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	<title>leone XIV Archives - InsideOver</title>
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	<title>leone XIV Archives - InsideOver</title>
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		<title>Sanare la relazione Italia-Usa dopo le uscite di Trump, Guidesi: &#8220;Costruire un nuovo rapporto economico transatlantico&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/sanare-la-relazione-italia-usa-dopo-le-uscite-di-trump-guidesi-costruire-un-nuovo-rapporto-economico-transatlantico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:40:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“La complementarietà economica è fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice Guido Guidesi, assessore di Regione Lombardia.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/sanare-la-relazione-italia-usa-dopo-le-uscite-di-trump-guidesi-costruire-un-nuovo-rapporto-economico-transatlantico.html">Sanare la relazione Italia-Usa dopo le uscite di Trump, Guidesi: &#8220;Costruire un nuovo rapporto economico transatlantico&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/donald-trump-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le tensioni transatlantiche delle ultime settimane e l’inaudito e sgrammaticato attacco di <strong>Donald Trump </strong>alla presidente del Consiglio <strong>Giorgia Meloni,</strong> rea agli occhi del presidente americano di aver stigmatizzato i suoi attacchi a Papa <strong>Leone XIV </strong>e aver rifiutato di sostenere la fallimentare avventura militare nel Golfo contro l’Iran, hanno portato a un livello di guardia l’attenzione sulle relazioni tra Roma e Washington.</p>



<p>Eppure, c&#8217;è un&#8217;America (e un&#8217;Italia) che continua a premiare la relazione transatlantica, ed è quella dell&#8217;economia. Per uno strano scherzo del destino, la faglia Trump-Meloni si apre proprio nei giorni in cui emerge la vitalità dell&#8217;interscambio Roma-Washington: export a quasi 70 miliardi di euro nel 2025, +7,2% nonostante i dazi, Usa secondo mercato italiano, un surplus di Roma di oltre 34 miliardi di euro, un contributo decisivo per portare il Paese al quarto posto mondiale degli esportatori. E secondo il report Istat &#8220;<a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/commercio-estero-extra-ue-aprile-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Commercio estero extra UE &#8211; Aprile 2026</a>&#8220;, l’anno in corso è iniziato sotto una buona stella. <strong>In tal senso, il ponte economico può essere una leva con cui Italia e Usa </strong>possono ricordare l’importanza di una storia e di valori comuni.</p>



<p>“La complementarietà economica è un fattore decisivo per i rapporti Italia-Usa”, dice a InsideOver <strong>Guido Guidesi,</strong> Assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia. Guidesi ha di recente cancellato la sua presenza a una missione commerciale in America focalizzata sul ruolo dell’innovazione e sul settore pharma e, spiega, “ho voluto mandare un messaggio politico dopo che l’uscita sgrammaticata di Trump ha creato questo problema, volendo mandare un messaggio di solidarietà al presidente del Consiglio. La missione è rimasta attiva sul piano tecnico-economico”, che per Guidesi può e deve restare un ponte. “L’elemento fondamentale del rapporto economico è cruciale sul lungo periodo e non solo gli Usa e l’Italia ma anche l’America e l’Europa in generale devono rendersi conto che, a prescindere da Trump, coltivare questa <strong>relazione naturale e mutualmente benefica </strong>sarà fondamentale per restare uniti e competitivi”.</p>



<p>“Tuttora”, ragiona Guidesi, “i numeri raccontano molto di questa complementarietà e ci spiegano in particolare due fattori. Da un lato, la naturalità di un rapporto consolidato e che valorizza un orizzonte ideale e politico comune, dall’altro”, aggiunge l’assessore, “una grande complementarietà”. <strong>Gli Usa “hanno bisogno di noi per la componentistica insostituibile di diversi settori, </strong>per filiere che vanno dall’agroalimentare alla meccanica ci sono molte componenti di ogni ciclo produttivo per cui a Washington e alle sue imprese serve flessibilità, strategicità, continuità operativa”. E, ragiona Guidesi, “molto spesso a colmare queste necessità sono aziende europee, italiane e, in diversi casi, lombarde”, che contribuiscono a “tenere vivo un rapporto atlantico fondamentale per competere a livello internazionale, perché la complementarietà serve a entrambi e rinunciarvi vorrebbe dire fornire un assist al competitor cinese”.</p>



<p>Guidesi invita ad andare oltre e a “ragionare alla costruzione strategica di un nuovo rapporto economico transatlantico”: “La Commissione Europea non stia ferma. Chiedere un cambio di atteggiamento al presidente Usa è fondamentale e prioritario”, nota Guidesi, ma dobbiamo anche, a suo avviso, “fare di tutto perché anche le relazioni economiche continuino a consolidare questo rapporto”. Questo vuol dire, secondo l’assessore, ascoltare anche le <strong>preoccupazioni per le aziende americane desiderose di investire in Europa </strong>ma “preoccupate dall’asfissiante contesto regolatorio, dai freni alla competitività, dalle rigidità intrinseche del mercato unico”.</p>



<p>Le parole di Trump, a detta dell’assessore, sono oltre modo dannose perché “la frattura transatlantica è innaturale ed è fondamentale evitare che si trasmetta a settori decisivi per la competitività di entrambi i campi” perché “se così sarà, soccomberemo e saremo colonizzati dal gigante cinese”. L’egocentrismo di Trump da un lato, le rigidità europee dall’altro: il rischio dell’incomunicabilità c’è. Sanarlo è fondamentale per la prosperità di un continente intero.</p>
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		<title>Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l&#8217;IA dalla sindrome di Babele di Palantir</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 12:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il mite e raffinato agostiniano di Chicago ha schierato la Santa Sede per dare un’etica all'ultimo parto prometeico della tecnoscienza. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/papa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un’enciclica, la <em>Magnifica Humanitas</em> di papa Leone XIV, che <strong>più politica</strong> non si potrebbe. Di <strong>portata storica</strong> per la dottrina sociale della Chiesa, inaugurata esattamente 135 anni fa con la <em>Rerum Novarum</em> di Leone XIII, a cui il pontefice si rifà per aggiornarla: se il predecessore dettò le coordinate cattoliche sugli scompensi della <strong>Rivoluzione Industriale</strong>, <strong>Prevost</strong> ha inteso offrire la carta fondativa per governare la <strong>Rivoluzione Artificiale</strong>. E nel farlo ha scelto contenuti, tempistiche, rimandi (e alleanze) che mettono il cattolicesimo in contrapposizione netta ed esplicita rispetto alle forze tecno-industriali a tutt&#8217;oggi, con <strong>Trump alla Casa Bianca</strong>, lanciate alla conquista della nuova frontiera: l&#8217;IA. Ogni riferimento a soggetti come <strong>Palantir,</strong> con la sua vagheggiata <strong>Repubblica Tecnologica</strong>, è palesemente voluto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giù le mani da Tolkien</h2>



<p>Non è un caso che abbia fatto subito rumore il brano dove il Papa inserisce una frase di <strong>John Ronald Tolkien</strong> («nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo») contro la «disumanizzazione». Tolkien è l’autore della saga <strong><em>Il Signore degli Anelli</em> </strong>da cui <strong>Peter Thiel </strong>ha tratto il nome della creatura da lui fondata, <em>Palantir Technologies</em>, a significare il potere di prevedere il futuro, nel romanzo affidato alle “pietre veggenti” e che l’azienda della Silicon Valley traduce in algoritmi. Il messaggio inviato dal Vaticano è chiarissimo: <strong>giù le mani da uno scrittore, cattolico, </strong>il cui pensiero si pone in direzione esattamente contraria all’usurpazione di Thiel. L’imprenditore con aspirazioni da filosofo, del resto, era stato gelidamente ignorato quando di recente, nel suo tour di <strong>conferenze sull’Anticristo</strong>, aveva fatto tappa anche a Roma, centro della cattolicità. L’Anticristo, per Thiel, è rappresentato da ciò che frena lo sviluppo dell’intelligenza artificiale monopolizzata da <strong>giganti privati</strong> connessi a filo doppio con il Pentagono. In sostanza, il nemico esistenziale sono i vincoli del bene pubblico, le restrizioni d’ispirazione umanistica, i rivali ideologici (come il <strong>socialismo di mercato cinese).</strong> L’obiettivo polemico di Prevost, invece, consiste proprio nella “cultura della potenza” legata alla lotta degli Stati per il primato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Contro la &#8220;sindrome di Babele&#8221;</h2>



<p>In parole povere, questo mite e raffinato <strong>agostiniano di Chicago</strong> ha schierato la Santa Sede gettandola nella mischia, offrendo una visione d’insieme, elaborata di tutto punto, con cui dare un’etica all&#8217;ultimo parto prometeico della tecnoscienza. Il proposito, dichiarato, è contrastare la sindrome da <strong>“torre di Babele”, </strong>l’illusione idolatrica che l’umanità possa potenziarsi senza limiti, sacrificando chi non sta al passo, proseguendo lo sfruttamento della Terra e oscurando la dignità umana. «Abbiamo il dovere urgente di <strong>restare profondamente umani</strong>», scrive. Per un Vicario di Cristo, il concetto di umano è traducibile nell’imitare quest’ultimo nel «<strong>dono di sé</strong>». Se per brevità e chiarezza prendiamo a contraltare il <strong>Palantir Manifesto</strong>, troviamo invece tesi di tutt’altro tenore. Fior da fiore: «I nostri avversari non si fermeranno per impegnarsi in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni militari e di sicurezza nazionale critiche. Andranno avanti»; «Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Dovremmo, come società, prendere seriamente in considerazione l’idea di allontanarci da una forza completamente volontaria e <strong>combattere la prossima guerra</strong> solo se tutti condividono il rischio e i costi»; «Se una Marina degli Stati Uniti chiede <strong>un fucile migliore, dovremmo costruirlo;</strong> e lo stesso vale per il software. Dovremmo essere in grado, come Paese, di continuare a discutere la rilevanza dell’azione militare all’estero pur rimanendo inflessibili nel nostro impegno nei confronti di coloro che abbiamo chiesto di mettersi in pericolo».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ideologia tecno-nazionalista di Karp</h2>



