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	<title>Lorenzo Mariani Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:54 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Lorenzo Mariani Archives - InsideOver</title>
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		<title>Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 05:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[GCAP]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-300x226.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1024x771.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-768x578.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1536x1157.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-600x452.jpeg 600w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Singapore, Germania e Arabia Saudita sono interessati a entrare nel GCAP, ma non è detto che debbano avere quote paritarie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html">Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1542" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-300x226.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1024x771.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-768x578.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-1536x1157.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-05-at-16.18.24-600x452.jpeg 600w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p><strong>Singapore </strong>ha avviato le prime discussioni su una possibile partecipazione al <em>Global Combat Air Programme </em>(GCAP), secondo quanto riportato da <em><a href="https://www.janes.com/defence-intelligence-insights/defence-news/air/singapore-in-early-talks-on-possible-involvement-in-gcap-programme?hss_channel=tw-70529694">Janes</a></em>. Da quanto riferito, i colloqui sono attualmente in una <strong>fase esplorativa</strong> e il governo di Singapore non ha ancora preso alcuna decisione in merito alla partecipazione al programma. Ciononostante, questo sviluppo rappresenta la prima indicazione nota che Singapore stia formalmente esaminando potenziali legami con il programma, <strong>sviluppato congiuntamente da Regno Unito, Giappone e Italia per costruire un caccia di sesta generazione </strong>che dovrà essere in linea a partire dal 2035.</p>



<p>Il programma GCAP riunisce partner governativi e industriali dei tre Paesi con un meccanismo assolutamente paritario (33% per ciascuna industria nazionale) ed è considerato una delle due principali iniziative al mondo per lo sviluppo di aerei da combattimento di sesta generazione, insieme al progetto statunitense <em>Next Generation Air Dominance </em>(NGAD), dopo che il progetto franco-tedesco-spagnolo <em>Systéme de Combat Aérien du Futur </em>(SCAF) è definitivamente naufragato all&#8217;inizio di giugno, lasciando attiva solamente la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/flop-dello-scaf-berlino-rilancia-ecco-i-piani-e-rischi-2678158.html">progettazione del software tipo Cloud</a>.</p>



<p>I dettagli tecnici della cellula che verrà prodotta per il GCAP sono scarsi, ma i modelli concettuali presentati finora dai partner indicano un disegno con doppia deriva inclinata, un&#8217;ampia configurazione ala-fusoliera integrata e una motorizzazione a due propulsori. Oltre allo sviluppo di un velivolo con equipaggio, il GCAP mira a fornire un <strong>ecosistema di combattimento aereo</strong> più ampio, che integri sensori avanzati, tecnologie basate sull&#8217;intelligenza artificiale e la capacità di operare a fianco di sistemi autonomi e senza equipaggio secondo il principio un tempo noto come “loyal wingman”, che ora prende il nome di <em>Collaborative Combat Aircraft</em> (CCA).</p>



<p>L&#8217;interesse di Singapore per il caccia italo-anglo-nipponico non significa necessariamente una valutazione di breve termine, in quanto la città-Stato asiatica è nota per impiegare anni in valutazioni di tecnologie e opportunità industriali, con relative implicazioni strategiche, prima di prendere decisioni, esattamente come avvenuto per l&#8217;acquisizone dei cacciabombardieri di quinta generazione F-35.</p>



<p>La notizia dell&#8217;interessamento di Singapore per il GCAP segue quella <strong>della partecipazione come osservatore del <a href="https://breakingdefense.com/2026/07/canada-to-join-gcap-next-gen-fighter-program-as-observer-reports/">Canada</a></strong>, resa nota a metà luglio. In qualità di osservatore, Ottawa non parteciperà attivamente ai vari contratti per il programma, ma potrà accedere alle informazioni riservate del progetto e contribuire con tecnologie di addestramento alla simulazione di volo. Questa possibilità di collaborazione dipende dal centro di addestramento internazionale (<strong>IFTS – International Flight Training School</strong>) di Decimomannu (Ca) dove l&#8217;Aeronautica Militare insieme a Leonardo forma i piloti per i velivoli di nuova generazione e che nei suoi simulatori, utilizza le repliche di cabine di pilotaggio del T-346 della canadese CAE. L&#8217;azienda è anche uno dei principali fornitori del Ministero della Difesa britannico in qualità di “integratore leader di sistemi di addestramento e fornitore di apparecchiature per l&#8217;addestramento sintetico”.</p>



