<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mario Monti Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/mario-monti/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/mario-monti</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 17 Jan 2026 10:03:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Mario Monti Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/mario-monti</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 09:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=502021</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Polemica sul concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) per fare la spending review.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html">Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/OVERCOME_20260117072715956_9e7c66295080deab03b4b7f5e3b9fecd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sui social si fa già ironia, sul reclutamento tramite concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al <strong>Ministero dell’Economia e Finanze (Mef)</strong> con il compito di realizzare, una buona volta, la mitologica <em>spending review</em>. Prevedendo stipendi fino a 100 mila euro annui, la mossa pare una trovata surrealista: la lotta per il taglio alla spesa fatta aumentando la spesa. In realtà, sotto questo punto di vista è anche peggio: si tratta, infatti, di assunzioni a tempo indeterminato, che vanno cioè a incidere su una voce di costo permanente, in questo caso del personale. Ma al di là del cortocircuito contabile, <strong>ci sono due ottime ragioni perché l’ironia si tramuti in sarcasmo. </strong></p>



<p>La prima è il possibile spreco di ulteriore denaro pubblico. Rispetto ai conti pubblici, è da tempo immemore che si parla, per usare un termine horror, di “efficientamento”. La <strong>prima Commissione tecnica sulla spesa, denominata CTSP, risale niente meno che al 1981</strong> (non casualmente, l’anno del “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, origine a monte dell’indebitamento incontrollato dello Stato). Composta da esterni, come in seguito esterni saranno tutti gli esperti chiamati all’impresa (almeno fino alla futura task force di cui sopra), si limitava a fornire raccomandazioni non vincolanti, che naturalmente lasciavano il tempo che trovavano.</p>



<p>Fu soppressa nel 2007. Dopodiché, sull’onda dell’indignazione popolare per le mangiatoie della Casta, ne venne istituita un’altra, con sigla leggermente diversa (CFTP), che durò solo un anno, dopo aver prodotto un rapporto sulle criticità dei ministeri, e neppure di tutti: di cinque. Visto l’andazzo, nel 2009 a presiedere alla revisione della spesa, per la prima volta introdotta come principio di finanza pubblica dalla manovra di quell’anno, <strong>venne incaricata la Ragioneria Generale. </strong>Nel panico da crisi mondiale dei debiti sovrani, nel 2012 il calcolo e la razionalizzazione dei fabbisogni e costi standard portarono a istituire un Comitato interministeriale e, soprattutto, la figura del Commissario<em>. </em></p>



<p>Il primo, nominato dall’allora premier <strong>Mario Monti</strong>, fu <strong>Enrico Bondi.</strong> Dopo soli otto mesi, Bondi lascia. Gli succede per pochi mesi il Ragioniere Generale, <strong>Mario Canzio,</strong> ma quando a Palazzo Chigi arriva Enrico Letta (Pd), la scelta si posa su <strong>Carlo Cottarelli</strong>. Elaborato nel 2014 un piano di riduzione della spesa da 33 miliardi a regime, l’anno seguente il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, gli preferisce <strong>Yoram Gutgeld</strong>, il quale impiega due anni per certificare che nei tre precedenti il risparmio è stato di quasi 30 miliardi. Risparmio teorico, perché in gran parte utilizzato per coprire altre spese. Alcune nuove di zecca, come il famoso bonus da 80 euro mensili, misura-bandiera del governo Renzi. A parte le meteore dei due commissari del governo Conte 1 (l’allora grillina Laura Castelli e il leghista Massimo Garavaglia, durati poco più di una settimana), si può dire che i<strong>l momento dei commissari sia tramontato nel 2019</strong>. Anche se, sulla carta, dal 2016 la revisione di spesa è stata integrata nel bilancio statale come impegno strutturale, sebbene circoscritto a ministeri ed enti locali. </p>



<p>La cosiddetta “programmazione di risparmio”, con l’eccezione del biennio del Covid in cui fu sospesa, è stata poi portata avanti dai governi di <strong>Mario Draghi</strong> e <strong>Giorgia Meloni.</strong> Quest’ultima si è data obiettivi alquanto limitati: 800 milioni per il 2023, 1,2 miliardi per il 2024 e 1,5 miliardi a partire dal 2025 (Def 2022), con l’asticella via via alzata fino a raggiungere quota, per i soli ministeri, di 2,7 miliardi per il 2026. Senza contare, beninteso, altre sforbiciate a Comuni, Province e Città Metropolitane. In tutto, lo 0,1% del Pil. I veri risparmi, per il centrodestra guidato da Giorgia Meloni, provengono <strong>dall’abolizione del reddito di cittadinanza </strong>(sostituito dal fondo povertà e inclusione), <strong>dallo stop al superbonus edilizio</strong>, dalla parziale deindicizzazione delle pensioni, e all’adeguamento altrettanto parziale all’inflazione delle spese per la sanità. Tutti provvedimenti non bilanciati da una politica economica e sociale che possa definirsi a favore dei meno abbienti. </p>



