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	<title>Mahmud Abbas (Abu Mazen) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Mahmud Abbas (Abu Mazen) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gaza: la rivolta silenziosa contro Hamas che potrebbe riscrivere il futuro</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-rivolta-silenziosa-contro-hamas-che-potrebbe-riscrivere-il-futuro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 10:28:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la Striscia di Gaza affronta uno dei periodi più oscuri della sua storia recente, una nuova minaccia emerge dall’interno: la repressione del dissenso da parte delle autorità di Hamas. Amnesty International lancia un allarme grave in un report pubblicato ieri: attivisti, manifestanti e semplici cittadini palestinesi che tentano di esercitare pacificamente il diritto alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-la-rivolta-silenziosa-contro-hamas-che-potrebbe-riscrivere-il-futuro.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/OVERCOME_20250529153814882_dc2d7dbac95b1c55433ee4f31b55ad35-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre la Striscia di Gaza affronta uno dei periodi più oscuri della sua storia recente, una nuova minaccia emerge dall’interno: la <strong>repressione del dissenso</strong> da parte delle autorità di <strong>Hamas</strong>. <a href="https://www.amnesty.it/gaza-hamas-reprime-chi-protesta/"><strong>Amnesty International</strong> lancia un allarme grave in un report pubblicato ieri</a>: attivisti, manifestanti e semplici cittadini palestinesi che tentano di esercitare pacificamente il diritto alla protesta stanno subendo una campagna sistematica di intimidazione, interrogatori forzati e pestaggi da parte delle forze di sicurezza locali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.cbc.ca/1.7493605.1743018166!/fileImage/httpImage/image.JPG_gen/derivatives/16x9_1180/israel-palestinians-gaza-protests.JPG?im=Resize%3D780" alt=""/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Marzo 2025: scoppiano le proteste a Gaza</h2>



<p>Le <strong>proteste scoppiate a Gaza il 25 marzo contro Hamas</strong> rappresentano un nuovo e potente segnale di dissenso popolare. Con slogan come “<em>Vogliamo mangiare</em>” e “<em>Hamas out</em>”, centinaia, talvolta migliaia, di palestinesi hanno manifestato in diverse città della Striscia, da <strong>Beit Lahia</strong> a <strong>Khan Younis</strong>, denunciando non solo le devastazioni della guerra con Israele, ma anche l’inefficacia e l’autoritarismo della leadership di Hamas. Tra gli edifici distrutti e le linee elettriche interrotte nel distretto di Shuja&#8217;iyya nella Striscia di Gaza, decine di palestinesi gridavano: &#8220;<em>Fuori, Hamas, vogliamo vivere in libertà</em>&#8221; oppure &#8220;<em>Oggi non ci importa, possono spararci e chiamarci spie, l&#8217;importante è che Hamas ci lasci in pace</em>&#8220;.<br>Un elemento non di certo nuovo, ma che soprattutto oggi contrasta l’equazione che vuole i gazawi tutti conniventi con i miliziani islamisti. <strong>La contestazione a Hamas non è un fenomeno nuovo</strong>. Dal 2010, i cittadini palestinesi hanno espresso in più occasioni frustrazione verso la deriva autoritaria del movimento. Proteste come quelle del 2017 (“<em>We want electricity</em>”) o del 2019 (“<em>We want to live</em>”) avevano già mostrato il malessere della popolazione, aggravato da crisi economiche, blackout e accuse di corruzione ai vertici di Hamas. L’<strong>accordo di riconciliazione del 2017</strong>, che prevedeva il trasferimento di alcune responsabilità amministrative all’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), non ha avuto effetti duraturi: Hamas ha continuato a gestire con pugno di ferro la Striscia. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il report di Amnesty International</h2>



<p>Che questo dissenso sia sincero è potente è provato tragicamente dal fatto che cartelli, slogan e canti di dissenso sono stati accolti da una reazione violenta: <strong>incursioni</strong>,<strong> arresti</strong>, <strong>minacce di morte </strong>e <strong>torture</strong>.<br>Testimonianze raccolte da Amnesty delineano un clima di terrore: 12 manifestanti intervistati, inclusi due donne e diversi familiari di attivisti, hanno raccontato episodi di violenza fisica, convocazioni extragiudiziali e pressioni psicologiche. In molti casi, le minacce si sono estese anche ai parenti. Alcuni media locali, in linea con il governo, hanno etichettato i <strong>manifestanti come spie al soldo di Israele</strong>. Questo clima ha alimentato una paura crescente: la popolazione teme tanto la violenza israeliana quanto la repressione interna, e resta divisa tra il desiderio di un cessate-il-fuoco e quello, ancora incerto, di un cambiamento politico profondo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://i.cbc.ca/1.7494009.1743013065!/cpImage/httpImage/image.jpg_gen/derivatives/4x3_1180/israel-palestinians.jpg?im=Resize%3D1180" alt=""/></figure>
</div>


<p>Uno dei manifestanti, sopravvissuto a un attacco israeliano che ha ucciso cinque membri della sua famiglia, ha raccontato con voce ferma: “<em>Protestiamo perché vogliamo una vita dignitosa. Ci hanno chiamato traditori solo per aver chiesto pane e pace. Ma continueremo</em>”. Il 16 aprile, questo cittadino è stato interrogato e picchiato da decine di uomini armati in abiti civili in un centro di detenzione improvvisato. La sua colpa? Esporre pubblicamente il fallimento della leadership di Hamas nel proteggere la popolazione civile. Molti manifestanti, anche adolescenti e donne, sono stati etichettati come “<strong>collaborazionisti del Mossad</strong>” o <strong>agenti dell’intelligence dell’Autorità Palestinese</strong>. Le accuse, spesso infondate e strumentali, servono a giustificare una repressione politica che Amnesty definisce “<em>una violazione flagrante della libertà di espressione e dei diritti umani fondamentali</em>”. Un giovane attivista di Beit Lahia, arrestato e picchiato dopo il rifiuto di comparire a interrogatorio, ha dichiarato: “<em>Non si tratta più di Hamas o Fatah. Si tratta di sopravvivere. E noi vogliamo vivere</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il complesso rapporto dei gazawi con Hamas</h2>



<p>A raccontare questa verità nella verità, anche i numeri. Secondo un sondaggio dell’Arab Barometer, realizzato in collaborazione con il Palestinian Center for Policy and Survey Research poco prima del 7 ottobre 2023, <strong>il 67% dei gazawi aveva poca o nessuna fiducia in Hamas</strong>, mentre il 72% lo considerava un governo corrotto. Solo il 24% avrebbe votato per il suo leader, <strong>Ismail Haniyeh</strong>. <strong>L’intervento militare israeliano ha temporaneamente rilanciato il consenso per Hamas</strong>: un sondaggio di maggio 2024 indicava che il 64% della popolazione approvava la gestione della guerra da parte del gruppo, e il 38% avrebbe votato per esso, contro il 24% per Fatah. </p>



