<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mohammed bin Salman Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/mohammed-bin-salman-2/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/mohammed-bin-salman-2</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 22 Mar 2026 13:05:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>mohammed bin Salman Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/mohammed-bin-salman-2</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>I diritti delle donne e della comunità LGBTQ+ nelle monarchie del Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/i-diritti-delle-donne-e-della-comunita-lgbtq-nelle-monarchie-del-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 09:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=509073</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="golfo persico" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-1536x1071.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-600x418.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro una facciata di modernità, nei Paesi del Golfo Persico persistono pesanti discriminazioni ei diritti civili.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-diritti-delle-donne-e-della-comunita-lgbtq-nelle-monarchie-del-golfo.html">I diritti delle donne e della comunità LGBTQ+ nelle monarchie del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="golfo persico" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-1536x1071.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/donne-600x418.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il conflitto in Medio Oriente, scatenato dall’aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran, ha riacceso il dibattito mai sopito sulla violazione dei <strong>diritti umani e civili delle donne e delle persone della comunità LGBTQ+ all’interno del mondo islamico</strong>.</p>



<p>Premesso che sarebbe impossibile in un singolo articolo ripercorrere in modo esaustivo la situazione nel composito e variegato mondo dei paesi a maggioranza islamica, <strong>ci concentreremo su alcuni stati della Penisola Arabica</strong>, in particolare sulle cosiddette monarchie (più o meno assolute) del Golfo, tutte coinvolte nella deflagrazione in corso. Lo scopo della presente trattazione non è certo quella di sminuire violazioni perpetrate in altri contesti, quanto portare all’attenzione del lettore l’esistenza di situazioni discriminatorie e/o repressive che sembrano non interessare i nostri media,  i quali concentrati sulla <a href="https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_condizione_della_donna_in_iran_intervista_ad_hanieh_tarkian/5496_57820/?utm_source=copilot.com">condizione della donna iraniana</a>, di gran lunga migliore rispetto a quella vissuta dalle loro omologhe dei Paesi vicini, sembrano spesso dimenticare quanto avviene altrove, magari indotti dalla maggiore aderenza di certi governi agli interessi del cosiddetto Occidente, che sembra preoccuparsi dei diritti umani o civili <strong>secondo una logica che potremmo definire a geometria variabile</strong>.</p>



<p>Nel loro insieme, le <a href="https://www.pandorarivista.it/articoli/le-monarchie-arabe-del-golfo-di-cinzia-bianco-e-matteo-legrenzi/">monarchie del Golfo</a> – ci riferiamo ad <strong>Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Oman ed Emirati Arabi Uniti</strong> (tecnicamente una <a href="https://uaelegislation.gov.ae/en/constitution?utm_source=copilot.com">federazione</a> di monarchie ereditarie) &#8211;  si presentano agli occhi del visitatore occidentale, o del viaggiatore virtuale, come laboratori di modernità e hub globali (oltre che di basi militari USA), il che contribuisce a oscurare – con una punta di ipocrisia e opportunismo &#8211; la condizione femminile e quella degli appartenenti alla comunità LGBTQ+, spesso caratterizzata da discriminazioni sistemiche, repressione legale e controllo sociale, che ne minano profondamente – in taluni casi annullano del tutto &#8211; libertà e autodeterminazione. Intendiamoci, non mancano rapporti di organizzazioni indipendenti e analisi che delineano un quadro coerente ed esaustivo, fatto <strong>di riforme annunciate (e celebrate in Occidente)</strong>, che però non possono celare la persistenza di un impianto normativo che seguita a negare i diritti fondamentali. A non voler dire, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=RrbxbRBjzV0">come ci ricorda un capolavoro del cinema</a>, che non necessariamente cambiando le leggi si cambia la testa delle persone.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione in Arabia Saudita</h2>



<p>In <strong>Arabia Saudita</strong> è stata varata, pure grazie all’apertura al turismo, una grande campagna di modernizzazione dall’alto, promossa dal principe ereditario (e vero dominus) Mohammed bin Salman, il che non toglie che <strong>la monarchia assoluta rimanga uno dei paesi più repressivi al mondo per i diritti delle donne e delle persone LGBTQ+</strong>. Alcuni rapporti di <a href="https://www.amnesty.org/en/wp-content/uploads/2024/09/MDE2384992024ENGLISH.pdf?utm_source=copilot.com">Amnesty International</a> documentano non solo la persistente <a href="https://arabesc.it/diritti-lgbtq-e-mondo-arabo-accettazione-e-negazione/">criminalizzazione</a> dell’omosessualità, ma anche dure punizioni applicate regolarmente: carcere, fustigazione e, nei casi più gravi, pena di morte, mentre le persone transgender vengono assimilate agli omosessuali, etichettate come “segni di immoralità occidentale”. <strong>E non va meglio per le donne. </strong>L’assegnazione a Riyad della presidenza del <a href="https://www.amnesty.it/larabia-saudita-presiedera-il-forum-onu-sui-diritti-delle-donne/">Forum</a> delle Nazioni Unite sullo status delle donne fa da pendant alle restrizioni alla libertà personale, alla condizione legale e alla partecipazione politica delle cittadine, alle quali fino a pochi anni fa era precluso persino il diritto di guidare  &#8211; ricordiamo la <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/10/22/fermate-i-rapporti-con-larabia-saudita-viola-i-diritti-delle-donne-e-criminalizza-la-comunita-lgtbqi-la-lettera-delle-calciatrici-alla-fifa/7738544/">protesta delle calciatrici</a> contro la sponsorizzazione saudita della FIFA – mentre il velo islamico non è più obbligatorio per legge (a differenza dell’Iran dove è <a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/3/30/irans-police-disperses-pro-hijab-protest-amid-security-concerns">formalmente previsto</a>), per quanto sia richiesto il rispetto di un certo <a href="https://www.visitsaudi.com/it/stories/saudi-culture-and-customs">codice di abbigliamento</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Emirati, tolleranza di facciata </h2>



