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	<title>ro khanna Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 18 Aug 2026 05:13:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ro khanna Archives - InsideOver</title>
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		<title>La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 05:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni americane]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni midterm]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del "woke" alla battaglia per il voto operaio: Alexandria Ocasio-Cortez è oggi molto più di una parlamentare progressista.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html">La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/LP_11325934-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla stagione del &#8220;woke&#8221; alla battaglia per il voto operaio, passando per la scelta di congelare gli ovociti: <strong>Alexandria Ocasio-Cortez</strong> è oggi molto più di una parlamentare progressista. È uno dei principali laboratori politici del <strong>Partito democratico</strong>. Ma la sua eventuale corsa nel 2028 avrebbe ancora un problema: trasformare una formidabile macchina comunicativa e militante in una maggioranza elettorale nazionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="&#039;Anything is possible&#039;: AOC on her political future" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/SFwAnMLBSOw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_SFwAnMLBSOw");</script>
</div></figure>



<p>La deputata democratica di New York è tornata al centro delle cronache americane dopo una settimana nella quale si sono concentrati alcuni degli elementi più caratteristici della sua politica: un&#8217;intervista nella quale ha definito &#8220;<em>crazy</em>&#8221; la stagione del &#8220;<strong>Woke 1</strong>&#8220;, la pubblicizzazione sui social del percorso di <strong>congelamento degli ovociti</strong>, una <strong>nuova attenzione alla <em>working class</em></strong> e una serie di segnali che continuano ad alimentare le speculazioni su una possibile candidatura presidenziale o al Senato nel 2028.</p>



<p>Ocasio-Cortez ha dimostrato negli ultimi mesi di poter esercitare un&#8217;influenza che va oltre il proprio collegio elettorale. A giugno <em>Axios </em>rilevava che quattro candidati progressisti da lei sostenuti nelle primarie democratiche avevano ottenuto vittorie nette, trasformandola in una sorta di <em>queenmaker</em> della sinistra democratica mentre valutava le proprie opzioni per il 2028.</p>



<p>E il dato più interessante arriva dal <strong>New Hampshire</strong>. <a href="https://scholars.unh.edu/survey_center_polls/983/">Un sondaggio della University of New Hampshire</a> pubblicato il 22 luglio tra 648 probabili elettori democratici delle primarie del 2028 attribuiva ad AOC<strong> il 22% delle preferenze.</strong> Il dato la collocava nel gruppo di testa del campo democratico, a dimostrazione del fatto che <strong>il suo nome non appartiene più soltanto alla nicchia della sinistra progressista </strong>ma è già competitivo, almeno in una prima rilevazione statale, nella discussione sulla futura nomination. Naturalmente è ancora troppo presto per trasformare quel 22% in una previsione elettorale. Il sondaggio riguarda un solo Stato e una primaria lontana quasi due anni.</p>



<p>Ma la domanda è ormai legittima: <strong>AOC può davvero diventare presidente degli Stati Uniti?</strong> E, prima ancora, che cosa significa oggi essere &#8220;socialista&#8221; dentro il Partito democratico?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal &#8220;woke&#8221; alla classe: AOC sta cambiando pelle?</strong></h2>



<p>Il passaggio più significativo delle ultime settimane è probabilmente quello che riguarda il passato.</p>



<p>In un&#8217;intervista ad <em>ABC</em>, Ocasio-Cortez ha preso le distanze dalla fase che oggi definisce &#8220;Woke 1&#8221;, arrivando a descriverla come &#8220;folle&#8221;. Il riferimento riguarda soprattutto alcune delle posizioni che avevano caratterizzato una parte della sinistra democratica all&#8217;inizio degli anni Venti, dalla questione della polizia alla decarcerazione, fino ad alcune posizioni radicali sui temi sociali e sull&#8217;immigrazione. Un tentativo di riscrivere il rapporto con quella fase e di rendere il messaggio progressista più competitivo davanti a un elettorato più ampio. La prima AOC aveva costruito una parte enorme della propria notorietà sulla capacità di portare al Congresso <strong>un nuovo linguaggio della sinistra</strong>: disuguaglianza, cambiamento climatico, potere delle <em>corporation,</em> diritti delle minoranze, sanità universale e critica del capitalismo.</p>



<p>La AOC del 2026 sembra invece più interessata a <strong>come trasformare quelle battaglie in una coalizione elettorale abbastanza larga da conquistare il potere. </strong>La differenza è sostanziale. Il problema della sinistra americana, infatti, non è necessariamente che le singole politiche progressiste siano impopolari.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.guim.co.uk/img/media/e0473e1fbedf4694a8a89e5312ce4636ca705e63/414_0_5202_4160/master/5202.jpg?width=880&amp;dpr=2&amp;s=none&amp;crop=none" alt=""/></figure>



