<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mojtaba khamenei Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/mojtaba-khamenei/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/mojtaba-khamenei</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Jul 2026 12:19:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>mojtaba khamenei Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/mojtaba-khamenei</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all&#8217;ombra dei funerali di Ali Khamenei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turchia-arabia-saudita-pakistan-la-diplomazia-allombra-dei-funerali-di-ali-khamenei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 12:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=522214</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all'ombra dei funerali di Khamenei. Usa e Israele pressano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-arabia-saudita-pakistan-la-diplomazia-allombra-dei-funerali-di-ali-khamenei.html">Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all&#8217;ombra dei funerali di Ali Khamenei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I funerali di <strong>Ali Khamenei,</strong> celebrati a oltre quattro mesi dalla sua morte nei raid inaugurali della <strong>guerra israelo-americana all&#8217;Iran</strong> e dopo il completamento dell&#8217;armistizio tra Teheran e Washington,<a href="https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html" type="post" id="522156"> rappresentano non solo una <strong>grande occasione simbolica, politica e sociale</strong></a> ma anche, come accade in queste circostanze, una possibilità per <strong>passaggi diplomatici significativi</strong> e che l&#8217;ordinarietà dei passaggi politici non permetterebbe. Lo abbiamo visto, in un contesto vicino a noi<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-zelensky-atto-secondo-alla-casa-bianca-il-vertice-decisivo-con-leuropa-spettatrice.html" type="post" id="482118">, con i <strong>funerali di Papa Francesco</strong> nell&#8217;aprile 2025 e il dialogo tra <strong>Donald Trump e Volodymyr Zelensky</strong></a> sotto la volta della Cappella Sistina che rimarrà negli annali come foto-simbolo di quel momento. E lo stiamo cogliendo all&#8217;inizio delle lunghe esequie della Guida Suprema e figura-simbolo della Repubblica Islamica di cui è stato capo politico e religioso. In questo caso, la <strong>diplomazia è a più livelli, tra prospettive di dialogo e minacce</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I funerali di Khamenei tra minacce e diplomazia</h2>



<p>C&#8217;è, da un lato, il tentativo di <strong>Israele e Stati Uniti</strong> di non veder trasformato il periodo dei funerali in un&#8217;occasione di successo politico per il regime dei Pasdaran e dei loro alleati contro ogni minaccia di isolamento internazionale. <strong>Mojtaba Khamenei, figlio e successore della Guida Suprema</strong>, ferito negli attacchi dell&#8217;inizio della Terza guerra del Golfo, <a href="https://www.nbcnews.com/world/iran/powerful-iranian-general-seen-public-preparation-supreme-leaders-vast-rcna352842">salterà ogni evento pubblico per ragioni di sicurezza</a> dopo che da Tel Aviv il ministro della Difesa <strong>Israel Katz</strong> ha ricordato che il nuovo vertice del potere iraniano era &#8220;<a href="https://www.iranintl.com/en/202607014706">condannato a morte&#8221;</a>, come a paventare l&#8217;ipotesi di un terzo tempo della guerra dopo gli scontri di giugno 2025 e febbraio-aprile 2026 nel prossimo futuro.</p>



<p>L&#8217;agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, invece, ha rivelato che a Teheran sarebbero stati captati diversi tentativi della diplomazia statunitense per dissuadere molti leader stranieri dal partecipare alle esequie di Khamenei e che addirittura il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio, annoverabile tra i filo-israeliani convinti e tra i falchi anti-iraniani, d</strong>opo non aver partecipato in prima persona ai negoziati per l&#8217;armistizio avrebbe comunicato alle ambasciate Usa nel mondo di far riferimento ai governi locali per ricordare che ogni partecipazione alle esequie di Khamenei sarebbe indicato come un segno negativo verso Washington. &#8220;Gli ambasciatori statunitensi nei paesi africani hanno anche esplicitamente minacciato che, se avessero partecipato ai funerali del leader martire, gli aiuti allo sviluppo statunitensi a questi paesi sarebbero potuti essere interrotti&#8221;, <strong><a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/07/03/3632664/source-discloses-us-campaign-to-dissuade-countries-from-attending-tribute-ceremony-for-martyred-leader">ha aggiunto Tasnim.</a></strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia in bilico e l&#8217;Iran che non è isolato</h2>



<p>Non c&#8217;è conferma ufficiale da fonti terzi di questa ricostruzione da parte iraniana<strong> e, d&#8217;altro canto, si può anche inserire a compensazione</strong> il fatto che a causa della sovrapposizione temporale tra i funerali di Khamenei e le <strong>celebrazioni del 4 luglio per i 250 anni degli Stati Uniti</strong> ci sia stato un reciproco rispetto tra Washington e Teheran nei confronti delle rispettive grandi occasioni che ha portato a rimandare ogni trattativa dopo il cessate il fuoco. E del resto si potrebbe anche sottolineare che <strong>dentro gli apparati americani l&#8217;approccio da tenere verso l&#8217;Iran</strong> resta dibattuto, mentre nel frattempo dalla Repubblica Islamica arrivano importanti messaggi circa le capacità diplomatiche di Teheran. </p>



<p>Il 3 luglio <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/3/irans-khamenei-funeral-which-world-leaders-are-attending">oltre <strong>100 delegazioni ufficiali hanno sfilato alla Grande Moschea di Teheran</strong> per rendere omaggio alla Guida Suprema</a> e alcune di esse hanno permesso di leggere un mutato quadro diplomatico. <strong>La Russia ha presentato una delegazione guidata da Dmitri Mevedev,</strong> che prima ancora che come vicepresidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha portato le credenziali di ex capo di Stato e di governo, mentre la Cina ha schierato il vicepresidente del parlamento He Wei. Figure di peso per ribadire l&#8217;importanza dell&#8217;Iran nell&#8217;architettura di sicurezza delle due nazioni dei Brics. Al contempo, il triangolo costituito da <strong>Pakistan, Arabia Saudita e Turchia</strong> ha sfruttato l&#8217;occasione per mandare un messaggio politico distensivo verso la Repubblica Islamica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Turchia, Pakistan, Arabia Saudita: tre delegazioni di peso</h2>



<p><strong>Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan</strong> ha inviato il suo<a href="https://www.aa.com.tr/en/turkiye/turkish-vice-president-attends-state-ceremony-for-late-iranian-supreme-leader-khamenei-in-tehran/3985485"> vice Cevdet Yilmaz</a>, per il Pakistan sono arrivati i due grandi mediatori della tregua, il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir, come a chiudere il cerchio per quanto concerne la fine della guerra. A sorpresa è arrivato a Teheran anche il viceministro degli Esteri saudita Waleed El Khereiji. Una presenza politica importante che vuole <strong>puntellare la diplomazia regionale contro ogni tentazione bellicista o di ripresa della guerra. </strong>La Turchia ha fatto di tutto per evitare la guerra scoppiata il 28 febbraio, l&#8217;Arabia Saudita, pur colpita dalla rappresaglia iraniana, ha tenuto il sangue freddo nel non far precipitare la situazione ampliando la sua risposta ai raid di Teheran, il Pakistan si è adoperato per farla finire. </p>



<p>Questa tripletta mostra come <strong>la volontà di dialogare con l&#8217;Iran</strong> e di aprire ponti di pace sia fondamentale per Ankara, Riad, Islamabad. Tre capitali che sono anche rappresentative di governi alleati e amici degli Usa a cui mandano un messaggio sulla nuova architettura securitaria della regione, che sembra tendere in direzione ben diversa da quella immaginata, invece, da Israele o dalla tentazione di un&#8217;espansione degli Accordi di Abramo in funzione antiraniana. La percezione è che di Teheran non si potrà fare a meno per definire l&#8217;ordine regionale di domani. E i funerali della Guida Suprema sono l&#8217;occasione per ribadire questa presa d&#8217;atto.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-arabia-saudita-pakistan-la-diplomazia-allombra-dei-funerali-di-ali-khamenei.html">Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all&#8217;ombra dei funerali di Ali Khamenei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 04:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520612</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica emerge come importante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html">Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/iran-2-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>governo iraniano</strong> si è compattato attorno all&#8217;imminente tregua con gli Stati Uniti e ha considerato un <strong>minimo comune denominatore</strong>, per completare l&#8217;accordo con Washington, l&#8217;assicurazione sulla <strong>sopravvivenza del sistema politico della Repubblica Islamica</strong> alla prova più dura dal 1979 ad oggi, l&#8217;espunzione dall&#8217;accordo di molti dossier cari a Israele come lo stop all<strong>&#8216;inserimento dei missili e del sostegno agli alleati regionali</strong> e, soprattutto, il riconoscimento del <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">sistema-Iran come &#8220;<strong>signore di Hormuz&#8221;</strong>. </a></p>



<p><a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">Lo aveva scritto Alessandro Cassanmagnago, lo possiamo confermare ora</a>: il fatto che sia stato l&#8217;Iran a poter offrire la condizione della riapertura espungendo concessioni, tra cui anche la prospettiva che l&#8217;amministrazione Trump finanzi un programma di ricostruzione da <strong>300 miliardi di dollari</strong> dei danni bellici subiti da Teheran, lascia presagire un sostanziale compattamento di un regime che giungeva alla guerra scatenata da Washington e Tel Aviv il 28 febbraio scorso in condizioni critiche e crescentemente delegittimato dalla popolazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come è cambiato il regime</h2>



