<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>László Toroczkai Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/laszlo-toroczkai/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/laszlo-toroczkai</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 23 Sep 2025 10:36:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>László Toroczkai Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/laszlo-toroczkai</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Ronde, attacchi agli ebrei, campagne contro i rom: l&#8217;estrema destra ungherese spinge su Viktor Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ronde-attacchi-agli-ebrei-campagne-contro-i-rom-lestrema-destra-ungherese-spinge-su-viktor-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 10:35:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=486681</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-600x295.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 settembre a Szolnok, l'estrema destra ungherese, guidata da Mi Hazánk, ha marciato contro il degrado della sicurezza, attaccando Orbán.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ronde-attacchi-agli-ebrei-campagne-contro-i-rom-lestrema-destra-ungherese-spinge-su-viktor-orban.html">Ronde, attacchi agli ebrei, campagne contro i rom: l&#8217;estrema destra ungherese spinge su Viktor Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="944" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1024x503.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-1536x755.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250923095154501_a8e586ebe25905994badbbc82c4b66c9-e1758613957861-600x295.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 13 settembre il Gotha dell’estrema destra ungherese <a href="https://hvg.hu/itthon/20250913_Mi-Hazank-Szolnok-Toroczkai-ebx">si è radunato nella città</a> di <strong>Szolnok</strong>, a poco più di <strong>100 km da Budapest</strong>. Un corteo di militanti di <strong>Mi Hazánk</strong> (La Nostra Patria), Betyársag (Esercito fuorilegge), Magyar Önvédelmi Mozgalom (Movimento Ungherese di Autodifesa) e Bűnvadászok (Cacciatori di criminali) ha infatti marciato lungo le strade della località ungherese, terminando il proprio corteo con una serie di comizi che hanno riportato alla mente parti del passato più oscuro della Storia d’Ungheria.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è successo a Szolnok</h2>



<p>La manifestazione è stata indetta in seguito ad <strong>alcuni eventi criminosi e a una serie di risse occorse a Szolnok</strong> nei mesi passati, in quello che sembra un deterioramento della sicurezza pubblica in diverse località magiare. <strong>László Toroczkai</strong>, leader del partito Mi Hazánk che ha raccolto il 5,71% alle ultime elezioni politiche del 2022, ha tenuto un discorso davanti a diverse centinaia di persone e ha richiesto azioni più forti da parte della polizia, oltre a un allentamento sulla legislazione che regolamenta il possesso di armi. Il leader dell’estrema destra ungherese ha attaccato frontalmente tanto il Primo Ministro Viktor Orbán quanto il Ministro degli Interni <strong>Sándor Pintér</strong>, accusandoli di non voler risolvere il problema della sicurezza pubblica. “Non riesco a immaginare un potere statale più vile che possa fare questo al suo popolo” ha affermato Toroczkai, per poi aggiungere che “la mia ferma posizione è che <strong>dobbiamo impegnarci con ogni mezzo per distruggere il predatore che attacca le nostre famiglie</strong>, i nostro figli, le nostre case e la nostra proprietà, e per questo lo Stato deve fornire strumenti legali agli ungheresi onesti”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le idee dell&#8217;estrema destra ungherese</h2>



