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	<title>Robert fico Archives - InsideOver</title>
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	<title>Robert fico Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 08:14:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Crisi in Slovacchia – Il premier Robert Fico è sotto pressione dopo proteste di massa contro le sue posizioni critiche verso UE e NATO. Dichiarazioni di membri del suo governo su un possibile ritiro dalla UE hanno alimentato tensioni interne e scontri politici. Fico accusa le Ong di destabilizzare il Paese.</p>
<p>Tensioni in Georgia – Manifestazioni di massa a Tbilisi contro una legge che obbliga le Ong finanziate dall'estero a registrarsi come "organizzazioni al servizio di una potenza straniera". Il governo ha represso le proteste, espellendo manifestanti stranieri e congelando i negoziati con l’UE.</p>
<p>Accuse di ingerenze straniere – In tutti e tre i Paesi, i governi denunciano il ruolo delle Ong occidentali nel fomentare il malcontento. Serbia, Slovacchia e Georgia hanno avviato misure contro attivisti stranieri e finanziamenti esteri alle organizzazioni locali.</p>
<p>Equilibrio geopolitico incerto – Serbia, Slovacchia e Georgia cercano di bilanciare rapporti con UE e NATO senza spezzare i legami con Russia e altri partner. Le proteste riflettono divisioni interne tra fazioni filo-occidentali e nazionaliste, influenzando il futuro politico dei tre Paesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250129162511175_b50862af59b7b06071966e0122280dde-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Georgia, Slovacchia, Serbia</strong>: tre Paesi con contesti diversi, i cui Governi vengono spesso etichettati, non sempre in modo accurato, come &#8220;filo-russi&#8221;. Eppure, nelle ultime settimane, condividono un elemento comune: un&#8217;ondata di proteste contro le rispettive leadership e le accuse di &#8220;ingerenze straniere&#8221; verso le Ong occidentali che soffierebbero sul fuoco del malcontento per aizzare nuove &#8220;Rivoluzioni colorate&#8221; stile EuroMaidan.</p>



<p>Il 27 gennaio, gli studenti delle Università di Belgrado, in <strong>Serbia</strong>, hanno bloccato per 24 ore il nodo stradale di <strong>Autokomanda</strong>, portando con sé tende, cibo e cartelli. A sostenerli sono arrivati anche agricoltori e motociclisti, preoccupati per i precedenti tentativi di automobilisti di forzare i blocchi studenteschi. Da oltre due mesi, gli studenti hanno paralizzato le università serbe per denunciare la corruzione del Governo, ritenuta responsabile, al loro dire, del crollo di una copertura alla stazione ferroviaria di <strong>Novi Sad</strong> il 1° novembre 2024, che ha causato <strong>15 morti</strong>. Le manifestazioni si susseguono quotidianamente e hanno raccolto decine di migliaia di sostenitori, con proteste anche nelle comunità serbe all’estero. Il 17 gennaio, <strong>oltre 50.000 persone</strong> si sono radunate davanti alla sede della TV pubblica <strong>RTS</strong>, accusandola di faziosità filogovernativa. In segno di solidarietà, alcuni dipendenti dell’emittente hanno esposto uno striscione a favore degli studenti.</p>



<p>La mobilitazione ha coinvolto anche scuole e imprese: il <strong>68% delle scuole superiori</strong> e il <strong>48% delle scuole primarie</strong> hanno sospeso le lezioni il 24 gennaio, mentre più di <strong>200 aziende</strong>, tra cui <strong>Cineplex</strong> e <strong>Laguna Bookstore</strong>, hanno chiuso. Anche teatri, musei e locali notturni hanno aderito, privando i giovani di alternative per la serata e amplificando il messaggio di protesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Serbia sprofonda nell&#8217;incertezza</h2>



