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	<title>Olaf scholz Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 29 Mar 2026 06:13:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Olaf scholz Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La dottrina Papperger: così Rheinmetall sfida la politica europea e ridisegna la deterrenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 06:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1024x605.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1536x908.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cosiddetta “dottrina Papperger” mette in discussione la capacità delle istituzioni di governare i campioni industriali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-dottrina-papperger-cosi-rheinmetall-sfida-la-politica-europea-e-ridisegna-la-deterrenza.html">La dottrina Papperger: così Rheinmetall sfida la politica europea e ridisegna la deterrenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1135" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="armi" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-600x355.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-300x177.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1024x605.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-768x454.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/armi-1536x908.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ascesa di Rheinmetall dopo il 2022 segna un cambio di paradigma nella sicurezza europea. La cosiddetta <strong>“dottrina Papperger”</strong> mette in discussione la capacità delle istituzioni di governare i campioni industriali. Tra <strong>espansione produttiva</strong>, <strong>integrazione della supply chain</strong> e <strong>anticipo delle decisioni politiche</strong>, l’industria diventa attore geopolitico. Il rischio è una <strong>sovranità strategica privatizzata</strong>, guidata dal mercato più che dalla politica.</p>



<p><strong>Dalla guerra in Ucraina alla centralità industriale</strong></p>



<p>Il conflitto tra Russia e Ucraina ha riportato in Europa la guerra ad alta intensità, imponendo una revisione profonda delle politiche di difesa. In questo contesto, Rheinmetall è emersa come <strong>attore centrale</strong>, intercettando una domanda crescente di <strong>munizionamento, mezzi corazzati e sistemi di difesa</strong>. La svolta annunciata da <strong>Olaf Scholz </strong>con la <strong>Zeitenwende</strong> ha aperto una nuova fase: più spesa, più produzione, più autonomia strategica. Ma a muoversi più rapidamente non è stata la politica, bensì l’industria.</p>



<p><strong>La “dottrina Papperger”: anticipare la politica</strong></p>



<p>Sotto la guida di Armin Papperger, l’azienda ha adottato una strategia non convenzionale: <strong>investire prima che la domanda pubblica sia formalmente stabilizzata</strong>. Questa impostazione ribalta il rapporto tradizionale tra Stato e industria. <a href="https://www.difesaonline.it/2026/03/17/rheinmetall-presenta-le-capacita-della-nuova-generazione-di-mortai-europei/">Non è più la politica a orientare la produzione, ma è la capacità produttiva a <strong>vincolare le scelte politiche future</strong></a>. La cosiddetta <strong>“dottrina Papperger”</strong> si fonda su un principio semplice: creare capacità industriale tale da rendere inevitabile il suo utilizzo.</p>



<p><strong>Espansione a Est: la geografia della deterrenza</strong></p>



<p>L’espansione verso l’Europa centro-orientale e l’Ucraina non è solo industriale, ma geopolitica. Nuovi impianti per munizioni da 155 mm, centri di manutenzione e <em>joint venture </em>in Paesi come Lituania, Lettonia e Romania indicano una strategia precisa: <strong>avvicinare la produzione al fronte</strong>. Questo riduce i tempi logistici e aumenta la resilienza, ma crea anche una <strong>rete industriale transnazionale</strong> che supera i confini delle politiche nazionali.</p>



<p><strong>Supply chain e autonomia strategica privata</strong></p>



<p>L’acquisizione di Hagedorn-NC ha segnato un passaggio cruciale: il controllo della <strong>nitrocellulosa</strong>, elemento chiave per i propellenti. Ridurre la dipendenza dalla Cina — che domina le materie prime — significa costruire una <strong>autonomia strategica industriale privata</strong>. Non si tratta più solo di produrre armi, ma di <strong>controllare l’intera catena del valore</strong>, dalla materia prima al prodotto finale.</p>



<p><strong>Il nodo politico: burocrazia contro velocità</strong></p>



<p>Il sistema europeo di <em>procurement</em> resta lento e frammentato. In Germania, il meccanismo del <a href="https://aresdifesa.it/rheinmetall-presenta-il-sistema-mortaio-ragnarok-da-120-mm/"><strong>controllo parlamentare sopra i 25 milioni di euro</strong> rappresenta un vincolo pensato per un’altra epoca. In un contesto di riarmo accelerato, questa lentezza crea un paradosso</a>: la sicurezza europea dipende da attori che <strong>non sono soggetti agli stessi tempi decisionali della politica</strong>.</p>



<p><strong>Industria come attore geopolitico</strong></p>



<p>Rheinmetall non è più solo un fornitore, ma un <strong>attore geopolitico autonomo</strong>. Attraverso investimenti diretti e supply chain distribuite, l’azienda costruisce una forma di <strong>integrazione europea de facto</strong>, senza passare da trattati o istituzioni comuni. <a href="https://www.italypost.it/news/economia/3661/leonardo-avanza-lenta-la-cessione-dei-camion-iveco-a-rheinmetall.html?id=0">Questo modello ricorda quello di Lockheed Martin: pochi grandi player capaci di orientare il mercato e, indirettamente, la politica</a>.</p>



<p><strong>Tre scenari per l’Europa della difesa</strong></p>



<p><strong>1. Integrazione industriale</strong><br>L’Europa si integra attraverso le imprese. La <strong>deterrenza aumenta</strong>, ma cresce la dipendenza da pochi attori.</p>



