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	<title>Rinat Akhmetov Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rinat Akhmetov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lo Shakhtar Donetsk &#8220;brasiliano&#8221; è tornato in Europa nel segno di Lucescu</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lo-shakhtar-donetsk-brasiliano-e-tornato-nel-segno-di-lucescu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pochi giorni dalla scomparsa del tecnico simbolo dello Shakhtar dei brasiliani, la squadra si è qualificata per una semifinale europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-shakhtar-donetsk-brasiliano-e-tornato-nel-segno-di-lucescu.html">Lo Shakhtar Donetsk &#8220;brasiliano&#8221; è tornato in Europa nel segno di Lucescu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1996 <strong>Rinat Achmetov</strong> ha un&#8217;idea che in quel momento appariva decisamente folle e quasi fuori portata: <strong>rendere lo Shakhtar Donetsk, da lui da poco acquistato, vincente in Ucraina e competitivo in Europa</strong>. Forse a crederci è soltanto il diretto interessato: lo strapotere della Dinamo Kiev in ambito ucraino risale all&#8217;era del campionato sovietico e ha quindi origine negli anni precedenti l&#8217;indipendenza del Paese. In quel momento, è proprio la squadra della capitale a dominare mentre lo Shakhtar ha in bacheca alcune coppe nazionali e poco più. Inoltre, Donetsk è sì il cuore industriale dell&#8217;Ucraina e della regione circostante, il <strong>Donbass</strong>, ma è una città più piccola di altre come Kharkiv, Odessa e Dnipro. </p>



<p>Eppure, <strong>la scommessa è riuscita: nel 2002, lo Shakhtar ha infatti vinto il primo storico campionato ucraino.</strong> Achmetov è intenzionato ad andare oltre: vuole diventare una presenza costante in Europa e per farlo si è così affidato a un nome non certo secondario, <strong>Mircea Lucescu</strong>. L&#8217;allenatore rumeno a un certo punto, come da lui stesso raccontato, si è rivolto ad Achmetov per provare a risolvere un problema di non poco conto per le prospettive del club: <em>&#8220;Si è iniziato a vincere</em> &#8211; sono state le parole di Lucescu rivolte al presidente &#8211; <em>ma ancora gli spalti sono quasi vuoti. Per riempirli la gente si deve divertire e per divertirsi servono i brasiliani&#8221;</em>. È nato così il cosiddetto &#8220;<strong>Shakhtar dei brasiliani</strong>&#8220;. Ancora oggi, la colonia verdeoro in terra ucraina continua a stupire nonostante la guerra e le inevitabili difficoltà del calcio locale. <a href="https://sport.sky.it/calcio/2026/04/07/mircea-lucescu-morto">E a pochi giorni proprio dalla scomparsa di Mircea Lucescu</a>, è tornata a qualificarsi per una semifinale europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tanti brasiliani in rosa e il trionfo europeo del 2009 </h2>



<p>Con Lucescu sono arrivati subito due titoli nazionali tra il 2005 e il 2008, ma è soprattutto arrivata una<strong>dimensione europea</strong> grazie al gioco plasmato sui tanti talenti brasiliani giunti fino al cuore del Donbass. <strong>La consacrazione definitiva si è avuta nel 2009, anno della cavalcata in Europa League</strong>. Lo Shakhtar dei brasiliani ha eliminato il Tottenham, il Cska Mosca, il Marsiglia, per poi arrivare all&#8217;inedito derby tutto ucraino con la Dinamo Kiev in semifinale: qui, a ridosso del recupero, è stato il difensore brasiliano <strong>Ilsinho</strong> a indirizzare la sfida a favore degli uomini di Lucescu. In finale poi, giocata contro il Werder Brema nello stadio del Fenerbahce, altri due brasiliani hanno portato la coppa in Ucraina: ad aprire le danze è stato <strong>Luiz Adriano</strong>, a chiuderle ai supplementari invece ci ha pensato <strong>Jadson</strong>. A inizio gara, di brasiliani titolari nello Shakhtar se ne contavano cinque: oltre ai due marcatori, vi era il prima citato Ilsinho, oltre a due firme importanti quali <strong>Fernandinho</strong> e <strong>Willian</strong>, entrambi futuri protagonisti della Premier League.</p>



<p>Il successo europeo e il richiamo di Lucescu, hanno spinto altri giocatori a indossare la maglia dello Shakhtar negli anni successivi. Nel 2010 è stata la volta di <strong>Douglas Costa</strong>, nel 2013 sono arrivati ad esempio <strong>Fred</strong> e <strong>Taison</strong>. Nella stessa estate per 25 milioni di euro è approdato anche <strong>Bernard Duarte</strong>. Quest&#8217;ultimo ha rappresentato all&#8217;epoca l&#8217;acquisto più oneroso da parte del club, nonché quello più clamoroso di sempre: in quella fase della sua carriera, Bernard era indicato infatti come uno dei brasiliani più talentuosi della sua generazione. <strong>Lucescu è rimasto sulla panchina dello Shakhtar fino al 2016,</strong> contrassegnando quindi un&#8217;epoca ultradecennale molto rara nel calcio di oggi. Con lui in panchina, la squadra più brasiliana d&#8217;Europa ha conquistato 8 campionati ucraini, 6 coppe d&#8217;Ucraina, 7 supercoppe d&#8217;Ucraina, con il sigillo europeo del 2009 quale autentica gemma dell&#8217;intero percorso.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Shakhtar Donetsk - Road to Victory - UEFA Cup 2009" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/UFA_iYVn7h0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_UFA_iYVn7h0");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">La guerra non ferma la corsa europea dello Shakhtar</h2>



<p>Lucescu è rimasto anche quando nel 2014 il club ha dovuto traslocare. I primi venti di guerra successivi alle proteste di Piazza Maidan, <strong>hanno costretto lo Shakhtar ad andare via da Donetsk.</strong> La città è stata tra le prime in Ucraina ad essere inghiottite dal conflitto e a pochi passi dal <strong>Donbass Arena</strong>, lo stadio voluto nel 2009 da Achmetov per provare un ulteriore salto di qualità, è stata tracciata una delle <strong>prime linee del fronte tra i separatisti di Donetsk e i soldati dell&#8217;esercito ucraino</strong>. Dal 2022 poi, dall&#8217;anno cioè dell&#8217;invasione russa, la squadra è costretta a giocare le partite internazionali in <strong>Polonia</strong>. </p>



