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	<title>Muhammadu Buhari Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Jul 2022 16:15:04 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Muhammadu Buhari Archives - InsideOver</title>
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		<title>La spirale violenta della Nigeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/la-spirale-violenta-della-nigeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 04:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Sahel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La prigione di media sicurezza di Kuje, situata nei pressi della capitale nigeriana Abuja, è stata oggetto di un violento attacco da parte dei militanti dello Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale (ISWAP). L&#8217;assalto, come ricordato da testimoni oculari intervistati dalla Bbc, ha provocato la distruzione di buona parte delle infrastrutture della prigione, la morte di quattro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/la-spirale-violenta-della-nigeria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220711181254172_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1374003-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La prigione di media sicurezza di Kuje, situata nei pressi della capitale nigeriana Abuja, è stata oggetto di un violento attacco da parte dei militanti dello<strong> Stato Islamico dell&#8217;Africa Occidentale (ISWAP)</strong>. L&#8217;assalto, come ricordato da testimoni oculari intervistati dalla <em>Bbc</em>, ha provocato la distruzione di buona parte delle infrastrutture della prigione, la morte di quattro prigionieri ed ha favorito la fuga di quasi mille detenuti, tra cui c&#8217;erano almeno 64 jihadisti.</p>
<p>Il Presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha dichiarato che la responsabilità di quanto accaduto è delle carenze manifestate dall&#8217;intelligence. Si tratta, peraltro, di problemi cronici se si pensa che più di 5mila detenuti sono fuggiti durante evasioni di massa, in Nigeria, a partire dal 2020 e che lo stesso Buhari è sulla graticola per non essere riuscito a frenare le violenze che dilagano in tutto il Paese. L&#8217;ISWAP, che beneficia di un&#8217;alleanza locale con il gruppo radicale<strong> Boko Haram</strong> (da cui si era scisso nel 2016) ha rivendicato la responsabilità dell&#8217;attacco riferendo di aver contribuito alla liberazione di &#8220;decine di prigionieri&#8221;. I guerriglieri dell&#8217;ISWAP, alcuni giorni prima dell&#8217;attacco di Kuje, avevano ucciso circa 50 tra soldati e poliziotti dopo un agguato nello Stato del Niger. Il 5 giugno avevano attaccato la <strong>Chiesa Cattolica di San Francesco</strong> ad Owo, nella Nigeria Sud-Occidentale, <strong>assassinando 40 persone,</strong> tra cui donne e bambini.</p>
<h2>Le vicende (e le motivazioni) dello Stato Islamico in Africa occidentale</h2>
<p>La Nigeria (ed in particolare modo la sua regione nord-orientale) è alle prese con <strong>un&#8217;insurrezione islamista</strong> dal 2009, portata avanti in un primo momento dal gruppo<a href="https://it.insideover.com/terrorismo/boko-haram-ultimo-atto-lo-jihadismo-sembra-aver-i-giorni-contati.html"><strong> Boko Haram</strong></a> ed in seguito dallo<strong> Stato Islamico in Africa occidentale</strong>. Boko Haram, che per sette anni si era opposto pacificamente al governo centrale, iniziò a impiegare la violenza dopo l&#8217;uccisione del leader Mohammed Yusuf avvenuta proprio nel 2009. A Yusuf subentrò <strong>Abubakar Shekau</strong> e da allora vennero attaccati obiettivi come individui, istituzioni statali e religiose, polizia, esercito, scuole sia nel nord-est della Nigeria che in nazioni limitrofe come il Camerun ed il Ciad.</p>
<p>Non sono mancati attacchi incendiari contro le case, <strong>attentati suicidi</strong>, <strong>rapimenti ed uccisioni</strong> di operatori umanitari, predicatori, viaggiatori ed anche scolari, come le 276 studentesse liceali di Chibok sequestrate nel 2014 e le 110 rapite nel 2018 nello Stato di Yobe. Le principali cause dell&#8217;insurrezione sono legate a<strong> povertà, disuguaglianza, disoccupazione</strong> e mancanza di istruzione che affligge la Nigeria nord-orientale. Ci sono anche motivazioni di natura politica come la<strong> cattiva amministrazione del territorio</strong> e la<strong> corruzione</strong> che compromettono lo sviluppo e favoriscono i conflitti.</p>
<h2>Un Paese preda della violenza</h2>
