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	<title>Nursultan Nazarbayev Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 07 May 2021 10:12:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nursultan Nazarbayev Archives - InsideOver</title>
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		<title>La diplomazia della bicicletta</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-diplomazia-della-bicicletta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 10:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Giro d&#8217;Italia al via da Torino nella giornata di sabato 8 maggio vedrà ai nastri di partenza una vecchia conoscenza del mondo ciclistico internazionale, il team Astana. Squadra ciclistica battente bandiera kazaka che si è conquistata un posto di rilievo nella storia contemporanea dello sport delle due ruote e che ha un legame diretto con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-diplomazia-della-bicicletta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/Astana-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Giro d&#8217;Italia </strong>al via da Torino nella giornata di sabato 8 maggio vedrà ai nastri di partenza una vecchia conoscenza del mondo ciclistico internazionale, il team <strong>Astana</strong>. Squadra ciclistica battente bandiera kazaka che si è conquistata un posto di rilievo nella storia contemporanea dello sport delle due ruote e che ha un legame diretto con la nazione della cui capitale, oggi ribattezzata <strong>Nur-Sultan </strong>in onore dell&#8217;ex presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-nursultan-nazarbaev.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nursultan Nazarbayev</a>, </strong>ha a lungo reso noto il nome nelle strade d&#8217;Europa.</p>
<h2>I successi dell&#8217;Astana di Nibali</h2>
<p>La quattordicesima partecipazione consecutiva dell&#8217;Astana alla corsa rosa rilancerà il nome e le strategie del Paese centroasiatico in Italia in una fase in cui<a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-deve-rispondere-al-richiamo-di-samarcanda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il Kazakistan si sta rivelando un sorprendete e interessante partner economico, commerciale e diplomatico per il sistema-Paese.</a> Per gli appassionati sportivi e gli spettatori del Giro per lunghi anni nulla ha reso noto il Kazakistan quanto le maglie azzure, del colore della bandiera nazionale, del team Astana, specie negli anni in cui a indossarle era l&#8217;atleta che maggiormente attirava l&#8217;entusiasmo del pubblico italiano: <a href="https://www.ilgiornale.it/news/sport/morso-dello-squalo-volont-1265184.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vincenzo Nibali</strong>.</a></p>
<p>Nibali ha vinto <a href="https://www.rivistacontrasti.it/giro-italia-ciclismo-coppi-bartali-montanelli-tradizione-storia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Giro d&#8217;Italia</a> due volte, nel 2013 e nel<a href="https://www.ilgiornale.it/news/sport/vincenzo-nibali-vince-giro-ditalia-1265076.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> 2016</a>, indossando la maglia azzurra dell&#8217;Astana e ha completato la sua consacrazione conquistando, a sedici anni di distanza dal successo di Marco Pantani, il <strong>Tour de France 2014</strong>. Dopo la vittoria nella Grande Boucle <strong>Kairat Kelimbetov</strong>, presidente del Kazakh Cycling, governatore della banca centrale kazaka ed ex vice-primo ministro, ha dichiarato entusiasta: “Questo è stato un progetto di grande successo; se guardate all’aritmetica, non si contano le volte che il nome Astana è stano menzionato nei giornali, nella TV e nei social media”. Una dichiarazione semplice e trasparente che dà l&#8217;idea degli obiettivi del progetto finanziato dal fondo sovrano kazako <b><a href="https://it.insideover.com/economia/la-prossima-sfida-del-kazakhstan-diversificare-la-propria-economia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Samruk-Kazyna</a>, </b>che controlla asset per 94 miliardi di dollari e partecipa da azionista o da controllore a diverse società strategiche del Paese centroasiatico e, <a href="https://www.cyclingweekly.com/news/astana-announce-new-headline-sponsor-after-financial-difficulty-476058" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nonostante una flessione negli afflussi di denaro legati alla fase di incertezza economica e alla pandemia</a>, continua nel voler identificare l&#8217;Astana con la promozione del Paese.</p>
<h2>La sfilata di campioni dell&#8217;Astana</h2>
<p>Gli anni di Nibali sono stati i più entusiasmanti per l&#8217;immagine dell&#8217;Astana, che all&#8217;inizio della sua storia professionistica nel 2007 annoverava tra i suoi atleti il due volte vincitore del Giro d&#8217;Italia <strong>Paolo Savoldelli </strong>e la <a href="http://olimpiadi.corriere.it/2012/notizie/28-luglio-ciclismo-su-strada-oro-a-Vinokourov%20_f78036f2-d8de-11e1-8473-092e303a3cd5.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">stella di casa <strong>Aleksandr Vinokourov</strong></a>, che nel 2012 sarebbe divenuto il primo campione olimpico kazako di ciclismo su strada ai Giochi di Londra e oggigiorno guida la squadra dall&#8217;ammiraglia come direttore generale.</p>
<p>Negli anni successivi, prima dell&#8217;avvento di Nibali, a segnare con successi importanti il nome del team Astana fu lo spagnolo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/l-intervista-alberto-contador.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Alberto Contador</strong></a>, che vinse un&#8217;edizione del Giro, una del Tour e una della Vuelta di Spagna tra il 2008 e il 2009. I successi complessivi dell&#8217;Astana nei Grandi Giri salgono a quota sette se si aggiunge il successo dello scalatore sardo <strong>Fabio Aru </strong>alla Vuelta del 2015, mentre le tappe complessivamente conquistate nelle tre rassegne principali del ciclismo mondiale ammontano a quota 46. Non ebbe grande fortuna, nel 2009, il ritorno alle corse del sette volte vincitore del Tour de France <strong>Lance Armstrong, </strong>che scelse proprio l&#8217;Astana come squadra per il suo rientro in strada <a href="https://www.rivistacontrasti.it/lance-armstrong-ciclismo-doping-tour-de-france-motorino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima della serie di scandali che ne azzerarono i risultati sportivi,</a> mentre negli ultimi anni l&#8217;atleta dell&#8217;Astana più amato, assieme a Nibali, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/sport/i-campioni-ciclismo-ricordano-scarponi-1388664.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è stato <strong>Michele Scarponi, </strong>vincitore del Giro d&#8217;Italia 2011</a> e &#8220;scudiero&#8221; di Nibali al Giro 2016, tragicamente scomparso <a href="http://www.gazzetta.it/Ciclismo/22-04-2017/morto-michele-scarponi-vittima-tragico-incidente-stradale-filottrano-190903631920.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in un incidente nella sua Filottrano nell&#8217;apriel 2017.</a></p>
