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	<title>Nicola Zingaretti Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 06 Aug 2021 09:56:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Nicola Zingaretti Archives - InsideOver</title>
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		<title>&#8220;Non è terrorismo&#8221;: la vera sfida dietro l&#8217;attacco cyber al Lazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/non-e-terrorismo-la-vera-sfida-dietro-lattacco-cyber-al-lazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 06:26:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Computer cyber" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-768x405.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-1024x540.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente vicenda dell&#8217;attacco cyber al Centro elaborazione dati della Regione Lazio è stata definita dal Presidente della Giunta Regionale ed ex segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti come un attacco di matrice terroristica. Ma è veramente così? Qual è la vera sfida securitaria dietro le offensive cyber? Ne abbiamo discusso con l&#8217;avvocato Stefano Mele, partner dello studio Gianni &#38; Origini e responsabile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/non-e-terrorismo-la-vera-sfida-dietro-lattacco-cyber-al-lazio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/non-e-terrorismo-la-vera-sfida-dietro-lattacco-cyber-al-lazio.html">&#8220;Non è terrorismo&#8221;: la vera sfida dietro l&#8217;attacco cyber al Lazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1013" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Computer cyber" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-300x158.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-768x405.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Cyver-computer-La-Presse-e1570548246105-1024x540.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La recente vicenda dell&#8217;attacco<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/lattacco-al-lazio-un-avvertimento-recepito-ora-serve-lagenzia-cyber.html" target="_blank" rel="noopener"> cyber al <strong>Centro elaborazione dati </strong>della Regione Lazio</a> è stata definita dal Presidente della Giunta Regionale ed ex segretario del Partito Democratico <strong>Nicola Zingaretti </strong>come un attacco di matrice terroristica. Ma è veramente così? Qual è la vera sfida securitaria dietro le offensive cyber? Ne abbiamo discusso con l&#8217;avvocato <strong>Stefano Mele, </strong>partner dello studio <strong>Gianni &amp; Origini </strong>e responsabile del Dipartimento Cybersecurity.</p>
<p><strong>Zingaretti ha definito l&#8217;operazione ostile compiuta contro il Centro elaborazione dati come un &#8220;attentato terroristico&#8221;. Ma possiamo ritenere che sia veramente così?</strong></p>
<p>&#8220;No, io credo che il termine utilizzato non sia calzante in relazione a ciò che vediamo relativamente al caso di Regione Lazio. Anzi, è anche pericoloso utilizzare una terminologia simile relativamente a casi del genere. Il terrorismo ha una definizione ben precisa, come del resto chiarifica il glossario dell&#8217;<strong>intelligence italiana</strong>, che intende per terrorismo l&#8217;utilizzo ideologicamente motivato di violenza indiscriminata da parte di attori non statuali o singoli soggetti operanti in clandestinità allo scopo di diffondere terrore o condizionare le scelte di uno Stato. Non è chiaramente questo il caso di questi giorni: abbinare il concetto di terrorismo a un attacco di matrice criminale compiuto evidentemente per scopi economici è pericoloso perché lo estende eccessivamente. Con questa chiave di lettura, sarebbe definibile terrorismo qualsiasi condotta criminale avente un impatto considerevole sulla vita quotidiana dei cittadini&#8221;.</p>
<p><strong>Parlare di &#8220;terrorismo&#8221; rischia inoltre di relegare unicamente alla sfera poliziesca la questione della difesa cyber. Che invece, come abbiamo visto, riguarda da vicino le strutture civili&#8230;</strong></p>
<p>&#8220;Certamente. Il cyberspazio ha una capillarità e una profondità notevole ed è il metronomo di tutte quelle che sono le attività che noi svolgiamo nella nostra quotidianità e nella nostra vita privata. Lo sfruttamento del cyberspazio come strumento per svolgere operazioni da parte di attivisti, gruppi criminali, terroristi, agenzie di intelligence e unità militari specializzate rende questo dominio un fattore che ha completamente rivoluzionato la nostra vita. Ma nei venticinque anni in cui Internet si è diffuso come prodotto di massa non siamo stati in grado di capire che la sua evoluzione doveva essere seguita passo dopo passo da un&#8217;analoga crescita della consapevolezza dei rischi per la sicurezza&#8221;</p>
<p><strong>Quali sono i problemi principali che hanno frenato questa crescita</strong>?</p>
