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	<title>Petro Poroshenko Archives - InsideOver</title>
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	<title>Petro Poroshenko Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;Ucraina come cavia della Nato? Diamo un&#8217;occhiata da vicino al progetto UNITE</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-come-cavia-della-nato-diamo-unocchiata-da-vicino-al-progetto-unite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 05:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nato finanzia nuovi progetti, elaborati con aziende ucraine, nel campo dei  droni. Sfruttando le amare esperienze dei combattenti ucraini. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1371" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1024x731.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-768x548.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-1536x1097.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/ucraina-6-600x428.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In questi giorni si è molto parlato del programma <strong>UNITE-Brave Nato,</strong> ovvero dell&#8217;iniziativa congiunta di Nato e Ucraina (vedremo tra poco meglio la parte di Kiev) per produrre armamenti innovativi nel campo della difesa dai droni e dell&#8217;offesa con i droni. In realtà l&#8217;iniziativa era stata annunciata già a fine 2025 e il ri-esploso interesse dipende probabilmente dal fatto che ora si sta passando ai fatti, con denari veri da investire (10 milioni in una prima fase, che possono crescere fino a 50), <strong>condizioni precise per partecipare </strong>e obiettivi definiti: di fatto, garantire una migliore difesa aerea all&#8217;Ucraina per poi trasferire il know how maturato all&#8217;Alleanza Atlantica. <strong>Che il progetto contenga (anche) un senso di urgenza per le sorti dell&#8217;Ucraina risulta evidente</strong> dai primi temi proposti alle aziende che vorranno farsi avanti con i loro progetti: Sistemi di difesa attiva contro i droni, sistemi avanzati e sostenibile contro gli Shahed, Supporti elettromagnetici per Sigint, Tecnologie elettromagnetiche di attacco contro i droni. La parola &#8220;Russia&#8221; non figura ma è più che superflua. L&#8217;iniziativa prevede che qualunque progetto in cerca di finanziamento sia presentato da un&#8217;azienda ucraina insieme con una appartenente a un Paese Nato: un modo per incentivare la collaborazione, sostenere l&#8217;industria della difesa ucraina e garantire un fluido trasferimento di conoscenze e competenze. </p>



<p>Da un lato c&#8217;è la NATO, attraverso la Direzione per l&#8217;innovazione. Dall&#8217;altro , per l&#8217;Ucraina, il ministero della Trasformazione digitale (quello in cui ha lavorato con ottimo risultati il ministro <strong>Mychaylo Fedorov,</strong> poi passato al ministero della Difesa da dove è stato silurato in sei mesi) e quello della Difesa, travagliato dai ripetuti scandali di corruzione. Ma in realtà, e per fortuna della Nato e dell&#8217;Ucraina, <strong>il protagonista principale sarà Brave1</strong>, ovvero il cluster creato dal governo ucraino per accompagnare lo sviluppo di start up innovative e aziende del settore della Difesa. <strong>Sono ormai 2.500 le compagnie rappresentate nel cluster, </strong>di cui 500 specializzate nel settore dei droni aerei, 200 in quello dell&#8217;IA, 300 nel settore ELINT e così via. Brave1 è stata forse la più riuscita tra le iniziative di Fedorov che, apprestandosi a lasciare il ministero della Trasformazione digitale, aveva rimescolato gli incarichi, affidando le cariche direttive ad alcuni dei suoi più fidati collaboratori. <strong>Viktor Rudenko</strong>, una lunga esperienza nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e poi, dopo l&#8217;invasione russa, nella tecnologia dei droni e della guerra elettronica, era diventato capo dell&#8217;I<em>nnovation Development Fund</em>, la cassaforte di Brave1. <strong>Andriy Hrytseniuk</strong>, un esperto delle tecnologie digitali applicate al settore bancario, era diventato direttore esecutivo di Brave1. E <strong>Irina Zabolotnaya</strong>, cresciuta all&#8217;interno del ministero per la Trasformazione digitale, era diventata vice-capa I<em>nnovation Development Fund </em>con delega ai rapporti internazionali. È lei, quindi, la prima interfaccia della NATO per UNITE-Brave NATO. </p>



<p>C&#8217;è l&#8217;impronta di Fedorov, dunque, in tutto questo. E il fatto che il suo posto che ministro della Trasformazione digitale sia andato a <strong>Oksana Ferchuk</strong>, già sua vice, conferma quanto peraltro non era stato difficile capire: non era il lavoro di Fedorov a non andare bene a Zelensky, ma piuttosto la sua personalità e la sua crescente personalità. </p>



<p>La NATO, che finanzia il tutto, non fa mistero di aver tutta l&#8217;intenzione di mettere a profitto l&#8217;esperienza a duro prezzo maturata fin qui dall&#8217;Ucraina in un settore, quello della guerra dei droni e della guerra contro i droni, che ha cambiato e sta ancora cambiando molte delle strategie della guerra contemporanea. Il proposito ha una sua logica. NATO e Ucraina hanno molto investito nella loro relazione fin dai tempi del presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>. L&#8217;Ucraina è sottoposta a una prova durissima dalla pressione militare russa e la NATO è coinvolta nel conflitto, anche se non ha schierato le proprie truppe sul campo di battaglia. Considerato che <strong>dal 2022, dal vertice di Madrid, </strong>in seguito all&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina la Russia è giudicata dalla NATO &#8220;la minaccia più significativa a diretta&#8221; per i Paesi dell&#8217;Alleanza, l&#8217;idea di sfruttare la circostanza drammatica della guerra per approntare migliori difese future può sembrare razionale.</p>



<p>Ci sia consentito, però, avere anche un dubbio. Non è che la NATO sta approfittando (dire &#8220;speculando&#8221; sarebbe troppo) del sacrificio dell&#8217;Ucraina? Le aziende NATO che dovessero veder finanziati i propri progetti farebbero forse cosa emerita per la difesa presente e futura dell&#8217;Europa ma <strong>difficilmente sarebbero spinte a far finire il più presto possibile la guerra in corso. Loro, con la guerra, ci guadagnerebbero. Con la pace ci rimetterebbero. O no?</strong> </p>



<p>Secondo dubbio. <strong>Qual è, esattamente, il futuro che immaginiamo per l&#8217;Ucraina? </strong>Anche se tutti pensano solo a inventare o comprare nuove armi, diamo per scontato che il desiderio prevalente sia quello di far finire la guerra. E poi? La sensazione è che siano anche troppi quelli che pensano che <strong>l&#8217;Ucraina di domani sia destinata a diventare uno &#8220;Stato porcospino&#8221;</strong>, piazzata nel cuore dell&#8217;Europa e riempita di armi per tenere a bada i russi per la nostra tranquillità. E se nel frattempo gli ucraini, con le loro truppe e i loro servizi di intelligence, ci tolgono qualche castagna dal fuoco in giro per il mondo (nel Sahel, per esempio, dove i francesi sono stati presi a calci nel sedere, o in Libia), tanto di guadagnato. </p>



<p> Somiglia molto, questa prospettiva, al modo in cui Israele è stato piazzato in Medio Oriente per fare gli interessi prima degli inglesi e degli Usa. Come sia finita da quelle parti lo sappiamo: prima gli ebrei del nascente Israele si sono liberati degli inglesi e ora lo Stato ebraico di interessi fa i propri, piaccia o no agli Usa. <strong>Se domani finisse così anche con l&#8217;Ucraina in Europa non potremmo poi lamentarci troppo.</strong> Perché avevamo un esempio lampante davanti agli occhi. E perché gli ucraini avrebbero tutto il diritto, alla lettera guadagno sul campo, di non farsi sfruttare da noi.</p>



<p>A prescindere dal fatto che in Medio Oriente </p>



<p></p>



<p><strong>Riferimenti </strong></p>



<p>Per il bando di UNITE-Brave Nato: https://unite-brave-nato.brave1.tech. Per la NATO: https://www.ncia.nato.int/business/procurement/current-opportunities/42534805</p>



<p>Per Brave1: https://brave1.gov.ua/en/about</p>



<p>Per i nuovi dirigenti di Brave1: https://mezha.net/eng/bukvy/leadership-changes-boost-ukraine-s-defense-tech-and-startup-innovation/</p>