<p>Proponendo, come da miglior tradizione, <strong>il pugno di ferro in risposta ai problemi della società ungherese</strong>, il presidente <strong>Mi Hazánk </strong>si è spinto fino a ipotizzare la deportazione dei condannati recidivi non in Siberia, ma in Ruanda, terra nella quale le imprese ungheresi potrebbero avere forti interessi e grande successo, sfruttando naturalmente il lavoro forzato dei condannati. Ma oltre al tema dell’ordine pubblico, il comizio dell’estrema destra magiara ha colpito anche i cittadini appartenenti alla minoranza Rom, definiti da un altro oratore, ossia Zsolt Tyrityán, leader del Betyársag, come “forma di esistenza sub-umana”. <strong>Con la classica retorica fascista che vede tutti i Rom come responsabili di eventi delittuosi</strong>, László Toroczkai ha affermato che, se l’anno prossimo i cittadini ungheresi gli affideranno la maggioranza parlamentare e la guida del governo, “le orde organizzate sulla base del sangue verranno trascinate per questa città incatenate a terra e mai più un solo ungherese per bene, o un solo Roma che ama l’Ungheria e ascolta l’inno ungherese, dovrà incontrare queste sporche bande”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-486685" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_2025092309530244_81625569bb1a8001efa466c0a7446014.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo aver promesso ulteriori azioni volte a proteggere i cittadini ungheresi, ossia ronde e caccia ai criminali, i leader ultranazionalisti hanno ricordato come sia molto vicino il momento in cui le cose cambieranno e verrà garantito loro uno spazio di governo. E se questa affermazione potrebbe essere retorica propagandistica in vista delle elezioni programmate per il 2026, la mente non può comunque non correre al pericolo segnalato da più parti di una <strong>possibile coalizione tra Fidesz e Mi Hazánk</strong> qualora il partito di Orbán non dovesse ottenere la maggioranza dei due terzi. Da tempo, infatti, esiste una sorta di dinamica dialogica tra i due partiti, con <strong>Mi Hazánk</strong> che sembra avere il ruolo di apripista per i temi più radicali. Eclatante, per esempio, l’azione della deputata ultranazionalista <strong>Dóra Dúró</strong>, che nel 2020 ha bruciato una copia del libro di favole <em>Meseország mindenkié</em>, accusato di contenere personaggi appartenenti alla minoranza omosessuale e di compiere propaganda omosessuale a danno dei bambini. E proprio il concetto di “propaganda omosessuale”, portato nel dibattito pubblico dalla Dúró, è stato poi cavalcato dal Fidesz.</p>



<p>Ma il governo Orbán non si è limitato alla retorica, portando avanti ulteriori azioni volte a favorire <strong>un avvicinamento all’elettorato di estrema destra e a Mi Hazánk</strong>. Nel 2020, per esempio, una nuova riforma della Costituzione ungherese ha riconosciuto l’esistenza legale della sola famiglia eterosessuale. La modifica costituzionale ha portato poi a una seria di leggi contro la “propaganda omosessuale” e volte a limitare ulteriormente, rendendolo praticamente nullo, il diritto degli omosessuali a adottare bambini, precedentemente vietato alle coppie gay, ma teoricamente garantito al singolo individuo. Inoltre, il dibattito pubblico ungherese è stato avvelenato, negli ultimi anni, dalla strisciante equiparazione tra omosessualità e pedofilia, <strong>con l’utilizzo aperto da parte di Mi Hazánk dell’acronimo LGBTQP</strong>, dove la lettera P sta per pedofili. Un forte aumento degli attacchi contro la comunità omosessuale che è sfociato nel recente divieto, poi non messo in pratica, di tenere il Gay Pride a Budapest.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mi Hazánk e i trucchi di Viktor Orbán</h2>



<p>Questa appropriazione delle tematiche care a <strong>Mi Hazánk da parte di Viktor Orbán ha effettivamente portato i suoi frutti</strong>: durante le ultime elezioni del 2022, oltre il 5% degli elettori di Mi Hazánk ha sostenuto candidati del Fidesz ai collegi uninominali, portando così una parte importante di voti al partito di governo. Di fronte a questa dinamica, Mi Hazánk reagisce solitamente in due modi: o esprimendo indignazione di fronte al presunto furto delle loro tematiche operato da Orbán o con una pacifica accettazione del fatto compiuto, affermando che, alla fine dei conti, non importa chi sia a portare avanti le loro idee. In cambio, ipotizzano alcuni, il partito mantiene il proprio diritto a un’esistenza tranquilla, vedendosi garantita la possibilità di criticare, seppure blandamente, il governo senza subire l’usuale campagna diffamatoria alla quale è perennemente sottoposto il resto dell’opposizione.</p>