<p><a href="https://www.reuters.com/world/us/democrats-lead-republicans-economy-trump-approval-falls-reutersipsos-poll-finds-2026-08-03/">Un sondaggio Reuters/Ipsos </a>condotto tra il 29 luglio e il 3 agosto mostra che il 64% degli elettori indipendenti sostiene l&#8217;aumento delle tasse sui ricchi e sulle grandi <em>corporation </em>e il 60% sostiene un sistema di assistenza sanitaria finanziato dal governo. Ma la stessa rilevazione evidenzia una distanza molto più grande quando entra in gioco l&#8217;etichetta politica: il 43% degli indipendenti afferma di essere meno propenso a votare per un candidato identificato come &#8220;<strong><em>democratic socialist</em></strong>&#8220;.</p>



<p>È qui che si trova una delle contraddizioni centrali della nuova sinistra americana. Il problema non è necessariamente ciò che propone. <strong>È il marchio politico con cui lo propone. </strong>La difficoltà è anche semantica. Secondo un precedente sondaggio Reuters/Ipsos di luglio, soltanto il 49% degli americani dice di comprendere le politiche del <em>democratic socialism</em>, mentre il 47% ammette di non comprenderle. Il risultato è un paradosso: alcune delle politiche associate alla sinistra economica possono ottenere consensi relativamente larghi, mentre <strong>la definizione di &#8220;socialista democratico&#8221; continua a generare diffidenza.</strong> Un sondaggio Washington Post-Ipsos pubblicato a fine luglio ha fornito un&#8217;altra fotografia ancora più netta: il 55% degli americani ha dichiarato che non prenderebbe in considerazione il voto per un candidato democratico socialista alla presidenza, contro il 39% che lo prenderebbe in considerazione. Tra gli indipendenti il rifiuto arrivava al 54%.</p>



<p>AOC sembra aver individuato precisamente questo problema.</p>



<p>Il tentativo di archiviare il &#8220;Woke 1&#8221; non significa necessariamente che abbia abbandonato le proprie convinzioni progressiste. Può essere letto, più prudentemente, come uno sforzo per separare <strong>il populismo economico della sinistra dal suo passato culturale più radicale</strong>. Sanità, abitazioni, salari, tasse sui miliardari, costo della vita e potere dei lavoratori possono parlare anche a elettori che non si definirebbero mai socialisti. Le battaglie culturali più controverse sono invece molto più difficili da trasformare in una piattaforma presidenziale maggioritaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso degli ovociti: il personale è politico</h2>



<p><strong>Anche la vicenda del congelamento degli ovociti va letta dentro questa trasformazione. </strong>La deputata ha raccontato sui social il percorso che sta affrontando, compresa la parte fisica della procedura e le questioni economiche a essa connesse. La vicenda ha immediatamente generato una discussione politica sulla fertilità, sulla maternità e sul rapporto tra carriera e vita privata.</p>



<p>La reazione è stata trasversale. Il <em>Wall Street Journal</em> ha sottolineato come la pubblicizzazione della procedura abbia prodotto reazioni anche fuori dal tradizionale perimetro democratico, con critiche conservatrici ma anche forme di sostegno provenienti da <strong>donne conservatrici</strong>. È interessante perché il tema consente alla sinistra di <strong>spostare la discussione sulla salute riproduttiva</strong> oltre il terreno, ormai tradizionale, dell&#8217;<strong>aborto</strong>. Entrano in campo fertilità, costi delle procedure, maternità ritardata, carriera professionale e possibilità di scegliere quando avere figli.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/231006100006-alexandria-ocasio-cortez-file-012623.jpg?c=original" alt=""/></figure>



<p>La deputata ha dichiarato che la decisione di congelare i suoi ovuli ha richiesto tempo “per essere ponderata, valutata e per la quale è stato necessario risparmiare”. Ciò non sorprende: <strong>un singolo ciclo di congelamento degli ovociti, comprensivo di stimolazione ormonale e procedura di prelievo, costa in media circa 16.000 dollari.</strong> La copertura assicurativa sanitaria per interventi chirurgici non urgenti non è diffusa, il che significa che molte donne devono sostenere questi costi di tasca propria. Le spese di magazzinaggio e le tasse ricorrenti possono far lievitare ulteriormente il conto. “La mia assicurazione non copre nemmeno un centesimo di questa procedura”, ha dichiarato Ocasio-Cortez sui social media a proposito del suo intervento di congelamento degli ovuli. In effetti, la copertura assicurativa sanitaria per la crioconservazione degli ovuli a scopo terapeutico è ancora l’eccezione piuttosto che la regola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero test: può il socialismo democratico diventare maggioranza?</h2>