<h2>Bahrain, Emirati, Israele seguono il modello Astana</h2>
<p>Il modello Astana non è, negli anni, rimasto isolato. Diverse squadre associate a progetti nazionali o a entità economiche di precisi Paesi sono sorte nel circuito professionista. Lasciata l&#8217;Astana nel 2017, Nibali ha battezzato il debutto<a href="http://www.cicloweb.it/2016/07/27/confermata-la-nascita-del-bahrain-cycling-team/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> del team <strong>Bahrain-Merida, </strong>finanziato da un consorzio d&#8217;imprese dell&#8217;emirato mediorientale, con la cui maglia ha vinto un&#8217;edizione della Milano-Sanremo e un Giro di Lombardia.</a></p>
<p>Lo stesso anno la licenza della <strong>Lampre, </strong>storica squadra italiana con la cui maglia Scarponi vinse il Giro, fu ceduta a un&#8217;analoga cordata emiratina che creò il team <strong>Uae Emirates, </strong>nelle cui fila corre il giovane protagonista del ciclismo mondiale di questi tempi, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/sport/tour-impazzire-pogacar-allultima-tappa-castiga-lamico-roglic-1891225.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo sloveno <strong>Tadej Pogacar </strong>che ha conquistato il Tour de France 2020</a> e la recente<a href="https://www.ilgiornale.it/news/sport/van-der-poel-pogacar-co-generazione-fenomeni-ciclismo-1931097.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Liegi-Bastogne-Liegi</a>. In entrambi i casi si tratta di iniziative di cordate di imprenditori privati benedette dai governi nazionali, mentre in prospettiva guarda il progetto della <strong>Israel Cycling Academy </strong>che vuole promuovere il ciclismo nello Stato ebraico e che col sostegno del miliardario israelo-canadese <strong><a href="https://finance.yahoo.com/news/montreal-billionaire-bringing-cycling-mid-east-175603645.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sylvan Adams</a>, </strong>tra i finanziatori della partenza del Giro 2018 dal Paese con 80 milioni di dollari, è riuscito a ingaggiare <a href="https://www.independent.co.uk/sport/cycling/chris-froome-vuelta-ineos-israel-startup-nation-sylvan-adams-preview-b1166643.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per la stagione in corso nel team <strong>Israel Start-up Nation </strong>il fuoriclasse britannico Chris Froome,</a> vincitore della citata edizione del Giro, di quattro Tour de France, di due edizioni della Vuelta e di due bronzi nella prova olimpica a cronometro.</p>
<p>Mentre il baricentro sportivo del ciclismo mondiale rimane concentrato sull&#8217;Europa, con inserimenti non secondari di Paesi come la <strong>Colombia </strong>ai vertici delle grandi competizioni professionistiche, l&#8217;interesse mondiale per lo sport delle due ruote sta lievitando. E il Kazakistan, in quest&#8217;ottica, detta la linea. Il successo sportivo e d&#8217;immagine delle maglie azzurre dell&#8217;<strong>Astana </strong>ha promosso un interesse generale verso il ciclismo in diversi governi e Stati ambiziosi. Portando nuovo interesse per uno sport fortemente legato alla sua tradizione e alla sua epica.</p>
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		<title>Tra istruzione e sport: il nuovo ruolo del Kazakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tra-istruzione-e-sport-il-nuovo-ruolo-del-kazakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 10:38:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Soft power]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakistan (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-1024x519.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-768x389.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Per dimensioni e posizionamento geografico, il Kazakistan dalla sua indipendenza, di cui quest&#8217;anno ricorrono i trent&#8217;anni, ha sempre ambito a un ruolo importante nel contesto regionale. Le molte risorse naturali nel suo sottosuolo, i suoi lunghi confini con la Russia e con la Cina e le diverse influenze culturali che hanno contrassegnato la sua storia, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-istruzione-e-sport-il-nuovo-ruolo-del-kazakistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Kazakistan (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-1024x519.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Kazakistan-La-Presse-e1611402320468-768x389.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Per dimensioni e posizionamento geografico, il <strong>Kazakistan</strong> dalla sua indipendenza, di cui quest&#8217;anno ricorrono i trent&#8217;anni, ha sempre ambito a un ruolo importante nel contesto regionale. Le molte risorse naturali nel suo sottosuolo, i suoi lunghi confini con la <strong>Russia</strong> e con la <strong>Cina</strong> e le diverse influenze culturali che hanno contrassegnato la sua storia, hanno reso il Paese come un vero e proprio riferimento per tutto il centro Asia. Ed è questa la base principale della strategia di <strong>Soft Power</strong> che il Kazakistan vuole attuare per accrescere la sua reputazione internazionale nei prossimi anni.</p>
<h2>Il ruolo dell&#8217;istruzione</h2>
<p>I kazaki, che compongono i due terzi della popolazione, fanno parte della famiglia <strong>turcofona</strong>: la lingua locale ha molte affinità con quella turca, i due popoli sono considerati vicini sotto il complessivo contesto culturale. Anche perché più di del 70% della popolazione è di fede musulmana sunnita. Ma l&#8217;alfabeto utilizzato, ancora per poco, è il cirillico. Segno dell&#8217;importante impronta della lingua e della cultura russa durante l&#8217;era sovietica. A questo occorre aggiungere che i suoi confini orientali coincidono con quelli della provincia cinese dello <b>Xinjiang</b>, abitata dalla minoranza turcofona degli uiguri e in cui risiedono più di un milione di kazaki. Il Paese dunque è al centro di un&#8217;area dove importanti potenze hanno sempre più interessi. Da quando nel 1991 il Kazakistan è diventato indipendente, la strategia è stata quella di sfruttare queste convergenze. Sia il primo presidente della storia kazaka,<strong> Nursultan Nazarbayev</strong>, che i governi succedutisi da allora hanno puntato sulla centralità geografica e sulle tante sfumature culturali per ritagliarsi uno spazio centrale nella regione.</p>
