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	<title>Olof Scholz Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Oct 2020 09:42:19 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Olof Scholz Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La crisi dell&#8217;industria tedesca minaccia il Nord Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-crisi-dellindustria-tedesca-minaccia-il-nord-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 09:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fabbrica in Germania (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-2048x1277.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;improvviso arrivo della pandemia, le conseguenze di breve e medio periodo del coronavirus e la necessità di risposte emergenziali culminate nella massiccia serrata delle attività produttive ad opera dei governi europei hanno, com&#8217;era ovvio, portato al necessario sacrificio di elevate quote di produzione industriale e Pil in nome della tutela della salute. Il confinamento ha avuto un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-dellindustria-tedesca-minaccia-il-nord-italia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-dellindustria-tedesca-minaccia-il-nord-italia.html">La crisi dell&#8217;industria tedesca minaccia il Nord Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1198" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Fabbrica in Germania (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-1024x639.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-768x479.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-1536x958.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Fabbrica-in-Germania-La-Presse-2048x1277.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;improvviso arrivo della pandemia, le conseguenze di breve e medio periodo del coronavirus e la necessità di risposte emergenziali culminate nella <strong>massiccia serrata </strong>delle attività produttive ad opera dei governi europei hanno, com&#8217;era ovvio, portato al necessario sacrificio di elevate quote di produzione industriale e Pil in <a href="https://it.insideover.com/economia/la-borsa-o-la-vita.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nome della tutela della salute</a>. Il confinamento ha avuto un <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/le-conseguenze-economiche-del-covid-19-che-ne-sara-della-globalizzazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">impatto economico non secondario</a>, ma che potrebbe impallidire di fronte alla possibilità di una <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-miti-economici-sfatati-dal-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>lunga depressione</strong></a> che, per il nostro Paese, è vincolata all&#8217;evoluzione dei rischi del nostro principale partner economico: la Germania.</p>
<p>In termini di Pil, Berlino se la cava relativamente meglio nei numeri della recessione attesa rispetto all&#8217;Italia: nonostante una recessione-choc nel secondo e nel terzo trimestre, la Germania ha migliorato di oltre il 20% le stime complessive per l&#8217;intero 2020, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/09/22/germania-ifo-migliora-stime-2020-pil-segnera-52_4e9622d8-4016-4df1-8699-6d105dbc0e03.html#:~:text=L'istituto%20economico%20tedesco%20Ifo,calo%20del%206%2C7%25.">pronosticando una recessione che si è recentemente ristretta dal -6,7% al -5,2%.</a> Un duro colpo, ma minore rispetto <a href="https://it.insideover.com/economia/la-manovra-del-governo-e-un-libro-dei-sogni.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">al -9% che il Tesoro prevede per l&#8217;Italia nella Nota di aggiornamento al Def (e al -10% stimato dal Fmi).</a> Per il futuro, tuttavia, l&#8217;allerta resta alta.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Angela Merkel </strong></a>e il suo governo, che nel 2021 dovranno anche studiare con attenzione il dossier della <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-successione-ad-angela-merkel-puo-cambiare-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">successione alla cancelleria federale</a>, hanno impostato il blocco del <a href="https://it.insideover.com/economia/berlino-dimentica-il-pareggio-di-bilancio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pareggio di bilancio fino al 2024</a> e diverse manovre espansive; tuttavia, l&#8217;impronta dell&#8217;economia tedesca continua a rimanere e<em>xport-led </em>e a dipendere più dall&#8217;ampliamento della domanda su scala globale che dalla crescita sul fronte interno.</p>
<p>Recentemente, <strong>Destatis </strong>ha segnalato che per l&#8217;industria tedesca ci vorrà tempo prima di tornare ai fasti degli anni passati. I dati sulla produzione industriale pubblicati dall&#8217;ufficio nazionale di statistica hanno segnalato come ad agosto l&#8217;output dell&#8217;industria tedesca sia calato dello 0,2% mensile, dopo il +1,4% di luglio e il +9,3% di giugno e contro un atteso +1,5%. L&#8217;indotto industriale tedesco, come è noto, ha un grande legame con le <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/leconomia-tedesca-sta-arrancando-e-ora-anche-litalia-rischia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">industrie manifatturiere italiane</a>, </strong>principalmente quelle stanziate nella parte settentrionale del Paese, fortemente integrate nelle <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/catene-del-valore-coronavirus/">catene del valore</a> dei settori (meccanica, impiantistica, automobile) che fanno capo a gruppi germanici.</p>
<p>Nel 2019, anno segnato da una stagnazione dell&#8217;economia europea e dalle incertezze sui commerci globali, gli interscambi commerciali tra Italia e Germania si sono mantenuti stabili, totalizzando 127,7 miliardi di euro, ai consistenti livelli del 2018. Come ha fatto notare l&#8217;Innovation Post, il grosso degli scambi è totalizzato dalle regioni del Nord Italia e dai &#8220;motori&#8221; dell&#8217;economia tedesca come la Baviera e la Westfalia: &#8220;il valore degli scambi commerciali tra la Lombardia e la Germania (pari a 43,3 miliardi di euro) è superiore a <strong>quello dell’intera Corea del Sud.</strong> Di contro, in Italia importiamo beni dalla Baviera per un valore complessivo (24,5 miliardi di euro) superiore a quello dell’import dall’intera Polonia&#8221;.</p>