<p>Cosa ci dice questa girandola di nomi e di numeri? Ci spiega come mai la tanto decantata <em>spending review</em> ha ottenuto risultati men che modesti. Anzitutto, la prassi non vedeva una chiara spiegazione del perché si tagliava un certo capitolo di bilancio piuttosto di un altro. Il che, a sua volta, evidenzia l’approccio metodologicamente incoerente alla radice: non si è mai intervenuto sul chi e come decide un certo stanziamento, così da <em>riqualificare</em> i meccanismi di spesa, ma si è scelto di procedere a individuare singole uscite, <strong>così da tagliare, tagliare e basta. </strong>Che è come voler dimagrire sottoponendosi a liposuzione annuale anziché rivedere la dieta. Aggiungendo oggi, per soprammercato, degli addetti <em>ad hoc</em> che è tutto da vedere se continueranno in questa fatica di Sisifo, che sembra fatta apposta per non <strong>risolvere niente in modo da lasciare le cose come stanno</strong>, ripetendo all’infinito la solfa degli sprechi da eliminare, grande classico da campagna elettorale. </p>



<p>Il secondo motivo di scetticismo verso il fresco pattuglione di segugi in capo al ministro <strong>Giancarlo Giorgetti </strong>deriva da una questione più concettuale. Se lo scopo dichiarato è spendere meno soldi pubblici – esigenza molto apprezzata dai mercati che finanziano il debito , un po’ meno dai cittadini su cui il debito grava – bisogna ricordarsi che i criteri con cui vengono spesi non sono politicamente neutri. Quando al Ministero della Giustizia è stata data una stretta, giusto per fare due esempi all’apparenza minori, alle intercettazioni telefoniche e all’abbigliamento per detenuti, si sono compiute scelte orientate in un senso preciso: nel primo caso, indebolire l’azione dei pm in uno strumento d’indagine sensibilmente inviso alle personalità pubbliche, e in particolare ai politici; nel secondo, calare la mannaia su soggetti, i carcerati, fra i meno tutelati di tutti. <strong>Non parliamo poi di comparti come la sanità o l’istruzione,</strong> sui quali il lettore sa per esperienza diretta che cosa significhi tenere i budget a stecchetto. </p>



<p>Ora, nella migliore delle ipotesi, l’intenzione di dotarsi di quasi 300 addetti alla lima suona come <strong>il fiato di tromba di un esecutivo smanioso di mostrarsi draconiano,</strong> secondo la più vieta retorica dello Stato brutto, cattivo e scialacquatore. Bene: sul fatto che la burocrazia generi dissipazioni di pubblico denaro, non ci piove. Ad avere la responsabilità ultima del suo auto-alimentarsi, però, è la politica. La cui logica, per parte sua, è gestire, mantenere e accrescere il consenso, e la scorciatoia abituale per riuscirci è la proliferazione di centri di finanziamento clientelare dei gruppi d’interesse e di riferimento. In nome di una battaglia in sé giusta, ovvero sfoltire le grassazioni che premiano questo o quel centro di potere, <strong>si colpisce la carne viva dei servizi vitali alla popolazione. </strong>Ma non a tutta la popolazione intesa genericamente: alla fascia medio-bassa. A coloro che non possono permettersi parcelle da avvocato per processi eterni, o la sorveglianza privata del negozio, o le cure troppo costose, o certe rette universitarie. Né tanto meno hanno il potere di usare i media a proprio vantaggio, facendo pressione sugli editori per far passare in primo o secondo piano, a seconda dei bisogni, la notizia che li riguarda. </p>



<p>In soldoni, <strong>meno spesa pubblica vuol dire più profitto privato.</strong> Vuol dire privatizzazione, più o meno strisciante. Con effetti depressivi sui consumi, se guardiamo al piano macro-economico, e punitivi e classisti sul piano sociale. E con in più la beffa di presentare trionfalmente risparmi su esborsi che è inevitabile si riproducano, se fa comodo trasformarli in pretesto per una <em>spending review</em> su cui sarebbe da fare una bella <em>spending review</em>, domandandosi quanto ci sono costati finora tutti quei consulenti, rapporti, certifiche, piani e via blaterando. Cosa, questa, che di certo non faranno i 294 neo-assunti per l’ennesima <em>spending review</em>. Pare una barzelletta. E lo sarebbe, se i quattrini in questione non fossero i nostri. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spending-review-2-0-per-tagliare-la-spesa-pubblica-il-mef-assume-altre-294-persone.html">Spending review 2.0: per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Monti critica l&#8217;Italia. Ma dimentica quando la Bce lo salvò</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/monti-critica-litalia-ma-dimentica-quando-la-bce-lo-salvo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2022 16:28:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=360611</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-2048x1311.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mario Monti non si smentisce. In un&#8217;intervista al Corriere della Sera l&#8217;ex premier e senatore a vita rivendica le &#8220;dure misure di risanamento&#8221; fatte durante il suo esecutivo mettendole in relazione alla risposta allo spread a 574 che il suo esecutivo si trovò ad affrontare e arriva a definire &#8220;accattonaggio&#8221; il fatto che &#8220;componenti importanti della politica italiana &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/monti-critica-litalia-ma-dimentica-quando-la-bce-lo-salvo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/monti-critica-litalia-ma-dimentica-quando-la-bce-lo-salvo.html">Monti critica l&#8217;Italia. Ma dimentica quando la Bce lo salvò</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-1024x656.