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	<title>Paolo benanti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 03:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligenza artificiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi un'intelligenza artificiale pubblica non si concepisce neppure l’idea. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligenza artificiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’uso dell’intelligenza artificiale sarà sotto il <strong>diretto controllo di Palazzo Chigi</strong>, tramite quattro diversi soggetti di nomina governativa che da adesso cominceranno a passare alla fase operativa. La legge 132 del 2025 è il vanto “europeista” di Giorgia Meloni e in particolare di <strong>Alessio Butti, </strong>sottosegretario all’Innovazione Digitale e meloniano di ferro: è la prima normativa di un Paese europeo che implementa l’<strong>AI Act di Bruxelles.</strong> Adesso, con una serie di decreti, inizia a delinearsi cosa intende il centrodestra per “strategia” sulla tecnologia più potente in circolazione. Prima di tutto, nel nuovo Comitato di Coordinamento sull’Intelligenza Artificiale alle dipendenze di Butti, oltre a un funzionario della Presidenza del Consiglio entreranno rappresentanti del ministero del Made in Italy, dell’Università e soprattutto della <strong>Difesa,</strong> il cui interesse per i sistemi di raccolta e calcolo dati a scopo militare è ovviamente primario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattro organi governativi</h2>



<p>A guidarlo sarà ancora il professor <strong>Gianluigi Greco,</strong> presidente dell’Associazione Italiana per l’IA, assieme a Andrea Lenzi del Centro Nazionale Ricerche. Confermato anche frate <strong>Paolo Benanti</strong>, docente alla Gregoriana e consulente di papa Leone XIV, che contemporaneamente è a capo della Commissione AI per l’Informazione, sotto giurisdizione di un altro sottosegretario, quello all’editoria <strong>Alberto Barachini </strong>(Forza Italia). La legge individua i supporti diretti alle politiche algoritmiche in due agenzie: <strong>l’Agenzia per l’Italia Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.</strong> La prima, creata dal governo Monti, ha come direttore generale Mario Nobile, che dirigeva le infrastrutture informatiche e statistiche del ministero dei Trasporti. La seconda, istituita nel 2021, è diretta da Andrea Quacivi, fino al 2023 amministratore di Sogei, società informatica del ministero dell’Economia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovraffollamento di agenzie</h2>



<p>Insomma, come è consuetudine in Italia, c’è un certo sovraffollamento di autorità preposte a regolamentare e governare il prodotto principe del «tecno-capitalismo», giusto per citare il ceo di OpenAI, <strong>Sam Altman</strong>. Non tutte a spese del contribuente (la Commissione Benanti lavora a titolo gratuito), ma comunque obbedienti a una logica di spacchettamento di competenze che non si vede perché non <strong>riunire in un’unica realtà. </strong>Magari, come l’anno scorso suggeriva fra le righe la <strong>Rete per i Diritti Umani Digitali </strong>(Amnesty International Italia, The Good Lobby, Period Think Tank, Hermes Center, Privacy Network ecc), non affiliandola al governo di turno in carica, ma dando vita a un’<strong>authority terza,</strong> sottratta ai cambi di colore a Palazzo Chigi con <em>spoil system </em>annesso. Ma evidentemente la Meloni ha preferito lasciare intatto l’attuale quadro, venutosi a determinare negli anni per accumulo. La ragione è scontata: più istituzioni, più posti da distribuire. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Screening biometrico</h2>



<p>Il ministro della Giustizia, <strong>Carlo Nordio, </strong>si compiace intanto di un reato nuovo di zecca contro chi progetta algoritmi che possano mettere in pericolo l’incolumità personale o la sicurezza dello Stato. Intento encomiabile, dati i possibilissimi <strong>abusi nell’eventuale impiego di modelli matematici</strong> da parte di forze di polizia e intelligence. Rischio avvertibile anche nell’altra novità di segno giudiziario: per la prima volta si stabilisce che la magistratura potrà ricorrere allo screening dei dati biometrici. Ma solo «in casi eccezionali e minacce gravi» e con il sì del gip, si è affrettato a dire il collega dell’Interno, <strong>Matteo Piantedosi.</strong> Senza specificare quali, però. Presumibilmente, reati di anti-terrorismo o indagini su latitanti. È una delle applicazioni più delicate dell’impostazione, detta «antropocentrica», richiamata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,<strong> Alfredo Mantovano,</strong> che ha evocato la «sintonia con l’<strong>ultima enciclica</strong>» del pontefice. «Al centro non c’è la macchina ma la persona», ha sottolineato, aggiungendo che «le decisioni finali rimangono sempre dell&#8217;essere umano» e «non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di <strong>“grande fratello” generalizzat</strong>o», e sono vietate altresì «grande banche dati biometriche». Resta che bisognerà vedere che fine faranno, comunque, i dati raccolti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E gli accordi con Israele?</h2>



<p>I buoni propositi, com’è noto, hanno il difetto di scontrarsi con la realtà. All’articolo 23 della legge si autorizzano investimenti, tramite il Fondo di Sostegno al Venture Capital e la Cassa Depositi e Prestiti Capital, a «<strong>PMI innovative e startup</strong> nelle fasi seed, early stage e scale-up, attive nei settori AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti come quantum, telecomunicazioni, 5G, edge computing, web3 e architetture open», si legge sul sito del Dipartimento Innovazione Digitale. «Una parte» delle risorse, continua la nota, «potrà sostenere anche <strong>imprese di dimensioni maggiori,</strong> considerate potenziali “campioni nazionali” tecnologici». Quali saranno questi «campioni», e se saranno in tutto o in parte «nazionali», lo si vedrà. Uno dei colossi con forte presenza nella penisola, per esempio, è STMicroelectronics, che è italo-francese. Senza contare gli accordi del 2023 proprio sulla <em>cybersecurity</em> fra la semi-partecipata statale<strong> Leonardo e l’Autorità per l’innovazione israeliana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Budget limitato</h2>



<p>Chi teme una gestione opaca o premiante per “manine” poco raccomandabili può consolarsi, per ora, con l’ammontare, non esattamente esorbitante, del budget messo a disposizione: <strong>1 miliardo di euro</strong>. Decisamente poco se paragonato, giusto per fare due confronti, con i 22 miliardi della Gran Bretagna e i 10 miliardi della Francia. Naturalmente, con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi una modellistica di intelligenza artificial<strong>e pubblica</strong> non si concepisce neppure l’idea. In questo, del resto, in buona &#8211; o meglio: cattiva &#8211; compagnia con il capofila tecnologico del blocco occidentale: quegli <strong>Stati Uniti</strong> che, non c’è neanche bisogno di dirlo, a internalizzare non ci pensano proprio, preferendo come d’abitudine <strong>foraggiare i privati</strong>. Un nome su tutti: <strong>Palantir. </strong>Ecco, quali saranno le nostre Palantir, ammesso e assolutamente non concesso che il paragone regga? Ai chatbot dei prossimi anni l’ardua risposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dati-biometrici-per-la-polizia-e-palantir-italiane-la-strategia-ia-del-governo-meloni.html">Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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