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	<title>Mohammad Bin Abdul Rahman Al Thani Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2022 15:36:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mohammad Bin Abdul Rahman Al Thani Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Dalla Francia alla Germania: gli affari caldi tra l&#8217;Europa e il Qatar</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dalla-francia-alla-germania-gli-affari-caldi-tra-leuropa-e-il-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2022 15:36:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali Qatar]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2021 le esportazioni del Qatar in Unione europea hanno raggiunto i 6,9 miliardi di euro, trainate dalla crescente domanda di gas. Nello stesso lasso di tempo Doha ha importato dai Paesi membri dell’Ue beni per un valore di 8,5 miliardi, tra auto, turbine, elettronica e prodotti di lusso. Nei primi dieci mesi del 2022, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-francia-alla-germania-gli-affari-caldi-tra-leuropa-e-il-qatar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-francia-alla-germania-gli-affari-caldi-tra-leuropa-e-il-qatar.html">Dalla Francia alla Germania: gli affari caldi tra l&#8217;Europa e il Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/12/ilgiornale2_20221223163532293_a3f8a2b57b99d906cc09e6d037e15015-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2021 le esportazioni del <strong>Qatar </strong>in <strong>Unione europea</strong> hanno raggiunto i <strong>6,9 miliardi di euro</strong>, trainate dalla crescente domanda di gas. Nello stesso lasso di tempo Doha ha importato dai Paesi membri dell’Ue beni per un valore di <strong>8,5 miliardi</strong>, tra auto, turbine, elettronica e prodotti di lusso. Nei primi dieci mesi del 2022, l’Europa ha inoltre importato 12,5 miliardi di metri cubi di metano provenienti dall’emirato arabo, la metà dei quali approdati in Italia. Insomma, prima che si accendessero le luci dei riflettori sui Mondiali di calcio organizzati dal Qatar, e conseguentemente sullo stato dei diritti umani in questo Paese, a tutti piaceva stringere <strong>accordi </strong>con la famiglia Al Thani. Accordi legittimi, sia chiaro, stipulati tanto a livello governativo quanto a livello privato, ovvero tra il principale forziere qatariota, il fondo sovrano <strong>Qatar Investment Authority (QIA)</strong>, e le più grandi multinazionali, brand nonché aziende europee. </p>



<p>Eppure, anche quando il club calcistico del <strong>Barcellona </strong>stringeva accordi con la <strong>Qatar Sports Investments (QSI)</strong>, un&#8217;organizzazione di partecipazione azionaria chiusa fondata nel 2005 e con sede a Doha, e trasformava le sue magliette in cartelloni pubblicitari per sponsorizzare, prima la<strong> Qatar Foundation</strong> e poi la compagnia aerea qatariota, la <strong>Qatar Airways</strong>, in Qatar la situazione relativa ai diritti umani era più o meno la stessa di quella odierna. In quel caso, però, dal 2010 al 2016 le classe blaugrana si riempirono di oltre 170 milioni di euro. </p>



<p>Nessuno si preoccupava più di tanto quando il Qatar tesseva la sua ragnatela in giro per il Vecchio Continente mettendo le radici nel mondo dello <strong>sport</strong>. Emblematico il caso del <strong>Paris Saint German</strong>, mediocre squadra calcistica francese acquistata dalla QIA &#8211; controllata, appunto, dall’emiro qatariota Tamim bin Hamad Al Thani, e data in gestione a Nasser Al Khelaifi – e trasformata in una Disneyland del pallone a son di investimenti multi milionari (1,5 miliardi in dieci anni). Ma non c’è, ovviamente, soltanto il pallone nel portfolio economico di Doha. Il calcio, per il suo <strong>soft power</strong>, è soltanto la punta dell’iceberg, il mezzo iniziale per conseguire precisi obiettivi geopolitici. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;business religioso&#8221; nei Balcani</h2>



