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	<title>Kyriakos Mitsotakis Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kyriakos Mitsotakis Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 04:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dallegeo-al-levante-lasse-geopolitico-che-grecia-cipro-e-israele-hanno-costruito-contro-la-turchia.html">Dall’Egeo al Levante: l&#8217;asse geopolitico che Grecia, Cipro e Israele hanno costruito contro la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="mediterraneo" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/israele-grecia-cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 30 aprile 2026 le forze israeliane hanno intercettato al largo di Creta parte della <strong>Global Sumud Flotilla,</strong> la missione internazionale diretta verso Gaza con attivisti filopalestinesi e aiuti umanitari. Secondo diversi gruppi pro-palestinesi, l’operazione sarebbe avvenuta anche con una forma di coordinamento logistico greco, accusa mai confermata ufficialmente da Atene. <strong>L’episodio ha però mostrato ancora una volta quanto siano diventati stretti i rapporti strategici tra </strong><a href="https://it.insideover.com/religioni/mosca-atene-e-nicosia-il-grande-gioco-nella-chiesa-di-cipro.html" type="post" id="379138">Grecia, Cipro e Israele.</a></p>



<p>Per decenni sembrava quasi impossibile immaginare una convergenza stabile tra Grecia, Cipro e Israele. Oggi, invece, il triangolo tra Atene, Nicosia e Tel Aviv è diventato uno degli assi geopolitici più importanti del Mediterraneo orientale. Non si tratta soltanto di cooperazione energetica o militare: dietro questa convergenza c’è una trasformazione profonda degli equilibri regionali, accelerata dalla crisi dei rapporti tra Israele e Turchia, dalle tensioni nell’Egeo e dal <strong>nuovo ruolo assunto dal Mediterraneo come spazio strategico tra Europa e Medio Oriente.</strong></p>



<p>Durante la Guerra Fredda la Grecia mantenne una posizione relativamente distante da Israele. Atene, pur appartenendo alla NATO, cercava di mantenere rapporti solidi con il mondo arabo e per lungo tempo evitò un pieno riallineamento con Tel Aviv. Il riconoscimento diplomatico completo di Israele arrivò soltanto nel 1990, molto più tardi rispetto ad altri Paesi occidentali. <strong>Nella cultura politica greca sopravvivevano inoltre forti correnti filopalestinesi,</strong> soprattutto nella sinistra antiamericana e nazional-popolare.</p>



<p>Il cambiamento inizia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ma accelera realmente dopo il 2010. <strong>L’incidente della Mavi Marmara e il progressivo deterioramento delle relazioni tra Israele e la Turchia aprono uno spazio geopolitico nuovo.</strong> In quel momento Grecia e Cipro diventano per Israele partner strategici alternativi ad Ankara nel Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Da allora la cooperazione è cresciuta costantemente. Le esercitazioni militari congiunte si sono moltiplicate, così come i progetti energetici e i contatti politici ai massimi livelli. <strong>Benjamin Netanyahu ha più volte definito Grecia e Cipro “partner strategici” </strong>di Israele nel Mediterraneo. In uno dei summit trilaterali degli ultimi anni, l’allora premier israeliano parlò della necessità di costruire “stabilità, sicurezza e prosperità comuni” nel Mediterraneo orientale. Il premier Israeliano, durante il summit trilaterale israelo-greco-cipriota a Gerusalemme (dicembre 2025), ha dichiarato : “A coloro che credono di poter ripristinare il loro impero, diciamo che questo non accadrà. La coalizione trilaterale non cerca il conflitto con nessuno, ma piuttosto la stabilità&#8221;.</p>



<p><strong>Il messaggio appariva chiaramente indirizzato alla Turchia, in risposta alle sue ambizioni espansionistiche. </strong>Ankara sembra infatti perseguire un disegno strategico di ampia portata, volto a proiettarsi fino all’oceano e a consolidarsi quale principale potenza del Levante, assumendo al contempo il ruolo di cerniera geopolitica tra il Mediterraneo e l’area indo-pacifica. Un simile obiettivo, qualora fosse realizzato, comporterebbe inevitabilmente un ridimensionamento del ruolo di Tel Aviv, relegandola a una posizione subordinata o quantomeno secondaria rispetto ad Ankara, soprattutto nell’ipotesi di un progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla regione.</p>



<p>Anche il premier greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>ha insistito più volte sul fatto che la cooperazione con Israele rappresenti un “pilastro di stabilità regionale”, soprattutto in materia energetica e di sicurezza. Dopo le accuse turche secondo cui Grecia, Cipro e Israele starebbero formando un fronte anti-turco, il ministero degli Esteri greco ha risposto sostenendo che la cooperazione trilaterale “non è diretta contro terzi”, ma serve alla stabilità regionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;questione turca&#8221;</h2>



<p>Dietro queste formule diplomatiche esiste però una realtà geopolitica molto più concreta. Il vero collante dell’asse è infatti la questione turca. <strong>I punti di attrito sono almeno tre: Siria, Cipro ed Egeo.</strong> In Siria, Israele guarda con crescente sospetto all’espansione dell’influenza turca. Nel Mar Egeo continuano le dispute tra Grecia e Turchia su spazio aereo, piattaforme continentali e zone economiche esclusive. A Cipro, invece, resta aperta la ferita del 1974, con la presenza militare turca nel Nord dell’isola.</p>



<p>Per questo motivo, negli ambienti strategici greci e ciprioti Israele viene sempre più percepito come un alleato implicito nel contenimento della pressione turca nel Mediterraneo orientale. Anche parte della stampa turca descrive apertamente la cooperazione Grecia-Cipro-Israele come un “fronte anti-turco”.</p>



<p><strong>La dimensione energetica ha avuto un ruolo decisivo nel consolidamento dell’asse. </strong>Il progetto EastMed, pensato per collegare i giacimenti di gas israeliani e ciprioti all’Europa passando per la Grecia, è stato per anni presentato come una svolta strategica per l’autonomia energetica europea. In realtà, il valore geopolitico del progetto era forse persino più importante di quello economico. EastMed rappresentava infatti la possibilità di costruire una rete energetica mediterranea alternativa alle rotte controllate dalla Turchia. Anche se oggi il progetto appare ridimensionato, il suo significato politico rimane enorme: creare una continuità strategica tra Levante ed Europa attraverso l’ellenismo mediterraneo.</p>



