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	<title>Mohammed Hamdan Dagalo Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le conseguenze della guerra civile nel Sud Sudan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 17:54:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_2025012313390015_edf714304c6fa8fe0972117b7942c3cb-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La scorsa settimana nella capitale del Sud Sudan, Juba, il popolo è insorto dando vita ad una serie serie di rivolte avvenute durante la notte. La causa è da attribuire alla presunta uccisione di cittadini del Sud Sudan durante l&#8217;attuale guerra civile in corso in Sudan. I video diffusi attraverso i social media mostrano l’uccisione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-conseguenze-della-guerra-civile-nel-sud-sudan.html">[...]</a></p>
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<p>La scorsa settimana nella capitale del Sud Sudan, <strong>Juba</strong>, il popolo è insorto dando vita ad una serie serie di <strong>rivolte</strong> avvenute durante la notte. La causa è da attribuire alla presunta uccisione di cittadini del Sud Sudan durante l&#8217;attuale <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-fame-colera-e-bombe-sui-profughi-e-intanto-allonu.html">guerra civile</a> in corso in Sudan. I video diffusi attraverso i social media mostrano l’uccisione di almeno 13 cittadini sud-sudanesi nella località sudanese di <strong>Wad Madani</strong>.</p>



<p>La risposta dei cittadini sud sudanesi a Juba è stata altrettanto aggressiva e violenta nei confronti dei sudanesi residenti in Sud Sudan. Durante i tumulti nella capitale, ci sono stati casi di vandalismo e saccheggio nei confronti di negozi appartenenti a persone sudanesi. Gli scontri hanno causato la morte di 16 persone, mentre sette sono stati i feriti. In una città vicina, situata lungo il confine con il Sudan, alcune case abitate da sudanesi sono state bruciate. </p>



<p>La portavoce della presidenza<strong> Lily Adhieu Martin Manyiel </strong>ha infatti intimato a &#8220;non permettere alla rabbia di offuscare il nostro giudizio o di rivoltarsi contro i commercianti e i rifugiati sudanesi che attualmente risiedono nel nostro Paese&#8221;.</p>



<p>Venerdì 17 gennaio, proprio a causa di questi avvenimenti, la polizia ha annunciato l’introduzione di un <a href="https://apnews.com/article/south-sudan-violence-sudan-curfew-bc982d7eba3398f01928a085c183f6b7"><strong>coprifuoco </strong></a>in tutto il Paese. Il generale <strong>Abraham Manyuat</strong> ha dichiarato che il coprifuoco entrerà in vigore dalle 18:00 fino all&#8217;alba proprio per ostacolare gli episodi di saccheggio segnalati a Juba e nelle altre città vicine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La riconquista di Wad Madani</h2>



<p>Le presunte uccisioni di cittadini del Sud Sudan che hanno portato alle rivolte, sarebbero avvenute a <strong>Wad Madani</strong>, una città situata a sud-est del paese riconquistata sabato 11 gennaio dall&#8217;<strong>esercito regolare sudanese</strong> (Saf). Si tratta della città più importante dello stato di <strong>Gezira</strong>, situata a circa 130 km a sud-est della capitale sudanese Khartum e la sua conquista potrebbe rappresentare un <strong>punto di svolta </strong>per la guerra civile, che dura ormai da due anni. L&#8217;offensiva a Wad Madani rientra nelle <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-le-rsf-costrette-a-indietreggiare.html">recenti </a>iniziative dell&#8217;esercito, che sta così guadagnando terreno.</p>



<p>L&#8217;importanza della città deriva dalla fertilità dell&#8217;area, dovuta alla sua posizione tra il Nilo Bianco e il Nilo Azzurro. Inoltre, rappresenta un ponte che collega in modo strategico le zone del nordest controllate dall’esercito, come Port Sudan e Cassala, con le altre provincie del sud.</p>



<p>Da dicembre 2023, la città è stata controllata dalle <strong>Forze di Supporto Rapido</strong> (Rsf), la milizia ribelle parte in causa della guerra civile sudanese. Già da quel momento, la comunità è stata etichettata dall&#8217;esercito sudanese come sostenitrice delle Rsf per motivi etnici. Dunque, anche le violenze nei confronti della comunità avvenute durante la conquista della città sono stati considerate ritorsioni su base etnica. Non è la prima volta che l&#8217;esercito viene accusato di aver ucciso civili sospettati di sostenere i ribelli, accusa confermata dallo stesso esercito, che ha dichiarato la presenza di casi isolati di uccisioni di civili.</p>



