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	<title>Margrethe Vestager Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 08 Jul 2021 14:45:59 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Margrethe Vestager Archives - InsideOver</title>
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		<title>Commissione o governo Renzi: chi ha affossato Banca Marche?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2021 14:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2414" height="1609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg 2414w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2414px) 100vw, 2414px" /></p>
<p>Un nuovo capitolo della giustizia Ue rilancia l&#8217;annoso dibattito sulla crisi bancaria italiana iniziata nel 2015 e sul ruolo delle autorità nazionali e di quelle comunitarie nel dissesto di diversi istituti locali. Dopo la sentenza Tercas che ha ritenuto illegittimo lo stop della Commissione all&#8217;intervento del Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd), un recente verdetto della Corte di Giustizia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/commissione-o-governo-renzi-chi-ha-affossato-banca-marche.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2414" height="1609" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi.jpg 2414w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/01/Matteo-Renzi-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 2414px) 100vw, 2414px" /></p><p>Un nuovo capitolo della giustizia Ue rilancia l&#8217;annoso dibattito sulla crisi bancaria italiana iniziata nel 2015 e sul ruolo delle autorità nazionali e di quelle comunitarie nel dissesto di diversi istituti locali. Dopo la sentenza <a href="https://it.insideover.com/economia/la-corte-ue-conferma-la-commissione-favori-la-crisi-delle-banche-italiane.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Tercas </strong>che ha ritenuto illegittimo lo stop della Commissione all&#8217;intervento del </a><strong>Fondo interbancario di tutela depositi (Fitd), </strong>un recente verdetto della Corte di Giustizia Ue ha invece segnalato le non indifferenti responsabilità politiche del governo di <strong>Matteo Renzi </strong>e del Ministro dell&#8217;Economia <strong>Piercarlo Padoan </strong>nella questione bancaria. Ma anche manifestato la natura paradossale delle relazioni basate sul diritto nell&#8217;Unione Europea attuale.</p>
<p>La questione riguardava <strong>Banca Marche </strong>e la richiesta di risarcimento di una serie di fondazioni azioniste dell&#8217;istituto con sede a Jesi liquidato tra il 2015 e il 2017 per essere divisa tra una quota destinata alla compagnia-ponte <strong>Nuova Banca Marche </strong>e una parte delle sue controllate (<strong>Banca Adriatica </strong>e <strong>Cassa di Risparmio di Loreto</strong>) acquisite da Ubi Banca. Le fondazioni chiedevano, sulla scia della sentenza Tercas, il risarcimento <a href="https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2021-06/cp210116it.pdf" target="_blank" rel="noopener">dei danni patiti alla Commissione, ma il tribunale del Lussemburgo ha negato loro questa possibilità.</a></p>
<p>Le motivazioni son a dir poco kafkiane: la Commissione Ue non è stata ritenuta responsabile perché non avrebbe imposto veti espliciti ed ufficiali ad alcuna azione del governo, ma non è stata trovata alcuna correlazione con il fatto che il veto Ue all&#8217;utilizzo del Fitd su Tercas, per il quale Bruxelles è stata condannata in primo grado e in appello, abbia formalmente bloccato la possibilità di una sua replica su Banca Marche.</p>
<p><em>Start<a href="https://www.startmag.it/economia/dissesto-banca-marche-colpa-di-bruxelles-o-di-un-governo-succube/" target="_blank" rel="noopener">Mag </a></em>ricorda però che &#8220;proprio il Mef nel dicembre 2015, in una lunga <a href="https://www.mef.gov.it/inevidenza/Aiuti-di-Stato-risoluzioni-bancarie-e-FITD/">nota</a> avesse spiegato che, nonostante fosse già pronto il piano di ricapitalizzazione del Fitd, era stata la posizione della Commissione – fermamente orientata a considerare l’intervento del Fitd come aiuto di Stato – ad imporre il passaggio attraverso la risoluzione, rendendo vano il salvataggio già progettato&#8221; e la ricapitalizzazione da 1,2 miliardi di euro che era stata prospettata. Il diavolo sta nei dettagli: il governo di fatto si adattò alla <em>moral suasion </em>del Commissario alla Concorrenza danese <strong>Margrethe Vestager, </strong>favorevole a evitare ogni possibile aiuto di Stato, ma formalmente scelse in autonomia di non andare fino in fondo nella richiesta dell&#8217;utilizzo del Fitd.</p>
<p>Se da un lato indubbiamente il contesto del tempo rendeva difficile la ricerca di una vera autonomia operativa in materia, dall&#8217;altro il ruolino di marcia del governo Renzi e del ministro Padoan in materia di risoluzioni bancarie e di rapporti con l&#8217;Unione Europea in materia è tutt&#8217;altro che entusiasmante. Il Tribunale Ue sostiene che la decisione di non ricorrere al Fitd fu &#8220;adottata nell’esercizio delle competenze e del margine di discrezionalità delle autorità italiane&#8221; e &#8220;non fu influenzata in modo decisivo dall’atteggiamento della Commissione”. I casi sono due: o la Commissione ha indotto Roma a un errore rovinoso o tali problematiche sono frutto dello <strong>zelo europeista </strong>del governo dell&#8217;epoca a trazione Pd. In entrambi i casi Renzi e Padoan non escono positivamente dalla vicenda.</p>
<p>Non dimentichiamo che oltre Tercas, al caso delle <strong>banche venete e del centro Italia </strong>e all&#8217;annosa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-crisi-senza-fine-di-monte-dei-paschi-di-siena.html" target="_blank" rel="noopener">questione Mps</a>, il governo portò avanti lo strumento di risoluzione del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-bail-in.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>bail-in </strong></a>coinvolgendo nella risoluzione i correntisti, gli azionisti e gli obbligazionisti. Banca Marche fu coinvolta assieme a Banca Popolare dell’ Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti nelle prime applicazioni sistemiche di tale trattamento traumatico. Un patrimonio azionario vicino ai 3 miliardi di euro fu letteralmente cancellato, migliaia di correntisti e acquirenti persero completamente i loro risparmi. Puntare sul Fitd avrebbe, come nel caso di Tercas, creato attriti con la Commissione ma sul lungo periodo si sarebbe dimostrato, per via politica e giudiziaria, la scelta giusta. A oltre cinque anni di distanza, invece, l&#8217;Italia e diverse sue regioni devono ancora leccarsi le ferite per una crisi costata miliardi di euro ai risparmiatori e alle casse dello Stato, che ha depauperato territori privati delle loro istituzioni finanziarie di riferimento e mostrato la difficoltà del Paese a agire con risolutezza in Europa. Tra Commissione e governo Renzi, si può parlare di <strong>concorso di colpa: </strong>ma la mancanza di polso dell&#8217;esecutivo italiano nel contestare le problematiche indicazioni di Bruxelles su quelli che erano ritenuti, a torto, potenziali aiuti di Stato stride con una realtà dei fatti che parla di una distruzione di settori pregiati e insostituibili del tessuto finanziario nazionale.</p>
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		<title>L&#8217;Europa e la sfida dell&#8217;egemonia Usa nell&#8217;IoT</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2021 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[internet sovrano]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-2048x1213.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa dell&#8217;Europa verso una piena e completa autonomia strategica in ambito tecnologico è ancora irta di ostacoli. E lo dimostra l&#8217;analisi di un preciso settore di mercato spesso non ritenuto tra i maggiormente strategici nel campo dell&#8217;innovazione contemporanea: quello degli assistenti vocali. La presenza di dispositivi in grado di elaborare testi, audio o immagini a partire da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1137" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-300x178.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1024x607.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-768x455.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-1536x910.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/06/13086413_large-2048x1213.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La corsa dell&#8217;<strong>Europa </strong>verso una piena e completa <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-allautonomia-strategica-europea-e-nellinteresse-italiano.html" target="_blank" rel="noopener">autonomia strategica</a> </strong>in ambito tecnologico è ancora irta di ostacoli. E lo dimostra l&#8217;analisi di un preciso settore di mercato spesso non ritenuto tra i maggiormente strategici nel campo dell&#8217;innovazione contemporanea: quello degli <strong>assistenti vocali</strong>. La presenza di dispositivi in grado di elaborare testi, audio o immagini a partire da comandi vocali di un utente è, però, uno dei maggiori <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-sicurezza-dei-software-un-asset-strategico-nellera-del-5g.html" target="_blank" rel="noopener">fattori <strong>abilitanti </strong>che</a> consente un&#8217;applicazione completa della pratica dell&#8217;<a href="https://it.insideover.com/energia/digitalizzazione-e-transizione-energetica-un-binomio-inscindibile.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>internet delle cose </strong>(<em>Internet of Things, </em>IoT),</a> tra i più dirompenti fattori di cambiamento<a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener"> dell&#8217;attuale ondata di innovazione.</a></p>
