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	<title>Mao Zedong Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Mar 2026 09:44:40 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Mao Zedong Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Cina: perché abbassare il target di crescita è un segnale positivo</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/cina-perche-abbassare-il-target-di-crescita-e-un-segnale-positivo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 09:44:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Comunista cinese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Un segnale anche al mondo: la Cina sceglie obiettivi macroeconomici che ormai riflettono la crescita di un’economia sviluppata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/cina-perche-abbassare-il-target-di-crescita-e-un-segnale-positivo.html">Cina: perché abbassare il target di crescita è un segnale positivo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-300x220.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1024x751.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-768x563.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-1536x1126.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Cina-1-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel discorso di apertura delle Due Sessioni del parlamento cinese, l’evento politico più importante dell’anno tenutosi dal 5 al 12 marzo, il primo ministro <strong>Li Qiang ha annunciato un obiettivo di crescita per il 2026 compreso tra il 4,5% e il 5%</strong>. Un traguardo ambizioso per gli standard europei ma che, per la Cina, rappresenta il più basso dal 1991. Rallentamento economico o lungimiranza strategica?</p>



<p>Il sistema economico cinese si basa su obiettivi strategici di lungo periodo. Il raggiungimento viene scandito da linee guida rilasciate ogni cinque anni, i piani quinquennali, e aggiustamenti annuali. Queste scelte tattiche permettono di adattare la strategia mantenendo saldo l’obiettivo finale: la modernizzazione socialista, spesso definita “modernizzazione con caratteristiche cinesi.”</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Modernizzazione con caratteristiche cinesi</strong></h2>



<p>A differenza della modernizzazione capitalista occidentale, guidata dal mercato, <strong>in Cina la forza trainante è il Partito.</strong> La realizzazione della modernizzazione socialista rappresenta una missione storica sin dai tempi di <strong>Mao Zedong</strong>. In base allo stadio di sviluppo del Paese, anche le strategie si sono adattate e i piani quinquennali hanno rappresentato lo strumento principale per adeguare le politiche economiche alle diverse fasi di crescita e al contesto internazionale.</p>



<p>Un momento di svolta fu segnato dalla leadership di <strong>Deng Xiaoping,</strong> il successore di Mao. Deng lanciò il piano delle “quattro modernizzazioni” abbandonando l’ideologia rivoluzionaria del predecessore in favore di un pragmatismo necessario per risollevare il Paese dopo la stagnazione della Rivoluzione Culturale. Agricoltura, industria, scienza e tecnologia, e difesa divennero le quattro aree di intervento della politica di “riforma e apertura”. Il cambio di rotta annunciato nel 1978 diede il via a un processo di crescita senza precedenti, basato su un equilibrio tra liberalizzazione economica e controllo statale. <a href="https://www.weforum.org/stories/2025/06/how-china-got-rich-40-year-history-of-economic-transformation/">Un modello che ha sostenuto tassi di crescita superiori al 9% per oltre trent’anni.</a></p>



<p>Una volta salito al potere, <strong>Xi Jinping</strong> ha promosso il suo “sogno cinese” che si realizza anche attraverso il completamento della modernizzazione socialista. Xi ha definito i suoi obiettivi in precisi termini temporali. Tra questi vi è <strong>il raggiungimento dello status di Paese “moderatamente sviluppato” entro il 2035, </strong>raddoppiando il PIL <em>pro capite</em> del 2020. Alla luce di questa prospettiva, il target annunciato del primo ministro Li potrebbe apparire come un segnale di rallentamento. In realtà riflette una scelta tattica e calcolata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo target</strong></h2>



<p>Gli economisti hanno stimato che per raddoppiare il PIL pro capite del 2020, la Cina deve crescere a un <a href="https://www.cnbc.com/2026/03/06/china-economy-gdp-growth-target-lowest-in-decades-tariffs-deflation-.html">tasso medio annuo del 4,17 %</a>. Dunque, seppur più basso, l’obiettivo rimane perfettamente coerente con la traiettoria strategica di Pechino. La scelta del Partito riflette piuttosto l’attuale stadio di sviluppo dell’economia cinese che non punta più a una crescita a ogni costo, ma a uno <a href="https://global.chinadaily.com.cn/a/202603/08/WS69acb999a310d6866eb3c6ff.html">“sviluppo di alta qualità”</a>.</p>



<p><strong>Per decenni la crescita cinese è stata guidata dalle esportazioni e da massicci investimenti nel settore immobiliare e infrastrutturale.</strong> Tuttavia, fattori esterni, come tensioni geopolitiche e dazi, e debolezze strutturali, tra cui una scarsissima domanda interna, hanno minato la sostenibilità di questo modello. La nuova strategia di Pechino, racchiusa anche nel quindicesimo piano quinquennale annunciato durante le Due Sessioni di marzo, <a href="https://biz.chosun.com/en/en-international/2026/03/12/MDXMPOHZ2BDYPK52YQNINK2MAU/">punta all’autosufficienza tecnologica attraverso uno sviluppo trainato dall’innovazione e sostenuto dal consumo domestico</a>.  </p>



