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	<title>Pervez Musharraf Archives - InsideOver</title>
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	<title>Pervez Musharraf Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il legame pericoloso tra l&#8217;esercito pakistano e gruppi terroristici</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/il-legame-pericoloso-tra-lesercito-pakistano-e-gruppi-terroristici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 14:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le proteste in Pakistan del 2015 (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>New Delhi (e non solo) ha smesso di dormire sogni tranquilli da quando, da più parti, sono iniziate a piovere le prove sempre più schiaccianti delle connivenze tra l’esercito pakistano e i gruppi terroristici sparsi per il paese, in particolare cellule jihadiste. Secondo l’Hindustan Times, la scorsa settimana, il generale Asif Ghafoor, direttore generale delle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-legame-pericoloso-tra-lesercito-pakistano-e-gruppi-terroristici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-legame-pericoloso-tra-lesercito-pakistano-e-gruppi-terroristici.html">Il legame pericoloso tra l&#8217;esercito pakistano e gruppi terroristici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1284" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le proteste in Pakistan del 2015 (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Le-proteste-in-Pakistan-del-2015-1024x685.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>New Delhi (e non solo) ha smesso di dormire sogni tranquilli da quando, da più parti, sono iniziate a piovere le prove sempre più schiaccianti delle connivenze tra l’esercito pakistano e i gruppi terroristici sparsi per il paese, in particolare cellule jihadiste. Secondo l’<a href="https://www.hindustantimes.com/editorials/the-pakistan-army-is-showing-its-true-colours/story-SINSSOqS9sr5HJPiABbNdM.html">Hindustan Times</a>, la scorsa settimana, il generale <strong>Asif Ghafoor</strong>, direttore generale delle relazioni pubbliche inter-servizi, il braccio mediatico dell&#8217;Esercito, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=snwxV_T9odQ">ha visitato la <strong>madrassa di Jamia Rashidia</strong></a> durante un viaggio a Karachi con il capo dell&#8217;esercito, il generale <strong>Qamar Bajwa</strong>.</p>
<h2>La madrassa di Jamia Rashidia</h2>
<p><strong>Jamia Rashidia</strong>  (Jamiatur Rasheed), nota anche come Kulya-tush-Shariah, è una delle principali istituzioni educative e religiose del paese. In breve tempo, la madrassa è diventata famosa sia in patria che all&#8217;estero: l’istituto fornisce istruzione senza l’addebito di alcuna retta e garantisce agli studenti uno stipendio mensile. Si tratta di un centro studi che fornisce corsi specialistici in legge e cultura islamica, arabo, inglese e lingua urdu. Qui, il generale Ghafoor è stato accolto come una celebrità mentre teneva il suo discorso agli studenti: l’istituto è noto per i suoi legami torbidi con il <strong>gruppo Jaish-e-Mohammad</strong>, formazione terrorista islamista con sede in Pakistan ed attiva in Kashmir. Costituita nel 2000, Jaish-e-Muhammad (JeM o Army of Muhammad) mira a minare e rovesciare il controllo indiano sul Kashmir attraverso attacchi a obiettivi strategici. Il gruppo è stato fondato da <strong>Masood Azhar</strong>, che in precedenza aveva combattuto sotto lo stendardo di Harkat-ul-Mujahideen ed è stato collegato ad al-Qaeda. Azhar ha fondato JeM dopo essere stato rilasciato dalla custodia indiana nel 1999, in cambio di oltre 150 ostaggi detenuti su un volo della Indian Airlines che era stato dirottato e deviato a Kandahar in Afghanistan. Azhar è responsabile dell&#8217;organizzazione degli attentati terroristici a Mumbai del 2011 e di un attentato che nel febbraio 2011 in Kashmir. Il gruppo opera con la sponsorizzazione e la copertura politica della Inter-Services Intelligence pakistana, l&#8217;intelligence militare, e viene utilizzato per compiere attentati anche a danno del governo di Delhi. Il gruppo Jaish-e-Mohammad sarebbe responsabile, inoltre, dell’omicidio del giornalista americano <a href="https://www.wsj.com/articles/SB1014311357552611480"><strong>Daniel Pearl</strong> </a>che si era recato in Pakistan nel 2002 per indagare sui rapporti tra al-Qaeda e l&#8217;Intelligence pakistana. Secondo le Nazioni Unite Azhar avrebbe fondato JeM con il sostegno di <strong>Osama bin Laden</strong> e dei talebani afgani e ha sostenuto attivamente la lotta dei talebani contro le forze NATO a guida USA dal 2001.</p>