<p>L&#8217;ingresso del Canada nel GCAP come osservatore è giunto mentre un&#8217;altra parte interessata, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>, è ancora in attesa. Riad infatti starebbe incontrando l&#8217;opposizione del Giappone che teme ritardi qualora l&#8217;ampliamento del partenariato dovesse generare una ridistribuzione di ruoli e forniture che richiederebbero tempo per poter essere debitamente concertati: <strong>l&#8217;Arabia Saudita infatti probabilmente punta a una partecipazione più strutturale invece che collaterale come il Canada.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Un meccanismo virtuoso da non compromettere </h2>



<p>La stessa partecipazione strutturale a cui punta la <strong>Germania</strong>, che con la fine dello SCAF sta palesando il suo interesse per il GCAP. Dal Salone aeronautico di Farnborough, la scorsa settimana, Airbus <a href="https://www.yahoo.com/news/world/articles/germany-pushes-join-uk-fighter-170201577.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly9kdWNrZHVja2dvLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAMyV45XW9lLL4xzct89tilg6YkdOoEfnqKOoqE2eSwTlYG1urX8X0m-p4DXvswuf_Puf6XpFM2uh3VA9JEkGsEnIu8UeMM9XT1kZDo6PtHdQoBO9e_XdjJSj8Q3k6mELlb-0G2JHGWd0NW9m5VjicU_UTRx2EhSeG98yoFgm8VlN">ha fatto sapere</a> di essere aperta a collaborare con Gran Bretagna, Italia e Giappone al nuovo programma per il caccia stealth a patto però di avere sufficiente influenza sul progetto e una quota di lavoro. “Siamo pronti a unirci a un progetto o a svilupparne uno in cui abbiamo una parte significativa del lavoro e della leadership. Stiamo attualmente valutando questa possibilità”, ha dichiarato <strong>Michael Schoellhorn,</strong> responsabile della divisione difesa di Airbus. </p>



<p>Sappiamo che la Germania, visto il percorso oltremodo accidentato dello SCAF, aveva espresso più volte interesse per entrare nella joint venture per il GCAP, e sappiamo che in questo ha trovato anche sponsor come l&#8217;Italia, che ancora recentemente, per voce dell&#8217;Amministratore Delegato di Leonardo, <strong>Lorenzo Mariani,</strong> <a href="https://www.yahoo.com/news/world/articles/germany-welcome-gcap-leonardo-boss-150730781.html?guccounter=1&amp;guce_referrer=aHR0cHM6Ly9kdWNrZHVja2dvLmNvbS8&amp;guce_referrer_sig=AQAAAJHSW9en07ex3OcCSEjHmtrv6XgZpu9TjiHIE7LiTiQmMIQxO9KH9JNZ_-FWsWQvgCxjHeB_y4JBzpPE2Yh6EpG7za3S9xX8RqmGlLeJOq27i2b5O6ni5Hzm3S2NkCRFf-Prf_lPNTHuuW34zfQUmlCnQ2M-toY5E_HuvBSl5Ynl">ha reso noto</a> che “sarebbe un&#8217;ottima cosa in termini di capacità e condivisione dei costi, ma bisogna anche tenere presente la data obiettivo del 2035 per il volo del jet”, precisando che “sebbene spetti ai governi valutare e decidere in merito, l&#8217;adesione di un maggior numero di partner al GCAP porterebbe maggiori competenze e supporto finanziario” ma “ovviamente, dobbiamo tenere presente che ciò potrebbe avere un impatto sulla tempistica e sulle tappe fondamentali dello sviluppo. Quindi dobbiamo trovare il giusto equilibrio”.</p>



