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	<title>mircea lucescu Archives - InsideOver</title>
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	<title>mircea lucescu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Lo Shakhtar Donetsk &#8220;brasiliano&#8221; è tornato in Europa nel segno di Lucescu</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lo-shakhtar-donetsk-brasiliano-e-tornato-nel-segno-di-lucescu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A pochi giorni dalla scomparsa del tecnico simbolo dello Shakhtar dei brasiliani, la squadra si è qualificata per una semifinale europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-shakhtar-donetsk-brasiliano-e-tornato-nel-segno-di-lucescu.html">Lo Shakhtar Donetsk &#8220;brasiliano&#8221; è tornato in Europa nel segno di Lucescu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1257" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1024x670.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-768x503.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-1536x1006.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420141528699_13bec23d22a86fc360d582557d0f761f-600x393.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 1996 <strong>Rinat Achmetov</strong> ha un&#8217;idea che in quel momento appariva decisamente folle e quasi fuori portata: <strong>rendere lo Shakhtar Donetsk, da lui da poco acquistato, vincente in Ucraina e competitivo in Europa</strong>. Forse a crederci è soltanto il diretto interessato: lo strapotere della Dinamo Kiev in ambito ucraino risale all&#8217;era del campionato sovietico e ha quindi origine negli anni precedenti l&#8217;indipendenza del Paese. In quel momento, è proprio la squadra della capitale a dominare mentre lo Shakhtar ha in bacheca alcune coppe nazionali e poco più. Inoltre, Donetsk è sì il cuore industriale dell&#8217;Ucraina e della regione circostante, il <strong>Donbass</strong>, ma è una città più piccola di altre come Kharkiv, Odessa e Dnipro. </p>



<p>Eppure, <strong>la scommessa è riuscita: nel 2002, lo Shakhtar ha infatti vinto il primo storico campionato ucraino.</strong> Achmetov è intenzionato ad andare oltre: vuole diventare una presenza costante in Europa e per farlo si è così affidato a un nome non certo secondario, <strong>Mircea Lucescu</strong>. L&#8217;allenatore rumeno a un certo punto, come da lui stesso raccontato, si è rivolto ad Achmetov per provare a risolvere un problema di non poco conto per le prospettive del club: <em>&#8220;Si è iniziato a vincere</em> &#8211; sono state le parole di Lucescu rivolte al presidente &#8211; <em>ma ancora gli spalti sono quasi vuoti. Per riempirli la gente si deve divertire e per divertirsi servono i brasiliani&#8221;</em>. È nato così il cosiddetto &#8220;<strong>Shakhtar dei brasiliani</strong>&#8220;. Ancora oggi, la colonia verdeoro in terra ucraina continua a stupire nonostante la guerra e le inevitabili difficoltà del calcio locale. <a href="https://sport.sky.it/calcio/2026/04/07/mircea-lucescu-morto">E a pochi giorni proprio dalla scomparsa di Mircea Lucescu</a>, è tornata a qualificarsi per una semifinale europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tanti brasiliani in rosa e il trionfo europeo del 2009 </h2>



<p>Con Lucescu sono arrivati subito due titoli nazionali tra il 2005 e il 2008, ma è soprattutto arrivata una<strong>dimensione europea</strong> grazie al gioco plasmato sui tanti talenti brasiliani giunti fino al cuore del Donbass. <strong>La consacrazione definitiva si è avuta nel 2009, anno della cavalcata in Europa League</strong>. Lo Shakhtar dei brasiliani ha eliminato il Tottenham, il Cska Mosca, il Marsiglia, per poi arrivare all&#8217;inedito derby tutto ucraino con la Dinamo Kiev in semifinale: qui, a ridosso del recupero, è stato il difensore brasiliano <strong>Ilsinho</strong> a indirizzare la sfida a favore degli uomini di Lucescu. In finale poi, giocata contro il Werder Brema nello stadio del Fenerbahce, altri due brasiliani hanno portato la coppa in Ucraina: ad aprire le danze è stato <strong>Luiz Adriano</strong>, a chiuderle ai supplementari invece ci ha pensato <strong>Jadson</strong>. A inizio gara, di brasiliani titolari nello Shakhtar se ne contavano cinque: oltre ai due marcatori, vi era il prima citato Ilsinho, oltre a due firme importanti quali <strong>Fernandinho</strong> e <strong>Willian</strong>, entrambi futuri protagonisti della Premier League.</p>



