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	<title>Mohammad Bagher Ghalibaf Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mohammad Bagher Ghalibaf Archives - InsideOver</title>
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		<title>Coi maxi-funerali l&#8217;Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html">Coi maxi-funerali l&#8217;Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-600x386.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I funerali pubblici di Stato della Guida Suprema iraniana <strong>Ali Khamenei,</strong> ucciso il 28 febbraio all&#8217;inizio della Terza guerra del Golfo e dell&#8217;offensiva israelo-americana contro il Paese di cui era la figura apicale politica e teologica, saranno dal 4 al 9 luglio un viaggio umano e simbolico nella storia dell&#8217;Islam sciita e in quella recente e convulsa della Repubblica Islamica. Sei giorni di corteo su due Paesi, <strong>Iran e Iraq</strong>, dalla capitale Teheran alle città sante dell&#8217;Islam sciita tra i due Stati limitrofi, tra Mashad, Qom, Najaf e Karbala, luogo del martirio di Husayn, secondo figlio di Ali e nipote di Maometto che nella battaglia nella città perse la vita nel 680, aprendo la strada a quasi un millennio e mezzo di peculiare e autonoma teologia sciita.</p>



<p>Per gli sciiti il martirio e il sacrificio sono <strong>centrali sul piano storico e teologico,</strong> e per i più ferventi sostenitori della Guida Suprema defunta, a partire dal figlio e successore <strong>Mojtaba, quello di Khamenei è stato un martirio a tutti gli effetti,</strong> all&#8217;apice della battaglia contro i mortali nemici del Paese di cui è stato presidente dal 1980 al 1988 e Guida Suprema dal 1989 alla morte, incarnandone dunque l&#8217;intera storia dopo la cacciata dello Shah nel 1979. <strong>I funerali, che lungo il percorso del feretro si prevede attrarranno decine di milioni di pellegrini</strong> e saranno con ogni probabilità i più partecipati della storia umana, saranno un viaggio tra molti fusi orari storici, tra religione e politica, tra passato, presente e futuro. </p>



<p><strong>Dalla Grande Moschea di Teheran,</strong> dove sono sfilati per le esequie ufficiali dignitari di vari Paesi, leader religiosi iraniani di ogni confessione e molti cittadini per rendere omaggio alla camera ardente del Rahbar assassinato e dei suoi famigliari morti nel raid, partirà dunque un messaggio importante che parlerà dell&#8217;Iran al mondo e all&#8217;Iran di sé stesso. <strong>E sarà, probabilmente, la fine di una storia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambiamento inevitabile</h2>



<p>Il 4 luglio, mentre a Washington Donald Trump celebrerà i 250 anni della nazione americana, l&#8217;Iran potrà avviare le esequie di Khamenei forte del risultato conseguito blindando il <strong>cessate il fuoco nel Golfo</strong> e potendo rivendicare la sopravvivenza all&#8217;assalto israelo-americano. La guerra non è stata facile e Teheran ha subito durissimi danni, ma strategicamente la vittoria è arrisa più alla Repubblica Islamica che agli alleati che la affrontavano. Il regime resta in piedi, lo Stretto di Hormuz è ora gestito dai Pasdaran, l&#8217;Iran può trattare per il suo futuro. Ma proprio per questo la cesura della guerra e della morte di Khameni rappresentano una chiamata per un <strong>cambiamento strutturale</strong> che in un certo senso si sta già manifestando.</p>



<p>L&#8217;Iran che prima della guerra aveva subito proteste di piazza, rivolte, tensioni e pressioni strategiche regionali era chiamato a cambiare e lo dicevamo in tempi non sospetti. Nell&#8217;ultimo discorso tenuto durante <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-iran-non-sara-rivoluzione.html" type="post" id="371470">le proteste di gennaio, <strong>il sovente pragmatico Khamenei sembrava parlare a un Paese che non esisteva più,</strong></a> chiedendo inflessibilità e ordine. Con la sua morte il Paese è divenuto una <strong>poliarchia</strong>. Lo ha confermato alle prime celebrazioni pubbliche la presenza &nbsp;congiunta del capo negoziatore della tregua con gli Usa e presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, del ministro degli Esteri Abbas Araghchi e del presidente Masoud Pezeshkian come <strong>esponenti di un medesimo organigramma di potere a più vette. </strong></p>



<p><strong>I <em>triumviri rei publicae (Islamicae) constituendae</em>,</strong> potremmo definirli richiamandoci all&#8217;esperienza dell&#8217;Antica Roma, figure che occupano zolle di potere decisive tra gestione dell&#8217;ordinaria attività esecutiva (il presidente), rapporti globali e presenza come volto pubblico del sistema (Araghchi) e cinghia di trasmissione, nel caso di Ghalibaf, tra un sistema riformista e gli apparati profondi del potere temprati dalla guerra, centrati sul corpo dei <strong>Guardiani della Rivoluzione</strong>, che hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">materialmente assorbito la maggior quota dei danni subiti e inflitto un&#8217;analoga percentuale di quelli dispensati da febbraio ad aprile.</a></p>



<p><strong>Tutto questo si consolida spostando nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale</strong>, la Camelot al cui consesso tutti appaiono eguali e il regime si mostra in tutte le sue componenti, il sistema dirimente e decisivo. Come a dire che in futuro nessun attacco a sorpresa potrà decapitare l&#8217;Iran, perché il potere è distribuito, e come a indicare che Mojtaba Khamenei sarà ora più un garante che un <em>dominus</em> come il padre. <strong>Lo abbiamo detto da tempo: la Repubblica Islamica di ieri non esisterà più</strong> e in un certo senso i funerali di Khamenei sono anche i suoi. Resta un regime che <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html" type="post" id="520612">ha avuto dalla guerra un&#8217;inaspettata sponda per durare e ora si sente più forte</a> e ora dovrà rispondere alle istanze di progresso economico, mobilità sociale e sicurezza della popolazione per legittimarsi. <strong>La guerra, per gli Usa e Israele, doveva essere l&#8217;inizio della fine della Repubblica Islamica</strong>. Ne rappresenterà, nei fatti, la fine dell&#8217;inizio. Alla leadership di Teheran capire se il secondo tempo sarà di stabilità o caos.</p>
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		<item>
		<title>Usa-Iran, i colloqui di più alto livello dal 1979: Teheran spinge sulla tregua in Libano</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-iran-i-colloqui-di-piu-alto-livello-dal-1979-teheran-spinge-sulla-tregua-in-libano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 18:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giornata a suo modo storica a Lucerna nel primo giorno del quarto round di negoziati tra Usa e Iran in meno di un anno e mezzo: per la prima volta dal 1979, delle delegazioni ufficiali dei due Paesi si sono trovate, nel quadro dei negoziati a quattro mediati da Qatar e Pakistan, avendo a capo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-i-colloqui-di-piu-alto-livello-dal-1979-teheran-spinge-sulla-tregua-in-libano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260621200523893_638fed5c733e9b2d81d767ac0d357020-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giornata a suo modo storica a <strong>Lucerna</strong> nel primo giorno del quarto round di negoziati tra Usa e Iran in meno di un anno e mezzo: per la prima volta dal 1979, delle delegazioni ufficiali dei due Paesi si sono trovate, nel quadro dei negoziati a quattro mediati da Qatar e Pakistan, avendo a capo figure apicali dei rispettivi Stati. </p>