<p>Ma lo spostamento sempre più a destra di Fidesz può rappresentare un grande pericolo per <strong>Mi Hazánk</strong> che, nel clima sempre più polarizzato che va delineandosi in vista delle elezioni politiche del 2026, può vedere limitato il proprio spazio di manovra. Da qui la necessità del partito di estrema destra di radicalizzarsi sempre più, rispolverando l’antisemitismo e la retorica cara alle Croci Frecciate (ossia al partito nazista che ha brevemente guidato l’Ungheria dal 1944 al 1945), oltre a vere e <strong>proprie campagne contro i cittadini di etnia Rom</strong>. </p>



<p>Non solo: stringendo sempre più i rapporti con le organizzazioni paramilitari ultranazionaliste e fasciste, Mi Hazánk ha ricominciato le azioni di forza, come per esempio le ronde di stampo militare, abbandonate all’indomani dell’ingresso in Parlamento. Proprio la retorica antisemita e le campagne contro i cittadini Rom sono punti di frizione con Fidesz, che vede nei membri della comunità Roma un forte numero di propri elettori e che è legato a doppio filo con Israele. Un altro punto di rottura con il <strong>partito ultranazionalista è rappresentato anche proprio dal divieto del Gay Pride</strong>, con quello che è stato visto come una sorta di inaspettato plot twist allorquando le forze di polizia hanno consentito il regolare svolgimento della manifestazione di massa, teoricamente vietata, impedendo invece la contromanifestazione di Mi Hazánk, teoricamente approvata dall’autorità pubblica.</p>



<p>Al di là dei punti di frizione, la possibilità di rapporti sempre più stretti tra Fidesz e <strong>Mi Hazánk</strong> è stata segnalata, oltre che dal leader della “nuova” opposizione Péter Magyar, anche da <strong>György Budaházy</strong>, leader storico dell’estrema destra ungherese, condannato per terrorismo e per aver pianificato l’eversione violenta dello Stato democratico, che proprio con <strong>László Toroczkai</strong> ha fondato il movimento ultranazionalista Hunnia. Secondo Budaházy, recentemente graziato dalla ex Presidente della Repubblica Katalin Novák, l’esistenza stessa di Mi Hazánk sarebbe stata voluta da Viktor Orbán: il Primo Ministro avrebbe infatti interesse che qualcuno assuma il controllo della parte di radicale dei nazionalisti, potendo così controllare la galassia nera ungherese. Per un periodo, secondo Budaházy, tale ruolo sarebbe stato assunto da Jobbik, ma la crescita esponenziale del partito avrebbe spinto la sua leadership a montarsi la testa, sfidando apertamente Orbán. Di qui la necessità di distruggere Jobbik, favorendo la scissione dalla quale è nato Mi Hazánk, al quale viene stranamente concesso grande spazio nella televisione pubblica, e operando per riassorbire l’elettorato di Jobbik all’interno del Fidesz.</p>



<p>Sia come sia, resta il fatto che Mi Hazánk potrebbe avere un ruolo importante negli equilibri politici ungheresi dei prossimi anni. Nella polarizzazione della politica ungherese, che verte sempre più sullo scontro tra Fidesz e Tisza, tra <strong>Viktor Orbán</strong> e <strong>Péter Magyar</strong>, diversi analisti giungono a ipotizzare uno scenario inusuale per l’Ungheria, ossia la possibilità che nessuno dei candidati ottenga la maggioranza dei due terzi necessaria a governare in solitaria il Paese. </p>



<p>Non solo: diversi sondaggi delineano anche la creazione di un Parlamento diviso tra sole tre forze politiche, ossia Fidesz, Tisza e Mi Hazánk. Nella possibilità, poi non così remota, di uno scenario in cui nessuno dei candidati ottenga la tanto agognata super maggioranza, il partito di estrema destra potrebbe quindi essere ago della bilancia, fornendo il suo supporto a un possibile governo di coalizione con Fidesz. Un’opzione, quest’ultima, che potrebbe concretizzarsi al di là della retorica infuocata di Toroczkai e degli attacchi di facciata al governo ungherese, portando a compimento il processo di svolta sempre più a destra della politica magiara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ronde-attacchi-agli-ebrei-campagne-contro-i-rom-lestrema-destra-ungherese-spinge-su-viktor-orban.html">Ronde, attacchi agli ebrei, campagne contro i rom: l&#8217;estrema destra ungherese spinge su Viktor Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il cacciatore di migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti/il-cacciatore-di-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 14:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Fidesz]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Jobbik]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=188030</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>“Ho deciso di lasciare la politica, proprio quando da Szeged mi sono trasferito a vivere in una fattoria qui ad Assotthalom, e ho intravisto una cinquantina di ragazzi africani oltrepassare il confine,”spiega a Gli Occhi della Guerra Laszlo Toroczkai, sindaco di questo centro di appena 4000 abitanti, situato nel profondo sud ungherese al confine con la Serbia. