“Cara Italia, alleiamoci”: l’appello-meme dell’Iran
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
La finta lettera aperta sembra far parte di un'accorta strategia di comunicazione che ha vinto la guerra "memetica".
Se Usa e Israele hanno perso, non è detto che l'Iran abbia vinto. Tutto dipenderà dagli assetti di un eventuale dopoguerra.
Per la Repubblica Islamica questa guerra avrebbe potuto essere l'inizio della fine. O la fine stessa. Non è andata così. Ma sicuramente è stata la fine dell'inizio. E una struttura nata nel 1979 dovrà giocoforza cambiare. Il monito delle proteste è stato chiaro. La sfida della guerra lo ha confermato.
Sfidato da Usa e Israele, il regime privato nel primo giorno di guerra del suo vertice e uomo simbolo, la Guida Suprema Ali Khamenei, ha reagito provando a confondere le acque.
Amazon e Oracle sotto tiro: i Pasdaran contro Big Tech fanno sul serio. Gli scenari della guerra tecnologica.
Iran, la guerra psicologica di Pezeshkian a Trump nella lettera agli americani pubblicata mercoledì 1 aprile.
Interessante il raziocinio e la civiltà che invece si rinviene nella lettera aperta del presidente iraniano Pezeshkian ai cittadini americani
Il Pakistan sfrutta la guerra in Medio Oriente per mediare tra Iran e Usa rafforzando così il proprio peso globale.
Annotiamo come da quando il Pakistan si è proposto come Paese chiave per la mediazione tra Iran e Stati Uniti ha attirato la sfortuna su di sé e sui suoi partner: tre giorni fa, quando tale prospettiva ha preso forma concreta, Israele ha colpito l'ambasciata pakistana a Teheran.
Nei giorni scorsi si è parlato molto di un possibile ruolo di intermediazione svolto da Ghalibaf, attuale presidente del parlamento iraniano.
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