<p>L&#8217;integrazione tra le rispettive catene del valore è promossa dalla Germania anche attraverso operazioni strategiche quali il recente ingresso nel capitale del porto di Trieste della partecipata Hhna che controlla lo <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-posizione-cinese-in-europa-preoccupa-la-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scalo di Amburgo</a>, </strong>che sembra prefigurare una <a href="https://it.insideover.com/economia/nella-battaglia-dei-porti-trieste-sceglie-la-via-asburgica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nuova svolta &#8220;asburgica&#8221; d</a>ella città giuliana, nuovamente crocevia per l&#8217;industria germanica e mitteleuropea. E proprio per questa crescente integrazione i dati sulla manifattura tedesca dovrebbero preoccupare anche i decisori dell&#8217;economia italiana.</p>
<p><a href="https://www.ilsussidiario.net/news/spy-finanza-dalla-germania-due-grafici-che-fanno-tremare-le-nostre-aziende/2081168/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mauro Bottarelli, analista economico de <em>Il Sussidiario, </em>ha</a> indicato alcune statistiche che lasciano prefigurare una forte crisi di sfiducia nell&#8217;industria tedesca, destinata a ripercuotersi, nel peggiore dei casi, anche nel nostro Paese nel corso del 2021: la prima è quella connessa al &#8221; il tracollo dell’indice Zew della fiducia degli imprenditori tedeschi, passato da 77.4 a 56.1, quando le attese più pessimistiche erano al massimo per un 72.0&#8243;, a causa del ritorno di fiamma del <strong>coronavirus in Europa </strong>e dell&#8217;apertura di nuovi scenari di criticità anche nella capitale Berlino. L&#8217;indice, lo ricordiamo, prefigura aspettative espansive dell&#8217;economia da parte del mondo dell&#8217;industria quando il valore supera quota 50, e dunque una discesa di oltre un quarto del valore è un indicatore allarmante.</p>
<p>Il secondo, ancora più problematico, riguarda la previsione <a href="https://it.insideover.com/economia/le-imprese-europee-verso-un-ecatombe-di-fallimenti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;impennata di fallimenti di imprese tedesche</a> contenuta nei più recenti report di Bundesbank  in vista delle fine del periodo di moratoria, prolungato da Angela Merkel e dal Ministro delle Finanze Olof Scholz fino al 31 dicembre: &#8220;il <i>baseline scenario</i> prevede un balzo dai 4.700 fallimenti del primo trimestre 2020 ai 6.250 del medesimo periodo dell’anno prossimo. E attenzione, perché anche in questo caso la proiezione si basava su un contesto interno e dell’eurozona precedente all’attuale peggioramento e che vedesse i focolai della seconda ondata Covid limitati&#8221;, fattispecie tutta da dimostrare in un contesto che vede la Francia a un passo dal perdere il controllo della pandemia e il Regno Unito combattere per <a href="https://it.insideover.com/societa/la-sfida-di-johnson-per-evitare-il-lockdown-totale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">evitare un nuovo confinamento di massa.</a></p>
<p>Una pressione del genere sull&#8217;industria tedesca provocherebbe una slavina anche nel settore produttivo italiano: perdita di imprese, calo occupazionale, riduzione dei fatturati e, questione più problematica, aumento dell&#8217;<strong>esposizione e delle sofferenze bancarie </strong>per la necessità di ampliare i prestiti ai produttori in difficoltà e fare i conti con la crescita dei crediti deteriorati. Attenzione: i dati ci raccontano che anche solo un moderato aumento dei rischi in tali settori è da prendere in considerazione come altamente probabile visto l&#8217;effetto distorsivo creato dalla moratoria tedesca ai fallimenti. C&#8217;è da chiedersi se oltre ad aspettare la <strong>panacea del Recovery Fund </strong>i decisori politici italiani stiano ragionando per controbilanciare un effetto sistemico cercando strategie per rafforzare l&#8217;industria, limitarne le perdite economiche, preservarne i posti di lavoro. Ma siamo certi di non sbagliare affermando che di questi problemi non c&#8217;è consapevolezza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;economista &#8220;falco&#8221; ora attacca il Recovery Fund</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/leconomista-falco-ora-attacca-il-recovery-fund.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 04:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, Consiglio Europeo: c’è l’accordo sul Recovery fund Ursula von der Leyen" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-2048x1024.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Daniel Stelter era diventato, nei mesi scorsi, abbastanza popolare in Italia proponendo una misura draconiana per superare la crisi economica imposta dalla crisi del Covid-19: una maxi-patrimoniale capace di finanziare le politiche per la ripresa senza intaccare i fondi dell&#8217;Unione. Ad aprile, dopo un primo articolo su Magazine Manager, Stelter ne ha scritto un altro più ampio &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomista-falco-ora-attacca-il-recovery-fund.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomista-falco-ora-attacca-il-recovery-fund.html">L&#8217;economista &#8220;falco&#8221; ora attacca il Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, Consiglio Europeo: c’è l’accordo sul Recovery fund Ursula von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-2048x1024.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Daniel Stelter </strong>era diventato, nei mesi scorsi, abbastanza popolare in Italia proponendo una misura draconiana per superare la crisi economica imposta dalla <strong>crisi del Covid-19</strong>: una maxi-patrimoniale capace di finanziare le politiche per la ripresa senza intaccare i fondi dell&#8217;Unione.</p>
<p>Ad aprile, dopo un primo articolo su Magazine Manager, Stelter ne ha scritto un altro più ampio su Focus.de, proponendo al governo di Berlino di portare in sede europea l&#8217;idea di far applicare all&#8217;Italia una patrimoniale del 14% sui conti corrente e i patrimoni dei suoi cittadini. &#8220;Un prelievo molto facile&#8221;, sostenne, &#8220;se si tiene conto dei dati della Banca d&#8217;Italia, che per il 2017 indicavano la ricchezza privata delle famiglie in 9.743 miliardi di euro&#8221;. Andando oltre, per Stelter &#8220;un prelievo una tantum del 20% &#8211; scriveva &#8211; sarebbe sufficiente per ridurre il debito pubblico italiano a un livello inferiore di quello tedesco&#8221;.</p>
