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	<title>Mohammed Al Jolani Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mohammed Al Jolani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Siria, nella sfida tra drusi e governo il solito copione che si ripete</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-il-copione-che-si-ripete.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 13:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Drusi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il copione è lo stesso: sorgono tensioni nel sud della Siria, area dove risiedono buona parte dei cittadini della comunità drusa, e subito le fibrillazioni arrivano fino al cuore di Damasco. Nei giorni scorsi, esattamente come già avvenuto tra aprile e maggio, la polveriera siriana si è innescata con una nuova miccia partita da sud. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-il-copione-che-si-ripete.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il copione è lo stesso: sorgono tensioni nel sud della Siria, <strong>area dove risiedono buona parte dei cittadini della comunità drusa</strong>, e subito le fibrillazioni arrivano fino al cuore di Damasco. Nei giorni scorsi, esattamente come già avvenuto tra aprile e maggio,<strong> la polveriera siriana si è innescata con una nuova miccia partita da sud</strong>. Le tensioni stanno riguardando i <strong>drusi</strong> da un lato e, dall&#8217;altro, <strong>gruppi delle locali tribù beduine</strong>. Damasco sta provando a mettersi in mezzo, ma per ristabilire l&#8217;ordine è costretta a usare la forza. E ora <strong>lo spettro di nuove guerre settarie è più ingombrante</strong>. Mentre, da oltre confine, <strong>Israele</strong> fa sentire la sua voce: &#8220;Difenderemo la minoranza drusa&#8221;, ha avvertito il ministro della Difesa<strong> Israel Katz. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;origine degli scontri</h2>



<p>Tutto è iniziato, secondo diverse testimonianze rimbalzate sui social, con un<strong> posto di blocco improvvisato</strong> da una milizia beduina nell&#8217;area di <strong>Suweyda</strong>. Non meglio precisati combattenti, secondo questa ricostruzione, avrebbero quindi bloccato e rapinato cittadini drusi. Tanto è bastato per dare il via a una<strong> girandola di vendette e aggressioni</strong> tra le parti in grado, nel giro di poche ore, di far propagare le fiamme della tensione in tutto il sud della Siria. Secondo l&#8217;<strong>Osservatorio Siriano per i Diritti Umani</strong>, Ong che ha sede a Londra ma che viene accreditata spesso come fonte credibile quando si parla di violenze nel Paese, sarebbero almeno cento le vittime dei primi scontri. Un bilancio molto alto e che testimonia l&#8217;elevato livello di violenza. Il forte sospetto è che tra i morti non ci siano solo combattenti caduti in battaglia, ma anche civili vittime di esecuzioni sommarie. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un copione che si ripete</h2>



<p>Da Damasco non c&#8217;è altra strada che intervenire. In una Siria ancora fortemente destabilizzata e segnata da equilibri precari interni mai del tutto ricuciti, lasciare spazio agli scontri vorrebbe dire assistere a un&#8217;ulteriore espansione dei disordini. Il presidente<strong> Al Joulani</strong>, al potere<a href="https://it.insideover.com/dossier/i-dieci-giorni-che-hanno-sconvolto-la-siria"> dal giorno della detronizzazione di Bashar Al Assad</a>, ha quindi deciso di inviare l&#8217;esercito a Suwayda. Ed è forse qui che si nasconde la <strong>prima grande incognita</strong>: quello che oggi viene definito esercito siriano, altro non è che un aggregato delle centinaia di sigle che hanno composto il fronte anti Assad fino a dicembre. Sigle in gran parte islamiste e che, negli anni più violenti della guerra civile, erano note per il livello di violenza e il trattamento non certo rispettoso verso le minoranze. </p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage showing clashes earlier within the city of Suwayda in Southwestern Syria between Druze-majority militias and forces under the Syrian Interior Ministry. <a href="https://t.co/K1namKcO4k">pic.twitter.com/K1namKcO4k</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1945047749574943187?ref_src=twsrc%5Etfw">July 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>I drusi costituiscono una delle minoranze</strong> di cui è composta la società siriana e potrebbero quindi finire nel mirino degli ex miliziani arrivati a Sweyda con le uniformi del nuovo esercito. Non solo, ma il principale rischio per Al Joulani è quello di<strong> presentarsi come difensore delle tribù beduine locali</strong> e, di conseguenza, come nemico dei drusi. Circostanza che andrebbe a ledere i suoi tentativi di riconciliazione nazionale. Un rischio politico piuttosto importante, considerando che dal suo insediamento Al Joulani ha promesso rispetto per le minoranze e integrazione di tutte le comunità al governo. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le minacce di Israele</h2>



<p>Forse anche per questo già nella mattinata di martedì le autorità di Damasco hanno proclamato il <a href="https://x.com/clashreport/status/1945048598372081689">cessate il fuoco</a>. In diversi video, si notano carri armati e mezzi corazzati fare marcia indietro e tornare verso la capitale: &#8220;Le operazioni sono terminate &#8211; si legge in una nota del ministero dell&#8217;Interno &#8211; adesso la sicurezza è affidata alle forze locali e il monitoraggio alla polizia militare&#8221;. <strong>Un segno di distensione e anche di forza</strong>: Al Joulani vuole dimostrare di aver saputo subito riprendere in mano la situazione e di non essere disposto a lasciare per molti giorni carri armati all&#8217;interno delle città. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israeli drone strike targeting a convoy of Syrian Internal Security Forces in Suwayda. <a href="https://t.co/txwjgzFNrL">pic.twitter.com/txwjgzFNrL</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://twitter.com/clashreport/status/1945072707554439418?ref_src=twsrc%5Etfw">July 15, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Ma le tensioni rimangono</strong>. L&#8217;insofferenza della comunità drusa è molto forte e non solo da adesso. Nel frattempo, da Tel Aviv si guarda da vicino alla nuova crisi siriana. Durante gli scontri della scorsa primavera, più volte il premier israeliano Netanyahu ha minacciato di intervenire a difesa dei drusi. E questo in virtù della folta comunità drusa presente nel nord di Israele. <strong>Anche oggi il copione si ripete</strong>: nelle scorse ore l&#8217;Idf ha bersagliato alcuni mezzi dell&#8217;esercito siriano e dalla sede del governo israeliano fanno sapere di essere pronti a intervenire sul campo. </p>
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		<title>Siria, con gli uomini di Al-Jolani decine di rapimenti di donne alawite ogni giorno</title>
		<link>https://it.insideover.com/criminalita/siria-con-gli-uomini-di-al-jolani-decine-di-rapimenti-di-donne-alawite-ogni-giorno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2025 14:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-1536x1022.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'orrore dei rapimenti e schiavitù sessuale subiti dalle donne alawite in Siria sotto il governo di Al jolani riflette le pratiche dell'ISIS.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/siria-con-gli-uomini-di-al-jolani-decine-di-rapimenti-di-donne-alawite-ogni-giorno.html">Siria, con gli uomini di Al-Jolani decine di rapimenti di donne alawite ogni giorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-600x399.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250424163400908_f0b27a08c80fad8508be105f0f304f2c-1536x1022.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da dicembre, una nuova ondata di violenza si è infranta sulla Siria, frutto del rovesciamento del Governo di <a href="https://it.insideover.com/politica/i-vent-anni-di-bashar-al-assad-al-potere.html">Bashar al-Assad</a> da parte di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), l&#8217;ex gruppo affiliato ad Al-Qaeda. Un elevato numero di<strong> rapimenti di giovani donne</strong> ha coinvolto il Paese, riportando alla luce le sofferenze mai sopite della guerra. Il bersaglio principale? Le donne alawite. Se ne parla poco, ma i rapimenti, di cui ormai sono vittime centinaia di giovani, sono il prodotto di un sistema che, in qualche modo, richiama la memoria di atrocità passate.</p>



<p><strong>Le vittime, prevalentemente donne alawite, vengono catturate e condotte a Idlib</strong>, dove sono costrette a vivere in condizione di schiavitù sessuale. Le milizie armate che si occupano di questo traffico umano sono <strong>affiliate al nuovo governo di fatto imposto da HTS</strong>, che ha preso il controllo della regione. Quello che oggi accade a Idlib richiama un passato che appariva remoto, ma che si rivela, in realtà, inquietantemente prossimo. Nel 2014, sui monti di Sinjar, in Iraq, l&#8217;ISIS perpetrò <strong>un genocidio contro la comunità yazida</strong>. Migliaia di uomini furono uccisi, e oltre 6.000 donne e bambine furono rapite, vendute come schiave, sottoposte a violenze atroci e a un sistema di schiavitù sessuale codificato da pseudo-fatwe. Molte di loro, ancora oggi, risultano disperse o portano addosso i segni di quei crimini. Oggi, in Siria, la sorte delle donne alawite sembra ricalcare lo stesso scenario. Sequestrate come bottino di guerra, private di ogni diritto, trasformate in merce di scambio. Se nel caso delle yazide l&#8217;ISIS utilizzò la violenza sessuale come strumento di pulizia etnica, oggi il modus operandi delle milizie di Idlib appare meno ideologizzato ma ugualmente selvaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La violenza sulle minoranze</h2>