<p>A tal proposito, è bene sottolineare come <strong>la morte dell&#8217;Ayatollah Ali Khamenei,</strong> del Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale <strong>Ali Larijani,</strong> del capo dei Pasdaran <strong>Mohammad Pakpour</strong> e di molti altri vertici del sistema iraniano abbia accelerato un nuovo mutamento di forma del potere della Repubblica Islamica. </p>



<p>La trattativa è stata lo sbocco dell&#8217;azione di un Iran &#8220;bifronte&#8221;. Da un lato, l&#8217;apparato militare dei Pasdaran ha condotto le operazioni di risposta ai raid israelo-americani e ha esteso a raggiera nel Golfo la risposta mentre in patria la &#8220;difesa a mosaico&#8221; offriva <strong>capacità di azione ai comandi locali</strong>. Dall&#8217;altro, gli alti vertici di un potere iraniano senza più sommi capi come Khamenei senior hanno trovato un modus vivendi e un equilibrio interno tra ambizioni mutevoli e nuovi rapporti di forza. </p>



<p>Il presidente della Repubblica <strong>Mohammad Pezeshkian</strong> ha di fatto funto da garante di un cambio di prospettiva, incentivando proprio il ruolo dell&#8217;istituzione del Consiglio di Sicurezza Nazionale: guidata dal successore di Larijani, Mohammad Bagher Zolghadr, e in cui lo stesso capo dello Stato è il numero due, seguito dal capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il Consiglio ha in nome della ricerca di una camera di compensazione tra apparati di potere operato con crescente collegialità. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una poliarchia che guarda al futuro</h2>



<p>Nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale sono rappresentati esponenti del mondo conservatore, come Said Jalili, il braccio destro della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, e riformisti come il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, protagonista della mediazione. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-per-ghalibaf-la-porta-non-e-chiusa-lamerica-ha-compreso-la-nostra-logica-ora-guadagni-la-nostra-fiducia.html" type="post" id="513014">Non a caso Ghalibaf </a></strong>è stato a capo della mediazione in Pakistan condotta fianco a fianco con la diplomazia Usa in virtù del suo ruolo primario rispetto agli altri membri della delegazione in seno al Consiglio. </p>



<p>L&#8217;imminenza della firma degli accordi con gli Usa a Ginevra porterà questa <strong>poliarchia di potere alla prova del dopoguerra</strong> e della sua strutturazione. Inizialmente si pensava che l&#8217;ala ultraconservatrice dei cosiddetti &#8220;Paydari&#8221; avrebbe provato a frenare il percorso e lavorato per sabotare e contestare i negoziati in nome della ripresa della guerra. <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-us-declare-diplomatic-breakthrough-despite-domestic-firestorms">Amwaj Media ha però ricordato</a> che &#8220;Mohammad Mehdi Mirbaqeri, considerato la guida spirituale del gruppo Paydari, <a href="https://x.com/mirbaqeri_ir/status/2065892330851205416" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si è espresso</a> a favore dell&#8217;accordo in via di definizione e ha cercato di placare le preoccupazioni dei critici&#8221;. </p>



<p>Nel breve periodo, la <strong>logica di sopravvivenza, da Khamenei junior in giù, ha unito i potenti di Teheran</strong>. Nel medio-lungo, bisognerà capire che Repubblica Islamica esisterà: il governo dell&#8217;economia resta critico, le molte tensioni sociali andranno sanate, un apparato di potere nascente si sta strutturando. E finita la guerra bisognerà governarlo in tempo di pace. <em>Primum vivere, deinde philosofari</em>: la Repubblica islamica rispolvera Hobbes di fronte allo &#8220;stato di natura&#8221; del nuovo Medio Oriente competitivo. In cui nonostante ogni trend negativo, l&#8217;Iran è sopravvissuto. E questo fino a pochi mesi fa non molti sarebbero stati disposti a scommetterlo.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html">Iran, la guerra ha ricompattato il regime. Ora la sfida di una nuova Repubblica Islamica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:12:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=518437</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La tesi provocatoria di Gideon Rose (Foreign Affairs): le nostre guerre non sono eventi inediti ma repliche di un copione già scritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html">L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1388" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1024x740.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-768x555.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-1536x1110.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/guerra-600x434.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Gideon Rose</strong>, già direttore di <em>Foreign Affairs</em>, non si limita ad analizzare la geopolitica: ne legge le cicatrici. La sua tesi è tanto lucida quanto provocatoria: le guerre che incendiano il 2026 non sono eventi inediti, ma repliche di un copione già scritto. <strong>Per Rose, i leader mondiali sono convinti di guidare la storia, ma in realtà sono prigionieri di strutture belliche</strong> che ne vincolano le scelte. Ignorare questi schemi significa condannarsi a ripetere gli errori dei propri predecessori. Il parallelo più inquietante riguarda l’Iran, che Rose descrive come il &#8220;Vietnam del XXI secolo&#8221;. La traiettoria di <strong>Donald Trump </strong>oggi ricorda quella di <strong>Lyndon Johnson </strong>nel 1963: un presidente trascinato in un conflitto nel tentativo di neutralizzare una minaccia crescente. Dopo i raid del 2025 volti a smantellare il programma nucleare di Teheran, l’attacco congiunto USA-Israele del febbraio 2026 ha inferto colpi durissimi, portando all’uccisione della Guida Suprema Khamenei. Eppure, il regime non è crollato.</p>



<p>Passato nelle mani del figlio Mojtaba, il potere iraniano ha risposto con l&#8217;arma del ricatto energetico, chiudendo lo Stretto di Hormuz e mettendo in ginocchio l’economia globale. <strong>Trump si ritrova così nella medesima trappola che inghiottì Nixon:</strong> erede di un’escalation senza una strategia d&#8217;uscita onorevole. Nonostante la mediazione del Pakistan, il dialogo è un binario morto; i costi umani e politici salgono, mentre il margine di manovra diplomatica si assottiglia ogni giorno di più.</p>



<p>Se l’Iran evoca le giungle del Sud-Est asiatico, <strong>l’Ucraina riflette lo stallo dei ghiacci coreani. Dal 2022 a oggi, il conflitto ha seguito lo schema della Guerra di Corea</strong>: grandi avanzate, ritirate repentine e infine un logorante stallo lungo linee che non si muovono più. Trump ha tentato la prova di forza, minacciando Kiev di tagliare i rifornimenti e offrendo a Mosca il controllo dei territori occupati, ma la realtà del fronte si è dimostrata più ostinata della volontà politica. Secondo Rose, non ci sarà un vincitore assoluto, ma un armistizio che cristallizzerà il confine attuale, t<strong>rasformando l’Ucraina in una nuova Corea divisa da una pace armata e amara.</strong></p>



<p>Il monito di Rose è un richiamo all&#8217;umiltà per chi siede nelle &#8220;war room&#8221;: la storia non è fatta di eventi isolati, ma di strutture profonde. Capire che il Vietnam e la Corea sono ancora tra noi è l&#8217;unico modo per non farsi travolgere dal loro ritorno.</p>



<p>Rose evidenzia inoltre tre elementi trasversali a tutti e quattro i conflitti: la deterrenza nucleare come strumento di pressione senza mai un reale impiego; le tensioni interne alle coalizioni, dove le grandi potenze finiscono per imporre accordi ai partner minori recalcitranti; e la pericolosa illusione dei leader di poter ottenere facilmente obiettivi politici attraverso la forza militare, sottovalutando la resilienza e la determinazione dell&#8217;avversario.</p>



<p>L’analisi di Gideon Rose non è solo una lezione di storia; è un monito sulla fragilità del potere. Quando guardiamo all’Iran e all’Ucraina, non stiamo solo osservando dei conflitti regionali, ma stiamo assistendo al test di sforzo della leadership globale. Le implicazioni che Rose trae da queste crisi scuotono le fondamenta della geopolitica moderna, toccando nervi scoperti come la credibilità americana e la paura atomica.</p>



<p>Il primo grande tema è il fantasma del declino. Come accadde dopo la caduta di Saigon, <strong>oggi si torna a parlare degli Stati Uniti come di un &#8220;impero al tramonto&#8221;.</strong> Rose cita le cronache del <em>New York Times</em>, dove la percezione cinese di un’America a guida Trump appare quella di una potenza in ritirata. Eppure, l’autore ci invita a non correre troppo nel celebrare i funerali dell’egemonia statunitense. La storia è ciclica: <strong>anche dopo il Vietnam l’America sembrò finita, salvo poi rigenerarsi grazie al dinamismo del suo capitalismo e alla resilienza della sua democrazia. </strong>Il messaggio è chiaro: non sottovalutate mai la capacità di un sistema aperto di imparare dai propri errori.</p>



<p>Tuttavia, c’è un’ombra più cupa che si allunga sul futuro: la corsa all’atomo. Rose mette a nudo un paradosso brutale che ogni piccolo Stato sta osservando con terrore. La lezione di questi anni è un tragico sillogismo: l’Ucraina, che rinunciò al nucleare nel 1994, è stata invasa; la Corea del Nord, che lo possiede, è intoccabile; l’Iran, che non lo ha ancora completato, giace sotto le macerie. Questo triangolo di esempi sta riscrivendo le regole della sicurezza mondiale: per molti leader, la bomba non è più un tabù, ma l’unica polizza sulla vita. Un’accelerazione proliferativa che rischia di rendere il mondo un posto infinitamente più instabile nei prossimi decenni.</p>