<p>L’opinione pubblica ha iniziato a scuotersi maggiormente intorno al 2019, quando si è fatta luce sul ruolo giocato da numerose <strong>ong islamiche</strong> finanziate dai Paesi del Golfo tra loro rivali. Arabia Saudita&nbsp;e Qatar sono i due attori principali della disputa, combattuta a colpi dei soliti investimenti milionari e opere di bene. </p>



<p>Qatar Charity ha finanziato numerosi progetti, come il centro islamico Al-Fajr e la scuola albanese-qatariota a <strong>Tirana</strong>, o concesso microcrediti ai più poveri, nel caso della <strong>Bosnia </strong>o, ancora, si è presa carico dell’assistenza di bambini orfani in <strong>Kosovo</strong>. Tutto molto bello ma, data la povertà dei territori devastati dalla guerra, le ong islamiche non hanno avuto grandi difficoltà nell’imporsi nell’intera regione svolgendo attività di <strong>proselitismo </strong>in campo sociale, educativo e religioso. </p>



<p>In Kosovo, ad esempio, nel 1999 c’erano circa 200 moschee, mentre oggi ce ne sono più di 800; un numero spropositato e ingiustificato, visto che non si riscontrano particolari esigenze da parte della comunità locale, assai contenuta. A Pristina, sempre in Kosovo,&nbsp;Qatar Charity&nbsp;aveva in mente di costruire una grande <strong>moschea</strong>, un colosso da 25 milioni di euro e dotato di centri commerciali. A finanziare il tutto, adesso, sarà la&nbsp;<strong>Turchia</strong>. Ankara, oggi, si è infatti sostituita all’opera di proselitismo qatariota nei Balcani dopo che Doha è stata messa all’angolo dagli altri paesi del Golfo e accusata di collusione con i terroristi islamici. Sport e <strong>religione </strong>sono tuttavia l’antipasto di un pranzo, quello qatariota, molto più ricco di quanto non si possa immaginare.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/quelle-ong-islamiche-di-qatar-e-turchia-alla-conquista-dei-balcani.html">Il ruolo delle ong islamiche del Qatar nei Balcani</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/societa/londra-citta-senzanima-cosi-arabi-e-cinesi-si-sono-comprati-la-city.html">La presenza del Qatar a Londra</a></strong></li><li><strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-internazionale/che-cos-qatargate-e-si-sviluppato-2096575.html">Che cos&#8217;è e come si è sviluppato il Qatargate</a></strong></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Gli affari del Qatar a Londra</h2>



<p>Il QIA ha un portafoglio di acquisizioni e investimenti invidiabile. Elencare ogni singolo affare, con ogni singolo Paese o azienda europea, avrebbe poco senso. Al contrario, può essere utile focalizzare l’attenzione sugli acquisti degli asset più rilevanti per la loro influenza, non solo in termini economici ma anche politici-finanziari. </p>



<p>Prendiamo <strong>Londra</strong>, tra i massimi hub finanziari globali. Londra è una città che ha perso la sua anima. Gli indicatori economici e finanziari la rendono una delle capitali più ambite del mondo. Il cuore del Regno Unito, in cui vivono poco più di 8 milioni di persone, continua a battere solo affidandosi a generosi investitori stranieri. I nuovi padroni di Londra vengono dal Medio Oriente e dall’Estremo Oriente. Sono sceicchi e cinesi. Sono loro che hanno modificato la geografia della City e che, nel giro di pochi anni, potrebbero apportare cambiamenti repentini anche la cultura del paese.&nbsp;</p>



<p>Il Qatar è in cima alla lista. Il suo fondo sovrano ha immesso un’enorme quantità di denaro nel mercato dell’UK. In che modo? Acquistando il 20% della <strong>Borsa di Londra</strong>, <strong>Canary Wharf</strong>, <strong>Harrods</strong>. E ancora: il 22% di <strong>Sainsbury</strong>, il 6% della nota banca <strong>Barclays</strong>, il 20% della <strong>Heathrow Airport Hodlings</strong> e il 25% dell’<strong>International Airlines Group</strong>. </p>



