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	<title>Osvaldo Bagnoli Archives - InsideOver</title>
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	<title>Osvaldo Bagnoli Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 07:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Con Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c'è più. Il lungo sodalizio con Osvaldo Bagnoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/congerdesign-football-pitch-4994688-600x397.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Afforese di nascita, cesenate di adozione, si è spento ieri a 90 anni, nella città dei Tre Papi, un altro protagonista del calcio di ieri, un gentiluomo della provincia, <strong>Pippo (Giuseppe) Marchioro.</strong> A poche settimane dalla morte di <strong>Osvaldo Bagnoli </strong>e a pochi giorni da quella di <a href="https://it.insideover.com/societa/laddio-al-piscinin-franco-baresi-il-capitano-eterno-che-aveva-il-milan-nel-cuore.html" type="post" id="524924">Franco Baresi</a>, viene a mancare un altro rappresentante del calcio italiano che fu. Soprattutto, di Marchioro è da sottolineare la vicinanza, geografica, sociale e nell&#8217;interpretazione dello sport all&#8217;amico e collega Bagnoli. Entrambi sono emblemi di un&#8217;epoca in cui si poteva ascendere a ruoli rilevanti nel calcio anche proveniendo da esperienze sociali umili.</p>



<p>Lo scomparso Marchioro iniziò la sua carriera come attaccante nelle giovanili del Milan ma non debuttò mai in prima squadra, quantunque ne avesse fatto parte per la stagione &#8217;57-&#8217;58. <strong>La sua carriera da giocatore si dispiegò tra serie B e serie C</strong>: fu protagonista di due nobili decadute quali la Pro Patria e la Pro Vercelli. Le buone prestazioni gli valsero la chiamata del Varese con cui fu protagonista della risalita dalla C1 alla A e poi del Catanzaro, che trascinò nella storica finale di Coppa Italia, in cui segnò anche un gol, persa contro la Fiorentina nella stagione 1965-1966.</p>



<p><strong>Iniziò la sua carriera di allenatore come vice del Barone Liedholm al Monza dal &#8217;68 al &#8217;70 </strong>per poi spostarsi in Piemonte, dove alla guida di un&#8217;altra nobile, l&#8217;Alessandra, vinse la prima edizione della Coppa Italia semiprofessionisti del 1973. Questo trionfo gli valse la chiamata del Como, portando in due stagioni i lariani in Serie A. Proprio al Como ritrovò, come vice, una sua vecchia conoscenza, quello <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html" type="post" id="523610">Osvaldo Bagnoli</a></strong> nato nel vicino quartiere della Bovisa e compagno di squadra ai tempi del Milan.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cesena, la sua patria d&#8217;adozione</h2>



<p>Tra i due fu sempre forte il sodalizio umano e professionale tanto che, quando Marchioro passò al Cesena, a subentrargli fu proprio il Bagnoli. L&#8217;anno in Serie A alla guida dei <strong>Cavallucci Marini lo rese noto al grande calcio, poiché portò i &#8220;Burdel&#8221; alla prima e unica storica qualificazione in Coppa Uefa</strong>. Nella stagione successiva si spostò sotto la Madonnina, sponda rossonera. La deludente esperienza durò meno di un anno e decise di ripartire dalla serie B: Cesena, Como e poi C con Ancona, Prato e infine Barletta, portando la compagine della Disfida alla prima promozione in B della loro storia. Vogliamo ricordare anche una parentesi a Foggia dove mise in difficoltà allo Zeccheria niente meno che il Real Madrid in una amichevole. Dopodiché fu sempre il calcio emiliano di provincia a vederlo protagonista, allenando per 6 stagioni la Reggiana dal 1988 al 1994.</p>



<p>Fu lui l&#8217;artefice della scalata che portò la squadra della <strong>Città del Tricolore dalla serie C1 alla serie A</strong>, conquistando anche una salvezza insperata battendo il Milan degli invincibili 1-0 a San Siro con un gol di Esposito, sancendo la retrocessione, non senza polemiche, dei corregionali di Piacenza che pareggiando con il Parma 0-0 il giorno precedente, si videro costretti alla serie cadetta. Fu una giornata del tutto particolare perché il Piacenza aveva sfidato il Parma che andava in finale di Coppa delle Coppe, mentre la Reggiana incontrò il Milan, che schierò molte riserve e che avrebbe giocato di lì a poco la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona. A completare il tutto aggiungiamo che la Coppa Uefa di quell&#8217;anno fu vinta dall&#8217;Inter che, alla penultima giornata, perse proprio contro la Regia.</p>



