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	<title>Mario Draghi Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 20 Mar 2025 18:43:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mario Draghi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Armi europee, passa la linea Draghi-Macron. Ma una strategia Ue ancora non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/armi-europee-passa-la-linea-draghi-macron-ma-una-strategia-ue-ancora-non-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Mar 2025 18:43:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ReArm Europe]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Draghi e Macron." decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Armi europee, passa la linea Draghi-Macron. Ma una linea strategica ancora non c'è per l'Europa intera e la Difesa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-europee-passa-la-linea-draghi-macron-ma-una-strategia-ue-ancora-non-ce.html">Armi europee, passa la linea Draghi-Macron. Ma una strategia Ue ancora non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Draghi e Macron." decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/draghi-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva il Consiglio Europeo e l&#8217;Europa accelera sul piano di riarmo, con dei distinguo rispetto alla proposta originale di <strong>Ursula von der Leyen</strong>. Sì alla proposta di <strong>Emmanuel Macron,</strong> riproposta nell&#8217;audizione al Senato di martedì da <strong>Mario Draghi</strong>, sulle <strong>politiche di utilizzo dei 150 miliardi di euro</strong> di prestiti europei per il piano ReArm Europe:<a href="https://it.insideover.com/difesa/ve-lavevamo-detto-leuropa-compra-troppe-armi-dagli-usa-ed-e-un-grosso-problema.html"> il problema, che su <em>InsideOver</em> avevamo preventivamente sottolineato</a>, degli eccessivi acquisti di armamenti dagli Stati Uniti sarà sanato escludendo Washington dai Paesi destinatari di questa tranche di fondi erogata dalla Commissione,<strong> assieme a Regno Unito e Turchia.</strong></p>



<p>Passano gli avvertimenti che Draghi aveva promosso nel suo <strong>rapporto sulla competitività </strong>europea, in cui sottolineava come l&#8217;Ue comprasse il 78% dei suoi armamenti fuori dal blocco e il 63% dai soli Usa. Viene messa in campo la richiesta del piano &#8220;Buy European&#8221; di Macron, che mira a fare del ReArm Europe una manna per l&#8217;industria transalpina degli armamenti. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano è già cambiato</h2>



<p>Una cosa è certa: il piano, come lo ha inteso originariamente l&#8217;esecutivo Ue di Frau Ursula, è destinato a mutare in corsa. E in particolar modo a essere preso in contropiede è l&#8217;attivismo tedesco che &#8211; semplifichiamo &#8211; mirava a portare la Germania a usare la scorciatoia del finanziamento europeo per finanziare un riarmo capace di soddisfare anche le aziende di oltre Atlantico. </p>



<p>No, ricorda il Financial Times, ai miliardi europei per comprare i <strong>Patriot americani con cui alimentare l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/difesa/lo-scudo-missilistico-a-guida-tedesca-si-allarga-le-industrie-di-usa-e-israele-ringraziano.html">European Sky Shield Initiative</a></strong>, no agli armamenti di Paesi esterni a meno che, sottolinea il Ft, i due terzi della spesa per costruire ogni asset di aziende esterne al blocco (con solo una scappatoia per Norvegia e Ucraina) sia investito sul suolo comunitario. Ma no anche a finanziamenti europei per riarmare a sbafo dei pubblici denari europei chi, come la Polonia, concentra su Usa e Corea del Sud il suo procurement. </p>



<p>La ratio della mossa è chiara: le aziende extra Ue potranno beneficiare dello scorporo delle spese in Difesa dal deficit europeo nel Patto di Stabilità, e sarà dunque l&#8217;attivazione delle clausole di salvaguardia a consentire loro di fare affari. Macron in rappresentanza della Francia e Draghi supplendo a un <strong>vuoto di progettualità italiano</strong> in materia hanno spinto il blocco a sanare questa prima criticità. Ne restano, però, molte altre. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il monito di Draghi: no a sacrificare il Welfare per le armi</h2>