<p>La Nigeria è alle prese con una drammatica <strong>intensificazione della violenza</strong>, che include rapimenti ed attacchi con motivazioni religiose. Si tratta di un fenomeno, secondo il Council on Foreign Relations, legato a diversi fattori. Tra questi ci sono l&#8217;avvicinarsi delle <strong>elezioni generali del 2023</strong> e l&#8217;aggressività mostrata dai candidati che risolvono i problemi senza ricorrere al sistema giudiziario. C&#8217;è l&#8217;indebolimento (e talvolta la complicità) delle forze dell&#8217;ordine che ha favorito la crescita dei <strong>rapimenti con riscatto</strong>, con 1484 episodi solamente tra il gennaio ed il marzo 2022. Ci sono le<strong> tensioni etnoreligiose</strong>, rafforzate dagli attacchi dei pastori agli insediamenti agricoli. Questi episodi avvengono con sempre maggiore frequenza a causa della <strong>desertificazione</strong>, che riguarda il 60% della superficie della Nigeria e della siccità. Preoccupa l&#8217; aumento della <strong>violenza non legata a motivazioni specifiche</strong> e favorita dal proliferare del mercato nero delle armi e dalla disintegrazione di gruppi e movimenti sociali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Africa si mette in quarantena</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 20:41:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="813" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus Sud Africa (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-1024x555.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Con la pandemia di Coronavirus che ha raggiunto anche il continente nero, adesso anche l&#8217;Africa è dovuta correre ai ripari, cercando di mettere in campo misure volte a contenere la diffusione del patogeno. Dopo settimane passate a limitarsi a semplici istruzioni di igiene personale e sottovalutando gli impatti che avrebbe avuto sulla società, i primi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lafrica-si-mette-in-quarantena.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="813" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Coronavirus Sud Africa (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Coronavirus-mascherina-Africa-La-Presse-e1585687294715-1024x555.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Con la pandemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">Coronavirus</a> che ha raggiunto anche il continente nero, adesso anche l&#8217;Africa è dovuta correre ai ripari, cercando di mettere in campo misure volte a contenere la diffusione del patogeno. Dopo settimane passate a limitarsi a semplici istruzioni di igiene personale e sottovalutando gli impatti che avrebbe avuto sulla società, i primi segnali di risposta iniziano ora ad arrivare: nella speranza che ormai non sia già <strong>troppo tardi</strong>.</p>
<h3>Lagos entra in quarantena</h3>
<p>È la megalopoli nigeriana la prima città dell&#8217;Africa sub-sahariana a sperimentare le misure di <em>lockdown </em>che sono state attuate in Asia, Europa e America. L&#8217;unica particolarità è che in questo caso le persone confinate all&#8217;interno della propria abitazione saranno oltre <strong>20 milioni</strong>, quasi un terzo della popolazione italiana; abitanti di una megalopoli che da sola detiene lo stesso Pil dell&#8217;intero Kenya, come riportato da <em>La Stampa</em>.</p>
<p>Bloccare la città di mare della Nigeria, in sintesi, significa fermare una larga fetta dell&#8217;economia dell&#8217;intero Paese: con i particolari drammi che saranno vissuti da tutte quelle persone che ancora al giorno d&#8217;oggi vivono alla giornata. E con i negozi a cui è stata imposta la serrata, scarsa accumulazione da parte delle famiglie e impossibilità di accedere ad un reddito minimo da garantire la sussistenza, la situazione si profila essere<strong> drammatica</strong>. Senza considerare infine le carenze igieniche della città, dove nelle baraccopoli diventa impossibile rispettare le distanze imposte dall&#8217;Organizzazione mondiale della sanità.</p>
<p>Non soltanto <strong>Muhammadu Buhari</strong> ha messo però in campo le misure restrittive che per settimane hanno diviso l&#8217;opinione pubblica africana: anche il confinante <strong>Ghana</strong> ha imposto il coprifuoco alla propria popolazione che abita nelle grandi città del Paese. E da ieri infatti che gli abitanti di Kumasi, Accra e Tema hanno iniziato a convivere con le limitazioni imposte dal governo, nonostante anche in questo caso alle preoccupazioni riguardanti le possibilità di sopravvivenza dei ceti meno abbienti.</p>
<h3>Sudafrica e Zimbabwe: i focolai della paura</h3>
<p>Con oltre 1200 contagiati, è il Sudafrica che al momento sta facendo i conti con la più ampia diffusione del patogeno, pagando pegno per la sua più sviluppata economia che lo rende al centro dei commerci internazionali e di un clima temperato più favorevole alla diffusione del Covid-19. Nelle città del Paese sono già state imposte infatti dal premier <strong>Cyryl Ramaphosa</strong> le misure restrittive volte a confinare il più possibile la popolazione all&#8217;interno delle proprie abitazioni, arrivando a fermare addirittura l&#8217;acquisto dei<strong> tabacchi</strong>. Nonostante ciò la paura nel Paese sta dilagando anche a causa del numero dei contagi che non appresta a fermarsi, con i dati che segnano un trend tristemente in crescita.</p>