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-768x492.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-1536x984.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/06/ilgiornale2_2022061318264731_ac47bde07c8467a87473ff2ad74d80df-2048x1311.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Mario Monti </strong>non si smentisce. In un&#8217;intervista al <em>Corriere della Sera </em>l&#8217;ex premier e senatore a vita rivendica le &#8220;dure misure di risanamento&#8221; fatte durante il suo esecutivo mettendole in relazione alla risposta allo spread a 574 che il suo esecutivo si trovò ad affrontare e arriva a definire &#8220;accattonaggio&#8221; il fatto che &#8220;componenti importanti della politica italiana siano contrarie al fatto stesso che tornino regole europee, sia pure emendate&#8221; in una fase in cui il combinato disposto tra <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-torna-al-rigore-tassi-su-e-addio-agli-acquisti-di-titoli.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>svolta della Banca centrale europea </strong></a>e fine della fase di &#8220;liberi tutti&#8221; sulle regole rischia di riportare sull&#8217;Europa i venti della recessione.</p>
<p>L&#8217;economista ed ex rettore della Bocconi definisce &#8220;fatto in casa&#8221; buona parte del rischio-Paese che il <strong>governo Draghi </strong>si trova a dover affrontare e si mostra velatamente a favore del ritorno delle regole europee. Monti, tranchant, aggiunge, in relazione alle richieste italiane di nuova flessibilità: &#8221; non siamo nelle condizioni più favorevoli per pretendere che la Bce si allontani dalla rotta&#8221; e dalla scelta di decapitare l&#8217;inflazione con il rialzo dei tassi &#8220;per favorire un Paese che si è messo da sé in questa situazione, pur fruendo di un governo particolarmente autorevole e dopo essere stato il Paese meglio trattato dall&#8217;Europa da diversi anni a questa parte&#8221;. Monti dimentica che non fu, oltre dieci anni fa, certamente il rigore imposto dal suo governo a far tornare i rendimenti dei Btp e lo spread sotto controllo salvando l&#8217;Italia dal rischio insolvenza, ma proprio il ritorno in campo della Bce guidata, da novembre 2011, dall&#8217;attuale premier <strong>Mario Draghi</strong>.</p>
<p>Contrariamente a una narrazione che Monti ha assecondato secondo cui la caduta del <strong>governo Berlusconi IV </strong>fu <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html" target="_blank" rel="noopener">dovuta allo screditamento internazionale del Cavaliere</a> e l&#8217;austerità imposta dal suo esecutivo la necessaria risposta, è bene sottolineare che dal valore di novembre (570 punti base) lo spread si mantenne su livelli simili per i primi otto mesi del governo Monti, arrivando a 520 al fatidico appuntamento col <em>Whatever it takes </em>di Draghi del luglio 2012. L&#8217;Italia si trovava vulnerabile all&#8217;offensiva austeritaria e alla compressione monetaria che l&#8217;Eurotwer pre-Draghi aveva imposto.<a href="https://it.insideover.com/economia/la-complessa-parabola-di-draghi-alla-bce.html" target="_blank" rel="noopener"> Draghi invertì la scriteriata decisione</a> della Banca centrale europea di Jean-Claude Trichet di procedere a due <a href="https://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.en.html" target="_blank" rel="noopener">incauti rialzi del tasso di sconto, che crebbe nel 2011 dall’1% all’1,50%</a>, primi e unici rialzi del tasso compiuti dopo la Grande Recessione del 2008 prima dell&#8217;annuncio di Christine Lagarde della scorsa settimana.</p>
<p>Draghi, che preparò per tre anni il terreno al quantitative easing, in quella fase iniziava a invertire il rigore monetario. Volendo evitare, in primo luogo, il collasso del credito interbancario e della trasmissione di denaro all&#8217;economia. Come ha ricordato <em>Econopoly, </em>&#8220;tramite 2011 e 2012 le banche ricevettero, tramite Ltro&#8221;, operazioni di rifinanziamento a lungo termine, &#8220;ossia operazioni “non Targeted”, circa mille miliardi di euro dalla Bce&#8221;. Certo, &#8220;è altrettanto noto che, il più delle volte, esse utilizzarono la liquidità per acquistare obbligazioni e migliorare i requisiti di capitale, contravvenendo quindi ai principi di trasmissione monetaria&#8221; all&#8217;economia reale, ma questa inversione di tendenza aprì la strada perché Draghi convincesse <strong>Angela Merkel </strong>e i falchi a mettere in campo politiche espansive e in grado di evitare il collasso della moneta unica sotto i colpi della recessione.