<p>Se l&#8217;ingresso di Airbus – e delle relative consociate – nel GCAP potrebbe apparire a prima vista positivo, in realtà il <strong>rischio </strong>che la Germania pretenda una maggiore quota a fronte della possibilità di stanziare maggiori fondi rispetto agli altri partner (e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/gcap-inglesi-finalmente-riescono-sbloccare-i-fondi-2687348.html">data la fatica del Regno Unito</a> a trovare gli stanziamenti è qualcosa di verosimile) con conseguenti <strong>ritardi e cambiamenti di requisiti</strong> ci fa ritenere che non sia la soluzione ottimale. </p>



<p>Oggettivamente, è comprensibile che chi spende di più abbia più peso, ma se il GCAP è uno dei due soli progetti al mondo per un caccia di sesta generazione è proprio perché si è trovato un meccanismo virtuoso di collaborazione internazionale perfettamente paritaria che potrebbe facilmente rompersi. </p>



<p>Per evitare che Berlino causi un&#8217;ulteriore duplicazione di sistemi (in Germania resta l&#8217;opzione di legarsi a Saab) se non dovesse entrare nel GCAP e quindi generare sperpero di fondi europei e concorrenza interna, ci sono comunque <strong>due soluzioni possibili</strong>: la prima, meno consigliabile e sicuramente osteggiata da Tokyo, sarebbe di <strong>ridefinire le quote paritarie al 25%</strong>, con una stretta divisione dei compiti e oneri finanziari; la seconda sarebbe aprire alla possibilità di entrare nel programma come <strong>partner secondario</strong>, così come avvenuto durante la progettazione e costruzione dell&#8217;F-35.</p>



<p>Il <strong>Joint Strike Fighter</strong> è infatti un programma multinazionale a cui partecipano diversi Paesi ma non tutti con lo stesso livello di responsabilità, quindi non tutti con lo stesso livello industriale. Oltre agli Stati Uniti, che si sono assunti i maggiori oneri di progettazione, il partner principale, unico di livello 1, è il Regno Unito, seguito da Italia e Olanda al livello 2, infine da Australia, Canada, Danimarca e Norvegia al livello 3. <a href="https://www.f35.com/f35/about/F-35-Partners.html">Questo assetto</a>, sebbene non privo di problematiche emerse durante gli anni ma dovute alla complessità della cellula e non alla divisione del lavoro, ha portato oggi ad avere <strong>25 nazioni</strong> che utilizzano il caccia schierando circa 3 mila F-35 complessivamente (nelle tre varianti), dando vita al più vasto programma multinazionale di caccia della storia, con linee di assemblaggio finali in Texas, Italia e Giappone. Gli Stati Uniti, che restano gli utilizzatori principali, prevedono di acquisire 2.456 velivoli (quasi due terzi della flotta globale), mentre i principali partner, ovvero Giappone (con 147 velivoli), Regno Unito (138), <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/difesa-2024-7-miliardi-euro-nuovi-f-35-2369697.html">Italia (115)</a> e Australia (100), costituiscono il nucleo del consorzio internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/singapore-arabia-saudita-germania-tutti-vogliono-il-gcap-ma-non-tutti-possono-stare-allo-stesso-livello.html">Singapore, Arabia Saudita, Germania: tutti vogliono il GCAP ma non tutti possono stare allo stesso livello</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pattugliatore marittimo per l&#8217;AM: Leonardo avvia i colloqui col Giappone</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/pattugliatore-marittimo-per-lam-leonardo-avvia-i-colloqui-col-giappone.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 23:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>L'ambasciatrice giapponese accolta a casa Leonardo per parlare di pattugliatori marittimi e addestratori T-346. Si avvicina il Kawasaki P-1 per l'Aeronautica Militare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pattugliatore-marittimo-per-lam-leonardo-avvia-i-colloqui-col-giappone.html">Pattugliatore marittimo per l&#8217;AM: Leonardo avvia i colloqui col Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/01-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Mercoledì 15 luglio l&#8217;Amministratore Delegato di <strong>Leonardo</strong>, <strong>Lorenzo Mariani,</strong> ha ricevuto nella sede dell&#8217;azienda italiana leader del settore difesa e aerospazio l&#8217;<strong>ambasciatrice del Giappone</strong> in Italia Hikari Ono. L&#8217;incontro, come <a href="https://www.linkedin.com/posts/lorenzo-mariani-b97764365_gcap-ifts-leonardo-share-7483107963260416000-BAdP/">riferisce </a>lo stesso Mariani, “ha ribadito la solidità del partenariato strategico tra Italia e Giappone, una relazione che sta raggiungendo un nuovo livello grazie al <em>Global Combat Air Programme </em>(GCAP) e a una crescente gamma di opportunità di cooperazione industriale che coinvolgono aziende giapponesi leader”. </p>