<p>&#8220;Il punto fondamentale è il fatto che Internet non è stato pensato per essere sicuro. Creato dai militari americani durante la Guerra Fredda per tenere attivo un meccanismo di comando e controllo in caso di attacco nucleare Arpanet, l&#8217;antenato di Internet, non era stato pensato per essere sicuro, ma per sfruttare le infrastrutture di telecomunicazione disponibili superstiti. Questo può creare delle problematiche in una fase in cui ad Internet abbiamo affidato una fetta importante della nostra crescita economica e della nostra sicurezza. Noi cerchiamo di mettere sicurezza <strong>sopra Internet </strong>seguendo la mancanza di un approccio <em>security by design </em>alla sua base, che permette ai gruppi sopra citati di compiere le loro operazioni nel cyberspazio. L&#8217;attacco a regione Lazio, ad esempio, ha un risvolto economico ed è la classica operazione imputabile a un gruppo criminale.</p>
<p><strong>Insomma, serve che la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cybersecurity-come-dominio-della-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noopener">sicurezza</a> diventi un presupposto?</strong></p>
<p>&#8220;Si, del resto quando noi compriamo un&#8217;automobile diamo per scontato che essa abbia integrati una serie di dispositivi di sicurezza come freni, Abs, airbag, cinture, ovvero le misure di sicurezza base del veicolo. Non facciamo la stessa cosa quando acquistiamo un Pc, un telefono o un sistema di rete, perché non abbiamo ancora evoluto sul piano culturale la consapevolezza che in questi campi la sicurezza sia un costo che vada obbligatoriamente sostenuto e da considerare un presupposto. Del resto, siamo abituati a considerare la tecnologia come piena di errori, e spendiamo cifre importanti per acquistare sistemi e dispositivi che andranno aggiornati decine, se non centinaia, di volte durante la loro vita operativa. Se ci pensiamo ci accorgiamo che è una cosa unica nel panorama del commercio: nessuno comprerebbe mai un quadro rovinato, un libro con la copertina graffiata, una camicia scucita. Incredibilmente, non pretendiamo lo stesso quando acquistiamo asset tecnologici: dobbiamo cambiare mentalità. Nessuno, del resto, salirebbe mai su un auto con i freni rotti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/non-e-terrorismo-la-vera-sfida-dietro-lattacco-cyber-al-lazio.html">&#8220;Non è terrorismo&#8221;: la vera sfida dietro l&#8217;attacco cyber al Lazio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Il Pd irreversibile come l&#8217;euro&#8221;: i dem preparano il dopo Zingaretti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-pd-irreversibile-come-leuro-i-dem-preparano-il-dopo-zingaretti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 13:38:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Non è ancora passata l&#8217;idea che questa è una comunità di destino, plurale: non stiamo insieme finché ci conviene. La direi alla Draghi: il Pd è irreversibile, come l&#8217;euro&#8221;. Graziano Delrio non usa mezzi termini in un&#8217;intervista a La Stampa per rispondere alle tensioni interne al Partito Democratico e paragona il partito unico &#8211; nato nel 2007 come summa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pd-irreversibile-come-leuro-i-dem-preparano-il-dopo-zingaretti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pd-irreversibile-come-leuro-i-dem-preparano-il-dopo-zingaretti.html">&#8220;Il Pd irreversibile come l&#8217;euro&#8221;: i dem preparano il dopo Zingaretti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/Nicola-Zingaretti-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>&#8220;Non è ancora passata l&#8217;idea che questa è una comunità di destino, plurale: non stiamo insieme finché ci conviene. La direi alla Draghi: il Pd è irreversibile, come l&#8217;euro&#8221;. <strong>Graziano Delrio </strong>non usa mezzi termini <a href="https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/03/07/news/delrio-pd-irreversibile-proprio-come-l-euro-ora-eleggiamo-un-segretario-unitario-1.39993342" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in un&#8217;intervista a </a><em>La Stampa </em>per rispondere alle tensioni interne al <strong>Partito Democratico</strong> e paragona il partito unico &#8211; nato nel 2007 come summa delle anime del centrosinistra italiano &#8211; alla moneta che, proprio nel suo principale promotore, <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/gli-errori-di-prodi-che-hanno-favorito-la-germania-nelleuro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Romano Prodi</a></strong>, ha avuto un forte sponsor ai tempi del suo governo negli anni Novanta.</p>
<p>Un paragone che difficilmente avrebbe potuto essere più azzeccato, e non solo nel senso indicato da Delrio. In un certo senso, il tema dell&#8217;<strong>irreversibilità </strong>dell&#8217;euro e del Pd è vero: se nel contesto delle monete europee la nascita dell&#8217;unione valutaria ha fatto sì che le vecchie divise nazionali scomparissero e anche in caso di collasso dell&#8217;Eurozona non potessero più rinascere nella forma cui eravamo abituati (ad esempio una lira soggetta a forti fluttuazioni), così il Partito democratico ha superato le diverse anime (dalla sinistra organica ai cattolici democratici, passando per le frange centriste e vicine ai radicali) che componevano il centrosinistra dell&#8217;inizio della Seconda Repubblica.</p>
