<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Kofi Annan Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/kofi-annan/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/kofi-annan</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 15 Nov 2025 13:52:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Kofi Annan Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/kofi-annan</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Unione? Non se ne parla. Erdogan blinda la divisione di Cipro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unione-non-se-ne-parla-erdogan-blinda-la-divisione-di-cipro.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:52:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Mar Mediterraneo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=493738</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p> Il leader turco ribadisce che per l'isola la soluzione "più realistica" è la divisione in due Stati. I piani di Ankara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unione-non-se-ne-parla-erdogan-blinda-la-divisione-di-cipro.html">Unione? Non se ne parla. Erdogan blinda la divisione di Cipro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cipro" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/cipro-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dal sogno federale al muro dei due Stati. Quando <strong>Recep Tayyip Erdogan afferma che la soluzione più <a href="https://it.insideover.com/guerra/erdogan-contro-netanyahu-la-turchia-rompe-i-rapporti-diplomatici-con-israele.html">“realistica” per Cipro</a> è quella di due Stati,</strong> non sta solo rilanciando la posizione di Ankara. Sta chiudendo, almeno sul piano politico, una stagione iniziata negli anni Sessanta con l’idea di una repubblica comune, poi trasformata in modello federale sotto l’egida delle Nazioni Unite. </p>



<p>Al fianco del nuovo presidente turco-cipriota, <strong>Tufan Erhurman</strong>, Erdogan ribadisce che i tentativi negoziali dal 1968 a oggi non hanno prodotto risultati e che non ha più senso sedersi al tavolo solo “per salvare le apparenze”. È un modo per dire al mondo: <strong>la linea della Turchia non è più la riunificazione</strong>, ma il riconoscimento di due entità politiche separate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto congelato da mezzo secolo</h2>



<p>Per capire la forza di questo messaggio bisogna tornare al 1974: il colpo di Stato sostenuto da settori greci che puntavano all’annessione dell’isola ad Atene, l’intervento militare turco, la divisione de facto del territorio. Già dal 1963 l’amministrazione di condivisione del potere era collassata e violenze sporadiche avevano scavato un solco tra comunità greco-cipriota e turco-cipriota. Nel 1983 i turco-ciprioti proclamano la <strong>Repubblica Turca di Cipro Nord, riconosciuta solo dalla Turchia</strong>. Il resto del mondo continua a considerare legittima la sola Repubblica di Cipro, oggi membro dell’Unione Europea. La linea verde controllata dalle Nazioni Unite diventa il simbolo di un conflitto “congelato”, ma mai risolto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il fallimento del modello federale</h2>



<p>Le Nazioni Unite hanno a lungo sostenuto l’idea di una Cipro federale, con due comunità politicamente uguali all’interno di un unico Stato. Il momento decisivo fu il piano dell’allora segretario generale <strong>Kofi Annan</strong>: una repubblica composta da due entità con ampie autonomie, unica personalità internazionale, governo congiunto. Nel 2004 il piano viene approvato dai turco-ciprioti e respinto dai greco-ciprioti. <strong>Poche settimane dopo, però, l’Unione Europea accoglie Cipro come Stato membro,</strong> includendo formalmente anche il Nord, pur senza controllarlo. Per Ankara e per i turco-ciprioti, da allora, questa scelta è la prova che la parte greca può bloccare qualunque compromesso contando sulla protezione europea, senza pagare un prezzo politico reale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovranità, uguaglianza e paura della minoranza</h2>



<p>Erdogan oggi riprende quel filo: accusa Nicosia di rifiutare l’uguaglianza “sovrana” dei turco-ciprioti e di volerli ricondurre al ruolo di semplice minoranza in uno Stato controllato di fatto dalla componente greco-cipriota. Erhurman, da parte sua, parla del “popolo turco-cipriota” come di uno dei due “fondatori” dell’isola, con diritti sovrani su tutta Cipro e non solo sul Nord. <strong>È una visione che rovescia la lettura internazionale dominante:</strong> non una regione secessionista da reintegrare, ma uno dei due soggetti originari, che chiede parità di status nelle decisioni su energia, idrocarburi, giurisdizioni marittime, rotte commerciali. Sotto la disputa giuridica si nasconde la vera paura: per i greco-ciprioti, accettare la piena parità significa rinunciare alla posizione di maggioranza e alle leve di potere costruite in decenni; per i turco-ciprioti, rinunciare alla parità significa consegnarsi a uno Stato che percepiscono come ostile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Turchia garante e potenza regionale</h2>



