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	<title>Ricardo Trevilla Trejo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ricardo Trevilla Trejo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il fiume di armi che dagli Stati Uniti scorre verso i cartelli messicani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 06:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Gran parte delle armi usate dai narcosi arrivano dagli Stati Uniti. Il Messico proteste e propone accordi ma gli Usa non rispondono.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Messico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/narcos-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Quando si parla dei cartelli messicani legati al narcotraffico, si conosce ampiamente quanto essi siano pesantemente equipaggiati ed armati. Tuttavia spesso non ci si pone la domanda da dove provengano queste armi. Le recenti dichiarazioni del Segretario della Difesa del Messico, il <strong>Generale Ricardo Trevilla Trejo</strong>, hanno in parte fugato questi dubbi, specie per quanto riguarda le munizioni calibro 50. Queste sono munizioni di medie dimensioni, lunghe all’incirca quanto un sigaro, e progettate per essere usate su armi dalla potenza di fuoco tale da poter penetrare corazze di veicoli leggeri o piccoli aeroplani.</p>



<p>Secondo le <a href="https://www.nytimes.com/2026/02/10/world/americas/mexico-cartel-ammunition-us-army.html">recenti dichiarazioni del Generale</a>, dal 2012 ad oggi sono stati sequestrati 137.000 proiettili calibro 50, di cui <strong>il 47% proveniente dagli Stati Uniti.</strong> In particolare le munizioni sarebbero per la maggior parte riconducibili alla <em>Lake City Army Ammunition Plant</em>, fabbrica di munizioni a Kansas City, Missouri, di proprietà del governo degli Stati Uniti, la quale costituisce <a href="https://winchester.com/Support/Media/In-The-News/2023/02/01/Winchester-Awarded-NGSW-Ammunition-Production-Contract-From-The-US-Army">il più importante produttore di munizioni per fucili per l’esercito americano</a>. I proiettili calibro 50 proverrebbero anche da altre aziende, con sede in Brasile ed in Corea, tuttavia i dati di origine mostrano come la Lake City sia diventata un vero e proprio punto di riferimento per i cartelli messicani.</p>



<p>Il Generale Trejo ha anche aggiunto che da ottobre 2024, ovvero da quando Claudia Sheinbaum si è insediata come presidente, il governo messicano ha sequestrato circa 18.000 armi da fuoco, di cui <strong>l’80% proveniente dagli Stati Uniti</strong>. Tra queste, 215 fucili Barret calibro 50 (armi lunghe quasi un metro e pesanti sui 14 chili), mitragliatrici di vario calibro, lanciarazzi e lanciagranate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il governo Usa non risponde</h2>



<p>Le dichiarazioni del Generale hanno ripreso <a href="https://www.icij.org/news/2026/02/nearly-half-of-powerful-50-caliber-ammo-seized-by-mexican-government-came-from-us-army-plant-defense-minister-says/">un’indagine fatta dal New York Times e dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (ICIJ)</a>, la quale ha mostrato come le munizioni calibro 50  fossero riservate all’esercito americano. Quest’ultimo ha più volte sollecitato la <em>Lake City</em> ad arrivare ad un rate di produzione di 1,6 miliardi di proiettili l’anno. In cambio, gli appaltatori che operano sugli impianti hanno potuto usare <strong>le eccedenze produttive per venderle a forze dell’ordine, governi stranieri ed anche a distributori e negozi al dettaglio. </strong>È bene sottolineare, infatti, che negli Stati Uniti de facto non esistono limitazioni federali all’acquisto di munizioni da parte di cittadini americani o residenti legalmente su territorio americano. A detta delle autorità statunitensi, questo accordo ha permesso di far risparmiare 50 milioni di dollari l’anno ai contribuenti americani.</p>



<p>Da parte del governo americano non vi sono state risposte precise sull’uso delle munizioni della <em>Lake City </em>da parte dei cartelli messicani, sottolineando solamente quanto la condotta attuale dell’azienda faccia risparmiare diversi milioni ai <em>taxpayers </em>statunitensi. In questo contesto, <strong>lo scorso giugno la Corte Suprema statunitense ha bloccato una causa intentata dal governo messicano</strong> contro alcuni produttori di armi americani, i quali non avrebbero agito abbastanza proattivamente per evitare che i loro prodotti finissero in mano ai narcotrafficanti. Una seconda causa similare ad oggi è ancora in corso.</p>