<p>La pressione della piazza ha portato alle <strong>dimissioni del primo ministro serbo Milos Vucevic</strong>, che ha annunciato la sua decisione per &#8220;evitare di complicare ulteriormente la situazione&#8221; e per &#8220;non alimentare ulteriormente le tensioni nella società&#8221;. La sua uscita di scena segue settimane di proteste e la crescente richiesta di responsabilità per il disastro di Novi Sad. Più di una dozzina di persone sono state incriminate per il crollo, tra cui l’ex ministro dei Trasporti <strong>Goran Vesic</strong>, che si era dimesso pochi giorni dopo la tragedia. Il presidente <strong>Aleksandar Vučić</strong>, in un discorso televisivo, ha dichiarato che deciderà entro dieci giorni se indire <strong>elezioni parlamentari anticipate</strong> o formare un nuovo Governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Accuse di ingerenze</h2>



<p>Gli studenti chiedono giustizia per le vittime di Novi Sad, la pubblicazione di documenti riservati sull’incidente e il perseguimento dei responsabili, ma la loro battaglia si allarga alla denuncia della &#8220;corruzione&#8221; e del&#8221; clientelismo&#8221; nel Governo serbo. Vučić ha reagito definendo le proteste un tentativo occidentale di fomentare una &#8220;rivoluzione colorata&#8221; in Serbia, paragonandole agli eventi di <strong>Maidan</strong> in Ucraina nel 2014.</p>



<p>A conferma di questa linea, il <a href="https://europeanwesternbalkans.com/2025/01/22/foreign-civic-activists-interrogated-and-banned-from-serbia-for-representing-a-security-risk/">Governo ha avviato la sua guerra contro le Ong straniere</a>: tra il <strong>21 e il 22 gennaio</strong>, <strong>14 attivisti stranieri</strong> provenienti da <strong>UE e Balcani occidentali</strong> sono stati interrogati dalla polizia e <strong>espulsi</strong> con l’accusa di essere un “rischio per la sicurezza nazionale”. Tra di loro vi erano partecipanti a una conferenza accademica organizzata da <strong>NGO Academy</strong>, sostenuta dall’<strong>ERSTE Foundation</strong> e dall’<strong>Università di Vienna</strong>.</p>



<p>Più o meno motivate, le accuse del presidente serbo non sono del tutto campate per aria. Anche nel recente, diverse ONG hanno avuto un ruolo nelle mobilitazioni serbe. Tra le organizzazioni attive nel Paese ci sono il <strong>Centro per i Diritti Umani di Belgrado</strong> (sostenuta dall&#8217;Open Society Foundation di George Soros), il <strong>Comitato Helsinki per i Diritti Umani in Serbia</strong> e gruppi ambientalisti come <strong>Ne Damo Jadar</strong>, coinvolti nelle proteste contro progetti minerari. Al momento, tuttavia, non ci sono prove</p>



<p><strong>Vučić</strong> viene spesso dipinto dalla stampa occidentale come un alleato del leader russo Vladimir Putin. Non è così. La Serbia, infatti, ha cercato sin qui di mantenere un equilibrio tra l&#8217;integrazione europea e i legami storici con Mosca, sviluppando una partnership strategica con la Russia, specialmente in settori come l&#8217;energia, la difesa e gli investimenti economici ma mantenendo una <strong>politica estera bilanciata</strong>, evitando di allinearsi completamente a ciò che sostiene il Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani divisi</h2>



<p>I giovani sono divisi: <strong>Demostat</strong>&nbsp;ha pubblicato nel 2021 un&#8217;analisi che evidenziava come i giovani serbi siano divisi tra chi guarda all&#8217;Europa come modello e chi mantiene un forte attaccamento all&#8217;identità nazionale e ai legami con la Russia, mentre un sondaggio del&nbsp;<strong>Belgrade Centre for Security Policy (BCSP)</strong>&nbsp;del 2020 rilevava che molti giovani serbi sono critici verso la classe politica e desiderano maggiore trasparenza e riforme. </p>



