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	<title>Maia Sandu Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 23 Oct 2024 07:20:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Maia Sandu Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gagauzia, l&#8217;altra Moldavia che boccia Sandu e l&#8217;Unione Europea</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gagauzia-laltra-moldavia-che-boccia-sandu-e-lunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 06:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>All’ombra della spaccatura politica conosciuta dalla Moldavia nel doppio voto politico di domenica 20 ottobre, un dato emerso con forza è stata la forte avversione della regione autonomista della Gagauzia al referendum per l’inserimento in Costituzione dell’avvicinamento all’Ue. Il voto, passato di stretta misura con il contributo decisivo dei moldavi residenti all’estero, ha visto la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/gagauzia-laltra-moldavia-che-boccia-sandu-e-lunione-europea.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gagauzia-laltra-moldavia-che-boccia-sandu-e-lunione-europea.html">Gagauzia, l&#8217;altra Moldavia che boccia Sandu e l&#8217;Unione Europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/GafakMsWkAAnX5Z-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>All’ombra della spaccatura politica conosciuta dalla Moldavia </strong>nel doppio voto politico di domenica 20 ottobre, un dato emerso con forza è stata la forte avversione della regione autonomista della <strong>Gagauzia </strong>al referendum per l’inserimento in Costituzione dell’avvicinamento all’Ue. Il voto, passato di stretta misura con il contributo decisivo dei moldavi residenti all’estero, ha visto la regione meridionale del Paese, con capoluogo Comrat, votare compatta: quasi il 95% di “No” al progetto della presidente <a href="https://it.insideover.com/politica/moldavia-sulla-corsa-allue-il-paese-si-spacca-la-scommessa-persa-della-presidente-sandu.html"><strong>Maia Sandu</strong>. </a>Specchio di un contesto politico che ha visto, in Moldavia, 27 distretti su 36 disapprovare il progetto della presidente, che ha vinto di 12mila voti grazie al risultato dell’estero, dove il “Si” ha prevalso di 130mila preferenze su un corpo elettorale pari al 16% del totale degli aventi diritto.</p>



<p>Un voto, quello sulla corsa europea della Moldavia, che ha destato polemiche e ha sancito, nonostante la vittoria, un brusco stop per Sandu, che agli occhi dei cittadini del Paese appare oggi come la presidente che agisce per conto dell’Occidente e della diaspora all’estero, trovandosi di fatto a portare avanti un progetto politico a cui la maggior parte dei moldavi residenti in patria è contrario. E il caso Gagauzia è emblematico.</p>



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<li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/gagauzia-un-enigma-geopolitico.html">Gagauzia, un enigma geopolitico</a></strong></li>
</ul>



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<p>Sandu non potrà ignorare la regione autonomista, abitata da una popolazione di stirpe turca, fieramente ortodossa e in cui è forte la nostalgia per l’Unione Sovietica. Una regione legata alla Turchia e alla Russia e animata da sentimenti euroscettici, in cui l’adesione all’Occidente è vista, potenzialmente, come una fonte di snaturamento e come la strada verso un annacquamento dell’identità e, cosa più temuta, lo spopolamento. <strong>Peraltro, la Gagauzia avrà un peso politico anche al ballottaggio presidenziale, </strong>dato che Sandu nella regione si è fermata a un ridotto 2,3% dei consensi al primo turno e al referendum dovrà vedersela con l’ex procuratore e <strong>candidato del Partito dei Socialisti della Repubblica Moldova (Psrm), Alexandr Stoianoglo, che ha sfiorato il 26% dei consensi a livello nazionale </strong>contro il 42% della presidente. Stoianoglo, il 3 novembre, potrà contare sul sostegno contro Sandu di <strong>Irina Vlah, l’ex governatrice della Gagauzia </strong>che porterà in dote alla <a href="https://www.eastjournal.net/archives/139501">causa del cambio di presidente il 5% raccolto al primo turno presidenziale.</a></p>



<p>La Moldavia resta dunque un Paese dalla profonda multipolarità interna e dalla grande complessità geopolitica e strategica, le cui faglie interne non devono essere sollecitate troppo, pena il rischio di dividerlo nettamente. La spinta di Sandu verso l&#8217;Occidente può creare, se non ben governata, difficoltà interne e disequilibri se l&#8217;avvicinamento all&#8217;Europa unita sarà visto come un fine in sé, da perseguire a qualunque costo, e non come un mezzo.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/turanica-e-ortodossa-gagauzia-la-terra-dei-discendenti-dei-lupi.html#google_vignette">Come abbiamo ricordato su queste colonne,</a> bisogna tener presente che in termini di rapporti con Chisinau “ la Gagauzia non è la Transnistria secessionista: oltre il <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/russi-alle-porte-di-odessa-ecco-le-tre-opzioni-per-la-moldavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nistru</a> la divisione è politica in un contesto in cui la popolazione è divisa tra russi, ucraini e moldavi. La<strong> Gagauzia invece è un’enclave tripartita in altrettante piccole regioni in cui la maggioranza della popolazione è altro rispetto al ceppo dominante nel Paese</strong>&#8220;. I gagauzi, non a caso &#8220;chiamano la loro regione come “la terra del sole” e secondo le leggende si definiscono “<strong>figli del lupo”</strong>. Questo è un richiamo chiaro alla profondità dell’etnia turca, alle stirpi partite dalle steppe asiatiche per colonizzare l’Eurasia”.</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0fQfePpuyJ"><a href="https://it.insideover.com/gallery/la-gagauzia-turanica-e-ortodossa-il-cuore-conteso-della-moldavia.html">La Gagauzia turanica e ortodossa, il cuore conteso della Moldavia</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La Gagauzia turanica e ortodossa, il cuore conteso della Moldavia&#8221; &#8212; InsideOver" src="https://it.insideover.com/gallery/la-gagauzia-turanica-e-ortodossa-il-cuore-conteso-della-moldavia.html/embed#?secret=4Ynm2ftPBB#?secret=0fQfePpuyJ" data-secret="0fQfePpuyJ" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>In Gagauzia, nel capoluogo Comrat, si possono vedere <strong>statue di Lenin osservare cupole dorate di chiese ortodosse, e la popolazione apprezzare entrambe</strong> come simboli della propria storia. Al termine della regione si trova lo strategico porto di Giurgiulesti, dove il Prut sfocia nel Danubio che dà indirettamente accesso ai mari alla Moldavia: veder interdetta la rotta per una crisi politica in Gagauzia danneggerebbe Chisinau. La Moldavia ha provato a integrare i gagauti con posizioni di rilievo nell&#8217;esercito e nell&#8217;apparato locale, ma la terra dei &#8220;figli del lupo&#8221; resta fieramente autonoma. E in caso di rielezione Sandu non potrà trascurarla. Pena il rischio di spaccare il Paese sull&#8217;altare della sua ambizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gagauzia-laltra-moldavia-che-boccia-sandu-e-lunione-europea.html">Gagauzia, l&#8217;altra Moldavia che boccia Sandu e l&#8217;Unione Europea</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Moldavia, sulla corsa all&#8217;Ue il Paese si spacca: la scommessa persa della presidente Sandu</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/moldavia-sulla-corsa-allue-il-paese-si-spacca-la-scommessa-persa-della-presidente-sandu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 12:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Maia Sandu si presentava ai nastri di partenza della domenica elettorale moldava con una doppia speranza: conquistare al primo turno un secondo mandato da presidente della Moldavia e vedere una vittoria dirompente del &#8220;Sì&#8221; al referendum che avrebbe dovuto incidere nella Costituzione della Repubblica ex sovietica. Ebbene, in entrambi i fronti la leader liberale di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/moldavia-sulla-corsa-allue-il-paese-si-spacca-la-scommessa-persa-della-presidente-sandu.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/moldavia-sulla-corsa-allue-il-paese-si-spacca-la-scommessa-persa-della-presidente-sandu.html">Moldavia, sulla corsa all&#8217;Ue il Paese si spacca: la scommessa persa della presidente Sandu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241021141934667_e06486702b68e6ca09ed188a157617c2-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Maia Sandu si presentava ai nastri di partenza della <strong>domenica elettorale moldava</strong> con una doppia speranza: conquistare al primo turno un secondo mandato da <strong>presidente della Moldavia</strong> e vedere una vittoria dirompente del &#8220;Sì&#8221; al <strong>referendum che avrebbe dovuto incidere nella Costituzione</strong> della Repubblica ex sovietica. Ebbene, in entrambi i fronti la leader liberale di Chisinau ha primeggiato alle urne ma perso la scommessa.</p>



<p>Se l&#8217;obiettivo era portare a casa i risultati, Sandu è sulla buona strada per fare doppietta: l&#8217;ex alta funzionaria della Banca Mondiale, leader del Partito di Azione e Solidarietà e filoccidentale convinta ha vinto il primo turno delle presidenziali con poco più del 40% dei voti e il referendum è passato con 6mila voti di margine. <strong>Ma questo ha acuito, piuttosto che ridimensionarle, le differenti pulsioni interne al Paese</strong>, dato che sul primo fronte Sandu se la vedrà con <strong>Aleksandr Stoiangolo, ex procuratore candidato del Partito dei Socialisti</strong> già guidato dall&#8217;ex capo dello Stato Igor Dodon, e sul secondo è stato decisivo il voto dei <strong>moldavi residenti all&#8217;estero.</strong></p>



<p>Sandu nella giornata di ieri è diventata forse la prima leader europea di sempre a denunciare brogli e manipolazioni alla vigilia di voti che hanno visto le sue posizioni primeggiare alle urne, denunciando &#8220;attacchi alla democrazia moldava senza precedenti&#8221; e tentativi di interferenze da parte di attori ostili, leggi Federazione Russa. <strong>Una mossa che mostra la frustrazione e la tensione di un capo di Stato</strong> che sente di aver portato il suo Paese in una situazione complicata. Sandu è favorita per vincere il ballottaggio, ma il voto la indebolisce: esce meno solida, con un&#8217;ampia maggioranza contraria all&#8217;integrazione europea e, soprattutto, con la sua immagine unificatrice di fronte all&#8217;Occidente appannata.</p>



<p>Si conferma, dunque, complessa la volontà politica di dare una collocazione netta a un Paese che cerca ancora il suo posto nel mondo come la Moldavia. E se è sempre stato poco funzionale il tentativo dei nostalgici filorussi di portare Chisinau nell&#8217;orbita di Mosca, è altrettanto <strong>complesso pensare che oggi la Moldavia possa passare armi e bagagli all&#8217;Occidente euroatlantco</strong>.</p>