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=bSRlJsrn3aQ" target="_blank" rel="noopener"><strong>Monti nel 2013: con l&#8217;austerità &#8220;stiamo distruggendo la domanda interna&#8221;</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<p>Monti, nel 2012, fu politicamente salvato da un disastro ulteriore da Draghi e dalla Bce. Ma oggi chiama &#8221; politiche contraddittorie&#8221; quelle compiute allora da Draghi e sottolinea che il Qe &#8220;ha di fatto ricreato a Francoforte la commistione impropria tra finanziamento degli Stati e politica monetaria&#8221;, una fattispecie che a dire il vero in Europa non può esistere. Questo perché la Bce, <a href="https://it.insideover.com/economia/ecco-cosa-deve-fare-la-bce.html" target="_blank" rel="noopener">e fu la grande critica opposta a Draghi da <strong>Paolo Savona ai tempi del governo Conte I, </strong>n</a>on ha mai proposto politiche di <strong>monetizzazione dei deficit </strong>o mirate all&#8217;economia reale. Anzi, il problema di base del Qe è stata la sua alterità rispetto alle politiche fiscali anti-cicliche che servivano per rilanciare gli Stati e solo col Recovery Fund si sono, in forma peraltro limitata rispetto alle esigenze, concretizzate.</p>
<p>Monti ai microfoni di Via Solferino, insomma, compie acrobazie e dribbla la questione reale sulla pericolosità del ritorno alla <strong>stagione di cui fu interprete, </strong>quella del rigore che ha avuto, parole dello stesso Monti alla Cnn nel 2013, l&#8217;obiettivo di &#8220;distruggere la domanda interna&#8221; dell&#8217;Italia per farle guadagnare posizioni come nazione esportatrice a basso tasso di crescita salariale attraverso la compressione di diritti e tutele. Una stagione che ha messo in difficoltà il Paese creando problematiche e disuguaglianze tutt&#8217;ora insanate e su cui Monti, che non ha mai fatto mea culpa, dimostra di avere la memoria corta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/monti-critica-litalia-ma-dimentica-quando-la-bce-lo-salvo.html">Monti critica l&#8217;Italia. Ma dimentica quando la Bce lo salvò</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Recovery Fund, rischio di un Vietnam politico nell&#8217;Ue?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-rischio-di-un-vietnam-politico-nellue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2020 07:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=283894</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, Consiglio Europeo: c’è l’accordo sul Recovery fund Ursula von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-2048x1024.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno dei più convinti sostenitori del Recovery Fund approvato, nelle sue linee guida, dal recente Consiglio europeo, l&#8217;ex premier Mario Monti, è stato tra i pochi in Italia a sottolineare un rischio imprevisto nella strada verso l&#8217;entrata in vigore di Next Generation Eu: la necessità di ottenere l&#8217;approvazione da parte di tutti e 27 i parlamenti dell&#8217;Unione Europea prima di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-rischio-di-un-vietnam-politico-nellue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-rischio-di-un-vietnam-politico-nellue.html">Recovery Fund, rischio di un Vietnam politico nell&#8217;Ue?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Bruxelles, Consiglio Europeo: c’è l’accordo sul Recovery fund Ursula von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-1536x768.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Von-der-Leyen-Consiglio-Ue-La-Presse-scaled-e1595576975713-2048x1024.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uno dei più convinti sostenitori del <strong>Recovery Fund </strong>approvato, nelle sue linee guida, dal recente <strong>Consiglio europeo, </strong>l&#8217;ex premier <strong>Mario Monti, </strong>è stato tra i pochi in Italia a sottolineare un rischio imprevisto nella strada verso l&#8217;entrata in vigore di Next Generation Eu: la necessità di ottenere l&#8217;approvazione da parte di tutti e 27 i parlamenti dell&#8217;Unione Europea prima di poter diventare pienamente operativo.</p>
<p>&#8220;Il bilancio della Ue 2021-27 e il Recovery Fund, per dispiegare i loro effetti, richiedono che la decisione sulle nuove risorse proprie venga ratificata da tutti gli Stati membri, come se fosse una modifica dei Trattati (e magari qualche paese penserà diricorrere a un referendum)&#8221;, ha fatto notare l&#8217;ex inquilino di Palazzo Chigi sul <em>Corriere della Sera</em>. Introducendo una nuova disciplina come la <strong>mutualizzazione del deficit </strong>attraverso gli <strong>aiuti a fondo perduto </strong>ed evolvendo la disciplina europea in materia di risposta emergenziale il Recovery Fund è dunque paragonabile a un vero e proprio trattato.</p>
<p>La questione può creare dei grattacapi imprevisti e rallentare l&#8217;entrata in vigore del programma anti-crisi, che secondo quanto dichiarato dalla Commissione dovrebbe <a href="https://it.insideover.com/economia/il-recovery-fund-dal-2021-intanto-la-recessione-puo-far-male.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">entrare a pieno regime nella seconda metà del 2021</a>, ma per il quale le grandi manovre inizieranno già in autunno. Casi del passato insegnano che questi passaggi, nell&#8217;Unione Europea contemporanea, non sono mai banali o da dare per scontati. Nel <strong>2005 <a href="https://it.insideover.com/politica/alle-radici-del-problema-olandese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Olanda</a> e Francia </strong>affossarono il progetto di <strong>Costituzione europea </strong>dopo che i rispettivi elettorati votarono contro di essa in dei referendum convocati <em>ad hoc </em>per sancirne l&#8217;approvazione. Nel 2016 l<a href="https://st.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-10-24/cos-e-ceta-e-perche-vallonia-dice-no-153149.shtml?uuid=AD3w3MiB" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8216;assemblea locale della <strong>Vallonia </strong>rallentò il processo</a> di ratifica dell&#8217;accordo commerciale tra Ue e Canada, il <strong>Ceta, </strong>bloccando l&#8217;assenso del governo belga che necessitava del suo imprescindibile &#8220;semaforo verde&#8221;.</p>