<p>Stelter chiedeva dunque ad <strong>Angela Merkel </strong>un trinceramento sul fronte del rigore simile a quello che ha seguito negli scorsi mesi l&#8217;esecutivo olandese di <strong>Mark Rutte, </strong>fondato sul completo rifiuto di qualsiasi forma di <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cose-la-mutualizzazione-del-debito.html">mutualizzazione del debito.</a> Naturalmente, oggi la sua posizione non può che essere estremamente contraria a quel <strong>Recovery Fund </strong>che, nato come frutto di un compromesso in cui non si può <a href="https://it.insideover.com/economia/addio-ai-soldi-delleuropa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dire che l&#8217;Italia sia stata estremamente privilegiata,</a> nella concezione ordo-liberale rompe però il tabù del rigore fiscale, dato che la Germania sarà contributrice netta di un fondo che darà a molti Paesi, compresa Roma, aiuti economici.</p>
<p>Stelter, scrive <em>Italia Oggi,</em> in un &#8220;lungo articolo su Focus.de, in cui prende di mira il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, socialdemocratico, che vorrebbe un Recovery Fund permanente in Europa, e spara a zero sul sistema di perequazione fiscale tra i Lander tedeschi, che considera una sorta di progenitore del Recovery Fund, descrivendone con puntiglio gli aspetti negativi, probabilmente poco noti ai suoi stessi connazionali&#8221;. <a href="https://www.focus.de/finanzen/boerse/experten/euro-zone-berlin-ist-eine-mahnung-fuer-die-transfer-traeume-der-eu_id_12472984.html"><strong>Stelter </strong>traccia un paragone</a> tra i &#8220;Paesi spendaccioni&#8221; e quello che ritiene esser divenuto un &#8220;paradiso socialista&#8221; all&#8217;interno del Paese, Berlino, foraggiato dagli avanzi dei Lander motori dell&#8217;economia nazionale, come il <strong>Nord Reno-Vestfalia, la Baviera e il Baden-Wurttenberg</strong>. Il sistema di compensazione tra Lander creditori netti e Lander debitori netti sarebbe molto disfunzionale.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/quel-muro-che-continua-a-dividere-la-germania.html">Indubbiamente, la disuguaglianza è la cifra determinante nel rapporto tra le due parti della Germania</a>, la conseguenza di politiche costose e confusionarie seguite alla riunificazione, ma semmai è vero che è stato l&#8217;Est del Paese a sganciarsi dal resto della &#8220;locomotiva d&#8217;Europa&#8221; dopo la riunificazione nel 1990. Certo, il Pil pro capite dell’ex Rdt è salito dal 45% all’82% del livello medio tedesco in tre decenni, ma tra le due parti del Paese continua a non esserci partita. Nè possono creare un effetto inverso i t<strong>rasferimenti netti </strong>mai paragonabili, come volume, alla distruzione di ricchezza connessa alla de-industrializzazione dell&#8217;ex Ddr e alla svendita degli asset pubblici del regime socialista.</p>
<p>La compensazione contributiva risponde al bisogno &#8220;geopolitico&#8221; di non perdere una parte del Paese; al contempo, la Merkel in Europa non ha seguito solo il mero calcolo di portafoglio nel valutare lo sviluppo del Recovery Fund, ma una precisa strategia di mediazione che ha valorizzato la centralità di Berlino nel Vecchio Continente. Incassando prima il via libera al trio <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/laltra-troika-che-puo-mettere-al-sicuro-dai-rischi-del-mes.html">Sure-Bei-Mes</a>, </strong>ovvero a dei piani di risposta guidati da istituzioni controllate da vertici tedeschi, la Cancelliera ha fatto da ago della bilancia <a href="https://it.insideover.com/economia/merkel-detta-i-tempi-allitalia-fondi-ue-non-prima-di-giugno.html">tra i Paesi frugali, la Francia e i Paesi mediterranei mediando un <strong>Recovery Fund </strong>in grado</a> di cristallizzare i differenziali di competitività nel Vecchio Continente e di promuovere investimenti funzionali all&#8217;agenda della Commissione, guidato dal suo ex delfino <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html"><strong>Ursula von der Leyen</strong></a>. Un calcolo raffinato che ha visto la Germania farla letteralmente da padrona nel Vecchio Continente. La fronda interna che comincia a palesarsi sui media e nel mondo economico segnala però che sempre di più sono le resistenze a una strategia con cui <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">la Merkel</a> intende condurre la sua Cdu alle elezioni del prossimo autunno:<a href="https://it.insideover.com/economia/germania-nel-2021-nuova-manovra-in-deficit-per-salvare-leconomia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> la <strong>tenuta del progetto </strong>è condizionata a un rimbalzo dell&#8217;economia</a> che eviti il trionfo della narrazione del Paese intento a regalare soldi agli &#8220;spendaccioni&#8221; come l&#8217;Italia (ironicamente solo nona tra i beneficiari netti del Recovery Fund) con il deficit nazionale ai massimi e porti a un&#8217;emorragia di consensi verso i liberali di Fdp e i nazional-liberisti di Afd.</p>
<p>Possiamo dare ragione a Stelter su un punto, laddove scrive che il Recovery Fund può dare &#8220;l&#8217;illusione ai paesi beneficiari di non dipendere da uno sviluppo autonomo delle risorse necessarie&#8221;: questo, purtroppo, è il pensiero del duo<a href="https://it.insideover.com/economia/gualtieri-torna-dalleuropa-con-le-tasche-vuote.html"> Conte-Gualtieri in Italia.</a> Intento a sperare nella panacea europea come fonte di assoluzione dalle m<a href="https://it.insideover.com/economia/il-flop-economico-del-governo-giallorosso.html">ancate scelte strategiche nell&#8217;economia</a>. Ma questo è un problema italiano: il dibattito in Germania dimentica il fatto che sarà Berlino, una volta di più, la vincitrice di questa crisi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/leconomista-falco-ora-attacca-il-recovery-fund.html">L&#8217;economista &#8220;falco&#8221; ora attacca il Recovery Fund</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gualtieri torna dall&#8217;Europa con le tasche vuote?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/gualtieri-torna-dalleuropa-con-le-tasche-vuote.