<p>Stiamo parlando, come già detto, di affari legittimi ma che evidenziano il profondo legame instauratosi tra Europa e Qatar. Certo, poi ci sono questioni più torbide. Come la storia della <strong>valigia </strong>contenente <strong>un milione di euro</strong> in contanti recapitata da Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, l’ex primo ministro qatariota, a Carlo III. La vicenda, esplosa nel giugno 2022, si è poi sgonfiata. &#8220;Le donazioni di beneficenza ricevute dallo sceicco Hamad bin Jassim sono state immediatamente trasferite a uno degli enti di beneficenza del principe che ha svolto il lavoro appropriato e ci ha assicurato che sono state seguite tutte le procedure corrette&#8221;, ha tagliato corto Clarence House.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I legami con Francia e Germania</h2>



<p>La nazionale di calcio tedesca ha pensato bene di inaugurare il suo mondiale in Qatar, prima della sfida contro il Giappone, posando con una mano davanti alla bocca nella per la classica foto di rito pre partita. Il punto è che, mentre i campioni della <em>Die Mannschaft</em> protestavano così contro la censura qatariota sulla questione dei diritti civili, umani e della condizione dei lavoratori nell’emirato arabo, la <strong>Germania</strong>, soltanto poche settimane prima, aveva stretto un ricco accordo niente meno che con la compagnia petrolifera e del gas statale del Qatar. <strong>Qatar Energy</strong> ha accettato di&nbsp;inviare alla Germania due milioni di tonnellate di <strong>gas naturale liquefatto (GNL)</strong>&nbsp;&nbsp;all&#8217;anno, a partire dal 2026 e per i prossimi 15 anni. </p>



<p>Ma la presenza di Doha nell’economia tedesca è in realtà molto più profonda, visto che la famiglia Al Thani controlla porzioni strategiche del core business economico di Berlino. Citiamo il 17% di <strong>Volkswagen</strong>, il 10% di <strong>Porsche</strong>, oltre il 6% di <strong>Deutsche Bank</strong>. </p>



<p>La <strong>Francia </strong>è la seconda destinazione per gli investimenti del Qatar, dove l’emirato vanta un patrimonio di oltre&nbsp;<strong>26 miliardi di dollari&nbsp;</strong>e la creazione di circa 72.000 posti di lavoro. Nel 2015, alla fine del mandato di <strong>Francois Hollande</strong> come presidente francese, Parigi ha firmato con Doha un contratto di armi per la consegna di almeno 36 aerei da guerra francesi <strong>Rafale</strong>. Oltre all&#8217;acquisizione del Psg, l&#8217;impronta del Qatar nell’economia francese comprende investimenti di portafoglio o partecipazioni in società come LVMH (Moet Hennessy Louis Vuitton), Balmain, Valentino, Le Printemps, TotalEnergies e tante altre. </p>