<p>Sandu ha scommesso tutte le sue carte per convincere, dalla presidenza, i moldavi della bontà della sua presa di posizione. Ha mostrato solidarietà all&#8217;Ucraina attaccata da Mosca, paventando che per la presenza della Transnistria separatista al suo interno la Russia avrebbe potuto balzare sulla neutrale Moldavia dopo la guerra con Kiev. In seguito, ha bandito le <strong>celebrazioni del 9 maggio, Giorno della Vittoria della Seconda guerra mondiale,</strong> subendo il contraccolpo di una sfilata collettiva da parte di decine di migliaia di persone che,<a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html"> come <em>InsideOver</em> ha testimoniato, hanno pacificamente rivendicato le loro tradizioni</a>. Da ultimo, ha rinunciato a chiamare &#8220;moldavo&#8221; la variante di rumeno parlata nel Paese, creando la kafkiana situazione che vede la Transnistria, secessionista dall&#8217;ex Repubblica sovietica, chiamare &#8220;moldavo&#8221; quell&#8217;idioma che nella Moldavia propriamente detta ora è chiamato &#8220;rumeno&#8221;.</p>



<p>Tutto questo ha creato contraccolpi non solo simbolici nel piccolo Stato esteuropeo, posto al confine tra Romania e Ucraina, su una frontiera che si trova fine della Pace, sul <em>limes </em>d’Europa. Chisinau ha provato a chiedere ai suoi cittadini di scegliere di rompere una situazione che vedeva la Moldavia precariamente schierata su una posizione neutrale che formalmente non la vedeva impegnarsi né con la Nato né con la Russia e provare a bilanciarsi in un’Europa orientale che nell&#8217;ultimo decennio è andata sempre più polarizandosi. </p>



<p>Sandu in nome della scommessa europeista ha indicato ai moldavi di fare dell&#8217;Europa l&#8217;elemento unificante di un giovane Stato indipendente da poco più di trent&#8217;anni che nel mondo agitato del Duemila cerca di trovare come ricostruire al meglio la sua identità. E l&#8217;europeismo spinto che vede la Moldavia dover aspirare al ruolo di &#8220;Oriente dell&#8217;Occidente&#8221; per eccellenza e canta i destini manifesti dell&#8217;integrazione si contrappone al nazionalismo che accusa Sandu di star aprendo le porte alla temuta &#8220;Unirea&#8221;, la futura riannessione da parte della Romania dell&#8217;ex Bessarabia. </p>



<p>E in parallelo emerge una spinta neoidentitaria trasversale a destra e sinistra che prova a dare una rotta alternativa e costruisce una narrazione che vede il modello a cui guardare all&#8217;antica <strong>Moldavia </strong>medievale. Ovvero a uno dei regni balcanici esistiti prima dell&#8217;avvento dei Turchi che si contraddistingueva per i suoi simboli, dall’uro, antenato selvatico oggi estinto dei moderni buoi, che popolava le sue foreste alla figura combattiva del cugino di Vlad III Tepes (il celeberrimo Dracula), <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/stefano-grande-leroe-moldavia-lotta-contro-tutti-2033021.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stefano il Grande</a></strong>, difensore dell&#8217;indipendenza moldava contro cristiani e musulmani, capace di sconfiggere in battaglia  Turchi, Ungheresi e Polacchi. </p>



<p>Insomma, il voto ha dimostrato la pluralità e le linee di frattura di uno Stato che bisognerebbe pensare a unire più che a dividere. Una Moldavia che è terra in cui una capitale in tutto e per tutto europeizzata come Chisinau convive con un&#8217;area rurale profonda squisitamente balcanica e con regioni peculiari come la <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/turanica-e-ortodossa-gagauzia-la-terra-dei-discendenti-dei-lupi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gagauzia</strong>, “terra dei lupi”</a>  popolata da una nazione propria di stirpe turanica, fieramente ortodossa e tradizionalista ma nostalgica dell&#8217;era sovietica, la cui leadership locale è attenta al legame con Russia e Turchia. Se Sandu pensava di <strong>annacquare tali differenze in nome di uno sforzo comune verso l&#8217;Occidente, la scommessa non è riuscita</strong>. E l&#8217;eterno dualismo moldavo continua e si rafforza. Rendendo ancora più conteso questo strategico Stato che si trova alle porte dell&#8217;Europa in fiamme, alla fine della Pace. Una pace che interiormente sul piano politico sembra, a tal proposito, sempre meno garantita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/moldavia-sulla-corsa-allue-il-paese-si-spacca-la-scommessa-persa-della-presidente-sandu.html">Moldavia, sulla corsa all&#8217;Ue il Paese si spacca: la scommessa persa della presidente Sandu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Romania si prende Giurgiulesti, la &#8220;piccola Odessa&#8221; della Moldavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-romania-si-prende-giurgiulesti-la-piccola-odessa-della-moldavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 14:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="780" height="490" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti.jpeg 780w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-600x377.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-768x482.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>La Romania spinge per l'acquisto del porto internazionale di Giurgiulesti, un'infrastruttura strategica vicina al Mar Nero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-romania-si-prende-giurgiulesti-la-piccola-odessa-della-moldavia.html">La Romania si prende Giurgiulesti, la &#8220;piccola Odessa&#8221; della Moldavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="780" height="490" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti.jpeg 780w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-600x377.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-300x188.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/giurgiulesti-768x482.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p>La Romania ha recentemente approvato l&#8217;inizio delle trattative con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERD) per <strong>l&#8217;acquisto del porto internazionale di Giurgiulesti,</strong> un&#8217;infrastruttura strategica che garantisce alla Moldavia l&#8217;accesso al Mar Nero tramite il Danubio. Il porto è attualmente rivendicato dalla società Administrația Porturilor Maritime, sotto la giurisdizione del Ministero dei Trasporti rumeno. <strong>Daniel Voda</strong>, capo del servizio stampa del governo moldavo, ha precisato che le trattative riguardano esclusivamente la vendita del porto internazionale, gestito dalla BERD, mentre la Moldavia possiede anche un porto statale.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/economia/viaggio-a-giurgiulesti-la-piccola-odessa-moldava-che-prova-a-salvare-il-grano-ucraino.html">Il reportage di InsideOver da Giurgiulesti: la &#8220;piccola Odessa&#8221; moldava alla prova della guerra in Ucraina</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Tuttavia, il porto nazionale di Giurgiulesti è quasi inattivo, fatto che causa gravi perdite economiche alla Moldavia, costretta ad affidarsi a costosi trasporti terrestri per il commercio dei propri prodotti. Negli ultimi anni, il porto è stato oggetto di lunghe battaglie legali, e nel 2021, sotto la presidenza di <strong>Maia Sandu</strong>, è stato acquistato dalla BERD. Secondo alcune fonti mediatiche moldave, la banca avrebbe acquisito il 100% delle azioni del porto per soli 1.000 euro. Sebbene la BERD abbia smentito questa cifra, ha evitato di rivelare l&#8217;importo esatto della transazione.</p>



<p>La Romania ora mira a diventare proprietaria del porto, sostenuta dall&#8217;incoraggiamento delle autorità moldave a trasferire gli asset strategici dello Stato a Bucarest. <strong>Oltre a Giurgiulesti, la Romania già controlla le reti di trasporto del gas della Moldavia</strong> e sono in corso negoziati per la privatizzazione delle reti energetiche moldave. In precedenza, il governo rumeno aveva dichiarato che la Moldavia non sarebbe stata parte delle negoziazioni con la BERD. Di conseguenza, alcune voci all&#8217;interno del Governo di Sandu hanno sollevato obiezioni, sostenendo che i negoziati dovrebbero includere il governo moldavo, ma tali opinioni sembrano essere ignorate.</p>



<p>Va ricordato che la striscia di terra costiera su cui sorge il porto fu ceduta alla Moldavia dall&#8217;Ucraina nel 2006, con l&#8217;obiettivo di rendere la Moldavia più indipendente e di sostenere la crescita economica nazionale. Questo avrebbe anche dovuto ridurre la dipendenza del Paese dai porti limitrofi, come quello ucraino di Reni e quello rumeno di Costanza. In definitiva, <strong>l&#8217;acquisizione del porto da parte della Romania elimina un concorrente potenzialmente scomodo come la Moldavia.</strong> La Romania, che ha già espresso l&#8217;intenzione di investire nella ricostruzione delle infrastrutture, diventerà il principale beneficiario del flusso di merci attraverso Giurgiulesti, consolidando così la sua posizione di leader regionale e sostenitore dell&#8217;Ucraina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-romania-si-prende-giurgiulesti-la-piccola-odessa-della-moldavia.html">La Romania si prende Giurgiulesti, la &#8220;piccola Odessa&#8221; della Moldavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le diverse anime del Parlamento moldavo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/le-diverse-anime-del-parlamento-moldavo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Mar 2023 05:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Partito di azione e solidarietà Oazu Nantoi, 75 anni, è uno dei principali esponenti del Partito di azione e solidarietà (Pas), il gruppo filo-occidentale che dal 2021 governa la Moldavia. Nonostante una netta maggioranza (63 deputati su 101), in nemmeno due anni, però, sono arrivati cinque rimpasti e l’avvicendamento tra Natalia Gavrilita e Dorin Recean &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/le-diverse-anime-del-parlamento-moldavo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/le-diverse-anime-del-parlamento-moldavo.html">Le diverse anime del Parlamento moldavo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315170227632_ed8477e173d2908fcfb9720281418964-1-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                        27.03.2023
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                <h1 class="article__title">
                    Le diverse anime del Parlamento moldavo
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                        Partito di azione e solidarietà Oazu Nantoi, 75 anni, è uno dei principali esponenti del Partito di azione e solidarietà (Pas), il gruppo filo-occidentale che dal 2021 governa la Moldavia. Nonostante una netta maggioranza (63 deputati su 101), in nemmeno&#8230;
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<h2 class="wp-block-heading">Partito di azione e solidarietà</h2>



<p>Oazu Nantoi, 75 anni, è uno dei principali esponenti del Partito di azione e solidarietà (Pas), il gruppo filo-occidentale che dal 2021 governa la Moldavia. Nonostante una netta maggioranza (63 deputati su 101), in nemmeno due anni, però, sono arrivati cinque rimpasti e l’avvicendamento tra Natalia Gavrilita e Dorin Recean nel ruolo di premier. “Il nostro partito è cresciuto durante le proteste contro la corruzione e Vlad Plahotniuc (l’ex presidente e oligarca fuggito all’estero per guai giudiziari, ndr)”, afferma Nantoi. “Dopo le elezioni del 2021 siamo saliti al potere e abbiamo dovuto imparare a convivere con questo nuovo ruolo. In questi due anni poi, tutte le possibili <strong>crisi </strong>sono arrivate in Moldavia: il Covid, la crisi energetica, lo shock provocato dalla guerra in Ucraina e infine i rifugiati”.</p>