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2020 08:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Ecofin]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro Gualtieri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La strada verso il Recovery Fund resta in salita: il verdetto principale del più recente summit dei Ministri dell&#8217;Economia e delle Finanze dell&#8217;Unione Europea testimonia come prima dell&#8217;approvazione definitiva di Next Generation Eu diversi passaggi vadano ancora completati e un accordo politico sia ancora da perfezionare. Olof Scholz, ministro delle Finanze di Angela Merkel, ha portato avanti in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/gualtieri-torna-dalleuropa-con-le-tasche-vuote.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il ministro Gualtieri" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Roberto-Gualtieri-Fotogramma-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La strada verso il <strong>Recovery Fund </strong>resta in salita: il verdetto principale del più recente summit dei Ministri dell&#8217;Economia e delle Finanze dell&#8217;Unione Europea testimonia come prima dell&#8217;approvazione definitiva di <strong>Next Generation Eu </strong>diversi passaggi vadano ancora completati e un accordo politico sia ancora da perfezionare.</p>
<p>Olof Scholz, ministro delle Finanze di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Angela Merkel, </strong></a>ha portato avanti in nome della Germania una complessa mediazione che ha rotto al più recente Ecofin il canone dell&#8217;unanimità decisionale: i ministri convenuti a Bruxelles hanno adottato, senza cambiare una virgola rispetto alle decisioni del Consiglio Europeo di luglio, il piano per avviare le negoziazioni sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Rrf) che, con i suoi 672,5 miliardi, costituisce la gran parte del NextGen. Sul piano si sono verificate diverse defezioni: al composito <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/che-cose-la-nuova-lega-anseatica.html">fronte di critici che unisce i Paesi</a> frugali (<a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-fumata-nera-lolanda-fa-muro-e-mette-allangolo-conte.html">Olanda</a>, Austria, Svezia, Danimarca) e<a href="https://it.insideover.com/politica/lalleanza-sovranista-tra-budapest-e-varsavia.html"> l&#8217;asse di Visegrad tra </a><strong>Polonia e <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/dibattito-sulloccidente/oltre-loccidente/ungheria-oltre-occidente-la-grande-strategia-di-viktor-orban/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ungheria </a></strong>si è per l&#8217;occasione aggiunta l&#8217;Irlanda.</p>
<p><strong>Roberto Gualtieri, </strong>ministro dell&#8217;Economia del governo Conte II, si era recato all&#8217;Ecofin sperando in una pronta e attiva approvazione del testo. E, al contempo, puntava, ad ottenere una <strong>netta anticipazione dei sussidi nel 2021, </strong>una riduzione del potere del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-freno-demergenza-e-la-nuova-arma-in-mano-ai-falchi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">freno d&#8217;emergenza</a> </strong>che consente a un Paese membro di appellarsi per ritardare la concessione di un sussidio a un altro Stato richiedente e far valutare la domanda <em>ad hoc</em> e, in sostanza, una sponda per coprire i limiti di una manovra economica che, già dalle prime anticipazioni della Nota di aggiornamento al Def, si preannuncia come sostanzialmente &#8220;minimale&#8221;. Obiettivi in larga parte disattesi.</p>
<p>I tempi certi sono un miraggio. La risoluzione promossa dalla Germania fa avanzare il processo negoziale, ma le atteseattese sono per una conclusione del negoziato a metà 2021, nel più ottimistico dei casi, dovendo ora la palla passare a Commissione e Parlamento europeo. Infine, saranno i <strong>parlamenti nazionali </strong>a ratificare l&#8217;accordo.</p>
<p>Sul fronte dell&#8217;anticipazione dei sussidi, Gualtieri ha strappato due miliardi di euro per il 2021: crescerà da 4,5 a 6,5 miliardi di euro l&#8217;anticipazione della quota a fondo perduto di Rrf spettante all&#8217;Italia (dal 7 al 10%), ma nulla più. Una cifra insufficiente a tamponare una <strong>distruzione produttiva </strong>senza precedenti e che l&#8217;economista <strong>Francesco Manfredi, </strong>sentito da <em>Italia Oggi, </em>stima possa essere arrivata fino al 15%, se depurata dall&#8217;effetto compensativo della spesa pubblica: Sebbene &#8220;in via prudenziale è stato indicatonella Nadef il 10,5%, nota Manfredi, &#8220;non voglio immaginare una caduta del Pil, al lordo dell&#8217;effetto compensativo prodotto dalla spesa pubblica, che si avvicini al 20%.<a href="https://it.insideover.com/economia/il-flop-economico-del-governo-giallorosso.html"> Sarebbe la prova del fallimento delle politiche del Governo</a>, ma soprattutto la catastrofe del Paese&#8221;.</p>
<p>Lato freno d&#8217;emergenza, l&#8217;Ecofin ha fissato a <strong>tre mesi </strong>il termine massimo della durata della sospensione del processo di valutazione della Commissione e <a href="https://it.insideover.com/economia/celine-gauer-chi-e-il-super-commissario-del-recovery-fund.html">della task force guidata da </a><strong>Celine Gauer </strong>sui singoli investimenti di fronte alla richiesta di un Paese che volesse chiedere una valutazione del Consiglio Europeo sulla congruità della richiesta di un altro Stato membro. Una novità salutata da Gualtieri come una vittoria, ma che in realtà sposta il focus dal processo in sè alla sua durata. L&#8217;appello contro la concessione di un finanziamento a un Paese può esser portato avanti da uno Stato che ritiene che un&#8217;altra capitale non stia rispettando le raccomandazioni sulle riformeche l&#8217;Ue chiederà per concedere i fondi, facendo ritornare <em>de facto </em>le prescrizioni della Raccomandazioni Paese promosse dalla Commissione nel contesto del <strong>Patto di Stabilità</strong>. Il riferimento all&#8217;Olanda e alla sua pesante focalizzazione sui conti pubblici italiani, la sua burocrazia, il suo <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lolanda-attacca-quota-100.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sistema pensionistico</a> appare in questo contesto scontato.