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	<title>Re Salman bin Abdulaziz Archives - InsideOver</title>
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	<title>Re Salman bin Abdulaziz Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il futuro saudita, così Riad sogna da potenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-futuro-saudita-cosi-riad-sogna-da-potenza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Sep 2022 05:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Wahabismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-2048x1344.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Arabia Saudita tra le velleità di una politica autonoma in grado di ergerla a potenza regionale e la storica alleanza con gli Usa</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-futuro-saudita-cosi-riad-sogna-da-potenza.html">Il futuro saudita, così Riad sogna da potenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1260" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-1024x672.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-768x504.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-1536x1008.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_2022091013032899_a4f82c9a5440116eaea24157f578ea12-2048x1344.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> rappresenta uno storico alleato degli<strong> Stati Uniti</strong> in Medio oriente. Il <strong>petrolio</strong> è senza dubbio l&#8217;arma politica principale con la quale Riad ha potuto iniziare a giocare, già dalla seconda metà del secolo scorso, un ruolo importante e con cui è stato possibile allacciare forti rapporti con Washington. Dal 2015 il Paese si trova impegnato in una fase interna piuttosto delicata. In quell&#8217;anno è venuto a mancare <strong>Re Abdallah</strong>, al suo posto è salito al trono il fratello <strong>Salman</strong>. Con il nuovo sovrano, a Riad si è avviata una svolta generazionale in seno alla famiglia reale che comanda il Paese dalla sua nascita. Re Salman infatti è destinato a essere l&#8217;ultimo figlio del fondatore del regno a occupare il trono.</p>
<p>L&#8217;erede designato è il principe <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/mohammad-bin-salman.html">Mohammad Bin Salman</a>, figlio dell&#8217;attuale sovrano, il quale ha già di fatto preso le redini del Paese. C&#8217;è lui dietro le ultime strategie designate da Riad sia a livello interno che in politica estera. Il suo obiettivo sembra essere quello di avviare importanti <strong>riforme</strong> in un regno dove vige l&#8217;assoluto controllo della famiglia Saud e dove è in vigore la rigida <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/che-cos-e-il-wahabismo.html">interpretazione wahabita</a> dell&#8217;Islam sunnita. Contestualmente, in politica estera Bin Salman vorrebbe trasformare Riad in una potenza regionale, in grado di avere un ruolo guida nella penisola arabica e nel medio oriente</p>
<h2>Da dove tutto è iniziato: il programma “Vision 2030”</h2>
<p>A circa un anno dalla nomina a principe ereditario, Mohammad Bin Salman, conosciuto internazionalmente anche con l&#8217;acronimo <strong>Mbs</strong>, ha presentato il progetto &#8220;<em>Vision 2030</em>&#8220;. Si tratta di un programma con il quale il futuro sovrano ha avviato una serie di iniziative economiche e politiche volte a differenziare l&#8217;<strong>economia</strong>, rendendola quindi meno dipendente dalle esportazioni di petrolio, e a modificare l&#8217;immagine del Paese. Sono stati finanziati programmi relativi allo sviluppo di nuove fonti energetiche, dell&#8217;agricoltura, dei servizi legati alla tecnologia e del turismo. Su quest&#8217;ultimo fronte l&#8217;Arabia Saudita, seppur con ritardo rispetto ai Paesi vicini, ha iniziato ad ospitare importanti eventi sportivi, a costruire resort e nuovi poli turistici sul Mar Rosso.</p>
<p>Mbs ha puntato anche sull&#8217;introduzione di alcune riforme in campo sociale, come quella relativa alla possibilità per le donne di ottenere la patente. Il programma negli anni ha mostrato luci e ombre. Alcuni osservatori lo hanno ritenuto e lo ritengono ancora oggi un ambizioso progetto di riforma del regno, altri invece lo considerano come una mera cartina tornasole volta a mascherare l&#8217;oscurantismo del regime wahabita, la persecuzione degli sciiti nella regione del <strong>Qatif</strong>, il caso relativo<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jamal-khashoggi-dissidente-ucciso-istanbul.html"> all&#8217;uccisione del giornalista Jamal Kashoggi</a> e gli insuccessi nella <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html">guerra in Yemen</a>.</p>
<p>Ad ogni modo, appare impossibile scindere il programma Vision 2030 dall&#8217;agenda estera del Paese. In particolare, Riad vuole presentarsi come una potenza in ascesa a livello politico ed economico nella regione, nonché come partner affidabile per gli alleati.</p>
<h2>Il confronto con Teheran</h2>
<p>Ma il primato regionale passa soprattutto dal <strong>confronto</strong> con il rivale storico dei Saud, ossia l&#8217;<strong>Iran</strong>. I due Paesi si contendono il primato di potenza regionale in medio oriente e sono politicamente divisi da molteplici fattori. Il primo riguarda l&#8217;ambito prettamente religioso: Riad è una monarchia assoluta sunnita wahabita, Teheran invece è una repubblica islamica teocratica sciita. Dunque mentre i sauditi aspirano a guidare il mondo sunnita, l&#8217;Iran ambisce alla creazione della cosiddetta &#8220;<strong>mezzaluna sciita</strong>&#8220;. Un progetto quest&#8217;ultimo teorizzato in primis dal generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/soleimani-generale-iran.html">Qassem Soleimani</a>, ucciso da un raid Usa a Baghdad il 3 gennaio 2020 e con il quale il governo iraniano coltiva l&#8217;ambizione di creare un corridoio sciita da Teheran fino a Beirut. Un progetto inevitabilmente destinato a cozzare con i piani dei Saud.</p>
<h2>La guerra nello Yemen</h2>
<p>Si inquadra anche nel contesto del confronto Iran &#8211; Arabia Saudita il conflitto esploso nel 2015 nello <strong>Yemen</strong>. Quest&#8217;ultimo è un Paese confinante con il territorio saudita, considerato spesso da Riad come sotto la propria influenza. Tuttavia dopo le rivolte della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-primavera-araba.html">primavera araba</a> del 2011, si è registrata l&#8217;avanzata del gruppo sciita degli <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-sono-gli-houthi.html">Houti</a>. Con il sostegno dell&#8217;Iran, le milizie sono riuscite a prendere la capitale Sana&#8217;a nel 2014. Per questo l&#8217;anno successivo i Saud hanno deciso di intervenire, formando una <strong>coalizione</strong> di Paesi sunniti composta, tra gli altri, dagli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, dal <strong>Bahrein</strong> e dall&#8217;<strong>Egitto</strong>.</p>
<p>I piani di Riad però non si sono avverati. Né sotto il profilo della sconfitta degli Houti, i quali ancora oggi nonostante un forte divario tecnologico con la coalizione a guida saudita controllano Sana&#8217;a, né nell&#8217;ambito della consacrazione dell&#8217;Arabia Saudita quale Paese guida della penisola arabica. Nel corso degli anni successivi infatti la coalizione si è sfaldata. Più di recente anche gli alleati emiratini si sono ritirati e nello Yemen sostengono forze differenti da quelle del governo ufficiale e, in particolare, quelle ricadenti all&#8217;interno delle milizie separatiste del sud.</p>
<p>La guerra nello Yemen ha quindi rappresentato, alla lunga, una <strong>disfatta</strong> per i sauditi. Il conflitto, tra le altre cose, ha provocato migliaia di vittime civili e una<strong> crisi umanitaria</strong> senza precedenti legata anche al blocco navale imposto attorno al Paese e al mancato arrivo per diversi anni di medicine e generi di prima necessità. La guerra inoltre non ha mancato di incidere negativamente sull&#8217;immagine internazionale di Mbs e della famiglia Saud.</p>
