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	<title>Riccardo Noury Archives - InsideOver</title>
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		<title>Almasri, il boia dei migranti, è tornato in libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/almasri-il-boia-dei-migranti-e-tornato-in-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La liberazione di Almasri, tra errori procedurali e complicità politiche, rivela l'abisso morale del sistema migratorio italo-libico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/almasri-il-boia-dei-migranti-e-tornato-in-liberta.html">Almasri, il boia dei migranti, è tornato in libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La liberazione di <strong>Njeem Osama Elmasry Habish, alias “Almasri”</strong>, emblema di un sistema di oppressione disumano, sta scatenando un terremoto di polemiche internazionali. L’uomo, noto come il torturatore dei migranti e signore assoluto del famigerato <strong>carcere di Mitiga</strong>, ha costruito la sua reputazione su un regime del terrore fatto di abusi continui, stupri, omicidi e riduzione in schiavitù. Una storia che affonda le radici nell’abisso morale del post-Gheddafi, ma che risale a prima, quando, per un curriculum che farebbe impallidire anche i peggiori tiranni del XX secolo, la stessa Segreteria di Stato americana lo segnalava nei rapporti iniziali dell’ONU sui trafficanti di petrolio, armi ed esseri umani.</p>



<p><strong>Un processo ad Almasri avrebbe avuto ripercussioni a livello mondiale</strong>, mettendo in discussione la legittimità di alcuni Governi e le politiche migratorie di molti Paesi. Sarebbe stato un momento di svolta nella lotta contro l&#8217;impunità, un precedente che avrebbe potuto ispirare altri processi simili in ogni angolo della terra. Allo stesso tempo, avrebbe aperto interrogativi sulla responsabilità della comunità internazionale di fronte a crimini contro l&#8217;umanità. Sarebbe stato un dibattito complesso e sfaccettato, ma indispensabile per costruire un futuro più giusto e più sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A Tripoli su un volo di Stato italiano</h2>



<p>Domenica scorsa, Almasri era stato arrestato a Torino su mandato della Corte Penale Internazionale (<a href="https://www.icc-cpi.int/">CPI</a>). Ma in meno di quarantott’ore, è stato rimesso in libertà. Motivo? Un presunto vizio di forma: la mancata comunicazione preliminare al Ministero della Giustizia. L&#8217;Italia, che nel 1998 ospitò la conferenza istitutiva della CPI, ha clamorosamente disatteso il proprio obbligo di collaborazione. E così, Almasri è tornato a Tripoli a bordo di un volo di Stato italiano, accolto come un eroe. <strong>A determinare il crollo dell&#8217;impianto accusatorio contro Almasri è stato un errore procedurale </strong>imputabile alla gestione del fermo da parte della questura di Torino. Secondo quanto stabilito dall&#8217;ordinanza della Corte d&#8217;Appello di Roma, gli agenti che hanno eseguito l&#8217;arresto non disponevano dell&#8217;autorità per agire in autonomia.  Gli atti relativi all&#8217;arresto sono giunti al Ministero della Giustizia soltanto nella giornata di lunedì, a detenzione già avvenuta. In base alla procedura corretta, il ministro Nordio avrebbe dovuto trasmettere una richiesta formale alla Procura Generale presso la Corte d&#8217;Appello di Roma, la quale avrebbe avuto il compito di convalidare il fermo. Tuttavia, <strong>il passaggio non è stato effettuato</strong>. L&#8217;assenza di questa formalità ha reso illegittimo il fermo, inducendo la Corte d&#8217;Appello a disporre l&#8217;immediato rilascio.</p>



<p>Prima della scarcerazione, lo stesso ministro della Giustizia aveva annunciato di stare esaminando la documentazione relativa alla richiesta di arresto internazionale, ma il tempo per agire è ormai scaduto. Le opposizioni politiche hanno sollecitato chiarimenti pressanti, con Alleanza Verdi e Sinistra che non ha esitato a definire “sconcertante” l&#8217;immobilismo governativo, mentre <strong>Amnesty International ha denunciato uno scandalo internazionale</strong>. Il portavoce Riccardo Noury ha ricordato con forza che l&#8217;Italia, fondatrice della Corte Penale Internazionale, aveva un preciso dovere morale e legale di collaborare.</p>



<p>Invece, Almasri è ritornato a Tripoli. Le immagini della sua liberazione, a fronte del mutismo del Governo e delle proteste tardive, delineano un paradosso sconcertante. L&#8217;intera vicenda, oltre a riguardare un singolo criminale sfuggito alla giustizia, rivela una classe politica indifferente verso tematiche così delicate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;sistema libico&#8221;</h2>



<p>L&#8217;arresto, pur di breve durata, su mandato della Corte Penale Internazionale conferma ciò che è noto da tempo:<strong> il cosiddetto &#8216;sistema libico&#8217;, un meccanismo corrotto</strong> che prevede il versamento di ingenti somme di denaro da parte dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa in cambio della repressione violenta dei flussi migratori, si rivela un vero e proprio <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-mercato-degli-schiavi-in-libia-e-il-prezzo-di-naima-jamal.html">mattatoio umano</a>. Il criminale in questione, che nelle ultime ore è transitato dal carcere delle Vallette e che è accusato di una lunga lista di atrocità, tra cui omicidi, stupri, riduzione in schiavitù e uccisioni di massa, è un alto funzionario dello Stato libico, e <strong>intrattiene stretti rapporti con il Ministero degli Interni italiano</strong> e con gli agenti dell&#8217;AISE. </p>



<p>L&#8217;ossessione per il controllo dei flussi migratori ha portato l&#8217;Italia a stringere alleanze pericolose con regimi autoritari e organizzazioni criminali. <strong>Dietro il mantra degli sbarchi ridotti si nasconde un orribile sistema di morte organizzato.</strong>  È quasi surreale immaginare Almasri che festeggia il suo ritorno in Libia, seduto comodamente su un volo di Stato italiano, come se fosse un diplomatico di rango e non un criminale ricercato. Questo stesso Governo, che si era vantato di combattere senza tregua i trafficanti di esseri umani, <strong>oggi è responsabile silente di una fuga che lascia più domande che certezze</strong>. Perché? Quali segreti brucianti porta con sé quest&#8217;uomo per incutere tanto timore? Meloni, Nordio e Tajani devono delle spiegazioni al Parlamento, agli italiani e al mondo intero.</p>



<p></p>
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