<p>Dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-tecnologia-sta-cambiando-le-nostre-case.html" target="_blank" rel="noopener">domotica</a> </strong>alle macchine di ultima generazione, dalla nicchia degli assistenti domestici (come <strong>Alexa di Amazon</strong>) ai ben noti dispositivi di questo tipo presenti negli smartphone, il mondo delle macchine virtuali che grazie all&#8217;<strong>intelligenza artificiale </strong>sfruttano la possibilità di aumentare la connettività tra gli utenti e gli ecosistemi a loro circostanti si sta espandendo anno dopo anno. &#8220;Inoltre&#8221;, <a href="https://www.startmag.it/innovazione/assistenti-vocali-bruxelles-lancia-lallarme-su-google-apple-e-amazon/" target="_blank" rel="noopener">nota <em>StartMag,</em></a>&#8220;c’è una tendenza verso una maggiore disponibilità e proliferazione di assistenti vocali come interfacce utente che consentono l’interazione con diversi dispositivi intelligenti e servizi al consumatore&#8221;. E in questo settore l&#8217;Europa sta scoprendo di essere, una volta di più, <strong>terra di conquista </strong>da parte del big tech statunitense.</p>
<p>Il numero di dispositivi connessi al controllo vocale è previsto raddoppiare dal<a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/isoc_iiot_use/default/table?lang=en" target="_blank" rel="noopener"> 2020 al 2024, partendo da 4,2 per arrivare a 8,4 miliardi di unità</a>, anche se <strong>Eurostat </strong>riporta che nel 2020 solo l&#8217;11 per cento dei cittadini dell&#8217;Unione Europea ne ha utilizzato uno. E in questo campo la stragrande maggioranza afferiva a una ristretta cerchia di operatori: Google, Apple e Amazon. Il 9 giugno scorso la Commissaria europea alla Concorrenza, <strong>Margrethe Vestager</strong>, ha pronunciato a Bruxelles un duro discorso in cui ha sottolineato i rischi che l&#8217;oligopolio di mercato delle big tech nel settore pone per il mercato europeo commentando i risultati preliminari dell’indagine sul settore della concorrenza sui mercati dei prodotti e dei servizi relativi all’IoT dei consumatori nell’Unione europea, che ha interessato circa 200 aziende.</p>
<p>&#8220;Occorre assicurare che la crescita di Internet avvenga in un modo competitivo&#8221;, ha sottolineato Vestager, da sempre in prima linea per fermare il potere di mercato dei <strong>colossi del digitale </strong>a stelle e strisce. &#8220;I primi risultati di alcune ricerche mostrano il ruolo centrale nell’assistenza voce e operativa di determinati gatekeeper, come Google, Apple e Amazon, che indirizzano comportamenti che influenzano negativamente la concorrenza&#8221; e bloccano la possibilità di emergere per potenziali <em>competitor, </em>tra cui sono incluse anche buona parte delle aziende europee.</p>
<p>Un&#8217;ulteriore constatazione che la Vestager<a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_2884" target="_blank" rel="noopener"> ha sottolineato essere emersa dal rapporto riguarda il fatto che</a> la prevalenza di tecnologie proprietarie nel mercato IoT ha ridotto i margini di manovra per permettere che nel campo delle tecnologie si possano creare standard comuni per l&#8217;interoperatività tra dispositivi connessi. Ognuna delle tecnologie del big tech americano è potenzialmente in grado di inibire l&#8217;accesso delle altre alla propria rete di dispositivi, aprendo così al consolidamento di <strong>cartelli di mercato </strong>che alzano le barriere all&#8217;entrata per i concorrenti desiderosi di scendere in campo.</p>
<p><a href="https://www.reuters.com/technology/eu-antitrust-regulator-cite-concerns-about-voice-assistants-exclusivity-2021-06-09/" target="_blank" rel="noopener">Contattata da <em>Reuters </em></a>per discutere delle accuse rivolte dalla Commissione, <strong>Amazon </strong>ha sottolineato che ritiene la sua tecnologia legata ad Alexa capace di essere interconnesso con &#8220;140mila prodotti diversi per le smart home&#8221; e di aver creato cooperazioni o accordi con 80 imprese per consentire la possibilità di accedere a più assistenti smart da un solo dispositivo. Google e Apple non hanno invece voluto rilasciare alcun commento.</p>
<p>Certamente gli investimenti fatti da aziende di questo calibro non si discutono, ma che ci sia un problema di controllo del settore è evidente. Che del resto è destinato ad ampliarsi mano a mano che l&#8217;<strong>IoT prenderà piede</strong>, come si può comprendere guardando il mercato anche oltre i campi degli assistenti vocali. Le <em>smart Tv </em>domestiche, ad esempio, sono utilizzate dal 50% degli europei e il mercato degli show ad esse legati è stimato che sia pronto a toccare quota 40 miliardi di euro nel 2025. E in quest&#8217;ottica va tenuto conto del fatto che i gruppi che forniscono la tecnologia necessaria a mettere in moto i sistemi operativi per dispositivi intelligenti e assistenti vocali hanno potenzialmente spazio per un ampio accesso ai dati dei consumatori. Su questi e altri temi la <strong>Commissione </strong>intende vederci chiaro e promuovere azioni tali da evitare un dominio assoluto da parte di pochi attori. Ma il punto di fondo è il fatto che nel campo IoT, ad ora, un&#8217;<strong>alternativa europea </strong>non sembra esserci. Palla al<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html" target="_blank" rel="noopener"> super-Commissario all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton</strong></a><strong>, </strong><em>deus ex machina </em>per l&#8217;autonomia tecnologica europea, per capire se il big tech in questo campo sarà arginabile.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-e-la-sfida-dellegemonia-usa-nelliot.html">L&#8217;Europa e la sfida dell&#8217;egemonia Usa nell&#8217;IoT</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La &#8220;dottrina Breton&#8221; sulla sovranità digitale europea prende forma</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2021 17:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Thierry Breton" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-1024x647.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-768x485.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-1536x971.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-2048x1294.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Thierry Breton, titolare della carica di commissario europeo all&#8217;Industria è da alcuni mesi a questa parte l&#8217;uomo-chiave della Commissione europea. L&#8217;unico esponente di peso, assieme alla collega Margrete Vestager delegata alla Concorrenza, ad avere un chiaro progetto politico sulle prospettive strategiche e operative dell&#8217;Europa nelle materie di riferimento. Dall&#8217;organizzazione della filiera dei vaccini e del progetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html">La &#8220;dottrina Breton&#8221; sulla sovranità digitale europea prende forma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1214" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Thierry Breton" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-300x190.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-1024x647.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-768x485.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-1536x971.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/04/Thierry-Breton-2048x1294.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sceglie-il-supermanager-gollista-per-la-commissione.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Thierry Breton</a>,</strong> titolare della carica di commissario europeo all&#8217;Industria è da alcuni mesi a questa parte l&#8217;uomo-chiave della Commissione europea. L&#8217;unico esponente di peso, assieme alla collega <strong>Margrete Vestager </strong>delegata alla Concorrenza, ad avere un chiaro progetto politico sulle prospettive strategiche e operative dell&#8217;Europa nelle materie di riferimento. <a href="https://it.insideover.com/economia/asse-giorgetti-breton-la-svolta-dellitalia-su-industria-e-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dall&#8217;organizzazione della filiera dei vaccini</a> e del progetto Hera Incubator alle nuove politiche per la Difesa europea e l&#8217;aerospazio, Breton coordina una quantità elevata di dossier complessi e la sua scelta da parte del presidente francese <strong>Emmanuel Macron </strong>come esponente di Parigi nell&#8217;autorità apicale dell&#8217;Ue ha garantito un&#8217;accelerazione considerevole di progetti estremamente funzionali alla visione dell&#8217;inquilino dell&#8217;Eliseo. A cui si aggiunge il sempre più scottante dossier dell&#8217;<strong>autonomia strategica </strong>europea in ambito tecnologico.</p>
<h2>Breton e la tecnologia come asset strategico</h2>
