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	<title>Leonardo Bellodi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Leonardo Bellodi Archives - InsideOver</title>
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		<title>La minaccia di Haftar sul petrolio. Cosa rischia davvero l&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-di-haftar-sul-petrolio-cosa-rischia-davvero-litalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[National Oil Corporation]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eastmed" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1024x792.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1536x1188.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-2048x1584.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale Haftar ha lanciato un ultimatum: senza un nuovo sistema per la distribuzione dei proventi petroliferi, fermerà i pozzi. Cosa cambia per noi?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-di-haftar-sul-petrolio-cosa-rischia-davvero-litalia.html">La minaccia di Haftar sul petrolio. Cosa rischia davvero l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1485" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="eastmed" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-300x232.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1024x792.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-768x594.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-1536x1188.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230127163030474_1435393695844d26e4275c96f70b673c-2048x1584.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È di nuovo braccio di ferro in <strong>Libia</strong> per il controllo del <strong>petrolio</strong>, la principale fonte di sostentamento nell’ex Jamahiriya di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/la-storia-di-muammar-gheddafi.html">Mu&#8217;ammar Gheddafi</a>. Il generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-khalifa-haftar.html">Khalifa Haftar</a>, l’uomo forte della Cirenaica noto in Italia per aver sequestrato per ben 108 giorni i <a href="https://it.insideover.com/politica/i-pescatori-italiani-picchiati-e-fatti-dormire-per-terra-in-libia.html">18 pescatori di Mazara del Vallo</a>, ha lanciato un <strong>ultimatum</strong>: senza un nuovo (e più equo) sistema per la distribuzione dei proventi petroliferi entro il primo agosto, l’Esercito nazionale libico (Lna) fermerà i pozzi. Un blocco dalle conseguenze disastrose per la popolazione perché lo Stato sussidia tutto, dal pane al carburante, ma anche un problema per l’<strong>Italia</strong>. Secondo l’ultimo <a href="https://dgsaie.mise.gov.it/pub/bollettino/2023/import_greggio_2023_04_m.xls">bollettino</a> petrolifero del ministero dell&#8217;Ambiente e della sicurezza energetica, la Libia copre circa il <strong>15 per cento</strong> delle importazioni di greggio: ad aprile sono stati acquistati 6,067 milioni di barili di prezioso petrolio “dolce” libico a basso contenuto di zolfo (quindi più facile da raffinare) a quasi il doppio del prezzo di mercato (fino a 120 dollari al barile).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La storia infinita</h2>



<p>Secondo <strong>Leonardo Bellodi</strong>, professore aggiunto presso la&nbsp;Luiss&nbsp;Business School, la distribuzione dei proventi del petrolio in Libia è una storia infinita. “La Cirenaica si è sempre lamentata di ricevere meno di quanto meriterebbe. Gheddafi teneva a bada queste istanze, a volte con metodi poco ortodossi, che poi sono esplose quando è finito il regime. Già pochi mesi dopo la rivoluzione del febbraio 2011, il governo di transizione di Bengasi aveva presentato una proposta per un nuovo sistema di misurazione del petrolio. Ora abbiamo di nuovo questo problema con Haftar, ma non è la prima volta che minaccia il <strong>blocco</strong> della produzione”, spiega a <em>InsideOver</em> Bellodi, già vicepresidente esecutivo di Eni e consigliere senior della Libyan Investment Authority (Lia), il fondo sovrano libico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il bluff di Haftar</h2>



<p>Le minacce del generale della Cirenaica potrebbero essere un <strong>bluff </strong>o, meglio ancora, un tentativo di avere più leva negoziale per il controllo della <strong>National Oil Corporation </strong>(Noc), l’ente petrolifero statale conteso da due potenti famiglie: gli Haftar a est e i <strong>Dabaiba </strong>a ovest. “Non mi aspetto che un eventuale blocco duri molto. Potrebbe trattarsi di una provocazione. Haftar si trova tra l’incudine e il martello: da un lato deve mostrare il pugno di ferro, dall’altro deve stare attento a non inimicarsi tutte le regioni della Libia, perché uno stop alle esportazioni avrebbe conseguenze in tutto il Paese”, afferma Bellodi. Prima del colpo di Stato del 1969, la Libia produceva fino a 2,8 milioni di barili di petrolio al giorno. Poi con Gheddafi l’output libico era sceso a 1,8 milioni di barili. Nei periodi più bui post-rivoluzione del 2011, la Libia era scesa sotto la soglia dei 200 mila barili al giorno. Ora il Paese membro del cartello petroliero <strong>Opec</strong> produce circa 1,2 milioni di barili al giorno, meno dell’1 per cento della produzione globale e circa il 7-8 per cento delle importazioni in Europa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il gioco della Russia</h2>