<p>In questa dinamica, la Turchia non è solo “madrepatria”, come ama definirsi Erdogan, ma <strong>potenza regionale che usa Cipro anche come leva strategica nel Mediterraneo orientale</strong>. Essere uno dei tre Paesi garanti (insieme a Grecia e Regno Unito) significa avere un ruolo formale sulla sicurezza dell’isola, ma oggi Ankara va ben oltre: basi militari, presenza navale, accordi energetici. L’argomento è semplice: senza la protezione turca, i turco-ciprioti sarebbero schiacciati dall’isolamento politico ed economico. Ma per Atene, Nicosia e molti partner europei, quella stessa protezione è il veicolo con cui la Turchia estende la propria influenza sui giacimenti di gas, sulle rotte di trasporto energetico e sull’equilibrio marittimo del Mediterraneo orientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gas, mare e nuova geografia del potere</h2>



<p>La questione di Cipro, infatti, non è più solo etnica o storica. I giacimenti di gas scoperti al largo dell’isola e le controversie sui confini marittimi<strong> hanno trasformato il Mediterraneo orientale in un campo di contesa tra Turchia, Grecia, Cipro, Israele, Egitto e, sullo sfondo, Unione Europea e Stati Uniti.</strong> Rivendicare due Stati significa per Ankara tentare di legittimare una propria zona di influenza nel Nord dell’isola e nelle acque ad esso collegate. Rivendicare una sola repubblica federale, per Nicosia, significa invece mantenere il controllo formale sull’intera zona economica esclusiva e negoziare dall’alto la distribuzione dei benefici. Finché nessuno dei due schieramenti accetterà di rinunciare a questo vantaggio strategico, la mediazione internazionale avrà margini strettissimi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un conflitto che parla al futuro della regione</h2>



<p>Le parole di Erdogan arrivano in <strong>una fase di crescente militarizzazione del Mediterraneo orientale</strong>, con nuove basi, cooperazioni tra Stati, esercitazioni aeree e navali. Cipro diventa così il simbolo di un equilibrio regionale più ampio: tra mondo arabo ed europeo, tra Turchia e Grecia, tra alleanze della difesa occidentale e interessi energetici. La scelta tra modello federale e scenario dei due Stati non riguarda solo l’assetto istituzionale dell’isola, ma definisce anche chi avrà titolo per sedersi ai tavoli su gas, mare e sicurezza nel quadrante che va da Suez ai Balcani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: l’isola che non trova la sua forma</h2>



