-il-contratto-per-i-nuovi-elicotteri-medi-del-regno-unito.html">Leonardo si aggiudica il contratto per i nuovi elicotteri medi del Regno Unito</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il 2 marzo, il Ministero della Difesa del <strong>Regno Unito</strong> ha preso la decisione di affidare a <strong>Leonardo </strong>la commissione per il nuovo elicottero medio (<strong>NMH – New Medium Helicopter</strong>), con una mossa che, come vedremo a breve, preserva posti di lavoro a rischio nell&#8217;industria del Paese. </p>



<p>Il governo britannico ha formalmente selezionato l&#8217;elicottero <strong>AW-149</strong> per sostituire le flotte di “Puma” Mk.2 della Royal Air Force (RAF), ponendo fine a mesi di incertezza e pressioni politiche. Londra ha assegnato a Leonardo un contratto da 1 miliardo di sterline (1,35 miliardi di dollari) per la consegna di <strong>23 elicotteri utility super-medi</strong>, garantendo così il mantenimento dei posti di lavori presso lo stabilimento di <strong>Yeovil</strong>, nel Somerset. Gli AW-149 saranno infatti assemblati in Inghilterra e consegnati alla RAF direttamente dallo stabilimento britannico. </p>



<p>In un <a href="https://www.leonardo.com/en/news-and-stories-detail/-/detail/cingolani-impegno-tra-governo-britannico-e-leonardo">videomessaggio </a>pubblicato il 4 marzo, l&#8217;Amministratore Delegato di Leonardo, <strong>Roberto Cingolani</strong>, ha descritto il Regno Unito come un partner nazionale fondamentale per l&#8217;azienda italiana, e un pilastro della presenza industriale a lungo termine. Ha sottolineato che <strong>il rinnovato impegno del governo britannico consolida una partnership storica</strong>, sostiene l&#8217;occupazione e la sicurezza nazionale britannica e dota il Paese di una capacità elicotteristica di medio carico di livello mondiale grazie alla piattaforma AW-149.</p>



<p>Leonardo prevede inoltre di <strong>espandere le attività di ricerca e sviluppo a Yeovil</strong>, incluso il lavoro sulle tecnologie per elicotteri senza pilota, con l&#8217;obiettivo di creare un centro di eccellenza che rafforzerà non solo le capacità produttive, ma anche l&#8217;innovazione e l&#8217;ingegneria avanzata. Il contratto posiziona il sito di Yeovil di Leonardo <strong>al centro della futura strategia del Regno Unito per l&#8217;ala rotante</strong>, con un potenziale significativo per servire sia i mercati nazionali che quelli esteri attraverso l&#8217;AW-149 e altre piattaforme.</p>



<p><strong>Gian Piero Cutillo</strong>, Managing Director di Leonardo Helicopters, <a href="https://defenceinnovationreview.com/2026/03/03/leonardo-wins-1b-uk-helicopter-contract/">ha dichiarato</a> che l&#8217;assegnazione ha aperto “un nuovo capitolo” per Yeovil e il suo storico contributo alle forze armate britanniche. Cutillo ha sottolineato il design moderno, la tecnologia avanzata e le elevate prestazioni dell&#8217;AW-149, affermando che la piattaforma offrirà maggiore efficacia di missione, interoperabilità, facilità di supporto e potenziale di crescita per soddisfare le esigenze operative in continua evoluzione. Il dirigente di Leonardo ha aggiunto anche che l&#8217;inclusione di prospettive di <strong>tecnologia autonoma</strong> nell&#8217;ambito del contratto rafforzerà ulteriormente le capacità di difesa e industriali del Regno Unito, con l&#8217;inizio dei lavori previsto a breve. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le caratteristiche dell&#8217;AW-149</h2>



<p>L&#8217;AW-149 è progettato per operare in tutti gli ambienti, supportando missioni che vanno dal combattimento all&#8217;assistenza umanitaria e al soccorso in caso di calamità. L&#8217;elicottero può essere impiegato in <strong>diversi scenari tattici</strong> in base ai più recenti requisiti militari. Allo stesso tempo, l&#8217;AW-149 segue filosofie progettuali e ingegneristiche che gli consentono l&#8217;<strong>interoperabilità</strong> con tutti gli asset coinvolti negli scenari odierni, con un&#8217;attenzione rivolta al futuro per le operazioni <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html">multi-dominio</a></strong>. </p>



