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	<title>Pete Buttigieg Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Mar 2024 08:38:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Pete Buttigieg Archives - InsideOver</title>
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		<title>L&#8217;America cade a pezzi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-lungo-declino-delle-infrastrutture-americane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 05:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il lungo declino delle infrastrutture americane" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-768x477.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il problematico caso del Francis Scott Key Bridge di Baltimora, collassato dopo l&#8217;impatto con una nave portacontainer, la &#8220;Dali&#8221; nella giornata del 26 marzo, ha mostrato apertamente il drammatico stato in cui si trovano le infrastrutture negli Stati Uniti. Lo ricorda Politico.com, sottolineando come incuria e scarsa manutenzione siano alla base della fragilità della rete &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lungo-declino-delle-infrastrutture-americane.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-lungo-declino-delle-infrastrutture-americane.html">L&#8217;America cade a pezzi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il lungo declino delle infrastrutture americane" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-600x373.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-300x186.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-1024x636.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/MNB_SRequestManager-2-768x477.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il problematico caso del Francis Scott Key Bridge di Baltimora, collassato dopo l&#8217;impatto con una nave portacontainer, la &#8220;Dali&#8221; nella giornata del 26 marzo, ha mostrato apertamente il <strong>drammatico stato in cui si trovano le infrastrutture negli Stati Uniti</strong>.</p>



<p>Lo ricorda <em>Politico.com,</em> sottolineando come incuria e scarsa manutenzione siano alla base della fragilità della rete connettiva che tiene uniti gli States, soprattutto nei trasporti ferroviari e via strada. Le infrastrutture americane sono figlie dell&#8217;epoca post-Seconda guerra mondiale e fu tra le presidenze di <strong>Dwight Eisenhower e Richard Nixon</strong>, tra gli Anni Cinquanta e Settanta. </p>



<p><a href="https://www.politico.com/news/2024/03/27/baltimore-bridge-design-fender-00149398" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Un&#8217;altra epoca, un&#8217;altra America, ricorda <em>Politico</em>: </a>&#8220;Negli anni &#8217;70, quando fu progettato il Key Bridge, le navi erano notevolmente più piccole e gli ingegneri non avrebbero previsto le gigantesche navi portacontainer di oggi&#8221;, le cosiddette post-Panamax. La nave più grande del mondo &#8220;a quel tempo era grande circa un quarto della Dali, ovvero la lunghezza di un grattacielo. La nave media nel 2024 è&nbsp;<a href="https://logisticselearning.com/largest-container-ships/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sei volte più grande</a>&nbsp;di quella della fine degli anni ’70&#8243;.</p>



<p>Ad oggi negli Usa si moltiplicano incidenti di vario tipo. Il ponte di Baltimora è solo l&#8217;ultima della serie. L&#8217;amministrazione dei Trasporti Usa, guidata dal segretario <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg, ex candidato presidenziale</a> del 2020, </strong>ha dovuto affrontare due casi gravi nell&#8217;ultimo biennio: <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_American_railroad_accidents#cite_note-AP-2022-06-29-295" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un incidente ferroviario in Michigan nel 2022, che ha causato 4 morti</a>, e il deragliamento di un treno nel 2023 a East Palestine, Ohio, che non ha causato morti ma ha suscitato scalpore per il fatto che <a href="https://apnews.com/article/pennsylvania-ohio-evacuations-fires-5d399dc745f51ef746e22828083d8591" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>molti cittadini del luogo si sono sentiti male</strong> dopo che un incendio ha rilasciato nell&#8217;aria diversi inquinanti.</a> Il crollo del Francis Scott Key Bridge ha risvegliato l&#8217;allarme destato nel 2021 dallo <strong>U.S. Government Accountability Office</strong>&nbsp;(Gao) che&nbsp;<a href="https://www.gao.gov/products/gao-16-72r">indicava come potenzialmente a rischio crollo o danni strutturali</a> per cause legate alla loro costituzione o al contesto ambientale&nbsp;un ponte su quattro nel paese</p>



<p>In una valutazione <a href="https://infrastructurereportcard.org/wp-content/uploads/2020/12/2021-IRC-Executive-Summary-1.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">del 2021</a> l&#8217;American Society of Civil Engineers rilevava un “gap negli investimenti infrastrutturali” di quasi 2.600 miliardi di dollari tra pubblico e privato nel decennio culminato nella pandemia di Covid-19, sottolineando come questo avrebbe potuto causare, in termini cumulati, la perdita di 10mila miliardi di dollari di Pil in 20 anni, una media di <strong>500 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong>, a causa di ritardi, incidenti, capacità di trasporto insoddisfatte e costi gestionali straordinari. </p>



<p>Il problema di fondo è la manutenzione ordinaria e l&#8217;adeguamento delle opere già esistenti alle nuove condizioni operative. Vale per i trasporti di merci e persone, per ponti, porti, aeroporti e autostrade, così come per le infrastrutture complementari, le reti energetiche, quella idrica e la banda larga. &#8220;Tra l’Infrastructure Investment and Jobs Act (IIJA) e l’Inflation Reduction Act (IRA), il 117esimo Congresso ha investito 1,25 trilioni di dollari nei settori dei trasporti, dell’energia, delle risorse idriche e della banda larga per i prossimi cinque-dieci anni&#8221;, <a href="https://www.brookings.edu/articles/the-start-of-americas-infrastructure-decade-how-macroeconomic-factors-may-shape-local-strategies/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nota <strong>la <em>Brookings Institution</em>.</strong> </a></p>



<p>A ogni livello manca una <strong>fase di coordinamento generale tra il governo federale e le amministrazioni locali</strong>, soprattutto a livello di raccolta requisiti e necessità operative, sistemiche e di manutenzione. Un tema sottolineato nel 2016 nel volume “<em>The Road Taken: The History and Future of America’s Infrastructure</em>” <a href="https://www.geopolitica.info/infrastrutture-usa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da <strong>Henry Petroski</strong></a>. Petroski ai tempi sottolineava fosse di almeno 120 miliardi il sotto-investimento annuo mancante agli States. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/trump-pronto-al-rilancio-del-piano-sulle-infrastrutture.html">Donald Trump, eletto presidente quello stesso anno prevedeva un piano da 1.000 miliardi di dollari</a></strong> per colmare il gap, ma in un Congresso bloccato non se ne fece nulla. Biden ci riprova, ma tutto sta nel management delle opere.</p>



<p>&#8220;Gran parte della discrepanza nella qualità delle infrastrutture tra gli Stati Uniti e i suoi omologhi può essere ricondotta a diversi livelli di finanziamento&#8221;, <a href="https://www.cfr.org/backgrounder/state-us-infrastructure">secondo il <strong>Council of Foreign Relations</strong>. </a>Secondo il Cfr, tra i Paesi membri Ocse gli Stati Uniti &#8220;investono meno nelle infrastrutture di trasporto in percentuale del PIL rispetto a molti altri paesi ricchi, tra cui Francia, Germania, Giappone e Regno Unito. La Cina, nel frattempo, spende dieci volte di più degli Stati Uniti in percentuale del Pil. Allo stesso tempo, il progetto infrastrutturale globale di punta della Cina, noto come&nbsp;<a href="https://www.cfr.org/backgrounder/chinas-massive-belt-and-road-initiative" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Belt and Road Initiative</a>&nbsp;, ha cercato di aumentare l’influenza economica del paese in tutto il mondo&#8221;. Washington sta lavorando molto per sviluppare <strong>corridoi alternativi alla Bri</strong> nel mondo, ma spesso trascura le opere interne. Arteria vitale di un Paese tanto potente e dominante in tanti ambiti quanto diviso e frammentato al suo interno. La spina dorsale dell&#8217;America è fragile. La connettività va ripensata. E incidenti come quello di Baltimora lo ricordano, spesso al prezzo di vite umane e di emergenze che un lavoro ordinario di sostegno alle infrastrutture avrebbe spesso permesso di ridurre di numero.</p>
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		<title>Buttigieg nuovo ambasciatore in Cina?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-mossa-di-washington-per-controllare-il-dragone-buttigieg-nuovo-ambasciatore-in-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 08:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1477" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pete Buttigieg in campagna elettorale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg 1477w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-1024x517.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1477px) 100vw, 1477px" /></p>