<p>Sul piano della strategia pura, Rose smonta il mito della &#8220;teoria del folle&#8221; (<em>madman theory</em>). <strong>L’approccio di Trump verso Teheran &#8211; fatto di minacce imprevedibili e colpi di scena &#8211; ricalca quello di Nixon e Kissinger. </strong>Ma Rose avverte: l’imprevedibilità può funzionare come tattica d’apertura, ma fallisce contro nemici determinati. L’Iran, proprio come il Vietnam del Nord, ha capito il punto debole di Washington: la pazienza. Mentre i leader americani sono incatenati ai cicli elettorali e devono rispondere a un’opinione pubblica stanca, i regimi autoritari possono permettersi di aspettare, resistendo finché l&#8217;avversario non decide che il prezzo politico del conflitto è diventato troppo alto.</p>



<p><strong>Per l’Ucraina, la prospettiva è quella di una &#8220;pace fredda&#8221;. </strong>Con milioni di vittime tra morti e feriti &#8211; una tragedia umana che richiama i numeri spaventosi della Corea &#8211; la stanchezza bellica potrebbe imporre un armistizio. Rose suggerisce che un confine congelato, simile al 38° parallelo, potrebbe rivelarsi più solido di quanto pensiamo. Non sarebbe una vittoria gloriosa, ma una stabilità pragmatica nata dall’esaurimento.</p>



<p>Infine, Rose ci svela la faccia più cinica delle alleanze: il momento in cui le grandi potenze impongono la propria volontà ai partner più piccoli. È accaduto a Seul nel 1953 e a Saigon nel 1973. <strong>Lo stesso schema sembra profilarsi all’orizzonte per Kiev e Israele. </strong>Quando gli interessi strategici globali di Washington (o Mosca) divergeranno dalla lotta per la sopravvivenza dei loro alleati, saranno i piccoli a dover ingoiare il rospo di una pace sgradita. Perché alla fine, nella scacchiera della storia, il sacrificio dei pedoni è spesso il prezzo che i re pagano per chiudere la partita.</p>



<p><strong>In questo contesto l’Italia affronta una duplice sfida strategica. </strong>La crisi di Hormuz minaccia il Mediterraneo, arteria vitale per i nostri commerci ed energia: <strong>anche un accordo precario lascerebbe l&#8217;economia italiana esposta a tensioni costanti.</strong> Sul fronte ucraino, l’armistizio &#8220;alla coreana&#8221; congelerebbe una ferita aperta alle porte dell&#8217;Europa. Con il progressivo disimpegno americano dalla NATO, l&#8217;onere della sicurezza &#8211; tra pattugliamenti, deterrenza e ricostruzione &#8211; ricadrà direttamente sull’UE e anche sull’Italia. Senza l’ombrello di Washington, la stabilità del continente diventa una responsabilità diretta e costosa, costringendo il nostro Paese a un inedito protagonismo politico e militare per proteggere i propri interessi nazionali.</p>



<p>L’analisi di Gideon Rose è un antidoto prezioso alla presunzione del presente. Ogni generazione è convinta di vivere tempi senza precedenti, eppure la storia documenta con imbarazzante&nbsp;chiarezza che strutture belliche simili producono quasi sempre gli stessi esiti. Non siamo &#8220;speciali&#8221;: siamo solo i nuovi attori di un copione già scritto.</p>



<p>Le proiezioni di Rose&nbsp;&#8211;&nbsp;un’Ucraina cristallizzata in un armistizio amaro e un Iran che resta una mina nucleare vagante&nbsp;&#8211;&nbsp;non sono semplici ipotesi, ma probabilità radicate nella logica del potere. Per l’Italia e per l’Europa, accettare questa realtà significa abbandonare l’illusione che &#8220;questa volta sia diverso&#8221; e prepararsi a un mondo più crudo. Saremo chiamati a presidiare una &#8220;pace fredda&#8221; alle porte dell&#8217;Est e a navigare l&#8217;instabilità cronica del Mediterraneo&nbsp;allargato&nbsp;con una consapevolezza nuova, investendo in una difesa e in una diplomazia che non possono più permettersi il lusso della delega.</p>



<p>La sfida, in fondo, non è cambiare il corso della storia, ma smettere di ignorarne le regole. Quella di Rose è una chiamata alla maturità strategica: riconoscere i riflessi del passato è l’unico modo per non farsi travolgere dal futuro. I prossimi mesi saranno il nostro banco di prova: è tempo di guardare la realtà dritta negli occhi.</p>



<p><strong>Bibliografia: Gideon Rose, Iran as Vietnam, Ukraine as Korea. <em>Similar Wars End in Similar Ways, Foreign Affairs, May 20, 2026</em></strong></p>



<p><em>Roberto Domini è Ufficiale Ammiraglio della riserva. Ha insegnato a lungo strategia marittima e storia navale all’Istituto di Guerra Marittima di Livorno e all’Istituto di Studi Militari Marittimi di Venezia. Presiede il Circolo Fratelli Bonaldi, Centro Studi di Geopolitica e Strategia Marittima.</em><a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-anche-il-neocon-kagan-ammette-gli-usa-con-liran-hanno-gia-perso-ma-ancora-non-lo-sanno.html"></a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lanalisi-di-gideon-rose-foreign-affairs-iran-e-ucraina-come-vietnam-e-corea-la-guerra-e-roba-vecchia.html">L&#8217;analisi di Gideon Rose (Foreign Affairs): Iran e Ucraina come Vietnam e Corea, la guerra è roba vecchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=512587</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html">Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come in tutte le guerre contemporanee, anche per quella in Iran non è così facile tracciare i confini dei concetti di vittoria e sconfitta. Sappiamo, nel caso in questione, che c&#8217;è stata una sconfitta degli Stati Uniti: partiti per annichilire l&#8217;Iran in pochi giorni, si sono trovati impantanati in una guerra che ha rischiato di generare una crisi economica globale, ha fatto infuriare mezzo mondo, ha avvantaggiato i rivali storici (Russia e Cina) e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi fissati, non il <em>regime change</em> e nemmeno quella insurrezione degli iraniani di cui solo gli stolti potevano vaneggiare. Dentro il mondo Usa, una sconfitta per il mondo neocon che sembrava ormai essersi impadronito della Casa Bianca, dal ministro della Guerra <strong>Pete Hegseth </strong>al segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>. </p>



<p>E c&#8217;è stata una sconfitta di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>e degli israeliani. Di Netanyahu, che non smetteva di pubblicare video in cui <strong>si vantava di poter ridisegnare a piacimento il Medio Oriente</strong>, perché l&#8217;annuncio della tregua di due settimane ha reso manifesta un chiara realtà: la famosa potenze militare di Israele funziona fin dove non incontra seria opposizione. Bombardare il Libano o la Siria privi di difesa aerea, o la Striscia di Gaza, è facile. Attaccare l&#8217;Iran molto meno, ed è un miracolo se droni e missili iraniani, che hanno regolarmente bucato i vari Iron Dome e compagnia, hanno fatto un numero così basso di vittime. In altre parole: Israele va fin dove glielo consente l&#8217;appoggio Usa. Quando gli Usa dicono basta, come in questo caso, è basta. Ed è una sconfitta per gli israeliani perché <a href="https://pagineesteri.it/2026/03/05/medioriente/l82-degli-israeliani-sostiene-lattacco-alliran/">i sondaggi ci hanno detto</a> che l&#8217;82% dei cittadini israeliani (il 93% fra gli ebrei) appoggiava la guerra all&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto questo, però, basta a dire che l&#8217;Iran ha vinto? Secondo me no. Intanto, perché stiamo parlando di una tregua, non di una pace. Certo, l&#8217;Iran non è crollato, anzi, ha messo sotto scacco lo Stretto di Hormuz e i vicini del Golfo Persico. Il negoziato che comincia a Islamabad venerdì avrà come prima piattaforma i dieci punti elaborati a Teheran. Ma che cosa accadrà se il negoziato non andrà a buon fine? E che cosa dovrà concedere l&#8217;Iran per renderlo invece produttivo, dato per scontato che qualunque soluzione potrà essere solo di compromesso? In più, e senza alcuna intenzione di fare gli uccelli del malaugurio: è già successo due volte che gli Usa abbiano attaccato l&#8217;Iran durante un negoziato. Sarà un caso ma <a href="https://t.me/letteradamosca/34605">il ponte aereo dei C-17 Usa continua a spostare truppe e mezzi verso il Medio Oriente</a> Non c&#8217;è due senza tre, a pensar male si fa peccato ma&#8230;, e così via. Arriviamo almeno alla fine della tregua, prima di spargere l&#8217;ottimismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tregua regge, l&#8217;accordo c&#8217;è. E poi?</h2>



<p>Altro tema. Diciamo pure che la tregua reggerà, il negoziato si svolgerà e un accordo verrà siglato. E poi? Ecco qualche spunto di riflessione.</p>