<p>In parallelo sono aumentati gli investimenti israeliani in Grecia e Cipro. Il turismo israeliano è cresciuto rapidamente, mentre <strong>diversi investitori israeliani hanno acquistato immobili e attività soprattutto nelle isole greche e a Cipro. </strong>Dopo il 7 ottobre e l’instabilità regionale, i media greci e turchi hanno persino discusso indiscrezioni secondo cui ambienti politici israeliani avrebbero valutato la possibilità di utilizzare alcune isole greche come “safe haven” per cittadini israeliani in caso di guerra regionale. Le autorità greche hanno ufficialmente smentito queste ricostruzioni, ma il solo fatto che tali scenari vengano discussi mostra quanto il rapporto tra i due paesi sia diventato stretto.</p>



<p>A rendere possibile questo riavvicinamento è stato anche <strong>l`appoggio a questa linea della classe dirigente greca.</strong> La borghesia ellenica, storicamente legata al settore marittimo e armatoriale, ha sempre mantenuto forti connessioni con il mondo anglosassone, soprattutto con Regno Unito e Stati Uniti. In questo contesto, l’avvicinamento a Israele ha rappresentato anche un rafforzamento dell’ancoraggio greco al sistema strategico americano nel Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le opposizioni in Grecia e a Cipro, l&#8217;irritazione della Turchia</h2>



<p>Non tutti, però, sostengono questa alleanza. In Grecia esistono ancora forti correnti filopalestinesi e anti-israeliane, sia nella sinistra radicale sia in parte dell’area nazionalista. Negli ultimi mesi partiti della sinistra greca hanno criticato apertamente i summit tra Mitsotakis, Netanyahu e il presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides</strong>, accusando il governo di “militarizzare” ulteriormente il Mediterraneo orientale. Bisogna Anche tenere presente che seppur minoritari In Grecia persistono sentimenti antiebraici (in una minoranza in passato significativa) legati a una tradizione ortodossa di stereotipi complottisti (Protocolli di Sion). Il metropolita Seraphim di Piraeus nel 2010 su Mega TV aveva detto : &#8220;gli ebrei hanno orchestrato l&#8217;Olocausto&#8221; e &#8220;il sionismo mondiale vuole schiavizzare Grecia e Ortodossia&#8221;.</p>



<p>Anche a Cipro non mancano opposizioni. Alcuni ambienti politici temono che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata di un eventuale confronto tra Israele e Turchia. Perfino nel dibattito online cipriota emergono timori che Cipro diventi una “buffer zone” tra Ankara e Tel Aviv. Il leader AKEL Stefanos Stefanou ha accusato Israele di “comprarsi” l’isola con acquisti di terreni per creare “ghetti sionisti, scuole e sinagoghe”, affermando che “Israele non tollera critiche e vuole controllare tutto”. Il metropolita di Morphou Neofytos ha criticato duramente Israele per le sue politiche in Gaza, definendole “genocidio” in sermoni recenti.</p>



<p><strong>In parallelo, la Turchia osserva con crescente irritazione questa convergenza. </strong>Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha accusato Grecia, Cipro e Israele di voler costruire “un’alleanza contro i paesi musulmani”. Ankara considera infatti il triangolo ellenico-israeliano come un tentativo di contenimento strategico turco nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>Al di là della retorica diplomatica, il Mediterraneo orientale sta entrando in una nuova fase storica. Grecia, Cipro e Israele hanno costruito una convergenza fondata non su affinità culturali spontanee, ma sulla percezione di interessi strategici comuni: energia, sicurezza marittima, contenimento turco e integrazione nel sistema occidentale guidato dagli Stati Uniti.</p>



<p>L’ellenismo mediterraneo e Israele, un tempo distanti, oggi condividono una stessa geografia della paura e della sicurezza. Ed è proprio questa convergenza strategica, più ancora delle pipeline o degli accordi militari, a spiegare la nascita del nuovo asse del Levante mediterraneo.</p>
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		<title>Macron e Mitsotakis: l’asse franco-ellenico per contenere la Turchia nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-e-mitsotakis-lasse-franco-ellenico-per-contenere-la-turchia-nel-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 04:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Francia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/macron-mitsotakis-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’incontro tra Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene è stato la riaffermazione di un asse storico tra Francia e Grecia.</p>
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<p>L’incontro tra <strong>Emmanuel Macron e Kyriakos Mitsotakis ad Atene non è stato soltanto un vertice diplomatico tra due governi europei.</strong> Dietro le immagini ufficiali, le strette di mano, le visite militari e le dichiarazioni sulla cooperazione strategica si intravede qualcosa di più profondo: la riaffermazione di <strong>un asse storico tra Francia e Grecia</strong> che attraversa due secoli di storia europea e mediterranea. Un rapporto che non può essere letto soltanto in termini militari o geopolitici, perché coinvolge identità, memoria storica, civiltà e persino differenti concezioni dell’Europa.</p>



<p>La scena scelta per l’incontro non è stata casuale. La visita alla fregata “Kimon”, simbolo della moderna cooperazione navale franco ellenica, ha rappresentato plasticamente la nuova postura strategica della Grecia nel Mediterraneo orientale. Atene, dopo anni di crisi economica e ridimensionamento delle proprie capacità militari, ha avviato <strong>uno dei più importanti programmi di riarmo della sua storia recente,</strong> puntando soprattutto sulla partnership con Parigi. L’acquisto in questi anni dei 24 Rafale francesi, delle 3 fregate Belharra e dei sistemi missilistici come Exocet non è soltanto una scelta tecnica o commerciale. È una scelta geopolitica. La cooperazione militare franco-ellenica supera i 5,5 miliardi di euro.</p>



<p>La Francia, da parte sua, utilizza il rapporto privilegiato con la Grecia per presentarsi come la principale potenza militare europea con capacità di proiezione nel Mediterraneo. In un’Europa frammentata, priva di una reale politica estera comune e ancora dipendente dall’ombrello americano, <strong>Macron cerca di costruire l’immagine di una Francia capace di agire come garante strategico </strong>dello spazio mediterraneo. Difendere la Grecia significa quindi anche difendere il ruolo internazionale della Francia stessa. Detto negl`apparati ellenici resta il timore se all`atto pratico Parigi è disposta ad entrare in guerra con Ankara</p>