<p>Non va meglio negli <strong>Emirati Arabi Uniti</strong>, dove la tolleranza di facciata e la vetrina futurista non devono far dimenticare la vigenza di una <strong>legislazione severa</strong>. Non solo le relazioni omosessuali sono <a href="https://www.humandignitytrust.org/country-profile/united-arab-emirates/">criminalizzate</a> in diversi emirati, ma esiste una legge federale che punisce gli “atti contrari alla morale”, formula assolutamente generica che consente arresti arbitrari e atti repressivi nei riguardi di qualunque forma di libera espressione; organizzazioni come Human Rights Watch hanno più volte denunciato l’uso strumentale del cosiddetto reato di “indecenza” per colpire persone transgender e queer. Le <a href="https://www.politicshub.it/post/il-ruolo-delle-donne-negli-emirati-arabi-uniti">donne emiratine</a>, pur godendo di maggiori spazi rispetto a quelle saudite, <strong>vivono ancora oggi forti discriminazioni </strong>nel diritto di famiglia, nella tutela legale e nella libertà fondamentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le discriminazioni nel Qatar</h2>



<p>Un discorso non dissimile potrebbe farsi per il <a href="https://www.amnesty.org/en/location/middle-east-and-north-africa/middle-east/qatar/report-qatar/">Qatar</a>, particolarmente attenzionato in occasione dei Mondiali di Calcio 2022, che non solo conserva <strong>leggi che perseguono le relazioni omosessuali</strong> (compresi arresti arbitrari, centri di detenzione e “<a href="https://www.leggiscomodo.org/legali-le-terapie-di-conversione/#:~:text=Tutto%20ci%C3%B2%20mise%20in%20allerta%20l'American%20Psychiatric,psicopatologie%2C%20rispettivamente%20nel%201974%20e%20nel%201990.">terapie di conversione</a>”) ma è molto restrittivo, analogamente all’Arabia Saudita, pure sul versante dei diritti delle donne, discriminate in materia di matrimonio, divorzio, custodia dei figli ed eredità; è vero che ci sono state alcune aperture simboliche, ma queste non hanno intaccato un modello di stampo maschilista e patriarcale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bahrein, passi avanti</h2>



<p>Qualche passo avanti si è registrato in <strong>Bahrein</strong>, dove le relazioni omosessuali tra adulti sono state <a href="https://arabesc.it/diritti-lgbtq-e-mondo-arabo-accettazione-e-negazione/?utm_source=copilot.com">depenalizzate</a> nel 1976, il che non ha impedito l’adozione di normative restrittive, come quelle che puniscono le attività “contrarie alla religione, all’ordine pubblico e alla morale”. E pure le <a href="https://data.unwomen.org/country/bahrain">donne</a> continuano a essere discriminate nel diritto di famiglia e nella partecipazione politica, in un contesto caratterizzato da repressione del dissenso e controllo della società civile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le leggi del sultanato</h2>



<p>E chiudiamo questa breve panoramica con l’<strong>Oman</strong>. Pure nel sultanato le relazioni omosessuali sono <a href="https://www.state.gov/wp-content/uploads/2025/07/624521_OMAN-2024-HUMAN-RIGHTS-REPORT.pdf">vietate</a> e punite dalla legge con pene detentive, mentre le <a href="https://www.ecoi.net/en/file/local/2105450/N2404540.pdf">donne</a> vivono condizioni limitanti quanto ad autonomia personale e diritti economici, sulle quali non hanno finora inciso promesse di riforme annunciate (e mai realmente attuate) negli ultimi anni.</p>



<p>Volendo tracciare un profilo d’insieme, emerge che <strong>le cinque nazioni condividono tre elementi strutturali sotto il profilo dei diritti delle donne e delle persone LGBTQ+: criminalizzazioni dell’omosessualità, </strong>attuata in modo esplicito o ricorrendo a normative poste a tutela della morale pubblica;<strong> limitazioni ai diritti delle donne, </strong>specialmente sul versante dei rapporti familiari e della partecipazione politica (già di per se stessa fortemente limitata per chiunque); <strong>totale assenza di rimedi giuridici o tutela a fronte di discriminazioni</strong>. In tal senso, le monarchie del Golfo che tanto hanno investito sulla propria immagine internazionale in senso modernista e progressista, sono un chiaro esempio di come non necessariamente la modernizzazione in senso economico e tecnologico si accompagni necessariamente a progressi sul versante dei diritti civili.</p>



<p>E sarebbe cose buona e giusta se di queste cose si parlasse e scrivesse più spesso, invece di ricorrere a quelle geometrie variabili cui facevano cenno all’inizio, che suscitano il legittimo sospetto che perfino battaglie sacrosante come quelle per il rispetto dei diritti umani e civili siano strumentalizzate ad altri fini. Non lo scopriamo oggi, ma forse le cose date per scontate sono le prime che siamo portati a dimenticare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-diritti-delle-donne-e-della-comunita-lgbtq-nelle-monarchie-del-golfo.html">I diritti delle donne e della comunità LGBTQ+ nelle monarchie del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il denaro del Golfo, i contatti di Parigi: Il patto Francia-Arabia Saudita per disarmare Hezbollah</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-denaro-del-golfo-i-contatti-di-parigi-il-patto-francia-arabia-saudita-per-disarmare-hezbollah.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 06:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=496547</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Sauditi e francesi si sono ritrovati per affrontare una questione cruciale: come disinnescare Hezbollah senza far deflagrare l’intero Libano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-denaro-del-golfo-i-contatti-di-parigi-il-patto-francia-arabia-saudita-per-disarmare-hezbollah.html">Il denaro del Golfo, i contatti di Parigi: Il patto Francia-Arabia Saudita per disarmare Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="libano" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/libano-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Nel mondo mediorientale le trattative più decisive non passano mai dai palazzi ufficiali. Si svolgono lontano dalle telecamere, in stanze dove la luce è fioca, i telefoni restano fuori e le mappe parlano più delle parole. Così, tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025,<strong> sauditi e francesi</strong> si sono ritrovati attorno a un tavolo per affrontare una questione che nessuno vuole ammettere pubblicamente: come disinnescare <a href="https://it.insideover.com/guerra/hezbollah-denuncia-le-interferenze-usa-in-libano.html">Hezbollah senza far deflagrare l’intero Libano. </a>È un equilibrio fragile, in cui ogni scelta può diventare la miccia di una nuova guerra. Ma è un equilibrio che <strong>Mohammed bin Salman</strong> non può più permettersi di ignorare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno di Trump e la pressione americana</h2>