<p>Costituendo un <em>ensemble</em> che ha avuto nelle correnti interne una riproposizione dei vecchi schieramenti, ma estremamente più liquido al suo interno. In entrambi i casi, però, hegelianamente parlando, la fusione non è stata un <em>Aufhebung, </em>un processo che ha fatto sì che l&#8217;unità organica fosse più solida, più strutturata e più resistente della somma delle sue parti. L&#8217;euro non ha ridotto i <strong>divari di competitività in Europa</strong>, ma li ha accentuati; non ha dato soggettività geopolitica alle valute e alla finanza europea, nonostante le potenzialità, ma le ha forse depresse; non ha ridotto, ma rafforzato il rigorismo delle regole contabili comunitarie.</p>
<p>Il Partito democratico, sul medio-lungo periodo, ha sofferto degli stessi &#8220;tic&#8221;: dalla <strong>Margherita </strong>ai <strong>Democratici di sinistra</strong>, gli esponenti delle formazioni che si unirono nel Pd portarono oggettivamente dentro la storia e l&#8217;eredità delle due culture politiche che hanno contraddistinto la Prima Repubblica: quella democratico-cattolica e quella <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-pci-al-pd-come-la-sinistra-italiana-ha-smarrito-se-stessa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comunista. </a>Ma piuttosto che fare di ciò il presupposto per un&#8217;organica visione dello Stato, il Pd negli anni ha preso più i difetti che i pregi delle varie anime: il protagonismo dei dorotei democristiani, il senso di superiorità morale dell&#8217;ultimo Pci, un certo disinteresse per il tema delle priorità nazionali comuni a entrambi i partiti. A cui la &#8220;cosmesi&#8221; del progressismo internazionale ha aggiunto un ulteriore svolta verso la costituzione di un <strong>&#8220;partito radicale di massa</strong>&#8221; focalizzato su questioni di bandiera (diritti civili, femminismo, al più alcune sfumature di municipalismo sui territori) più che su reali cambiamenti politici, economici e sociali.</p>
<blockquote><p>L&#8217;unico vero collante è stata la tendenza a inseguire il potere fine a sé stesso,</p></blockquote>
<p>mentre il centrosinistra italiano abbandonava la &#8220;vocazione maggioritaria&#8221; che pure aveva manifestato in due tornate elettorali vittoriose (1996 e 2006) e retrocedeva nei sondaggi, nei consensi e nelle preferenze pubbliche. Non a caso interpretando l&#8217;europeismo fidelistico come raro fattore unificante al suo interno.</p>
<p>E così come l&#8217;euro ha incentivato la competitività tra sistemi-Paese, manifatture e economie dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>, così la volontà unificatrice del Pd ha trasformato quella che era una dialettica tra tradizioni differenti in una brutale corsa al potere. Che ha avuto il suo apogeo nella segreteria di <strong>Matteo Renzi</strong>, in cui il presidente del Consiglio ed ex sindaco di Firenze ha pensato bene di trasformare la scalata al partito da parte del suo &#8220;giglio magico&#8221; in una vera e propria campagna di <strong>occupazione dello Stato</strong>, partendo dai ministeri e arrivando alle partecipate pubbliche, ai servizi, alla diplomazia. Un progetto da cui traspariva una tale bulimia di potere da creare in risposta il blocco sociale e politico che travolse il Pd al referendum costituzionale del 2016.</p>
<p>In questo contesto, <strong>Nicola Zingaretti</strong>, uomo di apparato e amministratore regionale, nella sua segreteria ha colto parte dei rischi di questo processo cercando di rilanciare l&#8217;azione del partito con una discontinuità rispetto al renzismo. La nomina di figure come l&#8217;economista <strong>Emanuele Felice</strong> nella segreteria del partito lasciavano trasparire la volontà di andare oltre il tentativo di fare il Pd il referente del <em>mainstream</em> economico, politico, culturale nelle istituzioni italiane. Ma non ha saputo, in prospettiva, rinunciare all&#8217;idea e al richiamo del potere nel 2019, alla caduta del governo <strong>Conte I</strong>, quando l&#8217;uscita dall&#8217;esecutivo della Lega, la relativa debolezza dei Cinque stelle e la convergenza di parte dell&#8217;establishment italiano e internazionale contro la prospettiva di un ritorno alle urne del Paese plasmarono l&#8217;esecutivo giallorosso. Allora il calcolo del Pd era legato alla percezione che la cultura di governo dem, l&#8217;inconcludenza grillina e la ramificazione nelle istituzioni avrebbero reso una formazione sconfitta al voto del 2018 il vero regista dell&#8217;esecutivo.</p>