<p>Achmetov però già da tempo ha reso nota una sua precisa scelta: nonostante la squadra abbia nello stemma il riferimento ai minatori del Donbass, nel nome il riferimento a Donetsk e continui a giocare lontano dalla sua terra di origine, il patron ha stabilito senza esitazioni che lo Shakhtar deve rimanere un club ucraino. Nonostante tutte le difficoltà logistiche ed economiche, la società è così tornata in cerca di talenti brasiliani. In qualche modo, <strong>forse è proprio dall&#8217;eredità di Lucescu che l&#8217;intero ambiente vuole ripartire per appropriarsi di una propria precisa identità</strong>. La scorsa estate in panchina è arrivato il turco <strong>Arda Turan</strong>, noto per aver giocato con l&#8217;Atletico Madrid di Simeone. Ed è stato proprio Turan a insistere per l&#8217;acquisto di alcuni talenti verdeoro. Dal Santos è arrivato <strong>Luca Meirelles</strong>, dal San Paolo <strong>Lucas Ferreira</strong>, dal Fluminense invece ha preso la strada per l&#8217;Ucraina il giovane <strong>Isaque</strong>. <strong>Tobias, Pedro Henrique, Alisson, Pedrinho </strong>e <strong>Newerton</strong> sono gli altri punti fermi brasiliani. Tutti talenti chiamati a servire l&#8217;unica vera punta su cui Turan fa affidamento, ossia <strong>Kaua Elias</strong>: ovviamente, manco a dirlo, brasiliano anche lui.</p>



<p>Dopo aver vinto &#8220;in casa&#8221; a Cracovia per tre reti a zero all&#8217;andata lo scorso 9 aprile, esattamente una settimana dopo nel ritorno giocato nei Paesi Bassi contro l&#8217;<strong>Az Alkamaar </strong>il pareggio allo Shakhtar è bastato per tornare in una semifinale europea. Il tutto, a pochi giorni dalla scomparsa di Mircea Lucescu. Un segno del destino forse. Oppure, più semplicemente,<strong> la dimostrazione dell&#8217;eredità lasciata al club dall&#8217;allenatore rumeno.</strong> Ad ogni modo, lo Shakhtar è tornato a competere e lo sta facendo alla maniera di Lucescu. Con tanti brasiliani e tanta qualità in campo. <strong>Con in più la consapevolezza oggi di rappresentare un campionato di un Paese in guerra, desideroso di vedere nel calcio un momento di tranquillità. </strong></p>
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		<item>
		<title>Ucraina 2022-2026 &#8211; Zelensky, il presidente della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2026-zelensky-il-presidente-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Volodymyr Zelensky è da quattro anni il politico più noto al mondo. Un'esperienza unica, da analizzare secondo lo stratega e il tattico.</p>
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<p><strong>Volodymyr Oleksandrovych Zelensky</strong>, 48 anni, dal 2019 presidente dell&#8217;Ucraina, è sicuramente uno dei, se non il, politico più noto al mondo. Altrettanto sicuramente è il politico più apprezzato in Occidente, sicuramente più dei vari Trump, Merz, Starmer, Macron. E per finire, è tuttora il politico di cui gli ucraini si fidano di più: <a href="https://it.insideover.com/politica/per-gli-ucraini-zelensky-e-ancora-il-comandante-non-si-vota-finche-lui-non-firma-la-pace.html#google_vignette">ne abbiamo già parlato su InsideOver</a>, il suo <em>rating</em> è tuttora largamente positivo (59% di fiducia, 35% di sfiducia, e una zona grigia del 6%, in linea con le rilevazioni degli ultimi sette-otto mesi) e resta lui l&#8217;uomo di cui gli ucraini più si fidano per portare a conclusione la guerra.</p>



<p>Potrebbe sembrare una contraddizione in termini: questo è l&#8217;inverno più duro per l&#8217;Ucraina tutta e la sua gente, con il gelo e il buio per migliaia di famiglie a causa dei bombardamenti russi e una pressione al fronte che le forze armate di Kiev non riescono a rovesciare. Eppure c&#8217;è una logica in tutto questo, perché Zelensky, il famoso attore e giovane milionario che secondo i più non poteva essere anche un politico, <strong>si è mostrato politico astuto e manovriero. In una formula: non un grande stratega ma un eccellente tattico.</strong> E questa sua punto forte è emerso proprio in occasione della guerra innescata dall&#8217;invasione russa del 2022. </p>



<p>Se uno ripercorre la presidenza Zelensky PRIMA dell&#8217;invasione (2019-2022), fatica a trovarvi successi. Zelensky è il presidente che, appena eletto, nomina un governo di giovani e intransigenti tecnocrati e poi lo liquida in tre mesi, per scegliere <strong>Denis Shmyhal</strong> come primo ministro, ovvero affidando il Governo a un ex dirigente dell&#8217;oligarca dell&#8217;energia (e di molto altro) <strong>Rinat Akhmetov</strong>. Il presidente che PRIMA dell&#8217;invasione cambia quattro ministri della Difesa e durante la pandemia del Covid-19 avvicenda cinque ministri della Salute, finendo con l&#8217;Ucraina che ha il record negativo in Europa di popolazione vaccinata (35%). È il presidente degli imbarazzi con Trump e Biden. Il leader che viene trionfalmente eletto nel 2019, trionfalmente confermato nelle elezioni politiche che si svolgono due mesi dopo la sua elezione <strong>(Servo del Popolo, il suo partito, ottiene la maggioranza assoluta dei 450 seggi del Parlamento monocamerale ucraino)</strong> e clamorosamente sconfessato già un anno dopo quando, alle elezioni locali, i candidati di Servo del Popolo sono battuti ovunque, da Nord a Sud, da Est a Ovest, capitale Kiev compresa. </p>



<p>A fine 2021, poco prima dell&#8217;invasione russa, già si parla di possibili elezioni presidenziali anticipate. <strong>L&#8217;Istituto internazionale di Sociologia di Kiev certifica che l&#8217;approvazione per Zelensky è scesa al 24,7%</strong>. E il Razumkov Center, che invece studia gli &#8220;antirating&#8221;, certifica che, quando si chiede ai potenziali elettori, quale sia il candidato che comunque non voterebbero (al di là di quello che voterebbero), è Zelensky a guidare la classifica. Per finire, i <strong>Pandora Papers</strong> rivelano che Zelensky dispone di un&#8217;ampia rete di società <em>off-shore</em> costituita e gestita da persone a lui vicine che nel frattempo hanno ricevuto incarichi di governo o nelle agenzie di sicurezza. A questa fase zelenskiana, che mi è sempre parsa fondamentale per capire anche lo Zelensky successivo, ho dedicato il libro <em>Zelensky &#8211; L&#8217;uomo e la maschera</em> (Meltemi Editore).</p>