<p><strong>2. Frammentazione persistente</strong><br>Gli Stati mantengono approcci nazionali. Risultato: <strong>duplicazioni, inefficienze e deterrenza incompleta</strong>.</p>



<p><strong>3. Economia di guerra strutturale</strong><br>La difesa diventa un pilastro permanente dell’economia europea. L’industria opera in regime quasi continuo di produzione.</p>



<p><strong>Finanza e mercato: crescita con ombre</strong></p>



<p>Nonostante l’espansione, i mercati mostrano cautela. La <em>guidance</em> sui ricavi inferiore alle attese ha pesato sul titolo, segnalando un elemento chiave: la crescita della difesa non è lineare. Eppure i fondamentali restano solidi: <strong>portafoglio ordini record</strong>; <strong>margini in crescita</strong>; <strong>domanda strutturalmente elevata</strong>. Questo indica che il settore è entrato in una fase nuova: <strong>meno ciclica, più sistemica</strong>.</p>



<p><strong>Sovranità e industria, un equilibrio instabile</strong></p>



<p>La <strong>dottrina Papperger</strong> mette a nudo una contraddizione europea: la politica rivendica la sovranità; l’industria costruisce la capacità reale Senza coordinamento, il rischio è che la <strong>sovranità strategica venga di fatto privatizzata</strong>, guidata da logiche di mercato e velocità operativa. Se invece le istituzioni sapranno integrare questa potenza industriale in una visione comune, allora Rheinmetall potrà diventare non un problema, ma il <strong>motore di una difesa europea credibile</strong>. Il punto, oggi, non è più chi decide. Il punto è <strong>chi arriva prima</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 05:58:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[commerzbank]]></category>
		<category><![CDATA[Credit Agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Unicredit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1243" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-600x388.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1024x663.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250722224528744_8cb18ab99f5d25c83e890924eda2bf08-1536x994.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Unicredit continua a giocare una partita di rango europeo. Gli scenari coi partner di Grecia, Germania, Francia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html">Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Nel quadro di un consolidato <strong>risiko bancario italiano, Unicredit</strong> continua a giocare una <strong>partita di rango europeo</strong>. <a href="https://it.insideover.com/economia/roma-ha-fermato-milano-unicredit-si-ritira-da-banco-bpm.html">L&#8217;amministratore delegato <strong>Andrea Orcel</strong> </a>ha di recente definito nuove linee strategiche per la banca di <strong>Piazza Gae Aulenti,</strong> che permettono di capire molto delle mosse future del gruppo. </p>



<p>In soldoni: <strong>avanti con le acquisizioni in Grecia e Germania,</strong> mentre andrà ridefinito al ribasso il rapporto sull&#8217;asse <strong>Italia-Francia</strong>, per ragioni internazionali e interne al contempo. Dopo un terzo trimestre che ha registrato un aumento del 4,7% dell&#8217;utile anno su anno (2,6 miliardi di euro), una crescita dell&#8217;utile per azione dell&#8217;8,6% a 1,71 euro e un rilancio dell&#8217;obiettivo di <strong>profitto per l&#8217;intero 2025 al record di 10,5 miliardi di euro</strong>, Unicredit ha rafforzato la sua proiezione all&#8217;estero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le grandi manovre di Unicredit in Germania</h2>



<p>Orcel ha annunciato che Piazza Gae Aulenti eserciterà entro fine anno i diritti sui derivati in suo possesso per arrivare al <strong>29,9% del capitale di <a href="https://it.insideover.com/economia/unicredit-commerzbank-la-partita-europea-delle-banche-italiane.html">Commerzbank, l&#8217;istituto tedesco già scalato da oltre un anno</a></strong> e in cui Unicredit ha accumulato una forte plusvalenza, arrivando a un&#8217;incollatura dalla<strong> soglia per l&#8217;offerta pubblica d&#8217;acquisto</strong>.</p>



<p>Inoltre, Orcel è andato muro contro muro con l&#8217;esecutivo di Friederich Merz, mentre attorno all&#8217;espansione a Francoforte si è aperto un giallo politico. La società di consulenza Teneo, secondo Handelsblatt, mentre assiste Unicredit per la scalata avrebbe assunto come partner nientemeno che l&#8217;ex ministro delle Finanze e ex leader del Partito Liberaldemocratico (Fdp) <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/nella-crisi-del-governo-scholz-centra-anche-la-guerra-in-ucraina.html">Christian Lindner</a></strong>, che era alla guida delle Finanze nel governo di Olaf Scholz quando da Milano iniziò la marcia verso Francoforte, con l&#8217;acquisto di un 4,5% delle quote di Commerz a cui lo stesso <strong>Lindner, noto come falco sui conti pubblici, non si oppose.</strong></p>



<p>Certo, l&#8217;incarico non è ancora ufficiale: &#8220;<strong>In Germania è obbligatorio </strong>per chi ha avuto incarichi pubblici o di governo e intende assumere entro diciotto mesi un lavoro privato chiedere il <strong>nulla osta </strong>al governo in carica, che si fa consigliare dal cosiddetto “<strong>Karenzzeitgremium</strong>”, una commissione mista di parlamentari e giudici costituzionali&#8221;, <a href="https://www.firstonline.info/unicredit-commerzbank-orcel-ingaggia-lex-ministro-delle-finanze-lindner-e-berlino-va-alla-ricerca-di-conflitti-di-interesse/">nota <em>First Online,</em></a> che sottolinea come Teneo sia in attesa di approvazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Grecia su, Francia giù</h2>



