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	<title>Mario guevara Archives - InsideOver</title>
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		<title>Usa: l&#8217;Ice arresta i giornalisti che documentano le deportazioni</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/usa-lice-arresta-i-giornalisti-che-documentano-le-deportazioni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Longo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2025 15:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il giornalista salvadoregno Mario Guevara è stato arrestato mentre documentava una manifestazione in Georgia. È trattenuto da Ice e potrebbe essere espulso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/usa-lice-arresta-i-giornalisti-che-documentano-le-deportazioni.html">Usa: l&#8217;Ice arresta i giornalisti che documentano le deportazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Mario-Guevara-Ansa-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Lo scorso 14 giugno, durante <a href="https://www.fox5atlanta.com/news/dekalb-police-use-tear-gas-doraville-immigration-protest">la manifestazione</a> <em>No Kings</em> a Chamblee, Georgia, <strong>il giornalista</strong> di origini salvadoregne <strong>Mario Guevara</strong> <a href="https://www.nytimes.com/2025/06/18/us/journalist-arrested-ice-georgia-mario-guevara.html">è stato arrestato</a> mentre documentava l’evento, anche se indossava un casco protettivo e la pettorina che lo qualificavano come parte della stampa accreditata. In poche ore, il suo caso si è trasformato da un semplice fermo di polizia a un <strong>simbolo delle politiche di deportazione di Donald Trump</strong>: Guevara, che da anni racconta storie di immigrazione e ingiustizia sociale negli Stati Uniti, è ora <strong>detenuto dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice)</strong> e rischia l’espulsione dal Paese. L’accaduto solleva, oltre alla preoccupazione per la sorte del giornalista, anche una domanda fondamentale per la tenuta democratica degli Stati Uniti: è ancora possibile fare <strong>giornalismo indipendente</strong>, soprattutto se si è migranti, senza finire nel mirino delle istituzioni federali?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Mario Guevara</h2>



<p>Mario Guevara è <strong>molto più di un semplice reporter</strong>: è una voce diventata punto di riferimento per la comunità ispanica di Atlanta, un cronista che ha scelto di stare sul campo per raccontare innanzitutto la vita delle persone senza documenti, che negli Stati Uniti sono estremamente numerose e in gran parte incensurate, in regola con le tasse e spina dorsale di interi settori produttivi. Originario di <strong>El Salvador</strong>, Guevara è arrivato negli Stati Uniti nel 2004 attraversando il confine senza documenti pur avendo maturato una certa esperienza come reporter nel suo Paese. Dopo anni di lavori precari e un lungo <strong>percorso di regolarizzazione</strong>, è riuscito a ottenere un permesso di lavoro e a fondare <a href="https://www.facebook.com/MarioGuevaraNoticias/"><em>MG News</em></a>, un <strong>canale informativo indipendente in lingua spagnola</strong> che denuncia abusi, arresti arbitrari e violenze legate alla macchina della deportazione.</p>



<p>Smartphone alla mano, Guevara <a href="https://www.nytimes.com/2019/05/07/opinion/ice-immigration-atlanta.html">si è costruito</a> una reputazione di <strong>giornalista integerrimo ma scomodo</strong>, soprattutto tra le forze dell’ordine e le agenzie federali. I suoi reportage — molti dei quali trasmessi <strong>in diretta dai luoghi delle operazioni di Ice</strong>, da irruzioni notturne dei membri dell’agenzia in case private o da eventi di protesta e manifestazioni — hanno totalizzato decine di migliaia di visualizzazioni e Guevara si è così guadagnato l’attenzione della comunità dei latinos, ma anche <strong>l’ostilità della stessa Ice</strong>, che lo ha più volte accusato di <strong>fomentare tensioni contro un’agenzia federale</strong>. Nonostante viva da oltre vent’anni negli Stati Uniti, la sua posizione legale resta precaria: anche se Guevara <strong>risiede legalmente negli USA</strong>, la sua richiesta di <em>green card</em> (ossia di documento di residenza permanente) è ancora in attesa, mentre la sua detenzione in un centro Ice oggi minaccia di interrompere bruscamente la sua attività lavorativa e la sua vita familiare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La dinamica dell’arresto</h2>



<p>L’arresto è avvenuto <strong>nel tardo pomeriggio del 14 giugno</strong>, durante una manifestazione organizzata dal movimento “No Kings” nella zona di<strong> Chamblee, sobborgo a nord-est di Atlanta</strong>. Guevara stava documentando la protesta come ha fatto decine di volte in passato: videocamera in mano, casco protettivo, pettorina con la scritta PRESS (Stampa) ben visibile. Testimoni raccontano che si stava muovendo lungo la carreggiata per <strong>seguire l’avanzamento del corteo</strong> quando è stato avvicinato da agenti del dipartimento di polizia locale. Nonostante si sia identificato immediatamente come giornalista, <strong>è stato fermato e ammanettato</strong> con l’accusa di «ostruzione alla giustizia» e «partecipazione a un assembramento illegale». Uno degli agenti, secondo <a href="https://www.facebook.com/MarioGuevaraNews/videos/525620477245014/">un video</a> successivamente diffuso sui social, <strong>avrebbe risposto</strong> con tono sprezzante al giornalista: «<strong>Press? Adesso non più</strong>».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/No-Kings-a-Boston-Ansa.webp" alt="" class="wp-image-475146" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/No-Kings-a-Boston-Ansa.webp 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/No-Kings-a-Boston-Ansa-600x400.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/No-Kings-a-Boston-Ansa-300x200.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/No-Kings-a-Boston-Ansa-768x512.webp 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /><figcaption class="wp-element-caption">La manifestazione <em>No Kings</em> a Boston, Massachusetts. (Foto Ansa)</figcaption></figure>