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti/il-cacciatore-di-migranti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti/il-cacciatore-di-migranti.html">Il cacciatore di migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cacciatore2-1024x512-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>“Ho deciso di lasciare la politica, proprio quando da Szeged mi sono trasferito a vivere in una fattoria qui ad <strong>Assotthalom</strong>, e ho intravisto una cinquantina di ragazzi africani oltrepassare il confine,”spiega a <em>Gli Occhi della Guerra</em> <strong>Laszlo Toroczkai</strong>, sindaco di questo centro di appena 4000 abitanti, situato nel profondo sud ungherese al confine con la Serbia. “Per me è stato un segno.” A soli trentott’anni di cui venti passati in politica, Toroczkai ha cavalcato per anni le debolezze della sua gente, facendosi prima portavoce di gruppi e movimenti ultra-nazionalisti estremi e violenti, al limite della legalità, poi pioniere della rigida politica migratoria del governo Fidesz di Victor Orban, e oggi anche vice-presidente del <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/cose-il-partito-jobbik/">partito di estrema destra Jobbik</a></span></span> all’opposizione.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/u8qt1uIZjiw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>“Laszlo Toroczai è il perfetto esempio di nazista in completo,” dice Peter Kreko, direttore del <em>Political Capital Institute</em> di Budapest specializzato in estreme destre in Europa, insistendo sulla necessità di guardare oltre i suoi modi gentili e l’aura da cattolico praticante e premuroso padre di famiglia. Personalità di spicco della politica ungherese, il giovane Laszlo Toth ha cambiato il nome in Toroczkai, sostituendo un termine troppo simile a Tot, letteralmente “lo slovacco”, con un più felice richiamo alla località d’origine dei suoi avi, cioè Torockó/Râmetea in Romania. Per il fondatore del <em>Movimento Giovanile</em> di estrema destra <em>delle 64 Contee</em> (Hatvannégy Vármegye Ifjúsági Mozgalom/ HIVM), che lotta per i diritti e la riunificazione delle minoranze ungheresi separate dall’Ungheria dopo il Trattato di Trianon, era motivo di orgoglio avere radici ungheresi, antecedenti i confini sanciti nel 1920. “Quand’ero giovane non mi spiegavo perché dovessi aspettare ore al confine serbo-ungherese, se vivevano ungheresi da entrambe le parti,” dice Toroczkai. “E’ stato mio nonno, che viveva in Serbia, a spiegarmi come la comunità ungherese fosse spaccata in più parti.”</p>
<p>Prima di fondare l’HIVM nel 2001, a soli vent’anni Toroczkai si candida per il Partito Ungherese di Giustizia e Vita (MIÉP), ultra-nazionalista e di estrema destra, e partecipa ai dibattiti sullo xenofobo e anti-semita <em>Magyar Forum</em>, gestito dal suo fondatore. Nel frattempo, istituisce l’organizzazione paramilitare detta <em>Unità Speciale dei Figli della Corona</em>, che già profumava di Grande Ungheria e delle sue tante contee. “Quando è nato <em>il Movimento delle 64 Contee</em> la sfida più grande era riunire le minoranze ungheresi che vivevano nel bacino dei Carpazi,” spiega Toroczkai, che per la propaganda irredentista e le azioni violente, viste a tratti come atti terroristici, è stato bandito da Serbia e Romania, “ma oggi non più. Ho abbandonato il Movimento nel 2013 perché non ero più uno di quei giovani cui l’organizzazione si rifaceva, ma anche perché avevo smesso di crederci.” Dall’assedio del palazzo dell’emittente statale MTV a Budapest durante le rivolte anti-socialiste del 2006, alle minacce di morte contro il Primo Ministro Ferenc Gyurcsány, e l’istituzione del <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-rave-party-dellultradestra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Magyar Sziget</a></em></span></span>, ritrovo annuale di estremisti, antisemiti e xenofobi da tutta Europa, Toroczkai aveva accumulato tanti atti (in)popolari, prima di decidere di trasferirsi con la famiglia nella cittadina frontaliera di Assotthalom, e cambiare vita. Al suo arrivo, la perdita di consenso popolare di Ferenc Petró, sindaco dal 1998 a fianco del Partito Fidesz, per misure di austerità adottate in città come risposta al ridimensionamento del budget voluto da Viktor Orban, gli lasciava campo libero. Così, a pochi mesi dal suo arrivo in città, Toroczkai  riuscì a conquistare il 71.5% dei voti e vincere il titolo.</p>