<p>Però il 24 febbraio arrivano i russi e Zelensky ha il colpo di genio (e di coraggio) che cambia tutto: invece di fuggire in Polonia per formare a Varsavia un Governo in esilio, come gli consigliano anche gli americani, <strong>resta a testa alta a Kiev a guidare la resistenza. </strong>Una mossa che sorprende e stimola anche gli Usa e l&#8217;Europa, fin lì caldi soprattutto a parole, e galvanizza gli ucraini. In quei primi mesi di guerra il <em>rating</em> di Zelensky vola oltre il 90%, a testimonianza di un fatto indubbio: l&#8217;ex divo del varietà ha conservato la capacità di toccare le corde  giuste del suo &#8220;pubblico&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nodi della guerra e della pace</h2>



<p>La volontà degli ucraini è chiarissima: non cedere neanche un millimetro. Zelensky lo capisce e la indirizza. I russi, che credevano di poter dare una spallata e farlo cadere, devono arretrare. L&#8217;Occidente esulta, comprensibilmente. Dimenticando però che quello ucraino è, già in quel momento, il più forte e combattivo d&#8217;Europa. Per colpa del lungo conflitto a bassa intensità nel Donbass (2014-2022) e per merito del predecessore di Zelensky, <strong>Petro Poroshenko</strong>, che aveva investito fino al 6% del Pil nelle forze armate (e l&#8217;Ucraina, con la Moldavia, era il Paese più povero d&#8217;Europa) e aveva molto lavorato per far crescere la collaborazione conta Nato.</p>



<p>Da lì in avanti, di nuovo, bisognerebbe distinguere tra lo stratega e il tattico. Il primo ha forse perso delle occasioni, soprattutto quando la Russia, mancato il primo capo del KO, dopo i primi mesi di guerra si era disposta al negoziato. In malafede? Chiedendo troppo? Questo è quanto dicono Zelensky e gli occidentali. Ma dopo quattro anni di guerra l&#8217;equazione non è cambiata: <strong>i nodi sono sempre il Donbass, la Nato, la centrale di Zaporizhzhya, proprio come quattro anni fa. </strong>Il Cremlino non si è spostato di un millimetro. E nel frattempo l&#8217;Ucraina ha dovuto affrontare distruzioni e perdite che forse (forse, nessuno può esserne certo) potevano essere minori e per le quali potrebbe cessare di esistere, anche e soprattutto dal punto di vista demografico (attuale tasso di natalità: meno di un figlio per donna). Sempre parlando di tattica: silurare il generale <strong>Valery Zaluzhny</strong> dopo la fallita offensiva del 2022-2023 (lanciata e fallita anche perché inquinata dai bisogni &#8220;politici&#8221; di Zelensky e dei suoi) non è certo stato con colpo di genio.</p>



<p>Il tattico, però, è stato ammirevole. Zelensky è sempre riuscito a giocare tra Usa ed Europa, sfruttando l&#8217;interesse globale degli uni (contrastare la Russia e dividerla per sempre dall&#8217;Europa) e la paura dell&#8217;altra, quasi mettendoli in competizione per aiutare l&#8217;Ucraina. <strong>Ancor più quando gli Usa sono cambiati e l&#8217;impegno europeo è diventato il contrappeso al disimpegno americano. </strong>Dopo quattro anni di difficoltà spaventose, Zelensky è riuscito a tenere a bada Trump e, a Davos, con una mano incassare 90 miliardi di prestito Ue e con l&#8217;altra prendere a schiaffoni la stessa Ue, accusandola di non avere gli attributi e di non aiutare abbastanza l&#8217;Ucraina. Un capolavoro. </p>



<p>Questo abbozzo di ritratto può sembrare non troppo generoso per colui che, per milioni di persone non solo ucraine, è l&#8217;eroe del nostro tempo. Ma c&#8217;è una guerra e in questi casi sentimentalismo e tifo non devono trovar posto. <strong>Zelensky ha resistito per quattro anni in condizioni spaventose e sotto pressioni terribili, convogliando l&#8217;attenzione del mondo sulle sorti del proprio Paese. </strong>Comunque l&#8217;abbia fatto, è un merito che nessuno può togliergli. Oggi non dobbiamo chiederci se Zelensky sia stato &#8220;bravo&#8221; o no, perché la risposta può essere solo sì. La vera domanda, oggi, è: il presidente della guerra sarà anche il presidente che gli ucraini vorranno per la pace? O dietro la sagoma di Zelensky si affaccia nella più corpulenta di Winston Churchill? Ci risponderanno, al momento opportuno, gli ucraini.</p>



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		<item>
		<title>Ucraina, l&#8217;ultima svolta di Zelensky: ora al potere ci sono i &#8220;figli&#8221; degli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-lultima-svolta-di-zelensky-ora-al-potere-ci-sono-i-figli-degli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 10:08:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Il neo-ministro della Difesa Fedorov, il capo negoziatore Umerov, la premier Svyrydenko, Budanov: tutti con forti legami con gli Usa. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/ucraina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ultimo avvicendamento annunciato dal presidente Zelensky, ovvero il passaggio al ministero della Difesa dell&#8217;attuale vice-premier e ministro della Trasformazione digitale <strong>Mychajlo Fedorov</strong>, in sostituzione di <strong>Denis Shmyhal</strong>, è particolarmente interessante e segnala movimenti assai più vasti dei singoli profili interessati. Non che questi siano trascurabili. Fedorov è il ragazzo prodigio della politica ucraina: Nato nel 1991, a 22 anni (prima ancora di laurearsi) già fondava una propria azienda digitale (lo SMMS Studio), a 23 si candidava al Parlamento (senza successo), a 28 diventava ministro e ora, a 34 anni, va a dirigere il dicastero più &#8220;pesante&#8221; del Governo ucraino. Non da poco nemmeno la storia di Shmyhal: già manager delle aziende energetiche dell&#8217;oligarca <strong>Rinat Akhmetov</strong>, è con Zelensky dagli inizi del 2020, quando il presidente decise di liquidare dopo pochi mesi il Governo dei giovani tecnocrati guidati da <strong>Oleksij Honcharuk</strong> e lo nominò primo ministro.</p>



