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	<title>Ken McCallum Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ken McCallum Archives - InsideOver</title>
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		<title>Attenti ai giornalisti e ai professori, sono loro le spie che dovremmo temere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il controspionaggio britannico esorta a tenere in conto anche le spie meno "scontate", gli agenti d'influenza che passano inosservati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/attenti-ai-giornalisti-e-ai-professori-sono-loro-le-spie-che-dovremmo-temere.html">Attenti ai giornalisti e ai professori, sono loro le spie che dovremmo temere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/6b080-17569096934794.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per l&#8217; <strong>MI5</strong>, il controspionaggio britannico, le spie che non &#8220;vediamo&#8221; e che &#8220;dovremmo temere&#8221; maggiormente si nascondono nel tessuto più trasversale della società, che si estende tra le sfere politica, culturale ed economico-industriale. Non si tratta degli agenti con copertura diplomatica da cui dovremmo guardarci — il loro ruolo è noto e, come accade di consueto, difficilmente si avvicinerebbero personalmente a una fonte di basso livello — ma di altri profili: <strong>giornalisti, accademici e lobbisti rappresentano le principali minacce nel campo di battaglia dello &#8220;spionaggio 2.0&#8221;</strong>, che non è solo ed esclusivamente cibernetico ma passa ancora attraverso la componente fisica per ottenere informazioni sensibili da profili intermedi che si ritengono &#8220;al sicuro&#8221; e credono di poter condividere solo dati di importanza <em>marginale</em>.</p>



<p>Se avete visto l’ultima serie di&nbsp;<em>Slow Horses</em>&nbsp;— adattamento della <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/i-pilastri-della-letteratura-di-spionaggio-tra-mito-e-realta.html">saga di spionaggio</a> vergata da Mick Herron — avrete già una percezione dei rischi attuali e delle tecniche che possono essere adottate nella vita di tutti i giorni per ottenere una serie di informazioni che, sommate, possono mettere a rischio qualsiasi server. E infatti, nella realtà, <strong>sono proprio i profili di secondo o terzo livello a essere «sotto attacco»</strong>: donne e uomini perfetti per essere usati come cavalli di Troia — per diffondere propaganda inconsapevole o su commissione; per partecipare a campagne di <strong>disinformazione</strong>, <strong>misinformazione</strong> o <strong>controinformazione</strong> &#8220;spesata&#8221; o &#8220;imboccata&#8221;; o per essere infettati da spyware che, iniziando a raccogliere informazioni apparentemente di poco conto, possono poi condurre all’acquisizione di dati davvero sensibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spie nella società a contatto con la politica</h2>



<p>Per i vertici dell&#8217;MI5, che stanno lavorando a una campagna informativa per arginare i danni e sensibilizzare gli inglesi a guardarsi sempre le spalle, è diventato estremamente difficile distinguere un &#8220;<em>approccio benigno da uno adottato da o per conto di uno stato a fini di interferenza o spionaggio</em>&#8220;; e gli agenti dell&#8217;intelligence straniera che operano sotto copertura possono fingersi &#8220;<strong>diplomatici, giornalisti, accademici o lobbisti</strong>&#8220;, nascondendo i loro legami con lo stato per ottenere ciò che il loro mandante desidera: le vostre informazioni più utili. E questo, possiamo starne ben certi, non è un pericolo riguarda solo il Regno Unito, ma tutte le parti del mondo, <strong>compresa <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/litalia-nel-mirino-sabotaggi-e-disinformazione-russi-2564530.html">ovviamente l&#8217;Italia</a></strong>, considerato il suo peso nella politica estera, nell&#8217;industria bellica, e il suo ruolo nella Nato, nel Mediterraneo Allargato, negli equilibri geopolitici di questo nuovo assetto multipolare.</p>



<p>&#8220;<em>Quando Stati stranieri rubano informazioni vitali del Regno Unito o manipolano i nostri processi democratici, non solo danneggiano la nostra sicurezza a breve termine, ma erodono anche le fondamenta della nostra sovranità e la capacità di proteggere gli interessi dei nostri cittadini. Chiunque legga queste linee guida ha a cuore il ruolo che svolge nella democrazia del Regno Unito. Agisci oggi stesso per proteggerla, e per proteggere te stesso</em>&#8220;, ha recentemente dichiarato Sir Ken McCallum, il direttore dell&#8217;MI5, la vecchia <strong>Sezione 5</strong> dell&#8217;<strong>Intelligence Militare</strong> addetta al controspionaggio e alla sicurezza interna del Regno Unito con in collaborazione con lo Special Branch, le unità antiterrorismo e ovviamente l&#8217;intelligence estera, l&#8217;arcinoto MI6, cerca di tutelare la maggiore potenza militare del continente europeo dalla proliferazione di agente esteri potenzialmente nocivi per il Regno e per gli altri membri dell&#8217;Alleanza Atlantica di cui lo UK fa parte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Profili a rischio e informazioni privilegiate</h2>



<p>I profili a rischio diventano un bersaglio per gli agenti inviati o reclutati dagli “<em>attori statali</em>” esteri perché possiedono &#8220;<em>informazioni che consentono ad altri Stati di comprendere le priorità e le attività politiche e strategiche</em>&#8220;. Queste informazioni non devono essere necessariamente &#8220;<strong>informazioni classificate</strong>&#8220;, ricordano gli agenti segreti inglesi, poiché anche &#8220;altre informazioni privilegiate&#8221;, apparentemente irrilevanti, nelle mani giuste — ossia di un servizio informazioni avversario che sa come impiegarle, unendole o incrociandole con altre — possono diventare estremamente preziose. Possono servire per ricostruire situazioni, condizioni o catene di comando; per raggiungere altri profili considerati obiettivi reali di operazioni di spionaggio più rilevanti; o per influenzare decisioni su questioni economiche o di politica estera orientandole secondo gli interessi di altri attori statali.</p>