<p>Il fermo, che inizialmente sembrava destinato a concludersi con il rilascio su cauzione, ha preso <a href="https://www.ajc.com/news/2025/06/hispanic-reporter-arrested-at-protest-now-in-ice-custody-faces-deportation/">una brutta piega</a> appena 48 ore dopo, quando <strong>Guevara è stato trasferito in un centro di detenzione</strong> federale su richiesta dell’Ice. Le autorità dell’immigrazione hanno giustificato il passaggio con la presenza di un <strong>ordine di detenzione amministrativa</strong>, basato sulla sua irregolarità iniziale nel Paese, risalente a oltre vent’anni fa. In pratica, un arresto per presunte – e difficilmente dimostrabili – violazioni di lieve entità legate a una protesta si è trasformato in un <strong>possibile caso di deportazione</strong>, senza che Guevara abbia mai avuto non solo una condanna penale, ma nemmeno un processo. Per molti osservatori, si tratta di un evidente <strong>uso strumentale della legge</strong> per mettere a tacere una voce scomoda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crisi della libertà di parola negli USA</h2>



<p>Il caso di Mario Guevara <strong>non è un episodio isolato</strong>, ma si inserisce in un contesto più ampio di <strong>crisi della libertà di stampa e di espressione</strong> negli Stati Uniti sotto la nuova amministrazione Trump. Solo poche settimane fa, l’attivista palestinese <a href="https://www.atlanteditoriale.com/usa-crescono-le-proteste-contro-larresto-dellattivista-palestinese-mahmoud-khalil/">Mahmoud Khalil</a> è stato <a href="https://www.cbsnews.com/newyork/news/mahmoud-khalil-ice-detention-release-arrives-new-jersey/">rilasciato</a> dopo mesi di detenzione amministrativa in un centro Ice, dopo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-la-lobby-israeliana-non-dorme-mai-laipac-lancia-una-nuova-offensiva.html">essere stato arrestato</a> senza altre accuse se non quelle di <strong>aver fatto parte di un movimento pacifico</strong> di protesta pro-Palestina alla Columbia University, della quale nel 2024 era studente. Allo stesso tempo, il <strong>controllo capillare sui profili social</strong> dei richiedenti visto sta diventando una prassi sempre più invasiva: <a href="https://it.insideover.com/societa/caro-trump-gli-studenti-internazionali-valgono-miliardi-di-dollari.html">studenti internazionali</a>, attivisti e persino <a href="https://www.theguardian.com/us-news/2025/mar/19/trump-musk-french-scientist-detained">ricercatori</a> vengono esclusi o respinti sulla base di post, like o contatti ritenuti “sospetti”, senza <strong>alcuna trasparenza sui criteri applicati</strong> e senza che vengano dimostrate effettive fattispecie di reato nei contenuti dei telefoni e dei computer esaminati.</p>



<p>Anche <strong>dentro la stessa Casa Bianca</strong>, fra i giornalisti accreditati e spesso colonne portanti dell’informazione mainstream statunitense, oggi cresce <a href="https://www.npr.org/2025/04/08/nx-s1-5342369/ap-white-house-court-ruling-oval-office-gulf-of-mexico-america">la tensione fra media e Governo</a>: negli ultimi mesi, <strong>diversi giornalisti sono stati esclusi senza spiegazioni</strong> dalle conferenze stampa alla Casa Bianca, sollevando proteste da parte delle principali associazioni di categoria e provocando una serie di contenziosi legali fra l’amministrazione federale e le testate giornalistiche coinvolte. In questo contesto, <strong>l’arresto e la possibile deportazione di un cronista come Guevara</strong> appare meno come un errore isolato e più come <strong>un campanello d’allarme:</strong> il diritto di raccontare, fare inchiesta e documentare le azioni delle agenzie federali negli Stati Uniti – che, lo ricordiamo, è <strong>un diritto costituzionale</strong> proprio anche di chi non è cittadino ma si trova su suolo statunitense – non è più garantito nemmeno per chi possiede un accredito stampa e non ha commesso alcun reato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/usa-lice-arresta-i-giornalisti-che-documentano-le-deportazioni.html">Usa: l&#8217;Ice arresta i giornalisti che documentano le deportazioni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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