<p>In ogni caso, una manovra di grande lobbying che mostra una capacità d&#8217;inserimento istituzionale in Germania tutt&#8217;altro che scontata. Così come è da registrare l&#8217;<strong>ascesa di Unicredit in Grecia, ove ha ricevuto il via libera per sfiorare il 30% anche in Alpha Bank, </strong>portando a quasi <a href="https://www.bluerating.com/banche-e-reti/855030/unicredit-via-libera-della-bce-per-salire-fino-al-299-in-alpha-bank"><strong>3 miliardi di euro</strong> il valore della sua partecipazione, oggi poco sotto il 10%.</a></p>



<p>Importante, invece, il distacco dalla Francia: <strong>Unicredit ha deciso di ridiscutere</strong>, e potenzialmente azzerare, la partnership con Amundi, società di gestione del risparmio <strong>controllata da Credit Agricole</strong>, con cui ha un accordo in scadenza nel 2027 per distribuire prodotti di risparmio gestito, oggi dal valore di 69 miliardi di euro (60% delle masse in mano a Unicredit).</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/merci-meloni-dopo-lo-stop-a-unicredit-su-bpm-si-muove-credit-agricole.html">L&#8217;obiettivo è ridimensionarlo se non addirittura azzerarlo proprio mentre <strong>Credit Agricole</strong></a><strong> diventa la grande rivale</strong> per l&#8217;affare Banco Bpm, dove il <strong>governo di Giorgia Meloni ha stoppato </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-economica-e-sicurezza-nazionale-che-cosa-insegna-il-caso-unicredit-bpm.html"><strong>Gae Aulenti col golden power</strong>. C</a>&#8216;entra, dunque, la &#8220;geo-finanza&#8221;, ma c&#8217;entrano anche obiettivi concreti. Gli utili-record di banche come Unicredit in questi anni sono stati trainati dal margine d&#8217;interesse e dall&#8217;alto costo del denaro, una contingenza che non è detto duri. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Unicredit ricalibra i rapporti con Amundi</h2>



<p>Serve ricalibrare il mercato e le prospettive di investimento e redditualità: come <a href="https://borsaefinanza.it/unicredit-addio-amundi-cosa-sta-tramando-orcel-tra-bnp-e-unipol/">nota <em>Borsa e Finanza</em>, </a>parallelamente all&#8217;espansione internazionale Orcel vuole &#8220;aumentare la quota di commissioni trattenute dalla banca e generare un flusso di utili più solido&#8221;. In quest&#8217;ottica, &#8220;la struttura gestionale dei fondi e la piattaforma distributiva tornassero ad assumere centralità: se la banca vuole essere “più forte” nei propri mercati e avere più controllo delle leve,&nbsp;<strong>non può delegare la parte più redditizia del risparmio gestito</strong>&nbsp;senza valutare attentamente le condizioni&#8221;. </p>



<p><strong>Capire dove si genereranno i profitti di domani</strong> sarà vitale, e lo sarà anche equilibrare priorità e strategie così da avere risorse fresche per alimentare un grande gioco espansivo all&#8217;estero che avrà bisogno di <strong>rinnovate disponibilità di capitali.</strong> A suo modo, il rapporto ricalibrato con la Francia parla anche all&#8217;Italia, dove anche la rivale di <a href="https://it.insideover.com/economia/intesa-generali-verso-unalleanza-da-1-500-miliardi-un-messaggio-ai-capitani-coraggiosi-di-mps-e-meloni.html"><strong>Unicredit, Intesa Sanpaolo,</strong> è pronta a strappare <strong>Generali </strong></a><strong>all&#8217;atteso accordo con Natixis</strong> sul risparmio gestito, in parallelo alla manovra di <a href="https://it.insideover.com/economia/banche-il-risiko-italiano-e-senza-fine-ora-unicredit-guarda-a-unipol.html">Gae Aulenti con Unipol</a> per rafforzare il settore bank-insurance. Tutto si tiene, in una partita transnazionale dove <strong>a colpi di affari miliardari si disegna la rotta della finanza italiana di domani,</strong> con Unicredit al centro.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/avanti-in-grecia-e-germania-stop-ai-francesi-unicredit-si-muove-in-europa.html">Avanti in Grecia e Germania, stop ai francesi: Unicredit si muove in Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Germania: 10 mila disoccupati in più al mese, crollo della produzione, export in crisi. Altro che effetto Merz&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 12:43:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia tedesca]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Altro che effetto Merz: la crisi industriale della Germania è senza fine. Numeri e dati di una crisi ormai strutturale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-10-mila-disoccupati-in-piu-al-mese-crollo-della-produzione-export-in-crisi-altro-che-effetto-merz.html">Germania: 10 mila disoccupati in più al mese, crollo della produzione, export in crisi. Altro che effetto Merz&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1315" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-300x205.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1024x701.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-768x526.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-1536x1052.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Altro-che-effetto-Merz-la-crisi-industriale-della-Germania-e-senza-fine-600x411.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;impatto di <strong>Friedrich Merz</strong> e del suo governo sulla politica tedesca, soprattutto sul versante economico-industriale,  non sembra farsi sentire a sei mesi dall&#8217;ingresso del leader dell&#8217;Unione Cristiano-Democratica (Cdu) alla Cancelleria Federale di Berlino. <a href="https://it.insideover.com/economia/altro-che-effetto-merz-la-germania-prosegue-nella-sua-crisi-industriale.html">Merz ha ereditato da <strong>Olaf Scholz</strong> </a>un Paese in travaglio in cerca di un nuovo modello di sviluppo economico dopo la <strong>fine del rapporto stretto con la Russia sul gas</strong>, l&#8217;ascesa di una viscosa concorrenza cinese e i dubbi sulla difesa americana. E per ora non sembra essere riuscito a strutturarlo. Anche perché le condizioni di partenza erano oggettivamente problematiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I numeri della crisi industriale tedesca</h2>