<p>Gli eventi di Idlib, infatti, non destano sorpresa, considerando la derivazione ideologica di HTS. Fondata dall&#8217;ISIS nel 2011 con la denominazione di Al-Nusra Front e guidata da <strong>Abu Mohammad al-Jolani</strong>, ora noto come Ahmad al-Sharaa, <strong>la fazione ha sempre condiviso una visione genocida</strong> analoga a quella dei suoi predecessori. La sua ascesa in Siria nel 2015, sostenuta dai missili TOW forniti dalla CIA, ha sancito l&#8217;inizio di una serie di atrocità che, a distanza di anni, continuano a colpire le minoranze. L&#8217;influenza dell&#8217;ISIS, sebbene ufficialmente interrotta con lo scontro del 2014, è rimasta intatta. Non a caso, quando <strong>Abu Bakr al-Baghdadi</strong>, il &#8220;califfo&#8221; dell&#8217;ISIS, autore materiale e ideologico del genocidio yazida, fu ucciso nel 2019, si trovava a Barisha, a breve distanza da Sarmada, proprio nel territorio controllato da HTS. Questa circostanza geografica non appare casuale, dimostrando come, malgrado rivalità superficiali, le due organizzazioni condividano non solo un retroterra ideologico estremista, ma anche reti logistiche e aree di influenza.</p>



<p>Nel 2014, Sam Heller, analista siriano, aveva descritto la posizione dei religiosi di Nusra come promotrice di un “<em>settarismo tossico, persino genocida</em>” nei confronti degli alawiti, fondato sugli insegnamenti di Ibn Taymiyyah, uno studioso islamico medievale che giustificava la violenza contro le minoranze. Ma, negli ultimi mesi, la situazione è peggiorata oltre ogni previsione. <strong>I rapimenti di donne alawite ora sono un fenomeno diffuso</strong>. Ne è un esempio il caso di Karolis Nahla, giovane donna drusa di Damasco, scomparsa il 2 febbraio 2024 mentre si recava all&#8217;università. Non è stata avanzata alcuna richiesta di riscatto, e da allora non si hanno più sue notizie. Il suo caso è stato uno dei primi a suscitare ampia attenzione, ma certamente non l&#8217;unico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Decine di casi al giorno</h2>



<p>Nei giorni successivi, la scomparsa di Bushra Yassin Mufarraj, madre di due figli, ha ulteriormente accentuato il clima di terrore. Sottratta dalla stazione degli autobus di Jableh, il marito ha diffuso un video disperato sui social media. In esso, denunciava il rapimento della moglie e la sua probabile destinazione a Idlib: &#8220;Mia moglie è stata fatta prigioniera a Idlib. Esiste un&#8217;esperienza più crudele per un uomo? La madre dei miei figli è lontana, soggetta a una violenza inimmaginabile&#8221;.</p>



<p>Il 25 marzo, l&#8217;agenzia curda <a href="https://jinhaagency.com/en/actual/100-people-kidnapped-in-syria-s-coastal-regions-in-2-days-36773">Jinha </a>riferiva che oltre cento persone, molte delle quali donne, erano state rapite nelle aree costiere della Siria. Si trattava di sequestri organizzati e mirati, documentati solo in parte. Ne sono esempi i casi di Katia Jihad Qarqat, ventunenne scomparsa il 5 aprile, o della giovane Sima Suleiman Hasno, sequestrata l&#8217;8 aprile e rilasciata quattro giorni dopo da membri del governo siriano legati a HTS. La mattina del 16 aprile, <strong>Aya Talal Qassem, ventitré anni, è stata rapita dopo aver lasciato la propria abitazione nella città costiera di Tartous.</strong> Tre giorni dopo, il suo sequestratore l&#8217;ha rilasciata e condotta a Tartous, sull&#8217;autostrada per Homs, dove è stata arrestata dalla Procura Generale guidata da HTS. La madre di Aya ha diffuso un video sui social media nel quale ha spiegato che alla sua famiglia non era stato concesso di assisterla durante la detenzione e che il padre era stato arrestato per aver insistito nel volerla vedere. Stando alle dichiarazioni della madre la Procura Generale ha tentato di costringere Aya a testimoniare, sostenendo che non era stata rapita, ma che era fuggita con un amante.</p>



<p>Questi rapimenti sono solo alcuni delle decine di episodi che quasi quotidianamente vengono riportati dai media attivi nella regione. Le donne alawite appaiono come il nuovo obiettivo di una macchina che, con la pretesa di liberazione, instaura un regime di violenza settaria. Le folle che, in seguito alla caduta di Assad, celebravano nelle piazze l&#8217;ascesa di Julani avrebbero dovuto riconoscere che dietro quella parvenza di &#8220;liberazione&#8221; si celava un&#8217;altra forma di crudeltà. Il significato della &#8220;libertà&#8221; imposta da HTS si è presto rivelato nella sua essenza come un nuovo capitolo di violenza. Non sorprende che le donne rapite siano trattate come oggetti di un conflitto che non si è mai fermato. La memoria collettiva sembra essere obliterata, ma non è mai tardi per ricordare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/criminalita/siria-con-gli-uomini-di-al-jolani-decine-di-rapimenti-di-donne-alawite-ogni-giorno.html">Siria, con gli uomini di Al-Jolani decine di rapimenti di donne alawite ogni giorno</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Avete letto il Manifesto di Ventotene e vi piace l&#8217;Europa com&#8217;è? Avete un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/avete-letto-il-manifesto-di-ventotene-e-vi-piace-leuropa-come-avete-un-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 09:47:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ventotene" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/ventotene-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi vuole trasformare il Manifesto di Ventotene in un nuovo feticcio del politicamente corretto, rilegga quelle idee e guardi la realtà.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/avete-letto-il-manifesto-di-ventotene-e-vi-piace-leuropa-come-avete-un-problema.html">Avete letto il Manifesto di Ventotene e vi piace l&#8217;Europa com&#8217;è? Avete un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Molti anni fa, quando l&#8217;Unione europea si stava faticosamente dando una forma, il giornale per cui lavoravo mi mandò a Ventotene per rievocare la stesura, nell&#8217;agosto del 1941, del famoso Manifesto (il cui titolo originale era in realtà &#8220;Per un&#8217;Europa libera e unita &#8211; Progetto di un manifesto&#8221;) di <strong>Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni</strong>. Ricordo come fosse adesso la sensazione prevalente di quei giorni: come avessero potuto tre menti pure brillanti concepire un progetto tanto ampio mentre erano confinate nello spazio così piccolo dell&#8217;isola, come fossero riuscite a volare così in alto e così lontano a dispetto del quasi totale isolamento.  </p>



<p>Sono passati gli anni, tanti. E ora che sia l&#8217;Europa sia il sottoscritto hanno i capelli bianchi, mi ritrovo il Manifesto trasformato in un feticcio da abbattere ed esaltare, fuori da qualunque contestualizzazione storica e analisi critica. Addirittura giudicato il fondamento della nostra democrazia, quanto anche uno studente delle medie, facendo un confronto critico con la Costituzione, per esempio su proprietà privata, religione e ruolo dei sindacati, scoprirebbe che i due testi hanno una parentela molto labile. In compenso, il <strong>Manifesto di Ventotene</strong> dice una serie di cose sull&#8217;Europa che sono largamente o totalmente irrealizzate: Governo federale, Parlamento dotato di veri poteri, uno Stato europeo che &#8220;disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali&#8221;. E così via. </p>



<p>Non si tratta ovviamente di criticare, qui, le teorie concepite da Spinelli, Rossi e Colorni ottantaquattro anni fa, in piena guerra mondiale, durante l&#8217;esilio cui li aveva condannati il regime fascista. Nè di fare un paragone meccanico tra le teorie di allora e la realtà di oggi. Però visto che ormai anche il Manifesto è diventato oggetto di un ridicolo &#8220;prendere o lasciare&#8221;, o dici che è una seconda Bibbia o sei un nemico dell&#8217;umanità, allora dovremmo tenere presente che quei tre grandi italiani avevano dato al &#8220;solido Stato internazionale&#8221;, che secondo loro sarebbe nato dopo il conflitto mondiale, il compito preciso di diventare <strong>&#8220;strumento per realizzare l&#8217;unità internazionale&#8221;</strong>. E poiché il Manifesto di Ventotene è stato usato come &#8220;ricatto morale&#8221; anche in occasione delle recenti manifestazioni pro-Europa (questa Europa, quella che c&#8217;è, non quella immaginata da Spinelli, Rossi e Colorni), dovremmo chiederci se è questo che sta avvenendo, cioè se l&#8217;Europa davvero agisce per realizzare l&#8217;unità internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando la Ue dovrebbe parlare e invece tace</h2>