<p><strong>Punto primo</strong>: chi comanderà in Iran? Tra i dirigenti di alto livello sono finora sopravvissuti il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento <strong>Mohammad Bagher Ghalibaf</strong>. E poi c&#8217;è la guida suprema ereditaria, <strong>Mojtaba Khamenei</strong>, figlio del defunto <strong>Ali Khamenei</strong> di questi ambiti: di lui non si sa nemmeno se sia vivo e non pare certo la personalità che possa prendere in mano le redini del Paese. I primi tre sono ascrivibili al fronte dei &#8220;moderati&#8221; e Ghalibaf è stato nominato capo-delegazione ai negoziati con gli Usa. Un incarico importante ma rischioso: se il negoziato andrà bene (per l&#8217;Iran, almeno) Ghalibaf godrà di un ottimo trampolino di lancio, ma se andrà male l&#8217;insuccesso sarà anche, se non soprattutto, suo. Ma anche al netto di tutto questo, c&#8217;è una realtà concreta che pesa e peserà come un macigno: la &#8220;vittoria&#8221; è stata soprattutto militare, dell&#8217;Esercito e delle Guardie della Rivoluzione. Sarà difficile che questi, se si arriverà alla pace, non chiedano una ricompensa sotto forma di incarichi e responsabilità. E di questi ambiti, e dei personaggi al loro interno davvero influenti, sappiamo poco. A causa delle perdite subite a opera di americani e israeliani, che hanno sfoltito i loro ranghi, ma anche perché l&#8217;Iran aveva approntato in segreto un&#8217;organizzazione che, come abbiamo visto, nemmeno le intelligence di Usa e Israele sono riuscite davvero a penetrare, con gli effetti che sappiamo.</p>



<p><strong>Punto secondo</strong>: se questo è vero, fino a che punto possiamo immaginare evoluzioni in senso riformista del potere iraniano? Al netto delle sanzioni europee e americane, che ovviamente pesano molto, e dell&#8217;imponente rendita costituita dalle esportazioni di gas e petrolio (80% delle esportazioni totali) c&#8217;è la realtà della cosiddetta <em>Ayatollah Economy</em>, una stortura con pochi uguali al mondo. Il più grande conglomerato industriale dell&#8217;Iran è <strong>Khatam al-Anbiya</strong>, controllato dai pasdaran, che gestisce porti, oleodotti, autostrade, miniera e opere pubbliche. E poi ci sono le <em>bonyad</em>, le fondazioni istituite già all&#8217;epoca dell&#8217;ayatollah Khomeini e che sono controllate dai religiosi: nate per fare opera di beneficienza, ora gestiscono interi comparti dell&#8217;economia iraniana, tra cui industrie pesanti, edilizia, cooperative agricole, ospedali, assistenza e circuiti turistici. L&#8217;uno e le altre operano fuori dal controllo del Governo, fuori da qualunque criterio di trasparenza e godendo di larghe esenzioni fiscali. Tutto questo, oltre ad arricchire una classe di privilegiati (non a caso di Mojtaba Khamenei si sono sottolineate le ricchezze ben protette in Europa e nel Golfo), consente al regime di &#8220;comprare&#8221; la fedeltà di larghi strati della popolazione. Ragion per cui le proteste, sempre più frequenti e clamorose, non riescono mai a diventare rivoluzione. Se non cambia questo sistema, l&#8217;Iran continuerà a essere una teocrazia cleptocratica, autoritaria e inefficiente. Ma come farlo cambiare?</p>



<p><strong>Punto terzo</strong>: reagendo all&#8217;aggressione imperialista di Usa e Israele, l&#8217;Iran ha ripetutamente colpito i Paesi vicini: Arabia Saudita, Oman, Qatar, Bahrein, Kuwait e Iraq. In altre parole, è ancor più isolato di prima. Alla luce di tutto questo, l&#8217;Iran che uscirà (uscirebbe) dalla guerra rinuncerà ai propositi di egemonia regionale? <strong>Hezbollah, il suo proxy più forte</strong>, rinuncerà alla guerra con Israele, risparmiando al Libano ulteriori sofferenze? In altre parole, quali saranno le relazioni dell&#8217;Iran con il resto del Medio Oriente? Riuscirà (riuscirebbe) il &#8220;nuovo&#8221; Iran a trovare una relazione meno critica con il mondo di cui pure fa parte?</p>



<p>Sono domande che fanno parte di questo progetto di tregua. Abbiamo due settimane per interrogarci. Si interroghi soprattutto chi ha sostenuto questa ennesima guerra folle basandosi sul solito mix di ignoranza e presunzione.</p>



<p>        </p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html">Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran, la propaganda di un regime in guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-la-propaganda-di-un-regime-in-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 05:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=509112</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La propaganda di guerra dell'Iran e dei suoi vertici politico-militari è sempre più penetrante e assertiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-propaganda-di-un-regime-in-guerra.html">Iran, la propaganda di un regime in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDSfXmKWgAAYx9W-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>propaganda di guerra dell&#8217;Iran</strong> e dei suoi vertici politico-militari è sempre più penetrante e assertiva per provare a riaffermare tre principi: il fatto che, nonostante <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">la morte della <strong>Guida Suprema Ali Khamenei</strong> </a>nei raid che hanno inaugurato l&#8217;assalto di Usa e Israele, il regime resta in sella e capace d&#8217;agire; la comunicazione di una <strong>continuità della catena di comando e di un consolidamento della risposta attorno ai Pasdaran</strong> e ai vertici di Teheran; l&#8217;esplicita dichiarazione di una <strong>strategia</strong> che mira a separare Usa e Israele dai partner e dagli alleati, regionali e non, per alzare il prezzo della loro scelta di combattere.</p>



<p>Tutto questo sfruttando la <strong>nebbia di guerra</strong> e la teoria della <strong>&#8220;difesa a mosaico&#8221;</strong> che vuol spingere a decentralizzare l&#8217;incasso dei colpi e ad ampliare la loro inflizione nella regione. Il Ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi lo ha messo in chiaro a guerra appena iniziata</strong>: l&#8217;obiettivo di Teheran è quella di far sì che il conflitto finisca &#8220;alle sue condizioni&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">We&#39;ve had two decades to study defeats of the U.S. military to our immediate east and west. We&#39;ve incorporated lessons accordingly.<br><br>Bombings in our capital have no impact on our ability to conduct war. Decentralized Mosaic Defense enables us to decide when—and how—war will end. <a href="https://t.co/E4jrdnDapb">pic.twitter.com/E4jrdnDapb</a></p>&mdash; Seyed Abbas Araghchi (@araghchi) <a href="https://twitter.com/araghchi/status/2028171586365178103?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;ambiguità strategica è ritenuta la priorità per <strong>disperdere i colpi dei nemici e evitare di dare punti di riferimento precisi</strong>. La neo-Guida Suprema <strong>Mojtaba Khamenei</strong> ha mandato il suo primo messaggio senza farsi vedere in pubblico. Ferito e inadatto a mostrarsi? Allettato o addirittura in coma come dicono gli Usa? </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il secondo tempo della Repubblica Islamica</h2>



<p><strong>Teheran fa prevalere il simbolismo sciita, e addirittura imperiale persiano,</strong> del potere che parla senza mostrarsi, come a rappresentare una guida unitaria e collettiva, che del resto ha ad oggi un <strong>concreto regista nel capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Ali Larijani</strong>, uomo forte del Paese e <em>trait-d&#8217;union</em> tra l&#8217;eredità di Khamenei padre, la capacità di risposta delle Guardie Rivoluzionarie e la continuità politica.</p>



<p>Proprio Larijani, oggi, è l&#8217;uomo da guardare per capire la <strong>profondità della propaganda del regime che con la guerra ha trovato una ragion d&#8217;essere</strong>. Poco più di due mesi fa la Repubblica Islamica era sull&#8217;orlo del baratro, le contestazioni economiche e sociali<a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-bazar-le-radici-profonde-delle-proteste-in-iran.html"> dei bazar, unite alla violenta repressione dei Pasdaran, </a>avevano messo in dubbio lo stesso futuro del sistema costruito dall&#8217;Ayatollah Khomeini e da Ali Khamenei dal 1979 a oggi; la defunta Guida era apparsa scollata dalla realtà del Paese,<a href="https://it.insideover.com/politica/liran-e-lidea-della-spallata-attenti-a-quel-che-desideriamo-come-in-libia-e-in-siria-potremmo-essere-accontentati.html"> il capo dello Stato <strong>Masoud Pezeshkian</strong></a><strong> aveva provato una mediazione difficile</strong> tra apparato e piazza, e scrivevamo che il sistema avrebbe avuto una data di scadenza, per come lo conosciamo, con la fine della parabola al potere di Khamenei stesso.</p>



