Iran-Usa, si tratta tra mediazione e logoramento
Ad oggi, dunque, nonostante che la guerra sia sostanzialmente ferma l'equilibrio è ben lungi dall'essere raggiunto.
Ad oggi, dunque, nonostante che la guerra sia sostanzialmente ferma l'equilibrio è ben lungi dall'essere raggiunto.
Lo scambio di messaggi si è svolto tramite la mediazione di Qatar e Pakistan, come ha comunicato il ministero degli Esteri del Qatar, che ha affermato che i mediatori stanno lavorando "senza sosta" per riavviare i colloqui tra Iran e Stati Uniti.
L'apertura è stata respinta dal portavoce dell'esercito iraniano, che ha ribadito quali sono le condizioni per adire a questo passo, che poi è quanto Teheran ribadisce dall'inizio della cosiddetta tregua (armata).
A comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l'Arabia Saudita.
La chiusura dell'oleodotto East-West dopo attacchi forse arrivati dall'Iraq rivela la crisi strategica in cui si dibatte Riad.
Gli Stati Uniti ricorrono allo strumento militare ma puntano sulle sanzioni economiche, mentre l'Iran non rinuncia a colpire nella regione.
Russia, Cina, India, Iran; Xi, Putin, Modi: dalla Sco ai Brics, due settimane diplomatiche calde con incontri a alti livelli.
Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto.
Sembra svaporare anche l'altro grande disegno di Israele, quello di fare dell'Iran una nazione paria, in mano a una banda di fanatici oltranzisti con cui è impossibile trattare.
Nel potere iraniano continua un attivo dibattito sulla linea politica da seguire per gestire la fase in atto.