<p>Lasciamo per un attimo da parte il ReArm Europe e le sue implicazioni, <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-ecco-perche-chi-vuol-bene-alleuropa-non-puo-accettarlo.html">di cui in queste pagine abbiamo già parlato. </a>però guardiamoci intorno. Invasione dell&#8217;Iraq del 2003: la Gran Bretagna (allora Paese Ue) e la Polonia partecipano direttamente insieme con gli Usa e l&#8217;Australia, con il supporto di Spagna, Olanda, Danimarca. Germania e Francia si dissociano. E la Ue che dice? Spinelli, Rossi e Colorni avrebbero approvato?</p>



<p>Siria 2011: l&#8217;ambasciatore francese <strong>Eric Chevallier </strong>scende in strada a fianco dei manifestanti anti-Assad e va in visita a Hama, roccaforte degli islamisti sunniti. Siria 2025: in gennaio i ministri degli Esteri di Francia e Germania, <strong>Jean-Noel Barrot</strong> e <strong>Annalene Baerbock</strong>, incontrano <strong>Mohammed Al-Sharaa/Al-Jolani</strong>, già capo delle milizie islamiste sunnite affiliate ad Al Qaeda e nuovo rais siriano, e fanno riaprire le ambasciate a Damasco. Dopo quattordici anni di sanzioni che hanno affamato il popolo siriano senza peraltro colpire più di tanto Bashar al-Assad, poi abbattuto dalla spinta militare della Turchia, la Ue allenta le sanzioni per favorire Al Jolani. E quando le milizie ch&#8217;erano tanto care all&#8217;ambasciatore Chevallier vengono richiamate in servizio per fare strage di alawiti, la Ue tace, dimentica forse che Spinelli, Rossi e Colorni aveva detto cose precise sui diritti delle minoranze.</p>



<p>D&#8217;altra parte la Ue tace spesso. <strong>Quando Israele prosegue nella decimazione sistematica dei palestinesi</strong>, per esempio, e anche quando le truppe israeliane invadono e occupano un pezzo di quella stessa Siria di Al-Jolani che l&#8217;Unione, con l&#8217;altra mano, aiuta dal punto di vista economico e &#8220;copre&#8221; da quello politico al punto da ignorare le uccisioni di massa nelle regioni di Latakia e Tartus. E pensare che il Manifesto di Ventotene immaginava lo Stato europeo come il mezzo per risolvere problemi come &#8220;i tracciati dei confini a popolazione mista, la difesa delle minoranze allogene&#8221;.</p>



<p>Sarebbe quindi opportuno che, prima di distribuire lezioni di europeismo a destra e manca e tentare i soliti ricattini del politicamente corretto, ci si documentasse un poco e si badasse alla realtà per quella che è, non per quella che ci fa comodo rappresentare. A quanto pare, pochissimi stanno facendo tesoro delle amarissime lezioni che la guerra in Ucraina ci ha proposto. Ma chi non studia la storia è destinato a ripeterne gli errori. Appunto.  </p>



<p>    </p>
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		<title>Siria, prosegue la caccia all&#8217;alawita sotto lo sguardo benevolo dell&#8217;Unione Europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-prosegue-la-caccia-allalawita-sotto-lo-sguardo-benevolo-dellunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Apr 2025 10:11:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250128085904309_a5a56b9342ebb7135a2ce5033c78ad7a-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Siria proseguono le violenze settarie contro gli alawiti, minoranza religiosa dell’ex presidente Bashar al-Assad, nel silenzio della stampa e delle cancellerie occidentali, con la complicità del regime di Ahmed Husayn al-Sharaa (Abu Muhammad al-Jolani), leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), accolto favorevolmente dall’Ue.</p>
<p>Dopo le esecuzioni sommarie del 6 marzo 2025, con oltre 1000 morti, le violenze contro gli alawiti continuano senza sosta, estendendosi da zone costiere a Damasco, con presunti membri del General Security Service coinvolti, nonostante le promesse di al-Sharaa di fermarle.</p>
<p>Nella provincia di Tartous, a maggioranza alawita, quattro persone, tra cui un ragazzo di 12 anni, sono state uccise lunedì scorso da assalitori non identificati, con testimoni che accusano forze governative mascherate, mentre le autorità locali promettono giustizia.</p>
<p>La nuova dichiarazione costituzionale del 13 marzo 2025, approvata da al-Sharaa, concentra il potere nell’esecutivo, compromettendo l’indipendenza giudiziaria e i diritti fondamentali, suscitando critiche da Human Rights Watch per il rischio di un regime autoritario.</p>
<p>L’Ue e i leader occidentali, come i ministri degli Esteri di Francia e Germania, tacciono di fronte a violenze e autoritarismo, avallando di fatto un regime oppressivo che abbandona il popolo siriano e le sue minoranze a un destino di ingiustizia.</p>
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<p>Nell&#8217;imbarazzante silenzio della stampa &#8220;mainstream&#8221; e delle cancellerie occidentali ed europee, proseguono le violenze settarie contro gli alawiti in <strong>Siria</strong>, la minoranza religiosa di cui fa parte anche l&#8217;ex presidente <strong>Bashar al-Assad</strong>. Violenze che vengono commesse nella piena complicità del regime del presidente ad interim <strong>Ahmed Husayn al-Sharaa</strong>, meglio noto come <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/da-militante-a-rivoluzionario-cosi-wikipedia-cambia-la-storia-di-al-jolani.html">Abu Muhammad Al Jolani</a>, ex leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), evoluzione di Jabhat al-Nusrah, o &#8220;Fronte al-Nusra&#8221;, l’ex ramo di al-Qaida in Siria. Un regime di chiaro stampo ultraconservatore sunnita/islamista che l&#8217;Ue ha accolto con favore, come testimoniato dal pellegrinaggio alla corte di Al Jolani dei ministri degli Esteri europei e dalla decisione del Consiglio dell&#8217;Unione europea di <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2025/02/24/syria-eu-suspends-restrictive-measures-on-key-economic-sectors/">sospendere una serie di sanzioni economiche</a> contro la Siria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove violenze contro gli alawiti in Siria</h2>



<p>Dopo le <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">esecuzioni sommarie del 6 marzo scorso</a>, come la morte di oltre 1.000 persone tra le quali anche donne e bambini, le violenze contro la minoranza alawita non si sono mai fermate, nonostante la promessa di <strong>Al-Sharaa</strong>/<strong>Al-Jolani</strong> di intervenire e porre così fine alle barbarie. <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/syrias-sectarian-violence-reached-capital-terrorizing-alawites-residents-say-2025-03-27/">Come rivela un&#8217;esclusiva dell&#8217;agenzia <em>Reuters</em></a>, sebbene il presidente ad interim Ahmed al-Sharaa abbia dichiarato di aver inviato forze per fermare le violenze costiere, i testimoni riferiscono che la <strong>violenza settaria si è estesa anche nella capitale, Damasco</strong>, con presunti membri del nuovo General Security Service (GSS) coinvolti nei rapimenti degli alawiti. Il Governo ha minimizzato l’estensione geografica degli scontri, ma le testimonianze indicano<strong> un’escalation preoccupante</strong>, mentre <em>Human Rights Watch</em> chiede indagini approfondite per rompere il ciclo di impunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattro persone uccise nella provincia di Tartous</h2>



<p>Lunedì scorso, <a href="https://abcnews.go.com/International/wireStory/10-people-dead-syria-gunmen-target-civilians-tartus-120344700">secondo quanto riportato da <em>Abc News</em></a>, <strong>un ragazzo di 12 anni</strong> è rimasto ucciso insieme ad altre tre persone nella <strong>provincia di Tartous, in Siria</strong>, la regione costiera a maggioranza alawita, secondo quanto riferito dai funzionari provinciali. Gli assalitori, non identificati e tuttora latitanti, hanno aperto il fuoco nel villaggio di Haref Nemra, nella campagna di <strong>Baniyas</strong>, come riportato da Amer al-Madani, capo della sicurezza di Baniyas, che ha assicurato che le forze di sicurezza locali stanno cercando i responsabili per consegnarli alla giustizia. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">HTS-led General Security militants from Baniyas commit a massacre on the first day of Eid, March 31, in the village of Harf Bin Namra in <a href="https://twitter.com/hashtag/Baniyas?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Baniyas</a>, resulting in the deaths of six people from the <a href="https://twitter.com/hashtag/Alawite?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Alawite</a> sect, including a child. The martyrs are:<br><br>1.Ibrahim Mohammad Shahin<br>2.Soumar… <a href="https://t.co/itdKgtuKku">pic.twitter.com/itdKgtuKku</a></p>&mdash; Syrian Coast Monitor (@CoastSyrianMoni) <a href="https://twitter.com/CoastSyrianMoni/status/1906698715730972760?ref_src=twsrc%5Etfw">March 31, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Kamal, un residente di un villaggio vicino e parente di tre vittime, ha raccontato che uomini mascherati, da lui ritenuti <strong>membri delle forze di sicurezza governative</strong>, sono arrivati cercando il <em>mukhtar</em> locale prima di sparare, <strong>uccidendo almeno quattro persone</strong>, tra cui il ragazzo e un ottantenne della stessa famiglia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un regime autoritario</h2>