<p>Ora, Khamenei è stato ucciso e il regime si è trasfigurato. Diviene più collegiale, nella forma, con <strong>il collante della guerra a forzare l&#8217;unità. </strong>Questo sistema ampiamente inefficiente, incapace di garantire, anche al netto del problema delle sanzioni americane e occidentali, le basilari opportunità a una popolazione afflitta da povertà e disoccupazione, incancrenito su una torsione repressiva e cleptocratica e a lungo sorretto da un consenso clientelare, si è dimostrato capace di compattarsi con l&#8217;emergenza bellica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Larijani, l&#8217;uomo-chiave</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html">Larijani</a> ha condotto la <strong>brutale repressione a gennaio,</strong> saldato il consenso dell&#8217;apparato per le <strong>trattative con gli Usa</strong> a febbraio, gestito la transizione di potere del Paese in guerra a marzo mostrando di aver compreso che la morte di Khamenei avrebbe chiuso un&#8217;era e che sarebbe stato doveroso attrezzarsi.</p>



<p><strong>Nella giornata del 13 marzo, &#8220;Giorno di Gerusalemme&#8221; in Iran</strong>, gli alti papaveri del regime si sono mostrati in pubblico, assieme, rispondendo al capo del Pentagono <strong>Pete Hegseth</strong>, che aveva detto che essi si stavano &#8220;nascondendo come ratti&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Oggi, in Iran, il regime sta cercando di dare una prova di forza, almeno simbolica, davvero notevole. Con le bombe e i missili che piovono intorno, quasi tutti i leader che contano, ancora in vita, sfilano per &quot;il giorno di Gerusalemme&quot;, che si celebra oggi. Oltre al presidente… <a href="https://t.co/kucMllxtKG">https://t.co/kucMllxtKG</a> <a href="https://t.co/r1jHUZ7Epe">pic.twitter.com/r1jHUZ7Epe</a></p>&mdash; Francesco Petronella (@petro_francesco) <a href="https://twitter.com/petro_francesco/status/2032425587399086105?ref_src=twsrc%5Etfw">March 13, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un colpo di propaganda che segue di poche ore quello dello <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-aperto-per-cina-e-india-chiuso-per-gli-usa-lo-mossa-delliran-e-uno-scacco-per-trump.html">Stretto di Hormuz, che l&#8217;Iran chiude a corrente alternata</a></strong> a seconda della destinazione delle navi che vi transitano, consentendo a Cina e India di continuare a ricevere petrolio. A commentarlo, immancabile tweet di Larijani pubblicato in più lingue e dal messaggio chiaro.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Strait of Hormuz will either be a Strait of peace and prosperity for all or will be a Strait of defeat and suffering for warmongers.</p>&mdash; Ali Larijani | علی لاریجانی (@alilarijani_ir) <a href="https://twitter.com/alilarijani_ir/status/2031346339095752934?ref_src=twsrc%5Etfw">March 10, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I membri del regime non si fanno scrupolo a utilizzare i mezzi di comunicazione del nemico americano e, curiosamente, da <strong>Elon Musk non è arrivata alcuna sponda al blocco delle comunicazioni del regime via X</strong>, né dalla Casa Bianca sembra essere giunta alcuna richiesta all&#8217;amico magnate per ridurre lo spazio di esposizione dei vertici iraniani sul social più utilizzato per comunicare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La propaganda di guerra dell&#8217;Iran</h2>



<p>Larijani, Araghchi e Pezeshkian fanno senza interferenze <strong>propaganda di guerra</strong> dal loro profilo personale. Araghchi, poi, parla in inglese nelle interviste che riposta, per comunicare soprattutto al pubblico Usa.<a href="https://twitter.com/Khamenei_fa/status/2031487625354150037"> Perfino l&#8217;account ufficiale di Ali Khamenei</a>, ucciso il 28 febbraio, continua a twittare e a ripostare i contenuti dell&#8217;ufficio del figlio Mojtaba oltre a vari elementi di propaganda anti-americana e anti-israeliana. Del resto, in guerra, oltre 1 milione di follower nell&#8217;account in Farsi e oltre 2 in quello in inglese fanno comodo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="610" height="696" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0.jpg" alt="" class="wp-image-509120" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0.jpg 610w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0-263x300.jpg 263w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HDOQG6yXIAEg9z0-600x685.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure>



<p>Tutto questo alimenta l&#8217;immagine di un regime <strong>più coeso, più solido e più unito di quanto forse è,</strong> all&#8217;interno contro chi pensa ad approfittare della guerra per un cambio di sistema e all&#8217;estero verso chi ritiene possibile la spallata contro la Repubblica Islamica, la cui vita potrebbe essere stata, paradossalmente, allungata dalla guerra. Durerà? <strong>Ancora difficile dirlo. Va detto, però, che l&#8217;Iran sa giocare le sue carte</strong> e sa fare propaganda, anche parassitando i mezzi di comunicazione occidentali. La via alla guerra psicologica e dell&#8217;informazione è aperta. E Teheran la sta combattendo a viso aperto. Un fattore che forse Usa e Israele non avevano tenuto in considerazione appropriata.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><br></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-propaganda-di-un-regime-in-guerra.html">Iran, la propaganda di un regime in guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mojtaba Khamenei e il nuovo Stato profondo della Repubblica Islamica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 05:41:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508701</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ancora avvolta nel mistero, Mojtaba Khamenei è stata una scelta di continuità nell'emergenza della guerra. Il ruolo dei pasdaran. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html">Mojtaba Khamenei e il nuovo Stato profondo della Repubblica Islamica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/mojtaba-khamenei-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È ufficiale: <strong>Mojtaba Khamenei </strong>è la nuova Guida suprema dell’Iran. L’annuncio è arrivato domenica, dopo che il Consiglio degli Esperti ha deliberato la scelta del figlio secondogenito di Ali Khamenei come nuova Guida suprema della Repubblica Islamica.&nbsp;</p>



<p>La decisione ha già suscitato numerosi commenti tra gli esperti, in quanto, prima di tutto, una successione dinastica al vertice dello Stato è qualcosa di inaspettato per un <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">sistema politico, quello della Repubblica Islamica,</a></strong> nato in contrapposizione a una monarchia. Una comunità politica, dunque, nel quale il principio dinastico è visto quasi come un anatema, come un sacrilegio politico.&nbsp;</p>



<p>Detto questo, un altro aspetto che ha suscitato critiche riguarda il fatto che Mojtaba non possiede grandi credenziali religiose. È vero, è considerato un <strong>ayatollah di rango riconosciuto</strong>, ma non ha mai ricoperto ruoli di grande prestigio né all’interno della gerarchia politica né di quella religiosa. Ha lavorato soprattutto all’interno dell’ufficio della Guida suprema, il cosiddetto <em>beyt-e rahbar</em>. </p>



<p>Inoltre non ha quasi mai mostrato il suo volto in pubblico se non raramente, quindi gli iraniani non lo conoscono: non è una figura importante attorno alla quale si possa facilmente aggregare il consenso della popolazione. Non possiede il carisma del padre né le credenziali di un <em>cursus honorum </em>che lo faccia risplendere tra le stelle in ascesa del firmamento della Repubblica.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il candidato dei pasdaran</h2>



<p>La scelta può essere stata il frutto di diversi calcoli tra i dirigenti della Repubblica Islamica. In primo luogo, l’idea di garantire un elemento di stabilità. Scegliere una figura così vicina a <strong>Khamenei, che conosce bene il suo team</strong> e il suo modus operandi, può essere una scelta facile e immediata in una situazione di grave crisi di stabilità come quella della guerra attuale.&nbsp;</p>



<p>Inoltre sembrerebbe che Mojtaba sia <strong>il candidato preferito dei Pasdaran, la Guardia della Rivoluzione islamica (<em>Sepāh-e Pāsdārān</em>), </strong>cioè l’apparato militare iraniano. Un apparato che ovviamente sta guadagnando ancora più influenza in quanto gestisce di fatto la difesa del Paese e che, ipotizzando una conclusione del conflitto in cui la Repubblica Islamica rimanga il sistema di potere, per quanto rimodellato dall’esperienza della guerra, avrebbe scelto una guida suprema a se gradita. </p>



<p>Qualora il sistema sopravvivesse al conflitto, <strong>Mojtaba potrebbe dunque rappresentare una figura importante</strong> anche per l’equilibrio interno ai Pasdaran, che molti osservatori descrivono come una sorta di governo ombra dell’Iran.&nbsp;</p>



<p>In particolare parrebbe che uno degli uomini di riferimento di questo circuito sia <strong>Hossein Taeb,</strong> ex capo dell’intelligence dei Pasdaran e figura molto influente all’interno dell’apparato di sicurezza iraniano, che Mojtaba avrebbe conosciuto in gioventù durante il suo servizio sotto le armi nel periodo della guerra Iran-Iraq.</p>



<p>Ricordiamo che Mojtaba ha comunque più di cinquant’anni e quindi è un uomo adulto, per quanto relativamente giovane all’interno della gerarchia clericale iraniana, che vede non soltanto ottuagenari ma anche novantenni occupare i ruoli di vertice.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La rivalità con Ali Larijani</h2>



<p>Andiamo dunque a vedere come si inserisce Mojtaba nel quadro attuale del sistema di potere iraniano, perché numerose sono state le vittime tra l’élite dello Stato, oltre allo stesso leader supremo Ali Khamenei.&nbsp;</p>



<p>Al momento l’altra figura di rilievo con la quale sicuramente Mojtaba dovrà fare i conti è quella di <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-nuovo-round-a-ginvera-per-teheran-in-campo-lo-stratega-larijani.html">Ali Larijani, attuale segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. </a></strong>Larijani, a differenza di Mojtaba, non è un chierico. È un politico e un burocrate con un <em>cursus honorum </em>ricchissimo di tappe e incarichi di grande rilievo e importanza operativa. </p>