<p>L’estensore <strong>Alex Karp</strong>, ceo di Palantir, figlio di padre afroamericano e di madre ebrea, lavora in parallelo, sul piano delle idee, rispetto al cristiano Thiel, e certo non ha voluto offrire una filosofia vera e propria (ambizione coltivata da <strong>Marc Andreessen</strong> con il suo Techno-Optimist Manifesto, frullato di turboliberismo, futurismo e superomismo <em>sui generis</em>). Ma un certo modo di vedere  la società piuttosto che l’assetto del pianeta, nonché il senso stesso dell&#8217;uomo, traspare evidentissima là dove Karp centra il suo discorso sul «<strong>potere americano</strong>», sui&nbsp;«miliardari» che non dovrebbero «semplicemente rimanere nel loro ambito, quello di arricchirsi», sulla «<strong>élite</strong>» che dovrebbe farsi guidare da un non meglio precisato&nbsp;«credo religioso», sulla distinzione fra&nbsp;«culture» a cui ascrivere «progressi vitali» e<strong>&nbsp;«sottoculture» definite sprezzantemente «mediocri»,</strong> sul rigetto di quel <strong>«pluralismo vuoto»</strong> che, nell&#8217;essere inclusivo (ossia multiculturale), indebolisce&nbsp;«l’America», e più in generale l’«Occidente».</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;élite in guerra</h2>



<p>A differenza di Thiel, come si vede, Karp <strong>non evoca scenari biblici</strong> di sapore apocalittico. Ma la sostanza è identica. E il succo è questo: siamo noi, dice Karp, noi produttori dell’intelligenza generativa che già rendiamo a eserciti e polizie del mondo, statunitensi <em>in primis</em>, il servizio di <strong>gestione computazionale di guerra e sicurezza</strong>, siamo noi oligarchi che non miriamo solo al profitto ma a rifondare la convivenza su basi neo-<strong>nazionaliste e competitive,</strong> siamo noi i titolari del diritto-dovere di metterci alla guida del processo socio-tecnologico in atto. E lo facciamo perché non bisogna dare più per scontato il «secolo di pace» alle nostre spalle (ma <strong>pace per chi?</strong> non per serbi, afghani, irakeni, libici, siriani, ucraini, palestinesi ecc ecc), tanto è vero che «disarmo della Germania» e «pacifismo giapponese», se mantenuti, minacciano di «spostare gli equilibri». Soprattutto «in Asia». Leggi: <strong>pericolo Cina.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Pacifismo radicale</h2>



<p>È la sintesi plastica di una mentalità conflittuale, aggressivo-difensiva, <strong>insofferente della democrazia</strong> come spazio di differenze che, previo filtro teologico, non potrebbe essere più lontana dal magistero di Leone XIV. Il papa condanna&nbsp;«polarizzazioni e violenze», fustiga lo «<strong>scontro a distanza fra imperialismi contrapposti</strong>», se la prende con il «falso realismo», critica la «stretta connessione tra interessi economici, apparati militari e decisioni politiche» che «genera una <strong>“nazione armata” </strong>in cui la guerra appare quasi come prosecuzione naturale della politica». E sembra lanciare un anatema quasi <em>ad aziendam</em> quando, perentorio, sentenzia: «<strong>Non esiste algoritmo che possa rendere la guerra moralmente accettabile</strong>». Infine, prescrive una serie di «puntuali criteri di discernimento» che denotano una concezione antropologica, oltre che religiosa, <strong>radicalmente anti-bellicista</strong>, riassumibile nel rifiuto del «diritto del più forte» e della «Realpolitk», colpevole di diffondere «la rassegnazione a una guerra ineluttabile», come se «<strong>la pace e il dialogo» </strong>fossero «posizioni utopiche o irrazionali». Insomma, il papa continua ad annodare il filo con cui aveva esordito affacciandosi al balcone di San Pietro: la pace come teoria e prassi totalizzanti. Una pace che «non è una speranza ingenua <strong>né soltanto un’assenza di guerra</strong>: è frutto, sempre possibile, della giustizia e della carità».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Anthropic in campo</h2>



<p>A un laicista sfegatato queste affermazioni, nonostante i toni decisi e i non troppo velati richiami, potrebbero suonare come giaculatorie moraleggianti. Errore. Alla cerimonia di presentazione del testo, il 25 maggio, ha preso parola <strong>Christopher Olah, cofondatore con Dario Amodei di Anthropic</strong>. Si tratta dell’azienda, valutata in Borsa qualcosa come 380 miliardi di dollari, che il 27 febbraio scorso si è vista <strong>depennare dalla lista di fornitori</strong> delle agenzie federali degli Stati Uniti con decreto del presidente Trump, sostituita da <strong>OpenAI di Sam Altman.</strong> Il motivo spiega la presenza di Olah a fianco del pontefice: essersi opposti a rimuovere dai modelli algoritmici barriere che vietano l’uso di robot letali e sorveglianza di massa. Prevost <strong>non si è limitato dunque a predicare</strong>: ha scelto di mostrare al miliardo e quattrocento milioni di cattolici del mondo un esempio, a suo dire, <strong>di impresa eticamente responsabile</strong> nel mercato più avveniristico e insidioso. L’unica, sempre non casualmente, messa in lista nera dall’amministrazione trumpiana, con la quale nei mesi scorsi <strong>l’urto sul tema della pace</strong> e della guerra è stato frontale. Una scelta di campo che non ammette equivoci, come a dire: ecco, vedete, la tecnica non è un male in sé, può anzi essere applicata rettamente. In realtà, l&#8217;ultimo modello di intelligenza artificiale rilasciato da Anthropic, <strong>Claude Mythos Preview,</strong> è tutt&#8217;altro che rassicurante, concepito com&#8217;è per individuare le vulnerabilità dei sistemi informatici arrivando a prendere<strong> decisioni autonome</strong>. Un salto qualitativo che avvicina esattamente ai rischi di incontrollabilità che lo &#8220;sponsor&#8221; in talare bianco vorrebbe esorcizzare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ombrello morale</h2>



<p>Anthropic, va da sé, si sfrega le mani: grazie alla <strong>“benedizione” papale</strong>, può presentarsi come interlocutrice privilegiata di quei governi, dall’America Latina all’Africa passando anche (forse) per l’Europa, che hanno nella propria opinione pubblica un <strong>vasto influsso cattolico</strong>. Può cioè legittimarsi come <em>brand</em> dell’«umanesimo cristiano». Un vero colpaccio reputazionale, il <em>Pope washing</em>, per la catena di investitori che la finanziano: da <strong>BlackRock a Google,</strong> da Amazon al fondo sovrano del Qatar. </p>



<p>«Un tempo erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione – sostiene a ragione papa Leone in <em>Magnifica Humanitas</em> &#8211; Oggi, invece, i principali motori dello sviluppo sono <strong>attori privati, spesso transnazionali,</strong> dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi». La Chiesa Cattolica, con <strong>simultanea mossa dottrinale ed economica,</strong> si posiziona come “ombrello morale” nel conflitto in corso, in Occidente e fuori dall’Occidente, annunciando la cristianizzazione dell’arma-fine-di-mondo del XXI secolo. In nome di un Dio – ha tenuto a precisare il suo rappresentante terreno – che non può essere strattonato e strumentalizzato <strong>da sogni di onnipotenza transumanistici e post-umani.</strong> Al di là degli aspetti spirituali, la Chiesa prevostiana fa politica a carte scoperte. Anzi, per la precisione il guanto di sfida lanciato è un <strong>aut-aut geopolitico</strong> in piena regola: o con la linea Prevost-Anthropic, o con quella Trump-Palantir.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/magnifica-humanitas-lenciclica-di-leone-xiv-per-liberare-lia-dalla-sindrome-di-babele-di-palantir.html">Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l&#8217;IA dalla sindrome di Babele di Palantir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Palantir e Anthropic: l&#8217;IA e la lezione mai appresa della hybris</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-anthropic-lia-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 23:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Anthropic]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Palantir-e-Anthropic-lIA-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Palantir e Alex Karp vogliono promuovere la ridefinizione dell'Occidente sotto forma di "Repubblica tecnologica" fondata sul connubio tra innovazione e potere come demiurghi di una nuova frontiera; Anthropic e Dario Amodei vanno oltre e nel pieno del dibattito col Pentagono sull'applicativo Claude si domandano addirittura se possa essere definito "figlio di Dio"</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/palantir-e-anthropic-lia-e-la-lezione-mai-appresa-della-hybris.html">Palantir e Anthropic: l&#8217;IA e la lezione mai appresa della hybris</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Palantir e Alex Karp</strong> vogliono promuovere la <strong>ridefinizione dell&#8217;Occidente</strong> sotto forma di &#8220;Repubblica tecnologica&#8221; fondata sul connubio tra innovazione e potere come demiurghi di una nuova frontiera; <strong>Anthropic e Dario Amodei</strong> vanno oltre e nel pieno del dibattito col Pentagono sull&#8217;applicativo Claude si domandano addirittura se possa essere definito &#8220;figlio di Dio&#8221;. <strong>I giganti della tecnologia scendono in campo ben oltre il fronte dell&#8217;innovazione</strong> e rivendicano una funzione quasi prometeica, da avanguardie della società. <strong>La frontiera infinita si sposta sempre più in là,</strong> e come moderni Icaro i signori del digitale spiccano il volo verso il Sole, desiderosi di poterlo conquistare. O plasmare secondo la propria volontà. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;Repubblica Tecnologica&#8221; di Palantir</h2>