<p><strong>Il vicepresidente J.D. Vance</strong> guida il team negoziale Usa, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html" type="post" id="520740">Mohammad Bagher Ghalibaf,</a></strong> presidente del Parlamento e terzo in grado del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale, quella iraniana. Si tratta del dialogo formale più apicale dalla nascita della Repubblica Islamica, si va oltre momenti informali come la stretta di mano tra i due capi-delegazione a Islamabad, quando fu firmato il cessate il fuoco per la Terza guerra del Golfo l&#8217;8 aprile scorso, o quella tra Barack Obama e il ministro degli Esteri iraniano <strong>Mohammad Javad Zarif </strong>del settembre 2015, a margine dell&#8217;assemblea Onu. </p>



<p>Questa volta la formula è stata del colloquio diretto e mediato, non del negoziato indiretto; dopo i due fallimentari tentativi di trovare un&#8217;intesa sul nucleare prima della guerra di giugno 2025 tra Iran e Israele e prima dell&#8217;attacco di Washington e Tel Aviv del 28 febbraio scorso e dopo il negoziato che ha trasformato il cessate il fuoco in armistizio, questo <strong>quarto round parte con l&#8217;obiettivo critico di trovare una quadra sulla sicurezza collettiva mediorientale</strong>, partendo dalla questione del nucleare iraniano e arrivando fino alla definizione del ruolo di Israele nel contesto regionale. Nonostante la tregua formale con Hezbollah, l&#8217;Israel Defense Force ha continuato a <strong>martellare il Libano</strong>, e questo per la delegazione guidata da Ghalibaf rischia di essere un pregiudizio al prosieguo dei colloqui.</p>



<p>Da Washington, Donald Trump ha preso, questa volta, le difese di Israele dicendo che &#8220;l&#8217;Iran deve immediatamente impedire ai suoi miliziani ben pagati in Libano di causare problemi&#8221;, criticando anche l&#8217;omologo Masoud Pezeshkian, che ha ribadito la volontà iraniana di non costruire un&#8217;arma nucleare ma non di recedere al diritto di arricchire l&#8217;uranio per fini civili, a cui peraltro Teheran ha diritto in quanto <strong>firmataria del Trattato di Non Proliferazione (Tnp)</strong>. Il New York Times, <a href="https://www.nytimes.com/live/2026/06/21/world/iran-us-trump-lebanon">citando fonti dell&#8217;amministrazione, nota che è stato proprio il Libano</a> il centro del discorso. </p>



<p>La pace nel Paese dei Cedri è una precondizione per Teheran affinché proseguano i negoziati. Al resort Burgenstock, Vance ha affettato però ottimismo segnalando l&#8217;intenzione di &#8220;voltare pagina per trasformare il nostro rapporto con il popolo iraniano e tendere una mano&#8221; chiedendo che si possa collaborare &#8220;per promuovere la pace e la prosperità&#8221;. <strong>Questo è il grande momento del figlio dell&#8217;America profonda</strong> divenuto vicepresidente sulla scorta della critica alle guerre infinite. A lui e Ghalibaf il compito, con la mediazione del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e del primo ministro del Qatar Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, di creare una via credibile per la pace oltre provocazioni reciproche e tensioni legate, soprattutto, al Libano. Sarà difficile e 60 giorni non sono molti per le trattative. Ma è troppo grande la posta in gioco regionale, e  non solo, per non osservare curiosi cosa potrà emergere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-i-colloqui-di-piu-alto-livello-dal-1979-teheran-spinge-sulla-tregua-in-libano.html">Usa-Iran, i colloqui di più alto livello dal 1979: Teheran spinge sulla tregua in Libano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I signori di Hormuz: lo scontro Iran-Usa e il nuovo Medioevo del Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 04:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scontro tra Iran e Stati Uniti ci riporta ai signori feudali che imponevano la propria giurisdizione su territori e rotte commerciali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html">I signori di Hormuz: lo scontro Iran-Usa e il nuovo Medioevo del Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p> Mentre sui media occidentali <strong>la dirigenza iraniana viene descritta come divisa, in lotta interna o priva di guida</strong>, in realtà i politici della Repubblica islamica preparano il <strong>nuovo round del confronto con gli Stati Uniti, sia esso diplomatico o militare</strong>. Più che a un ritorno della Guerra fredda, lo scontro tra Iran e Stati Uniti ci riporta per certi aspetti al Medioevo, quando i signori feudali imponevano la propria giurisdizione su territori, rotte commerciali e punti di passaggio strategici. </p>



<p>Oggi il caso emblematico è lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, dove Teheran è riuscita, attraverso una risposta militare che per alcuni osservatori è stata sorprendente rispetto all’offensiva israelo-americana, a riaffermare la propria capacità coercitiva su una delle vie d’acqua più importanti del pianeta. Come un tempo si imponevano taglie e gabelle, oggi i Pasdaran iraniani, forti della legittimazione derivante dalla capacità militare dimostrata sul campo, condizionano il transito navale nello Stretto con una combinazione di deterrenza psicologica e blocco materiale.</p>