<p>Così non è stato: Zingaretti e i suoi hanno inseguito il potere per il potere, hanno inghiottito la riconferma di Conte, il rilancio di tutte le proposte grilline (compreso il giacobinismo giudiziario) e con la pandemia si sono appiattiti sulla figura del presidente del Consiglio. Mostrando effettivamente quella rigidità strutturale che è il vero filo conduttore del paragone Pd-euro tracciato da Delrio. L&#8217;atto di dignità di Zingaretti &#8211; impossibilitato a scampare alla fine di ogni segretario dopo una sconfitta politica e caricato delle responsabilità della caduta del Conte II, che dimettendosi ha sottolineato di vergognarsi di un partito capace di pensare &#8220;solo alle poltrone&#8221; &#8211; ha reso palesi ed espliciti questi deficit, ma in un certo senso ha dimostrato il disvelamento agli occhi del segretario uscente della vera anima dei dem. Uniti solo dalla percezione dell&#8217;irreversibilità, ovvero dell&#8217;impossibilità di percorrere al contrario la strada accidentata che li ha condotti alla loro situazione attuale, e dalla necessità di un <strong>comitato elettorale </strong>capace di competere senza partire battuto in elezioni a forte o parziale componente maggioritaria. Un po&#8217; poco per chi pretende di plasmare a sua immagine governi e istituzioni solo per la smania di farne parte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-pd-irreversibile-come-leuro-i-dem-preparano-il-dopo-zingaretti.html">&#8220;Il Pd irreversibile come l&#8217;euro&#8221;: i dem preparano il dopo Zingaretti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Merkel e Macron ci guardano: Conte è nel mirino degli 007</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/merkel-e-macron-ci-guardano-conte-e-nel-mirino-degli-007.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2020 16:40:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-1024x397.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-768x297.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il primo a scartare qualsiasi accelerazione sulla cosiddetta &#8220;ipotesi Draghi&#8221; è il diretto interessato. Mario Draghi è uomo avvezzo al potere, al comando e alla gestione di dossier scottanti e complessi e non parla lo stesso linguaggio compromissorio dell&#8217;attuale legislatura e del presente mondo politico italiano. Decisionista per sua natura, è sicuramente la figura italiana maggiormente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/merkel-e-macron-ci-guardano-conte-e-nel-mirino-degli-007.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/merkel-e-macron-ci-guardano-conte-e-nel-mirino-degli-007.html">Merkel e Macron ci guardano: Conte è nel mirino degli 007</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="581" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-300x116.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-1024x397.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Giuseppe-Conte-e1601369515629-768x297.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il primo a scartare qualsiasi accelerazione sulla cosiddetta &#8220;<strong>ipotesi Draghi&#8221; </strong>è il diretto interessato. Mario Draghi è uomo avvezzo al potere, al comando e alla gestione di dossier scottanti e complessi e non parla lo stesso linguaggio compromissorio dell&#8217;attuale legislatura e del presente mondo politico italiano. Decisionista per sua natura, è sicuramente la figura italiana maggiormente in grado di farsi intendere come leader da personalità come <strong>Emmanuel Macron </strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Angela Merkel</a></strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">, </a>ma nel contesto della &#8220;crisi&#8221; più incerta e assurda degli ultimi anni il passaggio del timone del governo da Giuseppe Conte a lui in <a href="https://it.insideover.com/politica/il-caos-senza-fine-dei-giallorossi-lesecutivo-e-un-campo-di-battaglia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">caso di naufragio dell&#8217;esecutivo giallorosso</a> non è affatto scontata.</p>
<p>Negli scorsi giorni avevamo provato a contestualizzare che cosa un avvicendamento tra Conte e Draghi significherebbe per il sistema politico nazionale: da un lato, senz&#8217;altro, una tregua tra i partiti sul nome dell&#8217;ex governatore della Banca centrale europea creerebbe forse uno spiraglio per una de-escalation di tensione di fronte ai grandi problemi della ripresa del Paese. Ma dall&#8217;altro, chiamando l&#8217;uomo associato al <strong>tecnocrate per eccellenza </strong>la politica italiana commissarierebbe sè stessa definitivamente e manderebbe un nuovo segnale di sfiducia al Paese sull&#8217;affidabilità della sua attuale classe dirigente dopo che a suo modo l&#8217;ascesa di Conte, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-giuseppe-conte-si-e-ritagliato-uno-spazio-di-manovra-tra-i-leader-internazionali.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capace di destreggiarsi per diverso tempo tra </a><strong>Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Matteo Renzi </strong>e <strong>Nicola Zingaretti</strong>, aveva già contribuito a segnalare ben più di una preoccupazione a riguardo.</p>
<p>In Europa, sottolinea <em>Italia Oggi, </em>&#8221; francesi e tedeschi sono alla finestra, considerano Mario Draghi la carta con cui il capo dello Stato Sergio Mattarella potrebbe calmierare gli animi. Ma su Draghi non c&#8217;è ancora una maggioranza solida e forse mai ci sarà. Il Pd, a quanto si apprende, ha già fatto sapere a chi di dovere che di Draghi non se ne parla ed anche nei 5Stelle sono molti i contrari&#8221;. Non stentiamo a capire i motivi di tale opposizione. Pd e M5S, che in caso di ritorno alle urne nei prossimi anni dovranno necessariamente giocare sulla difensiva e non vogliono pagare elettoralmente il costo delle difficoltà del sistema Paese temono che la crescente marginalizzazione cui a lungo già &#8220;Giuseppi&#8221; li ha costretti sia ulteriormente amplificata in caso di chiamata di Draghi. E, al contempo, hanno paura dello stigma legato a una <strong>de-responsabilizzazione </strong>completa dai loro compiti di forza di maggioranza davanti agli interlocutori internazionali.</p>