<p>L&#8217;elicottero nasce con una spiccata <strong>capacità multiruolo</strong>, in particolare con un&#8217;ampia cabina libera da ostacoli che può essere rapidamente e facilmente riconfigurata per supportare diversi ruoli. Anche l&#8217;avionica e le comunicazioni, incluse la <em>situational awareness</em> e la rappresentazione dello scenario tattico, sono un altro punto di forza, con potenziale di crescita continua in base all&#8217;evoluzione della tecnologia e dei requisiti. <strong>L&#8217;elicottero ha un peso massimo al decollo di 8600 kg,</strong> con un&#8217;ampia cabina da 11,2 metri cubi che può trasportare 16 soldati completamente equipaggiati.</p>



<p>L&#8217;AW-149 è certificato per operazioni sia con singolo che con doppio pilota in condizioni VFR e IFR, di giorno e di notte. Come la maggior parte degli elicotteri militari, esso <strong>è predisposto per il visore notturno </strong>ed è dotato di luce di formazione a infrarossi per operazioni tattiche notturne. Allo stesso modo, l&#8217;elicottero è adatto a tutte le condizioni meteo e può operare in condizioni desertiche, con filtri per le prese d&#8217;aria, e in condizioni di ghiaccio, grazie a un sistema di protezione dal ghiaccio, disponibile opzionalmente in una variante con protezione limitata e completa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un programma travagliato</h2>



<p>Nell&#8217;ambito del programma NMH britannico, l&#8217;elicottero soddisferà molteplici requisiti per l&#8217;ala rotante utilizzando un&#8217;unica piattaforma, sostituendo diversi tipi di elicotteri obsoleti nella categoria dei velivoli medi. </p>



<p>Leonardo era l&#8217;unica offerente rimasta nel progetto dopo il ritiro di Airbus e Lockheed Martin nell&#8217;estate del 2024. I <strong>mesi di ritardo nell&#8217;annuncio</strong> del vincitore hanno generato notevoli tensioni politiche e sindacali nel Regno Unito. Lo scorso autunno, <strong>l&#8217;AD Cingolani aveva avvertito che lo stabilimento di Yeovil avrebbe potuto chiudere</strong> se non fossero arrivati nuovi ordini del governo britannico, sostenendo che l&#8217;azienda non avrebbe potuto continuare a sovvenzionare il sito a tempo indeterminato.</p>



<p>Il governo di Londra aveva riferito che la decisione relativa al NMH sarebbe stata inclusa nel Piano di Investimenti per la Difesa, ma la sua pubblicazione è stata ripetutamente rinviata, sin quando a febbraio <strong>si è scelto di procedere con l&#8217;appalto prima del Piano</strong>, essendo la scadenza dell&#8217;offerta di Leonardo fissata al primo marzo.</p>



<p>Dopo diversi giorni di tensione, tra cui un annuncio previsto per il 26 febbraio bruscamente rinviato, il primo marzo il personale di Yeovil è stato informato che il governo avrebbe proceduto con l&#8217;assegnazione a Leonardo. </p>



<p>Oltre alla decisione relativa al NMH, il governo britannico ha dichiarato che avrebbe aumentato gli investimenti nel <strong>progetto “Proteus”</strong>, il dimostratore di velivoli ad ala rotante autonomi di Leonardo, che ha volato per la prima volta a gennaio. Secondo il Ministero della Difesa, le tecnologie sviluppate nell&#8217;ambito del programma “Proteus” potrebbero potenzialmente essere applicate all&#8217;AW-149, consentendo una configurazione con equipaggio opzionale. </p>



<p><em><a href="https://aviationweek.com/defense/aircraft-propulsion/leonardo-gets-green-light-uk-new-medium-helicopter-contract">Aviation Week</a></em> riporta che l&#8217;ordine di elicotteri è molto più piccolo di quanto inizialmente previsto dal programma NMH: <strong>inizialmente era previsto l&#8217;acquisto di un massimo di 44 elicotteri.</strong> Il numero è poi diminuito in parte perché il Regno Unito ha acquistato ulteriori Airbus H-145 “Jupiter” per le guarnigioni estere in Brunei e Cipro. Ciononostante, un ordine per 23 AW-149 sostituisce in ragione di un rapporto 1:1 solo i Puma Mk.2 della RAF e non tiene conto dei cinque AS365 attualmente in servizio presso l&#8217;esercito.</p>
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		<title>Leonardo ha presentato “Michelangelo Dome”: il sistema di difesa aerea integrata italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-ha-presentato-michelangelo-dome-il-sistema-di-difesa-aerea-integrata-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 05:51:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa aerea]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-2048x1162.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presentato il nuovo rivoluzionario sistema di difesa aerea integrata di Leonardo: Michelangelo Dome. Ecco cosa sappiamo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1089" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-scaled-600x340.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1024x581.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-1536x871.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-2048x1162.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/samp-t-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di ieri, a Roma presso le Officine Farneto, <strong>Leonardo</strong> ha presentato il suo nuovo sistema di difesa aerea integrata: <strong>Michelangelo Dome</strong>. Il sistema <a href="https://www.leonardo.com/en/focus-detail/-/detail/michelangelo-sistema-multidominio-difesa-aerea-leonardo">nasce</a> per contrastare le minacce emergenti in uno scenario globale sempre più complesso e <strong>proteggere infrastrutture critiche, aree urbane sensibili, territori e asset di interesse nazionale </strong>ed europeo, attraverso una soluzione modulare, aperta, scalabile e <strong>multi-dominio</strong>. Il concetto di difesa aerea integrata implica la messa a sistema di diversi assetti per contrastare tutte le minacce nel dominio aereo (missili balistici, caccia, droni, vettori da crociera), con uno schema multilivello (definito in base al tipo di minaccia da neutralizzare, solitamente discriminato sulla quota di ingaggio) la cui spina dorsale è formata da sensori di varia natura (<strong>radar e satelliti</strong>) per la scoperta, tracciamento e ingaggio dei bersagli volanti.</p>