<p>Dietro questa cooperazione si muove inevitabilmente la questione turca. La dottrina della <em>Mavi Vatan</em>, la “Patria Blu” elaborata negli ultimi anni da parte dell’establishment strategico di Ankara, ha ridefinito l’approccio turco al Mediterraneo orientale.<strong> Per Atene questa dottrina rappresenta una minaccia diretta agli equilibri dell’Egeo,</strong> alle zone economiche esclusive greco cipriote e più in generale alla presenza ellenica nel Mediterraneo orientale. In questo contesto, il rafforzamento della presenza francese assume un significato che va oltre la semplice cooperazione bilaterale.</p>



<p>Anche il recente dispiegamento navale francese nell’area cipriota, dopo l’escalation regionale e le tensioni attorno alla base britannica di Akrotiri, è stato interpretato da molti osservatori non solo come un messaggio verso Iran o Hezbollah, ma anche come <strong>una dimostrazione implicita di deterrenza verso Ankara.</strong> La Francia vuole mostrare di poter operare stabilmente nello spazio mediterraneo orientale e di essere pronta a proteggere i propri alleati regionali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La &#8220;concorrenza&#8221; di Israele</h2>



<p>In questo scenario <strong>Israele rimane probabilmente il partner militare più efficace e operativo per Grecia e Cipro nel contenimento delle ambizioni turche.</strong> L’asse energetico e strategico tra Gerusalemme, Atene e Nicosia si è consolidato negli ultimi anni soprattutto sul piano dell’intelligence, della sicurezza e della cooperazione navale. Tuttavia è la Francia a offrire qualcosa che Israele non può offrire pienamente sul piano simbolico e diplomatico: <strong>la legittimazione europea. </strong>Parigi riesce infatti a presentare la difesa della Grecia non come una semplice alleanza regionale ma come la protezione di una frontiera europea e mediterranea.</p>



<p>Ma il rapporto tra Francia e Grecia non nasce oggi. Le sue radici affondano nel XIX secolo e nella nascita stessa dello Stato greco moderno. L’Illuminismo francese, la Rivoluzione francese e le guerre napoleoniche contribuirono indirettamente alla diffusione delle idee nazionali e rivoluzionarie nei Balcani e nel Mediterraneo orientale. <strong>Molti intellettuali greci che prepararono la rivoluzione del 1821 furono influenzati dalla cultura politica francese. </strong>Per buona parte del filellenismo europeo dell’epoca la liberazione della Grecia non rappresentava soltanto una guerra nazionale contro l’Impero Ottomano, ma un evento simbolico per l’intera Europa.</p>



<p>La Grecia veniva percepita come la culla della civiltà europea, e la sua rinascita assumeva quasi un carattere messianico. Nella memoria storica ellenica è rimasta forte l’idea che la rivoluzione greca abbia inaugurato simbolicamente la stagione delle liberazioni nazionali europee dell’Ottocento. Non pochi ambienti culturali greci hanno interpretato l’indipendenza ellenica come l’archetipo della liberazione dei popoli storici europei.</p>



<p>Anche nel Novecento <strong>il rapporto con la Francia ha mantenuto una dimensione quasi esistenziale per parte dell’élite greca. </strong>Durante la dittatura dei colonnelli molti oppositori trovarono rifugio a Parigi. Konstantinos Karamanlis stesso visse nella capitale francese durante l’esilio. La Francia divenne uno dei centri politici e culturali dell’opposizione democratica ellenica, rafforzando ulteriormente il legame tra i due Paesi.</p>



<p>Eppure il rapporto tra Francia e mondo ellenico non è privo di profonde ambivalenze. Se da una parte Parigi viene vista come storica alleata dell’ellenismo moderno, dall’altra in alcuni ambienti ortodossi tradizionalisti la Francia rappresenta anche la patria dell’Illuminismo radicale, della secolarizzazione e del laicismo europeo. Qui emerge il tema della <em>Romiosini,</em> cioè la continuità spirituale e culturale del mondo romano orientale e bizantino all’interno dell’identità ellenica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rapporto particolare</h2>



<p>Per una parte del pensiero ortodosso conservatore, il modello occidentale nato dopo la Rivoluzione francese avrebbe progressivamente allontanato l’ellenismo moderno dalla sua matrice romano bizantina. Non sono pochi i monaci o gli ambienti tradizionalisti che guardano con diffidenza al laicismo francese, all’anticlericalismo e più recentemente alle trasformazioni culturali dell’Europa contemporanea. In questa lettura polemica l’“Occidente latino” viene spesso accusato di aver accelerato la scristianizzazione europea.</p>



<p>All’interno di questi ambienti esiste talvolta anche una percezione della Russia come possibile custode dei valori tradizionali ortodossi contro la deriva secolarizzata dell’Occidente. Si tratta di una visione minoritaria e controversa nella Grecia contemporanea, ma che continua a esercitare influenza in alcuni settori religiosi e culturali.</p>



<p>È proprio questa tensione irrisolta a rendere il rapporto franco ellenico così particolare. La Francia rappresenta simultaneamente per la Grecia moderna la protezione europea, la modernità politica, il prestigio occidentale e allo stesso tempo l’origine di quella secolarizzazione che una parte del mondo ortodosso considera estranea alla tradizione della Romiosini.</p>



<p>Per questo l’incontro tra Macron e Mitsotakis non può essere interpretato soltanto come un accordo militare o una partnership economica. È il riflesso di un rapporto storico molto più profondo in cui si intrecciano geopolitica, identità europea, memoria bizantina, Mediterraneo e lotta per la leadership regionale. <strong>Difendendo la Grecia, la Francia cerca oggi di presentarsi come il principale garante europeo del Mediterraneo orientale</strong> cercando di avere una voce maggiore anche nei confronti d`isreale. E la Grecia, stringendosi a Parigi, tenta di rafforzare la propria posizione in una delle aree più instabili e strategicamente decisive del continente europeo.</p>