<p>Tale pressione si esercita attraverso il rischio permanente di interdizione, la minaccia di campi minati, la presenza di unità veloci della marina dei Pasdaran e la possibilità di colpire infrastrutture energetiche e naviglio commerciale. Questa capacità si è manifestata in forma concreta anche di recente, quando una petroliera giapponese ha attraversato indenne lo stretto dopo aver sostenuto costi straordinari legati alla sicurezza della rotta, segno di come la navigazione nell’area sia ormai subordinata, di fatto, al consenso implicito dei <strong>“signori di Hormuz”. </strong></p>



<p>Ma chi sono davvero queste figure? La narrazione mediatica occidentale continua a raccontare un Iran politicamente frammentato: una Guida Suprema descritta come incapace di esercitare il comando e una classe dirigente già ripiombata nelle tradizionali lotte intestine. In realtà, proprio per la natura conflittuale e competitiva delle relazioni interne alla Repubblica islamica, i dissensi nella gestione della crisi non rappresentano affatto una novità, né per gli osservatori più attenti né, soprattutto, per gli iraniani stessi, che sembrano assorbire tale dinamica con relativa normalità. </p>



<p>Alcune rivalità interne permangono, com’è <strong>fisiologico in un sistema policentrico e articolato come quello iraniano. </strong>Ma questa pluralità di centri decisionali è strutturale e organica al sistema, non il prodotto di cause esogene come la guerra lanciata da Donald Trump contro il Paese. </p>



<p>Secondo molte analisi occidentali, si starebbero oggi confrontando due fazioni principali: d<strong>a una parte i Pasdaran, dall’altra i politici d’apparato, in particolare il Ministero degli Esteri, </strong>divisi sulla gestione della crisi e sull’eventuale negoziato con Washington. A incarnare questi due poli sarebbero il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, il generale <strong>Hossein Salami</strong>, e il ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi.</strong> In realtà, questa lettura appare in larga misura aleatoria. Non emergono segnali concreti di una frammentazione strategica, e ancor meno di una rottura.</p>



<p>Esistono differenze di tono, di metodo e di linguaggio politico, ma l’obiettivo resta condiviso: difendere la sopravvivenza del sistema, preservare la capacità deterrente del Paese e affrontare il confronto con gli Stati Uniti da una posizione di forza. Un’altra voce diffusasi nelle ultime settimane riguardava il presunto depotenziamento di uno dei personaggi che, nell’ultimo periodo, hanno acquisito enorme influenza in Iran: <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html" type="post" id="510660">Mohammad Bagher Ghalibaf</a></strong>. Secondo diverse ricostruzioni, Ghalibaf sarebbe stato progressivamente estromesso dai centri decisionali oppure ridimensionato dopo aver guidato la delegazione iraniana nell’ultimo round negoziale tenutosi a Islamabad. <strong>Anche in questo caso, tuttavia, i riscontri appaiono estremamente fragili. </strong>Nulla indica una reale marginalizzazione della sua figura, che continua invece a mantenere saldamente il proprio ruolo nei delicati equilibri della Repubblica islamica.</p>



<p>Va ricordato che Ghalibaf, pur giocando una partita importante nella gerarchia politica iraniana, non rappresenta da solo il vertice del sistema né il comando dell’intero Paese. È però certamente uno dei più rilevanti esponenti della classe dirigente iraniana, anche alla luce della recente scomparsa di numerosi personaggi di prestigio colpiti dagli attacchi israelo-americani. Sotto questo profilo, si può affermare che una forma di <em>regime change</em> vi sia effettivamente stata, ma in un significato assai diverso da quello immaginato a Washington. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sopravvivere-oggi-cambiare-domani-liran-e-la-lezione-strategica-della-terza-guerra-del-golfo.html" type="post" id="512461">Il cambiamento non ha prodotto il collasso del sistema, </a></strong>bensì una sua trasformazione interna, accelerata dall’eliminazione di figure di primo piano degli apparati militari e politici e dalla scomparsa della Guida Suprema <strong>Ali Khamenei. </strong>Il sistema politico iraniano, tuttavia, sembra essere riuscito ad assestarsi. Subirà con ogni probabilità mutamenti profondi, ma non nel senso auspicato dagli Stati Uniti. Più plausibilmente, emergeranno scenari nuovi e difficilmente prevedibili. <strong>Anche l’idea di una semplice dittatura dei Pasdaran appare una semplificazione troppo rozza. </strong>Le dinamiche interne del potere iraniano restano complesse, stratificate e spesso opache agli osservatori esterni. Non sappiamo ancora quale assetto prenderanno i corridoi del potere a Teheran, ma è certo che i Pasdaran abbiano rafforzato la propria posizione grazie al ruolo decisivo esercitato nella conduzione del conflitto.</p>



<p><strong>Chi sono dunque i signori di Hormuz? Non un singolo uomo, né una sola fazione</strong>. Sono piuttosto una complessa rete di militari, politici, uomini dell’intelligence, tecnocrati e settori dell’imprenditoria che muovono le fila dell’attuale macchina del potere iraniano. Un potere che, come si diceva all’inizio, si manifesta soprattutto nel controllo dello Stretto di Hormuz e nella costante capacità di pressione sui Paesi del Golfo Persico. Tornando alla metafora medievale, l’Iran oggi appare in grado di imporre, con la persuasione e con la forza, il rispetto delle proprie regole. Gli episodi recenti e il sostanziale fallimento del blocco navale americano mostrano tutta la resilienza e la forza di questa nazione, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sconfitta-di-usa-e-israele-hormuz-e-la-guerra-asimmetrica-liran-ora-e-al-centro-del-mondo.html" type="post" id="512453">che già definivamo come la quarta potenza di un mondo globalizzato ormai definitivamente in crisi.</a></p>
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		<title>Iran: Trump estende il cessate il fuoco, i negoziati in Pakistan in stallo, portaerei Usa in rotta verso il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-trump-estende-il-cessate-il-fuoco-i-negoziati-in-pakistan-in-stallo-portaerei-usa-in-rotta-verso-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 21:29:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Iran Israele" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260228090644198_94c8e0fb6247670e71f1f77f65639338-e1772266047129.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giornata caotica e rissosa sul piano diplomatico quella conclusasi attorno alle trattative Usa-Iran, con il presidente americano Donald Trump che nella sera italiana ha annunciato un'estensione indeterminata del cessate il fuoco</p>
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<p>Giornata caotica e rissosa sul piano diplomatico quella conclusasi attorno alle <strong>trattative Usa-Iran, con il presidente americano Donald Trump</strong> che nella sera italiana ha annunciato un&#8217;estensione indeterminata del <strong>cessate il fuoco</strong> per permettere a un governo iraniano da lui definito &#8220;seriamente diviso&#8221; di giungere al tavolo delle trattative con una proposta concreta. </p>



