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	<title>Michail Timofeevič Kalašnikov. Archives - InsideOver</title>
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	<title>Michail Timofeevič Kalašnikov. Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quando la CIA spiava l&#8217;Avtomat Kalašnikova</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/quando-la-cia-spiava-lavtomat-kalasnikova.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 05:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Ak-47]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-245x300.jpg 245w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-835x1024.jpg 835w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-768x942.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-600x736.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il disegno dell’agente della CIA che esaminò per primo AK-47 ci ricorda il tempo in cui il leggendario fucile d'assalto russo quando era ancora un “segreto”, e come di recente gli USA siano tornati a interessarsi alla tecnologia dell’Avtomat Kalašnikova</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/quando-la-cia-spiava-lavtomat-kalasnikova.html">Quando la CIA spiava l&#8217;Avtomat Kalašnikova</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="1226" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-245x300.jpg 245w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-835x1024.jpg 835w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-768x942.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/MP_Inspects_Captured_AK-47_Vietnam-600x736.jpg 600w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Nell’aprile del 1953, sulla scrivania di alcuni funzionari a Washington arrivò un rapporto della <strong>Central Intelligence Agency</strong>, la principale agenzia di spionaggio estero statunitense che aveva sostituito l’OSS. Nel rapporto veniva descritto, con tanto di disegno tecnico, qualcosa che quasi nessuno in Occidente aveva mai visto: un nuovo tipo di <strong>arma</strong> per la fanteria sovietica che era stato <strong>osservato nei pressi di Leningrado</strong>. Quel fucile d’assalto, che a prima vista poteva ricordare lo Sturmgewehr 44, o StG 44, impiegato alla fine della guerra dalla Wehrmacht tedesca, che gli agenti dell’intelligence alleata, compresi quelli dell’<em>Office of Strategic Services</em>, avevano ben esaminato e anche impiegato nella loro guerra clandestina, e che <strong>di fatto viene considerato come il primo fucile d’assalto moderno della storia,</strong> era un segreto talmente “protetto” che l’agente non poté fotografarlo né avvicinarsi abbastanza per esaminarlo a fondo, né disporre del materiale di riferimento o ottenerlo per dare informazioni “precise”.</p>



<p>Per questo fece l’unica cosa possibile in quel momento: osservare con attenzione ogni particolare. Rubare quell’immagine con gli occhi e realizzare in un secondo momento uno schizzo a memoria. Quel disegno a mano, consegnato secondo i metodi delle spie della Guerra Fredda oltre cortina, era datato <strong>29 aprile 1953</strong> e rappresentava la prima testimonianza nota dell’intelligence occidentale sull’esistenza di un fucile che sarebbe divenuto noto come AK-47, dove AK stava per Avtomat Kalašnikova, dal nome del suo ideatore, <strong>Michail Timofeevič Kalašnikov</strong>.</p>



<p>Secondo le informazioni inviate dall’agente, aveva visto quella nuova arma nelle mani dei <strong>soldati del reggimento “Krasnoselskiy”</strong> della Guardia, Ordine di Aleksandr Nevskij dell’Armata Rossa, unità che al giorno d’oggi fa parte della 2ª Divisione fucilieri motorizzati della Guardia “Tamanskaya” dell’Esercito russo, una storica unità militare delle forze terrestri russe di stanza nell’area di Mosca, nota per partecipare regolarmente alle parate della Vittoria in Piazza Rossa, insignita del titolo di “Guardia” e del nome onorifico “Tamanskaya” per il valore dimostrato nella penisola di Taman durante il Secondo conflitto mondiale. Il fucile che non aveva mai visto prima era in dotazione ai soldati più esperti, mentre il resto dei militari, come avviene di solito al principio delle transizioni, portava <strong>ancora i mitra PPSh-41</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="572" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1024x572.jpeg" alt="" class="wp-image-525998" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1024x572.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-300x168.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-768x429.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-1536x858.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55-600x335.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/Screenshot-2026-08-09-alle-16.56.55.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Lo schizzo dell&#8217;AK-47 inviato dall&#8217;agente segreto americano</em> </figcaption></figure>



<p>La nuova arma sovietica veniva descritta come dotata di un caricatore da 30 colpi, di un calcio “<em>in legno</em>” o pieghevole “in filo metallico” e di un’impugnatura. L’agente illustrava inoltre il sistema di funzionamento a recupero di gas dell’AK-47, descrivendo un “<em>tubo metallico per il ritorno dei gas</em>” che provocava l’arretramento dell’otturatore e l’espulsione del bossolo. Nel complesso, la nuova arma veniva definita “<em>molto simile al mitra tedesco della Seconda guerra mondiale</em>”, con un probabile riferimento al sopracitato <strong>fucile d’assalto tedesco StG 44</strong>. Il tipo di munizione impiegata da questa nuova arma veniva descritto come “leggermente più lungo” di quello sparato dalla pistola-mitragliatrice PPSh, con la punta del proiettile “più acuminata”.</p>