<p>&#8220;L&#8217;élite ingegneristica della Silicon Valley ha l&#8217;obbligo di partecipare alla difesa della nazione&#8221;, scrive Palantir in un lungo manifesto che sintetizza &#8220;La Repubblica Tecnologica&#8221;, il saggio in cui Karp teorizza il suo capitalismo guerriero, occidentalista e in trincea contro i nemici del sistema americano e al cui successo ha votato l&#8217;azienda leader nell&#8217;applicazione dell&#8217;IA e di strumenti articolati di profilazione e elaborazione al <strong>management dei big data per il settore privato e pubblico,</strong> soprattutto securitario. &#8220;La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede <em>hard power,</em> e l&#8217;<em>hard power</em> in questo secolo si baserà sul software&#8221;, aggiunge il manifesto di Karp, che esalta il progresso senza limiti dell&#8217;innovazione e un neanche troppo velato <strong>accelerazionismo sociale, politico, tecnologico.</strong></p>



<p>Palantir, che prende il nome dalla <strong>&#8220;pietra veggente&#8221; del Signore degli Anelli</strong>, prova a prevedere il futuro. Un futuro di cui delineare contorni utili <em>pro domo sua.</em> &#8220;Si tratta quindi di una visione più organica del ruolo dello Stato, nella quale si inscrivono anche gli attacchi a un <strong>certo modo iper-burocratico di gestire la cosa pubblica e a una politica inerte</strong>&#8220;, ha <a href="https://www.startmag.it/innovazione/manifesto-palantir-intervista-andrea-venanzoni/">dichiarato a Startmag Andrea Venanzoni, giurista e studioso</a> di punta del fenomeno dell&#8217;accelerazionismo tecnologico e della nuova casta di innovatori &#8220;guerrieri&#8221; a stelle e strisce.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;imprenditore-demiurgo, mito americano</h2>



<p>Venanzoni aggiunge che &#8220;non bisogna dimenticare che in America esiste una consolidata tradizione che nell’imprenditore vede una figura intimamente politica, spesso più efficiente del funzionario elettivo o di quello di carriera. Palantir nasce nel cuore di quella tradizione&#8221;, e lo dimostra anche la proiezione strategica di magnati come <strong>Peter Thiel, suo co-fondatore e deus ex machina, o l&#8217;arcinoto caso di Elon Musk</strong>. Se l&#8217;impresa finanziata anche da appalti e capitali pubblici è laboratorio d&#8217;incubazione dello sviluppo tecnologico, se lo sviluppo tecnologico è la chiave della primazia economica, militare e strategica americana e se tale primazia contribuisce a difendere una linea di sistema su scala globale, la funzione di tali magnati è giocoforza politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La hybris di Palantir e quella di Anthropic</h2>



<p>Semmai, a Palantir e Karp si può <strong>contestare una certa <em>hybris,</em> una tracotanza quasi ancestrale</strong> di ritenere esaustive e comprese nel perimetro della propria narrazione e ideologia le soluzioni ai problemi di un mondo complesso. Qualsiasi possessore di tecnologie ritenute prometeiche cade in questa tentazione. Sottolinearlo è, a nostro avviso, corretto ma intendiamo andare fino in fondo. Si può parlare, conoscendo l&#8217;argomento, di Palantir e del modello che incarna ma è al contempo doveroso guardare la questione a trecentosessanta gradi. Il caso Palantir ha fatto molto discutere, anche in Italia. Ma molto meno lo ha fatto quello di <strong>Claude e Anthropic. Il fondatore dell&#8217;azienda centrale in molte architetture IA di frontiera</strong> e in rimonta su OpenAI per la primazia nel mercato, di recente in querelle col Pentagono americano per la questione dello sviluppo delle armi autonome a guida IA, ha invitato a fine marzo 15 importanti pensatori cristiani presso la sua sede a San Francisco per discutere del <strong>profilo morale dell&#8217;azienda</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Claude, figlio di Dio?</h2>



<p>&#8220;Lo staff di Anthropic ha chiesto consiglio su come guidare lo sviluppo morale e spirituale di Claude, dato che il chatbot reagisce a quesiti etici complessi e imprevedibili&#8221;, <a href="https://www.washingtonpost.com/technology/2026/04/11/anthropic-christians-claude-morals/">ha scritto il <em>Washington Post</em>, aggiungendo che</a> &#8220;&#8221;alcuni membri <strong>dello staff di Anthropic </strong>presenti all&#8217;incontro non vogliono escludere la possibilità di star creando una creatura nei confronti della quale hanno una sorta di dovere morale&#8221;. <strong>Anthropic, che ha rilasciato a clienti selezionati <a href="http://Claude Mythos">Claude Mythos</a> Preview</strong>, su questo fronte usa un approccio eterodosso rispetto a molte realtà. Ma la discussione coi pensatori cristiani ha preso un versante tutt&#8217;altro che prevedibile quando si sarebbe discusso se effettivamente Claude sarebbe potuto venir definito <strong>&#8220;figlio di Dio&#8221;. </strong></p>



<p>&#8220;La senzienza dell&#8217;IA è una  <a href="https://gizmodo.com/what-would-it-take-to-convince-a-neuroscientist-that-an-ai-is-conscious-2000683232">questione filosofica seria</a> e i dibattiti sono certamente validi, ma ospitare tali dibattiti all&#8217;interno di un&#8217;azienda <a href="https://www.wsj.com/tech/ai/openai-anthropic-ipo-finances-04b3cfb9">che si appresta a quotarsi in Borsa entro la fine dell&#8217;anno</a> solleva dubbi sulla validità di questa particolare esplorazione dell&#8217;argomento&#8221;, <a href="https://gizmodo.com/how-do-we-make-sure-that-claude-behaves-itself-anthropic-invited-15-christians-for-a-summit-2000743766">ha commentato <em>Gizmodo</em></a>, e il voler porre Claude in dimensioni meta-tecnologiche e morali amplifica l&#8217;idea secondo cui, al confronto, la <em>hybris</em> di Palantir possa apparire tutt&#8217;altro che di grandi dimensioni. Karp, in fin dei conti, ragiona sul piano dei rapporti di forza umani. <strong>Amodei e Anthropic, senza dirlo esplicitamente, danno un&#8217;<em>allure</em> etica superiore alla loro creatura</strong>. Se Claude è figlia di Dio, l&#8217;azienda che l&#8217;ha creata si pone su una posizione morale, prima ancora che di mercato. E questo <em>virtue signaling</em> ha un peso ora che Anthropic mira a presentarsi come entità &#8220;buona&#8221; di fronte ai cattivi di turno: Donald Trump, il<a href="https://www.newyorker.com/books/under-review/how-project-maven-put-ai-into-the-kill-chain">Pentagono</a>, l&#8217;arcirivale OpenAI. <a href="https://www.newyorker.com/books/under-review/how-project-maven-put-ai-into-the-kill-chain">Alla prova dei fatti, però, nel Project Maven</a> di IA militare applicato in Iran dagli Usa e decisivo per<a href="https://www.linkedin.com/pulse/inside-maven-palantirs-military-brain-built-claude-anthony-maio-bd6ee/">azioni come l&#8217;eliminazione della Guida Suprema Ali Khamenei <strong>la &#8220;etica&#8221; Anthropic c&#8217;era tanto quanto la &#8220;guerriera&#8221; Palantir</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">La critica di Luke Burgis</h2>