<p>Le proteste in Serbia ricordano, per dinamiche e impatto, la <strong>rivolta scoppiata in Tunisia nel 2010</strong>, innescata da un evento all&#8217;apparenza minore ma con conseguenze epocali. Il 17 dicembre di quell&#8217;anno, Mohamed Bouazizi, un giovane venditore ambulante, si diede fuoco dopo essere stato maltrattato dalla polizia e ignorato dalle autorità locali. Il suo gesto disperato scatenò un&#8217;ondata di rabbia che portò alla caduta del regime tunisino, dimostrando come un singolo episodio possa trasformarsi in una rivoluzione contro un sistema &#8220;corrotto&#8221; e oppressivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso della Slovacchia</h2>



<p>Anche in <strong>Slovacchia</strong>, decine di migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro la politica del premier <strong>Robert Fico.</strong> Venerdì A Bratislava, i manifestanti hanno scandito slogan contro il primo ministro Robert Fico. Durante la protesta, gli organizzatori hanno chiesto per la prima volta ufficialmente le sue dimissioni.</p>



<p>Le manifestazioni sotto il nome di “Slovensko je Európa” (La Slovacchia è Europa) sono iniziate dopo l’incontro di dicembre tra Fico e il <strong>presidente russo Vladimir Putin</strong> e a seguito delle dichiarazioni di <strong>Tibor Gašpar</strong>, vicepresidente del Parlamento e membro del partito di Fico (Smer-SD), che ha aperto alla possibilità di un futuro ritiro della Slovacchia dall’Unione Europea.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰 <a href="https://twitter.com/hashtag/Slovakia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Slovakia</a>: Tens of thousands of Slovakians took to the streets over the weekend to protest against PM Robert Fico’s increasing alignment with <a href="https://twitter.com/hashtag/Russia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Russia</a>. As many as 60,000 reportedly took part in the capital city of Bratislava, which took place in the wake of Fico holding a rare… <a href="https://t.co/HJSKKxyBed">pic.twitter.com/HJSKKxyBed</a></p>&mdash; POPULAR FRONT (@PopularFront_) <a href="https://twitter.com/PopularFront_/status/1884154361304973439?ref_src=twsrc%5Etfw">January 28, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>&#8220;Smer non ha come obiettivo prioritario l’uscita dall’UE o dalla NATO. Tuttavia, entrambe le organizzazioni stanno cambiando nel tempo e dobbiamo tenere aperta la possibilità di considerare anche soluzioni radicali, se necessario&#8221;, ha affermato Gašpar in un’intervista alla televisione pubblica STVR. Queste dichiarazioni hanno scatenato forti reazioni politiche. Il partito <strong>Hlas-SD</strong>, partner di governo, ha respinto categoricamente qualsiasi discussione su un possibile addio all’UE o alla NATO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni sull&#8217;orientamento del Paese</h2>



<p>&#8220;Hlas sostiene una politica estera sovrana, con gli interessi della <strong>Slovacchia</strong> al primo posto, ma esclude qualsiasi ipotesi di uscita dall’Unione Europea o dalla NATO&#8221;, si legge in un comunicato del partito. Anche il presidente della Repubblica, <strong>Peter Pellegrini</strong>, ha ribadito l’impegno della Slovacchia nelle alleanze occidentali, citando il memorandum firmato nel settembre scorso dai tre principali rappresentanti istituzionali.</p>



<p>Nel frattempo, l&#8217;ufficio della presidenza ha annunciato che la prossima settimana si terrà un vertice politico con i leader dei partiti di governo e di opposizione per discutere l’orientamento geopolitico della Slovacchia. L’incontro sarà cruciale per capire se la <strong>Slovacchia manterrà la sua posizione consolidata all’interno dell’UE e della NATO</strong> o se le tensioni interne porteranno a un cambiamento nella politica estera del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scintille con Zelensky per il gas</h2>



<p>Il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> ha criticato il primo ministro slovacco <strong>Robert Fico</strong>, accusandolo di <strong>preferire la Russia agli Stati Uniti</strong> e ad altri partner occidentali per l’approvvigionamento energetico. </p>