<p>Martedì 28 febbraio, al termine di una giornata di proteste al centro di Chișinău, sono circolate le immagini di alcuni manifestanti intenti ad assaltare il Parlamento e il palazzo governativo. Molti media hanno parlato di tentato golpe filo-russo. La stessa presidente Maia Sandu nelle settimane precedenti aveva dichiarato di aver ricevuto dall’Ucraina informazioni circa un possibile tentativo di Mosca di sovvertire il governo del proprio paese. “La Moldavia è in una guerra ibrida iniziata dalla Russia”, dichiara senza mezzi termini Nantoi, che se la prende soprattutto con il partito Șor, fondato dall’omonimo oligarca Ilan, condannato a sette anni e mezzo per reati finanziari e riparato all’estero. “Vive in Israele, abbiamo ragioni sufficienti per ritenere che usi soldi sporchi, finanziati anche dalla federazione russa. Per noi è difficile tagliare questi finanziamenti illegali dalla Russia o da strutture mafiose verso il partito di Ilan Șor”.</p>



<p>Uno dei temi al centro delle manifestazioni è senz’altro quello economico, con la crisi delle bollette che in Moldavia ha infierito su un tessuto sociale particolarmente fragile. “Nel nostro paese abbiamo circa 700mila pensionati e cerchiamo di assisterli”, prosegue Nantoi. “Quest’inverno abbiamo realizzato un programma senza precedenti di supporto sociale, grazie anche all’assistenza europea, degli Stati Uniti e del Giappone. Poi ci sono questi pseudopolitici che usano soldi sporchi per provocare il caos, dimostrare che non siamo in grado di tenere la situazione sotto controllo e forzarci ad accettare elezioni anticipate”. Secondo Nantoi, questo “è lo scenario che vuole la federazione russa, che ha bisogno di instabilità politica e caos dietro l’Ucraina. La Russia ha dimostrato ripetutamente di avere un’attitudine imperiale verso i paesi dell’ex area sovietica e non accetta la prospettiva europea per il nostro paese o quelli baltici”.</p>



<p>La domanda però è quali siano in concreto le chance di un golpe in Moldavia. “È una possibilità trascurabile: riceviamo un sostegno enorme dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, abbiamo una partnership con l’Ucraina, il nostro ministro della Difesa partecipa al meeting di Ramstein, i nostri servizi di intelligence sono in contatto con quelli ucraini e forse non solo. La Russia non è così sofisticata, ricordo la Transnistria nel 1992, l’Ossezia, la Georgia nel 2008. Penso e spero che il regime putiniano sarà fermato in Ucraina e in questo modo si difenderà anche la repubblica di Moldavia”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-388559" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315162652565_d88eb8049d75defc2787da52dbd9e56c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">14 marzo 2023, Chișinău, Moldavia. Il primo ministro della Moldavia Dorin Recean parla in una conferenza stampa con il rappresentante del Fondo Monetario Internazionale in Moldavia. Foto: Epa/Dumitru Doru.</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Partito Șor</h2>



<p>“Non siamo filo russi, né filo europei, filo rumeni, o filo americani”, mette subito in chiaro Marina Tauber, vicepresidente di Șor, partito che conta 6 deputati su 101. “Siamo pro-Moldova, un paese piccolo che pensiamo debba avere buone relazioni con tutti. Le dichiarazioni dei suoi colleghi della stampa servono solo a destabilizzare il paese, mostrare sotto una falsa luce noi e le proteste e ci riserviamo di andare in tribunale di fronte a frasi oltre il limite”. Per Tauber “l’unica persona che vuole mistificare le cose è Maia Sandu, con le sue dichiarazioni sulla guerra e sul potenziale ruolo della Moldavia in questo conflitto”.</p>



<p>Rimane però la domanda su come si faccia a non stare né con Mosca né con Bruxelles (o Washington). “Immaginiamo la Moldavia come uno Stato indipendente, sovrano e con una economia sviluppata con i nostri sforzi e le risorse che abbiamo. Come Israele o Svizzera, avendo un buon dialogo con Stati Uniti, Russia, Europa e Romania, ma senza dipendere politicamente o economicamente da altri paesi, perché questi cercherebbero ovviamente di coinvolgerci nei loro progetti politici”.</p>



<p>Rispetto alla condanna del suo leader di partito Ilan Șor, il giudizio è chiaro. “Sappiamo che ci sono altre persone che occupavano posizioni di potere all’epoca e che sono libere”. Tauber cita a tal proposito l’ex premier Vlad Filat (condannato nel 2016 a nove anni per aver ricevuto delle tangenti da Șor, è stato liberato nel 2019), Maia Sandu e il presidente del parlamento moldavo Igor Grosu. “Ilan Șor è stato condannato in primo grado e la corte d’appello è sotto la pressione del governo attuale ma, ciononostante, non riescono a capire le ragioni della decisione di primo grado. Continuiamo a lottare per le ragioni di Ilan Șor e siamo sicuri che dimostreremo la sua innocenza”.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="722" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-1024x722.jpg" alt="" class="wp-image-388562" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-1024x722.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-300x212.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-768x542.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-1536x1084.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-2048x1445.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315163618772_14abc54617570bf57fc69fc20de67454-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">28 febbraio 2023, Chișinău, Moldavia. La deputata del partito Șor Marina Tauber tiene un discorso durante le proteste contro il governo per non coinvolgere la Moldavia nella guerra in Ucraina. Foto: Epa/Dumitru Doru. </figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il blocco socialista e comunista</h2>



<p>Il panorama parlamentare in Moldavia è completato dal blocco elettorale dei comunisti e dei socialisti, che contano 32 deputati su 101. Abbiamo provato a contattare il deputato Bogdan Tirdea, con cui si è verificato un malinteso organizzativo, a seguito del quale ha ritirato la disponibilità all’intervista. “C’è più libertà di stampa in Cina e Russia”, ha sbottato al telefono il deputato Tirdea dopo l’inconveniente, dichiarando di aver “rilasciato varie interviste, anche di due ore, a giornali europei che però non sono mai state pubblicate e lo stesso accadrebbe con lei. Intervistate pure qualche amico di Soros”. Abbiamo provato a contattare altri deputati, anche tramite il partito, ma senza ricevere risposte positive.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-388564" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230315164249512_0793621ee89a09564a3120b441e3c636-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">6 marzo 2023, Chișinău, Moldavia. Sostenitori del blocco comunista e socialista protestano davanti alla Corte Costituzionale contro la decisione del governo di cambiare il nome della lingua ufficiale da moldavo a rumeno. Foto: Epa/Dumitru Doru.</figcaption></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/le-diverse-anime-del-parlamento-moldavo.html">Le diverse anime del Parlamento moldavo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Golpe &#8220;invisibile&#8221; in Moldavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/golpe-chisinau.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Carini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colpo-di-stato]]></category>
		<category><![CDATA[separatisti]]></category>
		<category><![CDATA[Transnistria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=387894</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1180" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-1024x472.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-1536x708.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-2048x944.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il tentato golpe di Chișinău non ha fatto scalpore, ma rivela la centralità del Paese attanagliato dalla crisi economica nel conflitto ucraino</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/golpe-chisinau.html">Golpe &#8220;invisibile&#8221; in Moldavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1180" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-scaled.jpg 2560w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-300x138.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-1024x472.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-768x354.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-1536x708.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/20230228_152306-1-2048x944.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div
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                <h1 class="article__title">
                    Golpe &#8220;invisibile&#8221; in Moldavia
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                        Il tentato golpe di Chișinău non ha fatto scalpore, ma rivela la centralità del Paese attanagliato dalla crisi economica nel conflitto ucraino
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                Gianluca Carini
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<p>Il 28 febbraio centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Chișinău per protestare contro la presidente Maia Sandu e il governo filo-occidentale di Dorin Recean. Bloccato a metà strada da un fronte compatto di poliziotti (di norma le manifestazioni si tengono vicino il parlamento e il palazzo presidenziale), il corteo si è fermato nella centralissima Bulevardul Ștefan cel Mare și Sfînt. Sul palchetto si sono alternati vari esponenti politici antigovernativi, come Marina Tauber, vicepresidente del movimento fondato dal controverso oligarca Ilan Shor (riparato all’estero dopo una pesante condanna in primo grado per uno scandalo finanziario) o Tatiana Bordeianu, vicepresidente di Pace, piccolo partito fuori dal Parlamento. Al centro delle rivendicazioni, la condizione economica del Paese: “Prendo una pensione mensile di 1700 lei (circa 85 euro)”, mi ha detto una signora che era lì per chiedere al governo di pagarle le carissime bollette per i mesi invernali.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-387929" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122524745_64315de127c38c81f6710b75344087fb-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">28 febbraio 2023, Chișinău, Moldavia. Manifestanti moldavi protestano contro il governo per la crisi economica. Foto: EPA/Dumitru Doru. </figcaption></figure>
</div>


<p>La manifestazione – in cui sono state chieste più volte le dimissioni<strong> </strong>di Sandu e del governo – è terminata con qualche tensione ma senza incidenti e in breve il traffico è ripreso, tanto che io stesso me n’ero andato altrove. In serata, invece, sono iniziate a circolare le immagini di un gruppo dei manifestanti intenti ad assaltare la sede del governo moldavo. Bloccati dalla polizia, alcuni di loro si sarebbero diretti verso il municipio.</p>



<p>La notizia di un tentato golpe in Moldavia ha guadagnato velocemente spazio sui media online e sui programmi politici della sera, anche in Italia. La sensazione diffusa era di essere di fronte a un tentato Capitol Hill ma, nei giorni successivi, l’interesse è rapidamente scemato. Anche in Moldavia, l’impressione è che, se un tentato golpe c’è stato, non se ne sono accorti in tanti: la vita ha continuato a scorrere e nessuno dei miei interlocutori nei giorni successivi ha fatto riferimento a quell’evento in termini drammatici, anche se un esponente del partito di governo, Oazu Nantoi – nel corso di un’intervista con me – ha parlato di “guerra ibrida della Russia in Moldavia” e di “pseudopolitici con i soldi sporchi” che vogliono “creare il caos” per portare a elezioni anticipate. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-387927" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309122006908_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">28 febbraio 2023, Chișinău, Moldavia. Poliziotti in tenuta antisommossa presidiano la strada principale della capitale. Foto: EPA/Dumitru Doru</figcaption></figure>
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<p>La notizia di un <a href="https://tg24.sky.it/mondo/2023/02/14/moldavia-maia-sandu-russia-golpe" target="_blank" rel="noreferrer noopener">possibile golpe filo-russo</a> era stata peraltro anticipata nelle settimane precedenti dalla presidente Maia Sandu, che aveva dichiarato – senza però fornire particolari prove – di aver ricevuto l’informazione dal presidente ucraino Zelensky, confermata dai servizi segreti moldavi. Mosca, per quel che vale, aveva smentito tutto.La stessa guerra contro la propaganda filo-russa ha visto di recente degli episodi quantomeno controversi da parte del governo moldavo sul fronte della libertà di stampa, come la <a href="https://www.rferl.org/a/moldova-ilan-shor-tv-stations-licenses-suspended-russia-war/32180842.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">chiusura di sei televisioni</a> accusate di fare propaganda per il Cremlino, legate all’oligarca Ilan Shor.</p>