<p>E anche nei prossimi mesi tutto può ancora succedere. L&#8217;Europa vive una fase di inquietudine politica e mesi estremamente problematici, tra la corsa della <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/coronavirus-crocevia-globalizzazione-mondo-dopo-pandemia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pandemia di coronavirus</a> </strong>e crisi economica: gli assetti istituzionali di diversi governi sono stati messi sotto pressione, e l&#8217;idea che in certi contesti il voto sul piano di aiuti possa trasformarsi in un&#8217;arma di politica interna, rendendo lo scenario europeo un vero e proprio Vietnam, non va scartata.</p>
<p>Per un&#8217;ironia della sorte, il Paese che va nuovamente tenuto d&#8217;occhio <a href="https://it.insideover.com/economia/lobiettivo-nascosto-dellolanda.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">è l&#8217;Olanda</a> di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-mark-rutte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Mark Rutte</strong>.</a> Il premier de L&#8217;Aja risulta tra i grandi vincitori della contesa, perché tra &#8220;freno d&#8217;emergenza&#8221; e <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cose-il-rebate.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">conservazione</a> dei <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-26-miliardi-che-hanno-bloccato-leuropa.html">rebate</a> </strong>ha ottenuto tutto il possibile dal vertice, ma in patria dovrà superare lo scoglio di un voto in Parlamento. E se alla camera bassa la maggioranza composita che lo sorregge (popolari, cristiano-democratici, liberal-progressisti, e calvinisti) non corre rischi, al Senato, rinnovato nel 2019, con soli 31 seggi su 75, deve muoversi attraverso appoggi esterni variabili e rischia l&#8217;assalto alla diligenza da parte dei populisti. <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/geert-wilders-il-populista-olandese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gert Wilders</a>, </strong>leader del Partito della Libertà, e <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/olanda-populista-dandy-thierry-baudet.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thierry Baudet</a>, </strong>astro nascente del <strong>Forum per la Democrazia, </strong>sono pronti a dare la zampata affermando che Rutte non abbia fatto abbastanza per difendere le finanze del Paese in Europa.</p>
<p><a href="https://www.italiaoggi.it/news/il-recovery-fund-dovra-essere-approvato-da-27-parlamenti-2464378">Monti, fa notare <em>Italia Oggi</em> ha</a> dunque ragione in questo caso, ponendo &#8220;in dubbio l&#8217;approvazione del Recovery Fund da parte di qualche parlamento, segnatamente di quello olandese. Con la conseguenza di fare saltare tutto l&#8217;impianto giuridico del Recovery Fund, compresi i prestiti e sussidi&#8221;. Incastonando il fondo nel quadro del bilancio europeo la strada per la riforma dell&#8217;architettura comunitaria è stata accelerata, ma resta ancora un importante dubbio da sciogliere prima di vedere in azione l&#8217;ambizioso piano per il rilancio dlel&#8217;Eurozona. E la dipendenza del Recovery Fund dal voto dei singoli esecutivi o parlamenti ci ricorda come, in Europa, in fin dei conti siano sempre gli <strong>Stati ad avere l&#8217;ultima parola.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/recovery-fund-rischio-di-un-vietnam-politico-nellue.html">Recovery Fund, rischio di un Vietnam politico nell&#8217;Ue?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando Merkel e Sarkozy affondarono gli Eurobond</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quando-merkel-e-sarkozy-affondarono-gli-eurobond.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 08:13:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eurobond]]></category>
		<category><![CDATA[Meccanismo europeo di stabilità (Mes)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=269734</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-1024x792.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni la polemica politica italiana si è incentrata sul tema di chi fu, effettivamente, il promotore del Meccanismo europeo di stabilità (Mes). Il premier Giuseppe Conte ha accusato i leader dell&#8217;opposizione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, di aver sostenuto il governo che avviò la negoziazione del Mes. La quale è stata effettivamente portata avanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-merkel-e-sarkozy-affondarono-gli-eurobond.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-merkel-e-sarkozy-affondarono-gli-eurobond.html">Quando Merkel e Sarkozy affondarono gli Eurobond</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Angela-Merke-e-Nicolas-Sarkozy-1024x792.