<p>Nel frattempo, nessuna riforma &#8220;democratica&#8221; è stata varata. Anzi. <a href="https://www.hrw.org/news/2025/03/25/syria-constitutional-declaration-risks-endangering-rights">Human Rights Watch ha inoltre accusato</a> la nuova dichiarazione costituzionale siriana, approvata il 13 marzo 2025 dal presidente ad interim Ahmad al-Sharaa, di <strong>concentrare il potere nell’esecutivo</strong>, rischiando di <strong>compromettere l’indipendenza della magistratura e i diritti fondamentali</strong>. La dichiarazione concede al presidente un’autorità fuori misura, inclusa la nomina dei giudici della Corte Costituzionale Suprema e di un terzo del Parlamento transitorio senza controlli o supervisione, giustificando tali poteri come necessari per la fase di transizione. Secondo l’organizzazione, l’assenza di garanzie robuste e di un organismo indipendente per vigilare su nomine giudiziarie e legislative potrebbe <strong>consolidare un controllo autoritario</strong>, minando lo Stato di diritto e la transizione verso una democrazia rispettosa dei diritti. È questa la transizione che auspicava l&#8217;Unione europea, di fatto beneficiando la nascita del nuovo regime?</p>



<p>Tra violenze settarie e autoritarismo, il silenzio dell’Ue su ciò che accade in Siria è un’omissione vergognosa, un tacito avallo a un sistema che calpesta <strong>ogni principio di giustizia e libertà</strong>, lasciando il popolo siriano &#8211; e le minoranze etniche e religiose &#8211; abbandonato a un destino di oppressione rinnovata. Non hanno proprio nulla da dire i diversi leader e rappresentanti politici occidentali che sono transitati in Siria, dopo la caduta di Assad, alla corte di Ahmed Husayn al-Sharaa, tra cui <strong>Jean-Noël Barrot</strong>, ministro degli Esteri francese &#8211; che ha visitato Damasco a gennaio &#8211; e <strong>Annalena Baerbock</strong>, ministra degli Esteri tedesca, anch’ella nella capitale lo scorso gennaio? </p>
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		<title>Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 13:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della conferenza sulla Siria, Damasco incasserà 5,8 miliardi di euro di aiuti economici, di cui 2,5 dall'Unione europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/massacri-o-no-prosegue-il-sostegno-ue-alla-siria-di-al-jolani-ecco-25-miliardi-di-aiuti.html">Massacri o no, prosegue il sostegno Ue alla Siria di Al-Jolani: ecco 2,5 miliardi di aiuti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="774" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-600x242.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-300x121.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1024x413.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-768x310.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143334924_88a8a5b2bd112cb0aec5825d73197168-e1742391671780-1536x619.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In occasione della <strong>conferenza annuale sulla Siria</strong> organizzata dall’Unione europea a partire dal 2017, lunedì 17 marzo è stato ricevuto a <strong>Bruxelles </strong>il ministro degli esteri siriano <strong>Asaad al-Shibani</strong>, membro del Governo di transizione capeggiato da Al-Sharaa/Al-Jolani che governa il Paese dalla caduta di Bashar Al-Assad nel dicembre scorso. Al suo ritorno in Siria, Al-Shibani ha potuto contare su solide garanzie che attireranno nelle casse di Damasco complessivamente<strong> 5,8 miliardi di euro di nuovi aiuti economici per il sostegno alla ripresa del Paese</strong>.</p>



<p>Si tratta della prima conferenza di questo genere da quando è avvenuto lo storico cambio di potere a Damasco, una riflessione sugli aiuti esteri e la situazione economica della Siria <strong>a pochi giorni dagli<a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html"> scontri che hanno visto morire più di un migliaio di civili alawiti per mano delle forze di sicurezza di Damasco</a></strong>, che hanno dichiarato di aver agito in risposta a una serie di imboscate tese da alcune cellule appartenenti a truppe pro-Assad rimaste attive nella zona costiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scelta di campo dell&#8217;Unione europea </h2>



<p>I violenti eventi delle ultime settimane avevano fatto sviluppare il diffuso timore, sia in Siria che in Europa, che l’Unione europea avrebbe di conseguenza potuto <strong>congelare il proprio sostegno ad Al-Sharaa in assenza di solide garanzie</strong> di giustizia e non ricorrenza della repressione interna della minoranza alawita che sosteneva Assad. La decisione dell’Ue, <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html">che non si era spesa in manifeste condanne delle azioni delle forze di Al-Sharaa</a>, però non lascia indugi e, come dichiarato dall’Alto rappresentante per la politica estera <strong>Kaja Kallas</strong>, quei 5,8 miliardi di euro raccolti “sosterranno la Siria in un momento cruciale di transizione” per “affrontare le terribili necessità sul campo”.</p>



<p>Nonostante alla conferenza non abbiano partecipato solamente membri dell’Unione europea ma anche <strong>ministri di Stati arabi e rappresentanti di organizzazioni internazionali</strong>, il ruolo dell’Ue è stato <strong>fondamentale </strong>perché ha assicurato da sola <strong>2,5 miliardi di euro di aiuti con un piano biennale presentato dalla presidente di Commissione Von der Leyen</strong>. Una cifra in aumento rispetto al contributo europeo dell’anno precedente, e soprattutto in controtendenza rispetto all’alleggerimento degli aiuti registrato quest’anno (l’anno scorso il totale complessivo degli aiuti era stato di 7,5 miliardi di euro). Ad essi si andranno poi ad aggiungere anche i contributi offerti dai singoli Stati su base volontaria. La Germania, ad esempio, ha già annunciato che contribuirà ulteriormente con 300 milioni di euro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-461507" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250318143436531_b2a5106e2c72dbf84b38a1088acd92ea.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nonostante questo, la decisione europea di <strong>schierarsi senza se e senza ma al fianco del nuovo Governo siriano</strong>, garantendo così corposi aiuti, ha registrato fra i ministri competenti un’insolita rapidità e una <strong>totale fiducia riposta nelle garanzie</strong>, per ora solo formali, date dal capo del governo Al-Sharaa sull’esigenza di fare giustizia per quanto accaduto nelle scorse settimane perseguendo direttamente i responsabili del massacro di civili e lavorando per l’unità del paese e affinché non si verifichino più episodi dello stesso genere. Si tratta quindi di un ulteriore passo tramite il quale l’Ue compie una netta scelta di campo a sostegno del nuovo sistema di potere che si è affermato a Damasco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le altre incognite per il futuro siriano</h2>



<p>Oltre al tema degli aiuti, le altre incognite sul futuro della dipendono da due ulteriori temi. Da un lato ci sono le <strong>sanzioni</strong>, perché se è vero che l’Ue, con una decisione risalente allo scorso gennaio, ha allentato una parte delle sanzioni per favorire la ripresa dell’economia siriana, rimane il nodo del <strong>settore finanziario che è ancora congelato</strong> e impedisce le transazioni private dall’estero verso la Siria, un grosso freno alla crescita di Damasco. Nella stessa sede della conferenza Al-Shibani ha insistito chiedendo un ulteriore allentamento, sottolineando che le misure intraprese finora dall’Ue “non sono state all’altezza delle aspettative” del Governo siriano.</p>