<p>La crescita della sinistra socialista americana è reale. La <strong>Democratic Socialists of America</strong>, organizzazione alla quale AOC è stata associata fin dall&#8217;inizio della sua ascesa nazionale, dichiara oggi più di 100mila membri e una presenza in tutti i 50 Stati. <em>Reuters</em> ha riportato a luglio che l&#8217;organizzazione dichiarava oltre 100mila iscritti e aveva appoggiato più di 150 candidati nel 2026, con 38 vittorie elettorali ottenute fino a quel momento.</p>



<p>Il fenomeno, quindi, non è più confinato a <strong>Bernie Sanders</strong> e AOC. È diventato una rete organizzativa. <strong>New York</strong> è naturalmente il laboratorio più evidente. Ma le primarie del 2026 stanno mostrando che la sinistra progressista cerca di estendere quel modello anche fuori dalle roccaforti urbane. Il caso più significativo è il <strong>Michigan</strong>, dove <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-progressista-nel-michigan-con-abdul-el-sayed-la-sinistra-dem-conquista-il-cuore-industriale-usa.html">Abdul El-Sayed</a></strong> ha conquistato la nomination democratica per il Senato con una piattaforma fortemente progressista, centrata tra l&#8217;altro sul <em>Medicare for All</em>. Un possibile test della direzione che il Partito democratico potrebbe prendere in vista del 2028.</p>



<p>Ma il quadro non è affatto lineare. In <strong>Wisconsin</strong>, per esempio, la democratica moderata David Crowley ha sconfitto la socialista <strong>Francesca Hong</strong> nelle primarie per la candidatura a governatore. Un contrappeso alle recenti vittorie della sinistra: il movimento progressista è forte, ma non domina automaticamente le primarie democratiche nemmeno in Stati dove la sua agenda può trovare terreno fertile.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ-peWessowRwGm9T9bpy8MXYejr-BwnzaLy0DzPqf0QQ&amp;s=10" alt=""/></figure>
</div>


<p>Il sondaggio Washington Post-Ipsos lo dimostra con chiarezza: il 75% dei democratici prenderebbe in considerazione il voto per un <em>democratic socialist</em> alla presidenza, ma questa disponibilità scende drasticamente quando si guarda all&#8217;elettorato nel suo complesso. <strong>E il problema per AOC è quindi costruire una coalizione molto più ampia della sua base naturale.</strong> Giovani progressisti, elettori urbani e attivisti sono il punto di partenza. Non sono però sufficienti per arrivare a 270 grandi elettori. Il vero banco di prova resta la capacità di parlare agli elettori della <em>working class</em>, agli indipendenti e alle comunità nere e latine fuori dalle grandi roccaforti liberal.</p>



<p>Il nuovo calendario delle primarie democratiche rende questa questione ancora più importante.</p>



<p>Il DNC ha stabilito che <strong>la stagione delle primarie presidenziali del 2028 partirà dal South Carolina il 22 gennaio,</strong> seguita da Nevada, New Hampshire, New Mexico, Michigan e Virginia. La scelta attribuisce maggiore peso fin dall&#8217;inizio agli elettori neri, latini e sindacalizzati. Per AOC è una sfida enorme. Essere competitiva in New Hampshire è un segnale interessante. Ma una candidata democratica che voglia conquistare la <em>nomination</em> dovrà dimostrare di poter costruire rapporti politici anche con l&#8217;elettorato nero della South Carolina, con i latini del Nevada e del New Mexico e con il mondo sindacale del Michigan. È un tipo di coalizione diverso da quello che ha reso AOC una star nazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il 2028: candidata alla Casa Bianca o futura senatrice?</h2>



<p>La sua posizione pubblica rimane compatibile con diverse possibilità per il 2028, compresa quella di una <strong>candidatura al Senato</strong> contro <strong>Chuck Schumer</strong>. Ocasio-Cortez non ha escluso una candidatura alla presidenza e le sue azioni non hanno fatto altro che alimentare le voci di una sua possibile campagna elettorale sotto copertura. L&#8217;anno scorso ha accompagnato il suo mentore, il senatore indipendente <strong>Bernie Sanders</strong>, nel un tour &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/al-coachella-2025-e-nata-una-stella-ha-83-anni-e-si-chiama-bernie-sanders.html">Lotta all&#8217;oligarchia</a>&#8221; che ha attirato folle immense. Più recentemente, ha attraversato il Paese in lungo e in largo per sostenere candidati progressisti, accrescendo ulteriormente la sua notorietà a livello nazionale.</p>