<p>Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha rimesso in moto vecchi dossier congelati negli ultimi anni. Per Riyad, questo significa un messaggio inequivocabile: se vuole ottenere garanzie sul dossier iraniano e un percorso privilegiato verso gli Accordi di Abramo, l’Arabia Saudita deve assumersi responsabilità dirette. In altre parole, <strong>contribuire al ridimensionamento di Hezbollah,</strong> forza militare che l’Iran considera essenziale per il proprio scudo strategico. Un compito che i sauditi, pur armati di capacità finanziarie e rete d’influenza, non possono affrontare senza un alleato che conosca il terreno libanese palmo a palmo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Francia e la memoria lunga del Levante</h2>



<p>È qui che entra in scena Parigi. <strong>Nel Levante, la Francia non è mai stata un attore “straniero”</strong>: la sua presenza è sedimentata da decenni di relazioni, protezioni, alleanze. È un mondo che i servizi francesi conoscono molto più degli stessi sauditi. La DGSE possiede quella combinazione di discrezione, immersione culturale e contatti capillari che permette di operare senza lasciare impronte. Agenti perfettamente integrati nel tessuto libanese, rapporti con ufficiali dell’esercito, legami con clan drusi e famiglie maronite: un patrimonio informativo che nessun Paese del Golfo può replicare.</p>



<p>Per Riyad, dunque, <strong>la Francia diventa la leva necessaria per tentare il colpo più ambizioso da vent’anni</strong> a questa parte: indebolire in modo strutturale l’apparato militare di Hezbollah.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’operazione che dovrà sembrare un affare interno</h2>



<p>Il progetto, così come delineato nelle prime riunioni riservate, punta a un obiettivo semplice solo in apparenza: <strong>entro la fine del 2026 l’ala armata di Hezbollah deve perdere autonomia</strong>, capacità logistiche e margini operativi. Non una guerra civile, non un intervento diretto, ma un’operazione di Stato condotta dall’esercito libanese. In uniforme, in piena legittimità formale, avanzando nei villaggi sciiti del Sud mentre dietro le quinte francesi e sauditi orchestrano movimenti, premi, pressioni e compensazioni.</p>



<p>Ai francesi il ruolo del “suggeritore” invisibile, capace di orientare i vertici militari e anticipare le mosse delle fazioni locali. Ai sauditi quello del finanziatore, indispensabile per sostenere una macchina statale cronicamente a corto di risorse. È un piano che richiede una gestione chirurgica dei tempi e degli equilibri. E soprattutto richiede che nessuno, <strong>né in Iran né in Siria</strong>, possa dimostrare che l’iniziativa non sia realmente libanese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mossa di Hezbollah e il gioco delle apparenze</h2>



<p>Nel frattempo, a Beirut, Hezbollah tenta di prendere fiato. Con <strong>Naim Qassem</strong> alla guida dopo la scomparsa di Hassan Nasrallah, il movimento ha provato a spostare il registro diplomatico, tendendo pubblicamente la mano all’Arabia Saudita e suggerendo un riavvicinamento. Una mossa studiata per evitare un asse ostile Riyad-Parigi-Washington che rischierebbe di soffocare le sue linee di rifornimento, già provate dalla pressione su Siria e Iran. Ma i sauditi non hanno raccolto l’invito. Anzi, il gesto è stato letto come un segnale di vulnerabilità, e ha accelerato le consultazioni con i francesi.</p>



<p>È un gioco di specchi: davanti alle telecamere si evocano dialogo e stabilità, mentre nelle retrovie si preparano mosse destinate a cambiare l’equilibrio di forze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posta in gioco: molto più del Libano</h2>



<p>Se il piano dovesse procedere senza intoppi — ipotesi tutt’altro che scontata — l’effetto non riguarderebbe solo Hezbollah. <strong>Toccherebbe l’intero asse Iran-Siria-Libano,</strong> una delle architetture strategiche più solide della regione. Metterebbe alla prova la capacità dell’esercito libanese di affermarsi come istituzione nazionale e riporterebbe la Francia al centro di un teatro che considera ancora parte del proprio retaggio geopolitico. <strong>Per Riyad, sarebbe l’occasione di presentarsi come attore stabilizzatore</strong>, capace di influenzare gli assetti politico-militari senza affidarsi solo al sostegno americano.</p>



<p>In questo intreccio si muove un dato fondamentale: nessuno, né europei né arabi, vuole che il Libano scivoli nel caos. Ed è proprio questa paura a rendere possibile un’operazione tanto rischiosa quanto straordinaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fase che si apre ora</h2>



<p>Nessuno sa se l’operazione riuscirà. <strong>Hezbollah non è soltanto un gruppo armato</strong>: è un sistema sociale, un’economia parallela, una rete di protezione comunitaria. Disarmarlo significa toccare la struttura profonda del Libano. Ma nemmeno Riyad e Parigi possono permettersi di fallire, perché il prezzo sarebbe un rafforzamento ulteriore dell’Iran e una perdita di credibilità regionale.</p>



<p>Per ora, tutto resta nell’ombra. Le riunioni, i trasferimenti di fondi, le pressioni sui vertici militari. L’unica cosa chiara è che il conto alla rovescia è iniziato. E questa volta non sono né Tel Aviv né Washington a dettare il ritmo, ma un’alleanza nuova, discreta e determinata: il denaro del Golfo e la mano invisibile di Parigi. Una combinazione che, nella storia del Levante, non ha mai lasciato le cose come le ha trovate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-denaro-del-golfo-i-contatti-di-parigi-il-patto-francia-arabia-saudita-per-disarmare-hezbollah.html">Il denaro del Golfo, i contatti di Parigi: Il patto Francia-Arabia Saudita per disarmare Hezbollah</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La forza di pace per Gaza: chi la vuole, chi non la vuole, i veti di Israele e i giochi dei sauditi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-forza-di-pace-per-gaza-chi-la-vuole-chi-non-la-vuole-i-veti-di-israele-e-i-giochi-dei-sauditi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 15:35:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=493795</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> A dispetto del genocidio, Israele mette il veto a questo o quel Paese. E la fase due del Piano Trump per Gaza si blocca. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-forza-di-pace-per-gaza-chi-la-vuole-chi-non-la-vuole-i-veti-di-israele-e-i-giochi-dei-sauditi.html">La forza di pace per Gaza: chi la vuole, chi non la vuole, i veti di Israele e i giochi dei sauditi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250109182135612_388c737c816d1896a6fbcc2dbdf83808-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se raggiungere un cessate il fuoco a Gaza è stato complicato (e ci sono pur sempre stati 200 morti palestinesi dal momento della &#8220;firma&#8221;, due mesi fa), far procedere <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c70155nked7o">il resto del Piano Trump</a> sembra esserlo ancor più. La prossima tappa dovrebbe vedere il completo ritiro delle truppe di Israele dalla Striscia e<strong> il contemporaneo dispiegamento di una &#8220;forza di pace&#8221;</strong> incaricata di fare da cuscinetto tra Hamas e gli israeliani e di garantire la sicurezza giorno per giorno ai palestinesi della Striscia. </p>