<p>Erdogan vuole chiudere il capitolo dei negoziati infiniti e ridisegnare la questione cipriota su basi nuove: riconoscimento della Repubblica Turca di Cipro Nord o, almeno, accettazione di una parità di fatto. I greco-ciprioti continuano a contare sulla legittimità internazionale e sulla protezione dell’Unione Europea per mantenere l’obiettivo di una riunificazione sotto un’unica sovranità. In mezzo, la comunità internazionale ripete da decenni le stesse formule, mentre sul terreno si consolidano divisione, basi militari e interessi energetici. <strong>Cipro resta così il laboratorio dove si misurano i limiti della diplomazia multilaterale</strong>: un’isola piccola, ma capace di rivelare quanto sia difficile, oggi, trovare una forma politica condivisa in un Mediterraneo che è tornato a essere un mare conteso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/unione-non-se-ne-parla-erdogan-blinda-la-divisione-di-cipro.html">Unione? Non se ne parla. Erdogan blinda la divisione di Cipro</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 13:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=491240</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si è molto discusso del dibattito (chiamiamolo così) tra Carlo Calenda e Jeffrey Sachs. Vediamo qualche fatto concreto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Calenda" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs-.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/calenda-sachs--600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Abbondantemente commentato, circola molto sui social lo spezzone di trasmissione in cui <strong>Carlo Calenda</strong> si confronta con l&#8217;economista e professore della Columbia University Jeffrey Sachs al quale, a un certo punto della discussione, dà del &#8220;bugiardo&#8221; e del &#8220;propagandista putiniano&#8221;. Circola, il video, anche perché Calenda lo promuove, essendone a quanto pare orgoglioso. Non ci sarebbe alcuna ragione per occuparsi di una cianfrusaglia politica come Calenda, e ancor meno dei suoi show televisivi, se non fosse che tutto in quello pseudodibattito (dove peraltro si è permesso a uno degli interlocutori di insultare l&#8217;altro, non bello) è <strong>perfettamente esemplare della distorsione ideologica che subiamo da anni</strong> e che ha portato l&#8217;Europa nel vicolo cieco in cui ora si trova.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Durissimo scontro tra Jeffrey Sachs e Carlo Calenda: &quot;Mi sta chiamando bugiardo?&quot;, Sì, penso che lei stia mentendo, fa propaganda putiniana&quot;.<a href="https://twitter.com/hashtag/piazzapulita?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#piazzapulita</a> <a href="https://t.co/nQUFG4MTxP">https://t.co/nQUFG4MTxP</a></p>&mdash; La7 (@La7tv) <a href="https://twitter.com/La7tv/status/1981475131110146129?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Intanto, vale la pena di sottolineare lo squilibrio di competenze. Sachs, 70 anni, ha un importante passato come consulente di Governi e capi di Stato: lo è stato per il Governo polacco nel 1989, per&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mikhail_Gorbaciov">Mikhail Gorbaciov</a>&nbsp;nel 1990-1991, per il team economico del presidente russo&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Eltsin">Boris Eltsin</a>&nbsp;nel 1991-1993 e per quello del presidente ucraino&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonid_Kuchma">Leonid Kuchma</a>&nbsp;nel 1993-1994. Poi dal 2001 al 2018 è stato consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, prima con <strong>Kofi Annan</strong> e poi con <strong>Antonio Guterres</strong>. Altrimenti detto, e con rispetto parlando, Sachs si occupava ad altissimo livello di Russia e Paesi circostanti quando Calenda, nato nel 1973, faceva con risultati altalenanti il liceo e aveva appena messo incinta la segretaria del patrigno. </p>



<p>Ma non importa. Calenda, in seguito, è stato vice-ministro dello Sviluppo economico (2013-2016) e poi ministro dello stesso dicastero (2016-2018) con due premier ora superatlantisti come <strong>Paolo Gentiloni </strong>e <strong>Matteo Renzi</strong>. Qualche competenza dovrebbe averla anche lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le umiliazioni cinesi della Ue</h2>



<p>E questo ci riporta al dibattito di cui sopra. Sachs esprime le sue opinioni, che possono essere condivise o meno. I lettori di InsideOver <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-a-jeffrey-sachs-sanzioni-contro-mosca-inutili-e-dannose-per-la-pace-gaza-laccordo-non-reggera.html">ne hanno appena avuto un saggio</a> e, da persone adulte, possono serenamente giudicare. A chi scrive, per esempio, del suo intervento televisivo è parsa molto convincente la parte in cui <strong>ha criticato l&#8217;assenza di una diplomazia europea</strong>, che si è schiacciata su quella americana e ha rinunciato a ogni forma di comunicazione con quelli che considera rivali sistemici, la Russia e la Cina. Ma se non parli con gli avversari, con quelli che ti preoccupano, con chi parli? <strong>A che serve una diplomazia?</strong> E i risultati si vedono. In luglio la delegazione europea formata da Ursula von der Leyen, la responsabile della politica Estera Kaja Kallas e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, arrivata a Pechino per trattare sulle politiche commerciali, è stata a dir poco umiliata. E in questi giorni, <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-snobba-il-ministro-degli-esteri-tedesco-annullata-la-visita-di-wadephul.html">come ha raccontato Roberto Vivaldelli in queste pagine</a>, il ministro degli Esteri tedesco, <strong>Johann Wadephul</strong>, ha dovuto annullare una visita in Cina, programmata da tempo, perché nessuno dei dirigenti cinesi era disponibile a riceverlo. Quanto alla Russia non serve parlarne.</p>