<p>La tecnologia è da sempre il campo principale di riferimento del 66enne Breton, che ha all&#8217;attivo nella sua carriera esperienze manageriali in compagnie come il produttore di computer<strong> George Bull (1993-1997), </strong>il colosso dell’elettronica<strong> Thomson (1997-2002)</strong>, l&#8217;operatore di telefonia <strong>France Télecom </strong>(2002-2005), condotta ordinatamente nel processo di privatizzazone e, dopo l&#8217;esperienza di Ministro dell&#8217;Economia nel governo gollista di <strong>Dominic de Villepin </strong>(2005-2007), la multinzionale di servizi e di consulenza tecnologica e Ict <strong>Atos, </strong>guidata dal 2008 fino alla chiamata nella<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> commissione von der Leyen</a> nel 2019. La &#8220;dottrina Breton&#8221; sulla tecnologia si è dunque dispiegata in questo biennio come un piano di medio-lungo periodo finalizzato a creare i presupposti per garantire ai Paesi europei il massimo gradiente di sovranità in ambito digitale e la possibilità di creare filiere industriali, tecnologiche e operative alternative a quelle dei colossi del settore, <strong>Stati Uniti e Cina, </strong>e di creare campioni europei del settore.</p>
<p>Una visione operativa che unisce alla volontà di creare nuovi mercati in settori di frontiera (dalle batterie auto ai <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-europeo-sui-semiconduttori-una-svolta-sulla-tecnologia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>semiconduttori</strong></a>) su cui l&#8217;Europa intende investire un rafforzamento degli strumenti di governo della concorrenza e di contenimento delle posizioni dominanti di mercato diretto in particolar modo a ridimensionare la presa del big tech statunitense sui dati e le attività dei cittadini e consumatori del Vecchio Continente. In modo tale da fornire all&#8217;Europa un crescente spazio di manovra di fronte al dinamismo dei colossi tecnologici esterni all&#8217;Unione.</p>
<h2>Muro contro muro col big tech</h2>
<p>Nelle scorse settimane,<a href="https://formiche.net/2021/04/breton-big-tech-dma-dsa-euro-digitale-passera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> nota Formiche,</a> Breton &#8220;ha ribadito la strategia dell’Unione verso i colossi della rete, ponendo al centro due provvedimenti a cui l’Europa lavora per riequilibrare i rapporti di forza con le big tech, ovvero il Digital Markets Act (Dma) unitamente al Digital Services Act (Dsa)&#8221;. Due <strong>capisaldi legislativi </strong>che dovranno chiarire approfonditamente<a href="https://it.insideover.com/economia/rivalita-o-alleanza-usa-ed-europa-al-bivio-sulla-tecnologia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> il futuro delle relazioni transatlantiche in materia di tecnologia</a>. &#8220;Il primo costituisce uno strumento normativo in chiave concorrenza <em>ex ante</em> (contrariamente alla normativa antitrust attuale, che è applicata ex post, ossia solo dopo che la condotta anticoncorrenziale è stata posta in essere), mentre con il secondo l’Ue punta a fissare nuovi obblighi e responsabilità per gli intermediari digitali, e soprattutto per le piattaforme online, riguardo ai contenuti che essi ospitano&#8221;, evitando un&#8217;anarchia che possa creare de-responsabilizzazione di fronte a contenuti rischiosi per la sicurezza economica e sociale dei Paesi membri.</p>
<p>Il fatto che negli scorsi mesi e anni colossi come Google siano stati colpiti con multe miliardarie, che società come<a href="https://it.insideover.com/economia/lautogol-di-whatsapp-e-facebook-sulla-privacy.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> WhatsApp</a> abbiano escluso l&#8217;Europa da discusse riforme sullo scambio di dati tra utenti e piattaforme, che Facebook sia stato colpito in Irlanda da <strong><a href="https://www.dataprotection.ie/en/news-media/press-releases/dpc-launches-inquiry-facebook-relation-collated-dataset-facebook-user-personal-data-made-available" target="_blank" rel="external nofollow noopener noreferrer">un&#8217;indagine ufficiale</a> </strong>sul leak di dati degli utenti emerso all&#8217;inizio di aprile segnala l&#8217;approfondito valore di misure come il Gdpr europeo a cui ora Breton vuole aggiungere quella che ha definito una vera e propria &#8220;<strong>artiglieria pesante&#8221; </strong>per mettere spalle al muro i giganti tecnologici di fronte al rischio di subire forti limitazioni alla propria operatività in Europa in caso di abuso di posizione dominante.</p>
<h2>La spinta di Merkel rilancia la dottrina Breton</h2>
<p>Breton interpreta la linea francese,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-merkel-e-le-alleate-chiedono-un-cambio-di-passo-sulla-sovranita-digitale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> più radicale, sull&#8217;<strong>autonomia strategica </strong>europea.</a> Interpretando nella maniera più estensiva la richiesta di un <strong>cambio di passo </strong>avanzata a marzo dalla cancelliera tedesca <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Angela Merkel</a> e da tre colleghe nordiche, Kaja Kallas (Estonia), <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-sanna-marin.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sanna Marin</a> (Finlandia) e Mette Frederiksen (Danimarca) in una lettera a Ursula von der Leyen, sottolineando che l&#8217;Europa può giocare un ruolo chiave in tre dimensioni. <strong>In primo luogo </strong>stabilendo le priorità su settori strategici e tecnologie critiche. <strong>In secondo </strong>luogo, creando mercati aperti e competitività a tutto campo in questi settori critici. Puntando a costruire rapporti di <strong>mutua dipendenza </strong>con quei Paesi che è difficile sostituire in larga misura nelle filiere (pensiamo a Giappone, Corea del Sud, Taiwan). Infine, evolvendo le  competenze e conoscenze tali da anticipare i trend futuri e contribuire a creare i nuovi standard tecnologici su cui si giocheranno le partite di domani.</p>
<p>Musica per le orecchie di Breton, le cui riforme proposte interpretano proprio questi obiettivi e che però non ha mai però voluto interpretare la sua partita personale come un invito all&#8217;Europa a cercare un d<em>ecoupling </em>completo con gli Stati Uniti.</p>
<h2>Una sfida chiave per l&#8217;Europa</h2>
<p>Come ribadito da un interlocutore sempre più stretto di Breton, il Ministro italiano per lo Sviluppo Economico, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corsa-allautonomia-strategica-europea-e-nellinteresse-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Giancarlo Giorgetti, </strong>alla presentazione di un lavoro sulla sovranità tecnologica del Centro Economia Digitale</a>, l&#8217;Europa può e deve valorizzare il suo ruolo nelle tecnologie critiche per giocare da protagonista all&#8217;interno del campo tradizionale delle sue alleanza. Ridimensionando i potentati economici Usa per avere più voce in capitolo di fronte a Washington, acquisendo soggettività <a href="https://it.insideover.com/politica/le-rotte-future-della-sovranita-europea.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">geopolitica e cercando di poter rispondere a quella <strong>sfida cinese </strong>che</a> l&#8217;intero Occidente rischia di perdere in materia di definizione dei nuovi standard dell&#8217;innovazione di frontiera dopo il declassamento europeo di fronte alla <strong>sfida americana </strong>degli ultimi decenni sulla definizione della prima ondata della rivoluzione tecnologica odierna.</p>
<p>Breton, convinto gollista, ricorda il mantra del <strong>Generale </strong>e padre della Quinta Repubblica francese sulle potenzialità che questi scenari aprono per Parigi, sempre pronta a vedere l&#8217;Europa <a href="https://it.insideover.com/economia/lasse-franco-tedesco-ha-affondato-la-superlega.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come fattore di <strong>moltiplicazione </strong>della potenza nazionale.</a> Ma è l&#8217;Europa intera che deve scegliere se essere oggetto o soggetto della partita-chiave <a href="https://it.insideover.com/economia/la-frontiera-infinita-delle-nuove-tecnologie.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per gli equilibri strategici ed economici del XXI secolo.</a> Nella consapevolezza choraggio ed ambizione non vanno necessariamente in controtendenza con i consolidati riferimenti geopolitci del Vecchio Continente.</p>
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		<title>Il piano europeo sui semiconduttori: una svolta sulla tecnologia?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-piano-europeo-sui-semiconduttori-una-svolta-sulla-tecnologia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2021 16:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano ue semiconduttori" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse settimane l&#8217;Unione europea ha lanciato la sua strategia per il &#8220;decennio digitale&#8221; con cui il Vecchio Continente punta a tornare protagonista nella partita tecnologica globale. Parliamo di un piano omnicomprensivo che detta una via e, per ora, non si sostanzia in singoli progetti &#8211; come l&#8217;iniziativa Gaia-X per un cloud sovrano europeo a guida franco-tedesca &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-europeo-sui-semiconduttori-una-svolta-sulla-tecnologia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano ue semiconduttori" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/piano-ue-semiconduttori-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle scorse settimane l&#8217;<strong>Unione europea </strong>ha lanciato la sua strategia per il &#8220;decennio digitale&#8221; con cui il Vecchio Continente punta a tornare protagonista nella partita tecnologica globale. Parliamo di un piano omnicomprensivo che detta una via e, per ora, non si sostanzia in singoli progetti &#8211; come <a href="https://it.insideover.com/politica/le-rotte-future-della-sovranita-europea.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;iniziativa <strong>Gaia-X</strong></a><strong> </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/le-rotte-future-della-sovranita-europea.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per un cloud sovrano europeo</a> a guida franco-tedesca immaginato da Parigi e Berlino &#8211; ma immagina obiettivi chiari.</p>