<h2>I rapporti con Israele</h2>
<p>Una carta importante nella politica estera Riad la può spendere nel miglioramento dei rapporti con l&#8217;altro grande alleato degli Usa nella regione, ossia <strong>Israele</strong>. I due Paesi continuano a non avere ufficiali rapporti diplomatici e i Saud non fanno parte del gruppo di governi arabi che riconoscono lo Stato ebraico. Tuttavia negli ultimi anni, sotto la mediazione soprattutto di Washington, tra le parti si è avuto un importante avvicinamento &#8220;ufficioso&#8221;. Un&#8217;accelerazione in tal senso si è avuta con l&#8217;amministrazione di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>. L&#8217;ex presidente Usa ha compiuto nel maggio 2017 il suo primo viaggio da inquilino della Casa Bianca proprio in Arabia Saudita, intensificando i rapporti con Riad grazie anche alle importanti commesse di armi firmate con Mbs. Da allora Trump ha promosso, nell&#8217;ottica della creazione di una vasta coalizione anti Iran, un avvicinamento tra i Paesi arabi del golfo e Israele.</p>
<p>Uno sforzo in parte premiato dagli <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">accordi di Abramo</a>, siglati nell&#8217;estate del 2020 e che hanno portato Emirati Arabi Uniti e Bahrein a riconoscere Israele. Un duo a cui poche settimane dopo si è unito il <strong>Marocco</strong>. L&#8217;Arabia Saudita non ha aderito all&#8217;accordo, ma lo ha comunque &#8220;benedetto&#8221; nel dietro le quinte dei corridoi diplomatici. Non sono pochi, negli Usa come in Israele, a ritenere alta la possibilità di giungere a un vero accordo tra i sauditi e lo Stato ebraico. Per Riad i rapporti con gli israeliani appaiono cruciali. Non solo in funzione di <strong>contenimento</strong> dell&#8217;Iran ma anche, più in generale, per il sostegno alle ambizioni di diventare una potenza regionale.</p>
<h2>L&#8217;inquadramento geopolitico di Riad</h2>
<p>I primi tentativi di rendere l&#8217;Arabia Saudita la vera traghettatrice della penisola arabica non sono andati a buon fine. Non solo la guerra nello Yemen e lo strascico di morti e sconfitte politico-militari da essa arrivate, Riad ha dovuto fare i conti anche con il fallimento dell&#8217;<strong>embargo</strong> proclamato contro il <strong>Qatar</strong> nel 2017. Doha, sostenitrice dei <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli Musulmani</a> (nemici dei Saud) e fautrice di un&#8217;agenda estera autonoma, nelle intensioni di Mbs doveva essere richiamata all&#8217;ordine grazie a un forte embargo commerciale e alla minaccia di un intervento militare. Ma il piccolo emirato è riuscito ad evitare l&#8217;isolamento e negli ultimi due anni si è assistito a un riavvicinamento tra le parti.</p>
<p>Ad ogni modo, il sentiero dei Saud appare tracciato. L&#8217;Arabia Saudita, alle prese con difficili riforme interne, vuole da un lato mantenere il ruolo di alleato degli Usa ma, al contempo, avere una politica sempre più autonoma vocata all&#8217;ambizione della leadership regionale. Un&#8217;autonomia da Washington di recente ancora più marcata per via dei rapporti non sempre semplici con l&#8217;amministrazione guidata da<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"> Joe Biden</a>. A dimostrarlo è la posizione sostanzialmente neutrale di Riad nella guerra in <strong>Ucraina</strong>, con i Saud che non hanno applicato sanzioni o restrizioni nei confronti della <strong>Russia</strong>. Anzi, con Mosca l&#8217;intesa negli ultimi anni è cresciuta soprattutto in relazione al mercato del petrolio, essendo i due Paesi i maggiori produttori di greggio. Proprio sull&#8217;oro nero si è consumato un altro importante strappo con la Casa Bianca subito dopo l&#8217;inizio delle ostilità a Kiev: Riad ha negato l&#8217;aumento di produzione del petrolio chiesto da Washington per mitigare la corsa al rialzo delle materie prime a seguito della guerra.</p>
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		<title>Chi è re Salman dell&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-re-salman-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Di Piazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 16:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Re Salman dell&#039;Arabia Saudita (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>23 gennaio 2015: l&#8217;Arabia Saudita ha un nuovo re. Poche ore dopo la morte del fratellastro Abdullah bin Abdulaziz al Saud, a sedersi sul trono del regno è il 79enne Salman bin Abdulaziz al Saud. Figlio di Abdulaziz bin Abdulrahman al Saud, fondatore del moderno regno saudita, re Salman rivoluzionerà la monarchia con un gioco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-re-salman-dellarabia-saudita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Re Salman dell&#039;Arabia Saudita (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Re-Salman-Arabia-Saudita-La-Presse-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>23 gennaio 2015: l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> ha un nuovo re. Poche ore dopo la morte del fratellastro Abdullah bin Abdulaziz al Saud, a sedersi sul trono del regno è il 79enne <strong>Salman bin Abdulaziz al Saud</strong>. Figlio di Abdulaziz bin Abdulrahman al Saud, fondatore del moderno regno saudita, re Salman rivoluzionerà la monarchia con un gioco di luci e ombre che vedrà la sua figura intrecciarsi a quella del figlio, il principe ereditario Mohammad bin Salman (MbS).</p>
<p>Quando re Salman sale al trono si trova a fare i conti con una situazione regionale e internazionale complicata: il vicino Yemen attraversa una profonda crisi politica, lo Stato Islamico si sta rafforzando, il prezzo del petrolio è in calo, l&#8217;economia inizia a traballare. Così il nuovo sovrano cerca di mantenere la stabilità nel Paese e nella famiglia reale con una serie di politiche che porteranno MbS di fatto a capo della monarchia saudita.</p>
<p>Nel primo discorso dopo la morte del fratellastro Abdullah, re Salman afferma di voler continuare il lento processo di modernizzazione del regno avviato dal suo predecessore ma il tempo rivelerà grandi cambiamenti. In pochi anni, tra le altre cose, l&#8217;Arabia Saudita dovrà affrontare una lunga guerra in Yemen, la crescente rivalità con l&#8217;Iran, l&#8217;omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi, una importante crisi economica e sanitaria. Intanto il giovane principe ereditario si prepara a prendere il posto dell&#8217;anziano e malato padre.</p>