<p>Proprio per quanto riguarda la cooperazione italo-nipponica nel settore difesa, che beneficia del partenariato strategico siglato dall&#8217;attuale governo, l&#8217;AD riferisce che è stata discussa la collaborazione per quanto riguarda le capacità di sorveglianza marittima con il velivolo <strong>Kawasaki P-1 </strong>e le future opportunità di supportare i requisiti di addestramento avanzato dei piloti dell&#8217;aeronautica militare nipponica attraverso il velivolo <strong>M-346</strong>. Lorenzo Mariani ha tenuto a sottolineare anche che già otto piloti della JASDF (Japan Air Self Defense Force) hanno completato con successo l&#8217;addestramento presso l&#8217;International Flight Training School (IFTS) dell&#8217;Aeronautica Militare Italiana a Decimomannu (Ca), realizzata da Leonardo in collaborazione con CAE, a dimostrazione della fiducia e dell&#8217;impegno condiviso che sono alla base della partnership italo-nipponica. </p>



<p>Sembra quindi compiersi uno sviluppo che <a href="https://it.insideover.com/difesa/lemergenza-pattugliatori-marittimi-per-la-difesa-italiana.html">avevamo pronosticato ma soprattutto auspicato</a>: la collaborazione tra Leonardo e Kawasaki per il pattugliatore marittimo P-1 e la possibilità di vedere l&#8217;M-346 con le coccarde nipponiche. Com&#8217;è noto, l&#8217;Aeronautica Militare Italiana soffre di una carenza capacitiva nel settore del pattugliamento marittimo da quando i <strong>Dassault Atlantic</strong> sono stati radiati dal servizio nel 2017: da allora, infatti, l&#8217;Arma Azzurra non ha più un velivolo armato nel ruolo Antisom. L’Atlantic, ormai obsoleto, era un aereo concepito per la lotta ASW (<em>Anti-Submarine Warfare)</em>, oltre che per la ricerca e soccorso e la sorveglianza marittima, mentre a oggi i velivoli che lo hanno sostituito, i P-72A non hanno questa capacità di attacco.</p>



<p>Questo divario era noto alla Difesa al punto che nel Documento Programmatico Pluriennale del 2022 era comparsa la voce per un generico “programma di acquisizione di velivoli equipaggiati con speciale sensoristica allo scopo di dotare lo strumento militare di una piattaforma multi-purpose per la sorveglianza marittima (<strong>M3A</strong>) a lungo raggio sotto e sopra la superficie”, ma il requisito non era stata messo a bilancio e non veniva individuato nemmeno quale tipo di velivolo si potesse acquisire. Il progressivo e rapido deterioramento della situazione internazionale ha trasformato questa lacuna in una vera e propria emergenza, e finalmente nel DPP 2025 <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuovo-pattugliatore-marittimo-armato-italiano-tra-piattaforma-usa-e-nazionale-vince-quella-giapponese.html">è comparso l’avvio del programma</a> congiunto tra Marina e Aeronautica che mira a colmare l’attuale lacuna capacitiva attraverso l’acquisizione di 6 Maritime Multi Mission Aircraft (M3A), destinati a soddisfare l’esigenza nazionale di disporre di una capace piattaforma aerea in grado di condurre operazioni ASW, ASuW, AWW (Above Water Warfare), MW (Mine Warfare), e attività di ISTAR ed EW, dopo che <a href="https://aviationweek.com/defense/aircraft-propulsion/leonardo-confirms-p-1-maritime-patrol-aircraft-talks-kawasaki">a maggio dello stesso anno</a> Leonardo aveva confermato l&#8217;avvio dei colloqui con Kawasaki per integrare la propria sensoristica a bordo del P-1. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La soluzione Kawasaki P-1</h2>