<h2>La &#8220;bussola&#8221; dell&#8217;Europa digitale</h2>
<p>L&#8217;Unione Europea ha definito <strong>&#8220;bussola digitale&#8221; </strong>(Digital Compass 2030) la strategia fondata su quattro &#8220;punti cardinali&#8221;. In primo luogo, le <strong>competenze</strong>: l&#8217;obiettivo della Commissione von der Leyen è plasmare 20 milioni di specialisti in nuove tecnologie e portare all&#8217;80% della popolazione le competenze digitali di base entro la fine del decennio.</p>
<p>In secondo luogo, la <strong>digitalizzazione dei servizi</strong>, con l&#8217;ambizioso obiettivo di far sì che l&#8217;80% degli europei utilizzi i servizi personali di identità digitale e ogni fascicolo sanitario e atto pubblico possa esser svolto in forma telematica. Fattispecie che aprirebbe spazio anche a nuovi mercati come quello della <strong>protezione digitale </strong>dei dati e della telemedicina.</p>
<p>In terzo luogo, l&#8217;ampliamento delle potenzialità delle nuove tecnologie (<em>new It</em>) al mondo delle <strong>imprese, </strong>con la spinta sostenuta alla digitalizzazione e all&#8217;efficientamento dei processi operativi compiuti grazie all&#8217;applicazione delle tecnologie che vanno dal <strong>5G </strong>all&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>Infine, quarto punto, la questione cruciale e forse trasversale a tutte le altre: quella delle <strong>infrastrutture </strong>digitali. In dieci anni l&#8217;Europa vuole creare 10mila nodi per i data center europei, consentire in tutti i Paesi la garanzia di un traffico dati superiore al gigabit per secondo a tutti i consumatori, accelerare sulla corsa al suo primo computer quantistico.</p>
<p>Come spesso accade nei progetti comunitari di lungo periodo e come confermato in passato in diversi ambiti, dal welfare all&#8217;ambiente, leggendo il Digital Compass 2030 verrebbe da pensare all&#8217;espressione celebre del generale De Gaulle: <em>vaste programme! </em>La realtà dei fatti è che anche nel Digital Compass 2030 poche proposte vanno al cuore della questione: la difficoltà per l&#8217;Unione di ritagliarsi un ruolo autonomo come attore primario nel campo tecnologico globale al fianco di Stati Uniti e Cina. Solo una è ben specificata: la strategia europea per i <strong>semiconduttori</strong>.</p>
<p><strong>Angela Merkel e Emmanuel Macron </strong>da tempo perorano l&#8217;inserimento del mercato dei semiconduttori nel quadro dei progetti di interesse comunitario e vogliono vedere Germania e Francia protagoniste nel settore.</p>
<h2>La partita dei superconduttori e il ruolo dell&#8217;Ue</h2>
<p>Nell&#8217;ultimo decennio i semiconduttori sono diventati componenti elettronici di largo consumo, fondamentali per diversi comparti produttivi che vanno dall&#8217;industria dell’auto (dai sensori di parcheggio al controllo delle emissioni) fino all&#8217;elettronica di largo consumo (cellulari, tablet, computer, televisori e un’infinità di apparecchi e robot domestici) per i cui <strong>chip </strong>risultano di fatto insostituibili. La recente crisi di approvvigionamento globale legata alla <strong><a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/interviste/dati-innovazionesicurezza-nazionale-le-nuove-frontiere-dellimpero-tecnologico-statunitense/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guerra commerciale </a></strong>Usa-Cina e al problema delle catene del valore critiche del settore tecnologico ne ha mostrato la salienza per l&#8217;industria di tutto il pianeta.</p>
<p>Le tendenze del mercato globale dei chip, nell&#8217;ultimo anno, sono state condizionate dalle azioni della Cina, <a href="https://www.startmag.it/innovazione/europa-merkel-semiconduttori/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come fa notare</a> <em>StartMag: </em>&#8220;Dovendo dipendere dalle importazioni per sostenere la propria produzione di semiconduttori&#8221;, uno dei rari settori in cui non è strategicamente autonoma, &#8220;nel 2020 la Cina ha acquistato semiconduttori in giro per il mondo come un grande aspirapolvere, e aumentato del 20% rispetto al 2019 l’importazione dei macchinari per produrre chip in proprio, con un esborso di 32 miliardi di dollari, di cui hanno beneficiato come esportatori Giappone, Corea del Sud e Taiwan&#8221;. Una strategia simmetrica e complementare a quella perseguita da Pechino<a href="https://chinapower.csis.org/china-rare-earths/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> sul fronte delle <strong>terre rare</strong></a><strong>, </strong>in cui la Cina punta a condizionare il mercato, che nel 2019 era di nicchia (1,15 miliardi di dollari) ma fondamentale, diventando esportatore di ultima istanza.</p>
<p>Di fronte alla prospettiva che la Cina controlli in futuro il mercato dei semiconduttori con postura autonoma gli Stati Uniti di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden</a> </strong>hanno avviato una strategia industriale basata sul re-shoring di parte della catena del valore del settore tecnologico e sulla ricerca di alleanze sistemiche con i tre Paesi asiatici oggetto dell&#8217;interessamento industriale di Pechino. L&#8217;Ue si trova di fronte al rischio di trovarsi schiacciata come vaso di coccio tra i vasi di ferro anche in questa sfida tecnologica. E vuole reagire.</p>
<h2>Obiettivo: 20% dei semiconduttori</h2>
<p>Sarà di circa 30 miliardi di euro il fabbisogno economico che l&#8217;Europa ritiene necessario perché il Vecchio Continente possa raddoppiare dal 10 al 20% la quota sul mercato dei chip dei Paesi membri. Il piano immagina questa cifra come la somma degli investimenti <strong>pubblici </strong>e <strong>privati </strong>volti a aumentare la capacità produttiva delle aziende europee, creare nuovi campioni nel Vecchio Continente come le olandesi Asml e Nexp e la <a href="https://www.wsj.com/market-data/quotes/IFNNY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">tedesca Infineon.</a></p>
<p><strong>Margrethe Vestager, </strong>commissario europeo alla Concorrenza, ha dichiarato che essenziale sarà aumentare la capacità europea di produzione di macchinari per l&#8217;industria tecnologica per conquistare quote di mercato in un settore che <a href="https://www.lightreading.com/5g/europes-digital-compass-points-to-more-homemade-chips/d/d-id/767997" target="_blank" rel="noopener noreferrer">su scala globale</a> è previsto aumentare a 113 a 1000 miliardi di euro la sua dimensione entro il 2030.</p>
<p>&#8220;La strategia della Ue&#8221;,<a href="https://www.tuttoandroid.net/news/2021/03/05/unione-europea-indipendenza-chip-digital-compass-2030-874017/"> nota il principale</a> portale italiano di studio sulla tecnologia Android, &#8220;è quindi quella di finanziare l’apertura di una grande fonderia europea in grado di garantire la produzione di chip – si partirebbe da quelli realizzati con processo produttivo a <strong>5 nm</strong> per poi migliorare sempre più – la cui qualità sia del tutto simile a quella di <strong>TSMC</strong> (la più grande fonderia al mondo) e Samsung&#8221;.</p>
<p>L&#8217;approccio a livello di filiera dovrà vedere l&#8217;azione di governi e attori privati procedere in maniere sinergica. La via maestra è la somma tra investimenti pubblici, consapevolezza strategica e applicazione dei principi della concorrenza per stabilire <strong>mercati aperti </strong>e trasferimenti tecnologici tra diversi settori: la lezioni che il <a href="https://it.insideover.com/economia/o-ran-il-nuovo-sistema-che-puo-rendere-competitivo-il-5g-europeo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metodo O-Ran</a> sta dando al mondo del 5G può trovare un suo equivalente anche in campo dei semiconduttori.</p>
<p>I colossi europei, in altre parole, dovranno saper dialogare tra loro per creare un terreno di confronto e competizione livellato che lasci spazio a accordi su determinati punti della filiera e valorizzi l&#8217;intero sistema abbattendo i costi finali per produttori e utenti. L&#8217;Europa deve ancora imparare a fare sistema: singoli Paesi hanno le idee chiare, come Germania e Francia, su come utilizzare il campo comunitario per moltiplicare le prospettive dell&#8217;industria e dell&#8217;economia nazionale. Altri Stati, <strong>Italia</strong> in primis, dovranno capire in che misura queste innovazioni possono essere intercettate dall&#8217;industria nazionale e contribuire al progresso del sistema-Paese.</p>