<p>Tuttavia, con l’intensificarsi della devastazione, anche <strong>questo fragile supporto ha cominciato a sgretolarsi</strong>. Molti palestinesi ora accusano Hamas di anteporre la propria ideologia alla sopravvivenza della popolazione, sacrificandola sull’altare della lotta armata. Per la prima volta dal 7 ottobre, si sentono slogan che invocano un cambio di regime: “<em>Avete governato abbastanza. Lasciate spazio ad altri</em>”. <br><strong>Anche le donne hanno deciso di prendere parola</strong>. Una manifestante ha riferito che, dopo le minacce rivolte agli uomini, è stata organizzata una piccola protesta femminile: “<em>Era un messaggio chiaro: vogliamo proteggere i nostri figli. E dire basta</em>”. La disperazione si mescola alla rabbia. Una donna sfollata da Beit Lahia si è scagliata contro le dichiarazioni ciniche di Sami Abu Zuhri, noto esponente di Hamas, che aveva dichiarato: “Ricostruiremo le case e riprodurremo i martiri dieci volte”.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.arabbarometer.org/wp-content/uploads/Robbinschart1.png-1230x873.webp" alt=""/></figure>
</div>


<p>Dal 2007, quando Hamas ha assunto il controllo della Striscia di Gaza, ha creato un proprio apparato di sicurezza con metodi brutali. Le <strong>proteste del 2019 </strong>furono già un banco di prova per la tolleranza del dissenso: arresti arbitrari, torture e repressione sistematica furono ampiamente documentati. Anche oggi, nel mezzo di una guerra devastante, Hamas continua a dare priorità al controllo interno, usando la paura come strumento di governo.<br>Un aspetto che emerge con forza è l’<strong>assenza di vie legali a esperire per i detenuti</strong>: interrogatori privi di qualsiasi base giuridica, pestaggi come routine punitiva, e l’uso sistematico della calunnia come arma politica. La repressione interna si inserisce in uno scenario apocalittico. Dal 2 marzo, Israele ha sigillato quasi completamente i confini, impedendo l’accesso agli aiuti vitali. Dopo 77 giorni, un parziale allentamento della chiusura non ha risolto la crisi. Milioni di persone sono intrappolate, senza acqua, cibo, cure mediche o sicurezza. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro delle proteste</h2>



<p><strong>Il messaggio dei manifestanti è chiaro: non chiedono potere né vendetta, ma dignità e futuro</strong>. Le proteste che attraversano oggi Gaza potrebbero rappresentare uno snodo cruciale nella storia recente della Striscia: per la prima volta in anni, una parte significativa della popolazione osa sfidare apertamente l&#8217;autorità di Hamas, chiedendo non solo la fine della guerra, ma un cambiamento radicale della governance. Eppure, il futuro di questa mobilitazione resta appeso a un filo.</p>



<p>Almeno <strong>due ostacoli principali offuscano ogni orizzonte di transizione</strong>: da un lato, Israele continua a perseguire una <strong>strategia militare brutale</strong>, che ha già causato la morte di decine di migliaia di civili e che sembra ignorare deliberatamente la possibilità di distinguere tra Hamas e la popolazione palestinese. Bombardamenti indiscriminati, assedi prolungati e la distruzione sistematica delle infrastrutture civili hanno l’effetto paradossale di rafforzare le frange più radicali, rendendo più difficile per la popolazione immaginare alternative politiche reali.<br>Dall’altro lato, l’<strong>assenza di una leadership palestinese credibile</strong> e legittimata mina ogni possibile scenario post-Hamas. L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), che teoricamente dovrebbe rappresentare l’alternativa istituzionale a Hamas, si trova oggi in una crisi profonda di legittimità e credibilità. Guidata da <strong>Mahmoud Abbas</strong>, ormai percepito da molti palestinesi come un leader distante e inamovibile (lo stesso che nel 2023 affermò che Adolf Hitler ordinò l&#8217;uccisione degli ebrei europei non a causa dell&#8217;antisemitismo, ma per il loro &#8220;ruolo sociale&#8221; come prestatori di denaro), è vista come inefficace, corrotta e sostanzialmente impotente di fronte alle dinamiche del conflitto. Non solo non esercita alcun controllo su Gaza, ma è del tutto <strong>assente dalla vita quotidiana dei suoi abitanti</strong>, incapace di offrire protezione, servizi o una visione politica convincente. La sua esistenza è spesso ridotta a una struttura amministrativa sotto tutela internazionale, più preoccupata di mantenere rapporti diplomatici che di rispondere ai bisogni del suo stesso popolo.</p>



<p>In questo contesto, la prospettiva di un governo post-Hamas affidato all’ANP appare tutt’altro che rassicurante per molti gazawi, che la considerano parte del problema, non della soluzione. Senza una rigenerazione politica e morale profonda, l’ANP difficilmente potrà colmare il vuoto che un eventuale crollo di Hamas lascerebbe dietro di sé. Per questo, le proteste rischiano di restare una scintilla senza combustibile, un grido che si spegne nel vuoto se non si avrà l’astuzia di &#8220;aiutare Hamas a fallire&#8221;.</p>



<p></p>



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		<title>La repressione di Jenin mostra quanto l&#8217;Anp è distante dalla vera Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 16:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a Gaza]]></category>
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<p>Negli ultimi giorni, le forze di sicurezza dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP) hanno intensificato la loro offensiva contro le forze di resistenza nel campo profughi di Jenin, anima della resistenza palestinese. Il campo, un simbolo di lotta contro l&#8217;occupazione israeliana, è diventato teatro di incursioni e repressioni che non hanno nulla a che fare con il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html">La repressione di Jenin mostra quanto l&#8217;Anp è distante dalla vera Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1213" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-600x379.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-300x190.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1024x647.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-768x485.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/OVERCOME_20241221121156546_d629ca3091bd7f60719d0d5f11322d75-1536x970.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi giorni,<strong> le forze di sicurezza dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese (ANP) </strong>hanno intensificato la loro offensiva contro le forze di resistenza nel<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-battaglia-di-jenin-mostra-la-fragilita-della-palestina.html"> campo profughi di Jenin,</a></strong> anima della resistenza palestinese. Il campo, un simbolo di lotta contro l&#8217;occupazione israeliana, è diventato teatro di incursioni e repressioni che non hanno nulla a che fare con il benessere del popolo palestinese, ma piuttosto con gli interessi di un&#8217;autorità sempre più alienata dalla sua gente.</p>



<p>Le forze dell&#8217;ANP, in coordinamento con Israele, hanno preso di mira i membri delle Brigate di Jenin, cercando di estirpare la resistenza armata che cresce sempre più, spinta dalla disperazione di un popolo abbandonato dalla propria leadership. Con cecchini posizionati sui tetti che sparano in modo casuale sui civili, quasi fosse un macabro gioco, la violenza colpisce indiscriminatamente. Tra le vittime si trovano anche<strong> civili innocenti, come l&#8217;adolescente Rebhi Shalabi,</strong> ucciso mentre guidava disarmato la sua moto nel campo profughi della città. La sua morte, avvenuta il 18 dicembre, è stata ripresa dalle telecamere, scatenando un&#8217;inevitabile ondata di indignazione. Non solo Shalabi, ma anche un ragazzino di 13 anni e un comandante delle Brigate Jenin, ricercato da Israele, sono stati uccisi durante lo stesso raid. </p>



<p>L&#8217;Autorità Nazionale Palestinese ha assunto la piena responsabilità per l&#8217;omicidio di Shalabi, ma non sono state prese misure per arrestare gli ufficiali coinvolti o avviare un&#8217;inchiesta, aumentando ulteriormente la rabbia nelle strade. Vale la pena precisare che si tratta di episodi che non sono isolati, ma fanno parte di un disegno più ampio volto a rafforzare il controllo dell&#8217;ANP sulla Cisgiordania, agendo come strumento di Israele piuttosto che come vero rappresentante dei diritti del popolo palestinese. Nessun tipo di giustificazione dell&#8217;operazione è riuscita a convincere e calmare i <strong>24.000 rifugiati palestinesi che vivono nel campo</strong>, che da più di un anno sopportano incursioni e raid israeliani sempre più frequenti. Molti vedono questa campagna come un tentativo di eliminare la resistenza palestinese, in linea con il coordinamento della sicurezza tra l&#8217;ANP e Israele.</p>