<p><a href="https://substack.com/@lukeburgis">L&#8217;autore cattolico <strong>Luke Burgis, studioso di questioni tecnologiche e morali</strong></a>, ha affermato di aver declinato la partecipazione al simposio di Anthropic e scritto su X: &#8220;Nessuno, e nessun cristiano, ha l&#8217;obbligo o la responsabilità morale di contribuire a rendere &#8220;buono&#8221; il modello di frontiera di un&#8217;enorme azienda di intelligenza artificiale come Anthropic&#8221; e contestato il richiamo alla &#8220;responsabilità morale&#8221; dell&#8217;azienda come potenzialmente disturbanti il messaggio cristiano. &#8220;Persone di buona volontà possono non essere d&#8217;accordo o avere una percezione diversa di ciò che sta accadendo lì: vedo che queste aziende di intelligenza artificiale stanno già creando una spaccatura tra i cristiani&#8221;, ha aggiunto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Nobody, and no Christian, has a moral obligation or responsibility to help make a massive AI company like Anthropic&#39;s frontier model &quot;be good&quot;—a non-sensical phrase as it relates to AI anyway. Especially if you don&#39;t even work for them.<br><br>It was precisely because the company was…</p>&mdash; Luke Burgis (@lukeburgis) <a href="https://twitter.com/lukeburgis/status/2043134395238732188?ref_src=twsrc%5Etfw">April 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Del resto, Papa Leone XIV <a href="https://www.catholicnewsagency.com/news/267715/pope-leo-xiv-warns-ai-could-fuel-antihuman-ideologies-in-medicine">sul tema degli&nbsp;<strong>algoritmi e dell’intelligenza artificiale</strong></a> è arrivato a mandare un monito contro ogni possibile deriva anti-umana. <strong>Il nodo chiave di come mettere gli algoritmi al servizio dell&#8217;uomo e non del profitto resta</strong>, così come resta l&#8217;indeterminatezza sul futuro della rivoluzione IA. Fatto sta che, sia che si parli di Palantir che di Anthropic, approcci diversi al connubio tra innovazione e presenza sociale scontano lo stesso pregiudizio di partenza di vedere <strong>nei giganti del tech dei &#8220;demiurghi&#8221; a cui è imputata una funzione prometeica e emancipatrice</strong> che si confonde con la missione imprenditoriale e innovativa. Chi scompare, qui? I corpi intermedi, la società, l&#8217;antropocentrismo di un sistema che dovrebbe massimizzare, per citare Vaclav Havel, il potere di chi è senza potere e non può essere lasciato nelle mani dell&#8217;arbitrio di nessuno, sia che si tratti dello Stato, del mercato o delle piattaforme. Palantir, in tal senso, è fin troppo esplicita. Ma anche la celata tentazione di divinizzare l&#8217;innovazione che emerge dalla svolta morale di Anthropic deve far riflettere le società avanzate sui trend della società in cui viviamo.</p>
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		<title>Francesco: l&#8217;eredità di un papato rivoluzionario</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/francesco-leredita-di-un-papato-rivoluzionario.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 05:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1333" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea-600x417.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea-768x533.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_20250426003033784_5d47fb17e1339b52509baa8d41595aea-1536x1066.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 21 aprile m2025 moriva Papa Francesco, una figura che in 12 anni di pontificato era divenuto un simbolo della Chiesa mondiale e non solo. </p>
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<p>Il 21 aprile 2025, giorno del Lunedì dell&#8217;Angelo, <strong>moriva Papa Francesco</strong> e con lui veniva meno una figura che in dodici anni di pontificato era divenuto un simbolo della Chiesa mondiale e non solo. Il primo anno di <strong>Leone XIV</strong>, secondo pontefice venuto dal continente americano dopo Jorge Mario Bergoglio, sta istituzionalizzando e dando una cornice di ordinarietà a quella che, col senno di poi, può essere vista come una rivoluzione che ha cambiato la più antica istituzione religiosa al mondo e la politica internazionale. </p>



<p><strong>La Santa Sede era già entrata profondamente negli affari del mondo globale come soggetto politico-diplomatico</strong> e la Chiesa cattolica si era spinta molto in profondità nel leggere &#8220;<strong>il segno dei tempi</strong>&#8221; con <strong>Papa Giovanni XXIII, </strong>il pontefice del Concilio Vaticano II e dell&#8217;apertura &#8220;agli uomini di buona volontà&#8221;, con <strong>Paolo VI,</strong>  che fu il primo Papa a scoprire il mondo da pontefice regnante, con il lungo regno di <strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/le-lezioni-di-giovanni-paolo-ii-che-parlano-ancora-al-mondo-doggi.html" type="post" id="463347">Giovanni Paolo II,</a></strong> nocchiere della Barca di Pietro che affrontò il travaglio della fine della Guerra Fredda e l&#8217;esplosione della globalizzazione con tutte le sue contraddizioni e con il mite <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/benedetto-xvi-il-papa-teologo.html" type="schede" id="342757">Benedetto XVI, </a>Papa-teologo</strong> che lesse tra le righe della storia l&#8217;adattamento della dottrina sociale alle sfide della modernità. </p>



<p>Ma dal 2013 al 2025 <strong>Francesco ha condensato questi cambiamenti in una rivoluzione copernicana</strong>: la Chiesa di Francesco ha svestito l&#8217;eredità più abitudinaria che sostanziale che la vedeva come istituzione a trazione, nell&#8217;ordine, italiana, europea e occidentale; ha abbracciato le periferie esistenziali del mondo a scapito del radicamento curiale e romanocentrico; ha perseguito la pace in ogni teatro, dall&#8217;Africa alla Palestina passando per l&#8217;Ucraina; ha accelerato le sue riforme istituzionali in ottica di maggior trasparenza nella governance dei fondi e della risoluzione delle opacità interne. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo sviluppo integrale di ogni persona umana</h2>



<p><strong>Francesco ha regnato come, se non di più, di tutti i suoi recenti predecessori: argentino, peronista nello spirito, verticista</strong>, ha agito con strappi e gesti eclatanti presentandosi con dichiarazioni imponenti sulla pace, la misericordia (vera e propria chiave narrativa del suo periodo di dodici anni da Papa) e nuove frontiere quali l&#8217;ambientalismo. Ha trasformato la <strong>dottrina sociale in cabina di regia della visione del mondo della Chiesa cattolica,</strong> fustigato un&#8217;economia &#8220;antiumana&#8221; che &#8220;pensava di farci vivere sani in un mondo malato&#8221;, come disse nel marzo 2020 nella preghiera solitaria in Piazza San Pietro all&#8217;inizio della pandemia di coronavirus, in un momento entrato nella storia.</p>



<p>Francesco ha attraversato un&#8217;epoca provando a trasmettere delle &#8220;parole d&#8217;ordine&#8221; che hanno portato la <strong>Chiesa cattolica a voler svolgere la sua funzione teologico-spirituale</strong> senza trascurare la componente umana, diplomatica, antropologica che si è sostanziata, di fatto, in un impegno radicale per la conservazione del creato. Da intendersi come difesa dell&#8217;uomo dalle logiche del dominio e dello sfruttamento, dell&#8217;ambiente dalle tendenze distruttive, della pace globale dai &#8220;mercanti di morte&#8221; spesso denunciati da Bergoglio. <strong>Da qui la volontà di piazzare il Vaticano in testa al gruppo dei pacificatori</strong> in ogni scenario conflittuale, con l&#8217;attenzione decisiva data alla <strong>comunità cristiana di Gaza, sempre chiamata nell&#8217;ora più buia della guerra e del genocidio palestinese</strong> da Francesco, fino all&#8217;ultimo respiro. Nell&#8217;ultimo messaggio inviato, il giorno prima di morire, dalla Loggia di San Pietro per la benedizione pasquale, Francesco riassunse il senso di un pontificato intero:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>Nessuna pace è possibile laddove non c’è libertà religiosa o dove non c’è libertà di pensiero e di parola e il rispetto delle opinioni altrui. Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo. La luce della Pasqua ci sprona ad abbattere le barriere che creano divisioni e sono gravide di conseguenze politiche ed economiche. Ci sprona a prenderci cura gli uni degli altri, ad accrescere la solidarietà reciproca, ad adoperarci per favorire lo sviluppo integrale di ogni persona umana.</p>
</blockquote>



<p>Francesco <strong>pregò per Israele e la Palestina, per i cristiani di Libano e Siria,</strong> per l&#8217;<strong>Ucraina, il Congo, il Sudan, il Myanmar</strong> e tutti i teatri di guerra attivi nel mondo. Invocò &#8220;le armi della pace&#8221;. Dopo la sua morte Leone XIV ne ha raccolto il testimone. E con spirito diverso ne porta avanti l&#8217;eredità. <strong> La denuncia delle sofferenze del mondo</strong> diventa appello contro tendenze ritenute maligne di divisione delle società e dei popoli, con l&#8217;appello espresso il giorno dell&#8217;elezione: &#8220;<strong>il Male non prevarrà&#8221;. Nell&#8217;appello di Leone XIV</strong>, più mite di Francesco, per una &#8220;<strong>pace disarmata e disarmante&#8221; si legge l&#8217;appello dell&#8217;ultimo messaggio di Bergoglio</strong>. Pontefice di rottura i cui cambiamenti stanno venendo metabolizzati. Papa venuto &#8220;dalla fine del mondo&#8221; il cui maggior contributo è stato forse quello di denunciare come l&#8217;uomo stesse mettendo le premesse per la fine del mondo con la &#8220;Terza guerra mondiale a pezzi&#8221;. Ma avesse in sé, nelle comunità e nei popoli, le forze per prevenirla. Risvegliare questa forza è oggi la missione della Chiesa post-Francesco in cui la sua eredità vive.</p>
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		<title>Guerra senza limiti a Leone XIV: Trump, Vance e l&#8217;assalto alla Chiesa cattolica</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/guerra-senza-limiti-a-leone-xiv-trump-vance-e-lassalto-alla-chiesa-cattolica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 12:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Guerra-senza-limiti-a-Leone-XIV-Trump-Vance-e-lassalto-alla-Chiesa-cattolica-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Papa Leone XIV e la Chiesa cattolica sono sotto il fuoco del Partito Repubblicano americano, sempre meno Grand Old Party e sempre più Trump Old Party, dopo che il presidente ha attaccatoil primo pontefice nato negli Stati Uniti accusandolo di essere &#8220;debole&#8221; in politica estera per la sua critica alla guerra all&#8217;Iran e dopo che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/guerra-senza-limiti-a-leone-xiv-trump-vance-e-lassalto-alla-chiesa-cattolica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/guerra-senza-limiti-a-leone-xiv-trump-vance-e-lassalto-alla-chiesa-cattolica.html">Guerra senza limiti a Leone XIV: Trump, Vance e l&#8217;assalto alla Chiesa cattolica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><strong>Papa Leone XIV</strong> e la Chiesa cattolica sono sotto il fuoco del <strong>Partito Repubblicano americano,</strong> sempre meno Grand Old Party e sempre più Trump Old Party, dopo che il presidente ha attaccato<a href="https://it.insideover.com/religioni/trump-contro-la-chiesa-cattolica-attacca-papa-leone-xiv-e-si-paragona-a-gesu.html" type="post" id="513060">il primo pontefice nato negli Stati Uniti accusandolo di essere &#8220;debole&#8221; in politica estera</a> per la sua critica alla guerra all&#8217;Iran e dopo che a rincarare la dose è subentrato anche il vice <strong>J.D. Vance, che si proclama aderente alla Chiesa di Roma</strong>. La spinta di Leone XIV sulla pace ha però chiamato l&#8217;ex senatore dell&#8217;Ohio a scegliere. <a href="https://it.insideover.com/religioni/papa-francesco-e-trump-leterno-dualismo-tra-il-vaticano-e-gli-usa.html" type="post" id="456527">E tra Dio e Cesare, </a>Vance ha metaforicamente scelto il secondo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Leo’s speech to authorities in Cameroon, 15 April 2026, passage on peace: “A peace that is unarmed, that is, not founded on fear, threats, or armaments; and disarming, because it is capable of resolving conflicts, opening hearts, and generating trust, empathy, and hope”…</p>&mdash; Massimo Faggioli (@MassimoFaggioli) <a href="https://twitter.com/MassimoFaggioli/status/2044632973224329437?ref_src=twsrc%5Etfw">April 16, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche di Vance a Leone XIV</h2>