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/economia/disoccupazione-italia-maglia-nera-deuropa-il-fallimento-di-conte-gualtieri.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Per Gualtieri e Conte, insomma, potrebbe essere un errore aver scommesso sul Recovery Fund</a> tutto il futuro del Paese. Certo, su temi come il digitale e<a href="https://it.insideover.com/economia/una-nuova-politica-industriale-per-superare-la-crisi-del-coronavirus.html"> la <strong>politica industriale </strong>i fondi europei</a> potrebbero fornire una sponda. Ma l&#8217;Italia sarà solo nona nella classifica dei beneficiari netti di NextGen e guadagnerà in sette anni 40 miliardi di euro: non abbastanza per pensare a una strategia di rinascita o per compensare eventuali ridimensionamenti della propria sovranità formale di fronte alle prescrizioni richieste. La Nota di aggiornamento al Def, su 40 miliardi di euro per il 2021, sconterà 10 miliardi di sovvenzioni. Troppo poco per Manfredi: &#8220;Non mi sembra granché utile né razionale Come non è razionale che si sia scelto uno strumento che deve passare per l&#8217;approvazione di 27 governi e 27<br />
parlamenti nazionali&#8221; prima di entrare in vigore.</p>
<p>Infine, anche sul fronte dei finanziamenti siamo in alto mare. Il Recovery Fund e il debito mutualizzato sono stati finanziati sforbiciando i fondi a <a href="https://it.insideover.com/economia/la-ricerca-europea-sacrificata-in-nome-del-recovery-fund.html">ben più strutturati programmi strategici di investimento e ricerca</a>, depotenziati o azzerati, ma per coprire i 750 miliardi di euro complessivi, nota <a href="https://formiche.net/2020/10/ecofin-recovery-mes/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;economista Giuseppe Pennisi su <em>Formiche</em></a>, ora si fa sentire la necessità di &#8220;trasferire capacità impositiva – per imposte di scopo quali quelle sulla plastica, sulle transazioni finanziarie, sui “giganti del web”- dai singoli Stati dell’Unione all’Ue, in particolare alla Commissione: gli stessi esperti giuridici dell’esecutivo comunitario concordano che ciò richiede un accordo intergovernativo e relative ratifiche dai Parlamenti dei 27 Stati membri&#8221;. Insomma, Gualtieri torna dall&#8217;Europa con le briciole, con un processo ancora molto lungo e con la possibilità di vedere <strong>nuove tasse europee </strong>nascere in futuro. Un po&#8217; poco, di fronte ai programmi trionfalistici sul sostegno europeo <a href="https://it.insideover.com/economia/niente-potenza-di-fuoco-cosi-la-bce-sbugiarda-conte.html">a una &#8220;potenza di fuoco&#8221; giallorossa</a> che si è rivelata inesistente. <em>Mala tempora currunt </em>per l&#8217;economia del nostro Paese&#8230;</p>
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		<title>Berlino dimentica il pareggio di bilancio</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/berlino-dimentica-il-pareggio-di-bilancio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 07:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel riunione governo tedesco (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Angela Merkel progetta la risposta della Germania alla crisi europea e globale legata alla pandemia del coronavirus e sul fronte del contenimento del contagio economico ha dato a Berlino un orizzonte chiaro: il 2024. La recessione e la conseguente fase di depressione dell&#8217;economia mondiale si prevede lunga e la Germania, che della connessione alle catene del valore globali &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/berlino-dimentica-il-pareggio-di-bilancio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel riunione governo tedesco (Getty)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Angela-Merkel-riunione-governo-tedesco-Getty-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Angela Merkel </strong>progetta la risposta della Germania alla crisi europea e globale legata alla pandemia del coronavirus e sul fronte del contenimento del <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-il-coronavirus-segue-la-geografia-economica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contagio economico</a> </strong>ha dato a Berlino un orizzonte chiaro: il 2024. La recessione e la conseguente fase di depressione dell&#8217;economia mondiale si prevede lunga e la Germania, che della connessione alle <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/catene-del-valore-coronavirus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">catene del valore globali</a> e ai flussi commerciali fa il suo punto di forma, si adegua arrivando a negare la principale regola aurea della sua politica economica: il <strong>pareggio di bilancio</strong>.</p>
<p>Fino al 2024, infatti, Berlino prevede che non rientrerà nei parametri dello <strong>&#8220;Schwarze null&#8221;</strong>, l&#8217;assoluto equilibrio tra entrate e uscite dello Stato. Già a marzo <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">la Merkel</a> aveva messo in campo una poderosa <a href="https://it.insideover.com/economia/super-bazooka-e-sponda-bce-cosi-la-germania-dimentica-lausterita.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">manovra anticiclica</a> per finanziare le manovre emergenziali di contenimento della disoccupazione, finanziamento della cassa integrazione e tamponamento degli effetti emergenziali della pandemia. In seguito, tra progetti di investimento e piani di medio e lungo termine la manovra politica della Cancelleria federale e del governo di coalizione Cdu-Spd si è rafforzata, portando a un deficit record di 217,8 miliardi di euro per l&#8217;anno in corso.</p>
<p>Ad annunciare la svolta pluriennale è stato il ministro delle Finanze Olaf Scholz in conferenza stampa a Berlino presentando la manovra di bilancio 2021 e il piano finanziario fino al 2024 nella giornata del 23 settembre. &#8220;Nell’ambito della manovra di bilancio la Germania investirà 55 miliardi nel 2021 e 48 miliardi fino al 2024&#8221;, si legge su <a href="https://www.startmag.it/mondo/pareggio-di-bilancio-kaputt-la-svolta-della-germania/"><em>StartMag</em></a>.&#8221;Con questi soldi saranno proseguite le misure già intraprese come il programma di crediti per la stabilizzazione economica, la cassa integrazione per evitare la crescita della disoccupazione e altre misure simili&#8221;, nel contesto di un superamento della linea del rigore che già negli anni scorsi si era dimostrata <a href="https://it.insideover.com/politica/il-rimbalzo-che-evita-la-recessione-alla-germania-per-ora.html">estremamente penalizzante per il Paese</a> a lungo cultore dell&#8217;austerità e <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-cosa-fa-tremare-angela-merkel-in-germania.html">del pareggio di bilancio in Europa.</a></p>