<p><a href="https://www.chinadailyasia.com/hk/article/630356">Pechino ha annunciato che la spesa in ricerca e sviluppo crescerà del 10% nel 2026 con l’obiettivo di trasformare</a> l’economia digitale in un motore trainante del PIL, fino a rappresentare il 12,5%. Un altro aspetto cruciale è l’avanzamento della “AI+”, una strategia lanciata nel 2024 volta a integrare l’Intelligenza Artificiale in tutti i settori economici e sociali. Parallelamente, <strong>lo sforzo è direzionato al rafforzamento del consumo interno, sfida strutturale per il Partito.</strong> La crisi immobiliare del 2021 e l’aumento dei tassi di disoccupazione, specialmente giovanile, continuano a minare la fiducia dei cittadini, che percepiscono la performance economica del Paese come fragile. P<strong>echino ha deciso di aumentare i redditi delle famiglie con pensioni più elevate e sussidi per l’assicurazione sanitaria.</strong></p>



<p>Il Partito sceglie di<a href="https://it.insideover.com/politica/noi-e-loro-carnelos-e-arlacchi-leggono-loccidente-alla-prova-del-resto-del-mondo.html"> scommettere sull’innovazione </a>e sui suoi cittadini, ma questo nuovo modello di sviluppo richiede tempo e maggiore flessibilità. Annunciare un target più basso è dunque un segnale di lungimiranza ragionata e prudenza strategica. Un segnale, forse, anche al mondo: che la Cina si muove verso obiettivi macroeconomici che non riflettono più la crescita di un Paese in via di sviluppo, ma quelli di un’economia sviluppata.</p>
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		<item>
		<title>Il Terzo Fronte: quando era la Cina a temere un&#8217;invasione</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/il-terzo-fronte-quando-era-la-cina-a-temere-uninvasione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Popolare Cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sovietica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli anni Sessanta la Cina di Mao Zedong costruì all'interno del Paese una fortezza per difendersi dai nemici</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Mao-Tze-Tung-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un celebre adagio recita che la storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa. Qualche volta però c&#8217;è una terza opzione che consiste nel capovolgimento della storia stessa. È ciò che sta accadendo in Asia. Infatti se oggi gli abitanti dell’isola di <strong>Taiwan </strong>scrutano l’orizzonte verso la terraferma per scorgere i segnali di un’invasione da parte di Pechino, in un passato recente erano invece i cinesi a temere l’arrivo del nemico.</p>



<p>Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando l’ossessione di&nbsp;<strong>Mao Zedong</strong> per un nemico invisibile alle porte diede vita al <strong><a href="https://www.economist.com/china/2023/08/31/when-china-thought-america-might-invade" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Terzo Fronte</a></strong>, una campagna volta a costruire un complesso militare industriale nell’entroterra montagnoso dell&#8217;allora giovane <strong>Repubblica popolare cinese</strong>. La paura all’epoca era che gli Stati Uniti, l’Unione Sovietica, l’India e altre potenze ostili potessero invadere la <strong>Cina</strong> dal mare o dai confini terrestri per spartirsene le spoglie come un ricco bottino di guerra.&nbsp;</p>



<p>La dottrina del <strong>partito comunista </strong>già definiva lo sviluppo delle aree vicino al mare come un’eredità del colonialismo e il Grande Timoniere le considerava inoltre una facile preda per gli attacchi dei nemici. Mao, nelle riunioni con i vertici dello stato e richiamandosi anche alle teorie della guerriglia, ordinò quindi il trasferimento di industrie strategiche nell’interno più remoto e inaccessibile del Paese. L’opposizione di alcuni esponenti politici, tra cui <strong>Deng Xiaoping</strong>, fu superata quando nell’agosto del 1964 l’America accusò il Vietnam del Nord di aver attaccato una delle sue navi da guerra, un episodio che segnò l’avvicinamento ai confini meridionali cinesi di un conflitto e delle forze armate di una superpotenza.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>A partire da allora almeno 15 milioni di persone furono reclutate in gran parte dalle regioni costiere o di confine e inquadrate in brigate militarizzate. La costruzione di una vera e propria fortezza arroccata e pronta alla guerra comportò un pesante costo in termini di vite umane e risorse.&nbsp;Il piano rimase un segreto per oltre un decennio.</p>



<p>Tra le misure&nbsp;approvate con più rapidità dopo l’escalation in <strong>Vietnam </strong>ci fu la costruzione di Panzhihua, una città nel sud ovest della Cina destinata alla produzione di acciaio, e il blocco dello sviluppo di nuovi progetti industriali in 15 centri urbani sulla costa. Su una pietra posta all’esterno del museo dedicato al Terzo fronte nella metropoli dello Sichuan si legge che “non riposerò sinché Panzhihua non sarà costruita”. </p>



<p>L&#8217;invasione temuta da Mao non si materializzò mai e alla fine degli anni Settanta il Terzo Fronte venne abbandonato del tutto. Le ferrovie e le altre infrastrutture costruite, insieme alle miniere, le fabbriche di armamenti e i siti nucleari contribuirono allo sviluppo della Cina più profonda ma la chiusura del programma portò alla cancellazione e allo smantellamento di molti progetti. A sopravvivere ancora oggi è però la <strong>sindrome dell’accerchiamento</strong>, per la verità frutto del cosiddetto <strong>secolo dell’umiliazione</strong>, il periodo storico tra il 1839 e il 1949 durante il quale le potenze occidentali e il Giappone approfittarono della debolezza del Paese per occupare territori e sottomettere la popolazione.&nbsp;</p>