<p>Se la brutalità dell&#8217;occupazione israeliana è sempre stata un tema centrale nella resistenza palestinese, la violenza delle forze dell&#8217;ANP di questi giorni ha un sapore ancora più amaro, poiché viene perpetrata da un&#8217;entità che avrebbe dovuto difendere i diritti e le aspirazioni del popolo palestinese. Questo doppio fronte di oppressione ha spinto molti palestinesi a riflettere sulla vera natura dell&#8217;ANP: un ente che, pur dichiarandosi rappresentante del popolo, non ha mai ricevuto un vero mandato popolare. Il suo presidente, <strong>Mahmoud Abbas</strong>, rimane alla guida di un&#8217;Autorità senza legittimità democratica, da quando nel 2006 non sono più state convocate elezioni.</p>



<p>La realtà politica in Cisgiordania è ormai un paradosso: l&#8217;ANP, sotto la leadership di Abbas, ha formalmente rinunciato alla lotta per la libertà e la sovranità palestinese, sacrificando i diritti fondamentali del popolo a favore di compromessi politici che, oltre a permettergli di rimanere al potere, hanno solo rafforzato la posizione d&#8217;Israele. Gli accordi di sicurezza tra l&#8217;ANP e Israele, così come il coordinamento della sicurezza, sono pratiche consolidate che tradiscono le speranze di milioni di palestinesi che lottano ancora per una Palestina libera e indipendente. Questi accordi, invece di promuovere la giustizia e la sovranità, <strong>favoriscono la cooperazione tra l&#8217;ANP e Israele, </strong>rafforzando il controllo israeliano e l&#8217;autorità di un governo palestinese che non risponde alle esigenze del suo popolo. Abbas, legittimato solo da un sistema corrotto e dai fondi internazionali, ha perso il sostegno della maggior parte della popolazione palestinese, che ormai vede la sua presidenza come un ostacolo alla vera indipendenza e autodeterminazione.</p>



<p>Gli attacchi contro Jenin, quindi, non sono solo un tentativo di reprimere la resistenza palestinese, ma un chiaro segnale del ruolo colluso dell&#8217;ANP con l&#8217;occupazione israeliana. Le forze di sicurezza dell&#8217;ANP, infatti, agiscono come braccio armato per garantire la sicurezza di Israele, non quella del popolo palestinese. In questa prospettiva, la resistenza armata non è vista come un atto di ribellione illegale, ma come una reazione naturale contro un regime che ha abbandonato la sua missione storica.</p>



<p>Esattamente come ho avuto modo di ascoltare qualche mese fa sul posto, i membri delle Brigate Jenin respingono con fermezza la descrizione delle loro attività, definita dalle forze di sicurezza come criminali o illegali. Un alto dirigente del battaglione, che ha parlato in anonimato con The New Arab, ha dichiarato: <strong>&#8220;Le nostre armi non sono destinate al crimine o all&#8217;estorsione</strong>. Le nostre armi sono per la resistenza, per affrontare l&#8217;occupazione israeliana che continua ad assaltare Jenin senza sosta&#8221;. Il leader ha accusato le forze di sicurezza palestinesi di voler “indebolire la resistenza” sotto il pretesto di far rispettare la legge e l’ordine. &#8220;Chi si oppone all&#8217;esercito israeliano quando invade il campo?&#8221; ha chiesto. &#8220;Non siamo forse noi, il battaglione e le altre fazioni armate?&#8221;.</p>



<p>Le Brigate di Jenin, che si oppongono alla repressione dell&#8217;ANP, non solo denunciano la brutalità della leadership palestinese, ma si affermano nella popolazione come l&#8217;unico vero baluardo contro l&#8217;occupazione israeliana. La Jihad Islamica Palestinese (PIJ) e Hamas hanno già condannato la repressione dell&#8217;ANP, accusandola di agire contro il popolo palestinese. La violenza che caratterizza questi conflitti interni è il frutto di anni di fallimenti, sia da parte di Abbas che della comunità internazionale, che ha preferito ignorare la realtà palestinese piuttosto che affrontarla.</p>



<p>L&#8217;assalto delle forze di Abbas contro il campo di Jenin è anche un chiaro tentativo di svuotare di significato la resistenza palestinese, un movimento che cresce nonostante gli sforzi per spegnerlo. Jenin è un simbolo di lotta, un luogo che ha resistito alle incursioni israeliane e che oggi continua ad essere il centro di una resistenza popolare che rifiuta ogni tipo di compromesso con l&#8217;occupazione. La disperazione cresce, e la fiducia nell&#8217;ANP è ormai ai minimi storici.</p>



<p>Un altro aspetto fondamentale di questa situazione è il silenzio dei paesi occidentali e delle istituzioni internazionali di fronte alla repressione che il popolo palestinese sta subendo, non solo da parte di Israele, ma anche dalla sua stessa leadership, che dovrebbe essere il suo difensore. Le forze di sicurezza dell&#8217;ANP, armate e finanziate anche da fondi internazionali, sono usate contro i palestinesi stessi, mentre le potenze mondiali continuano a ignorare la natura antidemocratica e illegittima del regime di Abbas.</p>



<p>Quello che vediamo oggi non è altro che<strong> l’ennesima manifestazione della crisi di leadership e dell&#8217;assenza di un progetto politico chiaro,</strong> che rende il popolo palestinese prigioniero della sua stessa autorità. Il futuro della Cisgiordania sembra sempre più segnato dalla violenza e dalla disillusione. La resistenza palestinese, però, non è morta, e nonostante la violenza interna ed esterna, il popolo palestinese continua a lottare per un futuro libero e sovrano. Le strade di Jenin, seppur silenziose oggi, saranno domani ancora un pilastro della lotta per la libertà e la giustizia, che nessun governo illegittimo, né palestinese né israeliano, potrà mai fermare. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-repressione-di-jenin-mostra-quanto-lanp-e-distante-dalla-vera-palestina.html">La repressione di Jenin mostra quanto l&#8217;Anp è distante dalla vera Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cisgiordania, la guerra di Israele e lo sprofondo dell&#8217;inutile Abu Mazen</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-la-guerra-di-israele-e-lo-sprofondo-dellinutile-abu-mazen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Carpinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 08:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/OVERCOME_20240913105239762_b92435196cb07504e102963e4fec9d46-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Continuano senza sosta i raid dell’esercito israeliano in Cisgiordania. Crolla il consenso dei palestinesi per Al-Fatah</p>
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<p>Dopo aver assistito ad 11 mesi di mattanza a Gaza, <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/assalto-in-cisgiordania-israele-non-si-ferma.html">il popolo palestinese della Cisgiordania,</a></strong> oggi più che mai, sta facendo i conti con l’occupazione israeliana che si è trasformata in una guerra a tutti gli effetti. La Cisgiordania è stretta nella morsa di quelle che il governo Netanyahu, e i media occidentali, chiamano “operazioni militari”. Tuttavia questa definizione non restituisce neanche un po’ dell’orrore che è in atto al di là del fiume Giordano. Dalla cronaca riportata da Haaretz, così come da Al Jazeera, da Middle East Eye e dalle migliaia di video online su ogni piattaforma social, la West Bank sembra essere al primo atto di un drammatico spettacolo che il mondo conosce bene, quello che si sta consumando a Gaza da oltre 343 giorni.</p>