<p>La seconda grande incognita è invece rappresentata dal <strong>ruolo degli Stati Uniti</strong>, che ad oggi stanno ancora mantenendo intatte tutte le sanzioni applicate contro la Siria in passato, nonostante abbiano <strong>riconosciuto</strong> a pieno titolo il nuovo governo di Al-Sharaa, togliendo addirittura la taglia che pendeva su di lui in quanto riconosciuto come capo di un’organizzazione terroristica di tipo islamista. Un completo disinteresse dell’amministrazione Trump verso la Siria è altamente improbabile, ma ad oggi il nodo siriano non sembra rientrare nelle priorità più scottanti della nuova presidenza, che ha piuttosto assunto un <strong>atteggiamento di lasciapassare</strong> nei confronti di due alleati chiave molto attivi di recente nella regione, come <strong>Israele </strong>e <strong>Turchia</strong>, con cui può controllare e influenzare indirettamente gli esiti e i destini del caos siriano.  </p>
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		<title>Siria, una testimonianza da Latakia: salvateci dalle violenze dei jihadisti di Al Jolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-una-testimonianza-da-latakia-salvateci-dalle-violenze-dei-jihadisti-di-al-jolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 11:31:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una testimonianza-appello da chi ha visto e subito in prima persona le violenze dei jihadisti richiamati da Al Jolani contro gli alawiti. </p>
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<p><em>Pubblichiamo questa testimonianza che ci arriva da Latakia, cioè dall&#8217;area della Siria che più è stata investita dalle violenze a sfondo etnico e religioso degli uomini di Hayat Tahrir al-Shams (ex Al Nusra ed ex Al Qaeda), richiamati dal presidente Al-Jolani. Il racconto è di un giovane alawita, studente universitario, il cui nome, per ragioni di sicurezza, dobbiamo omettere, pur avendo la certezza della fonte e dell&#8217;affidabilità della testimonianza. Questa lettera-appello</em> <em>è stata diffusa anche a diversi altri media europei e occidentali.</em></p>



<p>Saluti,<br>Sono un cittadino siriano della provincia di Latakia in Siria, ho 24 anni. Oggi viviamo in un&#8217;epoca orribile nella storia dell&#8217;umanità. Ti chiedo gentilmente, caro lettore, di leggere questo messaggio fino alla fine, basandoti sui principi dei diritti umani sostenuti dalle organizzazioni umanitarie. <strong>Ti chiedo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per leggere questo messaggio</strong>, ringraziandoti in anticipo per i tuoi sforzi e il tuo lavoro umanitario, il cui impatto rimane impresso nella memoria, non importa quanto tempo passi. Perché è il lavoro umanitario che dura, mentre noi come esseri umani siamo transitori. Come dice il proverbio: &#8220;La fede si dimostra con i fatti&#8221;.</p>



<p>Ecco cosa è successo da giovedì 6 marzo 2025. Gruppi definiti &#8220;resti dell&#8217;ex regime siriano&#8221; hanno lanciato attacchi contro le forze di sicurezza affiliate al Governo provvisorio. Queste forze di sicurezza sono figli del popolo siriano. Dopo che alcuni di loro furono uccisi, fu richiesto supporto ad altre fazioni armate di varie province siriane come Aleppo, Hama, Idlib e le province orientali. Questi gruppi, quelli a cui fu chiesto supporto, <strong>non sono forze di sicurezza ma piuttosto fazioni armate che arrivarono in gran numero senza alcuna organizzazione</strong> o conoscenza preventiva delle aree in cui erano state inviate. Questi gruppi iniziarono a supportare le forze di sicurezza contro i &#8220;resti&#8221;, ma sfortunatamente la situazione andò fuori controllo. Entrarono in ogni area in cui si verificavano scontri tra le forze di sicurezza e i resti dell&#8217;ex regime, uccidendo tutti gli uomini giovani e le donne presenti in quelle aree.</p>



<p>Il risultato è stato l&#8217;uccisione di civili innocenti e indifesi, tra cui <strong>donne, anziani e bambini</strong>. Hanno iniziato a uccidere chiunque identificassero come appartenente alla comunità alawita, con il pretesto che erano &#8220;resti del regime&#8221;. Le loro vittime includevano bambini di appena un anno, donne incinte e anziani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Sparavano agli alawiti e se ne vantavano&#8221;</h2>



<p>Venerdì 7 marzo 2025, abbiamo assistito a orribili massacri commessi contro la comunità alawita nelle province di Baniyas e Jableh, così come nella provincia di Latakia nelle aree di Al-Shir, Al-Mukhtariya e Al-Shalfatiya. Dopo che la situazione è degenerata e le persone hanno iniziato a condividere ciò che stava accadendo sui social media, questi gruppi hanno affermato che le vittime erano &#8220;resti del regime&#8221;. <strong>Come può un bambino piccolo, non più grande di due anni, essere un criminale del precedente regime?</strong> Come può una donna, una madre o una persona anziana essere una terrorista, come affermano?</p>



<p>Inoltre, dopo aver ucciso le vittime davanti alle loro case, dentro le loro case o per strada, i corpi sono stati lasciati per strada e davanti alle case senza consentire alle ambulanze e ai veicoli di soccorso di entrare nella zona. Alcune delle vittime chiamavano aiuto mentre soffrivano di ferite da arma da fuoco, ma sono morte perché non hanno ricevuto soccorso o primo soccorso. Ciò non è stato solo riportato dai cittadini siriani sui social media, ma è stato anche confermato da alcune forze di sicurezza e gruppi armati che combattono a fianco delle forze di sicurezza generali. <strong>Hanno ammesso che alcune fazioni stavano uccidendo e abusando di civili.</strong> Questa confessione non era limitata ad alcuni leader di questi gruppi, ma includeva anche un religioso sunnita (noto come <strong>Abdul Rahman Ali Al-Dalaa</strong>) a Damasco, che è salito sul suo pulpito per denunciare questi massacri terroristici contro i civili. Tuttavia, <strong>i gruppi terroristici sono andati a casa sua e lo hanno ucciso</strong> per aver detto la verità.</p>



<p>La situazione si è in qualche modo stabilizzata venerdì pomeriggio e il popolo siriano e la comunità alawita speravano che la crisi fosse finita. <strong>Le forze di sicurezza fecero tutto il possibile per impedirlo</strong>, ma le fazioni terroristiche armate provenienti dalle province che ho menzionato prima continuarono le loro attività criminali, documentando le loro azioni mentre sparavano ai civili alawiti, e perfino vantandosene.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Hanno usato anche lanciarazzi e cannoni&#8221;</h2>



<p>Dopo che la situazione si è calmata, speravamo che sabato sarebbe andato meglio, ma i massacri sono continuati, soprattutto nel quartiere di Al-Qusour nella provincia di Baniyas e nelle aree di Sanobar Jableh e Stamo, estendendosi ai villaggi di questa provincia, i cui residenti appartengono tutti alla comunità alawita. Hanno bruciato le loro case e li hanno sfollati, in particolare nel villaggio di Ain Al-Arus.</p>



<p>Alla fine di sabato, abbiamo sentito la notizia che era stato emesso un ordine per le fazioni di ritirarsi e tornare nelle loro province. Speravamo che le forze di sicurezza avrebbero ripreso il controllo e ripristinato la sicurezza per tutti. In effetti, grandi gruppi di fazioni si sono ritirati e sono tornati nelle loro province, come Idlib. Tuttavia, ciò che è successo è che <strong>questi gruppi terroristici, durante il ritiro ordinato dal Governo, hanno ucciso civili in piedi davanti alle loro case lungo il percorso</strong> che avevano preso durante il ritiro, oltre a sparare a caso contro queste case.</p>



<p>Dopo che la maggior parte di loro se ne è andata verso le proprie province, speravamo che le forze di sicurezza generali avrebbero ripristinato la sicurezza e la protezione in queste province. Tuttavia, siamo rimasti scioccati nel trovare l&#8217;alba di domenica intrisa di sangue, mentre la situazione si intensificava negativamente contro la comunità alawita. Alcune di queste fazioni sono rimaste presenti e <strong>hanno continuato a commettere altri massacri contro la comunità alawita</strong>, utilizzando armi pesanti come lanciarazzi nella provincia di Baniyas, così come il cannone da 23 mm utilizzato nel villaggio di Al-Mazaraa nella provincia di Latakia.</p>



<p>Dopo che le forze di sicurezza generali hanno tentato di riprendere il controllo, alcune di queste fazioni sono state costrette a ritirarsi da queste province, ma hanno ucciso persone innocenti sulle strade durante la loro ritirata. Questa calamità ha raggiunto i villaggi di Kafriya, Tal Al-Zubar e Al-Bahluliya, dove la maggior parte dei residenti, tutti appartenenti alla comunità alawita, sono fuggiti nelle foreste e nei frutteti.</p>



<p>Vale la pena notare che queste fazioni, quando interrogano una persona o una famiglia e scoprono che appartengono alla comunità sunnita, non le fanno nulla. Tutta la violenza era diretto esclusivamente contro la comunità alawita. <strong>Altri ne hanno parlato come di un'&#8221;operazione di pulizia&#8221; contro i resti del precedente regime.</strong> Come può un neonato o un bambino di quattro anni essere un residuo del precedente regime?</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;C&#8217;erano anche jihadisti afghani&#8221;</h2>