<p>La stagione successiva, con una rosa meno competitiva, Marchioro venne esonerato andando poi ad allenare il Genoa su suggerimento proprio di Bagnoli, il quale consigliò al presidente Spinelli di ingaggiare l&#8217;afforese al posto dell&#8217;esonerato professor Scoglio alla decima giornata. <strong>Era quella del 1994-1995 la prima stagione dei tre punti a vittoria per il calcio italiano</strong> ma non riuscì a salvare i Grifoni che retrocedettero insieme a Reggiana, Brescia e Foggia. Poi andò ancora a Cesena, ormai sua patria d&#8217;adozione. Fu questa l&#8217;ultima esperienza di rilievo come allenatore di un altro esponente di quel calcio operaio che appare proveniente da un altro tempo: lo stesso Marchioro in una intervista aveva dichiarato che la sua famiglia, i suoi genitori erano separati, era molto povera, tanto che il Milan <a href="https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Milan/24-04-2025/pippo-marchioro-intervista-sulla-panchina-del-milan-durai-poco-ma-rivera-era-con-me.shtml">aveva aiutato</a> sia lui che Bagnoli anche con i pasti. Un calcio figlio di una scuola che ha contribuito in maniera decisiva a rendere il <strong>campionato italiano tra i più difficili e arcigni del mondo.</strong></p>



<p>Fonte foto: Pixabay</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/pippo-marchioro-da-affori-al-cesena-in-europa.html">Da Affori al Cesena in Europa, con Pippo Marchioro scompare un altro tassello di un calcio che non c&#8217;è più</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Osvaldo Bagnoli, il figlio della Bovisa che portò Verona in cima all&#8217;Italia del calcio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Osvaldo Bagnoli è morto oggi a 91 anni. Era stato l&#8217;allenatore dell&#8217;Hellas Verona che conquistò lo storico scudetto del 1985. Fu il punto più alto di una carriera all&#8217;insegna di un altro calcio. Un calcio di altri tempi, un calcio ruvido. Un calcio fatto di scarpe bullonate quello frequentato dal Bagnoli giocatore, il giovane della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/osvaldo-bagnoli-il-figlio-della-bovisa-che-porto-verona-in-cima-allitalia-del-calcio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026071718175827_7da93bd175d90b99c1a3ae03fa2de4ae-600x396.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Osvaldo Bagnoli </strong>è morto oggi a 91 anni. Era stato l&#8217;allenatore dell&#8217;Hellas Verona che conquistò lo storico scudetto del 1985. Fu il punto più alto di una carriera all&#8217;insegna di un altro calcio. Un calcio di altri tempi, un calcio ruvido. Un calcio fatto di scarpe bullonate quello frequentato dal Bagnoli giocatore, il giovane della Bovisa che impressionò gli osservatori del Milan che lo portarono in rossonero dall&#8217;Ausonia nel 1955. Era il Milan di Nordhal, Schiaffino e Liedholm. Non fu titolare ma fu un eccellente rincalzo, tanto che nel suo ruolo di ala destra fu un vero protagonista della seconda<strong> Coppa Latina vinta dal Diavolo</strong> contro l&#8217;Atletico Bilbao nel 1957 segnando sia in finale contro i baschi che in semifinale contro i lusitani del Benefica. Milita poi molto in serie b tra Verona, Catanzaro e SPAL (con cui ottiene promozione in massima serie e due salvezze) per poi chiudere in C con Udinese prima e Verbania poi, società nella quale inizia ad allenare come vice a 38 anni. 9 anni dopo, sulla panchina del Rimini, porta i romagnoli a una salvezza che, a detta dell&#8217;allenatore meneghino, fu un vero capolavoro. Ma il meglio, come spesso accade, doveva ancora venire.</p>