<p>Dietro il protagonismo mediterraneo di Macron pesa però anche il nodo economico. La Francia prevede oltre 430 miliardi di euro di spesa militare tra il 2024 e il 2030, con un aumento di 36 miliardi per le forze armate. Ma secondo “Le Monde” e la Corte dei conti francese, le ambizioni strategiche di Parigi rischiano di scontrarsi con fragilità fiscali sempre più evidenti e con un indebitamento ai livelli più alti degli ultimi quindici anni. Parigi come nella sua storia vuole giocare su molteplici tavoli da protagonista ma la coperta finanziaria e anche industriale rischia di essere corta.</p>
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		<title>Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mediterraneo-macron-costruisce-lasse-francia-grecia-cipro-litalia-non-sfida-la-turchia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'iniziativa del presidente francese mira a rafforzare l'asse Francia-Grecia-Cipro, l'Italia non compromette i rapporti con Ankara. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mediterraneo-macron-costruisce-lasse-francia-grecia-cipro-litalia-non-sfida-la-turchia.html">Mediterraneo: Macron costruisce l&#8217;asse Francia-Grecia-Cipro, l&#8217;Italia non sfida la Turchia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cipro" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/macron-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em><strong>Da Cipro</strong></em> &#8211; La visita del presidente francese <strong>Emmanuel Macron</strong> a Cipro nei primi giorni di marzo 2026 è stata accompagnata da una retorica solenne: «<em>Quando Cipro è attaccata, è l’Europa che è attaccata</em>». La dichiarazione, fatta davanti al presidente cipriota <strong>Nikos Christodoulides </strong>e al primo ministro greco <strong>Kyriakos Mitsotakis </strong>nella base aerea di Paphos, ha trasformato l’isola nel simbolo di una nuova narrativa di difesa europea <strong>dopo che un drone di fabbricazione iraniana ha colpito la base britannica di RAF Akrotiri</strong>, la prima installazione su suolo europeo ad essere colpita dalla guerra in Medio Oriente. </p>



<p>L’accoglienza a Macron è stata in pompa magna. Oltre alle dichiarazioni, Parigi ha già dispiegato nel Mediterraneo orientale una combinazione di sistemi di difesa antiaerei, la portaerei nucleare <em>Charles de Gaulle</em>, la fregata <em>Languedoc</em> e una componente aerea significativa, e ha annunciato il proposito di costituire <strong>una missione navale europea di scorta lungo il Mar Rosso e lo stretto di Hormuz.</strong> trascinando simbolicamente anche altre potenze marittime europee, <em>come la Spagna,</em> che ha annunciato l’invio della fregata <em>Cristóbal Colón</em> in coordinamento con il gruppo navale francese per rafforzare la difesa del Mediterraneo orientale, e <em>l’Italia</em> con la fregata Martinengo<strong>.</strong> </p>



<p>I legami tra Grecia, Cipro e Francia affondano nel tempo: durante la dittatura dei colonnelli molti dissidenti greci e ciprioti, tra cui <strong>Constantinos Karamanlis</strong>, trovarono rifugio a Parigi. La Francia divenne così un punto di supporto politico e culturale, consolidando rapporti che perdurano nella cooperazione militare e strategica odierna. <strong>I rapporti economici e di difesa tra Atene, Nicosia e Parigi si sono consolidati negli ultimi anni con accordi sostanziali.</strong> La Grecia e la Francia hanno siglato nel 2021 un patto bilaterale di cooperazione in materia di difesa, che include la fornitura di fregate FDI (classe Kimon), 24 caccia Rafale e missili antinave Exocet. Queste acquisizioni rientrano in un ampio programma di modernizzazione delle forze armate elleniche, per un valore complessivo di circa 25 miliardi di euro nei prossimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cipro come avamposto dell&#8217;Europa</h2>



<p>La Francia e Cipro (Repubblica di Cipro) hanno invece firmato il 15 dicembre 2025 <strong>un accordo di partenariato strategico,</strong> che estende la cooperazione a difesa, economia e sicurezza. L’intesa prevede esercitazioni congiunte frequenti e un rafforzato sostegno operativo francese nel Mediterraneo orientale, consolidando la presenza di Parigi nella regione.</p>



<p>Sul piano greco, Atene ha inviato quattro F16 di propria dotazione alla base di Paphos e le fregate <em>Kimon</em> e <em>Psara</em> per rafforzare il dispositivo di difesa attorno a Cipro. L’intensificazione delle forze nel settore si inscrive in <strong>una relazione strategica di lunga data tra Grecia e Cipro</strong>, radicata non solo nell’ellenismo condiviso ma anche in cooperazioni militari strutturate nel tempo. </p>



<p>Da un lato, la narrazione ufficiale di Parigi e Atene pone l’accento sulla difesa dell’isola nel quadro di un’Europa che deve mostrare coesione di fronte a nuove minacce transfrontaliere. Dall’altro, la gestione politica del fenomeno mette in luce dinamiche ben più complesse. Cipro, pur essendo membro dell’Unione europea, resta un’isola spaccata: <strong>la Repubblica di Cipro controlla la parte meridionale, mentre nel nord opera la Repubblica Turca di Cipro Nord,</strong> riconosciuta unicamente da Ankara. In risposta alle tensioni regionali, <strong>fonti turche hanno affermato la possibile dislocazione di sei F16 nel Nord dell’isola</strong> per rafforzare le difese turcocipriote, misura che rischia di inquadrare la crisi nella più ampia contesa tra Turchia e alleati ellenici e occidentali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Presenza straniera ed esigenze di difesa</h2>



<p>La distanza tra retorica e realtà è evidente: mentre Parigi parla di <em>Europa unita nella difesa</em>, la presenza di mezzi militari sul terreno non è neutra né priva di effetti geopolitici. <strong>La militarizzazione dell’area di Cipro diventa un elemento di proiezione strategica europeo (e francese in particolare) </strong>in uno spazio storicamente conteso con Ankara. In questo senso, la retorica di salvaguardare l’isola da minacce asimmetriche si presta a posizionare forze e a delineare aree di influenza nel confronto con la Turchia.</p>



<p>A fronte delle esibizioni militari, la reazione interna a Cipro è tutt’altro che unanime. In queste settimane AKEL – Partito Progressista dei Lavoratori, principale partito di opposizione &#8211; insieme ad altri gruppi di sinistra ha tenuto proteste contro l’espansione delle basi militari non britanniche e l’allineamento filo-ccidentale del governo. <strong>Queste forze critiche contestano la decisione di potenziare la presenza straniera nell’isola </strong>e il fatto che informazioni cruciali sugli attacchi , in particolare il primo episodio su RAF Akrotiri, siano state recepite tramite fonti e comunicazioni britanniche piuttosto che annunciate ufficialmente da Nicosia, alimentando sospetti di scarsa trasparenza e di subordinazione agli apparati dei partner. </p>