<p>L&#8217;indebitamento complessivo sarà di 96,2 miliardi nel 2021 e scenderà nei prossimi anni, restando però sempre oltre la soglia dello 0,35% di deficit che la regola federale sullo Schwarze nulla impone al governo. Ancora nel 2024 Berlino prevede un debito pubblico in aumento di 5,2 miliardi di euro. Dal 2014 il governo Merkel aveva impostato il timone sulla rotta del pareggio di bilancio, e c&#8217;è da dire che attraverso il <strong>taglio agli investimenti </strong>e la <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cosa-sono-le-riforme-hartz.html">diminuzione della spesa sociale</a> il modello iper-esportatore del Paese aveva subito per queste scelte diverse penalizzazioni, a causa del ristagno della domanda interna e del <a href="https://it.insideover.com/economia/quei-dati-che-smascherano-la-germania-i-poveri-tedeschi-aumentano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conseguente aumento di povertà e disuguaglianze.</a></p>
<p>Non si può negare alla Merkel di aver, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-merkel-prepara-i-tedeschi-alle-sfide-del-prossimo-autunno.html">con lungimiranza</a>, previsto che una risposta anti-crisi simile a quella del 2010-11 avrebbe portato al tappeto Berlino e l&#8217;intera Europa: parte del deficit tedesco, è bene sottolinearlo, contribuirà a finanziare il <strong>bilancio Ue </strong>e quel <strong>Recovery Fund </strong>che, per la maniera in cui è stato impostato e per le condizionalità ad esso annesse, ha rappresentato la <a href="https://it.insideover.com/economia/la-vittoria-della-merkel-sul-recovery-fund-e-una-sconfitta-per-lue.html">seconda vittoria di Berlino</a> sul fronte comunitario dopo la cristallizzazione della triade Mes-Bei-Sure nella risposta emergenziale al contagio. Nell&#8217;era della <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-borse-del-mondo-entrano-nellera-della-grande-incertezza.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">grande incertezza</a> </strong>Berlino sa di poter dettare i tempi alla politica e all&#8217;economia europea; l&#8217;ampliamento dell&#8217;orizzonte temporale al 2024, è bene sottolinearlo, incorpora dentro di sé anche larga parte del prossimo mandato legislativo del Bundestag, che inizierà con le elezioni dell&#8217;autunno 2021. Senza correre troppo avanti, e considerato il fatto che lo scenario mondiale presenta numerose sfide in cui la <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/interviste/angela-merkel-germania-leadership/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Germania è inserita e decisa a competere</a> (rivoluzione tecnologica, <a href="https://it.insideover.com/politica/parigi-rilancia-la-sua-centralita-strategica-in-europa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autonomia digitale europea</a>, scontro Usa-Cina, rapporti<a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-perche-la-germania-non-puo-dire-di-no-alla-russia.html"> Ue-Russia</a>) e su cui la Merkel ha costruito un&#8217;agenda assai complessa, la programmazione fino al 2024 aumenta i dubbi circa la reale volontà della Cancelliera di passare la mano del governo col prossimo mandato. Non ci stupiremmo se, dopo il prossimo voto politico, alla testa del Paese vedremo ancora la donna che lo guida da quindici anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/berlino-dimentica-il-pareggio-di-bilancio.html">Berlino dimentica il pareggio di bilancio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fondi a breve termine e strategie: l&#8217;Europa ora preme sull&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/fondi-a-breve-termine-e-strategie-leuropa-ora-preme-sullitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2020 11:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, conferenza stampa al termine del Consiglio UE in video conferenza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Stef Blok, ministro degli Esteri olandese, riassume con le sue parole tutti i travagli comunitari sulla realizzazione del Recovery Fund quando, al termine dell&#8217;incontro romano con  i ministri Luigi Di Maio ed Enzo Amendola, in videoconferenza parla in maniera lapidaria: &#8220;Tutti vogliamo l’accordo sul recovery fund, ma al momento non c’è garanzia di successo”. Next Generation Eu, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/fondi-a-breve-termine-e-strategie-leuropa-ora-preme-sullitalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="828" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, conferenza stampa al termine del Consiglio UE in video conferenza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Charles-Michel-e-Ursula-von-der-Leyen-La-Presse-e1592596708265-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Stef Blok, </strong>ministro degli Esteri olandese, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/lolanda-ci-detta-condizioni-usate-mes-e-fate-riforme-1872540.html">riassume con le sue parole</a> tutti i travagli comunitari sulla realizzazione del <strong>Recovery Fund </strong>quando, al termine dell&#8217;incontro romano con  i ministri Luigi Di Maio ed Enzo Amendola, in videoconferenza parla in maniera lapidaria: &#8220;Tutti vogliamo l’accordo sul recovery fund, ma al momento non c’è garanzia di successo”.</p>
<p><strong>Next Generation Eu, </strong>il fondo proposto dalla Commissione di Ursula von der Leyen, ancora non esiste ma è una costruzione fragile, la cui realizzazione è minata alle fondamenta dall&#8217;assalto alla diligenza dei Paesi frugali <a href="https://it.insideover.com/politica/come-lolanda-e-diventata-il-punto-di-riferimento-dei-falchi.html">guidati dall&#8217;Olanda</a>, che chiedono condizionalità severe sui prestiti e una riduzione dei contenuti a fondo perduto. E cominciano a mettere i paletti su come i Paesi percettori dei finanziamenti dovrebbero adoperarli.</p>