<p>La storia del Terzo Fronte e gli avvenimenti antecedenti alla nascita della Repubblica popolare cinese aiutano a comprendere l’attuale politica estera di Pechino e il perché di tanta aggressività in un&#8217;area che considera il proprio “cortile di casa&#8221;. Secondo tale logica <strong>Taiwan</strong> viene vista non solo come una parte integrante del gigante asiatico ma anche come una base che, se non riconquistata, potrebbe essere sfruttata dai nemici per colpire la Cina continentale. Si dice che quello attuale sarà il secolo cinese ma non si sottolinea abbastanza come nelle intenzioni del presidente<strong> Xi Jinping</strong> questo sarà prima di tutto il secolo di un ritrovato orgoglio nazionale.&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Nixon in Cina: il viaggio che ha cambiato la storia del mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/nixon-in-cina-il-viaggio-che-ha-cambiato-la-storia-del-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 16:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
		<category><![CDATA[economia cinese]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni diplomatiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1492" height="1255" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-300x252.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-1024x861.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-768x646.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p>
<p>Il 21 febbraio del 1972 l&#8217;Air Force One di Richard Nixon atterra all&#8217;aeroporto di Pechino. È la prima volta nella storia che un presidente statunitense in carica visita la Cina. Lo scenario non è tuttavia dei migliori, visto che da 22 anni i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese sono pressoché inesistenti, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/nixon-in-cina-il-viaggio-che-ha-cambiato-la-storia-del-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/nixon-in-cina-il-viaggio-che-ha-cambiato-la-storia-del-mondo.html">Nixon in Cina: il viaggio che ha cambiato la storia del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1492" height="1255" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01.jpg 1492w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-300x252.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-1024x861.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220223175617971_1f9f4a7146b3a34e57673b1aa9dc2a01-768x646.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1492px) 100vw, 1492px" /></p><p>Il 21 febbraio del 1972 l&#8217;Air Force One di <strong>Richard Nixon</strong> atterra all&#8217;aeroporto di Pechino. È la prima volta nella storia che un presidente statunitense in carica visita la <strong>Cina</strong>. Lo scenario non è tuttavia dei migliori, visto che da 22 anni i rapporti diplomatici tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Cinese sono pressoché inesistenti, separati da ideologie contrapposte, avvelenati dalla Guerra del Vietnam, dalla questione taiwanese e dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-guerra-di-corea-un-conflitto-mai-finito.html">Guerra di Corea</a>. Il viaggio di Nixon oltre la Muraglia ha tuttavia permesso ai due Paesi di iniziare a normalizzare le loro relazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/nixon-in-cina-il-viaggio-che-ha-cambiato-la-storia-del-mondo.html">Nixon in Cina: il viaggio che ha cambiato la storia del mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La storia del Grande balzo e dell&#8217;utopia comunista di Mao</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-del-grande-balzo-e-dellutopia-comunista-di-mao.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 17:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-300x235.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-1024x802.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-768x601.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-1536x1203.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-2048x1604.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quella di Mao Zedong è una delle storie più complesse e controverse nel panorama della Cina contemporanea. Il Grande Timoniere vede il suo giudizio storico condizionato principalmente dal suo più importante e tragico fallimento politico: le disastrose conseguenze del Grande balzo in avanti, il tentativo di accelerata modernizzazione della Repubblica Popolare compiuto tra il 1958 e 1961 per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-del-grande-balzo-e-dellutopia-comunista-di-mao.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-del-grande-balzo-e-dellutopia-comunista-di-mao.html">La storia del Grande balzo e dell&#8217;utopia comunista di Mao</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1503" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-300x235.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-1024x802.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-768x601.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-1536x1203.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Mao-Zedong-la-presse-2048x1604.