<p>Insomma, Francia e Germania, due dei Paesi più critici nei confronti del Qatar e del suo mondiale, hanno passato gli ultimi anni, anzi mesi, a stringere accordi con Doha. Una domanda sorge spontanea: il <strong>Qatargate </strong>danneggerà l’immagine del Qatar oppure, grazie agli enormi investimenti già realizzati in Europa dall’emirato, il terremoto europeo travolgerà soltanto i rappresentanti delle istituzioni europee?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dalla-francia-alla-germania-gli-affari-caldi-tra-leuropa-e-il-qatar.html">Dalla Francia alla Germania: gli affari caldi tra l&#8217;Europa e il Qatar</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Una pace (fredda) tra Arabia Saudita e Qatar?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-pace-fredda-tra-arabia-saudita-e-qatar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani mentre lascia la Casa Bianca (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-768x225.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-1024x299.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La storia ci ha abituato a strani paradossi: conflitti ravvicinati, minacce a distanza e scenografiche distensioni su un campo da gioco: chi non ricorda la celebre &#8220;diplomazia del ping-pong&#8221; nello scenario della Guerra fredda? È un po’ quello che tutti si aspettavano accadesse lo scorso 5 dicembre quando, nella cornice della Coppa del Golfo, Arabia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-pace-fredda-tra-arabia-saudita-e-qatar.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="561" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani mentre lascia la Casa Bianca (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-300x88.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-768x225.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Al-Thani-emiro-Qatar-e1566048763458-1024x299.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La storia ci ha abituato a strani paradossi: conflitti ravvicinati, minacce a distanza e scenografiche distensioni su un campo da gioco: chi non ricorda la celebre &#8220;diplomazia del ping-pong&#8221; nello scenario della Guerra fredda? È un po’ quello che tutti si aspettavano accadesse lo scorso 5 dicembre quando, nella cornice della Coppa del Golfo, <strong>Arabia Saudita</strong> e <strong>Qatar </strong>sono scese in campo l’una contro l’altra armate…di pallone. Il match calcistico si è concluso con la vittoria 1 a 0 per i sauditi facendo da <em>prequel</em> alle <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-arabia-saudita-e-qatar-prove-di-disgelo.html">trattative di pace che porrebbero fine all&#8217;embargo</a> del piccolo ma potente Stato arabo.</p>
<p>Il ministro degli Esteri del Qatar, lo sceicco <strong>Mohammed Al Thani</strong>, ha dichiarato che il suo Paese sta intrattenendo colloqui con l&#8217;Arabia Saudita, offrendo il segnale che una situazione di stallo senza precedenti potrebbe presto essere risolta passando da un punto morto della crisi del Golfo ad un possibile dialogo. Le speranze arrivano dopo che il <strong>re Salman</strong> dell&#8217;Arabia Saudita ha invitato il sovrano del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, a partecipare al vertice di questo mese delle monarchie arabe del Golfo a Riad, un gesto che segnerebbe un importante passo avanti nei tentativi di porre fine alla faida araba. L&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain e l&#8217;Egitto hanno interrotto i legami diplomatici e commerciali con il Qatar nel 2017 dopo aver accusato lo stato ricco di gas di stringere stretti legami con il loro principale nemico regionale, l&#8217;Iran, formulando le celebri &#8220;<strong>13 richieste impossibili”</strong> al Qatar per evitare la crisi che poi, inevitabilmente, è scoppiata.</p>
<h2>Una svolta? Forse no</h2>
<p>Ma, al di là degli inviti formali, dei goal e delle prove tecniche di distensione, le ragioni delle 13 richieste impossibili restano e nessuna delle due Nazioni sembra fare un passo indietro su quelle che sono le direttrici di politica estera e regionale dei due Paesi arabi. Una delle questioni fondamentali è il <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-al-jazeera-deve-chiudere.html">futuro del network <em><strong>Al Jazeera</strong></em></a>: l’emittente panaraba accusata di essere il microfono della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html" target="_blank" rel="noopener">Fratellanza musulmana</a>. Difficile se non impossibile. Come potrebbe il Qatar rinunciare ad un network che conta quasi 50 milioni di utenti e che è diventato negli anni la voce del mondo arabo, o meglio, di un certo mondo arabo? Nata nel 1996,<em> Al Jazeer</em>a fu il colpo di genio dell’emiro Hamad bin Khalifa al-Thani, fortemente intenzionato a trasformare il suo Paese, piccolo e storicamente irrilevante, nel centro culturale della regione. Strettamente legato alla questione Al Jazeera, l’appoggio ai Fratelli Musulmani: un peccato tutt&#8217;altro che veniale da cui il Qatar non può e non vuole liberarsi. Le ambizioni dell’emirato si sposano perfettamente con le ambizioni della Fratellanza, decisa a sfruttare l’opera di penetrazione compiuta nell&#8217;arco di decenni all&#8217;interno del tessuto politico-culturale dei Paesi dell’area per prendere il potere.</p>