<p>Cambio totale di registro, quindi. <strong>Fedorov è un &#8220;uomo nuovo&#8221;, di fatto non ha legami con il passato pre-Zelensky.</strong> Ma soprattutto va a completare, nella verticale del potere zelenskiano, quel rinnovamento dei quadri in senso filo-americano che il presidente sente evidentemente necessario in questa fase, decisiva sia sul campo di battaglia sia al tavolo dei negoziati. L&#8217;operazione era cominciata in luglio, con la nomina a primo ministro (proprio in sostituzione del veterano Shmyhal) dell&#8217;allora ministra dell&#8217;Economia <strong>Julija Svyrydenko</strong> (anche lei giovanissima: 40 anni, al Governo da quando ne aveva 35). Una tecnica più che una politica. Ma soprattutto una fedelissima di Zelensky che si era distinta nelle trattative con il ministro delle Finanze Usa, <strong>Scott Bessent</strong>, sulla questione delle terre rare, finendo col farsi apprezzare anche dal interlocutori americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dipartimento di Stato, Cia e NATO</h2>



<p>Poi le altre mosse. Quando Andriy Jermak, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale e l&#8217;uomo cui erano affidati i rapporti più importanti con gli Usa, finisce nel tritacarne dell&#8217;inchiesta sulla corruzione, Zelensky promuove al rango di capo negoziatore un altro &#8220;americano&#8221;: <strong>Rustem Umerov</strong>, segretario del Consiglio si sicurezza, già coinvolto nel programma <em>Future Leaders Exchange</em> del Dipartimento di Stato Usa, un passato di studio negli Stati Uniti, dove peraltro tuttora vive la sua famiglia e dove dispone di diverse proprietà immobiliari.</p>



<p>In questi giorni l&#8217;ultima accelerazione. Il capo dell&#8217;intelligence militare, <strong>Kyrylo Budanov</strong>, viene nominato capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. Budanov è un agente addestrato dalla Cia, un asset evidentemente molto considerato se, quando fu ferito in battaglia durante la guerra del Donbass, fu trasferito per le cure  nel Centro medico militare &#8220;Walter Reed&#8221; nel Maryland (Usa), trattamento non abituale per un soldato straniero. E infine Fedorov, il nuovo ministro della Difesa, che <strong>ha studiato anche presso la Scuola di educazione per i rappresentanti della NATO</strong>&nbsp;in Ucraina e che, da quando è cominciata l&#8217;invasione russa, è l&#8217;uomo dei contatti con Elon Musk e la sua rete satellitare Star Link.</p>



<p>I curriculum parlano chiaro e spiegano bene, al di là di qualunque filosofia, quale sia la posizione reale di Zelensky: l&#8217;Europa va bene, fornisce appoggio, denaro e armi. Ma l&#8217;alleato davvero indispensabile, oggi e domani, in guerra e in pace, sono gli Usa. </p>



<p><strong>Il conflitto tra Russia e Ucraina è una preoccupazione costante per l&#8217;intera Europa. Per questo InsideOver cerca di seguirlo non solo con continuità ma anche con la massima attenzione fino all&#8217;ultimo particolare. La pensi come noi su questo tema? <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Allora diventa uno di noi: abbonati a InsideOver!</a> È facile, il sacrificio è minimo e scoprirai che, come ci scrivono in tanti, certe cose le puoi leggere solo qua. </strong></p>



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		<title>Ucraina oggi: l&#8217;ex vice-premier in galera, l&#8217;ex ministro della Difesa in fuga, la polizia sotto accusa, Zelensky muto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-oggi-lex-vice-premier-in-galera-lex-ministro-della-difesa-in-fuga-la-polizia-sotto-accusa-zelensky-muto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 23:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-600x335.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>L'ex ministro della Difesa Umerov fuggito all'estero, l'ex vice-premier Chernyshov agli arresti: le nuove pagine del regno della mazzetta. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-300x168.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-768x429.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-600x335.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Se <strong>Volodymyr Zelensky</strong> pensava di arginare la valanga invocando le dimissioni, peraltro inevitabili alla luce delle inchieste dell&#8217;Agenzia nazionale ucraina anti-corruzione (NAPU) e della Procura speciale anti-corruzione (SAP), del ministro della Giustizia (ed ex ministro, per 4 anni, dell&#8217;Energia) <strong>German Galushenko</strong> e della ministra dell&#8217;Energia (e <em>protégé</em> di Galushenko) <strong>Svitlana Grynchuk</strong> ha sbagliato i suoi conti. La slavina sta diventando valanga e ora rischia davvero di travolgere tutto.</p>



<p>La notizia più clamorosa, se fosse confermata nei termini in cui è uscita attraverso voci ucraine ovviamente subito riprese da quelle russe, è la fuga di <strong>Rustem Umerov</strong>, già ministro della Difesa  (2023-2025) e poi segretario del Consiglio di sicurezza ucraino. Umerov si sarebbe recato in Turchia. Da lì avrebbe informato Zelensky delle proprie intenzioni e poi avrebbe proseguito per gli Stati Uniti,<strong> dove avrebbe intenzione di testimoniare sulla corruzione nella cerchia del Presidente.</strong> Umerov avrebbe preso questa decisione dopo aver scoperto di essere coinvolto nelle inchieste di NABU e SAP, quelle che appunto hanno fulminato i suoi colleghi Galushenko e Grynchuk. </p>



<p>Qualunque cosa stia pensando di fare Umerov (che in ogni caso non si trova a Kiev), basta il resto per proiettare un&#8217;ombra pesantissima sul sistema di potere che ha  accompagnato Zelensky non solo nella resistenza contro l&#8217;invasione russa ma in tutta la sua esperienza presidenziale. Il NABU ha emesso un mandato d&#8217;arresto anche nei confronti di <strong>Oleksiy Chernyshov</strong>, tra il 2024 e il 2025 vice-primo ministro dell&#8217;Ucraina. Chernyshov, partecipe della cricca di estorsori guidata da <strong>Timur Mindich</strong>, il vecchio amico e socio in affari di Zelensky che è riuscito a scappare all&#8217;estero, avrebbe intascato 1,2 milioni di dollari e 100 mila euro nel giro della corruzione intorno all&#8217;agenzia nucleare di Stato Energatom. È un mistero poco glorioso come sia riuscito Chernyshov a esercitare ancora tanta influenza, dopo che in giugno aveva versato una cauzione di 2,9 milioni di dollari per restare fuori dalla galera in un&#8217;inchiesta per un altro caso di corruzione. Ma tant&#8217;è.</p>