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		<title>La Bce vuole creare una &#8220;bad bank&#8221; per l&#8217;Eurozona?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-bce-vuole-creare-una-bad-bank-per-leurozona.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 09:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=270326</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-1024x556.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel pieno dell&#8217;emergenza coronavirusla Banca centrale europea torna a muoversi e propone la creazione di una &#8220;bad bank&#8221; comunitaria per accumulare e smaltire i crediti deteriorati (Non performing loans, Npl) detenuti dagli istituti finanziari dell&#8217;Unione. Regista dell&#8217;operazione, secondo quanto riportato dal Financial Times, un italiano, il capo del Meccanismo di vigilanza unico dell&#8217;Eurotower Andrea Enria, già in passato fautore di una manovra di questo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-vuole-creare-una-bad-bank-per-leurozona.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-vuole-creare-una-bad-bank-per-leurozona.html">La Bce vuole creare una &#8220;bad bank&#8221; per l&#8217;Eurozona?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1042" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Christine Lagarde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Chrstine-Lagarde-Bce-a-Bruxelles-La-Presse-e1581059385886-1024x556.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel pieno dell&#8217;emergenza coronavirusla <strong>Banca centrale europea </strong>torna a muoversi e propone la creazione di una &#8220;bad bank&#8221; comunitaria per accumulare e smaltire i <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/mercato-dei-crediti-deteriorati-opportunita-o-rischio.html">crediti deteriorati</a> </strong>(<em>Non performing loans, </em>Npl) detenuti dagli istituti finanziari dell&#8217;Unione.</p>
<p>Regista dell&#8217;operazione, secondo quanto riportato dal <em>Financial Times, </em>un italiano, il capo del Meccanismo di vigilanza unico dell&#8217;Eurotower <strong>Andrea Enria, </strong>già in passato fautore di una manovra di questo tipo. La <em>ratio </em>della creazione della <span class="hilg1">bad</span> <span class="hilg2">bank, secondo molti autorevoli </span>esponenti della Bce, sta nella volontà di lenire la preoccupazione che le conseguenze economiche del lockdown imposto in diversi paesi del blocco, a causa della pandemia coronavirus, portino diverse aziende a fallire e, di conseguenza, diverse banche a non riuscire a riottenere i prestiti erogati.</p>
<p>Una &#8220;bad bank&#8221; di questo tipo dovrebbe fungere da pozzo di smaltimento dei <strong>titoli deteriorati </strong>detenuti dalle banche dell&#8217;Eurosistema. <a href="https://www.ft.com/content/15d17d1d-8e1b-4f84-97b4-b62e6ae8f962">Come spiega il </a><em>Financial Times, </em>la manovra sarebbe simile a quella compiuta dopo la crisi nel 2008 da Spagna, Irlanda e Germania, che misero in campo bad bank supportate dallo Stato. Nei prossimi mesi, secondo Enria e i suoi collaboratori, si imporrà la necessità di rendere accettabile la vendita sul mercato degli Npl detenuti dalle banche dopo un periodo fissato di tempo, così da permettere ai detentori di recuperare le perdite scontate in portafoglio.</p>
<p>La mossa rappresenterebbe, per Roma e le altri capitale dell&#8217;Europa del Sud, un assist di grande valore. Per anni, dal 2014 al 2018, la vigilanza bancaria comunitaria ha massacrato le banche italiane proprio sul tema degli Npl, trascurando al contempo problemi macroscopici come i <strong>derivati tossici </strong>detenuti dal sistema franco-tedesco e in particolare da Deutsche Bank.</p>
<p>Tra procedure di risoluzioni forzate, richieste di<a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cose-il-bail-in.html"> &#8220;bail-in&#8221;</a> e influenza sugli esecutivi italiani, all&#8217;epoca controllati dal <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/come-il-partito-democratico-e-la-vigilanza-hanno-causato-la-crisi-di-carige.html">Partito Democratico</a> </strong>e più volte solerti nell&#8217;andare oltre lo zelo richiesto dall&#8217;Europa, l&#8217;intervento comunitario ha perturbato la soluzione di casi quali quelli delle banche venete, degli istituti dell&#8217;Italia centrale e di <a href="https://it.insideover.com/economia/quanto-e-costato-allitalia-lerrore-della-commissione-sulle-banche.html"><strong>Tercas</strong></a>. La spinta alle banche italiane perchè si disfassero degli Npl, incentivata dal predecessore francese di Enria, la sempre inflessibile Daniele Nouy, perturbò notevolmente il mercato.</p>
<p>La nuova svolta proposta dalla Banca centrale europea rappresenta un cambio di paradigma. La seconda svolta favorevole all&#8217;Italia, dopo la scelta di marzo di riprendere<a href="https://it.insideover.com/economia/adesso-la-bce-cambia-idea-piano-da-750-miliardi.html"> il piano di acquisto titol</a>i includendo l’eliminazione del principio di <i>capital key</i> dagli acquisti, capace di portare la quota parte dei Btp drenati da Francoforte sul mercato secondario tramite la Banca d’Italia dal 17% statutario a oltre il 40% del totale. Ma sul tema la Bce ha trovato l&#8217;influenza frenante della <strong>Commissione europea, </strong>a dir poco glaciale nell&#8217;accogliere una proposta che garantirebbe il rallentamento della disciplina di mercato sul tema Npl, la creazione di un ordinato meccanismo di smaltimento degli stessi e, di converso, la sterilizzazione dei rischi di una crisi di sfiducia attorno a banche potenzialmente incapaci di garantire liquidità a cittadini e imprese.</p>
<p>Secondo quanto <a href="https://www.ilsussidiario.net/news/spy-finanza-la-doppia-mossa-della-bce-che-fa-cadere-il-governo/2012080/">scrive <strong>Mauro Bottarelli </strong>su </a><em>Il Sussidiario, </em>la scelta della Bce si caratterizzerebbe come un &#8220;<i>waiver</i> – una deroga – enorme rispetto alle regole comunitarie del <i>bail-in</i>, le quali infatti impongono – prima del via libera all’aiuto di Stato per un comparto bancario – l’imposizione di perdite per azionisti e obbligazionisti delle medesime banche beneficiarie&#8221;. La Commissione, sul tema, la sa lunga avendo per diverso tempo bloccato l&#8217;intervento in Italia del <strong>Fondo interbancario di tutela depositi </strong>a sostegno di Tercas, ritenuto distorsivo della concorrenza e subottimale rispetto al bail-in, attraverso le manovre della <a href="https://it.insideover.com/economia/la-vestager-si-candida-a-guidare-lue-dopo-aver-smontato-le-nostre-banche.html">commissaria alla Concorrenza <strong>Vestager</strong>.</a> Prima che la Corte Ue finisse per dichiarare illegittima la scelta della Commissione di stoppare le manovre italiane e di irrigidirsi su regole di risoluzioni autolesioniste.</p>
<p>Al contempo, la Commissione vedrebbe frenata dalla proposta di bad bank europea la marcia verso l&#8217;introduzione della direttiva europea Npl 2018/0063, che mira a costruire un mercato integrato dei crediti deteriorati e a unificare le procedure per il <strong>recupero crediti</strong>. Logico pensare che la scelta di creare un mercato unificato dei crediti deteriorati risulterebbe decisamente problematica in questo frangente storico, e che penalizzerebbe apertamente quei Paesi, come l&#8217;Italia, che per gli Npl hanno già avuto diversi problemi, finendo inoltre per <a href="https://it.insideover.com/economia/lassist-europeo-agli-speculatori-mercato-unico-dei-crediti-deteriorati.html">incentivare possibili raid speculativi</a> da parte di fondi desiderosi di capitalizzare il rischio insito negli Npl stessi. L&#8217;Europa politica si dimostra, anche sul tema della sterilizzazione del rischio, eccessivamente dogmatica e molto più miope dell&#8217;Europa bancaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-vuole-creare-una-bad-bank-per-leurozona.html">La Bce vuole creare una &#8220;bad bank&#8221; per l&#8217;Eurozona?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I piani per la sovranità tecnologica europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/i-piani-per-la-sovranita-tecnologica-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 11:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Nel 1968 il giornalista francese Jean-Jacques Servan-Schreiber pubblicò un libro che fece molto scalpore, intitolato La sfida americana, nel quale si sottolineava come l&#8217;Europa stesse perdendo terreno e rilevanza negli scenari internazionali rispetto a Washington per la sua incapacità di restare al passo della trasformazione tecnologica, i cui centri propulsori erano pienamente trasferiti oltre Atlantico. Profezia veritiera, se si guarda alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/i-piani-per-la-sovranita-tecnologica-europea.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Nel 1968 il giornalista francese <strong>Jean-Jacques Servan-Schreiber </strong>pubblicò un libro che fece molto scalpore, intitolato <em>La sfida americana, </em>nel quale si sottolineava come l&#8217;Europa stesse perdendo terreno e rilevanza negli scenari internazionali rispetto a Washington per la sua incapacità di restare al passo della <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/le-sfide-del-nuovo-decennio-la-rivoluzione-tecnologica.html">trasformazione tecnologica</a>, </strong>i cui centri propulsori erano pienamente trasferiti oltre Atlantico. Profezia veritiera, se si guarda alla storia dei decenni successivi. E sfida ancor più pressante ora che i <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/cina-usa-battaglia-giganti/">centri nevralgici della trasformazione tecnologica sono diventati due, Stati Uniti e Cina</a>.</p>