<p>Secondo l’ex manager dell’Eni, un nuovo, possibile blocco del petrolio in Libia avrebbe uno scarso impatto al livello globale: “Sia perché il greggio libico è poco, sia perché il mercato del petrolio, al contrario di quello del gas, è liquido e particolarmente fluido”. Caso mai, aggiunge Bellodi, l’improvvisa mancanza del petrolio libico potrebbe spingere l’Europa a fare il gioco di <strong>Mosca</strong>. Pur essendo sotto sanzioni, infatti, il greggio della <strong>Russia</strong> finisce comunque nei mercati europei tramite triangolazioni con Paesi come Cina, India, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Singapore. “L’altro problema è domestico. Il 100 per cento del bilancio statale è costituito dai proventi della vendita di petrolio e gas. Siccome tutta la popolazione libica è sussidiata dallo Stato, un blocco potrebbe alimentare il disagio sociale e i moti all’interno del Paese”, spiega ancora il professore aggiunto della&nbsp;Luiss&nbsp;ed esperto di Libia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E l’Italia?</h2>



<p>Il petrolio libico, come detto, è particolarmente pregiato perché povero di zolfo. È considerato dagli addetti ai lavori un greggio “dolce” e particolarmente facile (e meno costoso) da raffinare. L’improvvisa mancanza di sei milioni di barili di petrolio spingerebbe l’Italia ad acquistare da altri mercati, ma allo stato attuale è difficile prevedere cosa accadrà. “Non vedo per l’Italia un problema di approvvigionamento, ma caso mai di <strong>prezzi</strong>. Se dovesse esserci questo blocco, bisogna vedere quanto durerà e quale sarà la reazione dei mercati finanziati e dei grandi trader. Non vedo un grande rischio di aumento dei prezzi alla pompa di benzina. Almeno per ora”, conclude Bellodi.</p>
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		<title>Eni punta forte sull’Egitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/eni-punta-forte-sullegitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 05:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[gas naturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1447" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-300x226.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-1024x772.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-768x579.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-1536x1158.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-2048x1543.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Eni si è aggiudicata cinque degli otto blocchi esplorativi dell’ultima gara esplorativa lanciata dall’Egitto, nella speranza di pescare un nuovo “jolly” come Zohr, il mega-giacimento di gas più importante del Mediterraneo scoperto proprio dal Cane a sei zampe nel 2015. Business as usual? Non proprio. Un&#8217;eventuale nuova scoperta potrebbe avere conseguenze geopolitiche enormi. Se Zohr ha permesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/eni-punta-forte-sullegitto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1447" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-300x226.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-1024x772.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-768x579.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-1536x1158.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124163140254_7bf48b356e09174e9401e585fb5db54b-2048x1543.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Eni si è aggiudicata cinque degli otto blocchi esplorativi dell’ultima gara esplorativa lanciata dall’<strong>Egitto</strong>, nella speranza di pescare un nuovo “jolly” come <a href="https://www.eni.com/it-IT/attivita/egitto-zohr.html">Zohr</a>, il mega-giacimento di gas più importante del Mediterraneo scoperto proprio dal Cane a sei zampe nel 2015. Business as usual? Non proprio. Un&#8217;eventuale nuova scoperta potrebbe avere conseguenze geopolitiche enormi. Se Zohr ha permesso allo Stato arabo più popoloso del mondo di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, le nuove esplorazioni potrebbero portare il Cairo nell’olimpo dei Paesi esportatori, come i rivali del <strong>Qatar</strong>. Con una sostanziale differenza rispetto agli emiri del Golfo: l’Egitto di <strong>Abdel Fatah al Sisi</strong> è la 12ma potenza militare mondiale, secondo il <a href="https://www.agenzianova.com/a/61eafae90d99b4.79655254/3761220/2022-01-21/difesa-egitto-si-piazza-al-12mo-posto-nella-classifica-global-fire-power-2022">2022 Global Fire Power</a>, sopra potenze regionali del calibro di Turchia e l’Iran.</p>
<h2>Un progetto ambizioso</h2>
