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	<title>Nikolai Patrushev Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nikolai Patrushev Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor orban" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Secondo The Insider, l'avvicinamento di Orban a Mosca avrebbe le sue radici in un'oscura storia di corruzione da parte della mafia russa. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-soldi-e-silenzi-su-viktor-orban-lombra-lunga-di-mogilevich-e-della-mafia-russa.html">Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="457" height="305" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor orban" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban.jpg 457w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/orban-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Negli anni Novanta <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/viktor-orban-e-piu-forte-che-mai.html">Viktor Orbán</a></strong> era uno dei politici ungheresi più ostili a Mosca. La accusava apertamente di voler condizionare l’Europa attraverso i giganti energetici e si scagliava contro i governi europei che definiva “marionette del Cremlino”. Nel 2007 metteva in guardia l’Ungheria dal diventare “la caserma più allegra di Gazprom”. Ma nel 2009 tutto cambiò improvvisamente. Orbán partecipò a un congresso del partito “Russia Unita” a San Pietroburgo, incontrò<strong> Vladimir Putin</strong> e da allora il tono mutò radicalmente: da avversario divenne alleato, fino a essere considerato uno dei leader europei più vicini al Cremlino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La valigetta con un milione di marchi</h2>



<p>Secondo l’inchiesta <a href="https://theins.ru/en/politics/98262">pubblicata da The Insider,</a> <strong>dietro questa svolta ci sarebbe una storia oscura</strong> che affonda le radici nella metà degli anni Novanta. A raccontarla è <strong>Dietmar Clodo</strong>, imprenditore tedesco legato in quegli anni alla rete criminale di <strong>Semion Mogilevich</strong>, boss della mafia russa di Solntsevo. Clodo sostiene di aver ricevuto dal clan una valigia contenente quasi un milione di marchi tedeschi, <strong>da consegnare a un giovane politico di nome Orbán.</strong> Secondo il suo racconto, l’allora leader di Fidesz avrebbe accettato il denaro in compagnia di un uomo più anziano, alla vigilia delle elezioni parlamentari ungheresi. Mogilevich avrebbe definito quel contributo “decisivo per la campagna elettorale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I nomi nell’ombra e il compromesso</h2>



<p>Clodo riferisce anche di aver consegnato, su ordine di Mogilevich, bustarelle da 10.000 marchi a funzionari di alto livello: tra questi <strong>Sándor Pintér</strong>, oggi ministro dell’Interno, e altri esponenti delle forze dell’ordine e dei media. All’epoca la base operativa di Mogilevich era a Budapest, a pochi passi dall’ambasciata russa. Non si trattava solo di denaro: ogni consegna avveniva in casa di Clodo, ripresa da una telecamera nascosta, poi consegnata al boss russo. <strong>Quelle immagini, secondo l’inchiesta, sarebbero finite in mano ai servizi russi </strong>come potenziale strumento di ricatto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mogilevich, il boss protetto</h2>



<p>Mogilevich, tra i criminali più ricercati al mondo dalla Federal Bureau of Investigation, costruì il suo impero con traffici di armi e riciclaggio di denaro per conto della mafia russa. Dopo aver dominato la scena a Budapest negli anni Novanta, tornò in Russia, dove visse indisturbato nei pressi di Mosca, protetto dai servizi di sicurezza. Nel 2008 fu arrestato per evasione fiscale e liberato poco dopo. Secondo Clodo, <strong>proprio allora avrebbe consegnato il materiale compromettente su Orbán</strong> all’allora capo dell’FSB Nikolai Patrushev, in cambio della libertà. Subito dopo quell’episodio, Orbán intraprese la strada del riavvicinamento a Putin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Memoria sovietica e affari</h2>



<p>Uno dei gesti simbolici della nuova amicizia tra Budapest e Mosca fu il restauro di monumenti sovietici dedicati ai soldati caduti nel 1956, tra cui coloro che avevano represso la Rivoluzione ungherese. A finanziare il progetto fu <strong>Andrei Skoch</strong>, imprenditore russo con legami con la mafia Solntsevo e oggi figura controversa anche in Francia, dove i suoi dossier criminali scomparvero misteriosamente dagli archivi della sicurezza interna.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dagli archivi segreti agli affari energetici</h2>



<p>L’asse politico tra Orbán e Putin si è tradotto anche in relazioni economiche strategiche. L’Ungheria ha firmato un contratto da <strong>dieci miliardi di euro per l’espansione della centrale nucleare di Paks</strong>, affidato direttamente a Rosatom senza gara d’appalto e secretato per trent’anni. L’European Commission ha aperto un’indagine, poi archiviata per mancanza di strumenti giuridici di controllo sovranazionale. Intanto 50 miliardi di fiorini ungheresi, circa 161 milioni di euro, sarebbero transitati su conti svizzeri di società intermediarie, con beneficiari finali sconosciuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Geopolitica e ricatto silenzioso</h2>



<p>Che Mosca abbia mai usato direttamente il materiale su Orbán non è provato. Ma il solo sospetto basta a delineare uno scenario di ricatto latente. Un Paese membro dell’Unione Europea e della NATO che intrattiene relazioni così strette con il Cremlino rappresenta una falla strategica nell’architettura occidentale. Orbán, pur senza bloccare formalmente le sanzioni europee, ne ha sempre contestato l’efficacia e <strong>ha spinto per una politica di distensione con Mosca.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un caso di scuola di “mafia-Stato”</h2>



<p>Per molti analisti, tra cui l’ex ministro dell’Istruzione Bálint Magyar, questo caso mostra come uno Stato europeo possa essere permeato da una rete che lega potere politico, interessi economici e criminalità transnazionale. Un sistema nel quale la dipendenza energetica e finanziaria si intreccia con leve di pressione occulte, creando una forma di sovranità limitata e condizionata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio europeo</h2>



<p>Il caso ungherese non riguarda solo Budapest. Se le accuse contenute nell’inchiesta fossero confermate, si aprirebbe un precedente pericoloso: <strong>la possibilità che un governo europeo sia vulnerabile a pressioni di reti criminali</strong> collegate a uno Stato avversario. È la dimostrazione che la guerra d’influenza russa non si combatte solo con eserciti e gasdotti, ma anche con valigette, video compromettenti e contratti opachi. In questa partita silenziosa, Orbán non è solo un attore nazionale: è un punto sensibile di tutto l’equilibrio europeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/ungheria-soldi-e-silenzi-su-viktor-orban-lombra-lunga-di-mogilevich-e-della-mafia-russa.html">Ungheria, soldi e silenzi: su Viktor Orban l’ombra lunga di Mogilevich e della mafia russa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Com&#8217;è cambiata la corte di Putin dall&#8217;inizio della guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/come-cambiata-la-corte-di-putin-inizio-guerra-ucraina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1682" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="putin shoigu gerasimov" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg 1682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1682px) 100vw, 1682px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha cambiato Putin e il putinismo. Il presidente appare distaccato. Altri personaggi cercano la ribalta o sono nell'oblio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-cambiata-la-corte-di-putin-inizio-guerra-ucraina.html">Com&#8217;è cambiata la corte di Putin dall&#8217;inizio della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1682" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="putin shoigu gerasimov" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1.jpg 1682w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/ilgiornale2_20230214124342762_f4dc4169f093c0a73a8b9b95f883bcf1-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1682px) 100vw, 1682px" /></p>
<p>L&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina è iniziata ufficialmente il 24 febbraio 2022 con un discorso del presidente russo <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a></strong>. Da quel momento, la storia dell&#8217;Ucraina, della Russia e del mondo è cambiata forse definitivamente. Ma è cambiata inevitabilmente anche la vita all&#8217;interno del Cremlino, che, dopo l&#8217;inizio di quella che è stata chiamata &#8220;operazione militare speciale&#8221; (e non guerra), ha inevitabilmente modificato il modo di gestire il potere di Putin e la rete di personalità influenti e burocrati intorno alla figura del presidente. </p>



<p>La guerra è infatti diventata uno <strong>spartiacque</strong> per Mosca e per la stagione di potere del leader russo, e questo ha fatto sì che all&#8217;interno dello Stato sono state la conduzione del conflitto e la fedeltà o meno alla linea del presidente a fare la differenza anche nell&#8217;autorità del singolo individuo del <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-al-cremlino-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>&#8220;cerchio magico</strong>&#8220;</a> moscovita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I primi segnali</h2>



<p>Un primo clamoroso assaggio di questo <strong>nuovo corso</strong> del potere russo lo si è visto proprio nelle primissime fasi della guerra, anche poco prima che essa deflagrasse con l&#8217;invio delle truppe russe in territorio ucraino. L&#8217;episodio è quello del rimprovero pubblico da parte di Putin nei confronti di <strong>Sergei Naryshkin</strong>, capo dello Svr, l&#8217;intelligence esterna russa. </p>