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<p>Della Moldavia non si è mai parlato granché: è un paese povero, piccolo (ha circa due milioni e mezzo di abitanti), senza un’identità particolarmente forte e incastrato tra Romania e Ucraina. Ha guadagnato però un improvviso interesse geopolitico dopo la guerra: la sua collocazione, storicamente divisa tra un’anima europeista-rumena e una russa (anche se dal 2009 i suoi governi sono filo-occidentali) è diventata infatti rilevante. Spalmata lungo il confine con l’Ucraina c’è poi la Transnistria, regione separatista storicamente filo-russa, in cui operano un migliaio di <em>peacekeepers</em> russi e dove è presente il più grande deposito di armi in Europa, a due passi dal confine ucraino. Per farla breve, se il Paese (che pure non dispone di un grande esercito e in cui i russi possono arrivare solo per via aerea) domani si spostasse improvvisamente sull’asse di Mosca, l’Ucraina si troverebbe un nuovo fronte sud-occidentale e il rischio di un corridoio che, passando per Odessa, Mykolayiv, Kherson e la Crimea (insomma la parte meridionale sul Mar Nero), arrivi in Russia. Uno scenario (ad oggi, sia chiaro, del tutto ipotetico) da scongiurare ad ogni costo e che ha reso la Moldavia centrale. Questa inedita attenzione occidentale si è espressa ad esempio nella concessione, a giugno, dello status di paese candidato all&#8217;Unione Europea assieme all&#8217;Ucraina e nel progetto di un’enorme ambasciata statunitense a Chișinău, segnale della volontà di Washington di costruire una rete di relazioni e informatori stabile e ampia sul territorio moldavo.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-387923" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230309121237299_562476e0d038c77ea77271933caa889c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">13 febbraio 2023, Chișinău, Moldavia. La presidente Maia Sandu parla al Palazzo Presidenziale moldavo di possibili minacce alla sicurezza nazionale poste dalla Russia per rimuovere l&#8217;attuale esecutivo filo-europeo. Foto: Epa/Dumitru Doru.</figcaption></figure>
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<p>Se un tentato golpe c’è stato, l’indiziato numero uno non può quindi che essere <strong>Mosca</strong>, con un chiaro movente: destabilizzare un altro paese dell’ex Urss scivolato “pericolosamente” verso Bruxelles e Washington, approfittando di una situazione economica precaria, sintetizzata dall’aumento delle bollette. Se a ciò si aggiungono le voci che i manifestanti erano truppe “cammellate”, caricate per pochi spicci su dei bus fuori Chișinău e al soldo di un leader abbastanza controverso come Ilan Shor, il quadro è fatto.</p>



<p>Quello che però molti media hanno mancato di sottolineare è che la situazione economica della Moldavia è davvero complicata: detto delle pensioni per molti irrisorie e del caro-bollette, c’è anche qui il problema dell’inflazione che sta erodendo il potere d’acquisto. Problemi che ci sono ovunque, è vero, ma qui incidono su un equilibrio già precario, sommandosi anche a questioni ataviche, come l’<strong>emigrazione </strong>spaventosa e la <strong>mancanza di lavoro</strong>. “Cosa fa un moldavo quando finisce i soldi? Cambia 100 euro”, si dice da queste parti per indicare come molta dell’economia si regga su un welfare “umano”, fatto di rimesse dall’estero o di piccoli risparmi messi da parte nei periodi di lavoro fuori dal Paese. Il costo della guerra è quindi per molti insostenibile e la Russia – dopo aver dato origine al conflitto nella vicina Ucraina – può presentarsi (paradosso dei paradossi) come la soluzione.</p>



<p>In Moldavia è inoltre in corso un processo di occidentalizzazione a tappe, che emerge per esempio con la questione linguistica: qualche giorno fa, il parlamento moldavo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha approvato una legge</a> che definisce la lingua nazionale “rumena”. La norma è passata – tra le proteste dell’opposizione – e risolve un contenzioso giuridico: nella Costituzione infatti la lingua del Paese è definita “moldava”, mentre nella dichiarazione di indipendenza si parla di lingua “rumena”. La Corte Costituzionale ha stabilito che tra le due carte prevale la seconda. Per noi potrebbe apparire una questione di lana caprina (in fondo, la lingua rimane quella), ma per i russofoni – presenti soprattutto tra le vecchie generazioni cresciute nell’Urss e in alcune aree, non solo in Transnistria – ogni riferimento alla Romania puzza di riunificazione (un progetto mai compiuto di annessione a Bucarest, inviso soprattutto a chi guarda a Mosca) e poi manca una legge a tutela delle lingue minoritarie, che nel caso del russo minoritarie non sono.</p>



<p>Questo processo è stato peraltro portato avanti dopo le elezioni del 2021 dal Partito di azione e solidarietà (Pas) della presidente filo-occidentale Maia Sandu. Nato su posizioni barricadere rispetto al controverso oligarca Vlad Plahotniuc, Pas si è trovato a passare dall’opposizione alla maggioranza, con tutti i problemi del caso, sintetizzati dai cinque rimpasti di governo e nel recente cambio tra la premier uscente, Natalia Gavrilita, e Dorin Recean.</p>



<p>Dopo l’invasione russa dell’Ucraina (per molti inaspettata fino all’ultimo), ogni valutazione sul futuro dei paesi dell’ex Urss deve essere fatta con mille riserve. L’ipotesi di un possibile golpe in Moldavia – sempre se non sia già stato tentato – non è quindi da sottovalutare, ma l’impressione è che al momento vi sia un’eterogenesi di fini per alzare l’attenzione sul Paese: da parte di Kiev, perché la paura di allargare l’influenza russa a un altro stato dell’orbita europea contribuirebbe a tenere alta la guardia sul conflitto. Da parte del governo di Chișinău, in difficoltà sul fronte interno, per spostare l’attenzione all’esterno e attirare magari maggiori aiuti occidentali. </p>


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                                    Gianluca Carini
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/golpe-chisinau.html">Golpe &#8220;invisibile&#8221; in Moldavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La battaglia sulla lingua che infiamma la Moldavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2023 21:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto teso sul fronte politico, il voto del Parlamento della Moldavia che a maggioranza stretta ha riconosciuto come &#8220;rumena&#8221; la lingua del Paese ha creato un ircocervo. Nella giornata del 2 marzo, infatti, la maggioranza centrista e europeista del Parlamento di Chisinau ha con 56 voti su 101 deputati approvato l&#8217;identificazione della lingua &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-battaglia-sulla-lingua-che-infiamma-la-moldavia.html">La battaglia sulla lingua che infiamma la Moldavia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/ilgiornale2_20230305221145535_811b30d0a746528c6d55d36d2daa74d2-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un contesto teso sul fronte politico, il voto del Parlamento della Moldavia che a maggioranza stretta ha riconosciuto come &#8220;<strong>rumena&#8221;</strong> la lingua del Paese ha creato un ircocervo. Nella giornata del 2 marzo, infatti, la maggioranza centrista e europeista del Parlamento di Chisinau ha con 56 voti su 101 deputati approvato l&#8217;identificazione della lingua &#8220;moldava&#8221; come &#8220;rumena&#8221; senza alcuna differenza locale. </p>



<p>Il vernacolo ufficiale della <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-si-allarga-ecco-cosa-succede-davvero-in-moldavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Repubblica Moldava</a> viene così fatto coincidere, anche nella forma, con la lingua della vicina Romania, cosa che di fatto nella sostanza era ben comprensibile dall&#8217;assenza di grandi differenze tra il parlato di Chisinau e quello di Bucarest.</p>



<p><a href="https://www.romania-insider.com/moldova-identifies-romanian-national-language" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Romania Insider</em> ha spiegato</a> la genesi del voto parlando del fatto che la maggioranza vicina alla presidentessa <strong>Maia Sandu</strong> ha &#8220;recepito nella Costituzione una sentenza precedentemente emessa dalla Corte costituzionale nel 2013, identificando la sua lingua nazionale come rumena e non moldava come in precedenza&#8221;. Il &#8220;moldavo&#8221; era dichiarato lingua ufficiale del Paese nell&#8217;articolo 13 della Costituzione del Paese dichiaratosi indipendente dall&#8217;Unione Sovietica. La Costituzione è stata adottata nel 1994, tre anni dopo la Dichiarazione di Indipendenza del 1991 che invece indica nel &#8220;rumeno&#8221; la lingua del Paese. Secondo la Corte Costituzionale l&#8217;atto del 1991, fondativo dello Stato, ha gerarchia normativa superiore alla Costituzione e anche su una legge parlamentare del 2003 che indica &#8220;rumeno&#8221; e &#8220;moldavo&#8221; come sinonimi intercambiabili.</p>



<p>Da qui si capisce la natura strettamente politica dell&#8217;atto, che marca una distanza tra la Moldavia e l&#8217;Est Europa post-sovietico, aprendo alla continuità tra Chisinau e Bucarest e, attraverso essa, l&#8217;Unione Europea e la Nato. &#8220;Rumeno&#8221; sostituirà nei documenti ufficiali tutte le formulazioni utilizzate in Moldavia negli atti pubblici come &#8220;lingua ufficiale&#8221;, &#8220;lingua di stato&#8221; e &#8220;lingua materna&#8221;, tradizionali intercalari per riferirsi alla lingua nazionale. Il <strong>Partito d&#8217;Azione e Solidarietà, </strong>liberaldemocratico, a cui la Sandu appartiene ha spinto per la legge, fortemente contestato dal <strong>Blocco dei Comunisti e dei Socialisti</strong> guidati dall&#8217;ex presidente Igor Dodon e ritenuto più vicino alla Russia. La mossa del blocco pro-Sandu cade nel pieno delle polemiche sulla possibile caduta della Moldavia nelle tensioni alimentate dalla guerra russo-ucraina e rischia di essere <strong>foriera di tensioni</strong>. Si crea una situazione da commedia dell&#8217;inganno. Da pochi giorni in Moldavia è vietato usare alcuna accezione alternativa a &#8220;lingua rumena&#8221;. Tutto questo per marcare l&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, Paese che per indicare le minoranze separa però formalmente tra rumenofoni e parlanti la &#8220;lingua moldava&#8221;. E la <strong>regione separatista della Transnistria</strong> indica il &#8220;moldavo&#8221; assieme ai vernacoli di Russia e all&#8217;Ucraina una delle sue lingue ufficiali.</p>