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Quella di <strong>Mao Zedong </strong>è una delle storie più complesse e controverse nel panorama della Cina contemporanea. Il Grande Timoniere vede il suo giudizio storico condizionato principalmente dal suo più importante e tragico fallimento politico: le disastrose conseguenze del <strong>Grande balzo in avanti, </strong>il tentativo di accelerata modernizzazione della Repubblica Popolare compiuto tra il 1958 e 1961 per modificare profondamente la società e l&#8217;economia del Paese e risoltosi in una serie di catastrofi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-storia-del-grande-balzo-e-dellutopia-comunista-di-mao.html">La storia del Grande balzo e dell&#8217;utopia comunista di Mao</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>13 settembre 1971: il mistero Lin Biao e il golpe fallito che poteva cambiare la Cina</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/13-settembre-1971-il-mistero-lin-biao-e-il-golpe-fallito-che-poteva-cambiare-la-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 10:45:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1607" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-scaled.jpeg 1607w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-251x300.jpeg 251w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-857x1024.jpeg 857w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-768x918.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-1285x1536.jpeg 1285w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-1713x2048.jpeg 1713w" sizes="auto, (max-width: 1607px) 100vw, 1607px" /></p>
<p>Sono passati 50 anni dalla misteriosa scomparsa del maresciallo Lin Biao, una delle figure storiche più importanti della Repubblica Popolare cinese. Fido alleato di Mao Zedong, con il quale contribuì a dirigere la Lunga Marcia (1934-35), ricoprì numerosi incarichi nella nuova Cina fondata dal Grande Timoniere, sia militari che civili. Ad esempio, guidò le armate &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/13-settembre-1971-il-mistero-lin-biao-e-il-golpe-fallito-che-poteva-cambiare-la-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1607" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-scaled.jpeg 1607w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-251x300.jpeg 251w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-857x1024.jpeg 857w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-768x918.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-1285x1536.jpeg 1285w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/09/Lin-Biao-Agenzia_Fotogramma_FGR118210-1713x2048.jpeg 1713w" sizes="auto, (max-width: 1607px) 100vw, 1607px" /></p><p>Sono passati 50 anni dalla misteriosa scomparsa del maresciallo<strong> Lin Biao</strong>, una delle figure storiche più importanti della Repubblica Popolare cinese. Fido alleato di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html">Mao Zedong</a>, con il quale contribuì a dirigere la Lunga Marcia (1934-35), ricoprì numerosi incarichi nella nuova <strong>Cina</strong> fondata dal Grande Timoniere, sia militari che civili. Ad esempio, guidò le armate cinesi in Manciuria (1947), fu ministro della Difesa (1959) e perfino vicesegretario del <a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-il-partito-comunista-cinese.html">Partito Comunista Cinese</a> (a partire dal 1969).</p>
<p>Nella lotta per la pesantissima <strong>successione a Mao</strong>, uscì improvvisamente dai radar, tra indiscrezioni riguardanti un colpo di stato fallito da lui organizzato, altre voci ufficiose e notizie non confermate né confermabili. Sappiamo soltanto che il suo corpo fu rinvenuto il<strong> 13 settembre 1971</strong> in mezzo ai rottami di un aereo Tridend della compagnia di bandiera cinese.</p>
<p>In circostanze mai chiarite, il <strong>velivolo</strong> si schiantò al suolo nei pressi di Ondorhaan, a circa 400 chilometri dalla capitale mongola Ulan Baatar. L&#8217;allora governo cinese aprì subito un&#8217;inchiesta, secondo la quale, su quell&#8217;aereo, oltre a Lin Biao, erano presenti anche la moglie, Ye Qun, e il figlio, Lin Liguo, più altre cinque persone. Morirono tutti nell&#8217;impatto.</p>
<h2>Il progetto 571</h2>
<p>Lin Biao era stato designato da Mao come suo erede prescelto, ma non riuscì mai a ricoprire quella carica. Come abbiamo visto, morì in una notte di settembre di 50 anni fa, tra i monti della Mongolia assieme alla sua famiglia. Che cosa era successo? La versione ufficiale di Pechino fu la seguente: Lin Biao, uno dei dieci marescialli protagonisti della rivoluzione cinese, fuggì in fretta e furia dopo un tentativo, non andato a buon fine, di uccidere Mao. Quel presunto golpe prese il nome di <strong>progetto 571</strong>, visto che la pronuncia in cinese dei tre numeri 5, 7 e 1 evocano la parola &#8220;rivolta militare&#8221;.</p>
<p>L&#8217;aereo sul quale stava viaggiando Lin, diretto in <strong>Unione Sovietica</strong>, forse a corto di carburante, urtò violentemente il suolo mentre stava cercando di effettuare un atterraggio di emergenza. I serbatoi avrebbero preso fuoco, causando l&#8217;esplosione del mezzo e la morte dei passeggeri. Nessun missile lanciato dalla contraerea mongola, come ipotizzato in un primo momento da alcuni, aveva quindi colpito il velivolo.</p>
<p>Eppure, questa versione dei fatti non ha convinto proprio tutti gli storici. Certo è che la <strong>corrente ideologica</strong> di Lin Biao fu sopraffatta dalle altre correnti, emerse di pari passo con la graduale uscita di scena di Mao dall&#8217;arena politica cinese. Due, quindi, sono le ipotesi sul tavolo: Lin Biao ha cercato veramente di effettuare un golpe oppure, nel bel mezzo della Rivoluzione Culturale, finì schiacciato dai giochi di potere che si stavano creando all&#8217;epoca all&#8217;ombra della Città Proibita.</p>
<h2>Il colpo di stato fallito e la fuga</h2>
