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	<title>Paul Manafort Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Russiagate colpisce anche Prodi: &#8220;Capo di una lobby pro Yanukovich&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Feb 2018 10:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;assedio anti-russo del deep State americano non si ferma e adesso converge sull&#8217;Europa dove a farne le spese è una nostra vecchia conoscenza: l&#8217;ex premier e presidente della Commissione europea, Romano Prodi. La colpa è sempre la stessa, e cioè avere avuto e mantenere contatti con Mosca. Ormai un peccato originale per chiunque faccia politica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-romano-prodi-accusato-lobby-pro-yanukovich.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-romano-prodi-accusato-lobby-pro-yanukovich.html">Il Russiagate colpisce anche Prodi: &#8220;Capo di una lobby pro Yanukovich&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/LAPRESSE_20180220185232_25764686-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;assedio <strong>anti-russo</strong> del deep State americano non si ferma e adesso converge sull&#8217;Europa dove a farne le spese è una nostra vecchia conoscenza: l&#8217;ex premier e presidente della Commissione europea, <strong>Romano Prodi</strong>. La colpa è sempre la stessa, e cioè avere avuto e mantenere contatti con Mosca. Ormai un peccato originale per chiunque faccia politica nel Vecchio e nel Nuovo continente.</p>

<p>A chiamare in causa il professor Prodi quale presunto capo del cosiddetto &#8220;<strong>Haupsburg Group</strong>&#8221; è stata <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.politico.eu/article/former-austrian-chancellor-appears-to-have-lobbied-as-part-of-paul-manafort-scheme/">la rivista Usa <em>Politico</em></a>, nella sua edizione che tratta esclusivamente di questione legate all&#8217;Europa. Secondo le accuse, che prendono spunto dal filone d&#8217;indagini del <strong>Russiagate</strong>, questa sorta di organizzazione sarebbe stata composta da ex politici dell&#8217;Unione europea, finanziata da Paul <strong>Manafort</strong> e costituita al solo scopo di sostenere il presidente ucraino Viktor <strong>Yanukovich</strong>, legato al Cremlino. L&#8217;ormai onnipresente Robert Mueller ha accusato Manafort di aver versato su quattro conti offshore una cifra di due milioni di euro a favore degli ex politici Ue inseriti in questa lista per far nascere una lobby all&#8217;interno dell&#8217;Europa in favore di Yanukovich. Secondo l&#8217;accusa fu Manafort a pagare questi illustri personaggi della politica del nostro continente dal 2012 al 2013, finché poi gli eventi di <strong>Maidan</strong> costrinsero Yanukovich ad abbandonare Kiev.</p>

<p>Secondo i media austriaci, a capo di questo fantomatico gruppo ci sarebbe stato non Prodi ma <strong>Gusenbauer</strong>, ex cancelliere austriaco socialdemocratico. Chiaramente <strong>Prodi ha smentito </strong>categoricamente ogni tipo di coinvolgimento e il suo ufficio stampa ha dichiarato quanto segue: &#8220;In merito a quanto pubblicato su Politico.com si ribadisce che il Presidente Romano Prodi si è a lungo impegnato affinché potesse concretizzarsi un riavvicinamento dell&#8217;Ucraina all&#8217;Europa. Impegno che si è espresso in incontri preparatori e in numerose conferenze pubbliche, regolarmente retribuite, e approfonditamente preparate che si cono svolte in diverse capitali europee. È stato un impegno serio e corrispondente al ruolo politico di già Presidente della Commissione Europea. La sua attività è stata pubblica e quindi facilmente rintracciabile&#8221;.</p>