<p>La scena, per certi versi drammatica, vedeva il vertice dei servizi esterni di Mosca balbettare di fronte all&#8217;incalzante voce del presidente che quasi lo derideva per parlare della futura annessione delle regioni occupate (cosa poi avvenuta) e sull&#8217;ancora possibile negoziato con l&#8217;Occidente.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Vladimir Putin dresses down Russia&#039;s spy chief - BBC News" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ucEs0nBuowE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_ucEs0nBuowE");</script>
</div></figure>



<p>Per molti osservatori, quell&#8217;immagine sarebbe stata la condanna all&#8217;oblio di Naryshkin, uno dei <strong>&#8220;fantasmi di Leningrado&#8221;</strong>, tra gli uomini più vicini a Putin. Non è nemmeno da sottovalutare il fatto che Putin, attraverso quella sconfessione coreografica, abbia in realtà salvato il suo vero delfino nell&#8217;intelligence per un eventuale ruolo da successore. In ogni caso fu il simbolo di un cambiamento in corso in tutti i palazzi del potere in Russia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Lavrov</h2>



<p>In questo sommovimento interno alla Federazione va poi anche osservato il ruolo del ministro degli Esteri, <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergej Lavrov</a></strong>. Fino a poche settimane prima della guerra, il capo della diplomazia russa era considerato non soltanto la parte più razionale e diplomatica della leadership moscovita, ma per certi versi anche la voce più lucida per un dialogo con l&#8217;Occidente. La guerra ha enormemente scalfito l&#8217;operato di Lavrov, che non è apparso solo in balia delle scelte di Putin, ma anche <strong>provocatorio </strong>nelle sue affermazioni. </p>



<p>Molte delle sue mosse sono apparse inutili o del tutto scenografiche. Alcune affermazioni si sono rivelate invece del tutto contrarie a quello che sarebbe avvenuto successivamente. Infine, è stato costretto anche a modificare il suo tradizionale distacco per piegarsi a un meccanismo di <strong>accuse</strong> <strong>violente</strong> e <strong>propaganda</strong>. </p>



<p>Lavrov è rimasto alla guida degli Esteri, come tutti i ministri più influenti sono rimasti al loro posto, ma senza particolare entusiasmo. Il conflitto ha del resto condannato la sua figura al pari di quella del suo lavoro diplomatico, relegandolo al rango di esecutore diplomatico di una strategia che probabilmente non ha mai considerato utile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;contrappeso&#8221; a Putin</h2>



<p>La guerra ha poi modificato anche la percezione del ruolo dei due principali vertici della Difesa russa: il ministro<strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-shoigu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergej Shoigu</a></strong> e il capo di Stato maggiore <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-valery-gerasimov-il-capo-di-stato-maggiore-delle-forze-armate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valerij Gerasimov</a></strong>. I due uomini &#8211; nella lettura di molti media occidentali &#8211; sono spesso stati visti come una sorta di <strong>contrappeso</strong> alle scelte di Putin. L&#8217;immagine dei due uomini che osservavano con preoccupazione il presidente russo durante un incontro all&#8217;inizio della &#8220;operazione militare speciale&#8221; venne letta da molti come una sorta di distacco pessimistico tra i militari e il Cremlino. </p>



<p>Poi, a marzo, qualcuno iniziò anche a parlare di misteriosa scomparsa e di ipotesi di rimozioni: non apparendo più in immagini pubbliche, sia Shoigu che Gerasimov erano dati come <strong>spacciati</strong>, lontani dai radar perché avevano fallito nei piani bellici. Qualcuno addirittura parlava di un grave problema di salute o di possibili morti di entrambi.</p>



<p>Tra un susseguirsi di cambi nella gerarchia militare e soprattutto tra chi comandava le operazioni in Ucraina, la guerra è andata <strong>parallela</strong> al coinvolgimento diretto dei due vertici militari nel conflitto e nella propaganda putiniana. La loro scomparsa è stata spesso assimilata alle <strong>sconfitte</strong>, mentre ora, per esempio, con una Russia che appare in grado di infliggere di nuovo colpi all&#8217;Ucraina, Shoigu appare sempre più spesso, mentre Gerasimov, da gennaio, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/gerasimov-nuovo-comandante-operazione-speciale-russia-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è addirittura al comando</a></strong> della &#8220;operazione militare speciale&#8221;. </p>



<p>Questo potrebbe essere visto come un nuovo tentativo di rafforzare le forze armate in una fase in cui apparivano enormemente indebolite le figure apicali, quasi a salvarne la faccia dopo mesi di rischio di defenestrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Kadyrov e Prigozhin, mine vaganti</h2>



<p>Un cambiamento che per il Cremlino serve soprattutto in un&#8217;ottica politica: valorizzare il ruolo dei capi delle forze armate russe aiuta infatti a frenare le ambizioni di due uomini che durante la guerra sono stati ritenuti fondamentali, e cioè il ceceno <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html">Ramzan</a><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ramzan-kadyrov-il-presidente-della-cecenia.html">Kadyrov</a></strong> e il capo della Wagner <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/societa/chi-e-yevgeniy-prigozhin-lo-chef-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yevgeny Prigozhin</a></strong>. I due capi militari, esterni alle forze regolari di Mosca, rappresentano da un lato i vertici di <strong>feroci milizie </strong>che hanno fornito a Putin le vittorie di cui aveva bisogno per confermare all&#8217;opinione pubblica il momentaneo successo dell&#8217;invasione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="734" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1024x734.jpg" alt="" class="wp-image-384152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/Agenzia_Fotogramma_IPA6203870.jpg 1890w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Yevgeny Prigozhin nel 2016. Foto: Mikhail Metzel/TASS</figcaption></figure>



<p>Dall&#8217;altro lato, va anche considerato che un ceceno troppo esuberante e violento e un privato che gestisce una legione di mercenari più preparata dei reparti dell&#8217;esercito al fronte hanno influito in modo <strong>negativo</strong> sia sulla percezione delle forze armate della Federazione sia sulla capacità della Russia, e quindi di Putin, nel gestire un conflitto. </p>



<p>I due uomini, leader politici e in un certo senso anche carismatici, sono stati addirittura inseriti nella lista dei <strong>potenziali successori </strong>di Putin in caso di golpe dei cosiddetti &#8220;falchi&#8221;. E il rischio di uno strisciante <strong>golpe</strong> di boiardi o di rinascita dei secessionismi non ha certamente rafforzato la loro posizione nel cerchio magico di Putin dopo che invece per anni (e nel primo anno di guerra) sono apparsi tra i fedelissimi dello &#8220;zar&#8221;.</p>



<p>Intorno alla figura di Putin, si riconoscono poi una serie di personalità sempre meno fondamentali nelle logiche pubbliche del potere. La narrazione dei <strong>fedelissimi</strong> si è andata perdendo nel corso del conflitto lasciando in disparte personaggi che invece avevano un peso politico – più o meno pubblico – anche rilevante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I falchi e l&#8217;intelligence dello zar</h2>



<p>Abbiamo parlato del caso di Naryshkin, primo grande campanello d&#8217;allarme per la cerchia di potere del presidente. Ma all&#8217;interno di quel circuito misto di intelligence, oligarchia e amici di Putin, un altro ad avere assistito ad ascesa e declino all&#8217;interno del Cremlino è <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikolai-patrushev-il-consigliere-di-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nikolaj Patrushev</a></strong>, segretario del Consiglio di sicurezza, un uomo considerato tra i più vicini al leader e che addirittura dopo alcuni mesi dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione era visto come il successore designato dallo stesso Putin alla guida della Russia. Il &#8220;<strong>falco</strong>&#8221; è apparso con alcune interviste, ma lavora di nuovo nell&#8217;ombra, forse anche lui punito per non avere dato le risposte attese dal capo di Stato.</p>



<p>Una sorte simile sembra essere toccata anche al direttore del Servizio federale di sicurezza (Fsb) <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>. Da tempo di lui si sono perse le tracce. Continua il suo lavoro come vertice del potentissimo <strong>Fsb</strong>, ma mentre prima anche la stampa occidentale ne parlava come consigliere fidatissimo e potenziale leader in caso di <em>regime</em> <em>change</em> soft tra le mura del Cremlino, ora è quasi scomparso. E di recente, <em>la Stampa</em> ha anche parlato dell&#8217;<a href="https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/08/news/putin_verso_la_sostituzione_di_bortnikov_korolev_favorito_alla_guida_del_fsb_la_guerra_di_potere_del_clan_patrushev_e_i_du-12629860/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ipotesi della sua sostituzione</a> con <strong>Sergei Korolev</strong>, uno dei vice di Bortnikov. Secondo il quotidiano torinese, il fatto che Korolev sia in quarantena preventiva a Mosca potrebbe confermare un incontro con Putin nei prossimi giorni: cosa che alimenta l&#8217;ipotesi di un cambio della guardia nelle gerarchie dello Fsb. Questione che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione per un sistema, quello dei servizi, dove tutto è ancora fortemente ancorato alla figura di Putin e ai suoi fedelissimi del fu Kgb sovietico.</p>