<p>La <strong>versione</strong> della fuga dopo il presunto golpe finito in malora è stata più volte messa in discussione. Non tanto per il colpo di stato in sé, quanto per altri particolari. Ad esempio, negli anni&#8217; 90, Ochir Sanduijar e Damsansap Nyambayar, due tra i più importanti gerarchi militari dell&#8217;esercito mongolo, che all&#8217;epoca dei fatti avevano indagato sull&#8217;accaduto in prima persona, <a href="https://www.nytimes.com/1990/04/19/world/new-twists-in-the-legend-of-mao-s-onetime-heir.html">riferirono ai media internazionali</a> un&#8217;altra verità.</p>
<p>Quale? I due sostennero che tra le vittime del Trident non fosse presente il <strong>corpo</strong> di Lin Biao, che invece sarebbe rimasto in Cina. Qui sarebbe stato ucciso su ordine di Mao o dei suoi più stretti collaboratori nell&#8217;ambito della lotta per il potere in seno all&#8217;esercito e al partito. Il tema del colpo di stato torna sempre a galla, da qualunque prospettiva si guardi alla vicenda. Da questo punto di vista, tuttavia, ci sono altre due versioni da prendere in considerazione.</p>
<h2>Due versioni</h2>
<p>Nel libro <em>Congiura e morte di Lin Biao</em> (Garzanti, 1984) di Yo Ming – probabilmente lo pseudonimo di un gerarca cinese – si legge che il delfino di Mao fu eliminato per due ragioni. La prima: era diventato troppo potente; la seconda: ostacolava l&#8217;allora premier <strong>Zhou Enlai</strong> nei piani della graduale apertura cinese verso gli <strong>Stati Uniti</strong>. Lin vedeva Washington come fumo negli occhi e considerava ogni gesto di distensione alla stregua di un tradimento. Fu così che il maresciallo decise di uccidere Mao.</p>
<p>In che modo? Pianificando un <strong>attentato</strong> (lancio di missili) contro il treno con il quale Mao avrebbe dovuto raggiungere il Sud della Cina. Sembrava che tutto dovesse filare liscio, se non che la figlia di Lin tradì suo padre avvertendo Mao che, in fretta e furia, rientrò a Pechino. Il Grande Timoniere, sempre secondo questa versione dei fatti, fece finta di non sapere nulla del presunto attacco missilistico. Anzi: invitò Lin Biao e consorte in una residenza a nord della capitale, chiamata la Montagna di giada. Al termine della cena, gli ospiti sulla propria <strong>auto</strong> per tornare a casa ma, dopo appena 500 metri, il mezzo sarebbe stato disintegrato da tre razzi.</p>
<p>Secondo l&#8217;altra versione sul progetto 571 sarebbe stato il <strong>figlio di Lin Biao</strong>, Ling Liguo, a orchestrare la rivolta contro Mao Zedong. La prova? Il contenuto del rapporto, a quanto pare rinvenuto dai funzionari cinesi, sarebbe stato scritto da una mente troppo imprecisa per essere quella di Lin senior, considerato un fine stratega e uomo di cultura. Pare che Lin Biao non fosse neppure a conoscenza della volontà del figlio. In ogni caso, indipendentemente dalla versione corretta, Mao riuscì in qualche modo a scamparsela. Nel caso in cui Lin Biao fosse riuscito nel suo intento, oggi staremo probabilmente parlando di un&#8217;altra Cina.</p>
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		<title>Chi era Mao Zedong</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2020 09:17:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mao Zedong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mao Zedong (1893-1976) è considerato il padre della Repubblica popolare cinese. Fu sotto la sua guida che il Partito comunista cinese, in seguito alla vittoria conseguita nella sanguinosa guerra civile tra nazionalisti del Kuomintang e i comunisti, andata in scena fasi alterne dal 1927 al 1950, salì al potere scacciando, una volta per tutte, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-mao-zedong.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mao Zedong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/Mao-Zedong-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Mao Zedong</strong> (1893-1976) è considerato il padre della Repubblica popolare cinese. Fu sotto la sua guida che<a href="https://it.insideover.com/politica/come-funziona-il-partito-comunista-cinese.html"> il Partito comunista cinese</a>, in seguito alla vittoria conseguita nella sanguinosa guerra civile tra nazionalisti del <strong>Kuomintang</strong> e i comunisti, andata in scena fasi alterne dal 1927 al 1950, salì al potere scacciando, una volta per tutte, il &#8220;secolo di umiliazioni&#8221;.</p>
<p>Grazie a Mao, il primo ottobre 1949, prendeva vita una <strong>Cina</strong> finalmente unificata e libera dalle dominazioni straniere. Il Grande Timoniere &#8211; questo uno dei suoi soprannomi &#8211; fu il primo presidente della Rpc, carica che ricoprì effettivamente dal settembre 1954 all&#8217;aprile 1959, quando le redini passarono a Liu Shaoqi. La sua vita è stata un concentrato di avvenimenti che hanno avuto effetti più o meno devastanti per il popolo cinese. Secondo <strong>Deng Xiaoping</strong>, Mao fu &#8220;per il 70% buono e per il 30% cattivo&#8221;, anche se il leader cinese non ha mai intenzionalmente specificato quali furono i suoi contributi e quali gli errori.</p>