<p>In una fase che vede l&#8217;informatica di frontiera evolvere, tecnologie come il 5G e la blockchiain divenire sempre più importanti nuovi paradigmi come l&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/dallintelligenza-artificiale-alla-blockchain-le-nuove-frontiere-delleconomia.html">intelligenza artificiale</a> </strong>entrare in scena, sfide futuristiche come il <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/il-supercomputer-quantistico-di-google-sorpasso-usa-sulla-cina.html">calcolo quantistico</a> </strong>apparire sempre più attuali, Pechino e Washington competono, si lanciano in un duro braccio di ferro. Ognuno dei due Paesi ha i suoi &#8220;campioni nazionali&#8221;. Washington foraggia con appalti miliardari i <a href="https://it.insideover.com/economia/apple-microsoft-ibm-il-big-tech-ora-punta-su-trump.html">giganti della Silicon</a> Valley, li <a href="https://it.insideover.com/economia/i-favori-fiscali-ai-giganti-del-web.html">coccola con sconti fiscali senza paragoni,</a> li difende politicamente all&#8217;estero di fronte alla prospettiva di una maggiore imposizione fiscale. Pechino applica un dirigismo notevole sui motori di ricerca e sulle società tecnologiche, ma amplia al tempo stesso la loro prospettiva economica con investimenti e il sostegno politico fuori dai confini nazionali.</p>
<p>L&#8217;Europa, fino ad ora, è stata sempre in secondo piano. Pochi attori capaci di incidere e di acquisire rango globale (<strong>Nokia</strong>,<strong> Ericsson</strong>,<strong> Sap </strong>e poco altro), poca progettualità politica, nulla di paragonabile a un Alibaba o a un Google, scarso o nullo controllo politico ed economico sui servizi di cloud e sui flussi dati. Francia e Germania hanno tentato l&#8217;iniziativa congiunta del motore di ricerca &#8220;autarchico&#8221; Qwant, senza però dargli grande proiezione sistemica.</p>
<p>Per questo,sono di estrema importanza le recenti dichiarazioni del presidente della Commissione Ue <strong>Ursula von der Leyen </strong>sul tema della &#8220;sovranità&#8221; tecnologica europea, indicata come obiettivo del suo mandato quinquennale alla guida delle istituzioni di Bruxelles. La von der Leyen, insieme ai commissari <a href="https://it.insideover.com/economia/la-vestager-si-candida-a-guidare-lue-dopo-aver-smontato-le-nostre-banche.html">Margrethe Vestager</a> e <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-sceglie-il-supermanager-gollista-per-la-commissione.html">Thierry Breton</a>, ha infatti presentato le linee guida per aumentare il grado di autonomia dell&#8217;Europa nel mondo digitale e nel settore dell&#8217;Ia.</p>
<p>Nel campo dell&#8217;intelligenza artificiale, l&#8217;Unione si prefigge l&#8217;obbiettivo di governare la crescita del settore mobilitando risorse pubbliche e private, incentivando la sua diffusione presso le piccole e medie imprese, stimolando un dibattito politico e mediatico sul tema e regolamentando i potenziali fattori di <strong>rischio sistemico </strong>connessi all&#8217;innovazione (perdita di posti di lavoro, sostituzione di competenze umane e così via). Come sottolinea <em><a href="https://www.startmag.it/innovazione/ai-riconoscimento-facciale-e-non-solo-ecco-la-strategia-sovranista-dellue/">StartMag,</a> </em>&#8220;Bruxelles punta ad un approccio “umano-centrico”, che faccia in modo che i sistemi di intelligenza artificiale vengono utilizzati in modo da rispettare le leggi Ue e i diritti fondamentali. L’Ue si considera già un leader globale nell’Ai ed è determinata a mantenere ed estendere tale vantaggio supportando i ricercatori e attirando più talenti. <a href="https://www.businessinsider.com/europe-digital-strategy-challenge-us-china-big-tech-artificial-intelligence-2020-2?IR=T">Rispetto a Stati Uniti e Cina infatti</a>, il Vecchio Continente resta indietro in termini di finanziamento e adozione dell’intelligenza artificiale&#8221;.</p>
<p>Sul tema dei <strong>dati, </strong><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_273">l&#8217;Unione europea punta a creare un vero</a> <strong>spazio europeo dei dati</strong>, un mercato unico per i dati, nel contesto di un quadro normativo altamente favorevole alla gestione della privacy dei cittadini dopo l&#8217;avanzamento della regolamentazione Gdpr. In tal senso, risulta importante sottolineare come uno sviluppo fondamentale dovrebbe essere l&#8217;avanzamento degli investimenti per i <strong>centri dati </strong>per il cloud che attualmente alimentano, principalmente, il big tech statunitense e il suo business. <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a> </strong>e il suo governo hanno proposto di recente una regolamentazione ad hoc per un controllo più stretto su eventuali pratiche abusivi dei colossi digitali sui dati dei cittadini tedeschi, e in tal senso la manovra anticipa la svolta europea.</p>
<p>Basterà la nuova politica dell&#8217;Europa a competere con Stati Uniti e Cina nello scacchiere globale? Difficile dirlo. Troppe volte siamo stati abituati agli annunci di piani di portata rivoluzionaria in Europa, per poi vedere la montagna partorire il topolino. Le architetture comunitarie, le regole di bilancio e la difficoltà nell&#8217;allocazione dei fondi potrebbero ostacolare il progetto, mentre i Paesi meno centrali nella politica continentale, come l&#8217;Italia, dovrebbero vigilare che il piano non finisca per premiare eccessivamente i front-runner, Francia e Germania. Un&#8217;utile opzione potrebbe essere spingere affinché sia la <strong>Banca europea degli investimenti (Bei), </strong>a tutti gli effetti la più strategica delle istituzioni europee, a prendere in mano il progetto di finanziamento dei piani tecnologici. In modo da permettere che sia l&#8217;Europa intera, e non solo i suoi Paesi guida, a beneficiare da una strategia ambiziosa.</p>
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		<title>Germania, soldi pubblici per salvare una banca: via libera di Bruxelles</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/germania-soldi-pubblici-per-salvare-una-banca-via-libera-di-bruxelles.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 15:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=246465</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Deutsche Bank" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La NordLb, una banca tedesca pubblica di Hannover sull’orlo del dissesto, verrà presto salvata dalla Germania; Berlino è pronta ad attuare la ricapitalizzazione pubblica dell’istituto dopo aver ricevuto il via libera dalla Commissione Ue. Il governo metterà sul tavolo 2,8 miliardi di euro per puntellare la Norddeutsche Landesbank, da tempo nei guai e ben al &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-soldi-pubblici-per-salvare-una-banca-via-libera-di-bruxelles.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Deutsche Bank" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/LP_2770466-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>NordLb</strong>, una banca tedesca pubblica di Hannover sull’orlo del dissesto, verrà presto salvata dalla Germania; Berlino è pronta ad attuare la ricapitalizzazione pubblica dell’istituto dopo aver ricevuto il via libera dalla Commissione Ue. Il governo metterà sul tavolo 2,8 miliardi di euro per puntellare la Norddeutsche Landesbank, da tempo nei guai e ben al di sotto degli indici minimi di capitale a causa della sua attività speculativa nel settore navale. Il denaro necessario per compiere il salvataggio arriverà dai due Lander azionisti della banca, cioè la Bassa Sassonia e la Sassonia Anhalt, oltre che dal fondo delle casse di risparmio tedesche. Come se non bastasse, la Bassa Sassonia applicherà una serie di garanzie sugli asset, che porteranno in dote alla NordLb altri 800 milioni. Calcolatrice alla mano, le casse pubbliche della Germania sborseranno <strong>3,6 miliardi di euro</strong> per risollevare le sorti di <a href="https://it.insideover.com/economia/la-riforma-del-mes-e-un-regalo-per-le-banche-tedesche-e-francesi.html">una propria banca</a>. Bene: l’Unione Europea, sempre attenta a scovare (e vietare) gli aiuti di Stato, in questa situazione ha concesso il suo benestare. Lo scorso 29 novembre il piano tedesco aveva già ricevuto il semaforo verde dalla Bce, che sottolineava come la Germania non violasse alcuna disposizione dal momento che avrebbe investito &#8220;alle stesse condizioni che avrebbe accettato un investitore privato&#8221;. Per Bruxelles, strano ma vero, Berlino non avrebbe violato nessuna delle stringenti regole Ue sugli aiuti di Stato.</p>
<h2>Semaforo verde per la Germania</h2>
<p>La danese <strong>Margrethe Vestager</strong>, vicepresidente dell&#8217;esecutivo Ue responsabile per la concorrenza, è stata chiarissima: &#8220;Il piano della Germania punta a fare della NordLB una banca solida e redditizia lasciando la porta aperta a futuri consolidamenti nel quadro del riassetto degli istituti di credito regionali&#8221;. Dunque, benedizione dall’alto e fumata bianca per il piano tedesco. Il salvataggio è composto da due interventi: un investimento diretto, a cui si aggiungono altri finanziamenti destinati alla ristrutturazione della banca e alla riduzione delle sue dimensioni, così da farla presto tornare alla redditività. La NordLb aveva ricevuto nei mesi scorsi un’offerta proveniente da due fondi privati, Cerberus e Centerbidge; la proposta, di 600 milioni di euro per il 49% dell’istituto, era però stata bocciata dalla banca. A maggior ragione, sottolinea il quotidiano <em>Milano Finanza</em>, è complicato pensare che Berlino possa adesso agire nelle vesti di un operatore di mercato. La Commissione Ue, inoltre, ha rimarcato il fatto che Lander e casse di risparmio coinvolte riceveranno una remunerazione &#8220;in linea con le condizioni di mercato&#8221;, eppure non si capisce quali siano le basi di tale valutazione.</p>
<h2>Un peso, due misure</h2>