<p>Blok afferma che a suo parere non c&#8217;è necessità di ottenere un Recovery Fund a ogni costo, ma Paesi come <strong>Francia, Germania e Italia </strong>ci puntano con maggior forza, e Ursula von der Leyen da Bruxelles potrebbe essere pronta a fare una condizione ai Paesi pro-austerità: fonti diplomatiche raccolte da <em>Il Messaggero </em>parlano di un clima di generale determinazione a concludere un accordo, e su questo fronte i &#8220;falchi&#8221; potrebbero essere ammorbiditi dall&#8217;inserimento di clausole temporali ben precise sulla spesa dei fondi Ue.</p>
<p>Come scrive il quotidiano romano, &#8220;secondo la <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">proposta von der Leyen</a> gli stati dovrebbero impegnare entro il 2022 circa il 60% delle risorse di Next Generation Eu&#8221;, per le quali la proposta iniziale parla di 750 miliardi di euro, &#8220;il resto entro il 2024. Nel dettaglio&#8221;, in particolare, &#8220;gli accordi sui prestiti vanno firmati entro il 2022&#8221;, con le tranche spalmate fino al 2025. Olof Scholz e Bruno Le Maire, a capo dei dicasteri di Berlino e Parigi, sono concordi sul fatto che il Recovery Fund dovrebbe versare agli Stati  membri dell&#8217;Ue almeno 500 miliardi di euro dal 2020 al 2022. In questo caso, la concessione che potrebbe convincere i falchi sarebbe un ulteriore contingentamento dei tempi e delle modalità di erogazione dei fondi comunitari che, ricordiamolo, saranno diretti non alle singole casse nazionali ma a mobilitare progetti ad hoc.</p>
<p>Blok, del resto, ha ricordato che &#8220;gli aiuti sono legati alla pandemia e non devono servire per risolvere problemi strutturali precedenti&#8221;: il governo olandese di <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-mark-rutte.html">Mark Rutte</a>, </strong>che nella discussione sul Recovery Fund <a href="https://it.insideover.com/politica/rutte-spingera-sul-rigore-per-difendere-la-sua-leadership.html">gioca il suo futuro politico</a>, punta a far esaurire tutta la potenza di fuoco del fondo, possibilmente ridotta di circa un terzo, entro il 2022 sulla base di questo ragionamento. L&#8217;ovvio corollario di una constatazione di questo tipo è il fatto che l&#8217;Olanda e i suoi alleati sperano che i Paesi potenzialmente destinati a ricevere i fondi non facciano in tempo a mobilitare l&#8217;intero apparato di risorse nei tempi previsti, specie considerato il fatto che NextGen sarà pienamente operativo solo a inizio 2021.</p>
<p><strong>Giuseppe Conte </strong>ha provato a portare avanti un gioco delle tre carte autoreferenziale cercando di far passare il taglio (momentaneo) dell&#8217;Iva come riforma praticabile con i fondi comunitari, pur sapendo bene che non sarà così.</p>
<p>Il Recovery Fund &#8220;Next Gen Eu&#8221; presuppone interventi mirati, così come il Mes è attivabile in questa fase solo per spese sanitarie. In particolare, ha ricordato a <em>Il Tempo </em>l&#8217;eurodeputato <strong>Massimiliano Smeriglio, </strong>&#8220;i soldi a fondo perduto hanno premialità progettuali su innovazione, green new deal, inclusione sociale e conoscenza&#8221;.</p>
<p>Dunque un Paese come l&#8217;Italia, per riceverne una quota consistente (ammesso che ciò porti a un dividendo positivo) si troverebbe di fronte a un paradosso. Da un lato dovrebbe immaginare una grande strategia per la ripresa, in modo tale da combinare i fondi di NextGen con quelli che potrebbe mobilitare <a href="https://it.insideover.com/economia/alla-scoperta-della-bei-ecco-il-gigante-nascosto-deuropa.html">un&#8217;istituzione come la <strong>Banca europea degli investimenti</strong> </a>e puntare a una ripresa ben congegnata. Dall&#8217;altro dovrebbe tenere in considerazione il fatto che su qualsiasi progetto, dalle infrastrutture all&#8217;energia, coperto dai fondi di NextGen l&#8217;Unione avrebbe il potere finale di scrutinio, potendo con un solo stop pregiudicare una politica di ampio respiro di cui, in ogni caso, non si vedono nemmeno le avvisaglie. Risulta fallace quando dichiarato dall&#8217;ex premier <strong>Paolo Gentiloni,</strong> secondo il quale &#8220;la  storia delle condizionalità imposte dall’alto per salvare i singoli Paesi è una storia finita, è alle nostre spalle&#8221;</p>
<p>Torna, in maniera più soft, l&#8217;ideologia del &#8220;vincolo esterno&#8221;: aiuti (quanti, non si sa) sì, ma condizionati ai paletti dell&#8217;Unione Europea. Che arriva al paradosso di chiedere ai Paesi di avere una sostanziale capacità di programmazione strategica e di mobilitare investimenti in tempi tutto sommato brevi dopo aver per anno predicato il taglio alle spese produttive dai bilanci, l&#8217;austerità e una sostanziale caduta degli investimenti in tutta Europa. Il tutto, poi, indicizzando la ripresa di ogni Paese a programmi come il Green New Deal, la cui utilità e la cui realizzabilità sono ancora tutte da verificare. Sull&#8217;incapacità di Paesi come l&#8217;Italia di adeguarsi al <em>new normal </em>puntano quei Paesi, come l&#8217;Olanda, che chiedono di ridurre le tempistiche di erogazione.</p>
<p>La governance politica della crisi sino ad ora porta a escludere che l&#8217;Italia possa farsi trovare pronta nel caso in cui quella del Recovery Fund sia una &#8220;guerra-lampo&#8221;. Il presidente del Consiglio <strong>Giuseppe Conte </strong>si potrebbe rendere conto da un momento all&#8217;altro che nei rapporti con l&#8217;Europa il problema più grande non è ottenere i fondi, ma capire come utilizzarli: ma questo implicherebbe un&#8217;agenda di politica economica, fino ad ora carente in un governo, quello giallorosso, che sembra barcamenarsi per tirare a campare. Stati come l&#8217;Olanda lo hanno capito e aumentano la loro pressione per difendere il più possibile il loro portafogli da esborsi eccessivi nel fondo per la ripresa.</p>