<p>Il nuovo ambasciatore americano in Cina potrebbe essere Pete Buttigieg. Alle orecchie di chi ha seguito le ultime vicende politiche statunitensi, questo nome non risuonerà affatto nuovo. Buttigieg, ex sindaco di South Bend, cittadina dell&#8217;Indiana, nonché veterano dell&#8217;Afghanistan, è stato uno dei protagonisti della battaglia delle primarie del Partito Democratico. Considerando che ricoprire la carica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-mossa-di-washington-per-controllare-il-dragone-buttigieg-nuovo-ambasciatore-in-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1477" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pete Buttigieg in campagna elettorale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg 1477w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1477px) 100vw, 1477px" /></p><p>Il nuovo <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/cina-e-stati-uniti-fanno-la-guerra-a-colpi-di-ambasciate.html">ambasciatore americano in Cina</a> potrebbe essere <strong>Pete Buttigieg</strong>. Alle orecchie di chi ha seguito le ultime vicende politiche statunitensi, questo nome non risuonerà affatto nuovo. Buttigieg, ex sindaco di South Bend, cittadina dell&#8217;Indiana, nonché veterano dell&#8217;Afghanistan, è stato uno dei protagonisti della battaglia delle<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/il-partito-democratico-americano-continua-ad-essere-diviso.html"> primarie del Partito Democratico</a>. Considerando che ricoprire la carica di massimo diplomatico oltre la Muraglia, soprattutto in questo particolare periodo storico ricco di tensioni tra Washington e Pechino, implica una certa complessità, il neo presidente <a href="https://insideover.ilgiornale.it/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> sta pensando di calare una sorta di jolly.</p>
<p>E <a href="https://insideover.ilgiornale.it/scheda/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a> potrebbe essere il profilo giusto da calare al centro di una delle arene più incandescenti del pianeta. Secondo quanto riportato dal sito <a href="https://www.axios.com/pete-buttigieg-china-ambassador-biden-80aa9cc5-35a2-4205-836a-ca11d8af8f07.html?utm_source=twitter&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=organic&amp;utm_content=1100&amp;fbclid=IwAR2hLQAqINF4i_lB6QbxU_2zRH9H-El0E3kH2s9V91T9VPkd4TY4TZ7y4Ac"><em>Axios</em></a>, Biden starebbe pensando infatti a un incarico diplomatico di alto livello per il 38enne Buttigieg, e la Cina è la prima destinazione sulla lista. Joe Biden aveva speso parole al miele per il democratico che ha aiutato <a href="https://insideover.ilgiornale.it/scheda/politica/chi-e-kamala-harris-la-candidata-vicepresidente-scelta-da-biden.html">Kamala Harris</a> a prepararsi al dibattito con <a href="https://insideover.ilgiornale.it/scheda/politica/chi-e-mike-pence-la-forza-tranquilla-su-cui-trump-punta-per-novembre.html">Mike Pence</a> prima dell&#8217;Election Day e che è stato il primo candidato alla Casa Bianca dichiaratamente omosessuale.</p>
<h2>Una nomina con prospettiva futura?</h2>
<p>La nomina di Buttigieg alla carica di <strong>ambasciatore americano</strong> in Cina consentirebbe al democratico, che parla diverse lingue (italiano compreso, ma non cinese), di rafforzare la sua esperienza in politica estera in vista di un futuro in cui molti opinionisti danno per scontata una sua possibile nuova corsa per la Casa Bianca. La Cina, ha aggiunto ancora <em>Axios</em>, non è l&#8217;unica possibilità per Buttigieg che, ricordiamolo, sarebbe un insolitamente giovane ambasciatore nel gigante asiatico.</p>
<p>Non sono infatti del tutto da escludere <strong>incarichi</strong> al vertice negli Usa, magari ai Trasporti o al Commercio. Nelle scorse settimane il suo nome era perfino circolato per il ministero per i Veteran Affaris e per l&#8217;incarico di ambasciatore all&#8217;Onu (prima di quello di Linda Thomas-Greenfield). Ma Buttigieg, sostengono le fonti di <em>Axios</em>, sarebbe tuttavia molto più interessato alla politica estera e alla sicurezza nazionale.</p>
<p>Spedire il giovane a farsi le ossa all&#8217;ombra del Palazzo Proibito potrebbe essere un modo per abituarlo a comprendere da vicino il <strong>modus operandi cinese</strong>, in vista di una ipotetica carica presidenziale nel 2024. Insomma, quella di Biden potrebbe essere una mossa calibrata in vista di un futuro tra Cina e America ancora tutto da decifrare</p>
<h2>Chi è Pete Buttigieg</h2>
<p>L&#8217;ambasciatore americano in Cina, l&#8217;ex governatore dell&#8217;Iowa <strong>Terry Branstad</strong>, ha lasciato a ottobre l&#8217;incarico. Quel ruolo potrebbe presto essere ricoperto da Pete Buttigieg. Considerato dai media statunitensi come uno tra i volti più promettenti dell&#8217;<strong>establishment progressista</strong>, Buttigieg ha debuttato sul palcoscenico della politica nazionale statunitense alla fine dello scorso anno con la sua candidatura alle primarie presidenziali del Partito democratico.</p>
<p>Durante le prime fasi delle primarie, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, ha conquistato la maggior parte dei delegati dell&#8217;Iowa, prima di ritirarsi dalla contesa e sostenere la candidatura di Biden. Buttigieg aveva guadagnato notorietà anche per i suoi scontri verbali con il vicepresidente Mike Pence, cristiano conservatore originario a sua volta dell&#8217;Indiana, che ha guidato come governatore dal 2013 al 2017. Proprio a causa della centralità attualmente rivestita dalle politiche identitarie nell&#8217;agenda del Partito democratico, Biden ha faticato però a trovare un ruolo adatto a Buttigieg nella futura amministrazione. Più i giorni passano e più le indiscrezioni dei media Usa avvicinano la poltrona di ambasciatore americano in Cina al giovane democratico.</p>
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		<title>Il ritiro choc di Buttigieg</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 15:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Buttigieg Usa primarie dem" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le primarie democratiche in South Carolina hanno mietuto la prima ed illustre vittima tra gli aspiranti candidati: Pete Buttigieg, astro nascente dei moderati e sindaco 38enne della città di South Bend si è infatti ritirato dalla competizione elettorale dopo il deludente 8 per cento riscosso all&#8217;ultimo round di questa lunga sfida politica. Il ritiro, forse &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">Il ritiro choc di Buttigieg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Buttigieg Usa primarie dem" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Pete-Buttigieg-si-ritira-dalle-primarie-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le primarie democratiche in South Carolina hanno mietuto la prima ed illustre vittima tra gli aspiranti candidati: <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>, astro nascente dei <strong>moderati</strong> e sindaco 38enne della città di South Bend si è infatti ritirato dalla competizione elettorale dopo il deludente 8 per cento riscosso all&#8217;ultimo round di questa lunga sfida politica. Il ritiro, forse prematuro, ha colto di sorpresa: Buttigieg si era piazzato al primo posto, per voti ricevuti, in Iowa ed al secondo posto in New Hampshire, dove ad imporsi era stato Bernie Sanders. I caucus del Nevada, invece, avevano visto Buttigieg raggiungere il terzo posto dietro <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> e Biden.</p>
<h2>Una rinuncia dolorosa</h2>
