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	<title>Mikhail Gorbachev Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mikhail Gorbachev Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il significato delle celebrazioni del 9 maggio a Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-significato-delle-celebrazioni-del-9-maggio-a-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 05:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parata di Mosca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-1536x1035.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-2048x1380.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;8 maggio 1945, alle 22:43 ora di Berlino, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel insieme al generale Hans-Jürgen Stumpff in rappresentanza della Luftwaffe e all&#8217;ammiraglio Hans-Georg von Friedeburg per la Kriegsmarine, firmarono l&#8217;ultimo atto di resa incondizionata della Germania che pose ufficialmente termine alla Seconda guerra mondiale. Quell&#8217;ultimo accordo si rese necessario perché Iosif Stalin non ritenne &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-significato-delle-celebrazioni-del-9-maggio-a-mosca.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1294" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-1024x690.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-1536x1035.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220508152010593_9ed1c513d1ef9ade11d736a05a43848b-2048x1380.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;8 maggio 1945, alle 22:43 ora di Berlino, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel insieme al generale Hans-Jürgen Stumpff in rappresentanza della <em>Luftwaffe</em> e all&#8217;ammiraglio Hans-Georg von Friedeburg per la <em>Kriegsmarine</em>, firmarono l&#8217;ultimo atto di <strong>resa incondizionata</strong> della Germania che pose ufficialmente termine alla Seconda guerra mondiale. Quell&#8217;ultimo accordo si rese necessario perché Iosif Stalin non ritenne quello precedente, siglato a Reims il 7 tra i tedeschi e le rappresentanze degli Alleati, valido per certificare la resa della Germania all&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong>.</p>
<p>La resa entrò in vigore il <strong>9 maggio</strong> all&#8217;1:01 ora di Mosca, e sebbene non rappresentasse ancora un accordo di pace, che divenne tale solo il 25 gennaio del 1955, quella data entrò ufficialmente tra le celebrazioni dell&#8217;Unione Sovietica per decreto del Presidium del Soviet Supremo dell&#8217;Unione Sovietica, nel cui testo si poteva leggere che “per commemorare la vittoria completa sulla Germania oggi, 9 maggio, Giorno della Vittoria, alle 22:00 ora di Mosca, capitale della nostra patria, 30 colpi di mille cannoni saluteranno le valorose truppe dell&#8217;Armata Rossa, le navi e le unità della Marina che hanno conseguito questa brillante vittoria. Eterna gloria agli eroi che caddero nelle battaglie per la libertà e l&#8217;indipendenza della nostra patria! Lunga vita alla vittoriosa Armata Rossa e alla Marina!”.</p>
<p>Nonostante l&#8217;importanza storica e sociale di quella ricorrenza, il 9 maggio, dal 1948, per decreto del Soviet Supremo emesso a dicembre del 1947, tornò a essere un giorno lavorativo: probabilmente perché Stalin temeva la popolarità del maresciallo <strong>Georgy Zhukov</strong> derivante dalle celebrazioni.</p>
<p>Dopo la prima parata delle armate vittoriose nella Piazza Rossa il 24 giugno del 1945, quindi, si dovettero aspettare 20 anni per rivedere uomini e mezzi sfilare nella capitale sovietica: il 26 aprile 1965 Leonid Breznev annullò il provvedimento del 1947, rendendo così il 9 maggio una festa non lavorativa e a Mosca si tenne la seconda parata del giorno della vittoria. Il regime sovietico, nonostante celebrasse quella giornata, non ha quasi mai effettuato la parata militare nella Piazza Rossa, preferendo metterla in scena per l&#8217;anniversario della Rivoluzione d&#8217;Ottobre, a dimostrazione di come considerasse la guerra un evento secondario nel più grande disegno rivoluzionario del socialismo reale: si tennero infatti solo due ulteriori sfilate nel 1985 e nel 1990.</p>
<p>Dopo la dissoluzione dell&#8217;Urss, il 9 maggio ridivenne festivo e la sfilata fu organizzata a partire dal 1995 per il 50esimo anniversario della fine del conflitto mondiale, e sempre in tono minore, non prevedendo la presenza dei mezzi militari, ma l&#8217;avvento del presidente <strong>Vladimir Putin</strong> cambiò radicalmente la situazione.</p>
