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	<title>Kirsty coventry Archives - InsideOver</title>
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	<title>Kirsty coventry Archives - InsideOver</title>
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		<title>Ucraina 2022-2026 &#8211; Il ministro dello Sport Bidny: &#8220;Vi racconto cos&#8217;è per noi un&#8217;Olimpiade&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2024-il-ministro-dello-sport-bidny-vi-racconto-cose-per-noi-unolimpiade.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 11:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="735" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2.jpg 735w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-600x340.jpg 600w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></p>
<p>Il ministro dello Sport e delle Politiche giovanili dell'Ucraina racconta le difficoltà, a volte drammatiche, degli atleti del suo Paese. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2024-il-ministro-dello-sport-bidny-vi-racconto-cose-per-noi-unolimpiade.html">Ucraina 2022-2026 &#8211; Il ministro dello Sport Bidny: &#8220;Vi racconto cos&#8217;è per noi un&#8217;Olimpiade&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="735" height="416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2.jpg 735w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/ucraina-2-600x340.jpg 600w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></p>
<p>Per un paradosso quasi crudele, gli unici “casi” dell’Olimpiade Milano-Cortina, conclusasi proprio alla vigilia del quarto anniversario dell&#8217;invasione russa,  hanno investito l’Ucraina. Per la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere ufficialmente le squadre di Russia e Bielorussia, dopo quattro anni di bando, e per il “casco della memoria” che <strong>Vladislav Heraskevych, specialista dello skeleton, voleva indossare anche nella gara finale per mostrare i volti dei compagni e degli allenatori uccisi nella guerra. Il Cio lo ha squalificato, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito la decisione “una vergogna” e altrettanto ha fatto il presidente Zelensky.</strong></p>



<p>&#8220;È giusto: la riammissione di russi e bielorussi è stata una vergogna. E altrettanto si deve dire per la squalifica di Heraskevych. Una vergogna&#8221;.</p>



<p><strong>Matvii Bidnyi</strong>, 46 anni, il fisico ancora potente dell&#8217;atleta che fu diverte volte campione ucraino di body building, <strong>dal 2023 ministro dello Sport e delle politiche giovanili del Governo ucraino</strong>, era presente a Milano per seguire i Giochi e la squadra del suo Paese. E non ha dubbi nel commentare quegli eventi.</p>



<p>“Quella di Heraskevyh, poi, non era una presa di posizione politica ma umana: <strong>sul casco c&#8217;erano i volti degli amici che ha perso per l’aggressione russa. </strong>Le autorità sportive avrebbero dovuto capirlo e non prendere una decisione che in questo momento, con un negoziato in corso, inevitabilmente indebolisce la spinta sulla Russia. Come la decisione del Comitato Paralimpico. Ogni ucraino sopporta una pressione fortissima. Le ore di sonno sono tra tre e cinque in media, perché ogni notte suonano le sirene, si sente il rumore dei droni e quello delle esplosioni. Bisogna correre al rifugio anche se ormai, per la stanchezza, molte persone non lo fanno più.<strong> </strong>Ognuno di noi ha un amico o un parente al fronte, ogni volta che cade un missile andiamo a controllare in quale punto per paura che qualche nostro conoscente sia coinvolto. <strong>La sorella di mia moglie è stata uccisa da un missile nel centro di Kiev e io stesso ho trovato parti del suo corpo davanti all’edificio. </strong></p>



<p>Non c’è ucraino che non abbia visto cose che nessuno dovrebbe vedere. Dal punto di vista psicologico per i nostri atleti non è diverso. E dal punto di vista pratico, pensate che cosa voglia dire preparare un’Olimpiade quando sotto i bombardamenti russi bisogna <strong>decidere se usare la poca elettricità disponibile per fare il ghiaccio su una pista o scaldare le case per donne e bambini. </strong>Da questa situazione viene il casco di Heraskevych. Oppure la storia di <strong>Katerina Tabashkyn</strong>, l’altista che doveva gareggiare ai campionati del mondo quando un missile ha ucciso sua madre. E lei si trovava fianco a fianco gli atleti russi, cosiddetti “neutrali”… E nonostante questa situazione, siamo arrivati a questa Olimpiade con 46 atleti, il record degli ultimi sessant’anni. Ne siamo orgogliosi”.</p>