<p>La scelta di Buttigieg potrebbe essere stata influenzata dalle prospettive poco incoraggianti offerte dai <strong>sondaggi nazionali</strong>: secondo questi ultimi, infatti, il sindaco di South Bend sarebbe al quarto o quinto posto, con circa il 10 per cento dei consensi, nelle intenzioni di voto degli elettori delle primarie. Molto distanti gli sfidanti principali: da Bernie Sanders, saldamente al primo posto con percentuali di voto stimate tra il 25 ed il 33 per cento a Joe Biden e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg</a>, stimati rispettivamente intorno al 21 per cento e tra il 14 ed il 21 per cento. Davanti a Buttigieg ci sarebbe stata poi, secondo la maggior parte dei sondaggi, anche Elizabeth Warren. Naturale, dunque, che la stella nascente  del Partito Democratico abbia tratto le sue conclusioni e scelto di abbandonare una sfida che, con tutta probabilità, non lo avrebbe visto trionfare. Il ritiro di Buttigieg dovrebbe poi rafforzare la performance di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, anziano ex vicepresidente di Obama ed esponente più importante dello schieramento moderato: i voti del sindaco di South Bend, infatti, dovrebbero <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">confluire</a> su di lui e consentirgli di insidiare il primato di Bernie Sanders. Una notizia, quest&#8217;ultima, che dovrebbe rassicurare quei big moderati del Partito da sempre ostili alle posizioni politiche di Sanders, che pare ormai lanciato verso la vittoria finale e che potrebbe dunque essere il prossimo sfidante di Donald Trump alle elezioni di novembre 2020.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>La giovane età ed il carisma</strong> di Buttigieg dovrebbero comunque consentire all&#8217;uomo politico di riprovare, nei prossimi anni, la scalata alla presidenza oppure di consolidare le sue posizioni, all&#8217;interno del Partito, cercando l&#8217;elezione a deputato, senatore o governatore. L&#8217;età avanzata di Biden, infatti, potrebbe portare Buttigieg ad emergere, a breve, come esponente di riferimento dell&#8217;ala moderata del partito. Per quanto riguarda la sfida in corso, invece, non sembra che l&#8217;establishment dei Democratici abbia ordito una sorta di complotto contro <strong>Sanders</strong> per facilitare la vittoria di Biden. L&#8217;avanzamento delle primarie, più semplicemente, tende ad eliminare dalla competizione quei candidati più deboli, con meno risorse finanziarie o desiderosi di ritentare quando le condizioni saranno più opportune e questo è quello che dovrebbe essere successo a Buttigieg. La prossima a cadere potrebbe essere Amy Klobuchar, donna del Midwest ed esponente moderata che però non godrebbe di prospettive particolarmente favorevoli nei prossimi round delle primarie democratiche. Anche lei, come Buttigieg, potrebbe defilarsi prima che la rotta diventi eccessiva e ritentare la fortuna al prossimo giro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/pete-buttigieg-si-e-ritirato-dalle-primarie-del-partito-democratico.html">Il ritiro choc di Buttigieg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La sfida dei democratici in Texas</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 11:49:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Primarie democratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas democratici (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Turning Texas Blue. I democratici chiamati a votare nella giornata del Super Tuesday per le primarie presidenziali nello Stato della stella solitaria ragionano ad alta voce sulla possibilità di considerare la contesa locale che assegnerà 228 delegati come l&#8217;inizio di una manovra volta a strappare il Texas ai repubblicani nelle elezioni di novembre. Beto O&#8217;Rourke, con il 48% dei voti conquistati, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sfida-dei-democratici-in-texas.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas democratici (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Texas-primarie-Dem-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><em>Turning Texas Blue</em>. I democratici chiamati a votare <a href="https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html">nella giornata del Super Tuesday</a> per le <strong>primarie presidenziali </strong>nello Stato della stella solitaria ragionano ad alta voce sulla possibilità di considerare la contesa locale che assegnerà <strong>228 delegati </strong>come l&#8217;inizio di una manovra volta a strappare il Texas ai repubblicani nelle elezioni di novembre.</p>
<p><strong>Beto O&#8217;Rourke,</strong> con il 48% dei voti conquistati, è andato vicino nel 2018 a strappare il seggio senatoriale a <strong>Ted Cruz, </strong>esponente repubblicano, facendo emergere una tendenza verso cui sembrano spingere le tendenze politiche e demografiche del Texas: l&#8217;aumento del peso delle <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/migranti-africani-stati-uniti.html">minoranze</a> ispaniche e nere nelle aree al confine col Messico e nelle grandi città aumenta nel partito dell&#8217;asinello la speranza di poter fare il colpaccio. Tornando ad egemonizzare uno Stato a lungo feudo incontrastato dei democratici, che lo hanno governato per 105 anni consecutivi dal 1874 al 1979 ma che alle elezioni presidenziali non vincono dai tempi di <strong>Jimmy Carter </strong>nel 1976.</p>
<p>In passato la coalizione che sosteneva l&#8217;egemonia democratica nel sud era quella dei <strong>Southern Democrats</strong>: bianchi, conservatori sui temi etici e più aperti all&#8217;interventismo economico, cruciali nello sviluppo del New Deal di Franklin Delano Roosevlt, da loro barattato con lo stop a qualsiasi discussione sui diritti civili, i democratici del Sud passarono gradualmente ai repubblicani negli Anni Settanta sulla scia dell&#8217;avanzamento dell&#8217;evangelismo politico, della rivoluzione neoliberista e dell&#8217;ascesa di Ronald Reagan. Oggi, invece, i democratici mirano a espugnare il nuovo fortino repubblicano proprio isolando il loro storico bacino elettorale e puntando sulla somma del voto delle aree urbane con la convergenza elettorale delle minoranze.</p>
<p>&#8220;Attivare il voto dei <em><strong>tejanos</strong></em> è ormai da anni il sogno del partito democratico: <em>turning Texas blue.</em> Un sogno neppure troppo proibito, se si considera che la demografia gioca a favore dei dem, con le minoranze che diventano maggioranze e i bianchi in declino&#8221;, sottolinea <em>La Stampa</em>. &#8220;Nel 2016 Hillary Clinton l&#8217; aveva detto chiaramente: &#8216;Se i neri e gli ispanici vanno a votare possiamo vincere il Texas&#8217;. Non andò così&#8221;. Conquistando oltre <strong>4 milioni di voti </strong>O&#8217;Rourke nel 2018 ha conquistato più consensi di qualsiasi esponente dem in una contesa in Texas: un bacino di voti pronto a essere ereditato dal candidato alle elezioni di novembre, a patto di costruire una coalizione equilibrata.</p>
<p>Dopo il ritiro-choc del giovane <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-pete-buttigieg.html">Pete Buttigieg</a>,in Texas come nel resto degli Stati del Super Tuesday sarà corsa a tre: <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, forte di un programma radicalmente di sinistra, parte come favorito nei sondaggi sull&#8217;ex vicepresidente <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> e sull&#8217;ex sindaco di New York <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">Michael Bloomberg.</a></p>
<p>La vittoria di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-vittoria-di-biden-in-south-carolina.html">Joe Biden in South Carolina</a> lo ha posizionato come candidato più forte tra la minoranza afroamericana, mentre gli <strong>ispanici</strong> e i latini sono tendenzialmente più favorevoli a Sanders. Da valutare Bloomberg, che punta forte su un declino della candidatura di Biden che non sembra ancora in procinto di accadere.<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/la-corsa-a-ostacoli-dei-democratici-usa/"> Il Texas rappresenta uno spaccato delle molte anime che agitano i democratici</a>, nei quali alla tradizionale faglia politica (sinistra contro centro) si è aggiunta quella della ricomposizione del particolarismo. &#8220;Una ricchezza, ma anche un punto debole, soprattutto di fronte a un partito repubblicano che ha riconquistato compattezza&#8221;, chiosa il quotidiano torinese.</p>
<p>Le primarie texane daranno un&#8217;idea del peso e dei <strong>rapporti di forza</strong> interni al partito, che a loro volta condizioneranno, se gestiti con realismo dai democratici, la strategia elettorale verso le presidenziali di novembre. I democratici possono strappare il Texas ai repubblicani solo se riusciranno a impostare una strategia di ampio respiro capace di mobilitare il più ampio numero di elettori possibile: lo Stato della stella solitaria è un laboratorio dei nuovi equilibri della società americana e della capacità dei partiti di gestirli. Trasformare il Texas da uno Stato saldamente rosso a uno <em>swing state </em>potrebbe essere un successo per i democratici, ma ne sarà capace il partito dell&#8217;asinello nella sua condizione attuale, fatta di divisioni e aspre rivalità interne? La risposta dipenderà dall&#8217;acume politico e dalla responsabilità dei candidati.</p>
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		<title>La madre di tutte le battaglie: gli Stati del &#8220;Super Tuesday&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 07:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