<p>In questa parte di terra che i coloni reclamano come loro, per diritto divino, i palestinesi, più che cittadini di serie B, sembrano essere persone private dei diritti fondamentali. Non passa giorno in cui non vi sia un attacco da parte dell’IDF o una violenza messa a segno da qualche suprematista israeliano. Nelle ultime settimane, poi, Netanyahu ha dato il via libera a raid e “uccisioni mirate”, che poi tanto mirate non sono, altrimenti <strong>in Cisgiordania non sarebbero stati ammazzati 141 bambini</strong> in undici mesi. Ebbene, tra queste sedicenti operazioni militari, ufficialmente “volte a contrastare il terrorismo palestinese”, non si sa bene come né tanto meno il perché, rientravano anche lo smantellamento delle strade asfaltate nelle principali città, l’espulsione di centinaia di famiglie dal campo profughi di Tulkarem, abitazioni ed edifici dati alle fiamme, attivisti uccisi durante una manifestazione (come la cittadina americana <strong>Aysenur Ezgi Eyg</strong> freddata da un cecchino israeliano “per errore”) e l’<a href="https://www.middleeasteye.net/news/israel-raids-west-bank-kills-palestinians-detains-medics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">arresto di almeno cinque operatori sanitari</a>&nbsp;dell’organizzazione umanitaria Mezzaluna Rossa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La fragile Autorità Palestinese</h2>



<p>Attaccando la Cisgiordania &#8211;&nbsp;<a href="https://thecradle.co/articles-id/26677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">si legge su The Cradle</a>&nbsp;&#8211; “Israele ha chiarito che le sue azioni contro Gaza non erano solo una reazione all’attacco guidato da Hamas il 7 ottobre”. Piuttosto, questa nuova fase del conflitto sembra “far parte di una strategia più ampia per giudaizzare tutta la West Bank, come i gruppi di resistenza palestinesi hanno continuamente affermato sin dallo scoppio della guerra”. A fugare ogni dubbio a tal proposito, ha pensato anche il ministro degli Esteri israeliano, <strong>Israel Katz</strong>, che in concomitanza con le massicce operazioni dell’IDF, aveva dichiarato: “Dobbiamo affrontare la minaccia in Cisgiordania proprio come facciamo nella Striscia”. Insomma, come a dire che la cisgiordania deve trasformarsi in una Gaza 2.0.</p>



<p>Già mesi fa, ancora prima che i raid dell’esercito israeliano si intensificassero nelle principali città palestinesi di Jenin, Ramallah, Nablus, Tulkarem, Hebron e Tubas,&nbsp;<a href="https://www.haaretz.com/israel-news/2024-08-29/ty-article/.premium/with-terror-on-the-rise-and-israels-right-fanning-the-flames-the-west-bank-could-explode/00000191-9a88-d712-adff-bf9e84640000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz affermava&nbsp;</a>che la situazione “aveva raggiunto il livello di ebollizione”. Sebbene il popolo palestinese ancora non sia coinvolto nella lotta, come avvenne invece durante la Seconda Intifada, il rischio che il quadro degeneri è elevatissimo. In special mondo perché la fragile Autorità Palestinese (AP) sotto <strong>Abu Mazen</strong> potrebbe crollare, “<a href="https://thecradle.co/articles-id/26677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">seppellendo definitivamente gli Accordi di Oslo</a>&nbsp;ed erodendo ulteriormente qualsiasi prospettiva per la cosiddetta soluzione a due Stati” &#8211; una visione che, stando ai fatti attuali, sembra essere del tutto utopica in primis per Israele stesso.</p>



<p>Mahmoud Abbas, noto come Abu Mazen, infatti, si trova di fronte a sfide senza precedenti. <strong>È assediato dalla rabbia dei palestinesi in Cisgiordania</strong>, frustrati dalle loro continue sofferenze e da quelle dei loro connazionali a Gaza, dalla morsa finanziaria imposta da Israele e dall&#8217;incessante espansione degli insediamenti dei coloni.</p>



<p>Le critiche ad Abu Mazen sembrano aver raggiunto l’apice, evidenziando una disillusione nei confronti dell&#8217;AP, <strong>ritenuta incapace di proteggere i diritti dei palestinesi</strong> o di fermare le ripetute incursioni israeliane. Dal 7 ottobre, infatti, il leader di Al-Fatah, è stato definito, nella migliore delle ipotesi <strong>“il presidente-fantasma”</strong>, proprio per via della sua poca rilevanza. Da altri, invece, Abbas e il suo gruppo politico sono stati spesso accusati di collaborare, direttamente o indirettamente, con Tel Aviv.&nbsp;</p>



<p>Quel che è certo, è che Abu Mazen non è in grado né di contrastare la feroce occupazione israeliana in Cisgiordania, né di influenzare le formazioni armate a Gaza. E, a proposito del massacro in corso nella Striscia, l’unica nota da evidenziare è stata una dichiarazione che risale ad un mese fa, in cui il leader di Al-Fatah, prometteva di visitare l’enclave palestinese &#8211; fatto che comunque dovrebbe avvenire dopo l’approvazione del primo ministro Benjamin Netanyahu. L&#8217;annuncio si è rivelato del tutto velleitario, danneggiando ulteriormente l&#8217;immagine di Abu Mazen.</p>



<p>Questo immobilismo ha portato&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Fatah</a>&nbsp;allo&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/politica/palestina-in-calo-hamas-al-crollo-abu-mazen-e-al-fatah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sprofondo</a>, con un consenso ormai ridotto ai minimi storici, rendendo l&#8217;unica alternativa politica ad Hamas una realtà fantasmatica. <strong>Un&#8217;altra vittoria di Netanyahu</strong>, che per continuare la sua guerra, che lo conserva al potere, e realizzare l&#8217;annessione (per ora) di Gaza, deve estremizzare al massimo il confronto, distruggendo ogni possibilità di dialogo, mediazione e compromesso tra israeliani e palestinesi, politica da tempo perseguita da Fatah.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cisgiordania-la-guerra-di-israele-e-lo-sprofondo-dellinutile-abu-mazen.html">Cisgiordania, la guerra di Israele e lo sprofondo dell&#8217;inutile Abu Mazen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Hamas-Fatah, la guerra a Gaza spingerà per una storica riconciliazione?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hamas-fatah-la-guerra-a-gaza-spingera-per-una-storica-riconciliazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 15:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Al Fatah]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[guerra a gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Hamas-Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La guerra a Gaza sta raggiungendo numeri e sembianze che hanno pochi precedenti. Dopo cinque mesi di guerra, più di 30.000 morti e 70.000 feriti, la furia israeliana non sembra volersi arrestare e si sta preparando all’invasione di Rafah, città di confine con l’Egitto e ultima via di fuga per i gazawi dove sono ammassati &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-fatah-la-guerra-a-gaza-spingera-per-una-storica-riconciliazione.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="924" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-768x507.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/10841656_small-1024x676.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>La <strong>guerra a Gaza</strong> sta raggiungendo numeri e sembianze che hanno pochi precedenti. Dopo cinque mesi di guerra, più di 30.000 morti e 70.000 feriti, la furia israeliana non sembra volersi arrestare e si sta preparando all’invasione di <a href="https://it.insideover.com/guerra/l-egitto-rassegnato-a-unoffensiva-su-rafah.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rafah, città di confine con l’Egitto</a> e ultima via di fuga per i gazawi dove sono ammassati in più di 1.4 milioni. </p>



