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	<title>Mohamed VI Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 25 Jul 2022 06:07:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mohamed VI Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Marocco e Usa mediano con Israele la riapertura del più importante ponte in Cisgiordania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2022 06:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In medio oriente anche la riapertura di un ponte può cambiare la vita di milioni di persone. Nei giorni scorsi, dopo la mediazione di Marocco e Stati Uniti con Israele e Giordania, è stato deciso di rendere percorribile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 il viadotto situato tra la città palestinese di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/marocco-e-usa-mediano-con-israele-la-riapertura-del-piu-importante-ponte-in-cisgiordania.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marocco-e-usa-mediano-con-israele-la-riapertura-del-piu-importante-ponte-in-cisgiordania.html">Marocco e Usa mediano con Israele la riapertura del più importante ponte in Cisgiordania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_20220701082626346_07a5b80d557a91d326f55b62b00a77f8-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In medio oriente anche la riapertura di un ponte può cambiare la vita di milioni di persone. Nei giorni scorsi, dopo la <strong>mediazione</strong> di <strong>Marocco</strong> e <strong>Stati Uniti</strong> con <strong>Israele</strong> e <strong>Giordania</strong>, è stato deciso <a href="https://www.jpost.com/middle-east-news/article-712294">di rendere percorribile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7</a> il viadotto situato tra la città palestinese di <strong>Gerico</strong> e la capitale giordana <strong>Amman</strong>. Molti lo identificano con il nome di &#8220;<strong>Ponte Allenby</strong>&#8220;, dal nome del generale britannico che lo fece riedificare nel 1918 al posto di un precedente viadotto ottomano. Dall&#8217;altra parte del confine, i giordani lo chiamano &#8220;<strong>Ponte Hussein</strong>&#8220;, dal nome del Re che ha firmato una pace con Israele nel 1994 che ne ha permesso un&#8217;ulteriore ricostruzione. Limitate le sue aperture negli ultimi anni per motivi di sicurezza, il viadotto è fondamentale soprattutto per i palestinesi: si tratta infatti dell&#8217;unico valico che permette ai cittadini della <strong>Cisgiordania</strong>, la regione dove ha sede l&#8217;<strong>Autorità Nazionale Palestinese</strong> e dove sono situate le principali città palestinesi, di raggiungere la Giordania e usare l&#8217;aeroporto di Amman per viaggiare nel resto del mondo.</p>
<h2>Un viadotto fondamentale per i palestinesi</h2>
<p>Oltrepassare la valle del Giordano e mettere in comunicazione Gerico con Amman e quindi il resto del medio oriente, è stato l&#8217;ambizioso obiettivo che ha mosso l&#8217;amministrazione ottomana nel 1885 a edificare per la prima volta un viadotto nella zona dove oggi sorge il Ponte Allenby/Re Hussein. La struttura però da allora ha sempre avuto una vita piuttosto travagliata. Le vicende che hanno coinvolto la regione hanno direttamente influito sul viadotto. Nel 1918 il generale britannico Allenby, dopo che l&#8217;opera costruita dagli ottomani si presentava datata e impraticabile, ha deciso di riedificare il ponte nello stesso punto. Poi le guerre e anche un terremoto, quello del 1927, hanno più volte segnato la struttura. Con i conflitti arabo-israeliani, il viadotto ha assunto un valore quasi vitale per milioni di palestinesi. L&#8217;opera infatti ha costituito l&#8217;unico vero collegamento via terra tra la Cisgiordania e la Giordania.</p>
<p>Una circostanza non da poco, perché i palestinesi residenti nei territori occupati hanno potuto sfruttare grazie al ponte l&#8217;aeroporto internazionale di Amman. Dunque percorrere gli impalcati costruiti sopra il fiume Giordano ha dato la possibilità a un&#8217;intera popolazione di connettersi con il resto del mondo. L&#8217;importanza dell&#8217;opera si è notata ulteriormente nel momento della <strong>pace</strong> tra Israele e Giordania. Come simbolo di riavvicinamento tra i due Paesi, nel 1994 è stata prevista la ricostruzione del ponte. Un&#8217;azienda giapponese ne ha impiantato uno moderno, in grado di resistere ai sismi e alle intemperie del tempo. Tuttavia la sua funzionalità è stata limitata per motivi di <strong>sicurezza</strong>. Israele, il cui governo controlla l&#8217;accesso dalla Cisgiordania del ponte, ne ha consentito negli ultimi anni l&#8217;apertura per 14 ore al giorno, ridotte a sei ore e mezza nelle giornate di venerdì e sabato. Una circostanza in grado di incidere sugli spostamenti dei civili palestinesi e di creare disagi per raggiungere gli aeroporti giordani.</p>
<p>Questa fase però dovrebbe essere oramai superata. Almeno nelle intenzioni diplomatiche conclamate nei giorni scorsi. Il governo israeliano ha infatti annunciato la riapertura, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, del ponte Allenby/Re Hussein. Una boccata d&#8217;ossigeno economica, commerciale e soprattutto politica per l&#8217;intera regione. Per la prima volta dopo tanti anni si potrebbe assistere alla <strong>normalizzazione</strong> dei collegamenti tra le città palestinesi e la Giordania.</p>
<h2>La mediazione di Rabat e Washington</h2>
<p>Nell&#8217;annunciare la riapertura del viadotto, il ministro dei Trasporti israeliano, <strong>Merav Michaeli</strong>, ha esplicitamente ringraziato il Re del Marocco, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Mohammed VI</a>, e il presidente Usa <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a> per la loro mediazione. Marocco e Stati Uniti sono stati, così come confermato dalla parte israeliana, i principali artefici della trattativa con Amman e con l&#8217;Anp (Associazione Nazionale Palestinese) che ha portato all&#8217;apertura del ponte. Un accordo non semplice. Perché prevede anche la presenza di personale dell&#8217;Anp posto a presidio dei valichi di accesso dalla Cisgiordania. Una circostanza che ha indispettito e non poco la destra israeliana più vicina ai coloni. L&#8217;area di Gerico infatti, nelle intenzioni dell&#8217;ex premier israeliano<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html"> Benjamin Netanyahu</a>, era tra quelle da <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-promette-lannessione-di-parte-della-cisgiordania.html">annettere direttamente nello Stato ebraico</a> e la presenza di rappresentanti palestinesi sul viadotto ovviamente potrebbe far allontanare questo progetto.</p>
<p>A livello politico, l&#8217;importanza della mediazione è duplice. Da un lato, come detto, permette la funzionalità di un&#8217;opera importante per la vita quotidiana di milioni di persone. Dall&#8217;altro, si tratta di una delle prime concrete applicazioni del <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">patto che nel novembre 2020 ha portato alla normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Israele</a>. Un&#8217;intesa giunta pochi mesi dopo il cosiddetto &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">Accordo di Abramo</a>&#8220;, con il quale<strong> Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Bahrein</strong> nell&#8217;agosto del 2020 hanno spianato la strada alla normalizzazione delle relazioni tra Israele e alcuni Paesi arabi.</p>