<p>In tutto questo, una serie di altre personalità politiche hanno modificato la loro posizione all&#8217;interno della guerra. L&#8217;ex presidente <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-dmitrij-medvedev.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dimitri Medvedev</a></strong>, per esempio, ha assunto il ruolo di megafono delle forze più oltranziste e nazionaliste della Russia dopo essere stato ritenuto, nella sua breve stagione presidenziale, il delfino moderato di Putin. Anche lui, al pari di altri, ha visto nella guerra un&#8217;occasione di rivalsa pubblica, diventando a tutti gli effetti il leader carismatico dei falchi e di chi vuole colpire l&#8217;Ucraina e la Nato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="626" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1024x626.jpg" alt="" class="wp-image-384165" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1024x626.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-300x183.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-768x470.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-1536x939.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-2048x1252.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230214123006147_56f83a5937dc7159498934797b02b558-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Medvedev e Putin. Foto: EPA/ALEXEY NIKOLSKY / SPUTNIK / KREMLIN POOL</figcaption></figure>



<p>Con i suoi canali social, l&#8217;ex presidente alimenta una <strong>narrazione bellicista</strong> che serve soprattutto a rafforzarlo nei circoli di potere intransigenti e nell&#8217;opinione pubblica nazionalista. Ma anche in questo caso, la sua figura appare ben lontana da quello di consigliere fidato di Putin, apparendo semmai come un uomo interessato semplicemente a rafforzarsi in vista di un possibile mantenimento della leadership di Putin (o anche solo delle elezioni).</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;imbarazzo dei tecnici e la solitudine di Putin</h2>



<p>Accanto a queste figure più &#8220;pubbliche&#8221;, esiste poi un insieme di <strong>personalità tecniche</strong> che appaiono sempre meno influenti nel cerchio magico di Putin. Da tempo il primo ministro Mikhail Mishustin ha aumentato la retorica antioccidentale, ma appare fondamentalmente lontano dal sistema dei fedelissimi, legandosi in realtà al blocco dei pragmatici. I ministri più tecnici del governo non sembrano allineati alle decisioni di Putin. Mentre la direttrice della banca centrale, <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/chi-e-elvira-nabiullina-la-governatrice-della-banca-centrale-russa-2059342.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Elvira Nabiullina</strong></a>, ha già fatto intendere di avere perplessità sul futuro della Russia e di <a href="https://formiche.net/2023/01/russia-ucraina-guerra-pil-putin/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">volere trasparenza</a> verso imprenditori, cittadini e mercati finanziari rispetto alle conseguenze delle sanzioni, della guerra e dell&#8217;isolamento internazionale.</p>



<p>In tutto questo meccanismo di allontanamenti e di prove di convivenza con questo nuovo sistema di potere di guerra, appare fondamentale <a href="https://www.limesonline.com/cartaceo/limperatore-e-solo-come-il-suo-impero">quanto scritto di recente </a>su <em>Limes </em>da Orietta Moscatelli, e cioè che &#8220;nella notte del Natale ortodosso al Cremlino è stato celebrato il funerale del &#8216;Putin collettivo'&#8221;. La scelta comunicativa del presidente di apparire da solo nella chiesa dell’Annunciazione con pochi monaci (e neanche con il patriarca Kirill) sembra confermare l&#8217;immagine di un <strong>leader volutamente solo</strong>, unico e senza altri corresponsabili o complici. </p>



<p>Il Consiglio di sicurezza della Federazione russa, una sorta di collegio dei più importanti uomini del potere russo, è ormai distante dal capo del Cremlino. E, come ricorda Limes, il fatto che la maggioranza dei russi sia ancora <strong>saldamente fiduciosa</strong> in Putin, non abbia negato sostegno alla guerra in Ucraina e appaia soprattutto desiderosa di non perdere, in qualche modo alimenta l&#8217;idea che l&#8217;uomo solo al comando sia ancora la scelta politica migliore per il capo dello Stato. </p>