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		<title>I &#8220;gulag cinesi&#8221;: una storia di schiavitù moderna</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-gulag-cinesi-una-storia-di-schiavitu-moderna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 14:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mao Zedong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-1024x549.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 22 settembre abbiamo visto festeggiarsi in pompa magna i 70 anni della Repubblica Popolare Cinese, quando la parata più grande mai dispiegata dal governo ha marciato per ottanta minuti sulle strade di Pechino. Ma nel 1949, all’alba del regime di Mao Zedong, nasceva anche il segreto meglio tenuto della storia contemporanea: i Laogai. Ispirato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gulag-cinesi-una-storia-di-schiavitu-moderna.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gulag-cinesi-una-storia-di-schiavitu-moderna.html">I &#8220;gulag cinesi&#8221;: una storia di schiavitù moderna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mao Zedong (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Mao-Zedong-1024x549.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 22 settembre abbiamo visto festeggiarsi in pompa magna i 70 anni della Repubblica Popolare Cinese, quando la parata più grande mai dispiegata dal governo ha marciato per ottanta minuti sulle strade di Pechino. Ma nel 1949, all’alba del regime di Mao Zedong, nasceva anche il segreto meglio tenuto della storia contemporanea: i <strong>Laogai</strong>.</p>
<p>Ispirato dall’esperienza dei Gulag sovietici, nel 1950 <strong>Mao Zedong</strong> dà vita ai primi Laogai, campi di lavoro e di rieducazione progettati per sfruttare la manodopera dei “nemici del regime”. In queste strutture, uomini e donne reclusi senza processo erano sottoposti a lavori forzati e torture, lavaggio del cervello, fame e condizioni igieniche inumane.</p>
<p>Settant’anni dopo, i Laogai sono ancora attivi, evoluti e moltiplicati. L’ultimo dato disponibile della Laogai Research Foundation attesta il numero dei campi attualmente attivi sul suolo cinese ad oltre 1500, ed il conteggio delle vittime – fermo all’epoca maoista – ad oltre 27 milioni di persone.</p>
<p>Molte delle informazioni sui laogai provengono da Harry Wu, un uomo che dopo aver speso 19 anni in un campo di lavoro è fuggito negli Stati Uniti e ha fondato la Laogai Research Foundation, accogliendo e dando supporto alle centinaia di sopravvissuti dispersi in giro per il mondo. Wu sostiene che dal 1949 alla metà degli anni Ottanta si debbano contare almeno 50 milioni di prigionieri, e che il numero dei detenuti si aggira intorno agli otto milioni. Harry, detenuto in 12 diversi campi nel corso dei suoi quasi vent’anni di prigionia, ha raccontato di <strong>esecuzioni capitali</strong>, <strong>traffico di organi</strong>, orari lavorativi sfiancanti e una giustizia arbitraria, se non assente.</p>
<p>A seguito delle forti proteste di Harry Wu e degli altri sopravvissuti, i laogai in senso stretto sono stati formalmente aboliti dalla Corte Suprema cinese nel 2013, assieme alla politica del figlio unico; tuttavia, le testimonianze più recenti affermano che, oltre le formalità, i laogai restano la forma di prigionia privilegiata in Cina. I campi di rieducazione al lavoro, però, non sono più da tempo riservati a dissidenti o criminali; nei Laogai ci finisce anche chi è un imprenditore, perché considerato un oppositore di destra. Ci finisce chi ha deciso di infrangere la regola dei due figli. Ci finisce chi fa parte di un ordine religioso o di una minoranza, siano essi musulmani, cristiani o cattolici.</p>
<p>Sabrina Wu, religiosa appartenente ad un ordine protestante e rifugiata politica in Italia, afferma che “solo nel 2018, almeno 23.567 membri della Chiesa sono stati perseguitati direttamente dalle autorità, e più di 10mila persone sono state arrestate”. Sabrina, fuggita con alcune consorelle a seguito della persecuzione, sostiene che sono almeno 500mila i cristiani costretti ad espatriare, e che solo in Italia ci sono 854 richiedenti, “ma solo il 10% ha ottenuto l’asilo”.</p>
<p>Nel 2019, il ruolo dei Laogai rimane fondamentale per lo Stato cinese. Essi servono senz’altro a perpetuare la macchina dell’intimidazione contro gli oppositori politici, ma sono ancor più necessari perché i prigionieri costituiscono un’inesauribile forza lavoro a costo zero. Nei Laogai si producono beni che vengono poi importati in tutto il mondo, una realtà che già nel 2004 era emersa violentemente, tanto da spingere alcuni parlamentari europei a chiedere alla Commissione di andare a fondo della natura degli scambi commerciali con la Cina. Solo nel 2007 la Commissione europea ha potuto affermare che “su ogni bene esportato la Cina deve dare garanzia scritta che non è prodotto nei Laogai e, in mancanza di quest&#8217;assicurazione, la Commissione deve proibirne l&#8217;importazione nell&#8217;Ue”.</p>
<p>È evidente, però, che a tredici anni di distanza questo non può bastare. Non possiamo più usare la scusa dell’indifferenza: finché l’Occidente accetterà prodotti fabbricati in Cina, i Laogai continueranno ad esistere e, per tornare alle parole di Wu, a fabbricare “due generi di cose: i prodotti e gli uomini”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-gulag-cinesi-una-storia-di-schiavitu-moderna.html">I &#8220;gulag cinesi&#8221;: una storia di schiavitù moderna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cina, perché Xi Jinping ha reso omaggio a Mao</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-perche-xi-jinping-ha-reso-omaggio-a-mao.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2019 07:33:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1120" height="882" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un ritratto di Mao Zedong in piazza Tiananmen (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-768x605.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-1024x806.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p>