<p>Per il vertice NATO di Madrid 2022: https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2022/06/29/madrid-summit-declaration</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-come-cavia-della-nato-diamo-unocchiata-da-vicino-al-progetto-unite.html">L&#8217;Ucraina come cavia della Nato? Diamo un&#8217;occhiata da vicino al progetto UNITE</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina 2022-2026 &#8211; Zelensky, il presidente della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2026-zelensky-il-presidente-della-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="zelensky" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/zelensky-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Volodymyr Zelensky è da quattro anni il politico più noto al mondo. Un'esperienza unica, da analizzare secondo lo stratega e il tattico.</p>
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<p><strong>Volodymyr Oleksandrovych Zelensky</strong>, 48 anni, dal 2019 presidente dell&#8217;Ucraina, è sicuramente uno dei, se non il, politico più noto al mondo. Altrettanto sicuramente è il politico più apprezzato in Occidente, sicuramente più dei vari Trump, Merz, Starmer, Macron. E per finire, è tuttora il politico di cui gli ucraini si fidano di più: <a href="https://it.insideover.com/politica/per-gli-ucraini-zelensky-e-ancora-il-comandante-non-si-vota-finche-lui-non-firma-la-pace.html#google_vignette">ne abbiamo già parlato su InsideOver</a>, il suo <em>rating</em> è tuttora largamente positivo (59% di fiducia, 35% di sfiducia, e una zona grigia del 6%, in linea con le rilevazioni degli ultimi sette-otto mesi) e resta lui l&#8217;uomo di cui gli ucraini più si fidano per portare a conclusione la guerra.</p>



<p>Potrebbe sembrare una contraddizione in termini: questo è l&#8217;inverno più duro per l&#8217;Ucraina tutta e la sua gente, con il gelo e il buio per migliaia di famiglie a causa dei bombardamenti russi e una pressione al fronte che le forze armate di Kiev non riescono a rovesciare. Eppure c&#8217;è una logica in tutto questo, perché Zelensky, il famoso attore e giovane milionario che secondo i più non poteva essere anche un politico, <strong>si è mostrato politico astuto e manovriero. In una formula: non un grande stratega ma un eccellente tattico.</strong> E questa sua punto forte è emerso proprio in occasione della guerra innescata dall&#8217;invasione russa del 2022. </p>



<p>Se uno ripercorre la presidenza Zelensky PRIMA dell&#8217;invasione (2019-2022), fatica a trovarvi successi. Zelensky è il presidente che, appena eletto, nomina un governo di giovani e intransigenti tecnocrati e poi lo liquida in tre mesi, per scegliere <strong>Denis Shmyhal</strong> come primo ministro, ovvero affidando il Governo a un ex dirigente dell&#8217;oligarca dell&#8217;energia (e di molto altro) <strong>Rinat Akhmetov</strong>. Il presidente che PRIMA dell&#8217;invasione cambia quattro ministri della Difesa e durante la pandemia del Covid-19 avvicenda cinque ministri della Salute, finendo con l&#8217;Ucraina che ha il record negativo in Europa di popolazione vaccinata (35%). È il presidente degli imbarazzi con Trump e Biden. Il leader che viene trionfalmente eletto nel 2019, trionfalmente confermato nelle elezioni politiche che si svolgono due mesi dopo la sua elezione <strong>(Servo del Popolo, il suo partito, ottiene la maggioranza assoluta dei 450 seggi del Parlamento monocamerale ucraino)</strong> e clamorosamente sconfessato già un anno dopo quando, alle elezioni locali, i candidati di Servo del Popolo sono battuti ovunque, da Nord a Sud, da Est a Ovest, capitale Kiev compresa. </p>



<p>A fine 2021, poco prima dell&#8217;invasione russa, già si parla di possibili elezioni presidenziali anticipate. <strong>L&#8217;Istituto internazionale di Sociologia di Kiev certifica che l&#8217;approvazione per Zelensky è scesa al 24,7%</strong>. E il Razumkov Center, che invece studia gli &#8220;antirating&#8221;, certifica che, quando si chiede ai potenziali elettori, quale sia il candidato che comunque non voterebbero (al di là di quello che voterebbero), è Zelensky a guidare la classifica. Per finire, i <strong>Pandora Papers</strong> rivelano che Zelensky dispone di un&#8217;ampia rete di società <em>off-shore</em> costituita e gestita da persone a lui vicine che nel frattempo hanno ricevuto incarichi di governo o nelle agenzie di sicurezza. A questa fase zelenskiana, che mi è sempre parsa fondamentale per capire anche lo Zelensky successivo, ho dedicato il libro <em>Zelensky &#8211; L&#8217;uomo e la maschera</em> (Meltemi Editore).</p>



<p>Però il 24 febbraio arrivano i russi e Zelensky ha il colpo di genio (e di coraggio) che cambia tutto: invece di fuggire in Polonia per formare a Varsavia un Governo in esilio, come gli consigliano anche gli americani, <strong>resta a testa alta a Kiev a guidare la resistenza. </strong>Una mossa che sorprende e stimola anche gli Usa e l&#8217;Europa, fin lì caldi soprattutto a parole, e galvanizza gli ucraini. In quei primi mesi di guerra il <em>rating</em> di Zelensky vola oltre il 90%, a testimonianza di un fatto indubbio: l&#8217;ex divo del varietà ha conservato la capacità di toccare le corde  giuste del suo &#8220;pubblico&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nodi della guerra e della pace</h2>



<p>La volontà degli ucraini è chiarissima: non cedere neanche un millimetro. Zelensky lo capisce e la indirizza. I russi, che credevano di poter dare una spallata e farlo cadere, devono arretrare. L&#8217;Occidente esulta, comprensibilmente. Dimenticando però che quello ucraino è, già in quel momento, il più forte e combattivo d&#8217;Europa. Per colpa del lungo conflitto a bassa intensità nel Donbass (2014-2022) e per merito del predecessore di Zelensky, <strong>Petro Poroshenko</strong>, che aveva investito fino al 6% del Pil nelle forze armate (e l&#8217;Ucraina, con la Moldavia, era il Paese più povero d&#8217;Europa) e aveva molto lavorato per far crescere la collaborazione conta Nato.</p>



<p>Da lì in avanti, di nuovo, bisognerebbe distinguere tra lo stratega e il tattico. Il primo ha forse perso delle occasioni, soprattutto quando la Russia, mancato il primo capo del KO, dopo i primi mesi di guerra si era disposta al negoziato. In malafede? Chiedendo troppo? Questo è quanto dicono Zelensky e gli occidentali. Ma dopo quattro anni di guerra l&#8217;equazione non è cambiata: <strong>i nodi sono sempre il Donbass, la Nato, la centrale di Zaporizhzhya, proprio come quattro anni fa. </strong>Il Cremlino non si è spostato di un millimetro. E nel frattempo l&#8217;Ucraina ha dovuto affrontare distruzioni e perdite che forse (forse, nessuno può esserne certo) potevano essere minori e per le quali potrebbe cessare di esistere, anche e soprattutto dal punto di vista demografico (attuale tasso di natalità: meno di un figlio per donna). Sempre parlando di tattica: silurare il generale <strong>Valery Zaluzhny</strong> dopo la fallita offensiva del 2022-2023 (lanciata e fallita anche perché inquinata dai bisogni &#8220;politici&#8221; di Zelensky e dei suoi) non è certo stato con colpo di genio.</p>



<p>Il tattico, però, è stato ammirevole. Zelensky è sempre riuscito a giocare tra Usa ed Europa, sfruttando l&#8217;interesse globale degli uni (contrastare la Russia e dividerla per sempre dall&#8217;Europa) e la paura dell&#8217;altra, quasi mettendoli in competizione per aiutare l&#8217;Ucraina. <strong>Ancor più quando gli Usa sono cambiati e l&#8217;impegno europeo è diventato il contrappeso al disimpegno americano. </strong>Dopo quattro anni di difficoltà spaventose, Zelensky è riuscito a tenere a bada Trump e, a Davos, con una mano incassare 90 miliardi di prestito Ue e con l&#8217;altra prendere a schiaffoni la stessa Ue, accusandola di non avere gli attributi e di non aiutare abbastanza l&#8217;Ucraina. Un capolavoro. </p>



<p>Questo abbozzo di ritratto può sembrare non troppo generoso per colui che, per milioni di persone non solo ucraine, è l&#8217;eroe del nostro tempo. Ma c&#8217;è una guerra e in questi casi sentimentalismo e tifo non devono trovar posto. <strong>Zelensky ha resistito per quattro anni in condizioni spaventose e sotto pressioni terribili, convogliando l&#8217;attenzione del mondo sulle sorti del proprio Paese. </strong>Comunque l&#8217;abbia fatto, è un merito che nessuno può togliergli. Oggi non dobbiamo chiederci se Zelensky sia stato &#8220;bravo&#8221; o no, perché la risposta può essere solo sì. La vera domanda, oggi, è: il presidente della guerra sarà anche il presidente che gli ucraini vorranno per la pace? O dietro la sagoma di Zelensky si affaccia nella più corpulenta di Winston Churchill? Ci risponderanno, al momento opportuno, gli ucraini.</p>