<p>Il filo narrativo critico solleva anche dubbi sulla natura reale della minaccia: alcuni osservatori e analisti militari sostengono che l’episodio dei droni sia stato amplificato oltre le proporzioni o <strong>usato strumentalmente per giustificare l’espansione militare europea sull’isola</strong>, anche se non vi sono prove definitive di una manipolazione deliberata dei fatti.</p>



<p>Una voce di rilievo nelle analisi militari cipriote è <strong>Xristos Yakovou</strong>, figura influente nel rapporto tra gli apparati di difesa di Nicosia e i partner esterni. Yakovou ha sottolineato come la crisi attuale, pur derivando da dinamiche regionali esterne, offra una &#8220;opportunità strategica per riformulare il ruolo di Cipro all’interno della difesa europea<em>&#8220;</em>, ma ha anche avvertito che <em>“</em>l’isola non può essere ridotta a una pedina senza considerare gli equilibri storici e le sensibilità locali<em>”</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La posizione dell&#8217;Italia</h2>



<p>In questo quadro ad alta tensione, <strong>l’Italia ha adottato una postura intermedia</strong>. Roma ha inviato la fregata <em>Federico Martinengo</em> nella zona orientale del Mediterraneo a supporto della missione europea di difesa rafforzata attorno a Cipro, ma <strong>ha evitato dichiarazioni e azioni che possano essere interpretate come una sfida diretta ad Ankara.</strong> Il profilo più prudente di Roma riflette vincoli geopolitici concreti: da un lato, la relazione commerciale e strategica con la Turchia — che comprende legami economici significativi e interlocuzioni sulla Libia — impedisce un coinvolgimento troppo marcato; dall’altro, <strong>l’Italia sta valutando la vendita di fregate militari alla Grecia</strong>, operazione non ancora definita ma considerata come possibile bilanciamento alla crescente proiezione francese e all’emergere di una coalizione navale più vistosa nel Mediterraneo orientale.</p>



<p>La Russia resta formalmente defilata quando Cipro entra in fibrillazione, ma <strong>può influenzare la scena tramite la piccola minoranza russofona (circa il 3,6% della popolazione)</strong> e i legami economici, sfruttando la retorica di protezione dei paesi ortodossi.</p>



<p>La crisi di Cipro ha assunto così un significato simbolico e concreto: non è più soltanto un episodio di sicurezza locale legato a un attacco di droni isolato, ma <strong>un punto di incrocio tra strategie nazionali e di alleanza.</strong> Parigi ha colto l’occasione per porsi come protagonista della difesa europea attiva; Atene ha riaffermato il suo radicamento storico nel “mondo ellenico”; Nicosia ha tentato di trasformare un momento di vulnerabilità in un ruolo di partner europeo centrale, mentre il dissenso interno evidenzia che la militarizzazione dell’isola non è un consenso unanime. In un Mediterraneo orientale sempre più teatro di competizione tra attori regionali e globali, Cipro non è solo frontiera: <strong>è pedina e testimone di una ridefinizione della politica di sicurezza europea.</strong></p>
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		<title>Un nuovo fronte energetico nel Mediterraneo: la Grecia accelera sulle centrali nucleari galleggianti</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/un-nuovo-fronte-energetico-nel-mediterraneo-la-grecia-accelera-sulle-centrali-nucleari-galleggianti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2025 15:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1390" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Centrale Nucleare Galleggiante (Foto: Core Power)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-1024x575.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-600x337.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>Centrali nucleari galleggianti: la Grecia accelera sul progetto FNPP per rafforzare il Mediterraneo come hub energetico strategico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1390" height="781" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Centrale Nucleare Galleggiante (Foto: Core Power)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER.webp 1390w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-1024x575.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/floatingnuclearplantCOREPOWER-600x337.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1390px) 100vw, 1390px" /></p>
<p>Nel cuore del Mediterraneo sta prendendo forma un progetto destinato a influenzare le dinamiche energetiche dell’intera regione<a href="https://interestingengineering.com/energy/floating-nuclear-power-plant-in-greece" target="_blank" rel="noreferrer noopener">: la realizzazione di centrali nucleari galleggianti, note come Floating Nuclear Power Plants (FNPP)</a>. Una soluzione che, nata per rispondere alle fragilità delle reti elettriche insulari e costiere, si sta trasformando <strong>in una possibile alternativa strategica</strong> per un’area esposta agli effetti combinati della crisi climatica e della domanda di elettricità in aumento.</p>



<p><strong>La Grecia</strong>, con il suo mosaico di isole e la necessità di garantire forniture stabili anche nelle zone più remote, è diventata il centro del dibattito dopo un incontro ad Atene che ha riunito imprese, esperti e rappresentanti istituzionali attorno alla fattibilità del progetto. L’idea alla base delle FNPP è semplice nella forma e complessa nella realizzazione: costruire piattaforme marittime dotate di <strong>reattori nucleari modulari</strong> capaci di generare elettricità continua, senza emissioni di carbonio e con costi inferiori rispetto alle centrali tradizionali.</p>



<p>La prospettiva che queste infrastrutture possano essere posizionate al largo &#8211; senza consumo di suolo e con una gestione più flessibile delle operazioni &#8211; rappresenta un’opportunità per Paesi che puntano a diversificare le proprie riserve energetiche. La Grecia vede in questo progetto <strong>un possibile punto di svolta</strong>, anche alla luce dell&#8217;interesse internazionale per <strong>il Mediterraneo come hub energetico </strong>dedicato alle nuove tecnologie offshore in fase di sviluppo a livello globale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Greece takes its first step toward floating nuclear power.<br>CORE POWER, ABS Hellas, and Athlos Energy are now evaluating FNPP deployment—covering political will, public support, tech readiness, economics, and regulation. A major move for Greece’s clean energy and maritime future.… <a href="https://t.co/TmhmEvnxVp">pic.twitter.com/TmhmEvnxVp</a></p>&mdash; Nuclear Business Platform (@Nuclear_BP) <a href="https://twitter.com/Nuclear_BP/status/1990854622718972317?ref_src=twsrc%5Etfw">November 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il modello PESTLE </h2>