<p>L&#8217;ex premier italiano, parlando al Senato, ha poi posto in campo una riflessione: <strong>bisogna rifuggire da qualunque tentazione </strong>volta a sacrificare la spesa sociale e il Welfare per il riarmo. Tale tentazione, sostanziata nel motto &#8220;meno pensioni e più cannoni&#8221; dai suoi fautori sui social appartenenti soprattutto al campo liberale,<a href="https://it.insideover.com/difesa/meno-pensioni-piu-cannoni-la-dottrina-rutte-per-la-spesa-militare.html"> <strong>è stata richiamata dal segretario generale della Nato Mark Rutte</strong>.</a> Per Draghi, &#8220;<strong>contrazioni nella spesa sociale e sanitaria</strong> sarebbero non solo un <strong>errore politico</strong> ma soprattutto la negazione di quella solidarietà che è parte dell’identità europea che vogliamo proteggere&#8221;. Non è chiaro in che misura <strong>Ursula von der Leyen sia dello stesso avviso</strong>, ma chiaramente, se un&#8217;ipotesi del genere si verificasse, la rottura tra popolazioni europee ed élite sarebbe quantomeno fragorosa.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Sacrificare lo stato sociale per la Difesa è una contraddizione in termini poiché si favorirebbe il crollo del morale interno e si renderebbe la propria collettività più esposta alle influenze esterne. Il primo va inteso come parallelo o meglio quale componente della seconda.</p>&mdash; Thomas Maragno (@MaragnoThomas) <a href="https://twitter.com/MaragnoThomas/status/1902016584484323625?ref_src=twsrc%5Etfw">March 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Facciamo nostra, sul tema delle armi, la riflessione di Thomas Maragno, attento lettore di InsideOver che spesso interagisce con i nostri autori su X.</figcaption></figure>



<p>Resta poi il palese<a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-ponte-tra-europa-e-usa-cosa-puo-fare-meloni-sulla-difesa.html"> <strong>vuoto di strategia europeo</strong></a> di cui abbiamo dato conto: in direzione di che sfide rafforzare il nostro strumento militare? <strong>Per priorità atlantiche</strong> e filo-statunitensi, come il contenimento duro della Russia dopo la fine della guerra in Ucraina, o per un&#8217;<strong>architettura di sicurezza stabile</strong> nella &#8220;casa comune europea&#8221;? Questo dilemma è esiziale. Draghi si era spinto fino a chiedere una <strong>catena di comando comune per acquisti e forze armate comunitarie</strong>, che per ora la Commissione Von der Leyen non sembra destinata a concedere, anche perché imporrebbe un ripensamento strategico a tutto campo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;Europa senza rotta</h2>



<p>In fin dei conti, la madre di tutte le problematiche del piano ReArm Europe è quella che sottolineava <a href="https://it.insideover.com/difesa/rearm-europe-ecco-perche-chi-vuol-bene-alleuropa-non-puo-accettarlo.html"><strong>Fulvio Scaglione</strong> in occasione della presentazione del piano</a>: il nodo cruciale è che il piano sembra fatto per consolidare non l&#8217;Europa ma <strong>questa Europa, l&#8217;Europa del vuoto di progettualità geopolitica</strong> e che marcia sonnambula in un mondo in fiamme provando a perpetuare un&#8217;ormai inesistente primazia economica, strategica, diplomatica, tecnologica e, purtroppo per noi, culturale.</p>



<p>Un&#8217;Europa che sembra essere <a href="https://it.insideover.com/politica/de-gasperi-a-70-anni-dalla-morte-il-padre-della-patria-che-sognava-una-casa-comune-per-gli-italiani.html">la realizzazione dell&#8217;ammonimento di <strong>Alcide De Gasperi</strong>,</a> pronunciato a Strasburgo all’Assemblea del Consiglio d’Europa il 10 dicembre 1951: &#8220;Se noi non costruiremo altro che delle amministrazioni comuni senza che vi sia stata <strong>una volontà politica superiore,</strong> vi­vificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali s’incontrano, si precisano e si animano in una sintesi superiore, noi rischiamo che questa attività europea compaia al confronto delle vitalità nazionali particolari senza colore, senza vita ideale; potrebbe anche apparire ad un certo momento una<strong> sovrastruttura superflua</strong>&#8220;. La Commissione Von der Leyen non sta facendo nulla per sanare questo rischio, ed è proprio questa la madre di tutte le problematiche.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/armi-europee-passa-la-linea-draghi-macron-ma-una-strategia-ue-ancora-non-ce.html">Armi europee, passa la linea Draghi-Macron. Ma una strategia Ue ancora non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Europa scende in campo: Bruxelles blinda l&#8217;Ucraina e lancia la corsa al riarmo</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 21:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[ReArm Europe]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Consiglio Europeo straordinario sulla Difesa e il sostegno comunitario all&#8217;Ucraina mostra due facce. Da un lato, Ursula von der Leyen incassa pieno sostegno alla proposta del piano ReArm Europe per scorporare gli investimenti in Difesa dal Patto di Stabilità e rilanciare la spesa militare europea. Dall&#8217;altro, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha annacquato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">L&#8217;Europa scende in campo: Bruxelles blinda l&#8217;Ucraina e lancia la corsa al riarmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/OVERCOME_2025030622372046_4852cffee05e944a81040a37012f8f32-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Consiglio Europeo straordinario</strong> sulla Difesa e il sostegno comunitario all&#8217;Ucraina mostra due facce. Da un lato, <strong>Ursula von der Leyen incassa </strong>pieno sostegno alla proposta del piano <strong>ReArm Europe</strong> per scorporare gli investimenti in Difesa dal Patto di Stabilità e rilanciare la spesa militare europea. Dall&#8217;altro, il primo ministro ungherese Viktor Orban ha <strong>annacquato</strong> la dichiarazione finale dei Ventisette sul risoluto sostegno a Kiev. </p>