<p>Il fatto è che Chernyshov, da quando Zelensky fu eletto presidente nel 2019, ha sempre ricoperto cariche di alto livello: <strong>governatore della regione di Kiev, ministro per lo Sviluppo regionale e soprattutto amministratore delegato di Naftogaz, il colosso statale del gas</strong>. Tutto questo, messo insieme alla carica di vice-premier e ai precedenti per corruzione, rende un po&#8217; difficile a Zelensky sostenere di non aver capito, di non aver mai sospettato nulla. Tanto più che i giornalisti del sito investigativo Bihus.info <a href="https://bihus.info/figuranty-spravy-chernyshova-spalyly-bagatomiljonne-budivnycztvo-v-kozyni/">hanno scoperto che Chernyshov aveva fatto grossi investimenti</a> nella costruzione di un complesso di immobili di lusso a Kozin, sulle rive del fiume Kozynka, nei pressi di Kiev, con ville destinate a lui stesso, a Mindich e a quella che i giornalisti ucraini definiscono &#8220;la dirigenza del Paese&#8221;. </p>



<p>La lottizzazione si estende su otto ettari di terreno e appartiene alla Bloom Development, una società che risale al 2018 ed ebbe tra i soci fondatori anche Chernyshov. Nel 2019, appena prima di diventare governatore della regione di Kiev, Chernyshov intestò la propria quota alla moglie, all&#8217;evidente scopo di mimetizzare la speculazione. Ora la proprietaria ufficiale di Bloom Development risulta essere una certa Liliya Lysenko, già assistente dello stesso Chernyshov e già coinvolta nel primo caso di corruzione che lo ha coinvolto. <strong>Insomma, si tratta palesemente di una testa di legno chiamata a coprire il vero protagonista, ovvero l&#8217;ex vice-premier ucraino.</strong> E tra l&#8217;altro, il fatto che uomini al vertice del governo ucraino possano pagare cauzioni milionarie e pensino di costruire resort di lusso fa anche capire quanto poco drammatica considerino la loro personale situazione in un Paese che sacrifica ogni giorno centinaia di vite e in un popolo che quest&#8217;inverno avrà difficoltà a scaldarsi.</p>



<p>Ma non è finita qui. La fuga di Mindich, sfuggito all&#8217;arresto scappando da un Paese dove l&#8217;espatrio è vietato a tutti gli uomini tra i 22 e i 60 anni, è parsa a tutti troppo puntuale per essere frutto di un fortunato tempismo. Così, ora, <strong>Oleksandr Klymenko</strong>, capo della procura anti-corruzione, ha annunciato la messa sotto inchiesta del suo vice, <strong>Andriy Synyuk</strong>, accusato di aver messo in guardia Mindich attraverso il di lui avvocato, <strong>Oleksiy Meniv</strong>. Mindich, giova ricordarlo, è quello che aveva in bagno un gabinetto d&#8217;oro: proprio come il vecchio presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong>, giustamente passato alla storia come un farabutto a ladrone senza pari.</p>



<p>Se tutto questo vi pare poco, ecco un altro paio di pagine interessanti e indicative della moralità della classe dirigente di un popolo che sta sacrificando tutto alla difesa della patria. Oltre che nelle strade e nelle case, anche in Parlamento, peraltro dominato con la maggioranza assoluta dal partito zelenskiano Servo del popolo, qualcuno si è chiesto <strong>come mai nessuno, prima dell&#8217;intervento di NABU e SAP, si fosse accorto di un sistema di ruberie così ampio e sfacciato</strong> (ricordiamolo: 15% di pizzo alle aziende che volevano lavorare con Energatom). E si è risposto che non era possibile. Così la Commissione anti-corruzione del Parlamento, ha iniziato una serie di audizioni con i responsabili dei diversi organi della magistratura e della polizia. <strong>Anastasia Radina</strong>, presidente della Commissione, ha scandito che &#8220;la mancanza di risposte (da parte delle forze dell&#8217;ordine) o una risposta del tipo &#8216;l&#8217;indagine sarà completata tra sei mesi&#8217; sarà considerata complicità nel sistema di corruzione&#8221;.</p>



<p>E per finire le banche. Tutti i giornali hanno pubblicato le foto dei pallet di dollari sequestrati ai corrotti. E molti si sono chiesti come i ladroni avessero potuto mettere insieme tanti contanti viste le restrizioni vigenti nel Paese da quando è cominciata la guerra. <strong>È dovuta intervenire la la Banca nazionale dell&#8217;Ucraina (NBU) con una dichiarazione ufficiale, che qui riportiamo integralmente:</strong> &#8220;Dal 24 febbraio 2022, alle banche non è consentito emettere denaro contante in valuta estera in mazzette di banconote da 100 dollari USA recanti i contrassegni dell&#8217;emittente. La Risoluzione n. 18 del Consiglio di Amministrazione della NBU del 24 febbraio 2022 stabilisce restrizioni sui prelievi giornalieri di contanti dai conti durante il periodo di legge marziale in Ucraina: non è possibile prelevare da un conto in contanti più di 100.000 grivne al giorno (l&#8217;equivalente di circa 2.380 dollari USA al tasso di cambio attuale della NBU; <strong>una singola mazzetta di banconote da 100 dollari USA contiene un importo significativamente superiore)</strong>. Quando vengono individuate violazioni, la NBU applica opportune misure di controllo alle banche. Le multe possono raggiungere fino all&#8217;1% del capitale sociale e i funzionari bancari possono essere interdetti. Durante le ispezioni, la NBU esamina qualsiasi informazione che possa essere rilevante per la vigilanza bancaria&#8221;.</p>



<p>Le restrizioni si applicano sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche. Dunque, da dove arrivano quei contanti? Pare ovvio che ci sia una circolazione di denaro che sfugge ai controlli ufficiali. E di sospetto in sospetto, ci sono stati <strong>parlamentari che hanno fatto il nome della Sense Bank, istituto controllato dallo Stato su cui si dice che Mindich avesse una certa influenza.</strong> Di lì ad allargare il Tito il passo è stato breve, cosa che ora riguardano altre sette banche autorizzate a importare valuta estera: Oschadbank, PrivatBank, Raiffeisen Bank, PUMB, Pivdenny, KredoBank and RwSbank. Di queste, le prime due sono statali, Raiffeisen è austriaca, PUMB appartiene all&#8217;oligarchia <strong>Rinat Akhmetov</strong>, le altre sono di gruppi privati ucraini. Ce n&#8217;è per tutti, insomma. E l&#8217;ennesimo comunicato della NBU (&#8220;L&#8217;analisi regolare dei dati di reporting delle banche non mostra picchi anomali nei prelievi di contanti in valuta estera dai conti dei clienti, tali da richiedere analisi più approfondite o misure di vigilanza aggiuntive&#8221;) non basta a dissipare diffidenza e sospetti.</p>