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Negli ultimi giorni la polemica politica italiana si è incentrata sul tema di chi fu, effettivamente, il <strong>promotore del Meccanismo europeo di stabilità (Mes)</strong>. Il premier Giuseppe Conte ha accusato i leader dell&#8217;opposizione, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, di aver sostenuto il governo che avviò la negoziazione del Mes. La quale è stata effettivamente portata avanti dal governo Berlusconi IV, in carica fino alla <a href="https://it.insideover.com/politica/sarkozy-berlusconi-spread.html">famosa <strong>tempesta dello spread </strong></a>del novembre 2011. Conte ha detto una mezza verità, però: il Mes nella sua forma attuale è stato infatti approvato e ratificato dal <strong>governo Monti </strong>succeduto alla guida dell&#8217;esecutivo tecnico insediatosi a Palazzo Chigi dopo l&#8217;uscita del Cavaliere.</p>
<p>La polemica ha coinvolto lo stesso Monti e l&#8217;ex ministro dell&#8217;Economia di Silvio Berlusconi, <strong>Giulio Tremonti</strong>. Il navigato politico ed accademico valtellinese, in particolare, si è dovuto difendere da una serie crescente di accuse decisamente ingenerose circa il suo effettivo ruolo nella <a href="https://it.insideover.com/economia/piano-europeo-nuovo-mes.html">promozione del Mes nella sua forma attuale</a>. Vale, tra tutti, <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2020/04/13/news/caro-tremonti-chi-ha-trattato-e-firmato-il-mes-e-stato-proprio-lei-312768/">un articolo de <em><strong>Il Foglio </strong></em>in cui Tremonti è indicato come &#8220;firmatario&#8221; del Mes stesso.</a> Nel contesto odierno Internet e la possibilità di compiere una rapida operazione di <strong>open source intelligence </strong>su fonti di prima mano aiutano a chiarire la questione al di là di ogni polemica faziosa.</p>
<p>In primo luogo, Tremonti firmò effettivamente una bozza del Mes. Pensata però per essere radicalmente diversa da quella poi approvata dal governo Monti, come del resto ricordato in sede parlamentare dagli allora ministri degli Esteri (<strong>Giulio Terzi di Sant&#8217;Agata</strong>) e degli Affari Europei (<strong>Enzo Moavero Milanesi</strong>) del governo tecnico. <a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00657325.pdf">Nella relazione dei due ministri</a> sul disegno di legge di ratifica del Mes si legge infatti che &#8220;Il Trattato che istituisce un Meccanismo europeo di stabilita` (Mes) è stato sottoscritto dai 17 Paesi dell’eurozona il 2 febbraio 2012, in una nuova versione che supera quella sottoscritta l’11 luglio 2011 (che non e` stata avviata a ratifica in nessun paese dell’eurozona)&#8221;. La versione sottoscritta nel luglio 2011 è quella <a href="https://www.ilfoglio.it/economia/2020/04/14/news/il-fondo-salva-stati-e-le-omissioni-del-2011-botta-e-risposta-fra-tremonti-e-capone-312890/">a cui lavorò Tremonti</a>, come ricordato dall&#8217;ex ministro nella risposta a <em>Il Foglio</em>.</p>
<p>In secondo luogo, è bene ricordare che nell&#8217;intenzione di Tremonti il Mes era inteso come il fondo destinato ad emettere gli Eurobond da <a href="https://www.ilgiornale.it/news/tremonti-e-juncker-eurobond-contro-crisi.html">lui proposti assieme a <strong>Jean-Claude Juncker </strong>nel 2010 con un editoriale sul <em>Financial Times</em>.</a> Eurobond che avranno in continuazione di fronte la sfida della cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong>, il cui  il ministro dell&#8217;Economia, Philipp Roesler, espresse con forza la contrarietà del suo esecutvo: &#8220;La Germania verrebbe punita nonostante la sua buona politica economica&#8221;. Alleato dell&#8217;Italia avrebbe potuto essere, in altre condizioni, la Francia. Ma <strong>Nicolas Sarkozy</strong>, ambiguo verso l&#8217;Italia e desideroso di parlare alla Merkel da parigrado, finì per accodarsi alle sue posizioni cedendo sul terreno della rinegoziazione del Mes nella forma attuale. A governo Berlusconi già caduto, Sarkozy capitolò il 5 dicembre 2011 dichiarando: &#8220;Gli eurobond non<br />
sono la soluzione, non possiamo rischiare una divergenza tanto grande tra le due economie più grandi d&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p>Infine, ad avere scheletri nell&#8217;armadio è lo stesso Monti. Lo spread fu il movente politico con cui Berlusconi venne disarcionato ma, al tempo stesso, per mesi rimase la pistola alla tempia del governo tecnico, costretto a agire in assenza completa di linee guida in Europa e nel mondo. Quello che firmò il Mes nella sua forma attuale era un governo che, nonostante tutti i proclami, si trovava di fronte uno <strong><a href="https://www.agi.it/dalla-redazione/dai_record_alla_quota_monti_la_cronologia_dello_spread-331347/news/2013-01-11/">spread coi Bund tedeschi superiore ai 500 punti</a> </strong>e che, se da un lato aveva tutto l&#8217;interesse per il Paese a sostenere gli Eurobond, dall&#8217;altro era dipendente dal consenso comunitario per la sua sopravvivenza. I dati economici insegnano che un &#8220;effetto Monti&#8221; sulla stabilità italiana non è mai esistito, e che la differenza tra l&#8217;era Berlusconi e il governo dell&#8217;ex rettore della Bocconi fu data unicamente dall&#8217;avvicendamento tra Trichet e <strong>Mario Draghi </strong>alla Bce, con conseguente svolta politica.</p>