<p>In quel documento veniva singolarmente riferito che i<strong>l programma sarà finanziato a partire dal 2027 per un totale di 1,136 miliardi</strong> di euro ma ancora una volta non veniva indicata la piattaforma da finanziare, lasciando aperte speculazioni su quale potesse essere. Sebbene allora su InsideOver avessimo ipotizzato, basandoci sui costi della singola macchina, che potesse trattarsi del Boeing P-8 “Poseidon” &#8211; il cui unico pregio è quello di essere già integrato in ambito NATO – la soluzione Kawasaki P-1 ci era apparsa ancora una volta quella più auspicabile, in quanto il velivolo è in servizio dal 2013 nell’aviazione della marina giapponese in 33 esemplari (e altri 3 in ordine), quindi si tratta di una macchina ampiamente già rodata. Il quadrimotore a getto nipponico ha un raggio d’azione di 2500 km, ma soprattutto nei suoi punti di attacco e nelle stive può trasportare siluri, missili antinave, mine, cariche di profondità oltre a tutto il necessario per la lotta ASW.</p>



<p>A farci guardare con favore alla soluzione P-1 sono anche i <strong>legami militari-industriali</strong> sempre più stretti tra Italia e Giappone – come dimostrato proprio dal programma GCAP – che potrebbero facilmente portare a un possibile accordo di produzione/fornitura secondo il formato <strong>G2G (Government to Government)</strong>. Come già suggerito a gennaio, in questo accordo di collaborazione potrebbe trovare posto anche la vendita al Giappone dell’addestratore T-346, in considerazione della ricerca nipponica per un nuovo velivolo avanzato per addestrare i piloti e del fatto che il personale di volo giapponese si è già addestrato su quella macchina proprio all&#8217;IFTS. </p>



<p>L&#8217;annuncio dell&#8217;Amministratore Delegato di Leonardo è un ottimo segnale verso la finalizzazione dell&#8217;acquisizione del P-1 e verso la possibile vendita del T-346 al Giappone, ma è ancora presto per parlare di un accordo vero e proprio, sebbene tutti i segnali sino a oggi portino in questa direzione. Quali ostacoli potrebbero palesarsi? Il primo è rappresentato dalla <strong>politica interna nazionale</strong>: in periodo di campagna elettorale è sempre meglio evitare di “spendere soldi” per la Difesa dato un elettorato molto “sensibile” al tema armamenti; il secondo è di natura <strong>politica esterna</strong> ed è rappresentato dagli Stati Uniti che potrebbero, in qualche modo, mettersi di traverso nei rapporti italo-nipponici che sappiamo essere mal visti da Washington per quanto riguarda il caccia di sesta generazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pattugliatore-marittimo-per-lam-leonardo-avvia-i-colloqui-col-giappone.html">Pattugliatore marittimo per l&#8217;AM: Leonardo avvia i colloqui col Giappone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leonardo e i dilemmi dell&#8217;industria della Difesa: perché è finita l&#8217;era Cingolani</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-i-dilemmi-dellindustria-della-difesa-perche-e-finita-lera-cingolani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 10:29:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-600x430.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Roberto Cingolani non sarà più l'amministratore delegato di Leonardo e sarà sostituito dal direttore generale Lorenzo Mariani.. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-i-dilemmi-dellindustria-della-difesa-perche-e-finita-lera-cingolani.html">Leonardo e i dilemmi dell&#8217;industria della Difesa: perché è finita l&#8217;era Cingolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1375" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1024x733.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-768x550.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-1536x1100.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberto-Cingolani-non-sara-piu-lamministratore-delegato-di-Leonardo-e-sara-sostituito-dal-direttore-generale-Lorenzo-Mariani-600x430.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Roberto Cingolani </strong>non sarà più l&#8217;amministratore delegato di Leonardo e sarà sostituito dal direttore generale <strong>Lorenzo Mariani.</strong> Lo ha deciso il governo di <strong>Giorgia Meloni</strong> nel quadro di una tornata di nomine delle società partecipate pubbliche (Leonardo vede poco meno di un terzo del capitale in mano al Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze) improntata su altri fronti (Eni, Enel, <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html" type="post" id="510234">Poste Italiane</a>) a una <strong>sostanziale continuità.</strong> La fine dell&#8217;era Cingolani, contraddistinta da indubbi risultati positivi sul piano <strong>finanziario e dei ricavi, mostra quanto il sistema-Difesa</strong> sia giunto a un vero e proprio bivio e ora dovrà essere l&#8217;<strong>industria a dettare la linea</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Meloni chiude l&#8217;era Cingolani in Leonardo</h2>