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		<title>Ucraina e corruzione: Zelensky non convince più la sua gente, lo salvano (per ora) l&#8217;Europa e la guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-e-corruzione-zelensky-non-convince-piu-la-sua-gente-lo-salvano-per-ora-leuropa-e-la-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 21:26:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2-1024x469.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2-768x352.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/ucraina-2-600x275.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Mentre la sua cerchia viene dispersa dalle indagini sulla corruzione, Zelensky non riesce più a essere convincente. </p>
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<p>Come un avvoltoio che scende a cerchi concentrici sulla preda, il &#8220;caso Mindich&#8221; e lo sprofondo di corruzione che esso ha rivelato si avvicina sempre più al presidente <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. L&#8217;ultima novità è stata rivelata dal deputato <strong>Oleksiy Goncharenko </strong>(nel 2019 eletto come indipendente, mentre nel 2014 era stato eletto nel Blocco Poroshenko) e dal giornalista <strong>Volodymyr Boiko</strong> (in passato deputato di Batkivshchyna, il partito di <strong>Julija Tymoshenko</strong>): un documento della NABU (l&#8217;Agenzia nazionale anti-corruzione ucraina) in cui si dice che &#8220;non più tardi del gennaio-febbraio 2025, Timur Mindich, approfittando della situazione creatasi in Ucraina con la legge marziale, della sua amicizia con il presidente Zelensky V. A., dei legami con attuali ed ex alti funzionari degli organi di governo e delle forze dell&#8217;ordine, sfruttando così una notevole influenza all&#8217;interno degli organi di Stato&#8230; ha deciso di arricchirsi illegalmente&#8230; &#8221; eccetera eccetera. </p>



<p>Funzionari in carica, ex funzionari, organi di governo, forze dell&#8217;ordine&#8230; Ce n&#8217;è abbastanza per scatenare, se non proprio una caccia all&#8217;untore, almeno un bel repulisti. Ma soprattutto questa è la prima volta in cui, parlando dello scandalo corruzione, viene fatto apertamente il nome di Zelensky. L&#8217;amico e socio nello studio di produzione Kvartal 95 del grande ladrone Mindich, scappato in Israele appena prima di essere arrestato (e per questo sotto inchiesta da parte della NABU ora c&#8217;è addirittura <strong>Andriy Synyuk</strong>, vice-capo della Procura anti-corruzione-SAP, accusato di aver avvertito Mindich).</p>



<p> È vero che Goncharenko e Boiko vengono dai partiti guidati da due nemici storici di Zelensky, rispettivamente <strong>Petro Poroshenko</strong> e la Tymoshenko. A loro non sarà perso vero di poter attaccare l&#8217;avversario politico. Ma NABU e SAP non c&#8217;entrano, almeno non nel senso di una specifica appartenenza partitica. E i pallet di dollari fruscianti sequestrati ai suoi amici parlano purtroppo assai chiaramente.</p>



<p>Intendiamoci. Un presidente che <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-oggi-lex-vice-premier-in-galera-lex-ministro-della-difesa-in-fuga-la-polizia-sotto-accusa-zelensky-muto.html">deve cacciare due ministri in carica</a> (e non due qualunque: il ministro della Giustizia e la ministra dell&#8217;Energia); vede scappare negli Usa il segretario in carica del Consiglio di Sicurezza (ed ex ministro della Difesa) <strong>Rustem Umarov</strong>; assiste all&#8217;arresto di un suo ex vice premier come <strong>Oleksiy Chernyshov</strong> e alla latitanza di uno dei suoi migliori e più vecchi amici; e si ritrova a Istanbul per trattare con i turchi e gli americani nella speranza di trovare una via d&#8217;uscita dal conflitto e scopre che <strong>Steve Witkoff</strong>, l&#8217;inviato speciale di Donald Trump, rifiuta di incontrare <strong>Andrij Jermak</strong>, il capo dell&#8217;amministrazione presidenziale ucraina, <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-al-tirassegno-della-corruzione-ora-tocca-a-jermak-il-presidente-ombra-di-zelensky.html#google_vignette">considerato l&#8217;anima nera della corruzione ucraina</a>. Ecco, in un Paese normale e in un mondo normale un presidente così sarebbe già stato cacciato a pedate: perché incapace o colluso. Ma l&#8217;Ucraina non è un Paese normale in un mondo normale, è un Paese rovinato dalla guerra che <strong>da quasi quattro anni vede in Zelensky il proprio leader.</strong> In più, Zelensky è appoggiato da forze potenti che assolutamente non vogliono vederlo cadere: in primissima fila l&#8217;Europa, che deve guadagnare tempo per riarmare e mettere una pezza alla crisi economica e quindi ha bisogno che Zelensky, tenace nel resistere alla Russia, resti al suo posto. Non a caso i più diversi Paesi, Italia compresa, proprio in questi giorni hanno detto che continueranno a fornire aiuti militari, e<strong> Ursula von der Leyen</strong> è partita in caccia dei 70 miliardi che servono all&#8217;Ucraina per non tracollare.</p>



<p>Zelensky resisterà. Caccerà qualche malfattore e, semmai, cercherà di andare in qualche modo incontro a quel 69% degli ucraini che chiedono una rapida fine della guerra (vedi Istanbul e Witkoff) e che, comunque, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-loperazione-re-mida-mentre-il-fronte-crollava-gli-amici-di-zelensky-rubavano-a-man-bassa.html">gli attribuiscono la colpa della dilagante corruzione.</a> A lui che, nel 2019, fu trionfalmente eletto presidente anche sulla promessa di sbarrare la strada al malaffare. Ma è chiaro che i suoi spazi di manovra si riducono giorno dopo giorno. Ci sono i problemi al fronte, ovviamente. <strong>Ma se non fosse per la minaccia russa, Zelensky avrebbe poca strada davanti a sé.</strong></p>



<p>Non è un problema di oggi. E nemmeno del luglio scorso, quando tentò di far passare una legge che annullava i poteri di NABU e SAP e fu costretto a ritirarla per le proteste popolari. È il suo problema di sempre, come ha ben scritto in <a href="https://kyivindependent.com/editorial-zelenskys-leadership-crisis-is-threatening-ukraine/">un duro editoriale il Kyiv Independent</a>: &#8220;Il recente scandalo di corruzione nel settore energetico del Paese – il più grande durante il mandato di Zelensky – e sviluppi molto preoccupanti in prima linea hanno evidenziato le debolezze di un sistema di leadership che concentra avidamente il potere, non tollera critiche e giustifica l&#8217;incompetenza in nome della lealtà. <strong>Zelensky ha governato in questo modo da quando ha assunto l&#8217;incarico nel 2019</strong>. Ma ora, a quasi quattro anni dall&#8217;inizio della guerra su vasta scala, <strong>i difetti di questo stile di governo sono così profondi da minacciare la sopravvivenza stessa del Paese.</strong> Le rivelazioni della scorsa settimana sulla corruzione nell&#8217;ambiente del presidente hanno gettato Zelensky e la sua amministrazione in una crisi senza precedenti, ancora in evoluzione. Hanno lasciato la stessa domanda nella mente di tutti: il presidente è stato coinvolto? È la dimostrazione di un processo decisionale suicida e sbagliato a cui Zelensky non si è affrettato a rispondere pubblicamente&#8221;.</p>



<p>Come si vede, una critica radicale allo stile di governo di Zelensky e della sua squadra, a una leadership incurante delle critiche e pronta a premiare la fedeltà più del merito. Incapace, ora, di dissipare i sospetti. Ma non solo. La critica del <em>Kyiv Independent</em> però è ancor più radicale: &#8220;Dopo aver affrontato adeguatamente la crisi a Kiev, Zelensky dovrà rivolgersi a Est. <strong>L&#8217;Ucraina sta per perdere la città di Pokrovsk, e molto altro.</strong> La scorsa settimana, diverse figure di spicco hanno lanciato l&#8217;allarme sullo stato della difesa ucraina, sui recenti rapidi progressi della Russia e su come queste battute d&#8217;arresto derivino da <strong>problemi sistematici nella gestione delle Forze Armate ucraine.</strong> Zelensky e il suo team devono mettere da parte la politica, smettere di proteggere i loro alleati dalle indagini sulla corruzione e concentrarsi sulla sopravvivenza dell&#8217;Ucraina, che inizia sul campo di battaglia&#8221;.</p>



<p>Il messaggio che arriva dall&#8217;opinione pubblica ucraina, quindi, è molto chiaro. Finché dura la guerra Zelensky non può ma DEVE restare al suo posto, emendando dove può il suo stile fallimentare di governo in nome della difesa della patria aggredita e offesa. Ma poi&#8230;  </p>



<p><strong><em>La sorte dell’Ucraina e l’esito della guerra con la Russia sono da sempre al centro degli interessi di InsideOver e dei miei personalmente. Non è solo un questione politica ma un dramma che riguarda tutti noi e il nostro futuro. Continueremo a raccontarlo con tutta la passione e l’attenzione possibile. </em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Fallo con noi, abbonati subito a InsideOver.</a></strong></p>