<p>Per Dodon e i suoi la mossa è un passo della Sandu verso la temuta <em>Unirea</em>, la ricongiunzione della Moldavia alla Romania. Osteggiata &#8211; però &#8211; da buona parte della popolazione di entrambi i Paesi. Il dato è più di bassa lega: Maia Sandu vuole segnare un ulteriore passo in direzione dell&#8217;Occidente e prosegue in una gestione della presidenza molto poco attenta alle molteplici istanze della nazione moldava. Paese alla fine della Pace, <em>limes </em>d&#8217;Europa, formalmente né con la Nato né con la Russia in un&#8217;Europa orientale sempre più polarizzata, Stato in cerca di un&#8217;identità che si richiama alla <strong>Moldavia </strong>storica con i suoi simboli, dall&#8217;uro a <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/stefano-grande-leroe-moldavia-lotta-contro-tutti-2033021.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stefano il Grande</a></strong>, sovrano che difese la contea dalle incursioni di Turchi, Ungheresi e Polacchi, in alternativa alla pressione di Russia e Romania. In Moldavia storia e memoria si confondono e rischiano di sopprimere la complessità di un Paese plurale, in cui oltre alla <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/rischio-invasione-putin-strappa-moldavia-sulla-transnistria-2119024.html">Transnistria</a> vivono enclavi autonomiste come la <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/turanica-e-ortodossa-gagauzia-la-terra-dei-discendenti-dei-lupi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gagauzia</strong>, &#8220;terra dei lupi&#8221;</a> turanica, ortodossa e attenta al legame con Russia e Turchia e in cui ogni strappo può creare caos politico. La sensazione è che polarizzare la società moldava non aiuti alla stabilità del Paese. E ogni polemica tra Sandu e Dodon rischia di amplificare, piuttosto che ridurre, queste divisioni interne.</p>



<p></p>
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		<title>La guerra si allarga? Ecco cosa succede davvero in Moldavia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-si-allarga-ecco-cosa-succede-davvero-in-moldavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2023 12:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da maggio 2022 a febbraio 2023, non cambia nulla per quanto riguarda la Moldavia &#8220;trincerata&#8221; alla fine della pace, Paese neutrale tra l&#8217;Ucraina sotto attacco della Russia e campo atlantico. Il governo e l&#8217;opinione pubblica sono divisi. Le spinte neutraliste, il timore di un&#8217;infiltrazione di Mosca via separatisti transnistriani e il rischio di essere trascinati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-si-allarga-ecco-cosa-succede-davvero-in-moldavia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-768x551.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-1536x1102.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/02/ilgiornale2_20230220125917171_6819e3c899ed59ab9d7682bc64e2cc8d-2048x1469.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da maggio 2022 a febbraio 2023, non cambia nulla per quanto riguarda la <strong>Moldavia </strong>&#8220;trincerata&#8221; alla fine della pace, Paese neutrale tra l&#8217;Ucraina sotto attacco della Russia e campo atlantico. Il governo e l&#8217;opinione pubblica sono divisi. Le spinte neutraliste, il timore di un&#8217;infiltrazione di Mosca via separatisti transnistriani e il rischio di essere trascinati in un gioco più grande convivono nella percezione politica dei cittadini della piccola Repubblica ex-sovietica.</p>



<p>Quando nelle scorse settimane la presidentessa <strong>Maia Sandu</strong> ha lanciato l&#8217;ipotesi che Mosca abbia lanciato una &#8220;guerra ibrida&#8221; per destabilizzare il Paese, riprendendo le dichiarazioni del presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> in molti hanno iniziato a respirare un clima pesante dalle parti di Chișinău.</p>



<p>&#8220;Per Costituzione la Repubblica di Moldavia specifica la neutralità del paese, e qualsiasi modifica a questo statuto richiederebbe un referendum popolare&#8221;, ricorda <em>Notizie Geopolitiche</em>. &#8220;Presente al Forum Economico di Davos, dove ha chiesto all’occidente di continuare il suo sostegno, Maia Sandu ha affermato che se l’analisi della capacità di difesa della Repubblica di Moldavia porta alla conclusione che è necessaria l’adesione ad un’alleanza, il cambio di neutralità deve essere realizzato attraverso un processo democratico&#8221;. Si inizia a pensare esplicitamente a un <strong>cambio di passo della posizione del Paese </strong>e questo è un grande cambiamento per la Moldavia, ma ad oggi non è possibile alcuno spostamento della posizione del Paese.</p>



<p>La Moldavia non può aderire né alla Nato né all&#8217;Unione Europea perché presenta al suo interno questioni legate a dispute territoriali, in questo caso per il secessionismo interno della Transnistria e il <strong>conflitto congelato nel 1992</strong> sottoposto a vigilanza internazionale a cui partecipa, ironia della sorte, anche la Russia. A maggio, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/come-si-vive-oltre-la-nuova-cortina-di-ferro.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em>Inside Over</em> si è recata in Moldavia e ha potuto constatare il fatto che in Transnistria</a> la comunità russofona, quella rumenofona e la minoranza ucraina non vogliano essere <strong>investiti dal turbine della guerra</strong>. La madre di tutte le battaglie si combatte a Chișinău. Dove Russia e Occidente sono le bandiere con cui si combattono, da un lato, il campo degli aperturisti verso Mosca, guidato dall&#8217;ex presidente socialista Igor Dodon, che ha le sue roccaforti nella <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/turanica-e-ortodossa-gagauzia-la-terra-dei-discendenti-dei-lupi.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gagauzia</a>, e dall&#8217;ex premier Ion Chicu guidano il partito della distensione con Mosca, ieri sceso in campo in una grande manifestazione di piazza; e dall&#8217;altro gli occidentalisti della Sandu, liberale di centro-destra a lungo membro del Partito d&#8217;Azione e di Solidarietà.</p>



<p>C&#8217;è sicuramente maretta, di questi tempi, a Chișinău. Da un lato Mosca ha sicuramente subodorato la possibilità di logorare ai fianchi la Sandu e alimentando con propaganda favorevole e azioni di diversione il clima teso nel Paese ha minato il terreno al primo ministro Natalia Gavrilița, dimessasi il 16 febbraio e sostituita da Dorin Recean, ex Ministro dell&#8217;Interno e uomo vicino ai servizi di sicurezza. Dall&#8217;altro, però, le critiche a Mosca espongono la Moldavia a un&#8217;eccessiva acquisizione d&#8217;influenza da parte dell&#8217;<strong>Ucraina sulle sue dinamiche interne</strong>. Tanto che già a maggio in Moldavia si poteva constatare l&#8217;ipotesi che Chișinău potesse essere trascinata nel conflitto da un &#8220;colpo di mano&#8221; ucraino, magari rivolto contro la Transnistria. </p>



<p>L&#8217;allargamento della guerra alla Moldavia avrebbe conseguenze devastanti per la piccola Repubblica già colpita da crisi energetica, rincari nel costo della vita e tensioni politiche. E non conviene, ad oggi, a nessuno. La Russia ha sicuramente responsabilità nell&#8217;aver esercitato pressioni alla Moldavia dopo l&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente, ma il disastro politico della presidenza Sandu è sotto gli occhi di tutti: a maggio aveva invitato il <strong>Segretario generale dell&#8217;Onu Antonio Guterres</strong> a Chișinău<a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> in occasione del 9 maggio, per il quale aveva vietato la manifestazione del Giorno della Vittoria</a> temendo fosse la base per un &#8220;golpe bianco&#8221;. La manifestazione si era comunque svolta, pacificamente e senza incidenti. E Sandu <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/giallo-a-chisinau-golpe-bianco-o-imbarazzo-della-presidente-sandu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non si era fatta viva al fianco di Guterres,</a> che invece da Chișinău aveva inviato un messaggio di distensione. E nelle scorse settimane ha detto che un presunto golpe pro-Russia sarebbe stato in via di realizzazione&nbsp;con l&#8217;aiuto di cittadini di&nbsp;<strong>Bielorussia, Serbia e Montenegro</strong>. Creando, dunque, ulteriori incidenti diplomatici. E fornendo combustibile all&#8217;opposizione che in nome della distensione con la Russia ora cavalca guerre di potere interne con la presidenza. Ma ad oggi c&#8217;è da scommettere che difficilmente l&#8217;opinione pubblica moldava approverebbe un avvicinamento eccessiva all&#8217;una e all&#8217;altra parte. Nell&#8217;<em>aurea mediocritas</em> Chisinau è riuscita finora, tra mille sofferenze, a resistere. E non vuole precipitare nel gorgo bellico.</p>
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		<title>L&#8217;autunno caldo europeo</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/lautunno-caldo-europeo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 12:09:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA33941248-1536x1016.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Europa ribolle in un autunno caldo che, rispetto ad altre fasi di grandi mobilitazioni collettive, non porta però con sé rivendicazioni ideologiche, culturali, sociali e valoriali di qualsivoglia natura, ma un fattore amalgamante al tempo stesso più basilare e inequivocabile: il timore per il futuro. Il caso della Francia infiammata dalle proteste per il caro-energia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/lautunno-caldo-europeo.html">[...]</a></p>
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<p>L&#8217;<strong>Europa ribolle</strong> in un <strong>autunno caldo</strong> che, rispetto ad altre fasi di grandi mobilitazioni collettive, non porta però con sé rivendicazioni ideologiche, culturali, sociali e valoriali di qualsivoglia natura, ma un fattore amalgamante al tempo stesso più basilare e inequivocabile: il <strong>timore per il futuro</strong>.</p>



<p>Il caso della <strong>Francia infiammata</strong> dalle proteste per il caro-energia e l&#8217;inflazione che sconvolge la prospettiva di vita di milioni di persone è solo il più ampio e più clamoroso di una serie di eventi di questo tipo. Magmatici, spesso apolitici nella genesi, uniti dal comune scetticismo verso le modalità di conduzione della crisi politica, economica ed energetica da parte della politica, sbrigativamente rubricati dai media in alcuni casi come &#8220;filorussi&#8221; perché concentrati sul dato interno più che sul ruolo di Mosca nella genesi della crisi energetica, questi movimenti sono una realtà in tutta Europa e hanno avuto un crisma sindacale e politico nelle mobilitazioni di Parigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Praga, il principio di tutto</h2>



<p>La&nbsp;Repubblica Ceca&nbsp;ha segnato a inizio settembre l&#8217;inizio della mobilitazioni comunitarie. affrontando un autunno di malcontento dopo che 70.000 manifestanti si sono riuniti a Praga per protestare contro l&#8217;aumento delle bollette energetiche e chiedere la<strong> fine delle sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina.</strong></p>



<p>Elementi di estrema destra e di estrema sinistra si sono riuniti in una manifestazione emblematicamente intitolata &#8220;Prima la Repubblica Ceca&#8221; nella giornata di domenica 4 settembre per chiedere un nuovo accordo con Mosca sulle&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/business/2022/jul/19/russia-gas-shutoff-eu-countries-europe-recession-imf">forniture di gas</a>&nbsp;e la cessazione dell&#8217;invio di armi all&#8217;Ucraina, esortando il governo di centro-destra del primo ministro, <strong>Petr Fiala</strong>, a dimettersi.</p>