<p>La guerra ha stravolto il sistema di potere. E in questo senso sarà essa, come appare ormai chiaro, a decidere le <strong>sorti del putinismo</strong>. E con esso di un cerchio magico che ha già cambiato pelle e in cui tutti i personaggi più influenti hanno paura di essere considerati troppo vicini o troppo lontani dal presidente, nell&#8217;incertezza del destino di Mosca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/come-cambiata-la-corte-di-putin-inizio-guerra-ucraina.html">Com&#8217;è cambiata la corte di Putin dall&#8217;inizio della guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Come e perché è cambiata la comunicazione di guerra di Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 10:57:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-1536x1031.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220623121426514_0d3b1084e7dbfe304e5351adee60c743-2048x1375.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come e più di ogni altro conflitto contemporaneo, quello tra Russia e Ucraina è anche guerra di propaganda. Il tenore delle parole e delle accuse non è stato sempre lo stesso negli ultimi sei mesi, seguendo spesso un andamento schizofrenico. Dai toni energici e spavaldi delle prime battute, Mosca sembrava aver cambiato strategia, soprattutto di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/come-e-perche-e-cambiata-la-comunicazione-di-guerra-di-mosca-2060090.html">[...]</a></p>
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<h2>Medvedev gioca a fare il falco</h2>
<p>Nel bel mezzo di questa tempesta era ricomparso <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-medvedev-gioca-a-fare-il-falco.html">Dmitrij Medvedev</a></strong>, l’uomo che piaceva all’Occidente, che dimentico degli hamburger con Barack Obama, all’inizio dell’estate ha iniziato con una sorprendente sicumera a esprimersi a suon di “bastardi e imbranati”, assicurando che “finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”, criticando le sanzioni anti-Russia definendole “illegittime” contro i familiari dei politici, paragonandole ai metodi mafiosi e citando la ‘ndrangheta e Cosa Nostra. Apporsi la pettorina da falco per garantirsi un futuro dignitoso, forse.</p>
<p>Negli scorsi giorni un nuovo attacco al fulmicotone, entrando a gamba tesa nelle <a href="https://it.insideover.com/politica/punite-i-governi-per-la-loro-stupidita-perche-medvedev-parla-agli-europei-2059818.html"><strong>campagne elettorali</strong></a> invitando gli europei a &#8220;punire&#8221; alle urne i loro &#8220;governi idioti&#8221;. Non è di certo la prima uscita del genere, considerando che già in passato aveva esultato per le crisi di governo nel Regno Unito e in Italia, per via di Johnson e Draghi messi fuori gioco. Questa volta il falco va oltre, parla direttamente agli elettori europei: &#8220;Vorremmo vedere i cittadini europei non solo esprimere il malcontento per le azioni dei loro governi, ma anche dire qualcosa di più coerente. Ad esempio, che li chiamino a rendere conto, punendoli alle urne per la loro evidente stupidità&#8221;. E lo fa-non a caso- su <a href="https://t.me/medvedev_telegram">Telegram</a>, il suo canale preferito, ma soprattutto inventato da un russo. E con fare da padre della nazione del secolo scorso, dispensa consigli elettorali in previsione dell’inverno: “Quindi agite, vicini europei! Non rimanete in silenzio. Chiamate i vostri idioti a rendere conto. E vi ascolteremo. Il vantaggio è evidente: l&#8217;inverno è molto più caldo e confortevole in compagnia della Russia che in uno splendido isolamento con la stufe spente&#8221;. &#8220;<em>Ballots for gas&#8221;</em>, si sarebbe detto un tempo.</p>
<h2>Il cambiamento di Lavrov</h2>
<p>Stessa svolta al fulmicotone per <a href="https://it.insideover.com/guerra/lavrov-cambia-stile-comunicativo-cosa-ce-dietro.html"><strong>Sergej Lavrov</strong></a>, un altro che tutto sommato non è mai dispiaciuto alla controparte occidentale, e che più di qualcuno vedeva come il calmiere di Putin. Ma Lavrov è e resta un uomo di Putin, e dunque una svolta aggressiva era più che scontata. L’abbandono della riunione del <strong>G20</strong> lo scorso 8 luglio, dopo aver detto ai suoi omologhi che l’invasione russa dell’Ucraina non era responsabile di una crisi globale e che le sanzioni progettate per isolare la Russia equivalevano a una dichiarazione di guerra, è stato il battesimo di questa <em>new wave</em> comunicativa. É toccato a Lavrov, circa un mese fa, annunciare su <em>RIA Novosti</em> e <em>RT</em> che la geografia del conflitto era mutata e che Mosca sta espandendo i suoi obiettivi militari in Ucraina e mira al controllo di sedici intere regioni meridionali. A rincarare la dose, ulteriormente, l’assunzione dello <strong>stile oratorio del suo capo</strong>: ribattere sulla necessità di un cambio al vertice a Kiev, le accuse all’Occidente reo di “affamare” il mondo intero scatenando una crisi alimentare globale, l’ossessione metastorica per il sogno di “russi e gli ucraini continueranno a vivere insieme” in nome del perenne uso e abuso della storia di cui Mosca si nutre. A questo si è aggiunto, poco dopo, il fardello del <strong>tour africano</strong> per proporre, o meglio ri-proporre, il mito della Russia terzomondista apparecchiato con il ritratto imperialista dell’Occidente. Il tutto è sembrato quasi un nuovo battesimo diplomatico per quello che in molti credevano un nuovo Gromyko “con i suoi abiti italiani e il “<em>niet</em>” compulsivo”.</p>
<h2>Patrushev e il &#8220;cortile di casa russo&#8221;</h2>
<p>Un altro silente risvegliatosi dall’oblio è <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sono-i-fedelissimi-di-putin.html"><strong>Nikolai Patrushev</strong></a>, Segretario del Consiglio di sicurezza della Russia dal 2008. Oltre a sciorinare la vulgata russa dei fatti, secondo la quale “I Paesi occidentali non smettono di prepararsi a un conclamato conflitto armato con la Russia&#8221;, il <em>siloviko</em> d’acciaio è tornato su un tema molto delicato, quello del cortile di casa della Russia. Parlando da Tashkent, in occasione della 17ma riunione annuale dei segretari dei Consigli di sicurezza dei paesi dell&#8217;Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco), Patrushev rispolvera quanto accaduto nel 2020 in <strong>Bielorussia</strong>, a gennaio in <strong>Kazakhstan</strong> e a luglio nel Karakalpakstan, in <strong>Uzbekistan</strong>, eventi bollati come “il risultato dei tentativi occidentali di organizzare delle &#8220;rivoluzioni colorate&#8221; in Asia centrale”. Dello Sco fanno parte otto Paesi: Cina, Russia, India, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan. In veste di osservatori ne fanno parte Bielorussia, Iran, Afghanistan e Mongolia, mentre sono &#8220;partner di dialogo&#8221;  Armenia, Azerbaigian, Cambogia, Nepal, Sri Lanka e Turchia. Nelle dichiarazioni di Patrushev, riportate dalla <a href="https://tass.com/politics/1495791"><em>Tass</em></a>, si legge che numero senza precedenti di Paesi starebbe chiedendo di aderire alla Sco, segno di un &#8220;contributo significativo alla costruzione di un nuovo ordine mondiale equo e multipolare”.</p>
<p><em><strong>Last but not least</strong></em>, la comunicazione più enigmatica di tutte: quella di <strong>Vladimir Putin</strong>. Pur restando coerente nella sua battaglia per la Russia (e nei toni), nelle ultime settimane il leader del Cremlino ha scelto di spostare la bilancia totalmente verso gli Usa: per Mosca, sono e saranno solo gli Stati Uniti a trascinare la guerra sull’orlo del baratro. Tuttavia, anche sei toni restano amari come sempre, il governo russo si sarebbe dichiarato pronto a lavorare a un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino<strong> Volodymyr Zelensky</strong>: lo riferisce la <a href="https://www.cnnturk.com/turkiye/cumhurbaskani-erdogandan-ukrayna-donusu-aciklamalar190822"><em>Cnn</em> turca</a> che cita fonti del governo di Ankara secondo le quali Mosca avrebbe cambiato posizione sul negoziato tra i due leader e avrebbe ammorbidito le sue condizioni. Perché proprio adesso? Perché triangolare la notizia via Ankara? Anche questa è una scelta di comunicazione ben precisa. E diplomatica? Forse.</p>
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		<title>Chi comanda al Cremlino (oltre Putin)</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-al-cremlino-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 05:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cremlino]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi federali per la sicurezza (Fsb)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1377" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cremlino, Mosca (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra in Ucraina ha scatenato diverse analisi sul cerchio di potere che gravita intorno al presidente della Russia, Vladimir Putin. Molti si sono chiesti quale fosse la percezione del capo del Cremlino rispetto all&#8217;intricato sistema di oligarchi e burocrati che ha preso parte al consolidamento del suo &#8220;regno&#8221;. Altri invece si sono posti il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-al-cremlino-putin.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1377" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cremlino, Mosca (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-1024x734.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/AYCOv6wfTC8GJqeStNVF_ANSA-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra in Ucraina ha scatenato diverse analisi sul cerchio di potere che gravita intorno al presidente della Russia, <strong>Vladimir Putin</strong>. Molti si sono chiesti quale fosse la percezione del capo del <strong>Cremlino</strong> rispetto all&#8217;intricato sistema di oligarchi e burocrati che ha preso parte al consolidamento del suo &#8220;regno&#8221;. Altri invece si sono posti il problema di capire quale potesse essere il successore di un leader sicuramente deciso a incarnare la cosiddetta &#8220;anima russa&#8221; e la sua Storia ma evidentemente indebolito sia per motivi anagrafici che per motivi puramente politici. La guerra, del resto, è un trauma che colpirebbe qualsiasi leadership, anche quella più granitica. E un conflitto come quello russo-ucraino, con migliaia di morti, l&#8217;isolamento internazionale, le sanzioni economiche e le crepe interne al sistema di potere, non potevano fare altro che scalfire quel sistema di potere che già prima della &#8220;operazione militare speciale&#8221; denotava le prime fratture interne. Fino alle notizie, sempre più frequenti, <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-l-ombra-del-tradimento.html">di un possibile golpe</a>.</p>