<p>L&#8217;inchiesta rivela in generale un enorme problema interno agli Stati Uniti, e cioè l&#8217;idea che vi sia un vero e proprio sistema di lobby legato al Cremlino che rema in favore della Russia e contro la politica americana. Ora, inutile ricordare che Romano Pordi non fu certamente un nemico degli Stati Uniti né si può dire che la sua politica fosse anti-europeista. Semmai, invece, si può ben dire che il suo rapporto da sempre positivo con <strong>Vladimir Putin</strong> abbia portato all&#8217;Unione europea e all&#8217;Italia il beneficio di una politica che potesse conciliare gli interessi di Mosca con quelli di Washington e con quelli di Bruxelles. A prescindere dall&#8217;idea che se ne possa avere dal punto di vista della politica interna. In questo senso, Romano Prodi alla Commissione europea e come presidente del Consiglio, insieme a <strong>Silvio Berlusconi</strong>, hanno garantito proprio questo doppio binario di alleanza con gli Usa e amicizia con la Russia che ha giovato in particolar modo alla nostra strategia.</p>
<p>Evidente in America ogni collegamento con la Russia di Putin inizia a essere considerato un problema. Non lo era ai tempi di Bush jr, non lo era ai tempi di Obama (pur se potevano vedersi le avvisaglie con l&#8217;ascesa di Hillary Clinton), ma lo è nell&#8217;era Trump, dove il Russiagate si erge come un&#8217;enorme spada di Damocle che pende su tutta l&#8217;amministrazione del presidente repubblicana e del suo circuito e che va a colpire anche chi, in Europa, ha ancora un peso e può essere considerato, senza alcun tipo di complottismo, amico della Russia. Specialmente in partiti considerati avversari dell&#8217;influenza di Mosca. Ma questo è il mondo che ha scoperto il Russiagate, un sistema di amici e nemici dove è impossibile essere bilanciati: o si sta con Washington o si sta con Mosca. <em>Tertium non datur</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russiagate-romano-prodi-accusato-lobby-pro-yanukovich.html">Il Russiagate colpisce anche Prodi: &#8220;Capo di una lobby pro Yanukovich&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Paul Manafort è davvero l&#8217;uomo  che può inguaiare Donald Trump?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/paul-manafort-davvero-luomo-puo-inguaiare-donald-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 09:37:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Paul Manafort è l&#8217;ex capo del comitato elettorale di Donald Trump. Lobbista e avvocato sessantottenne originario del Connecticut, è soprattutto il primo uomo di punta dell&#8217;universo trumpiano a finire nei guai per via del Russiagate. L&#8217;inchiesta sulle presunte interferenze della Russia nel voto americano, che sembrava riposta nel dimenticatoio delle cronache giornalistiche, è riemersa con prepotenza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/paul-manafort-davvero-luomo-puo-inguaiare-donald-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/paul-manafort-davvero-luomo-puo-inguaiare-donald-trump.html">Paul Manafort è davvero l&#8217;uomo  che può inguaiare Donald Trump?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/LAPRESSE_20171030225519_24824688-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Paul Manafort</strong> è l&#8217;ex capo del comitato elettorale di Donald Trump. Lobbista e avvocato sessantottenne originario del Connecticut, è soprattutto il primo uomo di punta dell&#8217;universo trumpiano a finire nei guai per via del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/russiagate-arrivo-i-primi-arresti-1457807.html">Russiagate</a>. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/russiagate-manafort-si-costituisce-allfbi-1458100.html">L&#8217;inchiesta</a> sulle presunte interferenze della Russia nel voto americano, che sembrava riposta nel dimenticatoio delle cronache giornalistiche, è riemersa con prepotenza in queste ultime ore: Manafort, dopo mesi di sospetti sulla sua persona e una serie di perquisizioni subite, si è consegnato all&#8217;FBI nella mattinata di oggi, senza rilasciare ulteriori dichiarazioni. Un ruolo nella vicenda, inoltre, potrebbe averlo avuto Rick Gates, il suo partner lavorativo. Ma chi è Paul Manafort, l&#8217;uomo che sta tenendo l&#8217;America col fiato sospeso? Sulle sue possibili rivelazioni, del resto, si gioca il futuro prossimo della presidenza degli Stati Uniti, quindi di Donald Trump. </p>