<p>Vance ha adito perfino consigliare Leone XIV di essere &#8220;più attento&#8221; quando parla di teologia, contestando in un comizio all&#8217;Università della Georgia le parole del Papa secondo cui i cristiani &#8220;non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe&#8221;. <a href="https://www.usccb.org/news/2026/us-bishops-chairman-doctrine-issues-clarification-just-war-theory" target="_blank" rel="noreferrer noopener">James Massa, presidente della Commissione Dottrina della Usccb</a>, la Conferenza episcopale Usa, ha contestato duramente le parole di Vance, che assieme a <strong>Mike Johnson, speaker repubblicano della Camera</strong>, ha sottolineato inoltre che Leone non capirebbe la dottrina della &#8220;<strong>guerra giusta&#8221;. </strong>Provando, dunque, a ribadire la legittimità morale, e dunque politica, del conflitto apertamente criticato dal Santo Padre. Ma il catechismo della Chiesa cattolica insegna che combattere è legittimo solo <strong>&#8220;per legittima difesa, quando tutti gli sforzi di pace siano falliti&#8221;,</strong> e certamente l&#8217;aggressione unilaterale di Washington e Israele al 28 febbraio non si può far rientrare sotto tale fattispecie, specie considerato il fatto che fino a giovedì 26 febbraio Usa e Iran stavano trattando. </p>



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<p><strong><em>Nella nuova “era dei predatori”, in cui tendenze conflittuali crescenti su scala globale, rivalità tra potenze e ambizioni imperiali ridisegnano l’ordine mondiale, InsideOver prova a tracciare una bussola per un’informazione equilibrata e orientata ad analizzare i grandi trend, senza ansie o preclusioni ideologiche. Se vuoi sostenere la missione di questa testata dinamica e ambiziosa,&nbsp;</em></strong><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonati e diventa uno di noi!</strong></a></p>



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<h2 class="wp-block-heading">Potere temporale, potere spirituale</h2>



<p>In sostanza, siamo tornati a un contesto, riletto in senso più moderno, del confronto tra <strong>un potere spirituale che inevitabilmente si fa politico e civico,</strong> non fosse altro che per la natura peculiare del Papa, che è anche capo di Stato della Città del Vaticano, e un potere temporale che vuole <strong>conquistare i cuori e le menti facendosi ideologico</strong>, con l&#8217;America First elevato a nuovo vangelo teista, che presuppone un Dio americano, al fianco degli Usa e, ovviamente, dei suoi condottieri. Il riferimento teologico di Vance, che ha chiesto beffardamente se Leone XIV ritiene che Dio non fosse a fianco dei soldati americani che liberarono la Francia dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, spiega chiaramente <strong>l&#8217;irritazione del potere di Washington verso l&#8217;Oltretevere</strong>, accusato di invasioni di campo potenzialmente nocive sul piano politico alla stessa amministrazione. </p>



<p><a href="https://thecatholicherald.com/article/when-temporal-and-spiritual-power-clash">Il brtiannico <em>Catholic Herald</em></a> sottolinea che l&#8217;agostiniano Robert Francis Prevost, in realtà, agisca più sulla base del portato teologico della sua visione che per fini politici. Per Leone:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>La distinzione di Sant&#8217;Agostino tra la Città di Dio e la Città dell&#8217;Uomo fornisce il quadro di riferimento adeguato. Un governante che orienta il suo potere verso il culto di Dio e il bene comune conduce la sua nazione nella Città di Dio. Un governante che orienta il suo potere verso l&#8217;orgoglio, l&#8217;avidità o l&#8217;autocelebrazione costruisce la Città dell&#8217;Uomo entro i suoi confini. Famiglie, comunità e nazioni si trovano perennemente a questo crocevia.</p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Assalto ai centri per migranti</h2>



<p>Il clima di scontro che il governo americano e le frange più vicine al presidente del Partito Repubblicano hanno alimentato verso la Chiesa cattolica, i cui aderenti hanno peraltro votato a maggioranza Trump nelle presidenziali del 2024, ha reso anche più controversa una spinosa questione legata al taglio di <strong>11 milioni di dollari di fondi alla Catholic Charities dell&#8217;Arcidiocesi di Miami</strong>, che costringerà il centro fondato dal giovane sacerdote Bryan Walsh nel 1960 e che ha ospitato in sessant&#8217;anni oltre 14mila bambini giunti come immigrati negli Usa e non accompagnati dai genitori, principalmente cubani, a chiudere entro tre mesi. </p>



<p>Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani guidato da <strong>Robert F. Kennedy</strong>, che si professa cattolico e<a href="https://www.chron.com/life/houston-belief/article/Robert-F-Kennedy-Jr-takes-a-lesson-from-St-1939959.php"> in passato ha addirittura pubblicat</a>o una biografia di <a href="https://it.insideover.com/religioni/torna-la-festa-di-san-francesco-il-patrono-ditalia-sociale-ambientalista-e-aperto-al-dialogo-interreligioso.html" type="post" id="486121">San Francesco d&#8217;Assisi</a> da lui indicato come esempio per il suo ambientalismo, <strong>ha annullato un contratto decisivo per mantenere in piedi il centro</strong> proprio a valle del braccio di ferro scatenato da Trump. &#8220;L&#8217;amministrazione Trump-Vance ha dichiarato guerra alla Chiesa cattolica: alle sue opere di beneficenza, ai suoi vescovi, al suo papa e all&#8217;eredità sessantennale di un giovane sacerdote irlandese che aprì le braccia a 14.000 bambini&#8221;, ha scritto <strong>Cristopher Hale nella sua newsletter Substack </strong><a href="https://www.thelettersfromleo.com/p/trump-administration-strips-catholic?hide_intro_popup=true"><strong><em>Letters from Leo</em></strong>, aggiungendo</a> che &#8220;<strong>quando un governo si vendica contro una Chiesa per aver detto la verità, è in gioco l&#8217;anima della repubblica</strong>&#8220;. E cinquantatré milioni di cattolici americani non sono un corpo indifferente. Con le Midterm in arrivo, Trump potrebbe rischiare di pagare politicamente un&#8217;assalto unilaterale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/religioni/guerra-senza-limiti-a-leone-xiv-trump-vance-e-lassalto-alla-chiesa-cattolica.html">Guerra senza limiti a Leone XIV: Trump, Vance e l&#8217;assalto alla Chiesa cattolica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il monito del Pentagono a Leone XIV e la frattura tra il Papa e gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-monito-del-pentagono-a-leone-xiv-e-la-frattura-tra-il-papa-e-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Pace-unita-diplomazia-parte-dalla-Turchia-il-viaggio-di-Leone-XIV-in-Medio-Oriente-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Papa Leone XIV è stato &#8220;intimidito&#8221; dal Pentagono e dall&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump? Le discussioni sono aperte dopo che nei giorni scorsi, come ha scritto Mattia Ferraresi su Free Press, è stato da più fonti riportato che il cardinale Christophe Pierre, rappresentante del Vaticano negli States, avrebbe avuto a gennaio un acceso confronto al Pentagono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/religioni/il-monito-del-pentagono-a-leone-xiv-e-la-frattura-tra-il-papa-e-gli-usa.html">[...]</a></p>
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<p><strong>Papa Leone XIV è stato &#8220;intimidito&#8221; dal Pentagono e dall&#8217;amministrazione Usa di Donald Trump?</strong> Le discussioni sono aperte dopo che nei giorni scorsi, come ha scritto <a href="https://www.thefp.com/p/why-the-vatican-and-the-white-house">Mattia Ferraresi su<em> Free Press</em></a>, è stato da più fonti riportato che il cardinale Christophe Pierre, rappresentante del Vaticano negli States, avrebbe avuto a gennaio un acceso confronto al Pentagono con il sottosegretario con delega alle politiche del Dipartimento della Difesa guidato da Pete Hegseth, Elbridge Colby, che avrebbe mostrato la frustrazione di Washington per il pontefice nato a Chicago e con cittadinanza statunitense e peruviana, <strong>&#8220;reo&#8221; di aver preso nettamente posizione contro il clima politico alimentato dall&#8217;attuale potere statunitense</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché gli Usa di Trump vedono di traverso Leone XIV</h2>