<p>Il successo europeo e il richiamo di Lucescu, hanno spinto altri giocatori a indossare la maglia dello Shakhtar negli anni successivi. Nel 2010 è stata la volta di <strong>Douglas Costa</strong>, nel 2013 sono arrivati ad esempio <strong>Fred</strong> e <strong>Taison</strong>. Nella stessa estate per 25 milioni di euro è approdato anche <strong>Bernard Duarte</strong>. Quest&#8217;ultimo ha rappresentato all&#8217;epoca l&#8217;acquisto più oneroso da parte del club, nonché quello più clamoroso di sempre: in quella fase della sua carriera, Bernard era indicato infatti come uno dei brasiliani più talentuosi della sua generazione. <strong>Lucescu è rimasto sulla panchina dello Shakhtar fino al 2016,</strong> contrassegnando quindi un&#8217;epoca ultradecennale molto rara nel calcio di oggi. Con lui in panchina, la squadra più brasiliana d&#8217;Europa ha conquistato 8 campionati ucraini, 6 coppe d&#8217;Ucraina, 7 supercoppe d&#8217;Ucraina, con il sigillo europeo del 2009 quale autentica gemma dell&#8217;intero percorso.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Shakhtar Donetsk - Road to Victory - UEFA Cup 2009" width="500" height="375" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/UFA_iYVn7h0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_UFA_iYVn7h0");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">La guerra non ferma la corsa europea dello Shakhtar</h2>



<p>Lucescu è rimasto anche quando nel 2014 il club ha dovuto traslocare. I primi venti di guerra successivi alle proteste di Piazza Maidan, <strong>hanno costretto lo Shakhtar ad andare via da Donetsk.</strong> La città è stata tra le prime in Ucraina ad essere inghiottite dal conflitto e a pochi passi dal <strong>Donbass Arena</strong>, lo stadio voluto nel 2009 da Achmetov per provare un ulteriore salto di qualità, è stata tracciata una delle <strong>prime linee del fronte tra i separatisti di Donetsk e i soldati dell&#8217;esercito ucraino</strong>. Dal 2022 poi, dall&#8217;anno cioè dell&#8217;invasione russa, la squadra è costretta a giocare le partite internazionali in <strong>Polonia</strong>. </p>



<p>Achmetov però già da tempo ha reso nota una sua precisa scelta: nonostante la squadra abbia nello stemma il riferimento ai minatori del Donbass, nel nome il riferimento a Donetsk e continui a giocare lontano dalla sua terra di origine, il patron ha stabilito senza esitazioni che lo Shakhtar deve rimanere un club ucraino. Nonostante tutte le difficoltà logistiche ed economiche, la società è così tornata in cerca di talenti brasiliani. In qualche modo, <strong>forse è proprio dall&#8217;eredità di Lucescu che l&#8217;intero ambiente vuole ripartire per appropriarsi di una propria precisa identità</strong>. La scorsa estate in panchina è arrivato il turco <strong>Arda Turan</strong>, noto per aver giocato con l&#8217;Atletico Madrid di Simeone. Ed è stato proprio Turan a insistere per l&#8217;acquisto di alcuni talenti verdeoro. Dal Santos è arrivato <strong>Luca Meirelles</strong>, dal San Paolo <strong>Lucas Ferreira</strong>, dal Fluminense invece ha preso la strada per l&#8217;Ucraina il giovane <strong>Isaque</strong>. <strong>Tobias, Pedro Henrique, Alisson, Pedrinho </strong>e <strong>Newerton</strong> sono gli altri punti fermi brasiliani. Tutti talenti chiamati a servire l&#8217;unica vera punta su cui Turan fa affidamento, ossia <strong>Kaua Elias</strong>: ovviamente, manco a dirlo, brasiliano anche lui.</p>



<p>Dopo aver vinto &#8220;in casa&#8221; a Cracovia per tre reti a zero all&#8217;andata lo scorso 9 aprile, esattamente una settimana dopo nel ritorno giocato nei Paesi Bassi contro l&#8217;<strong>Az Alkamaar </strong>il pareggio allo Shakhtar è bastato per tornare in una semifinale europea. Il tutto, a pochi giorni dalla scomparsa di Mircea Lucescu. Un segno del destino forse. Oppure, più semplicemente,<strong> la dimostrazione dell&#8217;eredità lasciata al club dall&#8217;allenatore rumeno.</strong> Ad ogni modo, lo Shakhtar è tornato a competere e lo sta facendo alla maniera di Lucescu. Con tanti brasiliani e tanta qualità in campo. <strong>Con in più la consapevolezza oggi di rappresentare un campionato di un Paese in guerra, desideroso di vedere nel calcio un momento di tranquillità. </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/lo-shakhtar-donetsk-brasiliano-e-tornato-nel-segno-di-lucescu.html">Lo Shakhtar Donetsk &#8220;brasiliano&#8221; è tornato in Europa nel segno di Lucescu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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