<p>Michelangelo Dome non è un singolo sistema, ma un&#8217;<strong>architettura completa</strong> che integra sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber-difesa, sistemi di comando e controllo, <strong>intelligenza artificiale</strong> ed effettori coordinati. <strong>La piattaforma crea una cupola di sicurezza dinamica</strong> in grado di rilevare, tracciare e neutralizzare le minacce anche in caso di attacchi su larga scala, in tutti i domini operativi: minacce aeree e missilistiche &#8211; inclusi missili ipersonici e sciami di droni &#8211; attacchi di superficie e sottomarini in mare e forze terrestri ostili. La vera novità del sistema sviluppato da Leonardo è proprio a possibilità di mettere a sistema assetti nei vari domini (terrestre, navale, cyber&#8230;) per la risposta e la neutralizzazione delle minacce provenienti da domini diversi sfruttando l&#8217;intelligenza artificiale predittiva. Il progetto introduce infatti un nuovo paradigma di difesa: la <strong>gestione simultanea e integrata di minacce eterogenee</strong>, sfruttando l&#8217;interconnessione tra i domini aereo, marittimo, terrestre e spaziale, all&#8217;interno di un ambiente cyber-sicuro supportato da un sofisticato sistema di intelligenza artificiale.</p>



<p>Grazie all&#8217;avanzata fusione di dati provenienti da più sensori e all&#8217;utilizzo di algoritmi predittivi, Michelangelo Dome è in grado di <strong>anticipare l&#8217;attività ostile</strong>, ottimizzare le risposte operative e coordinare automaticamente i meccanismi di risposta più adatti. L&#8217;infrastruttura è progettata per essere aperta, ovvero pienamente compatibile con gli assetti e le piattaforme difensive di altre nazioni e conforme agli standard NATO. In altre parole, se un Paese della NATO non possiede caccia moderni, ma solo batterie di missili da difesa aerea, queste possono essere integrate nel sistema in modo da offrire un efficace strumento di contrasto alle minacce. </p>



<p>Il Michelangelo Dome è concepito per la difesa e la protezione del <strong>territorio nazionale ed europeo</strong>, ma può anche essere impiegato per salvaguardare specifiche aree di interesse strategico, come basi militari, porti e aeroporti, infrastrutture civili critiche e siti industriali, aree urbane, grandi eventi e asset strategici, garantendo la neutralizzazione di piattaforme ostili prima che possano rappresentare un rischio per la sicurezza. </p>



<p>Il sistema, come riporta <em><a href="https://www.rid.it/shownews/7716/leonardo-presenta-il-michelangelo-dome">RID</a></em>, è in grado di effettuare analisi computazionali su volumi di dati, provenienti da radar, satelliti e rilevatori a infrarossi, pari a centinaia di terabyte al secondo, garantendo al contempo la protezione di tali dati (<em>cyber resilient and secure by design</em>). Dal punto di vista pratico, il centro nevralgico del sistema è rappresentato da un modulo plugin denominato <strong>MC5</strong> che consente l&#8217;integrazione di varie piattaforme con tempo di latenza ridotto e capacità di distribuzione e sincronizzazione dati assistita da Intelligenza artificiale per velocizzare il processo decisionale. Praticamente il modulo consente il passaggio da un approccio “<em>kill chain</em>”, ovvero “un sensore / un effettore” a “<em>kill web</em>”, cioè “un sensore / il migliore o qualsiasi effettore disponibile”.</p>