<p>Ma nella visione di Calenda va bene così, è giusto così. <strong>Anche se poi dice che la trattativa Ue sui dazi con Trump è stata un disastro.</strong> Sarebbe interessante capire come sarebbe potuta andare diversamente, se ci siamo amputati di ogni spazio di manovra politica e se abbiamo affidato tre dei dicasteri più importanti della Commissione europea a esponenti dei piccoli Paesi baltici, che sono più filoamericni di molti americani: la Kallas, già citata, già premier dell&#8217;Estonia, alla Politica estera; <strong>Andrius Kubilius</strong>, già premier della Lituania, al commissariato per la Difesa e lo spazio; e <strong>Valdis Dombrovskis</strong>, ex premier della Lettonia, alla politica economica e finanziaria.    </p>



<p>Ma dove Calenda rivela tutta la propria pochezza è quando ricicla l&#8217;armamentario tipico della politica europea di quest&#8217;ultimo decennio, lo stupidario ideologico che ci ha portati nell&#8217;attuale situazione. Primo capitolo: la famosa dipendenza energetica dalla Russia. Calenda ricorda di essere andato, da ministro, a trattare coi russi sul gas, anche se c&#8217;era già stata l&#8217;occupazione della Crimea e anche se, allora, spendeva parole al miele per la Russia (<strong>si veda qua sotto</strong>). </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Era solo il 2016 quando il putiniano Calenda voleva trasferire, addirittura, il Colosseo in Russia. <a href="https://t.co/Q4G0SX2tZ1">pic.twitter.com/Q4G0SX2tZ1</a></p>&mdash; Danilo Della Valle (@Dani_DellaValle) <a href="https://twitter.com/Dani_DellaValle/status/1909520219619344541?ref_src=twsrc%5Etfw">April 8, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong>Calenda dice di essersene pentito</strong> ma non dice perché lui e il Governo di cui faceva parte si comportavano in quel modo. La risposta la diamo noi per lui: <strong>perché ci conveniva.</strong> Perché la famosa &#8220;dipendenza&#8221; l&#8217;Europa l&#8217;ha cancellata con un tratto di penna (quindi non era questa gran schiavitù) ma con quel tratto ha rinunciato anche ad avere energia sicura (abbiamo importato petrolio e gas russo dai primissimi anni Sessanta) a prezzi accettabili, mandando a catafascio il proprio modello economico. E cacciandosi nella situazione per cui <strong>Mario Draghi</strong>, che da premier trattava gli italiani come dei <em>minus habens</em> rimproverando loro di preferire i condizionatori alla libertà, oggi piange i costi eccessivi dell&#8217;energia che penalizzano la competitività europea. E propone di lasciar perdere la Ue ma di affidarsi di volta in volta, problema per problema, a &#8220;coalizioni di volenterosi&#8221;. Un bel risultato, no?</p>



<p>Ma Calenda rivela tutta la pochezza intellettuale di questo modo di affrontare i problemi quando Sachs dice che nel 2014, lui presente a Kiev, i maneggi degli Usa contribuirono a far andare le cose come andarono. <strong>È lì che Calenda gli dà del bugiardo e del propagandista putiniano.</strong> Ma non solo: dice che nel 2014 gli ucraini (attenzione: gli ucraini) si ribellarono per non finire sotto l&#8217;influenza russa. </p>



