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	<title>Nazzareno Gabrielli Archives - InsideOver</title>
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	<title>Nazzareno Gabrielli Archives - InsideOver</title>
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		<title>La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francesca Albanese ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo per la questione sanzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>A un recente convegno organizzato dai dipendenti della Banca d’Italia </strong>la relatrice speciale Onu per i Territori Palestinesi <strong>Francesca Albanese </strong>ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti. Tra questi, la giurista italiana ha citato l’impossibilità per <strong>istituzioni come Banca Etica </strong>di aprire un conto corrente a suo nome, pena la violazione delle sanzioni imposte <strong>dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac)</strong> <strong>del Tesoro statunitense contro la stessa Albanese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso geopolitico dell&#8217;Ofac</h2>



<p>L’Ofac è la più potente centrale sanzionatoria al mondo. Controllata dal governo statunitense, di cui è un braccio operativo, decide chi è titolato a utilizzare dollari e a operare nel sistema finanziario che scambia attraverso le istituzioni Usa. <strong>Essere colpiti dalle sanzioni Ofac significa essere sostanzialmente esclusi da una vasta fetta del sistema internazionale di scambi</strong>, e ben lo sanno ad esempio <strong>Russia e Iran che di recente hanno visto un allentamento </strong>delle sanzioni verso il petrolio da loro esportato, comminate proprio dall’Ofac, mentre infuria la guerra in Medio Oriente e i prezzi energetici sono saliti alle stelle per effetto dell’assalto israelo-americano…<a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-il-cortocircuito-usa-sulla-guerra-trump-allangolo-toglie-le-sanzioni-al-greggio-iraniano.html">allo stesso Iran! </a></p>



<p>Situazione paradossale ma che dà l’idea della pervasività e della discrezionalità con cui si muove un apparato che fa del <strong>ruolo geopolitico del dollaro una leva di straordinaria rilevanza</strong>: gli Usa avocano a sé il diritto di colpire con le sanzioni Ofac e potenzialmente con le inchieste del <strong>Dipartimento della Giustizia </strong>tutti quei soggetti che usano o cercano di usare il sistema di scambi che passa per le banche e gli apparati Usa. Dunque questo impone alle istituzioni di finanza etica dei doverosi compromessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto della finanza etica</h2>



<p>Per istituzioni come Banca Etica questo non vuol dire certamente sminuire il caso Albanese: le prese di posizione pubbliche della banca guidata dal direttore <strong>Nazzareno Gabrielli sul caso sono state molteplici e più volte Banca Etica </strong>ha espresso il suo sdegno per il modo illegale in cui le liste anti-terrorismo sono state usate dall’amministrazione Trump per sanzionare la relatrice ONU e i giudici della Corte Penale Internazionale. Ciononostante, il mondo è fatto di scelte e responsabilità e, in quest’ottica, rompere con le “regole del gioco”, discutibili ma non ignorabili, avrebbe voluto dire mancare a una chiara <strong>scelta di responsabilità </strong>verso <strong>le 120mila persone e organizzazioni proprie clienti, tra cui 50mila soci portatori di 100 milioni di euro di capitale sociale.</strong> Persone la cui operatività bancaria rischierebbe di essere messa a repentaglio per compiere un’azione simbolica che non gioverebbe, in fin dei conti, a molti: non alla stessa Albanese, non a Banca Etica, non al sistema di economia sociale che la principale istituzione di finanzia etica italiana rappresenta.</p>



<p>Del resto, il tecnicismo imposto dalle sanzioni Ofac non è meramente legato al dato prescrittivo e se Banca Etica forzasse i blocchi automatici del sistema operativo che impediscono l’apertura di un conto corrente a chi è inserito nelle liste del Tesoro Usa, la rete sanzionatoria non sarebbe unicamente smantellata. Se anche Albanese avesse accesso a un conto, come persona sanzionata non potrebbe comunque avere accesso a servizi essenziali quali la carta di pagamento e la carta di debito. Nel quadro del <strong>panorama europeo</strong> i sistemi di pagamento attualmente utilizzati (Visa, Mastercard, Paypal) sono tutti di proprietà di società statunitensi ,che hanno il divieto di erogare servizi a chi è inserito in quelle liste. Visa e Mastercard coprono la totalità dei pagamenti transfrontalieri e il 61% delle transazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della sovranità digitale sui pagamenti</h2>