<p><strong>Negli ultimi tempi, sia il presidente della Fifa Gianni Infantino, sia la presidentessa del Cio Kirsty Coventry, hanno alluso alla possibilità di far rientrare la Russia nelle grandi competizioni internazionali, da cui è bandita dal 2022. Che cosa sta succedendo, secondo lei?</strong></p>



<p>“Prima di tutto devo sottolineare l’appoggio ricevuto finora dal Comitato olimpico internazionale, che in questi anni ha sempre sostenuto la condanna totale dell’aggressione russa, tanto che la bandiera russa e le insegne russe sono sempre state proibite finora. Abbiamo visto solo 17 atleti russi a Parigi e 14 qui a Milano-Cortina, mentre a Tokio, per fare un esempio, erano più di 300. È stato un segnale molto importante per l’opinione pubblica mondiale e anche per la Russia, per far capire alla sua gente che stanno commettendo un crimine, che non è una cosa da Paese normale e da società civile ciò che stanno facendo. Adesso, però, vediamo alcuni cambiamenti. Sappiamo che la Russia ha una grande esperienze nei giochi politici sotterranei, un gran numero di “ambasciatori” negli ambienti dello sport mondiale e un sacco di risorse, <strong>quindi una grande influenza. Anche, ovviamente, nelle istituzioni dello sport.</strong> Si sono dedicati a questo per decenni e di conseguenza hanno accumulato un certo potere. E applicano anche metodi che non voglio nominare perché non ho prove certe, anche se sempre più spesso ci si chiede il perché di certe decisioni e quale sia la trasparenza di certe procedure. </p>



<p>Ma noi continuiamo a <strong>ricordare ai leader dello sport mondiale che non è cambiato nulla da quando condannarono l’aggressione russa,</strong> da quando misero al bando gli atleti russi o proibirono la bandiera russa alle competizioni. Anzi, la situazione è addirittura peggiorata: la Russia è diventata ancor più cinica e spietata, in questo inverno si sono dati a un aperto genocidio della popolazione civile nelle nostre città, bombardando le centrali elettriche e quelle termiche con le temperature a meno 20 per far gelare le nostre donne e i nostri bambini, per ottenere così quello che non riescono a ottenere sul campo di battaglia. Più di 1.500 condomini, solo a Kiev, sono privi di corrente elettrica e riscaldamento nel pieno dell’inverno. Che cos’è, questo, se non un genocidio? E quindi <strong>è un momento strano, questo, per ammorbidire le politiche nei confronti della Russia.</strong> Semmai questo è un momento decisivo per arrivare a un cessate il fuoco, quindi dobbiamo mantenere la pressione affinché i russi siedano al tavolo delle trattative. E i leader dello sport mondiale devono capirlo: anche loro hanno una responsabilità in tutto questo”.</p>



<p><strong>Lei segue anche le politiche giovanili. Che generazione sta crescendo in questi anni di guerra?</strong></p>



<p>“Una generazione più concreta e concentrata, una generazione che ha visto quale sia il prezzo di valori come l’indipendenza e la sovranità. Sono concetti di cui si parla spesso e altrettanto spesso sembrano solo teoria. Ma quando si arriva a combattere per affermarli le cose cambiamo, e molto. Questa è una generazione che ora ha ben presente il significato di democrazia e l’importanza di un futuro in comune con l’Europa”.</p>



<p><strong>Lo chiedo non al ministro ma al cittadino: crede alla possibilità della pace?</strong></p>



<p>“Certo che ci credo. Abbiamo bisogno di crederci. In una guerra ogni singolo giorno devi fare tutto ciò che puoi per rendere la pace più vicina. Noi speriamo che con questo negoziato, e con l’aiuto dei nostri alleati in Europa e negli Usa, si arrivi a spingere la Russia a fermare questo crimine”.</p>



<p><strong>Pensa che sia vicina?</strong></p>



<p>“Lo spero. Per anni ne abbiamo sentito parlare e quindi ora tendiamo a ridimensionare certi proclami. Ma la nostra speranza in una vera pace resta salda”.</p>



<p>I<strong>mmaginiamo che la pace arrivi domani. Come ministro, qual è la prima cosa che vorrebbe fare?</strong></p>



