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	<title>Robert schuman Archives - InsideOver</title>
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	<title>Robert schuman Archives - InsideOver</title>
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		<title>Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Giornata dell'Europa si celebra il 9 maggio per ricordare la Dichiarazione Schuman. Vediamo quanto siamo lontani da quegli ideali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html">Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi noi europeisti di vecchia data staremmo festeggiando. Perché oggi, 9 maggio, è la Giornata dell&#8217;Europa. Staremmo, condizionale, perché essere europeisti sul serio impone di riconoscere che da festeggiare purtroppo c&#8217;è poco. Lontani sono i tempi in cui bastava l&#8217;Erasmus a farci credere che la strada del futuro fosse stata ormai imboccata. Dimenticati gli entusiasmi che solo un po&#8217; di mesi fa portava, in Italia, la gente piazza per esaltare l&#8217;Europa così com&#8217;è, e non come dovrebbe essere.</p>



<p><strong>Forse non tutti sanno perché la Giornata dell&#8217;Europa si celebra proprio il 9 maggio. </strong>La decisione fu presa a Milano nel 1985  in occasione di un vertice della Comunità europea (e confermata dal Parlamento europeo nel 2008) per celebrare la <strong>Dichiarazione Schuman</strong>, il politico francese (peraltro dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2021) che fu anche primo ministro e che pronunciò il suo più famoso discorso in qualità di ministro degli Esteri. Schuman, che con <strong>Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Jean Monnet è considerato uno dei &#8220;padri&#8221; della comunità europea</strong>, in quell&#8217;occasione (<a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it">il testo completo qui</a>) proponeva di avviare la costruzione della casa comune europea partendo da un punto forse limitato ma preciso: &#8220;Mettere l&#8217;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un&#8217;organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei&#8221;. </p>



<p>Rispetto ai discorsi anche pomposi che si sono fatti da allora, quel punto di partenza può sembrare un po&#8217; prosaico. Lo sapeva anche Schuman, che però aveva un&#8217;idea precisa in testa: &#8220;La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una <strong>qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile&#8221;</strong>. E se altri Paesi avessero aderito, quella condizione di reciproco vantaggio si sarebbe ulteriormente allargata, facendo da premessa alla pace permanente in Europa.</p>



<p>&#8220;Materialmente impossibile&#8221;, non teoricamente. Interesse economico e pace. Interesse comune uguale pace. Pace come prodotto e garanzia dell&#8217;interesse collettivo. Sono questi i capisaldi della Dichiarazione Schuman. Piatti piatti. Banali banali. Però c&#8217;è una ragione se Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet sono passati alla storia come dei grandi uomini politici. <strong>Perché vedevano lontano e sapevano andare dritti all&#8217;essenza delle cose. </strong>Guardiamoci intorno. L&#8217;Unione Europea, che di certo Schuman e gli altri avrebbero accolto come un grande risultato, ha vissuto in questo decennio due gravi crisi. La prima è stata la pandemia del COVID (2020-2023), con preoccupanti scricchiolii iniziali quando i Paesi europei presero a contendersi mascherine e respiratori in una reazione che sapeva di panico. Poi si arrivò all&#8217;acquisto collettivo dei vaccini, con <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-pfizer-il-metodo-ursula-nelleuropa-che-cancella-ogni-dibattito.html">una gestione che ha peraltro lasciato zone d&#8217;ombra mai disperse.</a>   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere la guerra invece della pace</h2>



<p>Poi, nel 2022, è arrivata l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina e lì è saltato quasi tutto. Per cominciare, l&#8217;Unione Europea ha scelto la guerra. Di fronte all&#8217;invasione decisa dal Cremlino, Bruxelles poteva prendere due strade: <strong>gettare tutto il proprio peso politico ed economico nel tentativo di fermare il prima possibile la guerra,</strong> cercando ovviamente di salvaguardare le ragioni dell&#8217;Ucraina; <strong>oppure alimentare la guerra,</strong> con l&#8217;obiettivo di sconfiggere sul campo la Russia facendo combattere gli ucraini e fornendo loro tutte le risorse possibili per farlo. Sappiamo com&#8217;è andata: per un calcolo sbagliato, un&#8217;insipienza di fondo o un&#8217;eccesso di sudditanza nei confronti degli Usa, la Ue ha scelto la seconda strada. La prima ipotesi non è mai stata considerata. Dimenticando la semplice ma essenziale lezione dei padri fondatori, sul legame strettissimo tra l&#8217;interesse collettivo e la pace.</p>