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		<title>Zelensky, Poroshenko, Klitschko: i patrimoni delle élite ucraine sotto la lente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/zelensky-poroshenko-klitschko-i-patrimoni-delle-elite-ucraine-sotto-la-lente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2025 05:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1367" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Poroshenko e Klitschko." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/poroshenko-klitschko-600x427.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La legge che obbliga gli uomini politici ucraini a rendere pubbliche le denunce dei redditi offre interessanti considerazioni. </p>
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<p>In un Paese attraversato dalla guerra e dalla corruzione endemica, la trasparenza patrimoniale della classe politica è diventata un tema esplosivo. La dichiarazione ufficiale di <a href="https://kyivindependent.com/zelensky-publishes-declaration-of-2024-family-income/">Volodymyr Zelensky</a> rivela <strong>un patrimonio di circa un milione di euro, composto da immobili, conti bancari e beni di lusso.</strong> È il riflesso di un sistema politico dove il benessere personale dei leader è spesso in contrasto con le difficoltà economiche della popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un patrimonio diversificato tra orologi e immobili</h2>



<p>Secondo la sua dichiarazione dei redditi, <a href="https://it.insideover.com/guerra/zelensky-in-crisi-agita-il-fantasma-della-guerra-mondiale-ecco-perche.html">Zelensky </a>possiede ancora molti dei beni accumulati prima di entrare in politica: orologi di lusso firmati Breguet, Rolex, Tag Heuer e Bovet, <strong>oltre a quote in 76 marchi commerciali legati alla sua società di produzione Kvartal 95.</strong> Sul piano immobiliare mantiene un appartamento di 132 m² a Kiev, due posti auto, quote in altri due immobili e un contratto di locazione per un appartamento di 92 m² nel Regno Unito.</p>



<p>I suoi redditi annui ammontano a circa 330.000 euro, provenienti da obbligazioni statali, rendite, canoni di locazione e stipendio presidenziale. La moglie, <strong>Olena Zelenska</strong>, possiede un appartamento in Crimea e un altro a Kiev attraverso una società registrata a Cipro. Insieme, la coppia dispone di circa un milione di euro in attivi finanziari, tra cui 350.000 euro depositati su un conto in Svizzera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’élite politica molto più ricca</h2>



<p>Il patrimonio di Zelensky impallidisce se confrontato con quello di altri esponenti politici di spicco. <strong>Petro Poroshenko</strong>, ex presidente e oligarca, dispone di oltre 125 milioni di euro, una vasta collezione d’arte e una ventina di proprietà immobiliari. Forbes stima la sua fortuna a 1,7 miliardi di euro, gran parte in contanti.</p>



<p>Anche <strong>Vitali Klitschko</strong>, sindaco di Kiev ed ex campione di pugilato, dichiara oltre 2,4 milioni di euro di attivi: tra questi un pianoforte Yamaha del valore di 21.500 euro, orologi da collezione e diverse auto di lusso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza sotto pressione</h2>



<p>Dopo la Rivoluzione di Maidan, l’Ucraina ha introdotto l’obbligo per i funzionari pubblici di pubblicare annualmente una dichiarazione patrimoniale dettagliata. Questa misura, concepita per rafforzare la fiducia pubblica e rispondere alle richieste dei partner occidentali, si scontra tuttavia con la realtà di una classe dirigente abituata a proteggere i propri interessi economici. La guerra con Russia non ha cancellato questo divario: anzi, lo ha reso più visibile. <strong>Le cifre dichiarate dai leader politici alimentano tensioni sociali e politiche</strong>, soprattutto in un contesto in cui la popolazione affronta inflazione, precarietà e sacrifici quotidiani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica del denaro e fiducia internazionale</h2>



<p>La trasparenza patrimoniale non è solo un tema etico ma strategico. I partner occidentali condizionano buona parte degli aiuti militari e finanziari alla capacità di Kiev di garantire controlli efficaci e combattere l’arricchimento illecito delle élite.</p>



<p>Il patrimonio dei principali leader ucraini <strong>racconta così una doppia partita</strong>: quella politica, che si gioca tra trasparenza e sospetti di corruzione, e quella geopolitica, dove la credibilità internazionale diventa una risorsa essenziale quanto le armi e gli aiuti economici. Mentre il Paese continua a combattere sul fronte militare, la fiducia — interna ed esterna — resta un’arma decisiva.</p>



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		<title>I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2025 11:53:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La "fortress belt" ucraina sta cedendo sotto gli attacchi dei russi. Zelensky non ha avuto i Tomahawk e ora vuole trattare.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="pokrovsk" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>&#8220;Disastro russo a Pokrovsk&#8221;. Ventiquattro, quarantotto ore fa i titoli dei giornali italiani era questi. Nelle scorse ore, invece, è arrivata la notizia: <strong>le truppe russe sono arrivate al centro della città e controllano anche la stazione ferroviaria</strong> da cui, solo qualche settimana fa, ancora partivano i convogli. Che la stampa italiana ci prenda di rado e, per di più, porti anche sfortuna agli ucraini è fatto acclarato da tempo. Peccato, perché un altro ambiente informativo avrebbe permesso di capire perché, mentre <strong>gli aiuti militari globali all&#8217;Ucraina nella seconda metà del 2025 sono calati del 57% e quelli europei del 40%</strong> rispetto alla prima metà dell&#8217;anno, il presidente Zelensky chiedeva con tanta insistenza a Donald Trump i missili Tomahawk, e anche perché, non avendoli ottenuti, si è subito detto disponibile al negoziato e persino a un summit trilaterale a Budapest con Trump e <strong>Vladimir Putin</strong>.</p>



<p>Pokrovsk resiste agli assalti dei russi da più di un anno. E non è detto che i difensori ucraini abbiano intenzione di ritirarsi domani dalle residue parte della città che ancora controllano. Di certo, l&#8217;ultimo vero bastione ucraino che si frappone tra l&#8217;esercito russo e la conquista dell&#8217;intera regione di Donetsk (quella di Luhansk è già al 100% sotto il controllo russo) <strong>sta andando in pezzi.</strong> E da lì a Kramatorsk, l&#8217;altra grande città ancora in mani ucraine della regione, ma non munita come Pokrovsk, ci sono solo 80 chilometri.</p>



<p>Quando parliamo di &#8220;bastione&#8221; non intendiamo tanto la singola città ma piuttosto quella che <a href="https://understandingwar.org/research/russia-ukraine/the-critical-importance-of-ukraines-fortress-belt-in-donetsk-oblast/">l&#8217;americano Institute for the Study of War definisce &#8220;fortress belt&#8221;</a>, ovvero la direttrice lunga una cinquantina di chilometri che va da Kramatorsk a Slovyansk a Kostyantynivka a Pokrovsk. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="791" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg" alt="" class="wp-image-490429" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-791x1024.jpg 791w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-232x300.jpg 232w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-768x994.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-1187x1536.jpg 1187w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1-600x776.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Pokrovsk1.jpg 1484w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></figure>



<p><strong>Gli ucraini hanno cominciato a fortificare la zona già nel 2014, ai tempi del presidente Petro Poroshenko</strong>, investendo per anni grandi risorse e usando Pokrovsk e Kostyantynivka come avamposti più strettamente militari e riservando a Slovyansk e Kramatorsk maggiori funzioni di retrovia e centri di rifornimento. Il fatto che prima le milizie filo-russe del Donbass e poi l&#8217;esercito di Mosca nel 2022 non siano riusciti a prendere le città dimostra che l&#8217;opera di difesa è stata piuttosto efficace. La &#8220;fortress belt&#8221;, a sua volta, aveva come avamposti una serie di centri più o meno grandi che hanno molto rallentato, con la loro resistenza, l&#8217;avanzata russa. <strong>Si tratta di Myrnograd, Siversk, Kupyansk, Lyman, Volchansk, Dobropillja, Torezk e altri ancora.</strong> I russi hanno dovuto avvicinarli uno ad uno e combattere duramente per interrompere le strade di collegamento e rifornimento, poi bombardare a tappeto per fiaccare le guarnigioni e insediarsi almeno in parte del tessuto urbano per impedire loro di contrattaccare. Un lavoro faticoso, che ha comportato molte perdite solo in parte limitate dalla furia e dalla precisione dei bombardamenti.</p>