<p>“Vorrei fare i passi utili per riunire la società intera, e in particolare i giovani, intorno all’idea di ricostruire l’Ucraina. Speriamo che i nostri partner ci aiutino perché siamo davvero convinti che l’Ucraina possa essere il Paese del futuro. Di opportunità per i giovani e per le grandi aziende di investire con profitto. Sono convinto che l’Ucraina avrà un brillante futuro e quindi sarà necessario radunare tutte le forze intellettuali e materiali intorno a questa idea. E soprattutto dobbiamo dare ai giovani il senso di questa prospettiva, e fargliela sentire possibile, anzi vicina”.</p>



<p><strong>Anche attraverso lo sport…</strong></p>



<p>“Certo. Perché lo sport è il primo luogo dove i giovani entrano in contatto con la società attraverso gli amici, i colleghi e gli allenatori, dove imparano a socializzare e a fare squadra, dove cominciano a darsi degli obiettivi e a cercare risultati. Dove sviluppano le qualità che servono loro anche nella vita di ogni giorno”.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-2022-2024-il-ministro-dello-sport-bidny-vi-racconto-cose-per-noi-unolimpiade.html">Ucraina 2022-2026 &#8211; Il ministro dello Sport Bidny: &#8220;Vi racconto cos&#8217;è per noi un&#8217;Olimpiade&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Non solo per sport &#8211; La corsa del medio oriente verso le Olimpiadi</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-corsa-del-medio-oriente-verso-le-olimpiadi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 15:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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<p>Da Istanbul a Doha, il Medio Oriente prova a farsi largo per portare per la prima volta nella regione i cinque cerchi olimpici.</p>
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<p>Su cinque città ufficialmente candidate, ben quattro sono asiatiche. E, fra queste, due sono in Medio Oriente: si tratta di <strong>Istanbul</strong> e <strong>Doha</strong>, peraltro entrambe con ottime probabilità di vittoria<a href="https://www.rainews.it/articoli/2025/07/olimpiadi-il-qatar-si-candida-per-i-giochi-del-2036-24707274-563e-4811-aeab-b84b92f69171.html"> viste le esperienze accumulate da entrambe </a>nell&#8217;organizzazione di grandi eventi.<strong> Il Medio Oriente, strangolato da una crisi militare e politica senza precedenti, vuole correre veloce e vuole pensare al futuro. </strong>La gara per l&#8217;assegnazione delle <strong>Olimpiadi del 2036</strong> appare, in tal senso, decisamente emblematica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;derby&#8221; tra Istanbul e Doha</h2>



<p>Tutte le Olimpiadi (sia estive che invernali) fino al 2034 sono state assegnate: la prossima, in ordine di tempo, è quella di Milano/Cortina 2026, poi ci saranno i giochi estivi di Los Angeles del 2028, quelli invernali delle Alpi Francesi del 2030, quelli estivi di Brisbane del 2032 e, infine, quelli invernali di Salt Lake City 2034. La gara è quindi tutta sul 2036. Dopo le due edizioni previste tra Usa e Australia,<strong> il Medio Oriente vuole giocare tutte le proprie carte</strong>. Istanbul punta sul proprio brand:<a href="https://thearabweekly.com/istanbul-faces-stiff-competition-it-seeks-host-2036-olympic-games"> le sue sarebbero Olimpiadi organizzate a cavallo di due continenti</a>, in una delle città più famose e più ricche di storia al mondo. Inoltre, il presidente turco <strong>Erdogan</strong> ha scommesso molto sulla costruzione di nuovi stadi e nuovi impianti in tutto il Paese. Sulla Turchia e sulle sue capacità di organizzare eventi, c&#8217;è da tempo molto credito: i giochi europei del 2027, per esempio, sono stati assegnati proprio a Istanbul, <strong>mentre nel 2032 il Paese anatolico ospiterà con l&#8217;Italia gli Europei di calcio. </strong></p>



<p>Ma Doha non è da meno:<strong> il Qatar è stato forse il primo attore mediorientale a puntare le sue fish sul<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cos-e-il-soft-power.html"> soft power </a>dello sport</strong>. Il piccolo emirato negli anni ha ospitato di tutto, fino ad arrivare nel 2022 a organizzare i<strong> Mondiali di calcio</strong>. Ossia, di fatto, il secondo evento più seguito internazionalmente proprio dietro le Olimpiadi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">In lizza anche Riad e la nuova capitale egiziana </h2>