<p>La classica domanda ora è:<strong> cadrà Zelensky sotto la spinta di questi scandali che, siamo onesti, sono di sistema e non di isolate deviazioni criminali?</strong> La risposta è no. Gli europei hanno bisogno che lui stia al suo posto per continuare a combattere la Russia finché il nostro riarmo, dalla Finlandia al Portogallo, avrà prodotto i suoi frutti. Dopo, sarà tutt&#8217;un&#8217;altra storia. A meno che Umerov sia davvero negli Usa e abbia qualcosa che conviene agli americani da raccontare&#8230;</p>



<p></p>



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		<title>La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 10:54:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. L&#8217;ultimo esempio è quello &#8230; <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/ucraina-2-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>La sempre perfetta sincronia tra le prese di posizione dei vertici Ue sull&#8217;Ucraina e le campagne di stampa andrebbe studiata, e forse un giorno qualcuno lo farà. E se non riguardasse un dramma come la distruzione di un Paese in seguito all&#8217;invasione russa del 2022 ci sarebbe da farsi grasse risate. <strong>L&#8217;ultimo esempio è quello della corruzione</strong>, improvvisamente scoperta da Bruxelles (che infatti <a href="https://it.insideover.com/politica/corruzione-lunione-europea-sospende-15-miliardi-di-aiuti-allucraina.html">ha sospeso una tranche di aiuti</a> dopo la legge che mette la mordicchia alle agenzia anticorruzione approvata dal Parlamento di Kiev) e subito denunciata anche dalla stampa europea, che fino a pochi giorni fa ben si guardava dal parlarne. Anche se il presidente Zelensky, all&#8217;epoca del Covid, cambiò cinque ministri della Sanità dei quali due finirono in Tribunale per ladrerie varie. Anche se più di recente, nel settembre del 2023, il ministro della difesa <strong>Oleksij Reznikov</strong> è stato silurato dopo molteplici denunce di appalti a prezzi gonfiati per le forniture all&#8217;esercito. Anche se <strong>Robert Storch</strong>, l&#8217;ispettore del Pentagono, ha più volte <a href="https://www.defensenews.com/pentagon/2024/01/11/pentagon-fell-short-in-tracking-1-billion-in-ukraine-aid-ig-finds/">segnalato nei suoi rapporti </a>che si era persa traccia di aiuti Usa per un valore di almeno un miliardo di dollari. E sono solo alcuni degli esempi possibili.</p>



<p>Com&#8217;è ovvio, i lunghi anni della guerra nel Donbass e poi la guerra di resistenza all&#8217;invasione russa non hanno agevolato il compito di chi è chiamato a controllare. <strong>Dall&#8217;estero, per aiutare Kiev, è arrivato un fiume di denaro</strong> e di rifornimenti che hanno allettato molti malintenzionati della pubblica amministrazione. E lo stato di emergenza ha spinto a prendere provvedimenti che non sarebbero stati adottati in tempo di pace: per esempio, i candidati a posizioni negli uffici pubblici dovrebbero passare un test di conoscenza della legislazione generale e di quella anticorruzione in particolare, obbligo che però è stato sospeso all&#8217;inizio della guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra oligarchi e presidenti</h2>



<p>Ma il tema fondamentale, ovviamente, è un altro. Sta nel fatto che in Ucraina (e <a href="https://it.insideover.com/politica/dio-poco-patria-cosi-cosi-famiglia-solo-la-mia-la-russia-tra-valori-tradizionali-e-corruzione-quotidiana.html">abbiamo scritto altrettanto della Russia di recente</a>, perché in questo i due Paesi si somigliano) la corruzione è un tratto storico ed endemico. Soprattutto a partire dall&#8217;indipendenza del 1991, che ha trasformato il Paese, le sue aziende e le sue ricchezze in una specie di self service per il malaffare. È d&#8217;uso, ormai, accusare la malavita e gli affaristi russi della degenerazione, ma gli ucraini hanno fatto la loro parte nel saccheggio. Anche lasciando da parte oligarchi ucrainissimi come i notissimi <strong>Rinat Akhmetov</strong> o <strong>Ihor Kolomois&#8217;kij</strong>  (imprenditori privati che però hanno avuto anche incarichi pubblici, sedendo per esempio in Parlamento), vale la pena di citare almeno tre casi illustri.</p>



<p>Il primo è quello di <strong>Pavlo Lazarenko</strong>, che fu premier dal 28 maggio del 1996 al 2 luglio del 1997. In quel breve periodo in carica, Lazarenko riuscì a rubare 200 milioni di dollari di fondi pubblici, per poi scappare negli Stati Uniti dove fu processato e condannato per estorsione e riciclaggio di denaro. Secondo caso, <strong>Viktor Yanukovich</strong>, primo ministro dal 2002 al 2004 e poi presidente dal 2010 al 2014. Fuggito in Russia con l&#8217;Euromaidan, Yanukovich (si veda l&#8217;inchiesta condotta dal <a href="https://www.occrp.org/en/project/yanukovychleaks-national-project/newsroom-mezhyhirya-the-story-of-yanukovychleaks-documentary">pool di giornalisti del Yanukovich Leaks</a>) avrebbe aperto nelle finanze pubbliche, con la complicità dei figli, un buco da centinaia di milioni di dollari, in gran parte conservati in conti di comodo in Svizzera. Terzo caso, di cui non si parla mai e invece si dovrebbe: <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. Nel 2021, <a href="https://www.occrp.org/en/project/the-pandora-papers/pandora-papers-reveal-offshore-holdings-of-ukrainian-president-and-his-inner-circle">i Pandora Papers rivelarono</a> che il presidente eletto nel 2019 da diversi anni godeva di una vasta rete di 14 società <em>off shore</em> in cui metteva al riparo dalle tasse i lauti guadagni ottenuti con il successo come attore e regista. Non solo: al momento della &#8220;discesa in campo&#8221;, Ivan Bakanov (allora suo avvocato, dopo l&#8217;elezione capo dei servizi segreti) aveva fatto in modo che i proventi non arrivassero più a Zelensky ma ai genitori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le classifiche di Transparency International</h2>