<p><strong>Si tratta di una rivoluzione</strong>: il sistema, per spiegare meglio quest&#8217;ultimo concetto, sarà in grado di analizzare la tipologia di minaccia e di suggerire automaticamente il migliore sistema integrato in rete per neutralizzarla, o la migliore architettura di sistemi (ad es. Skyranger + IRIS-T SLM in caso di drone o missile da crociera).</p>



<p>Con Michelangelo Dome, Leonardo punta a stabilire un punto di riferimento per i futuri sistemi di difesa multi-dominio: <strong>reti in grado di pensare, reagire e adattarsi alla velocità di una macchina</strong>. </p>



<p>L&#8217;Amministratore Delegato e presidente di Leonardo, Roberto Cingolani, ha affermato durante la presentazione che il sistema “sarà basato su un <em>integrated project team</em> a cui parteciperanno tutte le <strong>Forze Armate</strong> italiane”, senza il cui apporto il progetto si rivelerebbe solo un “velleitario esercizio tecnologico”. </p>



<p>Leonardo prevede che i primi prodotti di Michelangelo Dome saranno pronti entro la <strong>fine del 2027</strong>, dopo un biennio di integrazione con gli attuali sistemi di difesa aerea integrata.</p>



<p>Mentre le minacce globali continuano a evolversi, la presentazione di Roma segnala l&#8217;intenzione dell&#8217;Italia di svolgere <strong>un ruolo decisivo</strong> nel plasmare le tecnologie di difesa dei prossimi decenni e consolida il ruolo di Leonardo nella difesa aerea e missilistica nazionale, nello sviluppo europeo di radar e sensori, nella sorveglianza spaziale e nelle infrastrutture di sicurezza informatica. Si prevede che il progetto coinvolgerà numerosi partner italiani ed europei, rafforzando l&#8217;industria nazionale e migliorando al contempo la sicurezza complessiva dell&#8217;Europa. </p>



<p>Leonardo punta a far sì che Michelangelo Dome diventi un pilastro della futura architettura di difesa europea, promuovendo sia la capacità tecnologica che la collaborazione industriale in tutto il continente. Cingolani ha tenuto a ricordare a <em><a href="https://www.analisidifesa.it/2025/11/leonardo-presenta-michelangelo-the-security-dome/">RadioCor/Il Sole 24 Ore</a></em> che <strong>“non sta finendo la guerra, sta iniziando una guerra nuova.</strong> I prossimi anni di pace apparente potrebbero permettere agli aggressori di costruire armi che sono difficili da neutralizzare: mai come adesso bisogna investire nella difesa”, e non possiamo che concordare con quanto detto dall&#8217;AD di Leonardo.</p>
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		<title>Leonardo in bilico nel Regno Unito: dal maxi-contratto sul nuovo elicottero dipende il futuro di Yeovil</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-in-bilico-nel-regno-unito-dal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-yeovil.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 05:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1019" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1024x543.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1536x815.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-600x318.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Leonardo in bilico nel Regno Unito: dal maxi-contratto sul nuovo elicottero dipende il futuro di Yeovil e di 3.300 dipendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-in-bilico-nel-regno-unito-dal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-yeovil.html">Leonardo in bilico nel Regno Unito: dal maxi-contratto sul nuovo elicottero dipende il futuro di Yeovil</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1019" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-300x159.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1024x543.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-768x408.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-1536x815.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Leonardo-in-bilico-nel-Regno-Unitodal-maxi-contratto-sul-nuovo-elicottero-dipende-il-futuro-di-Yeovil-600x318.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Paradossi dell&#8217;era del riarmo: le spese militari europee sono in volo come mai si era visto dalla fine della Guerra Fredda in avanti ma proprio le grandi esigenze industriali e produttive impongono di evitare passi più lunghi della gamba e di guardare con attenzione alle commesse degli Stati. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida del nuovo elicottero del Regno Unito</h2>



<p>Lo sa bene il <strong>campione nazionale italiano, Leonardo</strong>, che nel Regno Unito vede il suo stabilimento di Yeovil, posto nel Sud-Ovest dell&#8217;Inghilterra, in bilico. L&#8217;hub produttivo di Leonardo potrebbe prendere il volo o essere destinato alla chiusura sulla scorta dell&#8217;esito di una gara d&#8217;appalto promossa dal governo inglese e riguardante il bando per il nuovo elicottero medio (New Medium Helicopter, Nmh) dell&#8217;esercito di Sua Maestà. <strong>Leonardo è l&#8217;unica offerente in gara per questo progetto</strong> ma il dilemma sarà capire se il Nmh si farà.</p>