<p>La svolta strategica è avvenuta nel 2023. Ci è già capitato di <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">scrivere proprio in queste pagine</a> che la &#8220;sconfitta&#8221; dell&#8217;Ucraina è stata di non riuscire a impedire che la guerra di movimento si trasformasse in una guerra di logoramento che ovviamente, col tempo (e si ricordino anche le difficoltà nell&#8217;aiuto militare internazionale citate sopra), ha girato le cose a favore della Russia. Nello specifico delle recenti operazioni, <strong>un capitolo importante per i russi è stata la conquista di Chasiv Yar</strong>, nel luglio scorso, un punto sopraelevato (l&#8217;unico dell&#8217;area) da cui hanno potuto coordinare meglio il fuoco delle artiglierie e le incursioni dell&#8217;aviazione. <strong>Si veda la cartina sotto.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="750" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp" alt="" class="wp-image-490441" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-750x1024.webp 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-220x300.webp 220w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-768x1049.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-1125x1536.webp 1125w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2-600x819.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk2.webp 1406w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p>Il lungo sforzo russo, però, alla fine ha pagato. Come il Cremlino aveva previsto, <strong>con il tempo sono emersi tutti i limiti della mobilitazione ucraina</strong>, che magari non scarseggia in armi e denaro ma in uomini sì, ancor più dopo i colpi subiti con la salita invasione della regione russa di Kursk. Tanto che per consolidare il Donbass, il comandante in capo <strong>Oleksandr Syrsky</strong> ha dovuto spostare truppe d&#8217;élite (per esempio il famoso Battaglione Azov) dal fronte Sud a quello Nord, con il risultato che i russi hanno cominciato ad attaccare anche a Sud, nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhya, per mettere l&#8217;esercito ucraino di fronte a un&#8217;alternativa drammatica. <strong>Si veda la cartina sotto</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="904" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp" alt="" class="wp-image-490449" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-1024x904.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-300x265.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-768x678.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4-600x530.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/pokrovsk4.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>A fermare l&#8217;avanzata di Mosca non sono bastati i bombardamenti sulle raffinerie russe, a conferma di quanto a suo tempo sostenuto dal generale <strong>Mark Milley</strong>, comandante degli stati maggiori riuniti Usa durante la prima parte del conflitto, e ribadito da Trump più di recente: una guerra che si combatte per il territorio va vinta sul territorio. E dunque per l&#8217;Ucraina, che non riesce a recuperare territorio e, anzi, pian piano ne perde altro, non è possibile vincere la guerra.</p>



<p>Se Pokrovsk dovesse cadere (e ora pare soprattutto questione non di &#8220;se&#8221; ma di &#8220;quando&#8221;) Putin sarebbe a un passo dalla conquista del Donbass, l&#8217;enorme bacino minerario e industriale che ha sempre dichiarato, anche durante gli incontri con Trump, essere il suo primo obiettivo territoriale.<strong> Da Pokrovsk al punto più lontano verso Ovest del confine amministrativo della regione di Doonetsk corrono solo 65 chilometri</strong>. Da lì, naturalmente, potrebbe anche tentare di spingersi oltre: da Pokrovsk a Dnipro, la quarta città dell&#8217;Ucraina, bastano due ore e mezza di automobile. Vorrebbe farlo? E soprattutto: potrebbe farlo? </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">I russi sono entrati a Pokrovsk, il Donbass sta per cadere e ora Zelensky vuole andare a Budapest</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina fuori dalla Nato? Ecco la &#8220;non vittoria&#8221; della Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-fuori-dalla-nato-ecco-la-non-vittoria-della-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 09:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/russia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>La Russia, per cessare la guerra, chiede che l'Ucraina non entri nella Nato. Ma questo non impedirà comunque che... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-fuori-dalla-nato-ecco-la-non-vittoria-della-russia.html">L&#8217;Ucraina fuori dalla Nato? Ecco la &#8220;non vittoria&#8221; della Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/russia.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="russia" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p><em>Questa è la seconda puntata (di due) di un’analisi della situazione sul campo e dei risultati della guerra derivata dall’invasione russa del 2022. La prima puntata <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">qui.</a></em></p>



<p>Due giorni fa, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-la-russia-e-la-guerra-delle-non-vittorie-gli-obiettivi-mancati-dei-due-contendenti.html">in una precedente puntata</a>, abbiamo provato a spiegare perché quella in Ucraina, più che dalla vittoria di Kiev o di Mosca, è una guerra segnata dalle &#8220;non vittorie&#8221; dell&#8217;una con dell&#8217;altra. <strong>Dell&#8217;Ucraina abbiamo segnalato la più profonda delle &#8220;non vittorie&#8221;</strong>: non aver potuto impedire alla Russia di trasformare una guerra di movimento in una guerra di logoramento, che ha provocato le tre grandi emergenze ucraine attuali: il logorio territoriale, quello demografico e quello finanziario (dei partner). Questa volta proviamo a esaminare quella che, secondo noi, è <strong>la principale &#8220;non vittoria&#8221; della Russia sul piano strategico</strong>. Sul piano tattico, lo abbiamo detto nella prima puntata, la più evidente &#8220;non vittoria&#8221; è stata la mancata conquista di Odessa, che ha impedito la realizzazione del progetto Novorossija.</p>



<p>L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina del 24 febbraio del 2022 non ha nulla a che vedere con il presunto imperialismo innato nella cultura politica russa o le altre farneticazioni con cui la politica e la cultura occidentale, comprensibilmente, hanno cercato di garantirsi il consenso ai sacrifici che il confronto con la Russia ha comportato. L&#8217;invasione e la guerra sono arrivate <strong>in coda a un processo degenerativo delle relazioni tra l&#8217;Occidente a guida Usa e la Russia</strong> durato molti anni e che, non volendo riesumare la famosa e mai chiarita questione delle presunte &#8220;promesse&#8221; fatte a Michail Gorbaciov all&#8217;epoca della caduta del Muro di Berlino (ovvero: la Nato non avanzerà verso Est <a href="https://www.startmag.it/mondo/nato-est/">&#8220;nemmeno di un centimetro&#8221;</a>), ha un punto di svolta negli anni 2007-2008.</p>



<p>Nel 2007 Vladmir Putin, <strong>alla Conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco</strong>, ammoniva i vari Merkel e Hollande dell&#8217;indisponibilità della Russia ad accettare un mondo unipolare a guida americana. <strong>Nel 2008 l&#8217;amministrazione Obama</strong> firma un accordo con la Polonia per dispiegare in territorio polacco missili intercettori e un altro accordo con la Repubblica Ceca per un impianto radar-antimissile. Iniziative che cambiavano l&#8217;equilibrio di sicurezza in Europa, anche se Obama cercava di giustificarle come una difesa contro l&#8217;Iran (!!!), e che come tali furono prese al Cremlino. Nel luglio di quell&#8217;anno il ministero della Difesa russo emanava un comunicato per dire che &#8220;se l&#8217;accordo (con la Repubblica Ceca, n.d.r.) sarà ratificato saremo costretti a reagire non con mezzi diplomatici ma con strumenti tecnico-militari&#8221;. Prima mossa: il dispiegamento di missili Iskander a Kaliningrad. Seconda mossa: la guerra contro la Georgia di <strong>Mikhail Saakashvili</strong>, che annunciava l&#8217;intenzione di portare il suo Paese nella Nato e nella Ue. </p>



<p>Il 5 novembre del 2008 <strong>Dmitrij Medvedev</strong>, nel suo primo discorso da presidente della Federazione Russa, disse: &#8220;Da quello che abbiamo visto negli ultimi anni, la creazione di un sistema anti-missile, l&#8217;accerchiamento della Russia con basi militari, l&#8217;incessante espansionismo della Nato, abbiamo tratto la chiara impressione che <strong>stiano mettendo. alla prova la nostra forza&#8221;</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E diciotto anni dopo&#8230;.</h2>



<p>E poi sappiamo quello che è successo. Nel 2016 Obama <a href="https://ro.usembassy.gov/our-relationship/implementing-missile-defense-europe/">inaugura in Romania la base dotata di lanciamissili Mark 41 &#8220;Aegis&#8221;</a>, sistema difensivo ma anche offensivo, capace di lanciare missili Tomahawk con testate nucleari e raggiungere Mosca. Nel 2014 l&#8217;Euromaidan in Ucraina, l&#8217;occupazione della Crimea da parte dei russi, la rivolta filorussa degli indipendentisti di Donetsk e Lugansk, la guerra nel Donbass e infine l&#8217;invasione. Non era prevedibile che tutto questo diventasse una guerra. <strong>E nulla di tutto questo giustifica chi ha acceso una guerra che drammaticamente scivola verso il quarto anno.</strong> Ma anche questa guerra ha una storia, non è certo frutto dell&#8217;impulso di un momento.</p>



<p>Una lunga introduzione che in realtà è un argomento. Perché la più grande &#8220;non vittoria&#8221; della Russia sta proprio in questo: la guerra (prima nel Donbass, poi in Ucraina) non è riuscita a cambiare la situazione rispetto a ciò che Putin vedeva crescere già nel 2007 e che denunciava alla Conferenza internazionale di Monaco. In altre parole<strong> il Cremlino non sembra più vicino a ottenere un diverso e più favorevole assetto di sicurezza in Europa di quanto lo fosse diciotto anni fa.</strong> Ed è proprio per questo che il tentativo di trattativa impostato da Trump sta abortendo: perché è arrivato al nocciolo politico della questione e non sa come affrontarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lavoro di Petro Poroshenko </h2>