<p><strong>Il Pakistan, che si preparava a ospitare a Islamabad nuovi colloqui</strong>, ha mediato questa estensione, un cessate il fuoco dentro il cessate il fuoco, poco prima della scadenza, alle 2 ora di Teheran. Ma la realtà dei fatti parla di due delegazioni, quella americana guidata dal vicepresidente J.D. Vance e quella iraniana comandata dal presidente del Parlamento <strong>Mohammad Ghalibaf</strong>, che sono ancora a Washington e Teheran mentre la <strong>prospettiva di una ripresa della Terza guerra del Golfo non è ancora fugata</strong>. E tanti fattori di criticità rimangono.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="538" height="398" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1.png" alt="" class="wp-image-514286" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1.png 538w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/oil.jpg-1-300x222.png 300w" sizes="auto, (max-width: 538px) 100vw, 538px" /></figure>



<p>Il nucleare iraniano? <strong>Teheran, per bocca del presidente Masoud Pezeshkian</strong>, ha dichiarato di non voler rinunciare all&#8217;arricchimento. <strong>Hormuz? Gli Usa tengono il blocco,</strong> e nonostante 26 navi pare abbiano potuto forzarlo per raggiungere l&#8217;Oceano Indiano aperto si rimane nello stallo tra un <strong>controllo sostanziale da parte dell&#8217;Iran</strong> della strategica via d&#8217;acqua e un rifiuto statunitense dei pedaggi chiesti da Teheran. Prima Trump ha imposto il blocco navale per forzare la riapertura dello stretto, pena lo stop alle trattative dopo i negoziati dell&#8217;11 marzo scorso, poi lo ha tenuto in essere dopo che Teheran aveva <strong>acconsentito ai transiti a seguito del cessate il fuoco in Libano, irrigidendo ulteriormente la Repubblica Islamica</strong>. </p>



<p>L&#8217;estensione del cessate il fuoco chiesta dal premier pakistano Shehbaz Sharif e dal capo di Stato Maggiore Asim Munir offrirà spazio per un <strong>dialogo politico a tutto tondo</strong> ma, come detto su queste colonne, il nodo da superare è quello della fiducia. A aprile 2025 e febbraio &#8220;Trump ha avviato colloqui diplomatici con l&#8217;Iran solo per lanciare attacchi aerei mentre i negoziati erano ancora nelle fasi iniziali&#8221;, <a href="https://www.nytimes.com/2026/04/21/us/politics/trust-trump-iran.html">nota il <em>New York Times</em>, </a>che aggiunge come ancora il 27 febbraio scorso Washington &#8220;ha inviato degli emissari a Ginevra per incontrare funzionari iraniani appena un giorno prima che la Guida Suprema dell&#8217;Iran venisse uccisa in un attacco aereo che ha dato inizio a settimane di bombardamenti statunitensi e israeliani&#8221;, sottolineando che dalle ricostruzioni della testata è acclarato che &#8220;al momento di quell&#8217;incontro, il presidente Trump si era già impegnato ad entrare in guerra assieme a Israele,  <a href="https://www.nytimes.com/2026/04/07/us/politics/trump-iran-war.html">secondo quanto affermato da funzionari statunitensi</a>&#8220;. </p>



<p>The Donald non ha torto laddove <strong>evidenzia le divisioni nel potere della Repubblica Islamica</strong>, e in particolare l&#8217;assedio a cui è sottoposto il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi da parte dell&#8217;ala più intransigente dei Pasdaran desiderosi di evitare ogni percepita capitolazione lo dimostra, ma come nota il politologo Ali Vaez &#8220;tutti nel sistema iraniano concordano sul fatto che non ha senso negoziare se gli Stati Uniti continuano con il blocco&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Nope! Everyone in the Iranian system agrees that there is no point in negotiating if the U.S. continues its blockade… <a href="https://t.co/R6LqaOy0bv">https://t.co/R6LqaOy0bv</a></p>&mdash; Ali Vaez (@AliVaez) <a href="https://twitter.com/AliVaez/status/2046646009434869956?ref_src=twsrc%5Etfw">April 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo stallo è palese. L&#8217;Iran con la guerra ha <strong>tenuto la linea, il regime non è crollato, un controllo di Hormuz è stato stabilito</strong> e ora l&#8217;obiettivo della Repubblica Islamica è assicurarsi le <strong>basi concrete della sopravvivenza politica</strong> con i negoziati, ma l&#8217;irrigidimento del regime e l&#8217;assenza, al netto di Ghalibaf, Araghchi e Pezeshkian, di figure di punta capace di creare una sintesi negoziale potrebbero mettere a rischio la ricerca di una concretizzazione di questi esiti. Anche perché, dall&#8217;altra parte, ci sono <strong>da un lato gli Usa, oggi al tavolo delle trattative desiderosi di ottenere con il cessate il fuoco</strong> ciò che non sono riusciti ad ottenere con la guerra in termini di ridimensionamento di Teheran e della sua influenza regionale, e dall&#8217;altro <strong>Israele, che ben ha messo in chiaro di ritenere il suo obiettivo strategico il crollo del regime</strong> se non addirittura la <strong>destrutturazione statuale dell&#8217;Iran</strong>. </p>