<p>All&#8217;epoca del patto tra Rabat e lo Stato ebraico alla Casa Bianca era ancora seduto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>. Gli Stati Uniti in quell&#8217;occasione si sono impegnati nel riconoscere al Marocco, in cambio delle normalizzazioni dei rapporti con Israele, la <strong>sovranità</strong> sul <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara Occidentale</a>. Con l&#8217;avvento di Joe Biden le linee politiche di Washington sono state mantenute. In tal modo, Marocco e Usa hanno potuto attivamente mediare per giungere all&#8217;intesa sul viadotto Allenby/Re Hussein. Per Rabat soprattutto è una dimostrazione della sempre maggiore incidenza della propria influenza nella regione mediorientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/marocco-e-usa-mediano-con-israele-la-riapertura-del-piu-importante-ponte-in-cisgiordania.html">Marocco e Usa mediano con Israele la riapertura del più importante ponte in Cisgiordania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spagna e Marocco si riavvicinano: &#8220;Sì alla proposta di Rabat sul Sahara&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-e-marocco-si-riavvicinano-si-alla-proposta-di-rabat-sul-sahara.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 17:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rientrata definitivamente la tensione diplomatica tra Marocco e Spagna. I due Paesi, ai ferri corti l&#8217;anno scorso per via dell&#8217;ospitalità offerta da Madrid al leader del Polisario Brahim Ghali, hanno riallacciato importanti rapporti diplomatici. A dimostrarlo è la lettera inviata dal premier spagnolo Pedro Sanchez al Re del Marocco, Mohammed VI. Nella missiva, oltre a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-e-marocco-si-riavvicinano-si-alla-proposta-di-rabat-sul-sahara.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-e-marocco-si-riavvicinano-si-alla-proposta-di-rabat-sul-sahara.html">Spagna e Marocco si riavvicinano: &#8220;Sì alla proposta di Rabat sul Sahara&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Rientrata definitivamente la tensione diplomatica tra <strong>Marocco</strong> e <strong>Spagna</strong>. I due Paesi, ai ferri corti l&#8217;anno scorso per via dell&#8217;ospitalità offerta da Madrid al leader del Polisario <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-brahim-ghali-l-uomo-della-discordia-tra-spagna-e-marocco.html">Brahim Ghali</a>, hanno riallacciato importanti rapporti diplomatici. A dimostrarlo è la lettera inviata dal premier spagnolo <strong>Pedro Sanchez</strong> al Re del Marocco, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Mohammed VI</a>. Nella missiva, oltre a toni riconcilianti e alla volontà comune tra i due governi di collaborare per le più importanti questioni regionali, anche il riconoscimento da parte spagnola della proposta marocchina dell&#8217;autonomia per risolvere la questione relativa al <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara</a>.</p>
<h2>Il riavvicinamento tra Madrid e Rabat</h2>
<p>Sembrano lontani i tempi di quando tra le due sponde del Mediterraneo si è abbattuta una delle più recenti gravi crisi diplomatiche. Tutto era nato dalla notizia della presenza, all&#8217;interno di una clinica di <strong>Saragozza</strong>, di Brahim Ghali. Si tratta del nemico numero uno del Marocco. Capo degli indipendentisti del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-fronte-del-polisario.html">Polisario</a>, la formazione in guerra con Rabat per la rivendicazione della sovranità del Sahara, Ghali è stato ricoverato in Spagna per i postumi di una forma grave di Covid-19. Quando la notizia si è diffusa, la diplomazia marocchina ha espresso la sua contrarietà. Secondo il Marocco, Ghali è responsabile di numerosi attacchi contro Rabat e attualmente la sua figura è ritenuta come una delle principali minacce alla<strong> sicurezza nazionale</strong>. Da qui lo screzio con le autorità spagnole. Un botta e risposta che ha portato anche ad alcuni episodi importanti. Ad esempio, è ricollegabile al deterioramento dei rapporti politici tra i due governi la<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/immigrazione-cosa-c-davvero-dietro-guerra-ceuta-1947790.html"> crisi dei migranti di Ceuta del maggio 2021</a>, quando in poche ore migliaia di immigrati sono riusciti ad attraversare i confini con l&#8217;enclave iberica.</p>
<p>Mesi di tensioni e screzi quindi spazzati via da un riavvicinamento a cui entrambe le diplomazie hanno lavorato per mesi. La fine delle diatribe si è avuta con la <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2022/03/18/sahara-occidentale-la-spagna-sostiene-iniziativa-marocchina-di-autonomia/">lettera del premier Pedro Sanchez al sovrano marocchino</a>. Nella missiva a spiccare è soprattutto un elogio rivolto a Rabat per l&#8217;approccio attualmente tenuto sul Sahara: &#8220;Il governo spagnolo &#8211; si legge &#8211; elogia gli sforzi seri e credibili del Marocco nel quadro delle Nazioni Unite per cercare una soluzione mutuamente accettabile&#8221;. Poche frasi che segnano l&#8217;inizio di una nuova <strong>fase distensiva</strong> tra le il Paese iberico e il regno marocchino. Una svolta non molto attesa in realtà: dopo il congelamento delle posizioni di dodici mesi fa, per tornare a vedere Rabat e Madrid camminare lungo lo stesso sentiero diplomatico i più ottimisti scommettevano su un&#8217;attesa di alcuni anni.</p>
<h2>Sanchez: &#8220;Sì alla proposta marocchina sull&#8217;autonomia&#8221;</h2>
<p>Come detto, fulcro della lettera recapitata nel palazzo reale di Rabat è stata la questione relativa al Sahara. La Spagna riconosce la prospettiva data dalla proposta sull&#8217;<strong>autonomia</strong>. Si tratta del progetto politico, presentato per la prima volta in sede Onu nel 2007 dal Marocco, secondo cui Rabat rivendica la sovranità sul Sahara, regione considerata come parte integrante del proprio territorio e della propria storia, in cambio di un&#8217;autonomia speciale da concedere alle future autorità regionali. Attualmente il Sahara è inserito dall&#8217;Onu nella lista dei &#8220;territori non autonomi&#8221;. La sovranità marocchina da diversi Paesi, <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">tra questi nell&#8217;autunno 2020 si sono aggiunti gli Stati Uniti</a>. In 25 hanno aperto una rappresentanza consolare nella regione. Il Marocco chiede da tempo all&#8217;Europa di attuare la stessa decisione di Washington e <strong>riconoscere</strong> ufficialmente il Sahara come territorio marocchino.</p>
<p>Per questo la svolta di Madrid ha assunto ancora maggiore significato: &#8220;La Spagna riconosce l’importanza della questione del Sahara per il Marocco &#8211; si legge ancora nella lettera scritta da Pedro Sanchez &#8211; e a questo proposito la Spagna considera l’iniziativa marocchina di autonomia presentata nel 2007 come la base più seria, realistica e credibile per la risoluzione di questa controversia&#8221;. Non si tratta di un riconoscimento della sovranità marocchina, ma è comunque un passo importante verso questa direzione. Un passo peraltro che succede di poco a quello della <strong>Germania</strong>. Dopo l&#8217;insediamento del nuovo governo di Olaf Scholz, Berlino si è detta<a href="https://it.insideover.com/politica/nuova-svolta-nelle-relazioni-tra-marocco-e-germania.html"> favorevole alla proposta marocchina sull&#8217;autonomia</a>. L&#8217;Ue quindi potrebbe gradualmente schierarsi definitivamente con il Marocco, aprendo la strada a un definitivo riconoscimento della sovranità di Rabat.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-e-marocco-si-riavvicinano-si-alla-proposta-di-rabat-sul-sahara.html">Spagna e Marocco si riavvicinano: &#8220;Sì alla proposta di Rabat sul Sahara&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuova svolta nelle relazioni tra Marocco e Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/nuova-svolta-nelle-relazioni-tra-marocco-e-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 14:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A dicembre una prima svolta era arrivata dal ministro degli Esteri Annalena Baerbock, adesso l&#8217;orientamento tedesco sul Sahara Occidentale è stato confermato dallo stesso presidente federale, Frank-Walter Steinmeir. In una missiva inviata a Re Mohammed VI, il capo dello Stato tedesco ha dato ampio credito alla proposta marocchina sull&#8217;autonomia del Sahara Occidentale. Proprio come fatto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/nuova-svolta-nelle-relazioni-tra-marocco-e-germania.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1277" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_2022011115390937_ede3de40f1b352ca8e547ed5d949f15e-2048x1363.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>A dicembre una prima svolta <a href="https://it.insideover.com/politica/svolta-sul-sahara-occidentale-berlino-apre-al-piano-sull-autonomia.html">era arrivata dal ministro degli Esteri Annalena Baerbock</a>, adesso l&#8217;orientamento tedesco sul <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara Occidentale</a> è stato confermato dallo stesso presidente federale, <strong>Frank-Walter Steinmeir</strong>. In una missiva inviata a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Re Mohammed VI</a>, il capo dello Stato tedesco ha dato ampio credito alla proposta marocchina sull&#8217;autonomia del Sahara Occidentale. Proprio come fatto il mese scorso dal rappresentante della diplomazia del nuovo governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html">Olaf Scholz</a>. La lettera indirizzata al sovrano marocchino contiene, tra le altre cose, anche l&#8217;auspicio di future collaborazioni tra Berlino e Rabat su svariati temi.</p>