		<category><![CDATA[Super Tuesday]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Candidati democratici (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Martedì 3 marzo sarà già, inaspettatamente, il giorno del giudizio per molti candidati che sperano di ottenere la nomination democratica per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Nella corsa di avvicinamento ai primi caucus in Iowa sembrava profilarsi una situazione incerta, con candidati di diverso profilo e orientamento politico concordi nel ritenere non decisive &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Candidati democratici (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Candidati-democratici-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Martedì 3 marzo sarà già, inaspettatamente, il giorno del giudizio per molti candidati che sperano di ottenere la nomination democratica per la corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Nella corsa di avvicinamento ai primi caucus in Iowa <a href="https://www.insideover.com/politics/where-we-stand-after-the-latest-democratic-debate.html">sembrava profilarsi una situazione incerta</a>, con candidati di diverso profilo e orientamento politico concordi nel ritenere <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html">non decisive le prime schermaglie elettorali</a> e, di fatto, decisi a ritenere il voto di 14 diversi Stati nella giornata del &#8220;Super Tuesday&#8221; il vero inizio della gara elettorale.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="delegati dem" src="https://e.infogram.com/3de1ea68-7eb6-4401-91b5-2bc9259949df?src=embed" width="100%" height="500" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Le prime settimane hanno cambiato tutte le carte in tavola. <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a> </strong>si è rapidamente profilato come il favorito a sorpresa della corsa, risultando il più <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">solido e trasversale dei candidati</a> e, contrariamente alle attese, la corsa del 3 marzo avrà dunque un favorito da battere. La capacità di compattare un blocco sociale trasversale, radicato sia nelle fasce economicamente più svantaggiate che tra i giovani e gli studenti, ha permesso all&#8217;anziano senatore del Vermont di staccare notevolmente <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>, </strong>che è apparso troppo radicato alla sua posizione centrista, e di respingere i primi assalti di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Pete Buttigieg</strong></a>, il giovane ex sindaco di South Bend che si presenta <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html">con un&#8217;agenda tecnocratica</a>. Mina vagante <strong>Michael Bloomberg</strong>, <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-michael-bloomberg.html">l&#8217;ex sindaco di New York</a> che farà il suo debutto nel Super Tuesday e mira a assistere al tracollo di Biden per arrivare in testa tra l&#8217;elettorato moderato, soprattutto urbano, e diventare il polarizzatore degli anti Sanders.</p>
<p><a href="https://www.vox.com/2020/2/5/21113779/2020-presidential-delegate-tracker">1.344 dei 3.979 delegati della Democratic National Conventio</a>n che sceglierà il candidato alla Casa Bianca saranno in palio nelle contese del tre marzo, che riguarderanno Stati molto diversi tra loro: Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia. Uno spaccato dell&#8217;America in cui si possono riassumere le molte anime dei democratici e, al tempo stesso, la complessità del processo che porterà all&#8217;emersione dello sfidante di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener">Donald Trump</a> all&#8217;interno di un partito lacerato dai conflitti tra la sua ala sinistra e l&#8217;<strong>establishment</strong>.</p>
<h2>California, il bersaglio più ambito</h2>
<p>Con 415 delegati, la <strong>California </strong>è senza ombra di dubbio il bersaglio più importante della corsa elettorale alla nomination. Il Golden State porterà in dote al vincitore nella sua corsa interna la consacrazione a ruolo di favorito: Stato democratico per eccellenza e <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-california-e-trump-ora-e-scontro-sulla-pena-di-morte.html">roccaforte dell&#8217;anti-trumpismo</a>, la California sta conoscendo un&#8217;evoluzione in senso sempre più multiculturale del suo elettorato che potrebbe penalizzare chi è percepito come un candidato eccessivamente sgradito o, al contrario, difficilmente in grado di slegarsi dalla dipendenza da un unico gruppo etnico o sociale. Questo è ad esempio il caso di Joe Biden, che è in testa nelle regioni molto popolate da afroamericani ma fatica a imporsi su un preciso blocco sociale.</p>
<p>ll recente risultato del <strong>Nevada </strong>rafforza la tendenza indicata dai sondaggi che vede in Sanders il favorito per la conquista della California, con percentuali di voti superiori ampiamente al 25% dei consensi: &#8220;il Nevada è uno stato etnicamente diversificato e Sanders ha fatto bene tra una vasta gamma di gruppi demografici, tra cui il 53% degli ispanici e il 27% degli afroamericani. Questo è un elettorato abbastanza buono per Sanders: elettorato giovane, classe operaia, sindacalizzato, fortemente ispanico&#8221;, commenta la <a href="https://www.facebook.com/pg/elezioniusa/posts/?ref=page_internal">pagina Facebook di informazione &#8220;Elezioni USA 2020&#8221;.</a> Uno scenario analogo potrebbe essere quello più plausibile nel melting pot californiano.</p>
<h2>Le primarie dem nell&#8217;America profonda</h2>
<p>Il senatore del Vermont, stando alle previsioni di FiveThirtyEight, conduce la corsa anche nell&#8217;America profonda, negli Stati a tradizione repubblicana in cui i democratici andranno a competere nel Super Tuesday.</p>
<p>Il <strong>Texas </strong>è caratterizzato da un contesto etnico-sociale e da un&#8217;ampiezza demografica tale da essere uno Stato complesso e caleidoscopico come la California. L&#8217;ideale perché la capacità di compattamento di Sanders possa radicarsi.</p>
<p>Situazione molto polverizzata, invece, in Stati come <strong>Tennessee, Alabama e Arkansas, </strong>sbancati a larga maggioranza da Trump nel 2016. Nel cuore conservatore dell&#8217;America il partito dell&#8217;asinello si scompone sulle linee di faglia da cui è attraversato: centri urbani contro periferia, contee rurali contro contee più sviluppate, in maniera analoga a quanto accaduto tra Trump e Hillary Clinton nelle presidenziali del 2016. <strong>Joe Biden </strong>può sfruttare in Alabama il suo maggior ascendente sulla comunità afro-americana, mentre negli altri Stati i toni anti-establishment di Sanders possono far più presa su una popolazione complementare alla solida roccaforte tradizionalista, ostile al governo centrale e vicina alle confesisoni evangeliche che sostiene i repubblicani.</p>
<p>Parliamo di Stati dove, in ogni caso, il vincitore democratico delle primarie difficilmente prevarrà a novembre: in ogni modo, il test in questi Stati è egualmente fondamentale perchè permetterà di capire chi nel partito detiene maggiore elasticità per potersi confrontare con Trump nel rapporto tra le varie anime dell&#8217;America in quegli Stati elettoralmente in bilico, dal Michigan alla Florida.</p>
<h2>La costa Est, feudo democratico</h2>
<p><strong>Massachusetts, Vermont e Virginia, </strong>Stati dell&#8217;Est a forte tradizione democratica, e il <strong>Minnesota </strong>saranno invece contese in un certo senso più &#8220;tradizionali&#8221;, in cui più conteranno programmi, prese di posizione e radicamento territoriale dei singoli contendenti. Non a caso nell&#8217;ultimo di questi quattro Stati è data in testa la senatrice &#8220;di casa&#8221; <strong>Amy Klobuchar, </strong>contendente di secondo piano e di minor peso, i cui delegati potrebbero però tornare utili ai concorrenti nel caso in cui in estate si arrivasse a una convention contesa. Scontata la vittoria massiccia di Sanders in Vermont, tra <strong>Boston e Richmond, </strong>invece, Bloomberg e Buttigieg possono giocarsi carte importanti.</p>
<p><iframe id="datawrapper-chart-486f9" style="width: 0; min-width: 100% !important; border: none;" title="Le primarie dem Stato per Stato" src="//datawrapper.dwcdn.net/486f9/1/" height="500" frameborder="0" scrolling="no" aria-label="USA states choropleth map"></iframe><script type="text/javascript">!function(){"use strict";window.addEventListener("message",function(a){if(void 0!==a.data["datawrapper-height"])for(var e in a.data["datawrapper-height"]){var t=document.getElementById("datawrapper-chart-"+e)||document.querySelector("iframe[src*='"+e+"']");t&&(t.style.height=a.data["datawrapper-height"][e]+"px")}})}(); </script><br />
Di fronte a un elettorato mediamente più urbanizzato e simile all&#8217;idealtipo dell&#8217;elettore democratico di middle class, gli Stati dell&#8217;Est potranno dar indicazioni su quale dei candidati centristi potrebbe rappresentare un oppositore credibile a Sanders e contendergli sul campo la conquista diretta della nomination. Sanders sta emergendo perchè capace di navigare in direzione contraria alla tendenza democratica a cavalcare il particolarismo della società americana, non ragionando in termini di minoranze da aggregare ma di coalizioni da costruire, come detto, con spirito trasversale e con un programma politico-economico inclusivo, che va dalla promessa di una sanità pubblica universale alla sfida ai monopoli finanziari.</p>