<p>In altre parole, e questo è il punto chiave dell’intera vicenda, la <strong>Germania</strong> ha potuto salvare un proprio istituto bancario senza chiedere denari a creditori privati, come invece avrebbero previsto procedure come bail-in e burden sharing. Anzi, Berlino nel recente passato ha più volte ammonito i Paesi europei che osavano criticare i diktat provenienti da Bruxelles. Eppure, all&#8217;atto pratico, il governo tedesco ha fatto finta di scordarsi tutto. E in mezzo a tutto questo<a href="https://it.insideover.com/economia/cosi-leuropa-aiuta-le-banche-tedesche.html"> è sorprendente come Bruxelles abbia avallato la mossa della Germania</a> dopo aver respinto, in un caso molto simile, il piano di aiuti proposto dall’<strong>Italia</strong>. L’Ue, infatti, bloccò l’intervento del Fitd italiano (formato da denaro proveniente da istituti privati) per salvare Tercas, una banca che aveva un peso nel settore più basso dello 0,1%. Muro totale anche sul salvataggio delle quattro <a href="https://it.insideover.com/economia/le-banche-italiane-bocciano-la-riforma-del-mes.html">banche</a> regionali di Marche, Etruria, Ferrara e Chieti, con la conseguenza di ingenti perdite per tutti i creditori subordinati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/germania-soldi-pubblici-per-salvare-una-banca-via-libera-di-bruxelles.html">Germania, soldi pubblici per salvare una banca: via libera di Bruxelles</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il &#8220;golpe&#8221; francese contro la Von der Leyen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-golpe-francese-contro-la-von-der-leyen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2019 11:52:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="von der Leryen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un piano subdolo, preparato nell&#8217;ombra e pronto per essere attuato nel momento più opportuno, quando nessuno se lo aspetta. Emmanuel Macron non vede l&#8217;ora di spingere Ursula von der Leyen nel baratro. Basta solo una spinta, visto che la tedesca è stata eletta a capo della Commissione europa con soli nove voti di scarto rispetto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-francese-contro-la-von-der-leyen.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-francese-contro-la-von-der-leyen.html">Il &#8220;golpe&#8221; francese contro la Von der Leyen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="916" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="von der Leryen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Ursula-von-der-Leyen-Cdu-La-Presse-e1571991150740-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Un piano subdolo, preparato nell&#8217;ombra e pronto per essere attuato nel momento più opportuno, quando nessuno se lo aspetta. <strong>Emmanuel Macron</strong> non vede l&#8217;ora di spingere <strong>Ursula von der Leyen</strong> nel baratro. Basta solo una spinta, visto che la tedesca è stata eletta a capo della Commissione europa con soli nove voti di scarto rispetto alla soglia minima di 374. Un margine di vantaggio risicatissimo, che per la Von der Leyen va ad aggiungersi a un altro problema non da poco: quello di non essere ancora riuscita a far partire la sua Commissione. Il senso di precarietà che si respira nell&#8217;aria è fin troppo evidente e l&#8217;astuto Macron ha fiutato l&#8217;occasione perfetta per mettere in atto la sua vendetta. Al presidente francese, infatti, non è ancora andata giù la bocciatura di <strong>Sylvie Goulard</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/scandali-giudiziari-nuova-commissione-europea-von-der-leyen.html">uno dei tre commissari bocciati</a> dal Parlamento europeo.</p>
<h2>Von der Leyen appesa a un filo</h2>
<p>La Commissione capitanata dalla Von der Leyen avrebbe dovuto insediarsi lo scorso novembre ma, tra una grana e l&#8217;altra, la nuova data per la fumata bianca è adesso prevista primo dicembre. Attenzione però, perché il 14 novembre è in calendario l&#8217;audizione dei tre nuovi commissari nominati da Francia, Romania e Ungheria e non è detto che tutto fili liscio. In ogni caso, gli occhi sono puntati su <strong>Margrethe Vestager</strong>. La commissaria danese ha sottolineato pochi giorni fa l&#8217;importanza per l&#8217;Ue di dialogare con le forze sovraniste. In molti hanno visto in queste parole il tentativo di Vestager di voler estromettere Von der Leyen e prendere il suo posto, cercando una ipotetica sponda nei partiti sovranisti, malvisti dalla tedesca. Se così fosse,<a href="https://it.insideover.com/politica/leuropa-sempre-piu-nel-caos-adesso-la-merkel-non-vuole-pagare.html"> il cortocircuito sarebbe completo</a>. E von der Leyen sarebbe ancora più isolata e stretta in un&#8217;angolo.</p>
<h2>Il piano di Macron</h2>
<p>L&#8217;occasione è ghiottissima per inscenare una sostituzione al vertice della Commissione europea: Vestager è una donna proprio come <strong>Von der Leyen</strong><span style="font-size: 1rem;"> oltre ad essere una europeista convinta. Ma torniamo a Macron, perché è il capo dell&#8217;Eliseo a giocare un ruolo chiave. Dopo la bocciatura di Goulard, il presidente francese ha proposto Thierry Breton, un nome ancora più a rischio bocciatura. L&#8217;obiettivo di Parigi è puntare il dito, per la seconda volta, all&#8217;indirizzo di von der Leyen e creare così un pretesto per scatenare una guerra interna alla Commissione. A quel punto la Vestarger avrebbe via libera per superare l&#8217;attuale timoniera tedesca e prendersi il comando. Certo, a quel punto Macron avrebbe la sua vendetta. Il costo sarebbe altissimo: destabilizzare ulteriormente la Commissione europea e, indirettamente, la stessa Unione europea. Ma d&#8217;altronde è questo lo scenario migliore per consentire al presidente francese, a sua volta, di scavalcare tutti e mettersi a capo del Vecchio Continente. Le prime scintille tra Macron e von der Leyen sono andate in scena nei giorni scorsi, quando il primo ha attaccato la Nato e la seconda l&#8217;ha difesa a spada tratta: &#8220;L&#8217;Alleanza atlantica è la più potente alleanza di difesa nel mondo, oltre a essersi dimostrata un meraviglioso scudo di libertà&#8221;. La sensazione è che alla tedesca serviranno parole molto più convincenti per evitare di rimanere vittima del &#8220;golpe interno&#8221; pianificato da Parigi.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-francese-contro-la-von-der-leyen.html">Il &#8220;golpe&#8221; francese contro la Von der Leyen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Quella guerra all&#8217;interno dell&#8217;Ue dietro la multa a Starbucks</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/quella-guerra-allinterno-dellue-dietro-la-multa-a-starbucks.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 05:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Margrethe Vestager (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Starbucks non dovrà pagare la pesante sanzione da 30 milioni di euro dopo che la Corte di Giustizia europea ha bacchettato la Commissione e, in particolare, il titolare della Concorrenza Margrethe Vestager per una presa di posizione considerata eccedente le competenze dell&#8217;autorità principale dell&#8217;architettura comunitaria. La multinazionale del caffè era stata condannata dalla Commissione nel 2015 assieme &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-guerra-allinterno-dellue-dietro-la-multa-a-starbucks.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-guerra-allinterno-dellue-dietro-la-multa-a-starbucks.html">Quella guerra all&#8217;interno dell&#8217;Ue dietro la multa a Starbucks</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Margrethe Vestager (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Margrethe-Vestager-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Starbucks </strong>non dovrà pagare la pesante sanzione da 30 milioni di euro dopo che la Corte di Giustizia europea ha bacchettato la Commissione e, in particolare, il titolare della Concorrenza <strong>Margrethe Vestager </strong>per una presa di posizione considerata eccedente le competenze dell&#8217;autorità principale dell&#8217;architettura comunitaria. La multinazionale del caffè era stata condannata dalla Commissione nel 2015 assieme a Fiat-Chrysler Automobiles per aver ricevuto aiuti di Stato illeciti da <strong>Lussemburgo e Olanda </strong>sotto forma di sconti fiscali e <em>tax rulings </em>appositi. Lo stesso non è accaduto per Fca, che si è vista confermata la condanna.</p>
<p>Secondo la Vestager i tax rulings emanati dalle autorità nazionali allo scopo di ridurre artificiosamente l’onere fiscale di una società non sono conformi alle norme Ue. Tuttavia, secondo la magistratura comunitaria, la Commissione non è riuscita a dimostrare l&#8217;esistenza di un vantaggio economico secondo l&#8217;articolo 107 dei Trattati sul caso Starbucks. La sentenza ricorda molto quella che ha coinvolto il <a href="https://it.insideover.com/economia/lue-sbaglio-sulla-banche-italiane-ma-qualcuno-deve-pagare.html" target="_blank" rel="noopener">caso italiano su </a><strong>Tercas, </strong>la banca sul cui caso di instabilità l&#8217;Ue negò a Roma l&#8217;uso del <a href="https://it.insideover.com/economia/quellerrore-di-bruxelles-che-ha-fatto-fallire-le-banche-italiane.html" target="_blank" rel="noopener">Fondo Interbancario di Tutela Depositi (Fitd)</a>,classificato come aiuto di Stato illecito, consegnando i futuri casi (Etruria, venete e così via) alla mannaia del bail-in. Il tutto prima che la corte Ue stabilisse che la <a href="https://it.insideover.com/economia/la-vestager-si-candida-a-guidare-lue-dopo-aver-smontato-le-nostre-banche.html">Vestager si era spinta troppo oltre</a> nella sua aprioristica difesa del libero mercato &#8220;in sè&#8221;.</p>