<p>Il primo campo su cui si è investito riguarda l&#8217;i<strong>struzione</strong>. A livello interno, il Kazakistan ha un tasso di alfabetizzazione prossimo al 100%. La strategia di soft power legata a questo campo, ha previsto l&#8217;investimento in decine di istituti culturali e di formazione. Oggi, nel Paese centro asiatico ci sono 124 istituti universitari, il numero più alto tra gli Stati ex sovietici della regione. Molti studenti delle nazioni vicine hanno scelto negli anni di studiare in Kazakistan. Ma il Paese è stato in grado di attrarre anche studenti da altre aree del pianeta. Perno di questa strategia è l&#8217;istituzione nella capitale <strong>Nursultan</strong>, chiamata Astana fino al 2019, della <em>Nazarbayev University</em>: &#8220;Si tratta di un istituto di eccellenza &#8211;<a href="https://forbes.kz//life/opinion/punching_above_and_beyond_its_weight_kazakhstans_soft_power/?"> ha dichiarato nel 2019 a <em>Forbes</em> il presidente dell&#8217;università</a>, <strong>Shigeo Katsu</strong> &#8211; Nessuno avrebbe scommesso sul fatto di avere un&#8217;università qui di livello mondiale. Oggi è uno dei più importanti marchi kazaki&#8221;. L&#8217;istituto ha contribuito a rendere il Kazakistan epicentro culturale del centro Asia. Le sfide però in questo ambito sono ancora molte. Forse è per questo che il governo, <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-sta-per-dire-addio-al-cirillico.html">come sottolineato da Emanuel Pietrobon su InsideOver</a>, punta entro pochi anni a sostituire l&#8217;alfabeto cirillico con quello latino. Un modo per aprirsi maggiormente al mondo e potenziare il soft power educativo nella regione e non solo.</p>
<h2>Le strategie in ambito sportivo</h2>
<p>Come molti Paesi che vogliono affacciarsi nel contesto internazionale, anche il Kazakistan sta puntando molto sullo <strong>sport</strong>. Le temperature rigide e gli investimenti nelle infrastrutture hanno permesso allo Stato centroasiatico di competere per l&#8217;organizzazione di competizioni sportive invernali. Del resto la prima medaglia olimpica di sempre il Kazakistan l&#8217;ha ottenuta alle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994. Ed è proprio su questa competizione olimpica che si sono rivolte negli anni scorsi importanti attenzioni da parte delle autorità kazake. Almaty, la capitale del Paese fino al 1997,<a href="https://en.tengrinews.kz/kazakhstan_news/kazakhstan-to-bid-for-2022-winter-olympic-games-445/"> ha conteso a Pechino l&#8217;assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2022</a>. La capitale cinese l&#8217;ha spuntata per appena quattro voti, ma in quell&#8217;occasione il Kazakistan ha potuto comunque ugualmente accedere alla ribalta sportiva internazionale. La candidatura olimpica è arrivata dopo un decennio in cui il Paese è riuscito a farsi conoscere molto grazie allo sport.</p>
<p>La punta di diamante del Soft Power sportivo kazako è nel <strong>ciclismo</strong>. E non è un caso: una delle prime volte in cui la bandiera del Kazakistan ha sventolato in un grande evento è stato nel 2003, quando il ciclista <strong>Aleksandr Vinokurov</strong> si è classificato terzo assoluto al <em>Tour de France</em>. Da allora il ciclismo è uno degli sport più popolari e su cui le autorità hanno puntato. Nel 2007 è nata una squadra di ciclismo denominata <strong>Astana</strong>, dal nome avuto dalla capitale Nursultan fino al 2019, fondata dal contribuito di una cordata di imprenditori kazaki con divise richiamanti la bandiera nazionale. Il team ha vinto importanti trofei, a partire dal Tour de France con ciclisti dal nome di <strong>Alberto Contador</strong> e l&#8217;italiano <strong>Vincenzo Nibali</strong>. Ancora oggi l&#8217;Astana è considerata una delle squadre di ciclismo più forti al mondo. Il Kazakistan ha investito anche nel <strong>calcio</strong>, dove da alcuni anni la nazionale e le squadre di club sono incluse all&#8217;interno della Uefa, ossia la confederazione europea. L&#8217;Astana, squadra più rappresentativa del campionato locale, è riuscita nel 2015 ad accedere anche ai gironi di Champions League.</p>
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		<title>L&#8217;asso nella manica del Kazakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lasso-nella-manica-del-kazakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 13:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il Kazakistan, o Kazakhstan, si trova in Asia Centrale e si estende su una superficie di 2.724.902 chilometri quadrati. La geografia è il primo aspetto che dobbiamo considerare se vogliamo analizzare l&#8217;importanza strategica di questa ex Repubblica sovietica, governata per 29 anni, dalla sua indipendenza (1991), dal presidente Nursultan Nazarbaev. Il governo kazako, dal marzo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lasso-nella-manica-del-kazakistan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1067" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/751ee916-4ffe-4845-b4e8-bc777409fbbf-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p>Il <strong>Kazakistan</strong>, o Kazakhstan, si trova in <a href="https://it.insideover.com/politica/quello-scontro-fra-russia-e-turchia-in-asia-centrale.html">Asia Centrale</a> e si estende su una superficie di 2.724.902 chilometri quadrati. La geografia è il primo aspetto che dobbiamo considerare se vogliamo analizzare l&#8217;importanza strategica di questa ex Repubblica sovietica, governata per 29 anni, dalla sua indipendenza (1991), dal presidente Nursultan Nazarbaev. Il governo kazako, dal marzo 2019 guidato da Kassym Jomart Tokayev, può in effetti contare su un vantaggio non da poco. Il Kazakistan possiede enormi giacimenti di <strong>petrolio</strong> e di <strong>gas</strong> ed è, per distacco, l&#8217;economia più forte della regione centroasiatica.</p>
<p>Come se non bastasse, da qui transitano sia la <strong>Belt and Road Initiative</strong> cinese sia un fitto crocevia di <strong>gasdotti</strong>, che rendono il Paese un perfetto <em>trait d&#8217;union</em> tra Occidente e Oriente. Non a caso il 7 settembre 2013 <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-xi-jinping.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Xi Jinping</strong></a> annunciò per la prima volta al mondo intero <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html">il progetto della Nuova Via della Seta</a>. E lo fece, di persona, proprio in Kazakistan, presso l&#8217;Università Nazarbayev della capitale Astana, dal marzo 2019 denominata Nur Sultan.</p>
<p>Altri dati rilevanti per inquadrare il Kazakistan: conta quasi 19 milioni di abitanti, ha un territorio immenso, tant&#8217;è vero che è il nono Paese più largo al mondo, è suddiviso in 14 regioni e 3 sono le sue città più importanti (Shymkent, Almaty e la capitale Nur Sultan).</p>