<p>Il <strong>Super Tuesday sarà dunque già decisivo, </strong>e punirà chi pensava di fare dell&#8217;affollamento al centro un asset per emergere: tra Biden, Buttigieg e Bloomberg qualcuno è già di troppo, e il voto dei quattordici Stati di marzo rischia di vedere il più debole tra i tre costretto a dare forfait. Una posizione delicata, in particolar modo, per l&#8217;ex sindaco di New York che inaugura con gran sfoggio di risorse la sua corsa alla presidenza dopo che nel mare democratico le prime, impetuose correnti si erano già mosse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-madre-di-tutte-le-battaglie-gli-stati-del-super-tuesday.html">La madre di tutte le battaglie: gli Stati del &#8220;Super Tuesday&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Usa 2020: tra latinos e black power</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-2020-tra-latinos-e-black-power.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 11:50:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni americane 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Usa 2020]]></category>
		<category><![CDATA[Usa 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bloomberg Usa Black (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Man mano che la corsa per le primarie passa di Stato in Stato, il corteggiamento degli ethnics negli Stati Uniti si fa sempre più serrato. Un meccanismo complesso, ricco di sfumature spesso contorte, che affondano le loro radici nella storia come negli ultimi eventi, in atteggiamenti sociologici e psicologici che fanno dell’esperimento americano un unicum &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-2020-tra-latinos-e-black-power.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="772" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bloomberg Usa Black (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Micheal-Bloomberg-Black-America-La-Presse-e1582112999854-1024x527.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Man mano che la corsa per le primarie passa di Stato in Stato, il corteggiamento degli <em>ethnics</em> negli Stati Uniti si fa sempre più serrato. Un meccanismo complesso, ricco di sfumature spesso contorte, che affondano le loro radici nella storia come negli ultimi eventi, in atteggiamenti sociologici e psicologici che fanno dell’esperimento americano un <em>unicum</em> nel suo genere. Da qui scaturisce che, al di là di ogni conclusione banale, non tutti gli immigrati votano democratico così come tutti gli elettori repubblicani di certo non appartengono alla vecchia categoria dei WASP. Così, ogni candidato finisce per flirtare con una precisa fetta del crogiuolo americano: un esempio di rottura fu George W. Bush, il primo candidato americano ad esprimersi in spagnolo che si portò dietro vaste fette dell’elettorato ispanico del Sud dove era per tutti “George <em>el arbusto</em>”.</p>
<h2>Il fronte democratico</h2>
<p>La questione del sostegno alle minoranze è forse l&#8217;ignoto più significativo nelle elezioni del 2020. <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-partono-male-ecco-il-flop-che-puo-regalare-a-trump-la-vittoria.html">La debacle di <strong>Biden</strong> in Iowa</a> e nel New Hampshire hanno messo in crisi la figura di quello che avrebbe dovuto essere il <em>front runner</em> di queste elezioni. Una sconfitta clamorosa che ha costretto gli elettori e gli esperti a mettere in discussione l’eventuale <em>appeal</em> di Biden sulle persone di colore. L’ex vicepresidente, tuttavia, starebbe già guardando oltre, alla Carolina del Sud, per resuscitare la sua candidatura.</p>
<p>Ancor prima che i risultati finali del New Hampshire mostrassero l’inglorioso quinto posto, era volato in Carolina del Sud per un raduno di entusiasti sostenitori. Un coro gospel ad accoglierlo, furba strategia di marketing politico nemmeno tanto velato. Proprio la capacità di mobilitare il supporto nero nella Carolina, che voterà il 29 febbraio, e in tutto il Sud è stata a lungo la base della candidatura di Biden &#8211; un presunto vantaggio che avrebbe messo in evidenza la sua capacità di creare una coalizione diversa per battere  Trump. Eppure, sono apparse grosse crepe in quel supporto, e lo testimoniano alcuni sondaggi tra influenti democratici locali e nazionali. Mentre Biden rimane il favorito tra molti leader del partito, molti democratici della Carolina del Sud affermano che un altro candidato, Tom Steyer, è diventato un fattore temibile nella corsa alle primarie. Il miliardario californiano ha sollecitato in modo aggressivo gli elettori neri, spendendo molto in pubblicità e generando denaro per le imprese in tutto lo stato.</p>
<p>I vantaggi politici che un tempo sembravano una formalità per la campagna di Biden &#8211; come l&#8217;approvazione del più potente democratico dello stato, il rappresentante James E. Clyburn &#8211; sono ora incerti. Come la maggior parte degli elettori democratici in occasione delle primarie, gli elettori di minoranza si preoccupano maggiormente di scegliere qualcuno che possa sconfiggere il presidente Donald Trump. E Biden non ha certamente ispirato fiducia su quel fronte. Qualcuno può trarne vantaggio? Buttigieg e Klobuchar, in teoria. Pete Buttigieg ha lottato per gran parte della campagna per attirare qualsiasi sostegno afroamericano e <a href="https://www.people-press.org/2020/01/30/as-voting-begins-democrats-are-upbeat-about-the-2020-field-divided-in-their-preferences/">un nuovo sondaggio di questa settimana</a> ha mostrato che il sostegno di Biden tra gli elettori neri a livello nazionale è sceso dal 49 % del mese scorso al 27 % di questo mese. La disfatta in Iowa e New Hampshire, tuttavia, potrebbe anche essere un incidente di percorso perché trattasi di stati tradizionalmente bianchi e che, dunque, non esprimono culturalmente l’elettorato nella sua interezza. Resta però l’ipotesi dell’aver sopravvalutato Biden: il fatto di essere stato il vice di un ex presidente afroamericano automaticamente gli ha appiccicato addosso l’etichetta di <em>black runner</em>, ma la realtà è ben diversa: soprattutto nel Sud i candidati democratici (che qui devono anche fronteggiare la loro fascia conservatrice, i <em>dixiecrats</em>) devono confrontarsi con una nuova generazione di amministratori neri che non ha nessun atteggiamento di deferenza verso la politica nazionale.</p>
<p>Del resto bisogna anche ricordare che Biden non venne scelto da Obama nel suo <em>ticket</em> perché proveniente dalle fila dei movimenti per i diritti civili: Biden non ha mai fatto parte di quella subcultura e venne nominato fondamentalmente perché un bianco “sicuro”. Conscio di questo ribasso del rivale di partito, <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-trionfa-in-new-hampshire.html">Sanders</a> sta cercando, invece, di puntare sugli ispanici per dimostrare che è lui, non Biden, l’uomo adatto per riunire una coalizione vincente: è ci è riuscito benissimo. A pochi giorni dai caucus del Nevada, ha ottenuto l&#8217;<em>endorsement</em> di una delle principali associazioni ispaniche dello stato cruciale per il voto latino, Mijente, un&#8217;organizzazione di attivisti che mobilita il voto degli elettori ispanici. A fare breccia nel cuore degli ispanici il programma di giustizia economica e la proposta della moratoria delle deportazioni dei migranti senza documenti. Al di fuori della Carolina del Sud, tutti i <em>competitors</em> devono affrontare, inoltre, gli sforzi di Bloomberg e il suo budget stellare speso in tutto il Sud per contendersi stati chiave come Alabama, Arkansas e Tennessee.</p>
<h2>Trump e il fronte repubblicano</h2>
<p>Nonostante lo scossone provocato dal tentativo di <em>impeachment</em> e la bufera in seguito al <a href="https://it.insideover.com/politica/lira-dei-repubblicani-su-romney.html">voto di Mitt Romney</a>, il fronte repubblicano dovrebbe essere più semplice: l’<em>incumbent</em> Trump sarà quasi sicuramente il candidato del GOP per il <em>super Tuesday</em>. Tecnicamente, sul suo cammino si profila un solo avversario, l’ex governatore del Massachusetts Bill Weld, con infinitesime possibilità di farcela. Nel 2020 tutti gli afroamericani che non avevano votato per Trump o che non avevano votato affatto potrebbero prendere in considerazione i Repubblicani. Grande effetto di propaganda ha suscitato il <a href="https://www.congress.gov/bill/115th-congress/house-bill/5682/actions.?KWICView=false"><strong>First Step Act</strong></a> &#8211; la firma della legge sulla riforma della giustizia penale del presidente Trump che crea un&#8217;opportunità per migliaia di prigionieri federali di ottenere una liberazione anticipata &#8211; così come i piani di intervento per stimolare gli investimenti in comunità povere, spesso dominate da minoranze.</p>
<p>Ma il flirt con il mondo afroamericano si estrinseca anche in altri tipi di <em>soft power:</em> a novembre, ad esempio, è nato il progetto “Black voices for Trump”, un programma militante dedicato alla cura degli attivisti, alla registrazione di nuovi elettori e alle tradizionali <em>moral issues</em> come l’aborto. Eventi di sensibilizzazione e corsi di formazione per il contatto con gli elettori sono già stati organizzati in Carolina del Nord, Pennsylvania e Virginia lo scorso anno, ricevendo l’imprimatur del presidente in quel di Atlanta, città natale di <strong>Martin Luther King</strong>. L’obiettivo è quello di sanare il pessimo risultato del 2016 quando si fermò all’8% del sostegno degli afroamericani: qui Trump ha ottenuto un<em> endorsement </em>tutt&#8217;altro che secondario, ovvero quello di <strong>Alveda King</strong>, nipote del celebre reverendo e strenua sostenitrice del movimento antiabortista di stampo evangelico. Le chiese delle comunità afroamericane sono una roccaforte culturale e sulle questioni etiche e sociali gli elettori neri sono più conservatori degli elettori bianchi. Tuttavia il lavoro non sarà facile. La campagna del 2016 fu costellata da accuse ed episodi di razzismo.</p>