<p>Passa il piano sul sostegno alle spese militari, non passa la proposta per <strong>destinare immediatamente nuovi pacchetti miliardari</strong> in forma diretta al riarmo dell&#8217;Ucraina tramite risorse del bilancio comune, sostituita da un impegno chiaro: la Commissione e il Consiglio Europeo evidenziano &#8220;la disponibilità degli Stati membri a intensificare urgentemente gli sforzi per affrontare le urgenti esigenze militari e di difesa dell&#8217;Ucraina, in particolare la fornitura di sistemi di difesa aerea, munizioni e missili, la fornitura della formazione e delle attrezzature necessarie per le brigate ucraine e altre esigenze che l&#8217;Ucraina potrebbe avere&#8221;. Dal summit ciò che emerge è un&#8217;Europa che prova a pensarsi <strong>potenza geopolitica e strategica</strong>. E il piano che l&#8217;Unione Europea mette in campo per la pace a Est è un esercizio di pragmatismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cinque punti per la pace in Ucraina</h2>



<p>La dichiarazione finale del summit, che come detto non prevede la maxi-assistenza a Kiev inizialmente pensata da von der Leyen, porta una proposta in <strong>cinque punti</strong>, assiomi di un teorema che tutta l&#8217;Ue dà per assodato: l&#8217;Europa deve avere voce in capitolo sulla crisi ai suoi confini orientali. L&#8217;Ue chiede che: non ci siano negoziati sull&#8217;Ucraina che escludano il governo di Volodymyr Zelensky; non si parli di sicurezza europea senza coinvolgere l&#8217;Ue; si discuta un cessate il fuoco solo in funzione di una futura volontà concreta di pace; si cerchi lo sviluppo di garanzie di sicurezza per il Paese invaso dalla Russia nel 2022; si difenda l&#8217;integrità territoriale dell&#8217;Ucraina.</p>



<p>In una frase: &#8220;<strong>pace attraverso la forza</strong>&#8220;, concetto caro a von der Leyen e all&#8217;Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza comune Kaja Kallas. L&#8217;Ue, spiega il comunicato del Consiglio Europeo, &#8221; continuerà a fornire all&#8217;Ucraina un sostegno finanziario regolare e prevedibile&#8221;. Sulla base di programmi già stanziati, &#8220;nel 2025, fornirà all&#8217;Ucraina 30,6 miliardi di euro, con esborsi previsti dall&#8217;Ukraine Facility pari a 12,5 miliardi di euro e 18,1 miliardi di euro nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa G7 ERA rimborsati dai profitti inattesi derivanti dagli asset russi immobilizzati&#8221;. Nessuna decisione è stata presa, per ora, sulla confisca di questi asset in forma definitiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tredici linee guida per la Difesa europea</h2>



<p>La <strong>formulazione sull&#8217;Ucraina</strong> è stata messa a terra in forma molto articolata per evitare rischi di veto da parte di Orban, che invece ha lasciato passare tutta la definizione inerente la riforma delle politiche di difesa comune e riarmo. <strong>La definizione del Consiglio si articola attorno a tredici prescrizioni</strong> tra cui si segnalano diverse strategie ambiziose.</p>



<p>L&#8217;Ue propone &#8220;l&#8217;attivazione, in modo coordinato, della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Patto di stabilità e crescita&#8221;, ovvero lo <strong>scorporo del deficit militare </strong>dal computo per le passività nazionali, la ricerca di &#8220;e fonti di finanziamento aggiuntive per la difesa a livello dell&#8217;UE, anche mediante ulteriori possibilità e incentivi offerti a tutti gli Stati membri&#8221;, la disponibilità della Banca europea degli investimenti per consolidare la spesa pubblica in Difesa, la ricerca &#8220;di un&#8217;armonizzazione dei requisiti e di appalti congiunti allo scopo di ridurre i costi complessivi, garantire la standardizzazione e l&#8217;interoperabilità e<strong> offrire all&#8217;industria europea&#8221;</strong>. </p>