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		<title>La notte dei lunghi coltelli in Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-lotta-per-la-successione-a-re-salman-in-arabia-saudita-entra-nel-vivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 08:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Salman sauditi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ufficialmente il sovrano sta bene, il 22 luglio ha anche presenziato seppur soltanto virtualmente dall&#8217;ospedale ad una delicata riunione del consiglio dei ministri e l&#8217;attività amministrativa va avanti secondo le sue direttive. Ma in Arabia Saudita è bastata l&#8217;indiscrezione circa il nuovo ricovero di Re Salman per scatenare voci e scenari relativi alla successione. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-per-la-successione-a-re-salman-in-arabia-saudita-entra-nel-vivo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-per-la-successione-a-re-salman-in-arabia-saudita-entra-nel-vivo.html">La notte dei lunghi coltelli in Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1186" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Salman sauditi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Salman-arabia-saudita-La-Presse-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ufficialmente il sovrano sta bene, <a href="https://www.agenzianova.com/a/5f1832aa650f64.84365615/3034711/2020-07-22/arabia-saudita-re-salman-presiede-da-ospedale-riunione-virtuale-del-consiglio-dei-ministri">il 22 luglio ha anche presenziato</a> seppur soltanto virtualmente dall&#8217;ospedale ad una delicata riunione del consiglio dei ministri e l&#8217;attività amministrativa va avanti secondo le sue direttive. Ma in <strong>Arabia Saudita</strong> è bastata l&#8217;indiscrezione circa il <a href="https://www.askanews.it/esteri/2020/07/20/arabia-saudita-re-salman-ricoverato-in-ospedale-per-test-pn_20200720_00171/">nuovo ricovero di Re Salman</a> per scatenare voci e scenari relativi alla successione. Il capo dello Stato ha 84 anni, più volte la sua salute è stata al centro di indiscrezioni e l&#8217;impressione è che il regno a breve dovrà avvicinarsi ad una delicata successione. Per la prima volta, comunque vada, l&#8217;Arabia Saudita non avrà al trono un discendente diretto del primo sovrano, <strong>Re Abd Al Aziz Al Saud</strong>. Questo sta comportando un certo interesse, a Riad come all&#8217;estero, per capire come verrà gestito il passaggio di testimone. Il quale, per adesso, rimane comunque in mano a Salman.</p>
<h2>Il ricovero di Re Salman</h2>
<p>Le prime notizie relative al ricovero dell&#8217;anziano sovrano si sono avute a partire dalla giornata di lunedì: i media locali hanno confermato infatti che Re Salman è stato portato in uno degli ospedali della capitale a seguito di un&#8217;infiammazione alla cistifellea, specificando però che il suo successivo ricovero è stato dovuto alla necessità di effettuare alcuni controlli. Nulla di grave dunque, almeno è questa l&#8217;idea che emerge seguendo le indicazioni provenienti dal regno saudita. Per il momento, la successione è solo rimandata. Ma il problema appare in ogni caso ben attuale. Al trono dal 2015, quando ha ereditato il dominio del regno dal fratello <strong>Abd Allah</strong>, Re Salman ha da subito operato uno strappo nella linea di successione: come principe ereditario non ha nominato infatti un altro dei suoi fratelli e dunque dei figli del sovrano fondatore dell&#8217;Arabia Saudita, bensì un uomo della successiva generazione. Si tratta di un fatto inedito nella storia del Paese. In particolare, poco dopo il suo insediamento Salman ha nominato<strong> Mohammed Bin Nayef</strong> quale principe ereditario. Quest&#8217;ultimo è figlio di uno dei fratelli del sovrano, nonché uomo all&#8217;epoca di appena 55 anni, altro elemento inusuale per un Paese quasi sempre abituato ad essere amministrato da governanti ottuagenari.</p>
<p>Appena due anni dopo, nel novembre del 2017 un altro strappo: Mohammed Bin Nayef è stato sostituito nel ruolo di principe ereditario da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/mohammad-bin-salman.html">Mohammad Bin Salman.</a> Quest&#8217;ultimo è figlio dell&#8217;attuale sovrano, con la monarchia saudita che compirebbe dunque un doppio salto generazionale. Ecco perché appare molto interessante capire come si svolgerà il passaggio quando l&#8217;attuale sovrano verrà a mancare oppure, anche se quest&#8217;ultima eventualità appare lontana, deciderà di abdicare. Intanto il Re sembra stare bene, il suo ricovero fatto passare per un elemento quasi di routine e quindi, almeno per il momento, l&#8217;Arabia Saudita dovrebbe rimanere con gli attuali equilibri politici e dinastici.</p>
<h2>Le velleità di Mohammad Bin Salman</h2>
<p>Da quando suo padre è al trono, Mohammad Bin Salman (famoso internazionalmente anche con il suo acronimo <strong>Mbs</strong>) ha scalato repentinamente i ranghi delle gerarchie saudite. A poco più di 30 anni è diventato vice primo ministro e ministro della Difesa, comparendo inoltre spesso accanto al padre in diverse uscite pubbliche. In qualche modo, il vestito da &#8220;<em>delfino</em>&#8221; del sovrano gli è stato cucito addosso già prima della sua nomina quale principe ereditario. Anzi, ad un certo punto Mbs è diventato il vero uomo forte del Paese. Dietro molte delle decisioni assunte da Re Salman, ci sarebbe il suo zampino: dalla<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/punto-la-guerra-nello-yemen.html#:~:text=La%20guerra%20nello%20Yemen%20si,saudita%20contro%20gli%20sciiti%20Houthi."> guerra nello Yemen</a> iniziata nel 2015, passando per le velleità di quotazione in borsa della società petrolifera <strong>Aramco</strong>, fino alle prime timide svolte in campo sociale. Anche il giro di vite imposto sul finire del 2017 contro uomini d&#8217;affari e sceicchi del Paese, molti dei quali imprigionati ufficialmente per corruzione e colpiti nei propri beni, ci sarebbe la volontà del giovane rampollo di casa Saud.</p>
<p>Da Riad più spesso sono filtrate indiscrezioni circa le reali ambizioni di Mbs: in particolare, vorrebbe prendere il controllo di tutti gli aspetti politici ed economici dell&#8217;Arabia Saudita. Ambizioni che sarebbero ben espresse dal suo progetto, denominato &#8220;<em>Vision 2030</em>&#8220;, con il quale si vorrebbe trascinare fuori il Paese dalla dipendenza del petrolio. L&#8217;impressione generale, emersa anche all&#8217;estero, è che il principe ereditario già da anni agisca in qualità di vero sovrano e di &#8220;padre padrone&#8221; del regno. Velleità supportate dalla sua giovane età e dall&#8217;immagine di &#8220;leader riformista&#8221; che vorrebbe costruirsi all&#8217;estero.</p>
<h2>La lotta con Mohammed Bin Nayef</h2>
<p>Quando nel 2017 è avvenuto il passaggio di consegne tra Mbs e Mohammed Bin Nayef, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=MEaq0coZVF8">la tv saudita ha trasmesso un breve video</a> in cui veniva illustrata una piccola cerimonia. Bin Nayef, appena esautorato da Re Salman quale principe ereditario, abbracciava il nipote augurandogli buon lavoro e dichiarando alle telecamere di essere stato onorato di servire il Paese prima di dedicarsi ad un periodo di riposo. Tutto quindi sembrava svolgersi all&#8217;insegna di un normale avvicendamento. Nulla però di più lontano dalla realtà: prima di essere per appena due anni principe ereditario, Mohammed Bin Nayef è stato potente ministro dell&#8217;Interno e di fatto numero uno della sicurezza saudita. Non certo quindi una persona in grado di accettare senza remore la scelta di Re Salman di sacrificarlo a favore del figlio. Inoltre, grazie ai suoi anni spesi quale ministro dell&#8217;Interno, Bin Nayef ha dalla sua parte una buona fetta della famiglia Saud e degli apparati di polizia e <strong>sicurezza</strong>.</p>
<p>Gli errori del figlio dell&#8217;attuale sovrano, hanno rafforzato molto probabilmente l&#8217;idea da parte dell&#8217;ex principe ereditario di poter riprendere il posto di Re designato. Mbs su molti campi è uscito ridimensionato: la guerra nello Yemen sta andando molto male, la sua immagine di leader riformista è stata offuscata dall&#8217;omicidio del giornalista <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/jamal-khashoggi-dissidente-ucciso-istanbul.html">J<span style="font-size: 1rem;">amal Kashog</span></a><span style="font-size: 1rem;">gi, ucciso all&#8217;interno del consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre scorso. Quest&#8217;ultimo, editorialista del <em>Washington Post</em>, era una delle voci più <strong>critiche</strong> contro Mbs: la sua fine ha gettato profondi ombre sulla figura del figlio del sovrano. Lo stesso progetto Vision 2030 non sembra decollare, inoltre le velleità mostrate in questi anni dall&#8217;erede designato hanno fatto storcere il naso a molti esponenti del casato saudita. In poche parole, per Mohammed Bin Nayef questo potrebbe essere il momento ideale per attaccare il nipote divenuto acerrimo rivale. Un altro elemento che ha aggiunto molta curiosità alla notizia del ricovero di Re Salman e di un possibile deterioramento del suo stato di salute. </span></p>