<p>La Germania veleggia in acque agitate e <strong>sempre a rischio di tempesta, </strong>e i dati sull&#8217;industria storico traino della prosperità tedesca parlano chiaro. Elenchiamo di seguito alcuni trend ormai consolidati nell&#8217;era Merz:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Non si arresta il calo dell&#8217;industria</strong>. <a href="https://www.berliner-zeitung.de/news/industrieproduktion-staerkster-rueckgang-seit-2022-li.2361098">Ad agosto, nota il <em>Berliner Zeitung</em>, </a>la produzione industriale &#8220;è crollata significativamente. Secondo l&#8217;&nbsp;Ufficio federale di statistica,&nbsp;industria, edilizia e fornitori di energia hanno prodotto complessivamente il 4,3% in meno rispetto al mese precedente . Si tratta del calo più significativo dall&#8217;inizio della guerra in Ucraina&#8221;. Berlino ha visto la produzione industriale in rosso per <strong>otto degli ultimi dodici mesi.</strong></li>



<li>Il calo è concentrato nei settori che messi assieme costituiscono il cuore dell&#8217;industria esportatrice. <a href="https://tradingeconomics.com/germany/industrial-production-mom"><em>Trading Economics</em> ricorda che il crollo ad agosto si è avuto in campi </a>in tal senso strategici: &#8220;Nell&#8217;industria automobilistica (-18,5%), nella produzione di macchinari e attrezzature (-6,2%), nei prodotti farmaceutici (-10,3%) e nei prodotti informatici, elettronici e ottici (-6,1%)&#8221;. Tali settori pesano rispettivamente per il 17%, il 14%, il 9% e l&#8217;8% delle esportazioni tedesche, per un totale del 48% secondo i dati di Destatis. Una testimonianza della possibilità che a entrare in recessione sia l&#8217;intero sistema-Germania.</li>



<li>L&#8217;export è in un trend di declino strutturale. Da agosto 2022 a agosto 2025 il dato mensile è calato da<a href="https://tradingeconomics.com/germany/exports"> 136 a 129,7 miliardi di euro</a>, segno che strutturalmente Berlino ha perso il 5% del suo potenziale esportatore.</li>



<li>Tra crisi industriali, cambiamenti demografici e carenza di personale qualificato<strong> l&#8217;Istituto Economico Tedesc</strong>o <strong>ha stimato che la Germania</strong> abbia un deficit di 400mila lavoratori. Il <a href="https://www.fr.de/wirtschaft/dahinter-deutschlands-wirtschaft-verliert-10-000-jobs-pro-monat-das-steckt-zr-94005148.html">Frankfurter Rundschau </a>ricorda che mediamente nel 2025 la Germania sta perdendo 10mila posti di lavoro ogni mese. L&#8217;economista Enzo Weber ha ricordato a Die Welt che gli annunci di nuove offerte di lavoro sono ai minimi dall&#8217;epoca dell&#8217;arrivo del coronavirus nel 2020.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Le sfide strutturali della Germania</h2>



<p>Tutti questi dati sono <strong>sintomo di problematiche strutturali che superano l&#8217;orizzonte dei singoli governi</strong> e mostrano quanto improba fosse l&#8217;operazione per Merz. Desideroso di varare un vero e proprio &nbsp;<a href="https://www.fr.de/politik/gescheitert-merz-kann-waehler-nicht-ueberzeugen-herbst-der-reformen-zr-93986696.html">&#8220;autunno delle riforme&#8221;</a>, il cancelliere rischia però di ritrovarsi impantanato.</p>



<p>Non sta ancora pienamente prendendo piede il progetto di riconversione <a href="https://it.insideover.com/difesa/355-miliardi-di-euro-in-15-anni-la-germania-svela-il-suo-programma-di-riarmo.html">industriale per il riarmo,</a> che se può supplire una parte della domanda mancante dall&#8217;automotive certamente non può fare molto per gli altri settori in crisi. C&#8217;è la spada di Damocle del settore siderurgico, che dovrebbe alimentare tutti i piani del maxiprogetto da 500 miliardi di euro di investimento in infrastrutture concordato da Merz con gli alleati socialdemocratici (Spd). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni economiche e politiche</h2>



<p>&#8220;La&nbsp;produzione di acciaio tedesca è diminuita del 12% nella prima metà di quest&#8217;anno&#8221;, <strong><a href="https://www.ft.com/content/bc18dfca-2120-43bc-b522-d48352b63457">spiega il Financial Times,</a></strong> aggiungendo che Merz &#8221;&nbsp;ha annunciato agevolazioni fiscali per le imprese per l&#8217;acquisto di attrezzature e delineato sussidi al prezzo dell&#8217;elettricità per le industrie ad alta intensità energetica come quella chimica&#8221; e &#8220;ha nominato un responsabile degli investimenti, l&#8217;ex presidente della Commerzbank Martin Blessing, per promuovere la Germania come destinazione attraente per i capitli stranieri&#8221; ma ad oggi Berlino appare destinata a un altro anno di incertezze. </p>