<p>Questo genere di missione, dall&#8217;ex Jugoslavia all&#8217;Afghanistan, tende a non avere grande successo. Questa di Gaza, però, rischia di non partire nemmeno. Donald Trump aveva pensato di coinvolgere i Paesi della regione, per almeno diverse ragioni: sono i primi a essere interessati a una maggiore stabilità collettiva; sono per tradizione i più vicini (ma negli ultimi tempi con pochissimi sforzi) alla causa dei palestinesi; volendo, hanno in sacco di denaro da investire nella ricostruzione della Striscia; sono quelli che, all&#8217;interno, più sentono la pressione in favore di un&#8217;azione positiva verso i palestinesi. <strong>In più, la Casa Bianca è interessata a coltivare una buona relazione, soprattutto con le monarchie del Golfo Persico</strong>, sia per ragioni strategiche (ospitano le basi militari Usa, e come gli Usa sono interessate a emarginare l&#8217;Iran) che per ragioni economiche, potendo attraverso l&#8217;Opec influenzare il mercato mondiale del petrolio e potendo, attraverso i rispettivi fondi sovrani, realizzare quegli investimenti nel mercato americano da Trump tanto agognati. </p>



<p>Però c&#8217;è un però. Ovvero la richiesta, anzi la pretesa di Israele di avere <strong>potere di veto sui Paesi che dovrebbero partecipare a quella &#8220;forza di pace&#8221;</strong>. Tradotto in termini pratici, Israele non vuole che mettano piede a Gaza <strong>i soldati di Turchia e Qatar</strong>, ovvero dei due Paesi più esposti nel sostegno ai Fratelli Musulmani (a loro volta sostenitori di Hamas) e non solo: il Qatar è stato per lungo tempo un santuario per i leader di Hamas, tanto da essere bombardato a metà settembre dai caccia di Israele che proprio a quei leader miravano; la Turchia è stato il Paese più esposto (anche se quasi solo a parole) nelle critiche e negli attacchi contro la condotta di Israele a Gaza, fino a spiccare un mandato d&#8217;arresto per il crimine di genocidio nei confronti di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>e di <strong>Itamar Ben Gvir</strong> (ministro della Sicurezza Nazionale) e <strong>Israel Katz</strong>, ministro della Difesa. Sia la Turchia sia il Qatar, inoltre, sono &#8220;padrini&#8221; della Siria dell&#8217;ex terrorista islamista Al-Jolani, ora presidente <strong>Mohammed al-Sharaa</strong>. E che cosa pensi Israele della siria è ben dimostrato dall&#8217;invasione <em>manu militari</em> del Sud del Paese e dal ruolo evidente giocato nella ribellione dei drusi siriani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati&#8230;</h2>



<p>La cosa avrebbe anche una certa logica apparente (non potete mettermi dei nemici alla soglia di casa), se non fosse per due considerazioni. La prima è questa: in due anni Israele (sempre e solo per difendersi, ovvio) ha bombardato più o men o intensamente otto Paesi del Medio Oriente, compresi quelli come la Siria che non avevano nemmeno alzato un dito nei suoi confronti. Risulta quindi piuttosto difficile capire <strong>quali siano i Paesi che Israele NON considera nemici.</strong> La seconda considerazione è che Israele a Gaza si è reso colpevole di un genocidio (o, come ha stabilito la Commissione indipendente Onu, di <strong>&#8220;atti di genocidio&#8221;</strong>) che non dovrebbe consentirgli, ora, di dettare condizioni né all&#8217;alleato principale, gli Stati Uniti, né alla comunità internazionale. La quale, però, ha già scopato sotto l&#8217;ampio tappeto della convenienza il fresco ricordo delle<a href="https://it.insideover.com/guerra/i-morti-di-gaza-99-medici-usa-raccontano-la-verita-da-oggi-diventa-la-nostra-verita-ecco-perche.html#google_vignette"> centinaia di migliaia di vittime di Gaza</a>.</p>



<p>Come se questo non bastasse, all&#8217;ombra dei veti israeliani si gioca una partita politica di tutto rispetto. <strong>A voler tenere alla larga Turchia e Qatar ci sono anche l&#8217;Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti</strong>, che non hanno certo dimenticato i precedenti e profondi contrasti. Arabia Saudita che, a sua volta, è l&#8217;oggetto del desiderio degli Usa di Trump, la gemma di quella corona diplomatica chiamata Accordi di Abramo di cui gli Emirati già fanno parte. L&#8217;ingresso dei sauditi (e magari anche della Siria di Al-Sharaa) sancirebbe quella riscrittura del Medio Oriente in chiave Usa cui la Casa Bianca è oggettivamente vicina, molto più di quanto siano mai arrivati i neocon dell&#8217;epoca Bush.</p>



<p>Però qui c&#8217;è un altro però. <strong>Mohammed bin Salman</strong>, l&#8217;uomo forte dell&#8217;Arabia Saudita, avrebbe anche una gran voglia di accettare. Ma per farlo, sapendo che ciò implicherebbe la normalizzazione dei rapporti con Israele, ha bisogno di conquistare un trofeo: un qualche impegno che faccia pensare alla possibilità di uno Stato palestinese (<a href="https://it.insideover.com/politica/larabia-saudita-a-trump-normalizzazione-con-israele-solo-in-cambio-dello-stato-palestinese.html">ne abbiamo parlato qui</a>). Cosa cui Trump sarebbe anche incline (il suo Piano parla esplicitamente di un &#8220;percorso verso l&#8217;autodeterminazione e lo Stato palestinese, che riconosciamo come aspirazione del popolo palestinese&#8221;), se non fosse che Netanyahu e la maggioranza che lo sostiene (<strong>e forse anche un&#8217;ampia quota dell&#8217;opinione pubblica israeliana</strong>) sono categoricamente contrari.</p>