<p>Nel 1981 approdò a Verona alla corte di Celestino Guidotti, costruendo una squadra via via sempre più solida. Con gli scaligeri ottenne la promozione in Serie A nel campionato 1981-1982; nella stagione successiva raggiunse il quarto posto in campionato e arrivò alla finale di Coppa Italia contro la Vecchia Signora. E per poco non la vinse. I bianconeri ribaltarono il 2 a 0 subito al Bentegodi con un 3 a 0 ai tempi supplementari. L&#8217;anno seguente sfiorò nuovamente il Trofeo perdendo in finale contro la Roma del Barone Nils Liedholm. Curiosità, sia la Juventus che la Roma erano guidate ai suoi ex compagni di squadra al Milan Trapattoni (che però era nelle giovanili) e Liedholm. <strong>Fu però nella stagione 1984/85 che Bagnoli concretizzò l&#8217;impresa: </strong>vinse infatti lo scudetto con il Verona, il primo e unico della storia dei gialloblù, restando in testa dalla seconda all&#8217;ultima giornata. Lo vinse con una squadra che lui costruì nel corso degli anni con i giocatori rifiutati, se così si può dire, dalle altre compagini più blasonate della massima serie italiana, quali: Fanna, Tricella, Galderisi, Marangon, Garella, cui si aggiunsero i due stranieri Hans Peter Briegel e Preben Elkjaer Larsen. L&#8217;esperienza fu poi in calando, raggiungendo come massimo risultato i quarti di finale della Coppa Uefa 87/88, dove venne eliminato dai tedeschi del Werder Brema.</p>



<p>Gli exploit internazionali di quello che per tutti era diventato il mago della Bovisa, non si fermarono però in quella occasione. Infatti, al termine della stagione 89/90, con il Verona in dissesto finanziario, appena retrocesso e in pieno dissidio con la dirigenza, Bagnoli lasciò la città dei della Scala per accasarsi all&#8217;ombra della Lanterna, sponda rossoblù. Avendo a disposizione un ottimo materiale umano, composto da giocatori come Braglia, Branco, Torrente, Skuhravy e Pato Aguilera, riuscì in due anni a centrare <strong>un clamoroso quarto posto nella stagione 90/91 e una semifinale di Coppa Uefa nel 91/92,</strong> arrendendosi solamente all&#8217;Ajax, che poi vinse in finale il Torino di Mondonico, dopo aver superato nientemeno che il <strong>Liverpool ad Anfield.</strong> Ciò gli valse la chiamata dell&#8217;Inter. Furono stagioni strane quelle con i nerazzurri. Il campionato era dominato dai cugini rossoneri guidati da Fabio Capello e nella prima stagione dovette &#8220;accontentarsi&#8221;, della seconda piazza. Poteva fare affidamento su buonissimi giocatori quali Sosa, Sammer, Berti, Zenga, Manicone, Shalimov e Schillaci… Senza contare il <strong>cobra Darko Pancev</strong>, che però in Italia si trasformò in ramarro tanto fu deludente il suo rendimento. Il secondo anno invece fu più travagliato e venne esonerato malgrado un buon cammino in Coppa Uefa e un sesto posto in campionato. Gli subentrò, per la chiusura del campionato, Giampiero Marini, che si salvò per un solo punto ma che conquistò la Coppa Uefa contro il Salisburgo, la seconda per la compagine nerazzurra, dopo quella del 1991 vinta con Trapattoni in panchina. Gli anni sotto la Madonnina furono iconici anche per le celebri frasi dette dall&#8217;allenatore cresciuto in Bovisa:</p>



<p>&#8220;Ruben Sosa di tattica el capìss nient, ma se continua a fare gol, mi sta benissimo!&#8221; Oppure, esasperato dall&#8217;inconcludenza del ramarro: &#8220;Dite che con Pancev bisogna avere pazienza perché è macedone? Sarà… ma io sono della Bovisa e non sono mica un pirla.&#8221; E a 59 anni decise di ritirarsi dal mondo del calcio. Come ebbe a dire nel 2006 in un&#8217;intervista al Corriere della Sera: &#8220;<strong>Probabilmente ero arrivato al capolinea.</strong> Certe cose non le sopportavo più […] Ad esempio i giovani: pretendevano tanto e davano poco. E se un insegnante non sopporta più i suoi allievi è meglio che smetta.&#8221; Non poteva che essere così, del resto, per il figlio di Aristide, operaio cremonese della Fargas di Novate Milanese, cresciuto nel quartiere operaio della Bovisa e lui stesso lavoratore in fabbrica (faceva il tornitore quando iniziò a giocare con i rossoneri ma lavorava fin dai 14 anni, prima in una fabbrica di cinture per pantaloni e poi come garzone in una di sanitari) fino ai 20 anni, ossia al suo debutto con il Milan. Schivo, concreto, poco retorico, legato ai valori del lavoro, stava diventando un pesce fuor d&#8217;acqua in un calcio sempre meno sport e sempre più business. Verona, Genova e soprattutto la tua Bovisa lo ricorderanno col sorriso</p>
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