<p>Per alcuni è il nuovo Mao, per altri è l&#8217;esatto opposto del padre creatore della Repubblica popolare cinese, nota oggi con il nome di Cina. Da qualunque angolazione lo si guardi, Xi Jinping è un leader sui generis, un uomo forte che incarna vizi e virtù politiche di vari personaggi che hanno fatto la storia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-perche-xi-jinping-ha-reso-omaggio-a-mao.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1120" height="882" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un ritratto di Mao Zedong in piazza Tiananmen (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237.jpg 1120w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-768x605.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Un-ritratto-di-Mao-Zedong-in-piazza-Tiananmen-e1712745783237-1024x806.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px" /></p><p>Per alcuni è il nuovo Mao, per altri è l&#8217;esatto opposto del padre creatore della Repubblica popolare cinese, nota oggi con il nome di <strong>Cina</strong>. Da qualunque angolazione lo si guardi, <strong>Xi Jinping</strong> è un leader <em>sui generis</em>, un uomo forte che incarna vizi e virtù politiche di vari personaggi che hanno fatto la storia del suo Paese. Se l&#8217;attenzione nei confronti dei temi sociali, della lotta alla povertà e dello sviluppo delle aree rurali è un aspetto ripreso vagamente da Mao, il voler essere l&#8217;unico soggetto in grado di amministrare e guidare il Dragone ricorda invece i grandi imperatori del passato. Xi è riuscito a fondere questi due estremi in un modus operandi inedito, anche perché quello che da vari studiosi è stato ridefinito &#8220;Ceo&#8221;, cioè amministratore delegato della Cina, <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-guai-di-xi-jinping-con-lesercito.html">è riuscito a collocarsi al di sopra sia del partito unico sia dell&#8217;esercito</a>, evitando così pericolosi equilibrismi.</p>
<h2>Xi Jinping e Mao Zedong</h2>
<p>La Cina è sulla carta uno Stato governato da un partito comunista, eppure si fatica a considerarla ancora oggi un Paese comunista a tutti gli effetti. Il libero mercato e il capitalismo hanno sostituito nella realtà quotidiana falce e martello, simboli ormai relegati a pura liturgia se non tradizione: come mai, allora, i leader cinesi venerano ancora Mao? Xi Jinping, alla vigilia del 70esimo anniversario della nascita della Repubblica popolare cinese, ha reso omaggio all&#8217;ex leader cinese in un raro tributo pubblico, quasi come a voler lanciare un messaggio al popolo e al mondo intero. Nella giornata dedicata ai martiri e agli eroi della patria celebrata nella centralissima piazza Tienanmen, <a href="http://www.xinhuanet.com/english/" target="_blank" rel="noopener">scrive l&#8217;agenzia di Stato <em>Xinhua</em></a>, l&#8217;attuale presidente cinese si è inchinato per tre volte davanti alla statua di Mao che impera nel mausoleo che ne conserva le spoglie. Accanto a Xi erano presenti i più alti vertici del partito comunista. Il gesto del presidente, oltre al significato meramente celebrativo, potrebbe voler sottolineare che sì, la Cina ha abbracciato un socialismo con caratteristiche cinesi ben diverso dall’utopia ricercata da Mao, ma che tuttavia il passato continua a plasmare il presente del Paese.</p>
<h2>Il significato di Mao nella Cina contemporanea</h2>
<p><strong>Mao</strong> per i cinesi ha un enorme, grande, merito: quello di aver riunificato la Cina sconfiggendo prima gli invasori giapponesi poi le truppe nazionaliste guidate da Chiang Kai Shek. Certo, le successive politiche economiche del &#8220;Grande Timoniere&#8221; sono poi state un disastro totale, hanno causato carestie e milioni di morti. Ma nel frattempo l&#8217;immagine di Mao era ormai stata santificata per aver ridato ai cinesi un Paese unito. Xi Jinping non può quindi fare a meno di rifarsi al più nazionalista dei nazionalisti, cioè l&#8217;esatto opposto di come è stato concepito Mao in Occidente. L&#8217;attuale leader cinese deve poi essere abile a destreggiarsi tra le varie fasce della popolazione perché le grandi metropoli saranno pure abitate da una classe media desiderosa di spendere e spandere, ma nelle campagne vivono ancora contadini abbagliati dal mito dell&#8217;uguaglianza professato da Mao. Rendere omaggio al &#8220;Grande Timoniere&#8221; è la migliore strategia, per Xi e tutti i presidenti contemporanei della Cina, <a href="https://it.insideover.com/politica/le-tre-spine-nel-fianco-di-xi-jinping-che-minacciano-la-cina.html">per essere accettati dai più deboli</a> e per stroncare al tempo stesso le pulsioni neomaoiste, pericolosissime per la tenuta dell&#8217;attuale sistema politico cinese. Mao è stato un grande condottiero ma adesso al centro della scena deve esserci lui: Xi Jinping.</p>
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		<title>Cina, il partito comunista s’inventa un’app. E obbliga tutti a scaricarla</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-il-partito-comunista-sinventa-unapp-e-obbliga-tutti-a-scaricarla.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 09:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p>
<p>L’applicazione del Partito comunista è la più scaricata negli app store cinesi, ma non proprio tutti i download sono volontari. L’app era già disponibile dal 1° gennaio 2019, ma secondo i dati forniti da Qimai Technology Limited, martedì scorso è salita in testa alla classifica delle app gratuite più scaricate, superando perfino le popolarissime Wechat &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-il-partito-comunista-sinventa-unapp-e-obbliga-tutti-a-scaricarla.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1620" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080.jpg 1620w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9309400-1620x1080-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></p><p>L’applicazione del Partito comunista è la più scaricata negli app store cinesi, ma non proprio tutti i download sono volontari.</p>