<p>Analoga risposta è stata quella fornita anche dal più povero <strong>Zimbabwe</strong> di<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/emmerson-mnangagwa-un-anno-presidente-dello-zimbabwe.html"> Emmerson Mnangagwa</a>, dove la popolazione è già vessata dalla carestia e dalle difficoltà nell&#8217;approvvigionamento dei beni di prima necessità. In questo caso però a tremare sono quelle poche attività che sono riuscite a sopravvivere agli ultimi difficili anni di recessione, che hanno portato il <strong>tasso di disoccupazione</strong> del Paese a superare l&#8217;80% e che adesso &#8211; con il <em>lockdown </em>&#8211; rischiano di subire la medesima sorte.</p>
<h3>Pochi tamponi: i numeri dell&#8217;Africa sono falsati</h3>
<p>A peggiore la situazione dell&#8217;intero continente, infine, sono i dati incerti proveniente dalle autorità sanitarie: in Africa infatti <strong>mancano persino i tamponi</strong> per accertare la positività o meno al Coronavirus. Ed in questo scenario, la possibilità che il numero dei contagi sia maggiore e soprattutto abbia già raggiunto anche le campagne sono davvero molto alte.</p>
<p>Il rischio attuale deriva appunto dalla possibilità che la diffusione del patogeno abbia già raggiunto un livello tale per cui il debole apparato sanitario dell&#8217;Africa non sia più in grado di fare i conti con i contagiati, in una situazione in cui anche interventi esterni appaiono del tutto impraticabili. Non saranno dunque sufficienti i <a href="https://www.afdb.org/en/news-and-events/press-releases/african-development-bank-launches-record-breaking-3-billion-fight-covid-19-social-bond-34982">3miliardi di dollari promessi dalla Banca africana per lo sviluppo</a>: gli investimenti sul sistema sanitario e sull&#8217;igiene delle città richiedono sforzi aggiuntivi che davvero appaiono inattuabili allo stato attuale. E in questo scenario, il rischio che l&#8217;Africa si trasformi nel nuovo e più <strong>pericoloso focolaio</strong> di Coronavirus è sempre maggiore e le sue ripercussioni interesseranno inevitabilmente anche i Paesi più sviluppati del Mondo.</p>
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		<title>Nuova strage di Boko Haram nel Nord della Nigeria</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/nuova-strage-di-boko-haram-nel-nord-della-nigeria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 11:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Boko Haram]]></category>
		<category><![CDATA[Jihad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10104500-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>La minaccia di Boko Haram torna a farsi sentire nelle regioni settentrionali della Nigeria, con l&#8217;ultimo attacco che ha portato alla morte di 30 civili, quasi tutti passeggeri di un&#8217;autobus di linea adibiti ai collegamenti interni del Paese. Sebbene l&#8217;azione non sia ancora stata rivendicata dalla compagine terroristica, il modus operandi con cui è stato portato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/nuova-strage-di-boko-haram-nel-nord-della-nigeria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/LP_10104500-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>La minaccia di <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/boko-haram-una-storia-di-terrore-lunga-10-anni.html">Boko Haram</a> torna a farsi sentire nelle regioni settentrionali della <strong>Nigeria</strong>, con l&#8217;ultimo attacco che ha portato alla morte di 30 civili, quasi tutti passeggeri di un&#8217;autobus di linea adibiti ai collegamenti interni del Paese. Sebbene l&#8217;azione non sia ancora stata rivendicata dalla compagine terroristica, il <em>modus operandi</em> con cui è stato portato avanti l&#8217;assalto è in chiaro stile jihadista africano ed effettuato a bordo di motociclette che hanno affiancato il veicolo vicino ad uno dei check point militari della regione.</p>
<p>La vicenda è stata riferita all&#8217;agenzia di stampa <a href="https://www.reuters.com/article/us-nigeria-security/suspected-boko-haram-islamists-kill-at-least-30-in-northeast-nigeria-residents-idUSKBN2042DJ"><em>Reuters</em></a> da alcuni testimoni oculati sopravvissuti all&#8217;attacco, che si è verificato nei pressi della città di Auno, nella notte tra domenica e lunedì, a meno di trenta chilometri di distanza dal capoluogo <strong>Maiduguri</strong>. Secondo sempre quanto riferito dai testimoni, i veicoli coinvolti dall&#8217;assalto sarebbero stati 18 ed un numero non meglio identificato di persone sarebbero state prese dagli jihadisti come <strong>ostaggi</strong>; nonostante tuttavia non siano ancora arrivate comunicati ufficiali a riguardo da parte delle forze dell&#8217;ordine nigeriane, che al momento ritengono le cifre &#8220;sovrastimate&#8221;.</p>