<h2>Paradiso delle risorse naturali</h2>
<p>Abbiamo accennato dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakhstan-e-conteso-tra-mosca-e-pechino.html">importanza geopolitica del Kazakistan</a>. Il Paese è in effetti un vero e proprio hub strategico per il commercio di risorse naturali. Nur Sultan rientra nella top ten dei dieci più grandi produttori di <strong>petrolio</strong> al mondo e in quella di chi può sfoggiare le più ingenti riserve di <strong>oro</strong>, <strong>acciaio</strong> e <strong>carbone</strong>; ospita fino al 3% delle riserve mondiali comprovate di <strong>idrocarburi</strong>; è al secondo posto mondiale per le riserve di <strong>uranio,</strong> <strong>cromo</strong>, <strong>piombo</strong> e <strong>zinco</strong>; al terzo per quelle di <strong>magnesio</strong> e al quinto per quelle di <strong>rame</strong>.</p>
<p>Dal punto di vista economico, come detto, il Kazakistan è la più grande economia dell&#8217;Asia centrale. Dal 1991 a oggi ha fatto crescere la sua economia di 21 volte, attraendo investimenti diretti stranieri per un ammontare di oltre <strong>300 miliardi di dollari</strong>. È anche per questo motivo che le classifiche includono il Paese nella top 50 dei Paesi più sviluppati del mondo e nella top 30 in termini di operatività aziendale. I settori economici più importanti coincidono con quello dell&#8217;energia elettrica, metallurgia ferrosa e non ferrosa e prodotti chimici e petrolchimici.</p>
<p>A conferma dell&#8217;<strong>innovazione</strong> raggiunta dal Kazakistan è interessante ricordare come, a partire dal 2017, Nur Salatan abbia adottato il programma &#8220;Digital Kazakistan&#8221; per digitalizzare tutti i settori dell&#8217;economia. Dulcis in fundo, il Kazakistan impiega oltre l&#8217;80% del proprio territorio (220 milioni di ettari) in ambito agricolo ed è tra i primi dieci esportatori al mondo di grano a livello globale.</p>
<h2>Connettere l&#8217;Est all&#8217;Ovest</h2>
<p>Trovandosi a metà strada tra l&#8217;Est e l&#8217;Ovest, proprio nel cuore dell&#8217;Eurasia, il Kazakistan è attraversato da <strong>ferrovie</strong>, <strong>autostrade</strong> (87.400 chilometri), <strong>corridoi economici</strong> e altre <strong>infrastrutture</strong> rilevanti. Citiamo la Northem, Southem and Central Trans-Asian railway lines, l&#8217;International North-South transport corridor e la Highways Western Europe-Western China Highway.</p>
<p>Tante sono le potenzialità del Kazakistan, molte già evidenti altre in procinto di essere ancora sviluppate. Altrettanti i motivi che rendono Nur Sultan una appetitosa meta di investimenti. Oltre alla citata posizione geografica bisogna infatti considerare la stabilità politica ed economica del Paese, unita a una efficiente legislazione (rule of law: una garanzia per gli investitori, a differenza di altri Paesi limitrofi) e a una visione di sviluppo statale a lungo termine.</p>
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		<title>La giornata internazionale contro i test nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-contro-i-test-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2020 16:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 29 agosto si celebra la Giornata Internazionale contro i test nucleari (International Day against Nuclear Tests, Idant), istituita nel dicembre 2009 dalle Nazioni Unite su proposta della delegazione kazaka e da allora dedicata alla sensibilizzazione contro la proliferazione incontrollata delle armi nucleari nel mondo e la loro sperimentazione attraverso test atmosferici e sotterranei. La data celebra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-giornata-internazionale-contro-i-test-nucleari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/semipalatinsk_02-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 29 agosto si celebra la <strong>Giornata Internazionale contro i test nucleari </strong>(International Day against Nuclear Tests, Idant), <a href="https://www.un.org/en/observances/end-nuclear-tests-day" target="_blank" rel="noopener noreferrer">istituita nel dicembre 2009</a> dalle Nazioni Unite su proposta della delegazione kazaka e da allora dedicata alla sensibilizzazione contro la proliferazione incontrollata delle <strong>armi nucleari</strong> nel mondo e la loro sperimentazione attraverso test atmosferici e sotterranei.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Il poligono di tiro di Semipalatinsk" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/FWKkattxEMI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>La data celebra l&#8217;anniversario della chiusura del <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/racconti-dellera-atomica/il-poligono-di-tiro-di-semipalatinsk.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">poligono nucleare sovietico a </a><strong>Semipalatinsk</strong>, situato proprio nel territorio del Kazakistan, avvenuta il 29 agosto 1991. A Semipalatinsk, situato nelle steppe del nord-est del Kazakistan, andò in scena oltre un quinto dei test nucleari condotti dopo il 1945: 456 per la precisione, svoltisi dal 1949 al 1989 senza che le autorità militari moscovite prestassero particolare attenzione alle conseguenze del fallout sull&#8217;ambiente e la popolazione locali. In totale, dopo la Seconda guerra mondiale le principali potenze hanno messo in scena 2.056 test di ordigni nucleari. In testa alla classifica ci sono gli Stati Uniti, con oltre il 50% del totale: 1.030 test, di cui 815 sotterranei e 215 atmosferici; l&#8217;Unione Sovietica prima e la Russia poi ne hanno svolti 715, tra cui quello della <strong>&#8220;Bomba Zar&#8221;</strong> del 1961 in cui detonò l&#8217;ordigno più potente mai messo in campo dall&#8217;uomo. La chiusura di Semipalatinsk nel 1991 segnò l&#8217;inizio dell&#8217;era del riflusso dei test atomici. Per quanto potenze come <strong>Pakistan e <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-nucleare-della-corea-del-nord-si-complica-ancora.html">Corea del Nord</a> </strong>si siano aggiunti da allora al club nucleare, dal 1993 il mondo ha conosciuto un sostanziale arresto dei test nucleari. A partire dal 1993, infatti sono stati solo 23 i test nucleari condotti. Tra questi, i maggiormente significativi sono risultati essere i due indiani e i due pakistani del 1998 e i più recenti test nordcoreani, mentre fuori tempo massimo apparirono già ai tempi i sei test atomici francesi condotti sull&#8217;atollo di <a href="https://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/02/22/mururoa-vent-anni-l-ultima-atomica-la-francia-deve-indennizzare-vittime-7ec60b88-d939-11e5-b385-82888b0a9701_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=mugfuhfm&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fextra-per-voi%2F2016%2F02%2F22%2Fmururoa-vent-anni-l-ultima-atomica-la-francia-deve-indennizzare-vittime-7ec60b88-d939-11e5-b385-82888b0a9701.shtml"><strong>Mururoa, </strong></a>sede di 196 esperimenti complessivamente, tra il 1995 e il 1996.</p>