<p>Al momento Larijani, oltre a essere l’uomo che tiene saldamente il timone dello Stato in questa fase di conflitto con gli Stati Uniti e con Israele, appare come <strong>una delle figure centrali del sistema decisionale iraniano.</strong> In un certo senso il vero potere attivo, alle basi del trono dell’Iran, è proprio quello rappresentato dalla sua capacità di coordinare la macchina dello Stato: l’uomo dell’apparato, il grande <em>commis </em>della burocrazia iraniana. </p>



<p>È quindi con Larijani che Mojtaba dovrà confrontarsi. Numerose fonti parlano di una possibile competizione tra i due, in quanto <strong>molto probabilmente Mojtaba non era una delle scelte preferite di Larijani</strong> come possibile nuova Guida Suprema.&nbsp;</p>



<p>Ci troviamo quindi di fronte a una situazione in cui le necessità della guerra obbligano le élite dell’Iran a ridurre al minimo la conflittualità interna tra le varie fazioni, proprio per non risultare deboli di fronte all’aggressione esterna. Tuttavia non è da escludere che questo tipo di competizione, in qualche forma, possa manifestarsi sia ora sia una volta terminata la guerra. Vedremo quanto durerà la leadership di Mojtaba Khamenei. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una figura ancora misteriosa</h2>



<p>I<strong>l neo <em>Rahbar </em>viene spesso raffigurato come un conservatore, addirittura più radicale del padre.</strong> Tuttavia queste sono affermazioni riportate soprattutto dai media occidentali, che notoriamente non hanno una reale familiarità con le sfumature della politica iraniana e con il modo in cui si collocano le diverse figure all’interno del suo spettro ideologico.  Di conseguenza bisogna essere molto cauti nel definire quale sarà la linea politica di Khamenei e quale impronta egli darà alla conduzione dello Stato iraniano. </p>



<p>Va inoltre sottolineato che la figura di Mojtaba rimane ancora oggi abbastanza avvolta nel mistero. Non si conosce molto della sua vita pubblica e del suo ruolo effettivo accanto al padre negli ultimi anni. Non sappiamo con certezza neppure quale sia il suo stato attuale. Alcuni giornali iraniani riferiscono che Mojtaba potrebbe essere rimasto ferito e che per questo non è ancora apparso in pubblico. <strong>Ci si domanda quindi quale sia il suo reale stato di salute,</strong> tanto che circolano voci secondo cui gran parte della sua famiglia, eccetto lui, sarebbe morta negli attacchi americani.</p>



<p><strong>Di sicuro la nomina di Mojtaba rappresenta un segnale forte di continuità dello zoccolo duro del sistema:</strong> nessuna concessione agli americani e nessuna capitolazione, nonostante probabilmente una scelta di questo tipo non sarebbe stata condivisa neppure dallo stesso padere, l’ayatollah Ali Khamenei. Alcune fonti, come ad esempio <strong>Amwaj Media</strong>, riportano infatti che nei documenti relativi alla successione Khameneii non avrebbe mai designato il figlio come possibile erede. </p>



<p>Tuttavia questa scelta può essere letta anche come una risposta ai commenti di <strong>Donald Trump</strong> e dei dirigenti israeliani che, ancora prima che Mojtaba venisse formalmente eletto, lo indicavano già come possibile nuova Guida suprema arrivando perfino a minacciarne l’assassinio. </p>



<p>Vedremo quindi quale sarà la gestione del potere da parte di Mojtaba e se egli stesso sopravviverà alla fase attuale del conflitto. Non è infatti escluso che la terza Guida suprema della Repubblica Islamica possa essere costretta, in tempi relativamente brevi, a lasciare il posto a una quarta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-e-il-nuovo-stato-profondo-della-repubblica-islamica.html">Mojtaba Khamenei e il nuovo Stato profondo della Repubblica Islamica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Trump chiama Putin, alle viste un baratto Iran-Donbass? Il suicidio non assistito del Tycoon</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-chiama-putin-alle-viste-un-baratto-iran-donbass-il-suicidio-non-assistito-del-tycoon.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 22:21:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508485</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telefonata Trump-Putin sull&#039;Iran: prove di Endgame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La telefonata a Putin e le successive voci e dichiarazioni sembrano confermare che gli Usa non stanno raggiungendogli obiettivi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiama-putin-alle-viste-un-baratto-iran-donbass-il-suicidio-non-assistito-del-tycoon.html">Trump chiama Putin, alle viste un baratto Iran-Donbass? Il suicidio non assistito del Tycoon</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1318" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telefonata Trump-Putin sull&#039;Iran: prove di Endgame" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-1024x703.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-1536x1054.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/trump-putin-600x412.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non per buttarla in caciara ma le ultime notizie riportano alla mente il vecchio slogan dell&#8217;operatore telefonico: una telefonata allunga la vita. Non quella di migliaia di iraniani e di diversi soldati americani, purtroppo, ma nemmeno la vita politica di <strong>Donald Trump</strong>. L&#8217;ora che il presidente Usa ha passato al telefono con <strong>Vladimir Putin</strong> è bastata a demolire due settimane di retorica bellicista (un giorno bisognerà riascoltare le conferenze-stampa di Pete Hegseth, che evidentemente poco ha imparato dalle sue esperienze di ufficiale in Afghanistan e in Iraq) e la <strong>caterva di ridicole bugie</strong> (le 165 ragazzine della scuola di Minab non le ha ammazzate un missile americano, come anche i video dimostrano, perché sono stati gli iraniani stessi; la guerra l&#8217;abbiamo cominciata noi perché stavano per colpirci loro&#8230;) e di analisi intercambiabili ma sempre dilettantesche che hanno accompagnato i bombardamenti.</p>



<p>In più, è arrivato il resto. <strong>I commenti di Trump</strong>: che la guerra finirà presto, anche se non si capisce bene perché, né che cosa sia cambiato dal punto di vista degli Usa rispetto, per esempio, a una settimana fa. <strong>Le notizie filtrate</strong>: che dopo aver esentato il petrolio russo dalle sanzioni Usa perché l&#8217;India, in difficoltà, potesse comprarlo, altre agevolazioni per la Russia potrebbero essere in arrivo. <strong>I mal di pancia di Israele,</strong> che sull&#8217;Iran ha un&#8217;agenda molto diversa da quella degli Usa ma degli Usa ha bisogno, se non altro per attingere ai suoi arsenali come ha fatto pochi giorni fa, ricevendo 12 mila bombe BLU-110. <strong>Le deliranti dichiarazioni degli ultras neocon assetati di guerra,</strong> che negli ultimi mesi sembravano manovrare Trump come un burattino, tipo il senatore <strong>Lindsey Graham</strong>, che di fronte all&#8217;evacuazione dell&#8217;ambasciata americana di Riyadh (frutto evidente di una reazione iraniana imprevista nei modi e nelle potenzialità) non trova di meglio che prendersela con l&#8217;Arabia Saudita, il più prezioso degli alleati degli Usa in Medio Oriente. Per non parlare delle Borse: la sola notizia della telefonata ha fatto calare il prezzo del greggio a 85 dollari a barile, segno evidente di ciò che l&#8217;economia mondiale pensa di questa guerra.</p>



<p>Nella telefonata con Putin, Trump può semplicemente aver parlato della collaborazione dell&#8217;i<em>ntelligence</em> russa alle artiglierie iraniane, che qualche parte deve aver avuto, per fare un esempio, nella precisione con cui i droni Shahed e i missili hanno colpito i radar dei sistemi antimissile Usa in Giordania, Emirati Arabi Uniti e Qatar, impianti che si contano in poche decine nel mondo, miliardi di dollari trasformati in rottami. Può avergli detto, ripetendo le dichiarazioni bombastiche rilasciate sul&#8217;Air Force One, magari li aiutate ma non fate un buon lavoro, li stiamo facendo a pezzi. Ma la sensazione è diversa, anche perché Putin, a quanto pare, gli avrebbe chiesto di premere su <strong>Volodymyr Zelensky </strong>perché riconosca che il Donbass è perduto. Il che sa un po&#8217; di baratto, o no?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quel che Trump voleva e non è successo</h2>



<p>Il punto ovviamente non sta in quel che fa o non fa la Russia per l&#8217;Iran, o nel determinare quali altre parti dell&#8217;Iran gli Usa possano colpire e per quanto tempo. Il punto sta nel fatto che, dopo due guerre americane, gli iraniani non sono insorti contro un regime odioso e inefficiente come quello degli ayatollah; i curdi non si sono lasciati usare come una milizia mercenaria qualunque, usa e getta a piacere; <strong>i Paesi del Golfo (che lo dicano o meno) sono più incazzati con gli Usa che con l&#8217;Iran, visto che a Trump l&#8217;avevano detto e ripetuto di non fare questa guerra; </strong>l&#8217;uranio arricchito è sempre là; lo Stretto di Hormuz è bloccato; gli omicidi mirati messi a segno dagli israeliani con la collaborazione dell&#8217;intelligence Usa non hanno interrotto le catene di comando delle milizie e delle forze armate iraniane; ad Ali Khamenei è succeduto un altro Khamenei, il figlio Mojtaba, corrotto e violento, segno evidente e prevedibile che, nella tempesta della guerra, avrebbero preso il sopravvento le forze più reazionarie. </p>