<p>L’app era già disponibile dal 1° gennaio 2019, ma secondo i dati forniti da Qimai Technology Limited, martedì scorso è salita in testa alla classifica delle app gratuite più scaricate, superando perfino le popolarissime Wechat e TikTok negli store cinesi di Apple.</p>
<h2>Un nuovo “Libretto Rosso”</h2>
<p>Il nome è un gioco di parole, traducibile con “studiare rende forte il Paese”. Ma il carattere xi (习) di “studiare” è identico al cognome del presidente cinese Xi Jinping (习近平). Quindi, “studiare Xi rende forte il Paese”. Una sorta di Libretto Rosso di Xi, ma interattivo.</p>
<p>L’applicazione permette, previa registrazione tramite numero di telefono, di leggere le notizie dei media di stato cinesi, guardare video, chattare con i propri contatti e, ovviamente, informarsi sul pensiero ideologico del presidente. Ufficialmente definito “Il pensiero di Xi Jinping sul socialismo con caratteristiche cinesi per la nuova era”, è la teoria politica presentata da Xi al Congresso del Partito Comunista nel 2017, che da allora è stato inserito nello statuto del Partito comunista cinese.</p>
<p>In base all’utilizzo dell’app, gli utenti possono guadagnare punti attraverso la frequenza dei login, la lettura degli articoli, e i commenti. Nella modalità “quiz” è anche possibile mettere alla prova le proprie conoscenze sulla poesia tradizionale cinese, ma soprattutto sulla padronanza delle dottrine del Partito, come i documenti del XIX congresso nazionale del Pcc.</p>
<p>Il sistema dei punti è anche un modo per monitorare l’utilizzo dell’applicazione da parte dei membri del Pcc, ai quali, secondo quanto riportato da alcuni media di stato cinese, è richiesto l’esercizio quotidiano sull’app e l’accumulo di punti nella classifica.</p>
<p>La popolarità dell’applicazione in effetti potrebbe avere qualcosa a che fare con il download obbligatorio per i membri del Pcc, che ammontano a circa 90 milioni.</p>
<h2>I commenti sulla rete</h2>
<p>L’utilizzo dovrebbe però essere incoraggiato anche ai non iscritti al partito. Sull’App Store di Apple, i commenti e le recensioni sono stati disabilitati, ma la piattaforma di analisi di app e marketing data, App Annie, ha conservato alcuni dei commenti.</p>
<p>“Tutti scaricano l’app volontariamente”. Scrive sarcastico un utente. “Nessuno ci costringe”.Su Weibo, il Twitter cinese, un utente chiede: “Quanti punti dovete fare al giorno? Noi 40.”Mentre un altro, più contrariato scrive: “Adesso a tutto il Paese viene richiesto di studiare, se non si fanno abbastanza punti, si riceve una critica. […] Non lavoriamo più, passiamo tutto il giorno sul telefonino!”.</p>
<p>Sul sito China Digital Times, invece, un utente si lamenta del fatto che la madre, insegnante in una scuola di provincia, pur non avendo familiarità con la tecnologia, sia costretta a dedicare molto tempo all’applicazione per raggiungere così il punteggio necessario a non ricevere critiche sul posto di lavoro.</p>
<p>L’ideatore dell’applicazione è Wang Huning, membro del Comitato permanente dell’ufficio politico del Partito Comunista Cinese e della Segreteria del Comitato centrale del Pcc, uno dei politici più influenti, nonché ideologo del Partito.</p>
<p>Sotto la guida di Xi, il Partito comunista cinese promuove da molti anni la sua filosofia attraverso forme sempre più innovative di propaganda: dai talk show ai brani rap, fino agli sticker per WeChat. Il mese scorso la piattaforma Bilibili ha trasmesso il primo episodio di una serie animata dedicata ai giovani, il cui protagonista è proprio l’icona del socialismo, Karl Marx.</p>
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		<title>Ecco quali sono i rapporti  tra la Cina e la Corea del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/relazioni-corea-del-nord-cina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 10:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="737" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></p>
<p>La conclusione del summit di Singapore tra Donald Trump e Kim Jong-un ha di fatto certificato come, nel processo risolutivo della crisi coreana, tra Corea del Nord e Stati Uniti il grande &#8220;vincitore&#8221; potrebbe essere, in ultima istanza, la Cina di Xi Jinping. Del resto, subito dopo la conclusione del summit Kim non ha tardato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/relazioni-corea-del-nord-cina.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="737" height="415" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse.jpg 737w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/07/1519543113-kim-jong-lapresse-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></p><p>La conclusione del summit di Singapore tra <strong>Donald Trump</strong> e <strong>Kim Jong-un</strong> ha di fatto certificato come, nel processo risolutivo della crisi coreana, tra <strong>Corea del Nord</strong> e Stati <strong>Uniti il grande</strong> &#8220;vincitore&#8221; potrebbe essere, in ultima istanza, la <strong>Cina</strong> di <strong>Xi Jinping</strong>. Del resto, subito dopo la conclusione del summit <a href="http://www.occhidellaguerra.it/kim-pechino/" target="_blank" rel="noopener">Kim non ha tardato a recarsi a Pechino</a> per incontrare il Segretario del Partito comunista cinese e dimostrare una ritrovata sintonia tra Pyongyang e Pechino che rilancia una relazione pluridecennale rivelatasi, negli ultimi tempi, decisamente problematica.</p>
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