<p>Ed è in questa specie di labirinto politico che andremo vagando nei prossimi mesi. Con un&#8217;unica certezza: a rimetterci, sempre e comunque, saranno i palestinesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-forza-di-pace-per-gaza-chi-la-vuole-chi-non-la-vuole-i-veti-di-israele-e-i-giochi-dei-sauditi.html">La forza di pace per Gaza: chi la vuole, chi non la vuole, i veti di Israele e i giochi dei sauditi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asim Munir, l&#8217;uomo forte (e invisibile) del Pakistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 05:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=491943</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Asim Munir, potente capo dell’esercito pakistano, è il vero stratega dietro la rinascita politica e diplomatica del Pakistan.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html">Asim Munir, l&#8217;uomo forte (e invisibile) del Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104437127_f8831cbe7ece3cb61284949b3b336ff4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è ufficialmente, almeno per il ruolo ricoperto, l&#8217;uomo più potente del <strong>Pakistan</strong>. Eppure, quando Islamabad deve decidere se e come rispondere militarmente ai talebani, in che modo imbastire i <a href="https://it.insideover.com/guerra/pakistan-e-afghanistan-prove-di-guerra-lungo-la-frontiera-ecco-che-cosa-succede.html">negoziati di pace con l&#8217;Afghanistan</a>, fino a che punto rispondere agli strike aerei dell&#8217;India, quali armi acquistare dalla Cina e persino cosa dire a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>, in prima fila non c&#8217;è il primo ministro <strong>Shehbaz Sharif </strong>ma <strong>Asim Munir</strong>. </p>



<p>Munir, che di mestiere fa il <strong>capo dell&#8217;esercito del Pakistan</strong>, è l&#8217;artefice invisibile <a href="https://it.insideover.com/politica/in-equilibrio-tra-usa-e-cina-il-pakistan-sta-diventando-una-piccola-potenza-regionale.html">della nuova rinascita del suo Paese</a>. È infatti riuscito a costruire un <strong>equilibrio </strong>nazionale quasi perfetto tra le correnti e le fazioni politiche contrapposte che avevano sempre creato instabilità, ma soprattutto ha avuto l&#8217;intelligenza di offrire al governo di Sharif la possibilità di mostrare al mondo intero il volto più istituzionale del potere pakistano. Tenendo per sé, in ogni caso, l&#8217;ultima parola, o almeno un parere più che rilevante, sulle questioni che contano.</p>



<p>Non è un caso che Munir abbia visitato gli <strong>Stati Uniti</strong> due volte e che, in una di queste trasferte, abbia incontrato alla Casa Bianca Trump in persona per consolidare la partnership anti terrorismo tra Islamabad e Washington. Il tutto mentre i rapporti tra gli Usa e l&#8217;<strong>India</strong>, acerrima rivale del Pakistan, sono sempre più freddi e distanti a causa dei dazi statunitensi sul Made in India.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="578" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-1024x578.jpg" alt="" class="wp-image-491948" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-1024x578.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-768x434.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-1536x867.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a-600x339.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104427241_4dcec38b730194945dbd483fc884af5a.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il ruolo di Munir</strong></h2>



<p>I tempi di Imran Khan, del vuoto istituzionale e delle rivolte sembrerebbe essere terminato. Il Pakistan, oggi, ha una doppia <strong>leadership di ferro</strong>: Sharif è, come detto, il primo ministro e volto istituzionale della nazione, mentre Munir rappresenta il cervello, il coraggio, l&#8217;astuzia di un Paese che intende ritagliarsi un posto in prima fila nel <strong>mondo multipolare</strong> che sta emergendo dal vecchio ordine globale. </p>



<p>Non è un caso che, nel corso degli ultimi due anni, in politica estera Islamabad abbia forse centrato più successi degli ultimi venti: dalle nuove armi acquistate dalla Cina agli eccellenti rapporti con gli Stati Uniti, <strong>dai flirt con la Russia al fresco accordo nucleare con l&#8217;Arabia Saudita</strong>, agli incontri con le alte sfere iraniane.</p>



<p>Gran parte del merito non è di Sharif ma di Munir, diventato capo dell&#8217;esercito pakistano alla fine del 2022, quando il Paese era in piena crisi politica, prossimo al default, travolto dai debiti e sempre più ai margini della scena mondiale. Impossibile ignorare un simile momento di gloria. </p>



<p>E infatti, lo scorso 18 ottobre, Munir è salito sul palco dell&#8217;Accademia militare pakistana, in una valle circondata da montagne alte 2.500 metri, per festeggiare il Pakistan che &#8220;ha gradualmente ma inesorabilmente iniziato a riconquistare il suo <strong>legittimo posto</strong> nella comunità delle nazioni&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="729" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-1024x729.jpg" alt="" class="wp-image-491949" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-1024x729.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-768x547.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-1536x1094.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74-600x427.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104508689_c9805d7320019abc88eea509b6999e74.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una figura necessaria</strong></h2>



<p>In questa particolare fase politica il Pakistan ha evidentemente bisogno di una figura come quella di Munir. Le <strong>sfide interne</strong>, tuttavia, non mancano affatto per questo tosto militare pakistano che sostiene di aver imparato a memoria il Corano (a partire dal rischio di una rivolta popolare come quelle accadute in Nepal e Indonesia). </p>



<p>L&#8217;uomo forte di Islamabad è un ibrido tra <strong>Mohammed Bin Salman</strong>, il principe ereditario saudita che ha saputo farsi strada tra rivali e oppositori salvo poi introdurre un programma riformatore per l&#8217;Arabia Saudita, e <strong>Park Chung Hee</strong>, dittatore militare della Corea del Sud dal 1961 al 1979 che supervisionò radicali riforme economiche che consentirono a Seoul di trasformarsi in una Tigre Asiatica. I suoi rivali lo considerano invece soltanto un <strong>dittatore militare in pectore</strong>, senza alcun alone riformista. </p>



