Coi maxi-funerali l’Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri
La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.
La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.
Donald Trump conosce molto meglio gli affari della storia, e scegliendo di firmare alla Reggia di Versailles l’armistizio (ora chiamato “memorandum”) con l’Iran, siglato a distanza dal leader di Teheran Masoud Pezeshkian, lo ha pienamente dimostrato. Versailles 1919 – Versailles...
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra.
Per la Repubblica Islamica questa guerra avrebbe potuto essere l'inizio della fine. O la fine stessa. Non è andata così. Ma sicuramente è stata la fine dell'inizio. E una struttura nata nel 1979 dovrà giocoforza cambiare. Il monito delle proteste è stato chiaro. La sfida della guerra lo ha confermato.
Sfidato da Usa e Israele, il regime privato nel primo giorno di guerra del suo vertice e uomo simbolo, la Guida Suprema Ali Khamenei, ha reagito provando a confondere le acque.
Amazon e Oracle sotto tiro: i Pasdaran contro Big Tech fanno sul serio. Gli scenari della guerra tecnologica.
Iran, la guerra psicologica di Pezeshkian a Trump nella lettera agli americani pubblicata mercoledì 1 aprile.
Interessante il raziocinio e la civiltà che invece si rinviene nella lettera aperta del presidente iraniano Pezeshkian ai cittadini americani
Il Pakistan sfrutta la guerra in Medio Oriente per mediare tra Iran e Usa rafforzando così il proprio peso globale.
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