<p><strong>Nel 2013, l’anno della sua investitura, quarantamila migranti in viaggio lungo la rotta balcanica sono passati per Assotthalom per raggiungere l’Europa Occidentale</strong>. All’epoca la situazione non destava ancora la preoccupazione dell’Unione Europea e del governo ungherese, ma costituiva il fiore all’occhiello del partito di estrema destra Jobbik e la ragion d’essere del novello sindaco Toroczkai. E’ stato allora che, per la prima volta, qualcuno ha parlato di costruire un recinto lungo i 175 chilometri di confine con la Serbia, idea che sarà adottata concretamente dal governo Fidesz solo due anni dopo, e di istituire un corpo di polizia in funzione anti-migranti, che affiancasse la polizia e l’esercito presenti. Per quest’ultima iniziativa Toroczkai non ha aspettato l’intervento delle autorità ma ha agito da solo. “Nel 2014 ho messo insieme un corpo di polizia locale, per contrastare l’immigrazione illegale, che da quel momento ha catturato almeno la metà dei migranti entrati irregolarmente,” dice il sindaco, rintracciando i motivi di tanta efficienza in una forte motivazione, ma anche nella fiducia dimostratagli della gente del posto, che vive isolata in una vasta area a bassa densità demografica. “I poliziotti e i soldati vengono da lontano e cambiano di continuo, mentre questi ragazzi sono di qui e i residenti li contattano al telefono appena avvistano qualcuno.” L’approccio di Toroczkai ha da subito incontrato l’appoggio degli abitanti di Assotthalom che già agli esordi, quando il sindaco cercava inutilmente fondi statali per una Toyota jeep da affiancare a un vecchio veicolo russo e ai cavalli come mezzo di locomozione, contribuirono al successo della raccolta fondi lanciata su Facebook. A farne uno <em>status symbol</em> nella lotta ai migranti è stato <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.youtube.com/watch?v=47sg6nPBRg8">il video-propaganda</a></span></span> del settembre 2015, simile a un<em>action movie</em>. Seduto alla scrivania il sindaco avvertiva, che entrare illegalmente nel Paese recidendo il recinto, era equivalente a commettere un crimine punibile con l&#8217;arresto e l&#8217;espulsione e, dopo aver fatto esibire i suoi uomini virulenti con occhiali per la visione notturna, fucili e pistole a gas, guardava dritto in camera e concludeva, dicendo: “<strong>L’Ungheria è una cattiva scelta, ma Assotthalom di più</strong>”. I “cacciatori di migranti” – come sono spesso soprannominati gli uomini di Toroczkai &#8211; “Non sono vigilantes volontari”, spiega , “ma un corpo addestrato e con gli stessi diritti e doveri della normale polizia, di cui ogni sindaco potrebbe dotarsi, se il governo locale avesse i fondi per finanziarlo.” “Nel nostro caso,” aggiunge, “poiché i problemi legati alla migrazione di massa partono proprio da qui, è il Ministero degli Interni a pagare.” Lo studioso Peter Kreko la pensa diversamente. “Il partito politico d’opposizione<a href="http://www.occhidellaguerra.it/?p=14173" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Jobbik</a> si è dato una ripulita da qualche anno ma, se da un lato agisce in maniera semi-legale e si è liberato &#8211; tra gli altri &#8211; di elementi apertamente antisemiti, dall’altro gestisce gruppi di guardie civili e polizia, che straboccano di estremisti,” afferma. “Il governo Fidesz supporta o fa finta di non vedere questi gruppi, perché ha paura che contrastare certe politiche si rifletta in un calo di voti per il suo governo a favore dell’estrema destra.”</p>