<p>Dal 2021 in avanti, in ossequio al progetto del piano <em>Defence in a Competitive Age</em> per il Regno Unito post-Brexit, il governo britannico ha messo in campo una gara per sostituire gli elicotteri Westland Puma HC2, Bell 212 e Airbus AS365 Dauphin operanti dalla Royal Air Force e dal British Army con 44 nuove unità standardizzate. Entro il 2024, delle tre aziende in corsa (Airbus, Sikorsky e Leonardo) solo gli italiani avevano completato un&#8217;offerta proponendo l&#8217;elicottero <strong>Agusta-Westland AW149</strong>.</p>



<p><strong>Operato per ora da Egitto, Polonia e Thailandia</strong> e pensato come asset destinato all&#8217;export, l&#8217;AW149 può trasportare 19 truppe con equipaggiamento leggero e 16 con carico da combattimento portando un carico di quasi 3,9 tonnellate e potendo difendersi con missili Agm-114 Hellfire e 2 pod di lanciarazzi. Leonardo mirava a fare il colpaccio acquisendo il bando britannico e realizzando gli elicotteri in Inghilterra prima che nel 2024 il cambio della guardia tra Partito Conservatore e Partito Laburista a Londra e<strong> l&#8217;ascesa di Keir Starmer</strong> non <strong><a href="https://euro-sd.com/2024/08/major-news/40065/airbus-and-lm-pull-out-of-nmh/">portasse alla messa in discussione del progetto</a></strong> nella <a href="https://it.insideover.com/difesa/f-35-con-armi-nucleari-sottomarini-droni-cosi-il-regno-unito-si-prepara-alla-guerra.html"><strong>nuova revisione</strong> del concetto strategico. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">I dilemmi di Leonardo sugli elicotteri</h2>



<p>Per il <strong>Ceo di Leonardo, Roberto Cingolani,</strong> l&#8217;assegnazione del contratto Nmh è potenzialmente vitale per il futuro del sito inglese: &#8220;&#8221;Sono 14 anni che Yeovil non ottiene alcun contratto dal governo del Regno Unito. Sta diventando difficile mantenere in vita questo grande impianto senza la collaborazione istituzionale&#8221;, ha dichiarato di recente Cingolani dopo un bilaterale con il segretario alla Difesa del Regno Unito<a href="https://it.insideover.com/difesa/uk-per-sicurezza-e-difesa-starmer-punta-su-healey-ex-fedelissimo-di-blair.html"> John Healey.</a> </p>



<p>Del resto,<a href="https://www.flightglobal.com/helicopters/leonardo-warns-yeovil-factorys-future-depends-on-uk-new-medium-helicopter-contract-decision/165188.article"> nota <em>Flight Global</em>, &#8220;</a>la divisione elicotteri di Leonardo assorbirà 125 milioni di euro (144 milioni di dollari) di costi relativi a un&nbsp;<br><a href="https://www.flightglobal.com/defence/norway-and-nh-industries-avoid-court-fight-with-375m-settlement-over-nh90-contract-axe/165130.article" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>accordo raggiunto con la Norvegia</strong></a>&nbsp;in merito alla cancellazione del contratto per 14 NH90 di NH Industries&#8221;, joint venture tra Leonardo, Airbus e Fokker.</p>



<p>Mentre a Londra <a href="https://www.ft.com/content/443fc502-d52a-410c-952d-9a3c94c0901f">Rupert Pearce</a>, neonominato <strong>direttore della divisione armamenti del Ministero della Difesa</strong>, deve gestire il procurement militare<a href="https://www.ft.com/content/3c3e6b8c-0ea4-4450-b3ac-50cfa2af5d7b"> per portare al 3,5% del Pil la spesa in sicurezza del Regno Unito entro il 2035</a>, <strong>Leonardo spera di intercettarne i <em>desiderata</em> e si augura si concretizzi un affare potenziale da 1 miliardo di sterline</strong> che darebbe vitalità all&#8217;impianto e alle sue strutture produttive anche nell&#8217;ottica di una futura intersezione tra i suoi impianti e il progetto del <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-cera-air-power-conference-aeronautica-militare-italiana.html">Global Combat Air Program</a></strong>, il piano per un caccia di sesta generazione italo-anglo-giapponese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dilemma di Yeovil</h2>



<p>A Yeovil lavorano oltre 3mila dipendenti in una delle cinque strutture produttive di Leonardo in Regno Unito, oltre a quelle di Luton, Basildon, Edimburgo e Newcastle. La prospettiva di un rischio chiusura per appalti a rischio ha spinto i sindacati a proclamare uno sciopero, dopo peraltro che a Yeovil è stato rifiutato un adeguamento retributivo del 3,2% ritenuto inferiore al tasso d&#8217;inflazione del 4,5%. </p>