<p>Quattro anni e un pezzo dopo, l&#8217;Ucraina non ha avuto la sua &#8220;pace giusta&#8221; (e non v&#8217;è prospettiva concreto su quando potrà averla), la Russia non è stata sconfitta sul campo (e non si sa quando potrà esserlo), la difficoltà economica morde l&#8217;intero continente (e per primo il Paese che secondo Schuman doveva beneficiare del nuovo atteggiamento, la Germania), <strong>la conflittualità interna cresce </strong>(chiedere alla Francia della Le Pen, alla Gran Bretagna di Farage, alla Germania del&#8217;AfD, alla Romania del golpe bianco per non far vincere Georgescu), non abbiamo la gratitudine degli Usa e non facciamo altro che parlare di armamenti mentre l&#8217;architettura di difesa di marca americana, la Nato, su cui abbiamo sempre contato, scricchiola e noi europei non ne abbiamo uno nostro di scorta. </p>



<p>In più, ed è forse l&#8217;aspetto più preoccupante, la solidarietà europea, tanto importante nella visione dei padri fondatori, è presto andata in pezzi su tutto ciò che non è armare l&#8217;Ucraina. Due giorni fa, a dimostrazione della grande fiducia nella costruzione europea, il ministro della Difesa polacco <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong> ha dichiarato che &#8220;l&#8217;alleanza polacco-americana è il fondamento della nostra sicurezza. La Polonia è pronta ad accogliere un maggior numero di soldati americani per rafforzare il fianco orientale della NATO e garantire una protezione ancora migliore all&#8217;Europa&#8221;. La stessa cosa ha già fatto la Finlandia. Prima ancora, e <strong>sempre proposito del binomio interesse collettivo e pace</strong>, abbiamo visto diversi Paesi della Ue collaborare alla latitanza dei terroristi ucraini che avevano fatto saltare un asset importantissimo per l&#8217;economia del continente, ovvero il gasdotto Nord Stream. Per danneggiare l&#8217;aggressore russo, si diceva, e forse è anche vero. Ma per danneggiare il Cremlino bastava non comprare più gas russo, cosa che non avviene nemmeno ora (<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">anzi, gli acquisti sono tornati a crescere</a>), e guarda combinazione i Paesi che a voce più alta giustificavano quegli eventi sono anche quelli che ci guadagnano di più, in termini sia di influenza politica sia di puro e semplice denaro.</p>



<p>Insomma, non ci pare che siano molte le ragioni per festeggiare. E se siamo ancora attaccati alla versione consolatoria dell&#8217;Europa &#8220;giardino circondato da giungle&#8221;, rendiamoci conto che di solito le giungle i giardini se li mangiano. Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet l&#8217;Europa la volevano più forte, non più debole e vagamente disperata come oggi.</p>



<p></p>



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		<title>Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 07:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Big_european_flag_at_Strasbourg_France_-_Europe_Day_2009-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> L'urgente bisogno, per l'Europa, di riscoprire i messaggi dei padri fondatori per evitare un ulteriore declino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html">Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il 9 maggio si celebra la <strong>Giornata dell&#8217;Europa</strong> ma è un&#8217;altra Europa rispetto a quella che viviamo oggi. Non è l&#8217;Europa del 9 maggio 1950, giorno  in cui vi fu la dichiarazione del ministro degli Esteri francese Robert Schuman fautrice di una messa in comune degli elementi di conflittualità di ieri per costruire, un domani, un&#8217;Europa forte e vigile sulle macerie della Seconda guerra mondiale. </p>



<p>Non è nemmeno l&#8217;Europa del 29 giugno 1985, quando nella cornice del <strong>Castello Sforzesco di Milano il Consiglio Europeo presieduto da Bettino Craxi</strong> spinse per l&#8217;introduzione della festa nel &#8220;canone&#8221; dell&#8217;allora Comunità Economica Europea, oltre a forzare la mano al Regno Unito di Margaret Thatcher per accelerare sull&#8217;<strong>Atto Unico Europeo del 1987</strong>, preludio al Trattato di Maastricht e alla nascita dell&#8217;Unione Europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Europa mondiale di Schuman, Adenauer e De Gasperi</h2>



<p>L&#8217;Europa di Schuman, del cancelliere tedesco Konrad Adenauer e del presidente del Consiglio italiano <strong>Alcide De Gasperi</strong> mirava a far risorgere il Vecchio Continente dalle macerie della guerra con un&#8217;alta vocazione <strong>politica, culturale, antropologica</strong>: la messa in comune dei fattori produttivi, dalla Comunità Economica del Carbone e dell&#8217;Acciaio a Euratom per arrivare alla Cee, il <strong>mercato unico</strong> da costruire gradualmente come antidoto alle rivalità internazionali, la spinta alla cooperazione in nome della ricostruzione, la chiarezza dell&#8217;inserimento in un campo geopolitico<strong> (l&#8217;Occidente della Guerra Fredda)</strong> che però non impediva di sottolineare le eccellenze del portato della storia e della cultura dell&#8217;Europa, la cooperazione tra grandi culture politiche, dal popolarismo cattolico al socialismo democratico, in nome di un progetto più grande.</p>