<p>D’altro canto, grazie alla potenza di fuoco delle armi made in U.S.A. e specie delle calibro 50, la violenza della guerra alla droga e per la droga non sembra avere mai fine. <strong>Gli esponenti dei cartelli hanno abbattuto elicotteri, assaltato convogli governativi, massacrato impunemente civili e assassinato deliberatamente diversi funzionari statali. </strong>Per quanto si cerchi di interrompere il flusso di armamenti, le stime del governo messicano ritengono che ogni anno tra le 200.000 e le 500.000 armi da fuoco vengano introdotte illegalmente dagli Stati Uniti in Messico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le vane proteste del Messico</h2>



<p>La presidente <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/narcos-il-messico-respinge-la-proposta-di-trump-no-allimpiego-dellesercito-usa-e-la-tensione-sale.html">Sheinbaum </a>ha esortato diverse volte ad un maggior coordinamento tra autorità statunitensi e messicane per interrompere questo flusso di morte, <strong>paragonando il flusso di armi dagli Stati Uniti al Messico con l’altrettanto letale flusso di droghe di sintetiche e fentanyl che dal Messico inonda le strade americane.</strong> Nonostante ciò, la controparte statunitense non si è mostrata parimenti proattiva nel contribuire alla limitazione del fenomeno. Infatti il grande paradosso è che, nonostante lo scorso anno l’amministrazione Trump abbia designato sei cartelli messicani come organizzazioni terroristiche straniere, le stesse organizzazioni terroristiche <strong>acquistano ed usano attivamente armamenti e munizioni prodotti in stabilimenti di proprietà dell’esercito degli Stati Uniti.</strong></p>



<p>Il fenomeno del flusso di armamenti, se non gestito prontamente, potrebbe costituire un grande ritorno di fiamma per Washington. Infatti sono sempre più frequenti notizie di come il confine tra Stati Uniti e Messico stia diventando sempre più pericoloso e militarizzato. Prova ne sia, <a href="https://nypost.com/2025/01/09/us-news/rocket-launcher-rpgs-likely-bound-for-mexican-cartels-seized-at-arizona-border/">diversi lanciarazzi rpg sono stati sequestrati al confine tra Messico ed Arizona</a>, i quali secondo le autorità di confine sarebbero stati diretti ad alcuni membri di un cartello locale.</p>



<p>Fintanto che i <em>sicarios</em> dei cartelli messicani avranno accesso ad un flusso di armi così ingente e ben strutturato, qualsiasi altra politica governativa, statunitense o messicana che sia, non potrà mai avere alcuna efficacia e soprattutto non porterà mai fine alla sempiterna violenza generata dal narcotraffico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/il-fiume-di-armi-che-dagli-stati-uniti-scorre-verso-i-cartelli-messicani.html">Il fiume di armi che dagli Stati Uniti scorre verso i cartelli messicani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Berretti verdi e Navy Seals contro i cartelli messicani: ecco i piani di Trump per l&#8217;azione militare</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/berretti-verdi-e-navy-seals-contro-i-cartelli-messicani-ecco-i-piani-di-trump-per-lazione-militare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 12:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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<p>Secondo documenti top secret svelati dal giornalista Klippenstein, gli Stati Uniti stanno preparando la guerra ai cartelli messicani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/berretti-verdi-e-navy-seals-contro-i-cartelli-messicani-ecco-i-piani-di-trump-per-lazione-militare.html">Berretti verdi e Navy Seals contro i cartelli messicani: ecco i piani di Trump per l&#8217;azione militare</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Ebbene sì, gli <strong>Stati Uniti</strong> stanno preparando attacchi militari diretti contro i cartelli della droga messicani all’interno del territorio del <strong>Messico</strong>. Un&#8217;iniziativa tanto rischiosa, quanto complicata da mettere in campo. Secondo fonti militari <a href="https://www.kenklippenstein.com/p/military-preparing-attacks-on-mexican">citate dal giornalista investigativo Ken Klippenstein</a>, l’ordine, classificato come Top Secret e emesso nella tarda primavera, incarica il Comando Settentrionale degli Stati Uniti (Northcom) di <strong>sviluppare e redarre piani d’attacco da completare entro metà settembre</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trump pronto a colpire i cartelli in Messico</h2>



<p>Appena insediatosi alla Casa Bianca, lo scorso gennaio, il presidente Usa <strong>ha designato i cartelli come organizzazioni terroristiche</strong>: e ora l&#8217;amministrazione americana sta <strong>spingendo per un’azione militare potenzialmente unilaterale, senza il coinvolgimento o l’approvazione del governo messicano</strong>. &#8220;Non solo Donald Trump è particolarmente concentrato sulle organizzazioni criminali transnazionali (Tco), ma ha dimostrato di essere disposto a intraprendere azioni unilaterali nonostante le possibili ripercussioni politiche negative&#8221;, ha dichiarato un alto funzionario dell’intelligence a Klippenstein.</p>