<p>Fino ad oggi, lo spargimento di sangue non si è fermato e i corpi della maggior parte dei membri della comunità alawita giacciono per le strade. Non sappiamo cosa fare. Vale la pena notare che queste fazioni che provenivano da altre province sono siriane, ma i loro occhi e i loro cuori erano pieni di odio. <strong>Erano accompagnati da stranieri provenienti dal Turkestan e dall&#8217;Afghanistan</strong>, che si divertivano a uccidere membri della comunità alawita.</p>



<p>So che diversi canali stranieri hanno parlato un po&#8217; di quanto accaduto e li ringraziamo profondamente per questo. Ci sono anche proteste in Germania che condannano le azioni di queste fazioni, che ricevono ordini dal Governo. Ma finora non abbiamo visto alcun cambiamento significativo e, sfortunatamente, lo spargimento di sangue continua.<strong> La guerra civile è imminente. </strong>Stiamo venendo sterminati, stiamo venendo uccisi. <strong>Per favore, per favore, per favore, amplificate la nostra voce.</strong> Aiutateci, aiutateci, aiutateci.</p>



<p>Speriamo che la nostra voce venga ascoltata e, se non lo sarà, avremo almeno fatto il nostro dovere. Siamo esseri umani, siamo persone, abbiamo il diritto di vivere. Non chiediamo palazzi o auto di lusso, chiediamo solo di vivere. Chiediamo che il nostro sangue sia protetto. Noi, la comunità alawita, chiediamo protezione e la fine dello spargimento di sangue.</p>
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		<title>Cosa sta accadendo in Siria?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 20:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cellule dormienti che, alla prima occasione o al primo input, hanno dato immediato segnale di risveglio. È questo, in poche parole, quello che sta accadendo in Siria. Le cellule in questione sono i gruppi fedeli al passato regime di Bashar Al Assad, pronti a imbracciare nuovamente le armi dopo l&#8217;ingresso trionfale di Al Joulani e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sta-accadendo-in-siria.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Cellule dormienti che, alla prima occasione o al primo input, hanno dato immediato segnale di risveglio. È questo, in poche parole, quello che sta accadendo in Siria. Le cellule in questione sono i <strong>gruppi fedeli al passato regime di Bashar Al Assad</strong>, pronti a imbracciare nuovamente le armi<strong> dopo l&#8217;ingresso trionfale di Al Joulani e delle milizie islamiste a Damasco lo scorso 8 dicembre</strong>. In tal modo, si è avverato quanto previsto da più parti subito dopo la fuga di Assad dal palazzo presidenziale: la fine del regime della famiglia Assad, durato più di mezzo secolo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-siria-e-finita-lera-degli-assad-ma-non-la-guerra-la-mappa-delle-fazioni.html">non ha coinciso con la fine della guerra civile che nel Paese arabo va avanti dal 2011. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scontri tra Latakia e Tartus</h2>



<p>Tutto è iniziato a <strong>Jableh</strong> il 6 marzo scorso. Qui, a pochi chilometri dalla città di Latakia, un&#8217;imboscata ha ucciso 48 membri delle nuove forze siriane fedeli ad Al Joulani. Da allora, le province di <strong>Latakia</strong> e <strong>Tartus</strong> si sono trasformate in un campo di battaglia. Ed è curioso il fatto che, entrambi i territori, siano stati gli unici fino a oggi non raggiunti dalla guerra civile. Curioso però non è sinonimo di casuale. Nelle due province in questione risiede buona parte della <strong>minoranza alawita</strong>, ossia la comunità religiosa considerata organica al mondo sciita e a cui appartiene la famiglia Assad. <a href="https://www.agi.it/estero/news/2025-03-09/siria-nabil-al-lao-fine-regime-assad-30355526/amp/">Così come dichiarato all&#8217;Agi da Nabil al Lao</a>, ex interprete dell&#8217;ex presidente Bashar Al Assad, gli alawiti costituiscono &#8220;la spina dorsale del passato regime&#8221;. </p>



<p>All&#8217;interno delle località a maggioranza alawita, hanno trovato riparo e rifugio ex generali ed ex esponenti del passato esercito e del passato servizio di sicurezza. Persone dunque che hanno conservato le armi sotto il cuscino in attesa di tornare a combattere. Per il momento, <strong>la situazione è poco chiara</strong>: alcune comunità sono fuori dal controllo delle nuove forze di Damasco, in altre gli scontri ricordano i momenti più duri del conflitto. L&#8217;unica cosa certa è che almeno mille persone hanno perso la vita. E molte di loro, come accertato da diversi testimoni, sono state uccise a sangue freddo.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Perché proprio adesso? </h2>



<p>C&#8217;era dunque da aspettarsi, prima o poi, la reazione delle cellule filo Assad. Occorre capire però come mai le armi siano state tirate nuovamente fuori proprio adesso. La risposta è forse impossibile da accertare. Oltre 14 anni di guerra civile hanno trasformato il contesto sociale e politico siriano in un territorio arido, in cui<strong> ogni scintilla può dare il via a fiamme indomabili</strong>.  Per di più, sul terreno siriano sono in tanti a soffiare. Dalla <strong>Turchia</strong>, sponsor principale di molte delle milizie che hanno aiutato Al Joulani ad entrare a Damasco, alla <strong>Russia</strong>, ex alleata di ferro della Siria di Assad. Passando per <strong>Israele</strong>, il cui esercito dopo l&#8217;8 dicembre ha occupato parte del territorio a nord del Golan, per l&#8217;<strong>Iran</strong>, altro ex alleato di Assad e che ha sfruttato il territorio siriano per rifornire di armi Hezbollah in Libano. Senza dimenticare gli <strong>Usa</strong>, ancora presenti con i propri soldati a est dell&#8217;Eufrate,<strong> i sauditi, gli emiratini e i qatarioti.</strong></p>



<p>La scintilla che ha acceso gli animi è stata probabilmente quella di <strong>Jaramana</strong>. Quest&#8217;ultima è una località a maggioranza drusa a est di Damasco, dove a inizio marzo si sono verificati scontri tra alcuni gruppi armati. Le violenze sono finite nel giro di una notte, ma sono state interpretate, da parte di diverse fazioni avversarie di Al Joulani, come un<strong> primo segnale di debolezza del nuovo regime</strong>. Da qui, l&#8217;innesco di un incendio dalle conseguenze oggi imprevedibili. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">La doppia insidia per le nuove autorità di Damasco </h2>



<p><strong>Ahmed Al Shara</strong>, il &#8220;vero&#8221; nome di Al Joulani con il quale ora preferisce farsi chiamare, adesso è atteso al varco. Deve rispondere subito agli attacchi e deve dare <strong>prova di solidità del suo governo</strong>. Ma, al tempo stesso, deve fare fronte a <strong>due incognite che appaiono come due grandi insidie</strong>. La prima riguarda la <strong>consistenza dei gruppi assadiani tornati in azione</strong>. Al momento, non è possibile conoscere la loro forza numerica e né tanto meno il loro radicamento territoriale. Una variabile di non poco conto tanto per Al Shara quanto per i suoi collaboratori.   </p>



<p>La vera insidia è però un&#8217;altra e ha a che fare invece con la <strong>consistenza delle forze di Al Shara</strong>. Quest&#8217;ultimo, quando si faceva chiamare ancora con il nome di battaglia e girava con turbante e divisa al posto delle attuali giacche e cravatte, è stato a capo di <strong>Hayat Tahrir Al Sham </strong>(Hts). Gruppo che ha preso il sopravvento a <strong>Idlib</strong>, ma che non ha mai avuto il monopolio della galassia di sigle anti Assad. Tanto è vero che, per combattere contro le redivive cellule assadiane, Al Shara si sta servendo di molte altre forze arrivate dalle province limitrofe. Si tratta dei gruppi filo turchi del <strong>Syrian National Army</strong> (Sna) e di altre fazioni spesso lontane anche ideologicamente da Hts. </p>



<p><strong>Alcune di queste sigle si stanno rendendo colpevoli di massacri</strong>, esecuzioni a sangue freddo e vendette contro la popolazione civile alawita. Sui social, diversi video mostrano una situazione quasi fuori controllo e questo nonostante i richiami dello stesso Al Shara che, in un discorso tenuto venerdì, ha invitato tutti i combattenti a non maltrattare i prigionieri. Contenere ulteriori possibili massacri sarà importante per l&#8217;immagine di Al Shara, ma offrirà all&#8217;aspirante leader siriano anche un <strong>termometro</strong> della situazione: se a prevalere saranno le milizie più sanguinarie, vuol dire che il suo controllo dentro il nuovo esercito non sarà totale. E, al contrario, <strong>Hts potrebbe riscoprirsi come una minoranza. </strong></p>
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		<title>Usa: Rubio condanna i massacri in Siria e dà una lezione alla malafede Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 16:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio condanna fermamente il massacro di 745 civili alawiti da parte degli islamisti fedeli ad al-Jolani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html">Usa: Rubio condanna i massacri in Siria e dà una lezione alla malafede Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="siria" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/siria-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una condanna netta, che mette in chiaro chi è l&#8217;<em>aggressore</em> chi l&#8217;<em>aggredito</em>. Parliamo della presa di posizione del segretario di Stato Usa <strong>Marco Rubio</strong> rispetto al <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">massacro di centinaia civili alawiti, tra cui donne e bambini</a>, ad opera degli islamisti fedeli al presidente ad interim siriano, Ahmed al-Sharaa, noto anche come <a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">Abu Mohammed al-Jolani</a>, leader del gruppo jihadista <strong>Hayat Tahrir al-Sham (HTS)</strong>, evoluzione di Jabhat al-Nusrah, o Fronte al-Nusra, l’ex ramo di al-Qaida in Siria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rubio condanna gli islamisti e umilia l&#8217;Ue</h2>