<h3>Il dramma della regione di Borno</h3>
<p>La Nigeria è uno di quei Paesi dove la piaga del jihadismo africano è maggiormente sentita, anche a causa dell&#8217;estrema instabilità dei territori settentrionali dello Stato e della conformazione dei territori che hanno reso la regione di difficile controllo. Le condizioni climatiche avverse ed il terreno desertico hanno favorito la nascita e soprattutto la copertura alle compagini jihadiste, che da quasi un decennio ormai agiscono indisturbate nel settentrione del Paese ed in particolare nella <strong>regione di Borno</strong>, dove è avvenuto l&#8217;ultimo attacco.</p>
<p>Il presidente della Nigeria <strong>Muhammadu Buhari</strong> aveva disposto nelle scorse settimane un nuovo invio di contingenti nell&#8217;area per far fronte alla questione, particolarmente cara al politico anche in virtù dei suoi trascorsi famigliari. Tuttavia, nonostante il maggiore impegno tenuto dalle forze armate del Paese, la situazione sembra assai lontana dal poter rientrare; con una Nigeria sostanzialmente isolata nella lotta al <a href="https://it.insideover.com/schede/terrorismo/il-terrorismo-islamico-in-africa.html">jihad</a>, a differenza delle ex-colonie francesi che negli ultimi anni hanno ricevuto aiuti più consistenti da parte di Parigi.</p>
<p>Nei prossimi mesi la Nigeria dovrebbe comunque aumentare nuovamente il proprio impegno, anche in virtù delle varie problematiche sorte nei territori ai quali adesso è tempo di porre rimedio, per non gettare il settentrione in una condizione economica e sociale irreversibile. Tuttavia, anche sotto questo aspetto i punti interrogativi rimangono molteplici, confermandosi una delle più grandi sfide &#8211; dopo le questioni legate al petrolifero Edo State &#8211; che dovrà affrontare il presidente Buhari nei prossimi anni.</p>
<h3>Il pericolo umanitario</h3>
<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/quei-profughi-nigeriani-dimenticati-da-tutti.html">Come è già stato sottolineato da <em>InsideOver</em></a>, il dramma che sta vivendo la popolazione nigeriana stanziata nel Nord del Paese ha raggiunto livelli difficilmente sopportabili, anche a causa della durata estenuante del <strong>conflitto civile</strong>. Con gli stessi abitanti che si sono ritrovati come obbiettivi principali delle forze paramilitari jihadiste e con le carenti forniture dovute alle carovane di beni che subiscono attacchi da parte delle compagini terroristiche, la situazione è ormai fuori controllo: e ciò ha contribuito ad una forte emigrazione verso i Paesi limitrofi e &#8211; per alcuni &#8211; verso l&#8217;Europa, in cerca di fortuna e di stabilità.</p>
<p>In questo scenario, <strong>la povertà diffusa</strong> e la forte emigrazione sta popolando i territori, andando a distruggere la già  fragile economia delle regione sahariane della Nigeria; alimentando ulteriormente il fuggi fuggi di beni, merci e personali fondamentali per la ripresa dell&#8217;area in questione. In tutto questo, le compagini jihadiste e soprattutto gli affiliati a Boko Haram hanno giocato un ruolo chiave, contribuendo alla crisi che sta distruggendo la regione. E la possibilità che il dramma si estenda anche ai territori confinanti che si vedranno costretti a gestire il flusso di profughi dovrebbe mobilitare anche le istituzioni internazionali e non solo africane. Tuttavia e nonostante i numeri del fenomeno, l&#8217;interesse sembra spostato maggiormente agli avvenimenti dell&#8217;ex Sahel francese, più ricco di interventi esteri anche in quanto più ricco di interessi commerciali ed estrattivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/nuova-strage-di-boko-haram-nel-nord-della-nigeria.html">Nuova strage di Boko Haram nel Nord della Nigeria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Accordo per il Lago Ciad: un patto per rilanciare un Paese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/accordo-per-il-lago-ciad-un-patto-per-rilanciare-un-paese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 14:12:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lago Ciad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lago Ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-768x416.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il 31 ottobre i quattro paesi bagnati dal Lago Ciad hanno stipulato l&#8217;omonimo accordo volto alla sviluppo economico, sociale e politico della regione, sconvolta in questi anni sia dagli eventi atmosferici sia dal fenomeno del crescente terrorismo. In questo clima le condizioni medie di vita della popolazione sono peggiorate, attaccando anche l&#8217;embrionale apparato economico, principale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/accordo-per-il-lago-ciad-un-patto-per-rilanciare-un-paese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lago Ciad" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Lago-Ciad-profughi-La-PressE-e1573222320816-768x416.