<h2>Gli equilibri politici in Arabia Saudita</h2>
<p>La strada per Mbs dunque, potrebbe non essere così spianata. All&#8217;interno di casa Saud le fazioni e le posizioni sono talmente divergenti, da rendere molto difficile immaginare un solo uomo al timone del Paese senza rivali. In questa cornice si colloca l&#8217;inchiesta, uscita proprio in questi giorni, condotta dal Washington Post: secondo il quotidiano statunitense, il principe ereditario ha puntato gli occhi su <strong>Saad al Jabri</strong>. Quest&#8217;ultimo è stato per anni il braccio destro di Mohammed Bin Nayef, andato a vivere in <strong>Canada</strong> nel 2017 quando ha fiutato un&#8217;aria del tutto favorevole al figlio del sovrano. Mbs sarebbe alla ricerca di Al Jabri, lo vorrebbe mettere sotto giudizio per corruzione in quanto avrebbe intascato un miliardo di Dollari quando lavorava all&#8217;interno della sicurezza. In realtà, Al Jabri potrebbe essere un ostacolo alla scalata del principe ereditario in quanto conosce molto bene molti segreti del casato reale. Il suo nome è l&#8217;ultimo tassello dei principali oppositori di Mbs ancora liberi. Lo stesso Mohammed Bin Nayef infatti, si troverebbe in galera con l&#8217;accusa di tradimento assieme a <strong>Ahmed bin Abdulaziz</strong>, fratello di Re Salman ed altro pretendente al trono, e <strong>Nawaf bin Nayef</strong>, fratello dell&#8217;ex principe ereditario.</p>
<p>Arresti ed accuse di tradimento e corruzione che sottintendono una faida destinata a non finire adesso per la successione al trono ed equilibri che, in seno a casa Saud, appaiono tutt&#8217;altro che definiti.</p>
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		<title>Le reazioni del mondo islamico al piano di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-reazioni-del-mondo-islamico-al-piano-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 15:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Piano pace Israele Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il piano di Trump per Israele e Palestina infiamma il mondo islamico: rivelati i capisaldi del new look americano nell&#8217;area, i principali paesi islamici sono scesi in piazza per dire no a quello che il presidente degli Stati Uniti ha definito “l’accordo del secolo”. Immediata la risposta di Hamas: Il Piano di Trump &#8220;è aggressivo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-reazioni-del-mondo-islamico-al-piano-di-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Piano pace Israele Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Gerusalemme-piano-di-pace-trump-israele-palestina-Getty-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/il-piano-di-trump-per-israele-e-palestina.html">Il piano di Trump per Israele e Palestina</a> infiamma il mondo islamico: rivelati i capisaldi del <em>new look</em> americano nell&#8217;area, i principali paesi islamici sono scesi in piazza per dire no a quello che il presidente degli Stati Uniti ha definito “l’accordo del secolo”. Immediata la risposta di <strong>Hamas</strong>: Il Piano di Trump &#8220;è aggressivo e provocherà molta ira&#8221; secondo il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme &#8220;non ha senso&#8221;.  &#8220;Gerusalemme &#8211; ha proseguito &#8211; sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo Piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese&#8221;.</p>
<h2>La reazione palestinese</h2>
<p>Nonostante il secco no della controparte palestinese, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/anger-palestine-trump-plan-protests-turnout-200129130735839.html">le proteste si sono mantenute tiepide</a>, per il momento, e le richieste di mobilitazione da parte di varie fazioni palestinesi sono rimaste per lo più inascoltate, secondo alcune agenzie di stampa arabe. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha promesso mobilitazioni popolari contro l&#8217;accordo, in quanto gruppi tra cui l&#8217;Organizzazione palestinese di liberazione (OLP) e Hamas, che governa la Striscia di Gaza occupata dal 2007, starebbero attivandosi per una protesta di massa. Numerosi media arabi, inoltre, riportano di un clima di accettazione passiva delle notizie di questi giorni, che colpiscono ma non sconvolgono, poiché preannunciate da uno <em>status quo</em> di diversi decenni. L’amministrazione Trump, tra l’altro aveva già riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, trasferito lì l&#8217;ambasciata americana e promosso la legge israeliana nella Valle del Giordano e nelle alture del Golan: insomma, niente di nuovo sotto il sole. Va aggiunto un altro dettaglio: il piano di Trump, al di là dell’eco mediatica, prevede una finestra di 4 anni. Per molti palestinesi, ciò significa che il piano non avrà effetti immediati, uno dei motivi per cui le proteste di mercoledì hanno visto una bassa partecipazione. <strong>Voci più forti sono giunte dalla Cisgiordania occupata</strong>, dove a scendere in piazza sono stati soprattutto giovanissimi lavoratori e studenti: è accaduto a Tubas, Betlemme e nei campi profughi di Al-Orub e Tulkarem. Accanto al malcontento diffuso, e ai timori delle ripercussioni in caso di proteste massicce si sta verificando un fenomeno parallelo. Khalil al-Tafakji, una delle più importanti voci accademiche palestinesi nonché esperto di negoziati <em>et similia</em>, in <a href="https://www.aljazeera.com/news/2020/01/anger-palestine-trump-plan-protests-turnout-200129130735839.html">un’intervista ad <em>Al Jazeera</em></a> denuncia uno <strong>scollamento progressivo tra il popolo palestinese e la propria leadership</strong>: una mancanza di fiducia che risiede nel timore di essere “venduti”e in anni di dialogo inesistente.</p>
<h2>Il resto del mondo islamico</h2>
<p>Decisamente dure le risposte del resto del mondo islamico e arabo. La <strong>Lega araba</strong> ha condannato il piano illustrato da Donald Trump sul Medio Oriente sostenendo che si tratti di una grande violazione dei diritti dei palestinesi. In un comunicato, il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha sottolineato: &#8220;Studieremo minuziosamente la prospettiva americana e siamo aperti a tutti gli sforzi seri a favore della pace&#8221;, aggiungendo che da una lettura preliminare emerge una consistente violazione dei diritti legittimi dei palestinesi. Si affida a Twitter la guida suprema iraniana <a href="https://twitter.com/khamenei_ir/status/1222479246062497793"><strong>Ali Khamenei</strong></a>, richiamando un suo precedente discorso in proposito del luglio 2018: per Khamenei la questione della Palestina non verrà mai dimenticata precisando che la nazione palestinese e tutte le nazioni musulmane si schiereranno e non permetteranno che il cosiddetto <em>Accordo del Secolo</em> venga realizzato. Si unisce al fronte del rifiuto anche la Turchia di <strong>Erdogan</strong>: “ Gerusalemme è sacra per i musulmani” ha tuonato il leader. Il piano di Donald Trump che mira ad affidare Gerusalemme a Israele è assolutamente inaccettabile per il governo turco poiché ignorerebbe i diritti dei palestinesi e mira a legittimare l&#8217;occupazione israeliana. “Non servirà né alla pace né alla ricerca di una soluzione&#8221; al conflitto, ha aggiunto Erdogan. Insorgono con forza, soprattutto, i <strong>campi profughi dei palestinesi in Libano</strong> con uno sciopero generale con scuole e negozi chiusi, incluso il più grande campo palestinese, Ain al-Hilweh, nella zona meridionale di Sidone. Dal Libano parole dure anche da <strong>Hezbollah</strong> che etichetta il piano come “accordo della vergogna” che avrebbe conseguenze negative sul futuro della regione, realizzato con la &#8220;complicità e il tradimento&#8221; di diversi stati arabi. Anche il <strong>governo giordano</strong> rompe il silenzio e critica il piano. Il ministro degli Esteri Ayman Safadi ha dichiarato in una nota pubblicata dal Jordan Times che &#8220;gli interessi nazionali della Giordania e le sue posizioni e principi sono fermi nei confronti della questione palestinese e governano il modo in cui il governo tratta tutte le proposte e le iniziative volte a risolvere il conflitto&#8221;.</p>