<h2>Confermata la svolta di Berlino sul Sahara Occidentale</h2>
<p>Sembrano lontani i tempi in cui, subito <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">dopo la svolta statunitense</a> di riconoscere il Sahara Occidentale quale parte integrante del territorio sotto sovranità marocchina, l&#8217;ex cancelliere<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html"> Angela Merkel</a> chiedeva la convocazione del <strong>consiglio di sicurezza</strong> dell&#8217;Onu per verificare se la posizione Usa fosse in linea con il diritto internazionale. In tal modo Berlino esprimeva un&#8217;implicita condanna della scelta dell&#8217;allora amministrazione statunitense guidata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a>. I rapporti con Rabat hanno quindi inevitabilmente subito un deciso raffreddamento. Con il cambio di governo, la Germania ha quasi subito variato posizione sia sul Sahara che nei rapporti con il Marocco nel loro complesso. Il nuovo ministro degli Esteri Annalena Baerbock ha inviato una lettera il 16 dicembre scorso al suo omologo marocchino <strong>Nasser Bourita</strong> nella quale si è dato ampio credito alla proposta sull&#8217;<strong>autonomia</strong>. Quest&#8217;ultima indica la linea ufficiale di Rabat sull&#8217;intricata questione del Sahara Occidentale. Presentata all&#8217;Onu nel 2007, prevede il riconoscimento ufficiale internazionale della sovranità marocchina sull&#8217;ex colonia spagnola, in cambio di un&#8217;ampia autonomia da accordare alla regione.</p>
<p>Se da un lato la proposta marocchina ha trovato oppositori nelle fila del governo algerino, primo alleato del Fronte indipendentista del <strong>Polisario</strong>, dall&#8217;altro in occidente negli ultimi anni ha riscosso un certo successo. Gli Usa per l&#8217;appunto hanno deciso di appoggiarla in toto. La svolta tedesca, nonostante non implichi un riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, va comunque in questa direzione. Dopo le dichiarazioni del ministro Barbock, nelle scorse ore si sono aggiunte quelle di Frank-Walter Steinmeir: &#8220;La Germania &#8211;<a href="https://www.lapresse.it/esteri/2022/01/08/sahara-occidentale-la-germania-sostiene-iniziativa-di-autonomia-marocchina/"> si legge nella lettera inviata al Re Mohammed VI</a> &#8211; considera il piano di autonomia presentato nel 2007 come uno sforzo serio e credibile da parte del Marocco e come una buona base per raggiungere un accordo su questo contenzioso regionale&#8221;. Da parte del capo dello Stato tedesco è arrivato anche un sostegno al processo delle Nazioni Unite &#8220;a favore &#8211; si legge ancora &#8211; di una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile per tutte le parti”.</p>
<h2>Le possibili collaborazioni tra Germania e Marocco</h2>
<p>La nuova posizione tedesca, conclamata anche dalle dichiarazioni del capo dello Stato, potrebbe essere preludio a una nuova più complessiva fase di intese tra Rabat e Berlino. Non a caso la lettera inviata da Steinmeir al sovrano marocchino ha toccato altri importanti argomenti: &#8220;La Germania &#8211; ha scritto il presidente federale &#8211; rende omaggio al grande contributo del vostro Paese alla <strong>stabilità</strong> e allo <strong>sviluppo sostenibile</strong> della regione, grazie all’impegno molto particolare del Marocco nella lotta al <strong>terrorismo</strong> internazionale, essenziale per il mio Paese (la Germania) e per la sua sicurezza”. Su quest&#8217;ultimo punto, Steinmeir ha voluto lanciare un plauso al modello marocchino di formazione degli imam, definito &#8220;un elemento promettente in grado di frenare l’estremismo&#8221;. Inoltre, sempre sul fronte della politica estera, da Berlino si è voluto sottolineare l&#8217;impegno del governo marocchino nel processo di pace in Libia, dossier su cui la Germania nel 2021 è risultata molto attiva.</p>
<p>“Stimo molto i Suoi approcci innovativi nella lotta ai cambiamenti climatici e nella<strong> transizione energetica</strong> &#8211; ha poi concluso Steinmeir &#8211; grazie allo sviluppo dinamico del Suo Paese, il Marocco è diventato un luogo di investimento importante per le aziende tedesche in Africa”.</p>
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		<title>Gli Usa confermano il sostegno al Marocco sul Sahara Occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-confermano-il-sostegno-al-marocco-sul-sahara-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Nov 2021 14:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte Polisario]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>É passato quasi un anno dall&#8217;annuncio del riconoscimento degli Stati Uniti della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale. Da allora sono cambiate molte cose, a partire dal colore dell&#8217;amministrazione statunitense. Non c&#8217;è più il repubblicano Donald Trump alla Casa Bianca, bensì il democratico Joe Biden. Ma la posizione di Washington sulla questione è rimasta immutata. A &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-confermano-il-sostegno-al-marocco-sul-sahara-occidentale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Usa-Marocco-2048x1366.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>É passato quasi un anno <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">dall&#8217;annuncio del riconoscimento degli Stati Uniti</a> della <strong>sovranità</strong> marocchina sul <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara Occidentale</a>. Da allora sono cambiate molte cose, a partire dal colore dell&#8217;amministrazione statunitense. Non c&#8217;è più il repubblicano <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-donald-trump.html">Donald Trump</a> alla Casa Bianca, bensì il democratico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html">Joe Biden</a>. Ma la posizione di Washington sulla questione è rimasta immutata. A ribadirlo è stato martedì il segretario di Stato Usa, <strong>Antony Blinken</strong>. Il capo della diplomazia americana ha ricevuto il suo omologo marocchino,<strong> Nasser Bourita</strong>. Dopo il colloquio, è stato lo stesso Blinken a confermare, tra le altre cose, il pieno sostegno all&#8217;iniziativa del Marocco sullo status del Sahara Occidentale.</p>
<h2>La conferma dei rapporti solidi tra Usa e Marocco</h2>
<p>Il dossier relativo al Sahara Occidentale è tra i più delicati riguardanti l&#8217;Africa. La regione, dopo l&#8217;abbandono della Spagna del 1974, è rivendicata dal governo di Rabat. Tuttavia le autorità marocchine da quasi mezzo secolo si scontrano con le velleità del<strong> Fronte del Polisario</strong>, gruppo indipendentista la cui sede è stanziata nei campi profughi della provincia algerina di <strong>Tindouf</strong>. Fino al 1991 il Sahara Occidentale è stato scenario di una guerra conclusa solo con un cessate il fuoco mediato dall&#8217;Onu. Il Palazzo di Vetro ha avviato da allora la missione <strong>Minurso</strong> il cui compito è quello di evitare nuovi scontri e organizzare un referendum sull&#8217;indipendenza. Una consultazione tuttavia mai realizzata. Negli ultimi mesi la situazione sul campo è mutata. Il Polisario considera terminato il cessate il fuoco e si sono registrati alcuni scontri lungo le linee di contatto. In questo contesto è intervenuto un importante cambiamento anche sul fronte politico.</p>