<p>Dal punto di vista strategico, non annunciare nulla è probabilmente la scelta più razionale. Una candidatura presidenziale annunciata troppo presto trasformerebbe ogni sua dichiarazione in una dichiarazione da candidata. Restare formalmente fuori dalla corsa le permette invece di costruire influenza, sostenere candidati, testare messaggi e osservare come cambierà il Partito democratico dopo le <strong>elezioni di midterm</strong>. Il sondaggio del New Hampshire è incoraggiante, ma non risolve il problema.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.newyorker.com/photos/67e1ae59049bc18e12668ab5/16:9/w_1920,c_limit/Witt-Bernie-AOC.jpg" alt=""/></figure>



<p>Le <strong>primarie democratiche</strong> per la presidenza del 2028 si preannunciano affollate e combattute. Se Ocasio-Cortez si candidasse, potrebbe dover affrontare la concorrenza del collega progressista <strong>Ro Khanna </strong>della California, oltre a pesi massimi del partito. Alcuni democratici, ancora scottati dalle sconfitte di Clinton e Harris nel 2016 e nel 2024, potrebbero essere restii a candidarla per una questione di opportunità, se ritengono che gli Stati Uniti non siano ancora pronti a eleggere la loro prima presidente donna.</p>



<p>La deputata si trova poi ad affrontare un altro ostacolo potenziale. I democratici centristi sostengono da tempo che l&#8217;ala socialista democratica del partito potrebbe avere successo tra gli <strong>elettori bianchi con un&#8217;istruzione universitaria</strong>, ma fatica a entrare in sintonia con le <strong>comunità afroamericane</strong>, citando le primarie in cui i candidati progressisti emergenti hanno incontrato una netta resistenza. Il che potrebbe essere un ostacolo-quasi-insormontabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/la-nuova-ocasio-cortez-meno-woke-piu-working-class-e-un-pensiero-alla-casa-bianca.html">La nuova Ocasio-Cortez: meno woke, più working class. E un pensiero alla Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Massie, il ribelle Gop che sfida Trump sui file Epstein: &#8220;Bloccati per proteggere Israele e gli amici del Presidente&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/massie-il-ribelle-gop-che-sfida-trump-sui-file-epstein-bloccati-per-proteggere-israele-e-gli-amici-del-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 09:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il deputato repubblicano Thomas Massie accusa l'amministrazione Trump di non voler pubblicare tutti gli Epstein file.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/massie-il-ribelle-gop-che-sfida-trump-sui-file-epstein-bloccati-per-proteggere-israele-e-gli-amici-del-presidente.html">Massie, il ribelle Gop che sfida Trump sui file Epstein: &#8220;Bloccati per proteggere Israele e gli amici del Presidente&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1014" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260216100542197_cb423cbf9138f5054cbf47ef4add2cc0-e1771232926484.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel Partito Repubblicano di Donald Trump, <strong>Thomas Massie</strong> è da tempo la voce fuori dal coro. Il deputato del <strong>Kentucky</strong>, ingegnere e libertario convinto, ha costruito la sua carriera su un principio semplice: fedeltà alla Costituzione, non ai leader. Oggi, con le sue ultime dichiarazioni sui file Epstein, <strong>è diventato uno degli avversari più scomodi per l’amministrazione Trump</strong>. In un’intervista rilasciata alla stampa americana, ripresa da <em>Middle East Eye</em> e diffusa sui social, Massie ha affermato senza giri di parole che i documenti su Jeffrey Epstein – <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/michael-baden-patologo-forense-di-fama-mondiale-epstein-non-si-e-impiccato-riaprite-le-indagini.html">il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 per un apparente suicidio</a> – vengono trattenuti per due motivi principali: i <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/epstein-e-israele-non-solo-barak-nei-file-anche-le-donazioni-allidf-e-i-favori-a-netanyahu.html">suoi stretti legami con i servizi segreti israeliani e americani</a>, e l’implicazione di potenti miliardari e donatori vicini a Trump.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Epstein files are being withheld because Jeffrey Epstein had close ties to Israeli intelligence and US intelligence, according to Congressman Thomas Massie.<br><br>He also says the files are being blocked because they implicate powerful billionaires and political donors who he… <a href="https://t.co/dH39rENYUY">pic.twitter.com/dH39rENYUY</a></p>&mdash; Middle East Eye (@MiddleEastEye) <a href="https://x.com/MiddleEastEye/status/2023202334508245485?ref_src=twsrc%5Etfw">February 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>«I file Epstein vengono bloccati perché <strong>Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana</strong>», ha dichiarato il deputato conservatore. «E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump». Massie ha aggiunto che c’è in corso «uno sforzo per fermare tutto questo, e credo che proveranno a bloccarlo da qualche altra parte. Ma gli si ritorcerà contro».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un libertario contro l’establishment</h2>