<h2>Chi è Aurangzeb Farooqi</h2>
<p>Coinvolti in queste <em>liaisons dangereuses</em> anche i <strong>Pakistan Rangers</strong>, un&#8217;organizzazione paramilitare per l&#8217;applicazione della legge in Pakistan che ha come missione primaria proteggere siti importanti come il confine bollente con l&#8217;India. Alcune immagini e video mostrerebbero queste forze speciali fraternizzare con <strong>Aurangzeb Farooqi</strong>, leader del partito Ahle Sunnat Wal Jamaat (ASWJ), un fronte del famigerato Sipah-e-Sahaba Pakistan (SSP), accusato di aver preso parte all&#8217;uccisione di centinaia di membri della minoranza sciita pakistana. Più volte in passato è stato accusato di diffondere l’odio religioso ed è stato legato all&#8217;omicidio di diversi attivisti sciiti pakistani. L&#8217;SSP è riemerso come ASWJ dopo essere stato bandito dall&#8217;ex presidente Pervez Musharraf nel 2002. L&#8217;ASWJ, a sua volta, è stato bandito dal governo pakistano nel 2012. Entrambi i gruppi sono nell&#8217;elenco aggiornato delle organizzazioni vietate dell&#8217;Autorità nazionale antiterrorismo. Diversi analisti sono convinti che dietro Farooqi vi sia la formazione <a href="https://www.voanews.com/extremism-watch/who-lashkar-e-jhangvi"><strong>Lashkar-e-Jhangvi</strong></a>, un gruppo violento e settario legato palesemente ad al- Qaeda. Poco noto in Occidente, il gruppo prevalentemente operativo nel Punjab, ha insanguinato il Pakistan per anni. Gli analisti affermano che negli ultimi anni avrebbe fatto fronte comune con lo Stato Islamico. Conosciuto come LeJ, ha introdotto la violenza settaria in Pakistan nel 1996. Ha come obiettivo quello di realizzare un regno musulmano sunnita in Pakistan e ha rivendicato la responsabilità dell&#8217;uccisione di centinaia di musulmani sciiti in attacchi terroristici sebbene il governo pakistano lo abbia bandito nel 2001. Il gruppo è in grado di tessere rapporti molto stretti con la politica locale, arrivando a collocare suoi simpatizzanti in parlamento.</p>
<h2>Una nazione, due volti</h2>
<p>Negli ultimi due anni, le forze armate pakistane avevano apparentemente interrotto tali contatti-almeno pubblicamente- a causa della condanna internazionale di questi rapporti e della richiesta da parte delle potenze occidentali di interrompere il <a href="http://www.fatf-gafi.org/countries/n-r/pakistan/documents/mer-pakistan-2019.html">finanziamento alla multinazionale del terrore</a>. Eppure, a leggere l’andamento della politica di sicurezza pakistana, emerge una grossa contraddizione. La maggior parte di questi movimenti sono banditi eppure poco più di un anno fa erano giunti in Parlamento. Allora alcuni attivisti provarono a bloccare la candidatura di Farooqi e di altri islamisti, ma le loro <em>doléhances</em> rimasero lettera morta. Un tribunale pakistano bocciò la loro rimostranza a causa delle poche sottoscrizioni. Perché questa discrasia, dunque? Bisogna ricordare il peso politico che l’esercito pakistano ha nella vita del paese: a suon di attacchi, colpi di stato e candidati manipolati, i  militari pakistani sfoderano e sfoggiano il loro potere mescolandosi al ginepraio islamista, impedendo la vita democratica. Si tratta di una nazione a due velocità che vive una costante schizofrenia, quella che ha portato al potere Musharraf, ucciso brutalmente Benazir Bhutto, e poi ancora condannato a morte il primo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/il-legame-pericoloso-tra-lesercito-pakistano-e-gruppi-terroristici.html">Il legame pericoloso tra l&#8217;esercito pakistano e gruppi terroristici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;ex presidente Pervez Musharraf è stato condannato a morte</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lex-presidente-pervez-musharraf-e-stato-condannato-a-morte.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 09:49:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-1024x494.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;ex presidente pakistano e generale Pervez Musharraf è stato condannato a morte in contumacia, per il reato di alto tradimento, da una corte pakistana. Musharraf, che vive da anni a Dubai, è stato ritenuto colpevole per aver sospeso la Costituzione nel 2007 ed aver imposto lo stato di emergenza nella nazione dell&#8217;Asia meridionale. Il Capo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-presidente-pervez-musharraf-e-stato-condannato-a-morte.