<p>Safadi ha ribadito il sostegno del suo paese a uno stato palestinese indipendente ai confini del 1967 con Gerusalemme est come capitale basata sulla soluzione a due stati, unico modo per raggiungere la pace a lungo termine. Ha anche messo in guardia contro le conseguenze di misure unilaterali israeliane, come l&#8217;annessione di terre palestinesi, la costruzione e l&#8217;espansione di insediamenti israeliani illegali nei territori occupati e invasioni nei siti sacri di Gerusalemme, che mirano a imporre nuove realtà. La Giordania, infatti, ha sempre sostenuto nella persona di <a href="https://it.insideover.com/politica/il-medio-oriente-secondo-abdallah-di-giordania.html">re Abdallah</a> la <em>two states solution</em>. Dall’<strong>Arabia saudita</strong>, una risposta morigerata: il piano differisce dalla precedente politica degli Stati Uniti e da un&#8217;iniziativa approvata dalla Lega Araba del 2002 che offriva a Israele normali relazioni in cambio di uno stato palestinese indipendente e il completo ritiro israeliano dai territori nel 1967. Il ministero degli Esteri saudita ha espresso apprezzamento per gli sforzi di Trump e il sostegno ai negoziati di pace diretti sotto gli auspici statunitensi. Allo stesso tempo, i media statali hanno riferito che re Salman ha raggiunto telefonicamente il presidente palestinese per rassicurarlo sul costante impegno di Riyadh per la causa palestinese.</p>
<h2>Voci fuori dal coro</h2>
<p>L&#8217;<strong>Egitto</strong> e la Giordania, che hanno già accordi di pace con Israele, così come il <strong>Bahrein</strong>, il <strong>Qatar</strong> e gli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> oscillano e temporeggiano tra la speranza di riavviare i colloqui e la cautela contro l&#8217;abbandono di posizioni di lunga data. Nonostante il rifiuto da parte dei palestinesi del piano, tre stati arabi del Golfo &#8211; Oman, Bahrein e Emirati Arabi Uniti &#8211; hanno partecipato alla riunione della Casa Bianca in segno di cambiamento. In un mondo arabo amaramente diviso, il sostegno ai palestinesi è stato a lungo visto come una posizione unificante, ma spesso anche una fonte di recriminazioni interne sull&#8217;entità di tale sostegno, soprattutto perché alcuni stati hanno optato spesso per aperture indipendenti e realiste all&#8217;avversario Israele. Trump e Netanyahu hanno elogiato gli ambasciatori degli Emirati Arabi Uniti, del Bahrein e dell&#8217;Oman per aver partecipato all&#8217;annuncio della Casa Bianca. Sulla stessa linea gli Emirati Arabi: Yousef al-Otaiba, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Washington, ha dichiarato che il piano offre un importante punto di partenza per un ritorno dei negoziati all&#8217;interno di un quadro internazionale guidato dagli Stati Uniti. Dal Qatar accolti con favore tutti gli sforzi volti a una pace di lunga durata e giusta nei territori palestinesi occupati e apprezzati anche gli &#8220;sforzi del presidente Trump e dell&#8217;attuale amministrazione statunitense di trovare soluzioni al conflitto israelo-palestinese&#8221;. Ma da Doha si invitano anche le parti a tenere negoziati diretti. Tuttavia, a differenza dell&#8217;Arabia Saudita e dell&#8217;Egitto, la dichiarazione del Qatar richiede anche uno stato palestinese &#8220;entro i confini del 1967, compresa Gerusalemme est&#8221;, nonché il diritto al ritorno.</p>
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		<title>Aramco pronta alla vendita? A casa Saud regna l&#8217;incertezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/aramco-pronta-alla-vendita-a-casa-saud-regna-lincertezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Crudelini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 07:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Aramco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=240946</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La quotazione in borsa della saudita Aramco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si avvicina il fatidico momento in cui una delle più grandi società petrolifere al mondo, Aramco, verrà collocata sul mercato internazionale. Tre anni fa era infatti arrivato il primo annuncio ufficiale da parte del re Salman che aveva di fatto creato scompiglio nelle piazze finanziarie di tutto il mondo. Il documento di Aramco che non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/aramco-pronta-alla-vendita-a-casa-saud-regna-lincertezza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/aramco-pronta-alla-vendita-a-casa-saud-regna-lincertezza.html">Aramco pronta alla vendita? A casa Saud regna l&#8217;incertezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1201" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La quotazione in borsa della saudita Aramco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-768x480.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/La-quotazione-in-borsa-della-saudita-Aramco-1024x640.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Si avvicina il fatidico momento in cui una delle più grandi società petrolifere al mondo,<a href="https://it.insideover.com/politica/la-vendita-aramco-slitta-ancora-manda-crisi-bin-salman.html"> Aramco</a>, verrà collocata sul mercato internazionale. Tre anni fa era infatti arrivato il primo annuncio ufficiale da parte del re Salman che aveva di fatto creato scompiglio nelle piazze finanziarie di tutto il mondo.</p>
<h2>Il documento di Aramco che non chiarisce le condizioni di vendita</h2>
<p>Con una produzione di circa 10 milioni di barili al giorno, <strong>Aramco</strong> e le sue quote, finora detenute al 100% dal governo saudita, diventano oggetto del desiderio di chiunque voglia investire nel settore petrolifero. L’ora della vendita si avvicina e recentemente è stato pubblicato un prospetto informativo di oltre 600 pagine che avrebbe dovuto fare chiarezza sui dettagli più importanti dell’operazione. Da quanto traspare dalle pagine, ma soprattutto dai commenti dei principali opinionisti del settore, sembra però che il documento abbia disatteso le aspettative.</p>
<p>Come riportato da <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/saudi-aramco-offre-05percento-azioni-investitori-retail-ACecVyx">Il Sole 24 ore</a> non c’è infatti ancora chiarezza su due aspetti fondamentali legati all&#8217;operazione di Aramco: le quote che saranno destinate al mercato internazionale e il valore stabilito per la loro vendita. Secondo alcune indiscrezioni sembrerebbe che sia invece già fissata la quota da vendere sul mercato locale saudita, che si aggirerebbe tra l’1 e il 3% del totale della società. Un’importante fetta del valore massimo di 60 miliardi di dollari che rimarrebbe quindi all’interno del territorio saudita.</p>
<p>Sulle quote rimanenti da vendere e sul loro effettivo valore continua ad esserci un grande mistero. In passato il principe ereditario <strong>Mohamed bin Salman</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/kushner-salman-aramco-gli-strani-intrecci-washington-riyad.html">aveva fissato la quota totale</a> di valore della società alla portentosa cifra di 2 mila miliardi di dollari. Una somma da capogiro non ritenuta credibile dalla maggioranza degli esperti.</p>