<p>Laszlo Toroczkai è l’emblema del sottile equilibrio tra le parti e la sua ultima candidatura a vice-presidente di Jobbik il maggio scorso, ne è la prova lampante. “Non è stata una sorpresa perché i membri del partito sono amici miei da sempre e il Movimento delle 64 Contee è nato in contemporanea con Jobbik,” dice il sindaco. Ma il legame tra Toroczkai e Jobbik va oltre i legami affettivi. “Dagli esordi il Movimento delle 64 Contee è finanziato da fondazioni che distribuiscono i soldi statali ricevuti da Jobbik,” dice Kreko, “e, comunque, Toroczkai era candidato del partito molto prima che venisse eletto.” La scelta di lasciarsi alle spalle un passato controverso e rinascere in un altro luogo come “crociato del 21° secolo che si batte per la civilizzazione europea” – come Toroczkai ha motivato il suo impegno contro l’immigrazione –, non è detto che sia parte del processo di de-radicalizzazione intrapreso da Jobbik. La natura trasformista del sindaco ha fatto sì, però, che lui stesso diventasse un anello fondamentale tra il governo conservatore di centro-destra, che sfrutta il programma dell’ala oltranzista per attirare consensi, e l&#8217;estrema destra che “mira a governare ricorrendo alla cosmesi,” come dice ironicamente Kreko. La politica in Ungheria si muove su binari diversi da quelli degli altri paesi europei e, mentre è difficile fare previsioni, non resta che aspettare che Laszlo Toroczkai si sfili via &#8220;il completo&#8221; che ha addosso, e sveli cosa c&#8217;è sotto.</p>
<p>Ha collaborato Costanza Spocci</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti/il-cacciatore-di-migranti.html">Il cacciatore di migranti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il rave party dell&#8217;ultradestra</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/il-rave-party-dellultradestra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 10:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Neonazismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/il-rave-party-dellultradestra-157555.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="875" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-1024x467.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le teste lucide e rasate rimbalzavano a ritmo convulso e le braccia tese vibravano nella luce fluorescente, ricordando un gesto e un’epoca maledetti, che si credevano gettati alle spalle da tempo. “Per i nostri 30 anni di carriera abbiamo pensato a un brano, Allucinazione, che parlasse del tema attuale della migrazione,” spiega a Gli Occhi della Guerra Petrovity &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/il-rave-party-dellultradestra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/il-rave-party-dellultradestra.html">Il rave party dell&#8217;ultradestra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="875" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-300x137.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-768x350.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/aPER_oCCHI-e1469548841537-1024x467.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le teste lucide e rasate rimbalzavano a ritmo convulso e le braccia tese vibravano nella luce fluorescente, ricordando un gesto e un’epoca maledetti, che si credevano gettati alle spalle da tempo. “Per i nostri 30 anni di carriera abbiamo pensato a un brano, <strong><em>Allucinazione</em></strong>, che parlasse del tema attuale della migrazione,” spiega a <em>Gli Occhi della Guerra</em> Petrovity Zorán, cantante della band ungherese Egészséges Fejbőr, appena riconoscibile dai suoi fan, con la testa liscia e il corpo tatuato avvolto in una felpa nera. “Proprio come in un’allucinazione, che è una distorsione della realtà, noi immaginiamo il mondo in <strong>futuro invaso da immigrati-criminali</strong> che creano problemi e stuprano le nostre donne,” aggiunge, prima di sfilarsi il cappuccio e, con addosso la polo <em>Longsdale</em> simbolo dei naziskin d’annata, salire sul palco del <em>Felvidéki Magyar Sziget </em>di Dunajská Streda, nel sud della Slovacchia.</p>
<p><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/hJhMKSfU22Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<p>“Il nostro è un modo di vivere e di pensare, e con questo festival diamo agli ungheresi sparsi tra Slovacchia, Transilvania, Serbia e Ungheria l&#8217;opportunità di <strong>confrontarsi su tutte quelle questioni che li interessano e per cui si battono</strong>,” spiega Gergely Dobay, rappresentante del <em>Movimento Giovanile</em> di estrema destra <em>delle 64 Contee</em> (o HVIM dalle iniziali del nome in ungherese) fautore dell&#8217;evento. L’HVIM è stato fondato nel 2001 da László Toroczkai, che pur essendosene distaccato nel 