<p>Durante il periodo in cui il presidente Obama era in carica, Trump, tra l’altro, era il principale sostenitore del movimento &#8220;birther&#8221;, che affermava falsamente che il presidente fosse nato in Kenya e quindi &#8220;non americano&#8221;. Tuttavia, Trump potrebbe aumentare il suo riscontro a livello nazionale tra gli elettori neri fino al 17%, con margini ancora maggiori negli <em>swing states</em>. Passando al mondo ispanico, <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2020/02/latino-support-trump-problem-democrats/606613/">&#8220;Trump ha fatto quasi tutto il possibile per inimicarselo&#8221; come sostiene Kristian Ramos, ex portavoce del caucus ispanico del Congresso</a>. Eppure, il suo sostegno rimane sorprendentemente coerente. Dopo le elezioni del 2016, i sondaggi analizzati dal Pew Research Center hanno mostrato che il 28% degli elettori ispanici aveva sostenuto Trump, percentuale che sale al 30% nei sondaggi più recenti. Una percentuale non da capogiro che però segna una sconfitta per i democratici che non sono riusciti a strappargli il sostegno di questa porzione di elettorato. I democratici hanno perso le elezioni del 2016 con circa il 66 percento dei voti <em>latinos</em>. Sulla base dei sondaggi di uscita degli ultimi tre cicli elettorali, si stima che i democratici abbiano bisogno di circa il 70% di questo voto per riprendersi Casa Bianca. Quali le loro colpe? Quell&#8217;equazione tra il mondo ispanico e il tema dell’immigrazione che ha fagocitato tutto il resto, non offrendo a questa fetta di americani una nuova narrazione per il futuro. Fra l’altro il mondo ispanico è frammentato esattamente come quello afroamericano (gli americani di origine messicana hanno esigenze differenti dai figli degli esuli cubani, ad esempio) e sconta anche una fortissima <strong>frattura intergenerazionale</strong>: i figli sono e si sentono più americani dei padri che si sono trasformati nei nuovi conservatori, affermando di prediligere Trump per un unico grande tema: la crescita economica.</p>
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		<title>Sanders trionfa in New Hampshire</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/sanders-trionfa-in-new-hampshire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 10:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bernie Sanders (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Bernie Sanders ha vinto le primarie democratiche in New Hampshire. Il &#8220;vecchio leone&#8221; del Vermont bissa così il risultato dell&#8217;Iowa, dove era arrivato appaiato con Pete Buttigieg. L&#8217;ex sindaco di South Bend, questa volta, è stato distanziato di un punto, ma è comunque salito sul secondo gradino del podio. Sul grande sconfitto non esistono dubbi: &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-trionfa-in-new-hampshire.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1003" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bernie Sanders (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-1024x685.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bernie Sanders</strong></a> ha vinto le primarie democratiche in<strong> New Hampshire</strong>. Il &#8220;vecchio leone&#8221; del Vermont bissa così il risultato dell&#8217;Iowa, dove era arrivato appaiato con<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-pete-buttigieg.html" target="_blank" rel="noopener"><strong> Pete Buttigieg</strong></a>. L&#8217;ex sindaco di South Bend, questa volta, è stato distanziato di un punto, ma è comunque salito sul secondo gradino del podio. Sul grande sconfitto non esistono dubbi: <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Joe Biden</strong></a>, appena iniziato lo spoglio elettorale, era già volato in direzione della <strong>South Carolina</strong>, un altro Stato che tra poco sarà chiamato ad esprimersi. Quelli dell&#8217;Iowa erano caucus, ossia riunioni informali tra cittadini, iscritti e simpatizzanti. In New Hampshire, invece, si è votato mediante il <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/come-funzionano-le-elezioni-presidenziali-americane.html" target="_blank" rel="noopener">tipico meccanismo delle primarie</a>. Ci si attendeva che l&#8217;ex vice di <strong>Barack Obama</strong> potesse sfruttare il &#8220;fattore partito&#8221;, ma così non è stato.</p>
<p><figure id="attachment_258083" aria-describedby="caption-attachment-258083" style="width: 928px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-258083" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/primarie-dem-in-new-hampshire-928x1024.png" alt="Primarie dem in New Hampshire (Infografica di Alberto Bellotto)" width="928" height="1024" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/primarie-dem-in-new-hampshire-928x1024.png 928w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/primarie-dem-in-new-hampshire-272x300.png 272w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/primarie-dem-in-new-hampshire-768x847.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/primarie-dem-in-new-hampshire.png 1740w" sizes="auto, (max-width: 928px) 100vw, 928px" /><figcaption id="caption-attachment-258083" class="wp-caption-text">Primarie dem in New Hampshire (Infografica di Alberto Bellotto)</figcaption></figure></p>
<p>Bernie Sanders ha ottenuto il 26% dei consensi. Pete Buttigieg si è fermato al 25%. In termini di delegati, entrambi i candidati democratici se ne aggiudicano nove. E poi c&#8217;è <strong>Amy Klobuchar</strong>: una senatrice del Minnesota, e moderata, che sarebbe dovuta uscire dal gioco della tornata interna in tempi piuttosto brevi, ma che in New Hampshire si è affermata con un solido 20%. I voti di Buttigieg e quelli della Klobuchar provengono dallo stesso bacino elettorale cui guarda Biden. La campagna dell&#8217;ex numero due della Casa Bianca, per ora, è un vero e proprio disastro. Le cose potrebbero cambiare dal super Tuesday in poi. Il prossimo 3 marzo si recheranno alle urne i cittadini di almeno dieci Stati federali. Se Biden dovesse fallire ancora, allora la sua corsa alla nomination sarebbe finita. <strong>Michael Bloomberg</strong>, che scenderà in campo proprio il 3 marzo, è pronto ad assestare un colpo potenzialmente finale alle velleità del favorito. Elementi che contribuiscono a chiarire il perché Obama non abbia ancora dato pieno appoggio al suo delfino.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener">Donald Trump</a>, che è un finissimo stratega e che ha già fiutato l&#8217;aria, sta avvertendo Sanders: i Dem &#8211; ripete in pubblico &#8211; hanno di nuovo intenzione di sbarrare la strada all&#8217;esponente socialista. Un po&#8217; com&#8217;è successo quattro anni fa, con la vittoria risicata di <strong>Hillary Clinton</strong>. Bloomberg, peraltro, ha annunciato di essere disposto a mettere sul piatto un miliardo di dollari pur di battere The Donald. La sensazione è che sul lungo periodo la sfida possa trasformarsi in un duello tra un candidato massimalista &#8211; Sanders è abbastanza certo di potersi confrontare sino alla fine &#8211; e un candidato moderato. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/primarie-dem-new-hampshire-vince-sanders-secondo-buttigieg-1825383.html">Se la prima casella sembra essere già stata occupata</a>, la seconda resta contesa. Joe Biden, Michael Bloomberg, Pete Buttigieg ed Amy Klobuchar: quattro centristi per un posto.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none;" title="delegati dem" src="https://e.infogram.com/3de1ea68-7eb6-4401-91b5-2bc9259949df?src=embed" width="100%" height="791" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La frammentazione degli asinelli sta regalando grandi gioie al presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, che non ha avversari di rilievo e che sta correndo alle primarie repubblicane come fossero una mera formalità. Trump deve sperare che a vincere tra i Dem sia Sanders. Gli elettori moderati, a quel punto, potrebbero guardare soltanto dalle parti del Gop. E Sanders sarebbe chiamato alla realizzazione di un miracolo politico. Un&#8217;annotazione la merita Pete Buttigieg, che sta continuando a stupire. L&#8217;ex marine può sfruttare la scia dei risultati conseguiti sino a questo momento, divenendo nel tempo un candidato adatto alla presidenza. Ma è presto per questo genere di disamine. La senatrice <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-elizabeth-warren.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Elizabeth Warren</strong></a> si è eclissata.</p>