<p>Nel frattempo, <strong>sono arrivati i dazi Usa e con </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html"><strong>la Cina è nata una sfida di dissapori e tensioni</strong>, come ha ben ricordato Roberto Vivaldelli.</a> E la Germania, dopo aver fatto la faccia feroce verso la Russia, ha chiesto agli Usa di esentare dalle <a href="https://geagency.it/breaking-news/ucraina-merz-filiali-tedesche-rosneft-esenti-da-sanzioni-usa/">sanzioni sul petrolio di Mosca la filiale tedesca di Rosneft</a> mentre i costi energetici <a href="https://www.cleanenergywire.org/news/germany-must-do-more-reduce-energy-prices-say-industry-groups">rimangono un fattore di criticità. </a><strong>Non sarà facile invertire la china</strong> per Merz, la cui luna di miele col Paese è già finita. E alle cui spalle incombe l&#8217;ombra di Alternative fur Deutschland, attenta e pronta a sfruttare ogni segnale di malcontento del Paese verso l&#8217;attuale esecutivo che si trova in un contesto di stagnazione come tutta la Germania.</p>



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		<title>La Germania di Merz vara il maxi riarmo ma i tedeschi non vogliono combattere</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-germania-di-merz-vara-il-maxi-riarmo-ma-i-tedeschi-non-vogliono-combattere.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2025 04:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Di fronte al maxi piano di riarmo immaginato da Scholz e perseguito da Merz, solo il 16% dei tedeschi si dice pronto a combattere. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1129" height="635" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1.jpg 1129w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/Germania-1-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1129px) 100vw, 1129px" /></p>
<p>Dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/olaf-scholz-cancelliere-germania-disillusa.html"><em>Zeitenwende</em> (svolta epocale)</a></strong> decantata da <strong>Olaf Scholz</strong> il 27 febbraio 2022 ai recenti proclami del neoeletto cancelliere <strong>Friedrich Merz</strong>, il decimo nella storia della giovane Repubblica Federale, volti a trasformare la Germania nella più forte potenza convenzionale europea, emerge un netto cambio di postura di Berlino nel panorama internazionale: da semplice e innocua “potenza civile” ad attore geopolitico pronto a gettarsi nell’arena. L’invasione russa dell’Ucraina, con tutte le sue conseguenze politiche, economiche e sociali, ha inferto un colpo quasi fatale al vincente <a href="https://it.insideover.com/economia/la-gelata-dellindustria-tedesca-e-una-minaccia-per-il-nord-italia.html">modello tedesco</a> adottato con la caduta del muro di Berlino e l’avvento dell’era unipolare a stelle a strisce.</p>



<p>Le garanzie offerte dall’ombrello securitario statunitense, la fornitura costante e a basso costo di materie prime russe, soprattutto gas, la possibilità di esportare volumi sempre maggiori di beni spesso ad alto valore tecnologico quali autovetture, macchinari pesanti e prodotti chimici beneficiando dell’ascesa della Repubblica Popolare Cinese, hanno rappresentato per almeno un trentennio le architravi della potenza economica e industriale della Repubblica Federale. Tuttavia, oggi <strong>tale formula non risulta più spendibile</strong> in uno scenario di egemonia contrastata.</p>



<p> Gli Stati Uniti chiedono un maggior coinvolgimento dei propri satelliti, “alleati” per i forti di cuore, per garantire la sicurezza del Vecchio Continente in modo da poter dedicare maggiori attenzioni e risorse all’Indo-Pacifico e alla soluzione della crisi identitaria interna che attanaglia il Paese (una sorta di condivisione del fardello imperiale, ovviamente a beneficio ultimo dell’egemone). <strong>La Federazione Russa, esclusa dai circuiti finanziari occidentali, ha rivolto il suo sguardo ai principali mercati asiatici</strong> per continuare a garantirsi i proventi derivanti dalle risorse energetiche, conseguentemente <a href="https://tradingeconomics.com/germany/imports-by-country">oggi Mosca è un socio economico di scarso rilievo</a> per la <em>Bundesrepublik</em>. L’interscambio bilaterale fra Berlino e Pechino è <a href="https://oec.world/en/profile/country/deu?selector345id=2021">in lenta, ma continua, discesa dal 2021</a>, vittima di pressioni Oltreoceano e dei progressi delle aziende mandarine in settori prima dominati dai colleghi tedeschi. La Repubblica Popolare nell’arco di trent’anni è passata da essere il principale cliente dell’industria teutonica a <a href="https://rhg.com/research/tipping-point-germany-and-china-in-an-era-of-zero-sum-competition/">temibile concorrente</a>. È in questo contesto quindi che i funzionari e gli apparati tedeschi hanno imposto una virata per risincronizzare Berlino in scia ai mutamenti in corso.</p>



<p><strong>Il 2025 può essere considerato il vero anno spartiacque</strong>, cesura netta tra un’epoca e un’altra, e sicuramente lo è per la Repubblica Federale. Sebbene il governo della coalizione semaforo di Scholz avesse nel febbraio del 2022 mosso i primi concreti passi annunciando la svolta epocale- concettualizzando il “ritorno nella storia della Germania” –  disponendo di un fondo da 100 miliardi di euro per rimediare decenni di disinvestimenti nelle Forze Armate tedesche, la <em>Bundeswehr, </em>e per dotare il Paese di una politica di difesa responsabile e quanto più autonoma possibile, è solo con il governo di Merz, insediatosi lo scorso maggio, che vengono poste le basi per <strong>la trasformazione della Germania in potenza militare</strong>. In Sintesi: il governo di Olaf Scholz ha dato la svolta (Zeitenwende) per scuotere una popolazione post-storica, economicistica, disabituata a ragionare in termini strategici, ha infranto il tabù secondo cui Berlino non necessitava di una politica di difesa nazionale. Il governo di Friedrich Merz, non senza ostacoli, sta mettendo in pratica tale cambio di paradigma. </p>