<p>Ormai sappiamo ciò che, più o meno, chiede la Russia per arrivare a una tregua in Ucraina. Tutto il Donbass (la regione di Lugansk è tutta sotto il controllo di Mosca, quella di Donetsk tra il 75 e l&#8217;80%) e la Crimea, per quanto riguarda i territori. Ma soprattutto, e si torna appunto a quei diciott&#8217;anni, che <strong>l&#8217;Ucraina stia fuori dalla Nato (della Ue al Cremlino importa poco)</strong> e riduca il proprio esercito a una forza quasi simbolica. Da non trascurare, in connessione con quest&#8217;ultime condizioni, la richiesta di avere il russo come seconda lingua nel Paese e piena libertà di azione per la Chiesa ortodossa russa -Patriarcato di Mosca, due elementi considerati fondamentali per poter esercitare una certo <em>soft power</em>, almeno dal punto di vista culturale.</p>



<p><strong>Che l&#8217;Ucraina, alla fine di qualunque percorso, stia fuori dalla Nato è altamente probabile. Agli Usa di Trump va bene così</strong>, l&#8217;hanno detto e ridetto. La Nato dice il contrario ma fa poco per tramutare in realtà il desiderio di Kiev. E all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza Atlantica non sono pochissimi i Paesi che nutrono più di una preoccupazione all&#8217;idea che il famoso Articolo 5 della Nato («un attacco armato contro uno o più» Paesi dell&#8217;Alleanza «sarà considerato come un attacco diretto contro tutti»), quindi l&#8217;impegno a farsi coinvolgere in un conflitto, possa domani dipendere dalle bizze di qualche super-nazionalista di Kiev (o di qualche falco anti-kieviano di Mosca). <a href="https://pagellapolitica.it/articoli/articolo-5-trattato-nato-ucraina">Preoccupazione nutrita anche con l&#8217;interpretazione italiana,</a> che prevede l&#8217;Ucraina fuori dalla Nato ma protetta dall&#8217;Articolo 5 come se ne fosse membra. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nella Nato o con la Nato poco importa</h2>



<p>Però quale sarebbe la differenza? Nessuno a Mosca è così ingenuo da credere che la Nato, domani, non sarà decisiva per gli assetti di sicurezza dell&#8217;Ucraina. Dentro o fuori che questa sia dall&#8217;Alleanza. Anche in questo caso, siamo in coda a un lungo processo. Già <strong>Petro Poroshenko</strong>, pochi mesi dopo l&#8217;elezione a presidente del giugno 2014, fece aprire a Kiev una sede diplomatica della Nato. Fu lui nel 2019, <a href="https://www.ansa.it/nuova_europa/it/notizie/rubriche/politica/2019/02/19/ucraina-ingresso-in-ue-e-nato-in-costituzione_b7ad9ecb-f3ac-4015-a51d-6e3f29f42a2a.html">a inserire nella Costituzione ucraina l&#8217;obiettivo di entrare nella Nato. </a>E fu lui, durante la sua presidenza, a investire il 6% del Pil (l&#8217;Ucraina era allora con la Moldavia il Paese più povero d&#8217;Europa) per rafforzare le forze armate del Paese e, soprattutto, <strong>renderle interoperabili con le forze Nato.</strong> È stata la preparazione di allora a rendere così fluida la collaborazione tra le truppe ucraine e i &#8220;consiglieri&#8221; Nato dopo l&#8217;invasione russa e durante la guerra.</p>



<p>D&#8217;altra parte basta seguire le iniziative che il Governo di Kiev prende proprio nel settore della Difesa. <a href="https://it.insideover.com/difesa/lucraina-per-prepararsi-al-dopoguerra-punta-tutto-sullindustria-delle-armi.html">Ne ha ben parlato in queste pagine</a> Andrea Muratore. Gli accordi con il colosso degli armamenti tedesco<strong> Rheinmetall o il Brave 1</strong>, l&#8217;incubatore tecnologico nel settore della Difesa, con cui gli ucraini si propongono, in sostanza, di diventare gli sperimentatori dell&#8217;industria internazionale degli armamenti, la dicono lunga su <strong>quanto voglia essere stretto il rapporto anche futuro tra l&#8217;Ucraina e i suoi sponsor militari.</strong> Soprattutto se dovesse tenere la linea Trump, ovvero: gli Usa vendono le armi alla Nato o all&#8217;Europa e questi le &#8220;regalano&#8221; all&#8217;Ucraina. Che qualcosa, prima o poi, dovrà pur fare per contraccambiare. O no?</p>



<p>E dunque la &#8220;non vittoria&#8221; russa appare piuttosto evidente. <strong>Dentro o fuori della Nato, l&#8217;Ucraina resterà comunque un &#8220;Paese Nato&#8221;. </strong>Armato, legato da un cordone ombelicale all&#8217;industria della Difesa occidentale, protetto dalla rete di intelligence occidentale (Starlink non è Nato, no?) e facilmente riarmabile in caso di ulteriori complicazioni. In più, l&#8217;Ucraina ha una qualità che gli europei, siano tedeschi o inglesi, italiani o lituani, devono ancora dimostrare: se costretta, ha voglia di combattere.</p>



<p>(2.fine)</p>



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		<title>Ucraina: assassinato Andriy Parubiy, fondatore di Svoboda e leader dell&#8217;Euromaidan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-assassinato-andriy-parubiy-fondatore-di-svoboda-e-leader-delleuromaidan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 11:26:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-1536x1045.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-600x408.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Parubiy era stato fondatore del partito di destra Svoboda e poi leader delle milizie di autodifesa del Maidan. Gli hanno sparato a L'viv. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-assassinato-andriy-parubiy-fondatore-di-svoboda-e-leader-delleuromaidan.html">Ucraina: assassinato Andriy Parubiy, fondatore di Svoboda e leader dell&#8217;Euromaidan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-1024x697.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-1536x1045.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/ucraina-3-600x408.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Omicidio eccellente a L&#8217;viv (Ucraina): in una sparatoria per strada è stato ucciso <strong>Andriy Parubiy</strong>, 54 anni, uno dei volti più noti della politica ucraina, animatore di numerosi movimenti e partiti dell&#8217;estrema destra. Il killer, travestito da fattorino, ha esploso otto colpi di pistola prima di allontanarsi su un monopattino elettrico. Nel 1991, l&#8217;anno dell&#8217;indipendenza ucraina, Parubiy (insieme con <strong>Oleh Tjahnybok</strong>, altro estremista di destra, anche lui originario di L&#8217;viv) aveva fondato il Partito social-nazionale d&#8217;Ucraina, di stampo neonazista, che in seguito si era trasformato nel partito Svoboda. Leader di diverse organizzazioni paramilitari ispirate al nazionalismo più acceso, Parubiy si era infine avvicinato prima al blocco Ucraina nostra creato per sostenere la campagna presidenziale di Viktor Jushenko, poi al partito Patria di <strong>Julija Tymoshenko</strong>, due esperienze che lo portarono in Parlamento.</p>



<p>Ma l&#8217;apice della carriera politica di Parubiy venne con l&#8217;Euromaidan del 2013-2014, che lui visse da comandante delle &#8220;forze di autodifesa del Maidan&#8221;. Dopo la cacciata del presidente <strong>Viktor Janukovich</strong>, Parubiy fece parte del gruppo di politici che, usciti dalle file della destra radicale, ottennero incarichi importanti proprio per il contributo che i gruppi più oltranzisti avevano dato nel far fallire la soluzione &#8220;riformista&#8221; (ritorno alla precedente Costituzione, elezioni presidenziali anticipate, governo provvisorio per indire nuove elezioni politiche e così via) che era stata concordata tra la leadership della proteste e Janukovich e ottenere invece un radicale cambio di regime. Così Parubiy divenne prima segretario del Consiglio di sicurezza (2014) e poi presidente del Parlamento (2016-2019), mentre altri personaggi usciti dalle file dei partiti di destra diventavano ministri o procuratori generali.</p>



<p>La peregrinazione e politica di Parubiy, comunque non era finita. Nel 2014 entra nel Fronte Popolare, il partito fondato da <strong>Oleksandr Turchynov</strong> (ex capo dei servizi segreti, poi presidente ad interim della Repubblica) e <strong>Arseniy Jatsenyuk</strong> (primo ministro). È in quella veste che Parubiy diventa presidente del Parlamento, anche se il successo del partito svanisce poco dopo per l&#8217;insoddisfazione degli elettori nei confronti delle politiche di Yatsenjuk. Poi l&#8217;onda di Volodymyr Zelensky e nel 2019 Parubiy, che nel frattempo è passato a Solidarietà Europea di Petro Poroshenko, deve cedere la carica di presidente del Parlamento, per adattarsi a una più anonima vita da semplice parlamentare.</p>



<p>E oggi la fine drammatica in una strada di L&#8217;viv, mentre <a href="https://www.ukrinform.net/rubric-ato/4031124-prominent-civic-and-political-figure-killed-in-lviv-police.html">la stampa più tipica del mainstream ucraino</a> derubrica il suo assassinio a &#8220;morte di una nota figura civica e politica&#8221;, quasi temendo di farne il nome. La polizia sta indagando e forse in futuro sapremo qualcosa di questo omicidio. Avvenuta tra l&#8217;altro in quella L&#8217;viv dove giusto un anno fa, sempre per strada e sempre a colpi di pistola, era stata assassinata <strong>Iryna Farion</strong>, altra ultra-nazionalista e parlamentare di Svoboda. Anche allora erano partite indagini che, però, non hanno dato alcun risultato.</p>