<p>Per un Iran all&#8217;ennesimo bivio la notizia del prolungamento unilaterale del cessate il fuoco da parte di Trump pone un dilemma non secondario. Accettare la logica della trattativa o no? <strong>Ghalibaf sembra aver aperto in tal senso,</strong> ma rimane l&#8217;ombra del bluff. Mentre scriviamo, due portaerei americane <strong>navigano a tutta velocità verso il teatro d&#8217;operazioni di Centcom</strong>, il comando designato per il quadrante dell&#8217;Asia Sud-Occidentale. La portaerei <a href="https://www.ynetnews.com/article/ru20ad90q">&#8220;George H. W. Bush&#8221; naviga a Nord del Madagascar e si aggiungerà presto alla &#8220;Abraham Lincoln&#8221; </a>che sta imponendo il blocco di Hormuz. <strong>Anche la Uss Gerald Ford</strong>, andata a curarsi le ferite  tra la Baia di Suda a Creta e Spalato in Croazia dopo alcuni problematici incidenti seguiti a 300 giorni di navigazione consecutivi e a operazioni nel Golfo e nel Mar dei Caraibi <a href="https://www.theweek.in/news/middle-east/2026/04/21/uss-gerald-r-ford-is-back-amid-iran-talks-us-bolsters-military-buildup-in-middle-east.html">ha passato il Canale di Suez e presto sarà di nuovo in zona.</a> Se la &#8220;Bush&#8221; la sostituirà, le portaerei in dotazione all&#8217;ammiraglio Brad Cooper, a capo di Centcom, saranno due, altrimenti saliranno a tre. Quanto basta per provare a pensare un secondo tempo della guerra se la proposta iraniana non soddisferà Washington. <strong>Negoziato di pace o terza trattativa per preparare l&#8217;assalto militare? Il cessate il fuoco indeterminato di Trump</strong> non scioglie i dubbi. Washington e Tel Aviv non hanno vinto, per ora, la guerra sul campo. Provano a rifarsi con la tregua e il negoziato Usa-Iran. Ma le distanze restano. E ogni scenario appare possibile nella trattativa che c&#8217;è e non c&#8217;è in un conflitto già perturbante per l&#8217;economia e l&#8217;ordine globale.</p>
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		<title>Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/iran-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come in tutte le guerre contemporanee, anche per quella in Iran non è così facile tracciare i confini dei concetti di vittoria e sconfitta. Sappiamo, nel caso in questione, che c&#8217;è stata una sconfitta degli Stati Uniti: partiti per annichilire l&#8217;Iran in pochi giorni, si sono trovati impantanati in una guerra che ha rischiato di generare una crisi economica globale, ha fatto infuriare mezzo mondo, ha avvantaggiato i rivali storici (Russia e Cina) e non ha raggiunto alcuno degli obiettivi fissati, non il <em>regime change</em> e nemmeno quella insurrezione degli iraniani di cui solo gli stolti potevano vaneggiare. Dentro il mondo Usa, una sconfitta per il mondo neocon che sembrava ormai essersi impadronito della Casa Bianca, dal ministro della Guerra <strong>Pete Hegseth </strong>al segretario di Stato <strong>Marco Rubio</strong>. </p>



<p>E c&#8217;è stata una sconfitta di <strong>Benjamin Netanyahu </strong>e degli israeliani. Di Netanyahu, che non smetteva di pubblicare video in cui <strong>si vantava di poter ridisegnare a piacimento il Medio Oriente</strong>, perché l&#8217;annuncio della tregua di due settimane ha reso manifesta un chiara realtà: la famosa potenze militare di Israele funziona fin dove non incontra seria opposizione. Bombardare il Libano o la Siria privi di difesa aerea, o la Striscia di Gaza, è facile. Attaccare l&#8217;Iran molto meno, ed è un miracolo se droni e missili iraniani, che hanno regolarmente bucato i vari Iron Dome e compagnia, hanno fatto un numero così basso di vittime. In altre parole: Israele va fin dove glielo consente l&#8217;appoggio Usa. Quando gli Usa dicono basta, come in questo caso, è basta. Ed è una sconfitta per gli israeliani perché <a href="https://pagineesteri.it/2026/03/05/medioriente/l82-degli-israeliani-sostiene-lattacco-alliran/">i sondaggi ci hanno detto</a> che l&#8217;82% dei cittadini israeliani (il 93% fra gli ebrei) appoggiava la guerra all&#8217;Iran.</p>



<p>Tutto questo, però, basta a dire che l&#8217;Iran ha vinto? Secondo me no. Intanto, perché stiamo parlando di una tregua, non di una pace. Certo, l&#8217;Iran non è crollato, anzi, ha messo sotto scacco lo Stretto di Hormuz e i vicini del Golfo Persico. Il negoziato che comincia a Islamabad venerdì avrà come prima piattaforma i dieci punti elaborati a Teheran. Ma che cosa accadrà se il negoziato non andrà a buon fine? E che cosa dovrà concedere l&#8217;Iran per renderlo invece produttivo, dato per scontato che qualunque soluzione potrà essere solo di compromesso? In più, e senza alcuna intenzione di fare gli uccelli del malaugurio: è già successo due volte che gli Usa abbiano attaccato l&#8217;Iran durante un negoziato. Sarà un caso ma <a href="https://t.me/letteradamosca/34605">il ponte aereo dei C-17 Usa continua a spostare truppe e mezzi verso il Medio Oriente</a> Non c&#8217;è due senza tre, a pensar male si fa peccato ma&#8230;, e così via. Arriviamo almeno alla fine della tregua, prima di spargere l&#8217;ottimismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tregua regge, l&#8217;accordo c&#8217;è. E poi?</h2>



<p>Altro tema. Diciamo pure che la tregua reggerà, il negoziato si svolgerà e un accordo verrà siglato. E poi? Ecco qualche spunto di riflessione.</p>



<p><strong>Punto primo</strong>: chi comanderà in Iran? Tra i dirigenti di alto livello sono finora sopravvissuti il presidente <strong>Masoud Pezeshkian</strong>, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento <strong>Mohammad Bagher Ghalibaf</strong>. E poi c&#8217;è la guida suprema ereditaria, <strong>Mojtaba Khamenei</strong>, figlio del defunto <strong>Ali Khamenei</strong> di questi ambiti: di lui non si sa nemmeno se sia vivo e non pare certo la personalità che possa prendere in mano le redini del Paese. I primi tre sono ascrivibili al fronte dei &#8220;moderati&#8221; e Ghalibaf è stato nominato capo-delegazione ai negoziati con gli Usa. Un incarico importante ma rischioso: se il negoziato andrà bene (per l&#8217;Iran, almeno) Ghalibaf godrà di un ottimo trampolino di lancio, ma se andrà male l&#8217;insuccesso sarà anche, se non soprattutto, suo. Ma anche al netto di tutto questo, c&#8217;è una realtà concreta che pesa e peserà come un macigno: la &#8220;vittoria&#8221; è stata soprattutto militare, dell&#8217;Esercito e delle Guardie della Rivoluzione. Sarà difficile che questi, se si arriverà alla pace, non chiedano una ricompensa sotto forma di incarichi e responsabilità. E di questi ambiti, e dei personaggi al loro interno davvero influenti, sappiamo poco. A causa delle perdite subite a opera di americani e israeliani, che hanno sfoltito i loro ranghi, ma anche perché l&#8217;Iran aveva approntato in segreto un&#8217;organizzazione che, come abbiamo visto, nemmeno le intelligence di Usa e Israele sono riuscite davvero a penetrare, con gli effetti che sappiamo.</p>