<p>Tale decisione segna un <strong>cambio di paradigma rispetto alle precedenti operazioni in Messico</strong>, tradizionalmente condotte dalla Cia e dal Joint Special Operations Command (Jsoc) per rispettare la sovranità messicana e le sensibilità politiche. Tuttavia, Northcom, precedentemente limitato a ruoli di supporto come addestramento congiunto e &#8220;missioni non letali&#8221;, <strong>è ora incaricato di coordinare un’operazione su vasta scala</strong>, che dovrebbe coinvolgere anche l&#8217;Fbi, agenzie di sicurezza interna e altre agenzie dell’intelligence.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Messico contrario a un intervento Usa</h2>



<p>Il Messico, dal canto suo considera qualsiasi intervento militare straniero una questione estremamente delicata. Klippenstein cita un incontro di luglio presso il quartier generale di Northcom a Colorado Springs, dove il generale <strong>Gregory M. Guillot</strong> ha ospitato i due più alti ufficiali militari messicani, il generale <strong>Ricardo Trevilla Trejo</strong> e l’ammiraglio <strong>Raymundo Pedro Morales Ángeles</strong>. </p>



<p>Morales ha sottolineato la necessità di un’azione congiunta, dichiarando: &#8220;Oggi, più che mai, le sfide che affrontiamo richiedono una risposta congiunta, coordinata e adattata&#8221;. Nonostante questa retorica di cooperazione, difficilmente il governo messicano <strong>approverebbe un’azione militare statunitense sul proprio territorio</strong>. Nel 2023, l’ex presidente Andrés Manuel López Obrador aveva autorizzato operazioni di “addestramento” da parte del 7° Gruppo delle Forze Speciali dell’Esercito statunitense, ma un intervento militare diretto sarebbe un passo in avanti decisamente più controverso. </p>



<p>Come ha recentemente riportato <a href="https://it.insideover.com/criminalita/messico-sotto-pressione-gli-usa-si-prendono-i-narcos-ma-i-cartelli-non-perdono-il-loro-potere.html">Jacopo Romanelli su <em>InsideOver</em></a>, Il <strong>27 febbraio 2025</strong> il <a href="https://it.insideover.com/economia/il-messico-fa-il-funambolo-allineato-agli-usa-aperto-alla-cina-finche-dura.html"><strong>Messico</strong> ha trasferito negli <strong>Stati Uniti</strong> </a>29 <strong>narcotrafficanti </strong>legati al crimine organizzato, un’operazione senza precedenti sia per il numero dei criminali spostati che per l’importanza dei soggetti coinvolti. Coordinata dalla <strong>Procuraduría General de la República e dalla Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana</strong>, l’azione si è svolta in concomitanza con colloqui di alto livello a <strong>Washington</strong> (incontri tra funzionari messicani e statunitensi per discutere temi di sicurezza bilaterale, come <a href="https://it.insideover.com/criminalita/jalisco-e-sinaloa-cosi-i-narcos-hanno-costruito-le-loro-multinazionali.html"><strong>narcotraffico</strong> e <strong>sicurezza frontaliera</strong>)</a>.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi del futuro intervento</h2>



<p>Secondo i documenti rivelati da Klippenstein, Northcom ha incaricato il suo Comando per le operazioni speciali (Socnorth) di preparare il terreno per operazioni future in Messico, <strong>sviluppando &#8220;pacchetti di obiettivi&#8221; legati ai cartelli di Sinaloa e Jalisco New Generation</strong>. Questi potrebbero includere attacchi aerei, droni e operazioni di &#8220;azione diretta&#8221; condotte da forze speciali come i Berretti Verdi, i Navy SEAL o i Marine Raiders, mirate a individui di alto valore, basi operative e catene di approvvigionamento dei cartelli.</p>



<p>Ma perché Donald Trump vuole colpire i cartelli messicani? <a href="https://it.insideover.com/societa/usa-la-crisi-del-fentanyl-e-i-dazi-contro-la-cina-la-formula-di-trump-non-basta.html">L&#8217;escalation militare è legata alla crisi del fentanyl negli Stati Uniti</a>, che ha causato oltre 225.000 morti. Trump ha descritto il traffico di droga e persone come una &#8220;invasione&#8221;, un linguaggio che, secondo il giornalista, <strong>ha gettato le basi per designare i cartelli come organizzazioni terroristiche</strong>. Il segretario di Stato Marco Rubio ha recentemente dichiarato: &#8220;Dobbiamo iniziare a trattarli come organizzazioni terroristiche armate, non semplicemente come gruppi di trafficanti di droga&#8221;. L&#8217;amministrazione Usa si prepara <strong>a un intervento militare in quello che considera il &#8220;suo&#8221; cortile di casa</strong>.</p>



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<p></p>
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