Russia, Cina, India, Iran: dalla Sco ai Brics, due settimane diplomatiche calde
Russia, Cina, India, Iran; Xi, Putin, Modi: dalla Sco ai Brics, due settimane diplomatiche calde con incontri a alti livelli.
Russia, Cina, India, Iran; Xi, Putin, Modi: dalla Sco ai Brics, due settimane diplomatiche calde con incontri a alti livelli.
Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto.
Sembra svaporare anche l'altro grande disegno di Israele, quello di fare dell'Iran una nazione paria, in mano a una banda di fanatici oltranzisti con cui è impossibile trattare.
Nel potere iraniano continua un attivo dibattito sulla linea politica da seguire per gestire la fase in atto.
La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.
Donald Trump conosce molto meglio gli affari della storia, e scegliendo di firmare alla Reggia di Versailles l’armistizio (ora chiamato “memorandum”) con l’Iran, siglato a distanza dal leader di Teheran Masoud Pezeshkian, lo ha pienamente dimostrato. Versailles 1919 – Versailles...
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra.
Per la Repubblica Islamica questa guerra avrebbe potuto essere l'inizio della fine. O la fine stessa. Non è andata così. Ma sicuramente è stata la fine dell'inizio. E una struttura nata nel 1979 dovrà giocoforza cambiare. Il monito delle proteste è stato chiaro. La sfida della guerra lo ha confermato.
Sfidato da Usa e Israele, il regime privato nel primo giorno di guerra del suo vertice e uomo simbolo, la Guida Suprema Ali Khamenei, ha reagito provando a confondere le acque.