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><p>Il 31 ottobre i quattro paesi bagnati dal <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/progetto-lago-ciad.html">Lago Ciad</a> hanno stipulato l&#8217;omonimo accordo volto alla sviluppo economico, sociale e politico della regione, sconvolta in questi anni sia dagli <strong>eventi atmosferici</strong> sia dal fenomeno del crescente <strong>terrorismo</strong>. In questo clima le condizioni medie di vita della popolazione sono peggiorate, attaccando anche l&#8217;embrionale apparato economico, principale obiettivo delle cellule attive nella zona. I termini dell&#8217;accordo, racchiusi in nove obiettivi minimi da raggiungere, spaziano dagli aiuti all&#8217;<strong>agricoltura</strong> agli interventi militari nella zona per metterla in sicurezza dal terrorismo, senza perdere però di vista il concetto fondante: ogni miglioramento delle condizioni di vita passa attraverso la formazione e l&#8217;istruzione, uniche in grado di difendere non solo dagli eventi atmosferici, ma soprattutto dalla profilazione dei gruppi paramilitari.</p>
<h3>Lo stato del Ciad sotto Idriss Déby</h3>
<p>Secondo la rivista &#8220;Forbes&#8221;, il Ciad è uno dei paesi maggiormente corrotti del Mondo, nei massimi vertici dell&#8217;area africana. Nei suoi 29 anni di Governo <strong>Idriss Déby</strong> è stato più volte accusato di corruzione e di brogli elettorali, come è stato bersaglio di innumerevoli colpi di stato, data anche la facilità con cui ha cambiato gli appoggi internazionali con gli Stati limitrofi sulle loro questioni di politica interna.<br />
Nei suoi anni di comando e considerando le disastrose condizioni di partenza del Ciad, non si possono trovare tuttavia delle grandi pecche nella gestione delle crisi del Paese. Molto abile nell&#8217;ottenere molteplici appoggi (si ricordino gli aiuti alla Libia di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muhammar Gheddafi</a> durante lo scoppio della guerra civile libica mentre con la <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-perche-dell-intervento-francese-nel-ciad.html">Francia</a> si batteva nel Sahel contro <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/boko-haram-e-tornato-con-armi-sempre-piu-sofisticate.html">Boko Haram</a>), ha utilizzato il pugno duro contro i colossi del petrolio per questioni di evasione fiscale.</p>
<h3>L&#8217;importanza dell&#8217;Accordo a livello internazionale</h3>
<p>Con la stipulato dell&#8217;Accordo di questi giorni, un altro grande passo è stato compiuto nel sostegno alle politiche agricole ed allo sviluppo delle aree più povere del Paese. La cooperazione con <strong>Niger</strong>, <strong>Nigeria</strong> e <strong>Camerun</strong> è da considerarsi importante anche in qualità di stabilità politica dell&#8217;area, in grado di garantire nel futuro un lungo periodo di pace, che nel continente non è assolutamente scontato, soprattutto quando le forze armate dei vari territori si trovano ad agire con troppa prossimità. Un miglioramento delle <strong>politiche dell&#8217;educazione</strong> e la formazione continua della popolazione che vive tutt&#8217;oggi di agricoltura di sussistenza sono la chiave per gestire i periodi di carestia e permettere di superare in modo migliore le avversità dettate dagli eventi atmosferici. La creazione in futuro di un <strong>mercato comune</strong> dell&#8217;area riguardando i frutti dell&#8217;agricoltura è necessario anche in quest&#8217;ottica, garantendo una miglior fruizione dei beni in caso di necessità per i quattro Paesi.</p>
<p>Come spesso succede, bisognerà vedere se all&#8217;Accordo si succederanno anche le attuazioni dello stesso. Tuttavia, <span style="font-size: 1rem;">data la lungimiranza dei premier soprattutto della Nigeria e del Ciad (<a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-sfida-del-presidente-buhari.html">Muhammadu Buhari</a> e Idriss Déby), la possibilità che i risultati raggiunti saranno maggiori di quelli attesi è probabile</span><span style="font-size: 1rem;">, arrivando magari un giorno a migliorare significativamente le condizioni di vita del bacino del Lago Ciad.</span></p>
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		<title>La nuova sfida del presidente Buhari</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nuova-sfida-del-presidente-buhari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 10:12:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come ci si aspettava, la corte suprema nigeriana ha rigettato le accuse delle opposizioni di brogli elettorali nelle elezioni dello scorso febbraio, confermando la rielezione di Muhammadu Buhari a ruolo di presidente della Repubblica federale della Nigeria. La battaglia legale durata mesi ha visto la sconfitta di Atiku Abubakar, vicepresidente del Partito popolare democratico, nonostante &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-sfida-del-presidente-buhari.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muhammadu-Buhari-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Come ci si aspettava, la corte suprema nigeriana ha rigettato le accuse delle opposizioni di brogli elettorali nelle elezioni dello scorso febbraio, confermando la rielezione di <strong>Muhammadu Buhari</strong> a ruolo di presidente della Repubblica federale della Nigeria. La battaglia legale durata mesi ha visto la sconfitta di <strong>Atiku Abubakar</strong>, vicepresidente del Partito popolare democratico, nonostante i sondaggi effettuati prima delle elezioni lo mostrassero in leggero vantaggio sull&#8217;avversario.</p>
