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	<title>Nikolaj Mladenov Archives - InsideOver</title>
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		<title>La poltrona dell’Onu in Libia scotta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-poltrona-dellonu-in-libia-scotta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 11:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nickolay Mladenov (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-2048x1328.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella di inviato delle Nazioni Unite in Libia è una poltrona che scotta. Un lavoro usurante, che non a caso ha portato il diplomatico libanese Ghassan Salamé ad ammalarsi e a dimettersi per il troppo stress. Un incarico pericoloso in un Paese ricco di petrolio e dove si intrecciano gli interessi di grandi e medie potenze. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-poltrona-dellonu-in-libia-scotta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1246" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nickolay Mladenov (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Nickolay-Mladenov-La-Presse-2048x1328.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quella di inviato delle Nazioni Unite in <strong>Libia</strong> è una poltrona che scotta. Un lavoro usurante, che non a caso ha portato il diplomatico libanese <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ha-lasciato-ghassan-salame-in-libia-dopo-le-dimissioni.html"><strong>Ghassan Salamé</strong></a> ad ammalarsi e a dimettersi per il troppo stress. Un incarico pericoloso in un Paese ricco di <strong>petrolio</strong> e dove si intrecciano gli interessi di grandi e medie potenze. L’ex ministro degli Esteri della Bulgaria, <strong>Nikolaj Mladenov</strong>, sembrava perfetto per questo ruolo: 48 anni, diplomatico ben visto dalle cancellerie occidentali e con esperienza nel mondo arabo, proposto dal segretario generale delle Nazioni Unite in persona, Antonio Guterres. Tutto era pronto per il passaggio di consegne previsto il 17 gennaio con l’ex numero due di Salamé, la statunitense <a href="https://it.insideover.com/politica/libia-sfuma-l-accordo-sul-governo-vincono-erdogan-e-putin.html"><strong>Stephanie Williams</strong></a> che dal marzo scorso guida <em>ad interim</em> la Missione di supporto delle Nazioni Unite (<strong><a href="https://unsmil.unmissions.org/">Unsmil</a></strong>) in Libia. Ma qualcosa è andato storto. A sorpresa, infatti, l’ex ministro degli Esteri si è tirato indietro per non meglio precisati “motivi familiari”. Perché gettare la spugna a una settimana dal via libera alla nomina da parte del Consiglio di sicurezza? Cosa ha portato un mediatore così esperto, che ha raggiunto l’apice della carriera come Coordinatore speciale per il processo di pace in Medio Oriente, a cambiare idea? Il timore è che ci sia qualcosa di profondamente <strong>inquietante</strong> nel dietrofront del diplomatico bulgaro.</p>
<h2>Mladenov minacciato?</h2>
<p>Secondo <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5fd9bfe7bbda78.86030106/3236068/2020-12-16/libia-il-consiglio-di-sicurezza-approva-la-nomina-di-mladenov-come-inviato-speciale-onu">Agenzia Nova</a></em>, che cita fonti diplomatiche, Mladenov è stato accusato di essere una pedina degli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, Paese del Golfo che sostiene le istanze del generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html"><strong>Khalifa Haftar</strong></a>, l’uomo forte della Cirenaica che ha cercato senza successo di conquistare Tripoli con la forza. Le stesse fonti riferiscono di malumori a <strong>Tripoli</strong> per lo “scorporamento” della missione Onu, che prevede un inviato speciale residente a Ginevra e un coordinatore basato a Tripoli. Tale incarico è stato affidato a <a href="https://www.agenzianova.com/a/5fec5718914ae5.30072820/3237015/2020-12-16/libia-raisedon-zenenga-sara-il-nuovo-coordinatore-della-missione-onu/linked"><strong>Raisedon Zenenga</strong></a>, diplomatico dello Zimbabwe, già vice rappresentante speciale della missione di assistenza dell’Onu in Somalia (<a href="https://unsom.unmissions.org/"><strong>Unsom</strong></a>). Pare che i libici non abbiano affatto gradito la soluzione, ideata dall’amministrazione Usa, con un inviato speciale in Svizzera, quindi di fatto non presente sul campo, e con Zenenga (un africano che ben conosce le dinamiche dei centri di detenzione libici, ma che gode di scarsa considerazione in Libia) a fare la spola fra Tripoli e Bengasi. Queste motivazioni, seppur ragionevoli, non sembrano giustificare una marcia indietro simile. Chi non era d’accordo avrebbe potuto farlo presente al Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, ma nessuno si è opposto nella <em>silence procedure </em>che ha portato alla nomina dell&#8217;ex ministro bulgaro. Una spiegazione possibile, forse l’unica, è che Mladenov sia stato <strong>intimidito</strong> o addirittura <strong>minacciato</strong>. Ma da chi?</p>
<h2>Chi vuole far fallire l’Onu?</h2>
<p>Evidentemente qualcuno ha interesse a far <strong>fallire</strong> la mediazione Onu e far deragliare le famose tre “piste” (politica, economica e militare) delineate dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html">Conferenza di Berlino</a></strong> del gennaio 2020. Se anche questo tentativo delle Nazioni Unite dovesse fallire, la Libia di troverebbe davanti a due scenari: la ripresa della <strong>guerra</strong> tra est e ovest; la <strong>cristallizzazione</strong> della situazione attuale. La prima ipotesi sembrerebbe esclusa a priori dagli sponsor stranieri delle forze libiche schierate sul campo. Né la <strong>Turchia</strong>, che sostiene il Governo di accordo nazionale di Tripoli, né gli <strong>Emirati</strong> e la <strong>Russia</strong>, che appoggiano il generale Haftar, hanno davvero interesse a una ripresa delle ostilità. Men che meno <strong>l&#8217;Egitto</strong> di Abdel Fatah al Sisi, che dopo aver più volte <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/legitto-ha-un-pieno-mandato-per-intervenire-in-libia.html">minacciato</a> </strong>l’intervento diretto sembra orientato verso una pragmatica<strong> <a href="https://www.agenzianova.com/a/5fec57bc5e6b60.88237396/3250394/2020-12-28/libia-egitto-colloquio-siala-shoukry-dopo-la-visita-della-delegazione-egiziana-a-tripoli/linked">ripresa delle relazioni</a></strong> con Tripoli. A ben vedere, dunque, chi ha realmente interesse ad impedire che l’Onu abbia successo sono i difensori dello <em>status quo</em>: vale a dire gli stessi sponsor stranieri che potrebbero in questo modo spartirsi una Libia <em>de facto</em> già divisa. Resterebbe il dilemma del <strong>Fezzan</strong>, la regione libica meridionale ricca di risorse naturali, dove sembra che le forze del generale Haftar, coadiuvato dai mercenari russi della Wagner, stiamo man mano <a href="https://www.agenzianova.com/a/5fe23ad640c208.03535773/3245816/2020-12-22/libia-media-arabi-forze-haftar-prendono-il-controllo-di-ubari">conquistando</a> sempre più terreno. Tutto questo in attesa di conoscere la posizione della prossima amministrazione <strong>Usa</strong> di Joe Biden, che potrebbe ribaltare le carte in tavola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-poltrona-dellonu-in-libia-scotta.html">La poltrona dell’Onu in Libia scotta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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