<p>L&#8217;11 dicembre 2020 l&#8217;allora presidente Usa Donald Trump ha annunciato il riconoscimento, da parte di Washington, della sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale. Una scelta che ha avuto come base la proposta di Rabat, depositata all&#8217;Onu già nel 2007, sull&#8217;ampia <strong>autonomia</strong> da concedere alla regione in cambio però della definitiva proclamazione della sovranità marocchina. Una mossa importante, considerando che fino ad allora Washington considerava la presenza del Marocco solo<em> de facto</em> ma non<em> de jure</em>. L&#8217;annuncio dello scorso anno è stato seguito anche da un altro importante accordo, quello che ha previsto la normalizzazione dei rapporti tra Marocco e <strong>Israele</strong>. &#8220;Continuiamo a considerare il piano di autonomia del Marocco come serio, credibile e realistico &#8211; <a href="https://www.lapresse.it/esteri/2021/11/23/sahara-occidentale-stati-uniti-ribadisce-sostegno-allautonomia-come-soluzione/">ha dichiarato martedì il segretario di Stato Blinken</a> &#8211; Riteniamo importantissimo il patto tripartito con Israele che ha sancito il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale&#8221;. Ed è forse questa la notizia più importante per Rabat: nonostante il cambio di amministrazione, la linea di Washington sul dossier è rimasta la stessa. Una circostanza, alla vigilia della visita di Bourita nella capitale Usa, non affatto scontata.</p>
<h2>La proposta marocchina sull&#8217;autonomia</h2>
<p>L&#8217;idea di Rabat per lo status della regione parte da un principio: avere il <strong>riconoscimento internazionale</strong> della sovranità. Il compromesso consiste nel concedere ampia autonomia nella gestione politica e amministrativa alle future autorità del Sahara Occidentale. In questo modo, secondo il governo del Marocco, si salvaguarderebbero gli interessi delle parti. Da un lato quello marocchino di vedere nella regione una parte integrante del proprio territorio, dall&#8217;altro quello delle popolazioni Saharawi di veder riconosciuta una certa autonomia politica. La proposta è risalente al 2007, ma è sempre stata ritenuta valida e attuale sia da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html">Re Mohammed VI</a> che dai vari governi che si sono succediti a Rabat negli anni. Il consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, nel rinnovare la missione Minurso, anche quest&#8217;anno<a href="https://it.insideover.com/politica/sahara-occidentale-prorogata-la-missione-minurso-soddisfatto-il-marocco.html"> ha giudicato valida la proposta sull&#8217;autonomia.</a></p>
<p>Se da un lato gli Stati Uniti hanno espresso il sostegno al progetto di Rabat e al riconoscimento della sovranità del regno, per il momento non sono arrivati chiari segnali in tal senso dall&#8217;<strong>Unione Europea</strong>. Nei mesi scorsi il ministro degli Esteri Bourita ha esortato Bruxelles a prendere posizione. Contrario alla proposta è ovviamente il Fronte del Polisario. I contrasti tra il gruppo e le autorità marocchine hanno avuto conseguenze anche nei rapporti tra Rabat e alcuni Paesi vicini. A partire da quelli con l&#8217;<strong>Algeria</strong>, accusata di continuare a sostenere il movimento indipendentista. Non sono mancati c<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/immigrazione-cosa-c-davvero-dietro-guerra-ceuta-1947790.html">ontrasti anche con la <strong>Spagna</strong></a>, rea secondo il Marocco di aver ospitato il leader del Polisario, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-brahim-ghali-l-uomo-della-discordia-tra-spagna-e-marocco.html">Brahim Ghali</a>, per delle cure mediche dovute ai postimi del Covid. L&#8217;incontro di martedì tra Bourita e Blinken potrebbe essere alla base di nuove future iniziative diplomatiche.</p>
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		<title>Il nuovo governo del Marocco: 7 donne ministro e tecnici</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-liberale-del-marocco-7-le-donne-ministro-molti-i-tecnici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Oct 2021 08:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pur nel segno della continuità, il Marocco nelle scorse ore ha voltato pagina. Davanti a Re Mohammed VI hanno prestato giuramento i nuovi ministri del nuovo governo, nato a seguito dei risultati delle recenti elezioni legislative. Si è trattato di consultazioni in cui, per la prima volta dopo dieci anni, i partiti islamisti sono risultati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-liberale-del-marocco-7-le-donne-ministro-molti-i-tecnici.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-governo-liberale-del-marocco-7-le-donne-ministro-molti-i-tecnici.html">Il nuovo governo del Marocco: 7 donne ministro e tecnici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Elezioni-in-Marocco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Pur nel segno della continuità, il <strong>Marocco</strong> nelle scorse ore ha voltato pagina. Davanti a<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html"> Re Mohammed VI</a> hanno prestato giuramento i nuovi ministri del nuovo governo, nato a seguito dei <a href="https://it.insideover.com/politica/in-marocco-gli-islamisti-escono-sconfitti-una-lezione-per-il-mondo-arabo.html">risultati delle recenti elezioni legislative</a>. Si è trattato di consultazioni in cui, per la prima volta dopo dieci anni, i partiti islamisti sono risultati sconfitti. A prendere la maggioranza relativa dei consensi è stato invece il Raggruppamento nazionale degli indipendenti (<strong>Rni</strong>), guidato da<strong> Aziz Akhannouch</strong>. Ed è stato proprio a lui che il sovrano ha conferito l&#8217;incarico per la formazione dell&#8217;esecutivo. Al suo interno sono 24 i ministri, di cui 7 donne. Nel nuovo governo spazio a deleghe inedite per il panorama africano, come quella relativa alla transizione ecologica.</p>
<h2>Il nuovo governo</h2>
<p>Le elezioni dello scorso 8 settembre hanno consacrato la figura di Aziz Akhannouch. Imprenditore, tra i più ricchi uomini del Marocco grazie alle sue imprese impegnate nel settore degli idrocarburi e in quello delle telecomunicazioni, con il Rni è riuscito a scalzare dieci anni di predominanza islamista. Il suo partito, capace di ottenere 102 seggi su 395, è considerato di ispirazione <strong>liberale</strong>. Una linea quindi vicina a quella della Corona, impegnata nell&#8217;ultimo ventennio a porre in essere importanti riforme nella società e nell&#8217;economia del Paese. Forte anche del successo di altre due formazioni liberali, il <strong>Pam</strong> e <strong>Istiqlal</strong>, Aziz Akhannouch da subito aveva promesso un governo di impronta liberale. La lista di ministri presentata a Re Mohammed VI sembra mantenere le premesse. <em>In primis</em> perché sono stati annunciati nuovi ministeri il cui compito è quello di proseguire sulla strada delle riforme. A partire da quello della <strong>transizione ecologica</strong>, guidato peraltro da una donna: <strong>Leila Benali</strong>. La nuova esponente del governo marocchino non è la sola all&#8217;interno del nuovo esecutivo.</p>