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-presidente-pervez-musharraf-e-stato-condannato-a-morte.html">L&#8217;ex presidente Pervez Musharraf è stato condannato a morte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Musharraf-La-Presse-e1576662544729-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;ex presidente pakistano e generale Pervez Musharraf è stato <strong>condannato a morte</strong> <a href="https://www.dw.com/en/pakistans-pervez-musharraf-sentenced-to-death/a-51702785">in contumacia</a>, per il reato di alto tradimento, da una corte pakistana. Musharraf, che vive da anni a Dubai, è stato ritenuto colpevole per aver sospeso la Costituzione nel 2007 ed aver imposto lo stato di emergenza nella nazione dell&#8217;Asia meridionale. Il Capo di Stato aveva assunto il potere nel 1999, grazie ad un golpe incruento ed aveva schierato Islamabad dalla parte degli Stati Uniti d&#8217;America nel corso della cosiddetta &#8220;guerra al terrorismo&#8221; sfuggendo, inoltre, a tre attentati pianificati ed eseguiti da Al-Qaeda.</p>
<h2>Una situazione complessa</h2>
<p>La presidenza di Musharraf aveva iniziato a scricchiolare pericolosamente nel 2007, quando il generale aveva cercato di purgare l&#8217;apparato giudiziario e di evitare un ricorso legale nei confronti del proprio mandato presidenziale. Queste azioni avevano però generato una forte contrapposizione con una parte della popolazione e Musharraf aveva proclamato lo <strong>stato d&#8217;emergenza</strong> per cercare di calmare la situazione. L&#8217;anno successivo aveva però dovuto abbandonare la carica per evitare l&#8217;impeachment e da allora ha sempre negato di essere penalmente responsabile per quanto accaduto.</p>
<p>La <a href="https://www.aljazeera.com/news/2019/12/pakistan-ruler-musharraf-handed-death-penalty-treason-case-191217071817884.html">sentenza</a> è stata accolta con &#8220;dolore ed angoscia&#8221; dalle potenti <strong>forze armate pakistane</strong>, che hanno governato il Paese per oltre metà del tempo dall&#8217;indipendenza ad oggi e che continuano ad esercitare un ruolo importante all&#8217;interno della nazione. Secondo l&#8217;analista politico Tariq Pirzada, sentito da Al Jazeera, questo verdetto è un segnale che tanto il Pakistan quanto il suo sistema giudiziario stanno cambiando e che nessuno può considerarsi coperto da immunità per quanto ha compiuto. Al tempo stesso, però, Pirzada ha ricordato l&#8217;enorme popolarità di Musharraf tra i membri delle Forze Armate ed ha segnalato come queste persone, molto probabilmente, siano in totale disaccordo con la sentenza. Il timore è che la sentenza possa scuotere e destabilizzare il Pakistan, uno Stato chiave per la lotta al terrorismo internazionale e che talvolta è stato accusato di aver giocato un ruolo ambiguo in questo ambito.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>La figura di Pervez Musharraf continua a rivelarsi, anche ad anni di distanza dalla sua dipartita politica,  divisiva per il Pakistan. L&#8217;ex Capo di Stato è stato anche accusato, in passato, di aver<strong> cospirato per uccidere</strong> <a href="https://www.theguardian.com/world/2017/aug/31/pakistan-benazir-bhutto-two-jailed">Benazir Bhutto</a>, ex primo ministro, che perse la vita a causa di un attentato suicida, nel dicembre del 2007, a Rawalpindi. Il processo a carico di Musharraf si era concluso precocemente a causa della sua fuga all&#8217;estero ed il suo ruolo nella vicenda non è mai stato del tutto chiarito. Non è ancora chiaro quali potranno essere le conseguenze politiche della condanna a morte dell&#8217;ex presidente ma, di certo, questo sviluppo non contribuirà a calmare le acque, già agitate, di un Paese che ha spesso e volentieri dovuto fare i conti con gravi problemi strutturali. Le difficili relazioni con l&#8217;India, l&#8217;instabilità del sistema politico, l&#8217;ingerenza dei militari ed infine i gravi problemi generati dal terrorismo interno hanno condizionato le dinamiche di Islamabad e ne hanno influenzato lo sviluppo, che risulta particolarmente cruciale per la comunità internazionale a causa del ruolo chiave giocato dalla nazione nella lotta al terrorismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lex-presidente-pervez-musharraf-e-stato-condannato-a-morte.html">L&#8217;ex presidente Pervez Musharraf è stato condannato a morte</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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