<p>Oltre le due città prima menzionate, in corsa ufficialmente c&#8217;è anche la metropoli indiana di <strong>Ahmedabad</strong> e la nuova capitale indonesiana <strong>Nusantara</strong>. Dal sud America, è stata invece lanciata la candidatura di<strong> Santiago del Cil</strong>e, al momento l&#8217;unica fuori dal panorama asiatico. Il processo di assegnazione dell&#8217;Olimpiade 2036 tuttavia, potrebbe prevedere altri colpi di scena. Fino a pochi anni fa, la città ospitante veniva scelta tramite una rigida procedura. Si iniziava con il deposito delle candidature, l&#8217;ammissione di quelle ritenute valide e infine, sette anni prima dei Giochi, la votazione del Cio sanciva la città vincitrice. </p>



<p>Oggi è tutto molto diverso. Il Comitato Olimpico ha scelto la strada delle <strong>interlocuzioni dirette</strong> con i vari aspiranti candidati, a seguito delle quali poi verrà scelta la proposta vincente. Il tutto in un periodo non più schematicamente definito, dunque l&#8217;assegnazione potrebbe avvenire anche dieci anni prima l&#8217;evento. Vuol dire quindi che, durante le interlocuzioni, <strong>potrebbero emergere altre pretendenti</strong>. Una di queste, restando in Medio Oriente, potrebbe essere <strong>Riad</strong>. L&#8217;Arabia Saudita ha volontà e soldi da spendere e tra il 2030 e il 2034 ospiterà, rispettivamente, Expo e Mondiali di calcio. C&#8217;è poi l&#8217;<strong>Egitto</strong>, con il governo intenzionato eventualmente a portare avanti una città che non ha ancora un nome: quella che oggi è indicata genericamente come &#8220;<strong>Nuova Capitale Amministrativa</strong>&#8220;, destinata a sostituire Il Cairo entro pochi anni, potrebbe essere l&#8217;outsider dell&#8217;ultimo minuto. Aumentando quindi le pretese del Medio Oriente sul 2036.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Medio Oriente ha &#8220;fame&#8221; di futuro</h2>



<p>Anche se, <a href="https://www.olympics.com/ioc/news/ioc-president-coventry-announces-two-working-groups-to-strengthen-future-host-election-process-and-protection-of-the-female-category">così come dichiarato dalla segretario del Cio <strong>Kirsty Coventry</strong></a>, il processo di selezione è al momento sospeso &#8220;per effettuare le dovute riflessioni&#8221;, il momento della verità non sarebbe così lontano. Già nelle sessioni previste durante le Olimpiadi di Milano/Cortina, potrebbe spuntare la metaforica fumata bianca. Ma a prescindere dalle tempistiche e dal risultato, quello che più rimbalza agli occhi è <strong>la voglia del medio oriente di guardare nel lungo periodo. </strong></p>



<p>Nonostante un presente che parla solo di guerra, di tensioni e di instabilità, la regione ha voglia di puntare sul futuro. Un futuro forse finanziato da petrodollari e sponsorizzato da regimi non proprio democratici, ma pur sempre un futuro dove si potrà finalmente parlare di medio oriente per eventi sportivi e non per sciagure belliche. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-corsa-del-medio-oriente-verso-le-olimpiadi.html">Non solo per sport &#8211; La corsa del medio oriente verso le Olimpiadi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Con Kirsty Coventry l&#8217;Africa sale sul tetto del Comitato Olimpico Internazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-africa-sul-tetto-del-comitato-olimpico-internazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 13:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi Olimpici]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/coventry-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nomina di Kirsty Coventry a capo del Cio rappresenta una prima volta per una donna ma anche per l'intero continente africano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-africa-sul-tetto-del-comitato-olimpico-internazionale.html">Con Kirsty Coventry l&#8217;Africa sale sul tetto del Comitato Olimpico Internazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il 20 marzo 2025 l&#8217;ex nuotatrice<strong> Kirsty Coventry</strong> è stata eletta<strong> presidente del Cio</strong>, il Comitato Olimpico Internazionale. A lei, nel corso della sessione svoltasi in Grecia, sono andati i voti di 49 delegati su 97 votanti. Ha così raggiunto il quorum, fissato proprio a 49, al primo turno e ha sbaragliato la concorrenza. Non una sorpresa: Coventry era appoggiata dall&#8217;uscente Tomas Bach, in carica dal 2013 e nominato al termine della sessione &#8220;presidente onorario a vita&#8221;. L&#8217;elezione di Coventry segna, in un solo colpo, due prime volte importanti: si tratta della<strong> prima donna</strong> a diventare presidente del Cio, così come si tratta del <strong>primo delegato africano in assoluto a sedere sulla poltrona più alta dello sport mondiale</strong>. Coventry infatti è nata nello <strong>Zimbabwe</strong> da una famiglia di origine inglese e, nonostante si sia formata sportivamente negli Usa, ha sempre gareggiato (e vinto) con le insegne del Paese africano. Diventandone adesso anche la più nota figura a livello internazionale.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Kirsty Coventry was elected as IOC President, over fellow presidential candidates HRH Prince Feisal Al Hussein, David Lappartient, Johan Eliasch, Juan Antonio Samaranch, Lord Sebastian Coe and Morinari Watanabe. <a href="https://t.co/9S0F0z0PWm">pic.twitter.com/9S0F0z0PWm</a></p>&mdash; IOC MEDIA (@iocmedia) <a href="https://twitter.com/iocmedia/status/1902747481881907436?ref_src=twsrc%5Etfw">March 20, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La prima volta dell&#8217;Africa</h2>