<p>L’incontro organizzato ad Atene a fine novembre ha visto la partecipazione di <strong>CORE POWER, ABS Hellas e Athlos Energy</strong>, tre realtà che da tempo lavorano sulla possibilità di trasferire in mare i principi della produzione nucleare avanzata. Il confronto si è concentrato <a href="https://www.corepower.energy/news/groundbreaking-floating-nuclear-energy-project-moves-forward-with-pestle-framework" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sull’utilizzo del modello PESTLE</a>, un approccio di analisi che valuta gli impatti politici, economici, sociali, tecnologici, legali e ambientali di un progetto di questa portata. Una scelta che riflette la consapevolezza che il nucleare galleggiante non può essere affrontato solo come un tema ingegneristico: richiede <strong>una visione integrata</strong> che tenga conto delle norme marittime internazionali, della percezione pubblica e delle implicazioni sui territori costieri.</p>



<p>Durante i lavori, i partecipanti hanno evidenziato il ruolo della leadership politica come fattore decisivo. Il primo ministro greco <strong>Kyriakos Mitsotakis</strong>, nei mesi precedenti, aveva espresso apertura all’idea di inserire l’energia nucleare <strong>all’interno del piano nazionale per l’energia e il clima entro il 2027</strong>. La posizione governativa, unita all’interesse degli operatori industriali, suggerisce quindi che il Paese potrebbe trovarsi in un momento di transizione in cui le FNPP non rappresentano più un concetto futuristico, ma <strong>uno scenario operativo da valutare con attenzione.</strong></p>



<p>Il quadro PESTLE servirà anche come base per un rapporto del <strong>Deon Policy Institut</strong> e per un documento aggiuntivo dedicato al possibile dispiegamento delle FNPP negli altri Paesi mediterranei. Una prospettiva che mostra come questo progetto non sia limitato alla Grecia, ma venga osservato da tutto il bacino <strong>come un potenziale modello replicabile.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le applicazioni delle centrali nucleari galleggianti</h2>



<p>ABS aveva già anticipato parte del lavoro <strong>nel 2024</strong>, quando pubblicò i primi requisiti dettagliati per la costruzione di centrali nucleari galleggianti. Quel documento evidenziava un punto cruciale: molte delle tecnologie più avanzate destinate ai reattori marittimi non hanno ancora raggiunto piena maturità. Nonostante ciò, sottolineava anche come il principio del reattore modulare – adottato nella nuova generazione di sistemi nucleari – <strong>possa essere esteso alle FNPP </strong>con vantaggi considerevoli in termini di sicurezza, costi e rapidità di implementazione.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/energia/polonia-in-arrivo-i-primi-reattori-modulari-deuropa-cosi-varsavia-inaugura-la-nuova-era-del-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La modularità</a> non rappresenta solo una caratteristica tecnica, ma <strong>una vera leva strategica</strong>: permette di adattare la potenza alle esigenze di porti, infrastrutture industriali, grandi attracchi commerciali e comunità costiere, oltre a rendere più gestibile la manutenzione e la logistica. Il consorzio composto da ABS, CORE POWER e Athlos Energy sta lavorando proprio a questo: definire i <strong>CONOPS </strong>(Concetti Operativi Originali), stabilire protocolli di funzionamento <strong>e valutare le aree idonee del Mediterraneo </strong>in base a profondità dei fondali, rotte navali, venti dominanti e presenza di infrastrutture di supporto.</p>



<p>Tra le applicazioni considerate rientrano la produzione di energia per le isole non interconnesse alla rete continentale, il supporto ai porti commerciali che devono ridurre le emissioni, l’alimentazione di impianti di desalinizzazione fondamentali in un Mediterraneo sempre più esposto alla scarsità idrica. <strong>L’obiettivo è rendere le FNPP strumenti flessibili</strong>, in grado di dare risposta a emergenze energetiche e a esigenze strutturali, trasformando il mare in un nuovo spazio di produzione sicura e programmabile.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Groundbreaking floating nuclear <a href="https://twitter.com/hashtag/energy?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#energy</a> project moves forward with PESTLE framework <a href="https://twitter.com/hashtag/floatingproduction?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#floatingproduction</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/maritimetechnologies?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#maritimetechnologies</a> <a href="https://t.co/CGkmpX5esq">https://t.co/CGkmpX5esq</a></p>&mdash; HELLENIC SHIPPING NEWS Worldwide (@HELLENICSHIP) <a href="https://twitter.com/HELLENICSHIP/status/1991124706565542368?ref_src=twsrc%5Etfw">November 19, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Governance, rischi e nuovi equilibri</h2>



<p>L’avanzamento del progetto delle <a href="https://it.insideover.com/economia/russia-rotta-la-centrale-nucleare-galleggiante.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centrali nucleari galleggianti</a> apre scenari che vanno oltre la semplice innovazione energetica: portare reattori in mare <strong>implica la costruzione di un sistema di governance</strong> che integri norme marittime internazionali, responsabilità di sicurezza e processi autorizzativi ancora poco definiti per infrastrutture di questa natura.</p>



<p> Il consorzio coinvolto ha indicato che questi aspetti verranno affrontati attraverso un white paper ad accesso pubblico, con l’obiettivo di <strong>offrire agli Stati mediterranei un riferimento condiviso</strong>. La Grecia, da parte sua, si trova davanti a un’opportunità che <strong>potrebbe modificarne il peso strategico</strong> nella regione, ma anche a una serie di scelte che richiedono prudenza e una capacità di pianificazione di lungo periodo.</p>