<p>A dieci anni dalla prima celebrazione dell&#8217;Idant, la mobilitazione contro i <strong>test nucleari </strong>deve essere mantenuta alta: se è vero che la bomba atomica, mai impiegata in combattimento dopo i casi di <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/racconti-dellera-atomica/noi-sopravvissuti-alla-bomba-atomica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hiroshima e Nagasaki</a>, è stata una fondamentale componente dell&#8217;equilibrio del terrore che ha salvato il mondo dall&#8217;olocausto nucleare durante la Guerra Fredda non si può altresì negare che gli impatti ambientali, sanitari e sociali dei test atomici condotti nella seconda metà del Novecento sono stati in diversi casi disastrosi.</p>
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<p>I frutti avvelenati di questi test furono terribili: &#8220;Più di un milione di persone in Kazakistan furono esposte a fallout radioattivo durante i test atmosferici e sotterranei, e ampi tratti di terreno a Semipalatinsk e nelle aree circostanti sono ancora oggi contaminati. Ai giorni nostri il Kazakistan è ancora in lotta con le conseguenze ambientali e sanitarie delle esplosioni&#8221;: tumori infantili e malformazioni dei neonati sono ancora all&#8217;ordine del giorno nelle aree colpite, e lo stesso si può dire di altre aree contaminate dai test atomici. Gli atolli di Mururoa e <strong>Bikini, </strong>quest&#8217;ultimo sede di test statunitensi, hanno subito problematiche simili, e anche nella remota <strong>Amchitka, </strong>isola dell&#8217;Alaska sede di test dal 1965 al 1971, c&#8217;è il timore che sostanze radioattive possano in passato <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/usa/press/reports/nuclear-flashback.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aver raggiunto le acque del Pacifico.</a></p>
<p>Non a caso Paesi come il Kazakistan, che hanno subito sulla propria pelle i danni collaterali della corsa agli armamenti, si sono messi in prima fila contro la proliferazione atomica. Astana dopo l&#8217;indipendenza ha smantellato l&#8217;arsenale nucleare ricevuto in eredità dall&#8217;Urss e, su pressione del presidente <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>, ha proceduto a impegnarsi per &#8220;aumentare la consapevolezza sulle conseguenze dei test nucleari&#8221; e a spingere per &#8220;il loro azzeramento come uno dei primi passi necessari a costruire un mondo libero dal nucleare&#8221;. Il Kazakistan ha promosso la nascita di un&#8217;alleanza regionale con Uzbekistan, Turkmenistan, Kirghizistan e Tagikistan per rendere l&#8217;Asia Centrale una regione libera da armi atomiche nel 2006 e, quattro anni dopo, ha ottenuto la prima celebrazione dell&#8217;Idant.</p>
<p>Mentre <strong>nuovi venti </strong>di corsa agli armamenti soffiano sul mondo, Usa e Russia sono in una fase di aperta competizione e rischiano di <a href="https://it.insideover.com/politica/presto-sara-rinnovato-il-trattato-start.html">non rinnovare gli accordi <strong>New Start </strong>in scadenza a inizio 2021</a> con cui è stato ridotto il numero massimo di testate nucleari per i due Paesi, fissandolo a <strong>1.550</strong>, ma anche i missili balistici intercontinentali (Icbm), i sottomarini nucleari lanciamissili (Slbm) e i bombardieri pesanti contemporaneamente operativi. <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-stati-uniti-stracciato-trattato-inf.html">Dopo la fine del <strong>Trattato Inf </strong>sui missili a medio raggio in Europa, la fine di New Start rilancerebbe pericolosamente la corsa al nucleare in tutto il mondo.</a> Immaginare nei prossimi anni una fine negoziata degli <strong>arsenali atomici </strong>appare utopico e forse, in fin dei conti, problematico per la stessa pressione da essi esercitati sulle spinte conflittuali tra Paesi; tuttavia, il crollo del numero dei test nucleari ottenuto dopo la fine della Guerra fredda è un risultato da preservare e da consolidare in un <strong>sostanziale azzeramento</strong>. Ogni test è una ferita inferta al pianeta, a intere comunità, a Paesi divenuti martiri della corsa agli armamenti.</p>
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		<title>Il Kazakistan ha un nuovo presidente, ma Nazarbayev rimane al timone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-ha-un-nuovo-presidente-ma-nazarbayev-rimane-al-timone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2019 06:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Kazakistan ha un nuovo presidente ed inizia la sua fase post Nazarbayev, il capo di Stato leader già durante il periodo sovietico dimessosi dopo 30 anni di potere nei mesi scorsi. Dopo una breve fase di transizione, il nuovo corso prende ufficialmente piede ma in realtà la nuova leadership poco o nulla ha di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-ha-un-nuovo-presidente-ma-nazarbayev-rimane-al-timone.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-ha-un-nuovo-presidente-ma-nazarbayev-rimane-al-timone.html">Il Kazakistan ha un nuovo presidente, ma Nazarbayev rimane al timone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9859377-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Kazakistan ha un nuovo presidente ed inizia la sua fase post Nazarbayev, il capo di Stato leader già durante il periodo sovietico dimessosi dopo 30 anni di potere nei mesi scorsi. Dopo una breve fase di transizione, il nuovo corso prende ufficialmente piede ma in realtà la nuova leadership poco o nulla ha di diverso rispetto a quella precedente e tutto sembra svolto all&#8217;insegna della continuità.</p>
<h2>Le elezioni di domenica</h2>
<p>Dagli esiti delle consultazioni convocate per domenica, non emergono sorprese: il vincitore è <strong>Kassym-Jomart Tokayev</strong>, delfino del dimissionario Nazarbayev e presidente ad interim dal 20 marzo scorso, giorno in cui da rappresentante del Senato kazako prende le redini del paese. Le presidenziali, subito dopo l&#8217;addio di Nazarbayev, sono previste in realtà dopo un anno e dunque nel 2020. Nei mesi scorsi invece, si decide di dare un&#8217;accelerata al processo di transizione e far passare il prima possibile l&#8217;incoronazione di Tokayev dal verdetto elettorale, in modo da inaugurare ufficialmente il nuovo mandato presidenziale. E così vengono dunque organizzate nuove consultazioni, a cui partecipano sette candidati ma dove in realtà solo Tokayev sembra destinato a competere realmente per la vittoria.</p>