<h2>Tutti i rischi legati alla vendita di Aramco</h2>
<p>A dispetto di tutte queste omissioni, ciò che emerge dal documento è tuttavia l’imminenza dell’operazione, che dovrebbe comunque concludersi entro la fine dell’anno. Dicembre sarà quindi decisivo in questo senso, anche in vista del vertice Opec di Vienna previsto per il 5 dello stesso mese. Quello che continua a emergere da quest’operazione è però il clima di incertezza che contraddistingue il regno saudita in questo particolare momento storico. Una debolezza che diventa chiara anche tra le pagine del documento informativo su Aramco, dove sono <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-11-09/key-facts-and-risks-revealed-by-saudi-aramco-in-ipo-prospectus?srnd=premium-middle-east">elencati</a> una serie di fattori di rischio legati al settore petrolifero, alla domanda e all’offerta.</p>
<p>In cima a questa lista compare in maniera emblematica il rischio di attentati terroristici, con esplicito riferimento all’episodio dello scorso 14 settembre, durante il quale raffinerie saudite subirono un pesante attacco da parte della resistenza Houthi yemenita. Un altro aspetto enfatizzato tra i fattori di rischio è il cambiamento climatico che “potrebbe ridurre la domanda mondiale di idrocarburi”.</p>
<h2>Il fallimento dei piani di casa Saud</h2>
<p>Sembrerebbe quindi che attraverso questo curioso vademecum casa Saud voglia avvertire i possibili clienti futuri di Aramco e quasi scoraggiarli dall’acquisto di quote della società. Perchè? Con buona probabilità i piani e le previsioni fatte tre anni fa da re Salman e dal principe Mbs sono stati sovvertiti dagli ultimi eventi geopolitici: la vittoria definitiva degli sciiti in Siria, il ritiro progressivo delle truppe americane dal Medio Oriente e la continua resistenza yemenita hanno fiaccato il morale e le risorse finanziarie saudite.</p>
<p>La vendita di Aramco voleva essere un’occasione per casa Saud per emanciparsi definitivamente dall’unica fonte di ricchezza data dal petrolio e avviare così il programma <strong>Vision 2030</strong>. Un programma ambizioso che però avrebbe avuto bisogno di un diverso contesto regionale e soprattutto di un regno forte politicamente ed economicamente. I nuovi equilibri mediorientali potrebbero aver chiamato i Salman ad una maggiore prudenza e a cercare di limitare la perdita di quote di Aramco, soprattutto verso clienti internazionali e potenzialmente meno affidabili. L’Arabia Saudita non è ancora pronta per abbandonare quella che finora è stata la sua unica fonte di ricchezza: il petrolio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/aramco-pronta-alla-vendita-a-casa-saud-regna-lincertezza.html">Aramco pronta alla vendita? A casa Saud regna l&#8217;incertezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Arabia Saudita, ucciso in una sparatoria &#8220;l&#8217;angelo custode&#8221; di re Salman</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-ucciso-in-una-sparatoria-langelo-custode-di-re-salman.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanna Pavesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 15:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-1024x598.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo chiamavano &#8220;il custode del re&#8221;: appariva in tutte le immagini in cui erano presenti i membri della casa reale, proprio perché di quella famiglia era come un&#8217;ombra, che li seguiva e, di fatto, li proteggeva. Ma qualche ora fa, il generale Adbulaziz al Fagham, guardia del corpo personale del sovrano saudita Salman, è stato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-ucciso-in-una-sparatoria-langelo-custode-di-re-salman.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1121" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/LP_10393082-1024x598.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo chiamavano &#8220;il custode del re&#8221;: appariva in tutte le immagini in cui erano presenti i membri della casa reale, proprio perché di quella famiglia era come un&#8217;ombra, che li seguiva e, di fatto, li proteggeva. Ma qualche ora fa, il generale <strong>Adbulaziz al Fagham</strong>, guardia del corpo personale del sovrano saudita<strong> Salman</strong>, è stato ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco a Gedda, in circostanze ancora non del tutto chiarite. La televisione di Stato saudita avrebbe descritto la causa della morte come una &#8220;disputa personale&#8221; con una persona di sua conoscenza.</p>
<h2>Il fatto</h2>
<p>Il generale al Fagham non era soltanto una guardia del corpo, ma in Arabia Saudita rappresentava un volto molto popolare del regno, dove episodi di questo genere accadono molto raramente, visto che la legge islamica prevede la pena capitale per<strong> assassini</strong> e <strong>trafficanti di stupefacenti</strong>. In base alle prime ricostruzioni, a sparare, secondo i media locali, sarebbe stato un suo amico, che avrebbe ferito anche un&#8217;altra persona e un impiegato filippino. Le forze di sicurezza avrebbero, però, risposto al fuoco (uccidendo l&#8217;aggressore) e in totale cinque agenti sarebbero rimasti feriti nello scontro.</p>
<h2>Una strana sparatoria</h2>
<p>Secondo quanto riportato dal <em>Corriere della sera</em>, al Fagham sarebbe stato assassinato da una persona di sua conoscenza, <strong>Mahmoud al Ali</strong>. Il fuoco, l&#8217;uomo, lo avrebbe aperto due volte e durante la seconda sparatoria, il presunto omicida avrebbe affrontato elementi della scorta. Fatto rarissimo. Ma l&#8217;opposizione avrebbe inquadrato l’incidente come un fallito attentato al sovrano Salman.</p>
<h2>Le falle della sicurezza interna</h2>
<p>In passato episodi simili e mai del tutto chiariti, legati alla sicurezza della famiglia reale, e gli attacchi agli impianti petroliferi (poi rivendicati dal gruppo di<strong> ribelli sciiti Houthi</strong> e da alcuni attribuiti all&#8217;Iran) hanno dimostrato alcune lacune all&#8217;interno del sistema di difesa del Paese (nonostante la spesa ingente per la difesa, sia della famiglia, sia dei giacimenti).</p>
<h2>Al Fagham, &#8220;l&#8217;angelo custode&#8221;</h2>
<p>La morte della guardia del corpo dei Salman non ha dimostrato soltanto un eventuale problema legato alla sicurezza della famiglia reale. Il generale era molto più di un sistema di difesa: è sempre stato una presenza fissa al fianco dei re, accompagnandoli praticamente ovunque, dalle visite di Stato agli appuntamenti meno formali. In aereo, nei palazzi, ai vertici con i leader mondiali, nelle azioni quotidiane.</p>
<h2>La morte del generale che porta (altre) brutte notizie</h2>