<p>Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, <strong>Moussa Faki Mahamat</strong>, domenica scorsa ha condannato le violenze e le brutali uccisioni di cittadini sud sudanesi a Wad Madani. I responsabili delle violenze contro i civili sarebbero i militari governativi,&nbsp;e secondo l&#8217;<a href="https://ishr.ch/latest-updates/sudan-ethnicity-based-attacks-in-aljazeera-where-women-were-killed-beaten-and-abducted/">International Service for Human Rights</a>&nbsp;(Ishr), le vittime sono prevalentemente donne e bambini.</p>



<p>Le vittime erano persone provenienti dal Sud Sudan, Darfur e Sudan occidentale, ma residenti nella zona da decenni. I soldati dell&#8217;esercito le hanno accusate di aver collaborato con i paramilitari delle Rsf mentre l’area era sotto il loro dominio e per questo uccise. In passato l’esercito aveva accusato le Rsf di assumere sud-sudanesi come mercenari.</p>



<p>Il ministero degli Esteri del Sud Sudan sostiene di aver ricevuto un &#8220;rapporto completo dove vengono descritti in modo dettagliato gli eventi che hanno causato la perdita di vite umane tra i nostri cittadini innocenti, che mantengono uno status di non combattenti&#8221;.</p>



<p>La guerra civile va avanti da aprile 2023 e vede le Rsf combattere contro l&#8217;esercito per il controllo del Paese. Fino ad ora, la battaglia si è concentrata nelle aree introno a Khartum e nel Darfur, quindi nelle aree controllate dalle Rsf. Solo recentemente, l&#8217;esercito ha iniziato una <strong>controffensiva</strong> vicino la capitale, prendendo il controllo di alcune zone ritenute importanti. </p>



<p>La guerra in questi due anni ha causato una gravissima <strong>crisi umanitaria</strong>, con più di 60mila morti, 12 milioni di <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/un-rifugiato-su-otto-sudanese-conseguenze-guerra-civile.html">sfollati </a></strong>e circa 50 milioni di abitanti del paese sono a rischio carestia. L&#8217;ONU e altri gruppi per i diritti umani, hanno denunciato la presenza di <a href="https://it.insideover.com/guerra/indagini-sudan-rivelano-massacri-etnici-darfur.html"><strong>massacri etnici</strong></a> di diversa natura da <strong>entrambe</strong> le parti implicate nel conflitto.</p>



<p>Recentemente, il governo statunitense ha annunciato <strong>sanzioni </strong>per i crimini commessi contro i civili nei confronti del capo delle Rsf, Mohammad Hamdan <strong>Dagalo</strong>, già sanzionato per presunti crimini di genocidio, e del comandante dell&#8217;esercito, il generale Abdel Fattah<strong> al Burhan</strong>.</p>
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		<title>Guerra e sabotaggio economico: l&#8217;incubo del Sudan continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 14:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-1024x520.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 15 aprile 2023 in Sudan è in corso una guerra civile che sta lacerando il Paese e dimenticata da buona parte delle cancellerie internazionali. In dieci mesi sono state distrutte infrastrutture, il cibo scarseggia e i cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. L’ong Armed conflict location and event data project (Acled) &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/sudan-sulla-guerra-civile-anche-lincubo-della-carestia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="974" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-300x152.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-768x390.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9987096-e1563038186339-1024x520.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dal 15 aprile 2023 in <strong>Sudan </strong>è in corso una guerra civile che sta lacerando il Paese e dimenticata da buona parte delle cancellerie internazionali. In dieci mesi sono state distrutte infrastrutture, il cibo scarseggia e i cittadini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. L’ong <a href="https://acleddata.com/2024/02/16/sudan-situation-update-february-2024-sudan-the-saf-breaks-the-siege/">Armed conflict location and event data project (Acled)</a> ha segnalato <strong>14.600 vittime</strong> in Sudan dall’inizio del conflitto.</p>



<p>A combattere sono le forze armate sudanesi capeggiate dal generale <strong>Abdel Fattah al Burhan</strong> e le <strong>Forze di supporto rapido</strong> (Rsf), paramilitari guidati dal generale Mohammed Hamdan Dagalo, ex vice di Al Burhan.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sabotaggio economico</strong></h2>



<p>Due settimane fa le parti in conflitto hanno preso di mira le <strong>attività economiche</strong>, attaccando le sedi delle grandi aziende di telecomunicazioni del Paese, che è rimasto in gran parte isolato. Il boicottaggio economico mira a distruggere alcuni servizi di base, come le antenne per le telecomunicazioni e le strade, per impedire che arrivino alle comunità. Si tratta di una strategia già impiegata, solitamente utilizzata dai gruppi d’insorti per promuovere le loro ideologie. È già successo anche in Somalia e in Kenya dove i combattenti di Al Shabaab hanno compromesso i tralicci per le telecomunicazioni.</p>