<p><strong>Punto secondo</strong>: se questo è vero, fino a che punto possiamo immaginare evoluzioni in senso riformista del potere iraniano? Al netto delle sanzioni europee e americane, che ovviamente pesano molto, e dell&#8217;imponente rendita costituita dalle esportazioni di gas e petrolio (80% delle esportazioni totali) c&#8217;è la realtà della cosiddetta <em>Ayatollah Economy</em>, una stortura con pochi uguali al mondo. Il più grande conglomerato industriale dell&#8217;Iran è <strong>Khatam al-Anbiya</strong>, controllato dai pasdaran, che gestisce porti, oleodotti, autostrade, miniera e opere pubbliche. E poi ci sono le <em>bonyad</em>, le fondazioni istituite già all&#8217;epoca dell&#8217;ayatollah Khomeini e che sono controllate dai religiosi: nate per fare opera di beneficienza, ora gestiscono interi comparti dell&#8217;economia iraniana, tra cui industrie pesanti, edilizia, cooperative agricole, ospedali, assistenza e circuiti turistici. L&#8217;uno e le altre operano fuori dal controllo del Governo, fuori da qualunque criterio di trasparenza e godendo di larghe esenzioni fiscali. Tutto questo, oltre ad arricchire una classe di privilegiati (non a caso di Mojtaba Khamenei si sono sottolineate le ricchezze ben protette in Europa e nel Golfo), consente al regime di &#8220;comprare&#8221; la fedeltà di larghi strati della popolazione. Ragion per cui le proteste, sempre più frequenti e clamorose, non riescono mai a diventare rivoluzione. Se non cambia questo sistema, l&#8217;Iran continuerà a essere una teocrazia cleptocratica, autoritaria e inefficiente. Ma come farlo cambiare?</p>



<p><strong>Punto terzo</strong>: reagendo all&#8217;aggressione imperialista di Usa e Israele, l&#8217;Iran ha ripetutamente colpito i Paesi vicini: Arabia Saudita, Oman, Qatar, Bahrein, Kuwait e Iraq. In altre parole, è ancor più isolato di prima. Alla luce di tutto questo, l&#8217;Iran che uscirà (uscirebbe) dalla guerra rinuncerà ai propositi di egemonia regionale? <strong>Hezbollah, il suo proxy più forte</strong>, rinuncerà alla guerra con Israele, risparmiando al Libano ulteriori sofferenze? In altre parole, quali saranno le relazioni dell&#8217;Iran con il resto del Medio Oriente? Riuscirà (riuscirebbe) il &#8220;nuovo&#8221; Iran a trovare una relazione meno critica con il mondo di cui pure fa parte?</p>



<p>Sono domande che fanno parte di questo progetto di tregua. Abbiamo due settimane per interrogarci. Si interroghi soprattutto chi ha sostenuto questa ennesima guerra folle basandosi sul solito mix di ignoranza e presunzione.</p>



<p>        </p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oltre-gli-errori-di-usa-e-israele-tre-domande-chiave-per-liran-di-domani.html">Oltre gli errori di Usa e Israele: tre domande chiave per l&#8217;Iran di domani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/teheran-non-si-fida-degli-usa-e-alza-il-prezzo-della-guerra-trump-al-bivio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio per la pace e la guerra totale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/teheran-non-si-fida-degli-usa-e-alza-il-prezzo-della-guerra-trump-al-bivio.html">Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-1536x1016.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330091611679_708ce438751f496fa85b475ea963d79a-600x397.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html">Mohammad Bagher Ghalibaf </a>non si fida degli Stati Uniti</strong> e della loro volontà negoziale per porre fine alla guerra scatenata contro l&#8217;Iran, assieme a Israele, il 28 febbraio. Il presidente del Parlamento iraniano, che secondo diverse voci sarebbe il negoziatore incaricato di gestire i colloqui di pace, ha accusato esplicitamente Washington, che &#8220;invia pubblicamente messaggi di negoziazione e dialogo mentre segretamente<a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/03/29/iranian-parliament-speaker-accuses-us-of-planning-ground-attack_6751914_4.html"> pianifica un attacco di terra&#8221;. </a></p>



<p>Il senso delle parole del capo dei legislatori di Teheran è chiaro: l&#8217;Iran non intende farsi trascinare in una nuova spirale ribassista dopo che per due volte, <strong>da aprile a giugno 2025 e tra gennaio e febbraio 2026</strong>, le trattative con gli Usa sono parse non tanto un negoziato funzionale a risolvere i problemi quanto uno stratagemma per guadagnare tempo prima degli attacchi israeliani dello scorso anno e quelli congiunti in corso da oltre un mese. <strong>L&#8217;Iran, in sostanza, intende prima capire le condizioni strutturali che si creeranno</strong> e poi cercare di capire come si può evolvere una soluzione per la fine della guerra. Tutto questo, nel breve periodo, passa per un dato di fatto: all&#8217;<strong>Iran conviene alzare il prezzo del conflitto per gli Usa</strong>, come sta gradualmente facendo dall&#8217;inizio dei raid nemici.</p>