<h2>Lo zar &#8220;solo&#8221; e il patriarca</h2>
<p>Sgombrando il campo da letture a volte esagerate della figura di Putin, quello che possiamo dire fino a questo momento è che il presidente russo è apparso sensibilmente più solo rispetto a prima del conflitto. Dall&#8217;inizio dell&#8217;escalation, poi sfociata nell&#8217;aggressione all&#8217;Ucraina, il capo del Cremlino ha mostrato il suo lato più oscuro e solitario: lui e il popolo, quasi come un leader carismatico che il presidente della Federazione Russa. Le similitudini col sistema zarista sono diventate sempre più frequenti. Il sentirsi come ultimo interprete del destino della nazione russa e del suo popolo, la ricerca del consenso rifacendosi alla minaccia dell&#8217;assedio esterno e la vicinanza alla figura del <strong>patriarca Kirill</strong> alimentano un&#8217;immagine da leader sempre più concentrato sulle proprie ambizioni e su un sistema di potere quasi moralizzante.</p>
<p>I video e le foto di lui sempre più distaccato, anche fisicamente, dai suo interlocutori, lascia trasparire l&#8217;immagine di un presidente lontano rispetto alla sua cerchia di ministri e potenti, ma anche intimorito e solo. Come se nessuno potesse davvero comprenderlo se non appunto il suo popolo, a cui invece vuole apparire vicino. Lo dimostra l&#8217;organizzazione della manifestazione allo stadio di Mosca ma anche la partecipazione alla veglia di Pasqua nella capitale. Lì dove si è ulteriormente rafforzata l&#8217;idea di uno zar vicino alla Chiesa, in cui il patriarca, alfiere del conflitto e degli ideali culturali e politici del Cremlino, è il simbolo di questa nuova Russia nazional-conservatrice di stampo imperiale. Non un consigliere, ma un alleato potente e allo stesso tempo ancillare. Leader di una Chiesa che è stata anche motivo propagandistico di una guerra in cui rientra anche la separazione della comunità ortodossa ucraina da quella russa.</p>
<h2>Il sistema di potere intorno a Putin</h2>
<p>Se questa è l&#8217;immagine che viene lasciata trapelare dal Cremlino, va ribadito che intorno a Putin esiste una cerchia di potere che rappresenta un sistema complesso e articolato. In cui tutti i personaggi hanno un ruolo specifico, importante e fondamentalmente unico nella geografia del potere russo. Un sistema che viene letto, <a href="https://www.journalofdemocracy.org/articles/how-the-putin-regime-really-works/">come ricordato da un&#8217;analisi del <em>Journal of Democracy</em></a>, alternativamente come un sistema in cui Putin &#8220;è un dittatore onnipotente, da temere al di sopra di tutte le altre minacce alla democrazia&#8221; oppure come &#8220;una pallida ombra del suo passato sovietico e zarista, che vive di idrocarburi e di una scorta nucleare dell&#8217;era della Guerra Fredda&#8221;. Dubbi che devono evidentemente fare i conti con la comprensione di chi oggi è davvero vicino al presidente della Federazione Russa.</p>
<h2>Il &#8220;delfino&#8221; Medvedev</h2>
<p>Una delle personalità più interessanti della cerchia del potere russo è <strong>Dimitri Medvedev</strong>. Presidente tra il 2008 e il 2012, nel periodo di intervallo di Putin dalla presidenza, Medvedev ricopre l&#8217;incarico di vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, a sua volta guidato da Putin, e come riportano alcune fonti, è stato da poco nominato responsabile del Comitato interministeriale per le infrastrutture critiche. L&#8217;obiettivo dell&#8217;organo, <a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/russia-medvedev-a-capo-del-comitato-interministeriale-per-le-infrastrutture-critiche/">spiega Giuseppe Gagliano</a>, è la salvaguardia della sicurezza del complesso industriale e militare russo di fronte alla minaccia cyber. <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_14/medvedev-ex-presidente-russo-putin-2fb2e96a-bb84-11ec-818b-cbb6b2b517fa.shtml">L&#8217;ex delfino di Putin</a>, che ricordiamo essere stato l&#8217;unico ad avere assunto il potere in Russia oltre allo &#8220;zar&#8221; durante la lunga stagione di potere putiniano, sembra si stia ritagliando ultimamente un ruolo più forte. Molti osservatori hanno ritenuto la sua nomina a vicepresidente del Consiglio di sicurezza come un declassamento nato da una divergenza sempre più netta rispetto al suo mentore al Cremlino. Tuttavia, in questa guerra in Ucraina, Medvedev ha assunto posizioni sempre più dure presentandosi come uno dei più convinti sostenitori della guerra a Kiev. Una svolta da &#8220;falco&#8221; che sorprende, perché la sua presidenza era considerata quasi un&#8217;opportunità di svolta democratica e liberale, ma che confermerebbe la volontà di riavvicinarsi in modo netto al capo dello Stato anche in ottica di successione.</p>
<p><figure id="attachment_356210" aria-describedby="caption-attachment-356210" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-356210" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180046203_57aa44f10d39d1c107137e10ab0e2ae2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-356210" class="wp-caption-text">Dimitri Medvedev (EPA/ANDREJ CUKIC)</figcaption></figure></p>
<h2>Shoigu, il siberiano</h2>
<p>Insieme a Medvedev, un ruolo di primo piano ha poi certamente<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-shoigu.html"><strong> Sergej Shoigu</strong></a>, il ministro della Difesa. L&#8217;uomo che dalla Siberia è riuscito a scalare le vette del potere fino a raggiungere la guida del dicastero più importante nelle logiche imperiali del Cremlino, è stato da sempre un fedelissimo del Cremino. Per Shoigu si tratta di un momento complesso. L&#8217;immagine di lui che ripete a Putin quanto scritto su un foglio mentre il presidente, dall&#8217;altro capo del tavolo, lo fissa tenendosi al tavolo è una delle rare immagini del ministro in quest&#8217;ultima fase della guerra. Immagine a cui si aggiunge quella del volto quasi funereo, insieme a Valerij Gerasimov, mentre Putin &#8220;attivava&#8221; le difese strategiche.</p>
<p>Qualcuno pensava fosse proprio Shoigu uno dei possibili successori di Putin alla guida della Federazione Russa, tuttavia, il conflitto in Ucraina ha minato alcune certezze. Probabilmente Putin riteneva probabile una vittoria schiacciante o con un impatto certamente meno duro sulle forze armate. E questo sarebbe dimostrato anche da alcuni indizi delineati a metà aprile <a href="https://www.corriere.it/esteri/22_aprile_16/sergej-shoigu-russia-ministro-ad695f42-bcfb-11ec-838b-5bff914371d1.shtml?refresh_ce">da Marco Imarisio sul <em>Corriere della Sera</em></a>. &#8220;Negli ultimi due numeri della rivista del Ministero della Difesa russo&#8221; raccontava Imarisio &#8220;il nome del ministro della Difesa russo è stato citato zero volte. Neppure una menzione di sfuggita&#8221;. Dunque nella rivista che è il simbolo della propaganda militare russa non compariva proprio la guida della Difesa di Mosca. E in piena guerra. Anche la sua conduzione della &#8220;operazione militare speciale&#8221; è apparsa particolarmente strana. In balia di Putin ma anche di scelte sbagliate. Ha improvvisamente nominato a guida delle operazioni Aleksander Dvornikov, quasi contraddicendo i piani precedenti che sicuramente erano stati preparati da tempo. E la sua vicinanza a Putin è apparsa in bilico, al punto che si può ritenere che la caduta di Mariupol fosse l&#8217;ultimo treno per rimanere in sella al ministero. Qualce dissidente aveva ipotizzato che fosse stato vittima di un &#8220;potente infarto&#8221;. Notizie mai confermate né verificate ma tanto è bastato per porre in dubbio la sua permanenza al governo.</p>
<p><figure id="attachment_356211" aria-describedby="caption-attachment-356211" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-356211" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1798" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-1024x719.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-768x539.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-1536x1079.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509180826803_5f5d68024c2e037a1cdda86431d991fc-2048x1438.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-356211" class="wp-caption-text">Vladimir Putin e Sergei Shoigu</figcaption></figure></p>
<h2>Gerasimov, dalla dottrina al silenzio</h2>
<p>Fondamentale in questo senso anche il ruolo del capo di Stato maggiore, <a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-e-il-generale-valery-gerasimov-capo-di-stato-maggiore-della-difesa-russo.html"><strong>Valerij Gerasimov</strong></a>, che anche lui, come Shoigu, sconta il fatto di non avere condotto la Russia alla vittoria smontando i sogni di gloria di Putin. Considerato la grande mente dietro la nuova strategia russa, e del resto ideatore di una dottrina che porta anche il suo nome e che definisce in particolare il concetto di guerra ibrida, Gerasimov appare sempre più lontano dal cerchio magico di Putin. Tanto che anche lui, come altri papaveri di Mosca, sembra costretto a scelte anche di facciata. L&#8217;ultima, in tal senso, è la visita al fronte del <strong>Donbass</strong>. Un tour confermato anche dal Pentagono che, al contrario, non ha certificato le notizie su un suo <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/stato-ferito-qual-verit-sul-capo-stato-maggiore-gerasimov-2030734.html">presunto ferimento</a> riportate dagli ucraini. Secondo alcuni osservatori, lui, al pari di Shoigu, paga la pessima figura fatta dalle forze russe in questi mesi di &#8220;operazione militare speciale&#8221;. Ma c&#8217;è da dire che non tutti concordano riguardano un suo allontanamento dalle stanze del potere, dal momento che Gerasimov ha certamente una fitta rete di alti ufficiali suoi amici e che conosce alla perfezione un campo di battaglia che non può essere letto soltanto dal presidente.</p>