<p>Se il progetto dovesse procedere, le FNPP potrebbero diventare non tanto un simbolo di trasformazione, quanto <strong>un vero e proprio strumento operativo</strong> capace di intervenire in modo concreto sulle vulnerabilità strutturali dell’area, garantendo un approvvigionamento stabile, una gestione più efficiente dell’acqua e il supporto alle infrastrutture critiche.</p>
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		<title>Gas americano per l’Ucraina: la Grecia diventa l’hub dell’energia anti-Mosca</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/gas-americano-per-lucraina-la-grecia-diventa-lhub-dellenergia-anti-mosca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 12:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gnl]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[TurkStream pipeline]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-2048x1533.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kiev stringe un accordo con Atene per la fornitura di GNL Usa tramite un nuovo gasdotto che potrebbe mettere all'angolo Ankara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/gas-americano-per-lucraina-la-grecia-diventa-lhub-dellenergia-anti-mosca.html">Gas americano per l’Ucraina: la Grecia diventa l’hub dell’energia anti-Mosca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1438" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-768x575.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-1536x1150.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220325152912684_0364786660cf7ef351960645ac54a179-2048x1533.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La<strong> Russia</strong> conquista terreno in <strong>Ucraina</strong> e Kiev non perde tempo per mettere in sicurezza il suo futuro energetico guardando oltreoceano. Tra infrastrutture bombardate e approvvigionamenti a rischio, gli ucraini si sono premurati di firmare un accordo per la <strong>fornitura di <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-conquista-lucraina.html">gas naturale americano</a></strong> nell’arco dei prossimi tre lustri, e a dargli una mano ci sarebbe un attore che finora non si è mai esibito da protagonista sul palcoscenico energetico del Vecchio Continente: <a href="https://it.insideover.com/energia/il-gas-americano-per-lucraina-sbarca-in-grecia-un-altro-segno-della-dipendenza-europea.html">la Grecia</a>.&nbsp; Tale scenario può ribilanciare gli equilibri e finire per rischiare di rompere le uova nel paniere a chi ha sempre garantito ai Paesi europei l’accesso alle risorse naturali.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive di Kiev tra guerra e GNL Made in USA&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Mentre gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/sconfitte-inchieste-lo-tsunami-che-sta-devastando-lucraina.html">scandali di corruzione</a> travolgono i fedelissimi di Zelensky, la compagnia statale <strong>Naftogaz</strong> ha stretto un accordo con la greca Atlantic-See LNG Trade SA che permetterà a Kiev&nbsp; una fornitura costante e continua di gas statunitense fino al 2050. L’oro blu, dopo aver solcato le acque dell’Atlantico ed essere approdato lungo le coste elleniche, <strong>sarà rigassificato e poi trasportato più a Nord per riscaldare le case degli ucraini</strong>. Il gasdotto che fungerebbe da trait d’union&nbsp; dal Mediterraneo alle steppe centro-orientali dell’Europa dovrebbe essere il “<strong><a href="https://energiaoltre.it/ecco-come-il-corridoio-verticale-delleuropa-sud-orientale-rimodellera-il-transito-del-gas/">Corridoio Verticale</a></strong>” su cui stanno investendo nazioni dell’Est e del Sud del nostro continente. Il fine è di <strong>unire i segmenti infrastrutturali tra Grecia, Bulgaria, Romania, Moldavia e Ucraina nel segno dell’indipendenza energetica dal Cremlino</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per Kiev, il progetto è da intendersi come una strategia volta a non farla apparire come un attore passivo nelle decisioni relative al proprio avvenire, come è parsa negli ultimi mesi sullo sfondo delle trattative tra Washington e Mosca. Da un lato, ciò consente al Paese di divenire un tassello importante nel puzzle delle catene di approvvigionamento a cui vuole dare forma l’Unione Europea; dall’altro dà modo di <strong>irrobustire l’ossatura energetica tramite centrali elettriche più moderne,</strong> impianti di stoccaggio più efficienti e infrastrutture più resistenti.&nbsp;</p>



<p>A condire il tutto, Naftogaz si è mossa anche sul fronte a Nord di Kiev tendendo una mano alla <strong>polacca Orlen</strong> per l’importazione di altro gas americano, pari a un volume di 300 milioni di metri cubi.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Atene: l’alfiere energetico contro Mosca&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>La partita non si gioca solo nell’Europa centro-orientale, ma è molto più strategica nelle acque calde del Mediterraneo. La Grecia, mettendo a disposizione i suoi terminali, non si fa semplicemente artefice di una partnership economica transfrontaliera, ma demiurgo di uno scenario geopolitico potenzialmente dirompente dopo essere stata additata come il ventre molla d’Europa per anni. Il premier <strong>Kyriakos Mitsotakis</strong> non ha perso tempo a far sapere che Atene sarà un <strong>nuovo hub di alimentazione energetica</strong>, sostituendo ogni metro cubo proveniente da Mosca.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Dietro le dichiarazioni con cui si punta il dito contro l’Orso russo, il messaggio sarebbe destinato a un altro attore euroasiatico: la <strong>Turchia</strong>. I greci temono che Ankara possa interferire nei piani energetici prossimi al battesimo e che abbia un grande interesse a non tagliare i ponti con la Russia. La Turchia ospita parte delle tubature del gasdotto <a href="https://it.insideover.com/energia/turchia-giocando-sul-gas-russo-lequilibrista-erdogan-si-siede-al-tavolo-dei-grandi.html">TurkStream </a>per il trasporto dell’oro blu di Mosca fino alla regione della Tracia Orientale per poi raggiungere i territori europei ed è un’infrastruttura che ha consentito ai turchi di essere tra i principali responsabili delle forniture di gas ai consumatori europei. Il Governo di Tayyip Erdogan non ha fatto mistero di fare dell’Anatolia un<strong> hub energetico grazie alle importazioni di gas da Nord e attraverso l’esplorazione di giacimenti domestici per approvvigionare i vicini di casa occidentali</strong>. A dare manforte ci sono la Slovacchia e l’Ungheria impegnate nel fare il controcanto rispetto al resto dell’Ue, in quanto il gas a stelle e strisce risulterebbe molto più costoso per le loro aziende e la loro produzione energetica.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Atene, intanto, incassa il plauso del segretario Usa all’Energia <strong>Chris Wright</strong> e a riprova del nuovo sodalizio greco-americano spunta una nuova collaborazione aziendale tra <strong>due colossi energetici operanti sulle due sponde dell’Atlantico</strong>. La statunitense ExxonMobi, insieme alla greca HelleniQEnergy e a Energean, inizierà le attività esplorative nel Blocco 2 del Mar Ionio, dando luogo a una delle operazioni di lavorazione delle risorse naturali più memorabili da oltre quarant’anni.</p>



<p>Un quadro simile dimostra come il futuro del Vecchio Continente non passa più dal raggiungimento di una pace che metta a tacere le armi sui campi di battaglia, ma anche dai terminali di rigassificazione e dai corridoi logistici che permettono a tutti noi di scaldarci e di far funzionare la nostra economia.&nbsp;</p>