<p>Quello che meno conviene a forze che sugli <a href="https://it.insideover.com/politica/da-trump-a-biden-lorenzo-guerini-e-il-ministro-piu-gradito-agli-usa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">appigli internazionali vogliono far conto (Pd)</a> o che, per mezzo del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ne vogliono costruire di propri (M5S). E che vogliono far la parte del leone nell&#8217;utilizzo dei fondi del Recovery Plan e dei relativi dividendi politici. Con o senza Conte, non ha importanza, ma una figura come Draghi rafforzerebbe ulteriormente la centralizzazione su Palazzo Chigi del potere decisionale.</p>
<p>Inoltre, il fatto stesso che per mezzo di richiami da parte di suoi esponenti istituzionali, come <strong>Michele Anzaldi <a href="https://formiche.net/2020/12/anzaldi-draghi-conte-govero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">in una recente intervista a </a><em>Formiche, </em></strong>tra le forze di maggioranza sia <strong>Italia Viva </strong>quella a voler <a href="https://it.insideover.com/politica/la-rivolta-di-italia-viva-contro-conte-sui-servizi-segreti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dichiaratamente scaricare Conte</a> per Draghi aumenta le perplessità di dem e pentastellati. Conte è indubbiamente isolato per i motivi che ben si sanno e anche <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-si-sono-detti-conte-e-mattarella-nel-loro-ultimo-incontro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il Quirinale non spenderà eccessive energie per difenderne la posizione,</a> ma Sergio Mattarella sa anche che non permetterà alle forze politiche l&#8217;irresponsabilità di una <strong>crisi al buio</strong>. In quest&#8217;ottica Draghi viene evocato più che consultato, ritenuto l&#8217;unico possibile &#8220;pacificatore&#8221; ma anche lo spauracchio con cui chiamare Conte a quella leadership più collegiale che dopo la sbornia di visibilità legata all&#8217;emergenza sanitaria tanti gli chiedono.</p>
<p>Ormai Conte è visto con sospetto in ogni sua mossa autonoma. E come prevedibile<a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-giochi-di-spie-di-giuseppe-conte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> l&#8217;intelligence</a> è stato il campo in cui la contestazione alle sue manovre si è fatta più dura e compatta da parte dei partiti. Con, <em>ça va sans dire, </em><strong>Italia Viva </strong>in testa al fronte dei critici dopo che Conte <a href="https://it.insideover.com/politica/il-diktat-di-conte-sui-servizi-segreti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha prospettato la nomina di un&#8217;<strong>autorità delegata ai servizi segreti </strong></a>di provenienza istituzionale (Consiglio di Stato) e non partitica, elemento che pur non presentando problematiche costituzionali ha scatenato una ridda di sospetti tra i partiti, timorosi di una possibile volontà di Conte di accentrarne ulteriormente il controllo. Col rischio, <a href="https://www.italiaoggi.it/news/tedeschi-e-francesi-rassicurati-da-un-governo-draghi-ma-pd-e-m5s-non-lo-vogliono-2500780" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nota <em>Italia Oggi,</em> d</a>i <strong>scontentare tutti </strong>specie in un momento in cui il governo dovrà operare nomine importanti e &#8220;mettere mano alle nomine dei vicedirettori di Aise e Aisi, nonché alla nomina del comandante dell&#8217;Arma dei Carabinieri&#8221;.</p>
<p>Conte sconta un deficit di credibilità tra le forze che lo sostengono, ma al contempo nella raffazzonata squadra giallorossa non ha alternative all&#8217;altezza che possano sostituirlo.</p>
<p>Draghi sarebbe dunque, al tempo stesso, alibi e timore per le forze politiche. Alibi, perché in caso di caduta di Conte l&#8217;unica alternativa sarebbe un <strong>grande gioco di passaggio del cerino </strong>a cui si potrebbe sottrarre solo chi (Fratelli d&#8217;Italia) ha già indicato nel ritorno alle urne l&#8217;unica soluzione e che rischierebbe di creare una maggioranza chiamata a <strong>ereditare i <a href="https://it.insideover.com/economia/il-flop-economico-del-governo-giallorosso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fallimenti politici ed economici gialloross</a>i </strong>o, ancora peggio, a governare sulle macerie. Timore, perchè imporrebbe a tutti gli attori in campo di scoprire le carte dei loro progetti e di metterli in secondo piano rispetto all&#8217;ingombrante figura del banchiere romano, che sulla scia dello &#8220;schema Ciampi&#8221; avrebbe una stanza a Palazzo Chigi con vista ascesa al Quirinale nel 2022, fatto che priverebbe i partiti e il Parlamento della possibilità di una dialettica politica sul prossimo inquilino del Colle.</p>