<p>Quella di presidente del Cio non può essere considerata solo una carica di rango sportivo. In realtà, si tratta di <strong>uno degli incarichi più influenti anche in ambito politico.</strong> Le decisioni prese sul programma olimpico, sull&#8217;ammissione o sull&#8217;espulsione di alcuni Paesi dai Giochi, sulla partecipazione o sull&#8217;esclusione di categorie di atleti, hanno un&#8217;eco che va ben oltre le organizzazioni delle competizioni. Non a caso, il presidente del Cio siede sempre accanto al capo di Stato del Paese ospitante delle Olimpiadi durante la cerimonia di apertura. E spesso <strong>riesce a rappresentare una figura più terza di un segretario generale delle Nazioni Unite</strong>, accogliendo nei propri uffici delegati da ogni parte del mondo. Da non sottovalutare poi l&#8217;aspetto economico: il Cio, nell&#8217;ultimo quinquennio, ha registrato introiti pari a oltre sette miliardi di dollari.</p>



<p>Ben si comprende dunque il significato che ha per l&#8217;intero continente africano l&#8217;elezione di Coventry. L&#8217;ex nuotatrice è la decima presidente e, tra i suoi predecessori, si annoverano otto europei e uno statunitense. <strong>L&#8217;Africa è dunque arrivata prima di Asia e Oceania </strong>nel prendere il timone dello sport mondiale, due continenti questi ultimi dal grande peso tanto sportivo quanto politico. Sarà una donna africana, a partire da Milano-Cortina 2026, a sedere in tribuna accanto ai capi di Stato che inaugureranno i giochi olimpici. E questo almeno fino a Brisbane 2032, visto che il mandato di Coventry sarà valido per otto anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una speranza per lo Zimbabwe</h2>



<p>Prima di intraprendere la carriera politica al Cio, Kirsty Coventry è stata una grande nuotatrice. Nata ad Harare nel 1983 da una famiglia di origine inglese, già da adolescente ha manifestato le sue attitudini nel dorso e ha così deciso di andare ad allenarsi negli Stati Uniti. E non è stata solo una scelta legata alle poche strutture presenti nel suo Paese. Gli anni Ottanta hanno visto infatti la scalata di <strong>Robert Mugabe</strong> al potere. Come presidente, Mugabe ha sempre visto in chi aveva origini europee un rappresentante del periodo coloniale. Per Coventry e la sua famiglia dunque, l&#8217;aria non era quella giusta.</p>



<p>Per ben due volte tuttavia, ad Atene 2004 e a Pechino 2008, grazie ai due ori vinti nei 200 dorso, l&#8217;inno dello Zimbabwe ha risuonato in mondovisione. Un motivo di vanto non indifferente per questa parte di Africa. Adesso, con la nomina a capo del Cio, Coventry oltre che al prestigio potrebbe portare al suo Paese anche l&#8217;avvio di un <strong>processo di normalizzazione</strong>. Qui infatti la questione legata all&#8217;origine etnica è ancora aperta: sono molto forti le rivendicazioni della popolazione bantu, ma esistono anche accuse di discriminazioni da parte della minoranza di origine europea. Il fatto che sia una donna bianca a rappresentare lo Zimbabwe in una delle più alte cariche politiche internazionali, potrebbe favorire il superamento della reciproca diffidenza tra la parti.</p>
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