<p>&#8220;La guerra è tornata di moda&#8221;, diceva il 9 gennaio Robert Francis Prevost parlando al corpo diplomatico, pochi giorni dopo l&#8217;<strong>assalto statunitense al Venezuela</strong> che provocò la caduta di <strong>Nicolas Maduro</strong>. Un atto che mostrò una vera e propria evasione dal diritto internazionale degli Usa, l&#8217;ennesima, e provocò accese critiche globali. Leone XIV si riferiva a diversi scenari nel suo potente intervento, ma chiaramente negli Usa la correlazione diretta fu con le mosse dell&#8217;amministrazione di Donald Trump. <strong>Dalla sua elezione, 11 mesi fa, il primo Papa con passaporto statunitense</strong> è stato tutto fuorché il &#8220;cappellano&#8221; dell&#8217;America trumpista.</p>



<p>Le rivelazioni sul presunto braccio di ferro tra Colby e il cardinale Pierre, smentite seccamente dal Pentagono e dal vicepresidente (cattolico) J.D. Vance <strong>arrivano nei giorni in cui più acuta e profonda si è rivelata essere la frattura tra l&#8217;agenda globale americana</strong> e la visione di Leone XIV, in questo campo assai in continuità col predecessore Francesco nel perorare il rifiuto integrale della guerra, la ricerca della pace a qualunque costo, la volontà di schierare la Santa Sede come grande perno negoziale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Leone XIV e la condanna della guerra</h2>



<p>Nelle ore precedenti il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, il 7 aprile, Leone XIV parlando con la stampa a Castel Gandolfo era arrivato a definire &#8220;illegale&#8221; la <strong>guerra americana a Teheran e condannando la minaccia di &#8220;distruggere la civiltà&#8221; fatta da The Donald</strong> è arrivato a invitare i cittadini statunitensi a scrivere ai propri rappresentanti al Congresso per fermare il conflitto. <strong><a href="https://vatistrat.substack.com/p/2-leone-xiv-e-il-mondo-in-guerra">Nelle settimane precedenti Leone XIV ha censurato la tentazione di &#8220;benedire&#8221; le guerre</a></strong> e, senza nominarlo, ha sconfessato Hegseth, solerte nell&#8217;accompagnare con metafore tratte dall&#8217;integralismo religioso e dal cristianesimo conservatore i commenti delle operazioni belliche contro Teheran. Per Hegseth Dio è con l&#8217;America. Per Leone XIV Dio rifiuta le preghiere di chi lo invoca per legittimare i conflitti. E, anzi, <strong>chi scatena le guerre &#8220;ne risponderà davanti a Dio&#8221;, come ha detto alla </strong><a href="https://vatistrat.substack.com/p/3-la-via-crucis-del-mondo"><strong>Via Crucis del 3 aprile scorso</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le faglie tra Vaticano e Usa</h2>



<p>La frattura tra il Vaticano e gli Usa si alimenta sempre di più. Nei mesi scorsi abbiamo avuto più volte le prove generali. Leone XIV ha <strong>criticato l&#8217;agenda americana sui migranti,</strong> bollato come ipocriti i pro-life che abbondano nel Partito Repubblicano e si concentrano su singoli temi, come l&#8217;aborto, ignorandone altri, come la pena di morte, <strong>riflettuto profondamente sull&#8217;intelligenza artificiale e chiesto una tecnologia al servizio dell&#8217;uomo</strong>. &#8220;Il mese scorso, Peter Thiel, investitore tecnologico con una visione apocalittica, è giunto nella Città Eterna per tenere le sue conferenze, seppur molto riservate, sull&#8217;anticristo e la fine dei tempi&#8221;, n<a href="https://www.ft.com/content/aab3b70e-4cf0-4b6d-a089-fcd8ccd3e54a">ota il Financial Times, aggiungendo</a> che &#8220;mondo cattolico lo ha accolto come se fosse un visigoto venuto a saccheggiare la città&#8221; o &#8220;come un pericoloso apostata da evitare, non come un cristiano anticonformista meritevole di essere ascoltato&#8221;. Per Thiel l&#8217;Anticristo si oppone al primato della tecnica sulla società. Per Leone XIV la Chiesa cattolica deve essere potere frenante contro il dominio dell&#8217;inumano <a href="https://it.insideover.com/religioni/dai-migranti-allintelligenza-artificiale-la-vera-coscienza-dellamerica-e-papa-leone-xiv.html" type="post" id="493412">sull&#8217;uomo, e sull&#8217;IA Prevost offre riflessioni paragonabili</a> a quelle di Leone XIII, predecessore da cui prende il nome, sul lavoro e la rivoluzione industriale alla fine dell&#8217;Ottocento.</p>



<p>Il <strong>ripudio della guerra è l&#8217;estrema e decisiva manifestazione</strong> di un dualismo tra anime diverse dell&#8217;America e tra diversi modi di interpretare la civiltà contemporanea. La Chiesa cattolica passata da Francesco a Leone XIV si vuole mantenere <strong>istituzione emancipatrice, universale, antropocentrica e dialogante</strong>; l&#8217;agenda americana odierna è quella della riscossa occidentale perorata da Marco Rubio, Segretario di Stato e sedicente cattolico, alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco; è quella di Vance che perora una teologia personale secondo cui il principio &#8220;ama il prossimo tuo come te stesso&#8221; consentirebbe di giustificare la cacciata dei migranti; è quella di Trump che usa l&#8217;interventismo senza limiti come leva per invertire un trend che vede gli Usa azionisti di maggioranza relativa e non più assoluta dell&#8217;ordine globale. Una visione nettamente distante dal <strong>cattolicesimo di Leone XIV e del Vaticano,</strong> oggi contropotere morale e sociale, dunque profondamente politico, all&#8217;agenda unilaterale, nazionalista e di potenza del trumpismo e alla coalizione tecno-oligarchica e elitaria che la sostiene. </p>



<p>Il 4 luglio, del resto, Trump celebrerà a Washington il 250esimo anniversario dell&#8217;indipendenza americana, presentata come una manifestazione di orgoglio patriottico e nazionalismo. Quel giorno, <strong>Leone XIV non sarà nel centro dell&#8217;impero ma nella periferia esistenziale di Lampedusa</strong>, nelle spiagge dove a migliaia i migranti sono morti nella speranza di raggiungere l&#8217;Europa. Un segno chiaro e inequivocabile di una divergenza sempre più palese. </p>
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		<item>
		<title>Il viaggio a Beirut di Leone XIV: Gaza, Libano e Siria, un tuffo nelle crisi del Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/religioni/il-viaggio-a-beirut-di-leone-xiv-gaza-libano-e-siria-un-tuffo-nelle-crisi-del-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 16:48:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/papa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="papa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/papa.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/papa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/papa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/08/papa-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Con il viaggio in Libano, annunciato per dicembre, il Papa entrerà in contatto diretto con la grandi crisi del Medio Oriente di oggi. </p>
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<p>L&#8217;annuncio ha sorpreso tutti, anche se poi le diverse fonti hanno confermato che i preparativi sono già avviati: <strong>entro dicembre papa Leone XIV dovrebbe recarsi in visita in Libano</strong>. Anzi, &#8220;nell&#8217;amatissimo e sofferente Libano, che rimane al centro delle nostre preghiere&#8221;, come lo stesso Pontefice ha detto pochi giorni fa ricordando il quinto anniversario dell&#8217;esplosione che devastò il porto di Beirut e avviò nel Paese dei Cedri una crisi profondissima e non ancora risolta.</p>



<p>Dalla sorpresa, però, si è rapidamente passati all&#8217;analisi, e di certo la scelta del Libano è di quelle che sembrano fatte apposta per sollecitarci a pensare. La prima osservazione è stata che il viaggio in Libano consentirà al Papa di farsi sentire vicino alla crisi di Gaza <strong>senza &#8220;sfidare&#8221; direttamente Israele.</strong> E questa, come spiegazione, pur essendo valida e interessante sembra per certi versi limitativa. Il dramma della popolazione palestinese, in questi primi quattro mesi di papato, è sempre stato presente alla sensibilità di Leone XIV, e il Libano è peraltro il Paese in parte ancora occupato e regolarmente bombardato dalle forze armate israeliane. Il Papa, quindi, entrerà nella crisi, non si accontenterà di avvicinarla. </p>



<p>Anche perché lo stesso Libano, che per molti anni è stato un laboratorio privilegiato per le migliori ipotesi di convivenza interetnica e interreligiosa (una maggioranza di musulmani equamente divisa tra sciiti e sunniti e una corposa minoranza di circa il 30% di cristiani, in gran parte cattolici maroniti), vive oggi tempi di grande tensione in cui religione e politica come sempre si intrecciano.<strong> Il Parlamento ha varato la decisione di disarmare Hezbollah</strong>, per evitare al Paese ulteriori sofferenze, ma il progetto non sarà facile da realizzare, visto il peso specifico che il movimento politico-militare sciita ancora conserva, e rischia di fare da detonatore a nuove violenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ansie per la Siria</h2>