<p>Alimentare una determinata narrazione, accentuare una critica o creare un fronte interno utile alla destabilizzazione — attuale o futura — rientra nelle opzioni di un’intelligence avversaria che può costruirsi una rete di informatori eccellenti anche <a href="http://anche senza reclutarli">senza reclutarli</a> direttamente, semplicemente ingannandoli e tenendoli &#8220;buoni&#8221; o all’oscuro delle reali intenzioni della spia. O può condurre una strategia di <strong>guerra cognitiva</strong> poggiando i suoi pilastri sulla propaganda diretta a influenzare la scena politica di un Paese avversario.</p>



<p>Le <a href="https://substack.com/home/post/p-159513815">trappole al miele</a> sono un metodo antico ma ancora efficiente, soprattutto con l’avvento di Internet. È noto il caso di un ufficiale americano che rivelò dati sensibili a una donna conosciuta online dietro la quale si celavano, in realtà, i servizi segreti russi. Ancora più pericoloso è il ricatto: quando agenti stranieri utilizzano informazioni su un profilo per influenzarne le azioni. In questi casi, strategie basate su <strong>catfishing</strong> e <strong>phishing</strong>, anche con l’ausilio di malware, sono molto diffuse e segnalate come rischi frequenti.</p>



<p>Il controspionaggio inglese sottolinea che la maggior parte degli approcci verso un “bersaglio” saranno ovviamente &#8220;legittimi e non degni di alcuna preoccupazione&#8221;, ma le attività di spionaggio e interferenza che li hanno indotti hanno invece una <strong>natura ingannevole</strong> e/o <strong>coercitiva</strong>: un’interazione apparentemente genuina può rapidamente trasformarsi in qualcosa di più maligno. È noto, per esempio, il caso di reclutatori russi che hanno utilizzato il <strong>revenge porn</strong> per costringere giovani ucraini a compiere atti di sabotaggio. Dopo averli approcciati su Telegram e intrattenuto conversazioni amichevoli, avrebbero infettato i loro telefoni e computer con malware, accedendo alle gallerie personali per poi minacciarli di diffondere contenuti privati qualora non avessero portato a termine una<em> missione</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio continuo di spionaggio</h2>



<p>Come ricordano gli agenti inglesi, le attività di spionaggio – ossia la raccolta segreta di informazioni a vantaggio di uno Stato straniero – possono essere portate avanti tramite “<em>agenti umani, attacchi informatici o altri mezzi</em>”.</p>



<p>Anche in tempo di pace, gli attori statali cercano di “<em>raccogliere informazioni classificate e altre informazioni di valore per loro, prendendo di mira coloro che ritengono abbiano accesso a tali informazioni o potrebbero ottenerne l’accesso”. Anche le “operazioni di informazione</em>” (o meglio, di disinformazione) sono uno <strong>strumento di interferenza </strong>utilizzato dalle potenze ostile per destabilizzare un avversario o compromettere le capacità del suo <strong>processo decisionale</strong> o <strong>democratico</strong>.</p>



<p>Diffondere informazioni false o manipolate, appositamente create per ingannare l’<strong>opinione pubblica</strong>, può avere una portata estremamente maggiore se veicolate da un esponente politico sotto ricatto. Allo stesso modo, la pratica dell’<em>hack-and-leak</em>&nbsp;– ossia <strong>l’utilizzo di strumenti informatici per accedere a materiale rubato e rilasciarlo selettivamente nel dominio pubblico</strong> – può rappresentare il fine ultimo di un avvicinamento malevolo da parte di una delle spie che dovremmo “temere”, ma che spesso lasciamo avvicinare sottovalutando il <em>nostro</em> e il <em>loro</em> “ruolo”.</p>



<p>Il controspionaggio inglese rimarca come il Regno Unito sia “<em>bersaglio di interferenze e spionaggio strategico a lungo termine da parte di elementi degli Stati russo, cinese e iraniano</em>”, che in modi diversi cercano di promuovere i propri interessi economici e strategici e di danneggiare le istituzioni democratiche occidentali. Un rischio non certo sconosciuto all’AISI, la nostra Agenzia informazioni e sicurezza interna, e all’ACN, l’<strong>Agenzia per la cybersicurezza nazionale</strong>. Proprio di recente, un membro attivo di quest’ultima agenzia mi ha rivelato come ogni giorno l’Italia sia bersaglio di “<em>centinaia di attacchi informatici</em>” sventati. Segno che qualcuno vuole le nostre informazioni. E non si tratta solo di dati di carattere militare: anche la nostra identità e la nostra posizione lavorativa possono essere utili alle spie dalle quali dovremmo guardarci le spalle.</p>



<p><strong><em>Lo spionaggio e il ruolo svolto dall’intelligence sono sempre stati elementi affascinanti quanto decisivi per gli equilibri regionali e globali. Conoscere, analizzare, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei processi della diplomazia e nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa e dello Spionaggio, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/attenti-ai-giornalisti-e-ai-professori-sono-loro-le-spie-che-dovremmo-temere.html">Attenti ai giornalisti e ai professori, sono loro le spie che dovremmo temere</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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