<p>Ed in effetti <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/06/09/kazakistan-exit-polltokayev-presidente_21f526ea-29e6-4a83-bab8-c99ff8a9d65d.html">già dai primi seggi scrutinati appare netta la sua affermazione</a>: a fine conteggio, Tokayev stacca nettamente gli avversari ottenendo il 70% dei consensi. Il suo più immediato inseguitore è<strong> Amirzhan Kosanov</strong>, il quale si ferma al 16%. L&#8217;<em>Ocse</em> parla di elezioni non regolari ed imbastite per dare a Tokayev un favorevole responso elettorale, è pur vero però che in un paese dominato da un&#8217;unica figura politica quale il Kazakistan, racimolare il 16% per un candidato dell&#8217;opposizione appare già significativo. Nel 2015 Nazarbayev risulta eletto con il 97% dei consensi, il suo partito &#8220;<strong>Nur Otan</strong>&#8221; (a cui appartiene anche il nuovo presidente) nelle legislative 2016 conquista invece l&#8217;82% dei voti. In pratica, dall&#8217;anno dell&#8217;indipendenza candidati e partiti presidenziali solitamente vanno ben oltre l&#8217;80% in termini percentuali ed il 70% di Tokayev rappresenta in qualche modo una novità.</p>
<h2>Le proteste</h2>
<p>Nazarbayev lascia la presidenza forte comunque di un grande sostegno popolare, evidentemente trasmesso anche al suo delfino Tokayev. In tre mesi costituire una valida alternativa per l&#8217;opposizione appare impossibile. Ma le voci di dissenso rispetto alla vecchia/nuova leadership si fanno comunque sentire: i sostenitori degli altri 6 candidati, denunciano brogli ed elezioni farsa, <a href="https://www.lastampa.it/2019/06/09/esteri/kazakistan-al-voto-manifestanti-arrestati-vsHZ8GK85ZS8Js2RQ164BN/pagina.html">per questo ad urne aperte si assiste ad alcune manifestazioni</a>. Non ci sono scende di violenza, ma si respira un clima di tensione che culmina con 500 arresti tra la capitale ed Almaty. L&#8217;opposizione punta il dito contro la decisione di tenere il voto ad appena tre mesi dalle dimissioni di Nazarbayev, un modo secondo gli avversari del nuovo presidente per evitare possibili sorprese fra dodici mesi. Ad ogni modo, ad urne chiuse ed a risultati consolidati a favore di Tokayev, non si registrano altre scene di tensione.</p>
<h2>Chi è il nuovo presidente ed i possibili futuri scenari</h2>
<p>Il profilo del nuovo capo di Stato kazako è quello di <strong>diplomatico</strong> e politico di lungo corso: la sua carriera in seno all&#8217;allora ministero degli esteri sovietico inizia già negli anni &#8217;70, periodo in cui lavora sia a Mosca che nelle ambasciate di Pechino e Singapore. Quando il Kazakistan diventa indipendente nel 1991, è già un fedelissimo di Nazarbayev, il quale lo nomina per due volte ministro degli esteri. Tra il 1999 ed il 2002 è anche primo ministro, mentre dal 2007 è presidente del Senato, incarico che lascia solo tra il 2011 ed il 2013 quando viene nominato direttore generale dell&#8217;ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra. L&#8217;uscita di scena di Nazarbayev gli lascia campo (quasi) libero verso la presidenza.</p>
<p>Ma il suo predecessore in realtà non abbandona il proprio ruolo. Basti pensare che uno dei primi decreti di Tokayev da presidente ad interim, è quello che riguarda la nuova denominazione della capitale: non più Astana bensì <strong>Nursultan</strong>, ossia il nome di Nazarbayev. Quest&#8217;ultimo lascia il 20 marzo scorso ed il vero motivo ancora non risulta del tutto svelato: si sa solo che, a sorpresa, ai kazaki viene annunciato in diretta tv il passo indietro del presidente senza che vengano fornite ulteriori spiegazioni. C&#8217;è chi parla dell&#8217;età, visto che Nazarbayev ha 78 anni, e della sua volontà di guidare da dietro le quinte la successione. C&#8217;è chi invece sostiene il timor dell&#8217;ex presidente di assistere a possibili lotte intestine all&#8217;apparato di potere messo in piedi negli ultimi 30 anni.</p>
<p>Il passaggio di testimone non equivale ad un cambiamento dell&#8217;indirizzo della politica kazaka, sia a livello interno che estero. Nazarbayev rimane infatti leader del partito Nur Otan, da questa postazione può indubbiamente controllare ad esercitare un&#8217;importante influenza sulla politica del suo paese e del suo successore alla presidenza. Una sorta di &#8220;guardiano&#8221; che, dall&#8217;alto, accompagna il potere kazako ad una delicata fase di transizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-kazakistan-ha-un-nuovo-presidente-ma-nazarbayev-rimane-al-timone.html">Il Kazakistan ha un nuovo presidente, ma Nazarbayev rimane al timone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ecco chi è Nursultan Nazarbaev</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-nursultan-nazarbaev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 15:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1518" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080.jpg 1518w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-1024x729.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1518px) 100vw, 1518px" /></p>
<p>Nursultan Nazarbaev è presidente del Kazakistan dal 1991, anno dell’indipendenza del Paese, fino al 20 marzo 2019. Si tratta del primo presidente della repubblica kazaka, nonché di uno dei più longevi capi di Stato a cavallo tra XX e XXI secolo. Nazarbaev ha una formazione comunista data sia dall’appartenenza al partito ai tempi dell’Urss, sia dalla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-nursultan-nazarbaev.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1518" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080.jpg 1518w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-300x213.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-768x546.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_8726109-1518x1080-1024x729.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1518px) 100vw, 1518px" /></p><p>Nursultan Nazarbaev è presidente del Kazakistan dal 1991, anno dell’indipendenza del Paese, fino al 20 marzo 2019. Si tratta del primo presidente della repubblica kazaka, nonché di uno dei più longevi capi di Stato a cavallo tra XX e XXI secolo.</p>
<p>Nazarbaev ha una formazione comunista data sia dall’appartenenza al partito ai tempi dell’Urss, sia dalla sua origine umile e dal lavoro per anni all’interno delle acciaierie.</p>
<h2>Gli anni dell’adolescenza di Nursultan Nazarbaev</h2>