<p>Le ipotesi che si possono fare, con le pochissime notizie che si hanno dei due casi, alla fin fine sono solo due. La prima è: la Russia colpisce i suoi avversari in Ucraina. Argomenti contrari: <strong>la Farion faceva molto rumore ma contava poco, Parubiy era stato influente ma non lo era più.</strong> Il Cremlino, volendo, avrebbe obiettivi più interessanti da scegliere. La seconda ipotesi: l&#8217;inizio delle trattative e le prospettive (anche se assai incerte) di uno stop al conflitto hanno rimesso in moto la situazione politica interna all&#8217;Ucraina e fatto scattare non solo i posizionamenti in vista di eventuali elezioni e battaglie politiche ma anche qualche regolamento di conti. Vedremo.  </p>



<p></p>



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		<title>Ucraina: contrordine compagni, le agenzie anticorruzione tornano indipendenti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-contrordine-compagni-le-agenzie-anticorruzione-tornano-indipendenti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 09:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p>Il Parlamento ha votato una legge esattamente opposta a quella votata solo pochi giorni fa: restituita l'autonomia a NABU e SAP. </p>
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<p>Dopo giorni e giorni di proteste nelle piazze di Kiev animate soprattutto da giovani e giovanissimi, e ancor più dopo che l&#8217;Europa aveva bloccato una tranche da 1,7 miliardi di aiuti e sibilato ulteriori avvertimenti (di colpo si è scoperto che l&#8217;Ucraina era indietro su alcuni capitoli per l&#8217;adesione alla Ue&#8230;), <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/01/news/legge_ucraina_anticorruzione_nabu_sapu-424765211/?ref=RHLF-BG-P4-S4-T1-r620">il Parlamento ucraino ha votato</a> per restituire al <strong>NABU</strong> (Ufficio nazionale ucraino anti-corruzione) e alla <strong>SAP</strong> (Procura speciale anticorruzione) la piena libertà d&#8217;azione, ovvero per cancellare la norma, approvata pochi giorni prima, che voleva le due agenzie sottoposte all&#8217;autorità della Procura generale, laddove il procuratore generale (attualmente <strong>Ruslan Kranchenko</strong>, un ex magistrato militare) è nominato dal Presidente, cioè <strong>Volodymyr Zelensky</strong>. </p>



<p>Le proteste, le prime così ampie e così chiaramente volte a contestare l&#8217;azione di Zelensky, avevano ragioni piuttosto evidenti. La lotta alla corruzione è, da almeno trent&#8217;anni, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">la prima preoccupazione interna del popolo ucraino</a>. Lo stesso Zelensky deve l&#8217;elezione del 2019 anche alle promesse fatte su questo tema, peraltro precedute dall&#8217;enorme successo ottenuto dalla serie televisiva &#8220;Servo del popolo&#8221;, che lo vedeva protagonista nei panni dell&#8217;eroe per caso Holoborodko, un semplice professore di Storia che diventava presidente proprio per aver attaccato il malaffare. Mentre il suo rivale di allora, il presidente in carica <strong>Petro Poroshenko</strong>, pagò (anche) la sua condizione di oligarca e una serie di scandali emersi nella sua cerchia di governo. E la prospettiva, dopo l&#8217;approvazione della prima legge, quella che mortificava NABU e SAP, era assai triste. Lo ha spiegato bene <strong>Oleksandr Klimenko</strong>, capo della SAP, in un&#8217;intervista a The Times: &#8220;Ci sono investigatori che non vogliono più lavorare sui casi per paura di ritorsioni. E anche gli informatori si tirano indietro perché hanno paura che la loro identità venga rivelata&#8221;.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel che racconta questa storia</h2>



<p>In attesa di ulteriori sviluppi, dalla vicenda di NABU e SAP si possono trarre utili lezioni sulla realtà dell&#8217;Ucraina. La prima e più evidente è la condizione del Parlamento ucraino, che da lungo tempo altro non è che l&#8217;ufficio timbri per le decisioni prese da Zelensky e dall&#8217;amministrazione presidenziale guidata da <strong>Andrij Jermak</strong>. La legge per restituire l&#8217;indipendenza alle due agenzie anticorruzione è stata approvata da 331 deputati (il quorum era di 226), più o meno la stessa quota raggiunta dalla legge che, pochi giorni prima, aveva stabilito l&#8217;esatto contrario. Contrordine compagni, dunque, senza alcun problema. </p>



<p><strong>È un condizione che la Verkhovna Rada vive fin dall&#8217;inizio di questa legislatura</strong>, cominciata nel 2019 e in proroga dal 2024 a causa della legge marziale. Servo del popolo, il partito zelenskiano, ha una maggioranza assoluta di 231 seggi sui 450 totali, e gode dell&#8217;appoggio esterno di un&#8217;altra settantina di deputati. In più, il trionfo di Servo del popolo nelle elezioni del 2019 portò a un radicale rinnovamento dei quadri parlamentari, con centinaia di deputati che in realtà dovevano tutto all&#8217;effetto di trascinamento di Zelensky. Ovvio che fossero fedeli al Presidente, e che tanto più lo siano ora quando è chiaro che un&#8217;eventuale uscita di scena del loro mentore comporterebbe l&#8217;uscita di scena di quasi tutti loro. In più, come abbiamo già scritto altre volte, nel 2021 approfittando delle leggi antioligarchi e dal 2022 della legge marziale, Zelensky è riuscito a trasferire quasi tutti i poteri essenziali al Consiglio di sicurezza, i cui membri sono di nomina presidenziale. Quindi&#8230; </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Maidan non c&#8217;entra</h2>



<p>Un&#8217;altra questione da tenere presente è che, a differenza di quanto scrivono molti, l&#8217;Euromaidan del 2014 con le vicende attuali, e con le proteste pro NABU e pro SAP dei giovani ucraini, non c&#8217;entra per nulla. Il NABU fu istituito nell&#8217;aprile del 2015 sulle ceneri della Commissione anticorruzione voluta già nel 2009n dall&#8217;allora primo ministro <strong>Julija Tymoshenko</strong>. E il NABU nacque dietro specifica richiesta del Fondo monetario internazionale, che si disse disposto a sostenere le riforme promesse da <strong>Petro Poroshenko</strong> solo a patto che fosse appunto riformata la struttura deputata a lottare contro il malaffare. La SAP, invece, fu fondata nel dicembre del 2015 per supportare l&#8217;attività del NABU ma, anche e soprattutto, perché lo chiedeva l&#8217;Unione Europea al momento di varare per gli ucraini un regime d&#8217;ingresso senza visto nei confini comunitari. Il tema, quindi, non era l&#8217;Euromaidan ma impedire che la corruzione, endemica in Ucraina, ingoiasse i miliardi degli aiuti o trasferisse in Europa i suoi maneggi. Obiettivo, <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-scoperta-dellacqua-calda-in-ucraina-ce-la-corruzione.html">come ben sappiamo</a>, raggiunto solo in parte.</p>



<p>E qui la questione chiama in causa anche Zelensky. Non solo per il suo discutibile record di 14 società off shore, create a partire dal 2012, e degli ingenti capitali sottratti alla tassazione ucraina. Ma soprattutto perché le polemiche tra presidenza, procura generale e SAP cominciarono già all&#8217;alba del suo mandato presidenziale. Nel maggio del 2020, l&#8217;allora procuratrice generale <strong>Iryna Venediktova</strong> (che era stata la responsabile legale della campagna elettorale di Zelensky), accusò il capo della SAP, <strong>Nazar Kholodnytskyj </strong>(che nel dopo-maiden era stato vice-procuratore generale), di &#8220;svolgimento improprio dei propri compiti&#8221; e di aver mal istruito casi contro alcuni deputati di Servo del popolo. Kholodnytsky si dimise poco dopo con una lettere in cui scriveva di &#8220;aver dovuto sistematicamente affrontare tentativi politici di invadere la nostra indipendenza e manipolare i risultati del nostro lavoro&#8221;. </p>



<p>Una vecchia storia, quindi, quella tra l&#8217;apparato presidenziale di Zelensky e le agenzie anticorruzione. E non stupisce che il Parlamento lo segua come un cagnolino su questo tema spinoso: <strong>42 deputati sono stati denunciati dalla SAP dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa del 2022</strong>, e 71 in totale da quando NABU e SAP sono state istituite. Su 450 seggi parlamentari non è poca cosa.</p>