<p>La manifestazione in Piazza Venceslao – storicamente un luogo di dissenso di massa nella capitale ceca, già epicentro della <strong>&#8220;Rivoluzione cecoslovacca&#8221; del 1968 repressa nel sangue dalle truppe del<a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cosera-il-patto-di-varsavia-il-rivale-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Patto di Varsavia</a></strong> – ha significato la fine di un periodo relativamente placido per la politica interna da quando Fiala è entrato in carica lo scorso dicembre.</p>



<p>Fiala, leader del Partito Civico Democratico (Ods) ed ex professore di Scienze Politiche, ha liquidato la manifestazione come estremista e alimentata dalla propaganda russa. Alcuni manifestanti indossavano magliette che lodavano il presidente russo, Vladimir Putin, mentre altri portavano striscioni che esprimevano sentimenti anti-Ue e anti-Nato: la Repubblica Ceca è stata tra i <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/15/polish-czech-and-slovenian-prime-ministers-travel-to-kyiv-ukraine">più convinti sostenitori</a> dell&#8217;Ucraina nell&#8217;alleanza occidentale, ma il consenso interno alla linea pro-Kiev del governo è stato <strong>apertamente fiaccato dalla crisi energetica</strong> e dal caro-vita.</p>



<p>Per il governo ceco è chiaro che la&nbsp;<a href="https://www.dw.com/en/russian-propaganda-spread-on-fake-news-sites/a-63011188">propaganda russa</a>&nbsp;e le campagne di disinformazione siano presenti nel mondo politico ceco. Ma la realtà dei fatti parla di un&#8217;<strong>inflazione triplicata da giugno 2021 a oggi, passata da poco più del 4 al 14,7% di settembre</strong> e che secondo molti analisti <a href="https://tradingeconomics.com/czech-republic/core-inflation-rate" target="_blank" rel="noreferrer noopener">potrebbe sfondare quota 20% a inizio 2023.</a> E buona parte della folla partecipante alla prima manifestazione si è ripresentata nella capitale il 28 settembre per una seconda, massiccia ondata di proteste contro il governo.</p>



<p><strong>Lubomir Kopecek,</strong> dell&#8217;Università Masaryk di Brno, ha dichiarato all&#8217;emittente statale CTK che le dimensioni della manifestazione illustrano &#8220;significativa insoddisfazione&#8221; per l&#8217;approccio del governo alla crisi energetica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-372123" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023132145588_7cc01017fd0bd8899dcd3f70851e5078-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La manifestazione in piazza Venceslao a Praga del 28 settembre (Foto: EPA/MARTIN DIVISEK)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ondata di proteste in Germania </h2>



<p>Come successo con le marce di protesta contro le restrizioni del Covid-19, l&#8217;ondata di proteste si è subito spostata da Praga ai Lander della <strong>Germania orientale</strong>. In un Paese sconvolto dalla crisi energetica e costretto a mobilitare centinaia di miliardi di euro per ovviare al rischio di una crisi sistemica, le regioni a reddito minore dell&#8217;Est, in cui sono maggioritarie o rilevanti formazioni come la destra di <strong><a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/nazionalisti-e-conservatori-cosi-lafd-ha-cambiato-la-politica-tedesca.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alternative fur Deutschland</a></strong> e in cui si coltiva maggior scetticismo verso il decoupling dalla Russia, sono diventate inquiete.</p>



<p>Migliaia di persone si sono radunate in diversi stati della Germania orientale nella giornata di lunedì 26 settembre per protestare contro la politica energetica del governo e le sanzioni contro la Russia. I manifestanti hanno gridato slogan contro il governo di coalizione del cancelliere <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-olaf-scholz.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Olaf Scholz</a></strong> e hanno portato striscioni con i messaggi &#8220;Stop all&#8217;esplosione dei prezzi&#8221;, &#8220;Stop alla guerra, stop alle sanzioni&#8221; e &#8220;Aprire Nord Stream ora&#8221;, in un momento in cui ancora non era emersa la grave questione dell&#8217;<strong>incidente di <a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bornholm </a>che ha bloccato il gasdotto baltico</strong>.</p>



<p>Durante le proteste nel Meclemburgo-Pomerania più di 11.000 persone hanno manifestato in circa venti località, come riportato dall&#8217;emittente pubblica Ndr. Almeno altrettante quelle radunatesi in <strong>Sassonia-Anhalt</strong>.</p>



<p>&#8220;Da Magdeburgo a Francoforte sull’Oder, da Lipsia a Dresda, da Cottbus a Gera, da Wismar a Lubmin dove arrivano i tubi dei danneggiati gasdotti del Nord Stream, sono ormai decine di migliaia le persone scese per strada a protestare&#8221;, <a href="https://www.startmag.it/energia/proteste-germania-caro-energia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha riassunto <em>StartMag</em></a>. &#8220;Una lunga catena di malessere che idealmente si connette con le manifestazioni di Praga (che si sono ripetute), con i sondaggi in Slovacchia che segnalano la maggioranza dei cittadini contraria all’austerity energetica per sostenere l’Ucraina e con l’opposizione della classe dirigente ungherese a ogni tipo di sanzione verso Mosca&#8221;. E di fronte al rischio di una <a href="https://it.insideover.com/energia/la-germania-tira-dritto-sul-maxi-pacchetto-anti-crisi-puo-mettere-in-crisi-lue.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>crisi sociale e d&#8217;impresa</strong> il governo di Berlino ha posto in essere le poderose misure anti-crisi</a> che hanno suscitato critiche nel resto d&#8217;Europa.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-372125" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/Agenzia_Fotogramma_IPA34015124-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Dimostrazione per le vie di Berlino del 22 ottobre (Foto Michael Kuenne/PRESSCOV/Sipa USA)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Francia, la prima saldatura del blocco sociale</h2>



<p>A preoccupare poi è la <strong>grande &#8220;serrata&#8221; francese nel campo dell&#8217;energia e della raffinazione</strong>, aumentata in intensità fino allo <strong>sciopero generale</strong> convocato dalla <strong>Confederation Generale du Travail (Cgt)</strong>, il maggiore sindacato francese, il 18 ottobre. L&#8217;obiettivo? Trasformare la vertenza sindacale nata per l&#8217;adeguamento dei contratti dei lavoratori nelle raffinerie Total e Exxon all&#8217;inflazione in una questione nazionale. </p>



<p><strong>Emmanuel Macron e il suo governo</strong> affrontano la possibilità che l&#8217;azione sindacale si diffonda ad altri settori. Da quando a quattro lavoratori in sciopero della raffineria ExxonMobil di Notre-Dame-de-Gravenchon (nel nord della Francia) è stato ordinato di tornare al lavoro mercoledì 12 ottobre, i segnali sono apparsi in tutta la Francia, dove la&nbsp;<a href="https://www.lemonde.fr/en/france/article/2022/10/14/french-fuel-shortages-spark-warnings-as-strike-hardens_6000372_7.html">carenza di carburante sta diventando una realtà</a>. &#8220;Questo sciopero deve diffondersi&#8221;, ha detto Emmanuel Lépine, segretario generale della sezione delle industrie chimiche della Cgt. </p>



<p>Quattro sindacati – CGT, Force Ouvrière (FO), FSU e Solidaires – e quattro organizzazioni giovanili – FIDL, MNL, UNEF e La Voix Lycéenne – hanno indetto uno sciopero generale martedì per chiedere &#8220;salari più alti e difendere il diritto di sciopero. Hanno scioperato in massa i lavoratori dei trasporti e i dipendenti pubblici. In particolare, la SNCF (l&#8217;operatore della rete ferroviaria francese) e la rete di trasporto pubblico di Parigi hanno subito disagi. Gli scioperi hanno colpito quasi un <strong>terzo dei reattori nucleari francesi,</strong> ha detto un funzionario del sindacato dell&#8217;energia a Reuters, ritardando la manutenzione di molti di essi proprio mentre EDF sta spingendo per rimettere in funzione parte del suo parco di centrali in tempo per l&#8217;inverno.</p>



<p>Giovedì 13 ottobre gli ordini di ritorno al lavoro sono stati dati presso il deposito petrolifero di TotalEnergies vicino a Dunkerque, nella Francia settentrionale. Lo stesso giorno gli scioperanti di una delle due raffinerie Esso-ExxonMobil, a Fos-sur-Mer (Francia meridionale) hanno votato per togliere il blocco. </p>



<p>Venerdì 14 ottobre il rappresentante sindacale dell&#8217;unione moderata CFDT coinvolto nei colloqui salariali a TotalEnergies ha annunciato che un compromesso era stato raggiunto durante la notte, ma non ancora firmato, <strong>per un aumento salariale del 7%</strong>. Ma la Cgt ha promosso una <strong>mobilitazione massiccia</strong> forte della capacità di compattare il blocco sociale dei dipendenti dei settori strategici e del pubblico e di unire l&#8217;inquietudine per il carovita alla volontà di porsi in forze contro le future mosse di Macron su riforme del lavoro, welfare e pensioni.</p>



<p>Nel frattempo la popolarità del Presidente è a picco. Sei mesi dopo la sua elezione, l&#8217;iniquilino dell&#8217;Eliseo ha perso tre punti in un mese, secondo un sondaggio Ifop. A lungo tra il 38 e il 40%, il suo punteggio di supporto ora scende al 35%. È la prima volta che il Presidente della Repubblica registra un calo del genere dal febbraio 2020. Era allora al 32%, prima di salire grazie alla&nbsp;<a href="https://www.tf1info.fr/politique/crise-epidemie-covid-19-edouard-philippe-place-sous-le-statut-de-temoin-assiste-2236276.html">sua gestione del Covid</a>. Ma d&#8217;ora in poi, il modo in cui affronta le grandi crisi non sembra più convincere l&#8217;opinione pubblica. E lo sciopero massiccio del 18 ottobre potrebbe già ripetersi presto prima della fine dell&#8217;autunno.</p>



<p>La Francia è il laboratorio per una maggiore strutturazione dell&#8217;<strong>autunno caldo europeo</strong> in una rivendicazione politica più ampia. E non a caso le proteste sono il terreno di scontro tra Macron da un lato e la <a href="https://it.insideover.com/energia/scioperi-caos-alle-pompe-duello-politico-la-crisi-energetica-infiamma-la-francia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sinistra di Jean-Luc Mélenchon</a> dall&#8217;altro. Con <strong>Marine <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-marine-le-pen.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le Pen</a> e il<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/storia-e-obiettivi-del-rassemblement-national-il-partito-di-marine-le-pen.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Rassemblement National</a> osservatori interessati</strong>. Chi deve osservare interessata l&#8217;autunno caldo europeo, e la Francia in particolare, è l&#8217;Italia. Dove tra caro-energia, tensioni sociali e venti recessivi l&#8217;onda della crisi può abbattersi come una marea in caso di shock economico nel prossimo inverno. E dove può arrivare la prossima tappa di un autunno iniziato precocemente a Praga e diffusosi in tutto il Vecchio Continente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-372126" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_2022102314031959_7b04dd60f12c32d4794bc74a3dc38a89-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Lo sciopero del 18 ottobre in Francia (Foto: EPA/CHRISTOPHE PETIT TESSON)</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Moldavia e Serbia, caos alle periferie</h2>