<p>Bloomberg è il più classico dei convitati di pietra. Il fallimento di Biden spalancherebbe le porte a scenari imprevisti. L&#8217;ex sindaco di New York può davvero sfruttare lo spazio lasciato libero da chi avrebbe dovuto vincere in scioltezza. Ma Bloomberg non è un democratico <em>stricto sensu</em>. E l&#8217;establishment degli asinelli rischia, com&#8217;è successo ai repubblicani quattro anni fa, di doversi appoggiare su un candidato abbastanza esterno alle logiche di parte. Biden è convinto che le minoranze possano ancora regalargli la vittoria, ma per ora le primarie Dem stanno raccontando un&#8217;altra storia. Vedremo cosa accadrà in South Carolina.</p>
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		<title>Il New Hampshire può cambiare i Dem</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2020 09:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni primarie negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1211" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders New Hampshire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg 1211w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1211px) 100vw, 1211px" /></p>
<p>La stagione delle primarie del Partito Democratico americano è ormai entrata nel vivo: dopo una lunga fase interlocutoria segnata da dibattiti e polemiche tra le diverse anime dei progressisti americani, spaccati tra moderati e socialisti, è ormai giunto il momento della disfida elettorale, già iniziata con i caucus dell&#8217;Iowa svoltisi il 3 febbraio. I risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-new-hampshire-puo-cambiare-i-dem.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1211" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sanders New Hampshire" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731.jpg 1211w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Bernie-Sanders-New-Hampshire-La-Presse-e1581241272731-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1211px) 100vw, 1211px" /></p><p>La stagione delle primarie del <strong>Partito Democratico</strong> americano è ormai entrata nel vivo: dopo una lunga fase interlocutoria segnata da dibattiti e polemiche tra le diverse anime dei progressisti americani, spaccati tra moderati e socialisti, è ormai giunto il momento della disfida elettorale, già iniziata con i caucus dell&#8217;Iowa svoltisi il 3 febbraio. I risultati dell&#8217;Iowa hanno però generato polemiche per la lentezza con cui sono stati diffusi ed in ogni caso hanno visto un sostanziale pareggio tra Pete Buttigieg, trentotto anni ed astro nascente dei Democratici moderati, giunto al primo posto con il 26,2 per cento dei voti ed il senatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bernie-sanders.html">Bernie Sanders</a>, settantotto anni e coriaceo esponente della sinistra radicale, piazzatosi, con il 26,1 per cento dei consensi, subito dietro a Buttigieg. Più distanziati la senatrice Elizabeth Warren, anche lei schierata su posizioni ultraprogressiste, con il 18 per cento dei voti e l&#8217;ex vicepresidente moderato Joe Biden, fermo al quarto posto con il 15 per cento dei consensi.</p>
<h2>Prossima tappa: New Hampshire</h2>
<p>Il quarto posto di Joe Biden ha suscitato un certo sconcerto tra gli osservatori ed ha portato ad ipotizzare come l&#8217;uomo politico possa non essere più il favorito per la vittoria finale e come il suo ruolo di<strong> leader dei moderati</strong> potrebbe essere assunto da Buttigieg. Questo trend, però, dovrà essere confermato anche nelle prossime tappe della competizione a partire dal New Hampshire, dove si voterà l&#8217;11 febbraio. Bernie Sanders, stando a quanto riferito da alcuni aggregatori di sondaggi, dovrebbe riuscire a prevalere in questo Stato del Nord-Est, che vota per i Democratici dal 1992 e che è popolato per il 94 per cento da bianchi. L&#8217;anziano leader della sinistra radicale dovrebbe riscuotere una percentuale di voti compresa tra il 24,8 ed il 26,8 per cento di voti mentre il suo rivale più immediato, Buttigieg, lo inseguirebbe partendo da un range compreso tra il 18 ed il 22 per cento delle preferenze elettorali. Subito dietro ci sarebbero, invece, Joe Biden ed Elizabeth Warren. La sfida del New Hampshire, come è facile immaginare, non avrà particolari ricadute numeriche sull&#8217;attribuzione dei delegati per la Convention finale: in ballo, infatti, ci sono appena 33 delegati su un totale di 3979.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Una vittoria oppure una sconfitta in New Hampshire, a causa della grande attenzione mediatica data a questo appuntamento, può comunque avere<strong> ricadute importanti</strong> sulle prospettive future dei diversi aspiranti presidenti. Gli elettori, inoltre, non voteranno secondo la formula del caucus, secondo alcuni poco rappresentativa, ma con il classico scrutinio segreto nell&#8217;urna e ciò rende ancora più importante questa sfida politica, La vittoria di Sanders non è in discussione, ma un&#8217;ulteriore rafforzamento di Buttigieg a discapito di Biden potrebbe segnare un pesante tracollo per la candidatura dell&#8217;ex vicepresidente, che ha disperatamente bisogno di una prestazione convincente per evitare un pericoloso effetto domino sul suo nome che, in realtà, ha goduto di consensi significativi a livello nazionale. Il passato è d&#8217;obbligo perché, secondo l&#8217;istituto FiveThirtyEight, Bernie Sanders avrebbe ora <a href="https://www.nytimes.com/2020/02/07/opinion/democratic-primary-2020-election.html">maggiori chance</a> di giungere ad una vittoria finale rispetto all&#8217;ex vicepresidente. Poche speranze, invece, per la Warren e Buttigieg. Il New Hampshire, in ogni caso, costituirà un succulento banco di prova per gli aspiranti rivali del presidente Donald Trump che, di certo, li attende al varco.</p>
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		<title>Il metodo McKinsey: la tecnocrazia secondo Buttigieg</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 17:33:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico americano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1477" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pete Buttigieg in campagna elettorale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356.jpg 1477w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Pete-Buttigieg-La-Presse-e1580924035356-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1477px) 100vw, 1477px" /></p>
<p>American Socialism contro tecnocrazia: sarà questo il filo conduttore delle primarie democratiche statunitensi dopo i rapporti di forza manifestatisi nel voto in Iowa? È ancora presto per dirlo, ma il fatto che il giovane ex sindaco di South Bend, Pete Buttigieg, abbia ottenuto il secondo posto dietro Bernie Sanders nel voto popolare e sia in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-metodo-mckinsey-la-tecnocrazia-secondo-buttigieg.html">[...]</a></p>
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<p>Buttigieg risponde con i primi risultati sul campo alle ambivalenze dei sondaggi che lo avevano visto a lungo altalenante. E lo fa in uno Stato dell’<strong>America profonda </strong>che a lungo aveva snobbato nel suo tour elettorale, focalizzato soprattutto nelle grandi aree costiere. È ancora presto per dire quanto la spinta dell’Hawkeye State si trasmetterà al resto del Paese: ma tra i dem l’Iowa torna simbolicamente e politicamente importante, <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html">prendendosi una rivincita sul relativo snobismo subito dai candidati focalizzati sul Super Tuesday di marzo</a>. Con Buttigieg il centrismo democratico acquisisce una nuova dimensione non completamente sovrapponibile a quella dell’<strong>establishment <em>liberal </em></strong>a lungo maggioritario nel partito dell’Asinello e, in un certo senso, inedita: quella tecnocratica<strong>.</strong></p>
<p>Il 38enne Buttigieg<strong>, </strong>infatti, ha avuto uno snodo fondamentale nella sua esperienza di formazione nel triennio di lavoro (2007-2010) presso l’ufficio di Chicago di <a href="https://www.politico.com/news/2019/12/06/buttigieg-releases-mckinsey-timeline-077602">McKinsey &amp; Company,</a> la nota società di consulenza manageriale e strategica. Il “modello McKinsey” è funzionale alle dinamiche contemporanee del capitalismo finanziario: la consulenza professionale del gruppo mira a garantire alle società partner un’aggressiva crescita dei margini di profitto e di ritorno sull’investimento nei settori di pertinenza. <a href="https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2020/02/how-mckinsey-destroyed-middle-class/605878/?fbclid=IwAR0gPbc4qLFWMAbaitHQOn2ti0owN_kDKTKFNbVUxpBasLVM0sBan0eQwbA">Come sottolinea <em>The Atlantic </em>in un’analisi dedicata al percorso di Buttigieg in McKinsey</a>, molto spesso questo si concretizza nella dismissione di aree aziendali a favore di subforniture o precarizzazione del lavoro.</p>