<p>Non c&#8217;è una sola parola di Calenda, in questi passaggi, che contenga una minima percentuale di verità. Sui maneggi degli americani non ci sono più dubbi. Vale come primo esempio la famosa affermazione con cui la vicesegretaria di Stato <strong>Victoria Nuland</strong> rivendicava i 5,1 miliardi di dollari spesi per &#8220;promuovere la partecipazione civica e il buon governo&#8221;; o la telefonata in cui la Nuland e l&#8217;ambasciatore Usa a Kiev, Geoffrey Pyatt, prima della fuga del presidente <strong>Viktor Yanukovich</strong> e del ribaltone, discettavano su chi sarebbe stato il prossimo primo ministro dell&#8217;Ucraina, che poi, guarda caso, fu proprio il loro preferito, Arsenij Jaceniuk. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come andò nel 2014</h2>



<p>E poi la questione &#8220;degli ucraini&#8221; che non volevano sottostare all&#8217;influenza russa. Calenda fa finta di non sapere (e se non lo sa, peggio ancora) che non era affatto così. C&#8217;è un&#8217;infinità di ricerche sul campo, incontestabili, che raccontano una realtà ben diversa. Nel 2013, con l&#8217;Euromaidan in pieno corso, <strong>USAID (l&#8217;agenzia Usa per lo sviluppo, quella detestata da Trump) pubblicò uno studio</strong> da cui risultava che il 37% degli ucraini desiderava l&#8217;adesione alla Ue mentre il 33% preferiva l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia. Stesso studio: il 35 chiedeva di intensificare le relazioni con la Ue, il 34% quelle con la Russia.</p>



<p><strong>Ricerca dell&#8217;istituto americano Gallup (pubblicata nel marzo 2014)</strong>: il 17% degli ucraini considerava la Nato &#8220;una protezione&#8221; mentre il 29% la considerava una minaccia (e il 44% non sapeva giudicare). Adesione alla Ue: 52% di sì nell&#8217;Ucraina occidentale, 55% in quella centrale, 19% in quella orientale. Fedeltà alla Russia: 25% di consensi nell&#8217;Ucraina occidentale, 42% in quella centrale, 60% in quella orientale. </p>



<p><strong>Ricerca del Razumkov Center di Kiev (maggio 2013):</strong> il 41,7% si pronuncia per l&#8217;integrazione nella Ue, il 31% per l&#8217;adesione all&#8217;Unione doganale proposta dalla Russia, il 13,5% per il non allineamento rispetto a entrambe.</p>



<p><strong>Ricerca del Kiev International Institute of Sociology (febbraio 2014)</strong>: il 23% supportava il presidente in carica Janukovich, il 40% la protesta e un 32% si diceva neutrale.</p>



<p>Ricerche Usa e Ucraine, come si vede, nessun filoputiniano di mezzo. <strong>Quindi dire, come fa Calenda, che &#8220;gli ucraini&#8221; erano tutti schierati contro la Russia è una bugia (se Calenda è preparato) o una mistificazione</strong>, in ogni caso un&#8217;affermazione, questa sì, di propaganda non suffragata dai fatti. Furono proprio i maneggi degli Usa, della Ue e degli oligarchi ucraini a far pendere la bilancia da un lato piuttosto che dall&#8217;altro. E per finire con il famoso dibattito Tv: da un lato c&#8217;era uno studioso come Sachs, con decenni di esperienza sui temi trattati, che esprimeva opinioni personali, giuste o sbagliate che possiamo ritenerle; dall&#8217;altra un politicante come Calenda che, per sua stessa ammissione, di opinioni su quel tema ne ha già cambiate diverse, ora sostiene tesi ideologiche e non rispondenti ai fatti e dà del bugiardo e del propagandista agli altri. Fate voi.</p>



<p><strong><em>Noi di InsiderOver ci proviamo sempre: ad andare oltre i luoghi comuni e oltre il frastuono della cronaca,  a cercare di trovare uno notizia in più, un fatto in più, un dato in più. È il nostro impegno e la nostra passione. <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Diventa uno dei nostri, abbonati subito!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/perche-tra-calenda-e-sachs-il-bugiardo-e-propagandista-e-calenda.html">Perché tra Calenda e Sachs il &#8220;bugiardo&#8221; e &#8220;propagandista&#8221; è Calenda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/155 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-07 03:14:21 by W3 Total Cache
-->