<p>La drammaticità della situazione ha però portato a un evento storico che potrebbe cambiare le carte in tavola. Infatti da <strong>giovedì 29 febbraio</strong> i movimenti palestinesi, compresi Fatah e Hamas, si sono incontrati a <strong>Mosca</strong> per discutere di una possibile <strong>unificazione sotto il grande ombrello dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp)</strong> dopo la fine della guerra. È stato il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ad aprire i lavori nella capitale russa. Gli sconvolgimenti degli ultimi mesi hanno fatto sì che le due parti acconsentissero a mettere da parte la lotta intestina sulla leadership palestinese e a ritrovare il loro naturale nemico comune. Un accordo è molto lontano e difficile da raggiungere ma dalle macerie della guerra sta nascendo un fenomeno che sembrava morto e sepolto dal 2007.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong> “Discussioni costruttive”</strong> </h2>



<p>Su invito del ministero degli Affari esteri russo, numerose delegazioni di movimenti e partiti palestinesi, tra cui Hamas, Fatah e la Jihad islamica, sono arrivate a Mosca giovedì 29 febbraio.&nbsp;Come fine ultimo il <strong>raggiungimento dell’unità nazionale</strong> nel quadro dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina. La guerra ha messo tutte le parti nella condizione di richiedere dei colloqui per rinforzare la leadership e passare oltre le divergenze interne. <strong>Mustafa Barghouti</strong>, segretario generale del partito <strong>Iniziativa Nazionale Palestinese</strong> ha detto ai microfoni di Al Jazeera di “non aver mai visto un’atmosfera così vicina all’unità […] perché la gente sente la responsabilità dopo tutti questi massacri”. Sempre Barghouti ha sottolineato che malgrado la difficile situazione che imperversa tra le parti, si intravede l’inizio di un processo che “si spera, porterà alla completa unità nei ranghi di una leadership palestinese unificata”. </p>



<p>&#8220;Naturalmente, non ci aspettiamo che i miracoli avvengano in un semplice incontro a Mosca, ma credo che l&#8217;incontro di Mosca dovrebbe essere seguito presto da altri incontri nella regione”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri palestinese <strong>Riad Malki</strong>. È la ripresa del dialogo il grande passo in avanti di questi giorni. Infatti dal 2007, da quando Hamas aveva vinto le elezioni a Gaza ed era scoppiata una guerra con Fatah, i due partiti hanno interrotto i rapporti governando contemporaneamente e separatamente i territori palestinesi. Adesso la situazione potrebbe cambiare ma gli ostacoli rimangono numerosi. Da parte di entrambi c’è l’<strong>urgenza di avere l’approvazione occidentale</strong> e il sostegno alla &#8220;ricostruzione&#8221; dopo la guerra. </p>



<p>Tutto questo potrebbe essere messo in discussione per la presenza di Hamas e della Jihad islamica palestinese che sono considerate organizzazioni terroristiche da molti Paesi occidentali e che non dovrebbero far parte del piano di creazione dello stato palestinese. Per contro l’Olp in generale così come Fatah, sono riconosciute a livello internazionale come rappresentanti dei palestinesi in Cisgiordania e nella diaspora. Negli anni non sono mancati colloqui per integrare Hamas nell’Olp ma sono tutti falliti. C’è quindi un’insieme di intenzioni volte alla riconciliazione. <strong>Hamas</strong> da anni cerca di integrarsi nell’Olp senza successo. Fatah è riconosciuto dai Paesi occidentali come unico interlocutore dei Territori palestinesi ma da anni soffre un calo drastico di consensi dovuto alla tenacia con cui il presidente<strong> Mahmoud Abbas </strong>si tiene stretto il suo posto senza indire elezioni dal 2006 per paura di venire spodestato da Hamas. Qualcosa si sta muovendo però. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Hamas o Fatah?</strong></h2>



<p>I colloqui di Mosca arrivano dopo <strong>turbolenti incontri</strong> e proposte arrivate da più parti. I primi dialoghi sono stati avviati dai dissidenti e dai critici del presidente Abbas del suo partito Fatah. Questi hanno inviato degli emissari in Qatar a incontrare gli esponenti di Hamas che vivono in esilio a Doha. <strong>Jibril Rajoub</strong>, un amico intimo di Abbas, ha proposto un piano di riconciliazione al leader del movimento islamista<strong> Ismail Haniyah, </strong>sostenendo che ormai il movimento “fa parte del popolo palestinese” e che quindi una soluzione va trovata in modo congiunto. Rajoub propone un <strong>governo tecnico</strong> che si assuma l’autorità sulla Cisgiordania e su Gaza e che inizi la ricostruzione della Striscia affiancato dagli aiuti internazionali preparandosi alle nuove elezioni. Quali sono le motivazioni di questo avvicinamento? Se la guerra a Gaza ha motivato gli incontri e le riflessioni sullo scenario post-bellico, sia Fatah che Hamas hanno delle ragioni ben precise per volere questa unione. Hamas sa di essere <strong>indispensabile</strong> per una soluzione politica. </p>



<p>È l’unico che detiene il <strong>potere militare</strong>, nonché il partito con più consensi. Il suo problema rimane il riconoscimento internazionale. Senza quest’ultimo Hamas non può essere rappresentato all’interno dell’Olp e quindi non può partecipare ai negoziati riguardanti il futuro palestinese. Inoltre, e molto più urgente, è la necessità di uscire illeso dalla guerra. Hamas non intende arrendersi così come smantellare il suo apparato militare. Sta cercando quindi una via di fuga che possa tenerlo comunque in vita, attraverso l’Olp. Questo offrirebbe ai suoi leader la sopravvivenza dopo la guerra. </p>



<p>Dal canto suo Fatah gode del riconoscimento internazionale ma soffre il malcontento tra la popolazione della Cisgiordania, dove governa. Accusato di essere un fantoccio di Israele e di aver lasciato correre su molte questioni, tra le quali l’incontrollabile fenomeno di colonizzazione, il presidente Abbas sa ormai che l’<strong>Olp deve essere riformata</strong>. Il presidente sente la pressione esterna e quella interna al suo partito di dover aprire le porte a nuovi scenari. Diversi suoi rivali stanno facendo sentire la propria voce come <strong>Mohammed Dahlan</strong>, esiliato negli Emirati Arabi Uniti nel 2011, che ha inviato i suoi uomini ai colloqui con Hamas a Doah e al Cairo. Anche gli stretti collaboratori di <strong>Marwan Barghouti</strong>, in prigione in Israele dal 2002, hanno preso contatti con i leader di Hamas i quali stanno puntando molto sulla sua liberazione. Al momento Barghouti sembra l’unica figura in grado di portare su di sé la leadership dell’Olp, riconciliando tutte le parti in causa. Le divergenze, così come le diverse posizioni permangono. L&#8217;unificazione sembra l&#8217;unica strada percorribile per includere tutte le visioni e tutta l&#8217;entità palestinese. Da Mosca sono arrivati segnali forti, che non si vedevano da decenni. La strada è lunga ma l&#8217;inizio è già stato segnato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hamas-fatah-la-guerra-a-gaza-spingera-per-una-storica-riconciliazione.html">Hamas-Fatah, la guerra a Gaza spingerà per una storica riconciliazione?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi di legittimità dell&#8217;Autorità Palestinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-crisi-di-legittimita-dellautorita-palestinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Apr 2023 10:06:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità Nazionale Palestinese (Anp)]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto israelo-palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[Fatah]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-1024x613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-1536x920.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-2048x1226.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli sviluppi successivi ai disordini che hanno scosso Gerusalemme nelle scorse settimane, molti attori interni ed esterni sono stati coinvolti direttamente o meno, dai libanesi fino agli iraniani. Un nome su tutti si è fatto notare invece per la propria assenza: quello dell&#8217;Autorità Nazionale Palestinese. La sfiducia progressiva L&#8217;istituzione nata dagli accordi di Oslo oramai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-crisi-di-legittimita-dellautorita-palestinese.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-1024x613.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-768x460.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-1536x920.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417161317378_727b77a94b6d09410dd2b619c10a4f4f-2048x1226.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli sviluppi successivi ai disordini che hanno scosso Gerusalemme nelle scorse settimane, molti attori interni ed esterni sono stati coinvolti direttamente o meno, dai libanesi fino agli iraniani. Un nome su tutti si è fatto notare invece per la propria assenza: quello dell&#8217;<strong>Autorità Nazionale Palestinese.</strong>  </p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfiducia progressiva  </h2>