<p>Sta invecchiando decisamente bene l&#8217;analisi fatta dal politologo del Quincy Institute for Responsible Statecraft <strong>Trita Parsi l&#8217;1 marzo, il giorno dopo l&#8217;inizio del conflitto,</strong> quando Washington e Tel Aviv pensavano di aver decapitato l&#8217;Iran uccidendo l&#8217;ayatollah <strong>Ali Khamenei </strong>ma facevano già i conti con la &#8220;difesa a mosaico&#8221; iraniana. Parsi notava allora che gli iraniani &#8220;ritengono di aver commesso un errore accettando il cessate il fuoco di giugno: questo ha solo permesso a Stati Uniti e Israele di rifornirsi e rimobilitarsi per riprendere la guerra&#8221;. Inoltre, notava Parsi, &#8220;affinché un cessate il fuoco sia accettabile, sembra difficile che Teheran lo accetti finché il costo per gli Stati Uniti non sarà molto più alto di quello attuale&#8221; e, inoltre, la morte di Khamenei, notava Parsi, avrebbe finito per radicalizzare il regime facendo cadere ogni resistenza all&#8217;opportunità di portare il conflitto a un nuovo stadio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Some observations and comments on Trump and Israel&#39;s war on Iran:<br><br>1. Tehran is not looking for a ceasefire and has rejected outreach from Trump. The reason is that they believe they committed a mistake by agreeing to the ceasefire in June &#8211; it only enabled the US and Israel to…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://twitter.com/tparsi/status/2028191902080876849?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;analisi di Parsi sembra pienamente coincidente con quanto detto da Ghalibaf. Il 64enne nativo del Khorasan, che dopo<a href="https://it.insideover.com/guerra/luomo-forte-di-teheran-nel-mirino-di-israele-katz-annuncia-ucciso-larijani.html"> la morte di <strong>Ali Larijani</strong> </a>è il volto più solido dello Stato profondo conservatore e pragmatico della Repubblica Islamica, ha detto nella giornata di domenica che quella combattuta dall&#8217;Iran è una &#8220;guerra globale&#8221;, a testimonianza della lucida consapevolezza di Teheran di voler <strong>alzare l&#8217;asticella del confronto prima di cercare qualsiasi negoziato</strong>. In tal senso, il fatto che <strong>Donald Trump</strong> abbia detto che Ghalibaf avrebbe fatto un &#8220;regalo&#8221;<a href="https://www.ft.com/content/3bd9fb6c-2985-4d24-b86b-23b7884031f5?sharetype=blocked&amp;syn-25a6b1a6=1"> agli Usa consentendo a delle petroliere pakistane di uscire dallo Stretto di Hormuz</a> è un segno di come anche Washington abbia accettato la presenza di una realtà di fatto che nel breve periodo sarà difficile invertire: il controllo iraniano della strategica via d&#8217;acqua la cui chiusura sta facendo annaspare l&#8217;economia globale.</p>



<p>Trump ha di fatto avallato quella che Danny Citrinowicz dell&#8217;<em>Institute for National Security Studies</em> della Tel Aviv University ha definito &#8220;una mossa calcolata che permette all&#8217;Iran di dimostrare un controllo selettivo senza scontrarsi direttamente con Washington&#8221;, dichiarando che &#8220;l&#8217;Iran sta consolidando la propria influenza e dimostrando di poter regolare i flussi marittimi globali e di tradurre tale controllo in vantaggi politici ed economici&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Another example of how poorly the administration understands Iranian behavior.<br><br>Allowing tankers to pass doesn’t signal de-escalation — it reinforces Iran’s narrative that it controls the straits, and that no one else does. That perception matters just as much as the physical… <a href="https://t.co/5i6jSTQK2n">https://t.co/5i6jSTQK2n</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://twitter.com/citrinowicz/status/2038471026565083544?ref_src=twsrc%5Etfw">March 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A queste condizioni, visto l&#8217;alto prezzo che Washington dovrebbe pagare per liberare l&#8217;accesso a Hormuz <em>manu militari</em>, la difficile concretizzazione delle opzioni in campo<a href="https://it.insideover.com/guerra/escalation-e-negoziato-contro-liran-trump-balla-sul-filo-e-israele-osserva.html"> (ne abbiamo parlato qui)</a> per raggiungere questo obiettivo e la disponibilità di Teheran a incassare ulteriori colpi che è stata tutt&#8217;altro che indebolita. &#8220;L&#8217;Iran non voleva questa guerra, ma ora ha dei motivi per prolungarla&#8221;, hanno notato sul New York Times <strong>Dina Esfandiary e Ziad Daoud</strong> di <em>Bloomberg Economics</em>, aggiungendo che:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nonostante il crescente numero di vittime e le infrastrutture distrutte, l&#8217;impennata dei prezzi del petrolio sta proteggendo l&#8217;economia iraniana dai costi della guerra. L&#8217;Iran ha risposto praticamente a ogni attacco con un contrattacco, a ogni minaccia con una minaccia corrispondente. La logica dei suoi leader è fredda ma calcolata: rendere questa guerra così costosa per tutti che nessuno voglia iniziarne un&#8217;altra</p>
</blockquote>



<p>L&#8217;<strong>obiettivo dell&#8217;Iran è sopravvivere come entità statuale</strong> al conflitto. L&#8217;endgame di Teheran è chiaro. Quello israeliano vago e ad oggi irrealizzabile, perché è esattamente l&#8217;esatto opposto di quanto agogna Teheran. Gli Usa, superato il primo mese della guerra che doveva durare pochi giorni, non ne hanno ad oggi uno. E sono il maggior fattore d&#8217;instabilità in un conflitto che Trump avrebbe da un lato tutto l&#8217;interesse a chiudere ma che, dall&#8217;altro, alle condizioni attuali andrebbe <a href="https://www.youtube.com/watch?v=oPZ6etX_v78&amp;t=1881s&amp;pp=ygULaXZhbiBncmllY28%3D"><strong>rubricato come uno scacco strategico</strong>.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/teheran-non-si-fida-degli-usa-e-alza-il-prezzo-della-guerra-trump-al-bivio.html">Teheran non si fida degli Usa e alza il prezzo della guerra. Trump al bivio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Chi è Mohammed Bagher Ghalibaf, il possibile interlocutore tra Usa e Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 00:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=510660</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni scorsi si è parlato molto di un possibile ruolo di intermediazione svolto da Ghalibaf, attuale presidente del parlamento iraniano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html">Chi è Mohammed Bagher Ghalibaf, il possibile interlocutore tra Usa e Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326150058404_216a6c46b238af799b02344d1051d593-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Mohammad Bagher Ghalibaf</strong> è uno di quei rappresentanti della Repubblica Islamica che appare senza turbante e senza abiti tradizionali. Esattamente come il presidente<strong> Masoud Pezeshkian</strong> e come il defunto segretario del consiglio di sicurezza nazionale,<strong> Alì Larijani</strong>. Ghalibaf quindi è il membro della<strong> componente &#8220;laica&#8221; della teocrazia</strong>, un politico non appartenente al clero sciita ed esterno alla gerarchia religiosa. Questo ne fa un interlocutore &#8220;credibile&#8221;, almeno agli occhi degli statunitensi e non solo. Chi cerca sponde dentro Teheran, scava infatti nell&#8217;elenco di quegli esponenti sì conservatori (e dunque in grado di non urtare molto le Guardie della Rivoluzione) ma esterni al clero. <strong>In grado quindi, potenzialmente, anche di guidare un&#8217;eventuale transizione</strong>. Non è quindi da prendere sottogamba l&#8217;indiscrezione, <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/03/23/media-israele-capo-del-parlamento-iraniano-ghalibaf-guida-colloqui-con_eb277e16-d2d5-42dd-b6b4-683dabcce083.html">apparsa nei giorni scorsi nei media israeliani</a>, secondo cui sia stato proprio Ghalibaf ad avere contatti con emissari statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un &#8220;falco&#8221; ritenuto pragmatico </h2>