<p><strong>Il caso Nmh mostra che la corsa al riarmo sarà anche una grande sfida industriale</strong> e che su queste dinamiche si giocherà una grossa fetta della competizione geopolitica per la produzione di nuovi asset. Ma anche come gli impegni di spesa di oggi possano mettere in difficoltà le aziende produttrici qualora motivazioni di spesa o ritardi dei programmi mettano a repentaglio la loro realizzazione e, dunque, la tenuta di strutture estese per rispondere a questa fase di spesa crescente in un contesto di<a href="https://www.bbc.com/news/articles/cvgk5899rg5o"> criticità per le finanze pubbliche </a>degli Stati che mirano a riarmarsi.</p>



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		<title>Lecce, la città in eterna attesa del futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/lecce-la-citta-in-eterna-attesa-del-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 15:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[L’Italia delle città]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-600x250.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-1024x427.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-768x320.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>La Firenze del Sud. La Capitale del Barocco. Lupiae. Questi sono solo alcuni dei molti modi e nomi con cui è chiamata Lecce, capoluogo dell’omonima provincia pugliese situata in quella che è la punta del tacco della penisola italiana. Città dalle indicibili bellezze e dall’animo duro ma friabile come la pietra leccese di cui sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/lecce-la-citta-in-eterna-attesa-del-futuro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-600x250.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-300x125.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-1024x427.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/Puglia_Lecce1_tango7174-768x320.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>La <strong>Firenze del Sud</strong>. La<strong> Capitale del Barocco. Lupiae</strong>. Questi sono solo alcuni dei molti modi e nomi con cui è chiamata <strong>Lecce</strong>, capoluogo dell’omonima provincia pugliese situata in quella che è la punta del tacco della penisola italiana. Città dalle indicibili bellezze e dall’animo duro ma friabile come la pietra leccese di cui sono fatti così tanti edifici nel suo centro storico, Lecce combatte oggi più che mai una <strong>battaglia silenziosa contro il tempo</strong>, cercando al contempo di non perdere le proprie radici e di stare al passo con un mondo che cambia, forse troppo in fretta.</p>



<p>Lecce ha sempre avuto questa tendenza, quella di essere un’isola felice e lontana, sempre restia al cambiamento e a tutto ciò che possa venire dall’esterno. Tanto da poter sembrare a tratti anche snob, mostrando un disinteresse verso il rapido incedere della modernità. Ciò ne ha costituito l’indomita forza e l’ultima debolezza, tanto da segnarne ancora oggi persone, luoghi e prospettive. Oggi come negli ultimi 30 anni la vita scorre lenta, rilassata, senza eccessivi mutamenti o sostanziali novità. Camminare per la centralissima <strong>Via Trinchese, attraversare i bastioni barocchi di Porta San Biagio o percorrere le vie principali della città </strong>mostra un panorama cittadino sostanzialmente invariato, al netto di qualche nuova attività commerciale o quale importante ristrutturazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una fotografia preoccupante: servizi e lavoro</h2>



<p>Considerando lo stesso arco temporale, non fanno eccezione i servizi di cui usufruiscono i leccesi. Guardando in prospettiva, <strong>Lecce dispone di un livello di servizi di discreta qualità</strong> se confrontato alla propria provincia, tra ospedali, strade e trasporti pubblici, i quali tuttavia sono decisamente insufficienti se invece li si raffronta con città distanti solamente qualche centinaio di chilometri più a Nord. Al di là della realizzazione della tangenziale un paio di decenni fa e della ristrutturazione di alcune strade cardine per il tessuto cittadino e provinciale, si assiste ad un lento e inesorabile depauperamento del bene pubblico in senso lato.</p>



<p>Nello specifico, la<strong> sanità risulta ancora oggi zoccolo duro</strong> che, nonostante alcuni importanti investimenti, non riesce ad essere efficiente nei confronti di una popolazione sempre più vecchia (Lecce è la provincia più anziana della Puglia, con <a href="https://www.istat.it/it/files/2024/05/Focus_CENSIMENTO-2022_Puglia.pdf">un’età media di 47,2 anni</a>). Ad aggiungersi a ciò va una rete di trasporti pubblici che non ha subito sostanziali incrementi o variazioni negli ultimi 20 anni, non aiutando i cittadini a far a meno dei propri mezzi di trasporto per muoversi in città e soprattutto non evitando una potenziale ghettizzazione dei quartieri periferici. A ciò si aggiunge la <strong>discreta distanza dall’aeroporto più vicino</strong>, situato a Brindisi, cosa che porta a far sentire la cittadinanza, specialmente quella più giovane, lontana e forse anche un pò isolata in un mondo invece che tende sempre più ad essere globalizzato.</p>