<p><strong>Figure come il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta spingono da tempo per una piattaforma sovrana europea, </strong>spesso definita con il termine colloquiale di “Euro digitale”, e molti osservatori ritengono sia doveroso procedere a <strong>un disaccoppiamento da uno status quo che impone sostanzialmente un rapporto di dipendenza. E seppur basato in Belgio, </strong>anche il sistema di interscambio <strong>Swift su cui passa la stragrande maggioranza delle transazioni </strong>dipende dalle stesse logiche. </p>



<p>I conglomerati tecno-finanziari americani<a href="https://www.lesechos.fr/monde/europe/jai-un-peu-limpression-de-vivre-dans-les-annees-90-lalarme-de-ce-juge-de-la-cour-penale-internationale-qui-ne-peut-plus-utiliser-visa-ou-mastercard-2216520">, ha ricordato Les Echos</a> sottolineando la storia di <strong>Francois Guillou,</strong> giudice della Corte Penale Internazionale colpito dalle <strong>stesse sanzioni di Albanese, </strong>si muovono all’unisono in casi del genere: “Le principali piattaforme americane, come Amazon, Netflix e Airbnb, chiudono gli account degli utenti soggetti a sanzioni. Le prenotazioni alberghiere effettuate su una piattaforma che ha accettato la transazione possono essere annullate nel giro di poche ore. Un pacco ordinato con successo potrebbe non essere consegnato se il fornitore di servizi logistici è americano”.</p>



<p>Per istituzioni come Banca Etica resterebbe, inoltre, il rischio di <strong>sanzioni secondarie da parte del </strong><a href="https://www.corporatecomplianceinsights.com/state-ofac-sanctions-enforcement-2026/"><strong>Tesoro Usa: nel Trump 2.0 l’Ofac sta lavorando a pieno ritmo</strong></a><strong> </strong>e aprire un conto a Albanese potrebbe portare a una dura multa negli Usa o a limitazioni dell’operatività verso la clientela. <strong>Per le istituzioni della finanza etica, in tal senso, un passaggio obbligato di libertà </strong>non potrà che essere il consolidamento, su tutta la filiera del mercato, di progettualità per un <strong>mercato comunitario dei capitali e dei sistemi di pagamenti resiliente, sovrano e disaccoppiato dal dominio di oltre Atlantico</strong>. Un sistema finanziario capace al tempo stesso di portare capitali per la prosperità e la crescita dell’Europa e di alimentare l’attività di istituzioni come Banca Etica per uno sviluppo sostenibile e al servizio delle comunità dovrà evitare di dipendere dalle discrezionalità dei giganti di oltre Atlantico e dal potere geo-finanziario di Washington, oggi utilizzato in modo discrezionale dagli Usa contro chi è ritenuto d’ostacolo alle loro politiche. Incluse figure come Francesca Albanese, che sono messe in difficoltà da un gioco più grande di loro in un meccanismo dai rapporti di forza a dir poco sproporzionati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Francesca Albanese, la relatrice ONU strangolata dalle sanzioni di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francesca-albanese-la-relatrice-onu-strangolata-dalle-sanzioni-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 12:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="albanese" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Giudicata "una minaccia per l'economia globale", Francesca Albanese, relatrice Onu, viene trattata dagli Usa come una terrorista. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francesca-albanese-la-relatrice-onu-strangolata-dalle-sanzioni-di-trump.html">Francesca Albanese, la relatrice ONU strangolata dalle sanzioni di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="albanese" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/albanese-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Un gelo legislativo calato attorno a una giurista italiana, colpevole soltanto di esercitare senza sconti il suo mandato alle Nazioni Unite.<strong> Francesca Albanese</strong>, relatrice speciale Onu sui Territori palestinesi occupati, ha denunciato in una <a href="https://webtv.senato.it/webtv/altri-video/conferenza-stampa-impatto-sanzioni-usa-su-relatrice-onu">conferenza stampa</a> a Palazzo Madama le conseguenze delle sanzioni personali imposte contro di lei dall’amministrazione Trump. Quello che dice dovrebbe farci rabbrividire, indipendentemente da come la pensiamo sulla questione mediorientale.</p>



<p>Il punto di partenza è un ordine esecutivo, il 14203, firmato a febbraio 2025 da <strong>Donald Trump</strong>. Un provvedimento che ha punito la Corte penale internazionale (Cpi) per aver indagato su crimini di guerra commessi da leader israeliani, tra cui <a href="https://it.insideover.com/politica/la-sporca-guerra-di-usa-e-israele-alla-corte-penale-internazionale.html">l’attuale premier <strong>Benjamin Netanyahu</strong>.</a> Da lì, le misure si sono estese alla stessa Albanese, accusata di “cooperare con la Cpi” e addirittura di costituire “una minaccia per l’economia globale”.</p>