<p>Oltre che con quelle di Gaza e del Libano, Leone XIV entrerà in contatto anche con la crisi della Siria, che si trova a un passo da Beirut e che in tempi ancora recenti ospitava una corposa (circa il 10% della popolazione totale) e influente comunità cristiana. I cristiani di Siria, come <strong>l&#8217;attentato del 23 giugno alla chiesa greco-ortodossa di Mar Elias, a Damasco, ha ben dimostrato,</strong> vivono mesi di grande preoccupazione, per la violenza che sul Paese si riversa dall&#8217;esterno (le truppe di Israele sono arrivate fino a 10 chilometri dalla capitale Damasco) ma anche e soprattutto per quella che si genera all&#8217;interno, con le violenze del regime sugli alawiti, la guerra con i drusi, la non risolta situazione con i curdi e il rischio sempre impellente di una serie di rappresaglie settarie. Non è di consolazione, anzi, quanto si sente dire della nuova Costituzione in via di elaborazione, che sembrerebbe contenere elementi di radicalismo islamico che peraltro non potrebbero sorprendere troppo, viste le origini qaediste di Hayat Tahrir al-Sham, il movimento che esprime l&#8217;attuale Governo, e del suo leader, il presidente <em>ad interim</em> <strong>Mohammed al-Shara.</strong></p>



<p>Il primo viaggio fuori dall&#8217;Italia, quindi, porterà Leone XIV a immergersi negli spasmi infiniti del Medio Oriente, in cui proverà a iniettare gli anticorpi di un messaggio di tolleranza e convivenza pacifica. Una <em>mission impossibile</em>, all&#8217;apparenza. Ma anche una <em>mission</em> che, oggi, solo un Papa può tentare.</p>



<p>Il viaggio in Libano sarà affiancato, e con ogni probabilità preceduto, da una tappa in Turchia, dove <strong>Leone XIV ricorderà i 1.700 dal concilio di Nicea (oggi Iznik)</strong>, il primo concilio ecumenico della cristianità. I particolari sono ancora da definire ma non è difficile vedere in questo appuntamento anche un&#8217;altra delle vocazioni di questo papato, quella di assicurare alla Chiesa un governo stabile e sicuro. Proprio come il fine del Concilio di Nicea era stato quello di ristabilire la pace religiosa e l&#8217;unità dogmatica nel mondo cristiano. </p>
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		<title>Ora che c&#8217;è Leone XIV, ricordiamo chi fu Leone XIII, fra tradizione e modernità</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/ora-che-ce-leone-xiv-ricordiamo-chi-fu-leone-xiii-fra-tradizione-e-modernita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 07:45:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="696" height="392" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/leone-XIII.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="bene XIII" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/leone-XIII.webp 696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/leone-XIII-600x338.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/leone-XIII-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/leone-XIII-334x188.webp 334w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>Il papa Leone che precedette Papa Prevost fu una figura molto interessante, ricordato soprattutto per l'innovativa enciclica Rerum Novarum. </p>
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<p></p>



<p>L’elezione al soglio pontificio di Robert Francis Prevost, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/10/papa-leone-xiv-perche-scelta-nome-rivoluzione-intelligenza-artificiale/7982712/">che ha scelto il nome di Leone XIV</a>, ha inevitabilmente risvegliato qualche curiosità storica sulla figura dell’ultimo Papa che portò lo stesso nome, più di un secolo fa.</p>



<p>Premesso che da parte nostra non c’è la minima intenzione di creare alcun parallelismo tra le due figure – men che mai avventurarci in improbabili previsioni circa il “programma” del nuovo Pontificato, che potremo valutare solo alla luce dei fatti e di atti concreti – ci apprestiamo oggi a delineare un ritratto di <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/leone-xiii-papa/">Leone XIII</a>, un Papa molto interessante sotto diversi aspetti.</p>



<p>Se ci consentite un’ultima inflessione storica prima di iniziare, prendendo spunto dalle <a href="https://www.rainews.it/video/2025/05/societa-religioni-vaticano-papa-leone-xiv-robert-francis-prevost-discorso-integrale-video-4189a568-e17e-4acd-8388-4edc85f6adec.html">prime parole di Leone XIV</a>, in particolare l’esortazione alla pace, ci sovviene come molti dei suoi predecessori, negli ultimi cento anni, si siano spesi nella stessa direzione: ricorderemo le parole di Benedetto XV (che definì la Grande guerra una “<a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xv/it/letters/1917/documents/hf_ben-xv_let_19170801_popoli-belligeranti.html">inutile strage</a>”), quelle di Pio XII (che in un celebre <a href="https://www.vatican.va/content/pius-xii/it/speeches/1939/documents/hf_p-xii_spe_19390824_ora-grave.html">radio messaggio</a> lanciò il monito secondo cui: “Nulla è perduto con la pace. Tutto può esserlo con la guerra”), Giovanni XXIII (con l’enciclica “<a href="https://www.vatican.va/content/john-xxiii/it/encyclicals/documents/hf_j-xxiii_enc_11041963_pacem.html">Pacem in terris</a>”), fino alle esortazioni di Paolo VI nelle giornate dedicate alla <a href="https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/messages/peace.index.html">pace</a>, e ancora di <a href="https://unipd-centrodirittiumani.it/it/notizie/il-messaggio-di-giovanni-paolo-ii-per-la-celebrazione-della-giornata-mondiale-della-pace#:~:text=La%20pace%20%C3%A8%20un%20bene,scelte%20e%20opere%20di%20bene.">Giovanni Paolo II</a>, <a href="https://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/messages/peace.index.html">Benedetto XVI</a>, Francesco, che ne parlò anche in quello che sarebbe stato il suo ultimo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=pB6Si0tHgBM">discorso pubblico</a>, nella domenica di Pasqua di quest’anno.</p>



<p>La questione non si lega tanto alla fede o all’appartenenza religiosa, ma alla ragionevolezza e al buon senso, che trovano pur sempre un’esortazione autorevole, e purtroppo inascoltata, in tanti capi della Chiesa cattolica che si sono succeduti sul soglio di Pietro.</p>



<p>Ma veniamo al nostro focus di oggi.</p>



<p><strong>Una lunga carriera ecclesiastica e uno dei pontificati più longevi.</strong></p>



<p>Vincenzo Gioacchino dei Conti Pecci, nato a Carpineto Romano nel 1810 in una famiglia della piccola nobiltà locale, fu eletto Papa nel 1878, succedendo a Pio IX, e assumendo il nome pontificale di <a href="John%20N.D.%20Kelly,%20Gran%20Dizionario%20Illustrato%20dei%20Papi">Leone XIII</a>. Come molti dei suoi predecessori, vantava una lunga carriera ecclesiastica. Ordinato sacerdote nel 1837 e consacrato vescovo nel 1843, maturò un’esperienza diplomatica, prima come delegato apostolico a Benevento (allora parte dello stato pontificio) e poi nunzio in Belgio. Creato cardinale nel 1857, avrebbe avversato il processo di unificazione nazionale italiano a spese dello stato pontificio, in particolare quando nel 1860 le truppe sabaude conquistarono le Marche e l’Umbria, dove Pecci era vescovo di Perugia dal 1846, carica che avrebbe conservato per circa un trentennio. Criticò apertamente l’estensione alla sua diocesi della legislazione piemontese, che tra l’altro contemplava l’istituto del matrimonio civile e fu strenuo difensore del potere temporale del Papa anche quando, nel settembre 1870, la presa di Roma ne segnò definitivamente il tramonto.</p>



<p>Nel 1876 Pecci divenne <a href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/uffici/camera-apostolica/profilo.html">Camerlengo</a> di Santa Romana Chiesa e circa due anni dopo, morto Pio IX, venne eletto Papa: sembra che la scelta del nome derivasse dall’ammirazione da sempre nutrita per <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xii/it.html">Leone XII</a>.</p>



<p>Per la cronaca, con una curiosa analogia con la storia dell’elezione di <a href="https://www.vatican.va/content/john-xxiii/it.html">Angelo Giuseppe Roncalli</a> (1958), pare che la scelta ricadesse su Pecci con l’idea di un papato di transizione, per via dell’età avanzata (per gli standard dell’epoca) e per la salute cagionevole. A dispetto delle previsioni, il suo pontificato – a differenza di quello di Giovanni XXIII – si sarebbe rivelato assai lungo, visto che Leone XIII morì a Roma il 20 luglio 1903, a 93 anni compiuti, divenendo il secondo Pontefice regnante per età al momento del suo decesso, dopo <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/papa-agatone_(Dizionario-Biografico)/">Agatone</a>, che secondo la tradizione sarebbe morto a 106 anni (nel 681). Inoltre, il suo papato sarebbe stato tra i più longevi della storia della Chiesa, il quarto in assoluto, dopo quelli di San Pietro, Pio IX e San Giovanni Paolo II.</p>