<p>Anche Moldavia e Serbia, ai confini dell&#8217;Unione Europea, sono state attraversate da proteste sistemiche. Carovita e inflazione, anche qui, l&#8217;innesco. Diverse migliaia di persone hanno protestato nella capitale della Moldavia domenica 18 e 25 settembre per chiedere le dimissioni del governo filo-occidentale del paese tra la crescente rabbia per la spirale dei prezzi del gas naturale e dell&#8217;inflazione.</p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/russi-alle-porte-di-odessa-ecco-le-tre-opzioni-per-la-moldavia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La piccola nazione dell&#8217;Europa orientale,</a></strong> stretta tra Ucraina e Romania, ha visto aumentare le tensioni politiche negli ultimi mesi mentre i prezzi del gas salgono in seguito all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina.</p>



<p>Un giornalista della Reuters ha stimato la folla radunatasi nelle due domeniche fuori dalla residenza ufficiale del presidente<strong> Maia Sandu</strong> a circa 5mila persone. I manifestanti hanno cantato &#8220;Abbasso Maia Sandu&#8221; e &#8220;Abbasso il governo&#8221;. Le manifestazioni sono state le più grandi da quando Sandu ha vinto le presidenziali nel 2020 partendo da una piattaforma anti-corruzione, ma non rappresentano una minaccia immediata per il presidente e la sua amministrazione. Venerdì 23 settembre, il regolatore del gas della Moldavia ha aumentato i prezzi del 27% per le famiglie, già vessate dal combinato disposto tra crisi energetica e inflazione galoppante.</p>



<p>Per un leader anti-russo che è in sofferenza, un presidente amico di Mosca è in parallela difficoltà.  <strong>Aleksandr Vucic</strong>, presidente serbo, sta subendo da tempo l&#8217;aumento delle manifestazioni della Sinistra contro le risposte alla crisi economica. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-372128" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221023140708950_17b0872f2ff0189dcce565476e306886-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Agenti in assetto anti sommossa per le vie di Chisinau in Moldavia (Foto: EPA/DUMITRU DORU)</figcaption></figure>



<p>Partiti politici tra cui il Nuovo Partito Comunista di Jugoslavia (Nkpj) e il Partito della Sinistra Radicale (Prl), nonché sindacati come la confederazione &#8220;Sloga&#8221; hanno espresso insoddisfazione per la decisione del governo di fissare il salario minimo per il 2023 a 230 dinari serbi (1,96 dollari) all&#8217;ora e 40.020 dinari serbi (341,59 dollari) al mese. Oggi il livello è 35mila dinari (poco meno di 300 dollari). La crescita supererebbe il <strong>tasso di inflazione pari al 13%, ma non è stato ritenuto sufficiente</strong>. </p>