<p>L&#8217;istituzione nata dagli <strong>accordi di Oslo</strong> oramai trent&#8217;anni fa – di cui <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-arafat.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yasser Arafat</a> fu presidente fino alla sua morte nel 2004 – doveva fungere da amministrazione transitiva per rappresentare gli interessi dei palestinesi nel percorso di formazione dello Stato. Invece, l&#8217;ANP guidata da <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mahmoud Abbas</a> (88 anni) sta diventando un&#8217;eredità <strong>politicamente irrilevante</strong> di un processo di pace agonizzante. Anti-democratica, inefficiente e corrosa dalla corruzione, l&#8217;Autorità è stata accusata dagli stessi palestinesi di agire come un <em>sub-contractor</em> delle Forze di Difesa Israeliane e di tutelare il governo di Tel Aviv più degli abitanti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. </p>



<p>Fin dalla sua fondazione, la legittimità dell&#8217;Autorità Palestinese è stata basata sulla partecipazione al processo di pace che avrebbe dovuto creare uno Stato palestinese accanto a quello israeliano, ma il congelamento di quelle trattative ha messo l&#8217;istituzione di fronte ad una <strong>crisi esistenziale</strong>. </p>



<p>Una recente <a href="https://www.pcpsr.org/en/node/924" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine</a> del professor Khalil Shikaki, direttore di un importante think tank di Ramallah che studia le policy palestinesi, ha infatti svelato la metà dei palestinesi pensa che la <strong>dissoluzione </strong>dell&#8217;ANP gioverebbe alla causa palestinese, e che oltre il 70% dei rispondenti guarda positivamente alla nascita di nuovi <strong>gruppi armati</strong> per arginare il bilancio delle vittime delle violenze.  </p>



<p>Questi numeri descrivono un quadro di preoccupante <strong>sfiducia</strong> nei confronti dell&#8217;istituzione, riconducibile a diversi fattori. In primo luogo a pesare è lo scontento della popolazione civile, stanca di vedere l&#8217;istituzione inerte di fronte all&#8217;avanzamento e alla <a href="https://it.insideover.com/politica/il-gelo-tra-usa-e-israele-sui-nuovi-insediamenti-in-cisgiordania.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">moltiplicazione degli insediamenti</a> israeliani in territorio palestinese. Inoltre l&#8217;organo di auto-governo palestinese è stato incapace di <strong>proteggere i palestinesi</strong> dalla violenza di quei coloni radicali israeliani che periodicamente <a href="https://it.insideover.com/politica/i-due-fronti-che-assediano-netanyahu.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">attaccano città</a> e <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/mar/05/palestinian-farmer-israeli-settlers-west-bank-wiped-out-olive" target="_blank" rel="noreferrer noopener">campi coltivati palestinesi</a>. La legittimità dell&#8217;Autorità Palestinese è ulteriormente minata da quando sono aumentati i <a href="https://it.insideover.com/politica/scontri-israele-palestina-cosa-sta-succedendo-2023.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raid delle Israeli Defence Forces</a> nelle città palestinesi formalmente sotto il controllo delle forze di sicurezza palestinesi.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="654" data-id="392738" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-1024x654.jpg" alt="" class="wp-image-392738" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-1024x654.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-768x490.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-1536x981.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-2048x1307.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233141108_645593c6c5b1bb730b502740096b7f97-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="392739" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-392739" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-2048x1366.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233200760_de800a08763388577c32d0957238f25c-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Le carenze e il malcontento popolare</h2>



<p>Da quando è tramontata la possibilità del processo di pace, i cittadini palestinesi si sono rassegnati all&#8217;idea che, non potendo dar loro uno Stato, l&#8217;ANP potesse almeno garantire i <strong>servizi di base</strong>, ma anche questa speranza è stata delusa. L&#8217;economia palestinese è infatti paralizzata dai continui scioperi con cui i lavoratori chiedono <strong>salari più alti</strong>. In Cisgiordania ad esempio migliaia di insegnanti <a href="https://apnews.com/article/west-bank-teachers-strike-protest-palestinian-schools-a8659ed0fdc2b83be66feb574cd79e0e" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scioperano</a> da febbraio reclamando il diritto di eleggere un sindacato che li tuteli; come risultato, da mesi decine di scuole funzionano appena e le lezioni sono continuamente interrotte. Anche i servizi di sanità pubblica sono duramente provati, a corto di medici e medicine.</p>



<p>Parte di questo problema sono le iniziative unilaterali di Israele che periodicamente <a href="https://www.timesofisrael.com/pa-israel-held-78-million-from-monthly-tax-revues-collected-on-ramallahs-behalf/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattiene milioni in tasse e imposte doganali</a> – che raccoglie a nome dell&#8217;ANP – perché quest&#8217;ultima non assolve il proprio <strong>dovere in materia di sicurezza</strong> con un impegno insufficiente nel contrasto alle azioni terroristiche di Hamas e altre milizie armate. Raja al Khalidi, direttore dell&#8217;Istituto di ricerca per la policy economica palestinese, <a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2023/04/11/the-palestinian-authority-is-being-eclipsed-by-radical-militants" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha affermato</a> che &#8220;l&#8217;Autorità Palestinese non è in grado di onorare i propri obblighi nei confronti della popolazione, e questa è una forma di <strong>collasso istituzionale</strong>, anche se non fisico&#8221;. </p>



<p>Di recente l&#8217;organo di governo, che già da 15 anni non controlla i territori della Striscia governati dal partito armato Hamas, ha anche <strong>perso largamente il controllo</strong> delle città principali della Cisgiordania come Jenin e Nablus, dove sono emersi numerosi gruppi armati come<em> <strong>Lions&#8217; Den</strong></em> (la Fossa dei Leoni). Questi sono ritenuti responsabili degli attacchi contro obiettivi israeliani in Cisgiordania che hanno causato anche vittime civili. La comunità internazionale ha alzato la pressione su Mahmoud Abbas perché riprenda il controllo di quei territori, proiettando un&#8217;immagine di grande debolezza anche all&#8217;estero. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-392741" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417233632844_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1290642-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>I problemi di bilancio e l&#8217;<strong>incapacità amministrativa</strong> si riflettono poi sui servizi di sicurezza. Alti ufficiali di polizia palestinesi hanno confidato all<em><a href="https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2023/04/11/the-palestinian-authority-is-being-eclipsed-by-radical-militants" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Economist</a></em> che degli 83mila membri delle forze dell&#8217;ordine (quella palestinese è una delle ratio militari-civili tra le più alte al mondo), di media 2500 ogni giorno <strong>non si presentano in servizio</strong> perché integrano i loro salari con lavori part-time nell&#8217;edilizia o nel settore alberghiero in Israele. Mentre lì arrivano a guadagnare intorno ai seimila shekel mensili, il contratto di un soldato semplice nei territori palestinesi sfiora appena i duemila skehel.</p>