<p>Nato a New Britain nel 1969, ha &#8220;servito&#8221; Trump nella sua campagna elettorale nel periodo compreso tra il marzo e l&#8217;ottobre del 2016. Poi ha rinunciato all&#8217;incarico, lasciando però Gates alla guida della raccolta fondi per il candidato repubblicano. Essendo stato un collaboratore di <strong>Ronald Reagan</strong>, di <strong>Bush padre</strong>, <strong>Robert Dole</strong> e <strong>John McCain</strong>, Manafrort avrebbe dovuto, secondo i piani di Trump, riavvicinare la candidatura del Tycoon all&#8217;establishment repubblicano. Il GOP, non è un mistero, non ha mai visto Trump di buon occhio, tanto da ipotizzare lo scenario di una convention contestata durante le ultime battute delle primarie repubblicane. Un uomo dei poteri forti, insomma, chiamato a sanare quel distacco tra il popolo, rappresentato da Trump, e l&#8217;élite, rappresentata dai quadri partitici, che ancora adesso risulta difficilmente colmabile. Fondatore di una società di costruzioni, Manafort, che ha origini italiane per via di un nonno, è stato a capo di una società di consulenza molto frequentata dai repubblicani. L&#8217;inizio della sua attività politica risale al 1976, quando dopo una laurea in giurisprudenza alla Georgetown, entrò a far parte dello staff di <strong>George Ford</strong>. Un potere lobbystico che si è esteso nel tempo anche in campo commerciale, tanto che la Black, Manafort &amp; Stone ha rappresentato gli interessi degli alberghi di Trump, oltre che le questioni inerenti la fiscalità delle società del magnate americano. Da quel contatto, dunque, è nato un rapporto poi consolidatosi sul piano politico:  Manafort venne posto a capo, seppur per un periodo breve, della macchina elettorale di The Donald. Quali elementi, però, legano un lobbysta che vive tra la Florida e la Virginia a Mosca? Perché tra tutti, il sessantottenne del Connecticut risulta essere il primo indiziato?</p>

<p>Manafort è stato lo stratega di Viktor Yanukovich, ex premier e presidente ucraino che si è sempre distinto nella sua azione politica per avere una visione filorussa. Yanukovich, com&#8217;è noto, è stato deposto da un&#8217;insurrezione popolare. Frequentazioni che sono state interpretate come sospette, facendo sì che uno degli chief strategist di Trump venisse posto al centro delle indagini sul Russiagate. Lo staff di Trump, poi, avrebbe incontrato Natalia Veselnitskaja, una pm vicina al Cremlino. Altro elemento che ha insospettito l&#8217;Fbi. Nel luglio scorso,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/usa-perquisizione-nella-casa-manafort-ex-consigliere-trump-1429642.html"> venne perquisita</a> una delle abitazioni di Manafort, ad Alexandria. In quell&#8217;occasione furono sequestrati documenti ed altri materiali evidentemente ritenuti utili all&#8217;indagine sul Russiagate. </p>

<p> La società di consulenza di Manafort è nota per aver assistito politici, dittatori e imprenditori senza fare distinzioni di sorta. Una delle collaborazioni più chiacchierate è quella con la cosiddetta &#8220;lobby dei torturatori&#8221;,di cui avrebbero fatto parte i coniugi Marcos, dittatori filippini il cui patrimonio stimato durante la dittatura sarebbe stato pari a 14 mila miliardi di euro. Relazioni border line o non convenzionali, di cui stanno evidentemente tenendo conto i federali per far luce in tutta questa storia. Le accuse, infine, non riguardano solo il Russiagate: Manafort, assieme al suo socio Gates, sarebbe accusato anche di riciclaggio e frode fiscale. Se settantacinque, infatti, sarebbero i miloni finiti stranamente su un conto offshore, diciotto, invece, sarebbero i milioni riciclati dall&#8217;ex stratega di Trump. Una curiosità politica dell&#8217;intera vicenda, infine, è relativa alla successione nel ruolo di Manafort durante la campagna elettorale: dopo la rinuncia del lobbysta, Trump ha posto alla guida dei suoi comitati  l&#8217;uomo che è poi risultato decisivo per la vittoria finale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/paul-manafort-davvero-luomo-puo-inguaiare-donald-trump.html">Paul Manafort è davvero l&#8217;uomo  che può inguaiare Donald Trump?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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