<p>Ma alla corte saudita, il decesso della guardia del corpo del re arriva insieme ad altre notizie che, se verificate, potrebbero significare un <strong>deterioramento</strong> della tenuta (pressoché assoluta) del regno. Almeno al momento. Perché è notizia di queste ore quella che vede l&#8217;annuncio da parte dei ribelli sciiti Houhti della cattura, nello Yemen, di 2mila soldati sauditi. La prova? La diffusione di un video dove si vedono diversi prigionieri, armi, munizioni e blindati distrutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/arabia-saudita-ucciso-in-una-sparatoria-langelo-custode-di-re-salman.html">Arabia Saudita, ucciso in una sparatoria &#8220;l&#8217;angelo custode&#8221; di re Salman</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Libia, Haftar finanziato dai Saud per andare verso Tripoli</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/libia-haftar-finanziato-dai-saud-per-andare-verso-tripoli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 08:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Riad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dagli Usa arrivano importanti conferme su quello che già da giorni viene ipotizzato da più parti, ossia che dietro la mossa di Khalifa Haftar di avanzare su Tripoli vi siano i sauditi e, in particolare, l’interessamento manifestato da Riad per il dossier libico. A svelare i dettagli di questa operazione è il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense cita fonti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-haftar-finanziato-dai-saud-per-andare-verso-tripoli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-haftar-finanziato-dai-saud-per-andare-verso-tripoli.html">Libia, Haftar finanziato dai Saud per andare verso Tripoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20190410193427_29016421-1-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dagli Usa arrivano importanti conferme su quello che già da giorni viene ipotizzato da più parti, ossia che dietro la mossa di Khalifa Haftar di avanzare su Tripoli vi siano i sauditi e, in particolare, l’interessamento manifestato da Riad per il dossier libico. A svelare i dettagli di questa operazione è il Wall Street Journal. Il quotidiano statunitense cita fonti saudite e fa riferimento ad alcuni recenti episodi, che mostrerebbero un asse sempre più forte tra Bengasi e Riad sviluppatosi soprattutto negli ultimi mesi.</p>
<h2>L’articolo del Wall Street Journal</h2>
<p>A firmare il dettagliato reportage del quotidiano Usa, sono i corrispondenti dal medio oriente del Wsj. Secondo i dati da loro raccolti, a partire dal mese di febbraio vi è un intenso scambio di contatti tra la Cirenaica ed il Golfo. Sono alcune fonti interne a Riad a rivelare ai giornalisti il quasi improvviso aumento di interesse saudita verso la Libia. In generale, il perno della crisi libica dall’inizio del 2019 sembra spostarsi dall’Europa verso il golfo e, in particolare, verso le petromonarchie. In poche parole, l’affaire libico diventa a tutti gli effetti un mero duello interno alla penisola arabica dove, da una parte, vi è il blocco saudita ed emiratino, dall’altro invece quello che fa riferimento al Qatar ed ai Fratelli Musulmani.</p>
<p>Se quest’ultimo sostiene Al Sarraj, il cui governo all’interno ha membri organici alla fratellanza, come detto i sauditi e gli emiratini appaiono dalla parte di Haftar. Ma fin all’inizio del 2019 l’Arabia Saudita mantiene un ruolo più defilato. Poi invece, al contrario, inizia ad interessarsi sempre di più alle sorti del generale della Cirenaica. E così si spiega, secondo il Wall Street Journal, il viaggio di Haftar a Riad dello scorso 27 marzo. In quell’occasione il leader del Libyan National Army incontra Re Salman, lo stesso sovrano che pochi giorni dopo non stringe la mano ad Al Sarraj a Tunisi in occasione del vertice della Lega Araba.</p>
<p>Poi il 4 aprile si scatena l’offensiva di Haftar. Date non affatto casuali: il generale in Arabia Saudita riceve la promessa del pagamento di ingenti somme per affrontare la battaglia di Tripoli e l’appoggio esplicito datogli dal sovrano saudita appare come, di fatto, il disco verde per lanciare l’operazione.</p>
<h2>Lo scontro tra Arabia Saudita e Qatar</h2>
<p>Può dunque essere considerata, quella per la presa di Tripoli, una sorta di battaglia per procura? In realtà è difficile non vedere intrusioni straniere di ogni tipo in Libia in tutti gli otto anni di caos postumo all’uccisione di Gheddafi nel 2011. Paese dalle tante risorse rimasto senza guida, per di più in una posizione strategica nel Mediterraneo, la Libia diventa preda di interessi internazionali con tanti attori che non lavorano certo per riportare la situazione alla normalità.</p>
<p>Dunque non sorprende che Tripoli e l’intera Libia diventino un nuovo teatro di uno scontro tutto interno al mondo arabo. La contesa riguarda l’intero nord Africa, avere proprie zone di influenza in questa regione appare più che mai vitale sia per i sauditi che per il Qatar. I due Paesi sono ai ferri corti a partire dal giugno 2017: in quell’occasione Riad impone un pesante embargo a Doha. La contesa riguarda, per l’appunto, l’influenza dei rispettivi paesi all’interno del mondo arabo. In particolare, il Qatar finanzia i Fratelli Musulmani che sono avvertiti come nemici dalla monarchia saudita e professano un’interpretazione dell’Islam diversa da quella wahabita in vigore tanto a Riad quanto ad Abu Dhabi.</p>
<p>Ecco quindi che dinnanzi alla periferia di Tripoli, a scontrarsi sono milizie che non rappresentano soltanto il proprio gruppo di appartenenza interno al contesto libico, bensì anche due parti in lotta per contendersi le rispettive zone d’influenza del mondo arabo. Ed Haftar dunque, nel decidere di intraprendere l’avanzata verso Tripoli, appare pesantemente influenzato dai petrodollari promessi dai Saud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/libia-haftar-finanziato-dai-saud-per-andare-verso-tripoli.html">Libia, Haftar finanziato dai Saud per andare verso Tripoli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La famiglia Kashoggi in silenzio. E i Saud regalano ville ai figli</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-famiglia-kashoggi-in-silenzio-e-i-saud-regalano-ville-ai-figli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 14:46:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="927" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sul caso Kashoggi, come detto anche nei giorni scorsi, da qualche mese a questa parte in tanti sia a Washington che a Riad provano a stendere un velo. Se ne parla poco, l’inchiesta condotta sia in Turchia, visto che il barbaro omicidio del giornalista avviene il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul, sia in Arabia Saudita &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-famiglia-kashoggi-in-silenzio-e-i-saud-regalano-ville-ai-figli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-famiglia-kashoggi-in-silenzio-e-i-saud-regalano-ville-ai-figli.html">La famiglia Kashoggi in silenzio. E i Saud regalano ville ai figli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="927" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-768x475.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LAPRESSE_20181202225543_27905943-1024x633.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sul caso Kashoggi, come detto anche nei giorni scorsi, da qualche mese a questa parte in tanti sia a Washington che a Riad provano a stendere un velo. Se ne parla poco, l’inchiesta condotta sia in Turchia, visto che il barbaro omicidio del giornalista avviene il 2 ottobre nel consolato saudita di Istanbul, sia in Arabia Saudita non ha lo stesso clamore destato nei giorni immediatamente successivi al fatto. Ciò che più impressiona è il silenzio dei suoi familiari, a partire dai figli. E su questo, come fa notare il Washington Post, potrebbe influire il lauto compenso assegnato loro dal governo di Riad.</p>
<h2>Le ville donate ai figli di Kashoggi</h2>
<p>I Saud, con in testa il sovrano Re Salman, in questi giorni si starebbero adoperando per assegnare lussuose ville a Gedda ai figli di Kashoggi. Lo rivela, come detto, quello stesso Washington Post dalle cui colonne il giornalista ucciso lancia inchieste contro il principe ereditario Mohammad Bin Salman. In particolare, Salah, Abdullah, Noha e Razan, i due figli e le due figlie di Kashoggi, ricevono una lussuosa villa a testa in quella Gedda che rappresenta una delle città più importanti del regno. Il valore di ciascuna di queste ville è di quattro milioni di dollari. A questo, occorre aggiungere che sia i figli che le figlie del giornalista ucciso ad Istanbul ogni mese riceverebbero, sempre secondo il Wp, un assegno da diecimila Dollari al mese.</p>