<p>Nel rapporto veniva sottolineato <strong>come quest’arma fosse soggetta a “segreto”</strong>: alle nuove reclute era “<strong>vietato avvicinarsi</strong>” ai nuovi fucili d’assalto. Secondo quanto riferito dalla spia, l’AK-47 era stato distribuito “<em>nei distretti militari di Leningrado e dell’Estremo Oriente, ma esclusivamente alle unità dislocate lontano dai centri abitati</em>”. Ci sarebbero voluti anni prima che l’intelligence americana comprendesse appieno la natura di quell’arma; l’Agenzia continuò a definirla mitra e, curiosamente, arrivò persino a etichettarla come “<a href="https://www.thearmorylife.com/cold-war-spies-uncover-the-ak-47/">Modello PPK</a>” fino a ben oltre la metà degli anni Cinquanta. Nel giro di vent’anni, quella misteriosa “pistola mitragliatrice” notata alla periferia di Leningrado si sarebbe diffusa in tutto il mondo, in dotazione a soldati, guerriglieri e terroristi, diventando a tutti gli effetti una delle armi da fuoco più riconoscibili della storia e finendo nelle mani delle reclute degli eserciti del Patto di Varsavia fino a quelle delle forze guerrigliere attive in Africa, Asia e America Latina. Durante la guerra del Vietnam, questo fucile d’assalto era ancora oggetto d’interesse quando veniva catturato.</p>



<p>La storia dell’Avtomat Kalašnikova, AK-47, è ormai nota ai più. <strong>Adottato a partire dal 1947</strong> dall&#8217;Esercito sovietico, è stato considerato “segreto”, o quanto meno un’arma di cui proteggere la tecnologia e le prestazioni fino alla metà degli anni Cinquanta. Il disegno consegnato dalla spia americana mostrava le caratteristiche distintive dell&#8217;arma, tra cui l&#8217;impugnatura a pistola, il calcio, il mirino anteriore rialzato e protetto da un tunnel di protezione, il caricatore curvo e un’accurata descrizione della cartuccia 7,62 × 39 mm, più lunga di quella di una pistola mitragliatrice, ma più corta di quella dei normali fucili di fanteria. Nel rapporto fornito dall’agente compariva anche un’altra arma, la carabina semiautomatica SKS.</p>



<p>Quello schizzo fatto a memoria, consegnato forse attraverso uno dei <em>dead drops</em> usati dalle spie per lasciare le informazioni più sensibili, catturò l&#8217;istante di un&#8217;indagine che durò oltre un decennio, impegnando agenti e osservatori occidentali che volevano scoprire i segreti dell’arma che risultò onnipresente nei conflitti moderni. Essendosi dimostrata, nei decenni, un’arma estremamente maneggevole e resistente, è considerata tra le più longeve e più affidabili. Il rapporto che conteneva il disegno e, ovviamente, l’identità della spia e tutte le informazioni relative alla sua copertura e missione, è rimasto segreto fino al 2017.</p>



<p>Ancora oggi il gruppo Kalashnikov, che produce un’ampia gamma di sistemi d’arma e possiede una divisione per lo sviluppo di tecnologie avanzate, detiene il brevetto per la produzione del leggendario fucile d’assalto Avtomat Kalašnikova 1947, arma a fuoco selettivo inventata da Mikhail Kalashnikov e prodotta in <strong>più di 100 milioni di esemplari</strong>, un quinto del totale delle armi da fuoco presenti nel mondo.</p>



<p>Nel 2018, un anno dopo la declassificazione dei file della CIA che mostravano il disegno dell&#8217;AK consegnato dalla spia americana, il <strong>controspionaggio russo</strong> informò il Cremlino su un rinnovato interesse degli Stati Uniti per la tecnologia impiegata sui fucili d&#8217;assalto russi. Mosca dichiarò a mezzo stampa di non essere a conoscenza dei “<em><a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-copyright-russia-usa-gli-americani-copiano-lak-47.html">piani statunitensi</a></em>” riguardo la produzione di armi che puntavano a imitare quelle russe; ma affermò che qualcuno al <strong>Comando Operazioni Speciali americano</strong> era stato incaricato di mandare degli emissari ad “esplorare” la possibilità di “<em>decodificare o riprogettare e produrre armi leggere simili a quelle sviluppate dalla Kalashnikov e immetterle sul mercato</em>”, almeno secondo quanto scoperto dalla <strong>FSB</strong>. A distanza di dieci anni, gli americani impiegano ancora i &#8220;nipoti&#8221; dell&#8217;U.S. Colt Model 16, più noto come M16: l&#8217;M4, che verrà gradualmente sostituito dall&#8217;XM7 e 8, la nuova arma da battaglia dell&#8217;Esercito degli Stati Uniti, progettata da SIG Sauer nell&#8217;ambito del programma Next Generation Squad Weapon.</p>



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