<p>Delle varie iniziative intraprese alcune emergono per rilevanza e clamore. Come la storica decisione del <em>Bundestag</em>, nel marzo scorso, il quale ha prima istituito un fondo da 500 miliardi di euro da investire nei prossimi dodici anni per ammodernare le obsolete <a href="https://www.cleanenergywire.org/factsheets/qa-germanys-eu500-bln-infrastructure-fund-whats-it-climate-and-energy#:~:text=Germany%27s%20new%20coalition%20government%20has%20set%20up%20a,in%20combination%20with%20an%20additional%20major%20defence%20package.">infrastrutture critiche del Paese</a> (autostrade, ferrovie, porti, aeroporti, ospedali, centri di ricerca e molto altro), poi ha varato una <a href="https://www.cnbc.com/2025/03/18/german-parliament-to-vote-on-fiscal-package-that-could-bring-historic-reforms.html?msockid=3a83cb6403af6be51a84de4a024e6ade">riforma del regime fiscale</a> riguardante il cosiddetto “freno all’indebitamento” per consentire al governo federale di contrarre debito per le spese nel settore della difesa e della sicurezza fino all’1% del Pil. Infine al vertice dell’Alleanza Atlantica all’Aia a giugno la <a href="https://aresdifesa.it/i-paesi-nato-investiranno-il-5-del-loro-pil-in-spese-della-difesa/">Germania ha sottoscritto il documento per adeguare le spese per la difesa al 5% del pil</a>, 3,5% nella difesa e l’1,5% nel rafforzamento delle infrastrutture critiche.&nbsp;</p>



<p>Il piano per trasformare la Germania nella principale potenza convenzionale europea, oltre a occuparsi di investimenti di vario tipo, non può non coinvolgere direttamente le Forze Armate tedesche. La <em>Bundeswehr </em>è infatti al centro di diverse proposte per accrescere il proprio ruolo e la capacità di operare. Il confermato ministro della Difesa, <strong>Boris Pistorius</strong>, ha presentato un piano per <a href="https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/german-armed-forces-see-28-surge-recruits-nato-defence-boost-2025-07-31/?utm_source=chatgpt.com">aumentare progressivamente il numero di truppe attive</a> a 260 mila entro il 2030, oggi il personale, non contando i riservisti, si aggira intorno alle 180 mila unità. Nonostante i lievi aumenti registrati dall’inizio dell’anno (+8%), difficilmente Berlino riuscirà a soddisfare tali criteri senza prevedere un ritorno della coscrizione militare-</p>



<p>Che la variegata e sempre più polarizzata popolazione tedesca non abbia ancora abbracciato in toto il cambio proposto dalle istituzioni emerge da un <a href="https://menafn.com/1109881318/Poll-Only-16-Percent-of-Germans-Would-Fight-for-Country">recente sondaggio</a>. L’istituto Forsa per la ricerca sociale e le analisi statistiche ha chiesto a 1.000 cittadini quale sarebbe il loro comportamento nell’evenienza in cui la Germania venisse ipoteticamente attaccata. <strong>Solamente il 16% di questi si sarebbe dichiarato propenso a imbracciare “senza esitazioni” le armi</strong>, a fronte di una maggioranza, il 59%, che “sicuramente” o “molto probabilmente” non seguirebbe l’esempio dei concittadini. </p>



<p>Nasce così il paradosso tutto tedesco. Il Paese con le potenzialità maggiori per distacco in Europa in termini di spesa bellica <strong>scopre di essere fragile</strong>. Difficile, se non impossibile, riuscire a trasformare la Germania nella prima potenza convenzionale europea senza un coinvolgimento attivo del popolo tedesco. Rilanciare, riqualificando in parte alcuni storici settori civili in imprese dedite alla produzione di armamenti, l’industria manifatturiera del Paese, acquisire peso geopolitico e margine di manovra all’interno del campo americano paiono essere le motivazioni che hanno spinto i funzionari e gli apparati tedeschi a uno storico cambio di approccio. La Germania di oggi è (ancora) spaccata, faglie etniche, culturali, economiche e sociali, <strong>impediranno a Berlino di assurgere a primaria potenza senza aver prima sanato le tensioni interne.</strong> A meno che negli uffici della <em>Bundeswehr</em> si ritenga che le enormi capacità finanziarie, sommate allo sviluppo delle tecnologie autonome, riescano davvero a colmare le lacune. </p>
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		<title>La Germania e la Difesa, ovvero: come spendere di più per ottenere di meno</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-germania-e-la-difesa-ovvero-come-spendere-di-piu-per-ottenere-di-meno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 05:50:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=453613</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Germania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250123214541886_94dd51b8167ca881422556ddde2f09d7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Mentre il cancelliere parla di riarmo e sicurezza contro la Russia, la Bundeswehr diventa quasi una barzelletta internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-e-la-difesa-ovvero-come-spendere-di-piu-per-ottenere-di-meno.html">La Germania e la Difesa, ovvero: come spendere di più per ottenere di meno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>In Germania si discute molto delle spese per la difesa. La parola d’ordine è una sola: “investire di più”. Da anni, i vari Governi tedeschi, e in particolare l’attuale Cancelliere <strong>Olaf Scholz</strong>, spingono per un aumento delle spese militari, sostenendo che solo così la Bundeswehr potrà diventare una forza credibile, capace di difendere il Paese e contribuire alla sicurezza della NATO. Ma la realtà, come spesso accade, racconta tutta un’altra storia.</p>