<h2>La triade dei servizi di Leningrado</h2>
<p>Nella cerchia dei consiglieri e dei potenti del Cremlino, vi sono poi tutti gli uomini che fanno parte della burocrazia dell&#8217;intelligence. Per un uomo che proviene dal <strong>Kgb</strong> come Putin, il ruolo dei servizi segreti è chiaramente preponderante, e non è un caso che gli uomini a capo delle diverse agenzie abbiano un peso specifico non indifferente nei corridoi di Mosca. Non solo a livello di sicurezza interna ed esterna, ma anche nelle stesse logiche politiche e strategiche. Un potere come quello putiniano non può fare a meno dell&#8217;intelligence e degli eredi del Kgb. E per lo &#8220;zar&#8221;, è sempre importante prestare attenzione a quello che viene riferito dai suoi agenti.</p>
<p>Uno dei nomi più importanti è quello di <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>, funzionario e generale russo, veterano del Kgb di Leningrado, lì dove è nato Putin, e capo del Servizio federale per la sicurezza, il famigerato Fsb. Il suo ruolo è fondamentale, controlla migliaia di agenti, ha in mano i dossier più importanti della sicurezza interna russa. Qualcuno aveva addirittura ipotizzato che lui sarebbe stato scelto dall&#8217;élite russa contraria a Putin in caso di fallimento della guerra e golpe per fermare il presidente. Ipotesi che ovviamente non può trovare conferme ma che sottolinea l&#8217;importanza di Bortnikov nelle gerarchie russe.</p>
<p>Altrettanto potente è il predecessore di Bortnikov alla guida dell&#8217;Fsb: <strong>Nikolai Patrushev</strong>. Considerato il vero leader del gruppo dei &#8220;falchi&#8221; intorno Putin, il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa e consigliere dello stesso presidente ha rilasciato un&#8217;intervista al giornale <em>Rossijskaja Gazeta</em>, in cui ha detto senza mezzi termini che il piano della Russia consiste nel &#8220;distruggere la piazza d&#8217;armi del neonazismo creato dall&#8217;Occidente ai nostri confini. La necessità della smilitarizzazione è dovuta al fatto che l&#8217;Ucraina, satura di armi, rappresenta una minaccia anche dal punto di vista dello sviluppo e dell&#8217;uso di armi nucleari, chimiche e biologiche&#8221;. Parole che sembrano delineare una minaccia esistenziale per la Russia tale da addirittura autorizzate, per motivi di dottrina strategica, anche l&#8217;utilizzo di armi nucleari. Negli anni passati aveva già identificato il problema principale per la sicurezza russa nelle politiche degli Stati Uniti in Ucraina, e in tempi non sospetti, <a href="https://www.theguardian.com/world/2015/jul/15/russia-terrorism-ukraine-america-putin">come riportato dal <em>Guardian</em></a>, definì le rivoluzioni colorate come una &#8220;forma di destabilizzazione che rappresenta una minaccia altrettanto grave&#8221;, e che la destabilizzazione dell&#8217;Ucraina era &#8220;uno strumento con cui indebolire drammaticamente la Russia&#8221; perché, a suo dire, per Washington la Russia &#8220;non dovrebbe esistere come Paese&#8221;. Tesi ripetuta costantemente anche di recente, all&#8217;inizio della cosiddetta &#8220;operazione militare speciale&#8221;. E c&#8217;è chi ritiene che in caso di temporanea assenza di Putin, potrebbe essere proprio lui, Patrushev, <a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/putin_malato_poteri_patrushev_chi_e_cancro_oligarca_russo_mosca-6665018.html">ad assumere il controllo di Mosca</a>.</p>
<p>Sempre sul fronte dei servizi, non va dimenticato poi un uomo potente diventato noto nel mondo per il modo in cui Putin lo ha rimbrottato praticamente in mondovisione. Parliamo di <strong>Sergei Naryshkin</strong>, uno di quelli che <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-60573261">la <em>Bbc</em> chiama &#8220;i vecchi fantasmi di Leningrado&#8221;</a>. La risposta denigratoria del presidente russo nei suoi confronti, e davanti a tutti i più alti funzionari della Federazione e a favore di telecamere, ha fortemente indebolito la leadership del capo dello Svr, l&#8217;intelligence esterna. Ma non bisogna sottovalutare l&#8217;influenza che può avere proprio questa forma di condanna pubblica da parte di Putin nelle gerarchie militari, politiche ed economiche che non sembrano favorevoli alla guerra in Ucraina e al modo in cui è stata condotta fino a questo momento. Qualche osservatore ritiene che in realtà Putin abbia semplicemente voluto lanciare un messaggio a tutti, compresa l&#8217;opinione pubblica, e abbia sfruttato il momento e le risposte esitanti di Naryshkin. Tuttavia, quel siparietto fornito dallo &#8220;zar&#8221; ha sorpreso tutti, confermando l&#8217;imprevedibilità di un leader che fino a quel momento sembrava talmente fiducioso del lavoro e dei consigli del capo dello Svr che si ipotizzava potesse essere uno dei potenziali eredi del capo del Cremlino. Anche lui negli ultimi tempi sembra avere l&#8217;esigenza di mostrarsi di nuovo molto legato al presidente. C&#8217;è lui dietro la presunta informazione dei servizi russi <a href="https://www.iltempo.it/esteri/2022/04/29/news/sergei-naryshkin-svr-polonia-usa-accordo-invasione-ucraina-possedimenti-russia-guerra-accusa-31392280/">sul desiderio della Polonia di riprendersi i &#8220;possedimenti storici&#8221;</a> in Ucraina con un intervento militare di Varsavia nella parte occidentale del Paese per prevenire eventuali aggressioni russe. Ma c&#8217;è anche chi crede che sia proprio lui a essere uno dei possibili leader in caso di <a href="https://www.fanpage.it/esteri/chi-sono-i-siloviki-e-perche-secondo-alcuni-potrebbero-rovesciare-putin/">golpe dei <em>siloviki</em> contro Putin</a>.</p>
<h2>Lavrov è davvero al tramonto?</h2>
<p>Sul fronte esterno, una menzione va poi fatta per <strong>Sergej Lavrov</strong>, il ministro più noto del governo russo e capo della diplomazia di Mosca. Lavrov, 71 anni, è considerato da tempo sempre più lontano da Putin. L&#8217;intervista rilasciata a Mediaset ha confermato che anche il ministro degli Esteri aderisce alla visione putiniana di una guerra fatta per denazificare l&#8217;Ucraina colpendo chi minaccia Mosca. Ma molti analisti ritengono che ormai il lavoro di Lavrov, se non secondario, sia considerato meno decisivo rispetto agli anni in cui il ministro era ritenuto uno dei più fidati uomini del presidente. La guerra in Ucraina, probabilmente, non era nei desideri del titolare degli Esteri, intenzionato a costruire una rete di partnership e alleanze che non doveva essere traumatizzata da un conflitto nel cuore d&#8217;Europa. Era lui il ponte tra l&#8217;Occidente e la Federazione Russa, e sembrava essere l&#8217;unico fine diplomatico a poter gestire la politica espansionista sognata da Putin e perorata dai falchi. Il conflitto lo ha allontanato dalla cerchia dei fedelissimi. Ma anche in questo caso, non deve sorprendere né il riavvicinamento pubblico né il fatto che sia considerato uno dei più apprezzati ministri da parte degli oppositori dell&#8217;attuale &#8220;zar&#8221;. Una duplice interpretazione che conferma anche la volontà di Lavrov di svestire da subito i possibili panni di capo di un&#8217;opposizione interna che nelle stanze del Cremino può risultare molto pericolosa.</p>
<p><figure id="attachment_356212" aria-describedby="caption-attachment-356212" style="width: 2560px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-356212" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1865" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-1024x746.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-768x560.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-1536x1119.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220509181122972_eb8e511befb4b2dd607b93cd3d433fee-2048x1492.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /><figcaption id="caption-attachment-356212" class="wp-caption-text">epa09878299 Russian Foreign Minister Sergei Lavrov attends a joint news conference with the Armenian Foreign Minister (not pictured) following their talks in Moscow, Russia, 08 April 2022. The Armenian Foreign Minister is on a working visit in Moscow. EPA/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO / POOL POOL PHOTO</figcaption></figure></p>
<h2>I meno noti ma influenti</h2>
<p>A questi nomi noti, si devono poi aggiungere altri che ai molti appaiono meno rilevanti ma che potrebbero <a href="https://it.insideover.com/politica/purghe-e-lotte-di-potere-il-cuore-conteso-dellimpero-di-putin.html">avere un peso decisivo nelle sorti della stagione di potere putiniana</a>. C&#8217;è <strong>Valentina Matvienko</strong>, lealista di Putin e anch&#8217;essa proveniente da San Pietroburgo. C&#8217;è <strong>Victor Zolotov </strong>capo della guardia nazionale russa, la Rosgvardia, considerato una sorta di comandante dei pretoriani di Putin e guida di un esercito di circa 400mila unità nonché comandante di quel generale Roman Gavrilov licenziato in una delle prime &#8220;purghe&#8221; dall&#8217;inizio della guerra. Non va dimenticato poi il ruolo del primo ministro <strong>Mikhail Mishustin</strong>, che oltre a essere un economista impegnato nel difficile compito di evitare il tracollo a causa della guerra e delle sanzioni, potrebbe anche essere l&#8217;uomo che <a href="https://www.lanotiziagiornale.it/vladimir-putin-deve-essere-operato-per-un-tumore-lindiscrezione-di-una-fonte-russa/">avrà il potere in caso di impossibilità di Putin</a> per la ormai nota presunta operazione chirurgica. Motivo per cui molti parlano di un possibile tandem o addirittura uno scavalcamento da parte di Patrushev. Infine, sempre sul lato finanziario, menzione particolare va fatta alla governatrice della Banca centrale russa, <strong>Elvira Nabiullina</strong>. Salita agli onori della cronaca per avere dato una visione diametralmente opposto sulla situazione finanziaria russa rispetto a quella data dal Cremlino, qualcun ipotizzava le sue dimissioni. Che però non sono avvenute. Il tracollo finanziario ancora non c&#8217;è stato, così come il default. Molti ritengono che sia stata proprio <a href="https://europa.today.it/fake-fact/perche-russia-sopravvive-sanzioni.html">la leadership di Nabiullina</a> a frenare un pericoloso abisso economico. Ed è per questo che la &#8220;zarina&#8221; delle finanze di Mosca può essere considerata a tutti gli effetti un personaggio potente in grado di sopravvivere anche in caso di fine del potere di Putin.