<p>Già nel 2005, in corrispondenza del 60esimo anniversario, hanno cominciato a vedersi i <strong>mezzi storici</strong> risalenti alla Seconda guerra mondiale, mentre <strong>a partire dal 2008</strong> hanno sfilato regolarmente anche gli armamenti in carico alle <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/crisi-ucraina-russia-esercito.html" target="_blank" rel="noopener">forze armate russe</a>: carri armati, caccia, missili balistici, mezzi corazzati, elicotteri e bombardieri. Forse non è un caso che proprio quell&#8217;anno cominciò a essere mostrata la potenza bellica russa: dopo poco più di tre mesi Mosca fu impegnata nel breve conflitto in Georgia, causato anche dalle istanze occidentaliste di Tbilisi.</p>
<p>Dal <strong>2012</strong> nel giorno della vittoria, successivamente alla parata militare, si svolge la marcia del <a href="https://it.rbth.com/storia/84382-festa-della-vittoria-la-parata" target="_blank" rel="noopener"><strong>Reggimento Immortale</strong></a>, ovvero la sfilata dei discendenti dei soldati che combatterono nella Seconda guerra mondiale, che per i russi si chiama Grande Guerra Patriottica.</p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Proprio il <strong>patriottismo</strong>, sotto Putin, ha assunto un ruolo centrale nell&#8217;ambito politico: l’Unione Sovietica ha avuto 28 milioni di morti nella guerra, e ha pagato sul campo di battaglia il prezzo più grande con il suo cuore industriale, culturale e demografico quasi del tutto distrutto dal conflitto. Negli anni post-comunisti la celebrazione della vittoria ha anche assunto <strong>toni di rivincita</strong>: è l’unico pezzo della storia russa del ’900 non soggetto a revisione e dove si afferma di essere stati dalla parte giusta all&#8217;infuori di ogni minimo dubbio, un momento di unità nazionale, e soprattutto di autostima, intoccabile, al punto da venire escluso da ogni tipo di dibattito. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il Cremlino, per cancellare gli anni &#8217;90 che per la Russia hanno significato un decennio di umiliazioni per via dell&#8217;estrema debolezza economica, ha fatto leva sul <strong>nazionalismo</strong> prendendo la Grande Guerra Patriottica a simbolo della resurrezione del Paese, della lotta contro il nemico esterno, della capacità dei russi di sollevarsi anche nei momenti più bui. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Si capisce quindi, perché lo stesso presidente Putin, nel suo discorso effettuato prima del conflitto in Ucraina quando ha riconosciuto ufficialmente le repubbliche separatiste del Donbass, ha criticato aspramente “l&#8217;errore” del comunismo e di Lenin per quanto riguarda la questione ucraina e ha fatto leva, allo stesso tempo, sulla lotta al nazismo, allontanandola però dalla retorica dell&#8217;Unione Sovietica in quanto nazione comunista, ma rimarcando il carattere patriottico di quella guerra. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Un patriottismo che non si esaurisce il 9 maggio: oltre al fatto che le celebrazioni vengono preparate mesi prima, e anche senza considerare tutto il contorno fatto di attenzione mediatica, concerti dedicati e altre attività socio-culturali che vengono effettuate nei giorni precedenti, la Russia, da anni, ha recuperato tutto l&#8217;<strong>apparato storiografico dell&#8217;Urss</strong> riguardante il conflitto per instillare nella popolazione il ricordo e l&#8217;<strong>orgoglio</strong> per la vittoria contro il nazismo. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Un esempio significativo da questo punto di vista è rappresentato dalla casa di produzione cinematografica <strong>Mosfilm</strong>. Si tratta di uno tra i più antichi studi in Europa, essendo nato nel 1923, che dopo un periodo di crisi negli anni novanta, è tornato a essere uno dei principali del mondo. In particolare, <strong>a partire dal 2011</strong>, ha rilasciato una selezione di film del suo archivio di epoca sovietica restaurati e in alta definizione riguardanti proprio il Secondo conflitto mondiale. La stessa produzione cinematografica moderna riflette il rinnovato senso patrio: nelle sale russe è possibile vedere film di pregevole fattura che raccontano storie che arrivano dal recente conflitto siriano (Nebo, 2021) sino alle imprese del Gruppo Wagner nella Repubblica Centraficana (Tourist, 2021), passando per la produzione di nuove pellicole che riprendono fatti o episodi della Grande Guerra Patriottica. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Una <strong>data simbolo</strong>, abbiamo detto, che viene usata non solo per ricordare un conflitto sanguinoso, ma anche per infiammare i cuori (e le menti) dei russi con l&#8217;orgoglio patrio attraverso una retorica che vede, soprattutto oggi, nell&#8217;Occidente – ma in particolar modo negli Usa e nel Regno Unito – l&#8217;avversario che cerca di umiliare nuovamente la Russia com&#8217;è avvenuto negli anni &#8217;90, visti dalla stragrande maggioranza delle popolazione come il periodo peggiore del dopoguerra, tanto che lo stesso <a href="https://it.insideover.com/politica/il-muro-secondo-gorbachev.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mikhail Gorbachev</strong></a> viene da molti considerato come un traditore non tanto per avere permesso la dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica, quanto per aver lasciato che il Paese si sfaldasse nelle sue più intime fondamenta mettendolo così alla mercé degli acerrimi nemici di un tempo. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Una giornata, quella del 9 maggio, ammantata di <strong>sacralità</strong>, con rituali predeterminati (i rintocchi della campana della torre Spasskaya del Cremlino che ne segnano l&#8217;inizio) e con iconografie prestabilite (il nastro a strisce arancioni e nere). </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Simbologie e significanti che la Russia ha ripreso anche per questo conflitto: la <strong>zeta</strong>, simbolo identificativo <a href="https://it.insideover.com/guerra/zeta-cerchi-e-altri-simboli-visti-sui-mezzi-russi-ecco-perche.html" target="_blank" rel="noopener"><em>friend or foe</em></a> visto sui mezzi dell&#8217;esercito, è l&#8217;iniziale della traslitterazione in alfabeto romano di “verso la vittoria” (<em>za pobedu</em>). Una zeta che viene ripresa in modo martellante dai media russi e dalla campagna propagandistica del Cremlino (ammesso che oggi abbia senso fare questo distinguo) apparendo su cartelloni, manifesti, post social dei ministeri e in installazioni varie, disegnata nei colori nazionali o in quelli della giornata della vittoria. </span></p>
<p><span style="font-size: 1rem;">Una giornata della vittoria che quest&#8217;anno avrà un significato molto particolare per via del conflitto in atto, che in Russia, proprio per la <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-chi-e-timofey-sergeytsev-il-giornalista-russo-che-vuole-denazificare-gli-ucraini.html" target="_blank" rel="noopener">martellante attività di propaganda cominciata già anni fa</a>, ha ancora il sostegno della maggior parte della popolazione: la vittoria nella Grande Guerra Patriottica verrà ricordata come quella di una Russia attore principale della lotta contro il nazismo esattamente come oggi Mosca, secondo la sua retorica, sta combattendo contro il nazismo ucraino da sola, pertanto, ora come allora, per arrivare a un esito vittorioso <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-significa-la-guerra-totale-che-la-russia-e-pronta-a-proclamare-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noopener">sarà necessario spirito di abnegazione e sacrificio</a>, qualcosa che solo attraverso la stimolazione del sentimento patrio scaturente da un momento storico fondante come quello è possibile ottenere.</span></p>
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		<item>
		<title>Il Muro secondo Gorbachev</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-muro-secondo-gorbachev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 12:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Muro di Berlino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-1024x522.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sabato, 9 novembre, ricorreva il trentennale della caduta del Muro di Berlino. Nel giorno dell&#8217;inizio della sua costruzione, quel 13 agosto del 1961, il mondo era già diviso in blocchi: la famosa Cortina di Ferro che da Stettino, sul Baltico, scendeva verso Trieste &#8211; come ebbe a definirla Winston Churchill &#8211; era una realtà da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-muro-secondo-gorbachev.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="765" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-768x392.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Muro-di-Berlino-trentennale-Gorbachev-Getty-e1573474570941-1024x522.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sabato, 9 novembre, ricorreva il trentennale della caduta del <strong>Muro di Berlino</strong>.</p>