<p>Eletto per la prima volta nel 2012, Massie è un libertario che si è distinto per aver votato <strong>contro le spese militari illimitate</strong>, contro gli aiuti a Israele e Ucraina, e per aver criticato l’espansione del potere esecutivo. Ha rotto più volte con con la linea &#8220;ufficiale&#8221; del partito e ora sta guidando, insieme al democratico <strong>Ro Khanna</strong>, la battaglia per il pieno rilascio dei file Epstein.</p>



<p>Grazie alla <em>Epstein Files Transparency Act</em>, da lui co-firmata, il Dipartimento di Giustizia <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-epstein-la-camera-usa-vota-per-la-pubblicazione-dei-documenti-ma-ce-la-clausola-sicurezza-nazionale.html">ha dovuto rendere pubblici milioni di documenti</a>. Ma secondo Massie, non è abbastanza. <strong>Redazioni sospette, nomi di vittime esposti per errore e identità di uomini potenti ancora coperte</strong> hanno alimentato i suoi sospetti, che ha manifestato pubblicamente in una lite, nei giorni scorsi, <a href="https://it.insideover.com/politica/epstein-files-polemiche-sullaudizione-dellattorney-general-pam-bondi-vuole-coprire-i-potenti-come-les-wexner.html">con l&#8217;Attorney general Pam Bondi, accusata di aver coperto nomi di personaggi influenti</a> e potenti come <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chi-e-les-wexner-il-milionario-pro-israele-che-rese-ricco-jeffrey-epstein.html">Les Wexner, il magnate di Victoria&#8217;s Secret</a> che rese ricco <strong>Jeffrey Epstein</strong>. In un’apparizione ad <em>Abc This Week</em> ha definito l’amministrazione Trump «l’amministrazione Epstein», accusandola di proteggere «la classe Epstein» per <strong>non imbarazzare alleati e finanziatori</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna milionaria contro Massie</h2>



<p>Le accuse di Massie non sono nuove. Già nei mesi scorsi aveva dichiarato di credere che Epstein fosse «probabilmente un <strong>asset dell’intelligence israeliana</strong>». Una posizione che gli è costata cara. <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/thomas-massie-il-ribelle-gop-che-fa-tremare-israele-e-trump-la-lobby-investe-20-milioni-per-fermarlo.html">Come abbiamo raccontato su <em>InsideOver</em></a>, Massie ha fatto parecchio arrabbiare l’establishment del partito repubblicano &#8211; Trump in testa &#8211;  e i ricchi donatori Gop filo-israeliani come&nbsp;<strong>Miriam Adelson</strong>&nbsp;perché&nbsp;<strong>l’intransigente ingegnere del Mit che vive in una fattoria autosufficiente allevando bestiame</strong>, ha votato contro quasi tutti gli aiuti esteri, ha denunciato l’influenza del &#8220;complesso militare-industriale&#8221; e si è opposto a quelle che definisce &#8220;risoluzioni di genuflessione&#8221; che &#8220;mettono Israele su un piedistallo&#8221;. E ora accusa il finanziere-pedofilo di essere un asset di Tel Aviv. </p>



<p>Le primarie in <strong>Kentucky</strong> si terranno il 19 maggio nel 4° distretto congressuale e Thomas Massie &#8211; deputato uscente &#8211; dovrà affrontare una sfida interna al partito confrontandosi con l&#8217;ex Navy Seal <strong>Ed Gallrein</strong>, appoggiato da Trump e sostenuto com una campagna milionaria proprio da <strong>Miriam Adelson</strong>, famosa donatrice politica filo-israeliana e sostenitrice di Trump, affiancata dai gestori di <em>hedge fund</em> <strong>Paul Singer</strong> e <strong>John Paulson</strong>. Il commento di Massie? «Se perdo, ne sarà valsa la pena».</p>



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<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/massie-il-ribelle-gop-che-sfida-trump-sui-file-epstein-bloccati-per-proteggere-israele-e-gli-amici-del-presidente.html">Massie, il ribelle Gop che sfida Trump sui file Epstein: &#8220;Bloccati per proteggere Israele e gli amici del Presidente&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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