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-comanda-al-cremlino-putin.html">Chi comanda al Cremlino (oltre Putin)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Chi è Nikolai Patrushev, il consigliere di Putin</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikolai-patrushev-il-consigliere-di-putin.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 19:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nikolai Patrushev" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando si scrive e si parla di strateghi, diplomatici ed eminenze grigie che hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita della Federazione russa nel dopo-Eltsin, ovvero durante la lunga e complessa era Putin, spesso e volentieri, almeno qui in Occidente, viene citato quasi esclusivamente il navigato Sergej Lavrov. L&#8217;elenco dei Padri fondatori della nuova Russia, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikolai-patrushev-il-consigliere-di-putin.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nikolai Patrushev" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/07/Agenzia_Fotogramma_IPA25250777-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quando si scrive e si parla di strateghi, diplomatici ed eminenze grigie che hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita della <strong>Federazione russa</strong> nel dopo-Eltsin, ovvero durante la lunga e complessa era Putin, spesso e volentieri, almeno qui in Occidente, viene citato quasi esclusivamente il navigato <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-lavrov.html">Sergej Lavrov</a>.</p>
<p>L&#8217;elenco dei Padri fondatori della nuova Russia, però, è di gran lunga più esteso e sfaccettato, perché Lavrov a parte, include strateghi come <strong>Valerij Gerasimov</strong>, consiglieri come <strong>Vladislav Surkov</strong> – il teorico della cosiddetta &#8220;democrazia sovrana&#8221; – e <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-la-curiosa-discesa-in-campo-dell-eminenza-grigia-di-putin.html">Dmitrij Kozak</a>, economisti come <strong>Alexei Kudrin</strong> – il padre del miracolo economico dei primi anni Duemila –, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sergej-shoigu.html">capi militari come Sergej Shoigu</a>, Richelieu ortodossi come i metropoliti <strong>Hilarion</strong> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/tikhon-il-confessore-di-putin.html">Tikhon </a>e pensatori visionari come<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-igor-panarin-il-visionario-che-ha-plasmato-l-era-putin.html"> Igor Panarin</a> – l&#8217;ideatore dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lunione-economica-euroasiatica.html">Unione Economica Eurasiatica</a>. E nel novero di cui sopra, per quanto completo, manca un potere dietro al trono rispondente al nome di <strong>Nikolai Patrushev</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-nikolai-patrushev-il-consigliere-di-putin.html">Chi è Nikolai Patrushev, il consigliere di Putin</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Russia penetra in Iraq: gli sciiti sbarcano a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-russia-penetra-in-iraq-gli-sciiti-sbarcano-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 09:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-300x94.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-768x240.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-1024x320.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il consigliere iracheno per la sicurezza nazionale e leader delle Unità della Mobilitazione Popolare (di fede sciita), Faleh al Fayyad, ha discusso con il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Nikolaj Patrushev sui rapporti bilaterali tra i due Paesi ed in particolare sui nuovi assetti della strategia per la sicurezza dell&#8217;Iraq. Come riportato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-penetra-in-iraq-gli-sciiti-sbarcano-a-mosca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-penetra-in-iraq-gli-sciiti-sbarcano-a-mosca.html">La Russia penetra in Iraq: gli sciiti sbarcano a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-300x94.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-768x240.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Iraq-combattente-sciita-La-Presse-e1567677028770-1024x320.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il consigliere iracheno per la sicurezza nazionale e leader delle Unità della Mobilitazione Popolare (di fede sciita), <strong>Faleh al Fayyad</strong>, ha discusso con il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale russo, <strong>Nikolaj Patrushev</strong> sui rapporti bilaterali tra i due Paesi ed in particolare sui nuovi assetti della strategia per la sicurezza dell&#8217;Iraq.</p>
<p><a href="https://tass.com/world/1076191" target="_blank" rel="noopener">Come riportato da <em>Tass</em></a> il Ministero degli Affari Esteri russo, per voce del vice ministro Bogdanov, ha reso noto che &#8220;nel corso di un accurato scambio di opinioni riguardanti problematiche urgenti inerenti al Medio Oriente con enfasi sulla situazione in Iraq e nella vicina Siria, le parti hanno enfatizzato la necessità di ulteriori sforzi congiunti miranti al mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione contrastando il terrorismo internazionale e nello specifico l&#8217;Is e altre organizzazioni estremiste&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incontro, tenutosi nella giornata di ieri, ha riguardato anche la cooperazione tra i due Paesi nel settore militare e della Difesa, tornato alla ribalta proprio in questi ultimi mesi a causa dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/f-35-israeliani-bombardano-obiettivi-iraniani-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener">raid israeliani effettuati in territorio iracheno</a> per colpire le milizie sciite filoiraniane.</p>
<h2>Un legame che torna a stringersi</h2>
<p>Le azioni di bombardamento effettuate da Israele nel mese di luglio e gli attacchi perpetrati nel mese di agosto, tra cui alcuni effettuati anche con droni, hanno allargato una frattura nei rapporti tra Baghdad e Washington; una frattura mai del tutto composta nonostante la &#8220;pacificazione&#8221; post intervento armato del 2003.</p>
<p>L&#8217;Iraq, infatti, è tornato a guardare con vivo interesse al suo vecchio partner strategico: la <strong>Russia</strong>. Il governo di  Abdul-Mahdi, che già <a href="https://it.insideover.com/politica/adesso-anche-liraq-vuole-gli-s-400-russi.html" target="_blank" rel="noopener">lo scorso maggio</a> aveva ventilato l&#8217;ipotesi di poter acquistare i <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-sistema-s-400-la-spina-nel-fianco-dellaviazione-della-nato.html" target="_blank" rel="noopener">sistemi da difesa aera S-400</a>, sembra sempre più instradato nell&#8217;acquisto del complesso missilistico di fabbricazione russa proprio <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-lincursione-israeliana-liraq-pensa-agli-s-400.html" target="_blank" rel="noopener">a seguito delle incursioni israeliane</a>.</p>
<p>Al tavolo moscovita delle trattative la questione della Difesa aerea irachena è stata l&#8217;argomento principale: al summit hanno partecipato gli <em>attaché</em> militari russi e iracheni. La visita, poi, è stata la prima dopo la riunione del comitato di sicurezza dei capi di stato maggiore di Iran, Siria, Iraq e Russia dell&#8217;estate scorsa. Al-Fayyad dovrà incontrarsi anche con <strong>Alexander Lavrentiev</strong>, emissario della Russia per la Siria, per discutere della situazione nel Paese martoriato da anni di guerra: Baghdad e Mosca infatti cooperano nel quadro di un meccanismo militare quadripartito (insieme a Teheran e Damasco) stabilito a Baghdad per combattere l&#8217;Is in Siria e Iraq.</p>
<p>Il problema che sembra essere diventato improvvisamente pressante per Baghdad, è proprio la gestione del proprio <strong>spazio aereo</strong>. Attualmente nei cieli dell&#8217;Iraq non vola nulla che Washington non voglia, e Baghdad può solo stare a guardare proprio per la mancanza di sistemi moderni di controllo e difesa. Gli S-400 potrebbero pertanto ribaltare la situazione garantendo al governo iracheno la sovranità del proprio spazio aereo ed una prima parvenza di sistema difensivo, la cui efficacia &#8211; comunque &#8211; verso i velivoli di quinta generazione come l&#8217;F-35 è ancora tutta da dimostrare.</p>
<p>La richiesta di equipaggiamenti militari di nuova concezione siano essi di fabbricazione russa o iraniana da parte di esponenti del governo iracheno e da forze politiche diverse si fa sempre più pressante. Il primo vice-presidente del Parlamento iracheno, <strong>Hassan Karim al-Kaabi</strong>, durante un incontro col ministro della Difesa <strong>Najah al-Shammari</strong> tenutosi proprio la scorsa domenica, ha messo in guardia il Consiglio dei rappresentati che non si autorizzi nessuna &#8220;forza esterna&#8221; ad attaccare l&#8217;Iraq e a destabilizzare la sua sicurezza, sottolineando l&#8217;esigenza di una pianificazione in materia di raccolta di informazioni ma soprattutto l&#8217;importanza di sviluppare dei sistemi di difesa antiaerea per proteggere lo spazio aereo del Paese.</p>
<h2>Israele ha complicato i piani degli Stati Uniti</h2>
<p>L&#8217;inserimento della Russia nella questione della sicurezza dell&#8217;Iraq è un risvolto non a sorpresa di una <strong>crisi</strong> innescata da <strong>Israele</strong>. In occasione dei bombardamenti di agosto <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-perdono-la-pazienza-dopo-i-raid-israeliani-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener">Washington aveva redarguito fermamente Tel Aviv</a> prendendo una posizione netta: i raid dovevano cessare, Israele aveva superato un limite non scritto.</p>
<p>L&#8217;estensione all&#8217;Iraq della <strong>guerra parallela</strong> di Israele all&#8217;Iran sta mettendo in serio pericolo i rapporti tra Washington e Baghdad: nel Paese i sentimenti antiamericani non si sono mai sopiti dall&#8217;invasione del 2003; antiamericanismo che ha anche una forte connotazione religiosa essendo il Paese a maggioranza sciita.</p>