<p>Un altro tema in auge ormai da diversi decenni è lo sviluppo industriale e manifatturiero del leccese. A differenza delle restanti province pugliesi, Lecce è in ritardo sul tema degli investimenti e non dispone di un polo industriale propriamente detto. Ciò è dovuto in parte alla presenza nelle limitrofe province di<a href="https://it.insideover.com/l-italia-delle-citta/taranto-la-bella-addormentata-ditalia-sospesa-tra-ferro-e-acqua.html"> Taranto </a>e Brindisi di centri industriali di importanza nazionale, i quali nella seconda metà del secolo scorso hanno trainato il settore metalmeccanico della Puglia. Tuttavia la sensazione generale è che il mercato del lavoro nel leccese non sia la passo con i tempi, non solo per il settore industriale ma anche per quello del terziario.&nbsp;</p>



<p>Lecce è infatti molto nota dal punto di vista turistico, fiera di poter mostrare al mondo le proprie eccellenze in ambito artistico, naturalistico ed enogastronomico. La vera esplosione del turismo si è avuta circa 10-15 anni fa, con una confluenza nella sola provincia di Lecce di decine di migliaia di persone ogni estate. Unendo il conseguente ipersfruttamento che ne è derivato ad un’impreparazione generale dei comuni per una tale fiumana di gente insieme ad una scarsità di servizi ha portato la bolla turistica a ridimensionarsi nell’arco di pochi anni. A seguito di questa enorme richiesta del settore turistico, molti investimenti sono stati indirizzati verso questa direttrice, trascurando tuttavia altri settori cardine dell’economia e locale e quindi condannando molti di coloro i quali non fossero interessati a partecipare all’indotto turistico a vedere le proprie case allontanarsi fuori da un finestrino di un treno o di un aereo. </p>



<p>Al netto di tutto ciò, oggi <strong>Lecce mostra un rinnovato timido dinamismo nel settore privato,</strong> con nuove figure professionali che 20 anni fa nemmeno esistevano, sia per lavoratori dipendenti sia per liberi professionisti. Nonostante queste note positive, il mercato del lavoro deve ancora subire dei cambiamenti radicali se vuole evitare di vedersi sfuggire di mano tutto l’immenso capitale umano di cui dispone la città e la provincia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La società, tra partenze ed arrivi</h2>



<p>Parlando di capitale umano, se in Italia il cosiddetto “inverno demografico” sta iniziando a farsi sentire, a Lecce potrebbe condizionare il futuro prima che in altre città. Sottoposta ogni anno ad un elevato tasso di emigrazione da parte della popolazione più giovane, la città si sta configurando sempre più come un centro per persone in avanti con l’età. Un esempio fra tutti può essere la scuola primaria e secondaria, dove in alcuni istituti&nbsp; 20-30 anni fa si avevano 3-4 sezioni per ogni classe oggi si fa quasi fatica a formarne 2. La percezione del quotidiano è che banalmente passeggiando per i Giardini Pubblici Garibaldi o sotto gli alberi di <strong>Piazza Mazzini si vedano sempre meno bambini </strong>giocare. Ciò a testimonianza di quanto il problema demografico sia un tema attuale e totalmente irrisolto, specie se collegato alle tematiche del lavoro sopramenzionate. Le persone che emigrano in molti casi rimangono dove hanno trovato lavoro, facendo qui famiglia e generando figli che conosceranno Lecce spesso solo nei racconti o nelle settimane di ferie durante l’estate.</p>



<p>Lecce è sempre stata una città di grande emigrazione, soprattutto verso i grandi centri universitari e lavorativi. Negli ultimi decenni si è avuto un importante sviluppo del polo universitario leccese, il quale ha portato in parte ad arginare questa emorragia di giovani verso il resto d’Italia e d’Europa. Tuttavia mentre in passato quando si andava a studiare fuori una volta laureati in molti casi si assisteva ad un ritorno verso i propri luoghi d’origine per esercitare la propria professione, oggi non è più così. Molti giovani laureati e professionisti non hanno più la possibilità di tornare anche volendo per la mancanza di opportunità lavorative concrete o perchè non disposti ad accettare condizioni di lavoro precarie quando altrove, in Italia o all’estero, vi sono prospettive salariali e di carriera ben diverse. Ciò non toglie che si è sempre avuta e fortunatamente <strong>si continua ad avere un parziale rientro nel leccese di alcune categorie professionali, quali medici o insegnanti,</strong> o di coloro i quali accettano condizioni lavorative non così sicure e ben retribuite come invece troverebbero altrove pur di non rinunciare al proprio stile di vita, alle proprie origini, ai propri affetti.</p>