<p>Assieme a lei ci sono altre sei donne, tra cui la riconfermata<strong> Nadia Fettah Alaoui</strong>, la quale dopo aver ricoperto il ruolo di ministro del turismo adesso è chiamata a dirigere il delicato dicastero dell&#8217;economia. Una presenza femminile accentuata rispetto ai precedenti governi e a quelli degli altri Paesi dell&#8217;area non è il solo elemento di impronta liberale decisa da Aziz Akhannouch. Occorre infatti considerare l&#8217;età media piuttosto giovane dei nuovi ministri e la scelta di alcune personalità tecniche impegnate già nei rispettivi campi di pertinenza. Non sono mancate anche le conferme. Al dicastero degli Esteri infatti è rimasto l&#8217;uscente<strong> Nasser Bourita</strong>, il ministro considerato tra gli autori della <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">normalizzazione dei rapporti con Israele</a> avviati nel 2020. Significativa, durante la cerimonia di giuramento del nuovo governo, la presenza del principe ereditario <strong>Moulay El Hassan.</strong></p>
<h2>Cosa cambia per il Marocco</h2>
<p>Il Paese nordafricano rappresenta un unicum nel panorama politico arabo. Rabat non è infatti stata toccata dalle rivolte della<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-primavera-araba.html"> primavera araba</a> del 2011. Se da un lato è vero che proprio in quell&#8217;anno i partiti islamisti hanno per la prima volta vinto le elezioni, avviando un decennio di loro permanenza al potere interrotto dal nuovo governo di Akhannouch, dall&#8217;altro però le formazioni dell&#8217;area dei<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html"> Fratelli Musulmani</a> in Marocco non hanno mai avuto gli orientamenti estremisti visti in altri contesti. Prova ne è il fatto che la &#8220;convivenza&#8221; tra i loro governi conservatori e il Sovrano riformista è risultata pacifica. Il Paese è ugualmente andato avanti con le riforme le quali, a giudicare poi dalla debacle elettorale islamista di settembre, sono apparse sempre più gradite all&#8217;opinione pubblica. Per questo è possibile parlare di una svolta marocchina senza però una vera e propria discontinuità.</p>
<p>Con l&#8217;esecutivo di Akhannouch molto probabilmente il percorso riformatore già intrapreso subirà un&#8217;ulteriore accelerazione. Gli occhi sono puntati soprattutto sui piani relativi agli investimenti economici per la transizione industriale ecologica, per la quale esiste già da anni un programma denominato &#8220;<strong>Marocco Verde</strong>&#8220;. Ci sono poi le questioni relative ai nuovi investimenti stranieri e alla prosecuzione dei piani di costruzione di nuove infrastrutture. In politica estera la prima patata bollente per Akhannouch è rappresentata dalle recenti tensioni con l&#8217;<strong>Algeria</strong>, acuite dalle divergenti posizioni sul <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html">Sahara</a>. Proprio su quest&#8217;ultimo fronte, Rabat proverà a far passare definitivamente il piano presentato all&#8217;Onu nel 2007, che prevede il riconoscimento internazionale della sovranità marocchina sulla regione, in cambio di un&#8217;ampia autonomia da concedere ai cittadini dell&#8217;area.</p>
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		<title>In Marocco gli islamisti escono sconfitti: una lezione per il mondo arabo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-marocco-gli-islamisti-escono-sconfitti-una-lezione-per-il-mondo-arabo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 06:36:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli musulmani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Gli islamisti in Marocco hanno perso le elezioni. É questo il dato fondamentale delle consultazioni tenute nella giornata di mercoledì. I numeri parlano chiaro: il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, organico alla galassia dei Fratelli Musulmani, ha ottenuto appena 12 seggi su 395. Appena cinque anni fa la formazione islamista aveva ottenuto la maggioranza &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/in-marocco-gli-islamisti-escono-sconfitti-una-lezione-per-il-mondo-arabo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/13583940_small-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Gli islamisti in <strong>Marocco</strong> hanno perso le elezioni. É questo il dato fondamentale delle consultazioni tenute nella giornata di mercoledì. I numeri parlano chiaro: il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, organico alla galassia dei <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-sono-i-fratelli-musulmani.html">Fratelli Musulmani</a>, ha ottenuto appena 12 seggi su 395. Appena cinque anni fa la formazione islamista aveva ottenuto la maggioranza relativa con quasi il 30% dei voti e 125 deputati. Una debacle importante, specie se si considera che il partito guidava la coalizione di governo ed esprimeva il premier uscente, <strong>Saadeddine El Othmani.</strong> Il risultato delle consultazioni marocchine potrebbe avere diverse implicazioni anche nel resto dell&#8217;area nordafricana.</p>
<h2>I risultati delle consultazioni</h2>
<p>A vincere le elezioni è stato il partito del Raggruppamento Nazionale degli Indipendenti (Rni). Si tratta di una formazione di orientamento liberale, con a capo il secondo uomo più ricco del Marocco, <strong>Aziz Akhannouch</strong>. I dati preliminari hanno sancito un netto successo del suo gruppo, grazie ai 97 seggi conquistati, ben 60 in più rispetto al 2016. Akhannouch è un imprenditore impegnato soprattutto nel settore degli idrocarburi, ma il suo gruppo di recente ha iniziato a occuparsi anche di telecomunicazioni e investimenti nel mondo bancario. <em>Forbes</em> ha stimato le sue fortune in circa due miliardi di Dollari e la stampa locale lo ha sempre accreditato come molto vicino a<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mohammed-vi-il-re-riformatore-del-marocco.html"> Re Mohammed VI</a>. Un uomo d&#8217;affare quindi, capace di condurre una campagna elettorale rivolta soprattutto ai giovani e che è stato in grado anche di attirarsi con il tempo le simpatie della corona. É questo l&#8217;identikit principale che è possibile tracciare del nuovo uomo forte della politica marocchina.</p>
<p>L&#8217;incarico di premier dovrebbe andare proprio a lui. Il sovrano in Marocco detiene ancora ampi poteri decisionali, compreso quello della nomina del capo del governo che però, almeno negli ultimi anni, ha coinciso con il leader del partito maggioritario in parlamento. Per via del risultato, Akhannouch è quindi molto vicino alla guida dell&#8217;esecutivo. Il magnate potrebbe riuscire a formare una coalizione con altri due importanti partiti: il Partito dell&#8217;Autenticità e della Modernità e il Partito Istlqlal, piazzatisi rispettivamente secondi e terzi nelle consultazioni con 82 e 78 seggi. L&#8217;islamista Partito della Giustizia e dello Sviluppo non è andato oltre i 12 parlamentari conquistati. Il primo ministro Saadeddine El Othmani è quindi pronto a cedere lo scettro. Il calo di consenso per la formazione vicina ai Fratelli Musulmani è reso ancora più evidente dall&#8217;aumento dell&#8217;affluenza rispetto al 2016, passata dal 43% al 50%.</p>
<h2>Una lezione per il mondo arabo</h2>
<p>La sconfitta islamista ha due chiavi di lettura. La prima riguarda il risultato in controtendenza rispetto al resto del mondo arabo. Nel Magreb soprattutto gli ultimi anni sono stati caratterizzati dall&#8217;avanzata dei Fratelli Musulmani. Le <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-la-primavera-araba.html">primavere arabe</a> del 2011 hanno aperto la strada in molti Paesi ai partiti islamisti. É stato così in Egitto e in Tunisia, per mezzo delle elezioni, si è avuta la stessa situazione in Libia dopo il rovesciamento di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Muammar Gheddafi</a>. Di recente anche in Algeria nelle ultime consultazioni parlamentari le formazioni legate alla fratellanza hanno registrato un importante incremento di voti. In Marocco, al contrario, dopo un decennio di governo gli islamisti hanno rischiato di rimanere fuori dal parlamento.</p>