<p>Passa la linea di <strong>Mario Draghi (interoperabilità)</strong> ma anche quella di <strong>Giorgia Meloni (deficit scorporato)</strong> e, forse soprattutto, quella di <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/macron-attacca-la-russia-la-guerra-in-ucraina-e-un-conflitto-globale.html">Emmanuel Macron</a></strong> che ottiene &#8220;un nuovo strumento dell&#8217;UE volto a fornire agli Stati membri prestiti garantiti dal bilancio dell&#8217;Ue fino a 150 miliardi di euro&#8221; su cui la Francia punta da tempo. <strong>Ursula von der Leyen, falco filo-statunitense</strong>, ottiene l&#8217;agganciamento della Difesa rafforzata dell&#8217;Europa alla Nato, definita &#8220;per gli Stati che ne sono membri, il fondamento della loro difesa collettiva&#8221;. Un investimento sulla Difesa dell&#8217;Europa non è ancora quello sulla Difesa comune europea. E forse proprio questo è ciò a cui le élite europee puntavano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-scende-in-campo-bruxelles-blinda-lucraina-e-lancia-la-corsa-al-riarmo.html">L&#8217;Europa scende in campo: Bruxelles blinda l&#8217;Ucraina e lancia la corsa al riarmo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Europa: spendere di più per la Difesa oggi vuol dire spendere di più per le armi Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/europa-spendere-di-piu-per-la-difesa-oggi-vuol-dire-spendere-di-piu-per-le-armi-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 13:33:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=458004</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="difesa ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-1536x965.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Gli Usa incitano l'Europa a spendere di più per la Difesa. Sanno che quei soldi andranno quasi tutti alle loro aziende. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/europa-spendere-di-piu-per-la-difesa-oggi-vuol-dire-spendere-di-piu-per-le-armi-usa.html">Europa: spendere di più per la Difesa oggi vuol dire spendere di più per le armi Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1206" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="difesa ue" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-300x188.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-1024x643.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-768x482.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/difesa-1536x965.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti vogliono che gli alleati europei acquistino grandi quantità di armi <a href="https://it.insideover.com/luoghi/ucraina">per l&#8217;Ucraina</a> e per la propria difesa. Per quanto riguarda la&nbsp;spesa&nbsp;militare,<strong> Donald Trump</strong> ha informato gli europei che la cifra giusta da destinare del loro PIL è il 5%, ovvero 915 miliardi di euro all&#8217;anno &#8211; rispetto agli attuali 345 miliardi dei Paesi UE. Il segretario dell&#8217;Alleanza Atlantica, <strong>Mark Rutte</strong>, si è detto d&#8217;accordo, spiegando che il contesto geopolitico impone una mentalità bellica. È l&#8217;occasione per un nuovo piano industriale europeo che permetta di cogliere nel continetne due piccioni con una fava, ossia il rilancio dell&#8217;occupazione e una maggiore deterrenza verso Mosca?</p>



<p>Questo cambiamento, oltre che traumatico, non è così semplice. La Casa Bianca <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-02-16/trump-opens-door-to-europe-buying-us-made-weapons-for-ukraine">ha messo in chiaro</a> fin da subito che le armi da comprare già ci sono, e le produce l&#8217;America: gli<strong> F-16, i carri Bradley e i missili ATACMS</strong>, tanto per dire. La rottura col passato recente non vorrebbe dire più indipendenza economica europea, ma più soldi per la base industriale a stelle a strisce. Del resto, all&#8217;epoca, già l&#8217;amministrazione di <strong>Joe Biden </strong>aveva sottolineato che la spesa bellica dell&#8217;Ucraina in realtà stava avvantaggiando gli Stati Uniti: i missili Patriot sono fabbricati in Arizona, i Javelin in Alabama, i proiettili di artiglieria in Ohio, Pennsylvania e Texas. Mettendo la mano alla spesa dopo decenni di austerità, l&#8217;Unione Europea potrebbe finalmente risolvere una delle radici della rivolta populista: il declassamento dell&#8217;operaio della Rust Belt.</p>