<p>Citavamo prima le maldigerite esperienze militari dell&#8217;attuale ministro della Guerra Hegseth. Quanto a capacità di metabolismo, Trump si rivela persino più debole. <strong>Questa guerra all&#8217;Iran sembra un bigino di tutti gli errori della politica americana degli ultimi decenni</strong>: sottovalutazione, quando non ignoranza, del nemico; confusione negli obiettivi; soluzioni tattiche affidate esclusivamente alla potenza di fuoco; totale disprezzo per i consigli degli alleati e anche per i Paesi amici (in Europa il solo cancelliere <strong>Friedrich Merz </strong>era stato avvisato). In più, Trump  si è fatto mettere in mezzo, probabilmente per ragioni elettorali e di supporto dei gruppi di pressione filo-israeliani in vista di un&#8217;elezione di mezzo mandato che potrebbe per lui diventare un bagno di sangue, da <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e da Israele che, come dicevamo, a questa guerra chiede cose molto diverse da quelle che servono alla Casa Bianca. Trump voleva forse mettere ordine in Medio Oriente con un <em>regime change</em> nell&#8217;unico Paese ormai davvero dissonante, l&#8217;Iran appunto; a Israele, al contrario, serve il disordine, il caos, perché in quello prospera e si allarga. </p>



<p>Vedremo come finirà questa ennesima avventura americana, una di quelle che regolarmente mettono a rischio la stabilità mondiale e la sicurezza europea assai più dei mali che pretendono di curare. C&#8217;è ancora tempo perché l&#8217;Iran venga seppellito sotto le bombe e qualcosa di drammatico avvenga al suo interno. Al momento, pare soprattutto di aver fatto da spettatori al suicidio (non assistito) politico di Donald Trump. Che sempre più pare colui che ha vinto alla lotteria della Casa Bianca ma poi ha perso il biglietto.</p>



<p><strong>InsideOver partecipa alla preoccupazione di tutti per l&#8217;ennesima guerra, questa volta contro l&#8217;Iran, e si propone di seguirla con la massima attenzione e oggettività. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Se apprezzi questa linea diventa uno di noi, abbonati subito!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-chiama-putin-alle-viste-un-baratto-iran-donbass-il-suicidio-non-assistito-del-tycoon.html">Trump chiama Putin, alle viste un baratto Iran-Donbass? Il suicidio non assistito del Tycoon</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran: la guerra contro la Cina, i Paesi del Golfo e l&#8217;Europa (1)</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-la-guerra-contro-la-cina-i-paesi-del-golfo-e-leuropa-1.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 16:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=508445</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: la guerra contro la Cina, i Paesi del Golfo e l&#039;Europa (1)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una guerra che si preannuncia di lunga durata anche perché l'assassinio dell'ayatollah Khamenei ha indebolito notevolmente la fazione moderata, rafforzando i falchi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-guerra-contro-la-cina-i-paesi-del-golfo-e-leuropa-1.html">Iran: la guerra contro la Cina, i Paesi del Golfo e l&#8217;Europa (1)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran: la guerra contro la Cina, i Paesi del Golfo e l&#039;Europa (1)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/CINA-IRAN-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tutti gli analisti concordano sul fatto che l&#8217;aggressione contro l&#8217;Iran è diretta contro la Cina, un altro Paese che l&#8217;America vuole sottrarre all&#8217;influenza di Pechino dopo il Venezuela. Pochi comprendono che si tratta di una guerra contro l&#8217;Europa (peraltro, come l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq del 2003, simboleggiata dal fatto che Saddam nel 2000 aveva deciso di <a href="https://archive-yaleglobal.yale.edu/content/war-against-eurocrats" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vendere il petrolio in euro piuttosto che in dollari</a>).</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://archive-yaleglobal.yale.edu/content/war-against-eurocrats"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-Y-1024x482.jpg" alt="" class="wp-image-80889"/></a></figure>



<p>L&#8217;Europa era già l&#8217;obiettivo parallelo della guerra ucraina, che ne ha vampirizzato le risorse e avviato un processo di de-industrializzazione incenerendo i benefici che gli derivavano dall&#8217;energia a basso costo proveniente dalla Russia. Tale sviluppo si incrementerà con la guerra iraniana.</p>



<p>Una guerra che si preannuncia di lunga durata anche perché l&#8217;assassinio dell&#8217;ayatollah Khamenei ha indebolito notevolmente la fazione moderata, rafforzando i falchi. Infatti, nonostante in Occidente fosse percepito come un integralista, era stato Khamenei a favorire l&#8217;ascesa al potere di figure moderate come il presidente Masoud Pezeshkian e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.</p>



<p>L&#8217;indebolimento dei moderati è stato palese sabato, quando Pezeshkian ha dovuto rimangiarsi le dichiarazioni distensive verso i Paesi della regione, ai quali aveva assicurato che le operazioni militari contro di essi erano finite, eccetto quelle in risposta ad attacchi provenienti dai loro territori, e gli aveva chiesto scusa.</p>



<p>Dichiarazioni che non erano piaciute alla destra iraniana, da cui la correzione di Pezeshkian: tutto come prima, anche se ha ribadito che i target degli attacchi sono solo le risorse americane.</p>



<p>Nonostante tali limiti, gli attacchi fuori registro contro i Paesi del Golfo sono proseguiti, sviluppo che sta facendo salire la tensione tra questi e Teheran. Durissima l&#8217;Arabia saudita, secondo la quale ciò produrrà &#8220;un&#8217;escalation&#8221;. &#8220;Ciò che sta facendo l&#8217;Iran nei confronti dei nostri Paesi &#8211; ha dichiarato &#8211; non prevale sulla saggezza e sull&#8217;interesse di evitare di ampliare la sfera dell&#8217;escalation, che lo vedrà principale perdente&#8221;.</p>



<p>I Paesi del Golfo, dunque, potrebbero unirsi a Israele e Stati Uniti. In una nota pregressa avevamo accennato che gli attacchi contro di essi potrebbero essere delle false flag per ottenere tale sviluppo, una tesi sostenuta anche dai funzionari iraniani, ma soprattutto dal <a href="https://thecradle.co/articles/Iran-pledges-to-respect-sovereignty-of-neighbors-declares-US-Israel-assets-primary-targets" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornalista saudita</a> Adhwan al-Ahmari.</p>



<p>Possibile che Israele e Usa, che trarrebbero benefici dall&#8217;eventuale escalation, abbiano studiato tale strategia fin da quando l&#8217;Iran ha annunciato che, se aggredita, avrebbe attaccato le basi Usa nella regione? Non serve essere geni per mettere a punto tale contromossa. Peraltro, nessuno dei Paesi bersaglio di questa contro-strategia oserebbe accusare Israele o gli Usa: sarebbe un suicidio.</p>



<p>Al di là, resta che la presa dei falchi su Teheran sembra essersi rafforzata con l&#8217;elezione di Mojtaba Khamenei a nuovo ayatollah; il figlio di Khamenei, infatti, è vicino a tale ambito. <a href="https://ctrana.one/news/501587-khochet-li-tramp-skorejsheho-zavershenija-vojny-v-irane.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Strana </a>rileva come molti analisti ritengano che Trump avrebbe desiderato l&#8217;elezione di una figura moderata perché gli avrebbe offerto il destro per avviare un negoziato e porre fine a una guerra nella quale non vuole impantanarsi.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://ctrana.one/news/501587-khochet-li-tramp-skorejsheho-zavershenija-vojny-v-irane.html"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A2-S-copia-1-1024x595.jpg" alt="Does Trump want a quick end to the war with Iran? The consequences of the rise to power of the son of the assassinated Khamenei." class="wp-image-80891"/></a></figure>



<p>&#8220;Tuttavia&#8221;, scrive Strana, si può &#8220;notare che Trump si è impegnato a indebolire tale strategia. Ricordiamo che sabato il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che le scuse del presidente iraniano per gli attacchi nel Golfo Persico e la promessa di porvi fine erano <a href="https://ctrana.one/news/501493-tramp-zajavil-chto-iran-sdalsja-sosednim-blizhnevostochnym-stranam.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un segno di debolezza, </a>al limite della capitolazione. Parole alle quali ha aggiunto che avrebbe intensificato gli attacchi, procedendo allo sterminio dell&#8217;intera &#8216;popolazione'&#8221;.</p>



<p>Al di là della minaccia di consumare un genocidio, tali parole potrebbero essere percepite &#8220;come un banale ricatto (&#8220;fate quello che voglio o sarà peggio&#8221;), ma è chiaro che tali affermazioni giocano a sfavore delle forze moderate dell&#8217;Iran [&#8230;]. Trump, infatti, stava affermando che qualsiasi concessione sarebbe percepita da Washington come una debolezza, da cui l&#8217;irrigidimento&#8221; della controparte.</p>