<p>Un segnale non indifferente e che potrebbe essere premonitore per altri Paesi dell&#8217;area. E qui si arriva alla seconda chiave di lettura. Il caso marocchino è peculiare nel Magreb ma è forse un modello di maggior successo rispetto agli Stati vicini. Qui le <strong>riforme</strong> sono state introdotte in modo graduale e non c&#8217;è stata preclusione per l&#8217;accesso di tutte le formazioni, comprese quelle islamiste, alla vita politica. Questo ha dato modo alla società di confrontarsi in modo più pacifico e di metabolizzare le novità con tempi più consoni alla realtà locale. Di conseguenza, i partiti legati alla Fratellanza Musulmana da un lato non hanno tenuto posizioni estremiste come in altri contesti e, dall&#8217;altro lato, sono entrati e sono usciti dal governo in modo democratico. La dimostrazione che, molto probabilmente, senza forzature interne o esterne le posizioni più radicali nel mondo arabo è possibile contrastarle e metterle in minoranza evitando grossi scossoni alla società.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il Sahara occidentale</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-sahara-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2021 13:17:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sahara occidentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il Sahara Occidentale è una regione dell’Africa nordoccidentale estesa lì dove fino al 1975 era insediato il territorio del Sahara spagnolo, amministrato da Madrid. Attualmente l’Onu considera ufficialmente questa parte di Sahara nella lista dei &#8220;territori non autonomi&#8221;, secondo una petizione presentata dal Marocco nel 1963.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Dakhla-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Il Sahara Occidentale è una regione dell’Africa nordoccidentale estesa lì dove fino al 1975 era insediato il territorio del Sahara spagnolo, amministrato da Madrid. Attualmente l’Onu considera ufficialmente questa parte di Sahara nella lista dei &#8220;territori non autonomi&#8221;, <a href="https://legal.un.org/avl/ha/dicc/dicc.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">secondo una petizione presentata dal Marocco nel 1963</a>.</p>
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		<title>Accordo con Israele e sovranità nel Sahara: la svolta del Marocco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2020 15:34:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo gli accordi di Abramo, adesso la svolta è arrivata dal Marocco. Rabat, come annunciato in primis dal presidente Usa Donald Trump, ha avviato un percorso di normalizzazione dei rapporti diplomatici con Israele. Si tratta del quarto Stato arabo ad attuare questo passo nel 2020, dopo che Emirati Arabi Uniti e Bahrein in estate hanno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/Marocco-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo gli <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/cosa-prevedono-gli-accordi-di-abramo-firmati-alla-casa-bianca.html">accordi di Abramo</a>, adesso la svolta è arrivata dal <strong>Marocco</strong>. Rabat, come annunciato in primis dal presidente Usa<a href="https://insideover.ilgiornale.it/schede/politica/chi-e-donald-trump.html"> Donald Trump</a>, ha avviato un percorso di normalizzazione dei rapporti diplomatici con <strong>Israele</strong>. Si tratta del quarto Stato arabo ad attuare questo passo nel 2020, dopo che <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Bahrein</strong> in estate hanno dato vita ai sopra citati accordi di Abramo e dopo che il <strong>Sudan</strong>, a poco più di un anno<a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/golpe-militare-in-sudan-bashir-si-dimette.html"> dal golpe che ha rovesciato l&#8217;ex presidente Omar Bashir</a>, ad ottobre ha deciso di intavolare trattative diplomatiche dirette con lo Stato ebraico. Il Marocco è il Paese arabo più geograficamente lontano da Israele e quindi forse quello meno coinvolto dalla vicenda palestinese. Per questo la svolta delle scorse ore non è fino in fondo una vera e propria sorpresa.</p>
<h2>L&#8217;annuncio della svolta</h2>
<p>La notizia della decisione presa dal governo di Rabat è stata comunicata in primis dal presidente Usa Donald Trump: &#8220;Un&#8217;altra svolta storica oggi &#8211;<a href="https://twitter.com/realDonaldTrump/status/1337067073051238400"> si legge nel tweet del tycoon newyorkese</a> &#8211; I nostri due grandi amici Israele e il regno del Marocco hanno concordato di ristabilire complete relazioni diplomatiche, una svolta enorme per la pace in Medio Oriente!&#8221; Non è un caso che il primo annuncio sia stato dato dalla <strong>Casa Bianca</strong>. L&#8217;amministrazione Trump è stata la principale artefice degli accordi di Abramo. Il genero del presidente, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/politica/chi-e-jared-kushner-la-chiave-della-svolta-di-trump.html">Jared Kushner</a>, già da mesi lavorava affinché tra le <strong>petromonarchie</strong> del Golfo e lo Stato ebraico si potesse giungere a una soluzione. Del resto, tra le parti in causa da anni sussistono obiettivi comuni dettati dalla reciproca volontà di limitare l&#8217;influenza iraniana nella regione mediorientale. Per questo durante il quadriennio dell&#8217;amministrazione Trump i diplomatici hanno cucito rapporti indiretti e informali tra sauditi, emiratini ed israeliani. Per il momento Riad è rimasta fuori dagli accordi ufficiali, mentre Emirati e Bahrein hanno già ratificato anche a livello formale le svolte. La loro scia è stata seguita a ruota dal Sudan.</p>
<p>Appare quindi evidente l&#8217;impronta dell&#8217;attuale governo Usa sulla svolta che giovedì ha riguardato il Marocco. Dopo l&#8217;annuncio di Trump, è seguita la conferma da parte di Rabat. In una nota diramata dalla casa reale marocchina, si è fatto riferimento a una conversazione telefonica tra Re <strong>Mohammed VI</strong> ed<strong> Abu Mazen</strong>, presidente dell&#8217;autorità nazionale palestinese. Nella telefonata, il sovrano marocchino ha annunciato il contenuto dei colloqui con Trump e l&#8217;avvio di una normalizzazione dei rapporti con Israele: &#8220;La posizione di Sua Maestà il Re nel sostenere la causa palestinese rimane invariata &#8211; <a href="http://www.mapexpress.ma/actualite/activites-royales/communique-du-cabinet-royal-55/">si legge nella nota emanata da Rabat</a> &#8211; Il Marocco sostiene la soluzione dei due Stati e che i negoziati tra le parti palestinese e israeliana sono l&#8217;unico modo per raggiungere una soluzione definitiva, duratura e globale a questo conflitto&#8221;.</p>
<h2>Le relazioni storiche tra Marocco e Israele</h2>
<p>Nel cammino della normalizzazione dei rapporti tra il mondo arabo e lo Stato ebraico, il Marocco era forse il Paese più indiziato a compiere quanto prima questa svolta. E non solo per la lontananza geografica e fisica dai territori palestinesi. Il territorio marocchino ha una lunga tradizione relativa alla presenza ebraica. Oggi c&#8217;è ancora una comunità di ebrei che vive in Marocco, la maggior parte hanno preferito nel 1948 andare a vivere in Israele dopo la fondazione dello Stato. E molti di loro appaiono ben integrati nel tessuto sociale e politico israeliano. Basti pensare che ad esempio è di origine marocchina l&#8217;ex ministro della Difesa, il laburista <strong>Amir Peretz</strong>. Gran parte degli ebrei marocchini è <strong>sefardita</strong>, ossia facente parte della comunità espulsa dalla Spagna dopo la <em>Reconquista</em> del 1492. In Marocco i sefarditi dovrebbero essere circa cinquemila, in Israele molti di più. Nel 2011 la nuova costituzione marocchina <a href="https://www.terrasanta.net/2011/07/in-marocco-i-cittadini-ebrei-plaudono-alla-nuova-costituzione/">ha riconosciuto agli ebrei sefarditi un importante &#8220;contributo storico&#8221; nella formazione dell&#8217;identità nazionale. </a></p>
<p>Ecco perché anche nel recente passato i rapporti, seppur non ufficiali, tra autorità marocchine e israeliane non sono mai mancati. Negli anni &#8217;90, dopo la firma degli <strong>accordi di Oslo</strong> tra Israele e l&#8217;Autorità Nazionale Palestinese, Rabat e Tel Aviv avevano iniziato a intavolare alcuni contatti di avvicinamento, tuttavia terminati con lo scoppio nel 2000 della seconda <strong>Intifada</strong>. Gli accordi di Abramo della scorsa estate e le velleità di Trump, hanno ridato vita a quei rapporti fino ad arrivare nelle scorse ore alla definitiva normalizzazione delle relazioni.</p>