<h3 class="western">Muhammadu Buhari, da golpista a presidente della Repubblica</h3>
<p>Muhammadu Buhari è stato un generale dell&#8217;esercito nigeriano, con il quale ha preso parte al golpe del 1966 contro il dittatore Aguiyi Ironsi ed ha guidato il paese tra il 1983 ed il 1985, sempre a seguito di un <strong>colpo di Stato</strong> questa volta a carico del presidente Shehu Shagari. Nel 2015 venne eletto per la prima volta democraticamente, riuscendo a battere il presidente uscente <strong>Goodluck Jonathan</strong> e mettendo fine all&#8217;ininterrotto Governo del Pdp.</p>
<p>Di fede musulmana, è dichiaratamente contrario a qualsiasi forma di terrorismo internazionale. Una delle sue prime promesse quando venne eletto nel 2015 è stata quella di combattere duramente <strong>Boko Haram</strong>, cellula terroristica attiva nel paese, soprattutto nelle zone limitrofe al Ciad. Promessa ribadita anche nella tornata elettorale dello scorso febbraio, sostenendo che l&#8217;esercito nigeriano sarà impiegato principalmente per questo scopo.</p>
<p>La sua particolare attenzione verso la cellula terroristica di Boko Haram nasce anche da<strong> motivi personali</strong>: nel 2014 infatti egli è stato bersaglio di un attentato, fortunatamente sventato.</p>
<h3 class="western">Dove non credono nel presidente</h3>
<p>Nella recente tornata elettorale il grosso dei consensi sono venuti dagli stati settentrionali della federazione, mentre l&#8217;area di Edo ed in generale del<strong> Delta del Niger</strong> hanno dato la loro preferenza al candidato del Pdp, Atiku Abubacar. Le motivazioni sono da cercarsi soprattutto nell&#8217;estrazione sociale di Buhari. Come precedentemente sottolineato, egli è stato un generale dell&#8217;esercito nigeriano. Sebbene negli anni difficili di lotta contro il <strong>colossi del petrolio</strong> (in particolar modo Shell nell&#8217;ultimo decennio del secolo scorso) che si sono spinti oltre le concessioni in loro possesso egli non fosse a capo dello stato, l&#8217;immagine che ne trae il popolo non è raggiante. Eroi nazionali come il poeta <strong>Ken Saro-Wiwa</strong>, particolarmente apprezzato proprio nelle regioni in questione, hanno sacrificato la propria vita per combattere le difficili condizioni di vita del Delta del Niger, aggravate dallo <strong>sfruttamento intensivo</strong> dei colossi petroliferi ed appoggiato dal regime militare e questo nella memoria delle persone è rimasto impresso, ancora a distanza di 20 anni dalla nascita della democrazia.</p>
<h3 class="western">La sfida di Buhari</h3>
<p>Convalidata la rielezione, Buhari può portare avanti le politiche iniziate nel 2015, con la sua prima elezione a Presidente. Sebbene nei suoi quattro anni di potere sia riuscito a infliggergli pesanti sconfitto, la cellula terroristica non è morta ed è sempre pronta a colpire e gli sforzi militari saranno destinati principalmente a questo scopo.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la politica interna, la strada sembra improntata ad un <strong>miglioramento delle infrastrutture</strong> del paese e soprattutto allo <strong>sviluppo del settore terziario</strong> e creare al contempo nuovi posti di lavoro in società di servizi. L&#8217;occhio di riguardo rimangono comunque proprio gli Stati interessati dalla produzione di petrolio, dove le case petrolifere (grazie ad accordi stipulati negli anni della dittatura) si sostituiscono in buona parte tutt&#8217;ora al governo locale sulle decisioni locali, soprattutto legate all&#8217;urbanistica ed alle infrastrutture. Riuscire a migliorare le condizioni della popolazione del Delta sarà la vera e propria sfida del nuovo mandato elettorale di Muhammadu Buhari.</p>