<p>&#8220;Gli Stati Uniti <strong>condannano i terroristi islamisti radicali</strong>, inclusi i jihadisti stranieri, che hanno ucciso persone nella Siria occidentale negli ultimi giorni. Gli Stati Uniti sono solidali con le minoranze religiose ed etniche della Siria, comprese le <strong>comunità cristiane, druse, alawite e curde</strong>, e porgono le loro condoglianze alle vittime e alle loro famiglie. Le autorità provvisorie della Siria devono ritenere responsabili i perpetratori di questi massacri contro le comunità minoritarie della Siria&#8221; ha affermato Rubio in un comunicato stampa, dando una lezione di diplomazia<strong> alla pavida Unione europea</strong> che non ha speso una parola contro la violenza settaria degli islamisti filo-governativi.</p>



<p>A dirla tutta, la stessa Ue che invoca crociate democratiche contro i regimi autoritari ha fatto di peggio, <a href="https://www.eeas.europa.eu/eeas/spokesperson-statement-latest-developments-syria_en">diffondendo una nota stampa</a> nella quale &#8220;condanna fermamente i recenti attacchi, presumibilmente compiuti da elementi pro-Assad, contro le forze del Governo ad interim nelle aree costiere della Siria e ogni forma di violenza contro i civili&#8221;. Un <strong>rovesciamento della realtà</strong> nella quale l&#8217;Ue condanna le vittime e non i carnefici, a proposito di &#8220;valori democratici&#8221; sbandierati a fasi alterne. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani &#8211; non certo filo-Assad &#8211; negli ultimi giorni <strong>745 civili alawiti sono stati uccisi</strong> nelle regioni costiere della Siria e nelle montagne di Latakia da forze di sicurezza governative fedeli ad Al-Jolani e da gruppi alleati, in vere e proprie esecuzioni accompagnate dal saccheggio di case e altre barbarie. In totale, da giovedì il bilancio delle vittime è salito a <strong>1.018, tra cui 125 membri delle forze di sicurezza</strong> e 148 combattenti fedeli ad Assad.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ue rovescia la realtà </h2>



<p>I residenti dei villaggi e delle città alawite hanno riferito all’<em>Associated Press</em> di uccisioni durante le quali uomini armati hanno sparato agli alawiti, per lo più uomini, <strong>nelle strade o davanti alle loro case</strong>. Molte abitazioni alawite sono state saccheggiate e poi incendiate in diverse aree, secondo due testimoni della regione costiera siriana. La violenza di sabato lungo la costa siriana ha spinto il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) a richiedere accesso sicuro per operatori sanitari e umanitari nelle zone colpite, in particolare nei governatorati di Latakia e Tartus.</p>



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<p>Anziché prendere atto di aver preso un abbaglio nel plaudire all&#8217;ascesa dell&#8217;ex terrorista Al-Jolani, l&#8217;Ue preferisce, <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">come abbiamo già sottolineato su <em>InsideOver</em></a>, rovesciare la realtà e ignorare ciò che sta accadendo in Siria. Un <strong>vero e proprio insulto alle vittime</strong> di queste ore e alle loro famiglie.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-rubio-condanna-i-massacri-in-siria-e-da-una-lezione-alla-malafede-ue.html">Usa: Rubio condanna i massacri in Siria e dà una lezione alla malafede Ue</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Alawiti massacrati in Siria: l’Ue, complice silenziosa di Al Jolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 08:06:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cambio di regime e plauso europeo: Dopo la caduta di Bashar al-Assad a fine 2024, l’UE e i leader occidentali hanno accolto con favore l’ascesa di Ahmed al-Sharaa (Abu Muhammad al-Julani), ex leader jihadista di Hayat Tahrir al-Sham, celebrando la fine di un “tiranno” alleato di Putin.</p>
<p>Sospensione delle sanzioni: Il 25 febbraio 2025, l’UE ha sospeso sanzioni economiche contro la Siria per favorire dialogo, ripresa economica e ricostruzione, rimuovendo restrizioni su energia, trasporti e cinque entità, tra cui Syrian Arab Airlines.</p>
<p>Visite diplomatiche: Leader come Jean-Noël Barrot (Francia) e Annalena Baerbock (Germania) hanno visitato Al-Julani a Damasco a gennaio 2025, nonostante il suo passato in al-Qaeda e il suo rifiuto di stringere la mano alla ministra tedesca.</p>
<p>Massacri alawiti: Dal giovedì scorso, le forze di Al-Julani hanno ucciso 340 civili alawiti in esecuzioni sommarie a Latakia, con saccheggi e violenze documentate dal Syrian Observatory for Human Rights, mentre il governo reprime attacchi dei “resti” del regime Assad.</p>
<p>Silenzio dell’Occidente: I leader europei, che avevano lodato Al-Julani, tacciono di fronte a queste atrocità, sollevando dubbi sulla loro coerenza nel sostenere un ex terrorista responsabile di massacri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">Alawiti massacrati in Siria: l’Ue, complice silenziosa di Al Jolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030816232886_8822bcaf8b1ac33ac8ee94c99718b61e-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passate poche settimane dalla decisione del Consiglio dell&#8217;Unione europea di sospendere una <a href="https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2025/02/24/syria-eu-suspends-restrictive-measures-on-key-economic-sectors/">serie di sanzioni economiche</a> contro la Siria. Caduto il regime dell&#8217;alawita <strong>Bashar al-Assad</strong>, infatti, i leader europei ed occidentali si sono precipitati ad accogliere nella &#8220;comunità internazionale&#8221; il suo successore, il presidente ad interim <strong>Ahmed Husayn al-Sharaa</strong>, meglio noto come <strong>Abu Muhammad Al Jolani</strong>, leader del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), evoluzione di Jabhat al-Nusrah, o “Fronte al-Nusra,” l’ex ramo di al-Qaida in Siria. Di fatto l&#8217;Europa ha accolto positivamente il cambio di regime avvenuto alla fine del 2024, celebrando la caduta del &#8220;tiranno&#8221; Assad colpevole, tra le varie cose, di essere un amico e alleato di Vladimir Putin.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;Ue ha saluto con favore l&#8217;ascesa di un terrorista islamista</h2>



<p>Al fine di celebrare a dovere l&#8217;ascesa di <strong>Al Julani</strong> e di HTS, l&#8217;Unione europea ha affermato, il 25 febbraio scorso, di voler sospendere le sanzioni al fine di&nbsp;&#8220;<strong>agevolare il dialogo</strong>&nbsp;con la Siria, il suo popolo e le sue imprese nei settori chiave dell&#8217;<strong>energia</strong>&nbsp;e dei&nbsp;<strong>trasporti</strong>&#8220;, oltre che &#8220;agevolare le operazioni finanziarie e bancarie connesse a detti settori e quelle necessarie a fini umanitari e di ricostruzione&#8221;. La decisione, mirava inoltre a &#8220;sostenere la transizione politica inclusiva&#8221;, la &#8220;ripresa economica e la stabilizzazione del Paese, con misure che alleggeriscono le restrizioni nei settori dell’energia e dei trasporti, oltre a favorire operazioni finanziarie per scopi umanitari e di ricostruzione&#8221;. Tra le novità, la &#8220;rimozione di cinque entità, tra cui Syrian Arab Airlines, dall’elenco delle sanzioni e l’introduzione di esenzioni bancarie&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-460008" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_20250308162408109_12fc7567fcb6e2e4b98405c09b935746.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Esecuzioni sommarie nel silenzio colpevole dell&#8217;Occidente</h2>