<p>Nella sua dichiarazione del 14 settembre, l&#8217;Nkpj ha chiesto al governo di aumentare i salari minimi a 50.000 dinari serbi (426,77 dollari) al mese per far fronte al costo della vita. Željko Veselinović, presidente dei sindacati uniti della Serbia &#8220;Sloga&#8221;, ha affermato che &#8220;il salario minimo nel paese è deciso esclusivamente dal presidente e rimarrà tale fino a quando non verrà lanciato uno sciopero generale&#8221;. Ha anche chiesto la &#8220;cooperazione di tutti i centri sindacali competenti nel paese&#8221;. Da un mese il governo è in trattativa serrata per <strong>evitare lo sciopero generale</strong> che contribuirebbe a una <strong>serrata generale dell&#8217;economia.</strong></p>
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		<title>Russi alle porte di Odessa? &#8220;Ecco le tre opzioni per la Moldavia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/russi-alle-porte-di-odessa-ecco-le-tre-opzioni-per-la-moldavia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Bellotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 12:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Chisinau) &#8220;Maia Sandu non vuole scatenare la terza guerra mondiale e non promuoverà un intervento militare in Transnistria in caso di avvicinamento dei russi alla regione secessionista&#8221;: intervento che, pur non essendo la Moldavia parte della Nato, sarebbe difficile da estendere all&#8217;Occidente. Lo riporta una qualificata fonte di Inside Over parlando delle sfide che attendono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/russi-alle-porte-di-odessa-ecco-le-tre-opzioni-per-la-moldavia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/russi-alle-porte-di-odessa-ecco-le-tre-opzioni-per-la-moldavia.html">Russi alle porte di Odessa? &#8220;Ecco le tre opzioni per la Moldavia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/ilgiornale2_20220510141515185_0b8c269421dc98e82508e19f96333ac3-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>(<strong>Chisinau) </strong>&#8220;<strong>Maia Sandu </strong>non vuole scatenare la terza guerra mondiale e non promuoverà un intervento militare in Transnistria in caso di avvicinamento dei russi alla regione secessionista&#8221;: intervento che, pur non essendo la Moldavia parte della Nato, sarebbe difficile da estendere all&#8217;Occidente. Lo riporta una qualificata fonte di <em>Inside Over </em>parlando delle sfide che attendono la Moldavia in questa fase difficile.</p>
<p>&#8220;Il Paese negli ultimi anni ha vissuto tre importanti crisi&#8221;, ovvero la pandemia, una perdurante crisi energetica e ora la guerra, ma secondo la nostra qualificata fonte, che conosce bene le dinamiche governative e politiche nel Paese, la <strong>presidentessa Sandu </strong>sta tenendo un approccio &#8220;moderato e pragmatico&#8221; avendo a disposizione solo tre opzioni. La prima, in caso di avanzata russa verso la Transnistria, è quella citata e da escludere; la seconda è quella di una &#8220;<strong>sostanziale accettazione&#8221; </strong>delle mosse russe che si risolverebbe in un suo declino politico; la terza è la necessità di doversi confrontare col &#8220;<strong>golpe bianco&#8221; </strong>dell&#8217;opposizione filorussa.</p>
<p>Scenari complessi, chiaramente. Ma a Chișinău la guerra in Ucraina è ancora percepita come lontana. Anche perché, ci viene detto, &#8220;i moldavi non solidarizzano apertamente con gli ucraini&#8221;, ritenuti complici dell&#8217;offensiva in Transnistria del 1992, &#8220;e sul fronte russo si tende a separare dal giudizio su Mosca quello sulla figura di Vladimir Putin&#8221;.</p>
<p>Tre opzioni complesse che evocano una quarta, quella pragmatica e inevitabile per Chișinău: <strong>aspettare</strong>. La chiave di volta si chiama <strong>Odessa, </strong>città profondamente bombardata dai russi nelle ultime giornate e verso cui si concentrano molti sforzi nel fronte Sud-Ovest della guerra. Fino a che Odessa non sarà in qualche modo occupata, messa sotto assedio o aggirata, Chișinău intende aspettare. E anche qualora la Russia dovesse congiungersi alle forze in Transnistria, si ragiona nella capitale moldava, nessuna provocazione è in vista in una &#8220;regione data già per certa&#8221;.<a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html" target="_blank" rel="noopener"> Il <strong>9 maggio ha mostrato che l&#8217;opinione pubblica è divisa </strong></a>tra pro-russi e pro-europei: una scelta ecccesivamente sbilanciata in un senso o nell&#8217;altro avrebbe effetti destabilizzanti sull&#8217;opinione pubblica interna che a prescindere dal colore politico chiede una sola cosa: tranquillità e sicurezza nella neutralità.</p>
<p>Del resto la Moldavia pensa a sopravvivere come fatto finora, nonostante il suo ruolo a-strategico. Tanto spesso sottaciuto quanto di fatto cruciale per i decisori in campo nell&#8217;Europa odierna.</p>
<p>Un fattore dirimente per la sopravvivenza della piccola repubblica è la <strong>sicurezza energetica</strong>. La dipendenza dal gas naturale russo pone la Bessarabia in uno stato di aumentata vulnerabilità in seguito alle operazioni belliche scatenate dalla Russia contro l&#8217;Ucraina. Il rischio di essere tagliata fuori dagli approvvigionamenti gasieri ed elettrici costituisce un serio problema per la Moldavia.</p>
<p>La <strong>Romania</strong>, sorella maggiore dello spazio geopolitico rumenofono, spinge affinché tale dipendenza dalle fonti orientali sia sensibilmente ridotta o addirittura azzerata. Il gasdotto Iași-Ungheni-Chișinău che collega la capitale storica del Principato di Moldova (Romania) alla capitale odierna della Bessarbia è stato realizzato per volere delle autorità di Bucarest con sciente impiego dei fondi di coesione comunitari transfrontalieri. Il tubo di 150 chilometri, che ha costeggiato il nostro itinerario di ingresso dalla Romania nel “paese più povero d&#8217;Europa”, potrebbe rappresentare una fonte di approvvigionamento alternativa nel caso in cui dovesse cessare per incidenti bellici o scelte politiche l&#8217;afflusso di oro blu dall&#8217;Ucraina. La parte più popolosa della Moldova, Chișinău e hinterland (circa un milione di cittadini sui 3,5 che compongono la nazione) potrebbe ricevere gas romeno a prezzi politici.</p>
<p>Sempre con saggio impiego di fondi europei, la Romania sta costruendo diverse <strong>linee elettriche</strong> per collegare le due sponde del fiume Prut, confine naturale che divide la Bessarabia dalla <em>Țara Românească</em>. Scopo ultimo di Bucarest è quello di riuscire a sganciare Chișinău dalla dipendenza dalle centrali elettriche dell&#8217;Ucraina e della Transnistria, regione separatista filorussa ubicata sulla sponda sinistra del fiume Nistru/Dnestr. Se gli impianti ucraini possono sempre essere distrutti dagli eventi bellici in corso, l&#8217;acquisto di energia elettrica dalle centrali transnistriane (Dubăsari e Cuciurgan) rappresenta un finanziamento indiretto <em>de facto</em> del regime filorusso di <strong>Tiraspol</strong>.</p>
<p>Se lo standard dello scartamento ferroviario differente tra Romania e Moldavia può essere ignorato grazie al sopraggiungere di nuove tecnologie legate ai trasporti, gli standard di elettrificazione non possono essere sottovalutati, bensì armonizzati. A causa degli standard ereditati dall&#8217;<strong>Unione sovietica</strong>, oggi la Bessarbia può importare energia elettrica da est o da ovest, ma non da entrambe le parti contemporaneamente. L&#8217;impossibilità dell&#8217;import sincrono deve essere tecnicamente risolta in tempi rapidi per garantire un minimo di sicurezza energetica, ovviando a più vaste crisi socio-economiche regionali.</p>
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		<title>Il 9 maggio dei filorussi moldavi: uno schiaffo a governo e Onu</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mirko Mussetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 13:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della vittoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2.jpeg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>(Chisinau) &#8220;Un trionfo&#8221;: Igor Dodon è raggiante al termine della parata per il Giorno della Vittoria organizzata dall&#8217;opposizione moldava e dai partiti filorussi contro il divieto della presidentessa Maia Sandu di celebrare la tradizionale festa del 9 maggio. Una parata risoltasi in una duplice vittoria politica per l&#8217;ex presidente (in carica dal 2016 al 2020) e ex leader del Partito Socialista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2000" height="1500" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2.jpeg 2000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-1536x1152.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p><p><strong>(Chisinau) </strong>&#8220;Un trionfo&#8221;: <strong>Igor Dodon </strong>è raggiante al termine della parata per il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-significato-delle-celebrazioni-del-9-maggio-a-mosca.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giorno della Vittoria</strong></a> organizzata dall&#8217;opposizione moldava e dai partiti filorussi contro il divieto della presidentessa <strong>Maia Sandu </strong>di celebrare la tradizionale festa del 9 maggio. Una parata risoltasi in una duplice vittoria politica per l&#8217;ex presidente (in carica dal 2016 al 2020) e ex leader del <strong>Partito Socialista Moldavo</strong>: da un lato, la parata è andata in scena pacificamente coinvolgendo decine di migliaia di persone, dall&#8217;altro andando in scena nel giorno della visita a Chisinau del <strong>Segretario generale dell&#8217;Onu Antonio Guterres </strong>ne ha oscurato la scena, mandando un messaggio a chi si aspettava una Moldavia pronta a salire sul carro occidentale in tempi brevi. Tanto che a pochi minuti di distanza dalla fine della cerimonia mattutina è arrivato il &#8220;giallo&#8221;: la Sandu ha annullato, ufficialmente per motivi di salute, l&#8217;incontro e la conferenza stampa congiunta prevista con Guterres.</p>
<p>Dodon al termine della parata, conclusasi al <b>Complesso memoriale &#8220;Eternitate&#8221; </b>dove arde il fuoco che commemora i caduti moldavi nella &#8220;Grande Guerra Patriottica&#8221;, depone fiori sulle tombe dei morti mentre vengono fatte volare colombe in segno di pace. Parlando al passato ma, in un certo senso, anche al presente. L&#8217;ex presidente è tra i pochi a indossare il tradizionale nastro di San Giorgio, arancio e nero, vietato in questi giorni dal governo della Sandu. Evidentemente l&#8217;ex capo di Stato può permettersi di pagare la sanzione di 18 mila lei moldavi (900 euro) riservata agli organizzatori delle manifestazioni che infrangano la norma sull&#8217;esibizione dei simboli. Molto più cauta la cittadinanza partecipante, che per sfuggire alla multa di 9 mila lei (un salasso per gran parte della popolazione moldava che vive con circa 100 euro al mese), ha esposto combinazioni floreali e indumenti abbinando i colori della più alta <strong>onorificenza militare zarista</strong>. Predomina comunque la versione alternativa del celebre nastro nero-arancione: un fiocco rosso con raffigurati sui due estremi San Giorgio a cavallo e l&#8217;uro moldavo. Lo stemma zoomorfo color oro tipico della Moldova su sfondo rosso ricorda da vicino la bandiera del Principato di Moldova, quasi a rimarcare un&#8217;identità arcaica, genuina e unitaria di un popolo invero eterogeneo. Il fiocco rosso rappresenta dunque un&#8217;alterità sia alle imposte politiche europeiste sia alle effimere aspirazioni unioniste della dirigenza politica al potere. Quasi a dire: volete prendervela pure con i santi e gli animali estinti?</p>
<p><div id="gallery_356188" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_356188 = {"0":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.41-3.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.41-3-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Partecipanti alla celebrazione al Memoriale<\/p><\/div>"},"1":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.42-2-150x150.jpeg","subHtml":""},"2":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.18.39-3.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.18.39-3-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Il Fuoco Eterno che arde per ricordare i caduti moldavi<\/p><\/div>"},"3":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.27.44-1.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.27.44-1-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Cambio della guardia al Memoriale<\/p><\/div>"},"4":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.40.45.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.40.45-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Il volo delle colombe per la pace ha segnato la fine della cerimonia al Memoriale \"Eternitate\"<\/p><\/div>"},"5":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.41.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.41-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>Dodon \u00e8 tra i pochi a portare il Nastro di San Giorgio, simbolo della vittoria sovietica, nella sua versione tradizionale vietata nella manifestazione di quest'anno<\/p><\/div>"},"6":{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.40.jpeg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/WhatsApp-Image-2022-05-09-at-12.17.40-150x150.jpeg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p>L'ex presidente Igor Dodon depone dei fiori al memoriale dei caduti moldavi nella guerra contro il 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<p>La popolazione ha risposto pacificamente ma sonoramente alle iniziative occidentaliste della presidenza Sandu, senza infrangere alcuna recente norma sull&#8217;uso dei simboli. <strong>Nella regione autonoma di Gagauzia</strong>, l&#8217;assemblea locale si è addirittura riunita nella notte tra l&#8217;8 e il 9 maggio per emanare nuovamente una legge che permettesse alla filorussa comunità d&#8217;origine turca, ma di fede ortodossa, di celebrare la Giornata della Vittoria, confezionando ed esibendo i gagliardetti nero-arancioni. Di fatto, non lasciando il tempo materiale alle autorità di Chisinau di annullare nuovamente il provvedimento regionale. L&#8217;opposizione filorussa contro l&#8217;esecutivo europeista, la periferia autonomista contro il centro livellante: un comprensibile mal di testa per il capo dello Stato, che riteneva di accogliere il più alto funzionario dell&#8217;Onu in un clima particolarmente accomodante. Cioè antirusso.</p>
<p>In definitiva, nel corso dell&#8217;intero corteo Dodon ha preso la scena solo sul finale. A predominare è stata una manifestazione decisamente toccante di un orgoglio sentito profondamente dai moldavi come popolo prima ancora che membri dell&#8217;area ex sovietica o di una qualche sfera d&#8217;influenza: l&#8217;orgoglio per il ruolo giocato dai moldavi nella guerra di liberazione contro il nazismo, ma anche la volontà di tenere unito un <strong>popolo dalle molte identità </strong>e storie. Dalla <strong>Grande Piazza dell&#8217;Assemblea Nazionale </strong>la parata si è snodata per due chilometri e mezzo fino al Complesso memoriale.</p>
<p>Moltissime le bandiere rosse della Vittoria, così come le icone del <strong>“Reggimento immortale”</strong> portate con orgoglio dai discendenti dei caduti durante la Grande guerra patriottica (Seconda guerra mondiale) contro le forze naziste. Moltissimi ragazzini vestiti con cappelli e divise militari simil-sovietiche, ma totalmente <strong>assenti sono state le lettere simbolo dell&#8217;attuale invasione russa</strong> dell&#8217;Ucraina (V, Z). Un messaggio fortissimo al governo e alla presidenza, che con un tratto di penna hanno cercato di cancellare il senso profondo di una festività ancora sentitissima tra la popolazione moldava. Non basta picchettare statiche bandiere dell&#8217;Unione europea e dell&#8217;Ucraina attorno al monumento di Stefano il Grande e Santo (il più grande sovrano moldavo) per frenare la marcia di migliaia di stendardi nazionali moldavi al fianco dei vessilli tipici del vittorioso <em>Russkij Mir</em> (Mondo russo). Così come messaggi tutt&#8217;altro che equivocabili dominano gli slogan della giornata: l&#8217;invettiva contro i &#8220;traditori fascisti&#8221; (&#8220;F<em>ascismul trădător&#8221;) </em>sconfitti nella guerra del 1941-1945, l&#8217;esaltazione della &#8220;<strong>memoria eterna degli eroi</strong>&#8221; (&#8220;V<em>esnica memorie eroi&#8221;), </em>gli &#8220;Urrà&#8221; continuamente scanditi al suono di una musica da banda in cui non è difficile, per un orecchio italiano, riconoscere i motivi di diversi canti della Resistenza, da &#8220;Bella Ciao&#8221; a &#8220;Fischia il Vento&#8221;.</p>
<p>A essere sconfitta è una politica moldava che nel suo slancio neutralista ha fatto il passo più lungo della gamba. Come se anche Chisinau e dintorni non fossero stati colpiti dal dramma dell&#8217;invasione tedesca dell&#8217;Unione Sovietica avvenuta nel 1941. Nella partecipata manifestazione della capaitale la Sandu spicca in quanto assente: a prendersi la scena è il suo predecessore filorusso, ma pur da convitato di pietra Mosca non è il <strong>centro della manifestazione.</strong></p>
<p>Non c&#8217;è una singola bandiera della Russia odierna nella parata di Chisinau, ma nemmeno un proliferare di simboli ad essa contraria: un anziano signore, solitario, porta con sé una <strong>bandiera dell&#8217;Unione Europea, </strong>si vede qualche vessillo ucraino e romeno, ma non si sono registrati incidenti e scontri di alcun tipo. Questa festa è sentita: lo si nota principalmente nel momento più toccante, la marcia del <strong>Reggimento Immortale, </strong>il &#8220;battaglione&#8221; di icone di combattenti della seconda guerra mondiale mostrate dai loro discendenti o parenti ancora in vita. Qui, come altrove nell&#8217;ex Unione Sovietica, punto di incontro generazionale. Anziane signore vicine a giovani ragazze in età scolare vestite con abiti candidi. Uomini pluridecorati e veterani delle ultime guerre dell&#8217;era sovietica, tra cui quella in Afghanistan, vicini agli ultimi combattenti della Seconda guerra mondiale. Valeriu, un ex ufficiale dei paracadutisti sovietici, che parla perfettamente l&#8217;italiano, ci ricorda che &#8220;è un orgoglio essere qui&#8221; per lui e che la manifestazione non ha colore politico se non quello dell&#8217;unità nazionale.</p>
<p>E per la Moldavia questa giornata mostra sia la capacità del Paese di essere, in sostanza, una democrazia sempre più matura in cui un&#8217;opposizione può sfidare il governo senza chiamare la piazza a scontri e tafferugli sia, d&#8217;altro canto, una nazione in una precaria posizione politica nel sistema odierno che la vede <strong>al confine della pace, </strong>tra l&#8217;Ucraina in guerra da un lato e la faglia tra Occidente e Russia dall&#8217;altro. Nella giornata del 9 maggio è bene ricordarsi che nell’area ex sovietica la <strong>storia non passa mai per sempre</strong>. E tra provocazioni ai confini e minacce percepitela Moldavia dovrà faticare molto per preservare una linea di ostinata coerenza che sinora l’ha tenuta fuori da ogni guaio. Il senso di un 9 maggio vissuto come celebrazione nazionale prima ancora che come retaggio sovietico ricorda che la volontà generale della popolazione, in tal senso, è comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/il-9-maggio-dei-filorussi-moldavi-uno-schiaffo-a-governo-e-onu.html">Il 9 maggio dei filorussi moldavi: uno schiaffo a governo e Onu</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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