<h2>La questione del Sahara</h2>
<p>Come detto, la questione palestinese per Rabat è apparsa sempre molto lontana geograficamente e politicamente. È sempre stata un&#8217;altra la vera questione per il Marocco, quella del <strong>Sahara</strong>. La svolta riguardante i rapporti con Israele è risultata contestuale a quella riguardante proprio questa regione. Trump, dopo l&#8217;annuncio del riavvicinamento tra il governo marocchino e quello dello Stato ebraico, ha fatto un altro annuncio: <a href="https://fr.le360.ma/politique/sahara-marocain-voici-la-teneur-officielle-du-decret-presidentiel-de-donald-trump-229102">gli Usa riconoscono la sovranità di Rabat nel Sahara</a>. Una circostanza non certamente secondaria. La questione ha origini molto datate, risalenti all&#8217;indomani della fine della colonizzazione spagnola nel 1974. Con l&#8217;addio di Madrid, è nata la contesa tra il Marocco e il Fronte del <strong>Polisario</strong>, un&#8217;organizzazione che rivendicava l&#8217;indipendenza del Sahara in nome della popolazione saharawi. La disputa ha generato una guerra conclusa solamente con l&#8217;accordo di <strong>cessate il fuoco</strong> del 1991.</p>
<p>Dal 2007 risulta depositato all&#8217;Onu <a href="https://www.un.org/press/en/2020/sc14342.doc.htm">un piano redatto da Rabat</a> in cui è prevista una forte <strong>autonomia</strong> del Sahara, sotto la sovranità marocchina. Ed è proprio su questo piano che il presidente Usa ha deciso di puntare nel suo annuncio: &#8220;Gli Stati Uniti affermano &#8211; si legge nel documento firmato dall&#8217;attuale inquilino della Casa Bianca &#8211; come dichiarato dalle precedenti amministrazioni, il proprio appoggio alla proposta di autonomia del Marocco come unica base per una giusta e duratura soluzione alla disputa sul territorio del Sahara . Pertanto, ad oggi, gli Stati Uniti riconoscono la sovranità marocchina sull&#8217;intero territorio del Sahara e riaffermano il proprio sostegno alla proposta di autonomia seria, credibile e realistica del Marocco come unica base per un soluzione giusta e duratura alla controversia sul territorio del Sahara&#8221;. Risulta quindi ben evidente il nesso tra le trattative che hanno portato alla normalizzazione dei rapporti con Israele e la nuova posizione americana sulla più importante tematica che ha interessato Rabat negli ultimi anni.</p>
<h2>L&#8217;ambasciata di Rabat a Roma: &#8220;Passo in avanti per la pace&#8221;</h2>
<p>A commentare l&#8217;accordo annunciato nelle scorse ore tra Marocco e Israele, è stato anche il rappresentante nel nostro Paese del governo di Rabat: &#8220;É una ripresa dei rapporti che non implica alcun cambiamento nella posizione del Marocco riguardo la questione palestinese &#8211; ha dichiarato l&#8217;ambasciatore <strong>Youssef Balla</strong> all&#8217;<em><a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2020/12/10/ambasciatore-del-marocco-roma-ora-piu-possibilita-per-una-pace-completa_LfmxETX3OAVOYYhiHsVTxI.html?refresh_ce">AdnKronos</a></em> &#8211; anzi è in linea con il suo costante impegno a continuare a contribuire in modo costruttivo a una pace giusta e duratura in Medio Oriente e rafforza la possibilità di raggiungere una pace completa sulla base della legalità internazionale&#8221;. Il rappresentante diplomatico ha anche espresso soddisfazione per la presa di posizione di Donald Trump sul Sahara Occidentale: &#8220;Questo è <span style="font-size: 1rem;">un passo importante che conferma la legittima posizione di Rabat &#8211; si legge ancora nelle parole dell&#8217;ambasciatore &#8211; in linea con il principio di integrità territoriale e che sostiene anche l&#8217;iniziativa di autonomia come soluzione politica a questa controversia regionale”.</span></p>
<p>&#8220;Questo forse &#8211; ha concluso Youssef Balla &#8211; farà ragionare altre parti, l&#8217;Algeria e il Polisario: è arrivato il momento per loro di impegnarsi in modo serio negli sforzi avviati dal segretario generale dell&#8217;Onu e dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per raggiungere una soluzione politica e realistica di beneficio per tutta la regione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-si-e-arrivati-alla-svolta-nelle-relazioni-tra-il-marocco-e-israele.html">Accordo con Israele e sovranità nel Sahara: la svolta del Marocco</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il ritorno del Marocco sulla scena libica: ecco l&#8217;obiettivo di Rabat</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-del-marocco-sulla-scena-libica-ecco-l-obiettivo-di-rabat.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 15:02:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Libia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-300x109.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-768x280.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-1024x374.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi due anni sulla Libia sono state svolte diverse conferenze, tanto in Europa quanto in Medio Oriente. Alla fine però, l&#8217;unico accordo accettato sotto il profilo giuridico nel Paese nordafricano, e che funge da base dell&#8217;attuale assetto istituzionale, è quello siglato nella città marocchina di Skhirat sul finire del 2015. Le intese raggiunte lì &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-del-marocco-sulla-scena-libica-ecco-l-obiettivo-di-rabat.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="701" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Guerra in Libia (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-300x109.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-768x280.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Guerra-in-Libia-e1581346952748-1024x374.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Negli ultimi due anni sulla <strong>Libia</strong> sono state svolte diverse conferenze, tanto in Europa quanto in Medio Oriente. Alla fine però, l&#8217;unico accordo accettato sotto il profilo giuridico nel Paese nordafricano, e che funge da base dell&#8217;attuale assetto istituzionale, è quello siglato nella città marocchina di <strong>Skhirat</strong> sul finire del 2015. Le intese raggiunte lì tra le varie parti libiche, ancora oggi costituiscono una sorta di &#8220;costituzione&#8221; che riconosce la legittimità del governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-fayez-al-sarraj.html">Al Sarraj</a>, nonché del parlamento di <strong>Tobruk</strong>, braccio politico di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Haftar</a>, e del consiglio di Stato stanziato a Tripoli. Per questo motivo, il <strong>Marocco</strong> potrebbe quanto prima rientrare in scena in Libia ed ospitare una nuova conferenza per provare a dare slancio al dialogo politico intra libico.</p>
<h2>Le ultime mosse di Rabat</h2>
<p>Il governo marocchino di recente è rimasto molto deluso, sul fronte libico, per via dell&#8217;esclusione dal tavolo della <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-conferenza-di-berlino-sulla-libia-spiegata.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">conferenza di Berlino</a>. Una riunione quest&#8217;ultima il cui documento si avvia verso il suo definitivo fallimento: tra gli oltre 50 punti approvati nella capitale tedesca, ad emergere sono soprattutto quelli che parlano di <strong>tregua</strong> e rispetto dell&#8217;<strong>embargo</strong> sulle armi, <a href="https://it.insideover.com/guerra/in-libia-l-embargo-sulle-armi-non-e-mai-stato-rispettato.html">elementi lontani dalla realtà e non raggiunti dalla diplomazia europea</a>. Proprio sulla base del fallimento dell&#8217;iniziativa a guida tedesca, che in teoria doveva rilanciare il ruolo dell&#8217;Europa in Libia, il Marocco adesso ha deciso di tornare nuovamente attivo. Per Rabat, incidere sul dossier libico vorrebbe significare avere un ruolo di primaria importanza in tutta la regione nordafricana. Un&#8217;ambizione questa mai celata da parte di<strong> re Mohammed VI</strong>.</p>