<p>Prendiamo l’esempio delle nuove corvette della Marina tedesca. La “Köln” doveva essere il fiore all’occhiello della Deutsche Marine, pronta a pattugliare il Mar Baltico e il Mare del Nord, a proteggere le infrastrutture tedesche dalle minacce di Putin. E invece? <strong>La nave giace ancora in porto ad Amburgo,</strong> bloccata da una lunga lista di problemi tecnici e ritardi imbarazzanti. Il sistema informatico è vulnerabile agli attacchi hacker, <strong>le armi e i sensori non funzionano</strong> come dovrebbero, e addirittura il sistema di ventilazione è stato progettato così male che ha richiesto una revisione completa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Marina affonda nella burocrazia</h2>



<p>Si potrebbe ridere, se non fosse tragico. La Germania, da sempre sinonimo di efficienza e precisione, si ritrova con una corvetta incapace di salpare, un monumento galleggiante alla burocrazia e alla frammentazione dei processi decisionali. Non sorprende che il Vice Ammiraglio <strong>Jan Christian Kaack</strong>, che nel documento “Intenzioni 2025” aveva promesso di “proteggere il fianco settentrionale”, oggi debba accontentarsi di proteggere i porti.</p>



<p>Ma il problema non si ferma alla “Köln”. La “Emden”, altra corvetta della stessa classe, è ancora in fase di prova. Le fregate di classe Baden-Württemberg, costate miliardi, non sono in grado di operare in zone di conflitto come il Mar Rosso perché mancano di sistemi di difesa aerea adeguati. <strong>La Bundeswehr è un colabrodo</strong>, e il paradosso è che il Governo continua a chiedere più soldi per colmare falle che sembrano sempre più grandi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="686" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-1024x686.jpg" alt="" class="wp-image-453666" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-1024x686.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250124065007533_bf96ea5b3f2f02a28a023ac780e893ce.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Eppure, Olaf Scholz insiste. <strong>Vuole aumentare la spesa per la difesa fino al 2% del PIL</strong>, come richiesto dalla NATO, e addirittura superare questa soglia. Dice che è necessario per contrastare la minaccia russa. Ma a cosa servono miliardi di euro in più se poi vengono sprecati in progetti che non funzionano? A cosa serve un esercito che, invece di rafforzarsi, sembra accumulare solo fallimenti?</p>



<p>La situazione è talmente surreale che persino i giornali tedeschi, solitamente prudenti, iniziano a ironizzare. L’<strong>Ostsee-Zeitung</strong>&nbsp;ha definito la “Köln” una “nave da soccorso”, utile solo per simulazioni di emergenze. <strong>L’idea che questa corvetta possa proteggere il Mar Baltico fa sorridere</strong>. E la cosa più assurda è che, con tutti i ritardi, si parla di aggiornare il software della nave per adattarlo agli sviluppi della guerra in Ucraina. Come se fosse una consolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa teme Scholz</h2>



<p>E allora viene da chiedersi: cosa temono davvero Scholz e il suo Governo? Che Putin stia tremando all’idea di una flotta tedesca che non riesce nemmeno a salpare? Oppure che i cittadini tedeschi si accorgano che i miliardi investiti nella difesa non servono a difendere proprio niente? La verità, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. <strong>La Germania spende, ma non riesce a costruire.</strong> Progetta, ma non integra. Promette, ma non mantiene. E mentre Scholz parla di sicurezza, la Bundeswehr si trasforma sempre più in una barzelletta internazionale. Forse, per proteggere il Mar Baltico, farebbero meglio a chiedere aiuto agli svedesi. Loro, almeno, le navi le fanno navigare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-e-la-difesa-ovvero-come-spendere-di-piu-per-ottenere-di-meno.html">La Germania e la Difesa, ovvero: come spendere di più per ottenere di meno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Remigrazione, la brutale scommessa dell&#8217;Afd e la radice del malcontento tedesco</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/remigrazione-la-brutale-scommessa-dellafd-e-la-radice-del-malcontento-tedesco.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 12:59:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Alternative Fuer Deutschland (AFD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="And" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250121132430634_c71c4d699db557e0ec7dfd61fc8893d7-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La propaganda dell'Afd evoca ricordi tragici. Ma le sue prospettive di governo sono remote e sarebbe utile indagare il disagio dei tedeschi.</p>
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<p>Diceva <strong>Karl Marx</strong> che in molti casi la storia si ripete due volte, una come tragedia e l&#8217;altra come farsa: difficilmente tale concetto trova oggigiorno migliore applicazione sui parallelismi tra il <strong>Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (Nsdap) e Alternative fur Deutschland </strong>(Afd), la formazione di ultradestra seconda nei sondaggi elettorali della Germania. </p>