<p><strong>Un Papa conservatore, ma fino a un certo punto.</strong></p>



<p>Leone XIII rimase sempre coerente con le sue posizioni conservatrici riguardo i rapporti della Chiesa col neonato Regno d’Italia: non riconobbe mai il nuovo stato – l’instaurazione di rapporti formali con la Chiesa sarebbe arrivata solo coi <a href="https://www.altalex.com/guide/patti-lateranensi">Patti Lateranensi</a> del 1929 – e come il suo predecessore Pio IX visse sempre all’interno delle mura vaticane; inoltre, al pari dei suoi immediati successori, e fino all’elezione di <a href="http://cisf.famigliacristiana.it/chiesa/news_1/dossier/fumata-bianca-habemus-papam/e-pio-xi-fu-il-primo-ad-affacciarsi-giovanni-paolo-ii-il-primo-a-improvvisare-un-discorso.aspx">Pio XI</a> nel 1922, all’atto della sua elezione, proprio per simboleggiare la sua condizione di “prigioniero” all’interno dei sacri palazzi, non si affacciò nella piazza San Pietro, ma solo all’interno della Basilica. Allo stesso modo, rifiutò sempre di riconoscere la validità della <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/legge-delle-guarentigie/">legge delle guarentigie</a>, con la quale lo stato italiano regolò la posizione e le prerogative del romano pontefice (fino al 1929).</p>



<p>Sulle questioni dottrinali manifestò qualche maggiore apertura, pur confermando il <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/leone-xiii_%28Enciclopedia-dei-Papi%29/">dogma</a> dell’infallibilità papale in materia di fede, proclamato dal Concilio Vaticano I poco prima della presa di Roma.</p>



<p><strong>Una diplomazia molto attiva. I (non) rapporti con Regno d’Italia.</strong></p>



<p>Pecci si fece promotore in tutte le sedi internazionali circa la necessità del ripristino del potere temporale dei Papi, quale garanzia per l’indipendenza del suo operato, ma ammesso che nutrisse realmente qualche speranza in questo senso, dovette metterla definitivamente da parte quando l’Italia aderì alla <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/triplice-alleanza_%28Enciclopedia-Italiana%29/">Triplice Alleanza</a> (1882), siglata con Germania e Austria, che garantì al regno sabaudo l’appoggio della massima potenza cattolica del continente; inoltre, nel 1876 era giunta al governo la Sinistra storica, che chiuse definitivamente le porte a qualunque ipotesi di arrivare in tempi brevi a un’intesa, nonostante le iniziative del cardinale Segretario di stato, <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/rampolla-del-tindaro-mariano_(Dizionario-Biografico)/">Mariano Rampolla</a>, e dell’Abate <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-tosti_(Enciclopedia-Italiana)/">Luigi Tosti</a>, che nel 1887 diede alle stampe un opuscolo intitolato per l’appunto “La Conciliazione”.</p>



<p>Non contribuì a rasserenare i rapporti tra le due sponde del Tevere neppure la decisione dell’amministrazione capitolina di erigere in Campo dei Fiori un <a href="https://www.sovraintendenzaroma.it/i_luoghi/roma_medioevale_e_moderna/monumenti/monumento_a_giordano_bruno">monumento a Giordano Bruno</a> (1889), inaugurato ufficialmente nonostante gli strali della curia romana. Leone XIII confermò il <a href="https://vocetempo.it/centanni-fa-tramonta-il-non-expedit-di-pio-ix/">non expedit</a> voluto da Pio IX, che in sostanza precludeva ai cattolici l’impegno in politica, ma dimostrò maggiori aperture verso un impegno nelle amministrazioni locali; il divieto sarebbe stato abrogato formalmente solo da Benedetto XV. Tuttavia, Pecci con due distinte encicliche, <em>Immortale Dei</em> (1885) e <em>Libertas</em> (1888), sostenne sempre, con l’eccezione italiana, una maggiore e più attiva partecipazione dei cattolici in politica, nonostante in una delle sue ultime encicliche, <em>Graves de communi</em> (1901), manifestasse una certa avversione nei riguardi dei nascenti movimenti di democrazia cristiana; merita una menzione anche il messaggio di saluto inviato al primo congresso antimassonico internazionale, celebrato a Trento nel 1896, in una città allora parte dell&#8217;Impero austro-ungarico.</p>



<p><strong>Un Papa mediatico</strong></p>



<p>Il papato di Leone XIII fu caratterizzato da <a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals.index.html">numerose encicliche</a>, su svariati argomenti: se ne contano più di ottanta, probabilmente frutto della volontà di esercitare una forte influenza, non solo morale, dopo la perdita del potere temporale. La diplomazia papale fu molto attiva sul versante internazionale. Nonostante nel corso del suo pontificato maturasse la rottura con la Terza repubblica francese, sulla scorta delle posizioni sempre più radicali del suo governo, Leone XIII funse da mediatore nella <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-ispano-americana_(Enciclopedia-Italiana)/">guerra ispano americana</a> e fu tra i primi Pontefici ad intessere relazioni (non ufficiali) con gli Stati Uniti e l’Impero russo.</p>



<p>Fu sempre di Pecci la decisione di aprire agli studiosi di ogni nazionalità e credo gli <a href="https://www.archivioapostolicovaticano.va/content/aav/it/l-archivio/note-storiche.html#:~:text=Leone%20XIII%20apre%20le%20porte,di%20qualsiasi%20paese%20e%20religione.&amp;text=1%C2%B0%20maggio.,per%20l'ammissione%20degli%20studiosi.&amp;text=18%20ottobre.">archivi vaticani</a> (1881), e <strong>Leone XIII fu il primo Papa del quale abbiamo un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=kGIqAauI7gI">filmato ufficiale</a> e una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=o9Pv-UuGUDM">voce registrata</a></strong>: lui stesso volle essere ripreso, dinanzi alla cinepresa di William K.L. Dickson, nell’atto di impartire la prima benedizione “mediatica” della storia della Chiesa, e pochi mesi prima della sua morte, nel febbraio 1903, la sua voce venne incisa su un cilindro fonografico di marchio Bettini. Per restare in tema di media, <strong>sotto il suo Pontificato fu deciso l’acquisto dell’Osservatore romano (1885)</strong>, che divenne così il quotidiano ufficiale della Santa Sede.</p>



<p>Fu sua l’orazione dedicata <a href="https://sanmichelevallecorsa.jimdofree.com/preghiere-e-inni-a-san-michele/composta-da-papa-leone-xiii/#:~:text=Gloriosissimo%20Principe%20delle%20celesti%20Milizie,prezzo%20dalla%20tirannia%20del%20demonio.">all’Arcangelo Michele</a>, si narra composta dopo una visione mistica, e per restare a temi legati alla modernità, fu il primo <a href="https://www.intravino.com/primo-piano/la-storia-incredibile-di-leone-xiii-vin-mariani-un-papa-testimonial-e-la-coca-cola/#:~:text=Leone%20XIII%20ricevette%20il%20Vin,gesto%20una%20campagna%20pubblicitaria%20formidabile.">Papa “testimonial”</a> come diremmo oggi, concedendo alla ditta produttrice del vino Mariani, molto apprezzato dal Pontefice, di usare la sua effigie in alcune campagne pubblicitarie.</p>



<p><strong>La Rerum Novarum.</strong></p>



<p>Nonostante tutto ciò, l’atto che rende sicuramente più conosciuto il Pontificato di Leone XIII è rappresentato dall’enciclica <em><a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiii/it/encyclicals/documents/hf_l-xiii_enc_15051891_rerum-novarum.html">Rerum Novarum</a></em> (1891),<strong> considerata ancora oggi il riferimento per la dottrina sociale della Chiesa.</strong> Pubblicata lo stesso anno della fondazione del Partito Socialista Italiano, il documento, prendendo atto delle grandi trasformazioni economiche e sociali prodotte dall’industrializzazione, <strong>promuoveva l’associazionismo cattolico</strong> (vedi le nascenti leghe bianche, Azione cattolica e altri organismi consimili) e rapporti di lavoro ispirati ai principi della solidarietà cristiana, auspicando un maggior ruolo dello Stato nella risoluzione del conflitto tra capitale e lavoro, condannando al contempo l’atteggiamento anticlericale dei socialisti. La dottrina sociale della Chiesa si proponeva così di “rivaleggiare” coi movimenti socialisti, <strong>nel domandare il rispetto dell&#8217;uomo e della dignità dei lavoratori.</strong> L’enciclica di Leone XIII sarebbe stata ripresa da successivi e analoghi interventi dei suoi successori, come la <em>Quadragesimo Anno</em> di Pio XI, la <em>Mater et Magistra</em> di Giovanni XXIII, la <em>Populorum progressio</em> di Paolo VI e la <em>Centesimus Annus</em> di Giovanni Paolo II, promulgata a un secolo di distanza dalla prima.</p>



<p>Naturalmente non mancano gli spunti critici. Come ricorda in <a href="https://www.lafionda.org/2025/05/09/scusate-cattolici-di-destra-e-sinistra-permettete-un-dubbio-su-papa-prevost/">suo recente intervento</a> il giornalista Alessio Mannino, Leone XIII nel “…riconoscere al lavoratore la “giusta mercede”, un compenso equo, a patto che il lavoratore fosse “frugale e ben costumato”, per il resto, ribadiva la difesa della sacra proprietà privata, <strong>condannava la lotta di classe </strong>e si poneva in antitesi rispetto a qualsiasi ipotesi di superare il capitalismo in una direzione, per dirla in termini moderni, statalista. In soldoni: in cambio di una manodopera che avrebbe dovuto restare docile e rispettosa dell’ordine costituito, il capitalista era pregato di non darsi al bieco sfruttamento.”</p>
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