<p>Nell&#8217;universo tecnico di Bruxelles uno scontro di potere è in atto. La Vestager, confermata alla Concorrenza anche da <strong>Ursula von der Leyen</strong>, ha esteso la sua burocrazia fino a farla divenire dominante negli equilibri europei. Tuttavia, lo zelo contro ogni intervento statale nell&#8217;economia crea problemi di sorta in casi del genere crea contraccolpi laddove subentra un nuovo potere regolatorio di tipo giudiziario, quella corte Ue che abbiamo visto diverse volte in azione come forza frenante.</p>
<p>Del resto, sul caso Olanda-Starbucks la Vestager aveva ridicolizzato la battaglia di chi da tempo denuncia il <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-paradiso-fiscale-ue-cui-nessuno-osa-parlare.html" target="_blank" rel="noopener">regime di paradiso fiscale dell&#8217;Aja</a> cercando di appigliarsi a scuse difficili da sostenere. Prima chiedendo un&#8217;<strong>analisi delle royalties </strong>fuori dalle sue competenze, poi un&#8217;indagine sui <strong>prezzi dei chicchi della società di trading del gruppo, </strong>basata però in Svizzera oltre i confini Ue, infine cercando di appigliarsi a norme e cavilli per incassare la conferma della condanna di Starbucks.</p>
<p>Del resto, il sistema olandese è molto più complesso di quello lussemburghese, dove eventuali violazioni sono più facili da rilevare. Non a caso il Tribunale dell&#8217;Unione europea ha ritenuto corretta la decisione della Commissione relativa a Fca e all&#8217;accordo fiscale siglato dal colosso anglo-olandese dell&#8217;auto in Lussemburgo. Accordo che garantisce a Fca un vantaggio fiscale facilmente comprensibile comparando i suoi livelli di fiscalità con quelli ordinari del Granducato.</p>
<p>Ma il rovesciamento della sentenza su Starbucks mette a rischio la strategia della Vestager. Che per il suo zelo pagherà la sua sconfitta con un fuoco di fila di ricorsi da parte delle imprese Usa multate, comprese le multinazionali del tech contro cui, è lecito riconoscerne il merito, la Vestager, sulla scia dei suoi predecessori alla Concorrenza, ha sempre tenuto il punto. <strong>Apple, Google e Facebook </strong>non vedono l&#8217;ora di richiamarsi alla sentenza Starbucks per riuscire a ribaltare multe da miliardi di dollari: la Commissione potrebbe essere stata costretta dalla Corte a un clamoroso autogol.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/quella-guerra-allinterno-dellue-dietro-la-multa-a-starbucks.html">Quella guerra all&#8217;interno dell&#8217;Ue dietro la multa a Starbucks</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il sovranismo tecnologico di Parigi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-sovranismo-tecnologico-di-parigi-la-francia-contro-il-libra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 05:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron parla durante una visita ad Andorra (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Strada in salita per il Libra, il progetto di criptovaluta (ma, data la possibilità di conversione in un paniere di valute, sarebbe meglio dire di stablecoin) annunciato da Facebook e Mark Zuckerberg a inizio estate per manifestare l&#8217;interesse di Palo Alto per il mondo delle transazioni peer-to-peer. Dopo lo scetticismo del presidente Usa Donald Trump e della sua amministrazione, un nuovo governo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sovranismo-tecnologico-di-parigi-la-francia-contro-il-libra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sovranismo-tecnologico-di-parigi-la-francia-contro-il-libra.html">Il sovranismo tecnologico di Parigi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emmanuel Macron parla durante una visita ad Andorra (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Emmanuel-Macron-ad-Andorra-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Strada in salita per il<a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-i-segreti-del-libra-la-criptovaluta-di-facebook.html"> Libra<strong>, </strong>il progetto di criptovaluta</a> (ma, data la possibilità di conversione in un paniere di valute, sarebbe meglio dire di <em>stablecoin</em>) annunciato da Facebook e <strong>Mark Zuckerberg </strong>a inizio estate per manifestare l&#8217;interesse di Palo Alto per il mondo delle transazioni peer-to-peer. Dopo lo scetticismo del presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> e della sua amministrazione, un nuovo governo si dichiara ostile alla nuova proposta di Facebook, e non è uno qualsiasi: a colpire il Libra, infatti, è ora la Francia di <strong>Emmanuel Macron </strong>per bocca del ministro dell&#8217;Economia<strong> Bruno Le Maire</strong>.</p>
<p>Aprendo una conferenza Ocse dedicata alle criptovalute, Le Maire ha usato parole inequivocabili, <a href="https://www.france24.com/fr/20190912-libra-la-france-refuse-le-d%C3%A9veloppement-de-la-cryptomonnaie-sur-le-sol-europ%C3%A9en">riportate da <em>France24</em></a>: &#8220;In queste circostanze, non possiamo permettere lo sviluppo di Libra sul suolo europeo&#8221;. Il timore di Le Maire è che il Libra potrebbe causare rischi finanziari e perturbazioni sistemiche dovute al peculiare sistema di governance che centralizza su Facebook l&#8217;azione della nuova &#8220;moneta&#8221;. Gli acquirenti del Libra, infatti, si troveranno a possedere una sorta di titolo il cui controvalore sarà un ammontare di denaro spendibile solo nel perimetro disegnato da <strong>Facebook</strong> e dalle altre società che aderiranno al nuovo circuito (acquisti online, prenotazione di viaggi e trasferimenti di denaro), mentre Palo Alto potrà investire nell&#8217;economia reale i proventi dell&#8217;iscrizione al circuito Libra o utilizzarli per operazioni in borsa guadagnando interessi positivi dalle sue attività.</p>
<p>Questo <a href="https://cryptonomist.ch/2019/09/12/francia-libra-facebook/">per Le Maire</a> potrebbe da un lato causare la <strong>sostituzione delle valute nazionali più deboli </strong>o impattare duramente su contesti resi instabili da casi di svalutazione. Le sue parole aprono un fronte tra Facebook e l&#8217;Europa, e si aggiungono a precedenti dichiarazioni in cui il ministro esprimeva la sua preoccupazione su possibili finanziamenti al terrorismo destinati a passare attraverso il circuito Libra.</p>
<p>Ai margini della riunione dell&#8217;Eurogruppo di Helsinki del 13 settembre Le Maire ha rilanciato:</p>
<blockquote><p>Sarebbe  saggio pensare ad una valuta digitale pubblica. Quello che è in gioco è la sovranità dell&#8217;Europa</p></blockquote>
<p>Parigi ribadisce così il suo &#8220;sovranismo tecnologico&#8221; già palesato nel 2018 col passaggio dei device degli apparati statali al motore di ricerca franco-tedesco <a href="https://it.insideover.com/politica/la-francia-volta-le-spalle-a-google-e-passa-a-qwant-per-tutelare-la-sicurezza-digitale.html">Qwant </a>in sostituzione di <strong>Google</strong> e degli altri portali statunitensi per ragioni concernenti la tutela dei dati scambiati nei dispositivi. <span style="float: none; background-color: transparent; color: #383841; font-family: 'Encode Sans',sans-serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px;">Dal Paese che ha già </span><a href="https://www.punto-informatico.it/francia-usa-accordo-web-tax/">approvato la webtax</a><span style="float: none; background-color: transparent; color: #383841; font-family: 'Encode Sans',sans-serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px;"> giunge quindi una nuova presa di posizione ostile alle ambizioni della Silicon Valley oltre Atlantico. <a href="https://www.punto-informatico.it/francia-libra/"><em>Punto Informatico </em></a>segnala che la Libra Association che sta sviluppando la nuova piattaforma ha dichiarato la sua disposizione al dialogo con la Francia e l&#8217;Unione europea, ma i prossimi anni saranno sicuramente costellati da tensioni.</span></p>
<p>La conferma alla posizione di Commissario alla Concorrenza dell&#8217;Unione europea, con delega al Digitale, della <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-gafa-tax-di-macron-e-il-futuro-dei-colossi-digitali-in-europa.html">danese </a><strong>Margrethe Vestager</strong>, puntigliosa fustigatrice delle violazioni del diritto comunitario da parte della Silicon Valley, è un&#8217;ulteriore fonte di preoccupazione per Palo Alto e le sue ambizioni globali legate al Libra. Il curriculum della Vestager è sicuramente macchiato dagli errori commessi sulle banche italiane, ma non si possono dimenticare le azioni dure condotte contro le violazioni fiscali o commerciali del grande business tecnologico Usa: la tagliola delle indagini della Vestager e delle multe della commissione ha colpito Google, Facebook, Apple, Asus, Qualcomm, rafforzando le già dure prese di posizione dei predecessori della liberale danese (Monti, Kroes, Almunia).</p>
<p>La rinnovata centralità di Parigi in sede europea influenzerà senz&#8217;altro l&#8217;atteggiamento della Commissione Von der Leyen verso il big tech statunitense: l&#8217;ostacolo francese a Zuckerberg è sicuramente un elemento di complicazione per un Libra che fa discutere e suscita allarme prima ancora di entrare realmente in funzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-sovranismo-tecnologico-di-parigi-la-francia-contro-il-libra.html">Il sovranismo tecnologico di Parigi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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