<p>Lauti indennizzi quindi, con i quali i Saud anche all’estero provano a rifarsi un’immagine dopo il clamore mediatico suscitato dall’assassinio di una voce fuori dal coro rispetto all’ascesa di Mohammad Bin Salman. Soldi e regali che arrivano mentre intanto il processo saudita procede a fari spenti: il 3 gennaio scorso per 5 degli 11 accusati di aver pianificato e realizzato l’omicidio, viene chiesta la pena di morte. Ma in tanti, anche all’interno della famiglia reale, sono convinti che in realtà le indagini mirino unicamente a mascherare le responsabilità del principe ereditario incriminando soltanto coloro che, in quel tragico 2 ottobre, eseguono materialmente degli ordini partiti dall’alto.</p>
<h2>Semplice carità o soldi dati in cambio del silenzio?</h2>
<p>Andando a leggere le cronache degli ultimi mesi, le voci che si levano contro il brutale omicidio Kashoggi sono o di attivisti sauditi all’estero, oppure di organizzazioni ed associazioni internazionali che da anni denunciano la deriva sempre più assolutistica dell’Arabia Saudita da quando Mohammad Bin Salman diventa l’uomo forte del paese. Tra queste voci però, non ci sono quelle dei figli. Si potrebbe pensare ad una paura per eventuali ritorsioni nei loro confronti da parte dei Saud, ma in realtà tre dei quattro figli vivono stabilmente negli Usa e soltanto il primogenito abita in Arabia Saudita. Ecco perché in tanti oramai iniziano a chiedersi il motivo di così tanto silenzio.</p>
<p>C’è davvero il lauto corrispettivo erogato verso la famiglia Kashoggi dietro questo silenzio? I figli avrebbero realmente rinunciato alla verità per la morte del padre in cambio di una villa a testa? Il Washington Post, nel reportage in cui si occupa di questa vicenda, intervista un ex funzionario saudita. Ed è proprio lui a descrivere quelle che sono le usanze di Riad quando occorre pagare degli indennizzi: “I pagamenti fin qui effettuati – spiega l’ex funzionario – Sono in linea con la pratica del Regno di fornire un sostegno finanziario alle vittime di violenze criminali o calamità naturali”. Nulla di nuovo dunque. Kashoggi è morto per una grave violenza a lui perpetuata e di conseguenza, anche se voce critica verso il regno, i suoi familiari hanno diritto ad importanti indennizzi. Almeno questa è la ricostruzione della vicenda spiegata dall’ex funzionario: “Tale sostegno è parte del nostro costume e della nostra cultura – continua la persona contattata dal Wp– Non è collegato a nient’altro”.</p>
<p>Intanto però il silenzio continua ugualmente ad apparire strano. Se il governo saudita offre indennizzi ai familiari della vittima, allora vuol dire che implicitamente riconosce una qualche responsabilità. Oppure ancora, che il governo e Mohammad Bin Salman in persona hanno il terrore dell’emergere di qualche scomoda verità. Perché dunque dagli stessi figli non arriva la richiesta, partendo da questo presupposto, di avviare indagini più dettagliate? Se anche a Washington membri dell’amministrazione di  Donald Trump disconoscono la versione ufficiale dell’alleato saudita, a maggior ragione perché la famiglia (che in gran parte abita fuori dal regno) non alza la voce in questa direzione? Dubbi su dubbi, che non trovano (e forse non troveranno mai) risposte. Ma che, al tempo stesso, mettono in risalto in ogni caso un silenzio, quale quello della famiglia Kashoggi, che ad oggi fa ancora più rumore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-famiglia-kashoggi-in-silenzio-e-i-saud-regalano-ville-ai-figli.html">La famiglia Kashoggi in silenzio. E i Saud regalano ville ai figli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le mani dell’Arabia Saudita sulla Libia, Haftar vola a Riad</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 15:50:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7822307-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7822307-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7822307-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7822307-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_7822307-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
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<h2>Haftar ricevuto da Re Salman</h2>
<p>Già nei giorni scorsi il sito AddressLibya annuncia la possibilità di una visita dell’uomo forte della Cirenaica in Arabia Saudita. Anche se i Saud ufficialmente mantengono un profilo basso sul dossier libico, in realtà i contatti tra Haftar e Riad appaiono molto forti ed importanti. In primo luogo perché il generale è appartenente alla confraternita madkhalita, un ramo del sunnismo originato proprio in Arabia Saudita e diffusosi in Libia quando l’ex rais Gheddafi vede in questa setta un antidoto alla Fratellanza Musulmana. In secondo luogo, i sauditi non hanno certo intenzione di rimanere neutrali in uno scenario delicato e strategico, quale quello libico.</p>
<p>Il volo che da Bengasi porta per poche ore Haftar a Riad arriva forse inatteso, ma non è affatto una sorpresa. A Riad, come riporta AgenziaNova, l’aspirante comandante dell’esercito libico tiene un incontro con Re Salman. Non certo un bilaterale di poco conto: raramente il sovrano, che negli anni dona al figlio Mohammad Bin Salman di fatto la gestione del paese e la cura dei rapporti internazionali, riceve autorità straniere o presenzia ad incontri internazionali. Una delle poche volte in questi anni accade quando Re Salman va al Cremlino direttamente da Putin ed a Gedda, quando l’anziano regnante assiste a settembre alla firma dell’accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea.</p>
<p>In un comunicato dall’agenzia Spa, l’agenzia ufficiale del governo saudita, si parla di un incontro cordiale dove ad Haftar viene ribadito, da parte di Re Salman, il sostegno ad un futuro di “pace e sicurezza in Libia”.</p>
<h2>Lo scontro tra petromonarchie sullo sfondo</h2>
<p>Ma c’è anche un altro motivo per il quale i sauditi si rendono particolarmente attivi in Libia e, in particolare, nell’appoggio offerto a Khalifa Haftar. Dopo il vertice di Abu Dhabi, si registra un certo aumento dell’attivismo sul dossier libico da parte del Qatar. Lo stesso Al Sarraj, premier più volte accusato di essere “in odore” di fratellanza musulmana o comunque appoggiato da gruppi legati all’Islam politico, si reca a Doha dagli Al Thani dopo la stretta di mano con Haftar. Stesso discorso vale per il presidente dell’Alto Consiglio di Stato di Tripoli, Khaled Al Meshri. La diplomazia del piccolo emirato appare preoccupata di un ridimensionamento del proprio ruolo in Libia, a sua volta affidato alla galassia dei Fratelli Musulmani presenti nel paese nordafricano.</p>
<p>Il Qatar, assieme alla Turchia, è primo finanziatore dei Fratelli Musulmani in tutto il mondo arabo. E la propria influenza in Libia passa proprio dal rafforzamento della fratellanza, messa però in discussione soprattutto dopo il vertice di Palermo. Da qui le mosse di Doha che prova ad evitare il ridimensionamento dei propri attori e le successive contromosse saudite. Un confronto a distanza, quello tra gli Al Thani ed i Saud, che dunque potrebbe ripetersi anche in Libia. Le due casate che rappresentano i due rispettivi paesi sono in contrasto dal giugno 2017, da quando cioè l’Arabia Saudita mette in piedi un pesante embargo contro il Qatar, adesso si contendono anche il futuro della Libia. E se Doha aumenta il proprio sostegno alla fratellanza musulmana, allora da Riad si risponde rinsaldando i legami con Haftar.</p>
<p>Quest’ultimo, alla luce degli intrecci e degli incroci insiti sul terreno di scontro tra le due petromonarchie, diventa a questo punto sempre più quasi un “alleato naturale” dello monarchia saudita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-mani-dellarabia-saudita-sulla-libia-haftar-vola-a-riad.html">Le mani dell’Arabia Saudita sulla Libia, Haftar vola a Riad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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