<p>Nell’<em>American way </em>il partenariato tra business e politica è consolidato, il lobbying attività definita e, nei limiti del possibile, normata. Ma raramente si è verificata la costituzione di un progetto politico che parla di economia con il gergo della tecnocrazia manageriale, in termini di efficienza, con la presentazione della combinazione tra elitismo manageriale e spirito imprenditoriale come intrinsecamente funzionale al benessere collettivo. Del resto, <em><a href="https://theintercept.com/2019/12/18/capitalisms-consigliere-mckinseys-work-for-insurance-companies-ice-drug-manufacturers-and-despots/">The Intercept</a></em><a href="https://theintercept.com/2019/12/18/capitalisms-consigliere-mckinseys-work-for-insurance-companies-ice-drug-manufacturers-and-despots/"> ha fatto notare</a> come la maniera con cui Buttigieg ha attaccato il programma <strong>Medicare for All </strong>di sanità gratuita contiene molte espressioni tratte dal gergo del settore delle assicurazioni sanitarie. In particolare, l’ex manager del settore <strong>Wendell Potter </strong>ha notato la sua insistenza sul fatto che i principali attacchi di Buttigieg alle proposte democratiche di sanità gratuita universale sono legati alla minaccia ai posti di lavoro nel settore dell’<em>insurance, </em>bersaglio preferito dei clienti di McKinsey abituati a impedire la promozione di programmi di questo tipo.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/sanders-punta-sullamerica-profonda-e-lui-lanti-trump.html">Se Sanders si presenta all’elettorato democratico come l’anti-Trump</a>, capace di parlare al cuore profondo del Paese, alle aree de-industrializzate e agricole con toni capaci di eguagliare il richiamo anti-élite del trumpismo delle origini Buttigieg vuole posizionarsi di riflesso come l’anti-Sanders. Il catalizzatore moderato di chi è spaventato di una svolta radicale a sinistra. Da esterno all’establishment politico del partito, vuole che sia questo a seguirlo sul suo terreno sfruttando la sua capacità di non esservi, contemporaneamente, estraneo in quanto a attitudini. Il punto di congiunzione tra <strong>spirito tecnocratico </strong>di stampo McKinsey e <strong>progressismo liberal </strong>potrebbe essere proprio il giovane ex sindaco di South Bend. Che così facendo polarizzerebbe, assieme a Sanders, il dibattito in una formazione divisa tra le sue molte anime.</p>
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		<title>I dem aspettano il Super Tuesday</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 17:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni negli Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1061" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Democratici Usa Super Tuesday" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le primarie del Partito Democratico statunitense sono prossime all&#8217;inizio. Sotto il cielo del pianeta progressista americano la confusione è molta, ma la situazione è tutt&#8217;altro che eccellente. Le singole personalità del partito hanno annunciato, una dopo l&#8217;altra, la loro intenzione di scendere in campo contro Donald Trump, ma sino ad ora faticano ad emergere linee di tendenza, candidature predominanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-dem-aspettano-il-super-tuesday.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1061" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Democratici Usa Super Tuesday" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-768x424.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Il-Super-Tuesday-negli-Stati-Uniti-La-Presse-e1579021850872-1024x566.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le primarie del <strong>Partito Democratico </strong>statunitense sono prossime all&#8217;inizio. Sotto il cielo del pianeta progressista americano la confusione è molta, ma la situazione è tutt&#8217;altro che eccellente. Le singole personalità del partito hanno annunciato, una dopo l&#8217;altra, la loro intenzione di scendere in campo contro <strong>Donald Trump, </strong>ma sino ad ora faticano ad emergere linee di tendenza, candidature predominanti o possibili alleanze tattiche.</p>
<p>Il recente tentennamento di molti maggiorenti democratici sulla politica estera dopo il caso Soleimani e <a href="https://www.insideover.com/politics/the-race-of-bernie-sanders-for-the-throne-of-washington.html">l&#8217;azione a sorpresa di </a><strong>Bernie Sanders </strong>che ha attaccato duramente i principali rivali, <strong>Elizabeth Warren e Joe Biden, </strong>vanno di pari passo con il declinante interesse dei candidati per il primo Stato in cui la corsa alla nomination avrà luogo, l&#8217;Iowa<strong>.</strong></p>
<p>Il prossimo 3 febbraio, infatti, l&#8217;Hawkeye State sarà, come da tradizione, teatro del primo test elettorale. Storicamente i candidati democratici alla Casa Bianca hanno ritenuto simbolicamente importante un successo a Des Moines e dintorni, in quanto potenzialmente forirero di un vantaggio mediatico, prima ancora che politico. Nel 2016 Hillary Clinton sopravanzò Sanders di soli due delegati, 23 contro 21, facendo presagire le problematiche nell&#8217;approccio all&#8217;elettorato che avrebbero contraddistinto sia la corsa delle primarie che la deludente sfida a Trump.</p>
<p>In questo 2020, tuttavia, non si sente lo stesso tintinnar di sciabole del passato. A farlo notare è <em>Politico<strong>, </strong></em>che ricorda come l&#8217;avvicinamento al caucus dell&#8217;Iowa, in passato Stato battuto a piè sospinto dai più credibili candidati, stia avvenendo in sordina. La liquidità dei consensi e la vaghezza delle gerarchie hanno spinto i principali candidati a diversificare le proprie preferenze.</p>
<p>La Warren ha sino ad ora visitato 26 Stati, Biden 24, l&#8217;astro nascente <strong>Pete Buttigieg </strong>21, il sempreverde Sanders 20. <a href="https://www.politico.com/news/magazine/2020/01/09/iowa-caucus-democrats-2020-096337">Come fa notare </a><em>Politico,</em> &#8220;i diversi candidati hanno dato priorità a diversi Stati&#8221;. Il <strong>South Carolina, </strong>Stato caratterizzato da un&#8217;ampia diversificazione etnica e sociale, &#8220;è ritenuto sempre più pivotale, ma solo i candidati afroamericani&#8221;, tra cui il senatore da poco ritiratosi <strong>Cory Booker, </strong>&#8220;l&#8217;hanno visitata per più di 20 giorni nel 2019&#8221;. La corsa principale, prima ancora che per la costruzione di solide alleanze politiche, è quella ai fondi. Ma inevitabilmente nel campo democratico, presto o tardi, molti nodi dovranno venire al pettine.</p>
<p>La sensazione è che febbraio sarà un mese di attendismo. E che le primarie in Iowa e le successive in New Hampshire e Nevada (11 e 22 febbraio) passeranno, tutto sommato, sotto traccia. Nel frattempo i candidati cercheranno di capire i rapporti di forza per presentarsi con maggior decisione al <strong>Super Tuesday, </strong>il &#8220;martedì grasso&#8221; della corsa alla nomination, <a href="https://www.uspresidentialelectionnews.com/2020-presidential-primary-schedule-calendar/">programmato per il 3 marzo</a>. Quel giorno andranno al voto ben quattordici Stati (Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia) oltre ai democratici residenti all&#8217;estero. Uno snodo cruciale della corsa, dopo il quale sarà inevitabile per diversi candidati tirare le somme, per alcuni di quelli meno quotati gettare la spugna e per i principali, i quattro precedentemente citati e l&#8217;ex sindaco di New York <strong>Michael Bloomberg, </strong>progettare future alleanze.</p>
<p>Sotto la superficie qualcosa, probabilmente, si sta già muovendo. A sinistra è sorprendente la simmetria venutasi a creare tra <strong>Bernie Sanders e Tulsi Gabbard, </strong>la veterana e deputata delle Hawaii, che ha difeso il concorrente dalle accuse recenti di insulti sessisti portate avanti dalla senatrice Warren. Al tempo stesso, al centro è da tenere d&#8217;occhio le dinamiche che potrebbero essere inscenate dall&#8217;ingresso di Bloomberg. L&#8217;ipotesi che l&#8217;ex sindaco di New York possa operare una sorta di convergenza con Buttigieg, forte delle donazioni milionarie della Silicon Valley e di entrature nel mondo del business, è tutt&#8217;altro che peregrina. La profilazione dell&#8217;elettorato potenziale dei due rivela la loro sostanziale somiglianza (<a href="https://www.newsweek.com/black-voters-reject-mike-bloomberg-pete-buttigieg-embrace-joe-biden-bernie-sanders-poll-says-1481662">comprese le diffidenze della comunità afro-americana</a>), il che è sicuramente un indizio di una possibile convergenza in corsa.</p>
<p>Tra le prime tre sfide e il Super Tuesday, proprio la <strong>South Carolina, </strong>che voterà il 29 febbraio, potrebbe offrire utili spunti di rilfessione. La corsa alla nomination democratica inizierà presto la sua fase calda, ma i candidati si sono dati un mese di sostanziale &#8220;tregua&#8221; dandosi appuntamento a marzo. Mentre i giorni passano, tuttavia, le incertezze che dividono i democratici rendono sempre più difficile la costituzione di una piattaforma politica da opporre a quella trumpiana.</p>
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