<p>Non solo, non si ferma la cosiddetta <strong><em>Qatar charity</em></strong> volta a finanziare, con il denaro dell’emirato, moschee e centri culturali legati ai Fratelli musulmani in varie parti del Mondo e d’Europa. Rompere con i Fratelli Musulmani è elemento imprescindibile per il disgelo verso il Qatar ma a questo proposito non sono seguite né dichiarazioni di intenti né tanto meno operazioni decisive. Tuttavia, un rumors incombe sulla vicenda: secondo il <em>Wall Street Journal</em>, in un <a href="https://www.wsj.com/articles/qataris-saudis-make-new-bid-to-mend-a-long-festering-feud-11574942401">rapporto esclusivo</a> pubblicato alla fine di novembre, il ministro degli esteri del Qatar Mohammad Bin Abdul Rahman Al Thani avrebbe recentemente fatto una visita senza preavviso a Riad, nella speranza di porre fine a una disputa di due anni. In cambio della revoca del blocco imposto nel 2017, si sarebbe offerto di allentare i legami con i Fratelli musulmani, senza però alcuna menzione sui finanziamenti del gruppo, delle risorse basate su Doha e dei massimi funzionari, incluso l&#8217;ideologo della Fratellanza, l&#8217;egiziano Shaikh Yousuf Al Qaradawi. Come ha sostenuto il celebre <em>columnist</em> kwaitiano Fouad Hashem:</p>
<blockquote><p>La Fratellanza Musulmana per il Qatar è ciò che le armi nucleari sono per la Corea del Nord</p></blockquote>
<p>Il gruppo ha fatto affidamento su generosi finanziamenti del Qatar per anni, sponsorizzando le sue attività in Egitto, Siria e Palestina. Un Qatar senza Fratellanza è un Qatar smilitarizzato perché la Fratellanza è stata la fonte della sua influenza regionale.</p>
<p>Vi è poi il panorama della politica internazionale sul quale Qatar e Arabia Saudita non sembrano ancora trovare un punto in comune: dalle divergenze sul futuro dell’Egitto dopo Morsi, all&#8217;appoggio dei filo islamisti a Tripoli, passando per il sostegno ad Hamas nella striscia di Gaza, le due Nazioni sembrano non convergere mai verso una medesima linea di politica estera che ha portato entrambi i loro governi ad appoggiare ed armare fazioni differenti nel dramma siriano.</p>
<h2>Il nodo gordiano: il rapporto con l&#8217;Iran</h2>
<p>Ma il groviglio più complesso di questa pace fredda, tra summit e pallone, è l’atteggiamento verso l’<strong>Iran</strong>, l’impero sciita tentacolare che <a href="https://it.insideover.com/politica/teheran-futura-regina-del-medio-oriente.html">si candida a regina regionale</a>. I leader del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc), composto da sei nazioni, si riuniranno martedì per il loro vertice annuale a Riad, nel mezzo di seri sforzi per curare una frattura prolungata tra un blocco a guida saudita e il Qatar per affrontare meglio le sfide regionali, comprese le minacce iraniane. Da tempo immemore il Qatar intrattiene con l’Iran un atteggiamento ambiguo dovuto soprattutto a questioni energetiche e finanziarie: i suoi maggiori giacimenti di gas sono operanti nel Golfo Persico dove grava la potenza militare di Teheran. Il Qatar ha una struttura economica simile all&#8217;Iran: i due vicini hanno un&#8217;economia che si basa sulle loro enormi risorse energetiche e ciò li ha portati a sostenersi a vicenda e a formare una nuova struttura che ricorda l&#8217;<strong>Opec</strong> e che, sebbene sia stata originariamente progettata dall&#8217;Iran, è stata ospitata a Doha. Iran e Qatar condividono il <strong>South Pars field</strong>, un campo di condensazione di gas naturale situato nel Golfo Persico, il più grande giacimento di gas naturale del mondo. Secondo l&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia, detiene circa 1.800 trilioni di piedi cubi di gas naturale e circa 50 miliardi di barili di condensati di gas naturale.</p>
<p>Si può rinunciare tutto questo per riconciliarsi con i sauditi e cominciare ad agire in linea con le regole del Golfo? Piuttosto difficile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/una-pace-fredda-tra-arabia-saudita-e-qatar.html">Una pace (fredda) tra Arabia Saudita e Qatar?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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