<p>I recenti biglietti di &#8220;remigrazione&#8221; infilati a Karlsruhe da militanti di Afd nelle cassette della posta di molti stranieri, identificanti le politiche dell&#8217;estrema destra tese a rimpatriare milioni di immigrati di prima e seconda generazione indipendentemente dal loro diritto a restare sul suolo tedesco, sono la farsa odierna che echeggia la tragedia degli uffici per l&#8217;emigrazione ebraica del Terzo Reich pre-Olocausto. Ma ieri come oggi, esistono campanelli d&#8217;allarme che la società deve identificare e che non si possono ridurre alla demonizzazione degli avversari.</p>



<p>Siamo a un mese dal voto tedesco e Afd, guidato dalla candidata cancelliera <strong>Alice Weidel</strong>, ambisce a un ruolo di punta nel Bundestag di domani: è oltre il 20% dei suffragi, a dieci punti dall&#8217;Unione Cristiano-Democratica, davanti al Partito Socialdemocratico (Spd) del cancelliere uscente Olaf Scholz e <strong>potrebbe diventare la prima forza d&#8217;opposizione istituzionalmente riconosciuta al parlamento di Berlino</strong>.</p>



<p>L&#8217;Afd si crogiola nei consensi attaccando i partiti d&#8217;establishment per un <strong>modello in crisi: l&#8217;industria frena, la recessione incombe, l&#8217;automobile regredisce</strong>, il legame storico con la <strong>Russia sull&#8217;energia e la Cina sul commercio</strong> è tramontato, la fragilità della Germania di fronte alle minacce geopolitiche ne acuisce la dipendenza dal contesto atlantico e dagli Usa, l&#8217;Europa intera declina. L&#8217;ascesa dell&#8217;Afd è simbolo della crisi di un modello di un Paese che vede il partito guidato da Weidel mostrarsi nella sua forma più estremista in alcuni Lander dell&#8217;ex Germania Est,<a href="https://it.insideover.com/difesa/effetto-turingia-sulle-aziende-della-difesa-lo-scivolone-in-borsa-e-le-sue-conseguenze.html"> come la Turingia dove ha vinto le ultime elezioni locali</a>, maggiormente colpiti da queste problematiche.</p>



<p>La vecchia dicotomia di Marx sulla tragedia e sulla farsa si capisce guardando laddove si notano le divergenze tra Nsdap e Afd e si <strong>comprende come mai il partito di Weidel</strong> (per la quale, <em>en passant</em>, <a href="https://it.insideover.com/storia/la-cancel-culture-dellestrema-destra-per-la-leader-dellafd-hitler-era-comunista.html">Adolf Hitler era &#8220;un comunista&#8221;</a>) abbia scelto su ogni fronte una retorica incendiaria: se i nazisti volevano, con la loro retorica <strong>nazionalista, identitaria, etnocentrica e millenarista, governare</strong> e se il tema del futuro del Paese era da loro espresso con una visione tragicamente concreta, Afd per ora non vuole governare ma mira soprattutto ad <strong>appiccare incendi</strong>. A far saltare il tappo delle contraddizioni del modello tedesco limitandosi, per ora, a denunciare i problemi sapendo che non si sarà, nel breve periodo, chiamati a risolverli: il costo dell&#8217;appoggio all&#8217;Ucraina, il carovita, la criminalità e tutto ciò che ha a che fare con l&#8217;immigrazione. Ragion per cui l&#8217;idea di parte del Parlamento tedesco di mettere al bando l&#8217;estrema destra si scontra con un parallelismo col nazionalsocialismo che ha una diversità di punti di partenza, ovvero il fatto che lo Nsdap aveva il governo come orizzonte, Afd no.</p>



<p>Inoltre, i nazisti avevano una filosofia di pensiero fondata su una <strong><em>pars construens</em> ideologica, identificata e ben radicata</strong>, pur nel suo estremismo. Afd ha un&#8217;ideologia di pura <strong>demolizione delle fondamenta della Germania democratica e repubblicana</strong> ma non offre un&#8217;alternativa. Più che <strong>Joseph Goebbels</strong> e il suo motto &#8220;se menti, menti completamente, e soprattutto resta coerente con la tua menzogna&#8221;, il loro modello è <strong>Elon Musk</strong> con la sua comunicazione identitaria propria di X: su ogni dossier, l&#8217;obiettivo è ricordare che gli altri mentono, presentarsi come portatori della verità e essere alfieri di un grande &#8220;non ce lo dicono&#8221; orientato alle autorità culturali, politiche e morali dominanti, ovviamente da identificare come &#8220;woke&#8221; e &#8220;politicamente corrette&#8221;.</p>



<p>Da salvare, così, per Afd non è più solo una <strong>Germania &#8220;patria&#8221; (<em>Heimat)</em>, ma piuttosto una Germania declinata in un grande Occidente</strong> dove ovunque sarebbero minacciate le libertà classiche (economiche, d&#8217;impresa, di libertà d&#8217;espressione) senza però che si discuta sulla possibilità di concederne altre (a partire da quelle alle minoranze). La dicotomia è quella &#8220;noi contro loro&#8221; che abbiamo visto anche in molte elezioni recenti, dall&#8217;Austria alla Francia. <strong>Se Afd riuscirà a trasformare in un palcoscenico politico-istituzionale</strong> questa scelta di cavalcare il malcontento, per il partito potrebbero aprirsi scenari inattesi. E potenzialmente imprevedibili per il futuro della politica tedesca. Ma un governo Afd è ancora un periodo ipotetico della irrealtà per la Germania, e questo basta a ridimensionare molti toni allarmista delle scorse settimane. </p>
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