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		<title>L&#8217;unione bancaria sognata da Scholz danneggia l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lunione-bancaria-sognata-da-scholz-danneggia-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 12:02:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Banca centrale europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;unione bancaria a livello europeo continua ad avere nella Germania un severo censore. Berlino è gravata da diverse problematiche nel sistema bancario, certificate recentemente da un rapporto dell&#8217;Eba, ma politicamente detiene l&#8217;influenza necessaria a condizionare ogni manovra nel settore. Sia il meccanismo di vigilanza unica che la procedura di risoluzione incentrata sul bail-in sono state infatti propiziate o favorite da Berlino; ora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lunione-bancaria-sognata-da-scholz-danneggia-litalia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Banca centrale europea" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Palazzo-Bce-La-Presse-e1572247730977-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;<strong>unione bancaria </strong>a livello europeo continua ad avere nella <strong>Germania </strong>un severo censore. Berlino è gravata da diverse problematiche nel sistema bancario, certificate recentemente da un rapporto dell&#8217;Eba, ma politicamente detiene l&#8217;influenza necessaria a condizionare ogni manovra nel settore.</p>
<p>Sia il <strong>meccanismo di vigilanza unica </strong>che la <a href="https://srb.europa.eu/en/content/tasks-tools">procedura di </a><strong>risoluzione </strong>incentrata sul bail-in sono state infatti propiziate o favorite da Berlino; ora tra Commissione e Bce è aperta la discussione sul <strong>terzo pilastro, </strong>la definizione dell&#8217;assicurazione unica a livello europeo sui depositi bancari.</p>
<p>Su questo tema la Germania pone delle condizioni che agli altri Paesi dell&#8217;Eurozona appare difficile digerire. Più ancora che il dibattito sul <strong>Fondo Salva-Stati </strong>sono i motivi dell&#8217;opposizione tedesca a una lineare definizione di tale garanzia a dover preoccupare per la stabilità sistemica dell&#8217;Europa bancaria.</p>
<p>La Germania, infatti, chiede di introdurre nella procedura di assicurazione un meccanismo di limitazione all&#8217;accumulazione di <strong>quote di debiti sovrani </strong>nei bilanci delle banche del Vecchio Continente. Secondo la Germania, i differenziali di rischio tra i diversi Paesi renderebbe qualsiasi manovra di assicurazione europea un assist ai Paesi ritenuti più instabili. Tale limitazione colpirebbe duramente i Paesi mediterranei, in cui i titoli di Stato ad alto rendimento sono parte integrante dei <strong>bilanci bancari </strong>e un tipo di investimento diffuso tra la popolazione.</p>
<p>Prendiamo il caso dell&#8217;Italia: nel nostro Paese le <strong>banche </strong>detengono circa un quarto del debito pubblico italiano mentre altre istituzioni finanziarie, come assicurazioni e fondi, ne posseggono il 18%”. Prima dell’avvio della politica espansiva della Bce (<a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-limiti-del-quantitative-easing-di-mario-draghi.html">quantitative easing</a>), nel 2015,<a href="https://www.agi.it/economia/quota_debito_pubblico_in_mano_a_stranieri-3726239/news/2018-04-03/" target="_blank" rel="noopener"> scrive l’<em>Agi</em></a>, “la Banca d’Italia deteneva 169,4 miliardi di titoli pubblici del nostro Paese, cifra corrispondente al 7,8% del totale del debito; la fetta di debito sottoscritta dall’istituto di Via Nazionale, nell’ambito del piano di acquisti avviato dalla Banca centrale europea, è salita a 353,7 miliardi a fine 2017 e la fetta raddoppiata al 15,45%; l’incremento è di 184,3 miliardi (+108,81%)”. E la quota della Banca d&#8217;Italia, a causa del legame con l&#8217;intero sistema, va inserito a consuntivo del sistema nazionale.</p>
<p>Ma anche il problema della presenza di una quota significativa di debito pubblico italiano in mano a investitori stranieri ostacola, indirettamente, la manvora di Berlino: potranno, ad esempio, le banche francesi rinunciare agli oltre <a href="https://it.insideover.com/economia/quei-285-miliardi-di-euro-di-debito-italiano-in-mano-alla-francia.html"><strong>285 miliardi di euro </strong>di debito pubblico</a> italiano da loro controllato e a &#8220;morire per la Germania&#8221;? Certamente no. La realtà è che Berlino, in questo business, svolge un ruolo secondario, tanto che, per limitarci al debito italiano, i due colossi francesi Bnp Paribas (che controlla 143,2 miliardi di Btp) e Credit Agricole (97,2 miliardi), presi singolarmente superano ampiamente il totale del debito controllato dall’intera finanza tedesca, pari a 58,7 miliardi.</p>
<p>Alle banche conviene accumulare titoli di Stato perchè sono considerati asset privi di rischio e non impongono modifiche ai requisiti patrimoniali degli istituti. In un recente editoriale pubblicato sul Financial Times il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz ha rilanciato la posizione tedesca, proponendo di <strong>far venire meno </strong>la mancanza di tali <strong>requisiti patrimoniali. </strong><a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-vera-trappola-per-l-italia-non-e-l-esm-transgenico-ma-l-unione-bancaria-teutonica-202001092156105287">Come scrive </a><em>Milano Finanza, </em>&#8220;la proposta di Scholz creerebbe all&#8217; Italia immediatamente una serie di problemi&#8221;, rendendo meno appetibili le nostre emissioni, imponendo ampie modifiche patrimoniali alle nostre banche e <strong>riducendo i margini di profitto</strong>. &#8220;Equita Sim ci avverte che le prime nove banche italiane hanno ricavato nel 2019 profitti netti da cedole sui Btp pari al 13% dell&#8217;utile netto&#8221;. Dunque 2il conto economico delle banche verrebbe falcidiato rendendo molto più complesso per gli istituti continuare a supportare il tessuto imprenditoriale a tassi contenuti&#8221;, già messo a repentaglio dalle necessità legate alla vigilanza sui crediti deteriorati.</p>
<p>Altro che Mes, dunque: la proposta di Scholz rischia di essere la <strong>tempesta perfetta</strong>. A queste condizioni, un&#8217;unione bancaria europea non andrebbe nell&#8217;interesse nazionale dell&#8217;Italia. Meglio affrontare i &#8220;nein&#8221; di Berlino sulla proposta di base, che non prevede le stringenti clausole di Scholz, che accelerare sulla riforma per deferenza verso un europeismo, troppo spesso, non conforme ai reali dettami strategici del Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lunione-bancaria-sognata-da-scholz-danneggia-litalia.html">L&#8217;unione bancaria sognata da Scholz danneggia l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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