<p>Nursultan Nazarbaev nasce il 6 luglio 1940 nella regione di Chemolgan, nel sud dell’allora repubblica sovietica del Kazakistan. La sua infanzia, come quella di tutti i suoi connazionali nati in quegli anni, viene contrassegnata dalla guerra. Questa porzione centro – orientale dell’Unione Sovietica diventa il retrovia ideale in cui convogliare imprese ed industrie distrutte dall’invasione della Germania nazista del 1941. Al tempo stesso, il Kazakistan diviene terreno da cui far ripartire l’economia bellica e programmare la riconquista del territorio perduto.</p>
<p>Le famiglie di questa vasta repubblica sovietica conducono quindi una vita vocata allo sforzo dell’intero paese impegnato in guerra. Anche la famiglia di Nazarbaev non è da meno: diversi membri sono richiamati al fronte come soldati, chi rimane affronta una dura austerità. Terminato il conflitto, il padre del futuro presidente kazako ritorna a pieno ritmo nel lavoro che tradizionalmente occupa anche i suoi antenati da diverse generazioni: quello cioè di pastore ed agricoltore.</p>
<p>Lo stesso Nursultan, nel periodo dell’adolescenza, aiuta il padre soprattutto nella coltivazione delle mele. Quest’ultimo è il prodotto più caratteristico della regione dove vive la sua famiglia, tanto da dare il nome anche alla vicina città di Almaty (“posto delle mele” in kazako), vecchia capitale del paese.</p>
<h2>Il lavoro nel settore metallurgico</h2>
<p>Dopo aver compiuto la maggiore età, Nursultan Nazarbaev decide di intraprendere la carriera nel settore metallurgico. Il futuro presidente kazako riesce a completare gli studi ed a finire il liceo, è forse il primo della sua famiglia a poter vantare questo risultato. Successivamente, opta per inseguire il sogno industriale del Kazakistan, erede a sua volta del parziale spostamento degli impianti durante la seconda guerra mondiale.</p>
<p>Si trasferisce quindi a Temirtau, la città polo metallurgico della repubblica sovietica kazaka. Qui Nazarbaev cambia completamente vita: dopo aver alternato studio e lavoro nei campi, adesso lavora all’interno di una grande acciaieria dove inizia a far carriera.</p>
<p>Si è all’inizio degli anni ’60: Nazarbaev da semplice operaio, inizia a conseguire una serie di specializzazioni anche grazie ad alcuni periodi trascorsi nelle fabbriche ucraine per aumentare la formazione. Nel periodo in cui vive a Temirtau, Nazarbaev incontra anche Sara, la sua futura moglie. I due si sposano nel 1962, dalla loro unione nascono poi tre figlie: Dariga, Dinara ed Alina, quest’ultima nata nel 1980.</p>
<h2>I primi passi in politica di Nazarbaev</h2>
<p>Nursultan Nazarbaev inizia la sua carriera politica proprio all’interno delle acciaierie. Iscritto al Partito Comunista, scala i ranghi locali della formazione politica che guida l’Urss. Viene notato soprattutto per l’ottima oratoria e per la capacità di dialogo ed interlocuzione sia con i lavoratori che con i vertici dell’industria in cui continua a lavorare.</p>
<p>Intorno ai primi anni ’70, lascia definitivamente il lavoro in fabbrica per occuparsi a tempo pieno della sua attività politica. Nel 1977 diventa segretario del Partito Comunista della regione di Karaganda, la stessa dove al cui interno si trova la città di Temirtau.</p>
<h2>Nazarbaev nel comitato centrale del partito comunista in Kazakistan</h2>
<p>Da qui agli incarichi di rango nazionale il passo è breve. Ed in effetti Nazarbaev entra nelle segreteria del Partito Comunista kazako nei primi anni ’80. Si stabilisce dunque ad Almaty, qui inizia ad avere le prime responsabilità di governo all’interno della Repubblica sovietica del Kazakistan.</p>
<p>Nel 1984, a 44 anni, diviene primo ministro del Kazakistan. Si tratta del più giovane capo di un esecutivo sovietico. Ma nel corso del suo mandato arrivano le prime critiche rivolte sia a Mosca che alla linea generale del partito. Proprio in questa fase, Nazarbaev avverte la necessità di dare sempre maggior peso alla componente nazionale kazaka, nei suoi discorsi sembrano esserci riferimenti non tanto velati alla necessità di riscoperta e rinascita dell’identità kazaka.</p>
<p>La tensione con Mosca si ha nel dicembre 1986, quando dal Cremlino viene inviato il russo Gennady Kolbin quale nuovo primo segretario del Partito Comunista in Kazakistan. Nelle città kazake si organizzano massicce proteste, vi è la cosiddetta “primavera kazaka”, passata alla storia anche come “Jeltoqsan“, che nella lingua locale vuol dire dicembre. Nazarbaev viene visto come trascinatore di questo movimento, il quale però viene ridimensionato dagli interventi delle autorità centrali.</p>
<p>Pur tuttavia, il sentimento di rivalsa nazionale rimane vivo nei kazaki e rimane latente all’interno della società. Spinto dal favore popolare, Nazarbaev viene nominato nel 1989 primo segretario del Partito Comunista in Kazakistan. Sembrano, da questo momento in poi, maturi i tempi per l’indipendenza.</p>
<p>L’indipendenza del suo paese<br />
Come gran parte delle Repubbliche ex sovietiche, il Kazakistan ottiene l’indipendenza nel 1991. Il 16 dicembre di quell’anno viene dichiarata dal consiglio supremo, pochi giorni dopo viene riconosciuta a seguito dello scioglimento dell’Urss. Nazarbaev viene eletto primo presidente della storia del Kazakistan indipendente. Nelle prime elezioni post sovietiche, si presenta come indipendente appoggiato da una vasta coalizione che permette di consolidare il potere.</p>
<h2>Gli anni di presidenza di Nazarbaev</h2>
<p>Soltanto nelle elezioni legislative del 1994 si ha una situazione di confusione, generata dalle proteste delle opposizioni le quali riescono ad ottenere la non convalida di quel voto e la ripetizione nel 1995. Per il resto però, Nursultan Nazarbaev riesce a mantenere più o meno agevolmente il potere ed a risultare eletto nelle varie consultazioni con percentuali quasi assolute.</p>
<p>Negli anni ’90 la sua figura viene vista dai kazaki come l’unica in grado di guidare il neonato paese verso una certa stabilità, evitando invece quanto sta accadendo nell’ex madrepatria russa. Sotto il profilo politico, Nazarbaev attua importanti riforme di natura economica che non smantellano però del tutto l’impalcatura del controllo statale. A livello internazionale, il suo governo appare molto vicino a quello di Mosca, specialmente da quando nel 2000 si insedia Vladimir Putin al Cremlino. Pur tuttavia, il suo Kazakistan guarda anche alla vicina Cina ed ha ottimi rapporti con l’Europa.</p>
<p>Nel 1997 sposta la capitale da Almaty ad Astana, ritenuta più centrale. Il suo manifesto politico viene elaborato soprattutto a partire dal 1999, quando diventa presidente del partito “Nur Otan”, “luce della patria” in kazako. Qui si manifestano le indicazioni politiche di Nazarbaev: da un lato la riscoperta dell’identità nazionale kazaka, dall’altro un’economia non più comunista ma dove il controllo dello Stato appare centrale.</p>