<p>Il processo di santificazione dell&#8217;Ucraina e degli ucraini, costruito in questi anni in Occidente per comprensibili ed evidenti ragioni politiche di contrapposizione alla Russia (corrotta per definizione), ha poco o nulla a che fare con la realtà che, come non ci stancheremo di ripetere, costituisce sotto questo profilo quasi un tutt&#8217;uno con quella russa. E <strong>dovremmo ben saperlo proprio a partire dalla storia personale</strong> e politica dello stesso Zelensky, diventato presidente anche grazie alla serie televisiva &#8220;Servo del popolo&#8221;, scritta e realizzata proprio per denunciare la corruzione della classe politica del Paese. Che poi Zelensky l&#8217;avesse scritta e realizzata mentre faceva l&#8217;evasore fiscale è un altro ma indicativo discorso. Così come la reazione del suo sodale <strong>Andrij Yermak</strong> (attuale capo dell&#8217;amministrazione presidenziale), che allo scoppiare dello scandalo disse: &#8220;Era il sistema a obbligarci a fare così&#8221;. Appunto.</p>



<p> Ora la stampa (e le autorità Ue) fanno tanto rumore perché il Parlamento di Kiev, di fatto un timbrificio dei progetti di Zelensky, ha approvato una legge che mette le agenzie anticorruzione NABU e SAP sotto il controllo della procura generale, quando il Procuratore generale è di nomina presidenziale. <strong>Di fatto, la legge mette le agenzie anticorruzione sotto il controllo del Presidente, ovvero di Zelensky</strong>. E si stupiscono, ne parlano come di un fenomeno inusitato, restano a bocca aperta come se i marziani fossero atterrati nel centro di Roma. A quanto pare non hanno notato che Transparency International, <a href="https://cpi.ti-ukraine.org/en/">nella classifica 2024 dell&#8217;onestà</a>, ha messo l&#8217;Ucraina al 105° posto su 180 Paesi esaminati, con un racing di 35 punti su un massimo di 100, in calo di un punto rispetto al 2023. Molto davanti la Russia (22 punti) ma molto dietro, per restare in quell&#8217;area del mondo, l&#8217;Ungheria (82° posto), la Moldavia (76°), la Romania (65°), la Slovacchia (59°) e la Polonia (53° posto), peraltro tutti tranne la Moldavia in calo di punteggio.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">La scoperta dell&#8217;acqua calda: in Ucraina c&#8217;è la corruzione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina: così gli oligarchi preparano il dopo-Zelensky. Anche se lui&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-cosi-gli-oligarchi-preparano-il-dopo-zelensky-anche-se-lui.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 09:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poroshenko, Akhmetov, Firtash... I soliti noti dell'economia e della politica ucraina ragionano sul "dopo Zelensky". Ma con cautela perché... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Zelensky" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Zelensky-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Dopo tre anni passati a santificare Volodymyr Zelensky e a esaltarne gesti e parole, nascondendo accuratamente ogni possibile spunto critico, i media sembrano non far caso al coraggio e all&#8217;abilità con cui il Presidente ucraino sta gestendo questa fase della sua esperienza politica, forse la più complicata da quando, nel 2019, il 72,3% dei voti lo proiettò alla presidenza. Oggi Zelensky deve guardarsi dalle mire della Casa Bianca di <strong>Donald Trump</strong>, che palesemente non lo ama e lo vorrebbe fuori dai piedi. Dalle manovre (politiche) e dalle offensive (militari) di <strong>Vladimir Putin</strong>, che punta ad approfittare di quanto appena detto e della prolungata difficoltà delle truppe ucraine sul campo. E dalle incertezze dell&#8217;Europa, che promette e invia aiuti ma non trova la compattezza necessaria per fornire quelle &#8220;garanzie di sicurezza&#8221; che Kiev considera indispensabili per avviare una qualunque trattativa.</p>



<p>È una battaglia, quella attuale, che Zelensky combatte per il futuro del suo Paese e anche per il futuro suo, politico e personale. Tra i tanti fronti su cui essa si svolge c&#8217;è, meno indagato ma non meno importante, quello interno. È chiaro che finché resterà in vigore la legge marziale <strong>(ai primi di maggio dovrà eventualmente essere rinnovata)</strong> l&#8217;attuale assetto di potere sarà intoccabile, a meno di eventi traumatici (per esempio, un colpo di Stato militare nel caso che il fronte dovesse tracollare) che al momento non sembrano alle viste. Il dato più significativo, in questo periodo, è il ritorno in pista degli oligarchi, da sempre una delle più significative forze motrici della politica ucraina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno di Poroshenko</h2>



<p>Nell&#8217;autunno del 2021 Zelensky aveva fatto approvare dal Parlamento le due leggi cosiddette &#8220;anti-oligarchi&#8221; che, oltre a risollevare il suo rating allora piuttosto depresso, sembravano aver risolto, o almeno ridimensionato il problema. In sostanza, chi rispondeva a una serie di caratteristiche (fortuna personale oltre 80 milioni di dollari, posizione dominante nei media, ecc. ecc.) veniva definito &#8220;oligarca&#8221; e penalizzato da una serie di provvedimenti: divieto di partecipazione alle privatizzazioni, divieto di assumere cariche pubbliche, fiscalità sfavorevole e così via. Il punto fondamentale della legge stava nel fatto che a decidere chi fosse o non fosse un &#8220;oligarca&#8221; (e quindi dovesse essere o non essere penalizzato) <strong>era il Consiglio di sicurezza, i cui membri erano e sono di nomina presidenziale.</strong> Di fatto, quindi, era lo stesso Zelensky a distribuire o ritirare la patente di correttezza ai super-ricchi dell&#8217;Ucraina. Questi, ovviamente, si erano inchinati. Poi l&#8217;invasione russa e la legge marziale avevano fatto il resto, trasformandoli quasi tutti in impeccabili patrioti.</p>