<p>Una crisi caotica e totalmente controproducente per il Paese appare uno scenario più plausibile per il Paese, così come l&#8217;opzione di un rimpasto capace di permettere al governo di tirare a campare fino alle vere <strong>f</strong><b>orche caudine, </b>quelle che saranno doppiate in estate con l&#8217;apertura del<a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-tra-conte-e-il-partito-democratico-e-appena-iniziata.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> semestre bianco in cui Mattarella non potrà sciogliere le Camere</a> e al cui interno si apriranno le partite strategiche per gli anni a venire. Partite che, fin dal primo appuntamento con l&#8217;elezione del nuovo capo dello Stato, un&#8217;ascesa di Draghi anestetizzerebbe assieme ai possibili dividendi politici. E l&#8217;autoreferenziale maggioranza giallorossa difficilmente vorrà perdere anche la minima occasione spartitoria che prima del ritorno alle urne gli capiterà a tiro.</p>
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		<title>Conte spinge per il lockdown europeo?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/conte-spinge-per-il-lockdown-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 08:16:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico (PD)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="662" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300-300x103.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300-1024x353.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300-768x265.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300-1536x530.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/10/Giuseppe-Conte-2-scaled-e1604132243300-2048x706.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La recente e preoccupante impennata dei casi e, soprattutto, dei ricoveri e degli ingressi in terapia intensiva legati alla &#8220;seconda ondata&#8221; del Covid-19 in Italia ha posto in un angolo il governo giallorosso. L&#8217;esecutivo guidato da Giuseppe Conte è infatti schiacciato tra le accuse di chi nota le mancate azioni preventive dei mesi estivi (dai trasporti al rafforzamento della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/conte-spinge-per-il-lockdown-europeo.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;irruenza della svolta e la mancanza di gradualità tra le misure lasche del passato e quelle duramente restrittive dell&#8217;ultimo decreto ha però messo sulla graticola il <strong>Partito democratico </strong>stesso. Che si trova nell&#8217;ambigua e difficile situazione di essere socio di minoranza del governo coi Cinque Stelle ma dover, al tempo stesso, compenetrare le esigenze del governo nazionale con quelle di centinaia di sindaci e amministratori locali di centro-sinistra le cui città e i cui comuni sono guidate da esponenti dem. <strong>Nicola Zingaretti, </strong>sottolinea <em>Italia Oggi, </em>si sarebbe estremamente allarmato per il fatto che alle recenti proteste scoppiate in tutta Italia più volte non è mancato il sostegno di esponenti locali del Pd e per la rabbia montata nel partito contro la gestione della crisi da parte dell&#8217;esecutivo.</p>
<p>&#8220;Esprimo la mia solidarietà verso chi è sceso in piazza pacificamente, condividendo problemi e difficoltà&#8221; &#8211; ha dichiarato in merito il Consigliere regionale piemontese del Pd <b>Maurizio Marello</b> &#8211; &#8220;I gestori di palestre, piscine, ristoranti, bar, così come i lavoratori della cultura, stanno affrontando importanti sacrifici.  Credo che sia indispensabile agire al più presto per sostenerli e tutelare gestori e dipendenti&#8221;. Di &#8220;scorrettezza istituzionale&#8221; aveva parlato il sindaco di Bari Antonio Decaro per il mancato coinvolgimento dei sindaci nella stesura del Dpcm. <a href="https://www.liberoquotidiano.it/news/adnkronos/25004923/coronavirus-gori-condivido-pensiero-decaro-su-dpcm-.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">D&#8217;accordo con lui il primo cittadino di Bergamo, <strong>Giorgio Gori</strong>.</a> E a Pescara, città abruzzese che vive con ansia il rischio di una crisi economica per il Covid-19 il consigliere dem <b>Piero Giampietro (Pd) </b>ha scritto: &#8220;faccio fatica a capire la chiusura alle 18 (per tutti, a prescindere da dimensioni, attività, capienza) imposta ai pubblici esercizi, che in una città come Pescara rischia di avere conseguenze devastanti e non solo in questo settore&#8221;.</p>
<p>In meno di un mese l&#8217;entusiasmo dem per la presunta &#8220;vittoria strategica&#8221; alle elezioni regionali si è dunque tramutata nel timore di andare a sbattere. Giuseppe Conte lotta per sopravvivere politicamente, mentre dal Pd aumenta il pressing per valutare l&#8217;adeguatezza dei ministri del governo all&#8217;emergenza in corso (autodenuncia: Paola de Micheli e Roberto Gualtieri sarebbero tra i primi sospettati di non esserlo). E la nuova carta che il premier potrebbe giocare per sfruttare la sponda Pd in Italia e in Europa e mettere a tacere i paragoni con i Paesi vicini potrebbe essere l&#8217;avvio delle negoziazioni per un <strong>lockdown europeo</strong>.</p>