<p>Munir ha sicuramente talento politico da vendere, è furbo ma, soprattutto, sta dimostrando di sapersi muoversi alla perfezione in un sistema, quello pakistano, caratterizzato da un radicato capitalismo clientelare e afflitto da due conflitti irrisolti ai suoi confini (India e Afghanistan). </p>



<p>Nel frattempo, le principali strade del Paese sono ricoperte di cartelloni pubblicitari con <strong>immagini di Trump, Munir e Sharif</strong>. Le didascalie sono emblematiche: &#8220;Uniti per il Pakistan. Rispettati dal mondo&#8221; oppure &#8220;il Pakistan si distingue per la sua leadership&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="669" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-1024x669.jpg" alt="" class="wp-image-491950" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-1024x669.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-768x502.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-1536x1004.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251031104522849_f350a552fde130d532787c78f44f4759.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asim-munir-luomo-forte-e-invisibile-del-pakistan.html">Asim Munir, l&#8217;uomo forte (e invisibile) del Pakistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manahel al-Otaibi, l’attivista per i diritti delle donne scomparsa nelle carceri saudite</title>
		<link>https://it.insideover.com/donne/manahel-al-otaibi-lattivista-per-i-diritti-delle-donne-scomparsa-nelle-carceri-saudite.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 14:18:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=463527</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-600x268.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-1024x457.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-768x343.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Manahel al-Otaibi ha 29 anni ed era istruttrice di fitness e attivista per i diritti delle donne in Arabia Saudita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/manahel-al-otaibi-lattivista-per-i-diritti-delle-donne-scomparsa-nelle-carceri-saudite.html">Manahel al-Otaibi, l’attivista per i diritti delle donne scomparsa nelle carceri saudite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="670" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Arabia Saudita" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-600x268.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-300x134.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-1024x457.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Manahel-al-Otaibi-e1744014167104-768x343.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Manahel al-Otaibi ha 29 anni ed era istruttrice di fitness e attivista per i diritti delle donne in <strong>Arabia Saudita</strong>. Il 9 gennaio 2024 è stata&nbsp;condannata in un&#8217;udienza segreta a 11 anni di carcere&nbsp;per “<strong>reati di terrorismo</strong>”, ma la sua unica colpa è stata condividere post sui social e non aver indossato gli abiti giudicati adeguati dallo Stato. </p>



<p>Durante la detenzione è stata vittima di torture, fisiche e psicologiche, e isolamento e ora non si hanno sue notizie da quasi due mesi.&nbsp;<strong>Amnesty International</strong> ha denunciato la sua sparizione forzata, sollevando dubbi sulle riforme saudite e sul destino degli attivisti detenuti e invitando a firmare un appello per la loro liberazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa è successo</h2>



<p>La vicenda ha avuto inizio nel 2022, quando Manahel svolgeva la sua attività sui social, in particolare con <strong>tweet </strong>a sostegno dei diritti delle donne. A risultare determinanti, sono state alcune foto su <strong>Snapchat </strong>durante una giornata al centro commerciale in cui si è mostrata senza l&#8217;<strong>abaya</strong>, una tunica tradizionale che le donne saudite sono tenute ad indossare per coprire il proprio corpo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<a class="twitter-timeline" data-width="500" data-height="750" data-dnt="true" href="https://twitter.com/ManahelAl_otibi?ref_src=twsrc%5Etfw">Tweets by ManahelAl_otibi</a><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Manahel è stata arrestata il <strong>16 novembre 2022</strong> con l’accusa di aver violato la legge sui reati informatici. Tra il 5 novembre 2023 e il 14 aprile 2024 è stata vittima di <strong>sparizione forzata</strong>: per cinque mesi, le autorità carcerarie e altri organi statali hanno negato informazioni sulla sua sorte e le hanno impedito qualsiasi contatto con l’esterno. Solo successivamente ha potuto finalmente comunicare con la famiglia, raccontando la sua esperienza di isolamento nella <strong>prigione di al-Malaz</strong>, a Riad. Ha riferito di essersi<strong> fratturata una gamba </strong>a seguito di un pestaggio brutale mentre era in custodia e di non aver ricevuto cure mediche. Le autorità saudite hanno smentito queste affermazioni. Il 1° settembre, in un altro raro contatto con i familiari, ha denunciato di essere stata nuovamente messa in isolamento, <strong>aggredita </strong>da altre detenute e sottoposta a <strong>violenze fisiche </strong>da parte delle guardie carcerarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La testimonianza della sorella Fawzia</h2>



<p>Secondo la testimonianza di <strong>Fawzia al-Otaibi</strong>, sorella di Manahel, rilasciata ad <a href="https://www.amnesty.it/arabia-saudita-che-fine-ha-fatto-manahel-al-otaibi/">Amnesty International</a>, &#8220;poco prima di perdere i contatti con lei, Manahel ci aveva detto che era stata picchiata da una detenuta. Sono preoccupata per quello che le succederà, di fronte a un tribunale ingiusto. Ecco come le donne saudite vengono trattate. Le autorità cercano di nascondere questa realtà raccontando ai media altre storie. Ogni attività che promuove il femminismo e i diritti delle donne viene criminalizzata&#8221;.</p>



<p>Fawzia è scappata nel Regno Unito e non può fare ritorno in Arabia Saudita, dove rischierebbe l’arresto per aver guidato una campagna volta a incoraggiare le donne saudite a mettere in discussione i principi religiosi e a opporsi alle tradizioni culturali del Paese. L&#8217;accusa riguarda l’uso dell’hashtag <strong>#society_is_ready</strong>, con cui avrebbe <strong>sostenuto l’emancipazione femminile</strong> e la fine del sistema di tutela maschile. Anche sua sorella Maryam era stata arrestata e successivamente rilasciata nel 2017 con accuse analoghe.</p>



<p>Da due mesi non si hanno notizie di Manahel, l’ultimo contatto telefonico con la famiglia risale al 15 dicembre scorso. Le autorità continuano a ignorare le richieste dei suoi familiari, comprensibilmente angosciati per le sue condizioni di salute. Oltre ai maltrattamenti subiti in carcere, Manahel soffre infatti di <strong>sclerosi multipla</strong>, rendendo ancora più urgente la necessità di assistenza medica e trasparenza sulla sua situazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le accuse</h2>