<p>Le conseguenze le ha spiegate lei stessa, in un evento colpevolmente organizzato dalla sola sinistra-sinistra del &#8220;campo largo&#8221;, dal Movimento 5 stelle e da Ong indipendenti anziché dal principale partito d&#8217;opposizione, forse troppo timoroso di farsi associare a figure <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-sanzioni-contro-francesca-albanese-e-un-silenzio-che-pesa-sul-quirinale.html">percepite come divisive</a> dall&#8217;establishment. <strong>Le è stato revocato il visto per gli Stati Uniti</strong>, innanzitutto, dove avrebbe dovuto presentare i suoi rapporti, e <strong>le sono stati congelati i beni.</strong> Ogni cittadino statunitense che intrattenga relazioni economiche con lei rischia fino a 20 anni di carcere e multe miliardarie. &#8220;Mia figlia, che ha la cittadinanza statunitense, rischierebbe sanzioni persino per prepararmi un caffè&#8221;, ha dichiarato Albanese.</p>



<p><strong>Il vero nodo è la rete finanziaria globale. </strong>Come ha confermato <strong>Nazzareno Gabrielli</strong>, direttore generale di <strong>Banca Etica</strong>, neppure un istituto dichiaratamente attento ai diritti umani ha potuto aprirle un conto corrente: &#8220;Le liste sanzionatorie statunitensi condizionano tutto il sistema bancario. Le banche che non le rispettano rischiano di essere escluse dai circuiti internazionali di pagamento&#8221;. La decisione, ha spiegato Gabrielli in conferenza, è stata &#8220;dolorosa ma obbligata&#8221;, frutto di <strong>un sistema che assimila un’esperta Onu a un criminale o a un terrorista.</strong></p>



<p>&#8220;Siamo consapevoli della gravità di questa situazione&#8221;, dice quindi il capo di Banca Etica, ma &#8220;quando strumenti pensati per colpire attività criminali o terroristiche finiscono per impedire a una rappresentante delle Nazioni Unite di esercitare diritti elementari, come aprire un conto corrente, si crea una distorsione che mette in discussione i principi stessi di giustizia e di libertà&#8221;.</p>



<p>Questo meccanismo di esclusione finanziaria ingiustificata diventa una forma di accerchiamento freddo e sinistro, che dovrebbe ricordarci il destino di figure come <strong>Anna Politkovskaja.</strong> L’isolamento non è solo materiale: università, Ong e accademici americani hanno interrotto i rapporti con lei per timore di ritorsioni. &#8220;È un attacco non solo alla mia persona, ma alle Nazioni Unite&#8221;, ha detto lei.</p>



<p>Il silenzio italiano è deprimente. Nessun segnale dal <strong>Quirinale</strong>, che forse non vuole complicazioni per il governo <strong>Meloni</strong>. Un dibattito sterile continua a toccare la giurista sui quotidiani, concentrandosi sull’individuo, le sue frequentazioni politiche, le virgole fuori posto e <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/no-francesca-albanese-non-ha-lodato-hamas-ne-ha-spiegato-la-sua-complessita.html">le frasi decontestualizzate</a>, anziché sul merito del suo lavoro. La segreteria del Pd si dichiara solidale con lei, ma non vuole parlarne con Mattarella. Eppure, le inchieste di Albanese<strong> trovano riscontro</strong> in decisioni importanti: <strong>il fondo pensione norvegese</strong> ha disinvestito da aziende israeliane, la <strong>Slovenia</strong> ha imposto sanzioni a leader di Tel Aviv e <strong>l’Irlanda</strong> ha deciso di non acquistare più bond israeliani. </p>



<p>La vicenda è dunque ignorata da gran parte dell’opinione pubblica ma ci parla di un cappio di prepotenza: <strong>il potere extraterritoriale delle sanzioni statunitensi e la fragilità della finanza europea</strong>, incapace di sottrarsi al guinzaglio di Washington. Una giurista italiana, armata solo delle sue parole e di un mandato sovranazionale, capace di riempire i campus di mezzo mondo, è ridotta all’impossibilità di aprire un conto corrente nel suo stesso Paese.</p>



<p>&#8220;La giustizia deve avanzare nell’interesse di tutti&#8221;, conclude Albanese. Ma la sua storia dimostra che chi prova a dare un nome all’ingiustizia rischia di trovarsi, paradossalmente, senza voce né strumenti per fare il suo lavoro.</p>



<p></p>
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