<p>Secondo un <a href="https://www.eni.com/it-IT/media/comunicati-stampa/2022/01/eni-si-aggiudica-cinque-licenze-esplorative-egitto.html">comunicato</a> di Eni, le licenze si trovano nel <strong>Mediterraneo Orientale</strong>, nel Golfo di Suez e nel Deserto Occidentale su superficie totale di 8.410 chilometri quadrati. L’azienda parla di “bacini prolifici con un contesto geologico petrolifero collaudato in grado di generare idrocarburi liquidi e gassosi, e possono contare anche su impianti di produzione e lavorazione vicini, oltre a un mercato esigente che consentirà una rapida valorizzazione delle potenziali scoperte esplorative”. La linea della compagnia guidata da <strong>Claudio Descalzi</strong> prevede di “esplorare e produrre gas per sostenere il mercato interno egiziano e contribuire all&#8217;<strong>esportazione</strong> di <strong>Gnl</strong>, grazie al recente riavvio dell&#8217;impianto di Gnl di Damietta”. L’impianto di liquefazione, di proprietà della società Segas (50% Eni, 40% Egas e 10% Egpc), ha ripreso la produzione nel marzo 2021.</p>
<p>Di fatto, l’Egitto sta già esportando Gnl in Europa via nave, ma l’ambizione è di farlo con il <strong>gasdotto</strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/progetto-east-med-gasdotto.html"> Eastmed</a>: un mega-conduttura sottomarina di 1.300 chilometri per collegare i bacini del Mediterraneo Orientale direttamente all&#8217;Italia. Non si tratta solo di un gasdotto, ma di un progetto <strong>geopolitico</strong> che ha preso forma attorno all’<a href="https://emgf.org/">East Mediterranean Gas Forum</a> (Emgf), organizzazione regionale che include Egitto, Cipro, Grecia, Israele, Italia, Francia Giordania e Autorità nazionale palestinese. Un esperimento interessante, che vede addirittura israeliani e palestinese seduti allo stesso tavolo, ma che esclude totalmente la <strong>Turchia</strong>. Anche se l&#8217;Eastmed non dovesse concretizzarsi (tanti i costi, molti i rischi), l’Emgf rimarrà un luogo di dialogo e coordinamento tra produttori, consumatori e vie di transito dell’<strong>oro blu </strong>e in un futuro anche dell&#8217;<strong>idrogeno</strong> .</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-317728" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed.png" alt="mappa eastmed israele" width="8015" height="6224" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed.png 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-300x233.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1024x795.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-768x596.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-1536x1193.png 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/eastmed-2048x1590.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 8015px) 100vw, 8015px" /></p>
<h2>Uno scacchiere importante</h2>
<p>“Non si può non essere contenti del fatto che una società italiana faccia nuova scoperte in un Paese così fondamentale”, commenta a <em>Insideover</em> <strong>Leonardo Bellodi</strong>, ex manager di Eni e senior advisor presso il fondo sovrano Libyan Investment Authority. “È vero che in Egitto ci sono stati episodi gravissimi e inammissibili, ma è altresì vero c’è un’azienda italiana che opera con successo in uno scacchiere importante”, spiega Bellodi in riferimento al caso<strong> Regeni</strong>. &#8220;La popolazione egiziana, ma anche di tantissimi altri Paesi come Algeria, Tunisia e Libia, riceve molti sussidi, sia diretti che indiretti: basti pensare ad esempio alla benzina o al pane. Senza questi sussidi c&#8217;è un alto muschio di <strong>tensioni</strong> sociali. Nuove scoperte significano maggiori introiti che possono evitare <strong>disordini</strong>. Se Paesi come Egitto, Libia o Algeria non dovessero più avere la capacità finanziaria di aiutare la propria popolazione, il disagio esploderebbe come si è visto in Tunisia, con conseguenze gravissime anche in <strong>Europa</strong>”, aggiunge Bellodi. “Ecco perché dobbiamo essere contenti del fatto che vengano fatte queste scoperte, a prescindere da chi le faccia, che sia Eni, Total o Bp: perché così questi Stati hanno le risorse finanziarie per aiutare la propria popolazione”, conclude il manager.</p>
<h2>Non solo vile denaro</h2>
<p>“Spero che queste esplorazioni possano moltiplicare il petrolio e il gas dell’Egitto, garantendo al Paese l’accesso al club dei produttori”, spiega a <em>Insideover</em> <strong>Sherif el Sebaie, </strong>esperto egiziano di diplomazia culturale e relazioni internazionali. “L’Egitto ha una popolazione che ha superato i 100 milioni di abitanti e ha bisogno di entrate consistenti, soprattutto in questo periodo in cui l’economia mondiale sta soffrendo per il <strong>Covid</strong>, che ha colpito un settore importante come quello del <strong>turismo</strong>”, riferisce ancora Sebaie<strong>. “</strong>I rapporti tra due Paesi importanti del Mediterraneo come Italia ed Egitto, per la mole di interessi geostrategici ed economici che ci sono in ballo, non sono solo una questione di vile denaro, ma di stabilità e di benessere delle popolazioni di entrambi i Paesi&#8221;, conclude Sebaie.</p>
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