<p>Gli oligarchi ucraini, però, come dei bambù, si erano solo piegati sotto la bufera, aspettando il momento buono per raddrizzarsi. Momento che, a quanto pare, ora sentono in avvicinamento. Il caso più evidente è quello dell&#8217;ex presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>, storico oppositore di Zelensky. Clamorosamente sconfitto nel 2019, Poroshenko era stato emarginato e più volte messo sotto processo, negli ultimi anni, con le solite accuse di &#8220;tradimento&#8221; o di collaborazione con il nemico secessionista del Donbass. Poco importava che, di fronte all&#8217;aggressione russa, Zelensky avesse adottato la piattaforma politica (esercito, religione e lingua) che aveva portato Poroshenko a perdere la presidenza. Con la guerra che va male e la prospettiva di una pace &#8220;non giusta&#8221; che sembra farsi sempre più concreta, però, <strong>il nazionalista intransigente Poroshenko è pian piano tornato al centro della scena.</strong> E qualche settimana fa gli emissari di Donald Trump l&#8217;hanno incontrato (insieme con Julija Tymoshenko, altra avversaria di Zelensky), badando bene a farlo sapere. Risultato: Solidarietà europea, il partito di Poroshenko, nei più recenti sondaggi sopravanza Servo del popolo. E lo stesso oligarca non è poi così distante dallo stesso Zelensky.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attivismo di Akhmetov</h2>



<p>Carriera politica o no, Poroshenko era e resta un oligarca. Un collega, quindi, di <strong>Rinat Akhmetov</strong>, un altro oligarca<a href="https://letteradamosca.eu/2025/03/17/akhmetov-e-gli-oligarchi-per-il-post-zelensky/"> molto attivo in questo periodo</a>. Akhmetov, un tataro del Volga di fede musulmana sunnita, è originario di Donetsk. Secondo Forbes, nel 2024 era ancora tra i mille uomini più ricchi del mondo (785°, per la precisione) ed è titolare di <strong>Metinvest, uno dei primi 50 gruppi al mondo nel settore della metallurgia e dell&#8217;acciaio.</strong> Ha tantissimi interessi nelle regioni ora occupate dalla Russia, a partire da Azovstal, l&#8217;acciaieria di Mariupol in cui si erano asserragliati e avevano a lungo resistito gli uomini del famoso Battaglione Azov.</p>



<p>Non può quindi stupire se le voci da Kiev lo danno impegnato a cercare di ricucire i contatti con il mondo politico e imprenditoriale russo, sfruttando un canale privilegiato: <strong>Roman Abramovich</strong>,  l&#8217;oligarca russo che è un suo vecchio sodale e che nel 2022-2023 sembrava poter giocare un certo ruolo <strong>nelle trattative, poi fallite, tra Russia e Ucraina.</strong> L&#8217;idea di Akhmetov è di proporsi al Cremlino come una specie di &#8220;garante&#8221;, fin nome degli affari, dei buoni rapporti futuri tra i due Paesi. E per questo appoggia le ambizioni di <strong>Oleksy Arestovich</strong>, un tempo agguerrito consigliere di Zelensky diventato leader militare e da tempo, invece, trasformatosi in suo critico all&#8217;insegna del realismo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La lobby del gas e del petrolio</h2>



<p> Un&#8217;altra frangia dell&#8217;oligarchia ucraina interessante dal punto di vista politico è quella che si è raccolta intorno ad alcuni tycoon del gas e del petrolio, in particolare <strong>Dmytro Firtash</strong>, già molto influente durante le presidenza di Viktor Jushenko e Viktor Janukovich. Gli Usa lo accusano di legami con la criminalità organizzata e hanno emesso nei suoi confronti un mandato di cattura. firtash combatte da Vienna la richiesta di estradizione ed è curioso che i suoi avvocati siano due associati di <strong>Rudolph Giuliani</strong>, già avvocato personale di Donald Trump. Comunque sia, Firtash ha raccolto dietro di sé ex esponenti del partito filorusso Piattaforma di opposizione &#8211; Per la vita come Jurij Bojko e Serhiy Ljovochkin sulla base di un manifesto intitolato <a href="https://lannyjdavis.medium.com/why-cant-ukraine-be-the-switzerland-of-eurasia-b401c37baaf3">&#8220;Perché l&#8217;Ucraina non può essere la Svizzera dell&#8217;eurasia?&#8221;</a>. Facile intuire quale sia la proposta: citando, &#8220;un&#8217;Ucraina neutrale, partner economica e commerciale di tutti, alleata militare di nessuno&#8221;. Una vecchia proposta che, qualche anno fa, avrebbe forse potuto evitare la guerra ma che oggi presuppone uno scontro frontale con le posizioni di Zelensky e con quelle dell&#8217;Europa, che immagina una &#8220;Ucraina porcospino&#8221;, armate e concentrata sul ruolo di primo baluardo di un espansionismo russo che viene dato per inevitabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma Zelensky non è finito</h2>



<p>Pare proprio, insomma, che gli oligarchi si stiano preparando a raccogliere l&#8217;eredità di Zelensky per indirizzare, come sempre hanno fatto, le sorti del Paese. Devono stare attenti, però, a non fare i conti senza l&#8217;oste: <strong>Zelensky sta affrontando sfide difficili ma non è certo finito.</strong> In più, ha mostrato, sia da imprenditore dello spettacolo sia da presidente, di saper cavalcare i marosi generati dagli oligarchi: quando, appena insediato, nominò il tecnocratico Governo Honcharuk, che aveva la <em>mission</em> di combattere gli oligarchi; quando, dopo pochi mesi, lo sostituì con una compagine di volti noti guidata dall&#8217;attuale premier Shmyhal, ch&#8217;era stato un manager di Akhmetov; e quando, come ricordato, ha fatto approvare le leggi anti-oligarchi.</p>



<p>Anche individualmente i super-ricchi ucraini devono fare attenzione. Akhmetov, a fine 2021, fu lambito da accuse orchestrate dallo stesso Zelensky, che lo vedevano potenziale finanziatore di un tentativo di colpo di Stato. Firtash, accusato di essere in torta coi russi, ha avuto molte proprietà sequestrate. Zelensky è un osso duro. E, secondo quanto dicono alcuni, avrebbe per gli oligarchi un piano B: un accordo per mandare alla presidenza, quando si tenessero elezioni, una figura di compromesso individuata nell&#8217;ex generale <strong>Valerij Zaluzhny</strong>. Soldato capace, personaggi assai popolare in patria ma politico di ridotto spessore. Un re travicello che potrebbe ottimamente fare da schermo ai patti tra i veri poteri forti dell&#8217;Ucraina: Zelensky con le forze armate e i servizi di sicurezza, gli oligarchi con la forza del denaro e delle competenze economiche.</p>



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