<p>Guardando l’altro lato della moneta, Lecce è stata da sempre oggetto oltre che di emigrazione anche di immigrazione. Infatti si è assistito nel corso degli anni a una progressiva migrazione di cittadini dalla provincia trasferitisi a Lecce città, per studio, lavoro o semplicemente per una maggiore centralità e disponibilità di servizi. A ciò si aggiunge l’ingresso nel contesto cittadino iniziato lentamente 30-40 anni fa di <strong>diverse comunità estere, provenienti soprattutto da Marocco, Senegal, Romania, India, Pakistan e Albania.</strong> Quest’ultima nello specifico è uno degli esempi, forse a livello nazionale, di integrazione maggiormente riuscita di una comunità straniera all’interno del tessuto sociale locale. Al netto di ciò, vi sono tuttavia ancora dei passi da gigante da compiere dal punto di vista normativo, il che rallenta di non poco una completa integrazione delle diverse comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Leitmotiv leccese: la qualità della vita</h2>



<p>Se si chiede ai leccesi come avvertono la qualità della vita della propria città, <strong>la risposta sarà quasi sempre su un livello medio-alto,</strong> specie se paragonata con città più grandi. Negli ultimi anni Lecce è stata eletta ad una delle capitali de facto di quella che oggi viene chiamata<strong> “vita lenta”. </strong>Un clima prettamente mediterraneo, una città piena d’arte, una tradizione enogastronomica che fa da padrona, un’ospitalità locale molto accentuata ed una disponibilità di località marittime tra le più belle della penisola italiana. </p>



<p>Nonostante questi fattori indiscutibilmente veri, Lecce vive anche di una contradditorietà di fondo mai del tutto risolta. Si ha infatti spesso e volentieri <strong>la sensazione di trovarsi in una città dalle grandi e smisurate potenzialità che però non vengono mai sfruttate a pieno</strong>. Troppo chiusa all’innovazione e senza il coraggio necessario per distinguersi adeguatamente, troppo attenta a mantenere quei sottili equilibri sociali e di potere che sono perdurati per gli scorsi decenni. Un esempio fra tutti può essere l’ormai ridimensionato polo delle nanotecnologie di Lecce, all’epoca coordinato da <strong>Roberto Cingolani</strong> ben prima di diventare ministro della Repubblica, il quale era destinato a diventare uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale senza tuttavia mai raggiungere l’ambizioso obiettivo.</p>



<p>Estendendo questo equilibrismo ad un ambito più ampio, molte volte si ha la sensazione che Lecce si trovi in una bolla ovattata fuori dal tempo, come se il resto del mondo non la influenzi completamente. Ciò ovviamente non corrisponde al vero e lo dimostra come molte famiglie leccesi abbiano visto negli ultimi anni il<strong> proprio potere d’acquisto erodersi a causa delle conseguenze del Covd prima e della guerra d’Ucraina poi. </strong>Per quanto ciò possa essere solo una sensazione, è quanto molti leccesi avvertono nel loro quotidiano: per quanto epocale sia il cambiamento nel mondo esterno, esso è sempre secondario, marginale, lontano,&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un passo in avanti verso il futuro</h2>



<p>Al netto di tutti i fattori descritti qui sopra, negli ultimi 30 anni Lecce può tranquillamente affermare di essere andata avanti seppur timidamente verso un miglioramento delle proprie condizioni sociali. Dovendo affrontare quotidianamente difficoltà strutturali di difficile risoluzione il cambiamento in questa lontana provincia pugliese c’è stato, anche se spesso viene avvertito dalla popolazione così lentamente che è come sembrare di star fermi anche muovendosi. <strong>Ciò che non si ha dal punto di vista infrastrutturale, economico e lavorativo lo si compensa in qualità della vita</strong>, e per chi rimane o decide/riesce a tornare è un compromesso più che accettabile da pagare. Nonostante ciò, verrà presto il tempo in cui probabilmente Lecce dovrà fare i conti con questa sensazione di progresso eccessivamente lento, soprattutto se non vorrà perdere tutte le nuove generazioni che giustamente aspirano sempre di più ad una maggiore offerta di cultura, istruzione ed intrattenimento. Riprendendo l’opera di Beckett, sembra come se Lecce fosse in un’eterna attesa di qualcosa. Qualcosa che non riesce neanche ad avvertire cosa sia e soprattutto se lo vuole davvero. Alcuni lo chiamerebbero Godot, Lecce forse lo chiamerebbe futuro.</p>
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