<p>L&#8217;<strong>Europa di Schuman, Adenauer e </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html"><strong>De Gasperi</strong> </a>fu ispirata da alti valori e con l&#8217;obiettivo di <strong>ricucire le ferite della &#8220;guerra civile&#8221; del 1914-1945</strong> che aveva causato il suicidio del Vecchio Continente, e di gettare le basi della ricostruzione. Guidata da popolari e socialisti, nei trent&#8217;anni successivi l&#8217;Europa conobbe i <strong>decenni di sviluppo più impetuoso</strong>, di industrializzazione più spinta e di sviluppo commerciale più vasto e distribuito della sua storia. I padri dell&#8217;Europa unita avevano ben in mente, inoltre, che la comunità degli Stati avrebbe dovuto pensarsi come attore attivo nel mondo. Come soggetto geopolitico, diremmo oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione di De Gasperi al presente</h2>



<p>Ad esempio, <strong><a href="https://rivistadialoghi.it/articolo/12018/alcide-de-gasperi-e-il-sogno-europeo">Marco Odorizzi su&nbsp;<em>Dialoghi,</em>&nbsp;rivista promossa dall’Azione Cattolica</a></strong>, ha ricordato che per De Gasperi “una necessità dettata da drammatiche esigenze esterne poteva tramutarsi nell’innesco di un autentico progetto di unità politica: la Comunità europea di difesa (Ced)&#8221;, per <strong>valorizzare il bene pubblico supremo, la sicurezza, </strong>senza subalternità. L&#8217;Europa come attore globale e con un fine politico: qualcosa di molto distante dall&#8217;Ue che siamo abituati a vedere oggi. </p>



<p>In un discorso a Strasburgo del 1951, De Gasperi elogiò la dichiarazione Schuman del 9 maggio dell&#8217;anno precedente ma invitò a concretizzarla perché “se noi non costruiremo altro che delle amministrazioni comuni senza che vi sia stata&nbsp;<strong>una volontà politica superiore,</strong>&nbsp;vi­vificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali s’incontrano, si precisano e si animano in una sintesi superiore, noi rischiamo che questa attività europea compaia al confronto delle vitalità nazionali particolari senza colore, senza vita ideale&#8221;.</p>



<p>Per lo statista trentino c&#8217;era un rischio, ovvero che a molti cittadini dell&#8217;Europa di domani un costrutto del genere sarebbe potuto &#8220;apparire ad un certo momento una<strong>&nbsp;sovrastruttura superflua e fors’anche oppressiva</strong>&#8220;. 74 anni dopo, quelle parole colpiscono pesantemente e invitano a una seria riflessione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Riscoprire i valori del 1950 per un mondo nel caos</h2>



<p>L&#8217;Europa potrà celebrare le sue giornate quando sarà all&#8217;altezza dei suoi padri fondatori. Quando <strong>potrà evitare di fare distinzioni tra le violazioni dei diritti dei popoli</strong> da parte dei rivali (Vladimir Putin) e quelle degli amici (Benjamin Netanyahu e Ilham Alyiev). Quando potrà padroneggiare, come faceva ieri, le chiavi dello sviluppo e del progresso, mettendo l&#8217;<strong>economia al servizio dell&#8217;uomo, e non viceversa</strong>. Cristiano-democratici e socialisti di ieri costruirono l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-via-di-draghi-per-una-nuova-economia-sociale-di-mercato.html">economia sociale di mercato</a></strong> come terza via tra il capitalismo finanziario anglosassone e il socialismo sovietico nel nome del primato della persona. </p>



<p>Oggi, di fronte a un mondo che presenta nascenti tecno-oligarchie e progetti anarco-capitalistici negli Stati Uniti, il capitalismo guidato della Repubblica Popolare Cinese, l&#8217;economia dei <strong>rentier di Stato</strong> della Russia, le petromonarchie del Golfo e molti altri modelli accomunati dal rifiuto del <strong>primato della persona</strong> sull&#8217;economia dov&#8217;è la voce europea, dopo anni di austerità, neoliberismo e elogio della tecnocrazia? Dove sono le classi dirigenti del Vecchio Continente con l&#8217;estero vicino in fiamme? <strong>75 anni dopo le parole di Schuman, l&#8217;Europa rischia di essere afona.</strong> Ergo ininfluente. Tra la tenaglia russo-americana su difesa e sicurezza, la sfida cinese e e il caos globale, solo riscoprendo il peso delle parole di Schuman e degli altri giganti di ieri si potrà rimettere in marcia un percorso politico-strategico di cui oggi si sente quanto mai il bisogno ma per cui, tragicamente, mancano gli interpreti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/giornata-delleuropa-riscoprire-de-gasperi-e-schuman-per-rifare-grande-un-continente.html">Giornata dell&#8217;Europa: riscoprire De Gasperi e Schuman per rifare grande un continente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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