<p>Nel giorno dell&#8217;inizio della sua costruzione, quel 13 agosto del 1961, il mondo era già diviso in blocchi: la famosa <strong>Cortina di Ferro</strong> che da Stettino, sul Baltico, scendeva verso Trieste &#8211; come ebbe a definirla Winston Churchill &#8211; era una realtà da più di un decennio.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/a-trentanni-dalla-caduta-del-muro-come-il-1989-ha-cambiato-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener">Il muro però, è il simbolo reale, tangibile, di questa divisione</a>. Di più. Il muro rappresenta perfettamente la distanza ideologica tra due mondi apparentemente incompatibili ma che, nella realtà dei fatti, hanno utilizzato gli stessi sistemi per imporsi nel resto del globo e hanno cercato, per quanto possibile, di combattersi senza intralciarsi troppo in modo diretto, come era nei principi della Conferenza di Yalta.</p>
<p>Quel muro, retoricamente e falsamente definito dall&#8217;apparato politico comunista come &#8220;muro di protezione antifascista&#8221;, in realtà è servito per chiudere, per blindare un confine, non per proteggere chi vi si trovava rinchiuso da un pericolo esterno, ma per intrappolare all&#8217;interno un intero popolo: un&#8217;enorme recinzione di un campo di concentramento ideologico, culturale, economico, perfino umano. Il muro, infatti, correva non solo a circondare Berlino Ovest, ma recinzioni, fossati, campi minati, torrette di guardia e bunker erano distribuiti lungo tutto il confine tra la Germania occidentale e quella orientale.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/se-la-storia-del-muro-diventa-radical-chic.html" target="_blank" rel="noopener">Oggi si ricorda quell&#8217;evento epocale</a> che è stato la conseguenza di un processo che era già in atto e che ha portato successivamente alla dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica, ed in questo viene ricordato l&#8217;allora premier e segretario del Pcus, <strong>Mikhail Gorbachev</strong>, come artefice di questo cambiamento.</p>
<h2>Gorbachev vittima del suo tempo</h2>
<p>Chi scrive ha vissuto questo passaggio, sebbene in giovane età, e ricorda quando, proprio nel 1989 (il 7 ottobre), durante la visita ufficiale di Gorbachev a <strong>Berlino Est</strong> in occasione dell&#8217;anniversario della fondazione della <strong>Ddr</strong>, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WHUWONJ6zKk" target="_blank" rel="noopener">il premier sovietico ebbe</a> a dire che &#8220;il pericolo grava su chi non reagisce al mondo reale&#8221; aggiungendo che &#8220;se ci si muove nella corrente del mondo reale, della società che si sta muovendo, se si usano questi principi per plasmare la propria politica, allora non ci sono motivi di temere difficoltà. Non c&#8217;è niente di strano in questo&#8221;.</p>
<p>Il riferimento è a due principi ben noti, uno più ideologico e l&#8217;altro più pragmatico, che Gorbachev stava attuando in Unione Sovietica: la <em><strong>glasnost</strong> </em>(trasparenza) e la <em><strong>perestrojka</strong> </em>(ristrutturazione). Il nuovo corso inaugurato dal premier sovietico era infatti volto a ristrutturare il monolite sovietico accelerando quelle riforme pensate già dai suoi predecessori in campo economico: uno dei cardini della <em>perestrojka</em>, ad esempio, era la decentralizzazione della gestione dell&#8217;economia e l&#8217;ampliamento dei diritti delle imprese. Una volontà riformista espressa già negli anni &#8217;70 da alcuni elementi del Comitato Centrale.</p>
<p>Quella che ebbe connotati più rivoluzionari fu, però, la <em>glasnost</em>, che ebbe in Gorbachev il suo padre. La &#8220;trasparenza&#8221; era infatti una vera e propria rivoluzione nel sistema sovietico: sebbene in occidente, e in alcuni Paesi satelliti di Mosca, venisse intesa come &#8220;libertà di parola&#8221; &#8211; che è sempre mancata in Unione Sovietica &#8211; essa in realtà si prefiggeva di aprire la strada al dibattito, ampliando parzialmente la partecipazione rispetto alla ristrettissima cerchia degli uomini di &#8220;apparato&#8221;. Un dibattito che, però, era e doveva restare assolutamente interno al partito.</p>