<p>Cingolani, secondo diverse ricostruzioni di stampa, paga <strong>un rapporto deteriorato con chi l&#8217;aveva proposto tre anni fa, proprio Meloni</strong>, che promosse l&#8217;ex Ministro della Transizione Ecologica del governo Draghi e fisico di fama internazionale alla guida della maggiore azienda italiana della Difesa. In secondo luogo, <strong>avrebbe avuto delle frizioni con l&#8217;apparato militare</strong> italiano per delle divergenze su diversi programmi: <a href="https://italstrat.substack.com/p/41-leonardo-michelangelo-e-cingolani">Cingolani,</a> in particolare, sarebbe andato in testacoda annunciando il progetto di difesa aerea integrata <strong>Michelangelo Dome</strong> accolto con scarso entusiasmo dagli alleati europei dell&#8217;Italia. Infine, a questa asimmetria si sarebbe aggiunta l&#8217;assenza di una strategia concreta su alcune tecnologie, come i droni, dove Leonardo si è rivolta alla partnership con la turca <strong>Baykar</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La parabola di Cingolani</h2>



<p>Può un Ceo che ha visto quintuplicato il valore della sua azienda e che lascia con ricavi che sfiorano i 20 miliardi di euro essere giubilato? Evidentemente sì, ma va sottolineato che più che una <strong>bocciatura di Cingolani</strong> l&#8217;avvicendamento con Mariani, che peraltro ricopre anche la carica di amministratore delegato di Mbda Italia, <strong>mostra la volontà di accelerare sul piano industriale il riarmo</strong>. E, anzi, mostra che la missione primaria del Ceo uscente è riuscita: far decollare il riarmo italiano, a colpi di dichiarazioni sull&#8217;urgenza (il riarmo che &#8220;<a href="https://www.open.online/2025/04/17/roberto-cingolani-leonardo-riarmo-europa-intervista/">non si può rimandare</a>&#8220;) e frasi ad effetto (&#8220;<a href="https://www.milanofinanza.it/news/leonardo-parla-l-ad-cingolani-europa-mai-cosi-in-pericolo-ecco-cosa-faremo-202601161651325665">serve una pace armata</a>&#8220;) pronunciate da una figura che ha attraversato fasi diverse della sua carriera e parla da <strong>scienziato divenuto manager. </strong></p>



<p><strong>Cingolani ha reso &#8220;pop&#8221; Leonardo, ne ha sdoganato la presenza istituzionale e non solo industriale</strong>, ha dribblato le accuse (come quella del sostegno a Israele) e, in un certo senso, il passaggio indenne, sul piano politico, del progetto di riarmo del governo Meloni si deve anche al nuovo ruolo della sua azienda. Il fisico <a href="https://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/l-iit-ha-svuotato-la-ricerca-senza-produrre-risultati.flc">già direttore dal 2005 al 2019 dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia (Iit)</a> promosso dal Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze <strong>Giulio Tremonti</strong> durante il governo Berlusconi II, vicino a figure di spicco del panorama <a href="https://ilmanifesto.it/il-fisico-conteso-tra-renzi-e-grillo">politico come <strong>Beppe Grillo e Matteo Renzi</strong>,</a> chiamato <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-ia-supercomputer-leonardo-guida-litalia-nellinnovazione-di-frontiera.html">poi in Leonardo come capo del dipartimento innovazione </a>prima della <a href="https://it.insideover.com/economia/cingolani-giovannini-colao-e-bianchi-i-tecnici-blindano-il-recovery.html" type="post" id="307647">sua ascesa a super-ministro con <strong>Mario Draghi</strong> </a>e della visibilità impressagli dalla crisi energetica del 2022 seguita all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ha avuto un ruolo decisivo nel concretizzare la svolta nazionale sulla Difesa dopo che Meloni lo chiamò in sostituzione di Alessandro Profumo nel 2023.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla filosofia all&#8217;industria, come cambia il riarmo italiano </h2>