<p>Dal canto suo,<strong> Fico</strong> ha dichiarato che la Slovacchia <strong>intende continuare ad acquistare gas russo</strong> e ha chiesto all’Ucraina di garantirne il transito attraverso il suo territorio. Il premier slovacco ha inoltre minacciato di <strong>bloccare il sostegno finanziario dell&#8217;UE a Kiev</strong>, ribadendo la sua posizione critica nei confronti dell’Ucraina. Ha definito il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelenskyj</strong> un <strong>&#8220;nemico&#8221;</strong>, accusandolo di usare l’ipotesi di un transito del gas dall&#8217;Azerbaigian come un pretesto per evitare ritorsioni. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇸🇰🇺🇦🚨‼️ “Zelensky runs around Europe, only begging and blackmailing, asking others for money. It&#39;s time to put an end to this”<br><br>— Fico, the Slovak Prime Minister <a href="https://t.co/ddrMB4MeTe">pic.twitter.com/ddrMB4MeTe</a></p>&mdash; Lord Bebo (@MyLordBebo) <a href="https://twitter.com/MyLordBebo/status/1878127890795057409?ref_src=twsrc%5Etfw">January 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Dal 1° gennaio, l’Ucraina ha <strong>interrotto il transito del gas russo</strong> attraverso i gasdotti sovietici, dopo aver rifiutato di rinnovare l’accordo con Gazprom, in vigore da decenni. La <strong>Slovacchia</strong>, fortemente dipendente dal gas russo a basso costo, ha cercato per mesi di convincere Kiev a prorogare l&#8217;intesa, avvertendo che il mancato rinnovo avrebbe provocato un aumento dei prezzi dell’energia sia a livello nazionale che nell’UE.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse alle Ong</h2>



<p>Fico ha denunciato un presunto <strong>tentativo orchestrato di destabilizzazione del governo</strong>, accusando ONG vicine all’opposizione di pianificare una <strong>sorta di &#8220;Maidan slovacco&#8221; </strong>con il sostegno di forze straniere.</p>



<p>Durante una conferenza stampa di mercoledì, Fico ha citato un <strong>rapporto dei servizi segreti slovacchi (SIS)</strong>, che indicherebbe la presenza di esperti in Slovacchia coinvolti in proteste in Georgia e in Ucraina. Ha anche suggerito che il finanziamento provenga dagli Stati Uniti. &#8220;Potete ridere quanto volete, ma è la verità&#8221;, ha dichiarato il premier. </p>



<p>Le ONG che stanno organizzando le proteste hanno confermato l’esistenza di un&#8217;email strategica per le manifestazioni, redatta con l’aiuto di ChatGPT, che menziona tra le opzioni la non-violenta occupazione di edifici pubblici. <strong>Tibor Gašpar</strong>, ex capo della polizia e ora vicepresidente del Parlamento per il partito di Fico (Smer-SD), ha avvertito che la situazione potrebbe degenerare con un evento scatenante, simile a quanto avvenuto nel 2018, dopo l’omicidio del giornalista Ján Kuciak. Secondo Fico, uno scenario del genere potrebbe coinvolgere scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, soprattutto in caso di occupazione di edifici governativi.</p>



<p>Non è un mistero che vi siano numerosi ONG filo-occidentali e direttamente sovvenzionate dal Dipartimento di Stato e dall&#8217;USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale) in Slovacchia. Nel 2022, il precedente governo filo-Ue, tramite l&#8217;allora ministro degli Affari Esteri ed Europei della Slovacchia, <strong>Ivan Korčok</strong>, e l&#8217;amministratrice dell&#8217;<strong>USAID</strong>, <strong>Samantha Power</strong>, <a href="https://slovakaid.sk/en/slovakia-signs-a-new-memorandum-on-cooperation-with-usaid/">firmarono firmato un Memorandum d&#8217;Intesa</a> per la cooperazione allo sviluppo tra Slovacchia e Stati Uniti. </p>



<p>La Slovacchia aveva già firmato un primo memorandum con gli USA nel <strong>2018</strong>, diventando il <strong>primo paese dell&#8217;Europa centrale e sudorientale</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo dell&#8217;occidente nelle proteste in Georgia</h2>