<p>In un <a href="https://www.newyorker.com/news/q-and-a/the-future-of-palestinian-politics" target="_blank" rel="noreferrer noopener">commento</a> al suo studio, il professor Shikaki ha concluso che &#8220;la percezione della popolazione è che la leadership dell&#8217;Autorità Palestinese sia più di tutto interessata a mantenere lo status quo e quindi la <strong>propria posizione al potere,</strong> e che per questo sia disposta a chiudere un occhio e a non contrastare la policy israeliana a discapito degli interessi del popolo palestinese&#8221;.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trend anti-democratico </h2>



<p>Questa crisi di legittimità non è di certo favorita dalle modalità non democratiche dell&#8217;organo: l&#8217;ultima volta che i palestinesi hanno votato per il Consiglio Legislativo, ovvero il parlamento interno all&#8217;ANP, era il 2006. Il presidente Abbas, eletto nel 2005, guida oggi l&#8217;ANP per il <strong>diciottesimo anno</strong> consecutivo del suo mandato iniziale di 4 anni. Non dà segni di voler rinunciare al palazzo presidenziale, cosa che, secondo <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/palestinians/2022-12-19/ty-article/.premium/its-not-the-end-of-abbas-reign-that-worries-palestinians-its-what-comes-next/00000185-29b9-dcac-a185-b9bf9b900000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">secondo i sondaggi</a>, sarebbe costretto a fare nel caso di una eventuale elezione. Finora, con diverse motivazioni o pretesti, le elezioni sono state rimandate a poche settimane dalla data prevista. L&#8217;ultima volta è successo nel 2021: le previsioni di voto anticipavano una cocente sconfitta per Fatah, il partito del Presidente, e Abbas ha <a href="https://www.affarinternazionali.it/archivio-affarinternazionali/2021/05/palestina-rinvio-elezioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disdetto le elezioni legislative</a> &#8220;perché senza Gerusalemme est il voto non si può tenere&#8221;. </p>



<p>L&#8217;attuale leadership, la stessa dal 2009, si è progressivamente <strong>svuotata di legittimità elettorale</strong>, mentre si è rafforzata la convinzione che la corruzione dilaghi all&#8217;interno degli organi dell&#8217;Autorità Palestinese. Le politiche adottate negli ultimi anni ne fanno un organo altamente autoritario in cui sta venendo a mancare una netta separazione tra i poteri; il sistema giudiziario è compromesso, non c&#8217;è più responsabilità democratica né controllo nel sistema politico. </p>



<p>Oltre alla crisi di legittimità, il sistema politico palestinese è contraddistinto anche <strong>mancanza di unità</strong>, sia geografica che politica. La divisione tra <strong>Cisgiordania e Striscia di Gaza</strong> infatti si somma alla mancanza di cooperazione tra i due maggiori partiti politici, <strong>Hamas e Fatah</strong> (di cui lo stesso Abbas è leader, in una somma di ruoli politici e istituzionali che poco giova ad un orientamento democratico). Negli ultimi dieci anni, l&#8217;Autorità Palestinese ha tenuto una linea sempre più dura nei confronti dell&#8217;opposizione, allontanando la possibilità di una distensione con Hamas e una riunificazione con i territori che controlla. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="708" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-1024x708.jpg" alt="" class="wp-image-392704" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-1024x708.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-1536x1062.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-2048x1415.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230417181124927_b38e7109118aa7baf0111ef7fc1324ae-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La preferenza per i gruppi armati</h2>



<p>Stando ai risultati dell&#8217;indagine di Shikaki, per la maggior parte gli anziani palestinesi si oppongono all&#8217;idea di imbracciare le armi perché non vogliono ripetere una seconda intifada, ma altre posizioni stanno cambiando. l 54% dei palestinesi crede che la <strong>violenza</strong> sia il modo migliore per porre fine all&#8217;occupazione israeliana, mentre il 68% è a favore della <strong>formazione di gruppi armati</strong> come la Fossa dei Leoni, che ha rivendicato la maggior parte degli attacchi armati nell&#8217;area di Nablus dalla sua formazione, meno di un anno fa. Questa e altre <strong>milizie terroriste</strong> affiliate alla Brigata dei Martiri di Al-Aqsa e Jihad Islamica in Palestina operano tutte al di fuori del controllo dell&#8217;Autorità Palestinese. Il presidente Abbas e l&#8217;ANP attribuiscono l&#8217;emergenza di questi gruppi alla situazione difficile in cui sono costretti ad operare. </p>