<p>Gorbachev, del resto, non era affatto un liberale e mai si sarebbe sognato di esserlo. Il suo essere fedele ai principi marxisti lo condusse però verso la <strong>strada riformista</strong> come un novello <strong>Alexander Dubcek</strong>, il politico che, da segretario del partito comunista cecoslovacco, cercò nella metà degli anni &#8217;60 di avviare una serie di riforme &#8220;antiautoritare&#8221; per staccarsi dal modello sovietico, provocando poi la reazione dell&#8217;Urss che risolse la questione inviando truppe e carri armati in Cecoslovacchia in quella che si ricorda come <strong>&#8220;La primavera di Praga&#8221;</strong>, che a tutti gli effetti fu una repressione anche sanguinosa.</p>
<p>Dubcek, in un certo senso, fu un precursore di Gorbachev (e di altri suoi coevi) in tempi che però non erano ancora maturi. Se analizziamo invece il quadro geopolitico degli anni &#8217;80 possiamo capire bene perché si giunse non solo alla caduta del Muro e alla fine dell&#8217;Unione Sovietica, ma perché si resero necessarie riforme che, se non concesse, avrebbero molto probabilmente messo all&#8217;angolo il Comitato Centrale portandolo verso l&#8217;unica decisione che non potevano prendere in quel tempo: la repressione.</p>
<h2>Il contesto storico politico</h2>
<p>Gorbachev salì al potere in un momento in cui i rapporti tra Est e Ovest raggiunsero minimi storici come non si vedevano dai tempi della Crisi dei Missili di Cuba. In Europa, in particolare, la carta destabilizzante era stata calata con <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-vertice-nato-si-parla-di-russia-e-trattato-inf-torneranno-gli-euromissili.html" target="_blank" rel="noopener">i missili nucleari a raggio medio e intermedio</a>: l&#8217;Unione Sovietica aveva schierato, a partire dalla fine degli anni &#8217;70, l&#8217;Rsd-10 &#8220;Pioneer&#8221; noto come SS-20 in codice Nato, capace di bersagliare basi e città europee con tre testate atomiche da 150 kilotoni e soprattutto lasciando pochissimi minuti di preavviso.</p>
<p>In risposta gli Stati Uniti dispiegarono diversi sistemi missilistici, da crociera o balistici, sul suolo europeo in quella che viene giornalisticamente definita la <strong>&#8220;Crisi degli euromissili&#8221;</strong>.</p>
<p>A margine, ma fondamentale per capire il perché della necessità di riforme e di trasparenza, c&#8217;è da considerare quanto stava accadendo in Europa dell&#8217;Est, con movimenti come <strong>Solidarność</strong>, il sindacato libero che si costituì nella <strong>Polonia</strong> comunista nel 1980, in seguito agli scioperi operai dei cantieri di Danzica, che svolse un ruolo fondamentale di catalizzazione e diffusione del dissenso verso un sistema oppressivo ed ermetico ad ogni tipo di cambiamento. Soprattutto nel caso polacco, e poi per la diffusione che ebbe in Europa Orientale, va anche considerato il ruolo di un Papa che, forse non a torto, viene ritenuto essere uno degli artefici della fine del comunismo: Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il movimento di <strong>Lech Wałęsa</strong>, che fu messo fuori legge dal regime e costretto alla clandestinità sino al 1989, era infatti caratterizzato da una prevalente ispirazione cristiana.</p>
<p>Il seme del dissenso era stato quindi gettato e stava germogliando un po&#8217; ovunque. In considerazione del clima di politica internazionale la repressione sul modello ungherese o cecoslovacco non era più un&#8217;opzione praticabile per Mosca: in quegli anni c&#8217;era il serio rischio di una escalation atomica ed il trattato che allontanò, per quasi trent&#8217;anni, lo spettro dell&#8217;olocausto nucleare, il <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-vertice-nato-si-parla-di-russia-e-trattato-inf-torneranno-gli-euromissili.html" target="_blank" rel="noopener">Trattato Inf</a>, doveva ancora essere siglato (1987). Un intervento dell&#8217;Armata Rossa, o anche un giro di vite nel blocco orientale, avrebbe molto probabilmente allarmato la Nato e gli Stati Uniti e si temeva che avrebbe fornito il pretesto per l&#8217;invio di una qualche forma di aiuti ai rivoltosi dato il nuovo corso politico in atto con <strong>Reagan</strong> alla Casa Bianca (l&#8217;invasione di Grenada è lì a dimostrarlo).</p>