<p>Uno dei motivi che finora ha limitato l&#8217;intraprendenza europea, secondo Bloomberg, è il fatto che qualunque stimolo economico derivante dal riarmo dell&#8217;UE sarebbe tarpato dal fatto che <strong>l&#8217;Europa acquista gran parte del suo equipaggiamento militare da fornitori statunitensi.</strong> Nel suo rapporto sulla competitività, l&#8217;ex presidente della Banca Centrale Europea, <strong>Mario Draghi</strong>, ha stimato che il 78% degli acquisti bellici proviene da produzione esterna all&#8217;UE—e <strong>il 63% solo dagli Stati Uniti. </strong>Qualunque effetto &#8220;moltiplicatore&#8221; di una spesa maggiore sulla crescita sarebbe limitato. In altre parole, mentre l’Europa rischia di smantellare il proprio modello sociale per rafforzare la propria sicurezza, i principali beneficiari sarebbero le industrie militari della Virginia e dell’area di Washington D.C.</p>



<p>Lo storico belga<strong> Anton Jäger </strong>ha sottolineato il paradosso di questa dinamica: ciò che viene venduto come una nuova indipendenza europea è in realtà una dipendenza ancora più marcata dagli Stati Uniti. Il problema principale è che, per decenni, le élite politiche europee non hanno neppure preso in considerazione l’eventualità di dover affrontare il futuro senza la protezione statunitense, o persino un&#8217;America ostile. Oggi l’alleanza Nato non viene smantellata da nemici esterni, ma è minata dall&#8217;interno, e il Vecchio Continente non ha visto arrivare questa crisi. Nessun piano è stato predisposto per affrontare una crisi in cui <strong>gli Stati Uniti si disimpegnano dall’Europa </strong>o addirittura si alleano con regimi autocratici, come dimostra il voto all&#8217;Onu dove Washington si è schierata con Russia, Iran, Corea del Nord e Israele.</p>



<p>Questo vuoto strategico è ancora più evidente in Italia, dove si è promossa spesso nei discorsi della politica mainstream la creazione di una difesa comune europea, accompagnandola però a una visione a dir poco zuccherosa, <em>veltroniana</em> dell&#8217;influenza statunitense sull&#8217;Italia. Il Partito Democratico ha il suo interno una corrente atlantista estrema, molto rumorosa, rappresentata da <strong>Paolo Gentiloni, Lorenzo Guerini e Pina Picierno</strong>, ma anche le componenti più di sinistra del partito sono state silenti per decenni sulla crisi d&#8217;identità dell&#8217;altra parte dell’Atlantico. L&#8217;errore strategico è stato credere che l’alleanza con Washington fosse eterna e immutabile.</p>



<p>Sebbene sia difficile essere ottimisti, la debolezza strutturale della Russia e la compattezza dell&#8217;opinione pubblica esteuropea contro il Cremlino offre una possibilità di riscatto. L’Europa possiede la ricchezza necessaria per resistere e vincere, a patto che trovi la volontà politica e il sostegno popolare per mobilitare le proprie risorse. Questo richiede anche un approccio creativo alla diplomazia, un riconoscimento degli errori commessi e <strong>l&#8217;immaginazione di una piattaforma di convivenza con Mosca.</strong></p>



<p>L&#8217;esperto di politica internazionale<strong> Stephen Wertheim</strong>, della Columbia University e del Carnegie Endowment for International Peace. sostiene che spingere per una maggiore spesa militare europea, ma rimanere dipendenti dagli USA, sarebbe un errore. Invece, l&#8217;Europa dovrebbe sviluppare capacità militari autonome e ridurre la presenza di truppe americane sul suo territorio, in cambio di un impegno statunitense a rimanere nella Nato per una transizione di sicurezza graduale. Inoltre, l&#8217;Ucraina non dovrebbe fare affidamento su garanzie di sicurezza statunitensi, ma continuare a rafforzare le proprie difese e assicurarsi il sostegno occidentale in caso di una nuova invasione russa. </p>



<p>&#8220;Se i leader europei si fissano sull&#8217;idea di accontentare Trump, otterranno una vittoria di Pirro&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/d8e4fc3c-a652-449e-bf92-276f2de4830d?sharetype=blocked">scrive</a> Wertheim. &#8220;Spenderanno di più per i loro eserciti, ma <strong>acquisteranno prodotti statunitensi e rimarranno dipendenti dagli Stati Uniti </strong>per le capacità di combattimento, il personale e la leadership&#8221;.</p>



<p>La sicurezza europea deve essere garantita dagli europei stessi, come è stato per decenni, senza illudersi di una protezione esterna che potrebbe rivelarsi un miraggio. Il primo passo per raggiungere questo obiettivo è abbandonare le illusioni e il conforto dei luoghi comuni sull&#8217;America. Quando il mondo cambia radicalmente, le persone tendono a rifugiarsi nel passato. Ma la verità è che la tragedia ucraina richiede una risposta pragmatica e innovativa.</p>
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