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		<title>Ucraina, la guerra compie tre anni. Il disastro di chi non ha voluto la pace</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-la-guerra-compie-tre-anni-il-disastro-di-chi-non-ha-voluto-la-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 10:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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<p> Già nel 2022, dopo l'invasione russa, era possibile un accordo. Nessuno lo ha voluto e dopo tre anni siamo al disastro. Ridono solo gli Usa.</p>
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<p>Alzi la mano chi pensava che tre anni dopo saremmo stati ancora qui a dolerci per la guerra in Ucraina, per le distruzioni, l&#8217;enorme quantità di vittime (qui <a href="https://www.wsj.com/world/one-million-are-now-dead-or-injured-in-the-russia-ukraine-war-b09d04e5">un bilancio del Wall Street Journal</a>, credibile e/o opinabile come tutti questi bilanci, a causa della censura militare delle parti), le conseguenze sociali ed economiche che dai Paesi in lotta si estendono all&#8217;intera Europa? Chi scrive la mano la tiene molto bassa e in un certo senso non riesce ancora a credere che il 24 febbraio del 2022 la Russia abbia deciso di invadere l&#8217;Ucraina. È la confessione di un ingenuo in un mondo di smagati analisti. Ma se penso, un caso per i molti, alla <strong>Von der Leyen</strong> che <a href="https://youtube.com/shorts/R-g6jY8DI3c?si=HrThlbqRmS2XNx4w">già nel 2022 annuncia trionfante</a> che i russi devono prendere i microchip dai frigoriferi e dalle lavatrici per far volare i missili e che l&#8217;industria bellica russa è &#8220;a pezzi&#8221;, e rivedo i frenetici applausi dell&#8217;inclito pubblico, mi tengo stretto il mio stupore, che se non altro non ha fatto danni.</p>



<p>Perché il punto è proprio questo. Fatta salva la decisione di <strong>Vladimir Putin</strong> del 24 febbraio di tre anni fa, in violazione come minimo del Memorandum di Budapest del 1994 (Kiev cedeva a Mosca, che si impegnava a smantellarle, le armi atomiche in cambio del rispetto della sovranità e dei confini), sulla radici profonde di questa guerra si può discutere all&#8217;infinito. Ma sul perché sia durata tre anni e non sia ancora finita, nonostante l&#8217;irruzione sulla scena di <strong>Donald Trump</strong>, le discussioni stanno quasi a zero.      </p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta della guerra</h2>



<p>Ricordiamo gli eventi delle prime settimane di guerra. L&#8217;invasione russa punta direttamente su Kiev, nell&#8217;evidente intento di sbandare le autorità ucraine. <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, però, rifiuta l&#8217;invita degli Usa a espatriare a resta in patria, consolidando così la resistenza ucraina. Il primo obiettivo dei russi quindi fallisce e le truppe di Mosca, già arrivate a trenta chilometri dalla capitale, si ritirano. Poche settimane dopo, non a caso, comincia in Bielorussia una serie di trattative che già intorno a metà aprile producono una bozza di intesa che prevede, in sintesi, il ritiro delle truppe russe dai territori occupati fuori dal Donbass (il Donbass avrebbe avuto una successiva trattativa a parte) e la neutralità dell&#8217;Ucraina. Si arrivò davvero vicini a un accordo, come <a href="https://youtu.be/t2zpV35fvHw?si=OzB6fH7-Qcg6-baK">poi confermato da fonti ucraine</a> insospettabili quali, per esempio, il capo-negoziatore ucraino <strong>David Arakhamia</strong> e l&#8217;altro negoziatore ucraino <strong>Oleksandr Chalyi</strong>. <a href="https://www.foreignaffairs.com/ukraine/talks-could-have-ended-war-ukraine?check_logged_in=1">Chi ha potuto accedere ai documenti di allora lo ribadisce.</a>  </p>



<p>Ma l&#8217;accordo non fu siglato, né in Bielorussia né nei successivi round di incontri tenuti in Turchia. Naturalmente la responsabilità è stata poi tutta addossata alla Russia, alle pretese del Cremlino. Ma è impossibile non vedere il concorso di colpa dell&#8217;Occidente. L&#8217;idea prevalente, allora, sia negli Usa di Joe Biden, sia nel Regno Unito di <strong>Boris Johnson</strong> sia nella Ue di Von der Leyen e soci, era che bisognava approfittare dell&#8217;invasione per infliggere alla Russia una sconfitta strategica, tale da annichilire le sue capacità militari per lungo tempo e, se possibile (cfr Joe Biden: &#8220;Putin non può restare al potere&#8221;), provocare un <em>regime change</em> a Mosca. In altre parole: di fronte alla prospettiva di una pace imperfetta e tutta da costruire per ridare giustizia agli ucraini, l&#8217;Occidente ha scelto di prolungare una guerra che in ogni caso sarebbe stata combattuta solo dagli ucraini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un disastro per l&#8217;Ucraina</h2>



<p>E quindi eccoci qui, tre anni dopo, a fare i conti con i disastri provocati da quella cinica scommessa. L&#8217;Ucraina (e diciamolo chiaro: i loro sacrifici sono l&#8217;unica cosa nobile di questa storia schifosa) è oggi un Paese devastato (a fine 2024 il danno alle infrastrutture era stimato in 1 triliardo di dollari), incapace di reggersi sulle proprie gambe (e già prima della guerra era il Paese più povero d&#8217;Europa), socialmente mutilato (47 milioni di abitanti prima della guerra, più o meno 28 adesso), con il 20% del territorio (dove, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2025/02/23/kiev-nei-territori-occupati-350-miliardi-in-risorse-naturali_3ef28195-982d-4a01-875a-f5310dbe81af.html">secondo il presidente Zelensky</a>, ci sono 350 miliardi di risorse naturali) occupato dai russi. E che si accinge a discutere di quella che sembra diventare ogni giorno di più una pace capestro. Perché da un lato <strong>le questioni con la Russia sono le stesse della bozza di accordo dell&#8217;aprile 2022</strong>, e dunque da questo lato si è combattuto inutilmente per tre anni. E dall&#8217;altro è cambiato il clima internazionale, Trump non è Biden e addirittura chiede a Zelensky di essere indennizzato per gli aiuti finora forniti, negandogli intanto l&#8217;ingresso nella Nato e le famose &#8220;garanzie di sicurezza&#8221;.</p>



<p>Continuare a combattere, come purtroppo consigliavano i vari Biden, Johnson e Von der Leyen (ma non i militari: <strong>Mark Milley</strong>, capo degli stati maggiori riuniti Usa, <a href="https://www.nytimes.com/2022/11/10/us/politics/biden-ukraine-russia-diplomacy.html">spingeva invece per la trattativa</a>), è stata per l&#8217;Ucraina una disgrazia totale. Così come è stata una sciagura per l&#8217;Unione Europea, totalmente appiattita sulle posizioni Usa e oggi in crisi politica ed economica e totalmente spiazzata dalle posizioni di Trump, che semplicemente la ignora. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La vittoria degli Usa</h2>



<p>Sulla pelle degli ucraini e sul benessere degli europei hanno di sicuro portato a casa un buon guadagno gli americani. Anche se non fosse arrivato Trump, che si appresta a massimizzarlo, <strong>Washington era riuscita a staccare la Ue dal suo massimo fornitore di risorse energetiche</strong>, la Russia, tagliando le gambe al modello economico (energia a basso costo &#8211; trasformazione &#8211; esportazioni) che per decenni ci aveva garantito prosperità e, sfruttando l&#8217;incubo della guerra russa, promuovendo un ulteriore allargamento della Nato (i cui confini ora coincidono con quelli della Ue, senza che questo ci faccia sentire più sicuri di prima, e infatti corriamo a comprare armi) e riducendo l&#8217;Europa in uno stato politico di vassallaggio. E tutto questo <strong>gli Usa sono riusciti a farlo senza perdere un soldato</strong> e, anzi, sfruttando le necessità dell&#8217;Ucraina, riempiendo di sussidi il loro apparato industrial-militare, visto che a Kiev non sono stati dati soldi per comprare le armi ma armi prodotte e quindi pagate negli Usa). E ora, per chiudere il cerchio, chiedono pure il rimborso spese agli ucraini.</p>



<p>A carissimo prezzo ma ha vinto anche la Russia. Contano relativamente poco, in questo giudizio, i dieci chilometri in più o in meno conquistati nel Donbass. Conta che l&#8217;intero Occidente non è riuscito a piegarla né con le sanzioni economiche né con le forniture militari a un esercito, quello ucraino, che solo gli sciocchi possono sottovalutare, visto che già prima della guerra, per opera del presidente <strong>Petro Poroshenko</strong>, disponeva di 250 mila uomini addestrati dalla Nato, in un Paese (povero, come si diceva) che per la Difesa spendeva il 6% del Pil. Il re occidentale è nudo, ha detto la Russia di Putin. Fa combattere gli altri e non riesce a vincere. dunque un altro mondo è possibile. Un messaggio planetario che non è rimasto senza conseguenze: non è un caso se proprio in questi anni i Brics, l&#8217;organizzazione in cui Russia e Cina sono parte decisiva, hanno raddoppiato i Paesi membri.</p>



<p></p>



<p>   </p>
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