<p>I servizi colpiti sono quelli di tre aziende, la sudanese <strong>Sudani</strong>, <strong>Mtn </strong>del Sudafrica e <strong>Zaint </strong>del Kuwait, che “sono inaccessibili in gran parte delle regioni del paese, e questo sta causando una paralisi quasi completa delle operazioni bancarie e dei servizi doganali nei porti sudanesi”, recita il comunicato delle autorità per le telecomunicazioni, sotto il controllo della giunta guidata dal generale Abdel Fattah al Burhan. L’ente infatti accusa le Rsf di aver bloccato i <em>data center</em> della Sudani e della Mtn e ripristinato le comunicazioni di alcune città del Darfur, che sono sotto il loro controllo e che erano isolate a causa di incendi dei tralicci, rete in fibra ottica vandalizzata e mancanza di corrente e carburante.</p>



<p>Le interruzioni, durate un’intera settimana prima del ripristino parziale iniziato il 12 febbraio, hanno riguardato in particolar modo <strong>Port Sudan</strong>, la città sul mar Rosso utilizzata dall’esercito come capitale alternativa in seguito alla distruzione dell’aeroporto principale di Khartoum. La maggior parte delle banche era fuori servizio in tutto il Paese, insieme ai servizi digitali per il trasferimento di denaro su cui le famiglie sudanesi contano per avere aiuto dai parenti all’estero.</p>



<p>La mancanza di connessione ha avuto ripercussioni negative anche sulle cliniche che, come comunicato da <a href="https://www.emergency.it/blog/dai-progetti/emergency-in-sudan-gli-aggiornamenti-su-cosa-sta-succedendo-a-khartoum-e-nel-paese/">Emergency</a>, sono rimaste completamente isolate per giorni mettendo a rischio la vita di numerosi pazienti. Azioni simili, infatti, sembrano piuttosto punire i civili, a cui poco importa delle ideologie se a mancare è anche il cibo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pericolo carestia</strong></h2>



<p>Da quasi undici mesi di guerra, i <strong>48 milioni </strong>di abitanti del Sudan vivono tra bombardamenti, trasferimenti forzati, stupri, con l&#8217;aggiunta di un&#8217;epidemia di colera denunciata nel mese di dicembre. Secondo il <strong>Programma alimentare mondiale</strong> (Pam), potrebbe scoppiare “la più grave carestia del mondo”. Secondo il Pam, meno del 5% degli abitanti del Paese può permettersi un pasto completo. La consegna degli aiuti alimentari è inoltre ostacolata dalle violenze, dagli attacchi alle infrastrutture e dalla mancanza di finanziamenti. Più di 25 milioni di persone in Sudan, Sud Sudan e Ciad sono in una sempre peggiore condizione di insicurezza alimentare. </p>



<p>Infatti, le persone fuggite sono oltre 6.792.000, tra queste 1,3 milioni sono rifugiate nei Paesi limitrofi come Sud Sudan e soprattutto in Ciad. Molte di loro sono bloccate negli affollati campi di transito dove gli aiuti umanitari non garantiscono l’apporto necessario di cibo. <strong>Jan Egeland</strong>, segretario generale del<strong> Norwegian refugee council</strong>, aveva affermato circa un mese fa che la condizione <a href="https://it.insideover.com/politica/lo-strano-silenzio-della-francia-sulle-violenze-in-ciad.html">in cui versa il Ciad </a>ricorda quella vissuta in Darfur vent’anni fa, con la differenza che ora nessuno protesta. “Oggi in Ciad abbiamo il triplo dei rifugiati rispetto a quelli che arrivarono nel 2003 e nel 2004. Però non vediamo né indignazione né solidarietà al livello internazionale. Nessuna operazione umanitaria o iniziativa di pace ha avuto un effetto concreto sulle sofferenze dei civili in Sudan o nei campi profughi vicini”, ha dichiarato. “Le testimonianze dei rifugiati in Ciad raccontano di dolori e violenze inimmaginabili. La guerra sta sconvolgendo un’intera regione nel cuore dell’Africa”.</p>



<p>La direttrice esecutiva del Pam, <strong>Cindy McCain</strong> ha ribadito che “vent’anni fa, quando la regione sudanese del Darfur fu colpita da una grave carestia, la comunità internazionale reagì prontamente, mentre oggi nessuno s’interessa al Sudan”. Ha poi aggiunto: &#8220;Oggi lancio un appello urgente per la fine dei combattimenti e affinché a tutte le agenzie umanitarie venga consentito di svolgere il proprio lavoro salvavita”. Da cui dipende il futuro di centinaia di migliaia di persone.</p>
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