<p>Un mix che pone in essere importanti riforme in grado di far avanzare, specialmente negli anni ‘2000, il Kazakistan a ritmi molto importanti. Sotto quest’ottica viene anche rilanciato il ruolo della religione musulmana nella cultura kazaka, con Nazarbaev che diventa sostenitore della lotta culturale prima ancora che militare all’integralismo islamico.</p>
<p>L’economia viene incoraggiata a crescere anche grazie allo sfruttamento delle enormi risorse del sottosuolo: gas, petrolio, minerali su tutti, pongono il Kazakistan come uno dei paesi più ricchi del centro Asia. Negli ultimi anni aumentano comunque le privatizzazioni e gli investimenti stranieri, anche se il ruolo dello Stato non viene ridimensionato.</p>
<p>Non mancano critiche a livello internazionale circa la mancanza di una vera democrazia. Anche le ultime elezioni presidenziali, tenute nel 2011, vedono Nazarbaev vincitore con il 97%. Secondo l’Ocse manca pluralismo ed un clima tale da poter potenziare la democrazia. A queste critiche, lo stesso presidente kazako risponde affermando che nel suo paese convivono pacificamente più di 20 etnie e che questo ne fa un modello per la regione euroasiatica.</p>
<p>Nel 2017 Astana ospita l’Expo, permettendo al Kazakistan di poter annoverare il primo importante grande evento internazionale all’interno del proprio territorio. Negli ultimi anni di presidenza, Nazarbaev incoraggia la diffusione della cultura kazaka ed un’immagine del paese maggiormente distaccata dal passato sovietico.</p>
<h2>Le dimissioni</h2>
<p>Il 20 marzo 2019 Nursultan Nazarbaev lascia ufficialmente l’incarico. Considerando anche i due anni di primo segretario del Partito Comunista del Kazakistan, sono in tutti 30 gli anni di presidenza. Le dimissioni vengono annunciate dallo stesso Nazarbaev in un discorso televisivo. Al suo posto viene designato ad interim, fino alle elezioni del 2020, il presidente del senato Kassym-Jomart Tokayev.</p>
<p>Nazarbaev conserva comunque il proprio ruolo di leader del partito Nur Otan. Questo indica come l’oramai ex presidente kazako voglia gestire da una posizione privilegiata la sua successione.</p>
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		<title>Quel tentato colpo di Stato in Kazakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quel-tentato-colpo-di-stato-in-kazakistan.html</link>
		
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 13:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato-turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1048" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/OLYCOM_20160531121657_19311381.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/OLYCOM_20160531121657_19311381.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/OLYCOM_20160531121657_19311381-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/OLYCOM_20160531121657_19311381-768x537.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/OLYCOM_20160531121657_19311381-1024x715.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il critico momento di disordine civile attraversato dal Kazakhstan negli ultimi tempi è culminato domenica scorsa in un attacco ad una unità militare e a due armerie perpetrato da un gruppo di attivisti sconosciuto, più tardi inquadrato come seguaci di un gruppo religioso fondamentalista di matrice islamica, che ha messo sotto scacco la città di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-tentato-colpo-di-stato-in-kazakistan.html">[...]</a></p>
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Il Presidente <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.bbc.com/news/world-asia-36163103" target="_blank">così come riportato dai corrispondenti locali della <em>Bbc</em></a>, ha asserito che speculazioni politiche circa la svendita del Paese agli investitori stranieri sono infondate, e che coloro che sostengono tali ipotesi debbano essere duramente perseguiti a termini di legge. I cittadini diffidano veementemente delle parole del Capo dello Stato, visto il costante disinteresse manifestato dalle istituzioni nei confronti di un’economia che ha subito gli effetti negativi del crollo dei prezzi del petrolio, primaria fonte di reddito del Kazakhstan.La faccenda interessante emersa nelle ultime ore della giornata di lunedì 6 giugno riguardano le indagini condotte dal Ministero degli Affari Interni di Astana e dai servizi segreti locali: <a href="http://www.inform.kz/rus/article/2911306" target="_blank">l’agenzia di stampa locale <em>KazInform </em></a> riferisce delle accuse a carico del ricco uomo d’affari Tokhtar Tuleshov da parte del servizio di sicurezza nazionale kazako, il KNB, secondo il quale l’uomo stesse ordendo un <strong>colpo di stato per rovesciare il governo del Paese</strong>. Tuleshov, detenuto da gennaio con accuse di traffico di droga e affini, sarebbe dunque coinvolto nella pianificazione e nel finanziamento di alcune proteste e focolai di tensione, finalizzate ad una violenta appropriazione del potere e alla creazione di una “alternativa di governo” che fosse stata in grado di sedare queste riottosità popolari.Molti dei canali mediatici dell’area sostengono l’ambigua posizione di Tuleshov in ambito politico ed economico: sebbene i suoi asset locali fossero cospicui – possedeva la Shykment Pivo, il più grande birrificio del Paese prima dell’alienazione forzata di quest’ultima, e una casa di produzione cinematografica -, gli si attribuiscono degli intensi contatti con il mondo economico e politico russo &#8211; che possano aver sponsorizzato le azioni del magnate kazako -, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.catu.su/index.php" target="_blank">oltre che la potestà del CATU</a>, il Centro di Analisi delle minacce terroristiche, uno dei principali think tank locali, il lingua russa, direttamente finanziato dal Cremlino, nel quale si parla principalmente delle crisi politiche e militari dell’area e del ruolo di Mosca nella lotta al terrorismo internazionale. Per tale ragione la reazione delle alte sfere della politica russa nei confronti dell’allarme terroristico nel confinante Kazakhstan è stata a dir poco gelida: il portavoce dell’Amministrazione presidenziale,<strong> Dmitry Peskov</strong>, ha dichiarato a <a href="http://ria.ru/world/20160606/1443488065.html" target="_blank">RIA Novosti</a> che ciò che è successo ad Aktobe è un affare di politica interna del Kazakhstan, e che dunque le forze di sicurezza locali saranno in grado di condurre le operazioni nel migliore dei modi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-tentato-colpo-di-stato-in-kazakistan.html">Quel tentato colpo di Stato in Kazakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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