<p>Tra le accuse rivolte a Manahel c’è quella di aver chiesto l’abolizione delle oppressive leggi sulla tutela maschile, utilizzando l’hashtag <strong>#EndMaleGuardianship</strong>.</p>



<p>Il <strong>Tribunale Penale Speciale</strong>, ufficialmente incaricato di trattare casi di terrorismo, viene spesso utilizzato per processare dissidenti e difensori dei diritti umani. Per questo, Manahel deve affrontare gravi accuse, tra cui la &#8220;violazione dei principi religiosi e dei valori sociali&#8221;, la “minaccia alla sicurezza della società&#8221; e la &#8220;pubblicazione e diffusione di contenuti che mostrano peccati in pubblico e incitano a mettere in discussione i principi religiosi&#8221;.</p>



<p><strong>L’accusa di terrorismo emessa il 9 gennaio 2024</strong> è stata un chiaro tentativo di distorcere la realtà dei fatti. La Rappresentanza permanente dell’Arabia Saudita a Ginevra ha manipolato la vicenda, dichiarando Manahel al-Otaibi colpevole di “reati di terrorismo” in base agli <strong>articoli 43 e 44 della legge antiterrorismo</strong>. Questa legge criminalizza chiunque &#8220;crei, avvii o utilizzi un sito web o un programma su un computer o su un dispositivo elettronico (…) o pubblichi informazioni sulla fabbricazione di ordigni incendiari, esplosivi o di qualsiasi altro dispositivo utilizzato per crimini terroristici&#8221;, oltre a chiunque &#8220;diffonda o pubblichi, con qualsiasi mezzo, notizie, dichiarazioni false, calunnie o simili per commettere crimini terroristici&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non è un caso isolato: le promesse infrante di Bin Salman</h2>



<p>Il caso di al-Otaibi non è isolato, ma fa parte di una serie di azioni repressive nei confronti della libertà di espressione in Arabia Saudita. I tribunali locali hanno infatti condannato a lunghe pene detentive molte persone per aver espresso le loro opinioni sui social media, comprese diverse donne, fra le quali&nbsp;<strong><a href="https://www.amnesty.it/appelli/arabia-saudita-condannata-a-27-anni-di-carcere-per-un-tweet/">Salma al-Shehab,</a> </strong>dottoranda dell’Università di Leeds e attivista per i diritti delle donne, condannata a 27 anni di carcere, <strong><a href="https://www.middleeasteye.net/news/saudi-arabia-woman-sentenced-30-years-twitter-social-media-crackdown">Fatima al-Shawarbi</a></strong>, condannata a 30 anni di carcere per aver twittato in forma anonima opinioni sui prigionieri politici, sui diritti delle donne e sulla disoccupazione<strong>, Sukaynah al-Aithan </strong>condannata a 40 anni e<strong> Nourah al-Qahtani </strong>a 45 anni.</p>



<p>Queste condanne sono in evidente contraddizione con la narrativa promossa negli ultimi anni dal principe ereditario<strong> <a href="https://it.insideover.com/societa/in-arabia-saudita-il-boia-non-riposa-mai-record-di-esecuzioni-per-riad.html">Mohammed bin Salman</a></strong>, che aveva dichiarato l’intenzione di allentare progressivamente le restrizioni imposte alle donne in Arabia Saudita. Mentre il governo presenta al mondo un’immagine di riforme e modernizzazione, i casi come quello di Manahel al-Otaibi dimostrano che la repressione contro chiunque osi chiedere reali cambiamenti rimane una dura realtà nel paese.</p>



<p>Nonostante alcune modifiche alle restrizioni per le donne, molte pratiche discriminatorie restano in vigore e <strong>la legge sullo status personale</strong> del 2022 ha codificato invece di abolire elementi del sistema di tutela maschile. Manahel al-Otaibi, che inizialmente aveva creduto nelle promesse di riforma del principe Mohammed bin Salman, aveva lodato i cambiamenti, come le modifiche al dress code e la libertà di esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, è stata arrestata proprio per aver esercitato esattamente quelle libertà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/donne/manahel-al-otaibi-lattivista-per-i-diritti-delle-donne-scomparsa-nelle-carceri-saudite.html">Manahel al-Otaibi, l’attivista per i diritti delle donne scomparsa nelle carceri saudite</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cari Usa, non userete le nostre basi. Il ruggito del coniglio dei Paesi del Golfo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cari-usa-non-userete-le-nostre-basi-il-ruggito-del-coniglio-dei-paesi-del-golfo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2024 12:34:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=439071</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Golfo Persico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-1536x750.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arabia Saudita, Bahrein, Emirati e Qatar dicono che non permetteranno agli Usa di usare le basi contro l'Iran. Ma in realtà... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cari-usa-non-userete-le-nostre-basi-il-ruggito-del-coniglio-dei-paesi-del-golfo.html">Cari Usa, non userete le nostre basi. Il ruggito del coniglio dei Paesi del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="937" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Golfo Persico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-600x293.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-300x146.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-1024x500.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-768x375.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241005013131952_8c2b7327d7a3c421bf46591942f4808e-e1728132472482-1536x750.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terzo summit ACD (<strong>Asian Cooperation Dialogue</strong>), che si è appena conclusa a Doha (Qatar), si era aperto all&#8217;insegna di un tema nobile, quasi decoubertiniano: &#8220;La diplomazia dello sporto&#8221;. Ma si è chiuso su ben altri toni allorché i leader dei Paesi del Golfo Persico, cioè Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein e Qatar, hanno dichiarato che non permetteranno alle forze armate degli Stati Uniti di usare la basi poste sui loro territori per attaccare l&#8217;Iran. Ribadendo al contempo di voler restare rigorosamente neutrali rispetto all&#8217;attuale conflitto tra Israele e la Repubblica islamica.</p>