<p>L&#8217;Unione Sovietica di Gorbachev non aveva altra scelta che non fosse quella di venire incontro alle &#8220;correnti&#8221; citate dal Segretario Generale a Berlino nel 1989. Una repressione, sul modello di quella cinese avvenuta proprio lo stesso anno a <strong>piazza Tienanmen</strong>, non era minimamente ipotizzabile sebbene alcuni elementi ultraconservatori la caldeggiassero. La Cina è lontana, l&#8217;Europa e vicina, e reprimere il dissenso diffuso a macchia d&#8217;olio e le riforme avvenute in meno di in decennio in Ungheria, Cecoslovacchia e Polonia sarebbe stato controproducente oltre che impossibile proprio per la loro contemporaneità. Il caso della <strong>Romania</strong>, poi, è ancora più sintomatico: retta da Ceausescu con metodi stalinisti, non aveva conosciuto quel periodo di riforme degli altri Paesi dell&#8217;est europeo e la popolazione aveva scatenato una vera e propria rivoluzione nell&#8217;inverno tra 1989 e 1990 terminata violentemente con la morte del dittatore e della consorte.</p>
<h2>La caduta dell&#8217;Urss e Gorbachev</h2>
<p>L&#8217;Unione Sovietica, intesa come entità politica/economica non c&#8217;era già più in quel tempo, qualcuno dirà, ma in realtà la sua caduta, avvenuta nel 1991, non fu determinata dalla politica riformista di Gorbachev, visto da alcuni come un traditore proprio per questo, ma da un evento ben preciso frutto della reazione dell&#8217;ala intransigente del partito comunista: il tentato golpe dell&#8217;agosto del 1991 che ebbe l&#8217;effetto di eliminare dalla scena politica il premier e consegnare quello che restava dell&#8217;Urss a <strong>Boris Eltsin</strong>, che smantellò gli ultimi apparati del sistema sovietico.</p>
<p>Sebbene Gorbachev si stesse apprestando a siglare il nuovo patto federativo dell&#8217;Urss che, di lì a poco, avrebbe mutato la propria denominazione ufficiale da Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche in quella, presumibilmente, di Unione degli Stati Sovrani, per cercare di mantenere unite quelle repubbliche più prossime a Mosca a fronte della fine del Comecon e del <strong>Patto di Varsavia</strong> &#8211; che rese indipendenti i Paesi dell&#8217;Europa Orientale &#8211; nei suoi piani non c&#8217;era affatto la fine del sistema comunista, ma la sua trasformazione in un socialismo &#8220;aperto&#8221;, come poi fece la Cina.</p>
<p>In una recente intervista alla <a href="https://tass.ru/politika/7095979?utm_source=facebook.com&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=smm_social_share&amp;fbclid=IwAR3ZYXj37dGl4KEyY3RvEHpgJPku1Tv7TrAL0CGp-UowBNXLHuZTa7cc-a4" target="_blank" rel="noopener"><em>Tass</em></a>, proprio Gorbachev ammette che <strong>non si pente </strong>della <em>perestrojka</em> e ritiene che uno dei suoi componenti più importanti sia stato il nuovo pensiero di politica estera. &#8220;Era impossibile vivere come prima. E una parte essenziale della <em>perestrojka</em> era il nuovo pensiero di politica estera, che comprende sia i valori universali e il disarmo nucleare, sia la libertà di scelta&#8221; ha detto l&#8217;ex premier. Non è solo una normale giustificazione del proprio operato però, sono le parole di un uomo assolutamente convito della possibilità che possa esistere un socialismo diverso, sempre e fermamente di <strong>stampo marxista</strong>, ma privo di quegli aspetti totalitari e autoritari che caratterizzavano, e hanno sempre caratterizzato, i Paesi &#8220;comunisti&#8221;. Del resto l&#8217;esempio cinese e di altre realtà come quella vietnamita gli danno ragione.</p>
<p>Gorbachev così prosegue nella sua dichiarazione al media russo: &#8220;coloro che hanno organizzato il colpo di stato nell&#8217;agosto 1991, e dopo il <strong>colpo di stato</strong> hanno utilizzato la posizione indebolita del presidente dell&#8217;Urss, sono responsabili della fine della <em>perestrojka</em> e del crollo dell&#8217;Unione Sovietica&#8221;. Queste non sono le parole di un uomo che si sta giustificando sentendosi colpevole, ma quelle di un uomo che da sempre è stato organico al sistema comunista e che ne ha abbracciato i principi cercando di riformarlo per farlo sopravvivere a fronte dei cambiamenti epocali di quegli anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-muro-secondo-gorbachev.html">Il Muro secondo Gorbachev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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