2013 per diventare sindaco della cittadina ungherese di confine di Assotthalom ogni anno è invitato a parlare al festival, e si batte per la riunificazione delle minoranze ungheresi che risiedono fuori dall’Ungheria e per la revisione del Trattato di Trianon, che ha ridisegnato i confini attuali del Paese. Il nome del Movimento rimanda alle 63 contee della Grande Ungheria, diventate con loro anacronisticamente 64. “Oggi la nostra sfida più grande è sopravvivere,” ammette Dobay, facendo riferimento alla difficile situazione dell’HVIM in Serbia, Romania e Ucraina, dove i suoi membri sono banditi o dietro le sbarre per accuse di terrorismo, e alle continue difficoltà affrontate in Slovacchia.Il successo di un festival come il <em>Felvidéki Magyar Sziget<em>(Isola Ungherese nella Terra Alta, </em>cioè il sud della Slovacchia<em>)</em></em> consiste nel saper raccogliere anime ultra-nazionaliste diverse attorno, da un lato, al mito del Regno Ungherese prima della Grande Guerra e, dall’altro, all’odio o rifiuto per le minoranze etniche e i migranti di oggi. Così, prendendo ad esempio gli Egészséges Fejbőr, che si sono imbevuti di <strong>retorica neo-nazista</strong> negli anni ’80 e hanno visto alcuni dei loro membri e fan venire arrestati negli anni per antisemitismo, possono ancora contare su un discreto seguito perché al vecchio odio mai sopito per “quelli dai nasi con la gobba” – come Zorán non smette di chiamare gli ebrei, ridendo – accompagnano il diffuso e facile disprezzo per i nuovi arrivati.</p>
<p><div id="gallery_190324" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190324 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-9.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-9-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-7.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-7-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-3.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-3-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-6.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-6-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Il 10 giugno il festival ha aperto le porte nel primo pomeriggio e dopo appena un’ora si sentivano già le risate sguaiate, di chi si era riunito sull’erba a fumare sigarette e bere <em>palinka, </em>la grappa locale, a fiumi. “È tutto un parlare delle tensioni tra ungheresi e slovacchi ma… prendi noi,” dice una donna dai capelli rosso fuoco e i denti neri striati dal troppo tabacco, indicando una coppia di amici. “Noi siamo dell’ovest dell’Ungheria, e loro di un paesino poco distante da qui, ma da anni partecipiamo a questi eventi assieme”. Il marito, con dei buffi baffi grigi e una canottiera macchiata e attillata, che a stento ne conteneva l’addome, conferma che sono lì “solo per la compagnia, la musica e gli <em>Szkítia</em>”, la prima band folk-rock a esibirsi quella sera. “Se devo essere sincero, però, sono molto preoccupato per tutti quei migranti che stanno arrivando da noi a Sopron,” continua, “sia perché sono criminali senza voglia di studiare e lavorare, sia perché hanno trasformato un tranquillo paesino di 30,000 persone in una città di 80,000 .” Il prato si riempie di tende e roulotte e ai primi arrivati si aggiungono ragazzi palestrati dalla testa rasata, pantaloni aderenti, anfibi, polo e bretelle. Non si mischiano al resto del gruppo,  ma stanno in disparte a bere una birra dietro l’altra e a parlare tra loro. “La nostra nazione ha una storia secolare ma <strong>oggi siamo una minoranza</strong>”, bisbiglia scocciato Adrian, ungherese cresciuto in Slovacchia. I suoi amici guardano altrove, rifiutandosi di aggiungere altro.</p>
<p><div id="gallery_190331" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_190331 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-16.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-16-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-15.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-15-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-11.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-11-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-14.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-14-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-13.