<p>Detta così, la dichiarazione sembrerebbe destinata a fare il botto. <strong>Nei Paesi del Golfo Persico gli Usa dispongono di almeno 15 basi con 30 mila uomini</strong>, che potrebbero essere integrate da altre installazioni mantenute segrete. Tre di queste basi sono in Bahrein e ospitano soprattutto personale della marina: la base di Supporto navale, la base aerea Shaykh Isa e il porto Khalifa ibn Salman. Altre cinque si trovano in Kuwait: Camp Buehring, Camp Arifjan, Camp Patriot e le basi aeree Ali al Salem e Shaykh Ahmad al Jabir. Due in Oman, nei porti di Salalah e di Duqm (m con poche centinaia di uomini). In Qatar gli Usa hanno Camp As-Sayliyah e la base aerea di Al Udeid, la più grande struttura militare americana in Medio Oriente (proprio nel gennaio di quest&#8217;anno la &#8220;concessione&#8221; con il Qatar è stata rinnovata per altri dieci anni). Cinque invece le basi Usa in Arabia Saudita, la più importante delle quali è la base aerea Prince Sultan di Al Kharj, nel centro del Paese. Negli Emirati, infine, le forze americane possono usufruire della base aerea di Al Dhafra, del porto di Jebel Ali e della base navale di Fujairah.</p>



<p>Una presenza massiccia, quindi. Che stando alla dichiarazione di cui dicevamo, resterebbe bloccata anche in caso di conflitto aperto con l&#8217;Iran. La realtà, però, è assai meno romantica (i piccoli contro il gigante) bellicosa (no pasaran). Questo è il ruggito del coniglio.<strong> La realtà è che i Paesi del Golfo Persico si barcamenano, all&#8217;insegna della grande paura</strong>: essere coinvolti in una guerra che, nel caso, si combatterebbe sulla soglia di casa loro. Tra loro e l&#8217;Iran ci sono solo i 30 chilometri dello Stretto (quando si dice la parola) di Hormuz. E gli iraniani hanno già fatto sapere che, se attaccati, reagiranno non solo contro gli attaccanti diretti ma anche contro i Paesi che avranno dato loro una mano. Anche di fronte a una forte pressione militare non sarebbe difficile, per gli iraniani, bombardare (è solo un esempio) le infrastrutture petrolifere delle monarchie sunnite che trovano al di là di un breve tratto di mare.</p>



<p>Le petromonarchie del Golfo Persico si sono da tempo specializzate in acrobazie politiche piuttosto disinvolte. Il Qatar, per esempio, è stato per anni il rifugio dell dirigenza di Hamas, per primo quell&#8217;<strong>Ismail Haniyeh</strong> che nei grandi alberghi di Doha si sentiva sicuro e ha trovato invece la morte per mano israeliana quando si è recato ad assistere all&#8217;insediamento del nuovo presidente Masoud Pezeshkian a Teheran, nel cuore del Paese che di Hamas è il più grande sponsor. Lo stesso Qatar che per molti mesi ha mediato un&#8217;ipotetico cessate il fuoco tra Israele e appunto Hamas, senza cavare un ragno dal buco e facendosi anche minacciare dagli israeliani, che consideravano quell&#8217;interessamento una gran perdita di tempo per favorire gli islamisti di Gaza.</p>



<p>Poi ci sono gli <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-medio-oriente-e-il-futuro-degli-accordi-di-abramo.html">Emirati Arabi Uniti, <strong>i primi con il Bahrein ad aderire, nel 2020, agli Accordi di Abramo</strong> </a>escogitati da Donald Trump per mettere d&#8217;accordo Israele e i Paesi arabi. In quegli Accordi c&#8217;era anche un capitolo riservato ai palestinesi: si concedeva loro uno Stato da burla, alla mercé di Israele però mantenuto appunto dalle petromonarchie. Il fatto che Emirati e Bahrein avessero accolto con entusiasmo quel piano (il &#8220;Grande piano per il Medio Oriente&#8221;, lo chiamava la Casa Bianca dell&#8217;epoca) spiega bene quanto avessero a cuore la causa della Palestina.</p>



<p>E poi c&#8217;è l&#8217;Arabia Saudita che, sotto la guida del principe ereditario <strong>Mohammed bin Salman</strong> detto MBS, cerca da tempo di ritagliarsi un ruolo più ampio nei giochi della grande politica internazionale. L&#8217;ampliamento delle relazioni economiche e politiche con la Cina (ha persino accettato la mediazione di Xi Jinping per una &#8220;pace&#8221; un po&#8217; finta con l&#8217;Iran), la perdurante intesa con la Russia, l&#8217;adesione ai BRICS (di cui è membro dal gennaio di quest&#8217;anno, come gli Emirati) testimoniano di questa smania di affermazione. Ben temperata, però, dal desiderio di non entrare (troppo) in urto con il vecchio amico americano. La crisi di Gaza, cominciata quasi un anno fa con le stragi dei terroristi di Hamas, è arrivata quando tutto faceva pensare che il dinamico MBS stesse per firmare anche lui gli Accordi di Abramo, siglando così una specie di trattato di pace con Israele.</p>



<p><strong>Tutti questi Paesi sarebbero ben felici di veder sparire <a href="https://it.insideover.com/politica/rovesciare-la-repubblica-islamica-linefficace-propaganda-di-netanyahu-sulliran.html">l&#8217;Iran</a> dalla faccia della Terra.</strong> D&#8217;altra parte, non erano loro i principali finanziatori degli islamisti dell&#8217;Isis che attaccavano il regime sciita della Siria? E non furono le milizie sciite organizzate dagli iraniani a respingere l&#8217;Isis dall&#8217;Iraq? Ma una guerra guerreggiata tra Israele (e Usa, ovviamente) e l&#8217;Iran <strong>difficilmente potrebbe passare sulle loro teste</strong>, soprattutto se gli ayatollah li vedessero in qualche modo collaborare con il Piccolo e il Grande Satana. A Teheran già hanno il sospetto che dietro i colpi subiti in casa e in Libano ci sia pure, in un modo o nell&#8217;altro, la manina dei servizi segreti di Ryadh e Abu Dhabi, figuriamoci se vedessero partire gli F-35 dalle basi saudite o emiratine. Meglio starne fuori. D&#8217;altra parte Israele e Usa possono colpire anche senza, no?</p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cari-usa-non-userete-le-nostre-basi-il-ruggito-del-coniglio-dei-paesi-del-golfo.html">Cari Usa, non userete le nostre basi. Il ruggito del coniglio dei Paesi del Golfo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/395 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 15:41:10 by W3 Total Cache
-->