<p>&#8220;Infatti, ciò rafforza la posizione di quegli ambiti iraniani che ritengono che non si può negoziare con Washington&#8221;. Peraltro, si può aggiungere che le dichiarazioni di Trump di voler essere coinvolto nella successione di Khamenei e la sua intemerata contro il figlio del defunto ayatollah, definito &#8220;inaccettabile&#8221;, ne ha di fatto rafforzato la candidatura: una reazione d&#8217;orgoglio contro l&#8217;indebita ingerenza dell&#8217;aggressore.</p>



<p>Tutto ciò &#8220;pone la domanda: Trump è davvero interessato a una rapida fine della guerra?&#8221; In realtà, secondo Strana, se l&#8217;America non subirà danni economici gravi e non registrerà eccessive vittime, ha interesse a una guerra prolungata.</p>



<p>Infatti, a rimetterci economicamente &#8220;sarebbero i concorrenti degli Stati Uniti: Cina, Europa e le compagnie petrolifere e del gas mediorientali (concorrenti di quelle americane). Gli americani, invece, trarrebbero lauti profitti dall&#8217;aumento dei prezzi del petrolio e dalla vendita di armi. Mentre l&#8217;aumento dei prezzi del carburante negli Stati Uniti potrebbe, in teoria, essere limitato attraverso un accordo con le aziende petrolifere&#8221; americane, le quali potrebbero accettarlo proprio per i profitti extra &#8220;delle esportazioni&#8221;.</p>



<p>&#8220;Inoltre, i capitali provenienti da tutto il mondo potrebbero fuggire verso gli Stati Uniti, considerati un &#8216;porto sicuro&#8217;. Infine, la guerra è un buon pretesto per rafforzare il controllo governativo sugli affari interni degli Stati Uniti e limitare i diritti e le libertà dei cittadini&#8221;, un po&#8217; com&#8217;è accaduto con il Patriot Act nel post 11 settembre.&nbsp;</p>



<p>Certo, le spese di guerra potrebbero risultare eccessive, ma il problema &#8220;potrebbe essere risolto &#8216;regionalizzando&#8217; la guerra, incoraggiando i vicini dell&#8217;Iran ad attaccarlo. Ciò consentirebbe a Trump di ridurre al minimo i costi e le perdite, trasferendoli ai suoi alleati mediorientali e limitandosi a fornire intelligence e attacchi mirati. In questo quadro, gli Stati Uniti potrebbero condurre una guerra per anni, creando problemi ai propri concorrenti e raccogliendone i benefici senza subire praticamente nessuna perdita&#8221;.</p>



<p>Il solito senatore Lindsey Graham lo ha <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/9/we-are-going-make-a-tonne-of-money-us-senator-graham-on-us-war-on-iran" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarato apertamente</a>, affermando che la guerra in Iran è &#8220;un buon investimento&#8221; da cui gli Usa &#8220;guadagneranno un sacco di soldi&#8221;. In questo quadro, l&#8217;opzione false flag di cui sopra appare meno aleatoria&#8230; quanto al nocumento per l&#8217;Europa, ci torneremo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/3/9/we-are-going-make-a-tonne-of-money-us-senator-graham-on-us-war-on-iran"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A3-AJ-2-1024x276.jpg" alt="‘We’re going to make a tonne of money’: US Senator Graham on US war on Iran" class="wp-image-80893"/></a></figure>



<p>_____________</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-la-guerra-contro-la-cina-i-paesi-del-golfo-e-leuropa-1.html">Iran: la guerra contro la Cina, i Paesi del Golfo e l&#8217;Europa (1)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Zanabonni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 18:29:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[khamenei]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=507772</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1781" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg 1781w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-278x300.jpg 278w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-950x1024.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-768x828.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-1425x1536.jpg 1425w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-600x647.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1781px) 100vw, 1781px" /></p>
<p> Con la nomina di Mojtaba Khamenei, il ruolo di Guida Suprema assume toni "monarchici". L'appoggio  dei pasdaran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1781" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22.jpg 1781w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-278x300.jpg 278w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-950x1024.jpg 950w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-768x828.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-1425x1536.jpg 1425w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304092913899_4cc0900d01b807f1daf760b6cd103a22-600x647.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1781px) 100vw, 1781px" /></p>
<p><strong>Mojtaba Khamenei</strong>, secondogenito di Ali Khamenei, è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Lo ha decretato il 3 marzo l&#8217;Assemblea degli esperti. Nella mattina del 4 marzo, il ministro della difesa israeliano Katz ha detto: &#8220;ogni leader nominato sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La successione &#8220;monarchica&#8221; e i pasdaran</h2>



<p>Meno carismatico del padre, meno qualificato come chierico, il figlio di <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-conferma-khamenei-e-stato-ucciso-per-la-repubblica-islamica-arriva-lora-della-verita.html">Ali Khamenei</a> era in lista tra i papabili ormai da qualche tempo, anche se per molti anni la sua figura era sembrata inadatta al ruolo. Il nodo però è un altro: <strong>per la Repubblica Islamica, che nasceva da una rivoluzione anti monarchica, la successione padre-figlio è una scelta che avvicina la leadership suprema a una monarchia ereditaria. </strong>Lo stesso Ali Khamenei era contrario a un passaggio simile, anche qualora la scelta fosse ricaduta proprio su Mojtaba, il figlio prediletto.</p>



<p><strong>A premere per la scelta dell’erede del defunto leader sarebbero i Pasdaran, con i quali ha da sempre strettissimi legami</strong>: una storia che ha inizio con la guerra Iran-Iraq, quando Mojtaba prestò servizio nel battaglione Habib. A quel periodo risalgono vecchie amicizie con uomini che sarebbero diventati membri di spicco dei servizi di sicurezza iraniani. La sua nomina potrebbe avvalorare l&#8217;ipotesi per cui l&#8217;ala radicale dei Pasdaran stia cercando di compattarsi intorno al potere centrale, per imprimere una direzione sul futuro del Paese.</p>



<p>La sua figura emerge tra il 2005 e il 2009 per i legami con l’allora presidente del consiglio <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-ucciso-ahmadinejad-larcinemico-di-israele.html">Mahmoud Ahmadinejad</a>, in particolar modo in seguito alle accuse di brogli dell’elezione del secondo mandato di Ahmadinejad, nel 2009, e il conseguente movimento di protesta. Diverse frange dell’opinione pubblica <strong>lo accusavano in quella sede di aver dato ordine ai Basiji di scatenare la violenta repressione dell’Onda Verde, accusa poi ripresentatasi nel 2022.</strong> Nelle enormi piazze del 2022, alcuni dei manifestanti cantavano: &#8220;Mojtaba, che tu possa morire e non diventare il leader&#8221;, ricordando il suo coinvolgimento nella repressione del 2009.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Teheran a Londra, l’impero immobiliare di Mojtaba</h2>



<p>Per quanto Mojtaba Khamenei potesse inizialmente non essere il candidato ideale, almeno nell’idea del padre, sarebbe invece il più adatto a ereditare e gestire il controllo della rete finanziaria costruita dal defunto leader supremo. Una recente <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2026-01-28/how-iran-supreme-leader-khamenei-s-son-built-a-global-property-empire">inchiesta di Bloomberg </a>ha fatto luce sul suo impero immobiliare: <strong>tra società fittizie e conti offshore, il suo sarebbe un vero impero globale costruito all’ombra del potere</strong>. <strong>100 milioni di sterline solo nel Regno Unito, il tutto proveniente dalle entrate del petrolio iraniano</strong> e distribuito su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell&#8217;Isola di Man.</p>



<p><strong>Quasi 34 milioni di dollari solo per la villa di Bishop Avenue, a Londra.</strong> Poi hotel e beni immobili da Toronto a Parigi. Il nome del nuovo leader supremo però, in tutti questi conti non compare mai. Lui, sì, sarebbe la testa del serpente, ma i suoi asset utilizzano prestanome e intermediari di fiducia: l’uomo chiave, secondo Bloomberg, è il banchiere iraniano <strong>Ali Ansari</strong>, sanzionato dal governo britannico nell&#8217;ottobre 2025 per aver finanziato i Guardiani della Rivoluzione.</p>



<p><strong>A questo impero economico si aggiunge il tesoro del defunto padre, il Setad</strong> (Sede per l’esecuzione dell’ordine dell’Imam). Un fondo voluto dall’ayatollah Ruhollah Khomeini per gestire proprietà abbandonate durante gli anni della rivoluzione, poi diventato il sistema di accumulo personale di Ali Khamenei. <a href="https://www.reuters.com/investigates/iran/#article/part1">Un’inchiesta della Reuters del 2013 </a>stimava il patrimonio a circa 95 miliardi, che oggi, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe arrivare a quasi 200.</p>



<p>Almeno dal punto di vista economico, Mojtaba non mostra grandi differenze con il padre. Ali Khamenei amava predicare l’austerità e la semplicità per gli iraniani, citava <em>I Miserabili</em> di Victor Hugo come libro preferito. Nel frattempo, costruiva un impero economico simile a quello dello Scià mentre le casse della Repubblica Islamica andavano svuotandosi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mojtaba-khamenei-alla-guida-delliran-protetto-dai-pasdaran-ricchissimo-e-gia-nel-mirino-di-israele.html">Mojtaba Khamenei alla guida dell&#8217;Iran: protetto dai Pasdaran, ricchissimo, è già nel mirino di israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/568 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 05:47:55 by W3 Total Cache
-->