<p>Il ruolo per cui oggi Ghalibaf è conosciuto ed è molto preso in considerazione, è quello di <strong>presidente del Parlamento</strong>. <a href="https://it.insideover.com/guerra/luomo-forte-di-teheran-nel-mirino-di-israele-katz-annuncia-ucciso-larijani.html">Con l&#8217;uccisione di Larijani</a>, la sua è una delle poche posizioni ricoperte dai laici che possano avere ancora una certa importanza all&#8217;interno della Repubblica Islamica. A suo favore, <strong>gioca anche una certa esperienza all&#8217;interno della politica iraniana</strong>. Nel 2005 ha preso infatti il testimone di<strong> sindaco di Teheran</strong> da Mahmoud Admadinejad, eletto in quell&#8217;anno presidente. Nella capitale è rimasto primo cittadino per 12 anni, fino a quando nel 2017 è entrato in Parlamento. Dal 2020, così come designato dai <strong>partiti più conservatori</strong>, è stato nominato numero uno dei parlamentari iraniani.</p>



<p>Nato nella regione orientale di <strong>Razavi Khorasan</strong>, la politica per Ghalibaf non ha però rappresentato il primo impegno. In realtà,<strong> il suo nome ha iniziato a essere conosciuto in ambito militare</strong> per via del suo ruolo di pilota dell&#8217;aeronautica. L&#8217;ingresso nell&#8217;agone politico si è avuto gradualmente, grazie anche ai contatti da lui avviati con alcuni ambienti delle <strong>Guardie della Rivoluzione</strong>. Importante in tal senso l&#8217;incarico avuto nel 1996 come amministratore di <strong>Khatam al-Anbia</strong>, società di ingegneria di Teheran ricollegabile ai Pasdaran. La sua vicinanza al nucleo più duro della rivoluzione islamica gli è quindi valsa la nomina di <strong>falco</strong>. Ma, al tempo stesso, i vari ruoli ricoperti hanno contribuito ad assegnarli anche<strong> un&#8217;immagine di politico pragmatico. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Figura non molto popolare</h2>



<p>Tra gli aggettivi usati per descriverlo, raramente appare quello di &#8220;popolare&#8221;. Ghalibaf si è candidato tre volte alla presidenza, <strong>mai però è riuscito ad andare oltre il 17%.</strong> Non sembra quindi avere una grande presa sull&#8217;elettorato e sull&#8217;opinione pubblica. Inoltre, a differenza di Larijani, non ha dalla sua nemmeno la stima e la credibilità di una fetta importante dell&#8217;apparato di potere. Pesano alcune <strong>vecchie accuse di corruzione </strong>risalenti all&#8217;epoca della sindacatura a Teheran, quando all&#8217;interno della capitale iraniana diverse voci hanno parlato di sospette vendite di terreni a favore di funzionari governativi. </p>



<p>Non solo, ma nel 2022 assieme alla sua famiglia è stato implicato nel cosiddetto &#8220;<em>LayetteGate</em>&#8220;. Ossia lo scandalo mediatico nato dalla diffusione di foto che lo hanno ritratto all&#8217;aeroporto di Teheran, di ritorno da Istanbul, con 20 bagagli al seguito. Tra questi, figuravano anche<strong> oggetti di lusso e corredini per neonato.</strong> In molti, all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica, hanno giudicato &#8220;ipocrita&#8221; il comportamento di Ghalibaf. Il quale, negli anni, ha sempre criticato chi sceglie la via del lusso e ha invitato ad acquistare oggetti prodotti in Iran. La polemica non si è fermata nemmeno con la condanna a due anni del blogger che ha messo in circolazione le foto, anzi ulteriori critiche contro Ghalibaf sono sorte quando si è scoperto <strong>l&#8217;acquisto di appartamenti di lusso, sempre a Istanbul,</strong> da parte di alcuni suoi parenti stretti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Potrà davvero essere un interlocutore?</h2>



<p>Ad ogni modo, se il presidente del Parlamento potrà o meno essere un interlocutore dipenderà molto da diversi fattori interni ed esterni. A livello interno, <strong>occorre capire se per davvero il suo nome sarà in grado di sostituire quello di Larijani. </strong>Quest&#8217;ultimo, per molto tempo è stato il collante perfetto dei vari complessi meccanismi che regolano la vita della Repubblica Islamica. L&#8217;alternanza di luci e ombre nel passato di Ghalibaf potrebbe non dare all&#8217;attuale presidente del Parlamento la stessa autorevolezza di Larijani.</p>



<p>Tra i fattori esterni, <strong>occorre annoverare ovviamente la volontà di Usa e Israele di trovare qualcuno con cui trattare.</strong> Se Washington volesse attuare a Teheran la strategia venezuelana, arrivando cioè a piazzare al timone una persona più vicina ai propri interessi senza però dar vita a un <em>regime change</em>, Ghalibaf potrebbe realmente essere preso in considerazione. Questo giovedì, il<em> Wall Street Journal </em>ha riportato la notizia della cancellazione dei nomi di due alti funzionari iraniani dalla lista di obiettivi statunitensi e iraniani: <strong>il primo nome è quello del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, l&#8217;altro è quello proprio di Ghalibaf. </strong></p>
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