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/magyar%20sziget-13-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<p>Poco prima del calare della sera, si sentono i primi scricchiolii degli amplificatori e gli strumenti che vengono accordati. Poco più in là, sette uomini e una donna si affrettano a finire gli avanzi di salsiccia e patate fritte rimasti sui loro piatti: è loro, degli <em>Szkítia</em>, lo spettacolo che sta per iniziare. Muovendo la lunga chioma bionda, è il cantante Levente Raduly a riassumere velocemente lo spirito della band e del festival. “Io sono un venditore e tratto con tutti, ma penso che da ungherese – e vale anche per le minoranze come me, che vengo dalla Romania – tu abbia il diritto di stare in Ungheria e mantenere questa cultura,” afferma pacato, “mentre se vieni da un altro posto… devi andartene, è semplice. Tanto più che se sei scappato per colpa di guerre e persecuzioni, perché decidi di mantenere la tua di cultura, invece di assimilare la nostra?”Non c&#8217;è tempo di aggiungere altro, che gli <em>Szkítia </em>salgono sul palco e accennano le prime note di <em>Europa, Il Calvario delle nazioni.</em>Mentre il testo della canzone paragona i migranti ai giustizieri ebraici che hanno crocifisso Gesù, e indica il multiculturalismo e la migrazione di massa come le cause dietro la morte delle nazioni europee, il pubblico si accende. Se all’inizio sono gli ungheresi alticci e dai look bizzarri fuori dal tempo a occupare la pista, e le teste rasate si muovono impercettibilmente ai lati, quando cala la notte le proporzioni s’invertono. E diventa impossibile distinguere un gruppo dall&#8217;altro, come in una lunga e paurosa <em>allucinazione.</em></p>
<p>Ha collaborato Costanza Spocci</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/il-rave-party-dellultradestra.html">Il rave party dell&#8217;ultradestra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ungheria dei nazionalisti</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 15:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=188028</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Siamo nel mese di luglio 2016, la crisi migratoria derivante dall’apertura della rotta balcanica inizia a ridimensionarsi, ma al tempo stesso sembra aver lasciato un segno profondo nell’Ungheria di Viktor Orban. Costanza Spocci gira il paese magiaro con l’obiettivo di mostrare il volto profondo della nazione ungherese, lì dove anche a causa dell’impressione destata dal &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti.html">L&#8217;Ungheria dei nazionalisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="512" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/apertura-occhi-2-1024x512-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Siamo nel mese di luglio 2016, la crisi migratoria derivante dall’apertura della rotta balcanica inizia a ridimensionarsi, ma al tempo stesso sembra aver lasciato un segno profondo nell’Ungheria di Viktor Orban. Costanza Spocci gira il paese magiaro con l’obiettivo di mostrare il volto profondo della nazione ungherese, lì dove anche a causa dell’impressione destata dal passaggio della crisi migratoria sembrano prendere corpo i movimenti nazionalisti. Nazionalista è considerato lo stesso premier Orban, con il suo partito Fidesz è a capo di un esecutivo di centro destra che, tra i suoi obiettivi, ha quello della difesa dei confini. Ma quello del primo ministro è soltanto uno dei tanti movimenti che fanno della salvaguardia della nazione ungherese il principale obiettivo politico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è ad esempio il partito considerato di estrema destra denominato Jobbik, il quale da anni appare sempre più in crescita e soprattutto ben radicato e ramificato nel territorio. Fin qui il ramo politico: nel reportage di Costanza Spocci emerge come quello del nazionalismo ungherese è un universo ancor più eterogeneo che abbraccia diversi rami. Esistono infatti anche i gruppi para militari ungheresi, così come privati cittadini che nel cuore della pianura ungherese difendono da sé le proprie terre ed i propri confini dalla possibilità di nuove crisi migratorie.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-dei-nazionalisti.html">L&#8217;Ungheria dei nazionalisti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/268 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-06-26 15:59:28 by W3 Total Cache
-->