<p>La polemica attorno alla condotta di Tremonti nel 2011 è dunque fuorviante e rappresenta un attacco politico a freddo: i documenti e le fonti diretti del periodo insegnano che il Mes firmato da Tremonti e quello ratificato dal governo Monti sono due trattati differenti, e che il punto di caduta fu la scelta di Monti di non insistere più sulla richiesta di strumenti di mutualizzazione del debito. Fonte dell&#8217;instabilità dell&#8217;Italia negli anni del suo esecutivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/quando-merkel-e-sarkozy-affondarono-gli-eurobond.html">Quando Merkel e Sarkozy affondarono gli Eurobond</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il piano dell&#8217;Europa per l&#8217;Italia: austerità in un&#8217;economia che affonda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/austerity-italia-piano-ue.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 00:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/austerity-italia-piano-ue-168967.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Disciplina, rigore, conti in ordine. Parole d&#8217;ordine che ci rimandano a una fase recente e drammatica della nostra storia, quella della grande crisi finanziaria dei debiti sovrani iniziata nel 2010 e che l&#8217;anno successivo si abbatté sull&#8217;Italia portando alla fine dell&#8217;ultimo governo di Silvio Berlusconi, travolto dalla marea montante dello spread e sostituito, su iniziativa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/austerity-italia-piano-ue.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/austerity-italia-piano-ue.html">Il piano dell&#8217;Europa per l&#8217;Italia: austerità in un&#8217;economia che affonda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_8655401-1024x708.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Disciplina, rigore, conti in ordine. Parole d&#8217;ordine che ci rimandano a una fase recente e drammatica della nostra storia, quella della grande crisi finanziaria dei debiti sovrani iniziata nel 2010 e che l&#8217;anno successivo si abbatté sull&#8217;Italia portando alla fine dell&#8217;ultimo governo di Silvio Berlusconi, travolto dalla marea montante dello <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/" target="_blank">spread</a> e sostituito, su iniziativa di Giorgio Napolitano, dal governo tecnico di Mario Monti.</p>
<p>Esecutivo che, avendo dalla sua il consenso di buona parte dell&#8217;establishment economico e mediatico del  Paese, tramutò tali parole d&#8217;ordine in azioni concrete volte ad arginare la recessione, basate sulle<strong> ricette dell&#8217;austerità</strong>: tagli massicci alla spesa pubblica, riforma del sistema sociale, addirittura distruzione della domanda interna, come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.byoblu.com/2013/11/02/monti-confessa-stiamo-distruggendo-la-vostra-domanda-interna/" target="_blank">ammesso dallo stesso Monti</a>. Misure che non portarono altro risultato che un duro biennio di recessione per l&#8217;Italia e, tra il 2012 e il 2013, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.investireoggi.it/economia/con-monti-debito-pubblico-cresciuto-di-815-miliardi-il-miracolo-vero-e-degli-enti-locali/" target="_blank">un incremento del 5% del rapporto debito-Pil</a>.</p>
<p>A oltre cinque anni di distanza, queste parole d&#8217;ordine tornano a riecheggiare nei palazzi di potere dell&#8217;Unione europea, i cui vertici, dal presidente della Commissione Juncker al commissario Moscovici, chiedono al nuovo governo italiano di proseguire sulla rotta tracciata dai precedenti esecutivi, di diverso orientamento politico, e di fare del contenimento del deficit di bilancio la stella polare della sua politica economica.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nemico-europa-juncker/" target="_blank">Come scritto di recente su questa testata</a>, dichiarazioni del genere non fanno altro che allontanare dalle condizioni reali dei cittadini italiani e comunitari i membri delle istituzioni europee e testimoniano una rigidità di pensiero e una fedeltà acritica a quelli che sono assurti ad esser dei veri e propri dogmi da parte di coloro che, dovendo rappresentare centinaia di milioni di persone, sono chiamati a uno sforzo politico notevole.</p>
<p>Gli attacchi a freddo dell&#8217;Europa all&#8217;Italia</p>
<p>Sia ben chiaro: così dicendo non si vuole difendere incondizionatamente la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/litalia-lunione-europea-e-la-battaglia-della-manovra/">manovra proposta dal governo Conte</a>, che prevede un innalzamento del deficit al 2,4% ma, nonostante interessanti novità sugli investimenti, appare eccessivamente sbilanciata sul versante della spesa corrente. Si vuole altresì evidenziare un notevole pregiudizio dei vertici comunitari nei confronti del nostro Paese che più volte ha visto i suoi programmi economici attaccati da esponenti comunitari in maniera molto spesso grossolana e dannosa, dato che numerose critiche sono giunte a borse aperte sulla base di pochissime informazioni concrete.</p>
<p>Gli <strong>investitori statunitensi</strong> vanno in controtendenza rispetto ai vertici comunitari sottolineando la solidità dei fondamentali macroeconomici dell&#8217;Italia, ma in campo europeo il copione è a senso unico. </p>