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		<title>Dall&#8217;Europa matrigna all&#8217;Ue finanziatrice: le grandi ambizioni della Grecia sul riarmo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 09:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327-600x402.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250720095508143_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_867327-1536x1028.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'Europa matrigna all'Ue finanziatrice: le grandi ambizioni della Grecia sul riarmo.</p>
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<p>Un tempo per la <strong>Grecia</strong> l&#8217;Europa era una <strong>severa matrigna</strong> che ha portato ad Atene una lista dei compiti a casa dura sul fronte del <strong>risanamento di bilancio</strong> e dell&#8217;austerità interna, ora per il primo ministro <strong>Kyriakos Mitsotakis</strong> è diventata una generosa filantropa sul fronte dell&#8217;espansione di un <strong>bilancio militare</strong> con cui il Paese vuole essere protagonista sul fronte mediterraneo.</p>



<p>Il 17 luglio, infatti, il ministro della Difesa del governo conservatore di Nuova Democrazia, Nikos Denidas, ha concordato col viceministro dell&#8217;Economia Thanos Petralias l&#8217;idea di ampliare i finanziamenti pubblici per la Difesa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per il riarmo della Grecia</h2>



<p>La Grecia è stata a lungo costretta a operare dolorose misure di austerità che il predecessore di Mitsotakis, Alexis Tsipras, ha dovuto mettere a terra per convincere gli investitori internazionali e le istituzioni comunitarie a continuare a sostenere il debito greco. Ora, dopo anni di rigore, <strong>Mitsotakis ha dato mandato di entrare in campo sul piano Readiness 2030/ReArm Europe </strong>e far sì che Atene possa accedere al programma di prestiti della <a href="https://flight.com.gr/safe-meeting-greece/">Security Action For Europe (Safe)</a>, la struttura di finanziamento dell&#8217;investimento dei Paesi comunitari nell&#8217;industria della difesa continentale.</p>



<p>Ad aprile il governo di Atene ha proposto di investire <strong>oltre 28 miliardi di euro aggiuntivi in Difesa</strong> per migliorare la preparazione operativa e gli armamenti delle forze armate greche da qui al 2037. Il contesto greco parla soprattutto allo scenario del Mediterraneo orientale e, in uno complesso sistema dettato da una geopolitica sempre più competitiva, identifica nella Turchia e nelle sue ambizioni regionali la principale minaccia alla sicurezza del Paese. </p>



<p>Per quanto formalmente alleata di Atene nella Nato, <strong>Ankara si è mossa dinamicamente su più fronti</strong> per condizionare la strategia del Paese ellenico: proiezione in Siria, rafforzamento dell&#8217;attivismo marittimo e in campo energetico nell&#8217;area di <a href="https://it.insideover.com/politica/carlo-marsili-cipro-nella-nato-erdogan-dira-no.html">Cipro,</a> un rilancio della presenza in Libia orientale per condizionare con gli accordi sugli spazi marittimi la proiezione greca ed accerchiare Atene. A ciò la Grecia risponde prendendo atto del mutato clima strategico e rilanciando il <em>procurement</em> militare. </p>



<p><a href="https://www.gisreportsonline.com/r/greece-defense-ambitions/">Il piano di investimenti vidimato ad aprile, scrive <strong>Federica Saini Fasanotti su Gis Report,</strong></a> &#8220;si basa su quattro pilastri principali. Il primo è la modernizzazione degli equipaggiamenti delle forze terrestri, aeree e navali attraverso l&#8217;acquisizione di nuove tecnologie e sistemi d&#8217;arma. Il secondo è l&#8217;aumento dell&#8217;efficienza operativa sia internamente, attraverso l&#8217;addestramento congiunto delle forze, sia esternamente, attraverso esercitazioni internazionali congiunte. Il terzo pilastro si concentra su esercitazioni avanzate e sul miglioramento dei servizi digitali. Infine, <a href="https://www.macrotrends.net/global-metrics/countries/GRC/greece/military-spending-defense-budget" target="_blank" rel="noreferrer noopener">prevede investimenti</a> nella difesa delle infrastrutture critiche e nella sicurezza ibrida&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il riarmo greco passa anche per Usa e Israele</h2>



<p>I partner privilegiati per gli acquisti militari saranno in campo navale Francia e Italia, con l&#8217;idea di <a href="https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1266774/govt-in-talks-to-buy-two-bergamini-frigates-from-italy-dendias-says/">acquistare due fregate classe &#8220;Bergamini&#8221; di seconda mano da Roma che resta sul tavolo,</a> mentre in campo aereo e di deterrenza missilistica Atene si blinda con la partnership con gli Usa e un <strong>asse privilegiato con Israele</strong>. Questa strategia, nota Saini Fasanotti, &#8220;include l&#8217;acquisizione di sistemi tecnologici avanzati, come 20 caccia F-35 di quinta generazione, e lo sviluppo del <a href="https://elisme.gr/en/i-emvlimatiki-aspida-tou-achillea/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">progetto Achilles&#8217; Shield</a> (noto anche come Tholos), da 2,8 miliardi di euro, un sistema completo di difesa aerea, missilistica e anti-drone&#8221;. L&#8217;Iron Dome ellenico potrebbe, secondo Breaking Defense, costituirsi come sistema di difesa stratificata sul modello israeliano <a href="https://breakingdefense.com/2025/04/hellenic-dome-greece-touts-achilles-shield-air-defense-system-to-free-up-ships-fighter-jets/">utilizzando in parte assetti acquistati dallo Stato Ebraico come i missili Barak assieme ai sistemi americani Patriot.</a></p>



<p>Atene spende già più del 3,1% del Pil in Difesa e mira a essere una delle prime nazioni europee a <strong>ottenere la soglia cumulativa del 5% tra spese per lo &#8220;strumento difesa&#8221;</strong> e gli investimenti complementari in logistica, operazioni, infrastrutture per blindare la sua sicurezza nel Mediterraneo orientale. Scappatoie sul debito e prestiti europei aiuteranno, in uno strano caso di cambio di sorte: la stessa Europa che spingeva Atene a tagliare i fondi a pensioni, ospedali e spesa sociale per ridurre il debito ora ne finanzia in maniera generosa il riarmo. Una svolta che mostra i profondi cambi di paradigma e priorità in un&#8217;Ue geneticamente mutata dalle crisi geopolitiche di un mondo sempre più competitivo.</p>



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