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		<title>In Africa nasce l&#8217;area di libero scambio. Ma c&#8217;è l&#8217;ombra di Cina e Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/africa-afcfta-libero-scambio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2019 09:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[African Continental Free Trade Agreement (AfCFTA)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scorso 7 luglio, nel corso del summit dell&#8217;Unione Africana a Niamey, ha avuto luogo un evento di portata storica per l&#8217;intero continente. Con la firma di Benin e Nigeria, infatti, entra nella sua fase operativa l&#8217;African Continental Free Trade Agreement, l&#8217;accordo per il libero scambio. Un documento che sancisce la nascita di un mercato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/africa-afcfta-libero-scambio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9993352-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo scorso 7 luglio, nel corso del summit dell&#8217;<strong>Unione Africana</strong> a Niamey, ha avuto luogo un evento di portata storica per l&#8217;intero continente. Con la firma di Benin e Nigeria, infatti, entra nella sua fase operativa l&#8217;<strong>African Continental Free Trade Agreement</strong>, l&#8217;accordo per il libero scambio. Un documento che sancisce la nascita di un mercato comune di dimensioni immense, con l&#8217;esplicito scopo di smarcarsi dall&#8217;influenza post-coloniale europea e da quella, sempre più invadente, della Cina.</p>
<h2>Un lungo cammino</h2>
<p>Il percorso che ha portato alla nascita dell&#8217;<strong>Afcfta</strong> ha avuto inizio già negli anni Sessanta, con la fondazione dell&#8217;Organizzazione d&#8217;Unità Africana. Questo ente, progenitore dell&#8217;Unione Africana, è stato il responsabile della stesura del Piano di Azione di Lagos, che già nel 1980 sottolineava la necessità di creare una comunità economica che raccogliesse tutti i Paesi africani, con l&#8217;esplicito scopo di creare un mercato unico, una banca centrale e una valuta accettata ovunque nel continente. Dal pensiero puramente teorico all&#8217;azione, si sa, il passo è notoriamente lungo, i questo caso reso ancora più complesso dall&#8217;esistenza di otto aree economiche ben distinte (che, tuttavia, continueranno ad esistere in parallelo all&#8217;Afcfta). Ed è solo nel 2012, ad Addis Abeba, che si stabilisce di fondare una vera e propria zona di libero scambio africana, poi concretizzatasi nel marzo del 2018 a Kigali, in Ruanda, con la firma di 44 Paesi (alcuni dei quali impegnati anche nella creazione di un Passaporto interafricano, previsto per il 2022) e l&#8217;illustre eccezione di Nigeria e Sudafrica, le due maggiori economie continentali (il secondo aderirà però poco dopo, nel luglio dello stesso anno). Nel corso dei mesi successivi il trattato verrà firmato da altre otto nazioni, con la sola eccezione di Benin, Nigeria, ed Eritrea: ed è a questo punto che arriviamo ai giorni nostri, con la conferenza di Niamey appena conclusasi.</p>
<h2>La fine delle ultime resistenze “nazionali”</h2>
<p>Con i suoi 200 milioni di abitanti, la <strong>Nigeria</strong> è il Paese più popoloso dell&#8217;Africa. Ne è anche la principale forza economica e possiede più del 17% del Pil dell&#8217;intero continente. Una posizione di forza che ha reso da subito il governo di Abuja un peso non indifferente sulla bilancia dell&#8217;intero accordo, e la cui assenza all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo è stata per molto tempo motivata come “necessaria a salvaguardare le imprese locali nigeriane”, per usare le parole del presidente <strong>Muhammadu Buhari</strong>. Soltanto il dietrofront del Sudafrica, che dopo aver assunto posizioni simili si è infine lasciato convincere a firmare, ha iniziato a convincere l&#8217;opinione pubblica del Paese, nonché i suoi uomini di potere, a tornare sui propri passi. Con l&#8217;ingresso della Nigeria e del Benin, anch&#8217;esso aderente a Niamey, manca solo l&#8217;Eritrea, inizialmente esclusa a causa del veto etiope (ritirato in seguito alla cessazione delle ostilità dei due Paesi esattamente un anno fa, il 9 luglio 2018) ma recentemente interessatasi a entrare nel grande patto continentale.</p>
<h2>Un cavallo di Troia per Occidente e Cina?</h2>
<p>Ma cosa prevede concretamente questo accordo? In generale, l&#8217;intenzione di leader e ministri dell&#8217;economia è quella di agevolare il commercio interafricano (oggi pari al<strong> 15%</strong>, un dato deprimente se comparato al <strong>67%</strong> europeo o al <strong>61%</strong> asiatico), abbattendo l&#8217;onerosa dipendenza dalle superpotenze occidentali e dalla Cina. Per questo, si prevede un&#8217;eliminazione delle tariffe doganali sulla gran parte dei settori economici,ad eccezione di un 10% ritenuto “particolarmente vulnerabile” o fondamentale per gli interessi dei singoli Stati. Si stima che, grazie all&#8217;Afcfta, nel 2022 gli scambi tra i Paesi dell&#8217;Africa potrebbero aumentare del 50% rispetto a dieci anni prima, ma la situazione resta in qualche modo precaria e subordinata al soddisfacimento di alcuni criteri, come quello della mancanza di infrastrutture soddisfacenti o la persistente piaga della disoccupazione, che di fatto impediscono una svolta concreta all&#8217;ambizioso progetto. Un altro fattore