<p>In Georgia, il ruolo delle ONG è stato centrale nel corso delle proteste del 2024. Secondo recenti stime, quasi il 90% delle <strong>ONG in Georgia è finanziato dall&#8217;estero</strong>, senza ricevere alcun sostegno economico a livello nazionale, secondo quanto riportato da <em>The Nation</em>. Con le prospettive elettorali dell&#8217;United National Movement (UNM) in calo, la società civile e la rete di circa 10.000 ONG sono <strong>diventate i centri di opposizione de facto</strong>. A differenza del settore non profit negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa, che si basa su filantropia domestica e volontari, il sistema georgiano dipende quasi esclusivamente da fondi stranieri. </p>



<p>Dal 15 aprile 2024, <strong>decine di migliaia di manifestanti</strong>, per lo più giovani, hanno paralizzato la capitale della Georgia, <strong>Tbilisi</strong>, per protestare contro quello che definiscono un allontanamento del governo dall’Unione Europea. Oltre l&#8217;80% dei georgiani sostiene l’integrazione con l’UE, e il disegno di legge che ha scatenato le proteste è stato visto come un ostacolo a questo percorso.</p>



<p>La legge contestata impone alle ONG e ai gruppi della società civile che <strong>ricevono più del 20% dei finanziamenti dall&#8217;estero</strong> di registrarsi come &#8220;organizzazioni al servizio di una potenza straniera&#8221;. <span style="font-size: 1rem;">Nonostante le pressioni, il </span>14 maggio il parlamento georgiano ha approvato la legge<span style="font-size: 1rem;"> con </span>84 voti a favore e 30 contrari<span style="font-size: 1rem;">, portando a un’escalation delle proteste. L&#8217;allora presidente della Georgia, </span>Salome Zourabichvili<span style="font-size: 1rem;">, ha posto il </span>veto<span style="font-size: 1rem;"> alla legge, ma il partito di governo ha la maggioranza per superarlo.</span></p>



<p>Le manifestazioni sono cresciute, con richieste sempre più esplicite di <strong>dimissioni del governo</strong> e riferimenti alle rivoluzioni popolari in Ucraina e Georgia nei primi anni 2000. <strong>Politici stranieri</strong>, tra cui ministri degli Esteri baltici e il presidente della commissione esteri del parlamento tedesco, hanno partecipato alle proteste. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il passaggio di potere e la sospensione dei colloqui con l&#8217;Ue</h2>



<p>Alla fine del 2024,  <strong>Mikheil Kavelashvili</strong>, ex calciatore, ha prestato giuramento come nuovo capo di Stato, mentre migliaia di manifestanti hanno continuato a protestare per il 32° giorno consecutivo contro di lui e il governo di Georgian Dream. L’ex presidente <strong>Salomé Zourabichvili</strong>, il cui mandato è scaduto ieri, ha lasciato la residenza presidenziale ma non riconosce la legittimità del suo successore. Nel suo discorso inaugurale, Kavelashvili ha dichiarato di voler essere &#8220;il presidente di tutti, indipendentemente dalle opinioni su di me&#8221;, invitando il paese a unirsi attorno a valori comuni. Ha anche sottolineato l&#8217;importanza di tradizioni, identità nazionale, famiglia e fede.</p>



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<p>A riprova dell&#8217;attività straniera nel Paese, all&#8217;inizio del mese, la Georgia ha deciso di espellere <strong>25 cittadini stranieri arrestati</strong> durante le proteste scoppiate il 28 novembre 2024, dopo la sospensione dei negoziati per l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea.</p>



<p>In un contesto geopolitico sempre più complesse, le proteste in Georgia, Slovacchia e Serbia evidenziano non solo profonde divisioni interne, ma anche il ruolo sempre più rilevante delle <strong>ingerenze straniere</strong> e della cosiddetta &#8220;società civile&#8221; nel plasmare gli equilibri di potere, ponendo interrogativi sul futuro questi Paesi sospesi tra Oriente e Occidente. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dalla-serbia-alla-slovacchia-cosa-ce-dietro-le-proteste.html">Dalla Serbia alla Slovacchia, cosa c&#8217;è dietro le proteste</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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