<p>Negli ultimi mesi, inoltre, diversi leader e rappresentanti politici occidentali sono transitati alla corte di <strong>Ahmed Husayn al-Sharaa</strong>, tra cui <strong>Jean-Noël Barrot</strong>, ministro degli Esteri francese &#8211; che ha visitato Damasco a gennaio &#8211; e <strong>Annalena Baerbock</strong> &#8211; ministra degli Esteri tedesca &#8211; anch’ella a Damasco a gennaio &#8211; quando incontrò al-Sharaa e quest&#8217;ultimo si rifiutò di stringerle la mano. Non parliamo certo di un santo (Assad) ma non ci voleva un indovino per capire che un ex terrorista di Al-Qaeda responsabile di massacri brutali prima o poi <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-240-morti-in-48-ore-la-scia-di-sangue-di-al-jolani.html">facesse vedere il suo vero volto, come purtroppo sta accadendo in queste ore</a>.</p>



<p>Secondo il <strong>Syrian Observatory for Human Rights</strong> (non certo filo-Assad), da giovedì scorso, le forze di sicurezza e i loro alleati, affiliati al governo di Al Julani, <a href="https://www.france24.com/en/middle-east/20250308-more-than-300-alawite-civilians-killed-syria-security-forces-allies-since-thursday-monitor-says">hanno ucciso 340 civili alawiti in esecuzioni sommarie</a>, accompagnate da saccheggi di case e proprietà, nelle zone di Latakia e dintorni. L&#8217;agenzia statale <em>Sana</em> ha riferito di un attacco di &#8220;resti del regime deposto&#8221; all’ospedale nazionale di Latakia, respinto dalle forze di sicurezza. Al-Sharaa, in un discorso su <em>Telegram</em>, ha invitato gli insorti ad arrendersi, definendo il loro attacco un errore imperdonabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In response to the mass killings and executions of civilians by the new authorities in Syria, the EU condemns the &quot;pro-Assad elements&quot; instead of its jihadist partners <a href="https://t.co/ik3vlkkHae">pic.twitter.com/ik3vlkkHae</a></p>&mdash; Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) <a href="https://twitter.com/Glenn_Diesen/status/1898597043360133407?ref_src=twsrc%5Etfw">March 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>I leader europei, che hanno salutato con favore l’ascesa di Ahmed al-Sharaa (Abu Mohammed al-Jolani) come una svolta per la <strong>Siria post-Assad</strong>, tacciono di fronte alle atrocità emerse negli ultimi giorni. Come possono giustificare il loro iniziale entusiasmo dinanzi alle esecuzioni sommarie di centinaia di civili alawiti, ai saccheggi e ai massacri documentati dal <em>Syrian Observatory for Human Rights</em>, con donne e bambini tra le vittime? Infatti l&#8217;Ue non lo fa e come nota <strong>Glenn Diesen</strong>, in risposta alle uccisioni di massa e alle esecuzioni di civili da parte di Al Julani, l&#8217;Ue condanna gli &#8220;elementi pro-Assad&#8221;. Senza vergogna.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/alawiti-massacrati-in-siria-lue-complice-silenziosa-di-al-jolani.html">Alawiti massacrati in Siria: l’Ue, complice silenziosa di Al Jolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Siria, prove di guerra civile: i nostalgici di Assad non si piegano, HTS colpisce duro</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/siria-prove-di-guerra-civile-i-nostalgici-di-assad-non-si-piegano-hts-colpisce-duro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Thomas Brambilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2025 09:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030720113426_d8bac7b9dac5e822f19ca3e2e800b4b0-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle ultime ore la costa Nord-Ovest della Siria è stata sconvolta da scontri militari fra forze di governo e fazioni alauite pro-Assad.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/siria-prove-di-guerra-civile-i-nostalgici-di-assad-non-si-piegano-hts-colpisce-duro.html">Siria, prove di guerra civile: i nostalgici di Assad non si piegano, HTS colpisce duro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Una serie di imboscate tese in maniera inaspettata alle truppe governative di stanza in posti di blocco e quartieri generali di diverse città della costa nordoccidentale della Siria. Ad agire, <strong>gruppi armati afferenti al segmento etnico-religioso degli alauiti</strong>, una componente della popolazione siriana fortemente presente nelle città costiere, <strong>fedele e connessa politicamente e religiosamente al vecchio regime siriano di Assad</strong>, capitolato nel dicembre del 2024 per fare spazio ai ribelli che in Siria hanno conquistato il potere portando al <strong>governo </strong>il leader del <strong>fronte islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS) rinominato al-Sharaa</strong>.</p>



<p>È questo, secondo la ricostruzione della <em>Bbc</em> e altri media e osservatori internazionali, il caso che ha riacceso le rivalità e l’odio intra-etnico, mai del tutto sopito anche con l’abbandono del potere da parte di Assad, del mosaico siriano, portando a <strong>feroci scontri definiti come i più brutali da quando il Paese ha vissuto lo storico cambio di regime ormai quattro mesi fa</strong>. Una carneficina fatta di ritorsioni e attacchi alla popolazione, che nelle ultime ore hanno causato, secondo notizie da confermare, almeno 800 vittime fra civili e gruppi armati, stando ai numeri forniti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.</p>



<p>Secondo la ricostruzione della fazione islamista al potere, i principali disordini sono cominciati nella <strong>regione costiera di Jableh</strong>, situata fra le città di Latakia e Tartus, tramite un attacco definito come “ben pianificato” e condotto da alcuni “resti delle milizie” di Assad. L’operazione di risposta, messa in campo dalle forze di sicurezza del governo di Damasco, è stato un primo vero e proprio banco di prova e di dimostrazione di forza e controllo del paese per Sharaa. Gli scontri si sono poi spostati anche in altri contesti urbani della costa occidentale, una zona densamente popolata dalla minoranza alauita dove sono evidentemente ancora presenti delle fazioni militari fedeli alla figura dell’ex presidente scappato in Russia Bashar al-Assad.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il potere degli alauiti</h2>



<p>Il legame territoriale fra la zona nordoccidentale della Siria e il <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/storia-degli-alauiti-dalle-origini-allera-assad.html">gruppo religioso degli alauiti</a> è molto forte. Nella Siria moderna gli alauiti costituiscono circa il <strong>20% della popolazione per un totale di 6 milioni di cittadini circa</strong>. Da sempre minoranza relegata alla periferia del dibattito e della dialettica politica interna, nonché al margine nella determinazione del futuro del paese, con la <strong>svolta di potere che nel 1970 portò al governo Hafez al-Assad</strong>, esponente alauita e padre dell’ex presidente siriano che gli è succeduto nel 2000, gli alauiti siriani divennero l’unico gruppo minoritario del Medioriente ad essere rappresentato al potere di uno stato sovrano.</p>



<p>Negli anni del regime poi, oltre ai metodi repressivi e violenti di soppressione del dissenso che hanno caratterizzato il periodo degli Assad, si è affermato un <strong>sistema di potere su base pseudo-famigliare</strong>, dove la stragrande maggioranza delle posizioni amministrative e politiche erano occupate di fatto da una minoranza responsabile della sottorappresentazione degli ulteriori e più numerosi gruppi e religiosi che caratterizzano l&#8217;eterogeneità etnica siriana. Nel corso degli anni , questo aspetto ha senza dubbio esacerbato le tensioni sociali e incrementato il livello di mal sopportazione e diffidenza che la maggioranza della popolazione siriana ha coltivato e coltiva tuttora nei confronti di quella che aveva assunto le caratteristiche di <strong>un’élite politica fortemente aperta alle influenze straniere come quelle iraniana e russa</strong> anche per rimanere salda al potere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione della Turchia</h2>



<p>Oggi, dopo quattordici lunghi anni di guerra civile, l’<strong>attivismo militare e politico alauita ancora vivo nel Paese </strong>viene percepito dal nuovo Governo di Damasco come uno dei tanti ostacoli che sul piano politico possono frapporsi nel percorso verso una Siria unitaria. Negli ultimi mesi, erano stati infatti spesso segnalati episodi di violenza indiscriminata da parte delle forze HTS contro la minoranza alauita che hanno coinvolto anche la popolazione civile. D&#8217;altronde il passato della formazione militare HTS si è contraddistinto per <strong>le sistematiche e frequenti violazioni di diritti umani</strong> che l&#8217;hanno portata ad essere riconosciuta internazionalmente come un&#8217;organizzazione terroristica dall&#8217;Onu.</p>



<p>Mentre risulta ancora poco chiaro quali soggetti possano aver tratto vantaggio da questa insurrezione, se ci sia stato un canale di rifornimento militare che ha permesso l’organizzazione di tale operazione, di cui è ancora difficile prevedere gli esiti, l’unica <strong>reazione internazionale </strong>pervenuta alle cronache è per ora quella della Turchia, <strong>principale alleato del fronte governativo HTS che intravede nella stabilizzazione della Siria anche un compiacimento dei propri interessi regionali</strong>. Il ministro degli esteri Hakan Fidan ha insistito sulla condanna di azioni “provocatorie” che minacciano gli sforzi per il raggiungimento di pace, unità e solidarietà in uno stato tormentato come quello siriano.</p>
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