<p><em>Italia Oggi </em>ci ricorda che giorno dopo giorno si fanno sempre più intensi i contatti con Parigi e Berlino &#8220;per arrivare a misure concordate su scala europea&#8221;. Sfruttando il volano delle più recenti dichiarazioni del presidente della Commissione Ue <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ursula von der Leyen</a>, che da giorni sembra preparare il terreno ad una<strong> strategia condivisa</strong> su scala comunitaria, accennando a nuove misure urgenti che sembrano puntare ad un possibile <strong>lockdown sincronizzato</strong>. Piano complesso e tutto da valutare, ma che rappresenta l&#8217;estremo tentativo per salvare la faccia al governo, richiamare la compattezza del Pd dietro la bandiera europeista e mettere a tacere le spinte centrifughe che animano la maggioranza. L&#8217;asso nella manica di Conte, ultimamente in piena confusione tra decreti contestati dalla sua maggioranza, manovre economiche inadeguate, annunci senza <a href="https://it.insideover.com/politica/ritardi-e-bugie-le-gaffe-di-conte-sul-vaccino-a-dicembre.html">appiglio nella realtà sul vaccino.</a> E un&#8217;ancora di salvezza per il Pd, che dietro al richiamo unificatore dell&#8217;europeismo riesce a trovare un raro fattore di coesione interna. Ha portato male cantare vittoria alle regionali, è stato ancora più miope il pensiero che la pandemia fosse ormai un ricordo del passato. Il governo, nella sua componente dem, ha forse le responsabilità maggiori: <strong>Paola de Micheli </strong>non ha messo in campo una strategia sensata sui trasporti; Roberto Gualtieri è stato incapace di risollevare l&#8217;economia nazionale; D<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/cultura-dpcm-conte-discoteche/">ario Franceschini è il regista di un Dpcm divisivo che chiude anche il suo settore di competenza, la cultura</a>, e ha esacerbato le tensioni sociali e nel Paese. Un disastro completo, in una fase in cui tra contagi in aumento e crisi economica e sociale il Paese chiede certezza e una guida salda.</p>
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		<title>La sovranità dell&#8217;Italia a rischio?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-sovranita-dellitalia-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 12:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobond]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche di fronte all&#8217;evidenza, in queste giornate, il fronte del &#8220;più Europa&#8221; tiene botta e, con insospettabile caparbietà, rilancia la sua strategia in risposta all&#8217;emergenza coronavirus. Anche mentre l&#8217;Europa stessa ammette la propria impotenza di fronte alla possibilità di una risposta politica a tutto campo al virus e arriva a bloccare, per il 2020, l&#8217;applicazione del patto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sovranita-dellitalia-a-rischio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9731445-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Anche di fronte all&#8217;evidenza, in queste giornate, il fronte del &#8220;più Europa&#8221; tiene botta e, con insospettabile caparbietà, rilancia la sua strategia <a href="https://it.insideover.com/economia/le-conseguenze-economiche-del-coronavirus.html">in risposta all&#8217;<strong>emergenza coronavirus</strong></a>. Anche mentre l&#8217;Europa stessa ammette la propria impotenza di fronte alla possibilità di una <strong>risposta politica</strong> a tutto campo al virus e <a href="https://it.insideover.com/economia/la-commissione-sospende-le-regole-ecco-cosa-accade.html">arriva a bloccare, per il 2020, l&#8217;applicazione del <strong>patto di stabilità </strong></a>su <strong>deficit</strong> e <strong>debito pubblico</strong> i fautori del &#8220;più Europa&#8221; non demordono e, anzi, rilanciano: serve maggiore integrazione in questa Unione, maggiore cessione di sovranità e più aderenza ai desiderata di Bruxelles per far fronte alla crisi.</p>
<p>In Italia questo fronte ha avuto il suo primo interprete, ancora a fine febbraio, nell&#8217;ex premier <strong>Mario Monti</strong> <a href="https://www.lastampa.it/politica/2020/02/28/news/mario-monti-piu-europa-per-allontanare-il-virus-italia-debole-per-colpa-delle-mance-1.38525416">in un&#8217;intervista a <em>La Stampa</em>.</a> Categorico nel chiedere &#8220;più Europa&#8221; contro il coronavirus e ad affermare: &#8220;Il più delle volte in cui ci lamentiamo dell’Europa è perché non può esercitare competenze che gli Stati Membri non le hanno attribuito&#8221;.</p>
<p>L&#8217;elogio all&#8217;Unione europea è stato poi rilanciato, dopo le prime misure emergenziali, dal segretario del Partito democratico<strong> Nicola Zingaretti</strong>, <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2020/03/21/coronavirus-zingaretti-senza-europa-non-avremmo-mai-fatta_jqYYd25Q7UdhNRzTJaQwRM.html">secondo cui &#8220;la verità è che senza Europa non ce l&#8217;avremmo mai fatta&#8221; a far fronte all&#8217;emergenza sanitaria</a>, politica ed economica. Il tutto poche ore prima che in sede comunitaria i falchi del rigore, <a href="https://it.insideover.com/politica/come-lolanda-e-diventata-il-punto-di-riferimento-dei-falchi.html">capitanati dall&#8217;Olanda</a>, affondassero nuovamente il mito della solidarietà europea chiedendo strette condizionalità e misure draconiane come controparte <a href="https://it.insideover.com/economia/muro-dei-paesi-nordici-sul-mes-bocciata-la-linea-conte-gualtieri.html">a un intervento del <strong>Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) </strong>a favore di Paesi come l&#8217;Italia</a>.</p>