<p>E il governo negli ultimi giorni ha rilanciato il suo ruolo di mediatore. Da Rabat, in particolare, hanno fatto presente di aver avuto colloqui con diversi importanti attori impegnati nel campo libico. L&#8217;ultimo in ordine di tempo, ha riguardato il confronto che il ministro degli esteri marocchino, <strong>Nasser Bourita</strong>, ha avuto sabato scorso con l&#8217;emissario del parlamento di Tobruk e con il titolare della diplomazia del governo stanziato ad Al Beyda,<strong> Abdelhadi Lahouij</strong>. Quest&#8217;ultimo costituisce di fatto il ministro degli esteri di Haftar o, per meglio dire, dell&#8217;esecutivo non riconosciuto internazionalmente che ha però conferito al generale il titolo di Maresciallo di Libia. I rappresentanti delle istituzioni stanziate in Cirenaica, hanno ringraziato il Marocco per l&#8217;impegno profuso nel dossier libico, ricordando proprio l&#8217;importanza ancora attuale degli accordi siglati a Skhirat.</p>
<p>Ma da Rabat non si è stati impegnati soltanto sul fronte pro Haftar. Così come fatto sapere da fonti ufficiali del governo marocchino, nelle stesse ore in cui si svolgevano gli incontri con i rappresentanti di parlamento e governo insediati nell&#8217;est della Libia, il ministro degli esteri Bourita ha tenuto un colloqui telefonico con <strong>Khaled Mechri</strong>. Quest&#8217;ultimo è il presidente del Consiglio di Stato libico, il parlamento nato con le elezioni del 2012 ed attualmente stanziato a Tripoli, molto vicino alle posizioni del governo di Al Sarraj. Anche Mechri ha ringraziato il Marocco ed ha ricordato gli accordi di Skhirat che, tra le altre cose, hanno donato al Consiglio di Stato il ruolo di &#8220;Camera alta&#8221; libica provvisoria.</p>
<h2>Possibile una nuova conferenza in Marocco?</h2>
<p>Da Rabat dunque, arrivano sempre più segnali di un interessamento da parte marocchina ad un ritorno in scena importante del locale governo come attore in grado di mediare tra le parti libiche. Ed ecco quindi che, sulla scena diplomatica, inizia ad emergere la possibilità di una nuova conferenza di Skhirat. Nei giorni scorsi il vice ministro degli esteri marocchino, sembra aver del resto indicato ufficialmente la via durante la recente riunione, tenuta ad Addis Abeba, del consiglio di pace e di sicurezza dell&#8217;<strong>Unione Africana</strong>: &#8220;L&#8217;accordo di Skhirat &#8211; ha dichiarato in quell&#8217;occasione il rappresentante di Rabat &#8211; elogiato dalle organizzazioni regionali e internazionali, non è il risultato di incontri diplomatici, ma il risultato di lunghe discussioni tra gli stessi libici&#8221;.</p>
<p>Come dire dunque che, mentre nel vecchio continente si perde tempo ad organizzare riunioni tra i paesi stranieri tralasciando il parere dei libici, il Marocco potrebbe intestarsi un vertice dove, come nel 2015, a dialogare siano unicamente le varie parti del paese nordafricano in guerra. La possibilità di una Skhirat 2.0 non è dunque poi così remota. Al contrario, a livello politico ci sarebbero già, da parte marocchina, i primo obiettivi da poter raggiungere: unificazione delle forze armate e nuovo governo in grado di aggregare tutte le parti libiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-ritorno-del-marocco-sulla-scena-libica-ecco-l-obiettivo-di-rabat.html">Il ritorno del Marocco sulla scena libica: ecco l&#8217;obiettivo di Rabat</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Marocco, nuovi arresti contro l&#8217;opposizione</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/marocco-nuovi-arresti-contro-lopposizione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 08:11:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marrakech in Marocco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le organizzazioni per i diritti civili hanno lanciato l&#8217;allarme in Marocco per il crescente numero di arresti degli ultimi mesi. Questa volta sarebbero i social media i principali canali di comunicazione messi sotto analisi dagli investigatori, che hanno colpito non solo i semplici cittadini ma anche figure del mondo giornalistico e del mondo della musica, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/marocco-nuovi-arresti-contro-lopposizione.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marrakech in Marocco (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Marrakech-1024x690.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le organizzazioni per i diritti civili hanno lanciato l&#8217;allarme in <strong>Marocco</strong> per il crescente numero di arresti degli ultimi mesi. Questa volta sarebbero i social media i principali canali di comunicazione messi sotto analisi dagli investigatori, che hanno colpito non solo i semplici cittadini ma anche figure del mondo giornalistico e del mondo della musica, come nel caso dell&#8217;arrestro del rapper marocchino Gnawi, pseudonimo di <strong>Mohammed Mounir</strong>, nel mese di dicembre. L&#8217;accusa secondo gli inquirenti sarebbe quella di aver duramente criticato ed insultato le forze dell&#8217;ordine, in un video pubblicato sui social. Nonostante le proteste dei fan e dei supporter del musicista, la condanna a un anno di reclusione è stata convalidata, in quanto il fatto rappresenta una violazione delle leggi del Marocco.</p>
<p>Oltre al caso del rapper, pochi mesi fa anche quattro giornalisti sono stati incarcerati a causa di un&#8217;indagine condotta sui fondi pensione che aveva riscontrato l&#8217;opposizione del governo locale. Tuttavia in questo frangente la condanna è stata in seguito sospesa sospesa dalla massima corte del Paese, anche a causa della rilevanza mediatica e della contrarietà dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-morocco-rights/morocco-using-laws-to-silence-dissent-rights-groups-idUSKBN1Z827K">Come evidenziato dall&#8217;agenzia di stampa <em>Reuters</em></a>, il sistema politico marocchino è stato in grado di superare la stagione delle <strong>primavere arabe</strong> anche grazie alle sue aperture verso le richieste del popolo; tra le quali sono da sottolineare i minori per <strong>re Mohamed VI</strong> e il potenziamento dei poteri dell&#8217;esecutivo (nonostante la sua figura rimanga comunque quella più importante del Paese in termini decisionali). Tuttavia, i passi in avanti si sono limitati all&#8217;ammodernamento dell&#8217;apparato politico, senza estendersi al rapporto tra sudditi e leadership del Paese, mantenendo un sostanziale controllo sulle <strong>libertà di espressione</strong>. La sistematica repressione del dissenso è diventata particolarmente evidente negli ultimi tre anni, con l&#8217;aumentare delle proteste relative ai problemi sociali ed economici del Paese.</p>
<p>Le accuse rivolte al governo da parte delle organizzazioni dei diritti civili sottolineano come la repressione venga effettuata tramite l&#8217;utilizzo del<strong> sistema giudiziario</strong>, alla mercé della dirigenza politica. Nonostante la difesa del governo si fondi sulla legittimità degli arresti dovuta alle leggi attive in Marocco, il fatto che esse non siano chiaramente in linea con l&#8217;apertura alla libertà di pensiero risulta evidente e il duro scontro tra governo e sostenitori della libertà di espressione continuerà nei prossimi mesi.</p>
<p>Da questo <strong>scontro ideologico</strong>, c&#8217;è la possibilità che sostanziali miglioramenti vengano apportati al sistema dei diritti del Marocco, che ancora non rispetta gli standard internazionali. Tuttavia, ciò sarà subordinato ancora ad una dura fase di confronti, nella quale si susseguiranno arresti ed accuse da parte delle organizzazioni di violazioni dei diritti civili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/marocco-nuovi-arresti-contro-lopposizione.html">Marocco, nuovi arresti contro l&#8217;opposizione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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