<p>&#8220;Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle contro reazioni virulente in altri Paesi dell&#8217;Eurozona&#8221;, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Juncker-e-la-Manovra-dell-Italia-Se-la-accettassimo-ci-sarebbero-reazioni-virulente-in-altri-Paesi-71c71c0b-af02-4953-a69e-e40310fb0167.html?refresh_ce" target="_blank">ha dichiarato nella giornata di lunedì lo stesso Juncker</a>, che ha da tempo messo l&#8217;Italia nel mirino ignorando le analoghe problematiche della Francia, da tempo oberata da deficit di bilancio ben più sostanziosi, e non specifica quali potrebbero essere i Paesi più animosi verso Roma: forse la Germania di Angela Merkel così abile ad <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-germania-che-non-rispetta-le-regole-la-doppia-morale-sulleuro/">aggirare le regole europee sui surplus commerciali?</a> Forse la stessa <a href="http://www.occhidellaguerra.it/caos-alleliseo-tra-dimissioni-scandali-e-inchieste-macron-e-sotto-assedio/">Francia del declinante Macron? </a>Forse il suo Lussemburgo?</p>
<p>&#8220;L&#8217;austerità è pazzia&#8221;</p>
<p>Richiamare nuove misure di austerità e pretendere che il nuovo governo si conformasse a linee guida dettate nei loro componenti fondamentali da esecutivi in carica prima che il voto del 4 marzo cambiasse le carte in gioco nella politica italiana è apparsa sin dalle prime battute una scelta decisamente ingenua da parte dei governanti europei. Certo, sin dalle prime battute si è trattato di un dialogo tra sordi: ma la freddezza ostentata da commissari e burocrati nei confronti di &#8220;pontieri&#8221; come <strong>Giovanni Tria</strong> e <strong>Paolo Savona</strong> lascia intendere numerose cose riguardo la desiderabilità dell&#8217;approccio europeo.</p>
<p></p>
<p>E il fatto che nuove misure di austerità rappresenterebbero una &#8220;pazzia&#8221; è sottolineato anche dall&#8217;analista indipendente Micheal Ivanovitch in un articolo dedicato al nostro Paese<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.cnbc.com/2018/10/15/-leave-italy-alone-the-eu-wants-fiscal-austerity-in-a-sinking-economy.html?__source=sharebar%7Ctwitter&amp;par=sharebar&amp;fbclid=IwAR0Zdt1aljt4Xw7C0c5frvfCY-tkJLRhdO2HC1UZuYN3jkcuiW6PSWGiJ0U" target="_blank"> pubblicato sul sito della Cnbc</a>. In un contesto che vede la crescita rallentare (+0,2% su base trimestrale) e l&#8217;output manifatturiero stagnare su posizioni tali da non permettere né un volano ai consumi interni né uno stimolo alle esportazioni, si chiede Ivanovitch, come potrebbe una politica fiscale restrittiva aiutare l&#8217;Italia, Paese che soffre da tempo la mancanza di reali possibilità di condizionare in maniera favorevole la politica monetaria europea?</p>
<p>Una politica economica espansiva per un&#8217;Italia più forte</p>
<p>Secondo l&#8217;analista Roma dovrebbe sostenere la crescita economica, il rilancio dell&#8217;occupazione e lo sviluppo infrastrutturale. La manovra disegnata non appare dunque la migliore per resistere all&#8217;attacco delle istituzioni di Bruxelles, e questa preoccupazione è stata espressa anche da Giulio Sapelli che sul <em>Sussidiario</em> ha sottolineato come l&#8217;esecutivo abbia compiuto numerosi errori nella comunicazione del suo programma economici.</p>
<p>Ai cittadini, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2018/9/29/DOPO-IL-DEF-Sapelli-M5s-e-Lega-possono-far-cadere-il-muro-di-Bruxelles/841448/" target="_blank">spiega Sapelli</a>, &#8220;vanno offerti con lungimiranza e decisione da statista i benefici futuri, di lunga durata. Quelli che fondano una nuova agenda della politica economica europea. Naturalmente questo implica impostare una profonda riforma della comunicazione politica dove a far premio nel rapporto con gli elettori è il messaggio per cui ciò che conta è ottenere nel lungo periodo beni comuni come l&#8217;occupazione, l&#8217;aumento del reddito alle famiglie e il profitto delle imprese in una condizione di stabilità dei rapporti con i grandi investitori istituzionali e coloro che devono rendere solvibile e quindi sostenibile il nostro debito pubblico&#8221;.</p>
<p>Sapelli sottolinea i benefici di una politica economica espansiva che sappia rafforzare le basi politiche del sistema Paese e recuperare, fondamentalmente, il terreno perduto nel campo più importante: quello della sovranità, che dal 2011 ad oggi ci vede in netto arretramento rispetto a una Germania egemone continentale e a una Francia potenza militare e nucleare. Secondo Sapelli, &#8220;l&#8217;Italia, che non ha l&#8217;atomica, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/alleati-italia/" target="_blank">ma l&#8217;alleanza strategica di lungo periodo con gli Usa quale sia il presidente</a>, deve agire negoziando e agendo con i fatti&#8221;, rispondendo sul terreno concreto a coloro che, in maniera assolutamente antistorica, vorrebbero che Roma applicasse ricette economiche assolutamente in controtendenza con i principi di autonomia e sovranità.</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/austerity-italia-piano-ue.html">Il piano dell&#8217;Europa per l&#8217;Italia: austerità in un&#8217;economia che affonda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/227 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 15:59:22 by W3 Total Cache
-->