<p>Ancora più radicale la presa di posizione dell&#8217;economista <strong>Lorenzo Bini Smaghi </strong>in un editoriale <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2020/03/25/news/si-fa-presto-a-dire-eurobond-307071/?underPaywall=true">pubblicato su <em>Il Foglio</em></a>. Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della <strong>Banca centrale europea (Bce)</strong>, ha cassato l&#8217;ipotesi dell&#8217;emissione di Eurobond in risposta all&#8217;attuale crisi economica in assenza di un considerevole trasferimento di sovranità e di competenze dagli Stati all&#8217;Unione in temi, come la sanità, dove tale prassi sarebbe utopistica. Abbiamo assistito, nelle scorse settimane, alla chiusura totale di molti Paesi europei a qualsiasi forma di solidarietà sanitaria, al blocco degli aiuti diretti all&#8217;Italia ai confini dei Paesi europei, all&#8217;arrivo di un sostegno <a href="https://it.insideover.com/politica/le-potenze-in-campo-in-italia-esplode-la-guerra-degli-aiuti.html">massiccio da parte di <strong>Stati Uniti, Cina, Russia </strong></a>e di un importante aiuto <a href="https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_23/carlos-medici-cubani-cremagrazie-giubbotti-pesantiresteremo-finche-avrete-bisogno-b0256156-6d46-11ea-ba71-0c6303b9bf2d_preview.shtml?reason=unauthenticated&amp;cat=1&amp;cid=Db8Bltu5&amp;pids=FR&amp;credits=1&amp;origin=https%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcronache%2F20_marzo_23%2Fcarlos-medici-cubani-cremagrazie-giubbotti-pesantiresteremo-finche-avrete-bisogno-b0256156-6d46-11ea-ba71-0c6303b9bf2d.shtml">da parte di <strong>Cuba </strong></a>a cui non ha fatto fronte alcuna manovra in campo europeo, se non limitate concessioni della <strong>Germania</strong>. Come sarebbe fattibile concepire il trasferimento di competenze in materia sanitaria a un&#8217;Unione che per anni, col dogma dell&#8217;austerità, <a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-lausterita-affossa-la-sanita.html">ha contribuito a ridimensionare i sistemi sanitari nazionali?</a></p>
<p>Per Bini Smaghi l&#8217;ipotesi più percorribile sarebbe il ricorso al Mes che, ora come ora, non rappresenta una strada fattibile per l&#8217;Italia a causa del muro contro muro della condizionalità posto da Paesi come l&#8217;Olanda. E per la cronica carenza di capitali del fondo salva-Stati che lo rende impotente per concentrare la potenza di fuoco contro una crisi sistemica. A ogni aumento di capitale del Mes, inoltre, l&#8217;Italia sarebbe chiamata a contribuire con una quota di poco meno del 20%, andando incontro a un circolo vizioso da evitare in uno <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-come-sara-la-crisi.html">scenario tanto preoccupante.</a></p>
<p>Meno radicale nella sostanza, ma tutto sommato eccessivamente ottimista nei confronti del Mes, è la proposta di 13 economisti europei, tra cui i nostri connazionali <strong>Francesco Giavazzi </strong>e <strong>Lucrezia Reichlin, </strong>sull&#8217;apertura di linee di credito del Mes funzionali all&#8217;emergenza sanitaria. Nell&#8217;appello si legge che &#8220;la migliore alternativa per l&#8217;Esm sarebbe di creare una nuova linea di credito dedicata al Covid, con una lunga durata e condizioni di accesso definite ex post&#8221;. La lunga duratasi distanza dalla proposta di Bini Smaghi, ma nella definizione ex post delle condizioni d&#8217;accesso c&#8217;è il diavolo dei dettagli. <a href="https://www.italiaoggi.it/news/la-linea-di-credito-covid-del-mes-proposta-da-13-economisti-ue-inclusi-giavazzi-e-reichlin-e-da-usurai-2434550">Come sottolinea <em>Italia Oggi, </em></a>&#8220;a fronte di una richiesta di aiuto dell&#8217;Italia (ma vale per tutti i paesi dell&#8217;euro), il Mes dovrebbe prima concedere i miliardi richiesti in prestito, e solo «ex post», cioè dopo, in un futuro imprecisato, fissare le condizioni per la restituzione, comprese la durata e il tasso d&#8217;interesse. Ovviamente a sua completa discrezione&#8221;. Una scelta del genere metterebbe l&#8217;Italia sotto la mannaia di una cessione di sovranità forse ancora più pericolosa sul controllo dei conti.</p>
<p>Alla lirica fiducia in un&#8217;Europa che dovrà, necessariamente, riflettere notevolmente su se stessa dopo questa crisi ha risposto, di fatto, <a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b?shareType=nongift&amp;fbclid=IwAR2Ajo2HJUNERdchftGAqIPu74_rpy6go-clUdIJqYufJaVcwAUunjvDpbI">l&#8217;ex governatore della Bce <strong>Mario Draghi </strong>nel voluminoso editoriale sul <em>Financial Times</em></a><em> </em>in cui esorta gli Stati nazionali a farsi carico della risposta alla crisi con la spesa pubblica<a href="https://www.ft.com/content/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b?shareType=nongift&amp;fbclid=IwAR2Ajo2HJUNERdchftGAqIPu74_rpy6go-clUdIJqYufJaVcwAUunjvDpbI">.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sovranita-dellitalia-a-rischio.html">La sovranità dell&#8217;Italia a rischio?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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