<p>Gli Stati Uniti <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-parallela-di-israele-puo-mettere-a-rischio-i-piani-usa-in-iraq.html" target="_blank" rel="noopener">non possono permettersi di perdere un alleato regionale come l&#8217;Iraq</a> non solo per la questione iraniana, ma anche perché il Paese è sede di importanti basi (13 in totale) utilizzate dalle Forze Armate Usa per tenere sotto controllo tutto il <strong>Medio Oriente</strong>. Se i sentimenti antiamericani, fomentati dai raid israeliani e da agenti esterni, si concretizzassero in una &#8220;cacciata&#8221; o comunque ridimensionamento delle presenza militare in Iraq, Washington perderebbe un avamposto strategico.</p>
<p>In questo senso la Russia è stata capace di fornire, se non un&#8217;alternativa di ordine strategico che non è ancora in grado di dare (e forse non lo sarà nel breve/medio periodo) in quanto non sufficientemente &#8220;pesante&#8221; da fungere da contrappeso agli Stati Uniti, un&#8217;interessante alternativa sul piano tattico: la vendita di armamenti con la conseguente apertura ai propri &#8220;consiglieri militari&#8221;.</p>
<p>Non ci stupisce infatti che il tutto sia finito nella mani di <strong>Patrushev</strong>, ex direttore dell&#8217;<strong>FSB</strong> e tra gli uomini più fidati del presidente Putin, artefice di praticamente tutti i piani &#8220;diplomatici&#8221; di Mosca: dal putsch in Crimea sino alla gestione della <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-e-maduro-confermano-i-contatti-svolta-nella-crisi-venezuelana.html" target="_blank" rel="noopener">crisi venezuelana</a>.</p>
<p>Le reazioni del Dipartimento di Stato, nel momento in cui scriviamo, ancora non sono giunte, ma sicuramente Washington dovrà trattare coi guanti il proprio alleato iracheno se vuole che resti ancora tale, pertanto risulta poco probabile che Baghdad cada sotto la mannaia delle sanzione del <strong>Caatsa</strong>, il provvedimento del Congresso Usa che sanzione chi commercia con Russia, Iran e Corea del Nord.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-penetra-in-iraq-gli-sciiti-sbarcano-a-mosca.html">La Russia penetra in Iraq: gli sciiti sbarcano a Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Mosca avverte gli Usa: la Cina non firmerà un nuovo Trattato Inf</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/mosca-avverte-usa-missili-inf-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2019 13:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato Inf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=222625</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Consiglio di Sicurezza russo per voce del suo segretario, Nikolai Patrushev, avvisa che la Cina non è disposta a firmare un nuovo trattato contro la proliferazione dei missili balistici a raggio medio e intermedio. In occasione dell&#8217;anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima il segretario Patrushev ha colto l&#8217;occasione per accusare gli Stati Uniti di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/mosca-avverte-usa-missili-inf-cina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/mosca-avverte-usa-missili-inf-cina.html">Mosca avverte gli Usa: la Cina non firmerà un nuovo Trattato Inf</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-768x388.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/LP_5423944-e1565185346906-1024x517.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il <strong>Consiglio di Sicurezza russo</strong> per voce del suo segretario, Nikolai Patrushev, avvisa che la Cina non è disposta a firmare un nuovo trattato contro la proliferazione dei missili balistici a raggio medio e intermedio.</p>
<p>In occasione dell&#8217;anniversario del <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giappone-ricorda-hiroshima-74-anni-dopo-la-bomba-atomica.html" target="_blank" rel="noopener">bombardamento atomico di Hiroshima</a> il segretario Patrushev ha colto l&#8217;occasione per accusare gli <strong>Stati Uniti</strong> di non avere fornito una reale prova del non rispetto del <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-vertice-nato-si-parla-di-russia-e-trattato-inf-torneranno-gli-euromissili.html" target="_blank" rel="noopener">Trattato Inf</a> da parte della Russia. &#8220;Non sono in grado di riportare una singola istanza di violazione o una prova anche parziale che ci hanno presentato (gli Stati Uniti n.d.r.). Non c&#8217;è stato nulla di simile&#8221; sono state le parole del segretario interrogato su che tipo di prove avrebbero presentato gli Usa sulla violazione del Trattato da parte di Mosca.</p>
<p>A margine delle accuse russe sull&#8217;inconsistenza delle recriminazioni americane, Patrushev <a href="https://tass.com/politics/1072162" target="_blank" rel="noopener">ha fatto sapere che la Cina non è disposta a firmare un nuovo accordo di non proliferazione nucleare</a>. &#8220;Siamo informati della volontà cinese di non voler partecipare in un accordo di questo tipo, e pertanto è illusorio sperare che possano firmare un trattato multilaterale&#8221; ha aggiunto il massimo rappresentante del Consiglio di Sicurezza di Mosca.</p>
<h2>Una fine inevitabile</h2>
<p>Abbiamo già avuto modo di trattare la motivazione ufficiale che ha portato gli Stati Uniti ad uscire dal Trattato Inf: la Russia dispone, nei propri arsenali missilistici, di un nuovo vettore basato a terra &#8211; il <strong>missile da crociera 9M729</strong> (SS-C-8 in codice Nato) &#8211; che avrebbe una gittata superiore al limite massimo di 500 chilometri imposto dall&#8217;accordo siglato nel 1987 tra Usa e Urss.</p>
<p>Quello che però potrebbe essere la reale motivazione è il fatto che la Cina possiede alcuni <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-svela-la-volta-suo-missile-killer-portaerei.html" target="_blank" rel="noopener">moderni sistemi missilistici tipo Mrbm e Irbm</a> che rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti nel teatro indo-pacifico. Dato che, nelle clausole del Trattato, è fatto divieto ai firmatari non solo di dispiegare sul suolo europeo ma anche di possedere missili di questo tipo, lo squilibrio strategico che si è venuto a creare negli ultimi anni è risultato insopportabile per Washington.</p>
<p>L&#8217;accusa russa, che è anche quella cinese, è che l&#8217;uscita dall&#8217;accordo da parte americana sia stata pensata per assicurare agli Stati Uniti il <strong>dominio globale</strong> attraverso la riproposizione di una minaccia che, per quasi 30 anni, era stata scongiurata. Una minaccia, però, che non è frutto solo della politica americana: la stessa Cina ha, implicitamente, confermato quelle che sono le preoccupazioni americane.</p>
<p><a href="http://www.china.org.cn/world/2019-08/06/content_75070657.htm" target="_blank" rel="noopener">In una recente dichiarazione</a>, la portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, ha affermato che &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/le-armi-nucleari-cinesi-che-preoccupano-gli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noopener">Sviluppiamo il potenziale militare esclusivamente per questioni di autodifesa</a>. Non è nelle nostre intenzioni porre alcun tipo di minaccia a nessun Paese&#8221; aggiungendo che &#8220;tutti i missili basati a terra di raggio medio e intermedio sono all&#8217;interno del nostro territorio, cosa che testimonia la natura difensiva della nostra politica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se gli Stati Uniti dispiegano missili di raggio intermedio nell&#8217;area del Pacifico, in particolare intorno alla Cina, il loro scopo è, a quanto pare, offensivo&#8221; ha concluso. La Cina sembra avere gioco facile in questa <strong>dialettica pseudopacifista</strong> essendo i missili a raggio medio e intermedio presenti nei suoi arsenali non in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti, però questo non significa che le basi americane nel Pacifico &#8211; come Okinawa o Guam &#8211; e gli stessi suoi alleati siano fuori dalla loro portata.</p>
<h2>Il tentativo di un accordo multilaterale</h2>
<p>Sempre secondo il segretario Patrushev affinché si possa davvero arrivare ad un accordo multilaterale per un nuovo trattato di limitazione dei missili Mrbm ed Irbm bisognerebbe coinvolgere anche altri Paesi che possiedono armamento atomico come il <strong>Regno Unito</strong> e la Francia.</p>
<p>&#8220;Perché dovrebbe essere coinvolta solo la Cina se si tratta di un trattato multilaterale? Perché non sono state considerate Francia e Regno Unito?&#8221; ha dichiarato, sottolineando poi come Mosca abbia sollevato la questione ma che gli Stati Uniti non sono sembrati voler prendere in considerazione questa ipotesi di allargamento ai suoi alleati occidentali.</p>
<p>Ad onor del vero un vero trattato multilaterale che volesse eliminare la minaccia data dai missili balistici a raggio medio e intermedio, che danno un preavviso minimo o nullo se impiegati, dovrebbe includere anche le <a href="https://it.insideover.com/guerra/india-e-pakistan-due-potenze-nucleari-a-confronto.html" target="_blank" rel="noopener">altre potenze atomiche</a> del settore indopacifico: il Pakistan, l&#8217;India e la Corea del Nord, ma né Mosca né Washington e tanto meno Pechino hanno mai preso in considerazione questa possibile soluzione per ragioni di opportunismo geopolitico facilmente immaginabili.</p>
<p>Tuttavia Mosca resta aperta al dialogo con Washington per una possibile risoluzione della diatriba che rischia seriamente di compromettere i fragili equilibri di stabilità mondiali. Il segretario del Consiglio di Sicurezza russo ha affermato di sperare che vengano presto intavolati colloqui dall&#8217;esito positivo tra i massimi vertici della Difesa dei due Paesi: &#8220;I rappresentanti delle nostre rispettive diplomazie sono eccezionalmente competenti. Chiaramente ciascuna parte cercherà di salvaguardare i propri interessi ma credo che siano interessati a che la sicurezza globale continui a essere garantita&#8221;.</p>
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