<p>Se l&#8217;Autorità Palestinese si dissolvesse, lascerebbe dietro di sé un <strong>vuoto politico</strong> che verrebbe colmato molto probabilmente da fazioni violente che rigettano completamente l&#8217;opzione di un ritorno al tavolo delle trattative per un processo di pace condiviso. A quel punto, per quanto imperfetta, molti sentirebbero la mancanza di un&#8217;istituzione come l&#8217;ANP, ma potrebbe essere troppo tardi.  </p>
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		<title>Chi è Mahmoud Abbas</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mahmoud-abbas.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 16:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mahmoud Abbas è una figura di spicco della politica contemporanea palestinese. A lungo figura secondaria rispetto a Yasser Arafat, oggi governa la Palestina</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11340198-1024x696.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ha 85 anni, i capelli bianchi e sempre il solito sguardo. Quello di un uomo pragmatico, abituato al compromesso e alla diplomazia, ma percepito anche come un capo politico controverso. Spesso ambiguo. <strong>Mahmoud Abbas</strong> è il presidente dell&#8217;Organizzazione per la liberazione della Palestina, dell&#8217;Autorità nazionale palestinese e dello stato di Palestina. È ritenuto un protagonista quasi secondario della storia contemporanea araba in Medio Oriente, perché a lungo parzialmente offuscato dall&#8217;ingombrante personalità di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-arafat.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Yasser Arafat</a>, con cui ha condiviso anni di lotta, di battaglie e di scontri personali.</p>
<p>È stato uno dei fondatori di Al Fatah, la prima creatura politica di Arafat, e fin da giovanissimo ha intrecciato la sua storia personale (e familiare) con quella del suo Paese. Dagli anni Sessanta la politica è diventata parte integrante della sua vita: nel 1968 è entrato a far parte del Consiglio nazionale palestinese e nel 1981 è diventato membro dell&#8217;Olp. Ha avuto incarichi importanti ai colloqui di pace di Madrid nel 1991, ma soprattutto a quelli di Oslo nel 1993, in cui ha ricoperto il ruolo chiave di coordinatore. Guida l&#8217;Autorità nazionale palestinese dal 2005, ma ciò che più di ogni altra cosa ha caratterizzato il suo mandato politico è stato il profondo scisma tra al Fatah, in Cisgiordania, e Hamas, che detiene di fatto il controllo nella Striscia di Gaza. Pubblicamente contrario alla lotta armata (almeno negli ultimi anni) e impegnato a perseguire uno Stato palestinese indipendente attraverso negoziati e diplomazia, Abbas ha goduto di un forte sostegno da parte della<strong> comunità internazionale</strong>. <a href="https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20033995" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo quanto riportato dalla <em>Bbc</em></a>, sotto la sua guida, il denaro di Stati Uniti ed Europa sarebbe confluito in Cisgiordania per costituire forze di sicurezza utilizzate per reprimere l&#8217;attività militante e le infrastrutture politiche di Hamas. Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, i pochi progressi nei negoziati e la dura posizione del governo di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-benjamin-netanyahu.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Benjamin Netanyahu</a> (eletto all&#8217;inizio del 2009) hanno indebolito la sua figura su più fronti (compreso quello palestinese). Percepito, spesso, come una specie di burattino e non abbastanza schierato per la causa del suo popolo, Abbas vive ancora sulla sua pelle tutte le fragilità della sua storia politica più recente.</p>
<p>Lo conoscono tutti anche con la<em> kunya</em> <strong>Abu Mazen</strong> che, nell&#8217;onomastica araba, è un<strong> titolo onorifico</strong> derivante dal nome di uno dei figli, di solito il primogenito, reso dal termine &#8220;abu&#8221;, che significa padre. La sua<em> kunya</em> vuol dire  &#8220;padre di Mazen&#8221;,  il primo dei suoi tre figli, che nel 2001, a soli 42 anni, morì di infarto a Doha, in Qatar.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I palestinesi e il miraggio dell&#8217;indipendenza economica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-palestinesi-e-il-miraggio-dellindipendenza-economica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Cianciarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 08:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-1024x721.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Palestina, l&#8217;economia rischia il collasso, dopo la decisione di Israele di tagliare alcuni fondi destinati all&#8217;Autorità nazionale palestinese (Anp). Le entrate, provenienti dalle importazioni che raggiungono la Cisgiordania e la Striscia di Gaza attraverso i porti israeliani, sono mensilmente trasferite all&#8217;Anp, secondo quanto stabilito dal protocollo di Parigi del 1994. Dal febbraio scorso, il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-palestinesi-e-il-miraggio-dellindipendenza-economica.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1351" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-768x540.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9653509-1024x721.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>In Palestina, l&#8217;economia rischia il collasso, dopo la decisione di Israele di tagliare alcuni fondi destinati all&#8217;Autorità nazionale palestinese (Anp). Le entrate, provenienti dalle importazioni che raggiungono la Cisgiordania e la Striscia di Gaza attraverso i porti israeliani, sono mensilmente trasferite all&#8217;Anp, secondo quanto stabilito dal protocollo di Parigi del 1994.</p>
<p>Dal febbraio scorso, il governo israeliano ha facoltà di trattenere ogni mese una percentuale sulle entrate fiscali palestinesi – pari a circa 138 milioni di dollari annui –. Secondo Israele, l&#8217;importo, che l&#8217;Anp destina alle famiglie di palestinesi detenuti nelle carceri israeliane per reati legati alla sicurezza, sarebbe in realtà utilizzato per finanziare il terrorismo.</p>
<p>Una misura ritenuta ingiusta dal presidente dell&#8217;Anp, Mahmoud Abbas, che ha <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/05/palestine-clearance-funds-deducted-israel-revenues-pa-taxes.html">rifiutato</a> in toto il trasferimento di denaro da Israele. Si è trattato di un gesto di protesta &#8211; che ha costretto il governo ad adottare rigide <a href="https://www.worldbank.org/en/country/westbankandgaza/publication/economic-update-april-2019">misure di austerità</a> -, ma anche di un primo passo per ridurre la propria dipendenza economica da Israele.</p>
<p>Mercoledì scorso,  Abbas ha dichiarato che, &#8220;se Israele continuerà a non rispettare gli accordi, l&#8217;Autorità palestinese li cancellerà tutti, indipendentemente dalle conseguenze&#8221;. Nel frattempo, il ministro dell&#8217;Economia palestinese, Khaled Al-Assaily, ha riferito che l&#8217;Autorità palestinese avrebbe già iniziato concretamente a <a href="https://www.jewishpress.com/news/israel/abbas-pa-economy-minister-ready-to-sever-all-ties-with-israel/2019/07/04/">rendersi indipendente da Israele</a>.</p>
<p>Aspetti fondamentali di questo progetto sarebbero promuovere il consumo di prodotti palestinesi, ridurre il ricorso alle strutture ospedaliere israeliane, rafforzare i legami con i Paesi arabi – in particolare a livello economico &#8211; e incrementare la produzione autoctona di energia, inclusi solare e biomasse.</p>
<h2>La cooperazione con i Paesi arabi</h2>
<p>Decisivo anzitutto il rafforzamento dei rapporti con altri Paesi arabi. Il primo ministro dell&#8217;Anp, Mohammed Shtayyeh, ha intrapreso un tour nelle capitali arabe al fine di <a href="https://aawsat.com/english/home/article/1804571/pa-turns-jordan-iraq-it-seeks-economic-independence-israel">rafforzarsi sul piano internazionale</a>. La prima tappa di questo itinerario è stata la Giordania.</p>
<p>Domenica scorsa, in occasione di un incontro bilaterale, i rappresentanti giordani e palestinesi hanno siglato tre MoU sui temi dell&#8217;energia, della salute e dei trasporti. È prevista, in particolare, la possibilità di cure per i palestinesi nel Regno hashemita, ed è reso più facile l’ingresso di beni palestinesi sul mercato giordano.</p>
<p>Il secondo viaggio si svolgerà in Iraq, dove una delegazione ministeriale palestinese è attesa nei prossimi giorni, in vista di un rafforzamento della cooperazione economica tra i due Paesi.</p>
<h2>La Palestina punta sul rinnovabile</h2>
<p>L&#8217;Autorità palestinese starebbe investendo anche sullo <a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2019/07/biomass-landfills-west-bank-palestine-energy-production.html">sviluppo di un programma nazionale</a> in grado di rendere i propri territori autosufficienti sotto il profilo energetico.</p>
<p>Al momento, sarebbe in cantiere il progetto &#8220;waste-to-energy&#8221;, che mira a produrre energia dal trattamento primario dei rifiuti – il 50 per cento dei quali è organico -. L&#8217;energia elettrica verrà prodotta dai gas derivanti dalla decomposizione delle biomasse nella discarica di Zahrat Al-Finjan – la più grande della Cisgiordania -, situata nel governatorato di Jenin.</p>
<p>Il progetto – che costerà alle finanze palestinesi 9 milioni di dollari – produrrà circa 5 megawatt di elettricità, ovvero la quantità necessaria per coprire le esigenze di 30 villaggi palestinesi, situati nel governatorato di Jenin – secondo quanto riferito da Hani Shawahneh, direttore esecutivo della discarica. Se di successo, potrà essere il primo passo verso una più ampia copertura energetica attraverso la bioenergia.</p>
<p>Estendendo il progetto a tutta la Cisgiordania, nella quale, secondo Shawahneh, verrebbero prodotte 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti organici, potrebbero essere generati circa 30 megawatt di energia, ovvero il 3,3 percento del fabbisogno elettrico della popolazione (900 megawatt).</p>
<p>Una strada alternativa alla forniture elettriche israeliane, che, al momento, in Cisgiordania, coprono il 90 percento del fabbisogno palestinese, con il restante 10 percento fornito dalla Giordania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-palestinesi-e-il-miraggio-dellindipendenza-economica.html">I palestinesi e il miraggio dell&#8217;indipendenza economica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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