<p>Cosa resta tre anni dopo? <strong>Risultati ineludibili ma anche tante necessità da concretizzare</strong>, e in tal senso Mariani garantisce maggiore concretezza.<a href="https://x.com/Free4futur99001/status/2042618160637980829"> Il portale X Free4Future</a>, commentando la sostituzione di Cingolani, in un&#8217;analisi forse eccessivamente dura in alcuni punti (specie all&#8217;inizio) tocca però due punti critici che è bene sottolineare : da un lato, la necessità per Leonardo di passare a una fase più scientifica, perché la difesa è un cosiddetto mercato in monopsonio, dove un cliente, i governi, si confronta con diversi fornitori e &#8220;un&#8217;azienda della difesa che sviluppa programmi non allineati alle priorità del committente non sta esercitando la sua autonomia industriale&#8221;, mentre  in termini di priorità&#8221;per i droni, nel frattempo, Leonardo deve appoggiarsi alla Turchia. <strong>Helsing, startup tedesca nata nel 2021</strong>, vale già il 40% della capitalizzazione di Leonardo&#8221;. Per Free4Future Mariani, che in Mbda ha seguito soprattutto il fronte dell&#8217;approvvigionamento antiaereo e missilistico, &#8220;sa cosa vuol dire consegnare un prodotto&#8221;.</p>



<p>La fase di Cingolani è stata contraddistinta dalle grandi alleanze di Leonardo. <a href="https://it.insideover.com/difesa/canada-nel-gcap-ottawa-spinge-per-unirsi-al-caccia-italo-anglo-nipponico.html" type="post" id="512768">Una su tutte: il <strong>Global Combat Air Program, la cui accelerazione</strong></a> si deve anche all&#8217;ex direttore dell&#8217;Iit. Ma anche la <strong>partnership <a href="https://it.insideover.com/difesa/i-carri-armati-leonardo-e-iveco-il-grande-gioco-della-difesa-italiana.html" type="post" id="442862">con Rheinmetall sui carri armati </a>è farina del sacco di Cingolani</strong>, e in fin dei conti sarà la storia a decidere se sui droni la<a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-baykar-ovvero-parte-dalla-difesa-la-relazione-inevitabile-tra-italia-e-turchia.html" type="post" id="458463"> scommessa su Baykar </a>abbia pagato o se, come dice Free4Future, Leonardo avrebbe fatto meglio a guardare altrove. Ma a prescindere da tutto, ormai si dovrà ragionare più di commesse, procurement e industrializzazione. Altrove, dalla Germania agli Usa, i contractor della Difesa sono sotto pressione dei governi per garantire la prevista tempistica ai piani di espansione della base industriale della Difesa. Sarà così anche per Leonardo, che vanta sia un portafoglio ordini nazionale consistente che importanti commesse estere? Plausibile, e il passaggio della regia da Cingolani a Mariani si spiega anche per questo motivo. Ma a suo modo, Cingolani ha avuto successo: politicamente, nelle alte sfere romane non si parla più di discutere &#8220;se&#8221; il riarmo sia da portare avanti o meno ma di &#8220;come&#8221; concretizzarlo. E tanti dibattiti pubblici sul tema del cambio della guardia a Piazzale Montegrappa hanno dimenticato di sottolineare questo tema fondamentale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leonardo-e-i-dilemmi-dellindustria-della-difesa-perche-e-finita-lera-cingolani.html">Leonardo e i dilemmi dell&#8217;industria della Difesa: perché è finita l&#8217;era Cingolani</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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