chiave è quello della definizione di ciò che è da considerarsi “africano” e ciò che non lo è: a causa degli accordi bilaterali di Ue e Cina con molte delle nazioni coinvolte, infatti, numerosi prodotti esteri (alimentari, chimici, agricoli) rischiano di risultare di fatto equiparati ai loro equivalenti autoctoni, potendo beneficiare così di una libera circolazione che non farebbe altro che aumentarne ancora di più la diffusione, di fatto vanificando gli sforzi dei promotori dell&#8217;Area comune. Per queste ragioni, la cosiddetta “<strong>Rule of Origin</strong>”, entrata in vigore lo scorso weekend a Niamey come parte della “Fase 1” operativa dell&#8217;accordo ma di fatto ancora in via di definizione, diventa un fattore chiave che può determinare l&#8217;andamento dell&#8217;intera operazione, nel bene e nel male. Con questo passaporto che garantisce l&#8217;autenticità dei singoli prodotti, l&#8217;Africa potrebbe andare lontano, pur restando “a casa”. Ma sarà realmente possibile?</p>
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		<title>In Nigeria Buhari viene rieletto presidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-nigeria-buhari-viene-rieletto-presidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 09:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/in-nigeria-buhari-viene-rieletto-presidente-172927.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9309223.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9309223.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9309223-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9309223-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LP_9309223-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Nigeria sembra ridare fiducia al suo presidente uscente, Muhammadu Buhari: già dai primi risultati trapelati dalla commissione elettorale presieduta da Mahmood Yakubu, l&#8217;attuale capo dello Stato porta a casa il primo posto in dieci dei quattordici Stati già scrutinati. Il suo principale avversario, Atiku Abubakar, dopo un giorno di scrutinio è in testa invece sui restati quattro Stati. Successivamente, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-nigeria-buhari-viene-rieletto-presidente.html">[...]</a></p>
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<p>La rielezione di Buhari </p>
<p>Le elezioni non sono certo da considerarsi svolte in un clima sereno. La vigilia è contrassegnata soprattutto dal <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-nigeria-si-risveglia-sotto-shock-dopo-il-rinvio-delle-elezioni/">clamoroso rinvio del voto </a>a poche ore dall&#8217;apertura delle urne lo scorso 16 febbraio. Motivi di sicurezza e mal funzionamento della macchina organizzativa tra le principali cause del rinvio disposto dalla stessa commissione elettorale. Anche se alcuni attribuiscono la mossa allo stesso Buhari, dato per sfavorito. Il voto poi si svolge una settimana dopo, il 24 febbraio. Non mancano episodi controversi, a partire dalle azioni di alcuni gruppi legati a <strong>Boko Haram</strong> che nel nord del paese causano vittime tra gli elettori. Alla fine però, le operazioni di voto terminano ed iniziano le altrettanto delicate fasi di conteggio. Operazione non semplice in un paese non ritenuto sicuro e dove comunicazioni ed organizzazione logistica appaiono molto difficili.</p>
<p>Per questo si procede Stato dopo Stato. Dopo le prime notizie trapelate sui media, la commissione elettorale mercoledì mattina conferma la vittoria del presidente uscente. Buhari ha 76 anni, l&#8217;attuale leader vede quindi concretizzarsi la possibilità del rinnovo per altri quattro anni del proprio mandato. Un successo che sarebbe comunque non proprio aspettato ed atteso: molti elettori dello stesso Buhari si ritengono nei mesi scorsi insoddisfatti di questo primo quadriennio, molte promesse del 2015 non sarebbero state mantenute, a partire dalla lotta alla corruzione e dalla sicurezza.</p>
<p>Le accuse di brogli</p>
<p>Come prevedibile, il principale avversario del presidente, ossia Atiku Abubakar, inizia a parlare di possibili irregolarità del voto. In particolare, i sostenitori di quest&#8217;ultimo parlano di pressioni da parte dell&#8217;entourage del presidente verso la commissione elettorale. Analoghe accuse però, vengono rivolte dai sostenitori di Buhari al partito di Abubakar. Alcuni osservatori internazionali, <a href="http://www.askanews.it/esteri/2019/02/26/elezioni-nigeria-presidente-uscente-buhari-consolida-suo-vantaggio-pn_20190226_00126/">come si legge su AskaNews</a>, rivelano casi di compravendita di voti e violenze da ambo le parti. Nelle prossime ore dovrebbe giungere il responso definitivo dei risultati. Comunque vada, c&#8217;è da scommettere che polemiche ed accuse reciproche tra i principali schieramenti potrebbero protrarsi per diversi giorni ancora.</p>

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